lunedì 2 novembre 2026
Meda, nuovi alberi e pannelli didattici all’Oasi urbana della Valle dei Mulini
Proseguono i lavori di riqualificazione e valorizzazione naturalistica dell’Oasi urbana WWF della Valle dei Mulini a Meda, in vista della Festa dell’Albero in programma venerdì 13 novembre.
Martedì 3 novembre, a partire dalle ore 9, volontari e cittadini sono invitati a partecipare a una giornata di lavori che prevede la messa a dimora di 50 nuovi alberi e arbusti e l'installazione di quattro pannelli didattici nei giardini delle scuole Diaz.
Tra le specie che verranno piantate figurano platani, noccioli, ginestre, pallon di maggio, pini silvestri e sorbi degli uccellatori. L'intervento comprenderà inoltre il completamento della manutenzione forestale del Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino.
Un'occasione per contribuire direttamente alla cura di un'area verde cittadina, incrementandone il patrimonio vegetale e migliorandone le possibilità di fruizione e conoscenza. I nuovi pannelli didattici offriranno inoltre strumenti per avvicinare gli studenti e i frequentatori dell'area alle caratteristiche naturali del luogo.
L'iniziativa è promossa dal WWF Insubria insieme al Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e alla cooperativa sociale La Brughiera Onlus, con il contributo del Comune di Meda.
domenica 25 ottobre 2026
WWF Insubria, nominato il nuovo Consiglio direttivo. Costituito anche il Comitato scientifico
Il nuovo Consiglio direttivo
Alla presidenza del WWF Insubria è stato nominato Gianni Del Pero. Il nuovo Consiglio direttivo comprende inoltre rappresentanti delle diverse aree territoriali in cui opera l'organizzazione. Questa la composizione comunicata al termine dell'assemblea:
- Gianni Del Pero, presidente;
- William Vaninetti, vicepresidente per l'Area Valtellina;
- Pierangelo Piantanida, vicepresidente per l'Area Como;
- Walter Verpelli, per l'Area Brughiera;
- Matteo Colaone, per l'Area Varese Seprio;
- Edoardo Manfredini, vicepresidente per l'Area Groane;
- Maurizio Borghi, vicepresidente per l'Area Città Metropolitana di Milano, con l'incarico aggiuntivo di coordinatore delle attività delle Oasi.
La composizione del direttivo riflette quindi l'articolazione territoriale del WWF Insubria, realtà impegnata nella tutela ambientale e nella gestione e valorizzazione delle aree naturali del territorio. Per la Brianza, in particolare, assume rilievo la presenza di Edoardo Manfredini, nominato vicepresidente per l'Area Groane, e di Maurizio Borghi, che oltre alla vicepresidenza per l'Area Città Metropolitana di Milano coordinerà le attività delle Oasi.
Confermati i responsabili delle Oasi
L'assemblea ha inoltre ratificato la conferma dei responsabili delle Oasi della rete WWF Italia riconducibili al WWF Insubria:
- Carlo Rossi, per l'Oasi Bassone – Torbiere di Albate;
- Maurizio Borghi, per l'Oasi Fosso del Ronchetto, che assumerà anche il coordinamento delle attività delle Oasi del WWF Insubria;
- Maurizio Minora, per l'Oasi del Caloggio.
La conferma dei responsabili garantisce continuità nelle attività legate alla cura e alla gestione di queste aree, importanti presìdi per la conservazione della biodiversità e la tutela del patrimonio naturale.
Nasce il Comitato scientifico
Tra le decisioni dell'assemblea, un elemento che non era stato anticipato nel nostro precedente post è la costituzione del Comitato scientifico del WWF Insubria, con incarichi specifici riferiti a diversi ambiti di competenza.
Il comitato sarà composto da:
- Claudio Clemente – Scuole ed educazione ambientale;
- Fulvio Caronni – Aspetti forestali;
- Edoardo Manfredini – Monitoraggi e aspetti naturalistici;
- Fabrizio Merati – Pesca e ittiologia;
- Andrea Nobile – Rapporti con associazioni amiche;
- Giovanni Gottardi – Caccia e attività venatoria;
- Giuseppe Reguzzoni – Sentiero dei Castagni di Belgirate;
- Gianni Del Pero – Geologia e ambiente;
- Paola Brambilla – La legge applicata all'ambiente.
La costituzione del Comitato scientifico rappresenta un ulteriore elemento dell'organizzazione del WWF Insubria. La presenza di competenze differenti, dalla gestione degli ecosistemi agli aspetti giuridici, dalla divulgazione alla conoscenza naturalistica, potrà contribuire alle attività dell'associazione e al confronto sui temi ambientali.
martedì 20 ottobre 2026
WWF Insubria, assemblea straordinaria per rinnovare le cariche e rafforzare il coordinamento delle Oasi
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| Urban Nature 2026 al Parco di Monza, Mulini Asciutti. |
Venerdì 23 ottobre 2026, alle 18.30, è in programma l’assemblea straordinaria del WWF Insubria, chiamata a discutere il rinnovo delle cariche direttive e una riorganizzazione che punta a rispondere alla crescita delle attività dell’associazione sul territorio.
Stando alle informazioni che circolano in vista dell’incontro, uno dei temi centrali sarà l’introduzione di una nuova figura di coordinamento delle Oasi, con il compito di raccordare le attività delle strutture gestite direttamente dal WWF Insubria e quelle delle Oasi della rete WWF Italia e delle Oasi urbane. La proposta nasce dal notevole incremento delle iniziative portate avanti dall’associazione, ma anche dalla necessità di rafforzare i rapporti con enti e amministrazioni locali. In quest’ottica, verrebbe confermata l’attuale articolazione territoriale, con vicepresidenti di riferimento per Valtellina e provincia di Sondrio, Varese-Seprio, provincia di Como, Brughiera, Groane e Città metropolitana di Milano.
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| Raccolta rifiuti a Legnano, Parco Castello. |
Tra le proposte che dovrebbero essere sottoposte all’assemblea figura la nomina di Gianni Del Pero alla presidenza, con William Vaninetti, Pierangelo Piantanida, Walter Verpelli, Matteo Colaone, Edoardo Manfredini e Maurizio Borghi nei ruoli di vicepresidenti con riferimento alle rispettive aree territoriali. In particolare, Maurizio Borghi, attuale presidente del WWF Insubria, assumerebbe la vicepresidenza per l’area della Città metropolitana di Milano e il nuovo incarico di coordinatore delle attività delle Oasi. Verrebbero inoltre confermati gli attuali responsabili delle tre Oasi gestite direttamente dall’associazione: Carlo Rossi per l’Oasi Bassone-Torbiere di Albate, Maurizio Borghi per l’Oasi Fosso del Ronchetto e Maurizio Minora per l’Oasi del Caloggio. Si tratta di proposte che dovranno essere valutate e sottoposte alle decisioni dell’assemblea.
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| Paderno Dugnano. L'aula Natura. |
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| Seveso. Rimboschimento all'Oasi della Camasinella. |
L’assemblea sarà anche l’occasione per fare il punto sulle numerose attività in corso e sui nuovi progetti che vedono impegnato il WWF Insubria. Tra le iniziative segnalate figura la nuova Oasi della Comasinella a Seveso, insieme allo sviluppo dell’Oasi urbana di Meda, nella Valle dei Mulini, e alle attività avviate a Legnano. Proseguono inoltre gli interventi nel Parco Pineta di Tradate-Appiano e le collaborazioni con il Parco GruBrìa. L’associazione è impegnata anche nel progetto del Sentiero dei Castagni a Belgirate, nel Comitato Parco Groane-Brughiera e nel coordinamento Salviamo il Monte San Primo. A queste iniziative si aggiungono le attività di educazione ambientale nelle Aule Natura di Legnano e Paderno Dugnano, con la possibilità di realizzarne una nuova anche a Seregno. Sono inoltre allo studio ulteriori opportunità di gestione ambientale: tra queste, l'eventuale affidamento al WWF Insubria di una nuova area nella Pineta di Cesate da parte del Parco Groane-Brughiera e una possibile convenzione con il Comune di Cuasso al Monte per la gestione di aree vicine a una proprietà del WWF Italia ricevuta in lascito.
martedì 13 ottobre 2026
aGREENment: a Paderno Dugnano la formazione ambientale parte dall’Aula Natura
Il Parco GruBrìa promuove, insieme ai Comuni e ai partner del progetto, un percorso di educazione ambientale che coinvolge le scuole e punta a sensibilizzare le comunità sui cambiamenti climatici.
La scuola come luogo in cui imparare a conoscere la natura e comprendere i cambiamenti climatici, attraverso esperienze dirette e strumenti da utilizzare nella didattica. È questo l’obiettivo del corso di formazione per docenti avviato lo scorso 4 settembre presso l’Aula Natura della scuola primaria “A. Manzoni” dell’Istituto comprensivo “Salvator Allende” di Paderno Dugnano. L’iniziativa rientra in aGREENment, la Strategia di Transizione Climatica promossa dal Parco GruBrìa in partenariato con i Comuni di Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Seregno, WWF Insubria e con il sostegno di Fondazione Cariplo. BrianzAcque cofinanzia alcune delle azioni previste.
Il percorso formativo, organizzato dal WWF nell’ambito della strategia, intende rafforzare il ruolo della scuola nella costruzione di una maggiore consapevolezza ambientale, offrendo agli insegnanti strumenti e occasioni di confronto per integrare i temi della sostenibilità e del clima nelle attività didattiche quotidiane. L’Aula Natura rappresenta uno spazio nel quale l’educazione ambientale può svilupparsi attraverso l’esperienza diretta. Gli studenti hanno la possibilità di osservare gli elementi naturali, sperimentare e comprendere le relazioni tra ambiente, territorio e cambiamenti climatici, affiancando alle conoscenze teoriche l’osservazione concreta degli ecosistemi.
«La transizione climatica non è soltanto una questione tecnologica o ambientale, ma prima di tutto culturale ed educativa», sottolinea Claudio Pio Clemente, educatore WWF, evidenziando il ruolo fondamentale degli insegnanti nell’aiutare le nuove generazioni a comprendere ciò che sta cambiando e a immaginare risposte concrete. L’Aula Natura diventa così uno strumento per trasformare l’educazione ambientale in esperienza, affrontando anche i temi della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.
L’incontro di settembre segna l’avvio di un percorso destinato a essere progressivamente esteso a tutti i Comuni aderenti ad aGREENment. Tra gli obiettivi c’è anche la possibilità di realizzare altre Aule Natura, da utilizzare per le attività didattiche e per sensibilizzare la popolazione scolastica sui temi della sostenibilità.
aGREENment non si limita agli interventi nelle scuole. La strategia promossa dal Parco GruBrìa punta anche a rafforzare il rapporto tra le comunità e gli spazi naturali del territorio, favorendo la conoscenza delle aree verdi e una loro fruizione sostenibile.
In questa prospettiva, il progetto prevede iniziative rivolte alla cittadinanza, come camminate ed escursioni nel Parco, per far conoscere itinerari accessibili e avvicinare i residenti ai luoghi naturali che fanno parte del loro territorio. Formazione degli insegnanti, Aule Natura e attività aperte al pubblico sono quindi componenti di un unico percorso, che mira a mettere in relazione scuole, amministrazioni, associazioni e cittadini. L’obiettivo è fare della conoscenza dell’ambiente e della partecipazione strumenti per affrontare le trasformazioni climatiche in corso. In un territorio densamente urbanizzato come quello della Brianza, la tutela degli spazi verdi e la diffusione di una cultura ambientale condivisa sono aspetti importanti di una strategia che vuole accompagnare la transizione climatica non soltanto attraverso gli interventi concreti, ma anche attraverso una maggiore consapevolezza del valore della natura e del ruolo delle comunità locali.
martedì 29 settembre 2026
A piedi nel Meredo, tra strade vicinali, cascine e memoria
Sabato 3 ottobre una nuova camminata narrante alla scoperta del Parco Agricolo del Meredo
Ci sono luoghi che si possono attraversare tante volte senza riuscire davvero a vederli. E poi ci sono le strade vicinali del Meredo: basta percorrerle a piedi, con qualcuno che sappia raccontarle, per scoprire che dietro un nome, una cascina, un boschetto o una vecchia crocetta si nasconde una parte importante della storia di Seregno. È questo l'obiettivo della camminata narrante “Per le strade vicinali del Parco Agricolo del Meredo”, in programma sabato 3 ottobre 2026, con ritrovo alle ore 10 presso il parcheggio della Strada Vicinale del Merè Nord. L'iniziativa riprende l'esperienza dello scorso anno, quando la passeggiata alla scoperta delle vie vicinali del quartiere Sant'Ambrogio registrò il tutto esaurito e accompagnò i partecipanti attraverso le strade rurali, le cascine, i boschi e i luoghi della memoria del Meredo.
Anche questa volta il cammino sarà un'occasione per guardare con occhi diversi un territorio che conserva ancora importanti tracce del suo passato agricolo. Le vecchie strade vicinali, nate per collegare campi e cascine, sono oggi percorsi preziosi per conoscere e vivere il paesaggio del Parco Agricolo del Meredo. Un patrimonio tanto più significativo in una città dove gli spazi agricoli e naturali sono sottoposti da decenni a una forte pressione urbanistica. La passeggiata sarà accompagnata da Alberto Isnenghi del WWF Insubria, per gli aspetti naturalistici, da Zeno Celotto del Circolo culturale Seregn de la memoria, che accompagnerà i partecipanti tra storia, toponomastica e curiosità del territorio, e da Massimiliano Morelli, che racconterà la storia delle cascine e del paesaggio agricolo del Meredo. Il percorso permetterà così di intrecciare natura, storia e memoria, seguendo quelle strade che ancora oggi attraversano campi e aree boscate e che costituiscono una delle caratteristiche più interessanti del paesaggio del Meredo. La rete delle strade vicinali non è infatti soltanto una rete di percorsi: è una testimonianza concreta della lunga storia agricola di questa parte di Seregno.
E alla fine della camminata ci sarà anche un momento conviviale. Presso Cascina Monti Brivio saranno allestiti alcuni gazebo informativi del Parco GruBrìa e del Circolo culturale Seregn de la memoria, prima del rinfresco finale offerto dagli abitanti della cascina. Un modo semplice per stare insieme e, soprattutto, per ricordare che il paesaggio non è qualcosa di separato dalla nostra storia: è la storia che ancora possiamo attraversare a piedi.
Informazioni
- Sabato 3 ottobre 2026
- Ritrovo: ore 10
- Luogo: parcheggio della Strada Vicinale del Merè Nord, Seregno
- Partecipazione: gratuita
- Iscrizione obbligatoria entro il 1° ottobre 2026 scrivendo a comitato.santambrogio@seregno.info
giovedì 17 settembre 2026
Il fiume, la diossina e il Bosco delle Querce: una camminata lungo il Tarò-Certesa
Domenica 27 settembre 2026, alle ore 9.30, il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e WWF Insubria propongono una camminata narrante lungo il Tarò-Certesa, da Meda fino al Bosco delle Querce di Seveso.
Un percorso per conoscere il territorio attraverso la storia del suo fiume, ma anche per tornare nei luoghi che conservano la memoria del disastro dell’Icmesa del 1976 e della contaminazione da diossina.
La camminata, condotta dal geologo Gianni Del Pero, partirà da via Vignazzola a Meda e seguirà il sentiero Baden Powell, collegando la Collina della Memoria di Meda con il Bosco delle Querce di Seveso. Due luoghi simbolici della memoria di una delle più gravi emergenze ambientali della storia industriale italiana.
Il percorso si inserisce nella Giornata mondiale dei fiumi e fa parte del progetto “Atlante delle rive”, ideato da Marco Paolini insieme al filosofo della scienza Telmo Pievani, che invita a riscoprire i fiumi come elementi fondamentali del paesaggio, della storia e della vita delle comunità.
Camminare lungo il Tarò-Certesa significa quindi osservare un corso d'acqua spesso nascosto e poco conosciuto, ma anche ripercorrere una storia che ha profondamente segnato Meda e Seveso. Una storia nella quale ambiente, industria, salute, trasformazioni del territorio e memoria si intrecciano.
Info:
- Domenica 27 settembre 2026
- Ore 9.30
- Meda-Seveso, da via Vignazzola al Bosco delle Querce
- A cura di Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e WWF Insubria
mercoledì 5 agosto 2026
Meda, nuove staccionate per proteggere le aree verdi nella Valle dei Mulini
Si è concluso in questi giorni il lavoro di realizzazione delle staccionate a protezione dell’area della Forestazione e del Frutteto con Vigna nella Valle dei Mulini, un intervento realizzato grazie al finanziamento ottenuto attraverso il Bilancio Partecipato del Comune di Meda.
Con lo stesso materiale – traverse in abete e pali di robinia – è stata inoltre delimitata l’area dell’Incastro della Roggia Traversi verso il Mulino, contribuendo a proteggere e rendere più riconoscibili questi spazi.
Un intervento semplice ma importante per la tutela e la valorizzazione di un’area verde del territorio medese.
Il lavoro è stato realizzato grazie all’impegno dei volontari di WWF Insubria, Comitato Parco Groane Brughiera e Circolo XX Settembre, in collaborazione con la Cooperativa Sociale La Brughiera Onlus e con il contributo del Comune di Meda.
venerdì 17 luglio 2026
Meda, una visione oltre i sottopassi: il sovrappasso che unisce persone, parchi e territori
Dopo lo stop al progetto del sottopasso di via Trieste e il finanziamento del tratto della ciclovia Milano–Meda che attraverserà Meda, il dibattito sul superamento della linea ferroviaria torna al centro della discussione cittadina.
Con un comunicato diffuso il 16 luglio, il Comitato Cittadino Superamento Ferrovia propone di «andare oltre i sottopassi» e di concentrare gli sforzi sulla realizzazione del sovrappasso di via Busnelli, ritenuto la soluzione più efficace sia per la mobilità automobilistica sia per quella ciclabile e pedonale.
Secondo il Comitato, «il sovrappasso in Via Busnelli è la vera alternativa praticabile, sostenibile, economica e di rapida realizzazione che consentirà anche di completare il disegno della "tangenziale per Lentate" sfruttando la viabilità già esistente».
Il comunicato prende le mosse da due recenti sviluppi che, secondo i promotori, cambiano il quadro della mobilità medese.
Da un lato, «il sottopasso di Via Trieste è stato archiviato (per il momento?)»; dall'altro, «è stato interamente finanziato il tratto della ciclovia Milano-Meda che percorrerà via Trieste e via Einaudi per collegare il Parco Groane-Brughiera con il Parco GruBria a Seregno».
Per il Comitato questa rappresenta anche «l'occasione per approfondire il necessario superamento della linea FNM in quell'area», inserendo il tema ferroviario all'interno di una visione più ampia della mobilità sostenibile.
Il passaggio più netto del documento riguarda il futuro degli altri progetti di attraversamento della ferrovia.
Secondo il Comitato è infatti «il momento di andare "oltre", abbandonando anche l'insensato sottopasso di Via Seveso Cadorna e puntare decisamente sul sovrappasso il cui progetto, pronto da anni, può essere realizzato in breve tempo abbinandolo agli interventi dell'AT1 e sulle ferrovie in via Busnelli».
Una presa di posizione che rilancia un progetto già noto nel dibattito locale e che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe diventare il fulcro della futura rete viaria.
Nel comunicato il sovrappasso viene inserito in un disegno infrastrutturale più ampio.
Il Comitato sostiene infatti che «il sovrappasso diverrà elemento fondamentale della "tangenziale per Lentate" che verrà realizzata sulla viabilità esistente, collegando lo svincolo di Meda della Milano-Meda con la rotatoria di via Manzoni–via Angeli Custodi, via XXIV Maggio e via Brianza di Lentate fino al sottopasso di Camnago, anche a servizio delle attività produttive presenti».
Grande attenzione viene dedicata anche alla mobilità dolce. Secondo il Comitato, «la pista ciclopedonale che affiancherà il sovrappasso, finanziata da Pedemontana insieme ad altri interventi "verdi" previsti e in parte già realizzati in Valle Mulini a Meda, collegherà il Parco Groane-Brughiera e la Meda-Montorfano con il Bosco delle Querce di Seveso e Meda».
Il percorso proseguirebbe poi verso il Bosco delle Querce e via Vignazzola, fino a raggiungere la ciclovia Milano-Meda nel Parco GruBria, «completando la circonvallazione ciclopedonale di Meda».
Se realizzato, il progetto consentirebbe quindi di creare una connessione continua tra alcuni dei principali sistemi verdi della Brianza occidentale, rafforzando la rete della mobilità ciclabile e le connessioni ecologiche tra i parchi.
Conferenza stampa il 20 luglio
Per illustrare nel dettaglio la proposta, il Comitato Cittadino Superamento Ferrovia, insieme al WWF Insubria, ha convocato una conferenza stampa che si terrà lunedì 20 luglio 2026 alle ore 18, presso il Polo Design Lab di via Grado 12 a Meda.
L'incontro sarà l'occasione per presentare il progetto del sovrappasso di via Busnelli e la proposta di una rete ciclopedonale che, nelle intenzioni dei promotori, rappresenta un'alternativa ai tradizionali interventi basati sui sottopassi ferroviari.
sabato 4 luglio 2026
PTCP della Provincia di Varese: WWF Insubria chiede più tutela per suolo, corridoi ecologici e rigenerazione urbana
Il WWF Insubria interviene nel dibattito sulla pianificazione territoriale della Provincia di Varese, inviando in questi giorni una serie di osservazioni sul Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), attualmente in fase di revisione.
Un documento articolato, composto da sette punti principali, che punta a rafforzare la tutela del paesaggio, della biodiversità e della salute pubblica. Al centro, una richiesta netta: ridurre drasticamente il consumo di suolo e invertire la rotta rispetto alla frammentazione del territorio.
Le osservazioni dell’associazione si concentrano in particolare sugli ambiti di Malpensa, del Sempione e del Saronnese, dove il piano provinciale segnala ormai una “residua presenza di aree libere”. Per il WWF Insubria non è più sufficiente contenere l’espansione urbanistica: serve un cambio di paradigma. Come sottolinea il vicepresidente dell’associazione, Matteo Colaone, “in queste aree non si tratta più di contenere il consumo di suolo, ma di arrivare progressivamente ad azzerarlo”. L’indicazione è chiara: evitare nuove edificazioni su aree vergini e puntare invece sul recupero del patrimonio edilizio esistente. “Ogni nuova trasformazione irreversibile del suolo rappresenta una perdita che il territorio non può più permettersi”, aggiunge Colaone.
Tra le richieste rivolte alla Provincia c’è anche quella di costruire un quadro conoscitivo aggiornato, Comune per Comune, su case sfitte, aree dismesse e potenzialità di rigenerazione. L’obiettivo è orientare le politiche urbanistiche verso il riuso dell’esistente e ridurre la pressione sul territorio. In questo senso, il WWF Insubria sollecita anche interventi di depavimentazione e strategie contro le isole di calore urbane, in linea con i modelli più avanzati di “città spugna”. “Rigenerare significa anche restituire spazio alla natura dentro i contesti urbani”, osserva ancora Colaone, “non solo costruire in modo diverso, ma anche disfare ciò che non è più necessario”.
Uno dei punti più delicati riguarda la tutela dei corridoi ecologici, già individuati e confermati dal PTCP. Secondo il WWF Insubria, queste aree non devono essere compromesse da nuove urbanizzazioni, soprattutto in un territorio già fortemente frammentato. Il tema si intreccia con una vicenda concreta: la localizzazione del nuovo canile di Varese in località “i Duni”, ricadente in un corridoio ecologico che collega due PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale). Il WWF Insubria, insieme ad altri soggetti, ha presentato ricorso contro il progetto. “Comprendiamo la necessità di risolvere le criticità del canile attuale”, afferma Colaone, “ma non possiamo accettare soluzioni che interrompano un corridoio ecologico strategico per la fauna e per la connessione tra aree protette”. L’associazione ribadisce inoltre una proposta alternativa: individuare aree dismesse o già urbanizzate, servite da infrastrutture, in grado di ospitare la struttura senza impatti su habitat di pregio.
Tra gli elementi accolti positivamente c’è la ricostituzione della Commissione Provinciale per l’Ambiente Naturale, tornata operativa dopo diversi anni di inattività. L’organismo riunisce dieci esperti e ha tra i propri compiti quello di esprimere pareri su riserve naturali, studi paesaggistici e possibili nuove aree protette. Tra i nominati figura proprio Matteo Colaone, designato dalle associazioni ambientaliste. “È uno spazio importante di confronto tecnico e scientifico che può incidere concretamente sulle scelte territoriali”, commenta Colaone, “a patto che venga messo realmente in condizione di lavorare sulle priorità ambientali del territorio”.
Nel complesso, WWF Insubria chiede un salto di qualità nella pianificazione provinciale: più coordinamento tra livelli istituzionali, meno consumo di suolo, maggiore attenzione alle connessioni ecologiche e una visione integrata del territorio. “Il PTCP è uno strumento decisivo”, conclude Colaone, “e deve essere all’altezza delle sfide ambientali che non sono più rimandabili”.
domenica 14 giugno 2026
🌱 aGREENment: il territorio fa squadra per la transizione climatica
È ufficialmente partita “aGREENment”, la Strategia di Transizione Climatica promossa dal Parco GruBrìa insieme ai Comuni di Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Seregno, con il contributo di diverse altre realtà come Fondazione Cariplo, BrianzAcque e WWF Insubria.
In un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più evidenti, tra ondate di calore e piogge intense, il territorio sceglie di reagire unendo forze, competenze e visione.
Su un’area di 40 km² e una comunità di 150.000 abitanti, aGREENment guarda al 2030 e al 2040 con azioni concrete su quattro fronti:
🔸 mitigazione delle emissioni
🔸 adattamento e resilienza
🔸 sviluppo territoriale sostenibile
🔸 costruzione di un’alleanza climatica locale
martedì 28 aprile 2026
Parco GruBrìa: anche Giussano entra nel percorso verso il Parco Regionale del Seveso
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| In alto, in verde scuro, le aree giussanesi che entreranno nel nuovo Parco |
Dopo aver raccontato dell’adesione del Comune di Meda al futuro Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale, un nuovo tassello si aggiunge a questo percorso: anche Giussano ha formalmente deciso di entrare in questa progettualità.
La scelta è arrivata in una data simbolica, quella del 22 aprile, Giornata della Terra, quando il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la richiesta di istituzione e adesione al nuovo Parco Regionale.
Un passaggio che il Comune definisce chiaramente come strategico: “Si tratta di un passaggio strategico nell’ottica della pianificazione territoriale che inserisce anche Giussano all’interno di una progettualità finalizzata a rafforzare la tutela del verde, salvaguardare le aree ancora libere e costruire una rete ecologica sovracomunale.” Un elemento importante, soprattutto se letto alla luce del contesto brianzolo, dove la pressione urbanistica e infrastrutturale continua a ridurre e frammentare gli spazi aperti. Il progetto del nuovo Parco Regionale nasce infatti dall’evoluzione del PLIS GruBrìa, un sistema che già oggi supera i 2.000 ettari e che interessa numerosi comuni tra la provincia di Monza e Brianza e la Città Metropolitana di Milano. “Proprio per rispondere a queste criticità, i Comuni già aderenti hanno promosso la trasformazione in parco regionale, con l’obiettivo di incrementare il livello di tutela ambientale e accedere a maggiori risorse per interventi di riqualificazione e sviluppo sostenibile.” È in questo quadro che si inserisce la decisione di Giussano, che pur non facendo parte finora del PLIS GruBrìa ha scelto di aderire, riconoscendo il valore più ampio dell’iniziativa.
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| Dettaglio delle nuove aree di Giussano che entreranno nel nuovo parco |
Le parole del sindaco Marco Citterio chiariscono bene il senso politico e amministrativo della scelta: “Con questa scelta Giussano compie un passo importante nella direzione della tutela del proprio territorio e della qualità della vita dei cittadini. In un contesto come il nostro fortemente urbanizzato, rafforzare la presenza di verde e mettere in sicurezza le aree ancora libere significa investire concretamente sul futuro della nostra comunità e delle nuove generazioni.”
Non solo tutela, ma anche opportunità: “Questa decisione rappresenta anche un’opportunità strategica per sviluppare una progettualità di medio e lungo periodo, permettendo al Comune di partecipare a bandi pubblici e accedere a risorse dedicate alla riqualificazione ambientale, alla mobilità sostenibile e alla valorizzazione del territorio.” Un passaggio particolarmente rilevante riguarda il tema – sempre più attuale – della gestione del suolo e dei rischi ambientali: “Preservare terreni permeabili e non edificati significa garantire la presenza di suoli in grado di assorbire l’acqua, contribuendo a ridurre il rischio idrogeologico e a mitigare gli effetti degli eventi meteorologici sempre più intensi.”
Accanto alle valutazioni positive, non sono mancate anche letture critiche. Sui social è intervenuto Gianni Del Pero, già presidente di WWF Lombardia e attuale vicepresidente di WWF Insubria, che ha evidenziato le contraddizioni del Comune di Giussano, ricordando come in passato siano state assunte scelte urbanistiche fortemente impattanti, tra cui la realizzazione del centro commerciale Iperal. Una critica che, sul piano sostanziale, richiama un tema reale: la difficoltà di conciliare nuove politiche di tutela con un passato segnato da significativo consumo di suolo. Meno convincente appare invece il tono ironico utilizzato nel definire il progetto del Parco del Seveso, che rischia di spostare il confronto dal merito delle scelte a una contrapposizione poco utile. Resta infatti un dato: l’adesione al futuro Parco Regionale rappresenta comunque un passo nella direzione della tutela delle aree verdi residue. Un passo che non cancella le scelte del passato, ma che può contribuire – se accompagnato da coerenza nelle decisioni future – a costruire una visione diversa per il territorio.
Il percorso, naturalmente, è ancora lungo: “Nei prossimi mesi Regione Lombardia procederà con la convocazione della conferenza programmatica che definirà il perimetro definitivo del Parco e ne avvierà formalmente l’istituzione.” Nel frattempo, il quadro che emerge è sempre più chiaro: accanto a scelte che continuano a consumare e frammentare il territorio, si stanno muovendo anche processi che puntano – almeno nelle intenzioni – a ricostruire una rete ecologica e a rafforzare gli strumenti di tutela. Una contraddizione che attraversa tutta la Brianza e che rende ancora più decisivo ciò che accadrà nei prossimi mesi.
giovedì 16 aprile 2026
Laghetto San Carlo di Seregno: equilibrio naturale e impegno condiviso per la sua tutela
Negli ultimi giorni, sulla pagina Facebook del Comune di Seregno è apparso un comunicato che richiama l’attenzione su uno dei luoghi più preziosi dal punto di vista ambientale del territorio: il Laghetto San Carlo. Un piccolo ecosistema urbano che, nel tempo, si è rivelato un vero e proprio presidio di biodiversità, capace di ospitare numerose specie vegetali e animali e di offrire opportunità di osservazione naturalistica e di educazione ambientale.
Il Comune ha voluto rassicurare i cittadini in merito al recente abbassamento del livello dell’acqua, sottolineando come si tratti di un fenomeno naturale, legato principalmente all’andamento delle precipitazioni e alle dinamiche stagionali. Ambienti umidi di questo tipo sono infatti caratterizzati da equilibri variabili, ai quali le specie presenti risultano adattate. Intervenire artificialmente per mantenere costante il livello idrico - ad esempio tramite l’immissione di acqua dall’acquedotto - rappresenta una soluzione da adottare solo in casi eccezionali, per evitare alterazioni dovute alla presenza di cloro e ad altri fattori che potrebbero compromettere l’ecosistema.
Accanto alle valutazioni attualmente in corso, portate avanti con il supporto dei tecnici del Parco GruBrìa, è importante ricordare che il Laghetto San Carlo non è mai stato lasciato a sé stesso. Da anni, infatti, è oggetto di un monitoraggio costante grazie all’impegno dei volontari di Legambiente e WWF, che hanno contribuito a raccogliere dati, osservazioni e a mantenere alta l’attenzione sul suo stato di salute.
A questo lavoro si è aggiunto più recentemente anche il contributo del Comitato di Quartiere, che si è reso disponibile a collaborare nelle attività di controllo e tutela, rafforzando così una rete di cittadinanza attiva sempre più fondamentale per la salvaguardia dei beni comuni.
Non meno rilevante è l’opera di sensibilizzazione culturale portata avanti dal Circolo culturale “Seregn de la memoria”, che negli anni ha organizzato visite guidate e momenti divulgativi, avvicinando cittadini alla conoscenza del laghetto e della sua storia. Un lavoro prezioso, perché la tutela dell’ambiente passa anche, e soprattutto, dalla consapevolezza.
Un punto di riferimento importante è inoltre il blog “Laghetto di San Carlo - Seregno”, che con osservazioni puntuali e costanti documenta la vita dell’area: censimenti delle specie vegetali e faunistiche, aggiornamenti sullo stato dei luoghi e una ricca documentazione fotografica che restituisce, stagione dopo stagione, l’evoluzione di questo ecosistema.
In questo contesto, il coinvolgimento dei tecnici del Parco rappresenta un ulteriore elemento positivo, capace di integrare competenze scientifiche e conoscenza del territorio con il lavoro, spesso silenzioso ma fondamentale, dei volontari.
Il messaggio che emerge è chiaro: la tutela del Laghetto San Carlo è il risultato di un impegno collettivo. Le istituzioni, le associazioni e i cittadini possono, e devono, lavorare insieme per preservare questo spazio naturale.
Le attività di volontariato restano non solo benvenute, ma indispensabili. Chi desidera contribuire concretamente può mettersi in contatto con il Comitato di Quartiere o con le associazioni ambientaliste attive sul territorio. Rimboccarsi le maniche, in questo caso, significa prendersi cura di un patrimonio comune che appartiene a tutta la comunità.
giovedì 9 aprile 2026
Tra sentieri e racconti: festa per i 50 anni dell’Oasi WWF delle Torbiere di Albate Bassone
In occasione del 50° anniversario dalla sua fondazione, l’Oasi Torbiere di Albate Bassone si prepara ad accogliere il pubblico con una giornata speciale all’insegna della natura, della scoperta e della condivisione. L’evento, promosso dal WWF Insubria, si terrà il 12 aprile 2026 presso l’area naturale situata in via al Piano, ad Albate (Como).
La ricorrenza rappresenta un traguardo significativo per una delle realtà naturalistiche più importanti del territorio, da decenni impegnata nella tutela della biodiversità e nella sensibilizzazione ambientale. Per celebrare questa importante occasione, è stato organizzato un ricco programma di attività pensato per coinvolgere visitatori di tutte le età.
La giornata avrà inizio alle ore 10.00 con una prima escursione guidata lungo il perimetro dell’Oasi, offrendo ai partecipanti l’opportunità di esplorare l’ambiente naturale e conoscerne le peculiarità grazie alla guida di esperti. Alle ore 11.00 seguirà un laboratorio speciale condotto dalla scrittrice naturalista Manuela Mariani, che accompagnerà il pubblico in un’esperienza educativa e coinvolgente.
Nel pomeriggio, alle ore 14.30, sarà proposta una seconda escursione guidata, pensata per chi non ha potuto partecipare alla sessione mattutina o desidera approfondire ulteriormente la conoscenza dell’Oasi. La giornata si concluderà alle ore 15.30 con un secondo laboratorio insieme a Manuela Mariani.
Durante i laboratori, l’autrice leggerà brani tratti dal suo libro “Il diario di Lupina” e coinvolgerà i partecipanti attraverso attività didattiche interattive. L’iniziativa è pensata in particolare per le famiglie con bambini dai 5 anni in su, offrendo un’occasione educativa e divertente a contatto con la natura.
La partecipazione agli eventi è gratuita, ma è richiesta la prenotazione. Per informazioni e iscrizioni al laboratorio è possibile contattare il numero 3312976315 oppure scrivere all’indirizzo email wwfinsubria@gmail.com. È inoltre disponibile una pagina dedicata sul sito del WWF per completare l’iscrizione online.
martedì 24 marzo 2026
Meda riscopre la Valle dei Mulini: nasce il “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”
La città di Meda si prepara a riannodare i fili della propria memoria collettiva attraverso un’iniziativa che intreccia ambiente, storia e partecipazione. Venerdì 27 e sabato 28 marzo saranno infatti dedicati alla doppia inaugurazione del nuovo “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”, un percorso naturalistico restituito alla comunità medese come luogo di connessione tra paesaggio e identità locale.
Il progetto, promosso da WWF Insubria insieme al Circolo XX Settembre – Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, alla Cooperativa sociale La Brughiera Onlus e al Comune di Meda, rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra associazioni, istituzioni e cittadinanza attiva. Fondamentale anche il coinvolgimento delle scuole del territorio, chiamate a partecipare in prima persona alla riscoperta e alla cura degli spazi verdi.
Il nuovo sentiero si inserisce nel contesto della Valle dei Mulini e mira a restituire continuità a un paesaggio segnato nel tempo da trasformazioni e frammentazioni. Non si tratta soltanto di un intervento di riqualificazione, ma di un’azione culturale che invita a rileggere il territorio attraverso le tracce del passato e le sfide del presente.
In questo solco si colloca anche la proposta del WWF di dedicare idealmente il percorso alla memoria di Corrado Marelli, figura significativa per la tutela del verde a Meda e per lo sviluppo dei progetti di forestazione urbana. Un’iniziativa che, pur non configurandosi come un’intitolazione formale, intende riconoscere il contributo di chi ha lavorato concretamente per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio.
L’inaugurazione del sentiero sarà accompagnata da ulteriori interventi di arricchimento ambientale: la messa a dimora di circa trenta tra alberi e arbusti, forniti da ERSAF Lombardia, e l’installazione di quattro casette-nido realizzate da giovani coinvolti in cooperative socio-solidali. Azioni concrete che contribuiscono a rafforzare il valore educativo del progetto.
Il primo appuntamento, riservato alle scuole e ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, si terrà venerdì 27 marzo a partire dalla mattina, con ritrovo presso l’ingresso delle scuole Anna Frank. Sarà un momento dedicato soprattutto alle nuove generazioni, protagoniste di un percorso di educazione ambientale che trova nel territorio il suo laboratorio privilegiato.
La giornata di sabato 28 marzo, invece, sarà aperta a tutta la cittadinanza. A partire dalle ore 11, in concomitanza con l’Earth Hour WWF 2026 Italia, la comunità sarà invitata a partecipare all’inaugurazione pubblica del sentiero. L’accesso sarà consentito esclusivamente a piedi, scelta coerente con lo spirito dell’iniziativa e con l’idea di una fruizione lenta e sostenibile degli spazi naturali.
lunedì 16 marzo 2026
Meda: una camminata con le scuole per inaugurare il Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino
Nei prossimi giorni sarà inaugurato il “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”, un percorso naturalistico che restituisce alla città di Meda un collegamento tra natura, storia e memoria del territorio. L’iniziativa è promossa dal WWF Insubria, con il coinvolgimento delle scuole del territorio e il supporto dell’amministrazione comunale e di numerosi volontari.
Il primo appuntamento è previsto venerdì 27 marzo dalle ore 10 alle ore 11, quando si terrà una "camminatina" inaugurale insieme agli studenti della scuola primaria Istituto Comprensivo Diaz e a una delegazione della scuola secondaria Anna Frank. Alla passeggiata parteciperanno anche i volontari delle associazioni che hanno contribuito ai lavori di recupero del percorso.
Il breve itinerario, di poco più di 400 metri, partirà dal parcheggio interno della scuola Anna Frank e condurrà fino all’area boscata accanto al Vecchio Mulino di Meda, uno degli elementi storici più significativi della zona della Vigna. Lungo il sentiero saranno installati pannelli informativi e una bacheca nei pressi del mulino, che accompagneranno i visitatori alla scoperta delle caratteristiche naturalistiche e storiche dell’area.
Il progetto nasce al termine di un primo ciclo di interventi di forestazione e manutenzione delle aree verdi vicine ai plessi scolastici e ai principali elementi di interesse storico-ambientale della zona. Nell’ambito dell’iniziativa, il WWF Insubria ha proposto di dedicare il sentiero alla memoria di Corrado Marelli.
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| A sinistra il frutteto, a desta il bosco di carpini e querce |
Un secondo momento di inaugurazione, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà sabato 28 marzo dalle ore 11 con accesso dalla prosecuzione di via Molino, in occasione della Earth Hour 2026, la mobilitazione globale per l’ambiente promossa dal WWF. Durante la giornata verranno messe a dimora altre venti essenze vegetali per delineare il viale di accesso al sentiero dal lato sud-est e saranno installate alcune casette-nido per gli uccelli.
lunedì 2 marzo 2026
Una proposta per custodire la memoria: due steli al Bosco delle Querce di Seveso e Meda
Il WWF Insubria ha avanzato una proposta simbolica e fortemente evocativa ai Comuni di Seveso e Meda, in vista del cinquantesimo anniversario dell’incidente dell’Icmesa del 10 luglio 1976, passato alla storia come la tragedia della diossina di Seveso.
La proposta, formalizzata in una lettera indirizzata ai sindaci Alessia Borroni e Luca Santambrogio e per conoscenza ad assessori e consiglieri comunali, è stata presentata da Maurizio Borghi, presidente di WWF Insubria, insieme a Gianni Del Pero, vicepresidente dell’associazione. Essa prevede l’“innalzamento di una stele” in ciascuna delle due vasche presenti nel Bosco delle Querce di Seveso e Meda, luoghi che custodiscono la memoria materiale e immateriale dell’incidente.
Le steli, che riporterebbero incise le date 10 luglio 1976 – 10 luglio 2026, vorrebbero rappresentare un simbolo di risarcimento ambientale, di rinascita del territorio e, al tempo stesso, un monito per le generazioni future. Il WWF sottolinea come il muro di recinzione dell’ex stabilimento Icmesa sia solo l’elemento più visibile di una memoria ben più profonda: sotto le colline artificiali del Bosco delle Querce sono custoditi circa 80.000 metri cubi di materiali a Meda e 200.000 a Seveso, contenenti terra contaminata, macerie della fabbrica e delle abitazioni demolite, ma anche i ricordi e le vite delle persone evacuate.
Nel documento viene ricordato il legame storico tra il WWF e i due Comuni, nato proprio a seguito dell’incidente del 1976 e consolidatosi nel tempo attraverso la gestione di oasi naturalistiche, iniziative ambientali e interventi di forestazione urbana. Un rapporto che oggi si inserisce in un contesto ancora più significativo grazie al recente riconoscimento del Marchio del Patrimonio Europeo attribuito al Bosco delle Querce.
Secondo i promotori, collocare le due steli sulle cosiddette “Colline della Memoria” di Seveso e Meda significherebbe dare una forma tangibile a una storia condivisa, trasformando un luogo di dolore in uno spazio di consapevolezza, responsabilità e speranza per il futuro.
venerdì 27 febbraio 2026
SOS Rospi sul Lago di Como: servono volontari per salvare la colonia di Bufo bufo
Da oltre 25 anni, ogni primavera, un gruppo di volontari e volontarie si mobilita per salvare una delle più numerose colonie di rospo comune (Bufo bufo) della Lombardia. Oggi però questa lunga storia di tutela rischia di interrompersi: mancano volontari, e la colonia è in serio pericolo.
L’appello arriva dal territorio del Lago di Como, in particolare dal comune di Lezzeno, nelle località Cavagnola e Crotto del Misto, dove ogni anno si svolge l’ormai storica Operazione Bufo Bufo.
Il rospo comune (Bufo bufo) è un anfibio anuro (senza coda) fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi, ma sempre più minacciato da cambiamenti climatici, frammentazione degli habitat e traffico stradale.
Tra fine marzo e inizio maggio, con l’aumento delle temperature, i rospi si risvegliano dal letargo invernale e scendono dai boschi verso il lago per la deposizione delle uova. Durante questo tragitto sono però costretti ad attraversare strade molto trafficate, dove rischiano di essere schiacciati dalle auto. In poche settimane, intere colonie possono scomparire.
I volontari, organizzati in turni serali e notturni, raccolgono i rospi trovati sulla carreggiata o lungo le barriere, li mettono in secchi e li rilasciano in sicurezza sul lato corretto della strada, permettendo loro di raggiungere l’area riproduttiva.
Un gesto semplice ma decisivo: il salvataggio di Bufo bufo non è solo un atto di tutela della biodiversità, ma anche un investimento nella salute dell’ecosistema di cui facciamo parte.
Cosa serve per partecipare
Non è richiesta alcuna competenza specifica, solo attenzione e disponibilità. Il kit consigliato comprende:
- gilet catarifrangente
- secchio
- torcia potente
- guanti in lattice
- scarpe comode (meglio antipioggia)
- k-way o giacca impermeabile
- smartphone
Un appello urgente
Quest’anno il gruppo storico di volontari è ridotto all’osso e il rischio concreto è di dover abbandonare una colonia protetta da oltre due decenni.
Per questo lanciamo un appello a chi vive sul territorio e nei dintorni, ma anche a chi può offrire qualche turno occasionale o semplicemente far girare la notizia.
Come dare una mano
Chi è interessato a partecipare o desidera ricevere maggiori informazioni può scrivere a: wwfinsubria@gmail.com
Aiutare i rospi significa proteggere la biodiversità locale, vivere un’esperienza concreta di cittadinanza attiva e dimostrare che anche piccoli gesti, se condivisi, possono fare una grande differenza.
👉 Diffondiamo l’appello. Il futuro dei rospi del Lago di Como dipende anche da noi. 🐸💚
lunedì 2 febbraio 2026
L’Oasi WWF del Bassone compie 50 anni: un patrimonio naturale ai margini di Como
Cinquant’anni di tutela, biodiversità e volontariato. L’Oasi WWF del Bassone – Torbiere di Albate festeggia un traguardo importante e lo fa nel giorno simbolo delle zone umide: il 2 febbraio, anniversario della Convenzione internazionale di Ramsar. A raccontare la ricorrenza ai microfoni di Radio Ciao Como è stato Gianni Del Pero, geologo e volontario WWF, collegato direttamente dall’osservatorio dell’oasi.
«Mi trovo sulla torre dell’osservatorio, all’interno del lago grande dell’Oasi WWF del Bassone», ha spiegato Del Pero. «Quest’anno l’oasi compie 50 anni e oggi celebriamo anche il cinquantesimo anniversario della Convenzione di Ramsar, con cui si è riconosciuto a livello mondiale il ruolo fondamentale delle zone umide per l’ambiente e la biodiversità».
L’Oasi del Bassone è stata formalmente istituita il 13 aprile 1976 grazie a una convenzione tra Regione Lombardia e WWF Lombardia, diventando una delle prime aree protette di questo tipo sul territorio comasco.
Novanta ettari di ambiente naturale, modellati in 40 mila anni di storia, dove la presenza umana ha lasciato segni minimi. Un patrimonio che oggi ospita una biodiversità straordinaria.
«Al Bassone abbiamo oltre 280 specie animali, prevalentemente uccelli, soprattutto acquatici, ma non solo», ha raccontato Del Pero. «È un luogo che è stato riconosciuto e scelto dalla biodiversità in modo eccezionale: qui gli animali vivono e si riproducono».
Accanto alla fauna, anche la vegetazione è parte integrante dell’equilibrio dell’oasi: boschi e ambienti ripariali, con la presenza caratteristica degli ontani, piante tipiche delle zone umide capaci di crescere a diretto contatto con l’acqua.
Alla domanda sullo stato di salute dell’oasi, la risposta è chiara: «Sta molto bene, a patto che venga conosciuta e rispettata». Da qui l’impegno del WWF, in collaborazione con la Provincia di Como, per realizzare una rete di sentieri che consenta una fruizione responsabile.
«Stiamo creando percorsi che permettano di godere di questo patrimonio senza impattare sull’ambiente e senza disturbare gli animali, perché questa è casa loro», ha sottolineato Del Pero. «È un patrimonio di tutti: di Albate, di Como, della Lombardia e, di fatto, dell’intera collettività».
La giornata di celebrazioni è stata anche un momento di memoria. Durante l’escursione organizzata per l’anniversario, i volontari hanno ricordato Antonio Bossi, storico educatore ambientale del WWF.
«Antonio Bossi ha iniziato qui la sua attività, realizzando i primi pannelli dell’aula natura», ha ricordato Del Pero. «La sua passione e le sue competenze hanno fatto nascere l’amore per il Bassone che ancora oggi ci accompagna».
In suo ricordo sono stati piantati alberi e arbusti all’ingresso dell’oasi, «un segno che resterà per le generazioni future».
Il WWF invita a raggiungere l’area preferibilmente a piedi, anche dalle stazioni delle Ferrovie Nord, oppure lasciando l’auto all’esterno dell’oasi, in zona via Al Piano, nei pressi di Cascina Bengasi. La segnaletica turistica provinciale guida i visitatori fino agli ingressi.
I sentieri interni sono accessibili solo in alcuni periodi dell’anno, in base alle esigenze della fauna, mentre il percorso perimetrale è sempre fruibile.
«Venite a visitare l’Oasi del Bassone», è l’invito finale di Del Pero, «ma fatelo con rispetto. E seguite il WWF: organizzeremo nuove escursioni e occasioni per conoscere questo luogo straordinario».
Un angolo di natura preziosa, a pochi passi dalla città, che da mezzo secolo racconta quanto sia possibile convivere con l’ambiente, se lo si ascolta e lo si tutela.
giovedì 22 gennaio 2026
Volontariato forestale con WWF Insubria: ad Appiano Gentile un semestre per la biodiversità
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| Fonte immagini: Facebook WWF Varese Seprio |
Prendersi cura dei boschi significa prendersi cura del futuro. Nel primo semestre del 2026 WWF Insubria, in collaborazione con il Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, propone un ricco calendario di mattine di volontariato forestale aperte a tutti, dedicate alla tutela della biodiversità e alla cura degli ecosistemi locali.
Le iniziative rientrano nel progetto WWF Italia 2025 “Conservazione del Pinus sylvestris, miglioramento della biodiversità e contrasto agli effetti del cambiamento climatico nella Pineta Pedemontana Lombarda”, e rappresentano un’occasione concreta per contribuire alla salvaguardia di uno dei polmoni verdi più importanti del nostro territorio.
Le attività si svolgeranno il sabato mattina, dalle 8:45 alle 12:00, tra febbraio e giugno 2026, e comprendono interventi pratici di grande valore ambientale:
- piantumazione di specie autoctone,
- manutenzione delle piantumazioni già eseguite,
- gestione e contenimento delle specie invasive ed esotiche,
- cura ordinaria dei sentieri, in particolare del sentiero 543.
Interventi mirati che contribuiscono a rafforzare la resilienza del bosco ai cambiamenti climatici e a migliorare la qualità degli habitat naturali.
Il calendario delle mattine di volontariato
Sabato 7 febbraio – Cascina Filata (incrocio via Varese / via Cascina Filata), Appiano Gentile
Piantumazione di specie autoctone in area riqualificata del Parco
Sabato 7 marzo – Cascina Fornace, via Alcide De Gasperi, Appiano Gentile
Piantumazione nell’area riqualificata ai margini del sentiero 543
Sabato 4 aprile – Cascina Filata
Manutenzione delle piantumazioni e gestione del ricaccio di specie invasive
Sabato 2 maggio – Cascina Fornace
Manutenzione delle piantumazioni e gestione delle specie invasive ed esotiche
Sabato 6 giugno – Cascina Fornace
Manutenzione ordinaria del sentiero 543 e gestione delle specie esotiche
Le attività sono aperte a tutti: cittadini, famiglie, giovani, appassionati di natura o semplici curiosi. I minorenni possono partecipare se accompagnati da un adulto. È gradita la comunicazione preventiva della propria partecipazione.
Non sono richieste competenze specifiche: i volontari saranno affiancati dai referenti WWF e dal personale del Parco. Si consiglia di portare guanti da lavoro o da giardinaggio, calzature adatte a terreni fangosi e, se disponibili, attrezzi come pala, cesoie o roncola.
Per partecipare o ricevere maggiori informazioni:
- Telefono: 331 2976315 (Maurizio)
- Email: wwfvareseinsubria@gmail.com
martedì 20 gennaio 2026
aGREENment: il Parco GruBrìa al centro della transizione climatica della Brianza urbana
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| Muggiò. Vista sul Resegone |
Nel cuore di uno dei territori più urbanizzati della Lombardia, il Parco GruBrìa compie un passo decisivo verso il futuro climatico della Brianza. Con l’avvio ufficiale di aGREENment, la nuova Strategia di Transizione Climatica sostenuta da Fondazione Cariplo, il Parco si afferma non solo come infrastruttura verde, ma come attore politico, ambientale e sociale centrale nella risposta locale alla crisi climatica.
La Strategia nasce nell’ambito della quarta edizione della Call for Ideas “Strategia Clima”, promossa dal programma F2C – Fondazione Cariplo per il Clima, che ha selezionato aGREENment come una delle quattro nuove strategie finanziate a livello lombardo. Un riconoscimento di grande rilievo, che porta a dodici il numero complessivo di Strategie di Transizione Climatica sostenute dal 2020, per un investimento totale di quasi 18 milioni di euro.
Elemento distintivo di aGREENment è il ruolo del Parco GruBrìa come ente capofila, affiancato dai Comuni di Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Seregno, con la collaborazione di WWF Insubria e di una rete ampia di partner territoriali. In un contesto amministrativo spesso frammentato, la scelta di affidare il coordinamento a un parco locale assume un valore politico e simbolico forte: riconosce al GruBrìa la funzione di cerniera ecologica e istituzionale tra comuni, cittadini e territorio.
Il Parco GruBrìa, nato per tutelare e valorizzare uno dei pochi sistemi verdi continui della Brianza centrale, diventa così il luogo fisico e concettuale da cui far partire una strategia climatica integrata, capace di superare i confini comunali e affrontare problemi che, per loro natura, non conoscono barriere amministrative.
| Nova Milanese. Piana del Novale |
La Strategia si sviluppa su un’area di quasi 40 km², abitata da circa 150.000 persone, collocata nella fascia nord dell’area metropolitana milanese e nella provincia di Monza e Brianza. È un territorio segnato da criticità ambientali profonde e stratificate: consumo di suolo elevato, frammentazione ecologica, perdita di biodiversità, qualità dell’aria compromessa, problemi idraulici e idrici, isole di calore urbane sempre più intense, presenza di attività ad alto impatto energetico.
Gli effetti del cambiamento climatico non sono più una proiezione futura, ma una realtà quotidiana: eventi meteorologici estremi, allagamenti ricorrenti, ondate di calore che colpiscono in modo particolare anziani, bambini e persone fragili. In questo scenario, il Parco GruBrìa rappresenta una delle principali infrastrutture di resilienza territoriale, un presidio verde capace di mitigare gli impatti climatici e di offrire benefici ecosistemici fondamentali.
Allo stesso tempo, il territorio conserva importanti potenzialità: aree verdi periurbane, spazi agricoli residuali, una tradizione amministrativa dinamica e un tessuto sociale sempre più sensibile ai temi ambientali. aGREENment nasce proprio da questo equilibrio tra fragilità e risorse, con l’obiettivo di trasformare il Parco in motore di rigenerazione ecologica e sociale.
Il primo atto operativo della Strategia è la costituzione dell’Alleanza per il Clima del Parco GruBrìa, uno strumento di governance multilivello e partecipata, aperto a istituzioni pubbliche, terzo settore, imprese e cittadini. Non un semplice tavolo di confronto, ma un dispositivo pensato per rafforzare la capacità di azione collettiva del territorio e per ampliare progressivamente il partenariato, a partire dal coinvolgimento del Comune di Desio.
Attraverso questa Alleanza, il Parco GruBrìa si propone come spazio di coordinamento permanente, in cui politiche ambientali, sociali ed energetiche possano essere progettate e attuate in modo integrato.
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| Paderno Dugnano. Oasi dei Gelsi |
La Strategia aGREENment si articola in 16 azioni, organizzate attorno a quattro assi strategici: mitigazione delle emissioni, adattamento climatico, sostenibilità dello sviluppo territoriale e rafforzamento della capacità di autosviluppo del sistema locale. Il valore complessivo degli interventi è di 3,13 milioni di euro, di cui oltre 1,54 milioni finanziati da Fondazione Cariplo, mentre la parte restante è garantita dal partenariato pubblico e dai soggetti coinvolti.
Entro il 2030, aGREENment punta a:
- rafforzare la resilienza urbana e territoriale;
- avviare Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali;
- incrementare in modo significativo le superfici verdi e il capitale naturale;
- migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici;
- adattare spazi pubblici e scolastici agli impatti climatici;
- promuovere una nuova strategia per il territorio agricolo, orientata alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.
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| Seregno. Parco del Meredo |
Come ha sottolineato il presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani, aGREENment non è soltanto un progetto ambientale, ma una vera e propria scelta politica e amministrativa, che mette al centro la cooperazione tra enti e la responsabilità verso le generazioni future. Il sostegno di Fondazione Cariplo rafforza la credibilità del percorso intrapreso e conferma la capacità del Parco di tradurre una visione climatica in azioni concrete.
Anche i sindaci dei Comuni coinvolti hanno evidenziato il valore strategico di un approccio sovracomunale, capace di integrare politiche ambientali, sociali ed energetiche e di incidere realmente su un territorio complesso come quello della Brianza centrale.
L’inserimento di aGREENment nella rete regionale delle alleanze climatiche promosse da Fondazione Cariplo colloca il Parco GruBrìa all’interno di un laboratorio lombardo della transizione ecologica, fatto di visione di lungo periodo, governance innovativa e interventi tangibili.
aGREENment rappresenta un passaggio cruciale: dimostra che anche in uno dei territori più urbanizzati d’Italia è possibile costruire politiche climatiche strutturate, a partire dal verde esistente e dal ruolo strategico dei parchi locali. Il GruBrìa non è più soltanto uno spazio da difendere, ma diventa un’infrastruttura chiave per immaginare e costruire un futuro climatico più giusto, resiliente e condiviso.










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