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giovedì 14 marzo 2024

Meda. Festa dell'albero in fiore con il WWF


In occasione dell'evento "Earth Hour - L'Ora della Terra 2024", denominato "+Azioni -CO2: Diamo un futuro al nostro futuro!", il WWF Lombardia e il WWF Insubria coordinano la celebrazione della "Festa dell'albero in fiore - Festa di primavera", programmata a Meda (MB) per il 23 marzo 2024 a partire dalle ore 12.

L'evento prevede un significativo momento di impegno ambientale con la piantumazione di castagni per il Futuro Frutteto Didattico presso il Giardino delle Scuole Diaz a Meda. Grazie al supporto di ERSAF, sono state ottenute altre 100 piccole querce farnia, le quali si aggiungono alle 200 precedentemente piantumate lo scorso novembre nelle Oasi WWF del Caloggio e Fontanili di Bollate, nonché del Fosso del Ronchetto. In aggiunta, saranno piantumati 15 piccoli castagni durante la "Festa di Primavera" nel giardino delle Scuole di Meda. Quest'ultima è la stessa sede che ha ospitato la Festa dell'Albero lo scorso 27 novembre, durante la quale sono state piantumate 100 farnie e 60 arbusti con la partecipazione attiva degli alunni delle Scuole, in collaborazione con il Comune di Meda, la Direzione Scolastica Plesso Diaz, la Cooperativa La Brughiera, il Circolo XX Settembre e il Comitato Parco Groane-Brughiera. Questa iniziativa rappresenta un passo concreto per contribuire a garantire un futuro sostenibile.

L'importanza della natura nel contesto della vita quotidiana e nella lotta al cambiamento climatico è un tema centrale. Ogni azione intrapresa riveste un ruolo fondamentale per partecipare attivamente alla lotta contro la crisi climatica, contribuendo così a preservare il nostro Pianeta e la salute delle generazioni future. L'appello è rivolto a tutti coloro che desiderano unirsi a questa iniziativa e dedicare un'ora del proprio tempo per il bene del Pianeta. Earth Hour rappresenta un evento senza confini, che unisce persone in tutto il mondo con l'obiettivo comune di affrontare la sfida climatica e celebrare la bellezza della Terra. Invita a riflettere sull'importanza delle scelte individuali per la salvaguardia della natura e nella lotta alla crisi climatica.

martedì 12 marzo 2024

Incremento record di soci e donatori per il WWF Insubria

Visita guidata all'Oasi WWF del Bassone (CO)

Nel corso di un comunicato rilasciato recentemente il WWF Lombardia ha condiviso i risultati raggiunti dall'organizzazione ambientalista nell'anno 2023: "Nonostante alcune vicende che hanno reso più faticoso il nostro lavoro, in Lombardia abbiamo l'8% di soci ordinari in più a dicembre 2023 rispetto a dicembre 2022. Eravamo 12.654, ora siamo 13.488, a cui si aggiungono un numero simile di donatori! Questi numeri evidenziano il successo delle strategie implementate dal WWF Lombardia. L'aumento significativo del numero di soci e donatori indica un crescente interesse e consapevolezza nei confronti delle iniziative ecologiche promosse dall'organizzazione".

In particolare, il WWF Insubria ha dimostrato un risultato ancora migliore, registrando un aumento del 10% complessivo e addirittura del 25% in provincia di Varese: "Ed in Insubria andiamo anche meglio con un +10%, e a Varese un incredibile +25%! Attualmente, i numeri parlano da soli e sono motivo di grande orgoglio per tutti coloro che lavorano instancabilmente per la tutela dell'ambiente."

Ecco un confronto dei dati del WWF Insubria tra il 2023 e il 2022:

Como:

  • 2023: 756 soci
  • 2022: 702 soci

Monza e Brianza:

  • 2023: 1.211 soci
  • 2022: 1.172 soci

Milano:

  • 2023: 6.082 soci
  • 2022: 5.600 soci

Sondrio:

  • 2023: 115 soci
  • 2022: 107 soci

Varese:

  • 2023: 1.138 soci
  • 2022: 903 soci

mercoledì 27 dicembre 2023

Record di partecipazione per il WWF Insubria nel 2023!


Il un comunicato il WWF Insubria ha espresso grande soddisfazione per i risultati raggiunti nel corso del 2023, grazie all'impegno e alla partecipazione senza precedenti di cittadini, soci e volontari.

Maurizio Borghi, Presidente dell'OA WWF Insubria, ha detto: "I numeri parlano chiaro:

  • 8000 Soci: Un numero record di persone si è unita alla causa, contribuendo con il loro sostegno e diventando parte integrante della famiglia ambientalista.
  • Centinaia di volontari e attivisti: Un esercito di volontari e attivisti ha dedicato il proprio tempo e la propria energia in decine di operazioni ambientali. La passione e la dedizione di ognuno sono stati pilastri fondamentali per il successo delle iniziative.
  • Operazioni di pulizia, manutenzione e riforestazione: Sono state realizzate con successo numerose operazioni di pulizia in città, di manutenzione nelle aree protette e di riforestazione in Oasi naturali come il Bassone-Torbiere di Albate, il Fosso del Ronchetto di Seveso e il Caloggio di Bollate."

Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia ha aggiunto: "Questi risultati eccezionali sono il frutto del lavoro di squadra, della collaborazione e della passione dei soci e dei volontari. Grazie alla dedizione di tutti, sono stati fatti progressi significativi nella tutela dell'ambiente e nella promozione di uno stile di vita sostenibile. Auguriamo a tutti un meraviglioso 2024, pieno di nuove opportunità, successi e realizzazioni ancora più straordinarie! La continua partecipazione è fondamentale per costruire un futuro migliore per il nostro pianeta. Grazie e avanti con entusiasmo e determinazione!"

domenica 17 dicembre 2023

Pedemontana e WWF Lombardia: coerenza o mancanza di visione?


Il post dedicato al Convegno di Pedemontana tenutosi a Meda venerdì 15 dicembre 2023 (leggi qui) è stato ripreso da altri siti ed è stato oggetto di numerosi commenti. In particolare, la posizione espressa da Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, in un'intervista al TGR Lombardia ha suscitato discussione. Al fine di evitare fraintendimenti, riportiamo la trascrizione esatta di quanto detto:

Giornalista: "Tra le associazioni ambientaliste, il WWF chiede maggiore coinvolgimento."
Gianni Del Pero: "Ci siamo proposti come associazioni ambientaliste per un controllo, un presidio territoriale che consenta di realizzare l'opera con il miglior impatto possibile sul consumo di suolo e i rischi sanitari legati alla diossina."



La dichiarazione di Gianni Del Pero è stata letta, da noi e da molti altri, come un cambio di posizione del WWF rispetto a Pedemontana: un atteggiamento di collaborazione anziché di opposizione. Del Pero ha ironicamente ribattuto riprendendo il titolo del nostro post, "che sorprendentemente il WWF non aveva cambiato posizione", citando un documento del 2009 di "Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile":

"CONTENIMENTO IMPATTO AMBIENTALE. Sia operato ogni sforzo in fase di progettazione esecutiva per ridurre l’impatto ambientale dell’opera, mitigandone l’impatto e la percezione, riducendo i carichi di traffico forzato indotti dalle opere accessorie all’interno dei comuni attraversati, evitando lo sviluppo edilizio intensivo attorno alla nuova viabilità in quanto fattore non più sostenibile di sfruttamento del territorio. Diventando inoltre fonte di coordinamento con quei Comuni che hanno espresso criticità rispetto agli elaborati progettuali per le pesanti ricadute causate, tenendo in considerazione tali richieste per una riformulazione progettuale - (si chiede lo stralcio dal progetto dell'attraversamento delle zone A e B della diossina..."


Riguardo all'affermazione di Del Pero sul "sorprendente" mantenimento della posizione del WWF rispetto al comunicato stampa del 2009 di Insieme in Rete, abbiamo esaminato attentamente le dichiarazioni fatte al TGR e il comunicato stampa, e non sembrano esprimere le stesse opinioni.
Inoltre, sono passati 14 anni e le condizioni sono cambiate. Ora si parla di REALIZZARE e non di PROGETTARE. In questi 14 anni, Pedemontana ha dimostrato più di una volta di non considerare le istanze delle comunità locali e il rispetto dell'ambiente. Non a caso, nel nostro precedente post, avevamo citato la devastazione del Bosco della Moronera e la mancata realizzazione delle compensazioni ambientali. Quindi, di fronte a 14 anni di cambiamenti, mantenere la stessa posizione non è dimostrazione di coerenza ma di mancanza di visione. Tuttavia, desideriamo sottolineare che la posizione del WWF potrebbe essere stata malinterpretata, e se così fosse, il Presidente del WWF Lombardia è incoraggiato a fornire chiarimenti.

martedì 31 ottobre 2023

Proposte concrete per contrastare il consumo di suolo

Vista aerea della Provincia di Monza e Brianza; la più cementificata d'Italia

In un articolo scritto da Paolo Pileri, docente di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano, emerge un quadro allarmante riguardo all'uso del suolo in Italia. L'autore evidenzia un'enorme quantità di edifici non utilizzati, basandosi su dati dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dell'Istituto nazionale di statistica (Istat).

L'analisi rivela che in Italia esistono 248,7 chilometri quadrati di edifici abbandonati, una superficie tre volte più grande della città di Torino. Questa scoperta diventa ancora più significativa quando si considera il consumo di suolo annuo regionale del 2022. In media, ogni regione italiana ha a disposizione una vasta area edificabile che potrebbe evitare il consumo di suolo per un periodo che varia da 1,6 anni in Trentino-Alto Adige, a 3,2 anni in Lombardia, fino ad arrivare ai 17,8 anni in Calabria.

L'autore sostiene che gran parte di questi edifici potrebbe essere recuperata e sfruttata per ridurre il consumo di suolo, riducendo l'impatto ambientale e le spese pubbliche per nuove infrastrutture. Tuttavia, la decisione finale spetta ai politici e agli urbanisti, che devono decidere se privilegiare il cemento facile o promuovere il recupero dell'edificato esistente.

Paolo Pileri propone un piano d'azione, che comprende l'aggiornamento dei dati sugli edifici non utilizzati e l'approvazione di una legge per fermare il consumo di suolo. Questa proposta mira a spingere il mercato a guardare al patrimonio edilizio esistente anziché alla costruzione su terreni vergini. L'autore enfatizza che il silenzio o il dissenso non sono accettabili senza argomentazioni valide, e che è necessario affrontare con urgenza il problema del consumo di suolo in Italia.

Il testo originale dell'articolo scritto da Paolo Pileri è stato pubblicato il 27 ottobre 2023 su Altreconomia. Per leggerlo cliccare qui.

venerdì 27 gennaio 2023

Legambiente Lombardia: "I laghi sono allo stremo. Nel 2023, senza precipitazioni, la crisi idrica sarà durissima"


Il 2023 comincia con i grandi laghi prealpini tutti semivuoti, e questa è una pessima premessa per l’annata agraria che verrà, per gli agricoltori come per tutti gli utilizzatori della risorsa idrica lombarda, a partire dagli energetici.
I cinque grandi laghi che orlano l’arco prealpino lombardo costituiscono, infatti, un immenso serbatoio idrico utilizzato soprattutto per usi irrigui, grazie alle grandi opere di sbarramento degli emissari che ne regolano i deflussi, consentendo di stoccare un volume complessivo di 1,3 miliardi di metri cubi di acqua. L’acqua però scarseggia negli immissari e, per quanto gli enti regolatori si stiano già sforzando di limitare i deflussi, gli invasi sono vuoti per tre quarti: secondo i dati pubblicati dal servizio idrologico di ARPA Lombardia, infatti, il volume di acqua invasata, e quindi effettivamente utilizzabile per far fronte ai fabbisogni, è pari a circa 350 milioni di metri cubi, quando un anno fa, dopo un inizio inverno anche allora avaro di precipitazioni, c’erano comunque circa 200 milioni di mc di acqua in più nei grandi laghi. Purtroppo le prospettive, almeno per il momento, appaiono pessime: non solo il meteo non offre previsioni di precipitazioni importanti, ma anche i serbatoi che sovrastano i grandi laghi sono in pessima salute. In rapporto alle medie degli ultimi 15 anni, nei bacini idroelettrici alpini manca oltre il 25% dell’acqua normalmente presente in questa stagione, e anche la neve scarseggia: secondo i modelli di ARPA, in montagna manca l’equivalente sotto forma di neve di 700 milioni di mc di acqua, ovvero oltre il 40% della neve che si dovrebbe trovare sulle Alpi in questa stagione.


Quest’anno ad essere in sofferenza è anche il Garda, che nella siccità dell’anno scorso poté intervenire a soccorso delle portate del Po per impedire che andasse completamente in asciutta, mentre gli altri affluenti venivano letteralmente ‘tirati a secco’ per alimentare le reti irrigue. La provvista idrica del Garda nel 2023 non sarà disponibile, e quindi in caso di siccità si potrà prelevare molta meno acqua dagli altri fiumi, Ticino, Adda e Oglio in particolare, a meno di scegliere di desertificare il Polesine.

“Diciamo subito che non vogliamo guerre dell’acqua a spese dei fiumi. E questo non soltanto per difendere la biodiversità acquatica, ma anche perché eccessivi prelievi idrici da monte comporterebbero un danno gravissimo per gli utilizzatori di valle, e una espansione smisurata del cuneo salino che comprometterebbe la fertilità di centinaia di migliaia di ettari coltivati lungo il tratto terminale del corso del Po – dichiara Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia – L’agricoltura lombarda deve fare affidamento su risorse idriche sempre più limitate e incerte, perché ormai il cambiamento climatico è tra noi, e non ci abbandonerà per qualche secolo”.


Legambiente è anche molto perplessa sulle soluzioni ingegneristiche che si prospettano e che dovrebbero attingere dalle risorse economiche del PNRR. Si tratterebbe di realizzare una miriade di laghetti per trattenere acque piovane da redistribuire nel momento del bisogno. “Per quanti laghetti si possano fare in Lombardia, si tratterebbe di volumi irrisori in rapporto ai miliardi di mc degli invasi già presenti. In Lombardia non mancano i volumi di invaso, ma l’acqua con cui riempirli! Occorre avere il coraggio di affrontare un cambiamento profondo dell’agricoltura, non solo modificando le tecniche irrigue, ma soprattutto gli ordinamenti colturali. Non si può pensare di affrontare il cambiamento climatico senza cambiare le colture, anche se ciò significherà ridimensionare le produzioni che afferiscono alla filiera zootecnica” conclude Di Simine.

venerdì 23 dicembre 2022

WWF Lombardia e Insubria aderiscono alla campagna di monitoraggio del biossido di azoto

Il WWF Lombardia, con WWF Insubria e WWF Varese Insubria, partecipa alla campagna di monitoraggio: NO2? NO Grazie! promossa da Cittadini per l'Aria onlus nell'area metropolitana di Milano.

Gianni Del Pero, presidente del WWF Lombardia ci ha detto: "Noi ci occuperemo, oltre che dell'area metropolitana di Milano, delle direttrici Comasina-Canturina e Sempione."

Le mappe realizzate con i dati della campagna 2020 hanno restituito dati molto preoccupanti sull’aria di Milano e Roma. I dati sono uno strumento formidabile per sostenere il cambiamento, responsabilizzare e spingere le istituzioni ad agire ed ottenere nuove misure, fra le quali le strade scolastiche, e città con una migliore qualità dell’aria.


Info: www.cittadiniperlaria.org

mercoledì 23 marzo 2022

WWF Lombardia: il PTCP di Como va rivisto, in particolare sul tema delle infrastrutture. Va sostenuta la mobilità sostenibile e fermata la costruzione di strade nei parchi!


 

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato alcuni interventi riguardanti le osservazioni che le associazioni ambientaliste presenti sul territorio hanno presentato al PTCP della Provincia di Como (cliccare qui e qui).

Sull'argomento è intervenuto anche Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, che ci ha detto: "Abbiamo chiesto all'Amministrazione provinciale comasca di rivedere l'impostazione del piano, in particolare sul tema delle infrastrutture".

Il Piano provinciale, infatti, equipara impropriamente il settore stradale a quello ferroviario: "nonostante gli interventi realizzati, presenta ancora ritardi consistenti in termini di efficienza e garanzia degli spostamenti e condiziona in modo significativo non il livello di competitività del sistema economico in ambito Regionale ed internazionale e le normali relazioni sociali".

Gianni Del Pero ha così proseguito: "La mancanza di riferimenti espliciti al PNRR ed alle sue finalità conferma questa nostra valutazione che viene rafforzata nel non avere individuato le azioni di sostegno reale alla mobilità sostenibili quale perno della pianificazione provinciale. Ciclovie, percorsi ciclopedonali per attività ricreativa, reti ciclabili urbane e sovracomunali per la fruizione anche per attività lavorative e sociali, con definizione e valorizzazione della rete sentieristica. Potenziamento reale del trasporto pubblico in particolare su ferro, individuando connessioni intermodali. Elettrificazione dei sistemi energetici e incentivi verso l’idrogeno. Sono queste le linee d’azione che ci aspettiamo di vedere nella nuova formulazione dell’aggiornamento del piano che deve, al contrario, abbandonare il sostegno e le previsioni di nuova viabilità stradale che aggraverebbero ulteriormente le condizioni di stress per il progressivo e ingiustificato incremento esponenziale di poli commerciali di media dimensione che innescano traffico a decremento della qualità della vita dei cittadini comaschi.
In particolare consideriamo inaccoglibile la riproposizione della cosiddetta “Canturina Bis” con le sue ipotetiche varianti, e della sua appendice “Tangenzialina Ovest” di Mariano, prospettate addirittura, e irrispettosamente, all’interno del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera".

domenica 17 maggio 2020

Il WWF Lombardia chiede nuove indagini ambientali sull'area ex-tessitura Schiatti di Lentate sul Seveso


Il WWF Lombardia, dopo avere coinvolto le Associazioni Ambientaliste del Territorio riunite nell'Osservatorio PTCP Monza Brianza, con le quali ha presentato una serie di Osservazioni al programma integrato dell’area Schiatti di Lentate, ha presentato una propria specifica osservazione tecnica con la richiesta di sospensione del procedimento e di ritiro dello stesso PII avendo riscontrato gravi carenze nelle indagini ambientali effettuate.

Le attività svolte nell’Ex-tessitura Schiatti, in particolare nel reparto tintoria, richiedevano l’utilizzo di sostanze pericolose, coloranti e prodotti chimici gestiti senza le cautele che oggi sono richieste. Reflui delle lavorazioni e rifiuti prodotti hanno per decenni compromesso la qualità dei terreni e della falda della zona. I parametri rappresentativi di queste sostanze pericolose non sono stati ricercati nelle indagini effettuate in particolare proprio al di sotto dei reparti “a rischio” e soprattutto nessuna indagine è stata effettuata per conoscere la qualità delle acque di falda.

Non è stato analizzato il terreno sottostante le “caldaie”, nei pressi di serbatoi interrati, il magazzino e i locali tecnici in pertinenza al reparto tintoria e lo stesso reparto non è stato adeguatamente caratterizzato.


Per quanto sopra indicato il WWF ha chiesto  la sospensione dell’approvazione del PII, in attesa della effettuazione delle indagini mancanti da svolgere sotto il controllo di ARPA, o più correttamente il ritiro del medesimo Programma in attesa di un nuovo elaborato progettuale che tenga conto delle risultanze di una indagine ambientale preliminare estesa ai centri di rischio non caratterizzati indicati ai fini dell’accertamento della qualità ambientale di terreni e della falda in conformità ai valori ammessi dal Decreto Lgs. 152/06.

martedì 5 maggio 2020

Manifesto per un futuro sostenibile in Lombardia al tempo del Covid 19


Un manifesto per un futuro sostenibile in Lombardia, da sostenere anche attraverso una petizione su change.org: è quello che chiedono Legambiente, WWF ed Italia Nostra. Tre associazioni che si sono unite in un appello, perchè lo slogan della quarantena, "andrà tutto bene" si potrà concretizzare solo se non sarà tutto come prima, se verranno adottate politiche più green, a partire da un rapporto più equilibrato di reciprocità tra ambiente e umani. Misure concrete, come investire nella scuola e nella sanità pubblica e territoriale, incentivare l'agricoltura e l'allevamento biologico, tutelare la biodiversità, investire nei beni culturali e nel paesaggio, realizzare una vera riconversione energetica e molto altro.

"L'emergenza Coronavirus ci ha insegnato che è necessaria una riflessione sul modello di sviluppo fin qui adottato e questo riteniamo sia il momento propizio per cambiare rotta
- si legge nel manifesto - Massicci investimenti verranno mobilitati per contrastare la forte crisi che succederà alla pandemia, un flusso di risorse economiche verrà messo in disponibilità a singoli, società, aziende ed enti pubblici. Queste ingenti risorse, che serviranno per la ripresa, non dovranno essere utilizzate per far crescere ancora i consumi, gli sprechi e la distruzione di risorse naturali e società umane col conseguente incremento di squilibri e nuove criticità ambientali".

SCARICA IL MANIFESTO COMPLETO

Firma la petizione

Serena Longaretti - Italia Nostra Lombardia
Gianni Del Pero  - WWF Lombardia
Barbara Meggetto - Legambiente Lombardia

domenica 22 marzo 2020

Legambiente Lombardia: "le riduzioni delle polveri sottili riscontrate dall’inizio del periodo di emergenza Covid-19 sono coerentemente riferibili alla riduzione del traffico"

Lo smog nella Pianura Padana, in una foto satellitare del 2005 © Nasa
Fact checking a cura di LEGAMBIENTE LOMBARDIA

Riduzione di inquinanti (PM10) nel periodo di applicazione in Lombardia delle misure straordinarie legate all’epidemia di Covid-19.

Le misure progressivamente più severe di limitazione della mobilità e delle attività al fine di contenere il dilagare epidemico da Covid-19 hanno sicuramente portato a effetti benefici sulla qualità dell’aria in Pianura Padana, su cui però le comunicazioni sono state spesso discordanti e contraddittorie, ‘tirate’ per sostenere tesi sul maggiore o minor contributo inquinante della specifica fonte emissiva e spesso corroborate da suggestive immagini satellitari che ‘svelavano’ effetti di riduzione degli inquinanti che in realtà sono governati, se osservati per brevi periodi, in maniera prevalente dalla forzante meteorologica.

Per cercare di fare chiarezza, occorre valutare le variazioni su archi temporali sufficienti lunghi per ‘appiattire’ gli effetti legati alla variabilità meteo (elevata specialmente nelle fasi di successione stagionale, quale quella in corso), e operare un confronto con condizioni di periodi di calendario sovrapponibili in annate precedenti e recenti (per limitare il fattore di deriva legato ai trend emissivi, ovvero evitare il confronto con periodi in cui composizione e quantità delle emissioni erano fortemente diverse da quelle attuali). Abbiamo operato un confronto sui dati delle centraline ARPA Lombardia dei capoluoghi delle province lombarde, confrontando i dati raccolti nel periodo 20 febbraio-19 marzo 2020 con gli analoghi (19 febbraio-20 marzo, un giorno in più per tener conto dell’annualità bisestile) del 2017, 18 e 19.


Il dato che emerge è che in tutti i capoluoghi lombardi la qualità dell’aria, per l’indicatore PM10, è decisamente migliore, nel periodo considerato di quest’anno, rispetto al dato degli anni precedenti, con livelli medi decisamente più alti (33-35 microg/mc) per i capoluoghi della ‘bassa zootecnica’ (CR, MN, LO), rispetto ai capoluoghi della fascia pedemontana (BG, VA, LC, SO, valori tra 19 e 28 microg/mc), ma in tutti i casi con dati medi del periodo ampiamente inferiori alla soglia di legge(40 microg/mc) per il dato medio annuo. La riduzione rispetto al dato medio del periodo è più forte per i capoluoghi pedemontani (-27 / -34%) rispetto a quella osservata per i capoluoghi della ‘bassa’ zootecnica (-16 / -23%).

Si tratta di dati che hanno una forte coerenza rispetto a quanto si sarebbe potuto attendere con la riduzione del traffico legata alle misure di emergenza, oltre che con una moderata riduzione delle emissioni da riscaldamento domestico (incluso quello da combustione di legna o simili) legata prevalentemente alle temperature più miti della media stagionale lungo l’arco del periodo. Un modello visualmente efficace per correlare le fonti con l’entità delle emissioni è quello sviluppato da ARPA Emilia Romagna (fig) nell’ambito del progetto life PREPAIR, che mette in evidenza il ruolo oggi largamente prevalente del particolato di origine secondaria (cioè formato in atmosfera a partire da precursori), costituito da sali d’ammonio (solfati e nitrati), in cui l’ammoniaca gassosa che origina da emissioni di origine zootecnica reagisce con l’umidità atmosferica e i gas da emissioni di combustione (SOx e NOx) per dar luogo a microcristalli di sali sospesi.


Lo schema mostrato fornisce anche una spiegazione plausibile dei livelli più alti di polveri sottili (e dei minori abbassamenti) riscontrati nella ‘bassa zootecnica’, laddove non solo l’attività di allevamento si ritiene non significativamente interferita dall’emergenza covirus ma, anzi, in questo periodo dell’anno contribuisce maggiormente alle emissioni ammoniacali in quanto nei mesi di febbraio e marzo si effettuano gli spandimenti in campo di liquami e deiezioni impiegate come fertilizzanti per le semine primaverili.


All’attività zootecnica, eccessivamente addensata nella bassa lombarda dove si concentra circa il 40% del patrimonio zootecnico nazionale, sono anche in gran parte ascrivibili molti dei superamenti delle soglie di legge, come quello riferito da ARPA Lombardia in data 19 marzo 2020.

Concludendo, dunque, le riduzioni di inquinamento da polveri sottili, fino ad un terzo in meno delle concentrazioni medie del periodo, riscontrate dall’inizio del periodo di emergenza Covid-19 sono coerentemente riferibili in prevalenza alla riduzione delle emissioni da traffico, sia leggero che pesante, e in minor misura alla riduzione delle emissioni da riscaldamento per ragioni in larga misura indipendenti dall’emergenza Covid (è plausibile che le utenze domestiche abbiano fatto maggior ricorso all’accensione dei riscaldamenti, pur con temperature esterne miti, ma è altrettanto vero che altre utenze, ad esempio le scuole, sono state disconnesse fin dall’inizio dell’emergenza). I dati in apparente controtendenza di superamento dei livelli soglia, rilevati in occasione di fasi meteorologiche con tempo stabile e alta pressione, sono interpretabili, in larga misura, come effetti delle emissioni derivanti dalla elevatissima concentrazione dell’attività di allevamento, in particolare nella fascia della Bassa Pianura, oltre che dalle altre fonti (in primo luogo industriali e da produzione energetica) e dal traffico pesante residuo, soprattutto autostradale.

lunedì 16 marzo 2020

Coronavirus in Lombardia: rapporto tra abitanti e casi positivi

Dati 16 marzo 2020 - Fonte Regione Lombardia
Abbiamo provato a calcolare il rapporto fra contagiati e popolazione per ogni provincia della Lombardia. Come potete vedere le situazioni son ben diverse.

Lodi, Cremona e Bergamo, le più colpite, hanno un positivo ogni 243 abitanti, Monza e Brianza uno ogni 2556 abitanti.

Interessante anche il raffronto dei dati odierni con quelli di ieri.

Dati del 15 e 16 marzo 2020 - Fonte Regione Lombardia

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus/coronavirus-raccolta-fondi
(per maggiori informazioni cliccare sull'immagine)

domenica 9 febbraio 2020

Anche la Brianza coinvolta nella campagna "NO2 NO Grazie"


Il WWF Lombardia partecipa alla campagna di monitoraggio degli Ossidi di azoto "NO2 NO Grazie" promossa dai Cittadini per l'Aria onlus installando 5 campionatori passivi nell'OA WWF Insubria a Milano, Garbagnate, #Meda, Cantù e Como.


Approfondimento


NO2, No Grazie! È la campagna che coinvolge i cittadini nella misurazione di uno dei veleni più pericolosi in circolazione, il biossido di azoto, gas prodotto principalmente dai veicoli Diesel. A concentrazioni elevate, come quelle che si registrano a Milano e nell’area metropolitana durante tutto l’arco dell’anno, causa infiammazioni delle vie aeree (tosse, bronchiti, oppressione toracica e difficoltà di respirazione), e può portare al restringimento delle vie aeree polmonari, in particolare tra le persone con asma preesistente.

La prima edizione della campagna ha avuto luogo nel febbraio 2017 quando più di 200 milanesi hanno aderito al progetto di scienza partecipata acquistando i campionatori per l’aria che poi hanno posizionato davanti alla propria abitazione, negozi, uffici o davanti alla scuola dei figli.

I risultati hanno dato vita ad una mappa dei veleni di Milano che ha dimostrato una situazione molto pericolosa per chi abita in città e che pone tutti noi di fronte alla necessità di prendere provvedimenti immediati e coraggiosi. Misure che devono essere messe in atto sia dai cittadini (evitare di utilizzare l’auto in città, non acquistare un’auto diesel),  ma anche e soprattutto dalle amministrazioni comunali alle quali è stato chiesto un intervento immediato per liberare la città dai diesel.

Qualcosa si è mosso, tanto che nel gennaio 2018 il progetto di Cittadini per l’Aria è stato presentato al Sindaco Sala a Palazzo Reale durante un convegno nel corso del quale sono stati illustrati i dati della campagna 2017 con l’obiettivo di promuovere scenari possibili per una città meno inquinata.

Grazie al successo e ai risultati ottenuti, abbiamo deciso di andare oltre lanciando nel 2018 una seconda campagna che ha coinvolto oltre che Milano anche Roma, Brescia e, in modo autonomo ma che ha seguito il nostro progetto, Bologna.

[Vuoi saperne di più sul biossido d'azoto. Clicca qui]

«Le campagne quest’anno sono state due» spiega Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria. «A Milano questa nuova fase della campagna prevede un focus sull’esposizione dei bambini, proponendo ai partecipanti di “adottare” una scuola posizionando un campionatore davanti all’ingresso o in un parco giochi. A Roma e Brescia abbiamo proposto invece la prima fase della campagna, cioè quello che abbiamo fatto a Milano lo scorso anno, e cioè di posizionare i campionatori fuori dalle proprie case, scuole e luoghi di lavoro per un mese». A Roma l’iniziativa è stata realizzata insieme a Salvaiciclisti Roma, a Brescia la collaborazione è stata con Basta Veleni, mentre a Bologna Aria Pesa ha gestito in proprio l’intero progetto.

Il progetto è stato reso possibile grazie al lavoro di tutti i volontari dell’associazione, ai 700 cittadini che hanno partecipato alla campagna (e che idealmente ringraziamo a uno a uno), e alle numerose associazioni e imprese che hanno sostenuto il progetto: Patagonia Store Milano, Fondazione Imation, BioEcoGeo, Municipio 6, Retake Milano, WWF Lombardia e  WWF Insubria, Carugate in Movimento, Bene Comune Cernusco, Massa Marmocchi, Parco Nord Milano, Greenpeace (Gruppo locale Milano), Comitato la Goccia, Le Giardiniere Milano, Ciclobby, Altroconsumo

Informazioni:

giovedì 21 novembre 2019

Fridays For Future: in Lombardia è emergenza climatica e ambientale!


a cura di Fridays For Future Como

Il coordinamento di Fridays For Future Lombardia rappresentato anche dal gruppo locale di Como ha presentato nei giorni scorsi la richiesta di dichiarazione dell’emergenza climatica e ambientale agli uffici della regione. Il nostro movimento  da sempre convinto che la tutela dell’ambiente debba essere al centro dell’attuale agenda politica torna a chiedere che ogni ente all’interno delle sue competenze fissi un obiettivo di riduzione a zero delle emissioni di gas climalteranti entro il 2030, ritenendo l’obiettivo di zero emissioni nel 2050 insufficiente e incoerente con uno stato di emergenza.

Il coordinamento regionale di Fridays For Future ha individuato una serie di azioni, a titolo esemplificativo e non esaustivo, che la Regione Lombardia deve porre in essere per la lotta al cambiamento climatico.

A livello del nostro territorio chiediamo a regione Lombardia e agli enti istituzionali preposti di agire nel settore dei trasporti e della mobilità sostenibile. Per questo motivo chiediamo vengano sospesi e abbandonati i progetti del secondo lotto della tangenziale di Como. Questa, infatti,  è un’opera altamente impattante su un territorio fortemente connotato sotto il profilo paesistico. Inoltre risulterebbe essere un ennesimo incentivo alla mobilità privata, altamente inquinante.

Le soluzioni per risolvere il problema del traffico esistono già. E’ necessario che il servizio di trasporto pubblico locale venga pianificato in modo ampio su tutto il territorio, garantendo agli utenti (pendolari e non solo) di muoversi con l’uso esclusivo dei mezzi pubblici. Per questo chiediamo a regione Lombardia di investire sulla ferrovia Como – Lecco che realmente può sgravare il traffico del canturino e dell’alta Brianza. Chiediamo più corse dei treni e una pianificazione migliore dell’intermodalità tra i mezzi di trasporto per garantire collegamenti con i mezzi pubblici tra le stazioni della linea e le aree limitrofe. Ricordiamo inoltre che la linea oggi non è ancora elettrificata e l’elettrificazione della stessa consentirebbe oltre alla riduzione del carico inquinante anche il prolungamento del servizio ferroviario Tilo verso Lecco. 

Altra tematica emersa nel documento è la richiesta di fermare il consumo di suolo. Viviamo in uno tra i territori più urbanizzati d’Italia, per questo è necessario porre fine alla cementificazione del territorio. Questo processo sta portando alla perdita di servizi eco sistemici, biodiversità e ambiente naturale. Riteniamo importante che regione Lombardia si adoperi per l’azzeramento del consumo di suolo in qualsiasi suo strumento di pianificazione urbanistica. Allo stesso tempo, è necessario il recupero delle numerose aree abbandonate presenti sul territorio garantendo una riconversione del patrimonio edilizio sfitto.

Per questo torneremo in piazza a manifestare. Venerdì 22 novembre dalle ore 17.00 presidieremo davanti al palazzo di Regione Lombardia con gli attivisti e le attiviste di FFF da tutta la regione.

Link all'evento: https://www.facebook.com/events/749847155483723/

mercoledì 25 settembre 2019

Gianni Del Pero è il nuovo Presidente Delegato del WWF Lombardia

Apprendiamo con molto piacere che l'amico Gianni Del Pero è stato nominato dal Consiglio Nazionale WWF (su proposta dell'Assemblea Regionale del WWF) Presidente Delegato per il WWF Lombardia. A lui vanno le nostre congratulazioni per il nuovo incarico, che premia competenza e anni di impegno nella tutela del territorio.

Chi è Gianni Del Pero

Laureato in Scienze Geologiche nel 1983, opera nella geologia ambientale, nell’idrogeologia e nel Telerilevamento applicato alle Scienze Ambientali, anche svolgendo attività didattica presso l'Università di Milano Bicocca.

Ha svolto consulenza ambientale per conto di varie amministrazioni pubbliche ed è stato amministratore di Enti pubblici di gestione di aree protette e del settore risorse idriche.
Inciampa, da ambientalista, nella politica nel 1990 e finisce ad essere Presidente del Parco della Brughiera dal 1993 al 1995, consolidando i confini dell'area protetta e approvando il primo strumento di pianificazione e tutela.

Dal 1995 al 1999 è Presidente del Consorzio Sud Seveso Comasco per la depurazione di 11 Comuni dell'ambito Canturino e, nonostante l'inerzia politica dell'Amministrazione che lo aveva proposto al ruolo, avvia il raddoppio dell'impianto di depurazione di Carimate.

Presidente del Consorzio dell'Adda, Ente vigilato dal Ministero dell'Ambiente, dal 1999 al 2008 con la gestione della regolazione del Lago di Como impostata in nome dell'acqua "risorsa e bene pubblico".

E' stato componente della Commissione Tecnico-Scientifica della Regione Lombardia, per gli interventi in Valtellina, del Comitato Scientifico della Riserva Naturale del Lago di Montorfano, dello staff strategico di ARPA Lombardia e di altre commissioni presso Enti pubblici, in qualità di esperto in tutela ambientale.

Socio WWF dal 1980, ha collaborato con la Sezione Groane (poi Insubria) dalla sua fondazione, svolgendovi anche il Servizio Civile, e occupandosi di aree protette, rifiuti e bonifiche.