sabato 25 aprile 2026

Macherio, Pedemontana e PL24: nuove voci contro la “polverizzazione”


Dopo la pubblicazione del nostro precedente post sul futuro del Progetto Locale 24 (PL24), abbiamo ricevuto diversi riscontri. Tra questi il contributo di Sinistra e Ambiente Meda, da tempo impegnata – insieme ad altre realtà del territorio – nel monitoraggio e nell’analisi degli effetti legati alla realizzazione di Pedemontana.

Il loro intervento non introduce elementi del tutto nuovi, ma rafforza e conferma, con parole nette, le preoccupazioni già espresse nei mesi scorsi da più soggetti ambientalisti della Brianza. Proprio per questo merita di essere riportato in modo ampio.

“In qualità di gruppo ambientalista che da tempo si occupa della vicenda Pedemontana, insieme con il Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale, Legambiente Seveso e il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza, abbiamo cercato di interloquire con l’amministrazione [...] per convincerla dell’importanza di mantenere il progetto originale di Compensazione Ambientale del PL24, anche se abbandonato da Lissone, vista la sua unicità.”

Un passaggio che richiama un elemento centrale: il tentativo – documentato – di aprire un confronto con l’amministrazione per preservare l’impianto originario del progetto. Tentativo che, a quanto emerge, non ha portato ai risultati sperati.

“Macherio, dopo iniziali incertezze, ha scelto la strada peggiore, cioè quella di frammentare gli interventi sul suo territorio comunale su superfici scollegate.”

Il giudizio è netto e non lascia spazio a interpretazioni: la frammentazione viene definita esplicitamente come l’opzione più negativa tra quelle possibili.

“Questa scelta inficia lo scopo e l’obiettivo originale delle Compensazioni Ambientali per ricucire parzialmente un territorio devastato dall’autostrada Pedemontana Lombarda.”

Qui si torna al punto chiave già evidenziato nel nostro articolo: senza una visione unitaria, la compensazione perde la sua funzione principale, ovvero quella di riequilibrare – almeno in parte – l’impatto di un’infrastruttura estremamente invasiva.

“Anche dinanzi al disastro conseguente alla realizzazione dell’infrastruttura, l’amministrazione ha scelto una logica d’intervento minimale che non consentirà di realizzare una progettazione ambientale compatta e significativa.”

Un’ulteriore critica che introduce un tema importante: non solo la frammentazione, ma anche la scala degli interventi, giudicata insufficiente rispetto alla portata dell’impatto ambientale.

“Tristezza infinita nel verificare che alcune amministrazioni sono ben lontane dallo spendersi efficacemente per preservare il proprio territorio.”

Una chiusura amara, che esprime chiaramente il sentimento di frustrazione di chi, da anni, segue da vicino questa vicenda.

E, ancora una volta, torna la domanda di fondo: può esistere una compensazione ambientale efficace senza una visione unitaria? 

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