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venerdì 17 luglio 2026

Meda, una visione oltre i sottopassi: il sovrappasso che unisce persone, parchi e territori


Dopo lo stop al progetto del sottopasso di via Trieste e il finanziamento del tratto della ciclovia Milano–Meda che attraverserà Meda, il dibattito sul superamento della linea ferroviaria torna al centro della discussione cittadina.

Con un comunicato diffuso il 16 luglio, il Comitato Cittadino Superamento Ferrovia propone di «andare oltre i sottopassi» e di concentrare gli sforzi sulla realizzazione del sovrappasso di via Busnelli, ritenuto la soluzione più efficace sia per la mobilità automobilistica sia per quella ciclabile e pedonale.


Secondo il Comitato, «il sovrappasso in Via Busnelli è la vera alternativa praticabile, sostenibile, economica e di rapida realizzazione che consentirà anche di completare il disegno della "tangenziale per Lentate" sfruttando la viabilità già esistente».


Il comunicato prende le mosse da due recenti sviluppi che, secondo i promotori, cambiano il quadro della mobilità medese.

Da un lato, «il sottopasso di Via Trieste è stato archiviato (per il momento?)»; dall'altro, «è stato interamente finanziato il tratto della ciclovia Milano-Meda che percorrerà via Trieste e via Einaudi per collegare il Parco Groane-Brughiera con il Parco GruBria a Seregno».


Per il Comitato questa rappresenta anche «l'occasione per approfondire il necessario superamento della linea FNM in quell'area», inserendo il tema ferroviario all'interno di una visione più ampia della mobilità sostenibile.

Il passaggio più netto del documento riguarda il futuro degli altri progetti di attraversamento della ferrovia.


Secondo il Comitato è infatti «il momento di andare "oltre", abbandonando anche l'insensato sottopasso di Via Seveso Cadorna e puntare decisamente sul sovrappasso il cui progetto, pronto da anni, può essere realizzato in breve tempo abbinandolo agli interventi dell'AT1 e sulle ferrovie in via Busnelli».

Una presa di posizione che rilancia un progetto già noto nel dibattito locale e che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe diventare il fulcro della futura rete viaria.

Nel comunicato il sovrappasso viene inserito in un disegno infrastrutturale più ampio.

Il Comitato sostiene infatti che «il sovrappasso diverrà elemento fondamentale della "tangenziale per Lentate" che verrà realizzata sulla viabilità esistente, collegando lo svincolo di Meda della Milano-Meda con la rotatoria di via Manzoni–via Angeli Custodi, via XXIV Maggio e via Brianza di Lentate fino al sottopasso di Camnago, anche a servizio delle attività produttive presenti».


Grande attenzione viene dedicata anche alla mobilità dolce. Secondo il Comitato, «la pista ciclopedonale che affiancherà il sovrappasso, finanziata da Pedemontana insieme ad altri interventi "verdi" previsti e in parte già realizzati in Valle Mulini a Meda, collegherà il Parco Groane-Brughiera e la Meda-Montorfano con il Bosco delle Querce di Seveso e Meda».


Il percorso proseguirebbe poi verso il Bosco delle Querce e via Vignazzola, fino a raggiungere la ciclovia Milano-Meda nel Parco GruBria, «completando la circonvallazione ciclopedonale di Meda».

Se realizzato, il progetto consentirebbe quindi di creare una connessione continua tra alcuni dei principali sistemi verdi della Brianza occidentale, rafforzando la rete della mobilità ciclabile e le connessioni ecologiche tra i parchi.

Conferenza stampa il 20 luglio

Per illustrare nel dettaglio la proposta, il Comitato Cittadino Superamento Ferrovia, insieme al WWF Insubria, ha convocato una conferenza stampa che si terrà lunedì 20 luglio 2026 alle ore 18, presso il Polo Design Lab di via Grado 12 a Meda.

L'incontro sarà l'occasione per presentare il progetto del sovrappasso di via Busnelli e la proposta di una rete ciclopedonale che, nelle intenzioni dei promotori, rappresenta un'alternativa ai tradizionali interventi basati sui sottopassi ferroviari.

sabato 4 luglio 2026

PTCP della Provincia di Varese: WWF Insubria chiede più tutela per suolo, corridoi ecologici e rigenerazione urbana


Il WWF Insubria interviene nel dibattito sulla pianificazione territoriale della Provincia di Varese, inviando in questi giorni una serie di osservazioni sul Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), attualmente in fase di revisione.

Un documento articolato, composto da sette punti principali, che punta a rafforzare la tutela del paesaggio, della biodiversità e della salute pubblica. Al centro, una richiesta netta: ridurre drasticamente il consumo di suolo e invertire la rotta rispetto alla frammentazione del territorio.

Le osservazioni dell’associazione si concentrano in particolare sugli ambiti di Malpensa, del Sempione e del Saronnese, dove il piano provinciale segnala ormai una “residua presenza di aree libere”. Per il WWF Insubria non è più sufficiente contenere l’espansione urbanistica: serve un cambio di paradigma. Come sottolinea il vicepresidente dell’associazione, Matteo Colaone, “in queste aree non si tratta più di contenere il consumo di suolo, ma di arrivare progressivamente ad azzerarlo”. L’indicazione è chiara: evitare nuove edificazioni su aree vergini e puntare invece sul recupero del patrimonio edilizio esistente. “Ogni nuova trasformazione irreversibile del suolo rappresenta una perdita che il territorio non può più permettersi”, aggiunge Colaone.

Tra le richieste rivolte alla Provincia c’è anche quella di costruire un quadro conoscitivo aggiornato, Comune per Comune, su case sfitte, aree dismesse e potenzialità di rigenerazione. L’obiettivo è orientare le politiche urbanistiche verso il riuso dell’esistente e ridurre la pressione sul territorio. In questo senso, il WWF Insubria sollecita anche interventi di depavimentazione e strategie contro le isole di calore urbane, in linea con i modelli più avanzati di “città spugna”. “Rigenerare significa anche restituire spazio alla natura dentro i contesti urbani”, osserva ancora Colaone, “non solo costruire in modo diverso, ma anche disfare ciò che non è più necessario”.

Uno dei punti più delicati riguarda la tutela dei corridoi ecologici, già individuati e confermati dal PTCP. Secondo il WWF Insubria, queste aree non devono essere compromesse da nuove urbanizzazioni, soprattutto in un territorio già fortemente frammentato. Il tema si intreccia con una vicenda concreta: la localizzazione del nuovo canile di Varese in località “i Duni”, ricadente in un corridoio ecologico che collega due PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale). Il WWF Insubria, insieme ad altri soggetti, ha presentato ricorso contro il progetto. “Comprendiamo la necessità di risolvere le criticità del canile attuale”, afferma Colaone, “ma non possiamo accettare soluzioni che interrompano un corridoio ecologico strategico per la fauna e per la connessione tra aree protette”. L’associazione ribadisce inoltre una proposta alternativa: individuare aree dismesse o già urbanizzate, servite da infrastrutture, in grado di ospitare la struttura senza impatti su habitat di pregio.

Tra gli elementi accolti positivamente c’è la ricostituzione della Commissione Provinciale per l’Ambiente Naturale, tornata operativa dopo diversi anni di inattività. L’organismo riunisce dieci esperti e ha tra i propri compiti quello di esprimere pareri su riserve naturali, studi paesaggistici e possibili nuove aree protette. Tra i nominati figura proprio Matteo Colaone, designato dalle associazioni ambientaliste. “È uno spazio importante di confronto tecnico e scientifico che può incidere concretamente sulle scelte territoriali”, commenta Colaone, “a patto che venga messo realmente in condizione di lavorare sulle priorità ambientali del territorio”.

Nel complesso, WWF Insubria chiede un salto di qualità nella pianificazione provinciale: più coordinamento tra livelli istituzionali, meno consumo di suolo, maggiore attenzione alle connessioni ecologiche e una visione integrata del territorio. “Il PTCP è uno strumento decisivo”, conclude Colaone, “e deve essere all’altezza delle sfide ambientali che non sono più rimandabili”.

domenica 14 giugno 2026

🌱 aGREENment: il territorio fa squadra per la transizione climatica


È ufficialmente partita “aGREENment”, la Strategia di Transizione Climatica promossa dal Parco GruBrìa insieme ai Comuni di Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Seregno, con il contributo di diverse altre realtà come Fondazione Cariplo, BrianzAcque e WWF Insubria.

In un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più evidenti, tra ondate di calore e piogge intense, il territorio sceglie di reagire unendo forze, competenze e visione.

Su un’area di 40 km² e una comunità di 150.000 abitanti, aGREENment guarda al 2030 e al 2040 con azioni concrete su quattro fronti:
🔸 mitigazione delle emissioni
🔸 adattamento e resilienza
🔸 sviluppo territoriale sostenibile
🔸 costruzione di un’alleanza climatica locale

martedì 28 aprile 2026

Parco GruBrìa: anche Giussano entra nel percorso verso il Parco Regionale del Seveso

In alto, in verde scuro, le aree giussanesi che entreranno nel nuovo Parco

Dopo aver raccontato dell’adesione del Comune di Meda al futuro Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale, un nuovo tassello si aggiunge a questo percorso: anche Giussano ha formalmente deciso di entrare in questa progettualità.

La scelta è arrivata in una data simbolica, quella del 22 aprile, Giornata della Terra, quando il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la richiesta di istituzione e adesione al nuovo Parco Regionale.

Un passaggio che il Comune definisce chiaramente come strategico: “Si tratta di un passaggio strategico nell’ottica della pianificazione territoriale che inserisce anche Giussano all’interno di una progettualità finalizzata a rafforzare la tutela del verde, salvaguardare le aree ancora libere e costruire una rete ecologica sovracomunale.” Un elemento importante, soprattutto se letto alla luce del contesto brianzolo, dove la pressione urbanistica e infrastrutturale continua a ridurre e frammentare gli spazi aperti. Il progetto del nuovo Parco Regionale nasce infatti dall’evoluzione del PLIS GruBrìa, un sistema che già oggi supera i 2.000 ettari e che interessa numerosi comuni tra la provincia di Monza e Brianza e la Città Metropolitana di Milano. “Proprio per rispondere a queste criticità, i Comuni già aderenti hanno promosso la trasformazione in parco regionale, con l’obiettivo di incrementare il livello di tutela ambientale e accedere a maggiori risorse per interventi di riqualificazione e sviluppo sostenibile.” È in questo quadro che si inserisce la decisione di Giussano, che pur non facendo parte finora del PLIS GruBrìa ha scelto di aderire, riconoscendo il valore più ampio dell’iniziativa.

Dettaglio delle nuove aree di Giussano che entreranno nel nuovo parco

Le parole del sindaco Marco Citterio chiariscono bene il senso politico e amministrativo della scelta: “Con questa scelta Giussano compie un passo importante nella direzione della tutela del proprio territorio e della qualità della vita dei cittadini. In un contesto come il nostro fortemente urbanizzato, rafforzare la presenza di verde e mettere in sicurezza le aree ancora libere significa investire concretamente sul futuro della nostra comunità e delle nuove generazioni.”

Non solo tutela, ma anche opportunità: “Questa decisione rappresenta anche un’opportunità strategica per sviluppare una progettualità di medio e lungo periodo, permettendo al Comune di partecipare a bandi pubblici e accedere a risorse dedicate alla riqualificazione ambientale, alla mobilità sostenibile e alla valorizzazione del territorio.” Un passaggio particolarmente rilevante riguarda il tema – sempre più attuale – della gestione del suolo e dei rischi ambientali: “Preservare terreni permeabili e non edificati significa garantire la presenza di suoli in grado di assorbire l’acqua, contribuendo a ridurre il rischio idrogeologico e a mitigare gli effetti degli eventi meteorologici sempre più intensi.”

Accanto alle valutazioni positive, non sono mancate anche letture critiche. Sui social è intervenuto Gianni Del Pero, già presidente di WWF Lombardia e attuale vicepresidente di WWF Insubria, che ha evidenziato le contraddizioni del Comune di Giussano, ricordando come in passato siano state assunte scelte urbanistiche fortemente impattanti, tra cui la realizzazione del centro commerciale Iperal. Una critica che, sul piano sostanziale, richiama un tema reale: la difficoltà di conciliare nuove politiche di tutela con un passato segnato da significativo consumo di suolo. Meno convincente appare invece il tono ironico utilizzato nel definire il progetto del Parco del Seveso, che rischia di spostare il confronto dal merito delle scelte a una contrapposizione poco utile. Resta infatti un dato: l’adesione al futuro Parco Regionale rappresenta comunque un passo nella direzione della tutela delle aree verdi residue. Un passo che non cancella le scelte del passato, ma che può contribuire – se accompagnato da coerenza nelle decisioni future – a costruire una visione diversa per il territorio.

Il percorso, naturalmente, è ancora lungo: “Nei prossimi mesi Regione Lombardia procederà con la convocazione della conferenza programmatica che definirà il perimetro definitivo del Parco e ne avvierà formalmente l’istituzione.” Nel frattempo, il quadro che emerge è sempre più chiaro: accanto a scelte che continuano a consumare e frammentare il territorio, si stanno muovendo anche processi che puntano – almeno nelle intenzioni – a ricostruire una rete ecologica e a rafforzare gli strumenti di tutela. Una contraddizione che attraversa tutta la Brianza e che rende ancora più decisivo ciò che accadrà nei prossimi mesi.

giovedì 16 aprile 2026

Laghetto San Carlo di Seregno: equilibrio naturale e impegno condiviso per la sua tutela


Negli ultimi giorni, sulla pagina Facebook del Comune di Seregno è apparso un comunicato che richiama l’attenzione su uno dei luoghi più preziosi dal punto di vista ambientale del territorio: il Laghetto San Carlo. Un piccolo ecosistema urbano che, nel tempo, si è rivelato un vero e proprio presidio di biodiversità, capace di ospitare numerose specie vegetali e animali e di offrire opportunità di osservazione naturalistica e di educazione ambientale.

Il Comune ha voluto rassicurare i cittadini in merito al recente abbassamento del livello dell’acqua, sottolineando come si tratti di un fenomeno naturale, legato principalmente all’andamento delle precipitazioni e alle dinamiche stagionali. Ambienti umidi di questo tipo sono infatti caratterizzati da equilibri variabili, ai quali le specie presenti risultano adattate. Intervenire artificialmente per mantenere costante il livello idrico - ad esempio tramite l’immissione di acqua dall’acquedotto - rappresenta una soluzione da adottare solo in casi eccezionali, per evitare alterazioni dovute alla presenza di cloro e ad altri fattori che potrebbero compromettere l’ecosistema.

Accanto alle valutazioni attualmente in corso, portate avanti con il supporto dei tecnici del Parco GruBrìa, è importante ricordare che il Laghetto San Carlo non è mai stato lasciato a sé stesso. Da anni, infatti, è oggetto di un monitoraggio costante grazie all’impegno dei volontari di Legambiente e WWF, che hanno contribuito a raccogliere dati, osservazioni e a mantenere alta l’attenzione sul suo stato di salute.

A questo lavoro si è aggiunto più recentemente anche il contributo del Comitato di Quartiere, che si è reso disponibile a collaborare nelle attività di controllo e tutela, rafforzando così una rete di cittadinanza attiva sempre più fondamentale per la salvaguardia dei beni comuni.

Non meno rilevante è l’opera di sensibilizzazione culturale portata avanti dal Circolo culturale “Seregn de la memoria”, che negli anni ha organizzato visite guidate e momenti divulgativi, avvicinando cittadini alla conoscenza del laghetto e della sua storia. Un lavoro prezioso, perché la tutela dell’ambiente passa anche, e soprattutto, dalla consapevolezza.

Un punto di riferimento importante è inoltre il blog “Laghetto di San Carlo - Seregno”, che con osservazioni puntuali e costanti documenta la vita dell’area: censimenti delle specie vegetali e faunistiche, aggiornamenti sullo stato dei luoghi e una ricca documentazione fotografica che restituisce, stagione dopo stagione, l’evoluzione di questo ecosistema.

In questo contesto, il coinvolgimento dei tecnici del Parco rappresenta un ulteriore elemento positivo, capace di integrare competenze scientifiche e conoscenza del territorio con il lavoro, spesso silenzioso ma fondamentale, dei volontari.

Il messaggio che emerge è chiaro: la tutela del Laghetto San Carlo è il risultato di un impegno collettivo. Le istituzioni, le associazioni e i cittadini possono, e devono, lavorare insieme per preservare questo spazio naturale.

Le attività di volontariato restano non solo benvenute, ma indispensabili. Chi desidera contribuire concretamente può mettersi in contatto con il Comitato di Quartiere o con le associazioni ambientaliste attive sul territorio. Rimboccarsi le maniche, in questo caso, significa prendersi cura di un patrimonio comune che appartiene a tutta la comunità.

giovedì 9 aprile 2026

Tra sentieri e racconti: festa per i 50 anni dell’Oasi WWF delle Torbiere di Albate Bassone


In occasione del 50° anniversario dalla sua fondazione, l’Oasi Torbiere di Albate Bassone si prepara ad accogliere il pubblico con una giornata speciale all’insegna della natura, della scoperta e della condivisione. L’evento, promosso dal WWF Insubria, si terrà il 12 aprile 2026 presso l’area naturale situata in via al Piano, ad Albate (Como).

La ricorrenza rappresenta un traguardo significativo per una delle realtà naturalistiche più importanti del territorio, da decenni impegnata nella tutela della biodiversità e nella sensibilizzazione ambientale. Per celebrare questa importante occasione, è stato organizzato un ricco programma di attività pensato per coinvolgere visitatori di tutte le età.

La giornata avrà inizio alle ore 10.00 con una prima escursione guidata lungo il perimetro dell’Oasi, offrendo ai partecipanti l’opportunità di esplorare l’ambiente naturale e conoscerne le peculiarità grazie alla guida di esperti. Alle ore 11.00 seguirà un laboratorio speciale condotto dalla scrittrice naturalista Manuela Mariani, che accompagnerà il pubblico in un’esperienza educativa e coinvolgente.

Nel pomeriggio, alle ore 14.30, sarà proposta una seconda escursione guidata, pensata per chi non ha potuto partecipare alla sessione mattutina o desidera approfondire ulteriormente la conoscenza dell’Oasi. La giornata si concluderà alle ore 15.30 con un secondo laboratorio insieme a Manuela Mariani.

Durante i laboratori, l’autrice leggerà brani tratti dal suo libro “Il diario di Lupina” e coinvolgerà i partecipanti attraverso attività didattiche interattive. L’iniziativa è pensata in particolare per le famiglie con bambini dai 5 anni in su, offrendo un’occasione educativa e divertente a contatto con la natura.

La partecipazione agli eventi è gratuita, ma è richiesta la prenotazione. Per informazioni e iscrizioni al laboratorio è possibile contattare il numero 3312976315 oppure scrivere all’indirizzo email wwfinsubria@gmail.com. È inoltre disponibile una pagina dedicata sul sito del WWF per completare l’iscrizione online.

martedì 24 marzo 2026

Meda riscopre la Valle dei Mulini: nasce il “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”


La città di Meda si prepara a riannodare i fili della propria memoria collettiva attraverso un’iniziativa che intreccia ambiente, storia e partecipazione. Venerdì 27 e sabato 28 marzo saranno infatti dedicati alla doppia inaugurazione del nuovo “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”, un percorso naturalistico restituito alla comunità medese come luogo di connessione tra paesaggio e identità locale.

Il progetto, promosso da WWF Insubria insieme al Circolo XX Settembre – Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, alla Cooperativa sociale La Brughiera Onlus e al Comune di Meda, rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra associazioni, istituzioni e cittadinanza attiva. Fondamentale anche il coinvolgimento delle scuole del territorio, chiamate a partecipare in prima persona alla riscoperta e alla cura degli spazi verdi.


Il nuovo sentiero si inserisce nel contesto della Valle dei Mulini e mira a restituire continuità a un paesaggio segnato nel tempo da trasformazioni e frammentazioni. Non si tratta soltanto di un intervento di riqualificazione, ma di un’azione culturale che invita a rileggere il territorio attraverso le tracce del passato e le sfide del presente.

In questo solco si colloca anche la proposta del WWF di dedicare idealmente il percorso alla memoria di Corrado Marelli, figura significativa per la tutela del verde a Meda e per lo sviluppo dei progetti di forestazione urbana. Un’iniziativa che, pur non configurandosi come un’intitolazione formale, intende riconoscere il contributo di chi ha lavorato concretamente per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio.


L’inaugurazione del sentiero sarà accompagnata da ulteriori interventi di arricchimento ambientale: la messa a dimora di circa trenta tra alberi e arbusti, forniti da ERSAF Lombardia, e l’installazione di quattro casette-nido realizzate da giovani coinvolti in cooperative socio-solidali. Azioni concrete che contribuiscono a rafforzare il valore educativo del progetto.

Il primo appuntamento, riservato alle scuole e ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, si terrà venerdì 27 marzo a partire dalla mattina, con ritrovo presso l’ingresso delle scuole Anna Frank. Sarà un momento dedicato soprattutto alle nuove generazioni, protagoniste di un percorso di educazione ambientale che trova nel territorio il suo laboratorio privilegiato.

La giornata di sabato 28 marzo, invece, sarà aperta a tutta la cittadinanza. A partire dalle ore 11, in concomitanza con l’Earth Hour WWF 2026 Italia, la comunità sarà invitata a partecipare all’inaugurazione pubblica del sentiero. L’accesso sarà consentito esclusivamente a piedi, scelta coerente con lo spirito dell’iniziativa e con l’idea di una fruizione lenta e sostenibile degli spazi naturali.

lunedì 16 marzo 2026

Meda: una camminata con le scuole per inaugurare il Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino


Nei prossimi giorni sarà inaugurato il “Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino”, un percorso naturalistico che restituisce alla città di Meda un collegamento tra natura, storia e memoria del territorio. L’iniziativa è promossa dal WWF Insubria, con il coinvolgimento delle scuole del territorio e il supporto dell’amministrazione comunale e di numerosi volontari.

Il primo appuntamento è previsto venerdì 27 marzo dalle ore 10 alle ore 11, quando si terrà una "camminatina" inaugurale insieme agli studenti della scuola primaria Istituto Comprensivo Diaz e a una delegazione della scuola secondaria Anna Frank. Alla passeggiata parteciperanno anche i volontari delle associazioni che hanno contribuito ai lavori di recupero del percorso.


Il breve itinerario, di poco più di 400 metri, partirà dal parcheggio interno della scuola Anna Frank e condurrà fino all’area boscata accanto al Vecchio Mulino di Meda, uno degli elementi storici più significativi della zona della Vigna. Lungo il sentiero saranno installati pannelli informativi e una bacheca nei pressi del mulino, che accompagneranno i visitatori alla scoperta delle caratteristiche naturalistiche e storiche dell’area.

Il progetto nasce al termine di un primo ciclo di interventi di forestazione e manutenzione delle aree verdi vicine ai plessi scolastici e ai principali elementi di interesse storico-ambientale della zona. Nell’ambito dell’iniziativa, il WWF Insubria ha proposto di dedicare il sentiero alla memoria di Corrado Marelli.

A sinistra il frutteto, a desta il bosco di carpini e querce

Un secondo momento di inaugurazione, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà sabato 28 marzo dalle ore 11 con accesso dalla prosecuzione di via Molino, in occasione della Earth Hour 2026, la mobilitazione globale per l’ambiente promossa dal WWF. Durante la giornata verranno messe a dimora altre venti essenze vegetali per delineare il viale di accesso al sentiero dal lato sud-est e saranno installate alcune casette-nido per gli uccelli.

lunedì 2 marzo 2026

Una proposta per custodire la memoria: due steli al Bosco delle Querce di Seveso e Meda


Il WWF Insubria ha avanzato una proposta simbolica e fortemente evocativa ai Comuni di Seveso e Meda, in vista del cinquantesimo anniversario dell’incidente dell’Icmesa del 10 luglio 1976, passato alla storia come la tragedia della diossina di Seveso.

La proposta, formalizzata in una lettera indirizzata ai sindaci Alessia Borroni e Luca Santambrogio e per conoscenza ad assessori e consiglieri comunali, è stata presentata da Maurizio Borghi, presidente di WWF Insubria, insieme a Gianni Del Pero, vicepresidente dell’associazione. Essa prevede l’“innalzamento di una stele” in ciascuna delle due vasche presenti nel Bosco delle Querce di Seveso e Meda, luoghi che custodiscono la memoria materiale e immateriale dell’incidente.

Le steli, che riporterebbero incise le date 10 luglio 1976 – 10 luglio 2026, vorrebbero rappresentare un simbolo di risarcimento ambientale, di rinascita del territorio e, al tempo stesso, un monito per le generazioni future. Il WWF sottolinea come il muro di recinzione dell’ex stabilimento Icmesa sia solo l’elemento più visibile di una memoria ben più profonda: sotto le colline artificiali del Bosco delle Querce sono custoditi circa 80.000 metri cubi di materiali a Meda e 200.000 a Seveso, contenenti terra contaminata, macerie della fabbrica e delle abitazioni demolite, ma anche i ricordi e le vite delle persone evacuate.

Nel documento viene ricordato il legame storico tra il WWF e i due Comuni, nato proprio a seguito dell’incidente del 1976 e consolidatosi nel tempo attraverso la gestione di oasi naturalistiche, iniziative ambientali e interventi di forestazione urbana. Un rapporto che oggi si inserisce in un contesto ancora più significativo grazie al recente riconoscimento del Marchio del Patrimonio Europeo attribuito al Bosco delle Querce.

Secondo i promotori, collocare le due steli sulle cosiddette “Colline della Memoria” di Seveso e Meda significherebbe dare una forma tangibile a una storia condivisa, trasformando un luogo di dolore in uno spazio di consapevolezza, responsabilità e speranza per il futuro.

venerdì 27 febbraio 2026

SOS Rospi sul Lago di Como: servono volontari per salvare la colonia di Bufo bufo


Da oltre 25 anni, ogni primavera, un gruppo di volontari e volontarie si mobilita per salvare una delle più numerose colonie di rospo comune (Bufo bufo) della Lombardia. Oggi però questa lunga storia di tutela rischia di interrompersi: mancano volontari, e la colonia è in serio pericolo.

L’appello arriva dal territorio del Lago di Como, in particolare dal comune di Lezzeno, nelle località Cavagnola e Crotto del Misto, dove ogni anno si svolge l’ormai storica Operazione Bufo Bufo.

Il rospo comune (Bufo bufo) è un anfibio anuro (senza coda) fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi, ma sempre più minacciato da cambiamenti climatici, frammentazione degli habitat e traffico stradale.

Tra fine marzo e inizio maggio, con l’aumento delle temperature, i rospi si risvegliano dal letargo invernale e scendono dai boschi verso il lago per la deposizione delle uova. Durante questo tragitto sono però costretti ad attraversare strade molto trafficate, dove rischiano di essere schiacciati dalle auto. In poche settimane, intere colonie possono scomparire.

I volontari, organizzati in turni serali e notturni, raccolgono i rospi trovati sulla carreggiata o lungo le barriere, li mettono in secchi e li rilasciano in sicurezza sul lato corretto della strada, permettendo loro di raggiungere l’area riproduttiva.

Un gesto semplice ma decisivo: il salvataggio di Bufo bufo non è solo un atto di tutela della biodiversità, ma anche un investimento nella salute dell’ecosistema di cui facciamo parte.

Cosa serve per partecipare

Non è richiesta alcuna competenza specifica, solo attenzione e disponibilità. Il kit consigliato comprende:

  • gilet catarifrangente
  • secchio
  • torcia potente
  • guanti in lattice
  • scarpe comode (meglio antipioggia)
  • k-way o giacca impermeabile
  • smartphone

Un appello urgente

Quest’anno il gruppo storico di volontari è ridotto all’osso e il rischio concreto è di dover abbandonare una colonia protetta da oltre due decenni.

Per questo lanciamo un appello a chi vive sul territorio e nei dintorni, ma anche a chi può offrire qualche turno occasionale o semplicemente far girare la notizia.

Come dare una mano


Chi è interessato a partecipare o desidera ricevere maggiori informazioni può scrivere a: wwfinsubria@gmail.com

Aiutare i rospi significa proteggere la biodiversità locale, vivere un’esperienza concreta di cittadinanza attiva e dimostrare che anche piccoli gesti, se condivisi, possono fare una grande differenza.

👉 Diffondiamo l’appello. Il futuro dei rospi del Lago di Como dipende anche da noi. 🐸💚

lunedì 2 febbraio 2026

L’Oasi WWF del Bassone compie 50 anni: un patrimonio naturale ai margini di Como


Cinquant’anni di tutela, biodiversità e volontariato. L’Oasi WWF del Bassone – Torbiere di Albate festeggia un traguardo importante e lo fa nel giorno simbolo delle zone umide: il 2 febbraio, anniversario della Convenzione internazionale di Ramsar. A raccontare la ricorrenza ai microfoni di Radio Ciao Como è stato Gianni Del Pero, geologo e volontario WWF, collegato direttamente dall’osservatorio dell’oasi.

«Mi trovo sulla torre dell’osservatorio, all’interno del lago grande dell’Oasi WWF del Bassone», ha spiegato Del Pero. «Quest’anno l’oasi compie 50 anni e oggi celebriamo anche il cinquantesimo anniversario della Convenzione di Ramsar, con cui si è riconosciuto a livello mondiale il ruolo fondamentale delle zone umide per l’ambiente e la biodiversità».


L’Oasi del Bassone è stata formalmente istituita il 13 aprile 1976 grazie a una convenzione tra Regione Lombardia e WWF Lombardia, diventando una delle prime aree protette di questo tipo sul territorio comasco.

Novanta ettari di ambiente naturale, modellati in 40 mila anni di storia, dove la presenza umana ha lasciato segni minimi. Un patrimonio che oggi ospita una biodiversità straordinaria.

«Al Bassone abbiamo oltre 280 specie animali, prevalentemente uccelli, soprattutto acquatici, ma non solo», ha raccontato Del Pero. «È un luogo che è stato riconosciuto e scelto dalla biodiversità in modo eccezionale: qui gli animali vivono e si riproducono».

Accanto alla fauna, anche la vegetazione è parte integrante dell’equilibrio dell’oasi: boschi e ambienti ripariali, con la presenza caratteristica degli ontani, piante tipiche delle zone umide capaci di crescere a diretto contatto con l’acqua.


Alla domanda sullo stato di salute dell’oasi, la risposta è chiara: «Sta molto bene, a patto che venga conosciuta e rispettata». Da qui l’impegno del WWF, in collaborazione con la Provincia di Como, per realizzare una rete di sentieri che consenta una fruizione responsabile.

«Stiamo creando percorsi che permettano di godere di questo patrimonio senza impattare sull’ambiente e senza disturbare gli animali, perché questa è casa loro», ha sottolineato Del Pero. «È un patrimonio di tutti: di Albate, di Como, della Lombardia e, di fatto, dell’intera collettività».


La giornata di celebrazioni è stata anche un momento di memoria. Durante l’escursione organizzata per l’anniversario, i volontari hanno ricordato Antonio Bossi, storico educatore ambientale del WWF.

«Antonio Bossi ha iniziato qui la sua attività, realizzando i primi pannelli dell’aula natura», ha ricordato Del Pero. «La sua passione e le sue competenze hanno fatto nascere l’amore per il Bassone che ancora oggi ci accompagna».

In suo ricordo sono stati piantati alberi e arbusti all’ingresso dell’oasi, «un segno che resterà per le generazioni future».

Come visitare l’oasi

Il WWF invita a raggiungere l’area preferibilmente a piedi, anche dalle stazioni delle Ferrovie Nord, oppure lasciando l’auto all’esterno dell’oasi, in zona via Al Piano, nei pressi di Cascina Bengasi. La segnaletica turistica provinciale guida i visitatori fino agli ingressi.

I sentieri interni sono accessibili solo in alcuni periodi dell’anno, in base alle esigenze della fauna, mentre il percorso perimetrale è sempre fruibile.


«Venite a visitare l’Oasi del Bassone»
, è l’invito finale di Del Pero, «ma fatelo con rispetto. E seguite il WWF: organizzeremo nuove escursioni e occasioni per conoscere questo luogo straordinario».

Un angolo di natura preziosa, a pochi passi dalla città, che da mezzo secolo racconta quanto sia possibile convivere con l’ambiente, se lo si ascolta e lo si tutela.

giovedì 22 gennaio 2026

Volontariato forestale con WWF Insubria: ad Appiano Gentile un semestre per la biodiversità

Fonte immagini: Facebook WWF Varese Seprio

Prendersi cura dei boschi significa prendersi cura del futuro. Nel primo semestre del 2026 WWF Insubria, in collaborazione con il Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, propone un ricco calendario di mattine di volontariato forestale aperte a tutti, dedicate alla tutela della biodiversità e alla cura degli ecosistemi locali.

Le iniziative rientrano nel progetto WWF Italia 2025 “Conservazione del Pinus sylvestris, miglioramento della biodiversità e contrasto agli effetti del cambiamento climatico nella Pineta Pedemontana Lombarda”, e rappresentano un’occasione concreta per contribuire alla salvaguardia di uno dei polmoni verdi più importanti del nostro territorio.

Le attività si svolgeranno il sabato mattina, dalle 8:45 alle 12:00, tra febbraio e giugno 2026, e comprendono interventi pratici di grande valore ambientale:

  • piantumazione di specie autoctone,
  • manutenzione delle piantumazioni già eseguite,
  • gestione e contenimento delle specie invasive ed esotiche,
  • cura ordinaria dei sentieri, in particolare del sentiero 543.

Interventi mirati che contribuiscono a rafforzare la resilienza del bosco ai cambiamenti climatici e a migliorare la qualità degli habitat naturali.

Il calendario delle mattine di volontariato


Sabato 7 febbraio
– Cascina Filata (incrocio via Varese / via Cascina Filata), Appiano Gentile
Piantumazione di specie autoctone in area riqualificata del Parco

Sabato 7 marzo – Cascina Fornace, via Alcide De Gasperi, Appiano Gentile
Piantumazione nell’area riqualificata ai margini del sentiero 543

Sabato 4 aprile – Cascina Filata
Manutenzione delle piantumazioni e gestione del ricaccio di specie invasive

Sabato 2 maggio
– Cascina Fornace
Manutenzione delle piantumazioni e gestione delle specie invasive ed esotiche

Sabato 6 giugno – Cascina Fornace
Manutenzione ordinaria del sentiero 543 e gestione delle specie esotiche

Le attività sono aperte a tutti: cittadini, famiglie, giovani, appassionati di natura o semplici curiosi. I minorenni possono partecipare se accompagnati da un adulto. È gradita la comunicazione preventiva della propria partecipazione.

Non sono richieste competenze specifiche: i volontari saranno affiancati dai referenti WWF e dal personale del Parco. Si consiglia di portare guanti da lavoro o da giardinaggio, calzature adatte a terreni fangosi e, se disponibili, attrezzi come pala, cesoie o roncola.



Per partecipare o ricevere maggiori informazioni:

martedì 20 gennaio 2026

aGREENment: il Parco GruBrìa al centro della transizione climatica della Brianza urbana

Muggiò. Vista sul Resegone

Nel cuore di uno dei territori più urbanizzati della Lombardia, il Parco GruBrìa compie un passo decisivo verso il futuro climatico della Brianza. Con l’avvio ufficiale di aGREENment, la nuova Strategia di Transizione Climatica sostenuta da Fondazione Cariplo, il Parco si afferma non solo come infrastruttura verde, ma come attore politico, ambientale e sociale centrale nella risposta locale alla crisi climatica.


La Strategia nasce nell’ambito della quarta edizione della Call for Ideas “Strategia Clima”, promossa dal programma F2C – Fondazione Cariplo per il Clima, che ha selezionato aGREENment come una delle quattro nuove strategie finanziate a livello lombardo. Un riconoscimento di grande rilievo, che porta a dodici il numero complessivo di Strategie di Transizione Climatica sostenute dal 2020, per un investimento totale di quasi 18 milioni di euro.

Elemento distintivo di aGREENment è il ruolo del Parco GruBrìa come ente capofila, affiancato dai Comuni di Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Seregno, con la collaborazione di WWF Insubria e di una rete ampia di partner territoriali. In un contesto amministrativo spesso frammentato, la scelta di affidare il coordinamento a un parco locale assume un valore politico e simbolico forte: riconosce al GruBrìa la funzione di cerniera ecologica e istituzionale tra comuni, cittadini e territorio.

Il Parco GruBrìa, nato per tutelare e valorizzare uno dei pochi sistemi verdi continui della Brianza centrale, diventa così il luogo fisico e concettuale da cui far partire una strategia climatica integrata, capace di superare i confini comunali e affrontare problemi che, per loro natura, non conoscono barriere amministrative.

Nova Milanese. Piana del Novale

La Strategia si sviluppa su un’area di quasi 40 km², abitata da circa 150.000 persone, collocata nella fascia nord dell’area metropolitana milanese e nella provincia di Monza e Brianza. È un territorio segnato da criticità ambientali profonde e stratificate: consumo di suolo elevato, frammentazione ecologica, perdita di biodiversità, qualità dell’aria compromessa, problemi idraulici e idrici, isole di calore urbane sempre più intense, presenza di attività ad alto impatto energetico.

Gli effetti del cambiamento climatico non sono più una proiezione futura, ma una realtà quotidiana: eventi meteorologici estremi, allagamenti ricorrenti, ondate di calore che colpiscono in modo particolare anziani, bambini e persone fragili. In questo scenario, il Parco GruBrìa rappresenta una delle principali infrastrutture di resilienza territoriale, un presidio verde capace di mitigare gli impatti climatici e di offrire benefici ecosistemici fondamentali.

Allo stesso tempo, il territorio conserva importanti potenzialità: aree verdi periurbane, spazi agricoli residuali, una tradizione amministrativa dinamica e un tessuto sociale sempre più sensibile ai temi ambientali. aGREENment nasce proprio da questo equilibrio tra fragilità e risorse, con l’obiettivo di trasformare il Parco in motore di rigenerazione ecologica e sociale.

Il primo atto operativo della Strategia è la costituzione dell’Alleanza per il Clima del Parco GruBrìa, uno strumento di governance multilivello e partecipata, aperto a istituzioni pubbliche, terzo settore, imprese e cittadini. Non un semplice tavolo di confronto, ma un dispositivo pensato per rafforzare la capacità di azione collettiva del territorio e per ampliare progressivamente il partenariato, a partire dal coinvolgimento del Comune di Desio.

Attraverso questa Alleanza, il Parco GruBrìa si propone come spazio di coordinamento permanente, in cui politiche ambientali, sociali ed energetiche possano essere progettate e attuate in modo integrato.

Paderno Dugnano. Oasi dei Gelsi

La Strategia aGREENment si articola in 16 azioni, organizzate attorno a quattro assi strategici: mitigazione delle emissioni, adattamento climatico, sostenibilità dello sviluppo territoriale e rafforzamento della capacità di autosviluppo del sistema locale. Il valore complessivo degli interventi è di 3,13 milioni di euro, di cui oltre 1,54 milioni finanziati da Fondazione Cariplo, mentre la parte restante è garantita dal partenariato pubblico e dai soggetti coinvolti.

Entro il 2030, aGREENment punta a:
  • rafforzare la resilienza urbana e territoriale;
  • avviare Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali;
  • incrementare in modo significativo le superfici verdi e il capitale naturale;
  • migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici;
  • adattare spazi pubblici e scolastici agli impatti climatici;
  • promuovere una nuova strategia per il territorio agricolo, orientata alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Molte di queste azioni trovano nel Parco GruBrìa il loro ambito naturale di sperimentazione, in particolare per quanto riguarda forestazione urbana, gestione delle acque, depavimentazione e connessione ecologica.

Seregno. Parco del Meredo

Come ha sottolineato il presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani, aGREENment non è soltanto un progetto ambientale, ma una vera e propria scelta politica e amministrativa, che mette al centro la cooperazione tra enti e la responsabilità verso le generazioni future. Il sostegno di Fondazione Cariplo rafforza la credibilità del percorso intrapreso e conferma la capacità del Parco di tradurre una visione climatica in azioni concrete.

Anche i sindaci dei Comuni coinvolti hanno evidenziato il valore strategico di un approccio sovracomunale, capace di integrare politiche ambientali, sociali ed energetiche e di incidere realmente su un territorio complesso come quello della Brianza centrale.

L’inserimento di aGREENment nella rete regionale delle alleanze climatiche promosse da Fondazione Cariplo colloca il Parco GruBrìa all’interno di un laboratorio lombardo della transizione ecologica, fatto di visione di lungo periodo, governance innovativa e interventi tangibili.

aGREENment rappresenta un passaggio cruciale: dimostra che anche in uno dei territori più urbanizzati d’Italia è possibile costruire politiche climatiche strutturate, a partire dal verde esistente e dal ruolo strategico dei parchi locali. Il GruBrìa non è più soltanto uno spazio da difendere, ma diventa un’infrastruttura chiave per immaginare e costruire un futuro climatico più giusto, resiliente e condiviso.

mercoledì 26 novembre 2025

WWF Insubria: nuove piantumazioni tra Seveso e Meda

I volontari del WWF Insubria al lavoro

Negli ultimi giorni il WWF Insubria è stato protagonista di una serie di iniziative dedicate alla riforestazione, alla tutela della biodiversità e all’educazione ambientale. Tra Seveso e Meda, volontari, scuole, famiglie e realtà locali si sono uniti per dare nuova vita a oasi, parchi urbani e aree naturalistiche ricche di storia.

Piantumazioni al Fosso del Ronchetto – 22 e 29 novembre


Il primo appuntamento si è svolto il 22 novembre, quando i volontari WWF hanno dato avvio alla “Giornata di Piantumazione” presso l’Oasi Fosso del Ronchetto a Seveso. L’area è un luogo unico nel suo genere: un antico relitto glaciale trasformato nel tempo in un prezioso mosaico di boschi, stagni e habitat fondamentali per specie come il tritone crestato e il tritone punteggiato.

La giornata del 22 novembre ha permesso alla comunità di contribuire attivamente al rimboschimento dell’area, pesantemente colpita negli ultimi anni dagli effetti dei cambiamenti climatici. Sono stati messi a dimora decine di alberi e arbusti in un clima di partecipazione e condivisione.

Il 29 novembre, sempre al Fosso del Ronchetto, si terrà il secondo appuntamento, organizzato insieme a Humana People to People Italia, nell’ambito della campagna nazionale per piantare 30.000 alberi entro il 2027 nelle oasi WWF e in altre aree verdi. L’iniziativa, intitolata “Vestiamo le oasi di verde”, inizierà alle ore 10:00 e sarà l’occasione per dare continuità al lavoro svolto il 22 novembre. Ai partecipanti è consigliato di portare guanti e scarpe da giardinaggio, e al termine delle attività è previsto anche un momento conviviale.

Verso la Festa dell’Albero – 2 dicembre a Meda


La terza iniziativa riguarda invece l’Oasi Urbana WWF Valle dei Mulini, nei Giardini della Scuola Diaz di Meda, dove il 2 dicembre 2025 si terrà la terza edizione della “Festa dell’Albero”, proseguendo un percorso iniziato nel 2023 insieme al Comune di Meda e all’Istituto Comprensivo Diaz.

Negli ultimi due anni, grazie al coinvolgimento di studenti, volontari e associazioni locali, sono già stati piantati oltre 400 alberi e arbusti, oltre a una nuova vigna, un piccolo frutteto con 60 alberi, e alcuni pini silvestri. Questi interventi hanno segnato la rinascita del vecchio Sentiero della Vigna e del Vecchio Mulino, restituendo al quartiere un ambiente più ricco e accogliente.

Il 2 dicembre si proseguirà con la messa a dimora delle ultime piante rimaste: ginestre, rose canine, ciliegi, cappelli del prete e palloni di maggio, che daranno ulteriore colore ai giardini nel corso della primavera 2026.

Il WWF invita tutti a partecipare agli eventi ancora in programma e a sostenere attivamente le attività dell’associazione, perché la tutela del pianeta inizia sempre da piccoli gesti concreti.

Per informazioni: 331 2976315 – wwfinsubria@gmail.com

giovedì 20 novembre 2025

Meda e la “Valle dei Mulini”: le opposizioni chiedono chiarezza sulla compensazione ambientale di Pedemontana


Il 7 novembre 2025 i gruppi consiliari medesi di Sinistra e Ambiente–Impulsi, Partito Democratico e Medaperta hanno depositato in Comune un’interrogazione per ottenere informazioni aggiornate sulla Misura Compensativa MC 15 “Valle dei Mulini”, prevista nel Masterplan delle compensazioni ambientali di Pedemontana sin dal 2009. L’atto è stato presentato dal consigliere comunale Marcello Proserpio.

La misura compensativa, confermata anche dall’attuale amministrazione guidata dal sindaco Luca Santambrogio, riguarda un’area collocata tra via Angeli Custodi, via delle Cave, via Canturina e via XXIV Maggio. Negli ultimi anni i gruppi proponenti hanno seguito da vicino l’evoluzione delle compensazioni ambientali previste sulle tratte B2 e C di Pedemontana, rilevando però un progressivo rallentamento nel flusso delle informazioni fornite dal Comune dopo la notizia della firma del protocollo d’intesa con Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).

Alcuni aggiornamenti erano giunti nel 2023, in seguito a incontri con il sindaco e a una precedente interrogazione, chiarendo tra l’altro che gli interventi finanziati dal Bilancio Partecipato e assegnati al WWF Insubria riguardano zone limitrofe, come gli spazi presso la scuola A. Diaz, il Vecchio Mulino e altre aree del territorio.

Considerato il tempo trascorso, i gruppi di opposizione ritengono ora necessario un quadro ufficiale e aggiornato sullo stato dell’iter, anche alla luce della copertura economica già disponibile. La recente deliberazione di Giunta n. 72 del 25 marzo 2024 ha infatti approvato il protocollo d’intesa con APL, che prevede un anticipo di 215.500 euro per la progettazione della misura. Successivamente, con la delibera del Consiglio comunale n. 23 dell’11 luglio 2024, il progetto è stato inserito nel programma triennale delle opere pubbliche per un importo complessivo di oltre 2,3 milioni di euro.

Nell’interrogazione, i gruppi chiedono all’amministrazione:

  • se e quando il protocollo d’intesa con APL sia stato firmato;
  • la data dell’avvenuta erogazione dell’anticipo per la progettazione;
  • a chi sia stato affidato l’incarico progettuale e a che punto sia lo sviluppo del progetto;
  • se esista già una documentazione preliminare condivisibile in Commissione o in Consiglio;
  • quali siano i successivi passaggi procedurali e la loro calendarizzazione;
  • se si intenda destinare una quota delle risorse derivanti dalla Prescrizione 51 del CIPESS per integrare la progettazione e intervenire anche sulle aree delle cave, come discusso nelle commissioni del 10 ottobre e 5 novembre 2024.

I gruppi firmatari sottolineano l’importanza di procedere quanto prima alla realizzazione della MC15, considerata un’opera ambientale strategica per la città e dotata dei finanziamenti necessari. Ora attendono una risposta formale da parte dell’amministrazione comunale.

mercoledì 15 ottobre 2025

Allearsi per il clima: aGREENment cambia prospettiva alla Brianza

La mappa del Parco GruBrìa

In Brianza sta nascendo qualcosa di importante: una rete di enti pubblici e realtà ambientaliste si è unita per mettere in campo una vera e propria strategia locale contro la crisi climatica. Il progetto si chiama aGREENment e coinvolge il Parco GruBrìa insieme ai Comuni di Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano e Seregno, oltre al WWF Insubria.

L’obiettivo? Non una singola opera o iniziativa spot, ma un piano organico e integrato per rendere il territorio più verde, resiliente e vivibile nei prossimi anni.


aGREENment
è stato candidato al bando “Strategia Clima 2024” della Fondazione Cariplo, un programma che sostiene le alleanze territoriali capaci di sviluppare strategie climatiche a lungo termine.

Il progetto brianzolo è già passato alle prime due fasi del bando, superando una selezione molto competitiva, e ora si gioca l’accesso alla fase finale. A guidare la candidatura è il Consorzio Parco GruBrìa, che ha coordinato la stesura del dossier progettuale insieme agli enti partner e con il supporto tecnico del Politecnico di Milano, Consorzio Poliedra e TerrAria.

Uno degli aspetti più interessanti di aGREENment è proprio la cooperazione tra soggetti diversi. Non è scontato vedere cinque enti locali e un’associazione ambientalista lavorare fianco a fianco su un piano strategico condiviso.

L’idea è creare una Strategia di Transizione Climatica (STC) intercomunale che abbracci temi diversi ma collegati:

  • gestione delle acque meteoriche
  • forestazione urbana e potenziamento del verde pubblico
  • infrastrutture verdi e mobilità sostenibile
  • miglioramento ecologico delle aree agricole
  • monitoraggio climatico locale
  • formazione, partecipazione e comunicazione con i cittadini

Il piano prevede un investimento complessivo di 3,1 milioni di euro, di cui più della metà richiesti a Fondazione Cariplo. Gli enti locali metteranno sul piatto oltre 1,2 milioni di euro di risorse proprie, mentre altri 170 mila euro arriveranno da BrianzAcque e Gruppo CAP, due aziende pubbliche attive nel settore idrico.

Non si tratta quindi di una semplice richiesta di finanziamento, ma di un cofinanziamento condiviso, segno che il territorio ci crede davvero.

Il dossier di aGREENment mette insieme una serie di interventi ambientali e infrastrutturali che, se finanziati, cambieranno gradualmente il volto del territorio. Alcuni esempi:

  • Rimboschimenti e miglioramenti ecologici nelle aree verdi pubbliche dei Comuni partner
  • Realizzazione della ciclovia MI–ME (Milano–Meda) con infrastrutture verdi integrate
  • Nuova rete locale di sensori climatici, per raccogliere dati utili alla pianificazione
  • Laboratori e percorsi partecipativi nelle scuole e nei quartieri
  • Corsi di formazione e capacity building per tecnici comunali e operatori
  • Revisione degli strumenti urbanistici per renderli più coerenti con gli obiettivi climatici

È una strategia a più livelli: infrastrutturale, ecologica, sociale e amministrativa.

Molti Comuni si trovano ad affrontare in modo frammentato i problemi legati ai cambiamenti climatici: ondate di calore sempre più intense, gestione delle acque piovane, consumo di suolo, perdita di biodiversità, traffico. aGREENment prova a fare sistema, creando una visione comune e coordinando le risorse.

Questo approccio è esattamente ciò che serve per affrontare sfide complesse: nessun singolo ente può farcela da solo, ma una rete territoriale sì.

La candidatura è stata ufficialmente approvata da tutti i partner all’inizio di ottobre 2025. Il dossier è ora nelle mani della Fondazione Cariplo, che valuterà i progetti per l’accesso alla fase finale del bando.

Se approvato, aGREENment diventerà una delle principali strategie climatiche territoriali della Brianza centrale, con benefici concreti per ambiente e cittadini nei prossimi anni.

In sintesi

  • 4 Comuni + 1 Parco + 1 associazione ambientale uniti per il clima
  • 3,1 milioni di euro di investimenti tra contributi e risorse proprie
  • Una strategia climatica integrata: verde, mobilità, acqua, formazione, partecipazione
  • Un modello replicabile per altri territori

venerdì 3 ottobre 2025

Camminata Narrante nel Parco Agricolo del Meredo


Sabato 11 ottobre 2025 – ore 10
Ritrovo: Parcheggio Strada Vicinale del Merè Nord
Partecipazione gratuita – Iscrizione obbligatoria entro il 9 ottobre


Camminare può essere un modo per riscoprire luoghi familiari con occhi nuovi. È questo lo spirito della Camminata Narrante organizzata dal Comitato Sant’Ambrogio, insieme al Circolo Culturale Seregn de la memoria, il WWF Insubria e il Parco GruBrìa, in programma sabato 11 ottobre 2025 alle ore 10, lungo le strade vicinali del Parco Agricolo del Meredo.

Il ritrovo è fissato presso il parcheggio della Strada Vicinale del Merè Nord. Da lì partirà un percorso guidato che intreccia natura, storia rurale e memoria collettiva.

Il cammino segue il tracciato della Strada Vicinale, fiancheggiata da essenze autoctone e dalle Cascine Ciceri e Silva, quest’ultima con i suoi portici e loggiati che riportano all’organizzazione agricola di un tempo. Poco oltre si incontra un’area di rimboschimento realizzata nel 2009, dove querce, aceri e frassini raccontano la capacità della natura di rigenerarsi.

All’incrocio con la Strada Vicinale ai Boschi di San Pietro, una crocetta votiva testimonia l’antica funzione religiosa e pratica di questi segni: erano punti di orientamento, confini agricoli e tappe di processioni, vere e proprie “segnaletiche del sacro”.

La passeggiata si svolge nel Parco Agricolo del Meredo, il polmone verde più esteso di Seregno, con i suoi 70 ettari. Fino al 1798 apparteneva al Monastero di San Vittore di Meda; il suo nome antico, Ceredo, evocava i boschi di querce che un tempo ricoprivano la zona. Ancora oggi, lungo la Strada Vicinale del Merè, vicino al ponticello ferroviario, resiste una farnia monumentale, silenziosa testimone di secoli di storia.

L’ultima parte della camminata segue la Strada Vicinale alle Brughiere di San Pietro, fino a Cascina Pelucchi. Qui la natura appare più fragile, ma il futuro è carico di speranza: la cascina diventerà un centro polifunzionale per persone con disabilità, restituendo al luogo una vocazione sociale.

Lo sguardo si apre poi sul complesso di Cascina Monti-Brivio, custode della memoria contadina locale, e si prosegue fino a via Nobel, dove la camminata si conclude nel cortile della cascina. Qui i residenti offriranno un piccolo rinfresco finale, un momento conviviale per condividere l’esperienza.

Informazioni pratiche:

La partecipazione è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione entro il 9 ottobre scrivendo a 
📧 comitato.santambrogio@seregno.info

Durante l’iniziativa sarà presente un gazebo informativo del Parco Grubria.

giovedì 11 settembre 2025

Un fiume, tre nomi: escursione e racconti per riscoprire il torrente Certesa

Una visita guidata di qualche anno fa alle sorgenti più a nord del Terrò

Domenica 28 settembre sarà una giornata dedicata alla natura e alla memoria dei corsi d’acqua che attraversano la Brianza, grazie a un doppio appuntamento promosso da WWF Insubria e Teatro in-folio.

Il titolo dell’iniziativa, “Terrò Tarò Certesa – Tre nomi per un corso d’acqua da riscoprire”, richiama le molte identità di un torrente che ha segnato il paesaggio e la storia del territorio.

Il primo appuntamento è alle 15.00, con ritrovo nel parcheggio di via Vignazzola, all’incrocio con via Brennero e via Certosa a Meda (MB). Da lì partirà un’escursione guidata gratuita lungo il corso del torrente Certesa, nel cuore del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

La giornata proseguirà in serata a Cabiate (CO). Alle 21.00, presso il Teatro Karol Wojtyla di via Francesco Baracca 4, il geologo Del Pero condurrà una video-escursione virtuale dalle sorgenti del Terrò fino alla confluenza con il Tarò. Un racconto per immagini che permetterà di conoscere più da vicino i numerosi corsi d’acqua che attraversano la Brughiera Briantea e che alimentano il bacino del Seveso.

Partecipazione gratuita

Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero, ma è gradita la prenotazione.
Per informazioni e adesioni:
📞 393 0363347
📧 teatroinfolio@mac.com

lunedì 25 agosto 2025

Pino silvestre: dalla Pineta Pedemontana lombarda un progetto che può ispirare anche la Brianza

Pineta di Pino silvestre (Pinus sylvestris). Fonte immagine: Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate

Il pino silvestre, specie simbolo della Pineta Pedemontana Lombarda, sarà al centro di un progetto di conservazione che ha ottenuto il sostegno del WWF Italia. L’iniziativa, portata avanti da WWF Insubria insieme al Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, è una delle quattro selezionate a livello nazionale dal Programma Bandi 2025.

Un riconoscimento importante, che porta attenzione su un patrimonio naturale fragile e minacciato, ma che può diventare anche un modello replicabile per aree verdi vicine a noi, compresa la Brianza, dove la pressione del consumo di suolo, delle specie invasive e dei cambiamenti climatici si fa sentire in modo sempre più evidente.

L’obiettivo è duplice: conservare e rinnovare il pino silvestre e allo stesso tempo migliorare la sicurezza idrogeologica di un territorio già colpito da fenomeni di erosione e da eventi meteorologici estremi, come la tempesta del luglio 2023 che ha abbattuto migliaia di alberi.

Il progetto prevede la rimozione delle specie aliene invasive (quercia rossa, robinia, ciliegio tardivo), che stanno soffocando la biodiversità autoctona, e la piantumazione di giovani pini protetti da gabbie, oltre alla manutenzione di sentieri naturalistici frequentati da escursionisti e famiglie.

Pino silvestre. Fonte immagine: Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate

«La collaborazione tra ente parco, associazioni e comunità locali è la chiave per una gestione efficace e duratura del territorio»
, ha sottolineato il presidente del Parco della Pineta, Mario Clerici.

Dal canto suo, Matteo Colaone, vicepresidente del WWF Insubria, ha invitato i cittadini a unirsi come volontari: «Preservare il pino silvestre significa mantenere l’equilibrio ecologico e il paesaggio. È un impegno che riguarda tutti».

La Brianza non è lontana dalla Pineta Pedemontana, e pur con le sue differenze ambientali vive problematiche simili: erosione del suolo, frammentazione degli habitat, specie esotiche invasive.

Progetti come questo mostrano che con il lavoro congiunto di enti, associazioni e cittadini è possibile proteggere le specie autoctone e rafforzare la resilienza del territorio. Un segnale positivo che merita attenzione anche qui da noi.