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sabato 4 luglio 2026

Caldo record in Brianza: il Parco GruBrìa rilancia l'allarme. Difendere il verde significa difendere la salute


Le temperature eccezionali che stanno investendo la Brianza non rappresentano più un'anomalia, ma l'anticipazione di un futuro già iniziato. Giornate con picchi vicini ai 40 gradi, notti tropicali sempre più frequenti, lunghi periodi di siccità alternati a nubifragi violenti: il cambiamento climatico sta modificando profondamente il territorio brianzolo e impone un ripensamento delle politiche urbanistiche e ambientali.

È il messaggio che il Parco GruBrìa lancia con forza attraverso un articolato comunicato dedicato alle recenti ondate di calore. Un appello che Brianza Centrale condivide pienamente, perché mette al centro una questione spesso sottovalutata: la tutela del verde non è un tema paesaggistico né un lusso per ambientalisti, ma una vera politica di salute pubblica e di adattamento climatico.

Il Parco ricorda come boschi, prati, alberature e suoli permeabili costituiscano una vera e propria infrastruttura naturale capace di mitigare gli effetti delle ondate di calore. Nelle aree ricoperte da asfalto e cemento, infatti, le temperature superficiali possono raggiungere i 50 °C, mentre nei prati e nei boschi il terreno mantiene valori vicini alla temperatura dell'aria. Una differenza di oltre venti gradi che incide direttamente sul benessere delle persone.

Ma gli ecosistemi fanno molto di più: raffrescano l'aria attraverso l'evapotraspirazione, assorbono anidride carbonica, migliorano la qualità dell'aria, favoriscono l'infiltrazione delle acque piovane e contribuiscono alla conservazione della biodiversità. Sono servizi ecosistemici indispensabili proprio mentre il clima rende sempre più frequenti sia le ondate di calore sia gli eventi meteorologici estremi.

Il comunicato richiama anche i dati più recenti dell'Osservatorio meteo-climatico di BrianzAcque, che confermano una tendenza ormai evidente.

Dopo un aprile più caldo di circa due gradi rispetto alla media climatica e caratterizzato da precipitazioni dimezzate, il mese di maggio ha registrato temperature eccezionali, culminate con i 34 °C misurati a Seregno il 27 maggio e una notte tropicale record con una minima di 22,9 °C. Il calore accumulato si è poi trasformato, nei primi giorni di giugno, in violenti temporali con oltre 100 millimetri di pioggia caduti in poche ore in alcune zone, mentre per tutto giugno le centraline di ARPA Lombardia hanno registrato temperature ben superiori alle medie stagionali, con punte prossime ai 40 °C.

Una situazione aggravata da un altro dato strutturale: la Brianza è una delle aree più urbanizzate d'Italia. Nei comuni del Parco GruBrìa oltre la metà del suolo risulta ormai consumata, riducendo drasticamente la capacità del terreno di assorbire l'acqua e aumentando sia il rischio di allagamenti sia l'effetto "isola di calore" nelle aree urbane.

Per il Parco la risposta non può limitarsi alla conservazione di ciò che rimane. Occorre una vera rigenerazione ecologica del territorio: più forestazione urbana, nuovi boschi, incremento delle alberature, recupero dei prati, rafforzamento dei corridoi ecologici e una diffusa deimpermeabilizzazione delle superfici artificiali.

Una strategia perfettamente coerente con gli indirizzi europei e con gli obiettivi della Strategia di Transizione Climatica aGREENment, che individua proprio nelle infrastrutture verdi uno degli strumenti principali per adattare i territori ai cambiamenti climatici.

Particolarmente significativo è il richiamo del presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani, che sintetizza con chiarezza la posta in gioco.

"La crisi climatica ci impone un cambio di paradigma. Le immagini delle temperature registrate in questi giorni dimostrano con evidenza quanto il sistema dei parchi e delle aree verdi rappresenti una vera infrastruttura climatica per l'intera Brianza."

Lanzani invita ad abbandonare una visione del verde come semplice elemento decorativo.

"Il verde non è un elemento accessorio del territorio, ma una componente essenziale della salute pubblica. Salvaguardare e ampliare il capitale naturale significa costruire comunità più sicure, più resilienti e più vivibili."

E individua con precisione le priorità per il futuro.

"Oggi non basta più difendere il verde esistente: occorre ridurre il consumo di suolo, aumentare la forestazione urbana e restituire permeabilità alle nostre città, affinché siano in grado di affrontare sia le ondate di calore sia gli eventi meteorologici estremi che il cambiamento climatico rende sempre più frequenti."

Le parole del presidente del Parco GruBrìa dovrebbero entrare stabilmente nel dibattito pubblico brianzolo. Per troppo tempo il verde è stato considerato un ostacolo allo sviluppo o una risorsa sacrificabile di fronte a nuove urbanizzazioni e infrastrutture. Oggi la crisi climatica dimostra esattamente il contrario.

Ogni bosco preservato, ogni prato salvato dal cemento, ogni nuovo albero piantato rappresentano un investimento sulla salute collettiva, sulla sicurezza delle città e sulla qualità della vita. In un territorio tra i più densamente urbanizzati d'Europa, il sistema dei parchi non è un lusso, ma un'infrastruttura strategica capace di offrire servizi che nessuna opera artificiale può sostituire con la stessa efficacia.

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