domenica 26 aprile 2026
Parco GruBrìa: tra nuove minacce e segnali positivi
Negli ultimi mesi il nostro blog ha dedicato diversi approfondimenti alla situazione del Parco GruBrìa, mettendo in evidenza le criticità e i rischi crescenti che insistono su uno dei pochi sistemi verdi rimasti in un territorio fortemente urbanizzato come quello della Brianza.
I segnali di pressione sul Parco sono molteplici e, in alcuni casi, già concretamente visibili.
Abbiamo raccontato degli impianti fotovoltaici previsti nei territori di Bovisio e Desio, interventi che sollevano interrogativi importanti sul consumo di suolo e sulla coerenza con la funzione stessa di un’area protetta. Abbiamo poi segnalato la pesante trasformazione in atto tra Desio e Seregno, dove una porzione significativa del Parco è stata compromessa per la realizzazione del grande deposito della metrotranvia.
Un’infrastruttura che, paradossalmente, rischia di nascere già monca: restano infatti forti dubbi sulla reale possibilità di completare l’intero tracciato, vista la mancanza di risorse economiche. Si fa sempre più concreta l’ipotesi che la linea possa fermarsi a Nova Milanese, rendendo ancora più evidente la sproporzione tra l’impatto ambientale già prodotto e l’utilità effettiva dell’opera.
A questi elementi si aggiungono altri progetti critici: la tangenziale Meda–Seregno che interessa il Parco del Meredo e la proposta – a dir poco discutibile – di realizzare un nuovo ospedale all’interno del Parco, in zona Dosso a Seregno. Un’ipotesi che, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore consumo di suolo in un contesto che dovrebbe invece essere preservato e valorizzato.
Di fronte a questo quadro, non mancano però segnali che vanno nella direzione opposta e che meritano di essere evidenziati.
È di questi giorni la notizia che i consigli comunali di Giussano, Meda e Cesano Maderno hanno deliberato l’adesione al futuro Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale, evoluzione dell’attuale Parco GruBrìa. Un passaggio importante nel percorso di regionalizzazione del Parco, che prosegue quindi con l’ingresso di nuovi comuni.
Si tratta, è bene dirlo, di aree non particolarmente estese. Tuttavia il loro valore non va misurato solo in termini di superficie: queste adesioni contribuiscono a rafforzare quella rete di connessioni ecologiche e corridoi verdi che rappresentano un elemento fondamentale in un territorio caratterizzato da un’altissima densità abitativa e infrastrutturale.
In contesti come quello brianzolo, infatti, la continuità ecologica è spesso più importante dell’estensione stessa delle singole aree: piccoli tasselli possono fare la differenza nel mantenere un minimo di equilibrio ambientale.
Il quadro che emerge è quindi, ancora una volta, contraddittorio: da un lato pressioni sempre più forti e interventi che rischiano di compromettere definitivamente porzioni di territorio; dall’altro, tentativi – ancora parziali ma significativi – di rafforzare gli strumenti di tutela e pianificazione.
Torneremo nei prossimi giorni ad approfondire nel dettaglio i singoli interventi e le evoluzioni in corso, perché ciò che accade oggi nel Parco GruBrìa non riguarda solo alcune aree verdi, ma il futuro ambientale complessivo del nostro territorio.
giovedì 16 aprile 2026
Meda, Seregno e la rotatoria dell’incertezza: opera finita, ma i conti con Pedemontana restano aperti
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| La rotatoria Einaudi / Wagner vista dall'alto. Immagine tratta dalla pagina Facebook del Comune di Seregno. |
La rotatoria tra via Wagner e via Einaudi, al confine tra Meda e Seregno, è ormai realtà. Un intervento atteso, motivato da esigenze di sicurezza stradale e già testato in forma sperimentale negli anni passati. Eppure, dietro un’opera apparentemente lineare, emergono interrogativi tutt’altro che secondari: quanto è costata davvero? E soprattutto, chi la pagherà alla fine?
Le informazioni disponibili arrivano da una risposta ufficiale fornita dal sindaco di Meda a un’interrogazione presentata dal consigliere di minoranza Proserpio, che ha chiesto chiarimenti su costi, accordi e garanzie legate all’opera.
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| Stralcio della risposta del Sindaco di Meda |
Dai documenti emerge che il costo complessivo dell’intervento è stato stimato in 500.000 euro, suddiviso tra lavori (circa 350mila euro) e somme a disposizione, tra cui IVA, spese tecniche, espropri e imprevisti. Si tratta però, almeno formalmente, ancora di una stima progettuale. Non è stato infatti reso noto un vero e proprio consuntivo finale dettagliato, che permetta di capire con precisione quanto sia stato effettivamente speso.
Nel frattempo, il Comune di Meda ha già versato la propria quota: 250.000 euro. Analogo impegno è stato sostenuto da Seregno, ente capofila dell’intervento.
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| Stralcio della risposta del Sindaco di Meda |
Il punto più delicato riguarda però il finanziamento reale dell’opera. La rotatoria rientra tra le opere connesse alla realizzazione dell’Autostrada Pedemontana Lombarda e, in teoria, dovrebbe essere a carico della concessionaria. Tuttavia, di fronte ai tempi incerti di completamento dell’infrastruttura, i due Comuni hanno deciso di procedere autonomamente, anticipando le risorse necessarie, con l’intenzione di chiederne successivamente il rimborso.
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| Il protocollo d'intesa firmato nel novembre 2023 |
È proprio su questo passaggio che si concentrano i principali elementi di criticità. Dalla documentazione richiamata nella risposta del sindaco non risulta infatti l’esistenza di un accordo formale preventivo con la concessionaria che garantisca il riconoscimento delle spese, i tempi di rimborso o l’integrale copertura dei costi. In sostanza, i Comuni hanno agito “in via sostitutiva”, anticipando fondi pubblici senza una cornice contrattuale definita con il soggetto che dovrebbe sostenere l’onere finale.
La questione del rimborso, peraltro, non emerge oggi per la prima volta. Già nella Commissione consiliare Lavori Pubblici del Comune di Seregno del dicembre 2022, l'assessore Borgonovo aveva affermato che, una volta realizzata l’opera, si sarebbe proceduto a chiedere a Pedemontana il rimborso delle somme anticipate oppure la realizzazione di opere compensative di pari valore. A distanza di tempo, però, non risultano ancora atti formali che definiscano in modo chiaro tempi, modalità e garanzie di questo passaggio.
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| Stralcio Verbale della Commissione LL.PP. Seregno, 16/12/2022 |
Ad oggi, sempre secondo quanto riportato nella risposta all’interrogazione, sono in corso le operazioni di collaudo. Solo al termine di questa fase verrà presentata la richiesta ufficiale di rimborso. È stato riferito che la concessionaria è già stata informata a più riprese, ma questo non equivale a un impegno vincolante.
La questione, a questo punto, diventa inevitabile: cosa succede se Pedemontana non rimborsa, o lo fa solo parzialmente? Non si tratta di un’ipotesi astratta. Il rimborso potrebbe essere ritardato, ridotto oppure riconosciuto in forme diverse, ad esempio attraverso opere compensative. In tutti questi casi, il rischio ricadrebbe direttamente sui bilanci comunali, cioè sulle risorse pubbliche già impegnate.
Nessuno mette in dubbio l’utilità della rotatoria, soprattutto in termini di sicurezza e fluidità del traffico. La scelta di intervenire può essere letta come una risposta concreta a un bisogno reale del territorio. Tuttavia, il tema della gestione economica resta aperto e merita attenzione. Anticipare risorse pubbliche senza garanzie formali solide rappresenta una scelta che espone a margini di incertezza che non possono essere ignorati.
La partita, di fatto, non è chiusa. Con l’opera ormai completata, il passaggio decisivo sarà la richiesta di rimborso e la risposta della concessionaria. Solo allora si potrà capire se l’intervento si chiuderà senza conseguenze per le casse comunali oppure se la rotatoria rischia di trasformarsi, almeno in parte, in un costo definitivo per i cittadini.
mercoledì 1 aprile 2026
Periferie unite, confini superati: verso la fusione di Meda e Seregno
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| I volantini pronti per la distribuzione |
Negli ultimi mesi, lontano dai riflettori della politica ufficiale, qualcosa ha iniziato a muoversi nelle zone più periferiche di Meda e Seregno. In particolare, alcuni abitanti del quartiere Polo e del quartiere Ceredo hanno cominciato a confrontarsi in modo sempre più strutturato sui problemi quotidiani dei loro territori. Sono stati loro a contattarci per anticiparci le iniziative che stanno per mettere in campo.
Parliamo di cittadini che vivono da anni queste aree di confine, zone che pagano un prezzo alto in termini di attenzione politica e investimenti. Tra viabilità caotica, consumo di suolo, rumore, timore di riduzione degli spazi verdi fruibili e decisioni calate dall’alto, il sentimento comune è quello di essere diventati invisibili. Invisibili soprattutto per amministrazioni locali percepite come sempre più lontane, concentrate sui centri cittadini e molto meno attente alle periferie.
Da questa delusione, ma anche da un forte senso di appartenenza e responsabilità, è nato un ragionamento collettivo: se i problemi sono condivisi, perché continuare ad affrontarli separatamente? Se il confine amministrativo non aiuta a risolverli, perché non ripensarlo?
È in questo contesto che prende forma l’idea dei volantini “Fare Meda e Seregno più grandi”, che verranno distribuiti nelle prossime settimane (a noi anticipati). Uno slogan dal tono volutamente spiazzante, ma fondato su una proposta concreta: avviare un percorso che porti alla fusione dei due Comuni in un’unica realtà amministrativa. Non solo collaborazione, dunque, ma un vero superamento dell’attuale assetto, per costruire una città più ampia, più forte e più capace di pianificare in modo unitario il proprio sviluppo.
Per capire meglio come nasce questo percorso e quali sono le sue reali ambizioni, abbiamo incontrato due dei cittadini che hanno contribuito ad avviare il confronto: Luca Carpi, per il Ceredo, e Alberto Palombo, per il Polo.
Intervista
D: Luca, partiamo dal Ceredo. Cosa vi ha spinto a iniziare questo confronto tra cittadini?
R (Luca): La sensazione di essere rimasti ai margini. Le decisioni che incidono sulla nostra qualità della vita — traffico, infrastrutture, consumo di suolo — vengono prese senza ascoltare chi qui ci vive. Abbiamo provato più volte a partecipare alle assemblee di quartiere e a interloquire con l’amministrazione, ma spesso le risposte sono state tardive o inesistenti.
D: Alberto, dal punto di vista del Polo la situazione è simile?
R (Alberto): Molto simile. Anche qui ci sentiamo periferia della periferia. Siamo a ridosso di grandi infrastrutture, subiamo gli effetti delle scelte altrui, ma senza reali benefici. A un certo punto abbiamo capito che i problemi del Polo e del Ceredo non sono paralleli: sono gli stessi.
D: Ed è così che nasce l’idea del volantino?
R (Luca): Esatto. Il volantino è una scintilla. Usa un linguaggio provocatorio perché rompe uno schema mentale, ma la proposta è estremamente concreta: unire le forze in un unico Comune per affrontare insieme le criticità.
D: Quindi non solo protesta, ma un progetto politico vero e proprio.
R (Alberto): Assolutamente. Non è un atto contro qualcuno, ma a favore di un’idea diversa di città e di territorio. Se le amministrazioni faticano a coordinarsi o a dare risposte omogenee, forse è il modello stesso che va ripensato.
D: Partiamo dall’obiettivo centrale. Perché ritenete necessaria la fusione tra Seregno e Meda?
R (Luca): Perché nella vita quotidiana le due città sono già integrate. Scuole, lavoro, commercio, viabilità: tutto è intrecciato. Continuare a mantenerle separate sul piano amministrativo significa duplicare strumenti e frammentare le decisioni. La fusione permetterebbe una pianificazione unica, più efficiente e più lungimirante.
D: Molti potrebbero considerarla una proposta irrealistica.
R (Alberto): Sorridiamo, perché l’idea è forte. Ma non è una fantasia. È una scelta che in altre parti d’Italia è già stata fatta con benefici concreti. Qui significherebbe creare una realtà più grande, più strutturata e più competitiva.
D: Uno dei punti più discussi riguarda la tangenziale di Pedemontana.
R (Luca): Sì. La tangenziale rappresenta, per molti residenti, una visione superata dello sviluppo: consumo di suolo, quartieri divisi, qualità della vita sacrificata. In un Comune unico sarebbe più semplice affrontare il tema con una strategia coerente, pensando alla riconnessione urbana e ambientale delle aree oggi frammentate.
D: E qui entra in gioco il Parco del Meredo.
R (Alberto): Esatto. L’ampliamento e la valorizzazione del Parco del Meredo sono centrali nella nostra visione. L’idea è creare un grande polmone verde continuo, superando la logica dei confini e restituendo spazio pubblico di qualità ai residenti.
D: Nel volantino parlate anche di un’area umida.
R (Luca): Sì, un laghetto integrato nel sistema del Parco, pensato per la biodiversità e la fruizione sostenibile. Ospiterebbe fauna ittica compatibile, come il persico trota, già diffuso negli ambienti d’acqua dolce lombardi.
D: Come cambierebbe la vita quotidiana con un unico Comune?
R (Alberto): Con un piano del traffico unitario, meno frammentato. Meno attraversamenti inutili, più sicurezza, più silenzio per zone come il Ceredo e il Polo, spesso penalizzate da decisioni non coordinate.
D: In conclusione, qual è il messaggio che volete lanciare?
R (Luca): Superare campanilismi e confini che oggi non hanno più senso. La fusione non è una provocazione fine a sé stessa, ma una proposta seria per costruire un territorio più coerente, più verde e più vivibile.
D: Cosa vi proponete concretamente con il volantino?
R (Luca e Alberto, all’unisono): Vogliamo avviare un percorso pubblico verso la fusione dei due Comuni. Inizieremo come gruppo di pressione civica, ma se necessario siamo pronti a presentarci alle prossime elezioni comunali. I nostri slogan lo dicono chiaramente: “Fare Meda sempre più grande” e “Fare Seregno sempre più grande”. Per noi significa una cosa sola: farle diventare una sola città.
mercoledì 28 gennaio 2026
Tangenziale Meda–Seregno: una modifica possibile per migliorare la viabilità
In seguito alla pubblicazione del nostro post del 23 gennaio scorso sulla tangenziale Meda–Seregno, abbiamo ricevuto il seguente contributo da Enrico Radice, medese, che interviene nel dibattito aperto anche dall’articolo del Giornale di Seregno del 20 gennaio.
Riteniamo utile riportarlo integralmente, perché pone una questione specifica di carattere viabilistico che merita attenzione e approfondimento.
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| Progetto di Pedemontana |
di Enrico Radice
La prevista rotatoria della tangenzialina tra la via Indipendenza di Meda e la via Cadore di Seregno, invita all’accesso al centro di Seregno e non tiene conto dell’indispensabile allineamento, per quanto possibile, con la via Einaudi di Meda e a seguire Cabiate, Mariano C.se, viabilità in sicurezza esterna ai centri abitati.
Con una possibile modifica in corso d’opera di almeno 20 metri in arretramento al confine di Meda, si raggiungerebbe un parziale risultato dell’importante lavoro del progetto sulla viabilità intercomunale, che dal 2010 ha svolto con grande impegno il Centro Promozione Brianza di Cabiate; al quale va anche attribuito sin da quella data la diffusione concertata con Pedemontana delle nove mostre e dei pannelli illustrativi indirizzati per la pubblica visione ai singoli Comuni del progetto autostradale.
Mostre e progetto, che come evidenziato da questa necessaria rettifica, sarebbero dovuti essere sin dall’epoca oggetto di attenzione e indicazioni dei Comuni interessati, per confrontarsi e concertarsi con Autostrada Pedemontana Lombarda.
Una presentazione speciale è stata realizzata su richiesta del Comune di Seveso presso l’Istituto Comprensivo De Gasperi.
Dopo la presentazione del progetto nel 2009 presso Assolombarda a Milano, il Centro Promozione Brianza di Cabiate ha promosso ed organizzato un importante convegno a Villa Gallia di Como per illustrare l’avanzamento dei lavori.
Nostro commento
Il contributo di Enrico Radice mette a fuoco un nodo preciso del progetto della cosiddetta “tangenzialina” di Meda: il ruolo e la collocazione della rotatoria prevista tra via Indipendenza (Meda) e via Cadore (Seregno).
La critica non riguarda tanto l’opera in sé, quanto la sua funzione viabilistica. Secondo Radice, così come progettata, la rotatoria rischia di svolgere un ruolo opposto a quello che una infrastruttura di questo tipo dovrebbe avere: invece di favorire il traffico di attraversamento esterno ai centri abitati, finisce per indirizzare i flussi verso il centro di Seregno, aggravando una situazione già delicata.
Il tema centrale è quello della viabilità intercomunale, ovvero di una rete di collegamenti pensata per cittadini e imprese che consenta spostamenti sicuri ed efficienti tra i Comuni, senza scaricare il traffico nei quartieri residenziali. In questa prospettiva, Radice richiama la necessità di un miglior allineamento del nuovo tracciato con via Einaudi a Meda e, più in generale, con l’asse che conduce verso Cabiate e Mariano Comense.
L’elemento interessante è che la soluzione ipotizzata non è radicale: una modifica di limitata entità, stimata in un arretramento di circa 20 metri della rotatoria verso il confine di Meda, che potrebbe migliorare sensibilmente la funzionalità complessiva dell’opera. Ed è importante sottolineare che, allo stato attuale, una modifica progettuale risulta ancora possibile.
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| Progetto alternativo della rotonda Cadore / Indipendenza (Luciano Minotti, settembre 2025) |
Su questo punto, come Brianza Centrale, avevamo già avanzato una proposta nel post del settembre 2025, riportando un’ipotesi progettuale elaborata da Luciano Minotti. Una proposta che, per quanto noto, non comporterebbe costi aggiuntivi per Pedemontana, ma consentirebbe di risolvere gran parte delle criticità oggi evidenziate.
In quel contributo si sottolineava come sia necessaria una pianificazione complessiva del traffico, capace di individuare alcune strade primarie sulle quali indirizzare i flussi intercomunali e interurbani (Wagner, Einaudi, Indipendenza, Orcelletto verso Mariano e Giussano, Porada–Nazioni Unite), accompagnata da scelte coerenti sulla circolazione: doppi sensi, sensi unici, organizzazione delle rotatorie e introduzione di sistemi semaforici intelligenti.
All’interno di questa visione, assume un ruolo centrale anche l’attenzione alla mobilità dolce, con percorsi pedonali e ciclabili protetti, e la possibilità di restituire qualità urbana a spazi oggi penalizzati dal traffico. È il caso, ad esempio, del tratto di via Cadore tra viale Tiziano e la rotatoria di Pedemontana, che potrebbe essere liberato dal traffico di transito e trasformato in un vero centro di vita del quartiere, con verde pubblico, spazi pedonali e una valorizzazione del patrimonio edilizio storico esistente.
Il contributo di Radice, dunque, non introduce una polemica astratta, ma riporta l’attenzione su una questione concreta: il progetto può ancora essere migliorato, con interventi mirati e realistici, se si ha la volontà di guardare alla tangenziale non come a un semplice collegamento locale, ma come a un tassello di una più ampia strategia di mobilità intercomunale.
lunedì 26 gennaio 2026
Meda–Seregno. Compensazioni ambientali: i conti della rotatoria Einaudi–Wagner
La rotatoria tra via Einaudi (Meda) e via Wagner (Seregno) è ormai praticamente conclusa. È quindi utile ricordare ai cittadini dei due comuni un impegno preciso, messo nero su bianco nel verbale della Commissione Consiliare Lavori Pubblici del Comune di Seregno del 16 dicembre 2022.
In quella sede, il presidente della Commissione, Sabia, aveva sollevato una questione chiara: come sarebbe stato gestito il rapporto con Pedemontana, considerato che la rotatoria rientra tra le opere compensative legate alla realizzazione dell’autostrada.
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| Stralcio Verbale della Commissione LL.PP. Seregno, 16/12/2022 |
La risposta dell’assessore Borgonovo era stata altrettanto chiara: una volta realizzata l’opera, Pedemontana sarebbe stata informata e il Comune avrebbe chiesto o il rimborso dell’importo anticipato (250.000 euro per Seregno, su un totale di 500.000 euro condivisi con Meda) oppure la realizzazione di altre opere di compensazione di pari valore.
Oggi non sappiamo quali passi siano già stati fatti dal Comune di Seregno né a che punto sia il confronto con Pedemontana. Proprio per questo è il momento di sapere come sono andate, o come stanno andando, le cose: se è stato richiesto un rimborso, se sono state individuate opere alternative, o se il confronto è ancora in corso.
Un punto però deve essere chiaro: questa vicenda va tenuta distinta da eventuali ulteriori o altre richieste di compensazione ambientale che il Comune di Seregno sta portando avanti in relazione alla tangenziale o ad altre infrastrutture.
Qui si parla di soldi anticipati dal Comune per un’opera che, per stessa ammissione dell’amministrazione, rientra nelle compensazioni di Pedemontana. Anche in caso di rimborso diretto, quelle risorse dovrebbero essere destinate a compensazioni ambientali, non confuse con altre partite.
Separare i piani non è un dettaglio tecnico, ma un atto di trasparenza dovuto ai cittadini.
venerdì 23 gennaio 2026
Tangenziale Meda-Seregno. Assemblea di quartiere e viabilità: quando i cittadini aiutano a correggere i progetti
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| La rotatoria Einaudi / Wagner vista dall'alto. Immagine tratta dalla pagina Facebook del Comune di Seregno. |
Nell’articolo pubblicato martedì 20 gennaio dal Giornale di Seregno, il sindaco di Meda afferma che la nuova rotatoria tra le vie Einaudi e Wagner sarebbe stata “studiata per ripristinare il doppio senso di circolazione su via Einaudi”. Una dichiarazione che, letta oggi, non può che far piacere: il ripristino del doppio senso è una richiesta che come cittadini e come blog Brianza Centrale abbiamo avanzato più volte, nell’interesse della vivibilità del quartiere Ceredo e di una gestione più razionale del traffico.
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| L'articolo pubblicato su "Il Giornale di Seregno" del 20/01/2026 |
Tuttavia, se in questi mesi sono emersi dubbi e perplessità, non è certo per fantasia o “sogni” di qualcuno, ma per elementi oggettivi. Sia il progetto originario sia la realizzazione concreta della nuova rotatoria Einaudi/Wagner consentono infatti il solo transito in senso unico in direzione nord. Si tratta però di una configurazione che può essere corretta con una modifica di poco conto, tale da consentire il ripristino del doppio senso di circolazione. È un dato tecnico, non un’opinione.
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| Il progetto della rotonda appena realizzata su via Einaudi/Wagner. Come si può notare, da via Cadore / Indipendenza, è consentito il solo transito in senso unico in direzione nord. |
Per questo va riconosciuto un merito importante all’assemblea del quartiere Ceredo di Seregno: aver sollevato la questione pubblicamente ha permesso di chiarire un aspetto che altrimenti sarebbe passato sotto silenzio e ha spinto le due amministrazioni coinvolte a prendere atto della necessità di correggere quanto indicato dal progetto.
Via Indipendenza: il senso unico non è un’invenzione
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| PGTU Meda. Particolare Tav. 8 |
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| PGTU Meda. Part. Tav. 9 |
Sul tema del senso unico in via Indipendenza, stupisce leggere prese di distanza così nette. Il sindaco Santambrogio infatti afferma: «Non è assolutamente vero». Nessuno se lo è “inventato”: è nero su bianco nel PGTU di Meda approvato nel 2018.
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| Estratto dal PGTU Meda |
Quel documento prevedeva il senso unico proprio per deviare il traffico di attraversamento sugli assi esterni, garantire l’accessibilità alle attività e riqualificare la via, incrementando anche gli spazi di sosta.
Prendiamo atto del cambio di posizione, motivato dalla presenza di un supermercato e di alcune attività. Curiosamente, si tratta delle stesse motivazioni che il Piano utilizzava per proporre l’istituzione del senso unico.
La rotatoria di via Cadore
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| La rotatoria di via Cadore prevista dal progetto di Pedemontana |
Infine, un passaggio sulla futura rotatoria di via Cadore. È stata richiamata l’ipotesi di una soluzione definita “a biscotto”, senza che al momento siano stati presentati elaborati o indicazioni progettuali che ne chiariscano caratteristiche e funzionamento.
Quella di via Cadore è in ogni caso una rotatoria che rappresenta un nodo viabilistico strategico, fondamentale per la fluidificazione del traffico in un’area già oggi molto sollecitata. Proprio per questo, qualsiasi soluzione dovrà essere il risultato di una progettazione estremamente accurata, basata su flussi di traffico reali e su scenari futuri.
L’obiettivo deve essere uno solo: ridurre congestionamenti, rallentamenti e blocchi, anche prevedendo l’indirizzamento delle automobili lungo percorsi obbligati e più funzionali, che possono comportare tragitti leggermente più lunghi. È una scelta che va nella direzione giusta, perché meno traffico fermo significa anche meno inquinamento, meno rumore e una migliore qualità della vita per chi vive nei quartieri interessati.
domenica 18 gennaio 2026
Consumo di suolo e traffico nei quartieri: cosa non torna nella tangenziale Meda–Seregno
Le criticità ambientali e viabilistiche evidenziate da un articolo di Enrico Radice su Medinforma.
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| Immagine elaborata da Enrico Radice (Medinforma) |
La realizzazione della cosiddetta “tangenzialina di Meda”, inserita nel contesto delle opere connesse all’Autostrada Pedemontana, continua a sollevare forti perplessità sotto il profilo ambientale, urbanistico e della reale efficacia viabilistica. Un’analisi articolata di queste criticità è stata recentemente proposta da Enrico Radice in un intervento pubblicato su Medinforma il 12 gennaio 2026, a seguito dell’incontro con Pedemontana tenutosi a Seregno il 22 luglio 2025.
(Fonte: Medinforma – “Con la tangenzialina è ancora più indispensabile agevolare la viabilità intercomunale bloccata”).
Nel corso degli anni, occupandoci della tangenziale Meda–Seregno, abbiamo sempre cercato di mantenere uno sguardo sovracomunale, consapevoli che le grandi infrastrutture non rispettano i confini amministrativi ma ridistribuiscono traffico, impatti ambientali e consumo di suolo sull’intero territorio. Pur privilegiando spesso il punto di vista di Seregno, che subisce l’intervento più invasivo, non abbiamo mai considerato questa opera come un problema esclusivamente seregnese.
Proprio per questo l’intervento di Radice, su Medinforma, assume un valore particolare: conferma molte delle criticità già evidenziate nei quartieri del Meredo e del Ceredo di Seregno e nel Meredo di Seveso, ma dimostra anche come nemmeno Meda trarrà benefici reali dall’opera.
Radice chiarisce come il tracciato della tangenziale sia stato determinato dalla volontà dell’Amministrazione comunale di Meda, e non da un percorso partecipato con i cittadini. In particolare, risultano esclusi dal processo decisionale proprio gli abitanti del Quartiere Polo, che subiranno le conseguenze più pesanti dell’infrastruttura.
Le ricadute evidenziate sono significative:
- una barriera fisica all’accesso del Parco del Meredo (Plis GruBrìa), area di grande valore ambientale;
- un’invasione infrastrutturale a ridosso delle residenze di via Po;
- attraversamenti viari giudicati “fuori da ogni logica” rispetto alla sicurezza urbana e alla tutela del territorio.
Dal punto di vista ambientale, uno degli aspetti più critici è la trasformazione di aree verdi agricole in spazi destinati a nuova urbanizzazione. La tangenzialina non valorizza il paesaggio, ma rischia di innescare:
- perdita irreversibile di suolo agricolo;
- frammentazione ecologica;
- aumento dell’impermeabilizzazione del terreno.
Tutto questo avviene senza un reale miglioramento proporzionato della mobilità, rendendo l’opera difficilmente difendibile sul piano della sostenibilità.
Il cuore dell’analisi di Radice è che la “tangenzialina di Meda” non migliora il collegamento con lo svincolo di Pedemontana per Meda, Seregno, Cabiate, Mariano Comense e per la Brianza centrale.
In particolare:
- la nuova rotatoria di via Wagner–Einaudi rimane scollegata in modo efficiente dalla rotatoria in costruzione tra via Einaudi–Indipendenza–Cadore;
- il mantenimento del senso unico di via Einaudi verso la provincia di Como costringe a lunghi percorsi alternativi.
Radice quantifica chiaramente i disagi:
- 750 metri passando da Edison–Fermi–sovrappasso Maroncelli;
- oltre 1 km passando da Wagner–Tiziano–Cadore.
Questi percorsi convoglieranno ulteriore traffico nel Quartiere Polo, aggravando l’inquinamento atmosferico e acustico.
Un passaggio centrale dell’intervento di Radice riguarda il traffico di ritorno verso lo svincolo di Meda. Secondo la sua analisi, i quartieri produttivi e commerciali non utilizzeranno la tangenzialina di via Vignazzola, ma attraverseranno direttamente il Quartiere Polo, in particolare:
- via Po,
- via Tre Venezie,
- via Gorizia.
Questo significa che Meda subirà:
- una nuova infrastruttura invasiva;
- un peggioramento della qualità urbana;
- un aumento del traffico nei quartieri residenziali,
senza risolvere le proprie criticità storiche. Un sacrificio che, come sottolinea Radice, appare difficilmente spiegabile se non guardando oltre la sola funzione viabilistica.
Nel suo intervento su Medinforma, Radice introduce un tema che raramente viene affrontato apertamente nel dibattito pubblico.
L’ipotesi che emerge dal suo articolo, e che merita un serio approfondimento, è che la tangenzialina non sia pensata prioritariamente per migliorare la mobilità, ma per ridefinire il destino urbanistico delle aree attraversate, trasformando terreni agricoli e spazi verdi in aree “strategiche”, potenzialmente edificabili o appetibili sul mercato immobiliare.
Si tratta di un’ipotesi, non di un’affermazione, ma che risulta coerente con:
- l’assenza di reali benefici viabilistici;
- la localizzazione del tracciato;
- la trasformazione irreversibile del territorio coinvolto.
In questo scenario, i costi ambientali e sociali ricadono sui quartieri più fragili, mentre i possibili benefici si concentrano altrove.
Alla luce di tutte queste considerazioni, emerge una domanda che l’intervento di Radice rende ancora più difficile da eludere: perché si vuole costruire una tangenziale che crea nuovi problemi al Meredo e al Ceredo di Seregno, al Meredo di Seveso, senza eliminare nemmeno quelli di Meda?
Se l’opera:
- non risolve il traffico,
- non tutela i quartieri,
- non salvaguarda il suolo,
- non migliora l’accesso ai servizi,
allora non siamo di fronte a un’infrastruttura necessaria, ma a una scelta politica che redistribuisce i problemi senza affrontarli davvero.
Radice indica soluzioni concrete e a basso impatto ambientale:
- apertura del tratto a senso unico di via Einaudi;
- attivazione della rotatoria via Einaudi/Trieste con collegamento a via Buozzi;
- riapertura del collegamento tra via Calabria (Meda) e via Leonardo da Vinci (Cabiate);
- completamento del collegamento di via Alla Porada, parte di una tangenziale esterna ai centri abitati da Desio al Canturino.
Soluzioni che ridurrebbero il traffico senza nuovo consumo di suolo e che richiedono solo volontà politica.
giovedì 15 gennaio 2026
Tangenziale Meda-Seregno, viabilità di quartiere, piste ciclabili e spazi pubblici: il futuro del Ceredo resta appeso alle trattative
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| Gli interventi previsti dal Piano del Traffico su via Cadore |
Martedì 13 gennaio 2026 si è tenuta l’assemblea del quartiere Ceredo di Seregno presso il Centro Ambientale di via Alessandria. All’incontro hanno partecipato una trentina di residenti. Per la Giunta comunale erano presenti il sindaco Alberto Rossi e tre assessori. Il Consiglio direttivo del Comitato di Quartiere era presente al completo.
In questo post ci soffermiamo esclusivamente sui temi che da tempo ci stanno a cuore e che abbiamo già affrontato in diversi articoli del blog.
Abbiamo appreso con favore che alcune criticità, sollevate da noi e da altri cittadini, siano state finalmente prese in considerazione dall’Amministrazione comunale. In particolare ci riferiamo a:
- il ripristino del doppio senso di circolazione nel tratto di via Einaudi compreso tra via Cadore / via Indipendenza e via Wagner;
- la rimodulazione della nuova rotatoria di via Cadore;
- il raccordo con la pista ciclabile che il Comune di Meda intende realizzare in via Indipendenza;
- la riqualificazione di via Cadore nel tratto che va dal confine comunale fino a via Tiziano.
Si tratta di interventi fondamentali per la vivibilità e la sicurezza del quartiere. Tuttavia, è emerso chiaramente come queste aperture non si siano ancora tradotte in impegni concreti. Molte delle opere citate dovranno infatti essere negoziate con altri enti, in particolare con il Comune di Meda e con Pedemontana.
Ed è proprio qui che nascono le nostre preoccupazioni: i tempi a disposizione sono molto ristretti e il rischio è che modifiche essenziali per il quartiere non riescano a vedere la luce o vengano fortemente ridimensionate.
Un’altra notizia emersa durante l’assemblea riguarda i tempi di realizzazione della “tangenziale Meda-Seregno”, il cui completamento, inizialmente previsto per agosto-settembre, slitterà a fine anno.
Infine, si è parlato della possibile riqualificazione del tratto di via Tiziano davanti alle scuole, con ipotesi di pedonalizzazione e depavimentazione. Un tema che riteniamo centrale in un’ottica di sicurezza, salute e qualità dello spazio pubblico. Al momento, però, siamo ancora alle discussioni preliminari e non sembra esserci unanimità, soprattutto rispetto all’eliminazione dei parcheggi e del traffico veicolare.
sabato 10 gennaio 2026
Seregno. Ceredo al centro dei cambiamenti: perché è importante partecipare all’assemblea di martedì 13 gennaio
Martedì 13 gennaio 2026, alle ore 21, presso il Centro Ambientale di via Alessandria a Seregno, si terrà l’assemblea pubblica del Comitato di quartiere Ceredo. Un appuntamento che assume una valenza particolare e strategica, perché arriva in una fase cruciale per il quartiere, destinato nei prossimi mesi – e anni – a essere profondamente interessato da importanti interventi sulla viabilità.
Non si tratta di singoli lavori isolati, ma di un insieme di opere che rischiano di modificare in modo strutturale i flussi di traffico, la qualità dello spazio urbano e la vivibilità del quartiere. Proprio per questo è fondamentale informarsi, capire e partecipare.
1. La rotatoria Wagner–Einaudi
È in fase di completamento la rotatoria all’incrocio tra via Wagner e via Einaudi. L’avvio dei lavori, a fine ottobre, ha generato comprensibili criticità per il traffico di attraversamento del quartiere, con disagi significativi per residenti e pendolari.
La situazione è però migliorata dopo la riapertura, prima di Natale, di via Wagner e via Einaudi, chiuse temporaneamente per consentire l’esecuzione delle opere. Oggi le maggiori difficoltà di traffico possono dirsi superate.
Resta tuttavia una scelta progettuale che solleva perplessità: il mantenimento del senso unico nel tratto di via Einaudi tra via Cadore e via Wagner.
Considerando che è già prevista la realizzazione di una nuova rotatoria su via Cadore, a servizio dell’accesso alla tangenziale verso Pedemontana, sarebbe stato più logico e prudente predisporre fin da subito via Einaudi a doppio senso di marcia.
In questo modo si sarebbe evitato – e si potrebbe ancora evitare – che il traffico diretto alla nuova infrastruttura sia costretto ad attraversare il quartiere, con ricadute negative su rumore, sicurezza e qualità dell’aria.
2. La nuova rotatoria su via Cadore
Il secondo grande tema riguarda la nuova rotatoria su via Cadore, che fungerà da terminale della tangenziale verso lo svincolo di Pedemontana.
Si tratta di un’opera potenzialmente molto impattante, perché destinata ad attrarre traffico non solo locale ma anche di attraversamento.
Per questo gli interventi previsti su via Cadore – inseriti anche all’ordine del giorno dell’assemblea – dovrebbero essere affrontati con grande attenzione. Dal nostro punto di vista, non basta parlare genericamente di “mitigazione del traffico”: servono scelte chiare di limitazione del traffico.
In particolare riteniamo necessario:
- ridurre le dimensioni della rotatoria di progetto, per limitarne l’attrattività per il traffico di attraversamento;
- ripristinare il doppio senso di circolazione in via Einaudi, per distribuire meglio i flussi;
- accompagnare le opere con interventi che disincentivino il traffico parassita, tutelando il quartiere e i suoi abitanti.
3. Gli effetti sul confine con Meda
Le trasformazioni non riguardano solo Seregno. Il PGTU del Comune di Meda prevede che, una volta realizzate le due rotatorie, il traffico nel tratto terminale di via Indipendenza (proseguimento di via Cadore) diventi a senso unico in direzione Seregno.
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| Immagine tratta dal PGTU di Meda |
È una scelta che avrà conseguenze rilevanti e che merita una valutazione attenta degli effetti sul quartiere del Ceredo e sulla viabilità complessiva dell’area.
Sempre Meda ha inoltre previsto la riqualificazione di via Indipendenza con una pista ciclabile, che dal confine con Seregno arriva fino quasi al centro cittadino. Un intervento positivo, ma che rischia di essere monco se la pista “finisce nel nulla” al confine comunale. Sarebbe auspicabile una piena interconnessione con la rete ciclabile di Seregno, per costruire una mobilità davvero sostenibile e continua, non spezzettata da confini amministrativi.
Un’assemblea da non perdere
Come si vede, i temi in discussione sono numerosi, complessi e decisivi per il futuro del quartiere Ceredo: traffico, sicurezza, qualità dello spazio pubblico, mobilità sostenibile, rapporti tra comuni confinanti.
Per questo l’assemblea di martedì non è un appuntamento come gli altri. Una partecipazione ampia e consapevole dei cittadini è fondamentale per portare osservazioni, proposte e richieste chiare alle istituzioni.
Il futuro del quartiere si decide anche così: informandosi, confrontandosi e partecipando.
Martedì 13 gennaio, ore 21: esserci conta.
sabato 3 gennaio 2026
Tangenziale di Pedemontana, rotatoria di via Nazioni Unite e traffico “indotto”
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| La nuova rotatoria di via Nazioni Unite a Seregno e il rischio traffico da Pedemontana. In verde le zone sensibili a rischio traffico. |
Va chiarito fin dall’inizio che la richiesta della rotatoria è fortemente sostenuta dagli abitanti della zona e dal Comitato di Quartiere, e questa esigenza non è oggetto di discussione. Il tema che poniamo riguarda piuttosto il contesto in cui l’opera si inserisce e gli effetti che può contribuire a generare se non accompagnata da una visione più ampia.
Il punto di partenza è lo svincolo di Seveso della Pedemontana. Come noto, questo svincolo è progettato per consentire esclusivamente le manovre da e verso Milano. Chi proviene dalla zona sud di Seregno ed è diretto sulla Pedemontana in direzione Malpensa – o viceversa – non troverà lì una soluzione diretta. La scelta più “logica” e conveniente, dal punto di vista del conducente, sarà quindi quella di raggiungere lo svincolo di Meda.
Ed è qui che entra in gioco la rete locale. Per arrivare a Meda, una parte consistente del traffico potrebbe scegliere di attraversare vie oggi percepite come secondarie: via Saronno, via Meredo, via Vignazzola, fino a innestarsi sugli assi di collegamento verso lo svincolo. Non si tratta di un’ipotesi astratta, ma di un comportamento già osservato in molti contesti simili: quando un’infrastruttura principale non offre tutte le manovre desiderate, il traffico tende ad “adattarsi” utilizzando la viabilità minore.
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| Focus zona Meredo con evidenziati i transiti da disincentivare. |
Un aspetto spesso sottovalutato è che questo asse di attraversamento non riguarda solo Seregno e Meda, ma coinvolge direttamente anche l’abitato della frazione Meredo di Seveso. Scelte infrastrutturali operate in due Comuni rischiano così di produrre effetti significativi su un terzo territorio, che si troverebbe a subire l’aumento dei flussi senza benefici diretti. In contesti residenziali di piccole dimensioni, anche incrementi contenuti di traffico possono incidere pesantemente su sicurezza, qualità ambientale e vivibilità.
In questo quadro, la rotatoria di via Nazioni Unite – pur rispondendo a un’esigenza reale del quartiere – non va considerata come un elemento isolato. Un’intersezione più fluida, che consente manovre oggi precluse, può rendere complessivamente più attrattivo un certo itinerario, soprattutto in presenza di nuove grandi infrastrutture come Pedemontana. Il rischio è che strade nate per servire la mobilità locale diventino progressivamente corridoi di attraversamento.
Via Saronno e l’area del parco del Meredo rappresentano un punto particolarmente delicato: sezione stradale limitata, contesto residenziale e ambientale, funzione che dovrebbe restare prevalentemente di accesso. Un aumento dei flussi potrebbe tradursi in più traffico, più rumore, maggiore insicurezza per pedoni e ciclisti e una pressione crescente su un’area verde che svolge già oggi un ruolo importante di equilibrio.
Una delle criticità della Tangenziale Meda–Seregno di Pedemontana riguarda proprio la scarsa attenzione agli effetti sulla rete stradale “minore”. Le valutazioni si concentrano sui nodi principali, mentre ciò che accade sulle strade comunali e nei quartieri – spesso oltre i confini amministrativi – resta in secondo piano, pur essendo lì che si manifestano gli effetti quotidiani.
In questo senso, la rotatoria non è il problema, ma può diventare parte di un problema più ampio se inserita in una visione frammentata. Le verifiche sugli impatti di traffico e gli interventi di mitigazione – limitazioni selettive al traffico di attraversamento, moderazione della velocità, protezioni ambientali e una chiara gerarchizzazione della rete viaria – dovrebbero accompagnare l’opera fin dall’inizio.
Segnalare questi rischi in anticipo non significa mettere in discussione le opere, ma provare a governarne gli effetti. La pianificazione serve a questo: anticipare, non inseguire. Integrare queste considerazioni nel dibattito pubblico può aiutare cittadini e amministratori a compiere scelte più consapevoli, tutelando la qualità della vita e il valore dei territori coinvolti, anche quando gli effetti si estendono oltre i confini di un singolo Comune.
venerdì 2 gennaio 2026
Meredo di Seveso: quando le infrastrutture “degli altri” arrivano sotto casa
La frazione Meredo di Seveso rischia di trovarsi, suo malgrado, al centro di trasformazioni infrastrutturali decise altrove. Due interventi distinti – i lavori in corso della tangenziale Meda–Seregno legata a Pedemontana e il recente progetto approvato dal Comune di Seregno per la rotatoria di viale Nazioni Unite – potrebbero infatti produrre effetti significativi sul quartiere, se non verranno adottate per tempo misure efficaci per impedire o mitigare il traffico di attraversamento.
Il Meredo di Seveso è un abitato di dimensioni contenute, con una viabilità locale che ha sempre avuto una funzione prevalentemente residenziale e di collegamento interno. Le strade che lo attraversano non sono nate per sostenere flussi elevati né per svolgere il ruolo di corridoi alternativi tra grandi infrastrutture. Eppure, proprio la combinazione di nuove opere rischia di cambiare questo equilibrio.
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| In blu la tangenziale Meda-Seregno. In verde le strade locali che saranno interessate dai flussi di traffico verso Pedemontana |
La tangenziale Meda–Seregno, una volta completata, modificherà in modo rilevante i flussi di traffico sull’intero quadrante. A questo si aggiunge il fatto che alcuni svincoli della Pedemontana, come quello di Seveso, non consentono tutte le manovre, spingendo una parte del traffico a cercare percorsi alternativi sulla rete ordinaria. In questo scenario, l’asse Vignazzola–Meredo può diventare una scorciatoia “razionale” per chi si muove tra Seregno, Meda e la Pedemontana.
Il progetto della rotatoria di viale Nazioni Unite a Seregno, pensato per migliorare l’accessibilità e la sicurezza locale, si inserisce in questo quadro più ampio. Rendere più fluide alcune manovre e abbassare le attuali barriere alla percorrenza può avere effetti che vanno oltre il territorio comunale. Se non accompagnata da misure di governo del traffico, la maggiore permeabilità della rete potrebbe incentivare ulteriormente l’uso delle strade di Meredo come percorso di attraversamento, con ricadute dirette su un quartiere che non trae benefici da queste opere, ma ne subisce i costi.
Il rischio non è teorico. Più traffico significa maggiore rumore, peggioramento della qualità dell’aria, aumento dei pericoli per pedoni e ciclisti e una perdita complessiva di vivibilità. Effetti che, in un contesto residenziale come quello del Meredo di Seveso, si avvertono in modo immediato e profondo, anche con incrementi di flusso che altrove potrebbero sembrare marginali.
Per questo è fondamentale che si passi da una logica di interventi puntuali a una visione di area vasta. Quando si progettano infrastrutture di questo respiro, che incidono sui comportamenti di mobilità di interi territori, sarebbe non solo opportuno ma doveroso interpellare anche i Comuni sui quali questi interventi possono avere un impatto, diretto o indiretto. Non si tratta di rivendicare competenze, ma di praticare quella leale collaborazione istituzionale che dovrebbe essere alla base di ogni buona pianificazione.
Il Comune di Seveso, e in particolare i residenti della frazione Meredo, non possono trovarsi a gestire ex post gli effetti di decisioni assunte altrove. Le misure per impedire il traffico di attraversamento, per moderare le velocità, per tutelare la sicurezza e l’ambiente devono essere pensate e concordate prima che i flussi si consolidino, quando è ancora possibile governare i comportamenti e non solo subirli.
venerdì 26 dicembre 2025
Fluidificare o attirare traffico? Riflessioni sulla rotatoria di via Nazioni Unite a Seregno
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| Via Nazioni Unite, la rotatoria verrà realizzata in corrispondenza dell'intersezione con la strada vicinale del Merè Nord |
Lo scorso mese di novembre la Giunta comunale di Seregno ha approvato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica dell’intervento di “Realizzazione della rotatoria di via Nazioni Unite”.
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| L'area di intervento. Fonte: Relazione generale |
Si tratta di un passaggio amministrativo rilevante, che segna l’avanzamento concreto di un intervento discusso da tempo. A questo quadro si affianca il parere espresso dagli uffici della Provincia di Monza e Brianza, che, pur confermando la conformità urbanistica dell’opera agli strumenti di pianificazione vigenti, richiama esplicitamente la necessità di adottare interventi di mitigazione e compensazione ambientale. Le aree interessate dalla realizzazione della rotatoria risultano infatti ricomprese nella Rete verde di ricomposizione paesaggistica individuata dal PTCP provinciale, rispetto alla quale deve essere garantita la continuità ecologica, come indicato nel parere provinciale.
È però importante chiarire fin da subito che la realizzazione della rotatoria nasce anche da una richiesta degli abitanti del quartiere, che da anni si percepiscono come isolati a causa della conformazione della viabilità e della presenza della ferrovia. Migliorare l’accessibilità, la sicurezza degli spostamenti e la possibilità di entrare e uscire dal quartiere in modo più agevole è un’esigenza reale, che merita ascolto e rispetto. Le riflessioni che proponiamo non mettono in discussione questa esigenza, né vogliono contrapporre interessi diversi, ma nascono proprio dalla volontà che l’intervento risponda davvero, nel tempo, ai bisogni di chi vive in quest’area.
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| Planimetria di progetto |
La relazione progettuale individua come obiettivo principale l’aumento della sicurezza dell’intersezione tra via Nazioni Unite e la strada vicinale del Merè Nord, oggi regolata da un incrocio a raso fortemente canalizzato che consente solo alcune manovre. La rotatoria renderebbe possibili svolte oggi non consentite, migliorerebbe la leggibilità dell’incrocio e favorirebbe una maggiore fluidità dei movimenti veicolari. Si tratta di obiettivi comprensibili e, sul piano locale, condivisibili. Allo stesso tempo, è evidente che l’intervento non si esaurisce in una mera opera di ingegneria stradale, ma incide su un contesto territoriale più ampio, riconosciuto anche dagli enti sovracomunali come delicato sotto il profilo ambientale e paesaggistico.
La nostra principale preoccupazione, tuttavia, non riguarda il manufatto in sé, ma gli effetti che esso potrebbe produrre sul sistema della mobilità nel suo complesso. Rendere più semplici e veloci alcune manovre oggi impossibili significa infatti abbassare le barriere all’uso di questo asse stradale. In altre parole, ciò che oggi rappresenta un disincentivo al passaggio potrebbe domani trasformarsi in un elemento di attrazione. È quindi legittimo chiedersi se un intervento pensato per fluidificare il traffico locale non rischi, allo stesso tempo, di attirare nuovo traffico di attraversamento.
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| Via Saronno |
Via Saronno, in particolare, ha una sezione stradale limitata, che oggi funge anche da fattore di contenimento naturale dei flussi. Se la nuova rotatoria rendesse più conveniente l’utilizzo di questo percorso, l’aumento dei volumi di traffico potrebbe riversarsi su una strada che non è dimensionata per assorbirli. In questo caso il rischio non sarebbe tanto quello di risolvere un problema, quanto di spostarlo o amplificarlo, con ricadute sulla qualità della vita, sul rumore e sull’inquinamento in un’area già fragile.
Queste considerazioni assumono un peso ancora maggiore se si guarda al contesto territoriale complessivo. L’area a est di viale Nazioni Unite è fortemente condizionata dalla presenza della forcella ferroviaria, che limita le alternative di collegamento e rende il quartiere di fatto intercluso. In una situazione simile, anche incrementi non particolarmente elevati del traffico di attraversamento possono produrre effetti significativi sulla vita quotidiana di chi utilizza queste strade non per transitare, ma per accedere alla propria casa. A ciò si aggiunge il fatto che la Provincia ha richiamato la necessità di garantire la continuità ecologica della Rete verde: un aumento della pressione veicolare rischierebbe quindi di incidere non solo sulla vivibilità del quartiere, ma anche sugli equilibri ambientali che la pianificazione sovracomunale intende tutelare.
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| Le possibili ricadute del traffico generato dalla tangenziale Meda-Seregno |
C’è poi uno scenario futuro che merita particolare attenzione. La prevista realizzazione della nuova tangenziale tra Meda e Seregno, connessa al sistema di Pedemontana, potrebbe modificare in modo rilevante i flussi veicolari sull’intero quadrante. È legittimo domandarsi se, in presenza di una rotatoria più permeabile e di manovre rese più agevoli, parte del traffico proveniente da fuori città possa trovare più comodo attraversare via Saronno e via Nazioni Unite, invece di dirigersi verso nord in direzione di via Cadore. Non si tratta di affermare che questo accadrà con certezza, ma di chiedersi se questo scenario sia stato adeguatamente valutato e, in caso affermativo, con quali risultati.
Le nostre non sono certezze, ma dubbi. Dubbi che auspichiamo siano stati affrontati attraverso analisi puntuali dei flussi di traffico attuali e futuri e verifiche di coerenza con la pianificazione sovracomunale. Saremmo sinceramente contenti di sbagliarci. Proprio perché la rotatoria è stata fortemente voluta dal quartiere, riteniamo però che sia nell’interesse di tutti che l’opera funzioni davvero nel lungo periodo e non si trasformi, col tempo, in una nuova fonte di disagio per gli stessi residenti.
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| Strada vicinale del Merè Nord, intersezione con via Nazioni Unite |
In questo senso, le indicazioni contenute nel parere della Provincia di Monza e Brianza, che richiamano esplicitamente l’obbligo di interventi di mitigazione e compensazione territoriale, rappresentano un riferimento importante. Chiedere che tali misure siano chiaramente definite, rese pubbliche e integrate con una valutazione complessiva degli effetti sulla mobilità non significa mettere in discussione l’intervento, ma contribuire a renderlo più equilibrato e sostenibile. Se queste osservazioni possono essere utili per introdurre correttivi, soluzioni di accompagnamento al traffico e interventi di mitigazione ambientale, allora crediamo che condividerle sia un atto di responsabilità e di attenzione verso il territorio, non una contrarietà pregiudiziale all’opera.
domenica 30 novembre 2025
Il Meredo si sveglia tra i lenzuoli: la protesta gentile che svela lo scempio della Tangenziale di Pedemontana
C’è un modo di protestare che non urla, non blocca strade, non accende polemiche. Un modo che parla al cuore prima che alle orecchie: stendere un lenzuolo bianco e lasciare che la sua semplicità diventi un messaggio inequivocabile.
È ciò che è accaduto ieri, sabato 29 novembre 2025, lungo le transenne del cantiere della futura tangenziale Meda–Seregno. All’improvviso, in una mattina che sembrava uguale a tutte le altre, quelle transenne che stringono il Parco del Meredo e le vie di Meda e Seregno si sono trasformati in un libro aperto, dove ogni lenzuolo era una pagina, ogni frase una ferita e al tempo stesso un atto d’amore.
Frasi semplici, dirette, impossibili da ignorare:
- “No pedemontana. Salviamo il territorio.”
- “Tangenzialina: ennesimo disastro ambientale.”
- “Innamorati della vita, non del profitto.”
- “Tangenzialina brucia natura & soldi.”
- “Suolo libero.”
- “Ne abbiamo pieni i polmoni.”
- “Compensa qui, compensa là, ma l’asfalto non se ne va.”
Parole che oscillavano nel vento, come un coro silenzioso rivolto a chi passa distratto, a chi pensa che l’ennesima strada sia inevitabile, a chi ha smesso di credere che la bellezza valga la fatica di difenderla.
Chi ha appeso quei lenzuoli non è un gruppo di estremisti. Sono persone comuni: famiglie, giovani, pensionati, cittadini che hanno visto il loro quartiere trasformarsi in un corridoio di cantiere, che respirano polvere invece che aria, che assistono impotenti alla distruzione di un territorio che per decenni ha custodito prati, sentieri, biodiversità.
Sono cittadini che non si rassegnano.
Che chiedono una cosa semplice: essere ascoltati.
E proprio per questo la loro protesta è così disarmante: non urla, non insulta, ma mette a nudo l’assurdità di un’opera che divora terra mentre il mondo intero invoca il contrario.















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