giovedì 21 novembre 2019

Cento piantine all'Oasi Fosso del Ronchetto. La prima è per Chiara


di Gianni Del Pero, Presidente Delegato WWF Lombardia

Una brutta giornata metereologica accompagnerà molto probabilmente la messa a dimora di 100 nuove piantine al Fosso del Ronchetto di Seveso sabato 23/11/2019.

La prima la vogliamo dedicare alla memoria di Chiara Ballabio, lei che della memoria del nostro territorio si è fatta interprete.

Alle 9.30 vi aspettiamo in via Boves a Seveso (all'ingresso dell'Oasi).


Fridays For Future: in Lombardia è emergenza climatica e ambientale!


a cura di Fridays For Future Como

Il coordinamento di Fridays For Future Lombardia rappresentato anche dal gruppo locale di Como ha presentato nei giorni scorsi la richiesta di dichiarazione dell’emergenza climatica e ambientale agli uffici della regione. Il nostro movimento  da sempre convinto che la tutela dell’ambiente debba essere al centro dell’attuale agenda politica torna a chiedere che ogni ente all’interno delle sue competenze fissi un obiettivo di riduzione a zero delle emissioni di gas climalteranti entro il 2030, ritenendo l’obiettivo di zero emissioni nel 2050 insufficiente e incoerente con uno stato di emergenza.

Il coordinamento regionale di Fridays For Future ha individuato una serie di azioni, a titolo esemplificativo e non esaustivo, che la Regione Lombardia deve porre in essere per la lotta al cambiamento climatico.

A livello del nostro territorio chiediamo a regione Lombardia e agli enti istituzionali preposti di agire nel settore dei trasporti e della mobilità sostenibile. Per questo motivo chiediamo vengano sospesi e abbandonati i progetti del secondo lotto della tangenziale di Como. Questa, infatti,  è un’opera altamente impattante su un territorio fortemente connotato sotto il profilo paesistico. Inoltre risulterebbe essere un ennesimo incentivo alla mobilità privata, altamente inquinante.

Le soluzioni per risolvere il problema del traffico esistono già. E’ necessario che il servizio di trasporto pubblico locale venga pianificato in modo ampio su tutto il territorio, garantendo agli utenti (pendolari e non solo) di muoversi con l’uso esclusivo dei mezzi pubblici. Per questo chiediamo a regione Lombardia di investire sulla ferrovia Como – Lecco che realmente può sgravare il traffico del canturino e dell’alta Brianza. Chiediamo più corse dei treni e una pianificazione migliore dell’intermodalità tra i mezzi di trasporto per garantire collegamenti con i mezzi pubblici tra le stazioni della linea e le aree limitrofe. Ricordiamo inoltre che la linea oggi non è ancora elettrificata e l’elettrificazione della stessa consentirebbe oltre alla riduzione del carico inquinante anche il prolungamento del servizio ferroviario Tilo verso Lecco. 

Altra tematica emersa nel documento è la richiesta di fermare il consumo di suolo. Viviamo in uno tra i territori più urbanizzati d’Italia, per questo è necessario porre fine alla cementificazione del territorio. Questo processo sta portando alla perdita di servizi eco sistemici, biodiversità e ambiente naturale. Riteniamo importante che regione Lombardia si adoperi per l’azzeramento del consumo di suolo in qualsiasi suo strumento di pianificazione urbanistica. Allo stesso tempo, è necessario il recupero delle numerose aree abbandonate presenti sul territorio garantendo una riconversione del patrimonio edilizio sfitto.

Per questo torneremo in piazza a manifestare. Venerdì 22 novembre dalle ore 17.00 presidieremo davanti al palazzo di Regione Lombardia con gli attivisti e le attiviste di FFF da tutta la regione.

Link all'evento: https://www.facebook.com/events/749847155483723/

Il riscaldamento globale e i ghiacciai che stanno scomparendo. Secondo incontro della Rassegna "Il Pianeta sta bruciando!", organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


Dopo il successo del primo incontro della Rassegna “Il Pianeta sta bruciando!”, il prossimo appuntamento è previsto per venerdì 22 novembre alle ore 21, presso la sala consiliare di Inverigo, ed avrà per titolo “I ghiacciai stanno scomparendo”.

Relatore sarà il ricercatore Roberto Sergio Azzoni, che parlerà appunto della riduzione dei ghiacciai a causa del riscaldamento globale; anche questo secondo incontro è organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, col patrocinio dei comuni di Inverigo e Lurago d’Erba.

Il ricercatore Roberto Sergio Azzoni è dottorando presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Milano; si occupa di glaciologia, geomorfologia glaciale e periglaciale e in particolare dell’evoluzione dei ghiacciai in risposta al cambiamento climatico.

Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” presenta l’appuntamento del 22 novembre a Inverigo: “Dopo il successo della serata di Lurago col climatologo Frank Raes, nel secondo incontro parleremo di uno degli effetti più diretti e infausti del riscaldamento globale, ovvero la riduzione dei ghiacciai, sia di quelli montani (a partire dalle nostre Alpi) sia delle aree polari. I ghiacciai rappresentano una riserva millenaria di acqua dolce, indispensabile per la continuazione della vita sul nostro Pianeta. La progressiva riduzione o, peggio, la scomparsa dei ghiacciai minaccia quindi la sopravvivenza della vita sulla Terra. Come in occasione del primo incontro, col pubblico vorremmo discutere anche dei possibili rimedi per creare un’inversione di tendenza del fenomeno del riscaldamento globale e della conseguente riduzione dei ghiacciai”.

L’invito alla partecipazione è esteso a tutti i cittadini, con ingresso libero. Hanno aderito alla Rassegna alcune associazioni: Le Contrade e il CAI di Inverigo, oltre al G.A.S.S. di Lurago.

N.B.: il ricercatore Azzoni sostituisce la glaciologa Guglielmina Diolaiuti, inizialmente prevista, che non potrà intervenire per impegni universitari sopraggiunti.

Cinisello Balsamo: Capire l'emergenza climatica


domenica 17 novembre 2019

A Meda si torna a tagliare alberi

I 4 pini di via Cialdini-angolo via Tiziano prima del taglio
a cura di Sinistra e Ambiente, Meda

Ecco, ci risiamo. A Meda si torna a tagliare alberi
E' successo in via Trieste e  in via Cialdini angolo via Tiziano dove sono stati rimossi una dozzina di pini.
Lo fa ora l'amministrazione Lega-FI-FdI.
Ancora una volta le motivazioni sono risibili. Sui social, un Consigliere di maggioranza si sente in obbligo d'intervenire per giustificare il taglio perchè ...... "le radici sollevano il manto stradale"
Sulla stampa locale, il sindaco ripropone le stesse motivazioni, con in aggiunta generici problemi di "sicurezza" asserendo poi che vi saranno (quando non è specificato) nuove piantumazioni con specie più idonee (quali non e noto).
Come in casi precedenti, non si conosce ne viene comunicato sulla base di quale parere tecnico qualificato si sia deciso.
Ancora una volta, totalmente incuranti del beneficio che gli alberi adulti danno al genere umano e all'habitat, si sceglie con leggerezza d'intervenire nel modo più facile, quello disastroso e irreversibile del taglio di  piante sane.

Gli 8 pini di via Trieste anch'essi tagliati
Alla prova dei fatti, la sbandierata "sensibilità ambientale" di chi è parte di questa maggioranza si rivela come un mero "annuncio" con azioni che vanno in tutt'altra direzione con i soliti drastici interventi.
Gli alberi presenti nell'area urbanizzata medese meriterebbero ben altro trattamento, sopratutto in considerazione della pesante conurbazione e della scarsità di aree di verde pubblico catatterizzate da specie arboree adulte e/o di alto fusto.
A questo dato di fatto va aggiunto che il Comune di Meda è da anni totalmente inadempiente nell'applicazione della legge 10/2013 rispetto alla piantumazione di un albero per ogni neonato (come già evidenziato anche dal gruppo IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARITÀ nel suo post  IL VERDE URBANO: UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE E SVILUPPARE ANCHE A MEDA ) .
Dal 15/12/2017 c'è inoltre l'opportunità di dare seguito alla mozione presentata da Sinistra e Ambiente e allora approvata dal Consiglio Comunale che impegna la Giunta e il sindaco ad elaborare un documento organico, un Regolamento Comunale per il Verde urbano che contempli un albo degli alberi di pregio, regole d'intervento, di manutenzione, mantenimento e linee guida per la realizzazione di nuovi ambiti verdi nonchè norme per parchi e giardini - comunali e privati, verde di arredo, spazi verdi a corredo di strutture pubbliche, orti urbani, fasce di rispetto, aree incolte.
Ecco, ci risulta che all'oggi NULLA sia stato scritto e nella gestione del patrimonio verde urbano si continua ad affidarsi all'improvvisazione .

Medici e guaritori in Brianza

Tra i ceti umili la ricerca di aiuto, di assistenza e di cura in caso di malattia si è per lungo tempo rivolta in ogni direzione, prima di fissarsi sul medico. Innanzitutto in seno alla famiglia, l’ambito naturale entro il quale si svolgevano gli eventi cruciali dell’esistenza: le nascite, le malattie, le morti. La famiglia non chiedeva aiuto alla medicina dotta, quella “scientifica” dei dottori, ma si rivolgeva in prima istanza alla medicina popolare, quella “empirica” del popolo, col suo corteo di pratiche consolidate dalla tradizione.

Era questa una medicina semplice, che rispecchiava le virtù salutari delle erbe medicinali (i “semplici” appunto). Era una medicina povera, come le risorse impiegate e le pratiche attuate per riconquistare la salute. Era una medicina umile, che traeva dalla terra (humus) i suoi rimedi. Era, in ultima analisi, appunto una medicina popolare, a somiglianza del ceto sociale che ne costituiva l’utenza.

Rimedi curativi realizzati utilizzando le proprietà medicamentose della piante, pratiche sanitarie tramandate nel tempo la cui efficacia era indiscussa, ritualità magico-religiose in grado di guarire attraverso il potere dei segni anche i mali più misteriosi e complessi. Medici e guaritori, terzo volume della collana “Le Brianze”, esplora un mondo scomparso e in via di estinzione, indagato con le competenze storiche e l’approccio antropologico delle ricerche sul campo condotte in molte comunità della Brianza da Vittorio A. Sironi.

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