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giovedì 22 giugno 2023

L'intelligenza del suolo e l'ignoranza (dolosa) della politica


Segnaliamo il seguente articolo pubblicato su Ecoinformazioni. 

 

Si è svolto martedì 20 giugno 2023 l’incontro con il professor Paolo Pileri e un pubblico nutrito che ha riempito la sala civica di Mariano Comense; partendo dal libro di Pileri, L’intelligenza del suolo, la rete di associazioni ambientaliste locali (occupate su vari fronti, dalle questioni riguardanti i parchi tra Como e Brianza al monte San Primo) ha voluto creare un momento di riflessione, formazione e condivisione sulla tematica del consumo di suolo. 

 


Oltre l’autore era presente anche Gianni Del Pero, presidente del Wwf Lombardia, che ha moderato gli interventi e il dibattito finale. [Per continuare a leggere l'articolo cliccare qui.]



martedì 13 giugno 2023

Perchè bisogna salvare il Marianense e il Canturino dal consumo di suolo

I territori del Marianese e del Canturino sono tra più i più cementificati in provincia di Como e in Lombardia. Eppure questo dato non basta per fermare il consumo di suolo nel nostro territorio, un ecosistema fragile a rischio di altre colate di cemento e di asfalto per ulteriori edificazioni e strade contenute nelle proposte di pianificazione della provincia e dei singoli comuni.

Si discuterà di questi temi nell'incontro dal titolo "Perché è necessario fermare subito il consumo di suolo", che si terrà martedì 20 giugno 2023 alle ore 21.00 presso la sala civica di via Roma 52 a Mariano Comense. Protagonista sarà il professor Paolo Pileri, docente di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, nonché divulgatore dei temi legati alla tutela del suolo.

Ad organizzare l'incontro le Associazioni Ambientaliste attive nel territorio: Amici della Brughiera, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Fridays For Future Cantù, Gruppo Naturalistico della Brianza, Legambiente, No alla strada nel Parco, Officina Mariano, WWF Insubria, WWF Lombardia con il patrocinio del Comune di Mariano Comense.

martedì 6 luglio 2021

Erba, 9 luglio 2021: un aperitivo contro il consumo di suolo con il prof. Pileri


 

Un “Aperitivo contro il consumo di suolo”: è l’iniziativa organizzata per venerdì 9 luglio 2021 a Erba, dall’associazione “Testa di Rapa”, in collaborazione col “Circolo Ambiente Ilaria Alpi”. Le due associazioni, attive sul territorio erbese, stanno conducendo da alcuni mesi una campagna per arrestare il consumo di suolo. La campagna si articola in una serie di azioni ed eventi, sia dal vivo che sui social, che hanno l’obiettivo di far conoscere ai cittadini questa problematica.
 

Erba è una città in cui, in posizioni assolutamente centrali, sorgono numerose aree dismesse da decenni. Alcuni esempi sono le aree “ex Gasfire”, “ex Meroni” e “ex Molino Mottana”: questi sono dei contesti di abbandono e incuria che frammentano e svalutano il centro città.
 

Le due associazioni ambientaliste hanno dichiarato: "A fronte di questa situazione, riteniamo che sia del tutto ingiustificata e anacronistica la scelta delle recenti amministrazioni comunali di costruire nuovi edifici su suoli ancora vergini, quali, ad esempio, gli spazi verdi di via Monti e via Galilei. Va sottolineato, inoltre, che questi interventi non sono nemmeno giustificati da un incremento della popolazione residente a Erba, che è da anni in declino. A nostro avviso, un’alternativa è proprio quella di riutilizzare le aree dismesse.
Con questa campagna vogliamo evidenziare che il consumo di suolo è una questione globale che viene tuttavia determinata da un insieme di scelte sbagliate a livello locale. E’ dunque fondamentale che i cittadini chiedano alle proprie amministrazioni comunali di arrestare immediatamente il consumo di suolo e di mettere in campo tutti gli strumenti urbanistici necessari a salvaguardare le pochissime aree libere rimaste nei contesti urbanizzati."


La prossima iniziativa organizzata dalle due associazioni è appunto l’“Aperitivo contro il consumo di suolo” che si terrà venerdì 9 luglio dalle ore 19, presso l’Azienda Agricola “La Runa” (in via Alserio 25/b, Erba). L’evento avrà come ospite il professor Paolo Pileri, docente di urbanistica presso il Politecnico di Milano, autore e divulgatore scientifico. Vogliamo offrire al nostro territorio un’opportunità stimolante per capire, con l’aiuto di un esperto del settore, quanto il suolo sia una risorsa preziosa e limitata e per imparare a guardarlo con occhi diversi. Il primo passo fondamentale per salvaguardare una risorsa è, infatti, saperne riconoscere il valore. L’evento si svolgerà in un bellissimo spazio verde immerso nella natura; al termine del dibattito, ci sarà un aperitivo con musica dal vivo, con il cantautore Gianluigi Martone. 


Per partecipare all’evento è obbligatoria la prenotazione tramite mail all’indirizzo infotestadirapa@gmail.com .
 

Per rimanere aggiornati sul proseguimento della campagna contro il consumo di suolo invitiamo tutti a seguire “Circolo Ambiente Ilaria Alpi” e “Testa di Rapa” sulle rispettive pagine social (Facebook e Instagram).

domenica 14 giugno 2015

Quell'inutile consumo di suolo nella Brianza Centrale

"Attraverso uno studio dettagliato (*) su 11 comuni della Brianza Centrale si è visto che i volumi residenziali già sul mercato e sufficienti per 17.240 abitanti, avrebbero potuto coprire di quasi 2 volte le quantità di abitanti prevista nelle aree di trasformazione (9.647 ab) e addirittura, interamente le previsioni demografiche (eccessive) di quei comuni (17.134 ab)."

La citazione cha abbiamo tratto da "Che cosa c'è sotto", il nuovo libro di Paolo Pileri, evidenzia ancora una volta in maniera semplice e documentata l'inutile consumo di suolo nei nostri comuni.

Nota:
(*) Si tratta di: Rota Rossana (2014). Proposta di metodo per il dimensionamento del piano urbanistico conseguendo rispsrmio di suolo e benefici ambientali. Il caso di 11 comuni della Brianza. Tesi di laurea. Relatore Prof. Paolo Pileri, Politecnico di Milano, Corso di studi in ingegneria ambientale.

Scheda (fonte: altraeconomia)

Che cosa c'è sotto
di Paolo Pileri
 

Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo

“Che cosa c’è sotto?”. Questo libro spiega che cos’è il suolo e perché ciascuno di noi deve conoscerlo, tutelarlo, difenderlo. Per capire che cosa abbiamo sotto i piedi, quali sono le responsabilità, degli inquilini del piano di sopra e diventare “partigiani” del suolo.

Il suolo è bello. È una risorsa viva, unica e non rinnovabile - per generare 2,5 centimetri di suolo “vivo” ci vogliono 500 anni - che ci sostiene, ci nutre, ci fa respirare. E che noi calpestiamo e distruggiamo: la minaccia più grave è il consumo di suolo - in Italia si consumano 8 mq di suolo fertile al secondo - creato da interessi rapaci e da piani urbanistici dissennati e frammentati tra migliaia di Comuni. Il suolo è un bene comune, “la più grande innovazione tecnologica naturale”, “l’unica risorsa che trasforma la morte in vita, la cacca in cibo.... dove c’è suolo c’è vita”. Paolo Pileri lo racconta da una prospettiva scientifica ma anche urbanistica, politica ed economica. Ma questo libro non è solo un esemplare progetto divulgativo ma - tra le righe - una lucida proposta politica: immagina un progetto culturale nuovo, un’idea di città, di Paese e di cittadinanza. L’autore propone una vera e propria “pedagogia dei suoli”, che investa tutti, dalla scuola, dove “si entra bambini e si esce cittadini”, alla politica, ai responsabili della gestione del suolo. Il nostro Paese - primo al mondo - ha inserito nella sua Costituzione (all’articolo 9) il paesaggio: i Costituenti intuirono che era la registrazione vivente di una storia fatta di mille incroci, ibridazioni e stratificazioni. Facciamo nostra questa intuizione: il suolo non si salva da solo. Siamo noi che dobbiamo salvarlo: una delle battaglie civili e culturali più importanti per il nostro Paese, nell’Anno Internazionale dei Suoli Onu (2015).

Paolo Pileri (Milano, 1967) è professore associato di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Da sempre si occupa della “questione ambientale”, in particolare di analisi critica dei consumi di suolo, politiche di contenimento urbano e alternative all’attuale modello di sviluppo, come il progetto VENTO, dorsale cicloturistica VENenezia-TOrino (progetto.vento polimi.it).

“Che cosa c’è sotto. Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo”. di Paolo Pileri, 160 pagine, 12,50 euro - Isbn: 9788865161616

martedì 2 aprile 2013

C’è un parco in più nel futuro della Brianza


Un nuovo parco in Brianza contro l’assalto delle mafie e del cemento
di Monica Guzzi, tratto da il Giorno del 31/03/2013

C’É un parco in più nel futuro della Brianza. Giovedì potrebbe cominciare a prendere forma in Consiglio provinciale, dove verrà discusso un documento unitario che si propone di mettere insieme le proposte presentate in tempi diversi da Pd e Lega Nord.

L’IDEA di base punta ad allargare le zone tutelate nella Provincia maglia nera in fatto di cemento a livello nazionale. «La proposta è nata dalla sospensione del mio ordine del giorno che puntava l’attenzione sull’area della Brianza centrale - riassume Diego Terruzzi, presidente leghista della commissione Pianificazione territoriale e parchi -. Sarebbe opportuno lasciare ibrido il nuovo parco, oppure includerlo in quello delle Groane o della Valle del Lambro. Inoltre le nostre attenzioni saranno integrate con quelle portate avanti dal Pd sulla zona del Molgora, del Rio Vallone e della Cavallera». Il documento del Pd risale a più di un anno fa: proponeva di costituire all’interno del Piano territoriale di coordinamento che la Provincia si appresta ad approvare due nuovi parchi regionali. Uno è il parco agricolo e delle energie rinnovabili della Brianza orientale, che unisce i parchi di interesse sovracomunale già esistenti (Rio Vallone, parco del Molgora e parco della Cavallera) e comprende tutte le aree agricole strategiche del Vimercatese. L’altro è il parco delle radure della Brianza Centrale, lo stesso chiesto dal leghista Terruzzi, e comprende i parchi del Grugnotorto-Villoresi, della Brianza Centrale e il nuovo plis Almasolis (Albiate, Sovico, Macherio, Lissone).

«Siamo partiti raccogliendo l’appello degli intellettuali per un nuovo parco regionale tra Nord Milano e Brianza centro-occidentale - spiega il capogruppo del Pd, Domenico Guerriero -. Nel frattempo la Lega ha presentato la sua proposta e nell’ultima seduta abbiamo rilanciato il nostro documento chiedendo di integrare tutto. Così si è deciso di lavorare insieme per preparare un documento unico. La formula andrà studiata: non vogliamo creare nuove poltrone».

L’appello per un nuovo parco regionale porta firme eccelleti: docenti del Politecnico come Arturo Lanzani e Paolo Pileri; Emilio Padoa-Schioppa, docente di Ecologia all’Università Bicocca; Stefano Bocchi, docente di agronomia all’Università degli Studi di Milano; Marco Frey, docente di economia alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il concetto è semplice: occorre creare un corridoio ecologico tra il Lambro e le Groane per migliorare la vivibilità, frenare il cemento, rilanciare le attività agricole, ma anche «frenare i molteplici processi di infiltrazione mafiosa e della criminalità organizzata - scrivono i professori - che punta a riciclare denari nel settore delle terre e dell’edilizia. Queste attività trovano nel sistema degli scavi, delle discariche abusive e dei fenomeni più o meno corruttivi legati alla loro trasformazione in aree di nuova urbanizzazione una delle principali fonti di entrata e un’occasione per radicarsi». Il parco, è la conclusione, «diventa elemento di sostefgno a una politica più generale di rispetto della legalità e simbolo di opposizione a questo sistema criminoso».

martedì 27 luglio 2010

Un nuovo parco regionale tra il Nord Milano e la Brianza centro-occidentale

La parte di territorio del Nord Milano e della Brianza centrale situato tra la valle del fiume Lambro a est e il Parco regionale delle Groane ad ovest è una delle zone più urbanizzate della Lombardia (e d’Europa) e una delle zone dove negli ultimi anni si è maggiormente diffusa l’urbanizzazione, con la conseguente erosione degli spazi liberi a margine del tessuto urbano esistente e spazi liberi in aperta area agricola.

In questo scenario vivono circa 450.000 persone. L’urbanizzazione media in questo territorio, riferendosi ad un’area ristretta di 19 comuni, si attestava nel 1999 al 62% circa. Oggi tale soglia è al 65%. Ma non basta, nei pochi spazi aperti rimasti si aggiunge la presenza sempre più frequente di recinti impenetrabili, di terre scarificate, di depositi a cielo aperto, di discariche abusive e di aree di lavorazione. Un territorio “tutto pieno”, quasi senza più aree di rallentamento, silenzio, penombra, campagna, natura e sempre più “pieno” di attività criminose.

La ‘ndrangheta infatti ha avuto un ruolo non marginale nella attività di nuova edificazione, nel condizionare le scelte urbanistiche, nel promuovere un esplosivo consumo del suolo ed anche nel degrado dei pochi spazi aperti residui (fatto salvo che nelle aree tutelate dai due PLIS, Parchi Locali di Interesse Sovracomunale, del Grugnotorto-Villoresi e della Brianza centrale).

Per questo è importante creare un nuovo parco regionale contro il cemento e contro le mafie, per una migliore vivibilità del territorio urbanizzato, per sviluppare una nuova agricoltura urbana e per favorire le connessioni ecologiche tra i sistemi ambientali lombardi. Un parco che confederi i due PLIS esistenti e si allarghi a molte nuove aree oggi minacciate da nuove urbanizzazioni e sottoposte a degrado.

La costituzione di un nuovo parco regionale in questi spazi risponde allora a sei fondamentali esigenze.

1) In primo luogo il mantenimento di questi spazi e la loro riconversione ad un mix equilibrato di verde fruibile, di percorsi pedonali e ciclabili, di agricoltura sostenibile risponde ad una esigenza di VIVIBILITÁ di questi territori da parte dei loro abitanti.

2) In secondo luogo l’istituzione di un nuovo parco regionale in un territorio così delicato e sottopressione è l’unica modalità con cui realmente si può dar seguito ad un compito ecologicoambientale fondamentale, riconosciuto dallo stesso Piano Territoriale Regionale (PTR): LA CREAZIONE DI UN CORRIDOIO ECOLOGICO ovest-est tra il Lambro e le Groane.

3) In terzo luogo l’istituzione di questo nuovo parco si propone di FRENARE I MOLTEPLICI PROCESSI DI INFILTRAZIONE MAFIOSA e della criminalità organizzata che punta a riciclare denari nel settore delle terre e dell’edilizia. Il parco diventa così elemento di sostegno ad una politica più generale di rispetto della legalità e un simbolo di opposizione a questo sistema criminoso che, in più, soffoca e priva di valori paesaggistici i centri della Brianza.

4) In quarto luogo l’istituzione di un nuovo parco regionale risponde all’esigenza di accompagnare un processo di RICONVERSIONE E RAFFORZAMENTO DELLE ATTIVITÁ AGRICOLE rimaste, valorizzando la produzione a km zero, le possibilità di conversione delle imprese verso la multifunzionalità, nonché la possibile funzione educativa e sociale.

5) Il parco valorizza il fatto che IL SUOLO NON EDIFICATO È UNA RISORSA MULTIFUNZIONALE: conservazione della biodiversità, produzione di cibo, sequestro dicarbonio, mancata emissione di CO2, produzione di biomassa, base per la vegetazione e quindi dellaproduzione di ossigeno, regolazione idrica, etc. In un’area così congestionata come la Brianza centrale, i suoli liberi sono un bene comune e una risorsa scarsa.

6) Infine, l’istituzione di un nuovo parco regionale intende RACCOGLIERE, SOSTENERE E DARE CONTINUITÁ AD ALCUNE INIZIATIVE LOCALI faticosamente emerse negli anni più recenti, come i due PLIS istituti (e un terzo in via di formazione). La realizzazione di un nuovo parco sarebbe occasione di connessione fisica, ma anche di MESSA IN RETE DELLE ESPERIENZE DI GESTIONE e di costituzione di un’unica, razionale e leggera struttura di gestione.

Per tutte queste ragioni CI APPELLIAMO ai cittadini, alle associazioni, alle forze politiche e alle istituzioni locali affinché sostengano questa iniziativa.

Nella figura in alto il perimetro di massima per il nuovo parco regionale, che federa ed amplia alcuni PLIS già costituiti (Grugnotorto-Villoresi e Brianza Centrale), ingloba un PLIS in via di istituzione (Alma Solis), si appoggia al disegno di rete ecologica riconosciuta nel Piano Territoriale Regionale e include alcune aree agricole residuali.

Scarica qui l'intero documento completo di tabelle e cartine.

Arturo Lanzani
Docente di geografia del paesaggio e progettazione urbanistica presso il Politecnico di Milano

Paolo Pileri
Docente di tecnica e pianificazione urbanistico-ambientale presso il Politecnico di Milano

Emilio Padoa-Schioppa
Docente di Ecologia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca

Stefano Bocchi

Docente di agronomia e coltivazioni erbacee presso l’Università degli Studi di Milano

Marco Frey

Docente di economia e gestione delle imprese presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

giovedì 22 luglio 2010

Come evitare il consumo di suolo in Brianza

Lo scorso 9 giugno 2010 si è tenuto a Cavenago Brianza il convegno "L'alternativa al consumo di suolo. Proposte agli amministratori pubblici per governare il territorio senza consumare altro suolo e ulteriore verde."

Il Parco Rio Vallone ha reso disponibili le presentazioni degli interventi dell'arch. Infosini e del prof. Pileri.

sabato 20 marzo 2010

Il consumo di suolo in Brianza Centrale

Pubblichiamo di seguito alcune slide che il prof. Paolo Pileri ha presentato venerdì 19 marzo 2010, durante la conferenza tenutasi a Macherio.

Le immagini contenenti i dati possono essere ingrandite cliccando sopra.

Per visualizzare/scaricare il documento completo in formato pdf cliccare qui.

L' Associazione Torrette Dosso Bini Boscone ed il Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale ringraziano il Prof. Paolo Pileri per la disponibilità dimostarta.