| Il defunto Progetto Locale 24 di Pedemontana |
C’erano tutti i segnali. C’erano le preoccupazioni espresse chiaramente, nero su bianco, un anno fa (leggi qui). Eppure oggi ci troviamo esattamente nel punto che avevamo cercato di evitare: lo smantellamento del Progetto Locale 24 (PL24) attraverso quella che viene definita, con un termine fin troppo edulcorato, una “polverizzazione” degli interventi.
Il comunicato diffuso da Progetto Macherio – e che trovate al termine di questo post – parla chiaro: l’amministrazione comunale si appresta a presentare un protocollo d’intesa con Pedemontana che stravolge completamente il progetto di compensazione ambientale sull’area di Bareggia – via Edison, frammentandolo in cinque interventi “altrove”. Una scelta che non solo cambia direzione, ma rinnega apertamente l’impianto originario del Masterplan del 2009.
Non conosciamo, al momento, la proposta alternativa avanzata da Progetto Macherio e su questo non esprimiamo alcun giudizio. Ma su ciò che invece è ormai evidente – la disgregazione del PL24 – non si può tacere.
Già nel marzo 2025, diverse associazioni ambientaliste della Brianza – Osservatorio PTCP Monza e Brianza, Legambiente Circolo Laura Conti Seveso, Sinistra e Ambiente Meda, Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale – avevano espresso forti timori rispetto a questa deriva. Durante l’incontro con l’amministrazione comunale, era emersa chiaramente la possibilità che le risorse destinate alla compensazione ambientale venissero disperse in una serie di piccoli interventi scollegati tra loro, con il rischio concreto di snaturare il progetto originario.
Quel progetto non era un’idea astratta: rappresentava una visione organica di rigenerazione ecologica, capace di restituire continuità ambientale a un territorio già pesantemente compromesso. L’acquisizione pubblica delle aree, la riforestazione, la creazione di corridoi ecologici e percorsi ciclopedonali: tutto concorreva a costruire un sistema, non una somma di interventi isolati.
Le associazioni lo avevano detto chiaramente: frammentare il PL24 avrebbe significato ridurne drasticamente l’efficacia, aumentare i costi di gestione e perdere un’occasione unica per il territorio.
Oggi, quella previsione si sta concretizzando. La “polverizzazione” del PL24 non è solo una scelta discutibile: è una scelta che svuota il concetto stesso di compensazione ambientale.
Le compensazioni, per loro natura, dovrebbero riequilibrare – almeno in parte – l’impatto di un’infrastruttura pesante come Pedemontana. Ma perché ciò avvenga, serve una visione unitaria, una massa critica di intervento, una progettualità coerente.
Spezzettare tutto in cinque interventi “altrove” significa invece ridurre l’impatto a livello simbolico più che reale. Significa trasformare una strategia ambientale in una serie di operazioni scollegate, incapaci di incidere davvero sul territorio.
E qui si apre una questione ancora più profonda, che va oltre le scelte degli ultimi mesi. Quando il progetto di Pedemontana è stato presentato, uno degli elementi chiave utilizzati per renderlo accettabile era proprio il sistema delle compensazioni ambientali. Ai territori è stato detto: l’impatto sarà mitigato, ci saranno interventi di riequilibrio, nasceranno nuove aree verdi, verrà restituito valore ambientale. Oggi scopriamo che quei progetti vengono disattesi, ridimensionati, frammentati.
La domanda, allora, non riguarda solo l’attuale amministrazione. Riguarda l’intera filiera decisionale che, negli anni, ha sostenuto e promosso l’opera facendo leva anche su quelle promesse. Che valore avevano, allora, quelle compensazioni? Erano parte integrante di una visione o semplicemente uno strumento per rendere più digeribile un’infrastruttura altamente impattante? Perché se oggi possono essere smontate e “polverizzate” con relativa facilità, il dubbio è legittimo.
Disperdere le risorse in interventi sparsi significa, nei fatti, rinunciare a un vero progetto di compensazione ambientale.
Significa rinunciare alla possibilità di creare un’area verde continua e fruibile, capace di collegarsi alle residue zone naturali della Brianza.
Significa compromettere la valorizzazione di un contesto storico e paesaggistico unico, che comprende anche l’Oratorio di Santa Margherita alle Torrette.
Significa, soprattutto, non contrastare in modo adeguato l’impatto devastante di Pedemontana, che già sta dividendo il territorio comunale e compromettendo la qualità della vita dei cittadini.
In altre parole: si perde una visione, si perde un’occasione, si perde futuro.
Un appello alla partecipazione
Il consiglio comunale del 23 aprile non è un passaggio qualunque. È un momento decisivo.
Per questo è fondamentale che la cittadinanza partecipi. Non per assistere passivamente, ma per testimoniare con una presenza civile e nel pieno rispetto delle regole l’importanza di una scelta che riguarda il futuro del territorio. Perché quello che sta accadendo oggi non è una sorpresa. È l’esito di un percorso che era stato previsto, denunciato e – purtroppo – non evitato. E proprio per questo non può passare sotto silenzio.
Giovedì 23 aprile alle ore 21,00 ci sarà il consiglio comunale. Oltre alla presentazione del bilancio consuntivo del 2025, l'amministrazione in carica presenterà un protocollo d'intesa con Pedemontana nel quale verrà stravolto il progetto di compensazione ambientale sull'area attualmente utilizzata come deposito terra (Bareggia-via Edison) presentato sin dal 2009 polverizzandolo in 5 interventi "altrove"..... Progetto Macherio Bareggia ha presentato una proposta alternativa che verrà anch'essa discussa in Consiglio Comunale. Mai come ora è necessario che la cittadinanza sia presente al Consiglio Comunale, in presenza o in diretta streaming, visto che in gioco c'è il futuro del territorio in cui viviamo. Vi invitiamo pertanto a partecipare e a diffondere ai vostri contatti questo appello.
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