venerdì 23 ottobre 2020

La lotta alle mafie in provincia di Como. Videoconferenza con la PM Dolci

 

Si intitola "Lotta alle mafie - L'antimafia in provincia di Como nell'era Covid" la videoconferenza che si terrà il 3 novembre e che vedrà come protagonista la dott.ssa Alessandra Dolci, responsabile della DDA di Milano.
L’appuntamento online è organizzato dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" e dall’Arci di Como, con l’adesione di 6 Comuni del territorio: Alzate Brianza, Cabiate, Carugo, Inverigo, Lurago d'Erba e Mariano Comense.

La videoconferenza sarà un momento importante per dibattere sulle dinamiche legate alla presenza della criminalità organizzata in Lombardia, con un focus particolare rivolto al territorio della nostra provincia. È notoria infatti la forte presenza delle mafie, e in particolare della ‘ndrangheta, in provincia di Como. Tra i fatti più recenti si ricordano i cosiddetti ‘fatti di Cantù’, che hanno portato alla condanna in primo grado di alcuni esponenti della ‘ndrangheta locale. Vi sono molte altre inchieste condotte dalla Magistratura ad attestare la penetrazione mafiosa nella nostra provincia.
Infatti quella di Como è ritenuta la seconda provincia nel Nord Italia per densità mafiosa, in cui si contano addirittura 7 ‘locali’ della ‘ndrangheta “operative sul territorio”. La DIA ha rivelato che nel nostro territorio sono attive le ‘locali’ ’ndranghetiste di Erba, Canzo-Asso, Mariano Comense, Appiano Gentile, Fino Mornasco, Cermenate e Senna Comasco.

Altro tema che vede il nostro territorio coinvolto è quello delle cosiddette “ecomafie”, ovvero il coinvolgimento della criminalità organizzata negli illeciti ambientali, tra cui il traffico illegale di rifiuti. È in corso presso il Tribunale di Como il processo che vede coinvolte una decina di persone accusate a vario titolo di aver smaltito illegalmente alcune migliaia di tonnellate di rifiuti, che sono stati fatti transitare illegalmente in alcuni impianti di trattamento ubicati a Como. Nell’inchiesta è implicato anche un esponente della ’ndrangheta, già coinvolto in altre inchieste di mafia.

A parlare di tutte queste inchieste sarà la dott.ssa Alessandra Dolci, attualmente a capo della DDA (Direzione Antimafia) di Milano, che ha seguito i maggiori processi di mafia in Lombardia, tra cui “Crimine-Infinito” che ha scoperchiato le infiltrazioni della ‘ndrangheta anche nel territorio della provincia di Como.

L’appuntamento online del 3 novembre 2020 rappresenta quindi un momento di discussione con un magistrato impegnato in prima linea contro le mafie nella nostra Regione. Questo nell’attesa di poter riprendere le conferenze dal vivo con la rassegna “4 colpi alla ‘ndrangheta”, che era stata prevista - e poi sospesa - per lo scorso mese di marzo e che, nelle intenzioni degli organizzatori, verrà riproposta nella prossima primavera.

La videoconferenza (che sarà possibile seguire sia tramite la piattaforma GoToMeeting che sulla pagina facebook di Arci Como) è inserita nell’ambito del progetto dal titolo “Como futuribile”, che vede come capofila l’Arci di Como, a cui hanno aderito altri sodalizi, tra cui il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”. Il progetto ha per tema la ‘sostenibilità’, che si articola anche attraverso giustizia e legalità, ed è finanziato dal Bando di Volontariato di Regione Lombardia.

mercoledì 21 ottobre 2020

Quattro associazioni ambientaliste chiedono la tutela del territorio verde di Alzate Brianza

Cascina Ca Nova
 

Quattro associazioni ambientaliste chiedono maggior tutela del territorio di Alzate Brianza. È quanto contenuto nelle proposte inviate all'Amministrazione Comunale in vista delle revisione del PGT alzatese, da parte delle associazioni ambientaliste del territorio: insieme al Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” (che ha sede proprio ad Alzate), vi sono il Comitato per il Parco Regionale Graone-Brughiera, il WWF Insubria e Legambiente Cantù.
Molte le richieste contenute nelle proposte presentate dagli ambientalisti.

Con la prima proposta si chiede un PGT a “consumo di suolo zero”, ovvero nessuna nuova edificazione su tutto il territorio comunale, a destinazione sia abitativa che produttiva che terziaria.

La seconda chiede il recupero del comparto storico di Fabbrica Durini e delle cascine di Carbusate, vincolando gli interventi a piano di recupero di iniziativa pubblica, finalizzato al restauro e risanamento conservativo, con modalità che consentano quindi di preservare gli edifici esistenti, onde non alterare e stravolgere l'immagine di questi luoghi e la loro indiscussa qualità ambientale.

Con un’altra proposta gli ambientalisti chiedono la cancellazione della possibilità di realizzazione di una nuova area industriale, attualmente prevista nella zona delle Pioppette, in un contesto ambientale attinente all'area umida dello Zoc del Peric.

Le proposte proseguono raccomandando nessuna nuova viabilità in Val Francia: attualmente il Pgt vigente prevede una nuova strada che taglierebbe in due l'area verde tutelata all'interno del PLIS “Zoc del Peric”.

Per il medesimo PLIS le associazioni ambientaliste chiedono che venga ampliato nella zona agricola a sud di Fabbrica Durini.

In definitiva le quattro associazioni ambientaliste chiedono al Comune di Alzate una maggior salvaguardia del territorio naturale, oltre che il necessario recupero dei contesti storici di Fabbrica Durini e di Carbusate.


 
Sintesi delle Proposte presentate dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” insieme a Comitato per il Parco Regionale Groane-Brughiera, WWF Insubria e Legambiente Cantù.

Fabbrica Durini

PROPOSTE E SUGGERIMENTI PER REVISIONE PGT ALZATE BRIANZA

1. CONSUMO DI SUOLO ZERO   

La nostra principale richiesta riguarda l'impostazione del PGT, che noi riteniamo debba essere improntata al "consumo di suolo zero", ovvero chiediamo che in tutto il territorio comunale non venga previsto alcun tipo di nuova edificazione, a destinazione sia abitativa che produttiva che terziaria. Contemporaneamente chiediamo che vengano azzerate tutte le previsioni urbanistiche edificatorie, non ancora attuate (e il cui iter non sia stato ancora avviato), a destinazione sia abitativa che produttiva che terziaria.  

2. RECUPERO VECCHI NUCLEI FRAZIONI DI FABBRICA DURINI E CARBUSATE

Ci riferiamo ai vecchi nuclei delle frazioni di Fabbrica Durini e di Carbusate, costituiti da edifici abbandonati da alcuni decenni. Come affermato nell’Avviso, datato 15.06.2020, di avvio del procedimento del nuovo PGT, relativamente alla frazione di Fabbrica Durini siamo in presenza di un contesto che comprende “… le cascine e le vaste aree agricole che lo circondano, vasto patrimonio storico costruito, per la maggior parte sottoposto a vincolo monumentale , dismesso e/o sottoutilizzato”.  …
Su tali comparti la nostra proposta è che il recupero dei vecchi edifici, di Fabbrica Durini e di Carbusate, incluse le cascine dette “Case nuove”, debba costituire una delle priorità per il nuovo PGT. Questo con un duplice obiettivo:  da una parte per riportare ad un nuovo uso i vecchi edifici e le cascine delle due frazioni, recuperando l'importante patrimonio edilizio e la memoria storica. Dall'altra parte il medesimo recupero permetterebbe anche di evitare la possibilità di nuova edificazione su tutto il territorio del comune di Alzate (cfr. paragrafo precedente sul consumo di suolo).
Per i comparti storici di Fabbrica e Carbusate, le scelte da individuarsi per il recupero devono evitare ogni e qualsiasi speculazione. Pertanto si indica come prioritaria la necessità di vincolare gli interventi a piano di recupero di iniziativa pubblica, finalizzato al restauro e risanamento conservativo (vietando pertanto la ricomposizione volumetrica), evitando le singole concessioni, per salvaguardare non solo le tipologie e i volumi ma per garantire la permanenza del contesto ambientale, la  morfologia dei luoghi, i sedimi, gli accessi e  la fruibilità propria dei comparti storici. Una modalità che consenta quindi una valutazione complessiva degli impatti delle trasformazioni per non alterare e stravolgere l'immagine di questi luoghi e la loro indiscussa qualità ambientale.

3. AZZERAMENTO AREA INDUSTRIALE DELLE PIOPPETTE   
Ci riferiamo all’area industriale in loc. Pioppette (prolungamento via Valfrancia), a ridosso del confine del PLIS “Zoc del Peric”. Su tale area chiediamo che venga azzerata la previsione edificatoria, rendendola di fatto un’area non edificabile. A questo punto si dovrebbe “mitigare”, dal punto di vista ambientale, la strada di accesso (già realizzata in sterrato), che non avrebbe più alcune funzione. Le motivazioni per l’azzeramento dell’edificabilità del comparto sono da ricercarsi anzitutto nella sua connessione (idrogeologica e ecologica) con l’importante area umida dello “Zoc del Peric”.   
Si rammenta come l’avvenuta urbanizzazione ed edificazione dell’area industriale nella zona delle Pioppette (compresa tra via dell’Industria e via Valfrancia) ha già costituito un pesante impatto ambientale, in un’area che andava invece preservata dal punto di vista ambientale, considerata appunto la sua connessione con l’area umida dello “Zoc del Peric”.   

4. CANCELLAZIONE NUOVA VIABILITA’ IN VALFRANCIA
Chiediamo di eliminare dal PGT ogni e qualsiasi previsione di nuova viabilità stradale nel territorio della Valfrancia. Oltretutto una nuova strada in quel contesto andrebbe ad interessare quasi totalmente il territorio del PLIS “Zoc del Peric”, che verrebbe letteralmente tagliato in due parti, creando quindi un’interruzione di un’area protetta che, al contrario, andrebbe invece preservata nella sua totalità. Infatti una nuova strada interromperebbe la continuità ecologica, oggi tutelata dal PLIS medesimo. La continuità ecologica è fondamentale in un’area protetta, sia dal punto di vista ecologico (idrogeologico) che dal punto di vista faunistico, per il necessario passaggio delle specie di animali terrestri (mammiferi, anfibi, ecc.). Inoltre una frattura artificiale comprometterebbe l’importante visione paesaggistica delle aree verdi del PLIS. …   

5. AMPLIAMENTO PLIS “ZOC DEL PERIC”

Chiediamo che venga creato un ampliamento del territorio compreso nel PLIS “Zoc del Peric”, nella zona a sud rispetto al vecchio nucleo di Fabbrica Durini, verso Brenna, in un’ottica di congiunzione ecologica (futura e auspicabile) tra il territorio verde di Alzate e il Parco delle Groane-Brughiera.
Nello specifico chiediamo che venga ricompresa nel territorio del PLIS la parte di territorio agricolo incluso tra: a est la via Manzoni, a nord-est la via Volta, a nord-ovest la linea ferroviaria, a ovest il confine con Brenna, a sud l’area edificata di Mirovano. Siamo in presenza di un’area agricola di forte pregio paesaggistico e ambientale. L’inclusione di tale comparto nel PLIS sarebbe favorita dal fatto che in tale porzione di territorio non esistono costruzioni (fatta eccezione per l’edificio dell’oratorio di Fabbrica e del cimitero, le cui aree di pertinenza potrebbero essere “ritagliate” e pertanto non comprese nel PLIS).

Testato il sentiero della Meda Montorfano 2020

Lungo il percorso della Meda Montorfano. Scorcio rurale a Mariano Comense
 

di Tiziano Grassi, Presidente Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera

Domenica 11 ottobre 2020 con gli amici del CAI e della SEM di Meda abbiamo testato il nuovo e completo percorso del Sentiero Meda Montorfano compreso rientro alla stazione FNM di Meda con Bus di linea C45 e poi da Inverigo treno linea Asso - Milano.

 



Un gruppo del Comitato è partito dalla stazione FNM di Meda alle ore 8.00 e poi in piazza Vittorio Veneto, centro storico e sito con vincolo architettonico-paesaggistico delle Belle Arti, si è unito al gruppo CAI. In totale 9 escursionisti. Poi altro piccolo gruppo della SEM era in avanguardia sul percorso e con loro ci siamo ritrovati all'arrivo al Lido di Montorfano.
La cartellonistica ufficiale del Parco e i segnavia direzionali sono risultati ben posizionati su tutto il percorso. Manca solo qualche segnavia a Meda, a Mariano, a Cantù e a Montorfano, ma sono solo di completamento... non proprio indispensabili.
Da più parti ci chiedono (o meglio chiedono al Parco) di aggiungere la segnaletica per il percorso inverso Montorfano - Meda che al momento non è prevista. Verificheremo con il Parco se è possibile prevedere un finanziamento anche per questi cartelli di rientro.

 

Il percorso della Meda - Montorfano


Questi i tempi rilevati e la logistica:

  • Partenza da Meda stazione FNM ore 8:00
  • La lunghezza totale del percorso è risultata di km. 26,00 partendo dalla stazione di Meda e arrivando al Lido di Montorfano.
  • Tempo di percorrenza (senza troppa fretta ma passo costante) ore 5:45 / 6:00
  • Dislivello partenza / altitudine massima mt. 290,00
  • Arrivo al Lido di Montorfano ore 14:00
  • Rientro a Meda con Bus di linea C45 fermata viale Brianza a Montorfano (piazza Roma) ore 14:57 direzione Inverigo/Cantù (costo ticket €. 2.50). Poi treno a Inverigo stazione FNM per Meda ore 16:02 (costo ticket €. 2.20)
  • Arrivo a Meda stazione FNM ore 16:22

Il gruppo degli escursionisti
 

Ora non ci resta che iniziare la programmazione degli eventi, di cui già sono state avanzate delle proposte, per il 2021 per presentare il nuovo Sentiero Meda - Montorfano con tanto di escursione/i sperando che l'emergenza Covid 19 rientri il prima possibile.

Fridays For Future Como: le alternative alla Canturina bis ci sono!


 

a cura di Fridays For Future Como

Pensare che la realizzazione di una strada di 7 km possa risolvere i problemi di traffico di una città come Cantù è pura follia. Noi del movimento ambientalista Fridays For Future Como proponiamo delle alternative concrete all'opera e che già da ora possono essere applicate dalle amministrazioni comunali, dalle istituzioni preposte e dagli enti competenti. La nostra proposta individua tutta una serie di interventi che andranno ad incentivare la mobilità collettiva, la mobilità ciclabile e la logistica delle merci sostenibile al fine di ridurre il traffico circolante sulle arterie stradali.

Ci teniamo a sottolineare che i cambiamenti climatici, causati dall'aumento delle emissioni di gas serra climalteranti derivano anche dal comparto dei trasporti. Infatti il settore della mobilità incide al 20% circa sulle emissioni antropiche globali di gas serra. Quello che a nostro parere serve è: ridurre la circolazione dei mezzi inquinanti (principalmente auto), incentivando gli spostamenti tramite i mezzi collettivi (treni e bus) o i mezzi che non producono né emissioni climalteranti né inquinamento atmosferico (biciclette).
Allo stesso modo non pensiamo che la transizione del mercato automobilistico dalla vendita di auto a diesel/benzina alle auto elettriche possa risolvere i problemi ambientali. L'efficienza energetica delle nuove auto elettriche è quasi sempre maggiore rispetto alle auto a diesel/benzina, ma non basta questo tipo di "sostenibilità" per risolvere alcune criticità ambientali. In primis, non viene risolto il problema delle emissioni di gas serra pro-capite.

Il modello di mobilità sostenibile che cerchiamo di proporre verte su tre tipi di infrastrutture:

  • l'infrastruttura ferroviaria, a cui devono essere migliorati i servizi su tutta la rete. Come? Aumentando la frequenza dei treni sulle gronde ferroviarie pedemontane ovvero lungo la ferrovia Como-Lecco e la Seregno- Carnate - Bergamo. Far sì che queste infrastrutture già esistenti, abbiano un servizio ferroviario affidabile e frequente. Ricordiamo che sulla linea Como Lecco insistono circa 230.000 abitanti, ma nonostante ciò il servizio ferroviario è carente nell'arco delle giornate feriali e completamente assente nei giorni festivi e nel mese di agosto. Se è vero da un lato che la maggior parte dei flussi di traffico si muovono ogni giorno dalle città capoluogo verso Milano, è anche vero che mancano i servizi ferroviari che collegano i comuni tra provincia e provincia. La bocciatura della regione all'intervento di elettrificazione della linea è un fatto altrettanto grave, in quanto si è dimenticato che sulla stessa linea si potrebbe garantire l'arrivo dei treni Tilo dalla Svizzera in Brianza, sgravando parte del traffico frontaliero. Questo servizio ferroviario “di gronda” consentirebbe di dare un servizio TPL a un territorio altamente urbanizzato.
  • l'infrastruttura stradale, che deve essere usufruita maggiormente dal trasporto pubblico su gomma (ovvero i bus). Il cittadino medio non usufruisce dei bus perché la scarsa frequenza dei mezzi pubblici porta alla scarsa capacità di integrazione tra mezzi pubblici che viaggiano lungo direttrici diverse. I 473 mln di euro che regione Lombardia ha deliberato lo scorso 12 ottobre per la realizzazione di nuove infrastrutture stradali in vista delle olimpiadi del 2026 potevano essere destinati proprio al TPL urbano ed extraurbano. Ci appaiono ingiustificati i finanziamenti a nuove opere stradali in un clima di collasso del trasporto pubblico, anche a causa dell'emergenza sanitaria. Per la città di Cantù serve collegare il centro cittadino alle sue due stazioni: Cantù - Cermenate e Cantù con un servizio TPL frequente, spostando ad esempio i capolinea delle corse extraurbane dal piazzale CAI al piazzale di via Vittorio Veneto davanti alla stazione. Allo stesso modo, servirebbe aumentare l'offerta del servizio TPL alle frazioni di Cantù (Fecchio, Mirabello, Vighizzolo, Asnago, C.ina Amata) e ai comuni confinanti alla città. Nel contempo servirebbe una riforma tariffaria del TPL, per rendere gratuito il trasporto delle biciclette sui treni o consentire la gratuità dei mezzi pubblici a certe categorie (es. chi ha un reddito ISEE inferiore a 25.000 euro all'anno, gli studenti, gli anziani ecc.). Il TPL deve essere un servizio pubblico e le istituzioni possono prevedere di migliorare i servizi TPL anche attingendo risorse economiche dal Recovery Fund europeo.
  • l'infrastruttura ciclabile, che purtroppo è pressochè inesistente. Le piste ciclabili non devono essere progettate unicamente per le passeggiate domenicali, devono essere progettate anche per garantire ai cittadini di raggiungere: stazioni, negozi di alimentari, ambulatori, biblioteche, scuole... Sul nostro territorio manca una pianificazione sul lungo termine che preveda la realizzazione di collegamenti ciclabili per garantire questi brevi spostamenti.

Infine, c'è chi sostiene la realizzazione della Canturina Bis perchè sul centro di Cantù insiste un problema di traffico dovuto a furgoni e tir. Il problema, a nostro parere, va affrontato in modo serio dagli strumenti urbanistici pertinenti. Come cittadini non possiamo pretendere di dare soluzioni puntuali a un problema complesso, quindi chiediamo che la città di Cantù realizzi un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile dove venga affrontato il problema della logistica in città. Una volta che verrà redatto questo piano, che analizzerà origine e destinazione del traffico merci, si potranno ricercare delle soluzioni puntuali al problema (aumento di quota merci su rotaia, hub logistici in grado di razionalizzare gli spostamenti delle merci, ripristino degli scali merci ecc. ecc.)

Concludendo, troviamo comunque ingiustificata la spesa complessiva di 100 o 150 milioni di euro per un'opera stradale, quando questi fondi potrebbero essere destinati al trasporto pubblico, alle piste ciclabili e alla realizzazione di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che affronti il problema della logistica delle merci in una sua sezione.

Onlit: La gallina dalle uova d'oro (Autostrade) cambia padrone ma gli automobilisti resteranno tartassati


di Dario Balotta presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Trasporti e Infrastrutture)

Siamo al rush finale per il passaggio di mano della “gallina dalle uova d’oro”. L’88% di Autostrade per l’Italia sta per essere ceduto  da Atlantia  a Cassa Depositi e Prestiti,  in cordata con  Blackstone e Macquarie. L’uscita di scena dei Benetton sarà agevolata da una ricca “buonuscita” che va dai 7 agli 8 miliardi di euro, comprensiva di uno sconto sul prezzo - previsto inizialmente tra 8 e 10 miliardi - proprio per i potenziali danni e le eventuali cause risarcitorie legate al crollo del ponte Morandi. Con la recente delibera dell’autorità dei trasporti che doveva essere successiva alla vendita,  Due fattori he aumentano il valore dell’asset in corso di vendita il compratore beneficerà anche di un aumento tariffario dell’1% annuo, con possibilità di arrivare all’1,7%  fino al 2038, e un ristoro-Covid di 332,8 milioni di euro. che doveva essere successiva alla vendita,  Due fattori questi che aumentano il valore dell’asset in corso di vendita.

Il passaggio di proprietà è comunque in perfetta continuità con la gestione precedente: ci saranno tanti profitti, scarsi investimenti, poca manutenzione e automobilisti “spennati”. La musica, ovvero le regole contrattuali della concessione, resterà infatti la stessa. A cambiare saranno solo i suonatori. Da questa vicenda lo Stato ne esce da padrone, seppure a metà. Aa sarà un padrone perdente visto che i meccanismi regolatori tutelano prima l’interesse privato e poi (forse) il bene pubblico. La rendita di Aspi verrà trasferita da una holding privata a una finanziaria pubblica, la CDP, che - va ricordato - ha la missione di fare profitti (visto che deve restituire con gli interessi i risparmi postali), e che sta gestendo l’acquisizione con fondi d’investimento e finanziarie internazionali . Che tutto debba essere come prima, cioè che i profitti e le rendite debbano restare immutati, lo sostiene pure la Filt Cgil, secondo la quale  “se si restringono i margini di guadagno per le concessionarie, gli effetti si possono scaricare sui lavoratori”.

La vasca di laminazione di Varedo tra problemi e dovere civico


Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato da parte di un gruppo di cittadini di Varedo seguito da un nostro commento.

 

URGENTE appuntamento Mercoledì 21 ottobre ore 7.15 del mattino con Rai 3 - Varedo non è una discarica

Dopo aver risolto il problema del depuratore il nostro territorio subisce un altro affronto ancora più grave: una enorme vasca di due milioni e duecentomila metri cubi andrà a posizionarsi sull'argine del Seveso, sul confine con Palazzolo Milanese. Una costruzione più grande dello stadio di San Siro che dovrebbe raccogliere le acque del Seveso in piena.

Risolviamo i problemi di Milano e condanniamo il nostro territorio.

Quali garanzie avremo per quanto riguarda la pulizia di questa enorme discarica di liquami?
Quale convenienza ne avremo noi, le nostre abitazioni, la nostra salute?

MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE ALLE ORE 7.15 troviamoci IN VIA NINO BIXIO a Palazzolo Milanese per dire *NO ALLE VASCHE DI LAMINAZIONE* davanti ai microfoni della Rai.

Diciamo no a qualsiasi Vasca senza un progetto di riqualificazione e bonifica del fiume Seveso, diciamo no senza un progetto di invarianza idraulica sovraccomunale.

Bisogna essere presenti anche a questo appuntamento per difendere il futuro della nostra comunità, il futuro dei nostri figli e nipoti, l'ambiente, la salute pubblica e la pubblica sicurezza.

Varedo non deve diventare una discarica di rifiuti, come qualcuno ha già provato a fare nelle aree Snia.

Non deve diventare una fogna a cielo aperto.

Non deve essere luogo di riciclaggio, di malaffare, di spaccio.

I cittadini di Varedo

 

Commento
 

Il nostro territorio è, purtroppo, fortemente antropizzato; dopo aver costruito di tutto e di più diventa difficile contrastare le vasche per la raccolta delle acque. La realizzazione di aree di laminazione è l'unica soluzione, magari facendogli svolgere anche attività di fitodepurazione. Come ad esempio a Lomazzo sul Lura, dove si sono ottenuti eccellenti risultati idraulici e di rinaturalizzazione, o più in piccolo a Capiago e Cermenate. Dobbiamo tenere presente che le vasche / aree si riempiono solo durante le piene e quindi gli inquinanti presenti vengono grandemente diluiti. Al contrario se non fossero "laminati in massa" si potrebbero infiltrare verso la falda acquifera. Qualche metro cubo di liquame diluito in milioni di metri cubi di piena non dovrebbero creare alcun problema ambientale. Impedire che inondino le città, invece, è un dovere civico.

lunedì 19 ottobre 2020

Villa Besana a Meda

Villa Besana in una foto del 1907
 

La palazzina Besana in Meda si eleva in un ampio recinto sistemato a giardino, di fronte alla stazione ferroviaria.


Villa Besana. Vista laterale. Anno 1907

Fu costruita, su disegno dell’arch. Federico Frigerio, dal capomastro signor Domenico Terragni di Lentate e può ben dirsi che tanto per semplicità e organicità di disposizione dei vari locali, come per le indovinate e distinte decorazioni esterne, è riuscita nel suo complesso assai commendevole.
 


Tali decorazioni sono in cemento della Ditta Cabiaglia e Mazzi di Como. All'intonaco bugnato è riservata buona parte del finimento delle pareti esterne, intonaco che si fonde benissimo coi cementi di getto, la cui modellazione venne affidata allo scultore Ferruccio Caneva di Como.

Sforzo precipuo dell'architetto fu quello di ottenere nella decorazione delle fronti una struttura apparente la quale avrebbe potuto essere tradotta in pietra viva, con risultato statico inappuntabile.


Da: "L'Edilizia moderna. Periodico mensile di architettura pratica e costruzione", Anno XVI, Fasc.: V, Maggio 1907.

 

Aggiornamento 20/10/2020. 

Riceviamo da un lettore la seguente foto, ricavata da Google Street, che pubblichiamo.

 

Villa Besana come appare ai giorni nostri

sabato 17 ottobre 2020

Nuove forestazioni nel Parco GruBrìa. Il lavoro di gruppo paga


Nel marzo scorso avevamo dato notizia della partecipazione del neonato Parco GruBrìa al Bando della Regione Lombardia "Misure forestali per la pianura e la collina" (leggi qui).

 

Di questi giorni è la notizia che la partecipazione ha avuto esito positivo. 

 

Le aree individuate dai Comuni di Bovisio Masciago, Cinisello Balsamo, Desio, Lissone, Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano, Seregno e Varedo sono una quarantina e hanno superfici estremamente diverse; insieme superano i 20 ettari richiesti dal Bando.

I progetti dei singoli comuni si possono scaricare da questa pagina web del Parco.

 

Arturo Lanzani, presidente del Plis, ha dichiarato: "Sono molto soddisfatto.  Il finanziamento ottenuto di 612.000 € (a fronte dei 750.000 richiesti) dovrebbe consentirci, in ogni caso, di realizzare tutte le forestazioni che avevamo previsto all'interno del Parco. L'ottimo risultato raggiunto dimostra che il lavoro di gruppo paga."


Post aggiornato il 23/10/2020

Circolo Ambiente: Niente cemento sugli argini del fiume Lambro!

Il Lambro tra Asso e Castelmarte

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene in merito ai fondi concessi dalla Regione per la regimazione del fiume Lambro.  
Gli ambientalisti si dicono preoccupati per il finanziamento di 600 mila euro destinato (da come si evince dal comunicato del Pirellone) alla “regimazione fluviale del torrente Lambro” (sarebbe più corretto definirlo fiume…) concesso dalla Regione Lombardia per “interventi per la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi idrogeologici”. L’intervento sul Lambro coinvolgerebbe i territori di Erba, Ponte Lambro, Caslino d’Erba, Castelmarte, Canzo, Asso, Eupilio.

Dichiara in proposito Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: “Siamo contrari a qualsiasi nuova opera di cementificazione degli argini, per cui chiediamo che i nuovi lavori che verranno eseguiti sul fiume prevedano solo interventi per eliminare il cemento utilizzato in passato sugli argini”.  

Gli ambientalisti ricordano, a tale scopo, i lavori eseguiti nel 1993 dal Magistrato del Po, che hanno comportato una devastante cementificazione, che ha ridotto il corso del Lambro tra Asso e Castelmarte alla stregua di un'autostrada!

Prosegue Fumagalli: “In passato abbiamo assistito a lavori di “regimazione” che hanno devastato il corso del Lambro! Per questo siamo scettici sugli interventi previsti ora dalla Regione. Se proprio si devono eseguire dei lavori, questi devono essere destinati a rinaturalizzare le sponde del fiume, che sono state artificializzate nei decenni passati proprio in occasione di lavori per fantomatiche “sistemazioni idrauliche”, volute dal Magistrato del Po. Una pesante cementificazione, visibile tutt’oggi nel tratto di fiume che va da Asso a Caslino, in particolare nel territorio di Castelmarte, che ha portato solo a deturpare il corso del fiume e a velocizzarne le acque. Lavori che quindi – considerata la necessità di nuove opere, in base a quanto deciso ora dalla Regione – non solo non hanno risolto i paventati problemi di rischio idrogeologico, ma anzi li hanno aumentati!
Occorre considerare che l’esondazione dei fiumi è un fenomeno naturale, per cui gli unici interventi da eseguire devono essere quelli destinati a liberare le sponde. Per fare questo occorre rinaturalizzare gli argini, ovvero togliere il cemento in cui il fiume è stato costretto proprio a causa dei lavori spondali eseguiti anni fa! Pertanto se ora si pensa di intervenire sul fiume con nuove opere – e noi non ne siamo convinti – queste devono essere destinate unicamente ad interventi per rinaturalizzare le sponde. Ovvero laddove gli argini sono stati cementificati, occorre riportarli ad una condizione di naturalità, senza l’uso di leganti cementizi, che distruggono l’habitat naturale del corso d’acqua e aumentano il rischio idrogeologico”.

giovedì 15 ottobre 2020

Meda, il comune con i confini sbagliati

 
di Gianluigi Cambiaghi e Alberto Colombo, portavoce del movimento politico "Impulsi-Sostenibilità-Solidarietà" di Meda
 
Dopo aver chiesto all'amministrazione medese, in data 2/5/2019, quali azioni avesse intrapreso affinchè gli uffici preposti si attivassero per correggere la difformità dei confini medesi del Parco Regionale Groane-Brughiera, il 14/08/2019 abbiamo ottenuto una risposta con tanto di documentazione allegata.
 
I confini difformi: Verde=ex PLIS; Giallo=Parco Regionale Groane
 
In quella risposta, l'Area Infrastrutture e Gestione del Territorio, con una nota, precisava di aver informato e tenuto due incontri con l’Ente Parco e comprovava di aver scritto alla allora Direzione Generale di Regione Lombardia chiedendo l’attivazione della procedura di rettifica dei confini e che "la competenza di adottare la rettifica esula dalle competenze del Comune” .
 

 

 

Passato più di un anno e verificato che all'oggi, non risultano evidenze sulla correzione degli errori di perimetrazione che escludono formalmente alcune superfici dal Parco Regionale, abbiamo inoltrato un'ulteriore richiesta, questa volta all'Ente Parco Regionale della Brughiera, al suo Ufficio Tecnico (che sta  redigendo la variante al Piano Territoriale Coordinato) e alla Direzione Generale Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi - Unità Organizzativa Parchi, Aree Protette e Consorzi di Bonifica di Regione Lombardia.

Insisteremo affinchè la correzione dei confini sia effettuata.

Sotto il testo del documento inviato a mezzo PEC.  



Meda tra sottopasso, sovrappasso e... centro commerciale


di "Impulsi, Sostenibilità e Solidarietà" e "Sinistra e Ambiente", Meda

Con il Consiglio Comunale tenutosi tre mesi fa, il 25/6/2020, il Sindaco Luca Santambrogio e la sua maggioranza composta da Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno, nei fatti, preso una decisione relativamente al superamento della linea FNM. In quella sede, la maggioranza ha respinto contemporaneamente la mozione dei gruppi del PD e della Lista CAIMI Sindaco che avrebbe impegnato il Sindaco e la Giunta a convocare la Commissione Territorio e Ambiente con lo scopo di attivare un percorso di esame del sottopasso via Seveso-via Cadorna e l’interpellanza del Polo Civico che chiedeva di motivare le ragioni della scelta sulla base di due diverse opzioni, includendo il sovrappasso della linea FNM in zona stadio comunale di via Busnelli. Nella stesso Consiglio, la maggioranza, ha approvato una variazione di bilancio per spese d'investimento di cui 2 Mln di euro sono destinati ad integrare le risorse che erano già previste a bilancio di previsione da Regione Lombardia (9 Mln di euro) per il sottopasso.

Dopo soli due mesi da quel momento, Regione Lombardia (la cui guida, guarda caso leghista, si distingue per inique disposizioni volte ad avvantaggiare sindaci esponenti di giunte dello stesso partito e di destra) ha rilanciato con la delibera di Giunta 3531 del 5 agosto 2020 e aggiunto al bilancio di previsione anche questi ultimi 2 milioni di euro inserendoli tra le risorse del Programma degli interventi per la ripresa economica (2020-2023). Il contributo regionale sarà però disponibile solo nel 2023.

Questi due milioni di euro, ai sensi della stessa DGR 3531, con ogni probabilità rischiano però di non essere effettivamente assegnati essendo l'intervento già coperto da un finanziamento pubblico, quello del Comune di Meda. 

 


Del sottopasso esiste uno studio di fattibilità e un progetto definitivo che è collegato alle opere viabilistiche complementari di Pedemontana e il cui costo realizzativo verrebbe così "anticipato" integralmente da Regione (e Comune di Meda) semprechè vengano realmente messi a disposizione i fondi stanziati a bilancio.
Forte di questa situazione, l'amministrazione medese non ha consentito momenti di analisi, approfondimento e valutazione condivisa su quale soluzione scegliere. Nel frattempo, anche il PD medese s'è dichiarato soddisfatto degli atti di Regione Lombardia che hanno chiarito le sue "perplessità di ordine economico" - non quindi sulla soluzione sottopasso da adottare, in perfetta continuità con le decisioni dell'allora giunta Caimi.

Il sottopasso ha parecchie criticità: necessita dello spostamento dell'alveo del Tarò/Certesa, è al limite della zona mappata nel PGT come area a rischio idrogeologico per esondazione del Tarò e può essere scenario di allagamento in caso di forti e violente precipitazioni creando disagio se non pericolo oggettivo per gli automobilisti. Intercetta inoltre il "Sevesello", antica roggia tombinata e un collettore fognario, ha un costo realizzativo elevato (11 milioni di euro) e l’importante area di cantiere isolerebbe un’intera zona per lungo tempo.
A suo favore c'è la fase avanzata di progettazione con uno studio di fattibilità, un progetto definitivo  mentre non c'è l'esecutivo di cui dovrebbe occuparsene TreNord.
Le risorse economiche di 9 + 2 milioni sono state messe a bilancio regionale e comunale seppur con l'incertezza di assegnazione della tranche dei 2 milioni, comunque pianificata nel 2023.

Anche il sovrappasso ha le sue criticità, la principale delle quali è relativa alle superfici dove dovrebbe essere allocato, nel corridoio libero posto tra la linea RFI Milano-Chiasso, l'area ex Medaspan e il vecchio, ma ancora utilizzato campo sportivo comunale Busnelli. Tali superfici sono vincolate nell'attuale PGT medese come fascia di salvaguardia per il progetto di quadruplicamento della linea ferroviaria Milano-Chiasso. Per realizzare il sovrappasso sarebbe necessario ottenere una deroga da RFI. Sull'ipotesi di sovrappasso non esiste alcun progetto nemmeno nella fase preliminare, nè tantomeno una valutazione economica di massima.
Per entrambe le soluzioni, andrebbe meglio configurata la viabilità a ovest della linea Trenord, ma anche e soprattutto ad est per l’ipotesi sovrappasso.

L'amministrazione comunale con i gruppi politici di maggioranza che la compongono (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia) s'è più volte pronunciata con decisione a favore della soluzione sottopasso, affermando che qualsivoglia criticità è tecnicamente risolvibile.
Sicuramente per il sottopasso l'avere uno studio di fattibilità, un progetto preliminare e l'appoggio di Regione Lombardia con lo stanziamento dei fondi a bilancio sono indubbi aspetti che favoriscono la posizione del sindaco Santambrogio, della sua Giunta e della sua maggioranza.
L'azione dei sostenitori del sovrappasso non è stata all'altezza di aprire un confronto vero e allargato.
E' stata un'azione fatta di interrogazioni e mozioni in Consiglio Comunale da parte del consigliere di un gruppo di minoranza (Polo Civico per Meda) e da una campagna mediatica sui social e sulla stampa locale attuata da singoli che ha coinvolto individualmente anche alcune figure professionali operanti sul territorio al fine di presentare il sovrappasso quale soluzione migliore per Meda.

Certamente operazioni insufficienti a creare ripensamenti o a far crescere contraddizioni e dissensi all'interno della maggioranza e tra i sostenitori del sottopasso.
Chi preferisce il sovrappasso ha creato le condizioni per un'esposizione di alcune persone ma non ha modificato minimamente la volontà di scelta degli amministratori.
Serviva ben altro.

L'esperienza fatta da Sinistra e Ambiente nel coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ci porta ad affermare che serviva una pratica e un'azione collegiale e non di singoli individui, spesso più attenti all'apparire che ad ampliare le adesioni e le condivisioni.
Serviva coinvolgere altri gruppi ed associazioni del territorio con cui mettere in comune un obiettivo.
Serviva spendere tempo ed energie per convincere, mediare e condividere azioni ed argomentazioni come soggetti collettivi.
Serviva mostrare che sul territorio esistono significative parti della cittadinanza che volevano capire e discutere prima di prendere decisioni definitive e pertanto essere coinvolte in un processo di conoscenza delle soluzioni in campo, in tutti i loro aspetti.
Non va nascosto infine che realizzare un sottopasso o un sovrappasso darà rispondenza alla prescrizione regionale del "superamento" della ferrovia, dando facoltà di apertura del centro commerciale la cui costruzione è prevista nell'ambito di trasformazione AT1 (ex Medaspan).
 


 

Un progetto, con tanto di piano attuativo, che non ci ha mai convinto perchè la consideriamo foriera di nuovo traffico veicolare aggiuntivo e causa di potenziale rischio per i negozi di prossimità ancora presenti a Meda.

In questo "scontro" si sono dunque ancora una volta rivelate tutte le debolezze e le malattie croniche della politica medese, fatta da decisionismo escludente, chiusura al confronto e individualismi sterili. Pratiche negative che bloccano la conoscenza condivisa e diffusa e la consapevolezza che consente di fare una scelta, vagliandola nella sua completezza.

lunedì 12 ottobre 2020

Immaginare un quartiere più bello con la Street Art


Riprendiamo alcune foto apparse nei giorni scorsi sulla pagina Facebook del Quartiere Sant'Ambrogio  di Seregno. 

 

 

Insieme all'Associazione Dare un'anima alla Città hanno provato ad immaginare come la Street Art potrebbe cambiare il volto del quartiere.

 



Scrivono gli amici del Comitato: "A margine della festa "Insieme per conoscersi 2020" diversi partecipanti ci han chiesto che fine avessero fatto le proposte di Street art nel quartiere avanzate lo scorso anno a giugno. 

 

"I musici di Caravaggio" di Andrea Ravo Mattoni

Sulla scorta del successo del murales su Caravaggio di fronte il Teatro San Rocco e in attesa di conoscere gli sviluppi della riqualificazione del sottopasso di Via Magenta/Solferino, che proprio dalla Street art dovrebbe trovare inizio, abbiamo deciso, di concerto con l'associazione Dare un'anima alla Città, di pubblicare alcune simulazioni che riguardano i muri del quartiere elaborate insieme agli alunni di diverse scuole di Seregno. 

 

"Adamo ed Eva" di Urban Solid

L'associazione Dare un'anima alla Città che ha quest'anno compiuto 10 anni di attività ha donato a Seregno un'installazione "Adamo ed Eva" che si può ammirare in Biblioteca Civica. 

Con l'auspicio che si riprenda presto la programmazione della riqualificazione del sottopasso, immaginiamo come possa essere migliorato il quartiere tramite la Street Art."

Visite Guidate Naturalistiche nel Parco GruBrìa

a cura di Legambiente Cinisello Balsamo APS

Vi invitiamo a due bellissime visite guidate in programma per domenica 18/10 e domenica 25/10/2020 nel Parco GruBrìa.





Nella prima osserveremo, accompagnati da un naturalista, gli animali del parco, mentre la seconda avrà come oggetto il rapporto tra le piante e l'ambiente circostante.

Ci troviamo alle 10 presso il Centro di Educazione Ambientale di via Giolitti 33, a Cinisello Balsamo.

Ingresso libero (max 30 posti) con prenotazione obbligatoria  via mail a questo indirizzo: cinisello.balsamo@legambiente.org 

Nella mail indicare NOME e COGNOME dei partecipanti e un cellulare di riferimento.

Contatti:
Legambiente Cinisello Balsamo APS
CEA - Centro di Educazione Ambientale
Via Giolitti,33 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) 

https://cinisellobalsamo.legambiente.org
https://www.facebook.com/legambientecb/

domenica 11 ottobre 2020

Il prezioso lavoro del coordinamento ambientalista "Insieme in Rete" per contrastare l'autostrada Pedemontana


 

di Gianni Del Pero, Presidente WWF Lombardia

Il lavoro del coordinamento ambientalista Insieme in Rete ha costretto Pedemontana ha modificare il progetto definitivo della fantasmagorica autostrada e ad effettuare la caratterizzazione della diossina presente sul sedime di progetto. Abbiamo insistito ed ottenuto che Pedemontana presentasse un piano di bonifica, approvato con prescrizioni con Decreto n. 14639 della Regione Lombardia dell'11/10/2019: esattamente un anno fa. 

 



Il costo della bonifica è stato stimato oltre 12 milioni di euro, che allo stato attuale non ci sono. E Pedemontana non potrà andare avanti se non risolve il problema diossina. Il lavoro di Insieme in Rete si è rivelato prezioso per contrastare Pedemontana.


Rete della Legalità di Seregno: "Insieme saremo il vaccino che sconfiggerà il virus delle mafie"


 

Pubblichiamo di seguito il discorso introduttivo di Matteo Casiraghi della Rete Seregnese per la Legalità e la Giustizia Sociale in occasione della manifestazione “SU LA TESTA!

Benvenute/i a tutte/i,

ad Amati (Presidente del Consiglio Comunale), a Perelli (Assessore alla Cultura), Ripamonti (Presidente della Commissione Legalità) ed al Sindaco Rossi che ci raggiungerà a breve considerando i suoi altri impegni istituzionali.

E grazie anche a tutti i Consiglieri Comunali, di maggioranza ed opposizione, perché essere qui insieme significa fare della “buona politica” e riconoscersi nei valori della Legalità e della Giustizia Sociale.

 

 

Nel Settembre del 2017 una raffica di arresti portò al commissariamento del nostro Comune e di fronte a questa tragedia decidemmo di metterci insieme per reagire a qualcosa che per noi fu di una gravità inaudita.

Nel Novembre del 2017, a quel punto, trovammo il coraggio di riunirci ed eravamo in tanti. E fu faticoso perché ci dicemmo che solo insieme, e non ognuno per sé, si poteva affrontare una situazione così complessa. Un po' come sul lavoro, a scuola, in famiglia e in ogni altro luogo di socialità. Di fronte alle cose complesse, anche se faticoso, bisogna mettersi insieme ad altri e cercare una soluzione perché da soli non ce la si cava. In quei giorni eravamo tanti cittadini e tante associazioni, e lo siamo ancora: ACLI, ANPI, COLLETTIVO AGITAMENTE, COMITATO ANTIFASCISTA, SCOUT, DARE UN’ANIMA ALLA CITTA’, GLI AMICI DEL CINEMA ROMA, LA CASA DELLA SINISTRA, CGIL, CISL e LEGAMBIENTE.

A Luglio del 2018, su proposta di Libera ed altre associazioni, ci mettemmo ad organizzare un presidio in una piazzetta qui vicina. Riunimmo centinaia di persone, indossando simbolicamente una maglietta rossa, per fermare l’emorragia dell’umanità.


Nei mesi successivi ci scervellammo su quale fosse il modo più utile per coltivare il seme della Legalità ed allora ci venne in mente di rendere protagonisti studenti, professori ed Istituti scolastici. E vi ringraziamo per essere qui, nonostante tutto, perché la condizione generale costringe tutte/i noi a fare le cose diversamente magari con qualche paura in più.

Ed è bello che in queste settimane, con tutte le precauzioni del caso, siate rientrati nelle scuole proprio perché in quei luoghi si costruiscono futuri cittadini nel nome della democrazia e nel solco della nostra Costituzione repubblicana.

A quel punto decidemmo di organizzare questo evento e ci vennero tante idee, molto diverse, sulle quali ci confrontammo fino a decidere cosa fare. E la prima cosa che facemmo fu organizzare un pranzo collettivo, a Gennaio del 2019, che intitolammo “Sapore di Legalità” per sostenere economicamente questo evento. Fu così che ci ritrovammo con entusiasmo in circa 100 persone a pranzare insieme una domenica ospiti della Cooperativa Sociale Solaris di Triuggio.
Eravamo pronti ed entusiasti ma poi arrivò questa maledetta pandemia: proprio una brutta storia!

Non ci voleva ma pensammo subito al PARTO DELLE NUVOLE PESANTI.

 



Decidemmo di annullare, e rinviare, l’evento programmato inizialmente per marzo ed iniziammo a discutere tra di noi su cosa fosse meglio fare.
Anche perché senza voi studenti nulla avrebbe avuto senso ed è per questo che pensiamo sia straordinaria la vostra presenza ma soprattutto il vostro contributo didattico nell’elaborazione di un logo che distinguesse la nostra Rete.

Ora vederci tutti qui insieme è una gioia immensa, stare non dalla parte di Cosa Nostra ma con gli amici di Casanostra di Giussano, è motivo di orgoglio così come stare insieme agli amici di LIBERA e BrianzaSiCura.




Insieme siamo il più potente vaccino che esista. Mentre l’omertà, il silenzio, la paura e l’indifferenza sono il peggior Virus che esista ed insieme lo sconfiggeremo.
 

Noi siamo stati coraggiosi per voi e continueremo ad esserlo. Siate coraggiosi tutti voi e noi lo saremo per voi.

venerdì 9 ottobre 2020

Là dove c'è il bosco passerà la nuova tangenziale di Cadorago e Lomazzo

Il progetto della nuova tangenziale (da rotonda A9 Lomazzo Nord a sottopasso FNM stazione di Cadorago)
 

I Comuni di Cadorago e Lomazzo (Co) hanno recepito il percorso di progetto di una tangenziale che distruggerà, con precisione chirurgica, terreni agricoli e boschivi  in parte all'interno del Parco del Lura.

Sotto potete vedere quale sarà l'impatto della nuova strada sul territorio.

 


Si tratta di un territorio di pregio: alcuni tratti della futura strada sono sentieri del Parco, segnalati da apposito cartello...

Il tutto avviene nel completo silenzio: non si è levata nemmeno una critica ai punti deboli del tracciato stradale.

Noi non ce li meritiamo i boschi!

 

A Erba nasce il “Giardino delle Api”


L’iniziativa del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” nell’ambito della recente “Festa delle Api”

Un intervento pratico e simbolico per difendere le api, insetti minacciati dall’inquinamento

 

A Erba è nato il “Giardino delle Api”: si tratta di un piccolo apprezzamento, di circa 40 metri quadri, ricavato nel terreno comunale adiacente l'asilo nido di via Bassi. L’intervento è stato realizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, in occasione della “Festa delle Api” tenutasi a fine settembre. Gli ambientalisti hanno seminato il giardino con sementi di essenze e fiori melliferi, ovvero “amici delle api”, che sono cioè in grado di offrire molto polline e nettare a questi insetti impollinatori.

 


Commentano i responsabili del Circolo Ambiente: “Il “Giardino delle Api” è un piccolo intervento pratico, ma rappresenta anche un gesto fortemente simbolico, che vuole sensibilizzare la cittadinanza sul tema della tutela dell'ambiente e delle api. Oggi purtroppo ci dobbiamo ancora scontrare con la cementificazione e la perdita di biodiversità. Anche nel nostro territorio, che è tra i più urbanizzati al Mondo, sempre più terreno verde viene sottratto alla natura per favorire l’edificazione. Nel contempo su molti terreni agricoli vengono seminate monoculture, che sottraggono biodiversità; anche sui giardini urbani e nelle aiuole pubbliche spesso si preferisce il “prato all’inglese”, piuttosto che seminare essenze di piante e fiori autoctoni, che permetterebbero alle api di prosperare. Api che invece sono fondamentali per l’impollinazione del 90% dei prodotti agricoli, frutta e verdura in particolare, che arrivano sulle nostre tavole. Per tutti questi motivi nell’ambito della “Festa delle Api” di quest'anno abbiamo voluto creare questo giardino. Il nostro auspicio è che l’iniziativa possa essere adottata dalle scuole del territorio: siamo disponibili a proporre progetti didattici dedicati alla tutela dell’ambiente e alla scoperta del meraviglioso mondo delle api”. 

 


In corrispondenza del terreno il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ha posizionato un cartello indicativo, con la scritta “Giardino delle Api” e l’indicazione: “In questo giardino sono stati seminati essenze e fiori “amici delle Api”, in occasione della «Festa delle Api». Le Api sono insetti molto importanti per l’ambiente, grazie alla loro attività di impollinazione di fiori e piante. Rispetta le Api e rispetta la Natura.”

 


 

Fridays For Future: "Quello che serve a Como è un cambio di rotta!"

 

di Fridays For Future, Como

 

Poco più di un anno fa, in occasione del terzo sciopero globale per il clima tenutosi nelle piazze di tutto il mondo il 27 settembre, un assessore del comune di Como ci disse che il comune rappresenta i comaschi, e siccome a Como non c'è molta sensibilità sulle tematiche ambientali, allora la questione "Ambiente" può essere tralasciata rispetto ad altre criticità ben più importanti.

Ci piacerebbe conoscere quali sono le sensibilità di questa giunta comunale, visto che da qualche mese a questa parte c'è una manifestazione a settimana contro la giunta.

Oggi siamo tornati in piazza, per la prima volta, dopo il lungo periodo del lockdown e dell'emergenza sanitaria. Molti tra noi sono studenti e studentesse, giovani che hanno a cuore il futuro di questo pianeta. Siamo qui per dimostrarvi che non è vero che la sensibilità ambientale è solo di pochi, ma di un'intera generazione. E siamo qui per dirvi, non solo che il clima sta cambiando per il riscaldamento globale, ma anche per dirvi che il clima politico è già cambiato. E l'ambiente sarà centrale nelle scelte politiche che compirete nei prossimi anni, per il semplice motivo che non potrete più ignorare ambientalisti e quelli che definite i "Gretini".


 
 

Ci avete preso in giro a ogni livello istituzionale, dicendoci che l'emergenza climatica non esiste oppure come ha detto qualche settimana fa, l'assessore all'ambiente di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, che il movimento di Greta è troppo allarmista. L'assessore Cattaneo forse però ignora -o finge di ignorare- che la caratteristica principale del "movimento di Greta", come dice lui, è quella di basarsi unicamente sulla scienza. La maggior parte di noi è studente, molti vanno ancora al liceo, nessuno di noi pretende di avere le facoltà di parlare di clima come un esperto o un esperta, nessuno di noi spara sentenze basandosi solo sulle proprie opinioni. Il nostro "allarmismo", come l'ha voluto definire il caro Cattaneo, assessore di una regione la cui economia si basa unicamente sul profitto economico e non sulla tutela dell'ambiente, è dettato solo e soltanto dai fatti, puri e oggettivi della scienza.

 

Quello che serve è un cambio di rotta. Serve che le istituzioni si prendano carico dei problemi ambientali, servono fin da subito politiche che agiscano per ridurre l'aumento delle emissioni di gas serra globali. E partendo dalla nostra città, serve una conversione ecologica del sistema trasportistico.

A chi ci governa chiediamo di smetterla di investire ingenti quantità di denaro nella mobilità privata su gomma. Investite per la realizzazione di piste ciclabili, investite per i treni della ferrovia Como - Lecco, investite in una maggiore frequenza del trasporto pubblico, basta a sostenere chi vuole realizzare strade, tangenziali e autostrade che incentivano proprio quella mobilità che tanto inquina.

Chi ci governa a Como, però, ovvero questa giunta non sembra interessata ad attuare il minimo cambiamento. Abbiamo provato per un anno a collaborare con loro per il bene della città e abbiamo ottenuto solo prese in giro e tentativi di raggiramento.
Dopo un anno di tentativi siamo giunti alla conclusione che, data la mancanza di volontà, di impegno e la totale incompetenza di questa giunta, l'unico modo per riuscire a cambiare le cose siano le loro dimissioni. E i numerosi movimenti che si sono mobilitati quest'estate per chiedere esattamente la stessa cosa confermano l'esasperazione dei cittadini nei confronti di una giunta inefficiente.

Detto ciò, andiamo avanti e lanciamo il nostro appello a tutte le istituzioni (comune, provincia, regione e stato).



Fate quanto possibile nei vostri poteri per azzerare le emissioni di gas serra entro il 2030. Pensate a un educazione ambientale che davvero educhi gli studenti alle tematiche ambientali, non con ENI in cattedra. Pensate a tutelare il suolo da ogni possibile nuova lottizzazione non giustificata. Pensate alla tutela delle aree verdi ricche di biodiversità. Convertite la produzione di energia al rinnovabile e pulito. Smettetela di investire nei combustibili fossili. Decarbonizzate le nostre economie.

Investite affinché il lago di Como torni ad essere pulito, senza le microplastiche. Investite per togliere gli scarichi abusivi lungo le aste torrentizie dei nostri fiumi. Fermate la monocoltura che sta distruggendo i nostri campi. Investite nella conversione dell'agricoltura verso il biologico e senza pesticidi.

Investite per il futuro! Agite ora per difendere l'ambiente! Ve lo chiede l'opinione pubblica nelle piazze di tutto il mondo!

 

Il cimitero Monumentale di Como



L'Associazione Culturale Mondo Turistico propone per domenica 11/10/2020 un itinerario per la visita del Il cimitero Monumentale di Como. 

 

La costruzione del cimitero monumentale di Como fu avviata nel 1811. Così come avvenne a Milano e a Genova anche a Como prese forma una "città dei morti" popolata da monumenti, lapidi e sculture che costituiscono un vero e proprio museo all'aperto. Al monumentale di Como si possono ammirare opere che rispecchiano l'evoluzione del gusto artistico tra ottocento e novecento e, allo stesso tempo, ripercorrere tappe ed episodi significativi della storia cittadina. Giuseppe Terragni, Manlio Rho, Vincenzo Vela, Francesco Somaini, Giuliano Collina sono solo alcuni fra gli artisti le cui opere si trovano al monumentale e che scopriremo durante la visita ricordando anche alcuni dei comaschi più noti che qui riposano.
 

Tutti i partecipanti e la guida dovranno indossare la mascherina.
Sarà necessario mantenere il distanziamento, come da ordinanza regionale n. 547 del 17/05/2020 il gruppo sarà composto da un massimo di 20 persone.

Info:

  • Dove: ore 15, incontro all'ingresso del Cimitero, via Regina - Como
  • Costo per persona: € 8,00
  • Guida: Alessandra Fasola (349 7129905 solo per comunicazioni il giorno della visita)
  • Prenotazione obbligatoria (la visita sarà effettuata al raggiungimento del numero minimo) da effettuarsi entro le 24 ore precedenti scrivendo a events@guidelagodicomo.com oppure telefonando al numero 347 8305199 (è richiesto un contatto telefonico al momento della prenotazione).


Con il WWF Lecco all’Orrido di Inverigo


 

WWF Lecco, in collaborazione con l'Associazione "Le Contrade" di Inverigo, propone per domenica 18 ottobre 2020 una visita guidata che ci porterà alla scoperta degli ambienti di una delle aree naturali più interessanti della Brianza: l’Orrido di Inverigo.

Siamo nel Parco Regionale della Valle del Lambro: un habitat incredibile e alcune specie animali protette dall'Unione Europea come la rana di Lataste, endemica della Pianura Padana, e il gambero di acqua dolce, rarissimo a causa delle alterazioni ambientali.




L'Orrido d'Inverigo è l'unico orrido noto in ambiente collinare morenico, è un’area protetta classificata come monumento naturale, oggi inserita nell’elenco dei Geositi della Lombardia. Elaborato artisticamente come giardino pre-romantico già nel 1700, è stato luogo simbolico della socialità e dell’identità locale e brianzola.

Il coordinamento della giornata è affidato ad Arturo Binda, dell'Associazione "Le Contrade", esperto conoscitore del luogo, e Raoul Manenti, ricercatore presso l'Università di Milano e attivista del WWF Lecco, che saranno supportati da alcuni esperti che si alterneranno nel corso della giornata.

È previsto un “numero chiuso” di partecipanti su due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio, con iscrizione obbligatoria. Tutte le info per partecipare sulla pagina dedicata del sito WWF Lecco: https://wwf.lecco.it/news/orrido2020.

 


 

giovedì 8 ottobre 2020

Andiamo insieme al KlimatFest 2020. Biciclettata dal Parco GruBrìa al Parco Nord

 

a cura di Legambiente Cinisello Balsamo APS

La Consulta delle Associazioni Parco Nord (a cui aderisce anche il nostro Circolo), in collaborazione con l’Ente Parco Nord Milano, organizza KlimatFest! 

È un evento che accoglie le riflessioni, le istanze, le azioni e la partecipazione di quanti vogliano farsi parte attiva nella sfida dell’emergenza climatica.

Sia sabato che domenica ci saranno dei tavoli di lavoro a cui tutti potranno partecipare (obbligatoria la prenotazione)

Noi sabato pomeriggio ci andremo in bicicletta!

  • RITROVO  alle 14:00 al Centro di Educazione Ambientale di via Giolitti 33 a Cinisello Balsamo
  • PARTENZA (puntuale) alle 14:40. Si va in bicicletta!
  • Dalle 15 alle 17 Partecipazione  ai tavoli di lavoro (obbligatoria la prenotazione
  • RITORNO ore 17:15 

Il comunicato del Parco Nord
 
La Consulta Associazioni Parco Nord, in collaborazione con l’Ente Parco Nord Milano, luogo simbolo del recupero del territorio urbano e della salvaguardia dell’ambiente, organizza KlimatFest!

È un evento che accoglie le riflessioni, le istanze, le azioni e la partecipazione di quanti vogliano farsi parte attiva nella sfida dell’emergenza climatica, con l’ambizione di portare fuori dai confini del Parco Nord Milano, a beneficio di tutti, i contributi che saprà stimolare e raccogliere, rendendo patrimonio comune questa nuova consapevolezza ambientale.

Tavoli di lavoro e confronto, incontro con le associazioni e dibattiti aperti si svolgeranno nella giornata di sabato e domenica, con la possibilità di pernottare sabato notte nel prato della Cascina attrezzandosi della propria tenda canadese o igloo (max 4 posti ciascuna).

Attenzione: il servizio di pernottamento si attiva solo in caso di raggiungimento di minimo n. 20 posti tenda.

L’evento rispetterà tutte le norme di sicurezza anti-Covid, per questo è necessario iscriversi gratuitamente a ciascuna iniziativa e presentarsi 15 minuti prima dell’inizio, prenotare l’eventuale pernottamento e portare la propria mascherina.

 


mercoledì 7 ottobre 2020

Canturina Bis. No al pensiero unico per la costruzione di nuove inutili strade

Tracciato Viario della Canturina Bis (tratteggiato in rosso)
 

Circolo Legambiente Cantù - Green Station Brenna Alzate

Abbiamo atteso sinora, per manifestare una nostra presa di posizione in merito al tema della “Canturina Bis”, al di la dell’adesione al manifesto firmato da 22 Associazioni, per comprendere appieno la posizione al riguardo delle Istituzioni politiche e territoriali. La speranza era di trovare, dopo le sconvolgenti vicende della pandemia, di una economia anche locale in balia dei settori più retrivi della speculazione, del degrado ambientale, del patrimonio pubblico senza manutenzione alcuna e infine di una qualità della vita che solo si paragona alla quantità di denaro posseduta; una espressione che, di fronte alla costruzione di una infrastruttura inutile, indicasse la necessità di investire il danaro pubblico in manutenzione del patrimonio pubblico e ambientale, mobilità sostenibile, servizi alla persona,   sostegno al lavoro, la speranza è stata vana!

Il coro unanime a favore dell’opera (finanziata da Regione Lombardia ma priva di un serio progetto e senza studi sulla viabilità territoriale) ha unito politica e Istituzioni trovando anche ambigue posizioni delle opposizioni o la loro adesione “condizionata”.

Sorprendente il corollario di contorno alla vicenda, dal livello cittadino con il Sindaco della città, (che ha tenuto per se deleghe all’urbanistica, edilizia privata e grandi opere) che, in un atteggiamento da Ponzio Pilato alla finestra, chiede lumi sul tracciato; al livello politico sovralocale; ci stiamo ancora chiedendo se la Provincia (o il suo fantasma visto che non dovrebbe più esistere) creda davvero che per risolvere la viabilità complessa di una città di 40.000 abitanti si speri di spostare il traffico all’esterno (tangenziali di Milano docet); di una Agenzia del Trasporto Pubblico Locale che se ne sta in un colpevole silenzio, visto che da cinque anni aspettiamo di conoscere i piani per il trasporto pubblico locale, e finalmente di attuare un interscambio efficace con il sistema ferroviario, interscambio che solo può far diminuire il volume di traffico sulle strade (paradossale il caso di Cantù con due stazioni ferroviarie senza collegamenti efficaci tra di loro e con il trasporto su gomma); di un Ente Parco che con il suo Presidente di fresca nomina, si affretta a dare conforto alla proposta, dimenticandosi che prima di consumare anche un briciolo di suolo del Parco si dovrebbe utilizzare la viabilità esistente al meglio e non farla collassare (come sembra voler fare Galbiati) per giustificare interventi inutili; di un gestore ferroviario come Trenord che se ne infischia del livello di servizio e, attraverso un continuo rinnovo ingiustificato dell’appalto da parte di Regione Lombardia (che ne è parte) impedisce di fatto al treno di diventare l’asse portante del trasporto pubblico locale.

A tutto questo si aggiunga una situazione paradossale dell’ambito politico locale dove, se è ovvia la pedissequa posizione di adesione della maggioranza, si vede o la confusione (leggi 5 Stelle, Lavori in corso ) delle minoranze, o una fase revisionista del Partito Democratico che poco tempo fa tuonava contro l’errata pianificazione viabilistica del PGT, ma ora, per bocca dell’allora Assessore in quota Lavori in Corso, (che ne magnificava la bontà) individua sottili distinguo per giustificare una posizone cerchiobottista.

Non possiamo che dichiararci contrari, senza se e senza ma, ad un’opera inutile costosa, e dannosa, che toglie risorse a necessità ambientali e sociali ben più importanti, e che solo soddisfa un modello di gestione economica e politica che speravamo di non ri-vedere mai più.

Il continuo meschino ricorso a giustificazioni come: “stati di necessità”,  “supporto del sistema economico”,  o “lo vuole questo e quello” per tali interventi, ma soprattutto la mancanza di una visione, l’incapacità di una classe politica (e dirigenziale) intera di pensare ad un futuro che invece di consumare risorse le conservi per le generazioni future, mostra una inadeguatezza che, ci spiace dirlo, contamina anche una società civile stanca e impaurita! Dal canto nostro siamo pronti a dialogare per mostrare quanto questo tipo di interventi siano inutilmente pericolosi, e a discutere valide alternative; pronti come lo siamo stati su discariche, inquinamento, mobilità sostenibile, ambiente; anche se le ultime banali risposte dell’ambiente politico cittadino a giuste critiche non lasciano molte speranze! 

 

CIRCOLO LEGAMBIENTE CANTU’
GREEN STATION BRENNA ALZATE