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| Immagine tratta da Wikipedia |
A Seregno c'è una via dedicata a Evangelista Torricelli, il celebre fisico e matematico italiano. Nulla da eccepire, se non fosse per quella piccola abbreviazione sulla targa: “Ev. Torricelli”.
Una semplice abbreviazione? Non proprio.
Perché, nella lingua italiana, quando si abbrevia un nome proprio, la forma consueta è quella con la lettera iniziale e il punto: E. Torricelli.
“Ev.” invece ha un'altra storia. È infatti un'abbreviazione comunemente usata per evangelista, come in “gli Ev. Matteo, Marco, Luca e Giovanni”. Insomma, leggendo “Ev. Torricelli” per un attimo si potrebbe quasi pensare che Seregno abbia dedicato una strada a un misterioso Evangelista Torricelli in versione evangelista.
E le abbreviazioni, si sa, possono essere un piccolo campo minato.
E.V., per esempio, può indicare era volgare nelle indicazioni cronologiche; ev. può significare eventualmente; evang. può abbreviare evangelista o evangelico. E basta spostare una maiuscola o aggiungere un punto per ritrovarsi con un significato completamente diverso.
Naturalmente nessuno rischia di perdersi per una “v” di troppo. Ma l'odonomastica è anche questo: nomi, parole, abbreviazioni e segni che finiscono nello spazio pubblico e diventano parte della memoria della città. Per questo anche una targa merita attenzione: non è soltanto un'indicazione stradale, ma una piccola pagina di storia e di lingua esposta ogni giorno sotto gli occhi di tutti. E allora, forse, Ev. Torricelli potrebbe diventare un curioso caso di… omonimia abbreviata.
Chissà cosa avrebbe pensato il vero Evangelista Torricelli di questa piccola complicazione linguistica.


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