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sabato 4 aprile 2026
Pasqua di coscienza: basta sacrificare il Parco
Nel lontano 2009 siamo nati con un obiettivo chiaro: sostenere l’ampliamento del Parco Brianza Centrale. Il nome del nostro blog lo dice senza ambiguità. Da lì siamo partiti, ma nel tempo abbiamo scelto di allargare lo sguardo, raccontando non solo il Parco ma anche le realtà e i territori della Brianza e oltre, per diffondere esperienze positive e segnalare criticità.
Lo abbiamo fatto anche con un’altra ambizione: mettere in contatto persone, gruppi e progetti, contribuendo alla costruzione di un sapere diffuso sulle questioni ambientali della Brianza. Non sappiamo quanto bene ci siamo riusciti, ma una cosa è certa: lo abbiamo fatto, con costanza e convinzione.
In questi anni il Parco Brianza Centrale si è evoluto, arrivando a fondersi con il Parco del Grugnotorto e del Villoresi, anche grazie alla visione del suo Presidente Arturo Lanzani. Un passaggio importante, che sembrava rafforzare la tutela di un territorio già fortemente segnato dalla presenza umana.
Oggi però, a distanza di tanti anni, vediamo profilarsi un pericolo concreto per il Parco. E proprio in questi giorni di Pasqua, che richiamano i temi della rinascita e della responsabilità, sentiamo ancora più forte il bisogno di una presa di coscienza.
In un’area così densamente antropizzata, difendere gli ultimi spazi verdi dovrebbe essere un principio condiviso. E invece c’è sempre qualcuno che pensa che ci sia “qualcosa di meglio”: l’autostrada Pedemontana, il deposito della Metrotranvia, un nuovo ospedale… sempre all’interno del Parco.
Il problema non è solo nelle opere in sé, ma nell’assenza di domande fondamentali: servono davvero? Si possono realizzare altrove? E, se proprio necessarie, come ridurne al minimo l’impatto? Manca una visione responsabile del futuro.
Così accade che si faccia propaganda con piani sulla carta condivisibili, mentre nei fatti si sostengono scelte che vanno in direzione opposta. È in questo scarto tra dichiarazioni e azioni che si consuma il rischio più grande.
La Pasqua dovrebbe essere anche questo: un momento per fermarsi, riflettere e scegliere da che parte stare. Un tempo di verità.
Per questo rivolgiamo un invito chiaro a chi ha responsabilità politiche e amministrative: fermatevi e fatevi un esame di coscienza. Chiedetevi se le scelte che state sostenendo vanno davvero nell’interesse del territorio e delle comunità che lo abitano, oggi e domani. Perché difendere gli ultimi spazi verdi non è un’opzione tra le tante: è una responsabilità.
Senza questa consapevolezza, non c’è alcuna rinascita possibile.
E così, passo dopo passo, si rischia di distruggere la Brianza Centrale e il suo Parco.

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