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martedì 24 marzo 2026

Pedemontana? Bocciata: a Bernate un pomeriggio tra gioco e denuncia


Nel cuore della Brianza, dove il paesaggio raccontava fino a poco tempo fa una storia fatta di campi, filari e comunità, si prepara un’iniziativa dal tono volutamente leggero ma dal significato profondamente politico. I comitati che da anni si oppongono alla costruzione dell’autostrada Pedemontana lombarda lanciano un nuovo appuntamento pubblico, scegliendo l’ironia come strumento per denunciare quello che definiscono uno “scempio ambientale” ancora in corso.

Sabato 28 marzo, a partire dalle ore 15:30, il ritrovo è fissato in Piazza Durini, a Bernate di Arcore. L’invito è semplice: trascorrere insieme un pomeriggio nei luoghi segnati dai cantieri dell’infrastruttura, osservando da vicino le trasformazioni del territorio e condividendo un momento di socialità e consapevolezza.

Il titolo dell’iniziativa — “Bocciamo Pedemontana” — gioca su un doppio significato tanto immediato quanto efficace. Da un lato, “bocciare” nel senso di respingere un progetto ritenuto dannoso; dall’altro, il richiamo al gioco delle bocce, simbolo di convivialità e tradizione. Proprio su questo doppio binario si sviluppa il programma della giornata: alle 16:30 prenderà il via un torneo amatoriale di bocce, aperto a tutti, con l’obiettivo dichiarato di “bocciare insieme Pedemontana”.

L’ironia diventa così una forma di resistenza, capace di coinvolgere anche chi si avvicina per curiosità o per trascorrere qualche ora all’aria aperta. “Se costruiranno Pedemontana la useremo per giocare a bocce”, recita provocatoriamente uno degli slogan dell’evento, trasformando un’opera contestata in un paradossale campo da gioco.

A seguire, dalle 18:00, la giornata proseguirà con un dj set e la presenza di cibo, a rafforzare l’idea di una comunità che si ritrova e si riconosce anche attraverso momenti informali. Ma dietro la leggerezza dell’iniziativa resta ben chiaro il messaggio: riportare l’attenzione pubblica sugli impatti ambientali e sociali di un’infrastruttura che continua a dividere il territorio.

Meda riscopre la Valle dei Mulini: nasce il “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”


La città di Meda si prepara a riannodare i fili della propria memoria collettiva attraverso un’iniziativa che intreccia ambiente, storia e partecipazione. Venerdì 27 e sabato 28 marzo saranno infatti dedicati alla doppia inaugurazione del nuovo “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”, un percorso naturalistico restituito alla comunità medese come luogo di connessione tra paesaggio e identità locale.

Il progetto, promosso da WWF Insubria insieme al Circolo XX Settembre – Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, alla Cooperativa sociale La Brughiera Onlus e al Comune di Meda, rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra associazioni, istituzioni e cittadinanza attiva. Fondamentale anche il coinvolgimento delle scuole del territorio, chiamate a partecipare in prima persona alla riscoperta e alla cura degli spazi verdi.


Il nuovo sentiero si inserisce nel contesto della Valle dei Mulini e mira a restituire continuità a un paesaggio segnato nel tempo da trasformazioni e frammentazioni. Non si tratta soltanto di un intervento di riqualificazione, ma di un’azione culturale che invita a rileggere il territorio attraverso le tracce del passato e le sfide del presente.

In questo solco si colloca anche la proposta del WWF di dedicare idealmente il percorso alla memoria di Corrado Marelli, figura significativa per la tutela del verde a Meda e per lo sviluppo dei progetti di forestazione urbana. Un’iniziativa che, pur non configurandosi come un’intitolazione formale, intende riconoscere il contributo di chi ha lavorato concretamente per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio.


L’inaugurazione del sentiero sarà accompagnata da ulteriori interventi di arricchimento ambientale: la messa a dimora di circa trenta tra alberi e arbusti, forniti da ERSAF Lombardia, e l’installazione di quattro casette-nido realizzate da giovani coinvolti in cooperative socio-solidali. Azioni concrete che contribuiscono a rafforzare il valore educativo del progetto.

Il primo appuntamento, riservato alle scuole e ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, si terrà venerdì 27 marzo a partire dalla mattina, con ritrovo presso l’ingresso delle scuole Anna Frank. Sarà un momento dedicato soprattutto alle nuove generazioni, protagoniste di un percorso di educazione ambientale che trova nel territorio il suo laboratorio privilegiato.

La giornata di sabato 28 marzo, invece, sarà aperta a tutta la cittadinanza. A partire dalle ore 11, in concomitanza con l’Earth Hour WWF 2026 Italia, la comunità sarà invitata a partecipare all’inaugurazione pubblica del sentiero. L’accesso sarà consentito esclusivamente a piedi, scelta coerente con lo spirito dell’iniziativa e con l’idea di una fruizione lenta e sostenibile degli spazi naturali.

Studenti in Erasmus alla Fontana del Guercio: natura, storia e tutela ambientale al centro dell’esperienza


Lunedì 23 marzo la Riserva Naturale della Fontana del Guercio, a Carugo, ha accolto un gruppo di studenti tedeschi in Erasmus, ospiti del liceo Jean Monnet di Mariano Comense. Un’iniziativa che si rinnova dopo la positiva esperienza dello scorso anno, confermandosi come un importante momento di scambio culturale e di educazione ambientale.

Ad aprire l’incontro è stato il saluto istituzionale del vicesindaco di Carugo, Marco Cappellini, che ha dato il benvenuto agli studenti sottolineando il valore della riserva per il territorio e per le nuove generazioni.


La visita è poi entrata nel vivo grazie agli interventi dei relatori. Tiziano Grassi, presidente del Comitato per il Parco Regionale Groane Brughiera, ha illustrato le peculiarità naturalistiche dell’area, soffermandosi sugli aspetti geologici e sulla biodiversità che caratterizza la riserva.


Edoardo Pardini
, in rappresentanza dell’associazione Museo della Brianza nel Novecento di Carugo, ha raccontato il significativo percorso di recupero ambientale: un’area che negli anni ’60 era stata compromessa dalla presenza di una discarica abusiva e che oggi rappresenta un esempio concreto di riqualificazione e tutela del territorio.


Di particolare interesse anche l’intervento di Zeno Celotto, storico locale e autore di una pubblicazione sulla storia economica dei fontanili, che ha tracciato un quadro storico della Fontana del Guercio, mettendo in relazione il passato con le sfide attuali, a partire dal tema sempre più centrale della risorsa acqua e della sua gestione.


Protagonista indiscussa della giornata è stata proprio la Fontana del Guercio, il fontanile che dà il nome alla riserva: attorno ad esso si sono sviluppate osservazioni e approfondimenti su flora, fauna, equilibri ecologici e criticità, come la presenza di specie invasive e le attività messe in campo per contrastarle.

Non sono mancate le domande da parte degli studenti, che hanno dimostrato curiosità e partecipazione attiva, rendendo l’incontro dinamico e coinvolgente. Fondamentale anche il contributo delle insegnanti, che hanno tradotto in inglese i vari interventi, permettendo a tutti di seguire e comprendere appieno i contenuti.


L’iniziativa, della durata di oltre due ore, si è confermata un’esperienza positiva per tutti i partecipanti: un’occasione per conoscere da vicino un’area naturale di grande valore, ma anche per riflettere sull’importanza della tutela ambientale e sul ruolo che ciascuno può avere nella salvaguardia del territorio.

Studenten im Erasmus-Programm an der Fontana del Guercio: Natur, Geschichte und Umweltschutz im Mittelpunkt der Erfahrung


Am Montag, den 23. März, empfing das Naturschutzgebiet Fontana del Guercio in Carugo eine Gruppe deutscher Erasmus-Studierender, die zu Gast am Jean-Monnet-Gymnasium in Mariano Comense waren. Eine Initiative, die nach der positiven Erfahrung des vergangenen Jahres erneuert wird und sich als wichtiger Moment des kulturellen Austauschs und der Umweltbildung bestätigt.

Die Veranstaltung wurde durch den institutionellen Gruß des Vizebürgermeisters von Carugo, Marco Cappellini, eröffnet, der die Studierenden willkommen hieß und den Wert des Schutzgebiets für das Gebiet und für die neuen Generationen hervorhob.

Anschließend nahm die Führung Fahrt auf dank der Beiträge der Referenten. Tiziano Grassi, Präsident des Komitees für den Regionalpark Groane Brughiera, erläuterte die naturkundlichen Besonderheiten des Gebiets und ging dabei insbesondere auf die geologischen Aspekte und die Biodiversität ein, die das Schutzgebiet prägen.

Edoardo Pardini, Vertreter des Vereins „Museo della Brianza nel Novecento“ in Carugo, berichtete über den bedeutenden Weg der ökologischen Wiederherstellung: ein Gebiet, das in den 1960er Jahren durch das Vorhandensein einer illegalen Mülldeponie beeinträchtigt war und heute ein konkretes Beispiel für Aufwertung und Schutz des Territoriums darstellt.

Von besonderem Interesse war auch der Beitrag von Zeno Celotto, Lokalhistoriker und Autor einer Veröffentlichung zur Wirtschaftsgeschichte der Quellgebiete (Fontanili), der einen historischen Überblick über die Fontana del Guercio gab und dabei die Vergangenheit mit den aktuellen Herausforderungen verknüpfte, insbesondere mit dem zunehmend zentralen Thema der Wasserressourcen und ihrer Bewirtschaftung.

Unbestrittener Hauptakteur des Tages war die Fontana del Guercio selbst, die Quelle, die dem Schutzgebiet ihren Namen gibt: Rund um sie entwickelten sich Beobachtungen und Vertiefungen zu Flora, Fauna, ökologischen Gleichgewichten und Problematiken, wie etwa das Vorkommen invasiver Arten und die Maßnahmen zu deren Bekämpfung.

Auch an Fragen seitens der Studierenden mangelte es nicht: Sie zeigten Neugier und aktive Teilnahme, was das Treffen dynamisch und ansprechend machte. Von grundlegender Bedeutung war zudem der Beitrag der Lehrkräfte, die die verschiedenen Beiträge ins Englische übersetzten und so allen ermöglichten, den Inhalten vollständig zu folgen und sie zu verstehen.

Die über zwei Stunden dauernde Initiative erwies sich für alle Teilnehmenden als positive Erfahrung: eine Gelegenheit, ein Naturgebiet von großem Wert aus nächster Nähe kennenzulernen, aber auch, über die Bedeutung des Umweltschutzes und die Rolle, die jeder Einzelne beim Schutz des Territoriums spielen kann, nachzudenken.

Diese Übersetzung wurde mit Unterstützung von künstlicher Intelligenz erstellt.

Lago di Pusiano: quale futuro per le sue acque? Un incontro pubblico per capire e agire


Il Lago di Pusiano è uno dei luoghi simbolo della Brianza, un ecosistema prezioso ma fragile, sempre più al centro di preoccupazioni ambientali. Negli ultimi anni, fenomeni come l’eutrofizzazione, l’inquinamento e gli effetti della crisi climatica hanno reso evidente la necessità di comprendere meglio lo stato di salute del lago e le prospettive per il suo futuro.

Per questo motivo, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” promuove una serata di approfondimento aperta a tutta la cittadinanza: “Come sta il Lago di Pusiano? La qualità delle acque del lago, tra inquinamento e crisi climatica”. L’incontro si terrà venerdì 10 aprile 2026 alle ore 20:45, presso la Sala civica di Palazzo Beauharnais (Via Mazzini 39, Pusiano).

Sarà un’occasione importante per ascoltare esperti e istituzioni che, da diversi punti di vista, studiano e intervengono sul lago:
  • Fabio Buzzi (ARPA Lombardia) illustrerà lo stato ambientale attuale delle acque
  • Diego Copetti (CNR-IRSA) analizzerà le “risposte” del lago alle pressioni locali e ai cambiamenti globali
  • Andrea Fenocchi (Università di Pavia) presenterà dati, evidenze scientifiche e modelli previsionali sulla salute del lago
  • Daniele Magni e Michel Fasoli (Regione Lombardia) approfondiranno il ruolo delle istituzioni nei processi di risanamento
A moderare l’incontro sarà Roberto Fumagalli, del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”.

L’iniziativa rappresenta un momento fondamentale di confronto pubblico: non solo per comprendere meglio le criticità ambientali del Lago di Pusiano, ma anche per discutere possibili soluzioni e responsabilità condivise. La partecipazione è infatti aperta a tutta la cittadinanza, con l’invito esteso anche ai sindaci dei comuni rivieraschi e alle istituzioni del territorio.

lunedì 23 marzo 2026

Sabato 28 marzo la “Serata sui rapaci notturni allo Zoc del Peric”


a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"   


Si terrà sabato 28 marzo a Fabbrica Durini la “Serata sui rapaci notturni allo Zoc del Peric”. L’evento è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall’associazione Le Contrade, col patrocinio dei Comuni di Alzate Brianza e di Lurago d'Erba.
L’appuntamento è alle ore 20,30 presso il Salone polifunzionale ex Asilo di Fabbrica Durini (Alzate Brianza), in via Parini 8.

La serata sarà l’occasione per presentare il libro "Vietato gufare - Gufi e civette" con la presenza degli autori Marco Mastrorilli e Stefania Montanino, a cui seguirà la visita guidata presso la zona umida dello ‘Zoc del Peric’ per l'ascolto dei rapaci.


Marco Mastrorilli è un autore e divulgatore scientifico che da oltre trent’anni svolge attività di ricerca, educazione ambientale e formazione sul campo, con particolare attenzione a etologia, bioacustica e conservazione. Il libro che presentano svela da cosa nascono le leggende e i modi di dire sui gufi. I rapaci, specialmente quelli notturni, sono stati a lungo vittime di un’immagine negativa, associati per secoli a sventura, mistero e oscurità. Queste convinzioni sono talmente profondamente radicate nella nostra cultura e nelle tradizioni locali che ancora oggi in alcune regioni al canto di una civetta si associa la morte e alla sfortuna si aggrega l’immagine di un gufo.
Gli autori, dopo aver conversato con i presenti, accompagneranno i presenti ad un’uscita presso la zona umida dello ‘Zoc del Peric’, che è la perla del parco omonimo.
Qui i visitatori, oltre a godere di una serata in mezzo alla natura, potranno sentire i rapaci rispondere ai richiami specifici lanciati dagli autori. In ogni caso sarà un’esperienza affascinante.

Si precisa che l'incontro al chiuso si terrà con qualsiasi condizione meteo, mentre in caso di maltempo la successiva camminata allo Zoc del Peric sarà cancellata.
Le prenotazioni per la sola camminata vanno inviate via email a: info@circoloambiente.org.

domenica 22 marzo 2026

Montorfano: il monte, il lago e le storie di ghiaccio – una giornata tra natura e memoria


Domenica 29 marzo 2026 torna l’appuntamento con Le Brianze raccontate e camminate, e questa volta la meta è uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia del territorio: Montorfano. Un’escursione ad anello che unisce paesaggio, cultura e convivialità, perfetta per chi desidera scoprire – o riscoprire – uno degli angoli più suggestivi della Brianza.

Il ritrovo è fissato per le ore 10:00 presso il parcheggio della RSA Residenza I Laghi. Da qui prenderà il via una giornata che promette scorci incantevoli e racconti sorprendenti.


Durante il percorso si passerà dalla Fabbrica del Ghiaccio (nella foto sopra), una testimonianza di archeologia industriale legata al lago di Montorfano.


Dal centro del paese, passando da piazza Roma e via Mandelli, inizierà la salita verso il Monte Orfano. Un percorso accessibile ma appagante, immerso nel verde, che conduce ai ruderi dell’antico castello medievale. Qui, tra storia e panorama, è prevista una sosta con visita guidata.


Una volta raggiunta la cima, sarà il momento del pranzo al sacco: un’occasione per rilassarsi, godere della vista sul lago e condividere il piacere della camminata in compagnia.


Nel pomeriggio si scenderà lungo via Crotto Urago per tornare verso il lago. Il percorso proseguirà poi con un suggestivo giro del Lago di Montorfano, passando dalla località Sant’Andrea, tra rive tranquille e riflessi d’acqua.

Il rientro è previsto intorno alle 15:30 presso il punto di partenza, dove ad attendere i partecipanti ci sarà una piccola merenda conclusiva: il modo migliore per chiudere una giornata all’aria aperta.

Informazioni utili

L’escursione si sviluppa su un percorso ad anello di circa 6,3 km con un dislivello di circa 210 metri. È consigliato un abbigliamento adeguato e l’uso di bastoncini da escursionismo.


L’iniziativa è riservata ai tesserati ARCI, con iscrizione obbligatoria (posti limitati). È previsto un contributo di 5 euro comprensivo della merenda finale.

Per iscrizioni:
📧 cultura@arcimacherio.it
📞 335 632 8590 (Augusta)

Per informazioni:
📞 339 844 6553 (Gianni)

Come da consuetudine, gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e/o cose.

Fontana del Guerc: piccoli gesti, grandi conseguenze


Negli ultimi giorni, presso la Fontana del Guerc, si è ripresentata una situazione già vista e purtroppo ben nota a chi frequenta e tutela quest’area: interventi non autorizzati che alterano un equilibrio naturale estremamente delicato.

Le Guardie Ecologiche Volontarie sono state costrette più volte a ripristinare uno sbarramento realizzato con tronchi e sassi all’emissario della fontana. Questo intervento non è casuale: serve a mantenere un livello d’acqua adeguato e, soprattutto, a impedire che girini e altre forme di vita acquatica vengano trascinate fuori dalla pozza.


Eppure, qualcuno continua a rimuovere questi elementi. Forse per leggerezza, forse per scarsa consapevolezza, ma le conseguenze sono tutt’altro che banali. Già lo scorso anno, comportamenti simili hanno portato alla perdita di parte dei girini presenti, compromettendo l’equilibrio dell’ecosistema locale. A questo si è aggiunta la presenza di pesci, che in questi ambienti non dovrebbero esserci: predano infatti girini e larve di salamandra, mettendo ulteriormente a rischio la fauna autoctona.


È importante chiarire un punto fondamentale: i fontanili e la roggia devono rimanere privi di pesci, proprio per garantire la sopravvivenza delle specie anfibie che la abitano. Si tratta di un habitat fragile, dove ogni modifica può avere effetti a catena.

Per questo motivo, il Parco sta predisponendo una segnaletica specifica che vieti manomissioni e interventi impropri. Ma i cartelli, da soli, non bastano senza la collaborazione di tutti.

Un appello ai visitatori

Frequentare la natura è un privilegio, ma comporta anche una responsabilità. Anche azioni apparentemente innocue – spostare una pietra, togliere un ramo, “liberare” un passaggio d’acqua – possono causare danni significativi.

Invitiamo quindi tutti a:

  • non alterare lo stato dei luoghi
  • non rimuovere pietre, rami o paratie da fontanili e rogge
  • non introdurre specie animali (come pesci) in ambienti che non li prevedono
  • rispettare le indicazioni del Parco e del personale preposto

Queste attività devono essere svolte esclusivamente da personale competente e autorizzato, che opera con conoscenza e attenzione agli equilibri ecologici.

Siamo in un’area delicata. La tutela di questi ambienti passa anche dai comportamenti quotidiani di chi li vive. Massimo rispetto per la natura significa, a volte, fare la cosa più semplice: osservare senza intervenire.

venerdì 20 marzo 2026

Cinisello Balsamo. Dove c’era cemento, nasce comunità: storie dal Parco Grugnotorto


Nel cuore di Cinisello Balsamo prende vita un progetto che intreccia memoria collettiva, partecipazione civica e tutela del territorio. Dal 21 al 29 marzo 2026, il Centro Culturale “Il Pertini” ospita la mostra e la presentazione del libro legati a “Fare Comunità: coltivare memoria per raccogliere futuro”, un’iniziativa promossa da Legambiente Cinisello Balsamo insieme all’Associazione Le Ghirlande e al Tavolo di Sant’Eusebio, in collaborazione con il Comune.

Cofinanziato dalla Fondazione Comunitaria Nord Milano, il progetto nasce con l’obiettivo di costruire una memoria condivisa del quartiere Sant’Eusebio e dell’area del Parco Grugnotorto Villoresi, oggi parte del sistema del Parco Nord Milano. Attraverso fotografie, interviste, articoli di giornale e documenti d’archivio – tra cui quelli dell’Archivio Storico comunale – emerge un racconto corale che attraversa decenni di trasformazioni urbane e sociali.

Il percorso restituisce i bisogni e le aspirazioni di una comunità cresciuta in un contesto fortemente urbanizzato, ma capace di mobilitarsi per ottenere spazi verdi. La nascita del Parco Grugnotorto, poi evoluto nel più ampio sistema del Parco Nord, rappresenta infatti un esempio concreto di cittadinanza attiva e di costruzione dal basso del bene comune.

La mostra, allestita nel foyer al piano -1 del Centro Culturale “Il Pertini” (piazza Confalonieri 3), è aperta a tutta la cittadinanza e si propone non solo come momento espositivo, ma come occasione di incontro e riflessione sul futuro del territorio.


Il programma si articola in diversi appuntamenti significativi:

  • sabato 21 marzo alle ore 11 l’inaugurazione della mostra, seguita da una visita guidata
  • venerdì 27 marzo dalle 18 alle 19 un incontro pubblico dedicato al passato, presente e futuro del parco e del quartiere Sant’Eusebio
  • sabato 28 marzo visite guidate nel pomeriggio e, a seguire, un reading poetico sul legame tra parole e luoghi

Più che una semplice operazione di recupero storico, “Fare Comunità” si configura come un invito a leggere il passato per orientare le scelte future. In un territorio come quello della Brianza centrale, dove la pressione urbanistica continua a confrontarsi con il bisogno di natura e qualità della vita, esperienze come questa mostrano come la memoria possa diventare uno strumento attivo di trasformazione.

Parte il Concorso letterario legato alla "Festa delle Api" 2026 di Ponte Lambro


a cura del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Anche quest’anno la "Festa delle Api" è lieta di ospitare il Concorso letterario "Emily Dickinson" di poesia e racconti brevi.
Come per la prima edizione dello scorso anno - che ha riscosso molto successo -, l’obiettivo è avvicinare le giovani generazioni alla poesia e al mondo delle api. Infatti due delle quattro categorie in cui è suddiviso il concorso sono dedicate a ragazze e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado, distinte in due fasce d’età differenti (under 10 - e tra 10 e 17 anni). Vi sono poi altre due categorie aperte a scrittrici e scrittori di qualsiasi età. 
Il tema scelto per quest'anno è "Basta un sogno". 

Dal 21 marzo all’1 giugno, sarà possibile inviare gratuitamente un proprio elaborato tramite un formulario pubblicato sul sito web www.festadelleapi.it . Chi vorrà partecipare dovrà specificare a che categoria appartiene, così che la giuria di qualità possa comparare i testi e votarli di conseguenza, per stilare la graduatoria e determinare chi proseguirà alla fase finale del concorso. Per ogni eventuale informazione è possibile scrivere via email a premioemilydickinson@gmail.com .

A inizio settembre verranno annunciati i nomi di chi sarà chiamato a esibirsi durante la "Festa delle Api" del 26 e 27 settembre a Ponte Lambro, in uno 'slam' in cui sarà il pubblico a votare il testo migliore.

Il Concorso letterario "Emily Dickinson" è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall'associazione Tic Tac, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ponte Lambro.

Si ricorda che la 17^ edizione della "Festa delle Api" si terrà il 26 e 27 settembre 2026 presso il parco di Villa Guaita a Ponte Lambro.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito: www.festadelleapi.it.

Circolo Ambiente: "Che fine ha fatto la Commissione antimafia di Lecco?"

Pagina web del Comune di Lecco

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Che
 fine ha fatto la Commissione antimafia del Comune di Lecco?

È la domanda che - come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" - ci poniamo alla vigilia della "Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie", che si celebra ogni anno il 21 di marzo. 

Dalla data dell'ultima convocazione della Commissione antimafia - avvenuta il 9 marzo del 2023 - non sembra esserci traccia della Commissione, che anche sul sito web Comune risulta ferma al 2023. Ci risulta quindi che siano ormai esattamente 3 anni che la Commissione antimafia non viene convocata! Eppure a Lecco non mancano di certo i segnali del radicamento della criminalità organizzata e in particolare della 'ndrangheta, che nel territorio lecchese è riconducibile in particolare alla famiglia Coco Trovato. Lecco è, purtroppo, più volte salita alle cronache per la presenza della criminalità organizzata. Ricordiamo in particolare l'inchiesta 'Metastasi' che aveva coinvolto direttamente alcuni membri del Consiglio comunale di Lecco.  


Nel 2022 a Lecco, dopo la specifica richiesta di un gruppo di associazioni - incluso il nostro Circolo - finalmente era stata istituita la Commissione antimafia. Però da allora si annoverano solo due convocazioni, nel 2022 e nel 2023, delle quali si ricorda, sventuratamente, la polemica con cui quasi tutti i commissari - di maggioranza e minoranza - avevano stigmatizzato le parole dell'ex perfetto Castrese De Rosa, che si era 'permesso', secondo loro, di definire Lecco come una delle realtà più infiltrate dalle mafie. Fatto invece incontrovertibile, come dimostrano anche le numerose interdittive antimafia emanate proprio dalla Prefettura lecchese. Dal 2023, come detto, nessun segnale di esistenza della Commissione antimafia del capoluogo, che evidentemente - ci viene da pensare - era stata costituita solo come proforma. Allo stesso tempo, riteniamo che non sia sufficiente, per un'Istituzione, occuparsi di legalità solo in maniera spot, in occasione delle ricorrenze o celebrazioni. Quello per la legalità e per la lotta alle mafie deve essere un impegno continuo, fuori e dentro le stesse Istituzioni. 

Il nostro auspicio è che, nell'attuale dibattito politico e in vista delle prossime elezioni comunali, sul tema dell'antimafia si costruisca un percorso politico che si occupi e preoccupi concretamente del tema della legalità e della lotta contro la presenza delle mafie - e della 'ndrangheta in particolare - nel territorio del Comune di Lecco. 

giovedì 19 marzo 2026

Seregno. Nuovo ospedale al Dosso: una scelta sbagliata, ora lo conferma anche il Parco

L'area del Parco dove è stato proposto di costruire il nuovo ospedale.

Il dibattito sulla possibile realizzazione del nuovo presidio ospedaliero nell’area del Dosso a Seregno sta facendo emergere un elemento sempre più evidente: la crescente convergenza tra analisi e posizioni che, da tempo, mettono in guardia da una scelta ritenuta sbagliata sotto molteplici punti di vista.

Nel nostro precedente post "Nuovo ospedale di Seregno: una scelta già scritta dentro il Parco GruBrìa?" pubblicato lo scorso 20 febbraio sottolineavamo come l’ipotesi di edificare al Dosso rappresenti un consumo di suolo ingiustificato, in contrasto con i principi di rigenerazione urbana e con la necessità, ormai ampiamente riconosciuta, di preservare gli ultimi spazi aperti.

Il Giornale di Seregno. Richiamo in prima pagina. 17/03/2026

Le recenti dichiarazioni di Arturo Lanzani, presidente del PLIS Grubria, pubblicate sul Giornale di Seregno di martedì 17 marzo scorso (leggi qui), vanno esattamente nella stessa direzione, rafforzando e legittimando ulteriormente queste preoccupazioni. Non si tratta di una semplice coincidenza, ma del segnale di una valutazione condivisa che attraversa competenze e ruoli diversi.

Lanzani parla apertamente di “gravissimo attentato alla salute pubblica”, introducendo un elemento fondamentale: la salute non può essere ridotta alla sola presenza di strutture sanitarie, ma comprende anche la qualità dell’ambiente, la vivibilità urbana e l’equilibrio del territorio. È esattamente il quadro in cui si inseriva anche la nostra analisi: costruire un ospedale sacrificando suolo agricolo e spazi aperti significa indebolire, e non rafforzare, il benessere complessivo della comunità.

Un primo punto di convergenza riguarda il consumo di suolo. L’area del Dosso rappresenta uno degli ultimi ambiti liberi e permeabili, già sottoposto a forti pressioni. La sua trasformazione appare in netta contraddizione con gli obiettivi di contenimento dell’espansione urbana. È lo stesso tema già evidenziato: continuare a costruire su aree libere, anziché intervenire sul patrimonio esistente, significa perpetuare un modello superato.

Un secondo elemento condiviso è quello dell’accessibilità. Lanzani evidenzia come un presidio sanitario debba essere integrato nel tessuto urbano e ben servito dal trasporto pubblico. La localizzazione al Dosso, invece, rischia di accentuare la dipendenza dall’auto privata. Anche in questo caso, la coincidenza con quanto già espresso è evidente: un ospedale deve essere facilmente raggiungibile da tutti, non solo da chi dispone di un mezzo proprio.

Altro punto centrale è la presenza di alternative. Lanzani richiama studi di fattibilità che individuano soluzioni meno impattanti, interne al tessuto urbano. Si tratta di un passaggio decisivo, perché dimostra che la contrarietà all’ipotesi del Dosso non è una posizione “contro”, ma una posizione “per”: per scelte più razionali, più sostenibili e più coerenti con una visione contemporanea della pianificazione.

Questa convergenza tra quanto già emerso nel dibattito pubblico e le parole del presidente del Parco assume oggi un valore particolare. Non siamo di fronte a opinioni isolate, ma a un quadro sempre più solido di valutazioni tecniche e culturali che indicano la stessa direzione.

Per questo, la tutela dell’area del Dosso non può essere liquidata come resistenza al cambiamento. Al contrario, rappresenta una richiesta chiara: orientare le scelte pubbliche verso soluzioni che tengano insieme salute, ambiente e qualità urbana.

In un momento in cui le decisioni sul futuro della sanità territoriale sono cruciali, ignorare questa convergenza sarebbe un errore. Ascoltarla, invece, significa costruire politiche più lungimiranti e realmente orientate all’interesse della collettività.

mercoledì 18 marzo 2026

Incendio alla Seval di Colico: il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" chiede maggiori controlli


a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" esprime preoccupazione a seguito dell'ennesimo incendio presso l’impianto di trattamento rifiuti della ditta Seval di Colico.
Quello verificatosi lo scorso 16 marzo è solo l'ultimo di una serie di incendi che hanno interessato l'impianto di via La Croce a Colico. Si ricordano i precedenti incendi verificatisi a novembre e poi a dicembre del 2023, e poi ancora a novembre dello scorso anno, a cui appunto è seguito l'ultimo di questa settimana.
Le nostre preoccupazioni sono relative alle ricadute dirette, sull'aria e sulla salute pubblica, conseguenti alla dispersione di inquinanti in occasione degli incendi, il tutto legato al fatto che presso l'impianto vengono trattate batterie al litio e altri rifiuti elettronici (RAEE).

Alla luce di questi numerosi episodi di incendio, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" nelle scorse ore abbiamo inoltrato una serie di richieste di informazioni agli Enti preposti al controllo delle attività di trattamento rifiuti, ovvero alla Provincia di Lecco, ad ARPA Lombardia e allo stesso Comune di Colico.
Nella nostra missiva abbiamo chiesto, riguardo all’impianto della ditta Seval:
- quali specifiche prescrizioni prevede l’Autorizzazione Integrata Ambientale – rilasciata dalla Provincia di Lecco – in relazione alla prevenzione del rischio incendio;
- quali sono gli esiti degli ultimi controlli eseguiti negli ultimi mesi/anni presso l’impianto, da parte degli Enti di controllo (ARPA, Provincia, Comune, per quanto di rispettiva competenza), per le attività svolte presso l’impianto in oggetto; chiedendo nello specifico quali controlli sono stati eseguiti in ordine alla tipologia e ai quantitativi dei rifiuti in entrata/uscita e trattati presso l’impianto, oltre alle modalità di deposito e trattamento delle batterie e degli altri rifiuti elettronici (RAEE), e della prevenzione del rischio di incendio.

Ora attendiamo le risposte e, in ogni caso, chiediamo maggiori controlli pubblici sull'attività svolta presso la Seval di Colico, ma anche su tutte le aziende che, in provincia di Lecco, eseguono il deposito e il trattamento dei rifiuti, attività di per sé a rischio incendio e dispersione di possibili inquinanti.

lunedì 16 marzo 2026

Pedemontana e il parco che scompare


C’è un’immagine che racconta più di molte parole lo stato delle cose.
In primo piano un cartello indica l’ingresso di un’area del Parco GruBrìa. Subito dietro, una recinzione delimita un cantiere. Oltre la rete, il terreno appare scavato, spianato, trasformato. Dove il cartello parla di parco, la realtà mostra un paesaggio di lavori e terra smossa.


È una fotografia scattata domenica durante una delle iniziative organizzate dai comitati NO Pedemontana sul territorio di Desio. I cittadini hanno chiamato l’iniziativa “Operazione Umarell”: una visita collettiva ai cantieri per osservare direttamente lo stato dei lavori e documentare ciò che sta accadendo.


L’immagine è diventata una delle più emblematiche della giornata. Il contrasto tra la segnaletica che indica un’area protetta e la trasformazione fisica del territorio restituisce con immediatezza la preoccupazione che da anni anima i comitati locali: la progressiva erosione di uno dei pochi corridoi verdi rimasti nella Brianza centrale.


La visita ai cantieri arriva a pochi giorni da un’assemblea pubblica molto partecipata, organizzata venerdì 13 marzo 2026 all’oratorio di Santa Margherita (Lissone). L’incontro ha riunito cittadini, attivisti e amministratori locali per fare il punto sulla situazione dell’infrastruttura e sulle iniziative future.

Secondo gli organizzatori, la serata ha rappresentato un momento importante di informazione e confronto. Diversi interventi hanno affrontato le criticità legate al progetto dell’autostrada Pedemontana, con particolare attenzione ai ricorsi amministrativi e agli impatti ambientali.


Tra i temi discussi c’è stato il ricorso al TAR sulla tratta breve e le difficoltà organizzative del progetto, che secondo alcuni interventi potrebbero riaprire spazi di opposizione all’opera. Al centro del dibattito anche la questione dei pedaggi sulla Milano-Meda e la possibilità di iniziative legali con associazioni di consumatori.

Uno dei punti più sentiti riguarda però la qualità dell’aria. Durante l’assemblea sono state raccolte firme per chiedere al Comune di Macherio una maggiore trasparenza sui dati della centralina installata presso la scuola Rodari.

La richiesta avanzata dai cittadini è chiara: pubblicazioni mensili dei dati sugli inquinanti, accessibili attraverso i canali istituzionali del Comune, con confronti rispetto ai limiti di legge, alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e ai dati delle altre centraline della provincia.


Secondo i promotori, il monitoraggio continuo è fondamentale per comprendere l’evoluzione della qualità dell’aria durante le diverse fasi dei cantieri. Una singola rilevazione, spiegano, non è sufficiente: solo una serie storica di dati può restituire un quadro reale dell’impatto ambientale.

Un altro tema emerso durante l’assemblea riguarda il consumo di suolo. Nei prossimi mesi i comitati intendono promuovere un incontro dedicato alla rigenerazione del terreno e alla cosiddetta “depavimentazione”, cioè la rimozione di superfici asfaltate o cementificate per restituire permeabilità e funzioni ecologiche al suolo.

Parallelamente, resta alta l’attenzione sulle politiche urbanistiche locali. A Lissone l’amministrazione comunale ha dichiarato che il prossimo piano urbanistico non prevederà nuovi insediamenti commerciali, industriali o civili. I comitati intendono vigilare affinché questo impegno venga effettivamente mantenuto.

Bonifica da diossina: i dubbi degli ambientalisti sulla trasparenza di Pedemontana


Prosegue tra difficoltà e richieste di chiarimento il confronto tra i gruppi ambientalisti, alcune liste civiche del territorio e la società Autostrada Pedemontana Lombarda sullo stato della bonifica dalla diossina nelle aree interessate dalla costruzione dell’autostrada.

Secondo quanto segnalato da Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda, insieme a Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate, continua a essere complicato ottenere informazioni complete e tempestive sull’andamento delle operazioni di bonifica nelle zone di Meda, Seveso e Cesano Maderno.

Le difficoltà emergono nonostante l’esistenza di un tavolo permanente dedicato al monitoraggio degli interventi.

Analisi chimiche e criteri diversi tra i laboratori


Tra i documenti ottenuti attraverso l’accesso agli atti compare il verbale di una riunione tenutasi il 26 gennaio 2026 tra ARPA Lombardia, i soggetti coinvolti nella bonifica e i laboratori incaricati delle analisi chimiche.

Durante le verifiche, ARPA ha riscontrato disallineamenti tra i risultati delle proprie analisi e quelli dei laboratori incaricati dalle imprese coinvolte nella bonifica. Il problema riguarda il criterio utilizzato per calcolare la concentrazione complessiva di diossine nei campioni di terreno.

Per uniformare i risultati, ARPA ha stabilito che tutti debbano applicare il criterio denominato “Medium Bound”, che considera nella somma delle diossine anche i valori minimi, cioè quelli inferiori al limite di rilevabilità degli strumenti.

I laboratori privati avevano invece utilizzato criteri differenti:

  • Upper Bound
  • Lower Bound

Queste diverse metodologie possono portare a risultati leggermente diversi nella stima della contaminazione. Per questo motivo ARPA ha richiesto che tutti i rapporti di prova vengano riallineati al criterio Medium Bound, con la produzione di nuovi referti aggiornati.

Nel corso della riunione sono state inoltre segnalate alcune discrepanze nelle analisi effettuate da due laboratori su specifiche aree sorgenti, oltre a una incongruenza nella definizione del perimetro dell’area sorgente 44 nel lotto 5 di Cesano Maderno.

Alcuni campioni superano i limiti di bonifica

Gli aggiornamenti più recenti sulle analisi riguardano alcune aree del lotto 3VAR di Cesano Maderno.

Per l’area sorgente SC58.2, tre campioni su quattro analizzati risultano superiori al limite di bonifica di 10 ng/kg, con valori di:

  • 34 ng/kg
  • 23 ng/kg
  • 24 ng/kg

Una situazione analoga riguarda l’area SC59.2, dove tre campioni superano il limite con valori pari a:

  • 11 ng/kg
  • 19 ng/kg
  • 12 ng/kg

Questi dati emergono dai rapporti di prova dei laboratori incaricati dalle imprese, mentre mancano ancora i risultati delle analisi di ARPA, necessari per la verifica definitiva del collaudo delle operazioni di bonifica.

La situazione a Meda

Al 2 marzo 2026 risultano disponibili solo i rapporti di prova dei laboratori di parte su alcune aree del lotto 1 di Meda. Qui l’obiettivo di bonifica è meno restrittivo, poiché si applica il limite previsto per aree industriali: 100 ng/kg.

Dai dati disponibili emerge che:

  • l’area A1.1 presenta un valore di 130 ng/kg, superiore al limite
  • l’area A1.2 registra 140 ng/kg, anch’esso sopra soglia
  • le aree A1.3, A2.1, A2.2 e A42 risultano invece entro i limiti

Anche in questo caso manca ancora il confronto con le analisi di ARPA, indispensabile per stabilire se gli obiettivi di bonifica siano stati effettivamente raggiunti.

Quasi 8.000 tonnellate di terreno contaminato

Un altro punto sollevato dai gruppi ambientalisti riguarda il destino di 7.917,82 tonnellate di terreno contaminato da diossina proveniente dalle aree della bonifica. Secondo la risposta ufficiale di Pedemontana, questi materiali sono stati conferiti all’impianto Viter S.r.l. Si tratta però di un impianto di trattamento e non di una discarica, motivo per cui le associazioni avevano chiesto chiarimenti sulla destinazione finale dei rifiuti.

Cosa significa la risposta tecnica di Pedemontana

Nella comunicazione inviata agli ambientalisti, Pedemontana utilizza una serie di codici previsti dalla normativa sui rifiuti.

In sintesi, il terreno contaminato:

  • è stato classificato come rifiuto EER 17.05.04 (terre e rocce da scavo non pericolose);
  • è stato conferito con operazione D15, che indica un deposito preliminare prima dello smaltimento finale;
  • successivamente viene sottoposto all’operazione D13, cioè un raggruppamento preliminare dei rifiuti prima del loro invio ad altri impianti.

In pratica, secondo l’interpretazione delle associazioni, l’impianto di Saronno svolgerebbe una funzione di stoccaggio e smistamento, mentre lo smaltimento finale avverrebbe in un secondo momento presso altre strutture, probabilmente discariche autorizzate.

La questione della tracciabilità finale

Un passaggio della risposta di Pedemontana riguarda anche una modifica normativa introdotta nel 2021 nel Testo Unico Ambientale. Questa modifica ha eliminato l’obbligo per il produttore del rifiuto di ottenere l’“attestazione di avvenuto smaltimento”, documento che in passato certificava il destino finale dei rifiuti. Secondo Pedemontana, ciò significa che l’obbligo del produttore termina con la consegna del rifiuto all’impianto che lo prende in carico, in questo caso Viter. Di conseguenza, la società ritiene di non essere tenuta a indicare la discarica finale in cui verranno smaltite le terre contaminate.

Nuovi scavi dove la bonifica non è sufficiente

Laddove i campionamenti hanno evidenziato concentrazioni di diossina ancora superiori ai limiti, Pedemontana ha comunicato che saranno necessari ulteriori scavi e approfondimenti. Sono già stati effettuati nuovi campionamenti sui terreni ancora da rimuovere, con l’obiettivo di:

  • classificare correttamente il tipo di rifiuto
  • predisporre i piani di smaltimento
  • organizzare nuove piste di cantiere per raggiungere le celle ancora contaminate

Ambientalisti chiedono un nuovo incontro pubblico

Alla luce di questi elementi, i gruppi ambientalisti e le liste civiche coinvolte hanno chiesto la convocazione di un nuovo incontro del Tavolo Permanente sui lavori di bonifica. L’ultimo confronto ufficiale risale infatti al 17 novembre 2025. Secondo le associazioni, un aggiornamento pubblico è necessario per fare chiarezza su:

  • lo stato reale della bonifica
  • i risultati completi delle analisi
  • il destino finale dei terreni contaminati

Temi particolarmente sensibili per un territorio che continua a fare i conti con l’eredità della contaminazione da diossina legata al disastro industriale della fabbrica Icmesa del 1976.

Meda: una camminata con le scuole per inaugurare il Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino


Nei prossimi giorni sarà inaugurato il “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”, un percorso naturalistico che restituisce alla città di Meda un collegamento tra natura, storia e memoria del territorio. L’iniziativa è promossa dal WWF Insubria, con il coinvolgimento delle scuole del territorio e il supporto dell’amministrazione comunale e di numerosi volontari.

Il primo appuntamento è previsto venerdì 27 marzo dalle ore 10 alle ore 11, quando si terrà una "camminatina" inaugurale insieme agli studenti della scuola primaria Istituto Comprensivo Diaz e a una delegazione della scuola secondaria Anna Frank. Alla passeggiata parteciperanno anche i volontari delle associazioni che hanno contribuito ai lavori di recupero del percorso.


Il breve itinerario, di poco più di 400 metri, partirà dal parcheggio interno della scuola Anna Frank e condurrà fino all’area boscata accanto al Vecchio Mulino di Meda, uno degli elementi storici più significativi della zona della Vigna. Lungo il sentiero saranno installati pannelli informativi e una bacheca nei pressi del mulino, che accompagneranno i visitatori alla scoperta delle caratteristiche naturalistiche e storiche dell’area.

Il progetto nasce al termine di un primo ciclo di interventi di forestazione e manutenzione delle aree verdi vicine ai plessi scolastici e ai principali elementi di interesse storico-ambientale della zona. Nell’ambito dell’iniziativa, il WWF Insubria ha proposto di dedicare il sentiero alla memoria di Corrado Marelli.

A sinistra il frutteto, a desta il bosco di carpini e querce

Un secondo momento di inaugurazione, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà sabato 28 marzo dalle ore 11 con accesso dalla prosecuzione di via Molino, in occasione della Earth Hour 2026, la mobilitazione globale per l’ambiente promossa dal WWF. Durante la giornata verranno messe a dimora altre venti essenze vegetali per delineare il viale di accesso al sentiero dal lato sud-est e saranno installate alcune casette-nido per gli uccelli.

venerdì 13 marzo 2026

Pedemontana sotto osservazione: cittadini tornano nei cantieri con l’Operazione Umarell 2


Domenica 15 marzo 2026 torna l’Operazione Umarell. Dopo la prima iniziativa organizzata a gennaio, che aveva richiamato cittadini e attivisti davanti ai cantieri della Pedemontana per osservare e documentare ciò che sta accadendo sul territorio, l’appuntamento si rinnova con una seconda edizione.

L’iniziativa, ribattezzata Operazione Umarell 2, si terrà alle ore 10 alla rotonda tra via Mazzini e via Carlo Alberto Dalla Chiesa a Lissone. A promuoverla sono il Comitato NO Pedemontana, il Comitato Suolo Libero e il M.U.LO.Movimento Umarell in Lotta, che invitano cittadini e cittadine a partecipare per monitorare insieme l’avanzamento dei cantieri e documentare le trasformazioni che stanno interessando il territorio della Brianza.

Il riferimento ironico alla figura dell’“umarell” – il pensionato che osserva i lavori nei cantieri – è diventato negli ultimi mesi un modo per trasformare uno stereotipo in un gesto di cittadinanza attiva. L’obiettivo non è semplicemente guardare, ma osservare con attenzione, raccogliere informazioni, fotografare, segnalare. In altre parole, esercitare una forma di controllo civico su opere che stanno producendo impatti profondi sull’ambiente e sul paesaggio.

La prima Operazione Umarell, svoltasi a fine gennaio, aveva proprio questo intento: dimostrare che, anche quando i cantieri sono già aperti e il territorio appare ormai segnato, non è necessario rassegnarsi. Restare presenti, documentare ciò che accade e condividere le informazioni con la comunità significa continuare a prendersi cura del proprio territorio.

Secondo gli organizzatori, il monitoraggio dal basso è oggi più che mai fondamentale. In questo senso l’Operazione Umarell 2 non vuole essere soltanto un momento simbolico, ma un invito a una pratica costante di attenzione civica. Osservare e documentare diventa così una forma di protesta pacifica: un modo per non distogliere lo sguardo, per rendere visibili le trasformazioni in corso e per ricordare che il territorio non è uno spazio astratto, ma il luogo in cui vive una comunità.

giovedì 12 marzo 2026

Meda: una passeggiata urbana per riscoprire il torrente Tarò e il legame tra donne e acqua


Dopo la partecipata iniziativa della scorsa domenica 8 marzo, il Comitato Parco Regionale Groane - Brughiera torna a proporre a Meda un nuovo momento di incontro tra ambiente, memoria e cultura. Domenica 15 marzo è infatti in programma (ATTENZIONE: ANNULLATA A CAUSA MALTEMPO) la seconda passeggiata urbana dedicata al tema “Donna e Acqua”, un percorso che attraverserà il paese seguendo i ponti che scavalcano il torrente Tarò.


L’iniziativa porta il titolo “Ricordando un 22 settembre – Passeggiata urbana per ri-conoscere un torrente” e rappresenta un invito a guardare con occhi nuovi uno dei corsi d’acqua che attraversano la Brughiera e il tessuto urbano di Meda, spesso poco conosciuto o invisibile nella quotidianità.


Il ritrovo è fissato alle ore 14.45 presso il ponte di via Luigi Rho (zona “Svizzera”), nei pressi del civico 13. Da qui i partecipanti inizieranno un itinerario che toccherà diversi punti della città, seguendo idealmente il corso del torrente: via Parini, piazza Cavour, vicolo Tarò, il ponte di via Cialdini, via P. Orsi con il ponte ciclopedonale, via Solferino, via De Amicis, corso Europa e l’area parcheggio sul Tarò accanto alla scuola dell’infanzia Maria Bambina. Il percorso proseguirà poi verso l’area dell’oratorio Santo Crocifisso in piazza del Lavoratore, fino a raggiungere il ponte di via dei Cipressi.


La passeggiata si concluderà intorno alle 16.45, per consentire ai partecipanti di raggiungere la sala civica Radio dove si terrà lo spettacolo teatrale “E l’acqua parlò alle donne”, proposto dal Teatro Vivo Gli Antistress.


Durante il cammino verranno narrati i contenuti degli arazzi realizzati dal gruppo delle Teresine per l’8 marzo, che intrecciano storie, simboli e riflessioni sul rapporto tra donne e acqua.


Allo stesso tempo, la passeggiata offrirà l’occasione per riflettere su ciò che i ponti attraversano: un corso d’acqua che percorre l’intera Brughiera e che nel tempo ha subito trasformazioni, interventi e problemi ambientali. Un modo per comprendere cosa scorre sotto questi ponti – e talvolta purtroppo anche sopra – e per riscoprire l’importanza di questo elemento naturale nel paesaggio locale.

L’obiettivo è anche quello di riportare l’attenzione sul torrente Tarò e sulla necessità di restituirgli vita e dignità, valorizzandolo come patrimonio ambientale del territorio.

Un fine settimana di iniziative



La passeggiata di domenica si inserisce in un programma più ampio dedicato al tema Donna e Acqua. Sabato 14 marzo, alle ore 17.00, presso la Medateca, si terrà infatti il reading “Da’ nome ai miei fiumi”, con letture di testi scritti da donne sul rapporto tra femminile e acqua, a cura del gruppo di lettura degli Amici della Medateca.


Con queste iniziative, gli organizzatori invitano cittadini e appassionati di ambiente a partecipare numerosi a una “escursione urbana” fuori dall’ordinario, capace di unire cultura, memoria e attenzione al territorio.

La passeggiata dello scorso 8 marzo – documentata dalle fotografie che accompagnano questo articolo – ha già mostrato quanto queste occasioni possano diventare momenti preziosi per riscoprire il paesaggio nascosto della città e il valore dei suoi corsi d’acqua.