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giovedì 18 giugno 2026
Escursione e festa alla Cascina Mordina: torna “Due passi in Mordina” a Mariano Comense
Mariano Comense si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno per gli amanti della natura e della vita all’aria aperta. Domenica 21 giugno 2026 torna infatti “Due passi in Mordina”, l’evento organizzato dalla Proloco Mariano in collaborazione con la Protezione Civile di Mariano Comense, che ogni anno richiama famiglie, escursionisti e curiosi nel cuore verde della Brianza.
La manifestazione si svolgerà nella suggestiva cornice della Cascina Mordina, all’interno del Parco Brughiera-Groane, offrendo una giornata ricca di attività pensate per tutte le età, tra natura, cultura e convivialità.
La giornata prenderà il via al mattino con un’escursione in Brughiera della durata di circa due ore e mezza, organizzata dal Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera. Il ritrovo è fissato alle ore 8:45 presso la stazione FNM di Mariano Comense, con partenza alle ore 9:00. Il percorso attraverserà alcuni dei luoghi più caratteristici del territorio, tra cui la ciclopedonale lungo la Roggia Vecchia, via Segantini, il depuratore “sorgente del Tarò/Terrò”, il roccolo di Cabiate e il sentiero Meda-Montorfano, con arrivo previsto alla Mordina intorno alle ore 11:30. Il rientro sarà libero oppure organizzato in gruppo.
A partire dalle ore 10:30, il “pratone” accanto alla cascina si animerà con bancarelle di hobbisti e artigianato, attività per grandi e piccoli e momenti di intrattenimento. Non mancheranno laboratori creativi come lo Z Painting, sessioni di yoga guidate da Matteo Galletti (alle 10:30 e alle 11:30), attività di orienteering a cura del CAI Mariano Comense.
Nel pomeriggio, spazio anche allo spettacolo con l’improvvisazione teatrale di Nemo Impro, in programma alle ore 15:00. Per tutta la durata dell’evento sarà attiva la cucina, aperta dalle 11:00 alle 16:30, per offrire ristoro ai partecipanti.
Il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera sarà presente con un gazebo informativo, dove sarà possibile scoprire materiali, mappe e progetti legati ai sentieri e ai parchi del territorio. Tra le proposte, atlanti naturalistici, cartografie dettagliate dei percorsi locali e iniziative dedicate anche ai più piccoli. Non mancheranno curiosità come un angolo dedicato all’allevamento dei bachi da seta e la presentazione dei segnavia in legno restaurati grazie al lavoro congiunto delle associazioni di volontariato e dei gruppi CAI e SEM. L’evento rappresenta anche un’occasione per sostenere le attività del Comitato attraverso il tesseramento annuale, contribuendo così alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico locale.
martedì 16 giugno 2026
Un “Giardino delle Api” presso la scuola di Ponte Lambro
Un “Giardino delle Api” è stato realizzato presso la scuola secondaria di Ponte Lambro. Ad organizzare lo spazio è il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, da anni impegnato nella tutela degli insetti impollinatori, anche tramite l’organizzazione dell’annuale manifestazione della “Festa delle Api”, che dal 2024 si tiene proprio a Ponte Lambro.
Le api sono insetti fondamentali per la vita delle piante e, di conseguenza, anche dell’uomo. L’associazione ambientalista vuole sensibilizzare le nuove generazioni seminando fiori particolarmente graditi alle api e agli altri insetti impollinatori.
A Ponte Lambro è stato quindi allestito un “Giardino delle Api” presso il giardino dell’Istituto Aldo Moro.
Soddisfazione per il lavoro svolto è stata espressa dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, con Moreno Casotto e Loris Galliani che stanno coordinando l’iniziativa “Alla scoperta delle api” all’interno del progetto “Dai, vieni con noi” del Bando Sprint (nell’ambito del progetto di coesione cofinanziato dal Fondo sociale europeo 2021-2027). Il “Giardino delle Api” è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Ponte Lambro – Assessora all’Istruzione Francesca Borello – e con la Direzione didattica dell’Istituto Aldo Moro – Dirigente scolastica dott.ssa Maria Beatrice Frigerio.
Le proposte didattiche svolte con i ragazzi della scuola, iniziate lo scorso autunno e proseguite settimanalmente fino al mese di marzo, sono state finalizzate a sensibilizzare gli studenti sulle problematiche ambientali, con particolare riferimento al mondo delle api.
Nello specifico, alcuni apicoltori del territorio – che collaborano con il Circolo Ambiente – hanno proposto nelle classi laboratori di analisi e degustazione del miele, di produzione di cera e costruzione di “bug hotel” (casette per impollinatori), di scrittura creativa in forma poetica e, in conclusione, uno spettacolo di animazione teatrale avente come tema centrale la natura e gli animali.
Successivamente, nel giardino dell’istituto sono state individuate diverse aree nelle quali sono stati piantumati cespugli di essenze floreali e seminati fiori melliferi, allo scopo di creare spazi di biodiversità. Quest’ultima attività coinvolgerà i ragazzi nella cura degli spazi e si protrarrà fino al prossimo autunno.
domenica 14 giugno 2026
🌳 Più natura, più salute: il nuovo Parco Regionale del Seveso prende forma
Durante l’evento di lancio di aGREENment è stata presentata anche la richiesta di istituzione del nuovo Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale.
Un progetto ambizioso, già approvato da 11 Comuni senza voti contrari, che rappresenta un passo fondamentale per affrontare la sfida climatica e migliorare la qualità della vita.
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| Piana del Novale - Nova Milanese |
“Fare parco in questo territorio significa non solo salvaguardare la biodiversità, ma affrontare un problema di salute pubblica” ha dichiarato Arturo Lanzani, Presidente del PLIS GruBrìa.
Un percorso che il blog Brianza Centrale sostiene da sempre.
Fin dalla sua nascita nel 2009, il blog si è impegnato per la salvaguardia del territorio oggi al centro di questo progetto. Non è un caso che, ieri come oggi, rappresenti la voce del Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale, oggi parte integrante del GruBrìa.
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| Paderno Dugnano - Oasi dei Gelsi |
Il nuovo Parco nasce con una visione chiara:
🌿 tutelare e ampliare le aree verdi
🌿 rafforzare la biodiversità
🌿 contribuire alla salute pubblica
🌿 aumentare le aree protette in linea con gli obiettivi europei
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| Parco agricolo del Meredo - Seregno |
Dopo oltre 20 anni, la Lombardia si prepara ad accogliere un nuovo Parco Regionale: una scelta strategica per un territorio più resiliente, sostenibile e vivibile.
🌱 aGREENment: il territorio fa squadra per la transizione climatica
È ufficialmente partita “aGREENment”, la Strategia di Transizione Climatica promossa dal Parco GruBrìa insieme ai Comuni di Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Seregno, con il contributo di diverse altre realtà come Fondazione Cariplo, BrianzAcque e WWF Insubria.
In un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più evidenti, tra ondate di calore e piogge intense, il territorio sceglie di reagire unendo forze, competenze e visione.
Su un’area di 40 km² e una comunità di 150.000 abitanti, aGREENment guarda al 2030 e al 2040 con azioni concrete su quattro fronti:
🔸 mitigazione delle emissioni
🔸 adattamento e resilienza
🔸 sviluppo territoriale sostenibile
🔸 costruzione di un’alleanza climatica locale
1976–2026 | Disastro diossina | 5. Salute e lavoro: mobilitazioni contro l’inceneritore
Nel 2026 ricorre il 50° anniversario del disastro della diossina
dell’ICMESA di Meda, una ferita ancora aperta nella storia ambientale,
sociale e sanitaria della Brianza.
Quel disastro non fu però un evento improvviso né imprevedibile, ma il punto di arrivo di decenni di inquinamenti, omissioni e controlli insufficienti. Ricostruire ciò che accadde prima del 1976 è quindi essenziale per comprenderne il significato.
Con questa serie di pubblicazioni, Brianza Centrale , riprendendo il lavoro di Sinistra e Ambiente, avvia un percorso di memoria storica e civile. Le prime tre puntate riprendono il lavoro dello storico sevesino Massimiliano Fratter (Seveso. Memorie da sotto il Bosco, 2006), mentre dalla quarta la ricostruzione si basa direttamente sulla documentazione d’archivio raccolta da Sinistra e Ambiente di Meda.
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Quinta Puntata
Le commissioni istituzionali, i lavoratori e la vertenza sulla salute e la conoscenza, l'opposizione all'ipotesi forno inceneritore e le mobilitazioni popolari
LE COMMISSIONI ISTITUZIONALI
Il 4-8-1976, il Ministero della Sanità istituì la Commissione centrale tecnico-scientifica con Presidente Cimmino per proporre con urgenza misure di decontaminazione e stabilire un piano di monitoraggio e intervento sanitario.
Purtroppo questa commissione che aveva un carattere eminentemente tecnico, nel corso degli anni ridusse drasticamente il progetto sanitario e ridimensionò la sezione di monitoraggio epidemiologico rispetto agli iniziali intendimenti.
Anche Regione Lombardia nominò quattro Commissioni (analitica, medico-epidemiologica, bonifica, veterinaria) che, in coordinamento con la Commissione Cimmino, si occuparono del monitoraggio medico della popolazione, delle analisi, della decontaminazione del luogo e delle indagini di medicina veterinaria.
I lavori delle commissioni regionali e la destinazione dei fondi erogati riflettevano comunque l'impostazione e l'indirizzo politico di Regione Lombardia che influì su molte scelte attuate e creò forti tensioni, contrasti sociali e politici sul territorio.
LA VERTENZA DI LAVORATORI E SINDACATO PER LA SALUTE E LA BONIFICA
Nella Brianza del Nord/Ovest oltre all'ICMESA a Meda erano infatti insediati altri grandi complessi produttivi chimici quali l'ACNA a Cesano Maderno e la SNIA a Varedo, Ceriano Laghetto e Cesano Maderno.
Già nell'assemblea organizzata dalla Federazione Unitaria CGIL-CISL e UIL tenutasi a Cesano Maderno il 28-7-1976, l'azione sindacale raccolse il contributo documentale del Comitato Tecnico Scientifico Popolare (CTSP) in appoggio ai lavoratori e alla popolazione colpita. Sul CTSP e sulla sua attività torneremo con un apposita scheda.
- Bonifica immediata e radicale delle aree inquinate pagata dalla multinazionale Givaudan-Roche.
- Tutela del posto di lavoro e del salario per i dipendenti ICMESA e dell'indotto.
- Controllo e conoscenza dei lavoratori sulla produzione chimica e sulle procedure di sicurezza da applicare.
Alla fine di agosto 1976 la Regione, con una certa approssimazione e fretta, chiese al Comune di Seveso di esprimersi sulla collocazione di un impianto di incenerimento, su un´area di 36.000 m², ove distruggere per combustione il terreno e i materiali contaminati dalla diossina.
Inizialmente, il Consiglio Comunale di Seveso, il 29 agosto 1976, con una sola astensione, approvò una determina collocando l'inceneritore in una zona ubicata a nord del cimitero.
Una delle prime criticità evidenziate da molti tecnici fu relativa all'insufficiente temperatura allora raggiungibile per bruciare quanto contaminato dalla Diossina TCDD.
Negli anni ’70, le tecnologie disponibili non permettevano di superare con sicurezza i 1200 °C, temperatura che se mantenuta costantemente avrebbe portato alla scissione della molecola di TCDD.
Nel terreno era inoltre presente anche il Triclorofenolo che se bruciato con temperature oltre i 160 ° C ma inferiori ai 1200 °C avrebbe generato diossina per trasformazione del Triclorofenolo stesso.
L'inceneritore oltre ad avere costi elevati non dava quindi garanzie di sicurezza e sarebbe con ogni probabilità diventato successivamente l'impianto ove bruciare tutti i rifiuti industriali della Lombardia.
Il progetto dell'inceneritore trovò quindi, da subito, la ferma opposizione della cittadinanza, del "Gruppo di Lavoro e di Coordinamento di Seveso" e del "Comitato Tecnico Scientifico Popolare" che incalzarono l'amministrazione sevesina e Regione Lombardia organizzando presenze ai Consigli Comunali e, il 14/5/1977. una manifestazione a Milano, in Pza del Duomo, che risultò molto partecipata.
Secondo la proposta del comitato i cassoni avrebbero dovuto essere collocati sul terreno dell´ICMESA.
A SEVESO E MEDA RITORNA L'ESERCITO
Parecchie furono le entrate abusive nella zona A dove alcune case tornarono ad essere occupate dai proprietari violando i decreti di inaccessibilità e con pericolo per la salute degli occupanti, di trasporto e dispersione delle sostanze tossiche lì depositate.
Le recinzioni di filo spinato divelte o mancanti non costituivano ostacolo agli ingressi.
Per evitare il ripetersi di questi pericolosi ritorni nelle proprie case contaminate, il 15 febbraio 1977, il 3° corpo d´armata dell'esercito, insieme ai carabinieri, fu incaricato dal Prefetto della sorveglianza esterna dell´area maggiormente inquinata.
Con delibera 488 del 2 giugno 1977, il Consiglio Regionale lombardo approvò cinque programmi operativi definitivi, stilati dai competenti assessorati regionali in base alla legge regionale N° 2 del 17 gennaio 1977.
I Programmi Operativi comprendevano le seguenti aree di intervento:
- verifiche analitiche sull’inquinamento del terreno, delle acque e della vegetazione e interventi di decontaminazione e di bonifica del terreno e degli stabili, anche per prevenire la diffusione dell’inquinamento;
- accertamenti e controlli sanitari, assistenza sanitaria e tutela della salute pubblica nella zona colpita; accertamenti, controlli e interventi nel campo della profilassi medico-veterinaria e dell’assistenza zooiatrica;
- assistenza sociale e scolastica, compresa la fornitura di alloggi alle popolazioni sfollate;
- ripristino e ricostruzione altrove delle strutture civili e abitative non recuperabili e realizzazione delle opere necessarie per consentire condizioni di vita adeguate alla particolare situazione della zona colpita e ripristino delle capacità produttive dei terreni agricoli interessati.
- interventi a favore di imprese, singole o associate, agricole, artigiane, turistiche ed alberghiere, industriali e commerciali, che avevano subìto danni conseguenti all´inquinamento da sostanze tossiche.
Per attuare questi interventi, con la Legge Regionale n. 27 del 17 giugno 1977 costituì un'unità a conduzione commissariale: l'UFFICIO SPECIALE PER SEVESO, operativo dal luglio del 1977, guidato dall’avvocato Antonio Spallino già sindaco di Como e successivamente, dal 1979, dal senatore Luigi Noè.
| Incontro del commissario dell'Ufficio Speciale sen Noè (al centro) con il Pres di Regione Lombardia Guzzetti a dx |
Venne inoltre istituito l’Archivio dell’Ufficio Speciale, in cui furono raccolti e conservati tutti gli atti e documenti relativi agli interventi previsti ed effettuati nelle zone contaminate.
venerdì 12 giugno 2026
La Fontana del Guercio raccontata dai suoi custodi: escursione speciale nel cuore verde della Brianza
Ci sono luoghi che raccontano molto più di ciò che mostrano. La Riserva Naturale della Fontana del Guercio, nel territorio di Carugo, è uno di questi. Un'area apparentemente silenziosa, fatta di boschi, sorgenti e sentieri, che custodisce invece una straordinaria storia di natura, lavoro umano e impegno civico.
Domenica 5 luglio 2026 sarà possibile partecipare a un'escursione guidata che permetterà di conoscere da vicino uno dei più importanti ambienti naturali della Brianza, oggi parte del sistema del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea.
La Riserva è famosa soprattutto per i suoi fontanili, sorgenti che emergono spontaneamente dal terreno grazie alle particolari caratteristiche geologiche del sottosuolo. Qui si trova la celebre "Testa del Nan", una delle principali risorgive che alimentano la storica Roggia Borromeo. L'intera area rappresenta un raro esempio di ambiente umido dell'alta pianura lombarda, caratterizzato da elevata biodiversità e da un patrimonio idrogeologico di grande valore.
Ma la Fontana del Guercio non è soltanto un tesoro naturalistico. La sua storia recente è anche una delle più belle vicende di recupero ambientale della Brianza. Oltre cinquant'anni fa quest'area era fortemente degradata e utilizzata come discarica abusiva. Grazie all'impegno di volontari e associazioni locali, a partire dagli anni Settanta iniziò un lungo lavoro di pulizia e valorizzazione che ha portato alla nascita dell'attuale riserva naturale, oggi riconosciuta anche come Zona Speciale di Conservazione nell'ambito della rete europea Natura 2000.
L'escursione proposta dal Comitato Parco Regionale della Brughiera, dalla Pro Loco di Meda e dalle realtà del territorio sarà quindi un'occasione preziosa per osservare da vicino questi ambienti, comprenderne gli aspetti naturalistici e geologici e ripercorrere le vicende che hanno trasformato un luogo abbandonato in uno dei più significativi esempi di tutela ambientale della Brianza.
Il percorso condurrà i partecipanti fino ai Fontanili della Testa del Nan e proseguirà verso Cascina Sant'Ambrogio, dove gli Amici di Sant'Ambrogio accoglieranno il gruppo con un piccolo rinfresco.
Informazioni pratiche e iscrizioni
- 📅 Domenica 5 luglio 2026
- 🕣 Ritrovo ore 8.45. Parcheggio delle scuole elementari
- 📍 Via XXV Aprile, Carugo (CO)
- È richiesta la prenotazione tramite QR Code presente sulla locandina oppure al seguente indirizzo: https://bit.ly/fontana-del-guercio-14-06-2026
- Apertura prenotazioni: domenica 28 giugno dalle ore 10.
Contatti
- Pro Loco Meda ☎️ 371 320 4429
- Tiziano ☎️ 331 2271052
- informazioni@comitatoparcobrughiera.it
Note organizzative
- Assicurazione a carico dei partecipanti.
- Gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni durante l'escursione.
- In caso di maltempo è consigliabile contattare gli organizzatori la mattina stessa per verificare l'eventuale annullamento dell'iniziativa.
- Con il patrocinio del Parco delle Groane e Brughiera Briantea, della Provincia di Monza e della Brianza, della Città di Meda e del Comune di Carugo.
Alla Fontana del Guercio interventi contro il Poligono del Giappone: un passo importante per la biodiversità
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| Immagini tratte dal sito web del Parco (cliccare qui) |
Il nostro blog è stato il primo a segnalare la presenza del Poligono del Giappone all’interno della riserva naturale Fontana del Guercio. Una segnalazione che oggi possiamo dire abbia innescato un percorso virtuoso: prima l’attenzione delle associazioni ambientaliste locali, poi l’intervento dell’amministrazione comunale e infine l’azione concreta dei tecnici del Parco.
Un risultato importante, che dimostra quanto la collaborazione tra cittadini, realtà ambientaliste e istituzioni possa fare la differenza nella tutela del territorio.
Proprio in questi giorni, infatti, il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea ha comunicato il proseguimento degli interventi di contenimento ed eradicazione della Reynoutria japonica, meglio conosciuta come Poligono del Giappone, una delle specie vegetali invasive più problematiche in Europa.
Le operazioni, coordinate dall’Area Tecnica del Parco sotto la direzione dell’architetto Mauro Botta, rappresentano un’azione concreta a difesa di uno degli ambienti naturali più preziosi della Brianza.
Originaria dell’Asia orientale, la Reynoutria japonica si è diffusa rapidamente anche in Italia, colonizzando corsi d’acqua, aree naturali e terreni disturbati. Dal luglio 2025, le specie del genere Reynoutria sono state ufficialmente inserite tra quelle esotiche invasive di rilevanza unionale, a conferma della loro pericolosità per gli ecosistemi europei.
Si tratta di una pianta estremamente aggressiva: può raggiungere i quattro metri di altezza e formare popolamenti fittissimi che soffocano la vegetazione autoctona. La sua capacità di diffusione è resa ancora più insidiosa dalla propagazione tramite rizomi sotterranei, che possono estendersi fino a 15-20 metri e rigenerarsi anche a partire da piccoli frammenti.
Per contrastare una specie così resistente, il Parco sta sperimentando diverse tecniche. Nei mesi scorsi si è intervenuti con un miniescavatore per rimuovere parte delle piante e del terreno contaminato dai rizomi. In altre zone si è optato per il semplice taglio, favorendo la ricrescita primaverile dei germogli più giovani.
Proprio su questi ricacci si concentra la nuova fase degli interventi, attualmente in corso: una tecnica innovativa di diserbo elettrico, che agisce attraverso l’elettrocuzione delle piante. L’obiettivo è indebolire progressivamente l’apparato radicale, limitando la capacità della specie di rigenerarsi e diffondersi.
L’intervento assume un significato ancora più rilevante perché interessa la Riserva naturale Fontana del Guercio, istituita nel 1986 e inserita nella Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione.
Questo ambiente rappresenta uno degli ecosistemi più importanti della Brianza: sorgenti, fontanili e aree umide alimentate dalla falda superficiale creano condizioni ideali per numerose specie animali e vegetali di pregio. Qui sopravvivono anche alcuni degli ultimi esempi di querceto di pianura lombardo, un habitat oggi sempre più raro.
La diffusione del Poligono del Giappone costituisce una minaccia concreta per questi equilibri delicati, riducendo la biodiversità e alterando profondamente gli habitat naturali.
Questa vicenda dimostra come l’attenzione e la partecipazione attiva dei cittadini possano contribuire in modo determinante alla tutela dell’ambiente. Dalla segnalazione iniziale agli interventi sul campo, si è sviluppato un processo virtuoso che oggi sta dando risultati concreti.
Continueremo a seguire da vicino l’evoluzione degli interventi, con l’auspicio che possano rappresentare un modello replicabile anche in altre aree del territorio, sempre più minacciate dalla diffusione di specie invasive.
mercoledì 10 giugno 2026
Le Brianze raccontate e camminate: alla scoperta di San Pietro al Monte
Domenica 21 giugno 2026 torna un nuovo appuntamento con “Le Brianze raccontate e camminate”, l’iniziativa promossa da Arci Macherio che unisce escursionismo, cultura e scoperta del territorio. La proposta è una suggestiva attraversata da Civate a Suello, con salita allo straordinario complesso romanico di San Pietro al Monte, uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della Brianza.
L’escursione, pur non presentando particolari difficoltà tecniche, è rivolta a partecipanti allenati e in buone condizioni fisiche. Il percorso prevede infatti un dislivello complessivo di circa 435 metri in salita e 450 metri in discesa, lungo sentieri di montagna semplici ma continui.
Il ritrovo è fissato alle ore 9:00 a Civate, da dove il gruppo partirà attraversando il suggestivo Orrido del Toscio, un angolo poco conosciuto ma di grande fascino naturalistico. Dopo il guado del torrente, il cammino proseguirà lungo gli antichi sentieri della verde Valle dell’Oro, fino a imboccare una facile strada di montagna che conduce al Dosso della Guardia e quindi al pianoro di San Pietro al Monte.
Qui, immersi in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, i partecipanti potranno sostare per il pranzo al sacco nei pressi dell’ex abbazia benedettina, approfittando anche della presenza di una sorgente di acqua potabile.
Nel primo pomeriggio, alle ore 14:00, è prevista la visita guidata alla basilica di San Pietro e all’oratorio di San Benedetto, a cura dei volontari dell’associazione Amici di San Pietro al Monte. Un’occasione preziosa per conoscere da vicino uno dei più importanti complessi romanici della Lombardia, candidato a diventare patrimonio UNESCO.
Il rientro avverrà lungo lo stesso percorso fino alla località Oro, per poi proseguire su facili carrarecce a mezza costa, seguendo idealmente il tracciato dell’antica via romana che collegava Como ad Aquileia. Il cammino offrirà ampi scorci sui laghi e sui colli briantei, fino all’arrivo a Suello previsto intorno alle 17:45, dove ad attendere i partecipanti ci sarà un aperitivo conclusivo.
Durante tutta l’escursione, i partecipanti saranno accompagnati da esperti della sezione di Macherio del Club Alpino Italiano, che garantiranno supporto e sicurezza lungo il percorso.
L’iniziativa è riservata ai tesserati ARCI, con iscrizione obbligatoria (posti limitati - 30 persone). È previsto un contributo di 5 euro comprensivo di aperitivo finale.
- Ritrovo ore 9.00 presso il parcheggio pubblico P3 di via Francesco Broggi, Civate.
- Termine escursione ore 17.45 circa a Suello presso il parco giochi di via Don Mario Casati.
Per iscrizioni:
📧 cultura@arcimacherio.it
📞 335 632 8590 (Augusta)
Per informazioni:
📞 339 844 6553 (Gianni)
Come da consuetudine, gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e/o cose.
Organizzazione: ARCI Macherio
In collaborazione con: CAI Sezione di Macherio
lunedì 8 giugno 2026
Seveso 50 anni dopo: la lezione di “Sapere” tra memoria e controinformazione
A quasi cinquant’anni dal disastro del 10 luglio 1976, la città di Seveso si prepara a una serie di appuntamenti che intendono non solo commemorare, ma anche rileggere in chiave critica uno degli eventi più drammatici della storia industriale italiana. L’iniziativa è promossa da Seveso Memoria di parte insieme ai gruppi No Pedemontana, realtà da tempo impegnate nel mantenere viva una memoria attiva e consapevole del territorio.
Il primo incontro, in programma il 18 giugno 2026 in piazza Cardinal Confalonieri, apre ufficialmente il percorso verso questo importante anniversario.
La serata sarà dedicata alla rivista Sapere e al ruolo fondamentale che essa ebbe nel raccontare il disastro dell’Icmesa senza attenuarne la gravità. In un contesto in cui molte narrazioni tendevano a ridimensionare l’accaduto, Sapere si distinse per un approccio rigoroso e indipendente, offrendo un esempio di controinformazione scientifica che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento.
Al centro dell’incontro, la presentazione del volume “Una rivista che viene dal futuro. L’esperienza di ‘Sapere’ sotto la direzione di G.A. Maccacaro (1974-1977)”, edito da Mimesis nel 2026. Attraverso il contributo dei curatori, Vittorio Morfino e Gianluca Pozzoni, il pubblico potrà approfondire il contesto culturale e politico in cui la rivista operò, nonché il suo impegno nel ricostruire con precisione il processo produttivo dell’Icmesa e nell’individuare le responsabilità del disastro.
La rivista ebbe infatti un ruolo cruciale nel promuovere una consapevolezza critica, dimostrando come la scienza non sia mai neutrale, ma profondamente intrecciata con le dinamiche sociali, economiche e politiche. Una lezione che conserva tutta la sua attualità, soprattutto in un’epoca segnata da nuove sfide ambientali e industriali.
L’appuntamento del 18 giugno rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio. Il calendario proseguirà l’8 luglio con un incontro che vedrà protagonisti gli ex lavoratori dell’Icmesa insieme alla storica Chiara Giorgi dell’Università La Sapienza di Roma, offrendo uno sguardo diretto e documentato sulle condizioni di lavoro e sulle conseguenze del disastro. Il 10 luglio, data simbolica dell’anniversario, sarà invece dedicato allo spettacolo teatrale “Sette domeniche”, che restituirà attraverso il linguaggio scenico la memoria di quei giorni.
giovedì 4 giugno 2026
Pedemontana, la Brianza dice no: appuntamento ad Agrate
Domenica 7 giugno 2026 il Comitato Ferma Ecomostro D Breve sarà presente ad Agrate con un gazebo informativo in occasione della Fest’Oasi. Un appuntamento importante per chi vuole capire meglio cosa si nasconde dietro il progetto della cosiddetta “tratta D breve di Pedemontana” e per chi desidera prendere posizione.
Il presidio sarà attivo dalle 9:00 alle 17:00 e offrirà la possibilità sia di informarsi sia di firmare contro la tratta D breve. Ma soprattutto sarà un’occasione per fare rete tra cittadini e realtà locali che da anni si battono contro il consumo di suolo e per un modello di mobilità più sostenibile.
In un contesto in cui le grandi opere continuano a essere presentate come inevitabili, momenti come questo sono fondamentali per costruire consapevolezza e rafforzare un fronte comune. Partecipare significa contribuire a una mobilitazione che riguarda tutta la Brianza e il suo futuro.
Agliate nella stagione del restauro romanico in Lombardia
Il Museo Civico “Carlo Verri” di Biassono, in collaborazione con la Comunità Pastorale Santo Spirito di Carate Brianza e Albiate, vi invita a un nuovo appuntamento del ciclo “Echi di Pietra”, dedicato alla Basilica di Agliate e al patrimonio storico e artistico della Brianza.
Sabato 13 giugno alle ore 21.00 la Basilica dei Santi Pietro e Paolo di Agliate ospiterà la conferenza:
Agliate nella stagione del restauro del romanico in Lombardia
Relatore: Prof. Gianfranco Pertot, Politecnico di Milano
A partire dal 1873 il complesso di Agliate è stato oggetto di grandi campagne di restauro, condotte inizialmente nel tentativo di ricostruire il primitivo assetto romanico della basilica, profondamente alterato nel corso dei secoli. Rimozioni, ripristini – che oggi appaiono al limite della falsificazione – e più recenti operazioni di de-restauro hanno lasciato il loro segno nell’edificio medievale, determinandone l’aspetto attuale. Quello di Agliate non è un caso isolato e si inserisce, anzi, nel quadro più ampio della stagione ottocentesca del restauro del romanico lombardo. A partire da questo punto di vista particolare, la conferenza ne ripercorrerà il fermento culturale, i protagonisti e le scelte, spesso controverse, che ne derivarono. Conoscere questa storia significa saper vedere la basilica con occhi nuovi, come un monumento stratificato che porta i segni di come ogni epoca l’ha riletto e tramandato. Uno spunto, forse, per interrogarsi anche su come noi oggi ci confrontiamo con il patrimonio culturale e il territorio.
Gianfranco Pertot è professore associato di Restauro architettonico al Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) ed è socio effettivo della Società Italiana di Restauro Architettonico (SIRA) dalla sua fondazione. Le sue ricerche sono rivolte principalmente alla storia del restauro e all’archeologia dell’architettura, con un focus sulla Lombardia e Venezia. Ha dedicato studi fondamentali al complesso basilicale di Agliate, che hanno avuto esito sia nell’agevole guida La basilica romanica di Agliate (Bellavite, Missaglia 2001, con L. Pozzi e A. Viganò), sia nella monografia “Tutto rifatto è … e del nuovo quasi non t’accorgi”. I restauri alla basilica e al battistero di Agliate (Edizioni del Museo Civico Carlo Verri, Biassono 2004) e nel più recente Il complesso di Agliate fra “silence de l’Histoire” e “storia tradita”: dagli studi di Dartein ai restauri (Como 2015).
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
giovedì 28 maggio 2026
Oggiono: cancellata un'area umida per far posto alla vasca del Gandaloglio

Gandaloglio (Oggiono): area umida Rettola a confine con Sirone
di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
A Oggiono stanno cancellando l'area umida delle Rettola, a confine con Sirone, per far posto alla vasca di laminazione per il torrente Gandaloglio. E' quanto abbiamo purtroppo verificato come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" da alcuni giorni, da quando cioè le ruspe hanno iniziato a realizzare una delle piste di accesso legate alla realizzazione della vasca di laminazione, in località Rettola a confine tra Oggiono e Sirone (per la precisione dietro all'azienda Italforge). Quello che si sta verificando è un pesante danno ambientale, ovvero il riempimento con terra e ghiaia di quella che fino a poche settimane fa era una splendida area umida, che includeva un canneto. Nella stessa area, nei numerosi sopralluoghi da noi eseguiti - come volontari del Circolo Ambiente - avevamo avuto modo di vedere alcuni esemplari di aironi cenerini e guardabuoi. Ora quell'area è stata cancellata per far posto ad una parte della pista di accesso alla vasca di laminazione!
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| Il cantiere della pista per realizzare la vasca di laminazione del Gandaloglio al confine con Sirone |
Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" avevamo già messo in guardia il Parco Valle Lambro - che ha commissionato i lavori per la vasca di laminazione - ed anche il Comune di Oggiono, onde evitare in tutti i modi la compromissione o addirittura la cancellazione di questa area umida a confine con Sirone. Il Parco non ci ha risposto nel merito alla nostra sollecitazione, ma si è limitato a trasmetterci alcuni contenuti dello Studio di Impatto Ambientale condotto dai tecnici incaricati, che - paradossalmente - sottolineava proprio l'importanza naturalistica delle aree umide e, pertanto, di porre in essere tutte le soluzioni per evitare la compromissione di tali zone.
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| Il progetto della pista per realizzare la vasca di laminazione |
Nello Studio ambientale si attestava che l'area di cantiere vede "la presenza di ambienti umidi di elevato interesse naturalistico, con vegetazione acquatica e ripariale ben sviluppata condizioni idrologiche che favoriscono la formazione di habitat diversificati. Tali ambienti ... svolgono un ruolo fondamentale come area di rifugio, alimentazione e sosta per I'avifauna, in particolare per le specie migratrici. La presenza di canneti, superfici temporaneamente allagate ed ecotoni terra-acqua contribuisce a elevare la biodiversità complessiva dell'area, rendendola particolarmente sensibile a pressioni antropiche".
Lo Studio proseguiva confermando che "le componenti più vulnerabili rispetto alla realizzazione di opere risultano: vegetazione acquatica e palustre, che costituisce habitat prioritario e contribuisce alla qualità ecologica del sito; avifauna acquatica e migratoria, che utilizza l'area per nidificazione, sosta e alimentazione; assetto idrologico locale, determinante per il mantenimento degli habitat umidi, continuità ecologica, in relazione ai collegamenti con altri ambienti naturali circostanti".
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| Altra immagine del cantiere in corso |
Nel medesimo Studio è stata eseguita anche un'analisi degli impatti del cantiere, attestando che "durante la fase di realizzazione delle opere, gli impatti principali sono riconducibili a: disturbo temporaneo all'avifauna, ..., con possibile allontanamento delle specie; alterazione localizzata della vegetazione e degli habitat, soprattutto nelle aree direttamente interessate dai lavori; incremento del disturbo antropico in un contesto ecologicamente sensibile".
Il paradosso è che questo Studio ambientale - che, ricordiamo, è stato commissionato dal Parco Valle Lambro - è, di fatto, diventato carta straccia, poiché il Parco stesso non ne ha tenuto conto, tant'è che da alcuni giorni si sta appunto procedendo con la cancellazione di una porzione dell'area umida della Rettola, a confine tra Oggiono e Sirone. Il tutto per creare una pista in ghiaia, legata all'inutile e dannosa vasca di laminazione, opera la cui realizzazione sta causando gravi impatti ambientali sulle zone umide, che il Parco stesso avrebbe dovuto tutelare evitando la compromissione coi nuovi cantieri!
Nelle foto: l'area umida della Rettola, prima dei lavori e durante il cantiere avviato nei giorni scorsi.
Seveso, 50 anni dopo: raccogliere i ricordi per non dimenticare
A quasi cinquant’anni dal disastro della diossina che ha segnato profondamente il territorio della Brianza, c’è ancora una storia da raccontare. Non una storia fatta solo di dati, perimetri e ordinanze, ma una trama viva di ricordi, emozioni, paure e gesti quotidiani. Una storia che appartiene a chi c’era, ma anche a chi ne ha ereditato i racconti attraverso le parole di genitori, nonni, vicini di casa.
È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa promossa dall’Associazione Seveso Memoria di Parte: un percorso di ricerca “dal basso” che punta a ricostruire quel periodo attraverso le testimonianze dirette e indirette di chi lo ha vissuto. Un invito aperto alla cittadinanza a contribuire a una memoria collettiva che non sia solo archivio, ma anche riconnessione con i luoghi e con le persone.
L’appuntamento è per sabato 30 maggio 2026, dalle ore 10 alle 13, al mercato di Seveso in via Redipuglia, di fronte al bocciodromo. Un luogo quotidiano, familiare, scelto non a caso: è proprio nella quotidianità che si annidano i ricordi più autentici. Qui sarà possibile condividere frammenti di vita, episodi, immagini, sensazioni legate a quei giorni e a ciò che è seguito.
Ricostruire questa memoria significa anche provare a ridare una geografia ai ricordi. Non solo le “zone” ufficiali, ma una mappa fatta di esperienze personali: dove si viveva, cosa si vedeva, cosa si temeva. In questo senso, emerge anche il valore degli strumenti storici dell’epoca, come la mappa realizzata dall’Ufficio Speciale per Seveso con l’indicazione dei livelli di TCDD nei diversi punti di rilevazione. Un documento prezioso, oggi difficile da reperire, ma che rappresenta un tassello fondamentale per comprendere l’impatto reale e percepito della contaminazione sul territorio.
C’è chi ricorda di averne vista una copia affissa nell’atrio del Comune di Seveso, chi ipotizza che sia conservata negli archivi regionali, e chi, con un pizzico di rammarico, racconta di averne posseduta una copia poi ceduta molti anni fa. Anche queste tracce, apparentemente marginali, fanno parte della memoria collettiva che si cerca di ricostruire.
Raccogliere testimonianze oggi non è solo un esercizio di ricordo: è un atto politico e culturale. Significa dare voce a esperienze spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale, restituire complessità a un evento che ha segnato il territorio, e trasmettere alle nuove generazioni una consapevolezza più profonda di ciò che è stato.
Perché la memoria, se condivisa, diventa strumento di comprensione e, forse, anche di trasformazione.
Chi ha qualcosa da raccontare è invitato a partecipare. Anche un piccolo ricordo può contribuire a ricostruire una storia più grande.
martedì 26 maggio 2026
Molteno: pesante consumo di suolo e costi triplicati per il bypass idraulico dei torrenti Bevera-Gandaloglio
di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
Il progetto del bypass idraulico Bevera-Gandaloglio a Molteno triplica i costi e, insieme alla tangenzialina di Raviola, cementificherà quasi 1 ettaro di terreni agricoli.
Stiamo parlando di un bypass che - secondo gli ingegneri idraulici e il comune di Molteno - dovrebbe servire come 'compensazione' idraulica legata alla costruzione della nuova tangenzialina di Raviola, col paradosso - si scopre adesso - che il bypass costerebbe più della stessa tangenzialina. Infatti i costi della nuova strada potrebbero raggiungere quasi 2 milioni di euro, mentre i costi del bypass sono già lievitati a 2 milioni e 300 mila euro.
Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo la nostra totale contrarietà alle due opere, sia per i danni ambientali sia per i costi pubblici.
Si ricorda che, da progetto, la tangenzialina di Raviola dovrebbe correre in parallelo al corso del Bevera, rischiando così di ridurre la capacità di esondazione naturale del torrente in caso di forti piogge. La pessima soluzione trovata dal comune di Molteno e dai tecnici idraulici è quella del bypass Bevera-Gandaloglio, con la funzione proprio di compensare l'effetto di arginatura causato dalla nuova strada.
Nel frattempo la somma dei costi del bypass e della tangenzialina sta lievitando oltre i 4 milioni di euro. Questi costi, uniti ai circa 10 milioni per la vasca di laminazione sul Gandaloglio, determinano un dispendio incredibile per il nostro territorio. Ma quello che è peggio è che tutte queste opere - tangenzialina, bypass e vasca di laminazione - rischiano di danneggiare l'equilibrio ecologico dei torrenti Bevera e Gandaloglio. Oltretutto come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" nutriamo forti dubbi sull'effettivo funzionamento delle opere di regimazione: infatti secondo il progetto ipotizzato, le acque di piena del torrente Bevera dovrebbero deviare nel bypass, facendo una curva a 90 gradi. Però non è sicuro che il Bevera, essendo un torrente naturale e non un canale artificiale, in caso di forti piene riesca a deviare ad angolo retto, anziché esondare a monte o a valle del bypass stesso! Il rischio è quindi che, una volta danneggiato il territorio con la tangenzialina e col bypass, il sistema di deviazione delle acque di piena non funzioni a dovere.
Oltretutto il bypass, paradossalmente, rischia di consumare più suolo rispetto alla tangenzialina: infatti in base ai rispettivi progetti, la strada avrebbe una larghezza di circa 8 metri per una lunghezza di circa 350 metri, mentre il bypass - realizzato con argini in cemento - avrebbe una larghezza media di 16 metri (!) per una estensione di oltre 400 metri. In totale - tra tangenzialina e bypass - avremmo una cementificazione di quasi 10 mila metri quadri: circa 1 ettaro di terreni agricoli verrebbe impermeabilizzato, nel comune che già oggi è di gran lunga il più cementificato della provincia di Lecco.
Per tutti questi motivi - costi economici, dubbi sul funzionamento del sistema idraulico, consumo di suolo agricolo - chiediamo agli Enti interessati, in primis al Comune di Molteno e alla Regione Lombardia, di abbandonare i nefasti progetti della tangenzialina di Raviola e del bypass idraulico sui torrenti Bevera e Gandaloglio.
venerdì 22 maggio 2026
Seregno e Desio, sempre più cittadini ai presidi contro l’indifferenza
Continua a crescere in Brianza la partecipazione ai presidi silenziosi promossi per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione in Medio Oriente. Dopo il buon riscontro registrato la scorsa settimana a Desio, anche Seregno ha visto una significativa adesione: nella serata di giovedì 21 maggio, quasi quaranta persone si sono ritrovate in Piazza Concordia per un’ora di testimonianza civile, confermando una sensibilità diffusa sul territorio.
L’iniziativa, nata spontaneamente da un gruppo di cittadini tra Seregno e Desio, si propone di contrastare l’assuefazione e l’indifferenza verso il conflitto, mantenendo alta l’attenzione sulle sofferenze delle popolazioni civili di Gaza e del Libano. Un impegno che si traduce in una presenza discreta ma determinata: un presidio in piedi, in silenzio, con cartelli che chiedono il rispetto dei diritti umani e la cessazione delle ostilità.
Al centro della mobilitazione vi è la volontà di ricordare la realtà quotidiana di quei territori: i bombardamenti continui, la distruzione di abitazioni, scuole e ospedali, lo sfollamento forzato di intere famiglie private dei servizi essenziali, fino alla perdita di vite umane tra medici e soccorritori. Una situazione che, per molti partecipanti, non può essere ignorata né considerata distante.
L’esperienza si ispira al presidio quotidiano di Milano, in Piazza Duomo, e sta progressivamente radicandosi anche in Brianza. “La risposta registrata a Seregno e, prima ancora, a Desio dimostra che esiste una forte sensibilità sul territorio”, sottolineano i promotori. “Restare in piazza, in silenzio, è il nostro modo per dialogare con le città e ricordare che non possiamo restare spettatori passivi di questa tragedia”.
La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti aperti alla cittadinanza: giovedì 28 maggio a Desio, in Piazza Conciliazione; giovedì 4 giugno a Seregno, in Piazza Concordia; e giovedì 11 giugno ancora a Desio. L’invito è rivolto a tutti: singoli cittadini, associazioni e chiunque avverta il bisogno di reagire all’indifferenza.
Partecipare, spiegano gli organizzatori, è semplice: basta un cartello, la propria presenza o anche solo un’ora del proprio tempo. Un gesto essenziale ma significativo, per ribadire che Seregno, Desio e l’intera Brianza non intendono voltarsi dall’altra parte.
Legambiente Seregno: "Proteggere la biodiversità significa proteggere noi stessi"
Il 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità, un’occasione per riflettere su quanto la ricchezza di specie, ecosistemi e patrimoni genetici sia fondamentale per la vita sulla Terra - e per il nostro stesso futuro.
In questa ricorrenza, Legambiente Seregno ha condiviso i primi due episodi del progetto Azioni per il Clima, una serie di podcast pensata per studenti e cittadini. L’obiettivo è chiaro: rendere accessibili temi complessi e stimolare una maggiore consapevolezza ambientale.
Come sottolineato nel messaggio diffuso dall’associazione: “Due podcast pensati per studenti e cittadini per capire meglio quanto la varietà della vita sia fondamentale per il nostro futuro… e quanto sia importante proteggerla.”
I due episodi affrontano il tema della biodiversità da prospettive complementari:
Il primo introduce il concetto generale, esplorando il ruolo degli ecosistemi, delle specie e delle interazioni naturali.
Il secondo si concentra sulla biodiversità vegetale, approfondendo l’importanza delle piante, delle sementi e delle cosiddette banche dei semi.
🎧 Episodio 1 – Biodiversità
Guarda il video
🎧 Episodio 2 – Biodiversità vegetale
Guarda il video
Il percorso proposto è un vero e proprio viaggio tra natura e scienza, che mette in luce un aspetto cruciale: la perdita di biodiversità è strettamente legata alla crisi climatica. Parlare di biodiversità non significa solo parlare di natura “lontana”, foreste tropicali o specie rare. Significa parlare del nostro cibo, dell’aria che respiriamo, della qualità della vita nei territori in cui viviamo — inclusa la Brianza. Come ricorda il messaggio: “Perché parlare di biodiversità significa parlare anche di noi.”
Erba, il Circolo Ambiente contro il ricorso del Comune sul vincolo di via Battisti
a cura del Circolo Ambiente
La Giunta comunale di Erba ha deciso di avviare un’azione legale contro il vincolo posto dalla Soprintendenza a tutela degli edifici storici nella parte sud della frazione di Villincino, incluso il giardino privato di via Battisti che il Comune vorrebbe asfaltare per costruirvi l’ennesimo parcheggio.
Come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” riteniamo che l’impugnazione legale decisa dalla Giunta sia un’azione negativa, oltre che un vero paradosso: una parte dello Stato che si oppone a un’altra articolazione dello Stato, e contro la tutela dell’ambiente. A differenza della Giunta di Erba, noi siamo totalmente d’accordo con l’apposizione del vincolo ambientale e paesaggistico sulla frazione.
Per questo esprimiamo sconcerto per la decisione assunta dalla Giunta comunale, che ha scelto di impugnare legalmente il vincolo posto dalla Soprintendenza. Il ricorso appare ancora più paradossale se si considera che è finalizzato a “difendere” un progetto impattante: la realizzazione di un nuovo parcheggio in uno storico giardino privato in via Battisti.
Questo il commento di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”:
“Il Sindaco e la Giunta di Erba confermano ancora una volta di voler riempire di cemento e asfalto un territorio già fortemente urbanizzato, tra i più cementificati della provincia di Como. Ora l’Amministrazione arriva persino a opporsi al vincolo posto dalla Soprintendenza, e tutto questo per realizzare l’ennesimo parcheggio: una nuova distesa di asfalto che cancellerebbe un bellissimo giardino e orto storico in via Battisti.
Non ci sono parole per commentare ulteriormente queste scelte urbanistiche, che qualificano negativamente l’operato dell’Amministrazione comunale. Erba non ha bisogno di altro cemento, ma di una maggiore tutela delle aree verdi del centro urbano.
L’impugnazione legale per difendere il progetto di via Battisti arriva dopo la decisione, altrettanto discutibile, di autorizzare la costruzione di un parcheggio e di una palazzina nel parco privato di via Volta, dove nelle scorse settimane sono stati abbattuti numerosi alberi di alto fusto.
Non sazi, ora il Sindaco e la Giunta vorrebbero procedere con l’asfaltatura del giardino di via Battisti.
Noi sosteniamo il vincolo deciso dalla Soprintendenza, a salvaguardia degli edifici storici a sud del borgo di Villincino e del giardino di via Battisti”.
mercoledì 20 maggio 2026
Festa delle Api 2026: parole in volo fino a luglio, riapre il Premio “Emily Dickinson”
Prorogato al 1° luglio il termine per il concorso letterario "Emily Dickinson" legato alla 'Festa delle Api' 2026 di Ponte Lambro
C'è ancora tempo fino al 1° luglio per inviare gli elaborati per la seconda edizione del premio letterario "Emily Dickinson" di poesia e racconti brevi, legato alla 'Festa delle Api' di Ponte Lambro.
Per partecipare al concorso dal titolo "Basta un sogno", serve compilare il form all'indirizzo https://forms.gle/Uo32giAixkfXwMfq7, entro e non oltre il primo di luglio (non più giugno).
Ricordiamo che le categorie previste sono le seguenti:
- Categoria 1 - Poesia under 10 (partecipanti che non abbiano compiuto il decimo anno d'età)
- Categoria 2 - Poesia over 10 (partecipanti che non abbiano compiuto il diciottesimo anno d'età)
- Categoria 3 - Poesia (partecipanti di tutte le età)
- Categoria 4 - Racconti brevi (per tutte le età, lunghezza massima 5000 caratteri spazi inclusi)
Una giuria di qualità valuterà i testi e permetterà ad autrici e autori di esibirsi in uno slam di premiazione durante la 'Festa delle Api' (che avrà luogo il 26 e il 27 settembre a Ponte Lambro negli spazi di Villa Guaita). Autrici e autori dei primi 6 testi classificati di ogni categoria poetica, e dei primi 4 testi classificati nella categorie racconti brevi, si esibiranno davanti a un pubblico votante, che aggiungerà il proprio giudizio a quello della giuria di qualità per decretare la classifica di ogni categoria. Chi finisce sul podio, si aggiudica premi assortiti di beni di produzione artigianale legati all'apicoltura, ma anche buoni acquisto per libri e altro ancora.
Il Concorso letterario "Emily Dickinson" è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall'associazione Tic Tac, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ponte Lambro.































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