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mercoledì 19 febbraio 2020

La sinistra brianzola chiede un confronto pubblico e trasparente sull'accordo A2A - AEB


E' ormai di domino pubblico l'accordo di partership industriale tra A2A e AEB (Ambiente Energia Brianza). Il 27 gennaio 2020, un comunicato congiunto delle due aziende ne ha definito i contorni.

AEB è una società partecipata con quote di una serie di Comuni della Brianza (quota maggioritaria con il 54,6 % di Seregno), una società a capitale pubblico che si occupa di offrire una serie di servizi al territorio e che nel vicino futuro, con l'accordo con A2A, avrà con ogni probabilità prospettive e configurazioni differenti.

A2A è una multiutility con 12.000 dipendenti strutturata come Società per azioni, con quote azionarie così suddivise: 25% al Comune di Brescia, 25% al Comune di Milano, 49,2% di azionisti privati/mercato e 0,8% di A2A S.p.A. (azioni proprie).

Sull'argomento abbiamo ricevuto il seguente comunicato stilato da alcuni gruppi della sinistra brianzola.

ACCORDO A2A – AEB: PER UN  CONFRONTO PUBBLICO E TRASPARENTE

Da anni, come esponenti della politica locale, affermiamo la necessità di tutelare l’insieme di società partecipate che hanno finora garantito i servizi ai cittadini rappresentando un patrimonio pubblico.
Da alcuni giorni si è aperto il dibattito sulla possibile partnership territoriale tra A2A e AEB ed anche noi ne abbiamo discusso esaminandone i diversi aspetti e rilevandone le criticità più evidenti.
Chiediamo anzitutto che sulla questione si apra un confronto pubblico e trasparente per approfondire, sin da subito, le seguenti questioni che riteniamo fondamentali ed altre che potrebbero sorgere nel corso del dibattito:

1. Trasparenza e partecipazione. Chiediamo che tutti i soci, a prescindere dalle quote detenute, siano coinvolti fattivamente nella costruzione del percorso che dovrebbe portare alla definizione della partnership. E che tutti i consiglieri comunali che dovranno esprimersi siano pienamente informati e coinvolti per tempo. Chiediamo anche si apra un tavolo di confronto generale all’interno del territorio e che comprenda le forze politiche e sociali e che perciò nessuno tenti di ottenere il consenso operando comune per comune.

2. Livelli occupazionali. La nostra preoccupazione maggiore è rivolta alla piena occupazione di quanti oggi operano in AEB e nelle società controllate con l’obiettivo di “esternalizzazioni zero” e “precariato zero”.

3. Costi e qualità del servizio. Ci chiediamo quali ricadute avrà l’operazione sull’utenza. Chiediamo garanzie nei confronti dei cittadini che oggi usufruiscono dei servizi delle società pubbliche sia sul fronte dei costi che sulla qualità e la puntualità dell’erogazione dei servizi.

4. Sostenibilità. Riteniamo fondamentale conoscere, da subito, gli obiettivi che la nuova gestione si darà per raggiungere risultati importanti sul fronte della sostenibilità ambientale, sociale e territoriale nell’ambito dei servizi erogati attraverso la ricerca e l'investimento nelle energie rinnovabili.

5. Ciclo integrato dei rifiuti. Tra gli obiettivi di sostenibilità, non si può prescindere da quelli legati al ciclo integrato dei rifiuti, che secondo noi  dovrebbe essere un obiettivo da perseguire per realizzare un ambito di gestione territoriale che coinvolga BEA con l’obiettivo di “rifiuti zero”. Chiediamo, in particolare, maggiore trasparenza sul piano industriale che riguarderà la società Gelsia Ambiente, considerato il peso importante che la stessa riveste all'interno del Gruppo.

6. Governance e rappresentanza. Chiediamo chiarezza sul modello di coinvolgimento degli enti locali nei processi decisionali della nuova governance.  Non siamo d’accordo sulla proposta di consiglio di amministrazione avanzata secondo la quale all’insieme dei comuni che assommerebbero al 30% delle quote  viene assegnato un solo consigliere (su 10), a Seregno (col 36%) 4 consiglieri mentre A2A (col 33%) avrebbe sia l’Amministratore delegato che 5 consiglieri. Bisogna perciò studiare una soluzione che permetta contemporaneamente di eliminare gli attriti tra Seregno e gli altri comuni e di raggruppare il capitale dei comuni in modo da metterlo al sicuro e contare il giusto nel CDA.  Considerato il forte impatto sul territorio e i suoi cittadini, riteniamo necessarie garanzie per la tutela del controllo pubblico del territorio.

È bene che questo dibattito sia ampio e coinvolga pienamente tutti i soggetti interessati.
Per parte nostra, ci dichiariamo fin d’ora disponibili al confronto e all'approfondimento e a facilitare il dialogo tra tutte le parti.

Per un’Altra Seregno a Sinistra, Sinistra per Desio, PRC Muggiò, Sinistra e Ambiente (Meda), Impulsi (Meda), PRC Nova Milanese.

sabato 7 novembre 2015

Seregno: come fare cassa con mobilità e parcheggi


Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento di Per un'altra Seregno a sinistra

Il parcheggio sotterraneo di Piazza Risorgimento di 279 posti macchina venne aperto al pubblico il 23 Giugno 2008. Ad oggi, 4 Novembre 2015, sono perciò passati  7 anni e 4 mesi ovvero 2692 giorni. Un calcolo molto prudenziale, sulla base di un euro all'ora per cinque ore ogni posto macchina al giorno, comporta un mancato introito di almeno 500.000 euro all'anno ovvero 3.500.000 di euro nell'arco di sette anni.
Come si può vedere 500.000 euro sono più del doppio dell'introito minimo garantito al comune (200.000 euro) dalla ditta appaltatrice di tutti i parcheggi a pagamento di Seregno.
In sintesi, il solo parcheggio di Piazza Risorgimento, sarebbe più che sufficiente se fosse reso a pagamento come era logico e come il gruppo di Rifondazione Comunista prima e della Federazione della Sinistra successivamente, con i consiglieri Giuseppina Minotti e Francesco Mandarano, avevano chiesto fin dalla sua apertura. Questo senza contare i 3.500.000 persi per meri calcoli elettorali.
Purtroppo non vennero mai ascoltati né dalla maggioranza e nemmeno dagli altri partiti di minoranza (in primis il PD).

Abbiamo atteso ad esprimere il nostro parere sulla vicenda attuale anche per osservare, non essendo noi rappresentati in Consiglio Comunale, le reazioni delle diverse forze politiche.
In sintesi ci sembra che la maggioranza sia passata da un estremo all'altro: dal tutto gratuito al tutto a pagamento, col sospetto fondato che si punti solo a "fare cassa" (soprattutto per la ditta appaltatrice) mentre la minoranza non è in grado di fare una proposta politica che si discosti da un demagogico e inconcludente "no ai parcheggi a pagamento" facendo a gara a chi stampa manifesti col NO più grande.
Noi pensiamo che questo modo di fare non sia degno di chi, facendo parte di un Consiglio Comunale, dovrebbe analizzare la questione parcheggi tenendo conto delle diverse componenti che la caratterizzano.

Elenchiamo i più importanti termini della questione:
  1. Il PGT (Piano di governo del territorio) approvato di recente, dopo quasi un decennio di gestazione, sorvola allegramente sulla gestione del territorio dal punto di vista della mobilità.
  2. Non c'è, a Seregno, nessun Piano Urbano della Mobilità (PUM) mentre anche il Piano Urbano del Traffico (PUT) vigente era stato aggiornato oltre dieci anni orsono ed è perciò da rivedere. Così  non è dato sapere quale visione complessiva ci sia relativamente a insediamenti abitativi, commerciali, industriali, artigianali, di servizio, ... e il sistema della mobilità ivi compresa quella pedonale e ciclabile.
  3. La costruzione e la gestione delle aree di sosta rientra comunque a pieno titolo nella pianificazione territoriale. Perciò, in assenza dei predetti strumenti di pianificazione, si procede con interventi a capocchia il più delle volte inutili se non dannosi per il territorio.
  4. E' molto grave che si sia sottoscritta una convenzione con una ditta esterna perché questa non dipende da indicazioni di un PUM e di un PUT ma, al contrario, sarà proprio questa convenzione a preordinare, di fatto, i futuri PUM e PUT quando ci si deciderà a farli.
  5. E' evidente infatti, da quest'ultimo punto di vista, che quanti, anche all'interno della maggioranza, promettono aree di sosta periferiche connesse da navette mentono sapendo di mentire perché in conflitto di interessi con la scelta attualmente presa.
  6. In questi anni un po' per responsabilità delle amministrazioni che si sono succedute ed un po' per effetto di leggi regionali (come quella riguardante il recupero dei sottotetti) a Seregno si è costruito in abbondanza e ben al di sopra delle capacità di assorbimento del territorio relativamente al traffico veicolare. Il nuovo PGT non ha purtroppo mostrato, al riguardo, una inversione di tendenza.
  7. Il parcheggio a pagamento colpisce in modo indifferenziato chi ha redditi elevati e chi invece ha stipendi risicati (come ad esempio chi lavora nei diversi negozi o uffici del centro), chi viene in centro occasionalmente e chi invece ci abita. L'amministrazione ha invece preso una decisione senza avere preliminarmente fatto alcun tipo di indagine.
In sintesi riconfermiamo la nostra proposta che consiste nell'apertura immediata del percorso relativo all'adozione del Piano Urbano della Mobilità e, nel frattempo, come provvedimento provvisorio, di rendere a pagamento i soli parcheggi interrati ed in particolare quello di Piazza Risorgimento con opportuni correttivi per i lavoratori dipendenti ed i residenti.