giovedì 21 gennaio 2021

Circolo Ambiente: attenti all’elettrosmog, non proviene solo dalle antenne 5G

 

Attenti all’elettrosmog, che non proviene solo dalle antenne 5G.  Questo, in estrema sintesi, il senso delle osservazioni presentate dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” all’avviso diramato dal Comune di Erba relativo al Piano di localizzazione delle nuove antenne 5G da parte di vari gestori della telefonia mobile. Nello specifico sul 5G, trattandosi di una nuova tecnologia, gli ambientalisti del Circolo chiedono che venga applicato il “principio di precauzione”, ovvero che vengano preliminarmente messi in atto quei controlli necessari a verificare preventivamente che la nuova tecnologia non possa arrecare alcun danno alla salute pubblica e all’ambiente.

Ma questo non è tutto; infatti l’associazione ambientalista ritiene che il tema dell’elettrosmog vada affrontato a 360°, tenendo in considerazione tutte le fonti, a partire dalle più pericolose ovvero elettrodotti e antenne per la radiofonia. Dichiarano i responsabili del Circolo Ambiente: “Pur sapendo che l'avviso comunale riguarda solo le nuove antenne per la telefonia mobile, secondo noi occorre tenere conto che Erba ha una consistente (e ingombrante) presenza di emittenti radiofoniche, le cui antenne potrebbero avere un significativo impatto elettromagnetico. Da qui la nostra richiesta di verificare, periodicamente, la localizzazione e le emissioni provenienti dagli impianti e apparecchiature per la radiofonia. Invece per quanto riguarda le nuove antenne per i cellulari, sia 4G che 5G, chiediamo la rigida applicazione dei vincoli per le localizzazioni, ovvero lontano dalle “Aree di particolare tutela”, che comprendono: asili, scuole, ospedali, case di cura, residenze per anziani, oratori, parco giochi e strutture similari”.

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede inoltre che l'installazione avvenga prioritariamente su aree o edifici pubblici: in tal modo gli introiti, derivanti dai canoni dei gestori, finiranno nelle casse pubbliche e pertanto potranno essere utilizzati, ad esempio, per opere di riqualificazione ambientale, e/o per effettuare un rilevamento continuo dell’inquinamento elettromagnetico, in modo da garantire un monitoraggio ambientale costante.

Infine gli impianti devono rispettare il paesaggio: per questo dal Circolo arriva la proposta di mitigare l'impatto paesistico delle antenne: ne esistono a forma di albero o con colorazione verde. Ma il tema maggiore resta comunque quello del controllo dell’inquinamento elettromagnetico, per il quale il Circolo chiede un piano di verifiche periodiche.

Il piano industriale A2A potrebbe nascondere qualche insidia per l’ambiente e per la libera concorrenza

di Dario Balotta, presidente Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti

Non è dato a sapere se il “roboante” piano industriale decennale di A2A presentato ieri, 20 gennaio 2021, da Mazzoncini sia stato approvato anche dagli azionisti di controllo pubblici (Milano e Brescia che insieme detengono il 50% di A2A) oppure no.

I due pilastri strategici del piano industriale sono l’economia circolare e la transizione energetica, certamente condivisibili sulla carta e ampiamente menzionati in ogni piano industriale presentato a Piazza Affari da qualche tempo a questa parte.  Non sono chiari però gli  strumenti che verranno adottati per conseguire gli obiettivi del piano decennale nel caso di A2A.  Il 73% degli investimenti programmati (per complessivi 16 mld) riguarda i facili business amministrati o contrattualizzati con la pubblica amministrazione. Questo in primis per rassicurare il mercato e gli azionisti privati (49%) sempre più pretenziosi di dividendi certi e crescenti nel tempo che solo la mano pubblica sa e può garantire alle proprie aziende pubbliche.  A2A così continuerà  a bruciare rifiuti per generare energia nel mega inceneritore di Brescia. Proseguirà  sulla strada dello sfruttamento delle rendite di posizione monopoliste dei servizi comunali (reti luce, gas, teleriscaldamento e servizi idrici)  e proseguirà nello sfruttamento delle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche.
Sono previste azioni volte ad una crescita nel recupero di energia dai rifiuti, obiettivo non proprio circolare. Nel piano si lascia intendere che sarà supportato dal generoso supporto delle tariffe amministrate e dai consistenti  sussidi pubblici (diretti ed indiretti). Le  facili acquisizioni societarie restano sullo sfondo, prefigurando un’ulteriore concentrazione dell’offerta dei servizi.

Sullo sfondo della crescita degli utili maturati nei settori regolamentati particolarmente graditi all’azionista privato ed a quello pubblico, si profila dunque un piano industriale che potrebbe nascondere qualche insidia per l’ambiente e per la libera concorrenza.

mercoledì 20 gennaio 2021

Le parole di memoria in Brianza. Una settimana di eventi on line dedicati alla memoria della deportazione


 

Dal 20 al 27 gennaio 2021

interviste, teatro e letture dedicate alla memoria della deportazione


La pandemia non ferma il percorso di costruzione di una rete solida della "memoria" in Brianza, avviato lo scorso anno con il coinvolgimento delle Istituzioni locali a supporto dell'attività del Comitato Pietre di Inciampo.

Quest'anno, non essendo possibile organizzare nei Comuni la posa delle Pietre di Inciampo, si è proposto di organizzare una serie di eventi online per celebrare LE PAROLE DI MEMORIA, attraverso un programma di iniziative per la durata di una settimana, al fine di coinvolgere cittadini e studenti delle scuole superiori, per non dimenticare. 

[Per accedere agli eventi cliccare qui]


20 gennaio ore 17.45 – Pietre d’Inciampo
diretta streaming a cura di Carlo Gaeta e Claudio Calvi
La puntata è dedicata al tema della Memoria della Shoah e della Deportazione, all’impegno della Provincia a costruire una rete tra i Comuni con l’adesione al Comitato Pietre di inciampo, il primo a valenza provinciale in Italia.
 

Diretta con:

  • il Presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio
  • il Vice Presidente Comitato Pietre d’inciampo Mb Fabio Lopez,
  • Loris Maconi, coordinatore nord Italia ANPI, fondatore del Comitato P.I.

“La deportazione in Brianza”
I Sindaci fondatori del Comitato Pietre d’Inciampo Mb

  • Maurilio Longhin Sindaco di Cesano Maderno
  • Concetta Monguzzi Sindaco di Lissone
  • Alberto Rossi Sindaco di Seregno

“Rocce e Crepe della Memoria”
Gli studenti dialogano con il Prof. Raffaele Mantegazza sulla Memoria

 

CALENDARIO EVENTI

Le Testimonianze, La Memoria - dalle ore 9.00 in avanti - “pillole d’inciampo per non dimenticare” sul sito internet e sulla pagina Facebook della Provincia di Monza e della Brianza
 

21 gennaio - La deportazione politica
Intervista al Pres. Anpi Provinciale MB Fulvio Franchini - “la Resistenza e la deportazione”
Intervista al Prof. Francesco Mandarano, Comitato Scientifico P.I. - “la deportazione militare” 

 

22 gennaio - Rocce e crepe della memoria. Un dialogo tra generazioni Prof. Raffaele Mantegazza e Francesco Sacchetti a cura dell'Amministrazione Comunale di Arcore e sez. Anpi di Arcore. 

 

23 gennaio - Storie di bambini invisibili. Un viaggio dalla Shoah al tempo presente. Intervento di Gabriele Nissim Presidente di Gariwo e membro del Comitato scientifico P.d’Inciampo. 

 

24 gennaio - Coltivare i Giardini dei Giusti per contrastare la “cultura del nemico”. Intervento di Gabriele Nissim 

 

25 gennaio - Storie di deportazione “Pietre d’inciampo di Monza e Brianza 2021”. A cura degli studenti degli Istituti scolastici Liceo Artistico E. Majorana Cesano Maderno, I.I.S. Meroni Lissone, Liceo Artistico Nanni Valentini Monza, Liceo Artistico Einstein Vimercate.
 

26 gennaio ore 9.00 - spettacolo teatrale “Il treno fischiò”
a cura di Cartanima teatro con gli allievi dell’Accademy Musical Arts Uno spettacolo lineare, asciutto, forte, senza sbavature e implacabile nel raccontare attraverso parole di sopravvissuti, di scrittori e di poeti, l'irrappresentabile realtà dei lager. La scena è una catasta di ricordi e di oggetti che evocano vicende e orrori lontani ma sempre attuali. Gli uomini sono complici di ciò che li lascia indifferenti. La Memoria è l'unica strada che conduca alla consapevolezza e apra la mente e il cuore a riflessioni sul passato che sono riflessioni oggi più che attuali. Testo di Andrea Di Cianni; Regia: Alberto Genovese; Tecnico audio e luci: Davide Moltrasio; Riprese video: Tommaso Brillo; Scene e costumi: Cartanima lab; Produzione: Cartanima teatro. 26 gennaio - Storie di Giusti - Desio “La bambina dietro gli occhi” Yeudith Kleinman Intervista alla Prof.ssa Rossana Veneziano, Graduated Yad Vashem e membro del Comitato scientifico di Pietre d’Inciampo.

27 gennaio dalle ore 9.00
Intervista a EDITH BRUCK, scrittrice, testimone della Shoah, passata per Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen e la marcia della morte.
Intervista a FRANCO PERLASCA, figlio del Giusto tra le Nazioni Giorgio Perlasca, che salvò più di 5000 ebrei a Budapest
Intervista a MILENA BRACESCO, figlia di Enrico Bracesco, antifascista, deportato a Mauthausen e assassinato nel Castello di Hartheim – a cura di Roberta Miotto 

In diretta streaming dalle 10.45
PAROLE DI MEMORIA a cura di Carlo Gaeta e Claudio Calvi - La puntata è dedicata al Giorno della Memoria. Al ricordo doloroso della perdita che non deve esimerci dalla vita. La Memoria, senza un impegno per il futuro non serve a nulla.

  • Luca Santambrogio, Presidente Provincia
  • Milena Bracesco, Presidente Comitato pietre d’Inciampo
  • Roberta Miotto, fondatrice Comitato Pietre d’Inciampo
  • Diretta Cerimonia Pietra d’inciampo Seregno - ore 11.00
  • Diretta Cerimonia Pietra d’inciampo Lissone - ore 11.15

La Memoria in Brianza:

  • Dario Allevi, Sindaco di Monza
  • Luca Veggian, Sindaco di Carate Brianza
  • Francesco Sartini, Sindaco di Vimercate
  • “Ricordare il dolore ma celebrare la vita” - Gli studenti dialogano con il Prof. Raffaele Mantegazza, docente di scienze umane all'Università di Milano-Bicocca.


Per scaricare il programma in formato pdf cliccare qui.
Per accedere ai contenuti on line cliccare qui.

martedì 19 gennaio 2021

Monza: una petizione per salvare la ciminiera dell'ex Feltrificio Scotti


Riceviamo e pubblichiamo.

SalviAmo la Ciminiera dell'ex-Feltrificio Scotti di Monza

a cura del Comitato Residenti Area Scotti, Monza

A luglio 2020, abbiamo appreso del controverso progetto che prevede la costruzione di tre palazzoni sull’area ex Scotti a ridosso dello storico vialone Cesare Battisti e della Villa Reale, vanto e biglietto da visita della città di Monza. Il progetto è stato aggiornato in novembre, riducendo l’altezza dei palazzi da 10 ad 8 piani, anche a seguito delle nostre petizioni che hanno raccolto complessivamente oltre 3.000 adesioni. Ma questo primo risultato non è ancora soddisfacente e continuiamo a lavorare affinché tali altezze vengano considerevolmente ridotte a favore di un inserimento più rispettoso del contesto storico e paesaggistico del vialone Cesare Battisti della Villa Reale.

La nostra maggiore preoccupazione ora riguarda la storica ciminiera di mattoni, alta 40 mt, presente nell’area, censita e classificata nella carta di Sensibilità Paesaggistica dei Luoghi come manufatto di archeologia industriale: quanto resta del glorioso feltrificio Scotti.

I progettisti intendono invece raderla al suolo per fare spazio ai casermoni, lasciando al suo posto un simbolico triste “sedime” in suo ricordo, confinato all’interno del giardino condominiale degli erigendi palazzoni, anziché consolidarla e recuperarla a beneficio della cittadinanza, come ad esempio è stato fatto per la ciminiera del Sito Unesco di Crespi d’Adda e per molte altre antiche ciminiere in mattoni in Italia e all’estero.

Riteniamo che tale prezioso manufatto sarebbe da preservare e valorizzare in quanto icona del luogo da oltre un secolo e unica testimonianza rimasta dello storico passato di Monza, “Città delle 100 ciminiere” e capitale mondiale del cappello, fino alla metà del’900.

Erano 100, e ora potrebbe sparire anche l’unica rimasta in piedi nella sua interezza e pregevole fattura.

Ci rivolgiamo alla sensibilità dei cittadini e amanti di Monza che ci hanno seguito finora per   sostenerci ancora affinché  la ciminiera “Scotti” sia mantenuta nelle sue dimensioni originarie, messa in sicurezza e valorizzata, e che possa essere affiancata anche da un  museo che raccolga i molteplici reperti esistenti, per tramandare la storia di un’epoca che ha fatto conoscere la nostra città in tutto il mondo grazie al sapiente lavoro artigianale e industriale legato ai cappellifici e feltrifici, molto prima che vi rombassero i motori all’interno dell’Autodromo.

CHIEDIAMO che la Ciminiera Scotti venga recuperata in quanto elemento identitario ed emblematico della storia di Monza.

 

[Per firmare la petizione cliccare qui]


PER APPROFONDIRE GUARDA LA NOSTRA LIVE DEL 15/12/2020: 

https://www.facebook.com/ComitatoResidentiAreaScotti/videos/389202375529018/

SE VUOI RESTARE INFORMATO SEGUICI:
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giovedì 14 gennaio 2021

Firma anche tu! Mai più fascismo e nazismo


 

Da anni assistiamo impassibili al proliferare dell’esposizione ovunque, di simboli che richiamano a fascismo e nazismo, frutto di anni di sottovalutazione del fenomeno del ritorno di queste ideologie che mai come oggi sono pericolose. Il 'Rapporto Italia 2020' dell’Eurispes ci dice che dal 2004 ad oggi è aumentato il numero di chi pensa che la Shoah non sia mai avvenuta: erano solo il 2,7% oggi sono il 15,6%, mentre sono in aumento, sebbene in misura meno eclatante, anche coloro che ridimensionano la portata della Shoah dall'11,1% al 16,1%. Inoltre, secondo l'indagine, riscuote nel campione un "discreto consenso" l'affermazione secondo cui "Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio" (19,8%). Con percentuali di accordo vicine tra loro seguono "gli italiani non sono fascisti ma amano le personalità forti" (14,3%), "siamo un popolo prevalentemente di destra" (14,1%), "molti italiani sono fascisti" (12,8%) e, infine, "ordine e disciplina sono valori molto amati dagli italiani" (12,7%). In compenso secondo la maggioranza degli italiani, recenti episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese (61,7%).

Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo.

Nella scorsa legislatura solo un ramo del Parlamento aveva approvato una proposta di legge che sanzionava coloro che propagandavano le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco.

Questa proposta di legge riprende quelle finalità e aggiunge alcune ulteriori aggravanti per l’esposizione di simboli fascisti e nazisti nel corso di eventi pubblici.
Qualcosa sta accadendo: i media trasudano da anni di notizie che era giusto considerare allarmanti, vi era e persiste una crescente diffusione di razzismi e di appelli a trovare soluzioni autoritarie. Oggi riteniamo fondamentale che dal basso si riparta per riparlare dei valori della nostra Costituzione e attualizzarli: la Costituzione con la sua XII disposizione transitoria vieta la ricostituzione sotto ogni forma del disciolto partito fascista. E’ necessario, di fronte all’esposizione, la vendita di oggetti di simboli che si richiamano a quella ideologia che la normativa non lasci spazi di tolleranza verso chi si cela dietro le libertà democratiche per diffondere attraverso la propaganda, l’esposizione, la vendita di oggetti di nuovo i simboli di quel passato tragico.
Ripartiamo da una iniziativa popolare dal basso per difendere la nostra Costituzione e i suoi valori.




Legge di iniziativa popolare proposta da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema. Per firmare bisogna prendere appuntamento telefonando presso il proprio Comune. 

 

Art. 1.
1. Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:
«Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi eversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici.
La pena di cui al primo comma è altresì aumentata di un terzo se il fatto è commesso con modalità ed atti espressivi dell’odio etnico o razziale.
All’articolo 5, primo comma, della legge 20 giugno 1952, n. 645, le parole: «sino a» sono sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a».

Art. 2
1. Al Decreto Legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito in Legge 25 giugno 1993, n. 205, recante “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” all'art. 2 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
"1-bis. Qualora in pubbliche riunioni di cui al comma 1, l’esposizione riguardi emblemi o simboli riconducibili al partito fascista o al partito nazionalsocialista tedesco, la pena di cui all’art. 2 comma 1, è aumentata del doppio.

Maggiori informazioni sul sito: anagrafeantifascista.it

 

Indicazioni per il Comune di Seregno:  
  • telefonare al numero 0362 263333;
  • fissare appuntamento;
  • recarsi presso l'ufficio della Segreteria Generale che si trova nella stradina a fianco al Palazzo Municipale di piazza Martiri della Libertà.

 

Cercasi volontari per un mondo più verde


a cura di Legambiente Seregno

 

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mercoledì 13 gennaio 2021

Smog in Lombardia: L'aria resta molto inquinata nonostante la "narrazione" della Regione!


 

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

 

Non ci piace la “narrazione” della Regione sui dati relativi alla qualità dell’aria in Lombardia. L’Assessore regionale all’ambiente  ha impostato tutta la comunicazione sul raffronto dei dati rispetto al passato, affermando che “Siamo in un trend complessivamente positivo e in miglioramento su base pluriennale”, ma la vera lettura che si deve fare è un’altra: l’aria in Lombardia continua ad essere fortemente inquinata.
 

La Regione preferisce la “narrazione” positiva, unicamente sulla base del confronto dei dati 2020 con le annualità precedenti. È innegabile che negli ultimi anni vi sia stata una diminuzione dei dati di inquinamento, soprattutto per alcuni parametri. Ma non viviamo in un Eden, siamo ancora, purtroppo, in una delle aree più inquinate d’Europa: ad attestarlo sono, anche qui, dati ufficiali, come quelli dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (cliccare qui).
 

Anziché orientarsi sul “va tutto bene”, la Regione dovrebbe concentrarsi sugli stessi dati preoccupanti che riporta essa stessa, a partire dalle polveri sottili: “I valori rilevati sul Pm10 superano, anche nel 2020, in modo diffuso i limiti sul numero massimo di giorni oltre la soglia di 50 microgrammi/m3”. E poi il dato sull’ozono, che continua a registrare diffusi superamenti dei limiti: a fronte di un massimo di superamenti stabilito in 25 giorni/anno, in provincia di Como il limite è stato sforato per 92 giorni, a Lecco per ben 116 giorni! Questi sono alcuni dei principali elementi ad attestare che l’aria continua ad essere fortemente contaminata e che pertanto occorre agire per ridurre le fonti di inquinamento. 


Invece la Regione, anziché pensare a provvedimenti lungimiranti per contenere lo smog, preferisce far finta di nulla, tant’è che pochi giorni fa ha prorogato il rinvio del blocco dei diesel euro 4 (cliccare qui), pur sapendo che il traffico veicolare, e in particolare i diesel, sono responsabili di circa la metà delle emissioni di ossidi di azoto (NOx). 


Ricordiamo inoltre che lo scorso novembre la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per aver “sistematicamente e persistentemente” violato le norme sull’inquinamento atmosferico, proprio per le polveri sottili nella pianura Padana! (cliccare qui). E l’Italia è ancora ai primi posti in Europa per le morti premature da smog (cliccare qui).
 

Compito della Regione, piuttosto che compiacersi della diminuzione dei dati, è quello di agire, mettendo in campo provvedimenti seri e duraturi per disinquinare l’aria. Anziché puntare sugli investimenti in nuove strade e autostrade, il Pirellone deve ripensare l’intera mobilità, favorendo anzitutto il trasporto pubblico. E poi incentivare l'uso di fonti energetiche pulite, per passare dai combustibili fossili alle rinnovabili. Solo con interventi lungimiranti si riuscirà a migliorare la qualità dell'aria del nostro territorio.