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giovedì 28 maggio 2026

Oggiono: cancellata un'area umida per far posto alla vasca del Gandaloglio

Gandaloglio (Oggiono): area umida Rettola a confine con Sirone

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

A Oggiono stanno cancellando l'area umida delle Rettola, a confine con Sirone, per far posto alla vasca di laminazione per il torrente Gandaloglio. E' quanto abbiamo purtroppo verificato come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" da alcuni giorni, da quando cioè le ruspe hanno iniziato a realizzare una delle piste di accesso legate alla realizzazione della vasca di laminazione, in località Rettola a confine tra Oggiono e Sirone (per la precisione dietro all'azienda Italforge). Quello che si sta verificando è un pesante danno ambientale, ovvero il riempimento con terra e ghiaia di quella che fino a poche settimane fa era una splendida area umida, che includeva un canneto. Nella stessa area, nei numerosi sopralluoghi da noi eseguiti - come volontari del Circolo Ambiente - avevamo avuto modo di vedere alcuni esemplari di aironi cenerini e guardabuoi. Ora quell'area è stata cancellata per far posto ad una parte della pista di accesso alla vasca di laminazione!

Il cantiere della pista per realizzare la vasca di laminazione del Gandaloglio al confine con Sirone

Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" avevamo già messo in guardia il Parco Valle Lambro - che ha commissionato i lavori per la vasca di laminazione - ed anche il Comune di Oggiono, onde evitare in tutti i modi la compromissione o addirittura la cancellazione di questa area umida a confine con Sirone. Il Parco non ci ha risposto nel merito alla nostra sollecitazione, ma si è limitato a trasmetterci alcuni contenuti dello Studio di Impatto Ambientale condotto dai tecnici incaricati, che - paradossalmente - sottolineava proprio l'importanza naturalistica delle aree umide e, pertanto, di porre in essere tutte le soluzioni per evitare la compromissione di tali zone.

Il progetto della pista per realizzare la vasca di laminazione

Nello Studio ambientale si attestava che l'area di cantiere vede "la presenza di ambienti umidi di elevato interesse naturalistico, con vegetazione acquatica e ripariale ben sviluppata condizioni idrologiche che favoriscono la formazione di habitat diversificati. Tali ambienti ... svolgono un ruolo fondamentale come area di rifugio, alimentazione e sosta per I'avifauna, in particolare per le specie migratrici. La presenza di canneti, superfici temporaneamente allagate ed ecotoni terra-acqua contribuisce a elevare la biodiversità complessiva dell'area, rendendola particolarmente sensibile a pressioni antropiche".
Lo Studio proseguiva confermando che "le componenti più vulnerabili rispetto alla realizzazione di opere risultano: vegetazione acquatica e palustre, che costituisce habitat prioritario e contribuisce alla qualità ecologica del sito; avifauna acquatica e migratoria, che utilizza l'area per nidificazione, sosta e alimentazione; assetto idrologico locale, determinante per il mantenimento degli habitat umidi, continuità ecologica, in relazione ai collegamenti con altri ambienti naturali circostanti".

Altra immagine del cantiere in corso

Nel medesimo Studio è stata eseguita anche un'analisi degli impatti del cantiere, attestando che "durante la fase di realizzazione delle opere, gli impatti principali sono riconducibili a: disturbo temporaneo all'avifauna, ..., con possibile allontanamento delle specie; alterazione localizzata della vegetazione e degli habitat, soprattutto nelle aree direttamente interessate dai lavori; incremento del disturbo antropico in un contesto ecologicamente sensibile".  
Il paradosso è che questo Studio ambientale - che, ricordiamo, è stato commissionato dal Parco Valle Lambro - è, di fatto, diventato carta straccia, poiché il Parco stesso non ne ha tenuto conto, tant'è che da alcuni giorni si sta appunto procedendo con la cancellazione di una porzione dell'area umida della Rettola, a confine tra Oggiono e Sirone. Il tutto per creare una pista in ghiaia, legata all'inutile e dannosa vasca di laminazione, opera la cui realizzazione sta causando gravi impatti ambientali sulle zone umide, che il Parco stesso avrebbe dovuto tutelare evitando la compromissione coi nuovi cantieri! 

Nelle foto: l'area umida della Rettola, prima dei lavori e durante il cantiere avviato nei giorni scorsi. 

lunedì 14 ottobre 2024

Bevera e Gandaloglio: il Circolo Ambiente lancia l’allarme, “Stop alla cementificazione per fermare le esondazioni”

Le esondazioni dei torrenti Bevera e Gandaloglio, che nelle scorse settimane hanno interessato le zone a confine tra Molteno, Sirone e Oggiono, rappresentano un campanello d’allarme non solo per il fenomeno naturale in sé, ma soprattutto per le conseguenze che le attività umane stanno aggravando.

A lanciare l’allarme è Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”. Fumagalli sottolinea come le esondazioni dei torrenti siano eventi naturali che si sono sempre verificati. Ad esempio, nel caso del Gandaloglio, come evidenziato dalle immagini scattate la scorsa settimana, il torrente è esondato naturalmente invadendo prati ancora verdi nelle aree limitrofe a Molteno, Sirone e Oggiono.

Esondazione naturale del Gandaloglio nei prati al confine tra Oggiono, Sirone e Molteno

“L’esondazione in sé non è un problema – spiega Fumagalli – lo diventa quando le aree naturali di espansione delle acque vengono occupate dalla cementificazione e dalle costruzioni, come è accaduto nell’area del Mognago a Oggiono o in via Colombo a Sirone. L’impermeabilizzazione del suolo peggiora la situazione, rendendo più gravi le esondazioni nelle zone a monte e a valle”.

La soluzione, secondo Fumagalli, non sta certo nel cercare di imbrigliare ulteriormente i torrenti, con la costruzione di nuovi argini artificiali o altre opere idrauliche invasive. “Pensare a interventi come il bypass tra il Bevera e il Gandaloglio è una scelta completamente sbagliata – continua – Non fa altro che spostare il problema dell’acqua da un punto all’altro, senza intervenire sulle cause reali”.

Il presidente del Circolo Ambiente pone l'accento su quella che considera una priorità assoluta: il blocco immediato del consumo di nuovo suolo verde. “È necessario agire sui PGT (Piani di Governo del Territorio) – afferma Fumagalli – e non prevedere nuove aree edificabili o strade, come invece sta facendo l’Amministrazione comunale di Molteno con la tangenzialina di Raviola. Quest’ultima rischia di aumentare la portata delle esondazioni, aggravando il problema per le zone circostanti”.

Fumagalli propone interventi mirati e meno invasivi per mitigare i rischi idraulici, come l’ampliamento di alcuni ponti che attualmente costituiscono delle “strozzature artificiali” per il corso naturale dei torrenti. Sottolinea inoltre l’importanza di liberare le aree alla confluenza tra il Bevera e il Gandaloglio, un nodo critico che al momento è coperto dalla soletta dello stabilimento ex Segalini. 


Piena del Bevera che sovrasta la vasca di raccolta sedimenti a monte del supermercato di Molteno

In conclusione, il Circolo Ambiente ribadisce l’importanza di preservare gli spazi verdi rimasti e di rivedere le scelte urbanistiche per prevenire disastri futuri: "La risposta alle esondazioni non può essere una corsa alla cementificazione, ma piuttosto una riconciliazione con il territorio e le sue dinamiche naturali".

lunedì 23 ottobre 2023

Circolo Ambiente: "A Molteno la nuova ‘tangenzialina’ di Raviola danneggerà l’ambiente e il torrente Bevera!"


Roberto Fumagalli
, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


In merito al progetto della nuova ‘tangenzialina’ di Raviola, tra Molteno e Sirone, sembra assolutamente paradossale che l’AIPO (Agenzia interregionale per il fiume Po) possa avere dato parere favorevole alla realizzazione di una nuova strada che correrebbe parallela, a pochi metri, dal corso del torrente Bevera! Ci chiediamo se è stata tenuta in considerazione la situazione che si potrebbe verificare con le eventuali (e probabili) piene del torrente. Infatti le piene verrebbero trattenute dalle nuove opere di contenimento della nuova strada, e pertanto il Bevera sarebbe costretto ad esondare nel tratto a monte o a valle, causando eventuali e peggiori danni anche agli abitati!


Lo ribadiamo: quella ‘tangenzialina’ non deve essere costruita, perché rovinerebbe uno dei contesti agricoli del territorio di Molteno, e oltretutto rischierebbe appunto di soffocare ancora di più il corso del torrente Bevera, già cementificato nell’intero tratto urbano di Molteno.



Anziché pensare ad una nuova, inutile, strada accanto ad un torrente, si sarebbe dovuto intervenire sul vero nodo idraulico che è la confluenza tra i torrenti Bevera e Gandaloglio, che avviene sotto lo stabilimento della ex Segalini. È paradossale che gli Enti pubblici procedano, coi nostri soldi, ad espropriare terreni agricoli per far passare una nuova e inutile strada. Ma al contempo non abbiano il coraggio di espropriare una parte dei capannoni della vecchia Segalini per abbatterne la soletta e liberare i sottostanti corsi d'acqua, ripristinando gli alvei naturali dei torrenti. Su questo intervento non si fa nulla, mentre per la nuova strada si procede a colpi di cemento e asfalto, vicino ad un torrente!

Gli errori e le devastazioni ambientali continuano, in una fase storica dove i segnali di crisi ecologica si fanno sempre più forti.

 

Come è e come sarà 

Il vanto del Comune di Molteno