mercoledì 13 maggio 2026
Seveso 1976–2026: a Bovisio Masciago una mostra per non dimenticare
A cinquant’anni dal disastro dell’Icmesa, la Brianza torna a fare i conti con una delle pagine più drammatiche della sua storia. Dal 16 al 31 maggio, a Villa Erba Odescalchi Scotti, sarà ospitata la mostra “Seveso 1976–2026. La Brianza oltre i veleni”, promossa da Il Giorno.
L’esposizione raccoglie immagini e documenti inediti provenienti dall’archivio storico del quotidiano, offrendo uno sguardo diretto su quanto accadde nel 1976, quando una nube tossica di diossina contaminò il territorio tra Meda e Seveso, segnando profondamente comunità e ambiente.
L’inaugurazione è prevista per sabato 16 maggio alle ore 11.30. Interverranno il sindaco di Bovisio Masciago, Giovanni Sartori, il vicedirettore de Il Giorno Guido Bandera, Bruno Galimberti – già assessore a Seveso nel 1976 – e Amedeo Argiuolo, ex lavoratore Icmesa. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Monica Guzzi.
venerdì 8 maggio 2026
Salviamo l’ultima area verde di Bovisio Masciago: una scelta che riguarda tutti
Le associazioni Comunità Laudato Sì Bovisio Masciago, Altra Città Bovisio Masciago ODV e Legambiente Seregno APS hanno avviato una petizione per difendere l’ultima grande area verde ancora integra tra Bovisio Masciago e Desio. Si tratta di uno spazio prezioso, inserito nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale GruBrìa, che rappresenta uno degli ultimi corridoi ecologici tra il Parco delle Groane e il Parco della Valle del Lambro.
Oggi quest’area è minacciata da un progetto di impianto fotovoltaico a terra di grandi dimensioni (8 MW su circa 100.000 mq), previsto proprio su suolo agricolo e naturale ancora integro.
Nel cuore della Brianza ovest, tra le aree più urbanizzate d’Italia, la trasformazione di questo spazio non è una scelta marginale. Significa intervenire sull’ultima porzione di territorio libero, con effetti irreversibili sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale.
L’area interessata svolge oggi un ruolo fondamentale per la continuità ecologica e la qualità ambientale del territorio.
In un contesto già fortemente cementificato e infrastrutturato, anche la presenza di suolo agricolo residuo ha un valore essenziale. Quest’area contribuisce a:
- ridurre le temperature locali;
- migliorare la gestione delle acque meteoriche;
- contrastare l’inquinamento atmosferico;
- offrire spazi di benessere psicofisico alla popolazione.
La sua perdita comporterebbe un peggioramento concreto della vivibilità, con maggiore esposizione a caldo estremo e minore resilienza climatica.
Il tema non è l’energia rinnovabile, che è necessaria, ma la sua collocazione. La transizione energetica deve avvenire senza consumare suolo agricolo ancora integro, quando esistono alternative più sostenibili come coperture di edifici, aree dismesse o superfici già impermeabilizzate.
L’area ricade all’interno di un parco locale sottoposto a vincoli ambientali e paesaggistici. Il Consiglio Regionale della Lombardia ha più volte richiamato la necessità di evitare impianti fotovoltaici in aree protette e agricole di pregio.
Nel procedimento emergono inoltre elementi critici:
- parere negativo del Parco GruBrìa;
- assenza di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA);
- mancanza di una reale analisi delle alternative localizzative.
Quell’area potrebbe invece diventare un grande parco agricolo e forestale, uno spazio pubblico per sport, socialità e salute, un vero polmone verde per la comunità.
Esempi già esistenti dimostrano che questa strada è possibile: il Parco della Porada, il Bosco delle Querce e il Lago Nord mostrano come la tutela del verde possa migliorare concretamente la qualità della vita.
Difendere questo spazio non significa opporsi al progresso, ma orientarlo in modo più equilibrato. Le energie rinnovabili devono essere sviluppate, ma senza sacrificare le ultime aree naturali disponibili.
Le richieste avanzate sono chiare:
- sospendere l’iter autorizzativo;
- valutare alternative localizzative reali;
- escludere l’impianto dal PLIS GruBrìa;
- privilegiare aree già urbanizzate o dismesse;
- tutelare il territorio anche in funzione della salute pubblica.
La petizione è aperta a tutti coloro che credono in un futuro più vivibile per il territorio.
domenica 26 aprile 2026
Parco GruBrìa: tra nuove minacce e segnali positivi
Negli ultimi mesi il nostro blog ha dedicato diversi approfondimenti alla situazione del Parco GruBrìa, mettendo in evidenza le criticità e i rischi crescenti che insistono su uno dei pochi sistemi verdi rimasti in un territorio fortemente urbanizzato come quello della Brianza.
I segnali di pressione sul Parco sono molteplici e, in alcuni casi, già concretamente visibili.
Abbiamo raccontato degli impianti fotovoltaici previsti nei territori di Bovisio e Desio, interventi che sollevano interrogativi importanti sul consumo di suolo e sulla coerenza con la funzione stessa di un’area protetta. Abbiamo poi segnalato la pesante trasformazione in atto tra Desio e Seregno, dove una porzione significativa del Parco è stata compromessa per la realizzazione del grande deposito della metrotranvia.
Un’infrastruttura che, paradossalmente, rischia di nascere già monca: restano infatti forti dubbi sulla reale possibilità di completare l’intero tracciato, vista la mancanza di risorse economiche. Si fa sempre più concreta l’ipotesi che la linea possa fermarsi a Nova Milanese, rendendo ancora più evidente la sproporzione tra l’impatto ambientale già prodotto e l’utilità effettiva dell’opera.
A questi elementi si aggiungono altri progetti critici: la tangenziale Meda–Seregno che interessa il Parco del Meredo e la proposta – a dir poco discutibile – di realizzare un nuovo ospedale all’interno del Parco, in zona Dosso a Seregno. Un’ipotesi che, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore consumo di suolo in un contesto che dovrebbe invece essere preservato e valorizzato.
Di fronte a questo quadro, non mancano però segnali che vanno nella direzione opposta e che meritano di essere evidenziati.
È di questi giorni la notizia che i consigli comunali di Giussano, Meda e Cesano Maderno hanno deliberato l’adesione al futuro Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale, evoluzione dell’attuale Parco GruBrìa. Un passaggio importante nel percorso di regionalizzazione del Parco, che prosegue quindi con l’ingresso di nuovi comuni.
Si tratta, è bene dirlo, di aree non particolarmente estese. Tuttavia il loro valore non va misurato solo in termini di superficie: queste adesioni contribuiscono a rafforzare quella rete di connessioni ecologiche e corridoi verdi che rappresentano un elemento fondamentale in un territorio caratterizzato da un’altissima densità abitativa e infrastrutturale.
In contesti come quello brianzolo, infatti, la continuità ecologica è spesso più importante dell’estensione stessa delle singole aree: piccoli tasselli possono fare la differenza nel mantenere un minimo di equilibrio ambientale.
Il quadro che emerge è quindi, ancora una volta, contraddittorio: da un lato pressioni sempre più forti e interventi che rischiano di compromettere definitivamente porzioni di territorio; dall’altro, tentativi – ancora parziali ma significativi – di rafforzare gli strumenti di tutela e pianificazione.
Torneremo nei prossimi giorni ad approfondire nel dettaglio i singoli interventi e le evoluzioni in corso, perché ciò che accade oggi nel Parco GruBrìa non riguarda solo alcune aree verdi, ma il futuro ambientale complessivo del nostro territorio.
domenica 19 aprile 2026
Il Parco GruBrìa sotto pressione. Centomila metri quadri di pannelli: il prezzo del “progresso” a Bovisio
Nel territorio di Bovisio Masciago torna al centro del dibattito la tutela del Parco GruBrìa, uno degli ultimi polmoni verdi della Brianza, oggi minacciato da un progetto che rischia di trasformarne radicalmente il volto.
A sollevare con forza la questione è la lista civica Altra Bovisio Masciago, che ha acceso i riflettori sulla scelta dell’amministrazione comunale di esprimere parere favorevole alla realizzazione di un impianto fotovoltaico privato proposto dalla società Open Solar. L’intervento è previsto su un’area a nord di via San Rocco, in zona Cascina Bertacciola, e comporterebbe l’installazione di pannelli a terra su circa 100.000 metri quadrati di suolo oggi libero e di valore ambientale.
In cambio, il Comune otterrebbe alcune opere compensative: la riasfaltatura di un tratto di via Bertacciola, la posa di cavi lungo via Podgora e l’utilizzo di asfalto fonoassorbente su via Desio. Un pacchetto di interventi che appare però modesto rispetto all’impatto previsto sul territorio, sia in termini di consumo di suolo sia di alterazione del paesaggio.
Il nodo, ancora una volta, non è la contrarietà alle energie rinnovabili. Il fotovoltaico è uno strumento fondamentale nella transizione energetica, ma la sua diffusione non può avvenire sacrificando aree verdi tutelate, soprattutto in contesti già fortemente urbanizzati come la Brianza. La questione è piuttosto individuare soluzioni che non mettano in competizione sostenibilità ambientale e produzione energetica.
A rendere ancora più complessa la vicenda è la posizione dello stesso ente gestore del Parco, che ha evidenziato criticità significative: l’intervento risulterebbe in contrasto con gli obiettivi di tutela del territorio e con le norme di pianificazione provinciale, oltre che con disposizioni di legge. Un giudizio che lascia intravedere anche possibili sviluppi sul piano legale.
Ora la decisione passa alla Provincia di Monza e Brianza, chiamata a esprimersi su un progetto che solleva interrogativi non solo tecnici, ma anche politici e culturali. In gioco non c’è soltanto un impianto, ma il modello di sviluppo che si intende perseguire per il territorio.
Cresce intanto l’attenzione sul tema, insieme alla richiesta di un ripensamento che coinvolga istituzioni, forze politiche, associazioni e cittadini. Difendere il Parco GruBrìa significa preservare un bene comune sempre più raro, e ribadire che la transizione ecologica non può tradursi in nuove forme di consumo di suolo.
sabato 4 aprile 2026
Fotovoltaico tra Desio e Bovisio, l’allarme di Lanzani: “Rischio disastro per il Parco GruBrìa”
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| Bovisio. Terreno agricolo dove è stato proposto uno degli impianti di fotovoltaico |
Negli ultimi mesi il Parco Grubria è finito al centro di una crescente pressione: con la Pedemontana già in fase di realizzazione e le relative opere in corso, con i progetti di impianti fotovoltaici a terra tra Desio e Bovisio in fase avanzata di valutazione, e con la proposta di un nuovo ospedale a Seregno in località Dosso che inizia a delinearsi — interventi che, già presi singolarmente, risultano fortemente impattanti e difficilmente compatibili con un’area di così alto valore ambientale; considerati nel loro insieme, rischiano di diventare semplicemente insostenibili, compromettendo uno degli ultimi grandi spazi aperti della Brianza centrale.
A riportare con forza l’attenzione su questo scenario è anche Arturo Lanzani, presidente del Parco GruBrìa, che proprio in questi giorni, intervenendo sui progetti di impianti fotovoltaici a terra, ha lanciato un chiaro allarme, richiamando istituzioni e amministrazioni locali alla responsabilità di non compromettere un patrimonio territoriale di valore strategico.
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| Bovisio. Terreno agricolo dove è stato proposto uno degli impianti di fotovoltaico |
L’area compresa tra Desio e Bovisio Masciago rappresenta infatti uno dei pochissimi corridoi verdi ancora esistenti tra il Parco delle Groane e quello della Valle del Lambro. Un sistema aperto che, già oltre vent’anni fa, era stato individuato come ambito prioritario per interventi di rinaturalizzazione, con la creazione di prati, boschi e percorsi fruibili. Tuttavia, a fronte dell’attività dell’inceneritore, le compensazioni ambientali previste non hanno mai trovato piena attuazione, lasciando incompiuto un progetto fondamentale per il territorio.
Oggi, proprio su queste aree, si concentrano nuove pressioni.
Il caso più evidente riguarda i progetti di impianti fotovoltaici a terra. Le ipotesi in campo coinvolgono superfici molto estese, comprese aree agricole ancora integre e zone interne al Parco. Si tratta di interventi che, per dimensioni e localizzazione, comportano un consumo diretto di suolo e una trasformazione profonda del paesaggio.
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| Bovisio - Desio: localizzazione di massima degli impianti di fotovoltaico |
Il nodo non è la contrarietà alle energie rinnovabili, ma la loro collocazione. In un territorio già segnato da impermeabilizzazione diffusa, isole di calore e scarsità di spazi aperti, coprire ulteriori superfici con impianti a terra significa aggravare criticità ambientali esistenti: aumento delle temperature locali, perdita della capacità drenante del suolo, sottrazione di aree agricole e riduzione degli spazi fruibili dai cittadini.
Per questo, la posizione espressa dal Parco non è un rifiuto ideologico, ma una richiesta precisa: evitare l’utilizzo di suolo agricolo e aree di valore ecologico, privilegiando invece ambiti già compromessi. Una linea che consentirebbe di conciliare produzione energetica e tutela del territorio.
Ma il quadro complessivo è ancora più complesso.
Alla pressione degli impianti fotovoltaici si aggiungono infatti il progetto della Pedemontana, con compensazioni ambientali ancora da definire, e le prospettive legate all’inceneritore, tra ipotesi di ampliamento e aumento delle attività connesse. Elementi che, sommati, contribuiscono a un carico ambientale già oggi molto elevato.
A questo scenario si affianca la proposta di realizzare un nuovo ospedale a Seregno, in località Dosso, anch’essa interna al sistema del Parco: un intervento che comporterebbe un’ulteriore sottrazione di suolo in un’area già sottoposta a forti pressioni.
Il rischio, evidenziato con chiarezza, è quello di continuare a procedere per interventi separati, senza una valutazione complessiva degli effetti. Una modalità che porta inevitabilmente a una progressiva frammentazione ecologica e alla perdita di continuità degli spazi aperti.
Da qui la richiesta di un cambio di passo: serve un piano unitario, condiviso tra Parco GruBrìa, Provincia, Comuni ed enti coinvolti, capace di guardare al lungo periodo. Un piano che recuperi finalmente l’idea originaria di questo territorio: un grande sistema verde fatto di prati, boschi e percorsi ciclopedonali, in grado di restituire qualità ambientale e vivibilità.
La posta in gioco non riguarda solo la tutela del paesaggio, ma la salute e la qualità della vita dei cittadini. In un’area densamente urbanizzata come la Brianza centrale, ogni spazio aperto ha un valore strategico e non sostituibile.
Il Parco GruBrìa non può diventare il punto di accumulo di interventi incompatibili. La scelta è ormai evidente: o si investe davvero nella sua tutela e valorizzazione, oppure si accetta il rischio concreto di perderlo, pezzo dopo pezzo.
venerdì 19 dicembre 2025
Il Parco GruBrìa guarda al futuro: avviato il percorso per il Parco regionale
Nelle ultime settimane sono arrivati segnali incoraggianti sul futuro del Parco GruBrìa: il percorso per il suo riconoscimento come Parco regionale appare ormai avviato.
Un passaggio decisivo è rappresentato dalle deliberazioni approvate dai Consigli comunali di Lissone, Paderno Dugnano, Muggiò, Varedo, Nova Milanese, Bovisio-Masciago, Seregno e Desio, che hanno votato a favore dell’istituzione del nuovo parco regionale. Un’adesione ampia e convinta, che testimonia una visione condivisa e una crescente consapevolezza del valore ambientale, paesaggistico e sociale del GruBrìa.
È vero che alcuni Comuni hanno compiuto scelte diverse. Cinisello Balsamo, come già noto, entrerà a far parte del Parco Nord a partire dal 1° gennaio 2026, mentre Cusano Milanino sembra orientato verso la stessa direzione. Una decisione che appare comprensibile e di buon senso, considerando la sua posizione territoriale, che lo vedrebbe altrimenti intercluso tra Cinisello e il Parco Nord e di fatto staccato dal GruBrìa.
Tuttavia, a fronte di queste uscite, il percorso del Parco GruBrìa potrebbe essere rafforzato da nuovi ingressi. Cesano Maderno, infatti, ha già avviato un iter di adesione, dimostrando interesse e attenzione verso questo progetto di tutela e valorizzazione del territorio. Un segnale importante, che conferma come il Parco continui a essere attrattivo e riconosciuto come un’opportunità strategica.
Va inoltre ricordato che il Consorzio del Parco si era già espresso favorevolmente all’avvio del processo di regionalizzazione e, con ogni probabilità, si è già attivato per predisporre la richiesta formale alla Regione nel più breve tempo possibile.
In chiusura d’anno, questa sequenza di notizie rappresenta senza dubbio un motivo di soddisfazione e di fiducia. L’auspicio è che il percorso possa proseguire senza ostacoli e concludersi rapidamente, magari entro il 2026, regalando al territorio un Parco regionale forte, riconosciuto e capace di tutelare l’ambiente, migliorare la qualità della vita e rafforzare l’identità condivisa delle comunità coinvolte.
lunedì 10 novembre 2025
Parco GruBria: un polmone verde assediato dal cemento
I dati ISPRA 2024 mostrano una Brianza che continua a consumare suolo anche dentro e intorno al Parco GruBria.
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| Area agricola all’interno del PLIS GruBria (Seregno, località San Salvatore), oggi minacciata da una proposta di realizzazione di un nuovo ospedale. |
Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) Grubria si estende tra le province di Monza e Brianza e Milano, comprendendo i comuni di Lissone, Seregno, Desio, Bovisio-Masciago, Nova Milanese, Varedo, Muggiò, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Cinisello Balsamo.
Quest’ultimo, tuttavia, uscirà dal Parco a partire dal 1° gennaio 2026, riducendo così la componente metropolitana del PLIS.
Il Parco nasce per tutelare i residui spazi agricoli e naturali in un’area fortemente urbanizzata. Ma i dati ISPRA 2024 mostrano come il territorio attorno al Parco sia ormai quasi saturo: una media del 60,8% di suolo consumato, ben al di sopra della media brianzola (circa 40%).
I comuni del Parco Grubria rappresentano uno dei casi più emblematici di consumo di suolo in area periurbana.
Secondo ISPRA 2024, i valori più elevati si registrano in:
- Lissone – 71,48 %
- Cusano Milanino – 65,72 %
- Paderno Dugnano – 62,39 %
- Muggiò – 62,01 %
- Cinisello Balsamo – 60,87 %
A seguire, Varedo (59,07 %), Nova Milanese (58,87 %), Bovisio-Masciago (54,23 %), Seregno (54,09 %) e Desio (50,86 %) chiudono un quadro già fortemente compromesso.
In pratica, la totalità dei comuni del Parco ha superato la soglia critica del 50% di territorio impermeabilizzato.
| Comune | Incremento 2023–2024 (ha) | Suolo consumato 2024 (ha) | Suolo consumato 2024 (%) |
|---|---|---|---|
| Lissone | 0,9 | 663,8 | 71,48 |
| Cusano Milanino* | 0,34 | 202,24 | 65,72 |
| Paderno Dugnano* | 4,03 | 879,78 | 62,39 |
| Muggiò | -0,14 | 339,17 | 62,01 |
| Cinisello Balsamo* (uscita dal Parco 2026) | 1,6 | 773,65 | 60,87 |
| Varedo | 1,4 | 286,04 | 59,07 |
| Nova Milanese | 2,05 | 343,74 | 58,87 |
| Bovisio-Masciago | 0,75 | 267,96 | 54,23 |
| Seregno | 2,07 | 704,85 | 54,09 |
| Desio | 1,7 | 750,29 | 50,86 |
*Comuni appartenenti alla Città Metropolitana di Milano.
Nel solo anno 2023–2024, nove comuni su dieci hanno aumentato ulteriormente il consumo di suolo.
Solo Muggiò ha registrato un lieve recupero (-0,14 ettari).
Tra gli incrementi più significativi:
- Paderno Dugnano +4,03 ha,
- Seregno +2,07 ha,
- Nova Milanese +2,05 ha,
- Desio +1,7 ha,
- Varedo +1,4 ha,
- Cinisello Balsamo +1,6 ha.
Un andamento che conferma quanto la pressione urbanistica continui anche nelle aree dove la disponibilità di suolo naturale è ormai residuale.
Il consumo di suolo nel Parco Grubria dimostra quanto sia urgente cambiare approccio alla pianificazione urbana: meno espansione edilizia, più rigenerazione e recupero del costruito.
giovedì 24 luglio 2025
Pedemontana a Seregno – Parte 3: “Tre maxi depositi nel cuore del Parco”. La denuncia di Arturo Lanzani scuote l’assemblea
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| Movimenti di terra, cantiere Pedemontana a Macherio. Foto di G. Mosca |
Pubblichiamo qui la terza parte del nostro approfondimento sull’assemblea pubblica che si è tenuta a Seregno il 22 luglio scorso e che ha avuto al centro la realizzazione della Pedemontana Lombarda e delle opere connesse.
Nel primo post ci siamo occupati della Tangenziale Meda-Seregno e del suo impatto sul Parco del Meredo.
Nel secondo, abbiamo analizzato gli interventi previsti nella zona sud di Seregno.
In questa terza parte, prendiamo in esame l’intervento di Arturo Lanzani, presidente del Parco GruBrìa, che ha messo al centro del suo contributo una serie di questioni ambientali di fondo: l’impatto dei nuovi tracciati sul sistema del verde pubblico, il tema cruciale delle compensazioni ecologiche e, soprattutto, la realizzazione di tre grandi depositi di terre da scavo previsti proprio all’interno (o a ridosso) della rete ecologica regionale, in aree delicate come Macherio/Lissone, Desio/Cesano e Bovisio Masciago.
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| Lo sbarco della tangenziale Meda sud a Seregno |
Più avanti, quando avremo più notizie, ci occuperemo anche di un altro tema decisivo che durante l’assemblea è rimasto in parte in sospeso: quello degli impatti legati alla cantierizzazione. Si tratta di un aspetto non secondario, che avrà ripercussioni materiali e logistiche nei prossimi anni su una parte significativa del territorio seregnese.
Non a caso, durante la serata, il sindaco Alberto Rossi ha più volte sollecitato i vertici di Pedemontana affinché il Comune venga coinvolto per tempo su questi aspetti e non solo a ridosso dell’avvio dei lavori, come invece avvenuto finora.
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| La zona del Parco GruBrìa tra Seregno e Desio che sarà interessata dal passaggio dell'autostrada Pedemontana |
Lanzani ha esordito con una riflessione amara ma lucida sul ruolo del Parco Grubria, “un piccolo parco di 2.000 ettari, in una delle zone più urbanizzate del nostro Paese”, e ha descritto le crescenti pressioni infrastrutturali che stanno progressivamente intaccando lo spazio aperto rimasto in questa parte della Lombardia.
«In questi anni ho visto cadere addosso al parco una serie di progetti che non si possono più fare nell’urbanizzato: dal deposito della metrotranvia, all’autostrada, che corre – pensate – in gran parte in sovrapposizione con la rete ecologica primaria della Regione Lombardia, fino a molte altre opere che già si intravedono all’orizzonte.»
Il parco, nato per preservare gli ultimi lembi verdi della Brianza centrale, si trova ora, secondo Lanzani, a svolgere un ruolo residuale e di servizio a progetti più grandi. Una condizione che, ammonisce, non potrà durare:
«Sarà un problema per chi più giovane di me cercherà di difendere la presenza di questi 2.000 ettari di spazi aperti e di trasformarli in luoghi che garantiscano biodiversità, raccolta delle acque meteoriche, abbassamento della temperatura e qualità della vita.»
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| Tangenziale Meda sud: eliminazione della rotonda e creazione di area boscata |
Parlando del progetto della nuova tangenziale Meda-Seregno, Lanzani ha ricordato il lavoro congiunto tra il Parco e il Comune di Seregno, citando in particolare una modifica ottenuta in fase progettuale:
«Avevamo messo in discussione l’intera tangenziale, proponendo alternative più sostenibili che purtroppo non sono state recepite. Ma una richiesta è stata accolta: l’eliminazione di una rotatoria assurda che immetteva su due strade vicinali, utilizzate anche per la mobilità ciclopedonale. Una rotatoria “che andava nel nulla”, come è stato detto: l’abbiamo fatta togliere.»
Oltre a questo, Lanzani ha illustrato tre interventi di compensazione ambientale richiesti dal Parco e dal Comune di Seregno, tra cui una nuova area verde a ridosso dello Stadio Ferruccio, pensata come spazio di fruizione collettiva in continuità con il tracciato della Greenway (ancora in fase di definizione).
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| L'intervento in zona Stadio |
Un altro tema centrale è stato quello delle compensazioni forestali, su cui Lanzani ha lanciato un chiaro allarme:
«Le compensazioni forestali devono restare qui, dove si realizza l’impatto. In passato, per normativa, è già successo che finissero in Valtellina, lontano dai territori colpiti. Questo non deve accadere: in Brianza l’indice di boscosità è bassissimo e siamo nel cuore di una bolla di calore che parte dalle Groane e arriva fino alla valle del Seveso.»
Proprio per questo, il Parco ha indicato alla Regione e a Pedemontana due aree di intervento forestale strategico, che dovrebbero essere finanziate come opere di compensazione locale.
La parte più densa e allarmante dell’intervento è arrivata alla fine, quando Lanzani ha portato all’attenzione pubblica un fatto che finora era rimasto in secondo piano: i tre principali depositi di terre da scavo previsti lungo la Tratta C di Pedemontana cadono interamente dentro o a ridosso della rete ecologica regionale.
«Tre tra i più grandi depositi di terre di cantiere di Pedemontana cadranno perfettamente dentro la rete ecologica regionale o ai confini del Parco Grubria. Uno a Lissone/Macherio, molto vicino a Seregno. Uno a Bovisio Masciago. E uno a Desio, al confine con Cesano Maderno e Seregno. Si tratta di aree che saranno occupate per molti anni dai mezzi e dai materiali di Pedemontana.»
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| La localizzazione dei depositi di terre di Pedemontana |
Su questo tema, anche questo blog, nel suo piccolo, ha cercato di tenere alta l’attenzione, documentando gli sviluppi legati ai depositi di terra e promuovendo iniziative pubbliche. In particolare, insieme a Legambiente Seveso, Sinistra e Ambiente di Meda e al Comitato per l’Ampliamento del Parco Brianza Centrale, ci siamo fatti promotori di un incontro con il sindaco di Macherio, con l’obiettivo di spingere il Comune a realizzare il Progetto Locale 24 (PL24): uno strumento urbanistico ritenuto essenziale per orientare in modo sostenibile l’intervento sul deposito Lissone-Macherio, evitando una gestione meramente funzionale al cantiere.
Secondo Lanzani, questa scelta rischia di trasformare il parco e le aree protette in zone di servizio passivo, pregiudicandone definitivamente la funzione ecologica e paesaggistica. Ma avanza anche una proposta precisa:
«Il Parco si augura che, al termine dell’intervento, in queste tre aree si realizzi un vero progetto di restituzione ambientale, non un semplice livellamento del terreno o peggio un deposito permanente di altra natura. Chiediamo che questi siti vengano restituiti come aree boscate, attraverso un lavoro collettivo tra Comuni, Regione, Parco e Pedemontana.»
Le parole di Arturo Lanzani non sono solo una denuncia ma un invito ad assumere responsabilità pubblica: i lavori di Pedemontana stanno ridisegnando in modo radicale un territorio già fragile, e il rischio è che ciò avvenga senza un disegno complessivo, senza pensare alla qualità ambientale e alla vivibilità delle comunità locali.
L’auspicio finale è chiaro: fare della Brianza un laboratorio di resilienza ecologica, non la discarica delle grandi opere.
lunedì 2 settembre 2024
Camminare nel Parco GruBrìa: scopri i nuovi percorsi e la storia
Il Parco GruBrìa, situato nel cuore della Brianza e del Nord Milano, offre un rifugio verde in uno dei territori più urbanizzati d’Italia. Con circa 70 km di percorsi pubblici che si snodano tra piste ciclo-pedonali, sentieri e strade campestri, il parco è un invito aperto a chiunque voglia immergersi nella natura e scoprire la storia e la bellezza di questa area della Brianza.
Il sito del Parco, nella sezione "Camminare nel Parco", si è recentemente arricchito di nuove proposte di percorsi ad anello, ciascuno pensato per farvi conoscere le diverse zone del parco, ognuna con le sue particolarità e curiosità storiche. I nuovi pannelli informativi, presenti lungo i percorsi, guideranno il vostro cammino, offrendo dettagli interessanti sulla flora, la fauna e i punti di interesse storico e culturale che incontrerete.
I percorsi proposti
- Cusano Milanino, Cinisello Balsamo: Giardino degli Ippocastani e Oasi S. Eusebio. Un percorso che combina il fascino di un giardino storico con la tranquillità di un'oasi naturale, ideale per una passeggiata rilassante tra natura e storia.
- Desio, Bovisio Masciago: Antiche Vie della Bertacciola. Un viaggio nel tempo attraverso le antiche vie di Desio e Bovisio Masciago, scoprendo le radici storiche di questi luoghi ricchi di tradizione.
- Lissone: Bosco Urbano. Un'oasi verde nel cuore di Lissone, perfetta per una fuga dalla città senza allontanarsi troppo, tra alberi secolari e sentieri tranquilli.
- Seregno: Dalla Porada al Meredo. Un percorso che vi porterà dalla Porada al Meredo, attraversando aree verdi e spazi aperti che mostrano il volto più naturale di Seregno.
- Varedo, Desio: Valera e Parco Mauri. Un itinerario che unisce la scoperta della storica frazione di Valera con la visita al Parco Mauri, un'area ricca di fascino e biodiversità.
- Varedo, Nova Milanese, Paderno Dugnano: Viale Bagatti, Oasi dei Gelsi e Canale Villoresi. Un percorso che si snoda tra le tre città, seguendo il Viale Bagatti, passando per l'Oasi dei Gelsi e costeggiando il Canale Villoresi, un mix perfetto di natura e ingegneria storica.
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| Il percorso nel parco del Meredo a Seregno |
Oltre ai percorsi, il sito offre una sezione dedicata ai Punti di Interesse, dove è possibile approfondire la conoscenza dei luoghi più significativi del parco. Questa sezione è pensata per chi desidera un’esperienza ancora più completa e informata, arricchendo la passeggiata con informazioni dettagliate sulla storia e l’ambiente circostante.
Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del Parco GruBrìa e a scoprire tutte le nuove proposte. Ogni percorso è un'opportunità per esplorare, imparare e godere della natura. Che siate amanti delle passeggiate tranquille o dei più avventurosi trekking urbani, c’è un percorso per tutti. Non vi resta che allacciarvi le scarpe e iniziare il vostro cammino nel Parco GruBrìa!
Buon cammino!
lunedì 13 maggio 2024
Bioblitz al Parco Grubrìa
Gli educatori ambientali del Parco Grubrìa vi aspettano a Bovisio Masciago domenica 19 maggio 2024 dalle ore 10:00, con ritrovo all'area giochi del Parco Perlasca, per il BioBlitz, l'appuntamento proposto dalla Regione Lombardia per arricchire la banca dati della biodiversità della Lombardia.
I partecipanti potranno osservare, fotografare e raccogliere informazioni su animali e piante. Il materiale prodotto verrà inviato tramite l'app iNaturalist a un database. Quest'anno, il focus della giornata sarà sul censimento delle farfalle; i dati più significativi riguardanti le farfalle verranno inseriti nell'applicazione ButterflyCount.
mercoledì 7 febbraio 2024
Pedemontana e diossina: grazie ai gruppi ambientalisti verrà istituito l'Osservatorio di monitoraggio delle attività di bonifica nella tratta B2
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| Immagine tratta da Sapere n. 848 del 1982 |
Giampiero Bocca, sindaco di Cesano Maderno e coordinatore dei sindaci della tratta B2 di Pedemontana, ha accolto positivamente la richiesta avanzata da sette associazioni ambientaliste e gruppi civici di istituire un Osservatorio collegiale per monitorare le attività di bonifica da diossina lungo il tracciato autostradale. L'incontro del 13 dicembre scorso con Bocca, Alessia Borroni (sindaco di Seveso) e la Dott.ssa Beatrice Melillo (Responsabile del settore Bonifiche di ARPA Lombardia) ha sancito la proposta dei gruppi ambientalisti, tra cui Legambiente Seveso, Sinistra e Ambiente - Impulsi di Meda, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Cittadini per Lentate e il Comitato Ambiente di Bovisio Masciago.
La risposta di Bocca è stata comunicata nei giorni scorsi alle sette associazioni dopo aver consultato gli altri sindaci e la società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), la quale ha ricevuto con favore la proposta, assumendosi la responsabilità di concretizzarla.
I gruppi esprimono soddisfazione per la risposta, ma ora si aspettano che la configurazione dell'Osservatorio, i principi, gli obiettivi e il metodo di lavoro riflettano massima trasparenza e coinvolgimento dei gruppi richiedenti, costituendo un punto di ascolto e confronto stabile con ARPA Lombardia, fondamentale per questa assise. L'impegno sarà finalizzato a garantire che l'Osservatorio sia un consesso collegiale coinvolgendo amministratori e la cittadinanza attiva, favorendo uno scambio costante di informazioni per assicurare che la delicata attività di Bonifica da Diossina, con i rischi associati, sia eseguita con la massima attenzione e precauzione.
I gruppi ricordano la loro opposizione al completamento dell'autostrada, intervenendo con serietà sulle criticità previste dall'infrastruttura. L'obiettivo primario è tutelare l'ambiente e la salute della comunità, che ha già pagato un prezzo elevato con il disastro causato dall’ICMESA-Givaudan La Roche nel 1976. La bonifica del territorio tra il 1981 e il 1984, limitata alla zona A con il più alto livello di contaminazione da Diossina, ha portato alla creazione del polmone verde del Bosco delle Querce a Memoria futura e a parziale risarcimento.
Ora, la Bonifica per Pedemontana sarà propedeutica solo al completamento dell’autostrada, un’infrastruttura che le associazioni continuano a osteggiare, considerandola inutile, impattante, insostenibile per la naturalità e non risolutiva per le criticità viabilistiche intercomunali. I gruppi affermano che seguiranno e verificheranno attentamente l'iter e l'effettiva implementazione delle Compensazioni Ambientali.
Gentilissimi,
in riscontro alla Vostra dell'8/01/2024 vi comunico, sentiti i colleghi Sindaci della tratta B2 e Autostrada Pedemontana Lombarda a cui ho partecipato la richiesta per costituire un Osservatorio di monitoraggio delle azioni di bonifica da diossina sulla tratta che proposta discussa nel nostro incontro del 13/12/2023 è stata valutata positivamente anche con l'obiettivo di agevolare l'attività di comunicazione e trasparenza dei procedimenti tecnici legati alla realizzazione dell'infrastruttura autostradale.
Gianpiero Bocca
Sindaco di Cesano Maderno
Coordinatore Sindaci tratta B2
mercoledì 10 gennaio 2024
Pedemontana e diossina: sette associazioni chiedono l'istituzione di un osservatorio per monitorare le attività di bonifica sulla tratta B2
Dopo l'incontro tenutosi il 13 dicembre 2023 scorso, sette associazioni ambientaliste e liste civiche della tratta B2 di Pedemontana hanno scritto una lettera a Gianpiero Rocca, Sindaco di Cesano Maderno e coordinatore dei sindaci della tratta B2. La lettera riguarda principalmente la prevista bonifica da Diossina lungo il tracciato dell'infrastruttura.
Nella missiva, inviata anche al Direttore di ARPA, alla responsabile Bonifiche di ARPA e agli altri sindaci della tratta B2, viene espressa la richiesta di costituire un'osservatorio che si insedi e operi per il monitoraggio costante delle attività di bonifica. In particolare, si chiede l'inclusione dei gruppi proponenti e firmatari della richiesta nell'osservatorio.
L'obiettivo dichiarato è quello di evitare che le delicate operazioni di bonifica restino esclusivamente sotto la competenza dei soli incaricati, senza trasparenza, diffusione condivisa delle informazioni e controllo. Si propone, quindi, un osservatorio che includa una collegialità di soggetti, compresi i gruppi che da tempo seguono l'iter dell'infrastruttura e ne evidenziano le criticità, tra cui quella della bonifica non a rischio zero.
Sinistra e Ambiente, sul suo sito, ha enfatizzato che l'approccio adottato è stato divergente da quello del WWF Lombardia. Prima di tutto, la richiesta è stata indirizzata all'ARPA e ai Sindaci della tratta B2, entità con funzioni di controllo e non esecutive dell'opera. Al contrario, il WWF si è proposto direttamente alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) senza consultare o coinvolgere le altre associazioni ambientaliste presenti lungo il percorso della tratta B2.
Segue il testo della lettera inviata al Sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca e ai responsabili coinvolti:
Si fa seguito all’incontro intercorso in data 13 dicembre 2023 presso la sede del Comune di Cesano Maderno, con la presenza del Sindaco di Seveso, Alessia Borroni, e della Dott.ssa Beatrice Melillo, responsabile bonifiche del dipartimento di Milano e Monza di ARPA Lombardia, nel corso del quale, tra le altre cose, si è confrontato sulle attività connesse al Piano Operativo di Bonifica delle aree contaminate da Diossina TCDD interferite dal progettato tracciato dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.
Un Piano Operativo di Bonifica i cui lotti di intervento riguarderanno i comuni di Seveso, Meda e Cesano Maderno e le cui azioni risolutive saranno pre-condizione per la realizzazione del nastro di asfalto della autostrada Pedemontana nella Tratta B2.
Come suggerito in quella sede dalla Dott.ssa Beatrice Melillo che ci legge in copia, ci si rivolge al Sindaco di Cesano Maderno, Gianpiero Bocca, in qualità di coordinatore dei Sindaci dei Comuni della tratta B2, affinché si faccia promotore della costituzione di un’assise partecipata o Osservatorio che comprenda anche le associazioni e i gruppi firmatari della presente richiesta, per la condivisione delle informazioni sull’andamento della bonifica.
Un’assise i cui incontri si tengano con tempestività e continuità in modo tale da monitorare in tempo reale le attività di Bonifica che faranno capo come responsabilità alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e che vedranno in ARPA l’ente di controllo e verifica.
Restando in attesa di riscontro alla presente, si ringrazia per l’attenzione.
Associazioni e gruppi firmatari:
- Legambiente Seveso Circolo Laura Conti
- Seveso Futura
- Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda
- Cittadini per Lentate
- Passione Civica per Cesano
- Altra Bovisio Masciago
- Comitato Ambiente Bovisio Masciago
sabato 30 dicembre 2023
Tratta B2 di Pedemontana: Focus su compensazioni ambientali e bonifica da diossina TCDD
Recentemente, diverse associazioni ambientaliste e liste civiche - (Legambiente Seveso Circolo Laura Conti, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, lista Cittadini per Lentate, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio) - hanno incontrato Gianpero Bocca, Sindaco di Cesano Maderno e coordinatore delle amministrazioni locali sulla tratta B2 di Pedemontana, insieme a rappresentanti di ARPA Lombardia. L'incontro ha evidenziato diverse questioni rilevanti riguardanti il completamento dell'autostrada e ha approfondito tematiche come le compensazioni ambientali e la bonifica da diossina TCDD.
Bonifica da diossina TCDD: monitoraggio e collaborazione con ARPA Lombardia
Uno dei punti cruciali dell'incontro ha riguardato la bonifica da diossina TCDD, con un'attenzione particolare al ruolo di ARPA Lombardia. Sebbene ARPA abbia annunciato la conferma della contaminazione in alcune aree, la mancanza di comunicazione da parte di Pedemontana Lombarda (APL) sull'avvio degli interventi e il cronoprogramma ha sollevato preoccupazioni. ARPA si è impegnata a seguire e monitorare la bonifica, con la possibilità di richiedere ulteriori azioni se necessario.
Compensazioni ambientali: fondi disponibili e decisioni comunali
La discussione sulle Compensazioni Ambientali ha evidenziato una cifra di 11.184.000 euro disponibile per la tratta B2. Alcuni comuni hanno mostrato una preferenza per confermare le compensazioni previste nel MasterPlan, mentre altri hanno proposto nuovi progetti, come nel caso di Cesano Maderno, che valuta uno spostamento di risorse sulla realizzazione di una ciclabile.
Compensazioni viabilistiche: risorse economiche e progetti comunali
Le Compensazioni Viabilistiche, coperte da uno stanziamento di 60 milioni di euro, sono state suddivise tra i comuni coinvolti. Tuttavia, la mancanza di rivalutazione economica potrebbe limitare la realizzazione completa dei progetti inizialmente previsti. Alcuni comuni stanno già utilizzando queste risorse per interventi sulla viabilità, come il rifacimento della nazionale dei Giovi e la riqualificazione di strade locali.
Inoltre, è emersa una preoccupazione condivisa riguardo al possibile aumento del traffico sulla viabilità intercomunale a causa del pagamento dell'autostrada Pedemontana.
Conclusioni e prossimi passi: collaborazione e monitoraggio costante
L'incontro ha evidenziato la necessità di un dialogo continuo tra le amministrazioni locali, i Gruppi Ambientalisti e ARPA Lombardia per garantire una corretta esecuzione delle attività di bonifica e la corretta destinazione delle risorse per compensazioni ambientali e viabilistiche. La collaborazione e l'informazione costante sono state accolte positivamente, ma la definizione di strumenti pratici per la condivisione di informazioni e decisioni rimane un passo successivo da valutare attentamente.
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giovedì 18 aprile 2019
Bovisio Masciago: mostra "La scelta della Divisione Acqui"
domenica 7 aprile 2019
I parchi si uniscono: nasce il nuovo Plis "GruBria"
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| La riunione con le associazioni a Nova Milanese introdotta da Arturo Lanzani, Presidente del Plis Grugnotorto Villoresi |
Vista l'ormai prossima fusione con il Parco della Brianza Centrale, erano presenti anche le associazioni seregnesi che hanno sostenuto l'unificazione: il Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Legambiente Seregno e il gruppo seregnese del WWF Insubria.
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| La bozza del volantino per i festeggiamenti per il nuovo parco |
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| L'estensione del nuovo parco |
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| Dal Ticino all'Adda attraverso il Canale Villoresi |
Al Plis del Grugnotorto Villoresi partecipano attualmente 9 comuni e precisamente Bovisio Masciago, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Desio, Lissone, Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Varedo. Il Plis della Brianza Centrale insiste sul comune di Seregno.
Dei dieci comuni interessati quelli aderenti al Consorzio del Plis Grugnotorto - Villoresi hanno già deliberato in merito; manca invece la deliberazione del Consiglio Comunale di Seregno che, salvo sorprese, dovrebbe avvenire entro la fine di questo mese.
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| Il Canale Villoresi ed il Parco Boscherona (Foto tratta dal sito del Plis Grugnotorto Villoresi) |
lunedì 18 marzo 2019
Bovisio Masciago: nuovi stili di vita per salvare il mondo e chi lo abita
Fraternità di Luigi Monti
Associazione Comitato San Martino
Nuovi stili di vita per salvare il mondo e chi lo abita
"Non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi” (Papa Francesco)
26 MARZO 2019
Ore 19.30 Apericena e banchetti informativi
Ore 20.45 Approfondimenti e dibattito con:
- don Walter Magnoni (responsabile Ufficio di pastorale sociale della Diocesi di Milano)
- Chiara Spadaro (Altreconomia)
- Adriano Sella, promotore dei nuovi stili di vita
- Fèro di Tovel (l’uomo dei boschi)
Via Tolmino 40
Saranno presenti con volontari e materiale informativo:
Bottega Consenso, Gruppi Acquisto Solidale, Slow Food, Banca Etica, èNostra, Missionari Saveriani, ONG Dokita, Xapurì, Comitato Ambiente, Baule Verde, Club Alpino Italiano, Comunità Nicodemo, Scout AGESCI, Compagnia del Fausti, RAM Viaggi, Istituto scolastico Jean Monnet...
Con il patrocinio dei Comuni di:
Bovisio Masciago – Cesano Maderno
Con la collaborazione di:
Gelsia Ambiente srl – Parco Groane
domenica 1 aprile 2018
Desio, presentato il progetto di connessione ecologica Nexus - Ultima frontiera
Creare un corridoio ecologico tra il Parco Regionale Valle del Lambro e il Parco Regionale delle Groane, in uno dei territori più urbanizzati d’Italia, dove è crescente il fabbisogno di spazi verdi aperti e fruibili. È l’obiettivo del progetto “Nexus - Ultima Frontiera”, promosso grazie al Bando Connessioni Ecologiche 2016 di Fondazione Cariplo in partenariato tra i Comuni di Desio, Bovisio Masciago, Seregno, Sovico, Varedo, Parco regionale della Valle del Lambro, Politecnico di Milano – DASTU, Agenzia Innova 21 e Legambiente Lombardia Onlus. Al fine di tutelare questi elementi essenziali per il patrimonio verde dell’alto milanese, entrambi classificati come elementi di primo livello della Rete Ecologica Regionale e considerati “Aree Prioritarie” per la biodiversità, il progetto promuove un miglioramento della rete ecologica di Sovico e Seregno e la creazione di una tangenziale verde tra Desio, Bovisio Masciago e Varedo, attraverso attività di coordinamento e sinergia tra i partner.
«Nexus rappresenta una vera e propria sfida, in un territorio fortemente antropizzato e con un alto consumo di suolo agricolo. Anche grazie all’impegno delle amministrazioni locali, si è iniziato negli ultimi anni a costituire nuove aree protette. È uno sviluppo condiviso che passa dal consolidamento ecologico delle poche aree rimaste e da una nuova visione di riassetto del territorio. La nostra sfida è collegare i “corridoi verdi” per un utilizzo migliore per le persone e anche a beneficio della fauna» ha spiegato Roberto Corti, Sindaco di Desio, comune capofila del progetto.
Mercoledì 28 aprile 2018 alla conferenza stampa di presentazione del progetto erano presenti: l’Assessore a Parchi e Tutela Ambientale del Comune di Desio Emanuela Rocco, l’Assessore alle Politiche Territoriali del Comune di Desio Giovanni Borgonovo, l’Assessore all'Urbanistica, Ecologia del Comune di Bovisio Masciago Luca Tomaino,l’Assessore Urbanistica, Ambiente ed Ecologia del Comune di Sovico Laura Curti, il Commissario straordinario del Comune di Seregno Giorgio Zanzi, il vice presidente di Legambiente Lombardia Marzio Marzorati, il Direttore di Agenzia InnovA21 per lo Sviluppo Sostenibile Simone Paleari e Daniela Gambino di Dastu - Politecnico di Milano.
«Abbiamo fortemente creduto al Progetto Nexus fin dalle fasi di studio e analisi del territorio, perché rappresenta un'importante sfida per uno dei territori più urbanizzati d’Italia: rafforzare il valore naturalistico e paesaggistico delle aree verdi libere tra Lambro e Seveso. Il nostro comune, attraverso questo progetto, ha l'obiettivo di riqualificare le strade vicinali per migliorare le connessioni ecologiche all'interno delle aree verdi e per avvicinare questi spazi alla fruizione dei cittadini» ha commentato Luca Tomaino, Assessore all’Urbanistica e alle Politiche Ambientali del Comune di Bovisio Masciago.
«Aderire al progetto Nexus è stata una sfida vincente per il Comune di Sovico. Un progetto ambizioso che ha portato diversi Comuni a collaborare per la creazione di un corridoio ecologico in un territorio fortemente antropizzato e nel quale Fondazione Cariplo ha creduto finanziando le opere. La nostra partecipazione, pur con un’area limitata, ha dimostrato che ogni Comune può contribuire alla riqualificazione del territorio» ha aggiunto Laura Curti, Assessore Urbanistica, Ambiente ed Ecologia del Comune di Sovico.
«Lo sviluppo economico ed edilizio in Brianza ha portato a urbanizzare il 55% del suolo, bene infungibile per eccellenza, una delle percentuali più elevate a livello italiano. La forte urbanizzazione deve spingere le Amministrazioni, da un lato, a “riutilizzare” oculatamente le superfici già edificate e, dall'altro, a proteggere gli ultimi scampoli di territorio non invaso dal cemento. È questo l’obiettivo del progetto Nexus, una sfida e una missione per Amministratori e cittadini» ha dichiarato Giorgio Zanzi, Commissario straordinario del Comune di Seregno.
Le azioni previste da “Nexus – Ultima frontiera”, comprendono non solo interventi tecnici riguardanti la deframmentazione e il potenziamento nella rete ecologica, ma anche lo sviluppo della relazione tra cittadini e gli spazi aperti del territorio.
«Molto possono fare i Comuni nella loro pianificazione per mantenere gli spazi aperti, possono dare un notevole contributo anche i cittadini mantenendo i loro giardini sempre più ricchi di biodiversità. Il coinvolgimento diretto degli abitanti del territorio, in qualità di portatori d’interesse, rappresenta uno strumento essenziale per sensibilizzare un vasto pubblico su problematiche ambientali. – ha spiegato Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia – Esiste la necessità che la cura e manutenzione del verde pubblico seguano un indirizzo di tutela e valorizzazione. Questa alleanza permetterà al nostro territorio di vivere e di sopravvivere all’eccessiva cementificazione, mantenendo alche un’identità territoriale».
Il progetto ha una spiccata componente di partecipazione e di multidisciplinarietà, infatti i partner coinvolti sono una rappresentazione dei molteplici soggetti pubblici e del mondo associativo che operano nel territorio interessato dagli interventi.
«La condivisione di conoscenze e competenze tra diversi soggetti è un elemento necessario per individuare risposte efficaci e innovative alle sfide ambientali attuali: la capacità di favorire il dialogo e mettere in relazione enti differenti è un requisito indispensabile per attrarre fondi per la realizzazione di attività innovative sul territorio. Si tratta, infatti, di progetto da un milione di euro, di cui 700mila di contributo da parte della Fondazione Cariplo» ha spiegato Simone Paleari, direttore di Agenzia Innova21 per lo Sviluppo Sostenibile.
«Il nostro obiettivo è quello di esercitare una verifica costante durante la fase realizzativa, per determinare se a un miglioramento paesaggistico corrisponde anche un aumento della biodiversità locale. – ha illustrato Daniela Gambino di Dastu - Politecnico di Milano – In un momento di crisi ambientale ed ecologica, ma anche e soprattutto del modello di sviluppo di un’area fortemente urbanizzata, e con molto dismesso, è fondamentale costruire una nuova visione di collaborazione fra pubblico e privato, che inventi una nuova “qualità del rapporto” con il territorio e che metta al centro il binomio sviluppo/ambiente. Intendiamo, pertanto, sviluppare nei comuni interessati e nei parchi, un’azione di partecipazione rivolta alle aziende private insediate sul territorio, allo scopo di indagare la possibilità di ulteriori cofinanziamenti e/o collaborazioni per sviluppare o implementare i progetti di connessione ecologica previsti».
martedì 22 novembre 2016
Il fiume chiama: la prevenzione del rischio idraulico del Seveso
giovedì 20 ottobre 2016
Diossina: le verità evidenti
Coordinamento No Pedemontana
Apprendiamo attraverso il comunicato stampa congiunto dei Sindaci di Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, che sono stati comunicati da Società Pedemontana i risultati del piano di caratterizzazione eseguito tra maggio e giugno nelle aree interessate dal tracciato previsto per l’Autostrada.
Leggendo il comunicato degli Amministratori sembrano confermate le aspettative più preoccupanti. Nei campioni prelevati nella ex Zona B il 40% presenta superamenti della soglia di rischio prevista per legge; alcuni superamenti addirittura sarebbero stati rilevati anche nella ex zona A (quella bonificata!!!) e nella ex zona di rispetto (quella appena sfiorata dall’inquinamento!!!). Naturalmente sarà necessario vedere in dettaglio i dati elaborati, accostandoli poi a quelli delle precedenti campagne di indagine. Ma già ora si possono trarre alcune conclusioni.
Questa caratterizzazione conferma quello che tutti sanno da sempre: la zona interessata dal passaggio di Pedemontana è piena di diossina, eredità del “disastro ICMESA del 1976. Siamo messi una volta di più di fronte alla fragilità del nostro territorio e alla necessità di tutelarlo, insieme alla nostra salute. Questa tutela deve essere la priorità, e non una Autostrada insostenibile (da tutti i punti di vista, ambientale e finanziario) e che invece VA FERMATA.
Per una amara coincidenza, nella stessa settimana della comunicazione dei dati sulla persistente presenza di diossina nei nostri territori, è previsto il Convegno del 20 e 21 ottobre presso la FLA dal titolo “Resilienza e rischio nei 40 anni di Seveso” perfetta conclusione di un ciclo di iniziative commemorative (Seveso + 40) imperniate sulla “resilienza” (termine quanto mai di moda) e sulla retorica della “rinascita della comunità” e del recupero ambientale. Una narrazione che ha edulcorato e ripulito il passato e si propone di rassicurare per il futuro, ma che si scontra con i dati di realtà.
Ed è sconcertante ma in fondo indicativo, che ad officiare il secondo giorno del convegno intervenga quel Raffaele Cattaneo di cui molti a Seveso – e negli altri comuni colpiti dall’inquinamento -, ricordano le performances in materia di rischio diossina: dalle dichiarazioni alla TV Svizzera nel 2013 all’intervento presso la il Comitato delle Regioni presso l’Unione Europea a Bruxelles, nel giugno scorso (“ha fatto più danni l’allarmismo della diossina”).
Il problema diossina non è stato risolto veramente ma soltanto sminuito. Oggi ne abbiamo l’ennesima conferma.
Chiediamo alle Amministrazioni locali non solo di rendere disponibili ma di divulgare al più presto i dati della caratterizzazione, non per una procedurale “trasparenza” ma per l’assoluto e inviolabile diritto della popolazione a conoscere la situazione reale.
Chiediamo inoltre alle Amministrazioni di prendere atto una volta di più che l’unico modo per tutelare territorio e cittadini – per il problema diossina e non solo – è farla finita con questo inutile e dannoso progetto di Autostrada.
Si fermino per sempre i lavori di Pedemontana e si realizzino quanto prima un’ indagine su tutta l’area inquinata e un piano di messa in sicurezza definitivo del territorio a tutela della salute di tutti noi.
Coordinamento No Pedemontana
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Facebook: https://www.facebook.com/No-Pedemontana-574408359298181/?fref=ts
lunedì 17 ottobre 2016
Pedemontana e diossina: arrivano i dati dei carotaggi e superano i limiti di legge
Pubblichiamo di seguito i comunicati stampa dei Comuni della tratta B2.
Il Comune di Meda ha diffuso un comunicato "diverso" soprattutto nelle conclusioni. Qui potete trovare il commento di Sinistra e Albiente di Meda.
Pedemontana ha consegnato i risultati del Piano di Caratterizzazione delle aree coinvolte nell'incidente ICMESA
Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Seveso
Nei giorni scorsi la società "Pedemontana" ha consegnato ai Comuni della tratta B2 e C, gli esiti del piano integrativo di caratterizzazione sui terreni interessati dal passaggio della futura autostrada e colpiti dall'incidente Icmesa del 10 luglio 1976. Si tratta della relazione di accompagnamento che comprende i referti analitici di ogni singolo campionamento effettuato prima dell'estate, le relative tavole e il rapporto di commento predisposto dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA).
La corposa documentazione conferma sostanzialmente quanto le Amministrazioni Comunali hanno sempre sostenuto e cioè che la contaminazione residua derivante dall'incidente Icmesa comprende tutta l'area interessata dalla realizzazione della Pedemontana. E' la stessa società ad affermare che: "Le analisi effettuate sui campioni prelevati hanno evidenziato, in corrispondenza di aree che saranno interessate dal progetto della futura autostrada, condizioni di esubero dei limiti previsti per il parametro diossine sia per aree a destinazione verde/residenziale [...] nella zona B", che in aree a destinazione d'uso industriale". Nella zona "B", infatti, il limite previsto dalla legge rispetto alle concentrazioni di diossina presenti nei campioni è stato superato per circa il 40%, mentre si sono rilevati superamenti anche in "Zona A" (aree attigue al sedime della Milano-Meda) ed in "Zona R".
Dopo l'esame approfondito dei risultati della caratterizzazione i Comuni di Seveso, Cesano Maderno, Desio, Bovisio Masciago e Barlassina ribadiscono quanto già più volte affermato anche a Palazzo Lombardia: nessun intervento potrà essere effettuato senza un adeguato e condiviso consenso delle amministrazioni comunali, ed oggi, vista la documentazione prodotta, chiedono che vengano effettuati gli approfondimenti richiesti da ARPA nel suo rapporto di commento alle analisi, per una corretta definizione del modello concettuale della contaminazione, consistenti in ulteriori analisi dei campioni prelevati oppure l'effettuazione di nuovi sondaggi.
L'attenzione e la precauzione richiesta dalle varie amministrazioni comunali, che hanno risposto anche alle corrette sollecitazioni delle Comunità, ha portato alla realizzazione del nuovo piano di caratterizzazione con l'integrazione di quello del 2008. Ogni fase successiva dovrà obbligatoriamente coinvolgere i Comuni interessati dall'incidente Icmesa, visto che gli ultimi dati hanno evidenziato come non fossero sufficienti, per la tutela dei cittadini in particolare, proprio le analisi del 2008 come invece sempre sostenuto dalla società incaricata di realizzare l'autostrada con, almeno inizialmente, l'avvallo di Regione Lombardia.
La documentazione consegnata è agli atti delle singole Amministrazioni Comunali.
Firmato:
Piermario Galli, Sindaco di Barlassina
Paolo Butti, Sindaco di Seveso
Pietro Luigi Ponti, Sindaco di Cesano Maderno
Giuliano Soldà, Sindaco di Bovisio Masciago
Roberto Corti, Sindaco di Desio
Nei giorni scorsi la società “Pedemontana” ha consegnato ai Comuni della tratta B2 e C, gli esiti del piano integrativo di caratterizzazione sui terreni interessati dal passaggio della futura autostrada e colpiti dall'incidente Icmesa del 10 luglio 1976. Si tratta della relazione di accompagnamento che comprende i referti analitici di ogni singolo campionamento effettuato prima dell'estate, le relative tavole e il rapporto di commento predisposto dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA).
La corposa documentazione conferma sostanzialmente quanto la Amministrazione Comunale di Meda ha sempre sostenuto e cioè che la contaminazione residua derivante dall'incidente Icmesa comprende tutta l'area interessata dalla realizzazione della Pedemontana. E' la stessa società ad affermare che: “Le analisi effettuate sui campioni prelevati hanno evidenziato, in corrispondenza di aree che saranno interessate dal progetto della futura autostrada, condizioni di esubero dei limiti previsti per il parametro diossine, confermando sostanzialmente quanto emerso nelle analisi del 2008.
Ovviamente, chiediamo di ottemperare a quanto richiesto da ARPA.
L’Amministrazione Comunale di Meda ribadisce quanto già più volte affermato anche a Palazzo Lombardia: consolidare il tavolo tecnico come momento istituzionale di informazione e coinvolgimento dei Sindaci delle tratte interessate,ai fini di una corretta informazione ai cittadini delle fasi di realizzazione dell’opera.
L'attenzione e la precauzione richiesta dalle varie amministrazioni comunali, che hanno risposto anche alle corrette sollecitazioni delle Comunità, ha portato alla realizzazione del nuovo piano di caratterizzazione con l'integrazione di quello del 2008.
Solo in questo modo si potrà procedere alla realizzazione dell’intera opera infrastrutturale.
L’amministrazione comunale di Meda































