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lunedì 13 aprile 2026

Lavoro e comunità: un secolo di storia brianzola raccontato in un libro


Mercoledì 15 aprile 2026 alle ore 21, a Seregno, la Casa della Sinistra promuove un appuntamento di grande interesse: presso la sala riunioni del Circolo Libertà, in via Leonardo da Vinci 30, verrà presentato il libro “Una lunga storia, il lavoro in movimento. Monza e Brianza”, a cura di Matteo Casiraghi.

L’iniziativa si inserisce pienamente nel solco delle attività culturali che mettono al centro il territorio e la sua memoria, offrendo uno sguardo approfondito su una delle esperienze collettive più significative della Brianza: quella del lavoro organizzato e della sua rappresentanza sindacale, in particolare della CGIL di Monza e Brianza.

Il volume rappresenta un lavoro organico e inedito di ricostruzione storica che attraversa oltre un secolo di trasformazioni sociali, economiche e politiche. Dalle radici del movimento operaio nelle campagne lombarde fino alla prima industrializzazione, passando per i mulini del Lambro e la nascita della Camera del Lavoro nel 1893, il libro accompagna lettrici e lettori lungo un percorso fatto di conquiste, conflitti e partecipazione.

Ampio spazio è dedicato alle figure e agli eventi che hanno segnato questa storia: protagonisti come Ettore Reina, i momenti drammatici come i fatti del 7 maggio 1898, e le grandi stagioni di mobilitazione del Novecento, dal primo sciopero generale del 1904 alle lotte del secondo dopoguerra, fino alle sfide più recenti legate alla globalizzazione e alla crisi pandemica.

Ciò che emerge è una “storia in movimento”, capace di raccontare come il sindacato abbia saputo adattarsi ai mutamenti del lavoro e della società, mantenendo un ruolo centrale come presidio democratico e luogo di formazione civile. Un’esperienza che non riguarda solo il passato, ma che continua a interrogare il presente, soprattutto in un territorio come la Brianza, segnato da profonde trasformazioni produttive e ambientali.

Matteo Casiraghi, forte di un’esperienza ventennale come sindacalista della CGIL brianzola, ha dedicato il proprio impegno alla valorizzazione della memoria locale attraverso ricerche, progetti e iniziative rivolte alla cittadinanza e alle nuove generazioni. Il libro nasce proprio da questa esigenza: restituire alla Brianza il racconto delle sue radici e delle sue battaglie, costruendo un ponte tra passato e futuro.

lunedì 22 settembre 2025

Le Acli di Seregno presentano il dossier sull’area ex Dell’Orto


Martedì 23 settembre alle ore 21, presso la Casa della Sinistra – Sala Coop "Libertà", in via Leonardo da Vinci 30, Seregno, il Circolo Acli "Leone XIII" di Seregno presenta il dossier:

“Area ex Dell'Orto. Rigenerare spazi, costruire comunità”

Sarà un’occasione per approfondire un tema che nelle ultime settimane ha animato il dibattito politico cittadino e su cui ci siamo già occupati con diversi approfondimenti:

  1. Rigenerazione ex Dell’Orto a Seregno: tra opportunità e criticità, il monito del Politecnico
  2. Seregno, il caso ex Dell’Orto: le Acli chiedono trasparenza, la politica si defila
  3. Area ex Dell’Orto: è questa la rigenerazione che Seregno merita?
  4. Area ex Dell’Orto (Seregno): il dossier delle Acli e il destino della città
  5. Città vetrina o città giusta? Il contributo delle Acli di Seregno sull’area ex Dell’Orto

martedì 13 giugno 2023

Seregno. L'incognita Pedemontana


Mercoledì 14 giugno 2023 - ore 21:00
Sala riunioni della coop. "Libertà", Via Leonardo da Vinci 30 (primo piano), Seregno
 

Incontro - seminario
"L'INCOGNITA PEDEMONTANA"
 con Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda

"Sabato 10 giugno si è svolta a Milano presso la sede della Regione Lombardia una importante manifestazione che ha visto la presenza di centinaia di persone e decine di associazioni uniti per dire NO alla Pedemonana. Come proseguire nella mobilitazione?"

domenica 8 maggio 2022

Seregno. Presentazione del libro "Gli IMI della divisione Acqui che non fecero ritorno a casa"

 

Mercoledì 11 maggio 2022 alle ore 21:00
presso la sala riunioni coop. "Libertà"
Via Leonardo da Vinci 30 (primo piano) - Seregno
 

Presentazione del libro
Gli IMI della Divisione Acqui

che non fecero ritorno a casa
 

Ne discutiamo con l'autore Davide Mandarano
introduce e coordina Giuseppina Minotti, dell'Associazione Casa della Sinistra


Scheda del libro
Gli IMI della Divisione Acqui che non fecero ritorno a casa
La triste sorte dei soldati tra naufragi, lager nazisti e campi di prigionia sovietici


Una ricostruzione dettagliata e inedita di quanto accadde dal 28 settembre 1943, quando i tedeschi organizzarono il primo trasferimento di prigionieri con il piroscafo Ardena. 1286 rimasero a Cefalonia come lavoratori, gli altri furono deportati nei campi del Terzo Reich o finirono prigionieri in Russia man mano che l’Armata Rossa liberava i territori ad est. Questo libro ricostruisce la loro storia, nome per nome.

«Ad un certo punto sentii il motore della nave che mi aveva recuperato aumentare la potenza e cominci  ad allontanarsi. Di 500 vivi ce n’erano ancora. Gridavano al massimo della disperazione ma la nave ormai si allontanava. Quando ho visto questo mi sono messo a piangere. Dieci minuti prima ero con loro». Artigliere Michele Zucchi, Superstite del naufragio del piroscafo “Marguerite” – Novembre 2018

Su quanto accaduto a Cefalonia e Corfù sono stati scritti decine e decine di libri, per quanto riguarda ciò che accadde ai superstiti invece, in particolare ai prigionieri che furono internati nei lager del Terzo Reich, sono stati dedicati pochi e brevi capitoli in alcune pubblicazioni. Questo lavoro si propone non tanto di parlare di numeri dai quali ovviamente dobbiamo partire ma di individuare i nominativi di quanti trovarono la morte durante i trasferimenti nei campi di prigionia o, successivamente, negli stessi.

Il punto di partenza di questa ricerca è fissato nella data del 28 settembre 1943, quando i tedeschi organizzarono il primo trasferimento di prigionieri con il piroscafo Ardena. Comincia qui il viaggio dei superstiti ai combattimenti e alle fucilazioni. Di questi, 1286 rimasero a Cefalonia come lavoratori, addetti alle batterie etc., mentre la sorte degli altri sarebbe stata il trasferimento sulla terraferma e l’internamento nei campi di prigionia del III Reich: soprattutto in Germania, Polonia, Serbia e Bielorussia. Con l’avanzata delle truppe sovietiche gli IMI che si trovavano nei campi dell’Europa orientale vennero comunque considerati come prigionieri nemici dalle forze di “liberazione” russe e pertanto spediti, in lunghe e letali marce, nei lager presenti nel territorio sovietico. In alcuni di questi erano già presenti sia i soldati dell’“ARMIR” che le truppe tedesche catturate durante la Campagna di Russia.

Nei campi sovietici gli IMI vennero decimati, oltre che dalla malnutrizione e dai lavori sfiancanti, soprattutto dal clima duro e da epidemie di tifo. Non sappiamo quanti soldati della “Acqui” raggiunsero i lager e chi e quanti non tornarono in Italia. Il punto di arrivo della ricerca è questo: individuare i loro nominativi, il luogo di internamento e soprattutto un luogo di sepoltura, così da dare ai loro familiari dati certi sulla sorte dei loro cari e poter ricostruire il loro percorso.

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Davide Mandarano, nato a Sesto San Giovanni (MI) nel 1992, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Storiche nel 2020 con una tesi sull’occupazione Italiana della Corsica durante la Seconda guerra mondiale. Dal 2016 è sostenitore dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui – sezione di Milano e Monza Brianza.

 

Scheda tratta dal sito dell'editore (cliccare qui)


mercoledì 17 novembre 2021

La Pedemontana è dannosa. La lettera degli ambientalisti della Brianza alla Banca Europea degli Investimenti

 

Prima del termine della proroga al 31/08/2021 concessa dal CIPESS per chiuderne il piano finanziario, la BEI (Banca Europea per gli investimenti) ha formalizzato la sua volontà di concedere un finanziamento alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) con un documento pubblicato il 17 luglio 2021 sul suo sito. L’accordo è poi stato siglato proprio l’ultimo giorno utile, il 31 agosto 2021.
La Banca europea per gli investimenti (BEI) è proprietà comune dei paesi dell’UE. Gli azionisti della Banca europea per gli investimenti sono i 27 Stati membri dell'Unione europea. Ogni Stato membro ha una quota nel capitale della Banca basata sul suo peso economico (PIL) all'interno dell'Unione europea.
La banca assume prestiti sui mercati dei capitali e eroga prestiti a condizioni favorevoli per progetti rientranti negli obiettivi dell’UE.

 
Nei fatti è un ente con volumi di capitali pubblici gestiti nella logica dell’Unione Europea. Tra i suoi obiettivi v’è anche l’attenzione e l’azione per investimenti “green” e di sostegno alle iniziative di contrasto ai cambiamenti climatici. 


Arduo considerare l’autostrada Pedemontana Lombarda come un progetto degno di investimenti “green” eppure la BEI ha approvato la finanziabilità del progetto per il completamento dell’infrastruttura, pur accompagnando la decisione con un documento di raccomandazioni proprio rispetto all’impatto ambientale dell’opera. 



 
Il documento della BEI datato 22/07/2021 lascia però intendere che non tutte le informazioni necessarie e opportune sono arrivate agli estensori. 

Cosi le associazioni e i gruppi ambientalisti della Brianza – dopo la lettera del 12 ottobre 2021 al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e per conoscenza al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini - hanno inviato una comunicazione anche alla Banca Europea degli Investimenti. 

Werner Hoyer Presidente della BEI
Nella lettera sono evidenziati i punti critici non considerati che avrebbero invece dovuto essere attentamente e preventivamente valutati ai fini della decisione di concedere un finanziamento di 550 milioni di euro che va ad aggiungersi a quello in capo a Cassa Depositi e Prestiti – altro Ente di emanazione pubblica - e a alcune Banche commerciali private. 

I gruppi fanno notare che sull’impatto della Pedemontana con l’ambiente, la BEI s’è limitata ad analizzare se vi fossero o meno interferenze con i Siti di Interesse Comunitario (SIC) che risultano lambiti ma non attraversati ne tantomeno compromessi dal tracciato di Pedemontana ma non ha spinto l’analisi sul complesso delle aree verdi che verrebbero pesantemente danneggiate. 

Nella lettera, gli ambientalisti hanno riassunto i danni per il territorio già causati dalle tratte A, B1 e dalle tangenziali di Como e Varese in esercizio dal 2015 e puntualmente, gli impatti che causerebbe il completamento dell’autostrada con le tratte B2 e C. 

Ne esce un quadro pesantissimo, di cui la BEI avrebbe dovuto tenere conto, comprensivo di rischi legati alle zone ancora con presenza di diossina TCDD nei suoli e al Piano di Bonifica insufficiente, di ambienti naturali di importanza e qualità non inferiore ai SIC che verrebbero distrutti, di ulteriore consumo di suolo, di incremento del traffico sulla viabilità locale con aumento di inquinamento atmosferico dovuto all’apporto di nuovi veicoli, di un costo realizzativo elevato e di assenza di una valutazione pubblica del rapporto costi/benefici. 

Tutte evidenze per la quale questa autostrada non può essere definita e considerata minimamente “green” ne tantomeno rientrare nel campo della “finanza verde” riservata ad interventi ecologicamente e ambientalmente sostenibili. La tanto declamata transizione ecologica non può comprendere questo progetto.
Sulla base di questo, i gruppi ambientalisti pensano sia necessario che la BEI riveda la decisione di concedere il finanziamento alla società promotrice dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.
 

Le Associazioni, i gruppi ambientalisti, le liste civiche:

Associazione Colli Briantei
Alternativa Verde Desio
Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate
Legambiente Seregno aps -Seregno
Legambiente circolo Laura Conti -Seveso
Seveso Futura -Seveso
Coordinamento No Pedemontana
Comitato Ambiente Bovisio Masciago
Lista Civica Altra Bovisio Masciago
Casa della Sinistra Seregno
Sinistra e Ambiente Meda
Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda
ImmaginArcore
Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore
Passione Civica per Cesano Cesano Maderno
Un Parco per Bernareggio

 

Il testo della lettera alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) che è stato tradotto anche in inglese.


lunedì 27 novembre 2017

Pedemontana: defunta o dormiente?


Una serata per fare il punto della situazione relativa alla Pedemontana che attualmente è ferma a Lentate. Si tratta di uno stop definitivo oppure solo di una pausa? Il rischio è quello di una diminuzione dell'attenzione da parte di chi è contrario all'opera e perciò di una ripresa dei lavori in futuro.

Parteciperà Alberto Colombo di "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile".

Quando: mercoledì 29/11/2017 alle ore 21,00
Dove: a Seregno, presso la sala riunioni di via Leonardo da Vinci, 30
Organizzato da: Casa della Sinistra - Seregno

sabato 10 giugno 2017

Seregno (PAc-1): il nuovo centro commerciale non si tocca. Respinte le osservazioni più significative presentate dalle associazioni cittadine


Il comune di Seregno chiude le porte in faccia alle più importanti richieste formulate dalle associazioni cittadine e dà il via libera al nuovo centro commerciale di via Milano - via allo Stadio.

Il lavoro delle associazioni (ACLI, Casa della Sinistra, Dare un'anima alla città, Quartiere Sant'Ambrogio, Comitato per l'ampliamento del parco Brianza Centrale, Osservatorio PTCP, Legambiente e WWF) non è stato comunque vano, in quanto sono state almeno recepite alcune osservazioni riguardanti le mitigazioni ambientali e la mobilità ciclo-pedonale.

In sintesi sono state respinte le seguenti osservazioni:
  • sospensione dell'approvazione del PAc-1 in attesa della definizione del nuovo Piano Urbano del Traffico e incontri pubblici per l'esposizioni delle problematiche e delle soluzioni;
  • riduzione della superficie edificabile;
  • realizzazione di una pista ciclopedonale nella fascia verde a sud del comparto;
  • divieto di installazione di totem pubblicitari all'interno delle aree verdi del comparto;
  • richiesta dell'acquisto e della cessione al Comune di un'area verde, all'interno del Parco Brianza Centrale, quale compensazione dell'area verde che verrà destinata al parcheggio del centro commerciale;
  • concentrazione del parcheggio ad uso pubblico in un'unica area, non "spalmato" attorno al centro commerciale;
  • regolamentazione della sosta di esclusiva competenza comunale;
  • riposizionemento dell'attraversamento pedonale di via Milano;
  • posizionamento di aiuole "salva pedone";
  • creazione di una corsia riservata per mezzi pubblici.
E meno male che il Sindaco di Seregno, rispondendo ad una puntuale critica dell'ora ex Assessore all'Urbanistica, abbia recentemente controbattuto all'accusa di: "consentire passivamente che il territorio di Seregno cambi e si trasformi,  favorendo le istanze di insediamento della grande distribuzione" dichiarando che invece il punto di vista di Barbara Milani è "in linea con il mio modo di sentire e il mio modo di approcciarmi al problema, ma che tali insediamenti [sono] già vietati dal vigente PGT approvato nella previgente consiliatura.“

sabato 11 febbraio 2017

Seregno: le associazioni si uniscono per tutelare il quartiere Sant'Ambrogio

Rendering del centro commerciale di cui è prevista l'edificazione nel quartiere Sant'Ambrogio di Seregno
Otto associazioni seregnesi (ACLI, Comitato di quartiere Sant'Ambrogio, Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Associazione Casa della Sinistra, Dare un'anima alla città, Osservatorio PTCP, Legambiente, WWF) hanno unito i loro sforzi per presentare al Comune di Seregno le proprie osservazioni per migliorare la vivibilità e le condizioni di traffico nel quartiere Sant'Ambrogio.

Le nuove osservazioni sono state suddivise in tre gruppi:
che di seguito vi proponiamo.



venerdì 22 luglio 2016

Seregno: il centro commerciale di via Milano passerà in consiglio comunale

L'area a verde interessata dal nuovo comparto commerciale (PAc-1)
Il Piano Attuativo del Commercio (PAc-1) di via Milano / via allo Stadio di Seregno cambierà ancora. Si è tenuta, infatti, mercoledì 20 luglio scorso la Conferenza di Verifica per esaminare le osservazioni per la assoggettabilità alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) presentate dai soggetti interessati.

Tutto nasce dalla richiesta della proprietà di suddividere l'edificio in due corpi distinti (uno destinato alla ristorazione e l'altro a supermercato) e di distribuire i parcheggi "a corona" degli edifici previsti.

Il progetto del PAc-1 sottoposto alle osservazioni
La nuova proposta, dopo l'analisi degli uffici, sarà sottoposta al vaglio del Consiglio Comunale, in quanto costituirebbe variante al PGT.

Diverse associazioni (Acli, Casa della Sinistra, Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Legambiente, WWF e "Dare un'anima alla città") hanno presentato alcune osservazioni per migliorare, dal punto di vista ambientale, il Piano Attuativo.

In particolare hanno chiesto all'amministrazione comunale:
  • di mantenere la continuità dell'area a verde (punto di appoggio alla Rete Ecologica Comunale) evitando qualsiasi tipo di frazionamento;
  • di garantire una maggior naturalità dell'intervento;
  • la scelta di essenze verdi autoctone;
  • di non consentire, all'interno dell'area verde, la realizzazione di totem pubblicitari;
  • lo spostamento della cabina elettrica in una posizione meno impattante;
  • la riduzione dei parcheggi.
In verde la Rete Ecologica Comunale (REC) nella zona interessata (cerchiata in rosso)
Inoltre viene richiesto di assoggettare l'intervento a VAS in quanto viene evidenzata "una distribuzione volumetrica diffusa" e il comparto in questione rientra, come indicato dalle norme provinciali (PTCP), tra le aree di ricarica degli acquiferi.