giovedì 12 giugno 2025
Un auditorium pieno contro le mafie: la voce di Nando Dalla Chiesa arriva a Tavernerio
L'auditorium di Tavernerio era gremito, con circa 200 persone, ieri sera all'incontro di presentazione in anteprima del nuovo libro "Mafia ed economia - il rischio criminale in Lombardia", col professor Nando Dalla Chiesa.
In apertura della serata Roberto Fumagalli - presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", che ha coordinato l'evento - ha ricordato gli obiettivi della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta", organizzata dal Circolo in collaborazione con i Comuni di Tavernerio, Eupilio, Castelmarte e Ponte Lambro e con la Cgil di Como.
La parola è poi passata a Lorenzo Frigerio - referente di Libera Lombardia - che ha moderato l'incontro.
Andrea Carnì - dottore di ricerca in studi sulla criminalità organizzata - ha illustrato i temi trattati nel nuovo libro, scritto col prof. Dalla Chiesa, che riprende i contenuti del rapporto condotto dal Cross dell'Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Cgil Lombardia. L'indagine attesta un forte radicamento delle mafie, e in particolare della 'ndrangheta, nella nostra regione; oltretutto il rapporto e il libro dedicano un focus specifico alla provincia di Como, che risulta essere uno dei territori più infiltrati nel Nord Italia da parte della 'ndrangheta. Sono molteplici gli elementi che hanno fatto sì che, nel rapporto Cross, la provincia di Como - per la prima volta - abbia raggiunto il punteggio più elevato per la presenza e pervasività della criminalità mafiosa.
La parola è quindi passata al PM Pasquale Addesso - oggi alla Direzione Antimafia di Milano ma sino a poco tempo fa in carico alla Procura di Como - che ha ricordato le dinamiche emerse dalle inchieste giudiziarie condotte dalla Magistratura sulla presenza mafiosa in Lombardia. Il magistrato ha fatto anche alcuni esempi, come nel caso dell'azienda comasca Spumador, in cui nel corso degli anni la 'ndrangheta di fatto è riuscita a monopolizzare il settore della logistica con tipiche dinamiche mafiose.
In conclusione il professor Nando Dalla Chiesa ha fatto una precisa ed efficace analisi dell'evoluzione della presenza mafiosa nella nostra regione, ricordando come storicamente le mafie, e in particolare la 'ndrangheta, non siano passate 'dalla lupara ai reati dei colletti bianchi', ma abbiano ampliato strategicamente i propri affari illeciti, partiti dai sequestri di persona e dai traffici di droga, fino alla controllo dell'economia legale. Questo atteggiamento non attesta un cambiamento delle modalità di azione delle mafie, casomai un 'posizionamento' su quei settori che garantiscono maggiori possibilità di riciclare gli ingenti quantitativi di denaro gestiti appunto dalla criminalità organizzata. E questo avviene quasi sempre non in contrapposizione all'imprenditoria locale ma in collusione con la stessa, considerato che sempre più spesso sono gli imprenditori ad aprire le porte ai mafiosi per ottenere servizi più redditizi rispetto a quanto garantito dal mercato legale.
Una serata quindi che è servita per capire con maggior precisione come le mafie si siano radicate nel nostro territorio. Con l'obiettivo, come ribadito dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", di conoscere il fenomeno mafioso per poi cercare di combatterlo dal basso. Non a caso le domande finali poste dal pubblico ai relatori erano proprio indirizzate a capire come il normale cittadino possa percepire e quindi opporsi alla presenza della criminalità organizzata. Questo ovviamente oltre alla lodevole azione della Magistratura e delle Forze dell'ordine impegnate quotidianamente a combattere le mafie.
lunedì 9 giugno 2025
A Tavernerio l’anteprima del nuovo libro sulla ‘ndrangheta in Lombardia: ospite Nando dalla Chiesa
L’11 giugno un incontro pubblico per approfondire il rapporto tra mafie ed economia, con uno sguardo particolare sulla provincia di Como
Si terrà mercoledì 11 giugno alle ore 20.45, presso l’Auditorium comunale di Tavernerio, la presentazione in anteprima assoluta del volume “Mafia ed economia - Il rischio criminale in Lombardia”. L’evento rappresenta un’occasione di riflessione pubblica sul tema delle infiltrazioni mafiose nell’economia lombarda, con un focus particolare sulla provincia di Como, territorio oggi tra i più permeati dalla ‘ndrangheta nel Nord Italia.
All’incontro interverranno il professor Nando dalla Chiesa, tra i massimi esperti di mafie a livello nazionale e internazionale, e il dottor Andrea Carnì, dottore di ricerca in studi sulla criminalità organizzata, entrambi autori del libro. Sarà presente anche il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, Pasquale Addesso, già in servizio presso la Procura di Como. A moderare il dibattito sarà Lorenzo Frigerio, referente di Libera Lombardia.
Il volume nasce da una vasta indagine condotta dal centro CROSS – l’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università Statale di Milano – in collaborazione con la CGIL Lombardia. La ricerca offre una mappatura dettagliata delle infiltrazioni mafiose nella regione, suddivisa per province e settori economici. Ne emerge un quadro preoccupante di un “capitalismo ibrido”, sempre più esposto alle logiche criminali, ma ancora contrastabile, come sottolineano gli stessi autori.
L’appuntamento si inserisce nel ciclo di incontri della rassegna antimafia “4 colpi alla 'ndrangheta”, promossa dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, con il sostegno della CGIL di Como e il patrocinio dei Comuni di Tavernerio, Eupilio, Castelmarte e Ponte Lambro. La rassegna, articolata in quattro tappe, affronta le modalità con cui le mafie operano nei territori, toccando ambiti come l’ambiente, l’economia e il tessuto sociale.
All’incontro sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni locali e i sindaci del territorio. Un’occasione importante non solo per analizzare il radicamento della criminalità organizzata nel comasco, ma anche per promuovere una più ampia cultura della legalità.
Per ulteriori informazioni sul libro è possibile consultare il sito dell’editore Futura: https://www.futura-editrice.it/prodotto/mafia-ed-economia.
giovedì 22 maggio 2025
23 maggio "Giornata della legalità": conoscere la 'ndrangheta per combatterla - Il caso Como
La provincia di Como è uno dei territori del Nord Italia più infiltrati dalla 'ndrangheta: la cronaca giudiziaria spesso ci restituisce notizie di sparatorie, intimidazioni, infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale 'sano' della provincia, e poi ancora traffici illeciti di rifiuti e altri reati di stampo mafioso. Tutte situazioni connesse alla presenza della criminalità organizzata, e in particolare della 'ndrangheta, nel nostro territorio.
Questi temi vengono analizzati nel nuovo libro - in uscita il 30 maggio - dal titolo 'Mafia ed economia - Il rischio criminale in Lombardia', scritto dal professor Nando dalla Chiesa (sociologo, docente universitario, uno dei massimi esperti di mafie) e da Andrea Carnì (dottore di ricerca in studi sulla criminalità organizzata). I temi trattati nel libro derivano dall'ampia ricerca su «Mafia ed economia in Lombardia» svolta dal centro Cross dell’Università degli Studi di Milano in partnership con Cgil Lombardia.
Il libro verrà presentato in anteprima assoluta il prossimo 11 giugno a Tavernerio presso l'Auditorium comunale.
L'incontro, aperto al pubblico, è organizzato dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" - associazione che da molti anni si occupa di legalità - in collaborazione con i Comuni di Tavernerio, Ponte Lambro, Eupilio, Castelmarte, con la Cgil di Como e la Commissione Cultura di Tavernerio. L'incontro rientra nell'ambito della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta".
Dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: "L'11 giugno a Tavernerio, oltre alla presentazione del libro con la presenza degli autori Nando dalla Chiesa e Andrea Carnì, verrà fatto un focus specifico sulla presenza mafiosa nella nostra provincia, anche grazie al previsto intervento del pubblico ministero della DDA di Milano, Pasquale Addesso, fino al 2021 in carico alla Procura di Como.
Un'occasione quindi, quella di Tavernerio, per conoscere le dinamiche della presenza mafiosa nel nostro territorio e, come sempre, per diffondere la cultura della legalità".
https://www.futura-editrice.it/prodotto/mafia-ed-economia/
Quanto è presente il fenomeno mafioso in Lombardia? Qual è, più specificamente, il livello di infiltrazione della ’ndrangheta nella regione più popolosa, ricca e progredita d’Italia? Quale il suo grado di insediamento o – ancor più – di radicamento?
Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia è un libro che non rimuove e non ambisce a stupire. Ma che responsabilmente sistematizza gli scomodi risultati di una recente, ampia ricerca su «Mafia ed economia in Lombardia» svolta dal centro Cross dell’Università degli Studi di Milano in partnership con Cgil Lombardia. Emerge l’ascesa degli interessi e delle logiche di mafia in un’area che un tempo ne era quasi immune. Si delinea la sagoma di un capitalismo pericolosamente ibrido. La cui realizzazione, come spiegano gli autori, va e può essere ancora contrastata.
Il libro contiene un focus specifico sulla presenza della 'ndrangheta in provincia di Como.
venerdì 21 marzo 2025
A Seregno un incontro per non dimenticare le vittime delle mafie: il caso Cristina Mazzotti
In occasione della Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, il Circolo culturale "Seregn de la memoria" organizza un evento di grande rilevanza storica e sociale.
Sabato 29 marzo 2025, alle ore 16, presso la Sala Gandini di via 24 Maggio a Seregno, si terrà la presentazione del libro di Emilio Magni, dal titolo "Il rapimento Cristina Mazzotti. Una buca, 5 centimetri d'aria" (edizioni Mursia). L’autore dialogherà con il giornalista Luigi Losa in un incontro che promette di essere intenso ed emozionante. L'ingresso è gratuito.
La vicenda di Cristina Mazzotti, giovane diciottenne rapita il 1° luglio 1975 e brutalmente assassinata dalla 'ndrangheta, sconvolse l’Italia intera. Prigioniera in condizioni disumane, la sua vita fu spezzata con una ferocia inaudita e il suo corpo venne ritrovato in una discarica della provincia di Novara. A mezzo secolo di distanza, il dolore e l'indignazione per quella tragedia restano vivi.
Il libro di Emilio Magni, testimone diretto dell’epoca sia come amico della famiglia Mazzotti che come cronista, ripercorre questa terribile storia attraverso testimonianze inedite. Il volume porta alla luce dettagli sconosciuti, restituendo un'immagine più intima di Cristina e rivelando nuove piste investigative: dagli autori materiali del rapimento, individuati solo di recente e ancora in attesa di giustizia, fino al mistero mai risolto del miliardo di lire versato come riscatto, di cui solo una parte è stata recuperata.
Questo incontro non è solo un'occasione per ricordare una delle pagine più oscure della nostra storia recente, ma anche un momento di riflessione sull'importanza della memoria e della ricerca della verità.
La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa per rendere omaggio a Cristina e a tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata.
venerdì 15 novembre 2024
Le agromafie e il caporalato: Marco Omizzolo a Ponte Lambro il 21 novembre
Giovedì 21 novembre, alle ore 21, presso la sala consiliare di via Roma 23 a Ponte Lambro, si terrà un incontro pubblico dedicato al tema "Le agromafie e il caporalato in agricoltura". Relatore dell’evento sarà il sociologo Marco Omizzolo, esperto di mafie, tratta internazionale e caporalato. Omizzolo, nominato Cavaliere della Repubblica nel 2019 dal Presidente Sergio Mattarella per il suo impegno nella lotta allo sfruttamento, porterà la sua esperienza diretta e le sue analisi su un fenomeno che coinvolge l’intero Paese.
La serata rappresenta il quarto e ultimo appuntamento della rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta", organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" in collaborazione con la CGIL di Como e con il patrocinio dei Comuni di Ponte Lambro, Tavernerio, Castelmarte ed Eupilio. La rassegna si pone l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico su tematiche legate alla criminalità organizzata e al suo impatto sociale.
Il tema del caporalato, affrontato nella serata, è di stringente attualità non solo nelle regioni del Centro e Sud Italia, ma anche al Nord, compresa la Lombardia. Numerose inchieste giudiziarie hanno infatti rivelato l’infiltrazione delle mafie nelle filiere agricole, dal lavoro nei campi alla trasformazione dei prodotti, fino ai settori della logistica e del trasporto. Questa catena di sfruttamento, spesso paragonata alla schiavitù, coinvolge lavoratori italiani e stranieri, vittime di condizioni disumane.
Marco Omizzolo porterà a Ponte Lambro una testimonianza unica, basata sulla sua esperienza diretta. Il sociologo ha lavorato come bracciante infiltrato nelle aziende agricole dell’Agro Pontino, reclutato da caporali indiani, per studiare dall’interno il grave sfruttamento dei migranti in agricoltura. Ha inoltre approfondito il sistema della tratta internazionale, seguendo traffici di esseri umani fino in India.
Nel suo ultimo libro, "Per motivi di giustizia" (ed. People), Omizzolo racconta storie di lavoratori e lavoratrici che, nonostante le difficoltà, si ribellano al sistema di sfruttamento. Tra queste, la vicenda di Balbir Singh, bracciante indiano costretto per sei anni a lavorare in condizioni disumane e che, con coraggio, ha denunciato i suoi aguzzini sfidando la 'ndrangheta.
L’incontro è aperto al pubblico e rappresenta un’occasione importante per approfondire un tema di grande impatto sociale, ma spesso poco discusso. La cittadinanza è invitata a partecipare per comprendere meglio le dinamiche dello sfruttamento nel settore agricolo e l’importanza della lotta contro le mafie.
Per chi desidera approfondire, il libro "Per motivi di giustizia" offre una panoramica toccante e documentata sul fenomeno del caporalato, raccontando le storie di chi, con determinazione, si oppone a questa moderna forma di schiavitù.
martedì 12 novembre 2024
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”: rinviato l’incontro con Nando Dalla Chiesa sulla 'ndrangheta in Provincia di Como, confermata la serata sulle agromafie
Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ha annunciato l'annullamento dell'incontro pubblico intitolato "La 'ndrangheta in provincia di Como", originariamente programmato per giovedì 14 novembre a Tavernerio. La decisione è stata presa a causa dell'indisponibilità sopraggiunta del prof. Nando Dalla Chiesa, che avrebbe dovuto condurre l'evento. L'associazione ha espresso la volontà di riprogrammare l'incontro il prossimo anno, così da non rinunciare all'approfondimento sul tema.
Rimane invece confermato il quarto e ultimo appuntamento della rassegna antimafia “4 colpi alla 'ndrangheta”, che si terrà giovedì 21 novembre a Ponte Lambro. In questa occasione, il sociologo Marco Omizzolo parlerà di “Le agromafie e il caporalato in agricoltura”, offrendo un’ulteriore riflessione su questioni di grande attualità e impatto sociale.
venerdì 8 novembre 2024
La ‘ndrangheta in provincia di Como: un incontro pubblico con il prof. Nando dalla Chiesa a Tavernerio
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| ATTENZIONE: INCONTRO ANNULLATO |
La provincia di Como è considerata uno dei territori più infiltrati dalla 'ndrangheta nel Nord Italia. La crescente penetrazione della criminalità organizzata è stata recentemente analizzata dallo studio “Mafia ed economia in Lombardia” del CROSS (Osservatorio sulla criminalità organizzata dell'Università Statale di Milano), guidato dal prof. Nando dalla Chiesa, uno dei maggiori esperti italiani in tema di mafie. Il rapporto descrive Como come un'area di particolare interesse per la ‘ndrangheta, con una presenza di cosche ben radicata in aree chiave, tra cui il Triangolo Lariano e l’area meridionale della provincia, territori ideali per le attività criminali anche grazie alla vicinanza con la Svizzera.
Questi temi saranno al centro del terzo incontro della rassegna antimafia “4 colpi alla ‘ndrangheta”, organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi",
Lo studio “Mafia ed economia in Lombardia” documenta come la ‘ndrangheta sia ormai saldamente integrata nel tessuto economico lombardo, facendo della regione un importante centro di affari mafiosi in competizione con la Calabria stessa. In particolare, Como ospita ben otto locali di ‘ndrangheta attivi nei comuni di Como, Appiano Gentile, Senna Comasco, Cermenate, Fino Mornasco, Erba, Canzo-Asso e Mariano Comense. Il rapporto sottolinea che non solo l’imprenditoria locale è in parte vittima delle attività mafiose, ma alcuni settori risultano anche complici e partner d’affari della criminalità organizzata.
L'incontro di Tavernerio rappresenta un'occasione di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini, che sono invitati a partecipare insieme ai sindaci e ai rappresentanti istituzionali del territorio. La serata è realizzata in collaborazione con la CGIL di Como e gode del patrocinio dei comuni di Tavernerio, Castelmarte, Eupilio e Ponte Lambro, con il supporto della Commissione Cultura di Tavernerio.
“MAFIA ED ECONOMIA IN LOMBARDIA” è il titolo dell’ultima ricerca del CROSS (Osservatorio sulla criminalità organizzata della Statale di Milano) - realizzata in collaborazione con CGIL Lombardia - a cura del prof. Nando dalla Chiesa e di Andrea Carnì.
L’economia mafiosa in Lombardia
Lo studio definisce la presenza delle mafie nell’economia lombarda, con un focus particolare sulla provincia di Como.
La ricerca conferma che la Lombardia è la seconda regione di ‘ndrangheta sul piano nazionale, in gara con la regione originaria - la Calabria - per ‘fatturato’.
L’edilizia resta uno dei settori privilegiati, con un boom di imprese che aprono e chiudono in breve tempo. Poi c’è la logistica (finita al centro di numerose inchieste della DDA di Milano per caporalato e sfruttamento del lavoro), legata in particolare alle esigenze della grande distribuzione. Quindi bar e ristoranti, utilizzati per riciclare denaro illecito. E ancora: le società immobiliari, le società sportive dilettantistiche, la sanità, le farmacie e, adesso, i fondi del PNRR e le opere per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Focus sulla ‘ndrangheta in provincia di Como
Nella ricerca, un focus dettagliato è dedicato proprio alla provincia di Como, valutata, secondo la ricerca, per "abilità dei clan di radicarsi e mettere a frutto la vicinanza alla frontiera con la Svizzera". Radicata è la presenza mafiosa nell’area a sud di Como e nel Triangolo Lariano, area ricca di piccoli comuni e ghiotta per gli interessi della criminalità organizzata. Le infiltrazioni nel settore turistico riguardano soprattutto la parte nord della provincia. Sempre nel rapporto del Cross si afferma che "sul territorio, una parte dell’imprenditoria comasca non è vittima della ‘ndrangheta ma si propone come partner facendo affari con essa e ricavandone (momentanei) vantaggi".
In provincia sono attive ben 8 locali di ‘ndrangheta: Como, Appiano Gentile, Senna Comasco, Cermenate, Fino Mornasco, Erba, Canzo-Asso e Mariano Comense.
sabato 26 ottobre 2024
Castelmarte: successo per l'incontro su "Il giro dei soldi delle mafie"
Sala gremita anche per il secondo appuntamento della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta".
Ancora una sala gremita, con circa 70 persone, per il secondo incontro della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta", organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", in collaborazione con CGIL Como e coi Comuni di Castelmarte, Eupilio, Tavernerio e Ponte Lambro.
Ieri sera, venerdì 25 ottobre nella sala della biblioteca di Castelmarte si è tenuto l'incontro sul tema del 'giro dei soldi delle mafie'. Protagonisti i due autori del libro “Il giro dei soldi: storie di riciclaggio”, Ilaria Ramoni e David Gentili, che hanno avuto modo di illustrare al numeroso e attento pubblico presente, le dinamiche relative al riciclaggio dei soldi soprattutto da parte della criminalità organizzata. Siamo ormai in presenza di una sorta di Ndrangheta 2.0 che, per finanziare le proprie attività criminali è passata, nei decenni, dall'epoca dei sequestri di persona a quella dei traffici di droga, e ora, per 'ripulire' i grandi flussi di denaro sporco ricorre sempre più spesso al riciclaggio internazionale, sfruttando nuovi strumenti finanziari come ad esempio le cripto-valute, unite all'evasione fiscale, alle coperture offerte dai paradisi fiscali, unitamente alla corruzione negli appalti e forniture pubblici.
Nell'incontro è stato fatto anche un riferimento alla recentissima inchiesta che, nei giorni scorsi, ha portato al commissariamento di Banca Progetto a seguito dei prestiti illeciti di soldi pubblici ad alcune società legate alla 'ndrangheta.
Soddisfatto il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" che invita al prossimo incontro della Rassegna, che si terrà giovedì 14 novembre a Tavernerio, con la presenza del professor Nando dalla Chiesa - tra i maggiori esperti di mafie a livello internazionale - che parlerà della presenza della 'ndrangheta in provincia di Como, che si conferma uno dei territori più infiltrati dalla criminalità organizzata nel Nord Italia.
martedì 22 ottobre 2024
Il giro dei soldi delle mafie: se ne parla il 25 ottobre a Castelmarte
Si parlerà di usura e del giro dei soldi delle mafie, nel secondo incontro della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta", organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", in collaborazione con CGIL Como e col patrocinio dei Comuni di Castelmarte, Eupilio, Tavernerio e Ponte Lambro.
L'incontro si terrà venerdì 25 ottobre 2024, alle ore 21, a Castelmarte presso la sala della Biblioteca, sita in via Roma n. 16; la serata è realizzata in collaborazione con Fisac-CGIL Lombardia, Como e Lecco, e con la Commissione Biblioteca e Cultura di Castelmarte.
Nel corso dell'incontro verrà presentato il libro “Il giro dei soldi: storie di riciclaggio”, che si concentra soprattutto sul fenomeno del riciclaggio, la gigantesca lavatrice che ‘pulisce’ il denaro di provenienza illecita, finanziando le mafie ma anche progetti leciti, magari il ristorante o il supermercato sotto casa. In tal modo la criminalità organizzata riesce a ‘giustificare’ legalmente immani somme di denaro, consentendo alle stesse mafie di estendere le proprie attività criminali. Il libro prende spunto da una frase del giudice Giovanni Falcone, che più volte aveva affermato che per trovare le mafie occorre seguire il flusso del denaro.
Il riciclaggio costituisce un sistema criminale ben rodato e internazionale, che danneggia e condiziona in modo pesante la qualità della vita delle comunità locali, sottraendo loro risorse fondamentali, inquinando i mercati e danneggiando la libertà di impresa. Così come nel libro, nel corso della serata di Castelmarte verranno citati esempi reali di riciclaggio avvenuti anche nella nostra Regione.
All'incontro di Castelmarte del 25 ottobre interverranno Ilaria Ramoni, avvocato, esperta di legislazione antimafia, e David Gentili, membro del Comitato Antimafia del Comune di Milano. Modera Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”.
L'incontro è aperto al pubblico, tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
sabato 19 ottobre 2024
Il sequestro Mazzotti e la lotta alla ‘ndrangheta: folla all’evento di Eupilio
Aula gremita, con quasi 200 persone, all'incontro pubblico sul tragico sequestro e uccisione di Cristina Mazzotti, ieri sera - venerdì 18 ottobre - nella sala consiliare di Eupilio.
Protagonista della serata Emilio Magni, che ha presentato il suo nuovo libro "Il rapimento di Cristina Mazzotti", scritto e raccontato con grande emozione e partecipazione da parte dell'autore; con lui l'attrice Rosanna Pirovano che ha letto con altrettanta emozione alcuni passaggi del libro. E' intervenuta anche Cristina Ceruti, autrice di una tesi universitaria proprio sulla vicenda della giovane rapita a Eupilio nel 1975.
Da remoto è intervenuta la dottoressa Eleonora Montani - docente universitaria alla Bocconi - che ha aiutato a collegare la vicenda Mazzotti - avvenuta 49 anni fa - con l'evoluzione della penetrazione della 'ndrangheta anche nel nostro territorio, del Triangolo Lariano e della provincia di Como. Premessa per i successivi incontri della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta" - organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" in collaborazione coi Comuni di Eupilio, Castelmarte, Tavernerio e Ponte Lambro.
Prossimo appuntamento venerdì 25 ottobre a Castelmarte, con l'incontro dal titolo "L'usura e il giro dei soldi delle mafie".
mercoledì 16 ottobre 2024
Rassegna '4 colpi alla 'ndrangheta': al via con il caso Mazzotti
"Il sequestro Cristina Mazzotti" al centro del primo incontro della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta"
Il 18 ottobre 2024, a Eupilio, avrà luogo il primo incontro della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta", dedicato alla memoria di Cristina Mazzotti, giovane vittima di un tragico sequestro avvenuto nel 1975. L'evento, organizzato dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" in collaborazione con la CGIL di Como e con il patrocinio di vari Comuni della zona, si terrà presso la sala consiliare di Eupilio, in via Strambio n. 9, alle ore 21.
Al centro della serata vi sarà la presentazione del nuovo libro di Emilio Magni, dal titolo “Il rapimento di Cristina Mazzotti. Una buca, 5 centimetri d’aria”. Magni, giornalista e amico della famiglia Mazzotti, ricostruisce nel volume le drammatiche vicende legate al sequestro e alla morte della diciottenne, rapita proprio a Eupilio e brutalmente uccisa dopo un mese di prigionia. Il libro esce in concomitanza con il 50° anniversario del rapimento.
L’incontro assume ulteriore rilevanza poiché si svolge durante il processo presso la Corte d'Assise di Como, dove sono imputati gli ultimi quattro accusati di essere i mandanti e gli esecutori materiali del sequestro. Questi ultimi, dopo aver rapito Cristina, la consegnarono a una banda che la tenne prigioniera fino al tragico epilogo: il suo corpo fu ritrovato in una discarica della provincia di Novara.
Oltre a Emilio Magni, interverranno la dottoressa Eleonora Montani, membro del comitato antimafia del Comune di Milano e docente presso l'Università Bocconi, l’attrice Rosanna Pirovano, che leggerà alcuni brani del libro, e Cristina Ceruti, laureata in giurisprudenza con una tesi dedicata al sequestro Mazzotti. L’incontro sarà moderato da Severino Colombo, giornalista del Corriere della Sera.
L'evento è aperto a tutta la cittadinanza, con l'obiettivo di riflettere insieme su una delle pagine più nere della storia della criminalità organizzata in Italia e mantenere vivo il ricordo delle vittime della 'ndrangheta.
lunedì 13 maggio 2024
Seregno. La memoria delle stragi
COME LE STRAGI HANNO CAMBIATO LE COSCIENZE
A cura dell'Associazione Culturale InfinityArt
Sabato 18 maggio 2024, ore 10
Sala Monsignor Gandini
Via XXIV Maggio
Seregno
Con il patrocinio della città di Seregno
Relatori:
- Michele Cucuzza, giornalista e direttore Antenna Sicilia (in collegamento da Catania)
- Giovanni Taormina, giornalista Rai
Moderatrice: Mara Cozzoli, Caporedattrice Milano Più Sociale
Reading-Performance a tema: Magda Chiarelli
In occasione dell’anniversario della Strage di Capaci, l'Associazione Culturale InfinityArt presenta sabato 18 maggio alle ore 10 presso la Sala Monsignor Gandini la conferenza "Come le stragi hanno cambiato le coscienze", patrocinata dalla città di Seregno.
Il punto centrale dell’incontro riguarda gli anni Novanta, gli omicidi, il periodo stragista e l’evoluzione dei modus operandi delle mafie.
La stagione del terrorismo iniziò ufficialmente alla fine del 1991, con attentati diretti verso istituzioni statali. A Capaci persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i loro agenti di scorta; cinquantasette giorni dopo, in via D’Amelio, saltarono in aria Paolo Borsellino e, ancora una volta, gli agenti di scorta.
Prima di cambiare strategia e scegliere di “lavorare“ in silenzio, Cosa Nostra sferrò un ultimo attacco a Roma, Milano e Firenze, con mandante Matteo Messina Denaro che, nel 1993, scelse come obiettivi i monumenti. Le stragi si fermarono, e iniziò l'era di Mani Pulite. Antonio Di Pietro proseguì un percorso già iniziato, mettendo in evidenza i legami tra imprenditori del nord, politica e mafia.
A raccontare non solo questi anni ma anche il contesto odierno saranno due giornalisti, entrambi siciliani, che vissero quella fase storica con il duplice animo di chi svolge una professione e sente forte il legame con la propria terra natia e il proprio Paese. “Era una domenica e tornavo dal mare, stavo riportando a casa una mia amica“ ricorda Giovanni Taormina “mentre parcheggiavo la macchina ci fu l’esplosione. Io mi recai, immediatamente, verso dove vedevo alzarsi il fumo. Contemporaneamente, giunto in via D’Amelio, intravidi la sagoma del giudice Ayala accorrere dalla direzione opposta alla mia. Ai miei occhi, in quel momento, comparve un’immagine di guerra: fumo, macchine incendiate… sembrava una zona appena bombardata." “Mi sembra utile poter dare, in questa occasione“ dichiara Michele Cucuzza, giornalista e direttore di Antenna Sicilia “la mia testimonianza di cronista di lungo percorso, riferendo dell’offensiva attuale delle procure contro la corruzione e il voto di scambio politico-mafioso (in particolare in Sicilia), e contemporaneamente esprimendo il mio ricordo personale (da ex conduttore del TG2) delle terribili stragi di Cosa Nostra nei primi anni 90’, con l’assassinio di magistrati di grandissimo valore come Falcone e Borsellino, gli agenti delle forze di polizia e di numerosi civili.“
“Il messaggio che vogliamo trasmettere in questa sede” spiega Mara Cozzoli, caporedattore di Milano Più Sociale “è che l’azione di contrasto alla criminalità organizzata non può essere posta solo sulle spalle di forze dell’ordine e magistratura. Ad essere chiamati in causa sono gli stessi cittadini che, rispettando piccole e semplici regole, costituiscono la principale fonte di supporto a chi si trova in prima linea. Voto di scambio, corruzione, giunte comunali che si sciolgono per infiltrazione… è il modo di fare politica che deve cambiare. Non servono eroi, ma coscienza collettiva e indignazione permanente. Ciò che occorre è la capacità di analizzare con occhio critico il presente, il che implica la conoscenza del passato attraversando, inevitabilmente, l’evolversi dell’agire di stampo mafioso. Se fossimo, inoltre, in grado di cogliere arte e bellezza nella loro complessità e interezza, se accogliessimo il profumo di progresso che da esse ne deriva, raggiungeremmo la piena consapevolezza rispetto al torbido che ci ruota intorno. Acquisiremmo, dunque, un ulteriore strumento di difesa, un’arma per opporci alla rassegnazione.“
sabato 11 maggio 2024
Ecomafie in Lombardia. Le vittime e i segni sul nostro territorio
Domenica 12 maggio 2024, presso lo spazio Young Do It di Arese, si terrà la 'CIVIL WEEK'.
Durante l'evento, a partire dalle 17.30, si svolgeranno una serie di iniziative finalizzate all'approfondimento del tema delle ecomafie.
Alle 17.30, Demetrio Villani, dottorando in Studi sulla Criminalità Organizzata presso l'Università Statale degli Studi, e Roberto Fumagalli del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", condurranno un dialogo sulla legislazione attuale in materia di prevenzione e repressione dei reati ambientali collegati alla criminalità organizzata. Discuteranno anche delle associazioni attive nel settore della tutela ambientale e delle azioni che possono essere intraprese per contrastare le ecomafie sul territorio.
Successivamente, alle 19.30, sarà proposta un'indagine sul caso di Ilaria Alpi, giornalista del TG3 assassinata nel 1994 insieme al suo assistente Miran Hrovatin, ambientata in Somalia. Verrà allestita una stanza con gli oggetti del depistaggio, per ricordare Ilaria e la vicenda su cui stava lavorando. Sarà inoltre possibile visitare una mostra a fumetti sulla storia di Ilaria Alpi, grazie al contributo dell'Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli.
venerdì 17 novembre 2023
Fino Mornasco. La Cascina Pozzetti a Valle Mulini, ovvero la rinascita della “cascina confiscata alla mafia”
di Raffaele Introzzi
(in memoria dei nonni mugnai)
Premessa
All’inizio del secolo scorso in Valle Mulini si contavano 16 mulini e 2 torchi attivi, azionati ad acqua. Le macine producevano farine destinate all’alimentazione umana (semola per polenta) e al consumo animale. I torchi consentivano tramite la macinazione dei semi di lino di ottenere un olio di semi. Dopo la schiacciata restava “ùl panèl” che si dava come cibo ai maiali e alle mucche.
Pozzetti Renzo conosciuto anche come “l’ùliatt” iniziò l’attività con il torchio di Corte Pozzetti, prima di trasferirsi a Fino. Un suo torchio fa bella mostra di sé nel nostro Parco comunale. Al vecchio Robbione, prima che ci giungesse la ferrovia, era ubicata una fantomatica “cà de l’oli”.
I mugnai e contadini vivevano in grandi corti pressoché autonome con le abitazioni contigue alle stalle e cascine, con il mulino inglobato tra le mura domestiche, salvo qualche eccezione (ùl murinèl ai Tabalitt). Dalla Pazzea in giù la proprietà residenziale e terriera era appannaggio praticamente di una sola famiglia, la famiglia Tittoni di Desio.
La storia della cascina
Nella corte dei Pozzetti in fondo alla Valle dei Mulini al confine con il comune di Vertemate viveva, tra le altre, anche la famiglia di Pozzetti Lauro (1866 – 1931) sposato ad Amalia Introzzi (1869 – 1955) con 4 figli, tre maschi, Felice (1894 – 1967), Natale (1896 – 1962), Ermenegildo (1906 – 1936) e una femmina, Luigia (1898 – 1990). Poco dopo la fine della Grande Guerra i tre fratelli Felice, Natale ed Ermenegildo riuscirono ad acquistare nel gennaio del 1926 dall’ingegner Antonio Tittoni di Tomaso nato a Roma e domiciliato a Cheren (Eritrea) un vecchio mulino del 1722 con stalla, cascina e appezzamento di terreno su cui costruirono la casa inglobando il mulino. Dei tre fratelli solo Felice proseguì l’attività di mugnaio, mentre Natale si dedicò all’attività agricola, al commercio del vino e continuò l’attività del fratello Gildo, dalla sua scomparsa sino alla fine degli anni cinquanta.
Ermenegildo detto Gildo divenne commerciante di bestiame, in particolare di suini, che acquistava anche in Toscana facendoli arrivare con carro bestiame allo scalo merci (binario morto) dell’attigua stazione FS di Cucciago. E questa Cascina Pozzetti fu da lui utilizzata fino alla sua morte (13.4.1936) e poi dal fratello Natale come ricovero di transito e rifocillamento delle mandrie di maiali, in attesa dello smistamento ai compratori della zona.
Dalla fine degli anni cinquanta l’immobile rimase inutilizzato fino al 1968 quando venne riadattato da due famiglie siciliane, sfollate da Santa Margherita di Belice a seguito del catastrofico terremoto accaduto nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, che ci vissero per alcuni anni in attesa di trovare una nuova casa.
Nel 1990 i proprietari acconsentirono alla richiesta di acquisto avanzata da un artigiano marmista, cedendogli l’immobile ormai vuoto da anni.
L’artigiano per finanziare l’acquisto si affidò ad una terza persona che qualche anno dopo divenne oggetto di indagini giudiziarie e alla fine condannato per associazione mafiosa. Il bene, non completamente pagato dall’artigiano al suo finanziatore, restò intestato al finanziatore e rientrò tra i beni confiscati dall’Autorità Giudiziaria allo stesso.
“L’Agenzia del Demanio con atto del 28 giugno 2002 ha assegnato al Comune di Fino Mornasco il complesso immobiliare confiscato alla criminalità organizzata sita in via Molinetto 8 in località Valle Mulini”.
La fruizione del bene da parte del Comune di Fino presupponeva però il verificarsi di un utilizzo a scopo sociale.
Dopo più di 15 anni finalmente l’Amministrazione comunale è riuscita a produrre un progetto e trovare il finanziamento per il recupero della “Cascina Pozzetti”.
“Il progetto è stato costruito con il Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea in modo che venisse realizzata una sede distaccata dello stesso.
Si è pertanto concretizzata la necessità di proseguire la collaborazione istituzionale tra i due Enti mediante la concessione da parte del Comune di Fino Mornasco al Parco Regionale dell’utilizzo oneroso per 14 anni del piano terra dell’immobile di proprietà comunale, con l’accollo da parte del Comune di Fino Mornasco della quota di finanziamento dell’intervento per la parte non finanziata con contributo regionale.” (Deliberazione della Giunta comunale n. 111 del 30 giugno 2021)
I lavori, iniziati a novembre 2021, dopo una pausa invernale sono ripresi a gennaio 2022 con previsione di terminarli a primavera inoltrata.
Oltre alla sede operativa per le guardie ecologiche volontarie del parco al piano terra, al primo piano verrà realizzato un ampio salone a beneficio della Cittadinanza.
Va comunque ricordato che, contrariamente a quanto erroneamente affermato da qualche organo di stampa, la “Cascina Pozzetti” non è mai stata testimone di riunioni di affiliati alla ‘ndrangheta.
Con l’inaugurazione si chiuderà un’amara vicenda, con la possibilità di volgere lo sguardo, con nuove speranze, verso il futuro.
Valle Mulini, 12 marzo 2022
Intervento comparso su FINO NOTIZIE - Pasqua 2022
Il blog Brianza Centrale ringrazia l'autore per averne autorizzato la pubblicazione.
L'inaugurazione della "Cascina confiscata Valle Mulini" si terrà il 25 novembre 2023 alle ore 10 (per approfondire cliccare qui).
giovedì 16 novembre 2023
Fino Mornasco: inaugurazione di "Cascina confiscata in Valle Mulini": un nuovo inizio e un tributo a Emanuela Loi
Il prossimo sabato 25 novembre 2023, a Fino Mornasco, in Via Molinetto, dalle ore 10.00, si terrà un evento di grande rilevanza: l'inaugurazione della Cascina confiscata in Valle Mulini. Questo momento tanto atteso rappresenta una svolta nella destinazione di un antico cascinale, il cui passato è intricato e intimamente legato alla lotta contro la criminalità organizzata.
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| La Cascina in stato di abbandono |
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| La Cascina ristrutturata |
Nel 2018, il cascinale risultava ancora intestato al catasto al vecchio proprietario, un dettaglio che ha complicato il processo di riqualificazione. Inoltre, il lungo periodo di abbandono aveva reso la struttura fatiscente, simile a una specie di stalla. Nonostante le difficoltà e i costi significativi, questa struttura è finalmente disponibile alla collettività, rappresentando una vittoria sulla criminalità organizzata e aprendo la strada a nuovi orizzonti per la comunità locale.
Per approfondire la storia della cascina cliccare qui.
Il tributo a Emanuela Loi
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| Emanuela Loi |
Durante il suo servizio, le furono affidati incarichi delicati, tra cui piantonamenti e scorte a figure di rilievo. Dopo la strage di Capaci nel giugno del 1992, fu assegnata al magistrato Paolo Borsellino. Emanuela aveva solo 24 anni quando cadde nell'adempimento del proprio dovere. Una ragazza solare, sorridente e spensierata, aveva il sogno di tornare presto nella sua Cagliari. Lasciò i genitori, una sorella, un fratello e il fidanzato con il quale sperava di sposarsi. Nonostante fosse consapevole dei pericoli del suo lavoro, amava profondamente ciò che faceva.
La cerimonia di intitolazione a Emanuela Loi rappresenta un tributo doveroso a una figura coraggiosa che ha sacrificato la propria vita per la giustizia. Un momento che, insieme all'inaugurazione della Cascina, simboleggia la volontà di una comunità di costruire un futuro migliore, preservando la memoria del passato e onorando coloro che hanno dedicato le proprie vite al bene comune.
Mostra fotofrafica NOI SIAMO LORO
inagurazione: sabato 25/11/2023 ore 11.15
orari:
sabato 25 novembre 14:30-18:00
domenica 26 dicembre 10:00-12:30 / 14:30-18:00
Immagini tratte dal web.
martedì 3 ottobre 2023
Lecco: Silea e la questione 'ndrangheta
di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
Roberto Fumagalli
È gravissima la situazione che si è verificata in Silea - la municipalizzata dei rifiuti della provincia di Lecco - dove l’ex dipendente Beniamino Bianco (che ricopriva anche funzioni di 'responsabile tecnico servizi e commerciale') fungeva di fatto - secondo le accuse della Magistratura inquirente in Calabria (procuratore Nicola Gratteri) - da ‘reclutatore’ di personale con legami con la ‘ndrangheta. Non è ammissibile che in una municipalizzata di proprietà dei comuni, che gestisce servizi pubblici, si siano verificate situazioni con profili di illegalità, come sottolinea (solo ora…) la stessa azienda citando l’informativa della Prefettura che, nel 2021, segnalava “la presenza all’interno dell’azienda di alcuni dipendenti vicini agli ambienti della criminalità calabrese operante nel territorio lecchese”!
Ci chiediamo perché la società Silea non abbia, a suo tempo, reso pubblica la vicenda: le aziende pubbliche devono essere come palazzi di vetro! Ci chiediamo soprattutto perché i sindaci della provincia di Lecco non abbiano nulla da dire, a partire da quello del capoluogo - che è anche ‘presidente del Comitato ristretto in Silea’ - e quello di Valmadrera - che ospita il forno inceneritore -.
La penetrazione delle mafie in provincia di Lecco è conclamata da decenni. Non è ammissibile che questo avvenga con una specie di impunità politica, che passa attraverso una sorta di omertà politica.
Servono azioni concrete, da parte della società civile, della politica e delle Istituzioni, contro questa che non è infiltrazione ma radicamento mafioso. E invece non sentiamo nessuna voce in questa direzione a difesa della legalità. A Lecco sul tema dell’antimafia si organizzano celebrazioni, ricorrenze, convegni - con anche rappresentanti istituzionali – che, a questo punto, rischiano di rimanere iniziative vuote e fini a loro stesse, se non affrontano i temi specifici legati alla presenza mafiosa, purtroppo ancora attualissima, nelle realtà economiche e pubbliche del nostro territorio.
Anzi quando, più di un anno fa, si è costituita la Commissione antimafia del Comune di Lecco – che ora, noi per primi, abbiamo chiesto venisse convocata con urgenza per la ‘questione Silea’ – vi è stata una pubblica indignazione da parte di esponenti della maggioranza e delle minoranze nei confronti dell’allora Prefetto De Rosa, che aveva denunciato la massiccia presenza mafiosa nel nostro territorio e che, nel merito della questione Silea, aveva avviato l’iter per l’interdittiva antimafia sulla municipalizzata dei rifiuti.
Lo ribadiamo, in provincia di Lecco serve uno scatto di orgoglio a difesa della legalità, facendo terra bruciata alle mafie!
Nota stampa trasmessa al quotidiano “Il Giorno” (ed. Alta Lombardia) in data 27.09.2023
In merito all’articolo apparso in data 27.09.2023 sul vs. quotidiano sono stati riscontrati contenuti inesatti che si ritiene doveroso ed opportuno rettificare.
A seguito di informazioni ricevute dalla Prefettura di Lecco nel marzo 2021, Silea si è immediatamente attivata con una serie di azioni che hanno portato al licenziamento del sig. Beniamino Bianco e di altri 3 soggetti addetti ai servizi di raccolta rifiuti: come già chiarito al vostro stesso giornale, non si è dunque trattato di “dimissioni in cambio di lauta buonuscita”.
I provvedimenti di licenziamento impugnati davanti al Tribunale di Lecco da due ex dipendenti, si sono chiusi in sede giudiziaria aderendo alle proposte transattive formulate dal Giudice stesso.
Relativamente al ruolo dell’ex dipendente Beniamino Bianco – cui voi fate riferimento come “il rappresentante legale” – si precisa che questi ricopriva la mansione di coordinatore dei servizi di igiene urbana (con inquadramento contrattuale di impiegato), e che la procura di rappresentanza attribuitagli era finalizzata ad aspetti di natura tecnica e prevalentemente legata a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Riteniamo infine doveroso precisare che il sig. Danilo Monti e il sig. Vincenzo Marchio da voi citati nel vs. articolo riportandone le condanne penali, non sono mai stati dipendenti di Silea.
Dal maggio 2021 la società si è dotata di un Codice Antimafia (ad integrazione del modello di organizzazione ex D.lgs 231/2001 già in vigore), strumento del quale sono dotate pochissime realtà a livello nazionale, che prevede, tra l’altro, diverse forme di coordinamento con la Prefettura volte a garantire la massima legalità nello svolgimento di tutte le attività dell’azienda.
Silea ribadisce di aver sempre agito nell’interesse dei Comuni soci e di tutta la comunità, nella consapevolezza del proprio ruolo di società pubblica al servizio del territorio.
giovedì 21 settembre 2023
Monza ricorda don Pino Puglisi, il prete del sorriso, martire della violenza mafiosa
Il suo assassino confessò che la mafia considerava l'impegno di don Puglisi, nel sottrarre i ragazzi del quartiere Brancaccio alla criminalità organizzata, estremamente pericoloso per la supremazia di Cosa Nostra a Palermo. Sabato prossimo, 23 settembre, ore 17 sala Maddalena di Monza l'associazione culturale Mnemosyne racconterà "il prete del sorriso", il suo impegno nel contrastare la violenza mafiosa e come sta continuando il suo progetto di legalità e riscatto sociale per gli abitanti del quartiere Brancaccio. Interverrà Maurizio Artale, presidente del centro accoglienza "Padre nostro" di Palermo, fondato dal beato Puglisi.
venerdì 26 maggio 2023
Alunni ‘videomaker’ sulle ‘ecomafie’ all'istituto Romagnosi di Erba
Si è concluso in questi giorni il progetto sulle ‘ecomafie’, che ha coinvolto la classe 3^B dell’Istituto Romagnosi di Erba, intervento che è stato coordinato dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi".
Nella fase conclusiva del progetto, gli alunni coinvolti, divisi in gruppi, si sono trasformati in novelli ‘videomaker’ ed hanno preparato alcuni brevi video che raccontano il tema delle ecomafie, soffermandosi in particolare sulle problematiche relative ai reati ambientali commessi dalle organizzazioni mafiose.
Alcuni dei video realizzati dagli studenti sono stati caricati sulla pagina YouTube del Romagnosi:
https://www.youtube.com/@romagnosi-erba
Il progetto ‘ecomafie’ ha previsto vari interventi in classe: da quello con Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", a Paola Pioppi, giornalista de ‘Il Giorno’ di Como; dall’avvocato Marco Griguolo, legale di parte civile dell’associazione ‘WikiMafia’, ad alcuni membri dei Carabinieri forestali. È intervenuto anche il giovane regista Gabriele Gandini, che ha supportato gli studenti nel percorso di realizzazione dei video.
Si ricorda che le mafie e le ecomafie rappresentano fenomeni purtroppo presenti anche nell’Erbese e nella provincia di Como, che risulta la seconda provincia del nord Italia per la presenza della 'ndrangheta. Tra i reati delle ecomafie vi sono soprattutto i traffici illeciti di rifiuti, con alcune inchieste che hanno riguardato da vicino il territorio Comasco, col coinvolgimento di alcuni esponenti della 'ndrangheta residenti nell’Erbese.
L'obiettivo del progetto ‘ecomafie’ è stato quello di diffondere la cultura della legalità, attraverso la sensibilizzazione degli alunni sul tema della presenza delle mafie nella nostra provincia, oltre che sulla tutela del territorio, minacciato appunto dai reati ambientali.
Vista l'importanza del tema, per il prossimo anno scolastico, il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" proporrà il progetto ‘ecomafie’ in altri istituti del territorio.
venerdì 28 aprile 2023
Erba. Una mostra per raccontare le mafie
Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ha allestito una mostra sulle vittime di mafia, nell’ambito di un percorso didattico sul tema della cultura della legalità.
È stata allestita nei giorni scorsi presso la scuola Puecher di Erba la mostra dal titolo 'Vittime di mafia', organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", associazione che da anni si occupa della lotta alle mafie.
Lo scopo è stato quello di far conoscere agli studenti della secondaria inferiore la pericolosità delle mafie, con l'intento di diffondere anche presso le giovani generazioni la cultura della legalità, contro la criminalità organizzata, radicata anche nel territorio erbese dove sono presenti almeno due 'locali' della ‘ndrangheta, a Erba e a Canzo-Asso.
La mostra è formata da 17 pannelli che rappresentano, tramite il linguaggio delle graphic novel, la storia di cinque vittime di mafia. Si va dai più noti magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, impegnati nella lotta alla mafia, entrambi assassinati nel 1992 da Cosa Nostra. Poi le vicende di Maurizio Rostagno e Peppino Impastato, che hanno fatto della loro vita una missione per combattere strenuamente la mafia siciliana, da cui sono stati barbaramente uccisi. Infine la vicenda di 'ndrangheta che ha coinvolto Lea Garofalo, la quale ha denunciato i propri familiari in quanto affiliati della mafia calabrese; Lea Garofalo è stata infine assassinata - nel 2009 - dal suo ex compagno alle porte di Monza.
La mostra è stata organizzata da Moreno Casotto, vicepresidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", in collaborazione con l’insegnante Roberta Frigerio, referente del progetto sulla legalità alla Puecher.
Ad illustrare la mostra a ben 15 classi della scuola media sono intervenuti in vari incontri Raffaella Rusconi e Antonio Bertelè, sempre del Circolo Ambiente.
Commenta Moreno Casotto: “Siamo molto soddisfatti dell’esito dell’esposizione della mostra, che ha coinvolto circa 300 studenti che in tal modo hanno potuto approfondire le loro conoscenze sulla pericolosità delle mafie, che non disdegnano la violenza e gli omicidi per raggiungere i propri intenti criminali. In ogni caso tutte le classi erano preparate, avendo già approfondito in aula il tema della legalità, e gli studenti hanno interagito in modo attivo coi relatori del nostro Circolo. Durante gli incontri, agli studenti abbiamo ricordato che le organizzazioni criminali sono purtroppo presenti anche nel nostro territorio. Auspichiamo che prosegua la collaborazione con altre scuole del territorio sui temi della diffusione della cultura della legalità e della lotta alle mafie”.
Nelle foto: la presentazione della Mostra ad alcune classi della scuola Puecher di Erba, con Raffaella Rusconi e Antonio Bertelè.
sabato 15 aprile 2023
Giussano: i quarant'anni della "Marcia dei sindaci" contro i sequestri di persona e i boss mafiosi
Giussano ricorda il 40° anniversario della “Marcia dei sindaci”: la clamorosa iniziativa che Erminio Barzaghi, allora primo cittadino giussanese, promosse il 1° ottobre 1983 per protestare contro i sequestri di persona che impaurivano la Brianza e il soggiorno obbligato dei boss al Nord. Da ricordare la sua frase, purtroppo profetica : «In Brianza il pericolo serio è che il peggio del Sud si sposi con il peggio del Nord».
Il centro diurno “Casa nostra” (che ha sede in un immobile confiscato alle mafie e ora intitolato proprio a Barzaghi) e la cooperativa sociale Il Mosaico”, insieme a Brianza SiCura e con il patrocinio del Comune, promuovono giovedì 20 aprile ore 21 nella sala Don Caccia dell’oratorio (via M. D'Azeglio 32, Giussano) la proiezione del docufilm “Nel nome del padre”, realizzato dalla tv della Svizzera Italiana e dedicato alla stagione dei rapimenti. Saranno presenti il regista Marco Tagliabue, una figlia di Barzaghi, l’ex sindaco Giulio Cassina e Luigi Folcio, amico e sostenitore di molte iniziative solidali di Ermino Barzaghi.
(Fonte: Brianza SiCura)




















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