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lunedì 31 agosto 2020

Rientro a scuola e trasporto pubblico

 


a cura Fridays For Future, Como

Stando alle ultime indiscrezioni, a causa dell'emergenza sanitaria, i mezzi pubblici non potranno tornare ad avere una capienza del 100% come l'anno scorso. Con l'attuale programmazione del trasporto pubblico sarà impossibile che tutti gli studenti riescano ad usufruire del servizio TPL. Secondo il presidente dell'agenzia TPL Varese - Como - Lecco, Angelo Colzani, il 50% degli studenti rimarrà, infatti, a terra.

Regione Lombardia nel 2016, ha approvato il Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT). Nello stesso programma il valore complessivo degli investimenti (previsti da parte di tutti gli attori del sistema) è nell'ordine dei 40 miliardi di euro così suddivisi: il 38% per il trasporto ferroviario, il 16 % per il TPL gomma e il 45% per il trasporto stradale. Sono stati previsti investimenti per ben 18 miliardi di euro al trasporto stradale, mentre per il trasporto pubblico su gomma è stato destinato uno scarso 16% degli investimenti totali.

A causa di queste politiche, il servizio attuale inserito nel programma di bacino dell'agenzia TPL Varese Como Lecco non è in grado di garantire un servizio pubblico di trasporto efficiente.

È carente l'integrazione tra le varie linee urbane ed extraurbane.

È carente la frequenza di tutte linee del TPL urbane ed extraurbane (ad esclusione, forse, della linea 1 urbana, e di poche altre).

È carente la pianificazione delle corse in un'ottica di intermodalità tra i mezzi di trasporto.

È completamente inesistente una tariffazione integrata unica tra le varie linee, figuriamoci pensare a una tariffazione integrata tra mezzi collettivi diversi (es. battelli, bus, treni), figuriamoci pensare alla gratuità del trasporto!

Mentre una certa politica sia destra che a sinistra, completamente fuori dal tempo, sostiene investimenti in opere stradali inutili (tangenzialine, canturina bis e strade varie), non si riesce nemmeno a garantire un servizio di trasporto pubblico per gli studenti che saranno costretti alla didattica on-line o a ricorrere al mezzo privato facendosi accompagnare dai genitori a scuola.  La Lombardia merita di più! Bisogna garantire l'accesso a scuola degli studenti con un servizio di trasporto pubblico efficiente!

Regione Lombardia, svegliati, perché le studentesse e gli studenti sono pronti a scendere in piazza contro una politica completamente allo sbaraglio che non sa risolvere i problemi ambientali e ora nemmeno garantire il diritto allo studio!

Noi non ci stiamo!

sabato 29 agosto 2020

Una foto per salvare i paesaggi incontaminati (in pericolo) del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea


Bella iniziativa quella del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea volta a far scoprire e, speriamo, dare maggior tutela alle aree incontaminate dell'area protetta.

I responsabili del Parco hanno dichiarato: "Si tratta di  un concorso fotografico aperto a tutti, il tema è I paesaggi incontaminati del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea. L’invito è quello di fare un bel giro nel Parco, “catturare” con l’obiettivo gli angoli più belli e poi inviarci le vostre foto (fino a un massimo di sei). Ovviamente potete spedirci anche foto che avete già nel vostro archivio, anche perché ci piacerebbe rappresentare la natura del Parco in tutte e quattro le stagioni. Sceglieremo le 12 più belle che entreranno a fare parte del calendario ufficiale del 2021."

Da parte nostra ci auguriamo che il Parco sia coerente nel tutelare le aree verdi e respinga le incaute proposte di cementificazione che arrivano da più parti.

A questo proposito Gianni Del Pero, presidente del WWF Lombardia, ci ha dichiarato: "In questi ultimi tempi ci arrivano da più parti segnalazioni di proposte di inutili ma dannose strade nel Parco  (a partire da Mariano, Cantù e Figino, per non dimenticare la tangenziale di Como, e gli interventi e Senago, Bollate, ecc). Verrebbe voglia di invitare la gente ad inviare foto di queste aree a rischio di distruzione".

Per partecipare all'iniziativa vai sul sito del Parco (cliccare qui).
Per consultare il regolamento e compilare la scheda di partecipazione cliccare qui.

venerdì 28 agosto 2020

Lomazzo: una serata per ascoltare i suoni e riconoscere i gufi e i rapaci notturni



FESTIVAL DELLA CULTURA CITTA' DI LOMAZZO
Martedì 1 settembre 2020 • Marco Mastrorilli e Raffaella Maniero

Presentazione de "Il volo rapito" e passeggiata notturna nel Parco Lura per ascoltare e riconoscere i suoni degli animali della notte (occorre una torcia), eccezionalmente guidati da uno fra i maggiori divulgatori italiani sul mondo dei rapaci notturni.

Ritrovo presso Villa Ceriani. municipio di Lomazzo - piazza IV Novembre 4 - ore 20:30
Partecipazione gratuita - registrazione OBBLIGATORIA su eventbrite (cliccare qui).

IL LIBRO - "Il volo rapito"

Il fascino esercitato dai rapaci notturni sull’uomo ha radici lontanissime, che affondano nel tempo e nella storia. Temuti per il loro aspetto, associati in passato a entità malvagie, considerati depositari di poteri sovrannaturali e propiziatori, questi splendidi volatili sono sempre stati bersaglio di un commercio spietato: al tempo degli Egizi, Greci, Romani fino al medioevo, e purtroppo sempre più anche ai giorni nostri. L'inchiesta, che svela i traffici di rapaci notturni, inizia da un mercato della città cinese di Wuhan, uno dei crocevia del traffico di animali vivi, reso tristemente famoso dalla pandemia di COVID-19, per poi portarci a scoprire gli snodi di un traffico globale.
Marco Mastrorilli e Raffaella Maniero ci aiutano a conoscere meglio il mondo affascinante dei rapaci notturni e e ci inducono ad una maggiore consapevolezza di quanto sia importante il rispetto della fauna selvatica in tutte le sue forme.

GLI AUTORI


Marco Mastrorilli è nato a Milano, ora vive a Parma, è specializzato nella ricerca e studio dell’ecologia dei rapaci notturni, scrittore naturalista e guida ambientale escursionistica. E' fra i principali divulgatori italiani rivolti ai rapaci notturni. Autore di 22 libri ha scritto per numerose testate di settore e non (quotidiani, e periodici). Nel 2015 in Minnesota è stato insignito dal Global Owl Project del premio speciale come miglior esperto di gufi a livello mondiale per quell’anno ed è entrato a far parte della prestigiosa World Owl Hall of Fame. Direttore artistico del Festival dei Gufi, ha vinto diversi premi letterari, tra questi il 1° Premio di Letteratura Naturalistica Parco Majella. Ospite in molte trasmissioni radiofoniche e televisive (Geo, Uno Mattina, Sereno Variabile).

Raffaella Maniero dedica molto del proprio tempo agli animali ed ha lavorato con importanti naturalisti e biologi per dar voce agli animali e ai loro diritti. Da 10 anni si occupa di divulgazione e sensibilizzazione nelle scuole con un progetto sul rapporto uomo-animale e sulla biodiversità. Ama leggere, scrivere, dipingere e viaggiare, soprattutto in Africa.

L'ESCURSIONE

Dopo la presentazione del libro, scenderemo nella Valle del Lura, guidati da Marco Mastrorilli, per ascoltare i suoni e riconoscere i gufi e i rapaci notturni. L'escursione è adatta anche ai bambini e alle famiglie; occorre una torcia. La partecipazione è gratuita, ma è a numero chiuso: occorre pertanto registrarsi su eventbrite (cliccare qui).

L'evento si svolge nel rispetto delle norme anticovid, con registrazione obbligatoria dei nomi dei partecipanti, misurazione della temperatura corporea, obbligo di uso della mascherina e di mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro.

giovedì 27 agosto 2020

Il Vallone di Brenna diventi un parco, tra la Brughiera e lo “Zoc del Peric”

La proposta del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” per la tutela a parco delle aree verdi tra Alzate e Brenna


“Il Vallone di Brenna diventi un parco, per creare una cintura verde tra la Brughiera e il PLIS Zoc del Peric”. È questa la proposta lanciata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” che chiede, in particolare all’Amministrazione Comunale di Brenna, di tutelare a parco le proprie aree verdi, e in particolare il Vallone di Brenna, in modo da congiungere le aree dei comuni confinanti che già risultano protette come parchi.

Il Circolo Ambiente è ben consapevole che, in questo momento di difficoltà, l’impegno delle Amministrazioni pubbliche è, e deve essere, rivolto alla tutela della salute pubblica, in relazione all'allarme sanitario relativo al coronavirus. Questo non impedisce di pensare al domani, anche in relazione ad una maggiore tutela dell’ambiente in cui viviamo.

Ma veniamo alla proposta di tutela del territorio di questa porzione della Brianza comasca: attualmente, in un’area di pochi chilometri, esistono aree protette che potrebbero essere facilmente connesse tra loro. Stiamo parlando della zona che ha per baricentro il PLIS Zoc del Peric (che comprende Alzate, Lurago e Inverigo), con a est il Parco Regionale della Valle del Lambro (di cui fanno parte gli stessi comuni di Lurago e Inverigo), a ovest il Parco Regionale Groane/Brughiera e, un po’ più a sud, la Riserva della Fontana del Guercio, che coinvolge Carugo. Ma, per congiungere tra loro tutte queste aree protette, l’anello mancante è proprio il territorio di Brenna.

Pertanto la proposta degli ambientalisti è rivolta in particolare al Comune di Brenna, affinché tuteli a parco le proprie aree verdi, a partire dal Vallone di Brenna.

Queste le considerazioni del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”: "Il nostro auspicio è che le zone a Parco vengano ampliate, per creare una connessione ecologica tra il PLIS “Zoc del Peric” e i vicini parchi regionali. Per il Parco sovracomunale dello “Zoc” si potrebbero individuare uno o più collegamenti: nella parte orientale, fino a congiungersi con il Parco Regionale della Valle del Lambro, di cui già fanno parte i comuni di Lurago e Inverigo. Mentre per la parte occidentale si potrebbero creare degli ampliamenti o delle connessioni ecologiche che necessariamente devono comprendere le aree agricole a sud del vecchio nucleo di Fabbrica Durini e, soprattutto, il territorio di Brenna. Stiamo parlando in particolare del cosiddetto Vallone, allo scopo di creare un futuro e auspicabile collegamento con il Parco Regionale Groane/Brughiera e con la Riserva della Fontana del Guercio. In tal modo il PLIS dello “Zoc” diverrebbe una sorta di cintura tra i parchi regionali, nell’auspicio di connettere ecologicamente il territorio naturale della Brianza comasca. In definitiva, il nostro desiderio, ma anche la nostra specifica richiesta che rivolgiamo alle Istituzioni (Comuni, Provincia, Regione), è che il Vallone di Brenna diventi un’area protetta a parco."
 

Si ricorda che proprio nelle aree del Vallone di Brenna e dello Zoc del Peric, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” opera da anni con diverse attività di conoscenza e di miglioramento ambientale, tra cui, in particolare, i Campi di volontariato internazionale “Brianza hills” (realizzati in collaborazione coi comuni di Brenna, Alzate, Lurago e Inverigo): grazie al Campus, negli scorsi anni decine di giovani provenienti da tutto il Mondo, sono intervenuti per la sistemazione ambientale delle zone naturali del PLIS Zoc del Peric e del Vallone di Brenna, attraverso lavori di manutenzione dei sentieri, posa della cartellonistica, sistemazione di alcune sponde della roggia Vecchia; i lavori sono stati eseguiti anche grazie alla collaborazione con l’associazione Brenna Pulita. Quest’estate purtroppo, a causa dell’allarme sanitario, non è stato possibile realizzare il Campo internazionale.

mercoledì 26 agosto 2020

Un nuovo corso per le Gev del Parco Groane Brughiera


 

a cura del COMITATO PARCO REGIONALE GROANE - BRUGHIERA

Condividiamo e diffondiamo questa notizia del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera relativa all'apertura delle pre-iscrizioni per il corso di GEV (Guardie Ecologiche Volontarie).

Clicca qui >>>>>> pre-iscrizioni per il corso di GEV.

E' sicuramente una bella occasione anche per chi vive la Brughiera e vuole impegnarsi attivamente in futuro nella difesa e nella tutela dei nostri boschi.

Questo corso è sicuramente importante proprio per incrementare il numero di GEV che possono operare sopratutto in Brughiera (e ne abbiamo bisogno vista l'estensione delle zone nord del parco...) e che magari conoscono già questo territorio che nel dicembre 2017 si è aggregato al Parco delle Groane. Speriamo che questa occasione venga raccolta da molti così da poterli incontrare in futuro in Brughiera con tanto di divisa.

lunedì 24 agosto 2020

Lozza, interviene il WWF: "Le opere di arredo urbano non sono compensazioni ambientali e nulla compensano rispetto al danno prodotto da Pedemontana"

Per vedere la cartina in versione integrale cliccare qui
 

di Gianni Del Pero, Presidente WWF Lombardia

Il WWF Insubria ha ricostituito ai primi di agosto un nutrito gruppo di attivisti riuniti attorno al Parco Pineta di Appiano e Tradate. E tra i primi argomenti trattati non poteva mancare un'osservazione critica rispetto alle modalità di spesa relative alle compensazioni ambientali da lungo tempo previste in piani ormai impolverati.

Per Lozza il Progetto Locale PL 41 prevedeva diversi interventi di recupero ambientale che vedevano coinvolti anche i comuni di Varese, Vedano Olona, Malnate e Morazzone (leggi qui).

Ma si è deciso di semplificare, e per noi davvero un po' troppo, realizzando unicamente percorsi ciclopedonali (leggi qui).
Bene, ma non benissimo visto che una parte delle risorse che dovevano essere spese sono state utilizzate per l'arredo urbano di Lozza, interventi che nulla compensano rispetto al danno prodotto da Pedemontana.

Lozza: che fine hanno fatto le compensazioni ambientali di Pedemontana?


 
a cura di Alternativa Verde Desio, Sinistra e Ambiente Meda, Circolo "Laura Conti" Legambiente Seveso

Lozza è un comune in Provincia di Varese con circa 1260 abitanti, una superficie di 1,71 kmq.
Ben il 50 % del suo territorio è occupato e martoriato da due cave insediate complessivamente su 86.000 mq (0,86 kmq). 

Nel piccolo comune passa ed è in esercizio da 5 anni la prima tratta della tangenziale di Varese, compresa nel progetto dell’Autostrada Pedemontana Lombarda. 

Insieme alla realizzazione della tangenziale e nel quadro del progetto globale della Pedemontana, erano e sono previste le Compensazioni Ambientali, interventi che, nell’intento iniziale, avrebbero dovuto essere un tentativo di parziale ricucitura ambientale dei territori danneggiati dal passaggio dell’autostrada e delle due tangenziali, quella di Varese e quella di Como. Attualmente, dopo che gli elaborati sono stati discussi con i Comuni, probabilmente anche con l’avvicendarsi di diverse amministrazioni, ben poco è rimasto dei progetti originali, al punto che difficilmente si potrebbero definire questi interventi quali “opere di compensazione ambientale”

Come gruppi ambientalisti che da anni si occupano dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, tentando di contrastare l’assurda ostinazione a voler realizzare e completare un’infrastruttura inutile, dispendiosa e pesantemente impattante per il territorio, cerchiamo comunque anche di monitorare l’andamento e la concretizzazione di queste Compensazioni Ambientali, per verificarne la qualità e la loro effettiva attuazione. 
 
 
Il PL 41 è un intervento localizzato lungo l’asta dei fiumi Olona e Lanza, attorno al tracciato della ferrovia dismessa della Valmorea. Comprende due ambiti principali di intervento: uno lineare, centrato sul percorso ciclabile della Valmorea, ed uno areale che interessa la piana agricola fra Lozza, Vedano e Castiglione Olona. 

L’intervento sulla piana di Lozza prevedeva il proseguimento del percorso ciclabile lungo il tracciato della vecchia ferrovia, che trova un punto critico nel superamento dello snodo di Lozza e poi corre lungo il rettifilo della piana fino a rientrare a sud nella valle dell’Olona. 

Sempre analizzando il progetto, un primo intervento è la realizzazione di un doppio filare con una fascia a prato lungo la strada nord sud che incanala la visuale lungo il tracciato storico. Il secondo intervento è la creazione di un nuovo bosco nella porzione nord della piana ad ispessire la fascia di mitigazioni del tracciato autostradale e la vista dei capannoni esistenti a sud di Lozza. 
Per Vedano Olona è prevista la riqualificazione di porzioni dei boschi sulla sponda est dell’Olona fra il fiume e l’abitato. 

 
La misura compensativa PL 41 bis sulle cave consisteva nel ripristino della vegetazione delle aree di cava Premazzi (di circa 28.000 mq) e De Luis (di circa 58.000 mq). Nell’ipotesi progettuale iniziale v’era il riempimento delle cave con materiale di riporto o proveniente dagli scavi di APL, il recupero ambientale per una superficie di circa 37.000 mq, di cui 24000 a nuovo bosco e 10000 mq a prato arborato e due percorsi ciclo pedonali per una futura fruibilità di circa 500 metri per la ex cava Premazzi e di 300 metri per la ex cava De Luis. 
Questi erano i contenuti delle Compensazione ambientali riguardanti il comune di Lozza, inizialmente definiti nella fase di progettazione della Pedemontana. 

Ben diverso appare il progetto ora approvato e finanziato per Lozza, anche se viene ripresentato come Compensazione Ambientale conseguente alla realizzazione della tangenziale di Varese, opera viabilistica complementare all’autostrada Pedemontana. 

Infatti, a fronte del mutamento del territorio causato dalla realizzazione della tangenziale, l'Amministrazione è intervenuta nell’iter progettuale e procedurale chiedendo e scegliendo di eseguire le seguenti opere:
  • Illuminazione pubblica viale del cimitero,
  • Drenaggio idrico nelle vie Brianza e Veneto, 
  • Parcheggio V.le Brianza, Marciapiede in v.le Piave, 
  • Parcheggio in via Montello, 
  • Impianto fotovoltaico,
  • Percorsi ciclo pedonali.
Il tutto con un esborso per la società Autostrada Pedemontana Lombarda decisamente contenuto pari a un milione e mezzo di euro. La cancellazione di 1500 mq di bosco per realizzare le ciclabili non verrà compensata poiché non è prevista, nel progetto elaborato dal Comune e da APL, alcuna nuova piantumazione.

Siamo ben lontani da quanto era stato definito nei progetti di Compensazione ambientale. 
 

Alla scoperta della Valle del Torrente Serenza, per dire No alla Canturina Bis!


C'è chi vuole autostrade, tangenziali nei Parchi, asfalto e cemento...e a questo noi diciamo No! ma diciamo Sì a tanto altro e lo diciamo convintamente: Sì alla mobilità sostenibile, Sì all'ampliamento dei Parchi, Sì al recupero del patrimonio edilizio storico e rurale, Sì a nuovi stili di vita!


Dopo il grande successo delle Escursioni Estive Guidate per riprenderci il Parco delle Groane e della Brughiera, in particolare dell'ultima a Mariano dove abbiamo detto a voce alta: "No alla strada nel Parco - Si può attraversare la Brughiera a piedi!", vi proponiamo un nuovo appuntamento: Alla scoperta della Valle del Torrente Serenza, per dire No alla Canturina Bis!
 

Ritrovo: Cantù, da Via Genova. Ci siete il 6 Settembre 2020?
Orario da confermare in fase di prenotazione.
Prenotazione e registrazione obbligatoria:
delegatolombardia@wwf.it - 330/225140
(gruppi limitati, misura temperatura alla partenza, mascherine e distanziamento di un metro)

domenica 23 agosto 2020

Da Milano a Cassago Brianza, sulle orme di Sant'Agostino

 

Sabato 29 e domenica 30 agosto 2020 un gruppo di pellegrini salirà da Milano a Cassago in ricordo del Cammino che Sant’Agostino compì con un gruppo di familiari ed amici nell’autunno del 386 d.C. nella speranza della compagnia di molti che vorranno unirsi.

Programma

 

Sabato 29 Agosto - ore 9.00 per chi lo desidera, Santa Messa nella Basilica di Sant’Ambrogio in Milano .

Al temine, visita della Chiesetta di Sant’Agostino in via Lanzone ove si ricorda la conversione di Agostino e partenza dei pellegrini in direzione di via Circo e via Santa Marta. Da qui per piazza Cordusio percorrendo le vie Santa Margherita, Giuseppe Verdi e Brera, raggiungeremo la chiesa di San Marco, un tempo ufficiata dai Padri Agostiniani, dove sosteremo per una breve visita.

Da via Fatebenefratelli, raggiungeremo Corso di Porta Nuova e lo percorreremo in direzione nord sino alla Porta omonima, uscendo dai confini della Città di Milano in epoca romana. Proseguiremo, sempre in direzione nord – nordest, su vie tranquille poste tra la trafficata via Melchiorre Gioia ed il percorso ferroviario che si snoda dalla Stazione Centrale, sino a raggiungere, al temine di via Zuretti, la ciclabile lungo il Canale della Martesana, attraverso la quale arriveremo alla salita su Viale Monza.
            
Percorrendo Viale Monza in direzione del centro di Sesto San Giovanni, svoltando a destra, imboccheremo Viale Italia, all’inizio del quale faremo sosta per il pranzo presso un giardino pubblico attrezzato ed ombreggiato.
Da questo viale interamente fiancheggiato da tigli raggiungeremo il quartiere San Rocco di Monza e di qui, continuando sul percorso ciclabile del Canale Villoresi, raggiungeremo il centro di Monza in prossimità del “Binario 7“.

Chi desidera fermarsi a Monza nella notte potrà farlo prenotando presso l’Ostello delle Grazie Vecchie dei Frati Minori, a circa 15 minuti a piedi dal centro città.    

Info e Contatti: tel. 039.32.28.90 - mail monza@fratiminori.it - web www.fratiminori.it
    
Nella serata a Monza sarà possibile cenare in compagnia prenotandosi in giornata lungo il Cammino.

In questa giornata, ed in quella di domenica, cammineremo per circa 5-6 ore al giorno, oltre alle soste per le visite e alla  sosta per il pranzo al sacco.
           
Abbiamo considerato nell’edizione di quest’anno di fare esclusivamente visite brevi e di passaggio in ciascun luogo citato nel programma.
            
Questa parte del percorso, come quello di domenica, lambisce e tocca, casualmente, molte delle linee ferroviarie, della metropolitana e delle autolinee, che permetteranno a chiunque di raggiungerci per unirsi al Cammino, o semplicemente per un breve tratto dello stesso, così pure come di salutarci anticipatamente per i motivi più diversi, di stanchezza, per impegni sopraggiunti o per maltempo.
                        
Ciò consentirà a chi lo desidera di camminare in compagnia e di poterlo fare con la massima serenità e libertà, sicuri comunque che gradiremmo maggiormente la loro presenza vicino a noi, piuttosto che il loro abbandono.



Domenica 30 Agosto - ore 8.00  Ritrovo presso il Convento delle Grazie a Monza, anche per chi desideri unirsi al Cammino  per questa sola seconda giornata
            
Inizieremo a camminare dall’ ingresso pedonale dei Giardini della Villa Reale dal loro lato sud di via Boccaccio, con la possibilità di visitarli e vedere alcuni scorsi interessanti della Villa.

Attraverseremo i Giardini uscendo a nord sul Viale Cavriga oltrepassandolo in direzione di Villa Mirabellino e di Vedano, sempre restando all’interno del Parco e proseguendo in direzione di Biassono, uscendo dal Parco nel suo confine nord. Visiteremo brevemente in questo paese alcuni luoghi testimoni della presenza di comunità che vivevano seguendo la Regola di Sant’Agostino.

Da Biassono ci dirigeremo verso Canonica di Macherio, dove sosteremo per il pranzo al sacco. Proseguiremo quindi per Tregasio e Montesiro, per giungere a Besana, ed infine, attraversati i territorii di Cortenuova e Renate, giungeremo alla meta finale di Cassago Brianza.

Cassago è il possibile Rus Cassiciacum di Verecondo che ospitò tra l’autunno del 386 a la primavera del 387 Agostino, giuntovi dopo la conversione nella sua casa in Milano, in attesa e preparazione al battesimo.
           
In questo luogo che egli descrive come “lontano dalle furie del mondo“ cominciò in compagnia di sua madre Monica, di suo figlio Adeodato, del fratello Navigio, dell’amico Alippio, dei cugini Lastidianio e Rustico, dei discepoli Licezio Trigezio e di uno stenografo, la stesura dei suoi quattro primi libri da convertito: “I Dialoghi“, l’ultimo dei quali, “I Soliloquia“ anticiperà lo stile di preghiera sublime che noi ritroviamo, ampliato ed esteso nella maturità di Agostino Vescovo,   nelle sue “Confessioni“.

Per chi lo desidera, oltre che consumare la merenda al Sacco nei pressi del Parco Storico Archeologico Sant’Agostino, sarà possibile anche una breve Visita Guidata ai luoghi di interesse storico del paese.
           
Possibilità di rientro a Monza e Milano dalla stazione di Cassago-Nibionno-Bulciago (15 minuti a piedi dal centro paese) con treni in partenza alle 0.40 di ogni ora, con ultima partenza alle 18,40.
 
Adesioni ed info: via mail all’indirizzo: massimo.didoni@virgilio.it
oppure con messaggio Wahtsapp al 339.36.70.748

Per la visualizzazione dell’intero percorso su Google maps cliccare qui.

 

martedì 18 agosto 2020

22 agosto 2020: giorno del sovrasfruttamento (Earth Overshoot Day)

 

a cura di Roberto Brambilla, Lista Civica Italiana

 

Il ritardo del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra ci segnala l’opportunità di costruire un futuro in armonia con i limiti ecologici del nostro Pianeta.

 

La recente pandemia di COVID-19 ha causato una contrazione dell’Impronta Ecologica dell’umanità, spingendo indietro di tre settimane rispetto all’anno precedente la data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra. La sfida della ripresa economica offre ai governi nazionali l’opportunità senza precedenti di creare il futuro che desideriamo.



Il 22 agosto, secondo quanto afferma Global Footprint Network, l’umanità avrà richiesto alla natura una quantità di risorse pari a quella che la Terra produce in un intero anno.

Il blocco mondiale indotto dal Coronavirus ha causato una contrazione del 10% dell’Impronta Ecologica, ma purtroppo continuiamo ad usare le risorse ecologiche come se vivessimo su una Terra più grande di 1,6 volte.

 

Poiché la salute pubblica e la ripresa economica sono diventate le preoccupazioni dominanti a livello globale, i responsabili delle decisioni sono chiamati ad intervenire su questa emergenza che non ha precedenti, per dare vita ad un futuro in cui tutti possano prosperare con le risorse del nostro unico pianeta (“one-planet prosperity”)."La sostenibilità richiede che sia l'equilibrio ecologico che il benessere delle persone siano garantiti a lungo termine, quindi l'improvvisa contrazione dell'Impronta ecologica di quest'anno non può essere confusa con un vero progresso", ha affermato Laurel Hanscom, CEO del Global Footprint Network.

 

"Quest’anno, più di prima, il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra evidenzia il bisogno di strategie che aumentino la resilienza di tutti”.

 

Esistono molte soluzioni che possono essere adottate a livello di comunità o individualmente per avere un impatto significativo sul tipo di futuro in cui investiamo: come produciamo il cibo che mangiamo, come ci muoviamo, come ci procuriamo l' energia, quanti figli decidiamo di avere e quanta terra proteggiamo per la fauna selvatica.

 

Ridurre l'impronta di carbonio del 50% sposterebbe la data di 93 giorni. Poiché i sistemi alimentari attualmente utilizzano il 50% della biocapacità del nostro pianeta, ciò che mangiamo è importante. Particolare attenzione meritano le politiche che mentre migliorano la salute pubblica, mirano a ridurre l'intensità di carbonio degli alimenti e l'impatto della produzione alimentare sulla biodiversità come evidenziato dalla ricerca congiunta tra Global Footprint Network e il Barilla Center for Food and Nutrition. Ridurre della metà gli sprechi alimentari significherebbe spostare il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra di 13 giorni.

 

 

Poiché dobbiamo prepararci ad un mondo sempre più soggetto ai cambiamenti climatici e alla limitazione delle risorse, il sito overshootday.org propone i cambiamenti di stili di vita che le persone possono fare, mentre il calcolatore dell'impronta può aiutarle a misurare i progressi. Inoltre, le iniziative attive e in esecuzione da parte di aziende, governi, comunità e individui per promuovere efficacemente la sostenibilità sono enfatizzate nella mappa interattiva di crowdsourcing #MoveTheDate.

 

Riconoscendo l’importanza della Conferenza sul Clima COP26 prevista in Scozia, l'Agenzia scozzese per la protezione dell'ambiente (SEPA), l'Università di Glasgow e il Global Footprint Network lanceranno il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra a Glasgowil 20 agosto. Basandosi sull'approccio normativo della SEPA della "prosperità in un pianeta unico", l'evento in streaming dal vivo prevede l’intervento dei leader del settore pubblico e privato della Scozia e di tutto il mondo. Nel complesso, consentire all'umanità di prosperare sul nostro pianeta limitato sta diventando una strategia aziendale chiave.

L’approccio della "prosperità basata su un pianeta unico" fornisce il contesto per il successo a lungo termine, con l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite e l'impronta ecologica come indicatori: così sostiene l'e-book di cui sono autori la Schneider Electric e Global Footprint Network.

 

La resilienza delle aziende, ma anche dei paesi e delle città, dipende dalla corretta gestione delle risorse ecologiche. La biocapacità australiana è scesa a quasi la metà durante i massicci incendi boschivi del 2019, facendo sì che l'Australia debba fronteggiare, per la prima volta nella sua storia, un deficit di biocapacità. Al contrario, la Scozia, con la sua aggressiva strategia di decarbonizzazione e grazie a risorse di biocapacità piuttosto significative, si sta rendendo conto che sta per chiudere il suo annoso deficit di biocapacità. Il sovraconsumo globale è iniziato nei primi anni '70. Ora, il debito ecologico cumulato risultante è pari alla produzione di 18 anni della Terra.

In altre parole, il pianeta utilizzando tutta la sua capacità rigenerativa, impiegherebbe 18 anni per ripianare i danni causati da un uso eccessivo delle risorse naturali, ammesso che quei danni siano completamente reversibili. L' esistenza di soluzioni fa pensare che sia possibile vivere entro la capacità del nostro unico pianeta. Se riuscissimo a #MoveTheDate di 5 giorni ogni anno, l'umanità potrebbe vivere entro la capacità del nostro pianeta prima del 2050.

domenica 16 agosto 2020

L'unica “spiaggia” non balneabile della provincia di Lecco si trova sul Lago di Annone

Lago di Annone. Foto Wikipedia


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Dopo i nuovi dati dell’ATS sulla non balneabilità del lago di Annone, torniamo a ribadirlo: serve più impegno per il risanamento della qualità delle acque. I più recenti dati dell’ATS confermano che l'unica “spiaggia” non balneabile della provincia di Lecco è quella in località Ona di Annone Brianza.

Ecco, i comuni rivieraschi, la Provincia e le altre Istituzioni competenti, devono darsi come principale obiettivo il disinquinamento delle acque. E, in primo luogo, questo deve passare da un controllo a tappeto degli scarichi attivi nelle rogge e nei torrenti immissari. Si tratta infatti di corsi d'acqua spesso molto inquinati, come attestano anche le campagne di rilevazione svolte negli scorsi anni. Sul fronte del disinquinamento secondo noi si sta facendo troppo poco. Occorrono controlli più efficaci sulle tubazioni di scarico, da quelle autorizzate e quelle abusive. Ma anche quelle delle cosiddette “acque chiare” dove spesso confluiscono, oltre alle acque piovane, anche i dilavamenti dei piazzali di zone industriali o scoli provenienti dai terreni agricoli sui quali vengono utilizzati fertilizzanti chimici che aumentano l’apporto di sostanze come il fosforo o l’azoto, che sono causa dell’eutrofizzazione delle acque del lago.

I comuni rivieraschi stanno lavorando molto sulla fruizione turistica dello specchio d’acqua. Ma il lago di Annone può essere bello dal punto di vista paesaggistico e quindi turistico, ma quello che è più importante, in uno specchio d'acqua naturale, è la qualità delle proprie acque.
Questo per evitare situazioni limite come quelle verificatesi nei giorni scorsi nel lago di Sartirana, in cui tonnellate di pesci sono morte a causa della carenza di ossigeno nelle acque, determinata da vari fattori, tra cui il principale è appunto l’inquinamento delle acque del lago che, unito alla riscaldamento delle temperature di questi mesi estivi, crea anossia, un mix letale per i pesci e per l’equilibrio ecologico delle acque.

La pessima idea di eliminare la Stazione Nord di Como Lago

La scalinata della Stazione di Como San Giovanni

di Friday For Future di Como

Desideriamo intervenire nel dibattito sorto nei giorni scorsi, dopo l'annuncio del sindaco di Como Landriscina relativo all'allungamento dei tempi di attesa ai passaggi a livello cittadini, affermando di ritenere che l'eliminazione della stazione Nord di Como Lago prospettata nelle "visioni" dell'imprenditore Viganò, della gallerista Lietti e dell'esponente di Forza Italia Bernasconi sia una pessima idea.

Perché, posto che nella disordinata viabilità cittadina sussista un elemento di troppo, questo a nostro avviso non è certo la fermata a lago di Trenord, ma semmai il traffico veicolare privato, che come già accade in numerose altre città europee dovrebbe essere parzialmente espulso dal centro cittadino e non incentivato a soffocarlo. Se invece dovessimo prendere seriamente la proposta di far terminare la tratta ferroviaria a Borghi, non potremmo che giudicarla una follia, per l'ampia utenza (anche turistica) che rimarrebbe esclusa da un trasporto pubblico già esistente nonché gli elevati costi delle infrastrutture proposte.

La soluzione relativa al problema delle "lunghe attese" è secondo noi antipodica. E consiste, semmai, nel chiudere al traffico veicolare almeno viale Lecco e i lungolago Trento e Trieste. Una soluzione praticamente a costo zero, che non necessita di costose infrastrutture e che libera dalla morsa velenosa dell'inquinamento almeno l'intera zona a lago della città.

Con il denaro risparmiato e un pizzico di lungimiranza si potrebbe successivamente pensare alla realizzazione di una linea metrotranviaria tra la stazione di Como Lago e quella di S. Giovanni, facilmente realizzabile grazie alla precedente chiusura al traffico del lungolago. E magari anche un raddoppio della linea ferroviaria sulla tratta liberata dai veicoli come primo passo concreto della realizzazione della mitica "metropolitana leggera", di cui a Como si favoleggia da decenni ma che nessuno ha mai avuto la volontà politica di realizzare.

Ci auguriamo che, in futuro, chi dice di avere a cuore il futuro di questa città avanzi proposte più rispettose delle sue radici storico-culturali, la sua complessa realtà orogeografica e il suo delicato equilibrio ecologico.

giovedì 13 agosto 2020

Moria di pesci e uccelli nel Lago di Sartirana: i problemi ambientali non riposano mai

Foto tratta da un servizio di Unica TV
 

La scorsa settimana ha avuto inizio un disastro ambientale nel piccolo lago di collina che si trova a Merate (Lecco) in località Sartirana.


"Il problema che affligge il Lago è l'eutrofizzazione - ha dichiarato Mario Narducci, Presidente dello Spinning Club Italia -, ha un ricambio lentissimo con un piccolo emissario e una immissione storica di sostanze che hanno fatto crescere un fittissimo canneto lungo le sue sponde. I residui vegetali accumulandosi negli anni hanno creato sul fondo grossi accumuli materiale organico in lenta putrefazione che sottrae ossigeno all'acqua. La fauna ittica di norma comunque resiste in qualche modo fino al cambio del regime meteo e sopravvive. L'altra settimana invece si è provocata una vera ecatombe. Complice il rimescolamento delle acque provocato da forti temporali, le acque si sono rimescolate portando in superficie il materiale del fondo e provocando un abbassamento dei livelli di ossigeno con la quasi totale morte di tutte le forme di vita acquatiche. Per dare un'idea del disastro avvenuto, solo parlando dei pesci ne sono stati recuperati morti circa 3-4 quintali."  

 

Andrea Agapito Federici, del WWF, ha sottolineato che: "Si tratta di un invaso molto caratteristico, localizzato all'interno di un territorio molto antropizzato, di grande valore biologico essendo una riserva naturale e un SIC (SIC IT2030007 “Lago di Sartirana”) appartenente a rete natura 2000."

 

Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, ci ha dichiarato:"Appena ne ho avuto notizia ci siamo attivati con i nostri volontari per gli interventi emergenziali e per valutare la situazione con i gestori della Riserva." 


Purtroppo, in questi giorni, alcuni cittadini hanno segnalato l'aggravarsi del problema segnalando la moria di diversi germani reali. "Durante la consueta camminata al lago di Sartirana, abbiamo avuto l'ennesima brutta sorpresa: oltre alla grave moria di pesci, alghe maleodoranti, ora anche germani morti". Queste le crude e dure parole di una cittadina pubblicate su Merateonline del 12 agosto.

 

Foto tratta da Merateonline

 

La moria dei germani ha allarmato Maurizio Minora, GEV e volontario del WW, che ha ipotizzato: "Potrebbe trattarsi di botulino, favorito dai pesci morti e dal caldo. L'importante sarebbe rimuovere immediatamente e sotterrare le carcase degli animali morti. 

Su questo argomento segnaliamo un interessante articolo di Roberto Garavaglia, "Botulismo: una vera calamità", pubblicato sui "Quaderni di birdwatching", anno III - vol. 6 -novembre 2001, reperibile cliccando qui

 


Vedi anche i seguenti video: 

 

Segnaliamo anche

Comunicato dell'Associazione Monte di Brianza
 

Qualcuno si chiederà cosa c’entra il “Monte di Brianza” con il Lago di Sartirana. Eppure il collegamento è più diretto di quanto si possa immaginare: entrambi sono parte dei corridoi ecologici della Provincia di Lecco ed entrambi, tra non molto, potrebbero entrare a far parte del territorio del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.

Ecco perché come “Associazione Monte di Brianza” vorremmo inviare qualche riflessione su questo importante patrimonio naturalistico del nostro territorio, senza volerci aggiungere al coro di chi ha la soluzione in tasca e le idee chiare circa le responsabilità. Responsabilità che comunque ci auguriamo vengano presto individuate, convinti che le stesse abbiano evidenti radici lontane e non solo a livello locale.

Da associazione che ha a cuore l’ambiente siamo solo molto preoccupati e scioccati per quanto successo e cogliamo l’occasione per fare il punto della situazione.
Il rischio, come molti prima di noi hanno già detto, è quello di perdere il “lago” tra l’indifferenza generale, non tanto dell’opinione pubblica quanto delle Amministrazioni Locali e Regionali preposte alla tutela di questa riserva, in questa fase di ferie agostane.

La sua perdita non sarebbe solo per una maggioranza o una minoranza, per una parte politica: sarebbe una perdita per tutti. Perdere Sartirana, oltre all’evidenza di privarsi di un ambiente naturale e di un importante habitat equivarrebbe a perdere Cultura, Storia, Paesaggio ed Identità.
La Lombardia, malgrado la crisi del mercato immobiliare, tra il 2007 e il 2012 ha perso qualcosa come 3 mila ettari di suolo all’anno.  Nel suo piccolo, l’industrializzata Brianza (che vanta uno dei maggiori tassi di urbanizzazione tra i più alti al mondo) non può permettersi di perdere ulteriore territorio naturale e tanto meno ambienti umidi (che rappresentano l’habitat a più alto tasso di perdita a livello mondiale).

Tutto questo dovrebbe invece stimolare un’azione decisa ed un piano finalmente risolutivo delle storiche criticità legate a quel luogo. Non possiamo permetterci di avere un lago che non assolve più alla sua funzione. Non possiamo nemmeno sorvolare sul fatto che il patrimonio faunistico tra pesci, rettili, mammiferi e crostacei (da tutelare e proteggere in una riserva naturale ed un Sic - Sito di Importanza Comunitario) sia in gran parte costituito da Specie aliene. Come ci siano finite tutte quelle specie di pesci tra cui il temibile Siluro nel lago visto che non posseggono zampe qualcuno dovrebbe anche spiegarlo. Sembra che il Lago di Sartirana abbia espresso la facile equazione lago = pesci. Per fortuna Sartirana “non è solo fauna ittica” ma soprattutto un ecosistema complesso e delicato e purtroppo, come abbiamo visto, molto fragile.  Ed è proprio per queste ragioni che si dovranno mettere in campo tutte le azioni possibili, perché Sartirana rappresenta anche l’habitat di due specie di uccelli considerate ad alta vulnerabilità come la Moretta tabaccata e il Tarabusino comprese, proprio per questo,  nell’allegato I della Direttiva Uccelli 2009/147/CEE (ed inserite nella lista delle specie di interesse conservazionistico a livello Comunitario riferite alle Convenzioni di Bonn e Berna oltre ad essere classificate SPEC 1 secondo Birdlife International 2017).Dunque, malgrado i continui “maltrattamenti”, la Riserva Naturale del Lago di Sartirana ha ancora molti assi nella manica e jolly da giocare: purché, da qui in avanti, non vengano tenuti nascosti nelle pieghe delle maniche e nessuno bari !!!

E purché ci si convinca, una volta per tutte, che l’ambiente debba essere messo al primo posto nella scala dei valori: non fosse altro perché è il luogo che ci ospita e perché quello che sta succedendo in questo periodo nella Riserva del Lago di Sartirana non risulti alla fine inutile e sprecato.


Altre notizie sul lago di Sartirana cliccando qui.


giovedì 6 agosto 2020

La lotta contro la tangenzialina di Mariano Comense va sulla RAI

Ieri, 5 agosto 2020, il TGR Lombardia della RAI ha mandato in onda, nell'edizione delle ore 14, un servizio filmato concernente il contestato progetto della tangenzialina di Mariano Comense, contro cui si sono schierate ben 18 associazioni ambientaliste del territorio e il locale Comitato "NO alla strada nel Parco".

Il servizio allarga anche al progetto della cosiddetta "Canturina bis", altrettanto osteggiato dagli ambientalisti, tra cui il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi".

Il servizio del TGR Lombardia è visionabile a partire dal minuto 14'25" cliccando qui.



martedì 4 agosto 2020

Mobilità sostenibile per collegare il Bosco delle Querce con il Parco GruBrìa

Bosco delle Querce: il grande pioppo del parco, unico albero preesistente alla bonifica

Il 15 luglio 2020, presso la sede del Parco GruBrìa a Nova Milanese si è tenuto un incontro presieduto dal Presidente del Parco, prof. Arturo Lanzani, con la presenza dell’ Assessore  alla Pianificazione Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune di Seregno, Claudio Vergani con il Presidente del WWF Lombardia, il geologo Gianni Del Pero, con Enrico Radice e con l’Architetto Gian Luigi Vitali, in qualità di promotori dell’incontro, per la valutazione preliminare di alcune tematiche. Hanno giustificato l’assenza, per concomitanti impegni, il Sindaco di Meda e presidente della Provincia di Monza Santambrogio e il Sindaco di Seveso Allievi che hanno però manifestato il loro interesse agli argomenti in discussione.

In viola il possibile collegamento tra il Bosco delle Querce e il Plis GruBrìa

La proposta alla base dell’incontro era relativa all’ipotesi di collegamento tra il Bosco delle Querce di Seveso e Meda con il Parco GruBrìa in Seregno mediante mobilità sostenibile, a seguito della realizzazione di un percorso vita dal Centro Sportivo alla rete ciclopedonale esistente nel Parco delle Querce di Meda, per mettere in relazione le città a partire dalle loro aree protette coerentemente con le richieste formulate dal WWF al Patto "Brianza Restart" recentemente sottoscritto su proposta della Provincia di Monza.

La proposta si innesta con il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile predisposto dalla Provincia di Monza anche ad integrazione delle proposte già pervenute da 5 Comuni (Concorezzo, Desio, Villasanta, Seregno e Triuggio) e che ci si auspica possa essere esteso a tutto il territorio provinciale individuando i Parchi come nodi delle Rete di mobilità sostenibile.

Parco del Meredo (Plis GruBrìa) a Seregno

L’Ampliamento del Parco GruBrìa con nuove Aree all’interno dei Comuni di Meda, Seveso e Cesano appare la logica conseguenza di un disegno per la tutela, la valorizzazione e la corretta fruizione del Territorio.

Plis GruBrìa a Seregno. La Farnia Monumentale nei pressi del ponticello ferroviario

La proposta e il progetto per la realizzazione di un collegamento ciclopedonale tra Parco GruBrìa Seregno e Bosco delle Querce di Meda Seveso con la green way di collegamento lungo Via Vignazzola, hanno raccolto parere favorevole e sostegno da parte del Comune di Seregno e del Parco GruBrìa, non trascurando la possibilità di conservare l’accesso e la viabilità al Bosco tramite Via della Roggia.

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Ritornano le Passeggiate Creative: Lezzeno, Pellico e l’Omero del Lario


Il 30 agosto 2020, ritorneranno le Passeggiate Creative come le avete conosciute. Anche se con qualche posto in meno rispetto al passato, per garantire il distanziamento richiesto dalla normativa anti Covid: massimo 60 partecipanti.

Sono aperte da questo momento le iscrizioni a "Lezzeno, Pellico e l'Omero del Lario".

Ritrovo: ore 10.30 all'Infopoint ProLezzeno, situato a lago presso il pontile della Navigazione, frazione Chiesa
Fine manifestazione per le ore 17 nello stesso punto del ritrovo

Cogliendo la ricorrenza del 900° anniversario della distruzione del castello di Lezzeno, da molti studiosi identificato con la Torre di Rozzo, e del bicentenario dell'arresto di Silvio Pellico, che trascorse le due ultime notti da uomo libero proprio a Lezzeno, effettueremo una breve camminata che racchiude però un lungo viaggio nel tempo.

Il primo episodio, quello dell'assalto del filo milanese Lezzeno da parte dei comaschi, si inserisce nell'ambito della guerra decennale tra Como e Milano, evento fondativo della Lombardia medievale, mentre l'arresto di Pellico, e soprattutto il romanzo "Le mie prigioni" che saprà trarre dalla sua incarcerazione allo Spielberg, sono altrettanto significativi per l'epoca risorgimentale e il processo di unificazione dell'Italia. I tanti elementi di interesse - paesaggistico, storico e artistico - che si incontrano lungo il percorso, saranno uniti tra loro dal filo rosso della letteratura.

Principali fonti di ispirazione dell'itinerario sono, infatti, due libri (anzi, tre): "La guerra dei Milanesi contro Como, 1118-1127", poema epico di un autore coevo ai fatti, tramandato a noi come Anonimo Cumano, e che proprio durante il Risorgimento fu riscoperto e giustamente definito "l'Omero del Lario" (da Luigi Dottesio nel libro "Notizie biografiche degli illustri comaschi", 1847); il già citato capolavoro di Pellico "Le mie prigioni" (1832), cui fa da corollario il volume "Il processo Pellico-Maroncelli secondo gli atti officiali segreti" (1903) di Alessandro Luzio.

La mattina si cammina su una mulattiera in mezzo ai boschi verso la Torre di Rozzo (sentiero in salita) e nel pomeriggio si visita il borgo storico della frazione Chiesa, attraversato dalla strada Regia, con particolare attenzione per la parrocchiale di origine cinquecentesca dei santi Quirico e Giulitta (che conserva affreschi del pittore intelvese Giulio Quaglio, membro di una stirpe di artisti apprezzata in tutta Europa), l'oratorio di Santa Marta (ampliato tra il XV e il XVI secolo a partire da un edificio sacro preesistente) e gli spazi dell'Osteria del Governo (fondata nel 1801, ma che conserva tracce di epoca romana) dove Pellico trascorse le ultime notti da uomo libero.

Concluderemo la giornata davanti al lago con brevi letture a più voci di testi di autori (Anonimo cumano, Friedrich e Caroline Lose, Giunio Bazzoni, Gianni Clerici e Basilio Luoni) che hanno scritto, sia in prosa che in poesia, di Lezzeno, luogo amato nei secoli da tanti scrittori e artisti e oggi meta ideale per un turismo sostenibile ed esperienziale in cerca di luoghi autentici, che hanno conservato nella propria fisionomia tracce importanti e tangibili della loro storia.

Iscriviti qui http://lezzeno.eventbrite.it
Conduce la passeggiata Pietro Berra, giornalista e scrittore
Interventi di: Maurizio Boleso (sindaco di Lezzeno), Rita Annunziata (guida turistica, collaboratrice di ProLezzeno) e Giuseppe Pietro Bazzoni (titolare Osteria del Governo)
Letture di: Pietro Berra, Lorena Mantovanelli, Claudia Cantaluppi e Basilio Luoni.

Si consiglia scarpe da trekking e bastoncini per salire alla Torre di Rozzo.

Per il pranzo i partecipanti possono scegliere tra la colazione al sacco e prenotare direttamente presso i ristoranti della zona elencati a questo link: http://passeggiatecreative.it/index.php/stec_event/lezzeno-omero-del-lago/

Evento organizzato dalle associazioni Sentiero dei Sogni e Wikimedia Italia, con la collaborazione di ProLezzeno e il contributo del Comune di Lezzeno, nell'ambito del progetto "Wiki Loves Lake Como 3 - Borghi d'autore" sostenuto da Camera di Commercio Como Lecco
Iscriviti qui http://lezzeno.eventbrite.it

lunedì 3 agosto 2020

A voce alta: NO alla strada nel Parco! Faremo rispettare la legge e impediremo nuove strade all'interno delle Aree Protette

Mariano Comense, 2/8/2020. In marcia contro la strada nel Parco

di Gianni Del Pero, Presidente WWF Lombardia

L'impegno delle Associazioni Ambientaliste unite e dei cittadini ottiene il Rispetto delle regole e la tutela dell'Ambiente.


Faremo valere questa sentenza anche per impedire l'attentato all'integrità del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera che qualcuno vorrebbe perpetrare con la tangenziale di Mariano e la Canturina Bis.

Nel frattempo continueremo a fare sentire la nostra voce 🐼: NO alla strada nel Parco.