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lunedì 27 aprile 2026

Tra erba salvadega e parole antiche: il fascino del dialetto in cammino


Domenica 26 aprile si è svolta a Mariano Comense una passeggiata davvero speciale, capace di unire natura, storia e lingua in un’esperienza coinvolgente e sorprendentemente attuale. L’iniziativa, dal titolo evocativo “L’erba di Patè. Erba salvadega e stori eretich cuntà su in dialet”, è stata organizzata dal Circolo Culturale Seregn de la memoria in collaborazione con il Comitato Parco Regionale Groane Brughiera.

Già dal titolo si coglieva il senso profondo della proposta: un percorso alla scoperta delle erbe selvatiche raccontate in dialetto, intrecciato con la storia antica del territorio. Il termine “Patè”, infatti, rimanda ai patarini, movimento eretico medievale che proprio in queste zone ha lasciato tracce e suggestioni ancora oggi affascinanti.


L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno che da anni il Circolo porta avanti per riscoprire e valorizzare il dialetto e le lingue locali. Non si tratta di un’operazione nostalgica, ma di un percorso di riscoperta – e spesso di vera e propria scoperta – della ricchezza espressiva di un mondo che sta progressivamente scomparendo. Un mondo in cui il linguaggio era profondamente legato alla realtà quotidiana, capace di descriverla con precisione e sfumature oggi difficili da ritrovare.


Le erbe spontanee ne sono un esempio emblematico, ma il discorso si estende anche agli strumenti del lavoro e alla vita contadina. Il dialetto conserva infatti una terminologia molto più ricca e specifica rispetto all’italiano standard. Anche la lingua italiana offre esempi di grande ricchezza lessicale in alcuni ambiti, come nel caso della vite: qui troviamo infatti una distinzione articolata tra ceppo, fusto, tralcio, viticcio, pampino, grappolo, raspo, racimolo e vinaccioli. Tuttavia si tratta di casi circoscritti. Nei dialetti, invece, questa precisione e varietà terminologica è molto più diffusa e capillare, estesa a numerosi aspetti della vita quotidiana, dalle piante spontanee agli oggetti e agli strumenti del lavoro.


Guida d’eccezione della giornata è stato Fabio Galimberti, autore del libro Regoi e Munda, che con competenza e passione ha accompagnato i partecipanti lungo il percorso, narrando in dialetto storie, curiosità e saperi legati al territorio. Un racconto vivo, capace di rendere il dialetto immediatamente comprensibile e naturale anche per chi lo frequenta meno.


Dopo aver attraversato tratti boschivi, accompagnati anche dalle GEV del Parco – che insieme al Comune di Mariano Comense hanno concesso il patrocinio all’iniziativa – il gruppo ha raggiunto la suggestiva Cascina Vignazza. Qui ad accogliere i partecipanti è stato Michele Molteni, uno dei proprietari, che ha guidato la visita a una struttura rimasta quasi intatta nel tempo. All’interno, alcuni locali ospitano un autentico museo della vita contadina: un vero gioiello, ricco di oggetti e testimonianze, che meriterebbe di essere maggiormente valorizzato e sostenuto.


Dopo la sosta, il percorso è proseguito verso Cascina San Martino e la sua chiesa romanica, per poi inoltrarsi nuovamente nelle aree boschive della brughiera fino al rientro al punto di partenza.

All’inizio della giornata non mancava qualche dubbio: una passeggiata interamente in dialetto avrebbe potuto risultare difficile da seguire? L’esperienza ha invece dimostrato il contrario. Nessuno ha sentito il bisogno di chiedere traduzioni, segno che il dialetto, quando vissuto e contestualizzato, resta uno strumento comunicativo efficace e accessibile. Più che limitare, arricchisce il modo di esprimersi, offrendo nuove sfumature e profondità.


Per tutti – organizzatori e partecipanti – è stata un’esperienza pienamente riuscita, da ripetere senza esitazioni.

Per rimanere aggiornati sulle prossime iniziative, l’invito è a seguire le pagine social del Circolo Culturale Seregn de la memoria e questo blog, dove verranno raccontati con piacere i futuri appuntamenti.

domenica 19 aprile 2026

L’erba di paté: natura, tradizione e dialetto brianzolo in cammino


Domenica 26 aprile 2026 il territorio della Brughiera torna protagonista con un’iniziativa che unisce natura, cultura e memoria locale: “L’erba di paté – Erba salvadega e stori eretich cüntà sü in dialet”. Un’escursione guidata nel Comune di Mariano Comense pensata per riscoprire le erbe spontanee commestibili e le storie rurali che hanno plasmato il paesaggio della Brianza.


L’iniziativa si svolgerà lungo i sentieri della brughiera, tra boschi, cascine e ambienti di grande valore naturalistico. Ad accompagnare i partecipanti sarà Fabio Galimberti, che guiderà il gruppo alla scoperta delle piante spontanee, raccontandone usi tradizionali in cucina e curiosità legate alla cultura contadina locale. Il tutto sarà narrato in dialetto brianzolo, per un’esperienza ancora più autentica e immersiva.


🌿 Un viaggio tra natura e saperi locali

L’escursione non è solo una camminata, ma un’occasione per:

  • imparare a riconoscere le erbe selvatiche edibili
  • riscoprire antichi usi culinari e popolari
  • valorizzare il patrimonio culturale immateriale del territorio
  • vivere la natura in modo consapevole e rispettoso

🕒 Programma della giornata

  • Ore 8:45 – Ritrovo a Mariano Comense (Strada del Radizzone, parcheggio Piattaforma Ecologica)
  • Ore 9:00 – Partenza escursione
  • Soste – Cascina Vignazza (con visita guidata) e Cascina San Martino
  • Ore 13:00/13:30 – Rientro

📍 Dati tecnici

  • Lunghezza: circa 5 km (percorso ad anello)
  • Dislivello: circa 100 m
  • Difficoltà: facile, adatta a tutti con minimo allenamento
  • Consigli: scarpe da trekking o stivali antiscivolo (possibili tratti fangosi)

⚠️ Iscrizione obbligatoria

  • La partecipazione è gratuita ma a numero chiuso (max 25 persone).
  • 👉 Iscriviti qui: https://bit.ly/escursione-26-04
  • In alternativa è possibile iscriversi tramite QR code presente nella locandina.

Per informazioni:
Tiziano – 331 227 1052
📧 informazioni@comitatoparcobrughiera.it

 

lunedì 2 febbraio 2026

Memoria operaia e deportazione: a Mariano Comense la presentazione di “E poi torno anch’io”


Giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 21.00, presso la Sala Civica di Mariano Comense, si terrà la presentazione del libro “E poi torno anch’io. La storia di cinque operai deportati da Mauthausen” di Vera Paggi e Lorenza Pleuteri, nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria promosse da A.N.P.I. – Sezione Erminio Nava Mariano Comense – Cantù. L’evento è patrocinato dalla Città di Mariano Comense ed è a ingresso libero e gratuito.

Il libro riporta al centro una storia di resistenza operaia, repressione fascista e deportazione nazista: una memoria scomoda, spesso marginalizzata, che parla di scioperi, lavoro e antifascismo.

Cinque operai, uno sciopero, una condanna a morte

“E poi torno anch’io”, dice alla moglie uno degli operai prima della deportazione. È l’8 marzo 1944 quando da Firenze parte un treno diretto al lager di Mauthausen. A bordo ci sono anche cinque lavoratori della Sitca – Cartiera Cini, arrestati per aver partecipato al più grande sciopero della Seconda guerra mondiale contro il regime fascista e l’occupazione nazista.

Insieme a loro vengono arrestate settantadue colleghe. Le donne saranno liberate. Gli uomini no: moriranno a Mauthausen. Una punizione esemplare per chi aveva osato incrociare le braccia, rivendicare dignità, opporsi.

Attraverso documenti d’archivio, atti giudiziari, testimonianze familiari, Paggi e Pleuteri ricostruiscono le brevi vite di questi lavoratori e la catena di responsabilità che li ha portati alla deportazione, mettendo in luce anche la giustizia mancata del dopoguerra.

Le donne che tengono viva la memoria

Quella raccontata in “E poi torno anch’io” è anche una storia di donne: colleghe, mogli, figlie e nipoti che hanno custodito e tramandato la memoria di quegli uomini. Una memoria tenuta viva dal basso, lontano dalle celebrazioni ufficiali, che oggi diventa racconto collettivo.

Il volume è corredato da un documentario audio, accessibile tramite QR code, che restituisce voce e profondità emotiva a una vicenda che parla direttamente al presente.

Raccontare queste storie significa ricordare che il fascismo non ha colpito solo per odio razziale, ma anche per reprimere il conflitto sociale e il movimento operaio. Significa ribadire che l’antifascismo nasce anche nei luoghi di lavoro, negli scioperi, nella solidarietà tra compagne e compagni.

Informazioni:

  • Sala Civica, Piazza Roma 52 – Mariano Comense (CO)
  • Mercoledì 5 febbraio 2024
  • Ore 21.00 – 23.00
  • Ingresso libero e gratuito

lunedì 27 ottobre 2025

A Mariano Comense la Giornata Nazionale del Trekking Urbano: camminare tra storia, fede e sostenibilità


Anche Mariano Comense partecipa alla Giornata Nazionale del Trekking Urbano, l’iniziativa che ogni anno invita a riscoprire la bellezza dei nostri luoghi a passo lento, promuovendo una forma di mobilità dolce e consapevole. Un modo semplice ma profondo per ritrovare il legame con il territorio e vivere la città con occhi nuovi.

Il tema scelto per l’edizione 2025 intreccia “Le Vie del Giubileo”, un percorso ideale tra storia, cultura e spiritualità. L’appuntamento marianese è fissato per domenica alle ore 10:00, con ritrovo presso il Battistero di San Giovanni Battista, in Via Santo Stefano. Da lì i partecipanti si incammineranno tra le vie del centro, fino a raggiungere il Santuario di San Rocco, tappa del Cammino di Sant’Agostino, per poi concludere il percorso alla Chiesa di San Francesco.

Il cammino, lungo circa 4 chilometri, è accessibile a tutti: un itinerario urbano di bassa difficoltà, pensato per chi desidera unire il piacere della scoperta con un gesto concreto di attenzione all’ambiente. È comunque consigliato indossare scarpe comode e portare con sé una bottiglietta d’acqua riutilizzabile. Il rientro è previsto intorno alle ore 12:30.

L’evento è organizzato in collaborazione con la Comunità Pastorale e l’Associazione Sottoinsù, due realtà da tempo impegnate nella valorizzazione del territorio e nella promozione di pratiche sostenibili.

domenica 28 settembre 2025

Videoescursione lungo il Tarò-Certesa: natura, memoria e riflessione dopo l’alluvione


Dopo l’alluvione del 22 settembre, che appena sei giorni fa ha colpito duramente i comuni brianzoli e in particolare Meda, si terrà un’escursione nell’area del Bosco delle Querce di Seveso e Meda in occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi. A guidarla sarà il geologo Gianni Del Pero, che ha voluto far precedere l’appuntamento da una videoescursione pubblicata su YouTube: un racconto lungo i tratti più a monte del Terrò-Tarò-Certesa per aiutare a comprendere meglio cosa è accaduto e perché questi corsi d’acqua esondano.

Il programma dell’evento (cliccare qui) prevede una camminata guidata di circa 4 km (compatibilmente con la percorribilità dei sentieri dopo l’alluvione), lungo le sponde del Tarò-Certesa, all’interno del Bosco delle Querce nei comuni di Meda e Seveso, fino al Paradiso Verde, con rientro lungo le ciclopedonali. L’iniziativa è promossa da WWF Lombardia, Teatro In-folio e Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, con l’obiettivo di capire insieme le cause delle esondazioni, valutare se sia possibile ridurne gli effetti e, soprattutto, riaffermare la necessità di rispettare i corsi d’acqua.


La videoescursione prende avvio da Mariano Comense, dove “dietro questa collina che anticipa la collina naturale della Bughiera Briantea scorre la Roggia Vecchia, un torrente che negli anni precedenti all'urbanizzazione innondava la sua pianura alluvionale, l'area golenale. Poi dopo le grandi costruzioni che hanno interessato tutta la pianura, è stato necessario proteggere il territorio urbanizzato mediante questi nuovi argini rialzati”. Una protezione che, però, ha conseguenze: “tutta l'acqua contenuta nella Roggia Vecchia a questo punto confluisce più velocemente verso valle, non si lamina, non si sparge all'esterno e quindi sovraccarica il torrente già saturo d'acqua”.

Camminando lungo la Roggia Vecchia si incontrano le opere di difesa idraulica e gli argini artificiali. Nonostante l’intervento dell’uomo, restano lembi di naturalità “molto apprezzati dall'airone cenerino che trova qui il suo habitat parzialmente invaso dall’homo 'poco' sapiens”. Poco più avanti si incontra il ponte costruito sopraelevato, “tenendo conto delle problematiche idrauliche che possono essere indotte da un torrente durante gli eventi atmosferici estremi, sempre più intensi e sempre più frequenti”.

La narrazione si sofferma poi sullo scarico dell’impianto di depurazione, che diventa paradossalmente la sorgente del Terrò: “Il torrente Terrò per 11 mesi all’anno è asciutto e solo in occasione di eventi atmosferici estremi, sempre più intensi e sempre più frequenti, viene alimentato in condizioni naturali. La tubazione di scarico è il primo apporto di acqua nel torrente che a monte invece risulta sempre secco”.

Il percorso attraversa Cabiate, dove si osserva il lavoro di rinaturalizzazione e gli interventi di pulizia della 'Busa' che hanno “svolto una buona funzione di trattenimento del trasporto solido”. Nonostante ciò, “la piena è stata decisamente rilevante”.

Il cuore del racconto è Meda, tra i luoghi più colpiti dall’alluvione del 22 settembre: “Il torrente di Via Luigi Rho, la sua confluenza nel 'torrente' di via dei Mille e la fuga lungo via Marsala, i 'nuovi corsi d’acqua' di Meda… dal ponte di via Cialdini, tre giorni dopo l’alluvione, il torrente ha ancora una portata elevata e la torbidità delle acque notevole, segno di un trasporto solido dalla collina e dai comuni a monte”.

Infine, il Tarò lascia Meda e diventa Certesa, entrando nel Bosco delle Querce di Seveso e Meda. Qui, nonostante i segni della piena, “i germani reali apprezzano questo ambiente quasi naturale”.

La videoescursione è dunque un invito a guardare con occhi diversi i corsi d’acqua, comprendendo le fragilità che le urbanizzazioni e i cambiamenti climatici hanno accentuato, ma anche la resilienza della natura che resiste e convive con noi.

martedì 23 settembre 2025

Como e Brianza, acqua e cemento travolgono i territori

Frana a Blevio

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Il maltempo ha colpito duro tra la notte e il mattino di ieri, lunedì 22 settembre, soprattutto nelle province di Como e di Monza-Brianza, come previsto dalle allerte meteo. Un disastro che ha messo in ginocchio molti territori e molte famiglie, uno scenario che - purtroppo - si ripete sempre più spesso, complice anche la crisi climatica che ci presenta il conto, aumentando la frequenza e l'intensità di questi fenomeni meteo acuti con intensi acquazzoni e conseguenti frane e allagamenti nei territori idrogeologicamente più a rischio.
 
Non a caso tra le aree più colpite abbiamo il Comasco, a cominciare dalla città capoluogo dove le paratie (ci diranno per l'ennesima volta che non sono ancora completate!) si sono dimostrate inefficaci a fermare le acque, stavolta provenienti non dal lago bensì direttamente dalle piogge e dalle tubature. E poi i territori più prospicienti il lago, in particolare il versante orientale del ramo comasco del Lario, tra Como, Blevio e Torno, comune quest'ultimo dove contraddittoriamente il sindaco invoca ora lo stato di calamità naturale, ma contemporaneamente insiste per autorizzare un nuovo resort turistico sugli stessi pendii a rischio idrogeologico!
 
Sempre ieri abbiamo assistito agli allagamenti nella Bassa Comasca: Cabiate, Mariano Comense, Cantù, non a caso i territori più cementificati della provincia di Como, in cui i terreni impermeabilizzati arrivano a superare il 50% della superficie totale!
 
E poi ancora una volta la provincia di Monza-Brianza che - ricordiamo - è in assoluto la più cementificata a livello nazionale!
    
In definitiva gli eventi meteo estremi (che, come detto, dovremo purtroppo aspettarci con sempre maggior frequenza e intensità) non fanno altro che mettere in evidenza una pericolosa correlazione già conosciuta: fenomeni atmosferici acuti e consumo di suolo rappresentano un mix rovinoso, per l'equilibrio ambientale e per la sicurezza di chi in quei territori vi abita. 
  
L'unico modo per invertire il trend è cancellare ogni previsione di nuovo consumo di suolo: basta con nuovi capannoni, centri commerciali, case, strade. In tal senso pensiamo al pesantissimo impatto che avranno nuove infrastrutture stradali come la Pedemontana o la Canturina bis su territori già ora a rischio, come si è messo in evidenza in questi giorni. Gli Amministratori che governano le Istituzioni - dai Comuni, alle Province, alla Regione, tutti competenti in materia di gestione del territorio - non possono continuare a far finta di nulla, continuando a promuovere nuova cementificazione nei loro PGT o nuovi progetti stradali fuori da ogni logica.
Per questo dobbiamo pretendere con forza lo stop al consumo di suolo!

sabato 6 settembre 2025

Mariano Comense, ottant’anni dopo: Bersani inaugura la Festa dell’Unità con il suo nuovo libro

Fonte immagine: Facebook

Ieri sera a Mariano Comense ha preso ufficialmente il via la Festa dell’Unità organizzata dal Partito Democratico della provincia di Como, in un’edizione dal forte valore simbolico: ricorre infatti l’80° anniversario della prima festa nazionale dell’Unità, celebrata proprio qui, nel 1945, nel bosco noto come “Casin Bel”, al confine con Lentate sul Seveso.

Fonte immagine: Facebook

Il parco dei Vivai ha accolto un pubblico numeroso e caloroso: 260 persone sedute e almeno altrettante in piedi hanno atteso l’arrivo di Pier Luigi Bersani, giunto con un quarto d’ora di anticipo rispetto all’orario previsto. L’ex segretario del Pd ha dialogato con il giornalista di Rai Radio2 Massimo Cirri e con Sofia Castoldi, giovane consigliera comunale dem di Mariano Comense, in un incontro che ha unito memoria, politica e riflessione sul futuro.


«Ottant’anni fa qui cominciava una straordinaria avventura
– ha ricordato Bersani, citando anche sul suo profilo Facebook il senso profondo delle Feste dell’Unità – un format incredibile, fatto di volontariato, convivialità, divertimento e pensiero politico. Non è qualcosa che può finire. La rete crea comunicazione ma anche solitudine: il bisogno di stare insieme crescerà ancora. Il vero problema non sarà mai trovare la gente, ma riuscire a riprodurre la generosità dei volontari. Perché senza volontari non c’è festa. Ma per avere volontari serve un’idea, un valore che si veda, che non resti solo nelle parole».

Il pubblico ha seguito con attenzione anche la presentazione del suo ultimo libro, Chiedimi chi erano i Beatles (Rizzoli), un’opera che unisce racconto personale e riflessione politica. Bersani invita a non restare passivi di fronte alle ingiustizie: «Se c’è qualcosa che vi urta nel profondo, non state lì a pettinare le bambole. Impegnatevi, che siate in tanti o in pochi». Un invito nato dai suoi incontri con giovani militanti e studenti lungo tutta Italia, e che si lega a una visione della politica come servizio, memoria e responsabilità.

Il volume intreccia storia italiana ed europea, dal lavoro come soggetto centrale delle democrazie alle sfide del nuovo tecno-capitalismo, fino al ruolo della sinistra e alle prospettive del Partito democratico. Con uno stile diretto, ricco di aneddoti, Bersani ribadisce che «la generosità è la materia prima della politica» e che, contro le nuove destre, non servono parole astratte ma un linguaggio semplice, capace di parlare ai luoghi e alla vita comune delle persone.

Tra applausi e sorrisi, la serata ha dato il via a un’edizione speciale della Festa dell’Unità: non solo un ritorno alle radici, ma anche uno sguardo verso il futuro di una comunità politica che, come ha ricordato Bersani, continua ad avere bisogno di volti, idee e valori concreti.

lunedì 25 agosto 2025

Mariano Comense, dalla brughiera al futuro: ottant’anni fa la “grande Scampagnata de l’Unità”

Mariano Comense - Festival dell'Unità 1945 - Francesco Scotti (primo a destra) sul palco guarda la folla - Ruggero Grieco al microfono, circondato da numerosi
compagni.

Un palco improvvisato nella brughiera, una folla attenta e curiosa, il sole di fine estate che filtra tra gli alberi. La fotografia scattata il 2 settembre 1945 a Mariano Comense racconta un momento unico: Ruggero Grieco, dirigente comunista e antifascista, parla al microfono con accanto i compagni; a destra, sorridente e fiero, Francesco Scotti guarda la gente radunata. Sul retro della foto, poche parole a matita fissano per sempre l’istante: “Festa dell’Unità // Mariano Comense // 2 Sett. 1945 // Parla Grieco”.

Quel giorno sarebbe rimasto nella memoria come la prima Festa de l’Unità d’Italia, la “Grande scampagnata de l’Unità”: un raduno popolare che unì lavoratori, famiglie, giovani e partigiani. Milano era semidistrutta dai bombardamenti e la scelta cadde su Mariano Comense, dove le fabbriche sfollate, come la Breda, avevano portato con sé una forte comunità operaia.


Il paese si trasformò in un villaggio improvvisato. Casette di legno e corridoi furono ribattezzati via Gramsci, via Lenin e piazza Garibaldi. I muri erano tappezzati di manifesti, e la gente arrivava in bicicletta, in camion, sui treni delle Ferrovie Nord. C’erano giochi popolari, musica, spettacoli per bambini e persino incontri di pugilato. Non era possibile vendere cibo sul luogo della festa, a causa delle rigide disposizioni annonarie, e per questo i partecipanti erano invitati a portare con sé la colazione al sacco. Ciononostante, il vino e le bevande distribuite tra gli stand rendevano l’atmosfera festosa. A chiudere la giornata, i discorsi di grandi figure come Giancarlo Pajetta e Luigi Longo e il saluto di un cappellano partigiano ai Volontari della Libertà.


La prima manifestazione di massa a sostegno del giornale l’Unità fu organizzata grazie all’impegno di Stefano “Willy” Schiapparelli, allora responsabile della diffusione del quotidiano. Fu lui, come ricordava Amerigo Terenzi in un’intervista del 1954, a “improvvisare” la festa di Mariano Comense del 2 settembre 1945, superando anche qualche dubbio iniziale di Luigi Longo.

Il risultato fu straordinario: oltre 200.000 persone raggiunsero Mariano in un’Italia appena uscita dalla guerra, dando vita a una mobilitazione di popolo senza precedenti. “Una cosa mai vista – scrisse Terenzi – nessuno avrebbe mai creduto possibile in quell’epoca con gli scarsi mezzi e le scarse esperienze che avevamo”. Lo stesso Palmiro Togliatti si interessò personalmente a quell’iniziativa, intuendone la portata politica e sociale.

Ne l’Unità dell’epoca il programma venne annunciato con toni trionfalistici: “musiche, cori, danze, alberi della cuccagna, corse nei sacchi e una ricchissima tombola all’americana”. Nessuno spiegò cosa avesse di particolare questa tombola per meritarsi l’aggettivo “americano”; certo è che i premi furono modesti, in un Paese segnato dalla miseria e dalla guerra finita da appena quattro mesi.

Un altro avviso, ancora più eloquente, ricordava ai partecipanti che – per rispettare le rigide disposizioni annonarie – non sarebbe stato possibile vendere cibo sul luogo della festa. Per questo si invitavano i presenti a portare con sé la colazione al sacco: un segno dei tempi difficili, ma anche della forza di una comunità che voleva ritrovarsi.

La brughiera si trasformò in un “villaggio boschereccio”, come lo descrisse con passione Elio Vittorini – allora caporedattore dell’edizione milanese de l’Unità – dove si ballava, si giocava, si provava a dimenticare vent’anni di dittatura e guerra, e si immaginava la nuova Italia che stava nascendo.

Nell’edizione del 6 settembre lo stesso giornale annunciò con orgoglio che la sottoscrizione a sostegno de l’Unità aveva superato gli undici milioni di lire. Un risultato enorme, se si pensa che allora il quotidiano costava appena tre lire.


L’80° anniversario: la Festa che unisce


📅 5-6-7 settembre 2025
📍 Mariano Comense – Parco dei Vivai – via dei Vivai, 8

Ottant’anni dopo, la storia torna protagonista. Il Partito Democratico comense invita tutta la cittadinanza a celebrare l’anniversario della prima Festa de l’Unità con una tre giorni di iniziative:
  • dibattiti e incontri politici con ospiti nazionali,
  • concerti e spettacoli,
  • stand gastronomici e cucina popolare,
  • attività per famiglie e bambini,
  • momenti di memoria e comunità.

La Festa che unisce non è solo un ricordo, ma un appuntamento che guarda al futuro, rinnovando lo spirito di partecipazione e di speranza che già nel 1945 riempì la brughiera di Mariano Comense.

 

Il programma della festa

 

 

Rassegna stampa

Il Giorno, 1 settembre 2025
Giornale di Seregno, 2 settembre 2025
Corriere della Sera, 2 settembre 2025 (link)

lunedì 21 luglio 2025

Riqualificazione SP32 Mariano–Novedrate: il territorio chiede più mobilità sostenibile


La Provincia di Como, insieme ai Comuni di Mariano Comense e Novedrate, convoca per lunedì 28 luglio alle ore 18.30 un’assemblea pubblica per presentare il progetto di riqualificazione del secondo lotto della SP32 “di Novedrate”, relativo al tratto compreso tra Mariano Comense e Novedrate. L’incontro si terrà presso la Sala Civica di Piazza Roma 52 a Mariano Comense.

L’iniziativa si inserisce all’interno di un più ampio intervento sulla SP32, ma il progetto continua a suscitare perplessità da parte delle associazioni ambientaliste e di molti cittadini attivi sul territorio, che temono un ulteriore potenziamento della viabilità automobilistica a discapito della mobilità dolce e della tutela del territorio.

Come hanno già evidenziato in precedenza diverse associazioni (cliccare qui), i piani di riqualificazione – pur definiti “strategici” dagli enti proponenti – non sembrano recepire in modo sostanziale le istanze ambientali, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e la continuità delle infrastrutture ciclabili, la protezione del verde esistente e il contenimento del consumo di suolo.

Il progetto del secondo lotto, stando alle informazioni attualmente disponibili, non prevede interventi strutturali in favore della mobilità ciclabile, se non accenni marginali e frammentari, che rischiano di rimanere scollegati da una visione organica di mobilità sostenibile. Una direzione che appare in contrasto con gli obiettivi di riconnessione del territorio e con le richieste emerse anche dal mondo associativo e dai comitati locali.

L’assemblea del 28 luglio rappresenta quindi un momento importante non solo per conoscere i dettagli del progetto, ma anche per rilanciare una partecipazione attiva e critica da parte della cittadinanza, affinché la riqualificazione della SP32 non si trasformi nell’ennesima occasione mancata di transizione ecologica a scala locale.

Le realtà ambientaliste chiedono da tempo un cambio di paradigma: meno traffico veicolare, più spazi per la mobilità dolce, più attenzione al paesaggio, alla qualità dell’aria e alla vivibilità urbana. La speranza è che, attraverso il confronto pubblico, queste richieste vengano finalmente ascoltate e tradotte in scelte concrete.

mercoledì 16 luglio 2025

Unire il territorio in bici: le associazioni ambientaliste chiedono il completamento della pista ciclopedonale a Mariano Comense

Il progetto di raddoppio della SP 32. Immagine tratta dal web

Un gruppo di associazioni ambientaliste e di tutela del territorio ha lanciato un appello congiunto alle istituzioni locali e provinciali per completare e potenziare la rete ciclopedonale lungo la SP 32 Novedratese, nel tratto tra Novedrate e Mariano Comense.

Il Gruppo Naturalistico della Brianza, Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Legambiente Cantù, Fridays For Future di Cantù, Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e WWF hanno chiesto al Sindaco di Mariano Comense Giovanni Alberti, al Presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca e ai dirigenti competenti di intervenire sul completamento della pista ciclabile in via Como, attualmente interrotta prima della rotonda di Ponte Lottolo. Il loro invito si inserisce nel progetto di raddoppio della SP 32, dove è previsto il rifacimento di circa 200 metri di pista ciclabile, ma che per le associazioni necessita di un’estensione per garantire una continuità sicura e funzionale.

Le associazioni evidenziano inoltre l’urgenza di aggiornare la pianificazione della mobilità ciclopedonale, proponendo un prolungamento del percorso verso Cantù e un collegamento est-ovest lungo la Novedratese, per “ricucire” il territorio diviso dalla strada e favorire spostamenti sostenibili e sicuri.

A dare forza all’iniziativa è anche il recente richiamo del campione di ciclismo Tadej Pogacar, che nel suo intervento sul Corriere della Sera del 14 ottobre 2024 ha dichiarato: «Mi piace allenarmi e gareggiare nel vostro Paese, amo i paesaggi, le montagne, il cibo, il caffè e le persone, peccato solo che il traffico sia a volte pericoloso per chi va in bici.»

Le parole di Pogacar sottolineano quanto sia importante creare infrastrutture ciclabili sicure anche fuori dai centri urbani, per valorizzare il territorio e garantire la sicurezza di chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto e sport.

lunedì 19 maggio 2025

Difendere il Pescherun: le associazioni chiedono alternative alla maxi-vasca della Roggia Lubiana


Si è svolto giovedì 15 maggio scorso, in municipio a Brenna, un incontro considerato positivo dalle associazioni ambientaliste del territorio sul tema della vasca di laminazione prevista lungo la Roggia Lubiana, all'interno del Contratto di Fiume Seveso.

All’incontro hanno partecipato i sindaci Nazzareno Cappelletti (Brenna) e Paolo Frigerio (Alzate Brianza), insieme a Sergio Molteni, assessore all’Ambiente di Alzate, e a sei associazioni ambientaliste locali.

Oggetto della discussione è stata una proposta progettuale avanzata dalla Regione Lombardia: una vasca di laminazione da 200.000 metri cubi, prevista tra il Santuario della Madonna del Rogoredo e la linea ferroviaria Como-Lecco. Una soluzione giudicata sovradimensionata e fortemente impattante, in particolare perché andrebbe a interferire con un’area ecologicamente sensibile come l’area umida del Pescherun.

Secondo le associazioni, l’attuale proposta è pensata esclusivamente per ridurre la portata idrica verso Mariano Comense durante gli eventi di piena, trascurando una visione ecosistemica e complessiva del bacino idrografico della Roggia Lubiana.

Durante l'incontro, le realtà ambientaliste hanno invitato i Comuni di Brenna e Alzate a partecipare attivamente al tavolo di coordinamento del Contratto di Fiume, sollecitando Regione e enti competenti a rimodulare gli interventi. Tra le alternative proposte:
la rinaturalizzazione del corso d'acqua, con la ricostituzione delle sue anse originarie;
interventi a monte per favorire la de-impermeabilizzazione del territorio, favorendo il drenaggio naturale, come già adottato da altri comuni (ad esempio Cucciago) nell’ambito dello stesso contratto.

Il sindaco di Alzate, Paolo Frigerio, ha concluso l’incontro esprimendo disponibilità a confrontarsi con Regione Lombardia e con i sindaci dei comuni a monte, dove il problema idraulico ha origine, con l'obiettivo di individuare soluzioni meno invasive e più sostenibili per il territorio.

L'iniziativa ha visto il coinvolgimento di sei realtà ambientaliste: Fridays For Future Cantù, Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Legambiente Cantù, WWF Insubria, Gruppo Naturalistico della Brianza e Circolo Ambiente Ilaria Alpi.

lunedì 12 maggio 2025

Camminare per conoscere, partecipare per custodire: doppio evento con il Comitato Parco Groane-Brughiera

Il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera si prepara a vivere una domenica all’insegna della natura, della scoperta e della partecipazione. Il 18 maggio 2025, infatti, sarà protagonista di due eventi paralleli che celebrano il territorio e il ruolo attivo della comunità: da un lato l’atteso appuntamento “Due Passi in Mordina” a Mariano Comense, dall’altro la Festa del Volontariato “Volontari per Natura” a Meda.


La giornata si aprirà all’alba, con la camminata guidata organizzata dal Comitato Parco, un’occasione unica per esplorare i paesaggi della Brughiera, immergendosi nei sentieri che collegano Mariano Comense e la Cascina Mordina. Il ritrovo è previsto alle ore 8:45 presso la stazione FNM di Mariano Comense; da lì, i partecipanti percorreranno la ciclopedonale lungo la Roggia Vecchia, passeranno accanto alla “sorgente del Tarò” e attraverseranno il Roccolo di Cabiate lungo il sentiero Meda-Montorfano. L’arrivo alla Mordina è previsto intorno alle 11:30, in tempo per unirsi al cuore dell’evento.

Una volta giunti ai Laghetti della Mordina, i visitatori troveranno ad accoglierli una festa vivace, gratuita e aperta a tutti, organizzata dalla Proloco Mariano Comense con la collaborazione di Protezione Civile, Oplà Informagiovani e i giovani dello Z-Festival. Un’intera giornata di attività per famiglie, bambini, curiosi e appassionati di ambiente e cultura locale.


Il programma è ricco:
arrampicata su parete con il CAI, laboratori creativi con gli Scout e la Proloco, un originale percorso interattivo con i pony del progetto Pony Ranger, il concorso fotografico “Due scatti nel parco”, e due sessioni del workshop “Saluti dalla Brianza!”, per realizzare cartoline ispirate ai propri luoghi del cuore. Alle 11:00 ci sarà una sessione di yoga all’aperto con Matteo Galetti, mentre nel pomeriggio, alle 15:00, andrà in scena lo spettacolo di improvvisazione teatrale “In Alto Mare”. Non mancheranno bancarelle, stand associativi e uno spazio ristoro attivo fin dal pranzo.


In contemporanea
, a pochi chilometri di distanza, il Comitato Parco sarà presente anche alla Festa del Volontariato “Volontari per Natura”, che si terrà a Meda, nel Parco Comunale Beretta Molla. Qui, dalle 10:00 alle 18:00, sarà possibile incontrare i volontari del Comitato, scoprire i progetti futuri, sottoscrivere la tessera sostenitori 2025 e visitare una piccola mostra fotografica dedicata alla storica Zoca di Pirutit. Anche questo evento, pensato per grandi e piccoli, offrirà laboratori, giochi e momenti di socialità in un contesto verde e accogliente.


Quella del 18 maggio si preannuncia quindi come una giornata intensa e significativa per il Comitato Parco Groane-Brughiera, sempre più attivo nel promuovere la conoscenza, la tutela e la fruizione sostenibile del territorio. Un invito a partecipare, scoprire e camminare insieme.

lunedì 7 aprile 2025

Mariano Comense celebra il millenario del Battistero di San Giovanni Battista


Nel 2025 ricorre un anniversario di straordinaria importanza per la città di Mariano Comense: i mille anni del Battistero di San Giovanni Battista, edificio romanico risalente al 1025. Per celebrare questo traguardo storico, la Comunità Pastorale San Francesco d’Assisi e la Città di Mariano Comense hanno organizzato una serie di eventi che si terranno nei mesi di aprile e maggio.

Il calendario delle celebrazioni si apre martedì 22 aprile alle ore 21:00 con una solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano. Un momento spirituale e comunitario di grande rilievo che darà ufficialmente avvio alle iniziative commemorative.

Dal 17 al 24 aprile sarà allestita una mostra all’interno dello spazio espositivo "La Bottega", dedicata a valorizzare il patrimonio artistico e culturale locale. Un’occasione per ripercorrere la storia millenaria del battistero e del suo contesto urbano e religioso.

 

Mostra dedicata al Battistero di San Giovanni Battista 
e alla Capsella
c/o spazio espositivo La Bottega, Via Santo Stefano 51


Orari di apertura:
  • 17 e 18 aprile: dalle 16:00 alle 18:30;
  • 19 aprile: dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:30;
  • 20 aprile: dalle 9:00 alle 12:00;
  • 21 aprile: dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:30;
  • 22-23-24 aprile: dalle 16:00 alle 18:30.

 

Domenica 4 maggio, doppio appuntamento con la storia e l’arte: alle ore 15:00 e alle 16:30 si terranno visite guidate al Battistero romanico e al complesso della Chiesa di Santo Stefano. Le visite offriranno un approfondimento sulla struttura architettonica e sulla rilevanza storica dei due luoghi simbolo della città. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione tramite la Segreteria della Comunità Pastorale.


Infine, martedì 20 maggio alle ore 20:45, presso la Chiesa di Santo Stefano, si svolgerà una conferenza dal titolo “Le indagini archeologiche eseguite nell’anno 2000”, con l’intervento dell’archeologo Paul Blockley, direttore degli scavi, e del professor Marco Sannazaro, docente di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’incontro offrirà uno sguardo approfondito sulle scoperte archeologiche che hanno interessato l’area e sulle antiche capselle paleocristiane rinvenute a Mariano Comense.

 


 

 

giovedì 28 novembre 2024

Meno cemento, più natura: ripensare le aree di laminazione sul Seveso

Progetti di laminazione nel bacino della Roggia Vecchia-Terrò: le posizioni del Comitato Parco Groane-Brughiera


L’argomento dei progetti di laminazione previsti nel bacino della Roggia Vecchia-Terrò-Tarò-Certesa è stato recentemente discusso in seno al Direttivo del Comitato Parco Groane-Brughiera, durante il quale sono state condivise preoccupazioni e proposte alternative. Le aree interessate dai progetti, inseriti nel programma d’azione del Contratto di Fiume Seveso approvato il 26 ottobre dal Comitato di Coordinamento, hanno una rilevanza paesaggistica significativa, ma rischiano di essere compromesse da interventi considerati troppo invasivi.

Nel corso della riunione del Direttivo, i membri del Comitato hanno sottolineato la necessità di ripensare i progetti con un approccio meno ingegneristico e più orientato alla naturalità del territorio. Una strategia che, oltre a ridurre il consumo di suolo e l’uso del cemento, potrebbe liberare risorse economiche da destinare a interventi diffusi di manutenzione idraulico-forestale e di messa in sicurezza arginale nei diversi comuni del bacino.

Gianni Del Pero, geologo e membro attivo del Comitato, ha evidenziato l’importanza di preservare il valore paesaggistico delle aree coinvolte. "Queste zone hanno una rilevanza ambientale unica: interventi meno invasivi potrebbero tutelare il paesaggio e, al contempo, risultare economicamente più vantaggiosi per l’intero bacino", ha dichiarato.

Si è fatto riferimento, in particolare, a esempi positivi come le schede progettuali già presentate dai comuni di Meda e Cabiate, che propongono soluzioni di laminazione più piccole e integrate nel paesaggio, in contrasto con le grandi vasche previste nei progetti attuali.


Dettagli dei Progetti

Area di Laminazione sul torrente Roggia Vecchia



Il progetto principale si concentrerebbe in un avvallamento naturale a nord della ferrovia Como-Lecco, nei pressi della stazione di Brenna Alzate, nel comune di Alzate Brianza. Questa opera prevede un volume complessivo di 200.000 m³ e mira a mitigare gli allagamenti nei centri abitati di Carugo, Mariano Comense, Cabiate, Meda e Seveso.

Le principali caratteristiche progettuali includono:
  • Un manufatto di controllo in calcestruzzo armato con una luce di dimensioni 2,5 x 2,0 metri.
  • Interventi paesaggistici come l’abbassamento del letto di 1,5 metri e l’allargamento dell’alveo fino a 30 metri, con l’obiettivo dichiarato di ottenere un andamento più naturalistico per il torrente.
Su questo punto, Del Pero ha osservato: "Parlare di 'naturalizzazione' del torrente ampliandone la sezione a 30 metri non ha molto senso. È necessario ripensare il progetto per garantire una vera integrazione con l’ambiente circostante".

Area di laminazione sul torrente Terrò


Un secondo progetto, in località Cascina Bice a Mariano Comense, prevede la realizzazione di due invasi in linea, rispettivamente di 50.000 e 25.000 m³. Anche qui è previsto un manufatto di controllo in calcestruzzo armato, simile a quello del progetto sulla Roggia Vecchia.

Il Comitato ha espresso forte preoccupazione per l’impatto ambientale di interventi così invasivi, che potrebbero invece essere realizzati in modo meno impattante. Queste osservazioni sono state anche anticipate durante la recente presentazione del progetto Connecting Seveso, che punta a connettere le aree verdi lungo i torrenti del bacino.

Nei prossimi mesi, il Comitato prevede di partecipare attivamente ai tavoli regionali e sovracomunali per proporre modifiche ai progetti, con l’obiettivo di bilanciare le esigenze di sicurezza idraulica con la tutela del paesaggio. Inoltre, è stata avanzata l’idea di inviare una comunicazione ufficiale a tutti i comuni del bacino per ribadire l’importanza di un approccio più sostenibile e condiviso.

"Dobbiamo far capire che un approccio meno invasivo non è solo possibile, ma anche necessario per garantire un equilibrio tra sicurezza e tutela del nostro patrimonio naturale", ha concluso Del Pero.

L’impegno del Comitato Parco Groane-Brughiera rappresenta un esempio di partecipazione attiva e responsabilità verso un territorio che merita attenzione e rispetto, anche nelle scelte legate alla gestione idraulica.

lunedì 18 novembre 2024

Una domenica tra arte, natura e storia: l'escursione "Le Brianze" da Mariano Comense a Meda

L'interno della Chiesa di San Vittore a Meda

Domenica 17 novembre 2024, la passeggiata di "Le Brianze", organizzata da Gianni Casiraghi per l’Arci di Macherio, ha offerto ai partecipanti un viaggio unico tra storia, arte e natura nei territori di Mariano Comense e Meda. Questa iniziativa, che unisce cultura e scoperta del territorio, ha confermato quanto "Le Brianze" siano una terra ricca di tesori da esplorare.

Il Battistero di San Giocanni Battista a Mariano Comense

La giornata è iniziata con la visita al Battistero di San Giovanni Battista, accanto alla chiesa prepositurale di Santo Stefano. A fare gli onori di casa è stato Gabriele Trezzi, dell’associazione Amici della Cultura di Mariano Comense, che ha illustrato la rilevanza storica e artistica di questo antico edificio.

Foto degli scavi eseguiti nel Battistero durante il restauro

Costruito intorno al 1025, il battistero è un esempio unico di architettura romanica. Con la sua pianta quadrilobata e la cupola ottagonale, rappresentava un’innovazione per l’epoca. Nonostante le trasformazioni subite nei secoli XVIII e XX, i restauri degli anni ’50 hanno restituito parte della sua bellezza originaria, rivelando decorazioni semplici ma significative. Gli scavi archeologici hanno evidenziato tre fasi costruttive principali, dall’epoca tardo-romana al periodo romanico, testimonianza del passaggio dal paganesimo al cristianesimo.

Mariano Comense, piazza Roma, davanti al Palazzo del Broletto

Proseguendo, i partecipanti hanno raggiunto Piazza Roma, il cuore dell’antico borgo di Mariano Comense. Qui, l’architetto Andrea Anzani, presidente del GRAL Museo Civico "Carlo Verri" di Biassono, ha raccontato la storia dell’ex Broletto, noto come Palatium Communis. Risalente al XIII secolo, l’edificio era il centro della vita pubblica medievale e ospitava il Consiglio dei Capifamiglia.

Con la pettorina gialla Tiziano Grassi, Presidente del Comitato Parco Groane Brughiera

Lasciato il centro urbano, il gruppo si è immerso, accompagnato dai volontari del Comitato Parco Regionale Groane Brughiera, nei suggestivi sentieri dell'area naturale. Tra campi e boschi, la comitiva è giunta alla Cascina Mordina, esempio di architettura rurale lombarda attualmente in fase di restauro.

Laghetto della Mordina. La lapide del 1853

Al Laghetto della Mordina, Tiziano Grassi, presidente del Comitato, ha spiegato l’origine di questo specchio d’acqua, realizzato nell’Ottocento per scopi agricoli. La lapide del 1853, dedicata a Giuseppe Brenna, il fattore che ne promosse la costruzione, è stata recuperata e ora arricchisce l’area picnic adiacente al laghetto.

Cesare Borgonovo

Proseguendo lungo il percorso, Cesare Borgonovo ha illustrato il lavoro delle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) del parco, soffermandosi in particolare sul censimento degli scoiattoli, svolto in collaborazione con l’Università di Torino. Il gruppo ha poi raggiunto la Zoca dei Pirutit, un laghetto di origine artificiale creato in quella che un tempo era una cava di argilla.

Piazza Vittorio Veneto

La giornata si è conclusa a Meda, dove il gruppo è stato accolto dagli Amici dell’Arte e dalla Pro Loco Promeda. Per gli Amici dell’Arte di Meda, la presidente Cecilia Cattaneo ha dato il benvenuto, mentre la visita guidata alla Chiesa di San Vittore è stata curata dalla professoressa Giusy Napolitano.

L'interno della Chiesa di San Vittore

La Chiesa di San Vittore, costruita a partire dal 1520, è un gioiello rinascimentale noto per le decorazioni attribuite alla scuola leonardesca, tanto da essere soprannominata la "Cappella Sistina" della Brianza. Progettata con una doppia navata per separare gli spazi delle monache da quelli dei fedeli, la chiesa ospita un ciclo di affreschi attribuiti a Bernardino Luini e ai suoi figli, realizzati tra il 1520 e il 1525. Parte di un antico monastero benedettino fondato intorno all’830 e visitato dall’imperatore Enrico VI nel 1194, la chiesa venne rinnovata nel XVII secolo dalla badessa Prassede Lodi, che commissionò un altare maggiore con una pala di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano.

Villa Antona Traversa

Dopo la soppressione napoleonica del monastero nel 1798, l’architetto Leopoldo Pollack trasformò il complesso in una villa di delizia – oggi proprietà della famiglia Antona Traversi – mantenendo intatta solo la chiesa. Oggi, San Vittore conserva affreschi che adornano la navata, raffiguranti santi e motivi ornamentali attribuiti alla bottega di Luini.

Luigi Tagliabue mentre accompagna i visitatori

La visita è proseguita con la scoperta di Villa Traversi e Piazza Vittorio Veneto, accompagnati da Luigi Tagliabue del direttivo della Pro Loco Promeda. La passeggiata si è conclusa con una tappa al Santuario del Santo Crocifisso, guidata da Franco Colombo, sempre della Pro Loco.

Franco Colombo all'interno della Chiesa del Santo Crocifisso

Il santuario, le cui origini risalgono all’XI secolo con la Chiesa di Santa Maria Nascente, è noto per le decorazioni di Luigi Morgari e le statue dei santi fondatori di Meda, Aimo e Vermondo. Un evento prodigioso avvenuto nel 1813, in cui un fulmine attraversò l’edificio senza causare feriti, ha accresciuto la fama del luogo come centro di culto del Santo Crocifisso.

La facciata della Chiesa di San Vittore

Questa passeggiata, ricca di storia, natura e cultura, ha regalato ai partecipanti un’esperienza indimenticabile. La Brianza si conferma una terra dai mille volti, capace di sorprendere e incantare chiunque voglia esplorarla. Un appuntamento imperdibile per chi ama il connubio tra passato e presente, tra uomo e paesaggio.


Foto di Gianni Casiraghi e Zeno Celotto

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