martedì 4 agosto 2020

Mobilità sostenibile per collegare il Bosco delle Querce con il Parco GruBrìa

Bosco delle Querce: il grande pioppo del parco, unico albero preesistente alla bonifica

Il 15 luglio 2020, presso la sede del Parco GruBrìa a Nova Milanese si è tenuto un incontro presieduto dal Presidente del Parco, prof. Arturo Lanzani, con la presenza dell’ Assessore  alla Pianificazione Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune di Seregno, Claudio Vergani con il Presidente del WWF Lombardia, il geologo Gianni Del Pero, con Enrico Radice e con l’Architetto Gian Luigi Vitali, in qualità di promotori dell’incontro, per la valutazione preliminare di alcune tematiche. Hanno giustificato l’assenza, per concomitanti impegni, il Sindaco di Meda e presidente della Provincia di Monza Santambrogio e il Sindaco di Seveso Allievi che hanno però manifestato il loro interesse agli argomenti in discussione.

In viola il possibile collegamento tra il Bosco delle Querce e il Plis GruBrìa

La proposta alla base dell’incontro era relativa all’ipotesi di collegamento tra il Bosco delle Querce di Seveso e Meda con il Parco GruBrìa in Seregno mediante mobilità sostenibile, a seguito della realizzazione di un percorso vita dal Centro Sportivo alla rete ciclopedonale esistente nel Parco delle Querce di Meda, per mettere in relazione le città a partire dalle loro aree protette coerentemente con le richieste formulate dal WWF al Patto "Brianza Restart" recentemente sottoscritto su proposta della Provincia di Monza.

La proposta si innesta con il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile predisposto dalla Provincia di Monza anche ad integrazione delle proposte già pervenute da 5 Comuni (Concorezzo, Desio, Villasanta, Seregno e Triuggio) e che ci si auspica possa essere esteso a tutto il territorio provinciale individuando i Parchi come nodi delle Rete di mobilità sostenibile.

Parco del Meredo (Plis GruBrìa) a Seregno

L’Ampliamento del Parco GruBrìa con nuove Aree all’interno dei Comuni di Meda, Seveso e Cesano appare la logica conseguenza di un disegno per la tutela, la valorizzazione e la corretta fruizione del Territorio.

Plis GruBrìa a Seregno. La Farnia Monumentale nei pressi del ponticello ferroviario

La proposta e il progetto per la realizzazione di un collegamento ciclopedonale tra Parco GruBrìa Seregno e Bosco delle Querce di Meda Seveso con la green way di collegamento lungo Via Vignazzola, hanno raccolto parere favorevole e sostegno da parte del Comune di Seregno e del Parco GruBrìa, non trascurando la possibilità di conservare l’accesso e la viabilità al Bosco tramite Via della Roggia.

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Ritornano le Passeggiate Creative: Lezzeno, Pellico e l’Omero del Lario


Il 30 agosto 2020, ritorneranno le Passeggiate Creative come le avete conosciute. Anche se con qualche posto in meno rispetto al passato, per garantire il distanziamento richiesto dalla normativa anti Covid: massimo 60 partecipanti.

Sono aperte da questo momento le iscrizioni a "Lezzeno, Pellico e l'Omero del Lario".

Ritrovo: ore 10.30 all'Infopoint ProLezzeno, situato a lago presso il pontile della Navigazione, frazione Chiesa
Fine manifestazione per le ore 17 nello stesso punto del ritrovo

Cogliendo la ricorrenza del 900° anniversario della distruzione del castello di Lezzeno, da molti studiosi identificato con la Torre di Rozzo, e del bicentenario dell'arresto di Silvio Pellico, che trascorse le due ultime notti da uomo libero proprio a Lezzeno, effettueremo una breve camminata che racchiude però un lungo viaggio nel tempo.

Il primo episodio, quello dell'assalto del filo milanese Lezzeno da parte dei comaschi, si inserisce nell'ambito della guerra decennale tra Como e Milano, evento fondativo della Lombardia medievale, mentre l'arresto di Pellico, e soprattutto il romanzo "Le mie prigioni" che saprà trarre dalla sua incarcerazione allo Spielberg, sono altrettanto significativi per l'epoca risorgimentale e il processo di unificazione dell'Italia. I tanti elementi di interesse - paesaggistico, storico e artistico - che si incontrano lungo il percorso, saranno uniti tra loro dal filo rosso della letteratura.

Principali fonti di ispirazione dell'itinerario sono, infatti, due libri (anzi, tre): "La guerra dei Milanesi contro Como, 1118-1127", poema epico di un autore coevo ai fatti, tramandato a noi come Anonimo Cumano, e che proprio durante il Risorgimento fu riscoperto e giustamente definito "l'Omero del Lario" (da Luigi Dottesio nel libro "Notizie biografiche degli illustri comaschi", 1847); il già citato capolavoro di Pellico "Le mie prigioni" (1832), cui fa da corollario il volume "Il processo Pellico-Maroncelli secondo gli atti officiali segreti" (1903) di Alessandro Luzio.

La mattina si cammina su una mulattiera in mezzo ai boschi verso la Torre di Rozzo (sentiero in salita) e nel pomeriggio si visita il borgo storico della frazione Chiesa, attraversato dalla strada Regia, con particolare attenzione per la parrocchiale di origine cinquecentesca dei santi Quirico e Giulitta (che conserva affreschi del pittore intelvese Giulio Quaglio, membro di una stirpe di artisti apprezzata in tutta Europa), l'oratorio di Santa Marta (ampliato tra il XV e il XVI secolo a partire da un edificio sacro preesistente) e gli spazi dell'Osteria del Governo (fondata nel 1801, ma che conserva tracce di epoca romana) dove Pellico trascorse le ultime notti da uomo libero.

Concluderemo la giornata davanti al lago con brevi letture a più voci di testi di autori (Anonimo cumano, Friedrich e Caroline Lose, Giunio Bazzoni, Gianni Clerici e Basilio Luoni) che hanno scritto, sia in prosa che in poesia, di Lezzeno, luogo amato nei secoli da tanti scrittori e artisti e oggi meta ideale per un turismo sostenibile ed esperienziale in cerca di luoghi autentici, che hanno conservato nella propria fisionomia tracce importanti e tangibili della loro storia.

Iscriviti qui http://lezzeno.eventbrite.it
Conduce la passeggiata Pietro Berra, giornalista e scrittore
Interventi di: Maurizio Boleso (sindaco di Lezzeno), Rita Annunziata (guida turistica, collaboratrice di ProLezzeno) e Giuseppe Pietro Bazzoni (titolare Osteria del Governo)
Letture di: Pietro Berra, Lorena Mantovanelli, Claudia Cantaluppi e Basilio Luoni.

Si consiglia scarpe da trekking e bastoncini per salire alla Torre di Rozzo.

Per il pranzo i partecipanti possono scegliere tra la colazione al sacco e prenotare direttamente presso i ristoranti della zona elencati a questo link: http://passeggiatecreative.it/index.php/stec_event/lezzeno-omero-del-lago/

Evento organizzato dalle associazioni Sentiero dei Sogni e Wikimedia Italia, con la collaborazione di ProLezzeno e il contributo del Comune di Lezzeno, nell'ambito del progetto "Wiki Loves Lake Como 3 - Borghi d'autore" sostenuto da Camera di Commercio Como Lecco
Iscriviti qui http://lezzeno.eventbrite.it

lunedì 3 agosto 2020

A voce alta: NO alla strada nel Parco! Faremo rispettare la legge e impediremo nuove strade all'interno delle Aree Protette

Mariano Comense, 2/8/2020. In marcia contro la strada nel Parco

di Gianni Del Pero, Presidente WWF Lombardia

L'impegno delle Associazioni Ambientaliste unite e dei cittadini ottiene il Rispetto delle regole e la tutela dell'Ambiente.


Faremo valere questa sentenza anche per impedire l'attentato all'integrità del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera che qualcuno vorrebbe perpetrare con la tangenziale di Mariano e la Canturina Bis.

Nel frattempo continueremo a fare sentire la nostra voce 🐼: NO alla strada nel Parco.

“Canturina bis”: il nostro “NO” a nuove strade!



Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene sul finanziamento regionale per la nuova strada di collegamento nel Canturino.

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Il “promesso” finanziamento regionale della “Canturina bis” non è una buona notizia, anzi! La nuova strada risulta inutile e dannosa. Qui si ragiona ancora alla vecchia maniera: asfalto, automobili, camion … e distruzione dell'ambiente naturale.

I problemi della mobilità nel Canturino, come in altri territori, non si risolvono certo con la costruzione di nuove strade che servono, nel migliore dei casi, solo per spostare il traffico da una parte all'altra delle città.

Senza dimenticare il danno ambientale che verrebbe arrecato alle ultime aree verdi del nostro territorio. Sia i tratti in superficie che quelli in galleria comportano un impatto ambientale devastante: consumo di suolo verde, cementificazione, problemi a livello idrogeologico, col rischio di intercettare le falde sotterranee. 

Secondo noi i problemi di mobilità si risolvono proprio cambiando la logica che finora ha portato al progressivo congestionamento del traffico, una logica fatta solo di traffico privato che si muove su strada. Si deve pertanto pensare in una prospettiva di “mobilità sostenibile e integrata”, ovvero puntare tutto sul trasporto pubblico, dal potenziamento delle ferrovie al trasporto pubblico locale. Invece la Regione agisce, ancora, solo nell’ottica di nuovo asfalto: autostrade, tangenziali, tangenzialine. Niente, o quasi, per il miglioramento del servizio ferroviario che è di competenza della Regione: Trenord (controllata dal Pirellone) offre un servizio più che scadente, che scoraggia i pendolari all’utilizzo dei treni. A questo si aggiunge la cattiva organizzazione del trasporto pubblico locale, ovvero dei bus, che spesso non collegano tra loro nemmeno le stazioni ferroviarie e i punti in cui andrebbe intercettata l'utenza, tramite corse frequenti e certe. Per esempio la vicina Svizzera, pur avendo un territorio molto diverso dal nostro - più parcellizzato cioè meno aggregato -, ha puntato molto sul trasporto pubblico, riuscendo ad intercettare una parte dell’utenza che prima si muoveva in auto. 

Per tutti questi motivi diciamo NO alla “Canturina bis” e ad altri progetti devastanti come quello della tangenzialina di Mariano Comense (che diverrebbe il prolungamento della stessa “Canturina bis”); contro quest’ultima, domenica 2 agosto, abbiamo manifestato insieme al “Comitato NO alla strada nel Parco” e al “Comitato Parco Brughiera-Groane”.


Canturina bis e nuove infrastrutture stradali? Noi non ci stiamo.




Comunicato stampa di Fridays For Future Como

In consiglio regionale sono stati approvati gli ordini del giorno dei consiglieri Turba (Lega) e Fermi (Forza Italia) in merito allo sviluppo infrastrutturale del nostro territorio.

Nel cronoprogramma individuato sono previsti (anche) fondi per : il quadruplicamento della SP Novedratese, la realizzazione di un nuovo collegamento stradale Cantú - Mariano e nuove rotatorie stradali.

Ci chiediamo il senso di stanziare nuove risorse economiche in un modello di mobilità che ha mostrato, negli anni, tutta una serie di criticità ambientali.

La mobilità privata su gomma é quella che produce la maggior quantità di gas ad effetto serra, di altri gas inquinanti, di polveri sottili e, più in generale, é quella che utilizza le risorse energetiche in maniera meno efficiente (risorse per l'accaparramento delle quali si conducono guerre, e si inquinano ed espropriano territori). Perché non investire le stesse risorse in una mobilità diversa?

Rimaniamo basiti dalle dichiarazioni di Orsenigo (PD), che citando la Canturina Bis affianca lo sviluppo sostenibile alla realizzazione della strada stessa. Per quanto nel corso dei decenni l'impatto ambientale di queste opere, a parità di portata, si sia abbassato, esse sono pensate per la mobilità privata su gomma e ne rappresentano quindi un incentivo. Orsenigo afferma che queste opere verranno realizzate nel rispetto del territorio, ma il punto é che esse non dovrebbero essere proprio realizzate. Ci felicitiamo per questo tipo di attenzioni per il territorio, ma il problema é di ben'altra portata, e come tale richiede delle politiche coraggiose, anziché, come in questo caso, d'ordinaria amministrazione con una verniciata di verde.

Constatiamo con rabbia la sordità della politica nei confronti delle nostre rivendicazioni, nonché il totale disinteresse verso una situazione che necessiterebbe ben'altra urgenza d'azione.

domenica 26 luglio 2020

Attraversare la Brughiera a piedi rafforza il sistema immunitario


Sì alla Brughiera. No alla strada nel Parco

Domenica 2 agosto 2020 - ore 9,00

Attraversare la Brughiera a piedi 
rafforza il sistema immunitario

L'escursione ha lo scopo di contrastare la realizzazione della tangenziale ovest di Mariano Comense e far conoscere a tutti l'area del Parco della Brughiera che verrebbe distrutta nel caso la strada venisse realizzata.

Partenza  da via Matteotti, 117 - Mariano Comense
Itinerario: Località del Bundin, Cascina Belvedere, Laghetto della Mordina, Castelmarino
Durata: 2h 30' circa

Prenotazione e registrazione obbligatoria. Chiamare Alessia dopo le ore 16 al numero 346 9518249
La manifestazione si svolgerà nel rispetto delle normative anti-Covid19 (formazione gruppi max 12 persone e mascherina obbligatoria)

sabato 25 luglio 2020

GruBrìa Restart: un patto per rilanciare il parco


Il 22 luglio scorso la Provincia di Monza e Brianza ha chiamato a raccolta i principali rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria, dei sindacati, dei rappresentanti della sanità, del welfare, del terzo settore e della scuola e formazione per promuovere il progetto Brianza Restart.

Il patto (cliccare qui) è stato sottoscritto, fra gli altri, dalle associazioni ambientaliste WWF, Italia Nostra, FAI e LIPU.

Gianni Del Pero, presidente del WWF Lombardia, da noi interpellato sulle possibili ricadute riguardanti il Parco GruBrìa, ci ha dichiarato: "Su questa questione abbiamo avuto l'opportunità di chiedere a tutti gli Enti presenti al 'Patto' (dalla Provincia ai singoli Comuni, Sindaco di Monza compreso) che i Parchi della Provincia diventassero nodi della rete della mobilità sostenibile, a partire dal Parco GruBrìa nella sua interezza (cioè con Monza presente e protagonista).  Usando e migliorando il PUMS (piano urbano per la mobilità sostenibile) in variante al PTCP. Con Arturo Lanzani, presidente del Parco, e alcuni amministratori locali abbiamo prospettato nuove direttrici di collegamento oltre ai 5 interventi già previsti nel PUMS, con l'ampliamento del GruBria ai Comuni di Meda, Seveso e Cesano Maderno."

Per scaricare il documento in formato PDF - 281 KB cliccare su ⇒ Brianza Restart. Un patto per Economia, Welfare, Formazione, Mobilità

martedì 21 luglio 2020

Rispetto per la Brughiera!


Riceviamo da una nostra lettrice alcune foto che documentano l'abbandono di rifiuti all'interno del Parco della Brughiera, lungo il sentiero che porta alla Zoca verso il lago azzurro di Lentate.


Purtroppo constatiamo ancora una volta come alcune persone, prive di ogni scrupolo, abbiano riversato in un'area verde tutelata rifiuti di ogni genere quali bidoni, plastiche, carte, metalli e sacchi della spazzatura.


Ci auguriamo che le autorità preposte intraprendano immediati accertamenti finalizzati ad identificarne l’autore o gli autori. Altre volte attraverso un approfondito controllo dei materiali depositati e ad una attenta indagine si è potuto risalire agli autori degli scarichi abusivi.


domenica 19 luglio 2020

A Piedi Nudi attorno al Lago di Montorfano


Grandi e piccini, giovani e meno giovani, tutti sono invitati a partecipare ad una “escursione” rigenerante… con una guida cammineremo intorno al lago (o almeno per un tratto) “a piedi nudi” (per chi se la sente) per fare riscoprire ai nostri piedi quel gradevole contatto sensoriale ormai smarrito.

Forse non tutti sanno che unitamente al sistema vestibolare e agli occhi, i nostri piedi sono l’organo di senso più importante per il controllo dell’equilibrio, della postura e del movimento.Per compiere questa fondamentale funzione, in milioni di anni i nostri piedi si sono evoluti a contatto con l’ambiente naturale. Hanno sviluppato particolari sensori capaci di discriminare la più lieve pressione, torsione, trazione, oltre a essere sensibili alla più leggera variazione di calore e alle asperità potenzialmente pericolose. I piedi sono in grado di fare tutto questo con semplicità ed efficienza e senza l’aiuto degli occhi. Purtroppo queste qualità dei nostri piedi, non vengono più allenate semplicemente perché fin dai primi giorni di vita i piedi vengono coperti da calze e scarpe. La ricca esperienza sensoriale fondamentale non solo per il loro corretto sviluppo, ma anche per la loro importante funzione, vanno persi. A ben poco serve camminare a piedi scalzi se lo facciamo tra le mura di casa e su superfici piane e lisce prive di contrasto.

Da molti anni la nostra associazione fa un grande sforzo per proteggere e conservare l’ambiente Naturale intorno al Lago. Un territorio incontaminato, con la protezione di flora e fauna. Ebbene in questo angolo di paradiso, domenica 26 luglio 2020 grandi e piccini giovani e meno giovani tutti insomma sono invitati a partecipare ad una breve passeggiata “a piedi nudi nella Riserva” per far scoprire ai nostri piedi quel ricco e gradevole contatto sensoriale ormai smarrito. L’idea è di presentare ai partecipanti il percorso che potrà poi essere ripetuto ognitempo da chi vorrà e quando vorrà.

Prenotazione e registrazione obbligatoria:
delegatolombardia@wwf.it – 330/225140
(posti limitati, gruppi di max 12 persone, misura temperatura alla partenza, mascherine e distanziamento di un metro)

Ritrovo (vi faremo sapere l’ora per evitare assembramenti non consentiti dalle norme Covid) presso il parcheggio del Cimitero, via Molino a Montorfano.L’organizzazione declina ogni responsabilità per danni a persone e cose. La manifestazione si farà anche in caso di maltempo (così ci rinfreschiamo anche di più…)

martedì 14 luglio 2020

Circolo Ambiente: "Sui traffici illeciti di rifiuti servono maggiori controlli"

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


I 5 arresti (tra qui quello di un consigliere comunale di Busto Arsizio) eseguiti ieri, 13 luglio 2020, in Lombardia su ordine della DDA di Milano, attestano ancor di più che sui traffici di rifiuti ci sono interessi economici molto elevati, su cui troppo spesso agisce la criminalità organizzata.

Gli arresti di ieri sono connessi con l’inchiesta giudiziaria che ha come fulcro proprio l'impianto di stoccaggio rifiuti della “SMR Ecologia” in località La Guzza a Como, inchiesta che lo scorso ottobre aveva portato all’arresto di altre 11 persone.

Come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” denunciamo ancora una volta che sulla questione dei trasporti e degli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti occorre una maggior attenzione da parte delle Istituzioni, dal Ministero dell'Ambiente, alla Regione, fino agli Enti locali.

Il nostro plauso e sostegno vanno all’azione della Magistratura e delle Forze dell'ordine impegnate nel contrastare i traffici illeciti di monnezza. Servono ora interventi normativi e controlli molto più efficaci sui trasporti e sullo smaltimento di rifiuti, sia urbani che speciali.

lunedì 13 luglio 2020

Oasi Lipu di Cesano Maderno. Un luogo dove natura e cultura convivono


"Davvero piacevole questa camminata: sentieri agevoli, bella frescura, soste sotto cupole di rami e foglie, una quantità di informazioni interessanti tra storia e natura." Questo uno dei commenti all'escursione che si è svolta domenica 12 luglio 2020 all'Oasi Lipu di Cesano Maderno.

L'iniziativa rientrava tra quelle organizzate dalla Lipu insieme al WWF nell'ambito delle Escursioni Estive Guidate e gratuite nel Parco delle Groane e della Brughiera.

Di seguito pubblichiamo alcune foto della bella passeggiata. Per approfondimenti e la descrizione dei luoghi rimandiamo al sito della Lipu di Cesano Maderno (cliccare qui).

LA BACHECA STORICA


Daniele Santambrogio, una delle guide, illustra la nascita dell'Oasi avvenuta nell'ottobre del 1997.
L'allora sindaco di Cesano Maderno, Gigi Ponti, propose alla Lipu l'utilizzo della voliera presente all'interno dei giardini di Palazzo Arese Borromeo. La Lipu visionata la struttura non la ritenne idonea e propose la realizzazione di un'Oasi con finalità naturalistiche e didattiche. La proposta fu accolta sia dal Comune che dal Parco delle Groane.



Interessante la sosta presso Cascina Montina, nucleo rurale risalente al XVI-XVII secolo e che recentemente era stato adibito a ristorante. 


La struttura portante dell'edificio è costituita da muratura continua in mattoni di laterizio mista a pietra.

IL BOSCO DEGLI GNOMI


Lasciato la stradina ciclopedonale ci si è inoltrati nel Bosco degli Gnomi, (una bacheca ne segnala l'ingresso), zona ombrosa caratterizzata dall'abbondante presenza di carpini, frassini, olmi e castagni. In primavera l'anemone (Anemone nemorosa) imbianca completamente il sottobosco.




CASSETTA NIDO DELL'ALLOCCO


Su alcuni alberi si notano nidi artificiali. In questo caso si tratta di un grosso nido collocato dai volontari della Lipu per favorire la nidificazione degli allocchi (Strix aluco).


POZZA TEMPORANEA


Lungo il sentiero abbiamo incontrato una pozza temporanea (detta Pozza dei girini) particolarmente importante in quanto luogo di riproduzione degli anfibi che qui depositano le loro uova.

L'ALBERO DEL PICCHIO


Un vecchio albero morto presenta, nella parte apicale, alcuni fori pressoché circolari, segno distintivo della presenza del picchio.

IL MAESTOSO CARPINO BIANCO


Un maestoso carpino bianco (Carpinus betulus) accoglie sotto i rami ombrosi i visitatori.


AREA UMIDA E CAPANNO DI AVVISTAMENTO


Presso l'area umida della riserva sono presenti due strutture di osservazione dell'avifauna, una in questo momento chiusa al pubblico, l'altra (nella foto) è stata recentemente oggetto di vandalismo.



Nell'area umida trovano rifugio diversi anatidi come la Marzaiola, il Tuffetto, la Gallinella d'acqua, la Folaga ed il Germano reale. Nei periodi di migrazione si sono osservati il Tarabusino e la Cannaiola.



LA TANA DELLA VOLPE


Sulla strada del ritorno, dopo aver eseguito una breve deviazione dal sentiero, la guida ci ha fatto osservare una tana abbandonata, probabilmente rifugio di una volpe.

LA PIANTA DELL'OASI


L'Oasi di estende su una superficie di circa 100 ettari ed è solcata da sentieri ciclabili ed altri solo pedonali.

La guida del Parco, completa di piantina, è disponibile presso il Centro Visite dell'Oasi.

La prossima visita all'Oasi Lipu di Cesano Maderno è stata programmata per domenica 19 luglio 2020, ulteriori informazioni cliccando qui.

Seveso 10 luglio 1976-2020. La memoria e il presente. Laura Conti, l'ambientalismo, il rischio diossina e la Pedemontana


a cura di Sinistra e Ambiente Meda

A 44 anni dal disastro della diossina TCDD fuoriuscita dall'ICMESA, una videoconferenza è stata organizzata e proposta dal circolo di Legambiente di Seveso per ricordare il pensiero di Laura Conti, la Memoria e il tempo presente.

Hanno relazionato le docenti universitarie Laura Centemeri (Università di Marsiglia), Monica Seger (Università William&Mary, Virginia) e Mariateresa Muraca (Università degli Studi di Verona), insieme a Luana Zanella (Esecutivo Federazione Verdi Italiani), Damiano di Simine (primo presidente del circolo Legambiente “Laura Conti” di Seveso) e Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente di Meda).

Laura Conti partigiana, medico, ambientalista, politica e scrittrice, ha legato la sua storia e il suo agire alla drammatica vicenda del 10 luglio 1976 ove, la fuoriuscita di diossina TCDD dall'ICMESA di Meda contaminò vaste porzioni del nostro territorio. Le analisi, le ricerche e le pubblicazioni di Laura Conti sono state base e ispirazione per la consapevolezza e per le pratiche e le azioni ambientaliste per un Sapere diffuso che continuiamo a perseguire.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, ha partecipato tra i relatori alla videoconferenza del 10 luglio 2020 proponendo la continuità tra la Memoria, gli scritti e i lavori di Laura Conti sull'ambiente e lo sviluppo insostenibile con il tempo presente. Un presente dove ancora, in nome dello sviluppo ad ogni costo e del profitto, si vogliono esporre nuovamente cittadini e cittadine al rischio diossina, realizzando un'autostrada laddove il suolo risulta ancora contaminato dalla Diossina TCDD del 1976.
Sotto le slide su cui abbiamo impostato il nostro intervento.


Vi proponiamo inoltre un contributo interessante di Massimiliano Fratter, cittadino di Seveso e storico che su quel periodo e sulle cause del disastro ha elaborato molto materiale documentale scrivendo anche un libro.


SEVESO, QUANDO LA STORIA NON INSEGNA

C'ero. Ero un bambino in quel “caldo sabato di luglio” del 1976.

Un altro secolo. Un'altra storia. Forse. E ho tre ricordi nitidi. Il giorno dell'incidente con il fischio - durato alcuni secondi - e l'odore. Insopportabile. E che inquinò l'aria per alcune ore, almeno fino a sera.

Il secondo frammento risale a 10 giorni dopo, quando la notizia della fuoriuscita della nube tossica dall'Icmesa è ormai di dominio pubblico e i miei genitori decidono di “evacuarmi” (la mia famiglia non dovette lasciare la casa) e mi portano dagli zii a Meda (!) ma a nord della fabbrica che si trovava proprio al confine tra i due paesi.

Il vento, al momento della rottura del disco di sicurezza (sicurezza di chi??) del reparto “B” soffiava in direzione sud, sud-est. La zona dove abitavano i miei zii non era stata colpita. O, almeno, non il 10 luglio 1976 perché l'Icmesa produceva e inquinava dal 1948 (i lavori di costruzione dello stabilimento erano terminati un anno prima) e non c'erano all'interno dei suoi obsoleti impianti tecnici ventilatori che potessero dirigere gli inquinanti da Meda verso Seveso. Perché farlo poi?

C'era il fiume dove scaricare tutto quello che era possibile scaricare e alle lamentele della popolazione o delle autorità si rispondeva, spesso, con il denaro o con la minaccia dei licenziamenti. E il posto di lavoro era “sacro” nell'Italia post seconda guerra mondiale, nell'Italia degli anni '50. Nell'Italia del boom economico. Oggi.

In fondo quando morivano le pecore o gli animali si pagava e di tosse non è mai morto nessuno. Questi italiani! Sempre pronti alla lamentela invece di ringraziare chi aveva portato denaro e benessere! E comunque all'Icmesa non si inquinava! Parola di Givaudan Hoffman La Roche! Proprietari che vivevano in Svizzera.

Dove ordine e pulizia sono valori Sacri. E per gli ansiosi da presunto inquinamento c'era sempre il Valium (marchio registrato!) perché Hoffman la Roche teneva (e tiene ancora!) alla salute. E al profitto.

L'ultimo mio ricordo è legato al periodo successivo e che non può essere collocato in un periodo preciso. Almeno nella mia mente. Un ricordo fatto di divise e tute.

Erano quelle dei soldati chiamati a pattugliare la zona più contaminata, la “famigerata” zona A (c'era poi una zona B – non evacuata – e una zona di Rispetto, con tracce minori di diossina. Io vivevo in quest'ultima area ed ero “rispettato” quindi!). E quelle degli addetti alla bonifica.

Crescevo e loro erano lì, parte integrante del mio, del nostro, quotidiano e raccontavano, evidenziavano, una normalità “altra”. Durata, complessivamente, quasi 10 anni e che via via cercava di riportare la città ad una vita normale con la fine dei lavori di bonifica che terminano con la nascita del Bosco delle Querce, avvenuta nel 1983 e i lavori di costruzione del parco terminati tre anni dopo, nel 1986.

Sono rimasto. E, poco più ventenne, siamo all'inizio degli anni '90 dell'altro secolo, incontro un piccolo gruppo di donne e uomini che hanno deciso di impegnarsi per il bene della Città “adottando” un'area degradata, il Fosso del Ronchetto.  7,5 ettari lontani dal Bosco delle Querce ma che rappresentano il desiderio di prendersi cura della città dove vivono. Seveso, appunto. Sono le socie e i soci del locale circolo di Legambiente, dedicato a Laura Conti, medica e all'epoca dell'incidente consigliera regionale in Lombardia e molto vicina alla Comunità.

Lei che arriva da Milano per cercare di comprendere. Per aiutare. Per proporre. Amata da  pochi. Avversata da molti. Lei, donna dalle posizioni forti e dalle parole chiare su molti temi che la democristiana Brianza bianca non vuole ascoltare. Di cui non si deve parlare. Meglio tacere. E lasciar passare il tempo.

E dimenticare: “Un anniversario da dimenticare”. Così “Il Cittadino”, il settimanale locale cattolico più letto all'epoca, ricordava il ventesimo anniversario dell'incidente, il 10 luglio 1996. Le amiche e gli amici del Circolo sostengono invece che la rielaborazione di ciò che è accaduto nel 1976 e le sue conseguenze è un opportunità di crescita e di cura di una Comunità ancora dolente.

Nonostante la voglia di rimozione. Crediamo, perché anch'io mi iscrivo a Legambiente, che la Storia sia uno strumento di sollievo e alla fine del secolo iniziamo ad elaborare un progetto che diverrà poi la colonna portante di un percorso durato più di 15 anni. Nasce il “Ponte della Memoria”. Iniziamo a ricostruire l'archivio sociale della “vicenda Seveso”. Ascoltiamo storie. Raccogliamo storie. Raccontiamo la Storia.

Entriamo al Bosco delle Querce. Il parco è aperto al pubblico dal 1996 ma quasi nessuno lo frequenta. All'inaugurazione l'allora presidente regionale Roberto Formigoni parla davanti al deserto (tranne le cosiddette Autorità e pochi obbligati non c'è praticamente anima viva).
 Il parco è una sorta di “non luogo”. Io stesso che abito a poche centinaia di metri dall'ingresso non ci sono mai entrato.

Con il “Ponte della Memoria” inizia un percorso di rielaborazione e riappropriazione che porterà alla vera e propria apertura del Bosco nel 2004, quando, davanti a centinaia di sevesine e sevesini (durante la giornata poi continuo fu l'afflusso per visitare il percorso appena aperto), viene inaugurato il percorso della Memoria all'interno del parco, undici pannelli per non dimenticare. E sono  tante le persone che negli anni donano all'Archivio i propri documenti. Le scuole iniziano a chiedere di essere accompagnate al Bosco per conoscere. E il progetto trova il sostegno istituzionale del Comune di Seveso e della Fondazione Lombardia per l'Ambiente, la Fondazione nata nel 1986 proprio per valorizzare l'esperienza di Seveso e che, per la prima volta, sostiene economicamente un progetto per la Comunità. Meglio tardi che mai. 

Oggi, dopo tanti anni dedicati allo studio e alla valorizzazione della Storia della mia città, sono “lontano”.

Non racconto più Seveso. E nemmeno il Bosco delle Querce. Altri, se vorranno, potranno continuare. Non può esistere una narrazione esclusivamente individuale di una Memoria collettiva. E nemmeno una sorta di unica “voce ufficiale”.

Certamente c'è, a Seveso, ancora molto lavoro da fare affinché quanto seminato con il Ponte della Memoria continui a dare buoni frutti.

Da coltivare e per compiere, finalmente, altri passi in avanti e senza omertà o silenzi rispetto anche agli angoli meno chiari della vicenda.

O a quelli, volontariamente, taciuti anche dal sottoscritto – all'epoca responsabile del Progetto - perché non si dovevano alterare alcuni equilibri “sensibili”. Il Ponte era sostenuto dal Comune. Dalla Fondazione. La Brianza ha cambiato colore  ma è solo un'apparenza perché nella propria intimità è sempre rimasta Bianca. Cattolica. Reazionaria.  Ed è meglio non stimolare nervi ancora scoperti come i risarcimenti o l'aborto (nel 1976 in Italia l'aborto non era ancora legale ma nella Bianca Seveso furono autorizzati gli aborti “a scopo terapeutico” con le donne che sceglievano questa strada sottoposte ad un vero e proprio processo, quasi una tortura. Senza possibilità di assoluzione.).
Tutto è Passato. Andiamo avanti. Fino ad un certo punto perché il processo di pacificazione non troverà pieno compimento fino a quando non si deciderà di saturare tutte le ferite. Senza tacere. Con i contributi di tutti. Di tutte.

Senza dimenticare il pericolo che, silenziosamente, incombe sulla Comunità: quello di un'autostrada che vorrebbe passare dove oggi c'è il Bosco delle Querce.

Sbancare i terreni mai bonificati. Quelli un tempo classificati in “Zona B” e dove, sotto, si trova la cancerogena diossina. Riportare a Seveso le tute bianche visto che all'interno del cantiere si dovrà operare in sicurezza.

Quando scrivo queste righe (giugno 2020) ci sono il progetto definitivo e la volontà politica di Regione Lombardia ma, per fortuna, non ci sono ancora i fondi. 

E, nel frattempo,  osservo il mio territorio dove, nel bene e nel male, ci sono le mie radici. 
La mia vita. E sono preoccupato. E mi chiedo se tutto quello che abbiamo costruito negli anni sia stato utile perché, se dovesse concretizzarsi lo scenario devastante dell'autostrada Pedemontana Lombarda, dovremo rivivere la Storia.

Calerà il buio. Tornerà per noi l'incubo. E sarà una tragedia. Tutta italiana questa volta.

Massimiliano Fratter, autore del libro "Memorie sotto il bosco"

Alleghiamo anche i link a documenti di riferimento ripresi e citati durante la videoconferenza.

Qui il documento sull'intitolazione del circolo Legambiente di Seveso a Laura Conti

Qui l'articolo di "L’ambientalismo operaio visto da Seveso" di Laura Centemeri sulle lotte a Seveso per il Sapere diffuso.

Qui il lavoro di Mariateresa Muraca su Laura Conti.