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lunedì 20 novembre 2023

Merone: Il Circolo Ambiente critica il 'Museo del cemento' e le 'Vie del cemento', sottolineando le ferite ambientali della cementeria

La cava di Brenno

A Merone, l'inaugurazione imminente del 'Museo del cemento' e il progetto delle 'Vie del cemento' stanno sollevando polemiche, con il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" che critica aspramente l'iniziativa. Secondo il presidente del Circolo Ambiente, Roberto Fumagalli, tali progetti sembrano servire esclusivamente a celebrare l'attività della cementeria, trascurando le gravi conseguenze ambientali.

I fumi della cementeria

Il comunicato del Circolo Ambiente esprime perplessità sul fatto che progetti di questo genere siano stati promossi da un ente pubblico, il Comune di Merone. Il Circolo Ambiente, attivo dal 1990 e impegnato per circa 25 anni nell'affrontare le problematiche ambientali legate alla cementeria di Merone, solleva dubbi sul reale interesse pubblico di promuovere l'attività privata di un'azienda anziché considerare i danni inflitti all'ambiente.

La critica si focalizza su diversi aspetti, tra cui l'emissione di polveri e inquinanti per circa 80 anni da parte della cementeria, che hanno interessato principalmente gli abitanti di Merone, Monguzzo e altri comuni circostanti. L'incenerimento dei rifiuti, autorizzato dalla metà degli anni '80 fino alla chiusura dei forni, è stato un ulteriore punto di criticità, con la combustione di migliaia di tonnellate di rifiuti, inclusi scarti delle industrie chimiche.

La protesta del Circolo Ambiente

Il comunicato del Circolo Ambiente evidenzia anche le ripercussioni ambientali dell'attività di escavazione, citando la cava di Baggero, definita "Oasi" dal marketing aziendale e successivamente donata al Parco Valle Lambro. Tuttavia, il Circolo Ambiente sottolinea che la cava ha causato danni significativi, letteralmente mangiando una collina. Altre ferite ambientali menzionate includono le ex cave e miniere di Pusiano, Suello e Cesana Brianza, nonché l'immensa voragine della miniera di Brenno a Costa Masnaga.

Le cave sul Monte Cornizzolo

Il presidente del Circolo Ambiente, Roberto Fumagalli, dichiara che l'ente pubblico dovrebbe considerare questi elementi quando si commemora l'attività della cementeria sul territorio, invece di promuovere un museo autocelebrativo del cemento. Il comunicato sottolinea la necessità di affrontare le questioni ambientali e di considerare il benessere della comunità locale.

giovedì 12 luglio 2012

Storie di cemento (6° tappa con arresti: Carate Nostra)



Corruzione, 6 arresti a Carate Brianza: coinvolto un consigliere del Pdl
tratto da Affari Italiani

I militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Monza e della Tenenza della Guardia di Finanza di Seregno, a conclusione di attività di polizia giudiziaria ed economico finanziaria scaturita a seguito dell'omicidio di Paolo Vivacqua, avvenuto a Desio 14 novembre 2011, hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere ed in regime di arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Monza su richiesta della locale Procura della Repubblica, a firma del Pm Donata Costa, nei confronti di:
  1. Maurizio Altobelli, classe '57, consigliere di maggioranza (lista Pdl), nonchè membro della commissione urbanistica del Comune di Carate Brianza (Mb); 
  2. Giorgio Aldeghi, classe '45, architetto, di Carate Brianza (Mb); 
  3. Giampietro Gerosa, classe '49, geometra, di Arosio (Co); 
  4. Calogero Caruso Licata, classe '72, imprenditore, di Muggiò (Mb), prestanome di Paolo Vivacqua; 
  5. Felice Tagliabue, classe '45, procacciatore d'affari, di Giussano (Mb); 
  6. Massimo Pirovano, classe '56, architetto, già consigliere del Comune di Carate Brianza (Mb) nell'anno 1998 
in quanto ritenuti responsabili del reato di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, in quanto i primi cinque ed il deceduto Paolo Vivacqua, si accordavano fra loro per il versamento a Maurizio Altobelli di 870 mila euro da spartire con Aldeghi e Gerosa, nonchè Pirovano e Altobelli si accordavano per il versamento a quest'ultimo, di altri 290 mila euro, quali compensi per la modificazione, con lo strumento del piano di governo del territorio e sue varianti, della destinazione d'uso, da agricola a commerciale/residenziale, di cinque aree ed un fabbricato siti nel Comune di Carate Brianza (Mb).  >>>Leggi l'intero articolo su "Affari Italiani".

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martedì 10 luglio 2012

Storie di cemento (5° tappa: Seregno, vie San Salvatore, Londra e Campaccio)

 

di Lorenzo

Comune di Seregno. Aree adiacenti alle vie San Salvatore, Londra e Campaccio. In un ampia zona del paese, di grande pregio naturale, vista la presenza di campi verdi, contornati da cinture boscose dove in estate era possibile rifugiarsi dal caldo, ad esempio durante una passeggiata in bicicletta, ora sono sorti diversi complessi, sia industriali che residenziali, distruggendo questa piccola oasi che aveva il comune di Seregno. Ricordo circa 15 anni fa, quando mi capitava spesso in estate di passare da queste parti in bicicletta, era divertente infilarsi in queste stradine intorno alla via Campaccio per trovare un po’ di fresco e di ristoro..in questi campi inoltre c’era anche un piccolo spazio di atterraggio per piccoli velivoli a motore che veniva molto utilizzato. Ora temo non sia più attivo anche perché lo spazio è stato “occupato” da qualcun altro…

Questa la mappa completa della zona prima degli interventi, con cerchiate in rosso le superfici trasformate. Da questa foto aerea si capisce proprio la logica dominante di questi ultimi anni: riempire tutti gli spazi fino all’ultimo centimetro disponibile.



Iniziamo dal lotto 1. Costruzione di tipo industriale, iniziata nel 2008 e attualmente, vuota e non ultimata. All’esterno cartello pubblicitario del solito Gruppo Zecca (subappaltatore), mentre sulla Dichiarazione di Inizio Attività, compare come costruttore l’Ing. Cappellini, uno dei più grossi costruttori della nostra zona. In pratica nomi già visti e stravisti. Ovviamente campeggia un bel cartello “Vendesi” da parecchio tempo!

Questo è lo stato delle cose:

Ottobre 2010: prima dell’inizio dei lavori vero e proprio:



Guardate che belli quei colori degli alberi sullo sfondo che si potevano ammirare. Lo sguardo sembrava perdersi fino all’orizzonte con un’ottima vista sulle prealpi brianzole:


Stato attuale (Giugno 2012). Pura speculazione:

 


Lotto 2. Costruzione di tipo artigianale. Unità probabilmente solo in parte occupate. Intervento promosso come particolarmente green (si, però intanto con consumo di suolo!!!) anche dal Sindaco Mariani (cliccare qui).



Lotto 3. Costruzione di tipo residenziale. In un terreno di pregio, adiacente a un piccolo bosco di robinie, troviamo la realizzazione di un massiccio e brutto intervento residenziale. Il solito mega-ammasso di appartamenti costruiti con la logica degli anni 90-2000: zero giardino (la manutenzione poi costa, se ne sono accorti i residenti dei complessi che venivano costruiti negli anni 70-80 attorno a grandi giardini); unità abitative piccolissime; massimizzazione del guadagno. In pratica delle moderne topaie anche difficili da vendere. Infatti da una mia osservazione l’intero complesso (ancora da ultimare) risulta in gran parte inoccupato (e quindi invenduto visti i tempi). Ovviamente dell’antico significato della via “Campaccio”, ora non rimane nulla visto che i “campi” sono spariti!!

Novembre 2008. Guardate com’era bella la zona, anche se i lavori erano già iniziati:

  Oggi appare così:

domenica 8 luglio 2012

Storie di cemento (4° tappa: Seregno, via Briantina)


di Lorenzo

Comune di Seregno. Rotonda di ingresso nel paese provenendo da Carate. Zona Istituto Scolastico “Martino Bassi”. Già da circa un anno è sorto in men che non si dica un enorme scatolone che ora rovina quello che prima era un bellissimo ingresso al territorio comunale di Seregno, segnato da terreni agricoli a destra e a sinistra della strada, soprattutto con la discesa dalla rotonda sopra la SS36 che faceva godere un bel panorama dall’alto. Ora invece questa struttura come al solito ingombrante ci ricorda subito che stiamo per entrare in uno dei comuni più duramente colpiti dalla speculazione edilizia. La struttura è per lo meno interamente utilizzata e all’interno vi sono diverse attività commerciali che però avrebbero tranquillamente potuto trovare posto in altre sedi, magari in zone dimesse anche più vicine al centro, evitando consumo inutile di suolo.
Giugno 2008 - Prima ...
Giugno 2012 - ...e dopo

sabato 7 luglio 2012

Storie di cemento (3° tappa: Carate Brianza, via Tommaso Grossi)


di Lorenzo

Comune di Carate Brianza. Via Tommaso Grossi, angolo via della Valle (zona Cascina Immacolata). Nuovo “polo artigianale” da pochi mesi in costruzione. Su un terreno agricolo molto vasto e di pregio paesaggistico, vista l’area già invasa fino all’ultimo centimetro dalle costruzioni, sta sorgendo a tempi record un nuovo capannone enorme. All’esterno compare un cartello dell’impresa che fornisce i manufatti prefabbricati, ossia il valtellinese Gruppo Zecca. Dato che in Carate e nei paesi limitrofi si trovano numerosi capannoni piccoli e grandi rimasti vuoti a causa della pesante crisi, mi chiedo cosa serva costruirne di nuovi…se non a favorire i costruttori e le disastrate casse comunali caratesi ingrassandole con un po’ di oneri di urbanizzazione…
Pianta della zona interessata
Febbraio 2009 - Il bellissimo campo agricolo...
Luglio 2012 - ... ora occupato da un capannone

giovedì 5 luglio 2012

Storie di cemento (2° tappa: Carate Brianza, via Marengo)


di Lorenzo

Comune di Carate Brianza. Area compresa tra la via Marengo e la superstrada SS36. In un vasto campo agricolo da pochi mesi (Gennaio 2012) è iniziata la costruzione di un orribile scatolone di cemento, destinato ad ospitare un negozio della catena Bricoman, specializzata nel fai da te. In pochissimi mesi la struttura è già stata innalzata, in quanto l’inaugurazione deve essere organizzata in tempo per il prossimo Natale 2012 (la logica commerciale-speculativa non ha limiti!!). Su uno degli ultimissimi terreni rimasti liberi in questa zone del paese è quindi sorto un autentico muro grigio, altissimo e notevolmente ingombrante, come può notare chiunque transiti sulla superstrada. Ovviamente i volumi costruttivi sono altissimi, in pratica è stato ricoperto di cemento ogni centimetro di quell’area. Sicuramente il nuovo punto vendita porterà in paese diversi posti di lavoro che di questi tempi sono importantissimi, ma costruire qui era inutile, visto che in paese sono presenti ad oggi numerose aree dimesse, soprattutto capannoni in zona industriale e non solo. Un esempio su tutti l’edificio che ospitava fino a Dicembre l’Area International (in liquidazione) e che poteva essere demolito per ospitare appunto Bricoman. Ma evidentemente a qualcuno faceva più comodo così, visto che la delibera comunale sull’edificazione in via Marengo è stata fatta a fine 2011 in tutta fretta.

Febbraio 2009: l’area com’era, vista dalla SS36
 L’area fotografata all’inizio di Giugno da diverse posizioni. Due settimane dopo (15 Giugno), nella zona dove vedete il cerchio rosso (in corrispondenza della rotonda dell’uscita Carate Brianza Nord) è stato innalzato un ulteriore comparto in cemento, che rende ancora più mastodontico l’intervento.

Vista dalla SS36
Vista da via Marengo
Segnalo alcuni degli articoli trovati sul web che descrivono un possibile interessamento della malavita nell'operazione:
- http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2012/01/22
- http://www.infonodo.org/node/31430
- http://www.infonodo.org/node/32418

Qui il gruppo di Facebook contrario all’edificazione del Bricoman.

martedì 3 luglio 2012

Storie di cemento (1° tappa: Giussano)



di Lorenzo

Comune di Giussano. Strada provinciale che collega la frazione di Paina con Mariano Comense. Fino a pochi anni fa (a memoria credo fino al 2008 circa), sul lato di Viale Como si trovava una vastissima area agricola. Ricordo perfettamente, durante i pomeriggi di inverno, tornando da Mariano verso Paina, voltando lo sguardo alla mia destra verso questi campi, si vedevano dei tramonti stupendi perché il sole scendeva proprio in quella direzione. Ora quell’area è stata completamente invasa dal cemento, grazie alla realizzazione di numerosi capannoni. Oggi lo sguardo viene irrimediabilmente fermato da questi muri grigi e i tramonti rimangono solo un lontano ricordo.

Ecco la mappa dell’area com’era prima delle lottizzazioni:


Questa invece è l’immagine attuale che fornisce Google Maps. E’ vecchiotta e risale al 2010 quando l’intervento non era ancora ultimato. Immaginate al posto di quel capannone che si vede al centro, una distesa di grano e sullo sfondo, solo l’orizzonte. Allo stato attuale (2012) anche questi campi che qui ancora si vedono sono invasi da altro cemento e asfalto.


Le foto che seguono, scattate all’inizio di Giugno 2012, testimoniano il risultato di tale scempio. Ovviamente la maggior parte dei capannoni risultano vuoti e invenduti, se non addirittura abbandonati da mesi in stato di semi-finito. La crisi immobiliare è sotto agli occhi di tutti, eppure si continua a costruire.

 
 
  

sabato 9 giugno 2012

Carate Brianza e Seregno unite dai capannoni


Riceviamo e pubblichiamo

In merito a ciò che state pubblicando sull'allargamento del Parco Brianza Centrale (vedi anche dichiarazioni dei sindaci di Carate e Seregno), vorrei invitarvi ad effettuare un'indagine (magari con foto) di alcune situazioni che si sono create recentemente in questi due comuni, dove a fronte di parole e promesse, sono sorti in breve tempo diversi edifici bruttissimi e inutili.

Cito gli esempi a me più noti:


- Carate Brianza: capannone futuro "Bricoman", iniziato a Gennaio e già in buona parte edificato. Un vero "scatolone" grigio e bruttissimo costruito su un campo di mais. Situato in Via Marengo. Era sicuramente possibile un'altra soluzione, magari insendiandosi al posto dell'edificio abbandonato dall'Area International, che già dallo scorso anno ha cessato la sua attività ed ora è soltanto l'ennesimo edificio "in vendita".

- Ancora Carate Brianza: capannone in costruzione da qualche mese in via Tommaso Grossi ang. Via della Valle. Da una ricerca sui giornali sembra destinato ad attività artigianali. L'edificio è stato costruito su uno dei pochi terreni vergini rimasti a Carate. Il prato era molto esteso ed era anche visivamente molto bello a mio avviso in quella zona. Ora sono stati innalzati pilastri molto alti per una struttura che a mio avviso difficilmente sarà davvero utile visto l'alto numero di capannoni inutilizzati a Carate e nei paesi limitrofi (vedi proprio Seregno).

- Seregno: negli ultimi due anni, quasi nascosti tra altri edifici già presenti, sul confine con la SS36 dal lato del paese di Seregno, sono aumentati a dismisura i capannoni costruiti, ora ben visibili proprio a ridosso della superstrada in più punti. Si tratta di scatoloni per la maggior parte vuoti da mesi se non anni che hanno riempito la visuale fino a creare un effetto soffocamento. In particolare segnalo un edificio venuto su in pochi mesi e ancora vuoto nei pressi dell'uscita di San Salvatore, che ha saturato l'unico fazzoletto verde rimasto in quei paraggi. Segnalo altri capannoni nei dintorni del ristorante "La Botte" nei pressi di Via Sardegna, anch'essi vuoti.


- Seregno: capannone commerciale sorto in pochi mesi e da altrettanto pochi sede di un centro "Euronics" se non sbaglio. E' sito in via Briantina e apre l'ingresso in Seregno arrivando da Carate. Si presenta come un mastodontico scatolone di colore rosa, brutto e ingombrante, che ha rovinato per sempre il viale di ingresso a Seregno un tempo circondato dal verde. Si poteva benissimo evitare inserendo la struttura commerciale in edifici vuoti presenti nello stesso paese o nei limitrofi.

Questi sono solo esempi per dire che fin'ora le promesse dei sindaci di questi comuni si sono rivelate solo chiacchiere, il che fa auspicare tutto fuorchè un'intesa "verde" per il futuro. Mi spiace di non avere a disposizione delle fotografie in quanto lavoro fuori dalla Brianza e quando passo ho sempre pochissimo tempo a disposizione. Spero che grazie alle mie indicazioni possiate voi fare ricerche più approfondite utili per tutti.

Spero che possiate pubblicare questo materiale in modo che possano girare il più possibile le notizie sui danni che stanno apportando al nostro territorio.

Con ringraziamenti.

Lorenzo


Multa di oltre 5.000 euro al cantiere Bricoman
tratto da Il Cittadino del 2 /6/2012

(a. br.) Scavi non autorizzati: multa al Bricoman. Nei giorni scorsi la Bricoman Italia, la società che sta costruendo un capannone di vendita commerciale all’ingrosso nell’area di via Marengo che affaccia sulla Valassina, è stata sanzionata dal Comune con uma supermulta da oltre cinquemila euro.
Il motivo? Mancato rispetto degli impegni della convenzione sottoscritta tra l’operatore privato e l’ente pubblico locale il 18 novembre 2011.
In particolare, a far scattare la sanzione, sono stati i movimenti di terra iniziati senza autorizzazione, prima della presentazione el della approvazione del progetto esecutivo, e senza aver comunicato al Comune chi fosse ad eseguire i lavori. Come previsto dalla convenzione, allora, il funzionario comunale responsabile del settore ha comminato una sanzione pari a 5.120 euro. Il Comune aveva comunicato all’operatore privato l’avvio del procedimento amministrativo, concedendo dieci giorni di tempo alla Bricoman per inviare a palazzo memorie scritte o documenti giustiñcativi. Passati dieci giorni, nel silenzio generale, è scattata la multa.