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lunedì 11 marzo 2024

Meraviglie Lariane: il nuovo contest fotografico del WWF Lecco svela i tesori paesaggistici della Provincia


Il WWF Lecco, in collaborazione con il Foto Club Lario Malgrate, presenta la seconda edizione del concorso fotografico "Meraviglie Lariane". Aperto a tutti i fotografi non professionisti residenti in Italia, anche minorenni, il concorso mira a raccogliere le immagini più suggestive dei paesaggi sparsi in tutta la provincia di Lecco.

Il presidente del WWF Lecco, Giovanna Corti, spiega l'obiettivo del concorso: «Vogliamo raccogliere le più suggestive foto dei paesaggi di tutta la provincia. Un'apposita giuria selezionerà gli scatti ritenuti più meritevoli, ma ci sarà spazio anche per le votazioni “popolari”, che avverranno tramite i nostri canali social su Instagram e Facebook. I dodici scatti vincitori andranno a comporre il calendario WWF Lecco 2025, che verrà poi mandato in stampa in autunno».

Le iscrizioni online si aprono oggi, lunedì 11 marzo 2024, e termineranno il 15 aprile 2024. Il tema "Meraviglie Lariane" prevede un'unica categoria di scatti, che dovranno immortalare il paesaggio lariano con riprese panoramiche o scorci caratteristici. La giuria selezionata sceglierà i dodici vincitori, ma sarà il pubblico sui social a determinare le tre fotografie che saliranno sul podio.

La serata di premiazione si terrà sabato 11 maggio 2024 presso la Sede del Foto Club Lario Malgrate. Durante l'evento, verranno annunciati i vincitori, i cui nomi saranno successivamente pubblicati sul sito e sui social dell’Associazione. I dodici finalisti riceveranno un attestato di premiazione, la stampa della propria fotografia e gadget esclusivi WWF. Tra i vincitori, i primi tre selezionati dalla "giuria social" riceveranno anche un’iscrizione gratuita per un anno a WWF Italia e gadget WWF come borracce, tazze colazione e shopping bag.

Giovanna Corti sottolinea l'importanza di celebrare la bellezza dei panorami della provincia di Lecco, con la speranza di sensibilizzare sempre di più sulla necessità della loro tutela. Inoltre, la presidente del WWF Lecco segnala un altro evento meritevole di attenzione: il concorso fotografico organizzato dal Parco Monte Barro, che ha il Parco e le sue meraviglie come tema centrale, una collaborazione consolidata con il WWF Lecco da molti anni.


Per ulteriori informazioni tecniche sul concorso e per effettuare le iscrizioni, è possibile visitare il sito ufficiale del WWF Lecco all'indirizzo wwf.lecco.it.

giovedì 16 marzo 2023

Ri-Party-Amo da Malgrate con WWF Lecco

Appuntamento a Malgrate per sabato pomeriggio, nei pressi del Ponte Kennedy

 


RI-PARTY-AMO, iniziativa promossa da Intesa Sanpaolo e WWF Italia, si propone come iniziativa concreta per coinvolgere quante più persone possibili a difesa e salvaguardia del territorio nazionale. Insieme a giovani, scuole, famiglie, aziende e intere comunità, il WWF scende in campo con attività di pulizia, opere naturalistiche e iniziative di sensibilizzazione per ripristinare fiumi, spiagge e fondali.

PULIAMO L’ITALIA

Nell’ambiente marino si accumula ogni tipo di rifiuto prodotto dalle nostre società. Molti di questi rifiuti non sono metabolizzabili dai sistemi naturali e le plastiche ne sono un esempio emblematico. Sono stati trovati rifiuti in tutti gli ambienti marini: spiagge, fondali bassi e profondi, superficie del mare e in tutta la colonna d’acqua.

L’obiettivo di questa grande mobilitazione collettiva è il ripristino di spiagge e litorali, ma anche sponde dei fiumi, laghi e aree naturali nelle zone distanti dal mare.

L’impatto del progetto di pulizia si estenderà su 20 milioni di mq di territorio per ripulire spiagge, margini dei fiumi e fondali dai rifiuti e dalla plastica.

APPUNTAMENTRO PER SABATO A MALGRATE



Nell’ambito della campagna del WWF Italia, la sezione lecchese ha già promosso un intervento di pulizia lo scorso settembre a Lecco, nel tratto tra la Canottieri e il Ponte Kennedy. Il nuovo appuntamento è per il pomeriggio di sabato 18 marzo per un intervento di pulizia del lungolago di via Provinciale a Malgrate, ancora nei pressi del ponte Kennedy. Ritrovo sul posto alle 14.00.

I primi trenta partecipanti riceveranno lo speciale “kit” WWF composto da maglietta, cappellino, guanti da lavoro e sacchetti, all’interno della string-bag di Ripartyamo.

Partner tecnico dell’evento: Silea SpA.


Info e prenotazioni via mail: info@wwf.lecco.it o WhatsApp allo 03411716138, o direttamente sul sito WWF Italia: ​https://www.wwf.it/cosa-facciamo/eventi/pulizia-spiaggia-malgrate-lecco/

mercoledì 3 marzo 2021

Incenerimento rifiuti e teleriscaldamento. Le associazioni lecchesi: "non c'è trasparenza e non è la soluzione!"


a cura del Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero

Giovedì 4 marzo 2021 i sindaci dei comuni della nostra provincia sono chiamati a votare nell’assemblea dei Soci di Silea, un atto di indirizzo per l’affidamento della costruzione e gestione della rete teleriscaldamento da allacciare all’inceneritore.
Suona strano che ad appalto chiuso anche se non espletato (ha partecipato una sola società, Varese Risorse del gruppo ACSM-AGAM) si debba ancora votare da parte dei sindaci un atto di indirizzo: viene allora da chiedersi perché è stata indetta la gara d’appalto.

Il Nostro Coordinamento è sempre stato contrario a questo progetto, soprattutto perché la fonte primaria di calore fino alla sua dismissione è l’inceneritore che sarà utilizzato al massimo carico termico (più del doppio del necessario). Il fatto che si dica che nel 2032 l’inceneritore verrà spento non ci rassicura: che certezze ci sono che ciò avvenga? L’assemblea dei sindaci metterà nero su bianco questo impegno?

Per allacciare il teleriscaldamento e per rinnovare il forno si sono fatti e si faranno in futuro investimenti importanti per molti milioni di € (il totale probabilmente ad oggi già supera i 10 milioni di €). Questa somma poteva essere impiegata in una riconversione dell’impianto (ricordiamo lo studio fatto da Silea sulla fabbrica dei materiali) e in un potenziamento delle attività di raccolta differenziata e riciclo. Azioni di questo tipo, in linea con una visione moderna della gestione dei rifiuti, avrebbero potuto portare ad una dismissione progressiva del forno a partire dal 2024, anno in cui verranno ripagati gli investimenti fatti all’inizio del 2000 per raddoppiare l’impianto.

Sulle voci di possibili scenari di utilizzo di fonti rinnovabili per il teleriscaldamento, riscontriamo anche questa volta l’impossibilità per i cittadini di accedere alle informazioni. Le commissioni ambiente tenute nei comuni di Valmadrera, Lecco e Malgrate si sono svolte a porte chiuse e con impegno scritto dei partecipanti alla non divulgazione. Non ci si nasconda dietro scuse come possibili problemi legali di turbative d’asta o di divulgazione di segreti industriali: c’è solo una società cui può andare l’appalto ed ai cittadini non interessano i segreti industriali, ma sapere come verrà salvaguardata la propria salute e spesi i soldi che
vengono versati come tasse.

Finché non si capirà che i processi vanno condivisi e non si devono subire le scelte degli “esperti” (quasi sempre portatori di interessi economici), la politica resterà un qualcosa di lontano e continuerà ad avere una valenza negativa. A questi, per noi, cattivi amministratori ricordiamo che tra un SI ed un NO c’è il COME, cioè il modo in cui vengono prese le decisioni!

Da indiscrezioni apprese da articoli sui giornali, sembra che una delle fonti rinnovabili che verranno utilizzate in futuro sarà il Biometano, forse quello generato ad Annone con il compostaggio. La quantità però non sarebbe sufficiente per un teleriscaldamento come quello a progetto, ma coprirebbe solo un terzo della potenza necessaria. Ci sembra anche questa una cattiva notizia: il futuro va verso sistemi di riscaldamento con acqua a bassa temperatura che aumentano l’efficienza energetica. Che ora si proponga un teleriscaldamento che utilizza acqua vicina ai 100 gradi con dispersioni nelle tubazioni (in media i teleriscaldamenti perdono più del 10% di calore nei tubi), ci sembra una vera baggianata termodinamica.

Ricordiamo che nei tre comuni interessati, più del 95% dei riscaldamenti è già a metano e parte dei condomini ed abitazioni utilizzano caldaie a condensazione (cioè ad alto rendimento e probabilmente superiore a quello del teleriscaldamento). E allora perché non vendere il biometano ai cittadini invece di investire altri 50 milioni?
Forse una risposta sta nel fatto che ACSM-AGAM vende GAS: allacciandosi al teleriscaldamento le utenze sostituiranno le caldaie con gli scambiatori di calore ed in modo indiretto pagheranno il gas alla società che gestisce il teleriscaldamento. Di conseguenza gli utenti non potranno più scegliere dove comprare il gas al minor costo e dovranno pagare l’acqua riscaldata al prezzo che il gestore deciderà.

A chi si arrampica sui vetri chiedendo “la certificazione di origine del metano”, ricordiamo che Bio o no il metano genera CO2 e più si scalda l’acqua più se ne produce. Il futuro passa per riscaldamenti che vadano progressivamente ad eliminare la combustione (es. pompe di calore) e per una efficienza energetica degli edifici.
C’è infine la questione di tutti gli altri 84 comuni soci di Silea che non utilizzeranno il teleriscaldamento: che interessi hanno ad entrare in questa vicenda?
Come soci partecipano economicamente agli investimenti necessari al forno ed a eventuali rischi nel caso questa iniziativa non andasse a buon fine (esempio per mancanza di utenze). Gli impianti però (rete e centrali) al termine del periodo di concessione diventeranno di proprietà solo dei tre comuni Lecco, Valmadrera e Malgrate ed agli altri non resterà nulla.

Chiediamo quindi ai Sindaci se hanno i dati necessari ed hanno fatto con coscienza tutte le valutazioni economiche del caso.
Per tutto questo riteniamo sia necessario sospendere l’approvazione di questo appalto e intavolare un approfondimento ed una discussione pubblica che coinvolga in primo luogo i cittadini, le associazioni e tutti coloro che hanno interessi nella vicenda in modo che si decida con la partecipazione di tutti.
Oltre alla salute non bruciamo anche i nostri soldi!

Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero
L’altra Via
Circolo Ambiente Ilaria Alpi
Gruppo Difesa Natura Suello


Contatti: rifiutizerolecco@gmail.com  - https://leccorifiutizero.wordpress.com/

lunedì 7 dicembre 2020

Malgrate (LC): il Ministero dell’Ambiente chiede verifiche sul taglio dei pini

Il viale prima del taglio dei pini (Pinus pinea).

I protagonisti della vicenda sono ormai tristemente noti: dodici esemplari di Pinus pinea, esistenti da oltre cinquant’anni, abbattuti nel gennaio di quest’anno, nell’ambito del progetto di “riqualificazione” del lungolago malgratese tanto ostinatamente voluto e sostenuto dall’Amministrazione Locale, quanto decisamente osteggiato da associazioni ambientaliste e comitati locali di cittadini.

 

Il lungolago dopo l'abbattimento dei pini.

A seguito del taglio delle essenze ultracinquantenni, meno di un mese fa, WWF Lecco e Legambiente Lecco annunciavano di aver presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti lombarda, al fine di sollecitare un controllo sulla correttezza delle procedure seguite per arrivare all’irreversibile taglio. L’esposto si poneva come finalità quella di sollecitare un controllo sulla correttezza delle procedure seguite per arrivare ad estirpare i vecchi pini di Malgrate, fornendo elementi di analisi anche da un punto di vista di proporzione costi/benefici rispetto all’alternativa della conservazione, sulla base della perizia a firma dell’agronomo Dottor Giorgio Buizza (che ha quantificato una perdita patrimoniale per il Comune di Malgrate di oltre trecentomila euro), nonché spunti di riflessione sulla (non solo attuale) importanza del “bene albero”.


Alcuni cartelli di protesta.

Ebbene, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare non è rimasto inerte di fronte all’attivazione delle associazioni ambientaliste e in data 3 dicembre, con sorprendente e apprezzabile tempestività, il Direttore Generale Giuseppe Lo Presti ha inviato una comunicazione all’ISPRA - Centro nazionale crisi emergenze ambientali e danno, alla Direzione Generale per il patrimonio naturalistico e al Comitato per il Verde Pubblico (questi ultimi due organismi dello stesso Ministero), inoltrata per opportuna conoscenza anche alle Associazioni esponenti, con specifiche richieste di verifica e approfondimento in relazione alla vicenda malgratese.

In particolare, dal Ministero si richiede all’ISPRA «di valutare, anche eventualmente avvalendosi del sistema agenziale SNPA, se, ai sensi della parte VI del D.lgs. 152/2006, sussistano profili di danno ambientale o minaccia di danno ambientale derivante dai fatti» oggetto dell’esposto, nonché al Comitato per il Verde Pubblico di «valutare eventuali violazioni della normativa in materia di verde pubblico e privato derivanti dall’attività di abbattimento» dei dodici pini. Ma non solo! Il Direttore Generale del Ministero ha anche di sua iniziativa inviato copia della sua comunicazione alla Procura Regionale Corte dei Conti Lombardia, aggiungendo così la propria autorevole voce istituzionale a quella delle Associazioni ambientaliste nel chiedere che venga fatta chiarezza sull’accaduto.

Le rappresentanze lecchesi di WWF e Legambiente hanno accolto con grande soddisfazione l’interessamento mostrato dal Ministero: la rapidità di riscontro e il coinvolgimento di altre strutture dell’apparato statale costituiscono certamente uno sviluppo positivo, a conferma di una sempre maggiore attenzione all’ambiente e alle sue componenti, facendo ben sperare in ottica di accertamento della vicenda.

 

Le nuove piantumazioni

Intanto sul nuovo lungolago sono pronti a fare bella mostra di sé, aggiungendo danno al danno, otto striminziti “platani a ombrello”, costruiti artificialmente in vivaio per ottenere la sagoma “a tetto” e messi a dimora con i rami legati a canne di bambù per orientarne lo sviluppo e la geometria. Una ripiantumazione improvvisata e senza alcun supporto scientifico: ci sono specie che rispondono naturalmente alla formazione di sagome larghe e basse, ma a Malgrate si preferisce impiegare una specie caratterizzata geneticamente da grandi dimensioni per costringerla a sagome innaturali.



giovedì 12 novembre 2020

Le associazioni ambientaliste non dimenticano il taglio dei pini di Malgrate


 

Chi pensava che l’attuale emergenza sanitaria avrebbe fermato le associazioni ambientaliste nella propria lotta a tutela delle risorse ambientali, ha oggi un motivo in più per ricredersi.

Ricordate l’amara vicenda dei pini del lungolago di Malgrate? Dodici esemplari di Pinus pinea abbattuti nel gennaio di quest’anno, nell’ambito del progetto di “riqualificazione” del lungolago malgratese.
Il progetto, fortemente contestato nella parte in cui prevedeva l’abbattimento degli alberi ultracinquantenni che ornavano il lungolago, aveva destato una vera e propria sollevazione di popolo. Gli alberi di Malgrate avevano unito nella lotta per la tutela del bene comune e del patrimonio arboreo adulto urbano, non soltanto le associazioni per così dire addette ai lavori, ma anche cittadini comuni, affezionati a quei pini che costituivano ormai parte dell’identità del Comune e dei suoi abitanti.




Le associazioni ambientaliste lecchesi, in primis WWF e Legambiente, avevano cercato di intavolare un dialogo con le amministrazioni locali, al fine di individuare un’alternativa coerente con la riqualificazione della zona lungolago che consentisse però di preservare il patrimonio arboreo esistente. Lello Bonelli, Presidente di WWF Lecco, aveva dichiarato: “pur non considerando come secondaria l’esigenza di dare al lungolago un’uniformità estetica, riteniamo che un buon progetto avrebbe dovuto tener conto del valore anche paesaggistico rappresentato dai bellissimi esemplari già esistenti e rigogliosi che da decenni caratterizzano, con la loro elegante chioma, una parte del lungolago. Ci auguriamo che sia ancora possibile una rivalutazione del progetto che prenda in considerazione gli aspetti ambientali fino ad ora trascurati”.




Com’è noto, le amministrazioni locali si sono dimostrate sorde alle proposte avanzate, da ultimo in un incontro tenutosi nella metà di gennaio scorso alla presenza dei presidenti di Legambiente e WWF. In tale incontro, emergeva che il progetto di riqualificazione del lungolago – per stessa ammissione dell’Amministrazione Comunale – si basava su “una valutazione architettonica, paesaggistica ed economica” che non aveva tenuto in considerazione le piante esistenti. Addirittura, non erano state effettuate perizie agronomiche sul progetto di taglio; soltanto le citate associazioni ambientaliste incaricavano un perito in tal senso, l’agronomo Dott. Giorgio Buizza, le cui osservazioni non sono state tuttavia nemmeno prese in considerazione dalle Amministrazioni coinvolte.
In sostanza, il progetto non si era occupato di preservare gli alberi esistenti, ridisegnando il lungolago come se non ci fossero. Così, nonostante proteste, sit-in e una grande mobilitazione di cittadini e associazioni per opporsi al taglio, i dodici pini che abbellivano Malgrate da oltre cinquant’anni sono stati, semplicemente, eliminati.

La diatriba sul punto non può però dirsi conclusa. È di oggi la notizia che WWF Lecco – in persona del Presidente Lello Bonelli e Legambiente Lecco – in persona della Presidente Laura Todde, con il patrocinio dell’Avvocato Loretta Davanzo, hanno presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti lombarda, al fine di sollecitare un controllo sulla correttezza delle procedure seguite per arrivare al taglio dei pini di Malgrate, anche da un punto di vista di proporzione costi/benefici rispetto all’alternativa della conservazione. Nello specifico la dettagliata relazione di stima del Dott. Buizza, allegata all’esposto, quantifica la perdita patrimoniale per il Comune di Malgrate in oltre trecentomila euro.

Nell’esposto, oltre a portare all’attenzione della citata Procura le problematiche attinenti al rispetto dei passaggi, che avrebbero dovuto essere prese in considerazione prima di un intervento tanto invasivo quanto l’asportazione totale delle piante, si sottolinea, come già più volte fatto in passato, l’importanza fondamentale del “bene albero”, specialmente nel nostro contesto storico. Come già illustrato all’epoca dei fatti dai rappresentanti locali di WWF e Legambiente, infatti, “la decisione di tagliare le dodici piante non tiene conto che le condizioni ambientali sono mutate e che tagliare alberi sani e forti oggi dovrebbe muovere una sensibilità diversa rispetto al passato”.

Dopo la lunga battaglia legale contro le minicentrali idroelettriche sul torrente Fraina, in Comune di Premana, che avrebbero portato danni irreversibili all’equilibrio idrogeologico dei luoghi, e che si è conclusa pochi giorni fa con lo stop del progetto, WWF e Legambiente aprono un nuovo fronte: in attesa di conoscere l’esito dell’esposto presentato alla competente Procura, un importante segnale è stato inviato alle Amministrazioni pubbliche del territorio: c’è sempre un occhio vigile a tutela dell’ambiente.

domenica 12 gennaio 2020

Malgrate (LC): Associazioni ambientaliste contro il taglio dei pini sul lungolago


di Lello Bonelli, Presidente WWF Lecco
e Laura Todde, Presidente Legambiente Lecco


Continua la battaglia dei cittadini e delle associazioni ambientaliste per salvare i 12 esemplari di Pinus pinea dall’abbattimento per il completamento del sesto e ultimo lotto previsto nel progetto di riqualificazione del lungolago malgratese.


Giovedì 9 gennaio 2020 si è tenuto l’incontro richiesto dai rappresentanti delle Associazioni WWF Lecco e Legambiente Lecco con il Sindaco del Comune di Malgrate, Flavio Polano, il vicesindaco, Innocente Vassena e l’architetto Roberta Fumelli, per approfondire le motivazioni alla base della radicale scelta dell’Amministrazione di Malgrate. Su ammissione della stessa Amministrazione, la scelta si è basata su “una valutazione architettonica, paesaggistica ed economica”, senza tenere in considerazione le piante esistenti. Infatti, alla richiesta dell’agronomo Giorgio Buizza di visionare le perizie agronomiche relative al progetto di taglio, è stato risposto che non erano state effettuate, affermazione confermata anche durante l’incontro con il Primo Cittadino.


Ci sembra preoccupante che l’Amministrazione comunale abbia preso una decisione riguardante il patrimonio arboreo senza avvalersi di un supporto tecnico-agronomico che avrebbe potuto evidenziare il valore ecologico ed economico delle piante già esistenti, avanzando proposte alternative al taglio per ovviare al problema delle radici affioranti che rappresentano un ostacolo al passaggio pedonale.

Ricordiamo che piante adulte, come gli ultracinquantenni Pinus Pinea, hanno un valore ecosistemico che va ben oltre quello di puro elemento ornamentale: produzione di ossigeno, ombreggiamento e riduzione delle temperature estive, fonte di diversità urbana come habitat di molti animali (insetti, uccelli e piccoli mammiferi).



Dall’epoca di elaborazione del progetto iniziale sono passati molti anni in cui diverse problematiche ambientali sono emerse prepotentemente e con ciò massive sollecitazioni a piantare alberi. La decisione di tagliare le 12 piante non tiene conto che le condizioni ambientali sono mutate e che tagliare alberi sani e forti, oggi dovrebbe muovere una sensibilità diversa rispetto al passato.

Anche dal punto di vista economico la spesa cui va incontro l’Amministrazione per l’opera di abbattimento, rimozione delle ceppaie, smaltimento e conseguente piantumazione di non meglio identificate “nuove essenze”, sembra sproporzionata rispetto a quello che potrebbe essere un intervento di riqualificazione e miglioramento della pavimentazione.


Pur non considerando come secondaria l’esigenza di dare al lungolago un’uniformità estetica, riteniamo che un buon progetto avrebbe dovuto tener conto del valore anche paesaggistico rappresentato dai bellissimi esemplari già esistenti e rigogliosi che da decenni caratterizzano, con la loro elegante chioma, una parte del lungolago.

Ci auguriamo che sia ancora possibile una rivalutazione del progetto che prenda in considerazione gli aspetti ambientali fino ad ora trascurati.