venerdì 19 luglio 2024

Il ritorno dei gamberi autoctoni nel torrente Bevera di Brianza: aggiornamenti e prospettive future


Nei mesi di aprile e luglio, i volontari del WWF Lecco, coordinati dal Consigliere dell’Associazione, Dott. Raoul Manenti, insieme ai biologi Beatrice Caimi e Matteo Galbiati, nonché al personale del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, hanno effettuato alcuni sopralluoghi nel tratto del Torrente Bevera interessato, nello scorso autunno, dalla moria di gamberi autoctoni.

La finalità del sopralluogo era quella di verificare l’attuale situazione della popolazione di gamberi, nonché il funzionamento delle barriere posizionate nel novembre 2023 sul torrente. L’esito è stato sicuramente positivo.


Nel corso delle osservazioni effettuate sia in aprile sia in luglio, infatti, sono stati rilevati i seguenti dati: a valle della prima barriera, assenza di gamberi di fiume (non erano presenti né esemplari vivi, né esemplari morti); a monte della prima delle due barriere, invece, è stato possibile osservare diversi individui vivi e attivi fin dal mese di aprile. Nell’ultimo sopralluogo di luglio, nel tratto a monte sia della prima che della seconda barriera è stata osservata una densità media di 0,75 gamberi/m², considerando solo i gamberi più lunghi di 4 cm.


Nei prossimi giorni si provvederà pertanto a rimuovere la seconda barriera; la prima, invece, per prudenza sarà mantenuta almeno sino ai mesi autunnali. Tra ottobre e novembre sono previsti intensi monitoraggi volti a valutare lo status della popolazione di gamberi.
 

Sicuramente una bella notizia, resa ancora migliore dalla consapevolezza che questo risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione di WWF Lecco con il Comune di Colle Brianza e l’ERSAF, nonché grazie all’indispensabile supporto delle associazioni del territorio (Associazione Amici del Monte di Brianza, Comitato per la difesa delle Bevere e del Fiume Lambro, WWF Insubria) e al generoso contributo economico della cittadinanza.

L’attenzione non deve però sopirsi: il tratto attualmente interessato dalla presenza dei gamberi è solo una piccola porzione di quello inizialmente occupato; inoltre, presenta caratteristiche non così ottimali come i tratti a valle in cui è avvenuta la moria.

La sfida potrà dirsi davvero vinta solo se, nei prossimi anni, la popolazione di gamberi di fiume riprenderà la propria originaria estensione (sia numerica, sia in termini di diffusione geografica) e se, ovviamente, simili eventi di moria non si ripeteranno.

giovedì 18 luglio 2024

Pedemontana e diossina: "Seveso Futura" invoca trasparenza sulla bonifica

La molecola della diossina sovrapposta al percorso di Pedemontana

Negli ultimi giorni, i consiglieri comunali di minoranza di Seveso hanno avanzato una richiesta formale alla Sindaca Alessia Borroni per la convocazione di un Consiglio comunale aperto. All'ordine del giorno vi è la delicata questione della bonifica delle aree contaminate da diossina, in relazione ai lavori di costruzione della Pedemontana.

La lista civica Seveso Futura

Uno dei gruppi promotori, Seveso Futura, ha espresso con fermezza la necessità di trasparenza in questa fase cruciale. In un comunicato, il gruppo ha dichiarato: “Pretendiamo il massimo della trasparenza! Abbiamo chiesto un Consiglio comunale aperto sui lavori di bonifica della diossina nelle aree di Seveso interessate dal passaggio della Pedemontana. Abbiamo scritto alla sindaca Alessia Borroni e al presidente del Consiglio comunale per convocare URGENTEMENTE una seduta 'aperta' per discutere del Piano esecutivo di Bonifica da Diossina nelle aree comunali interessate dall’intervento. L’obiettivo è informare chiaramente e trasparentemente la cittadinanza. Riteniamo fondamentale il carattere 'aperto' della seduta per permettere ai cittadini e ai rappresentanti delle associazioni di porre domande ed esprimere opinioni.”

Presidio del Comitato NO Pedemontana per chiedere trasparenza sulle operazioni di bonifica

L’iniziativa ha riscosso l’apprezzamento del Comitato NO Pedemontana, che nelle scorse settimane aveva organizzato una raccolta firme per richiedere un’assemblea pubblica sul tema. Il Comitato ha dichiarato: “È una notizia importante che i gruppi di opposizione al Consiglio comunale di Seveso abbiano fatto formale richiesta di un Consiglio comunale aperto sulla bonifica delle zone contaminate da diossina interessate dal passaggio della Pedemontana. È un fatto molto positivo e va nella direzione dei nostri sforzi per chiedere trasparenza per la cittadinanza. Il 9 luglio abbiamo visto un tavolo barricato dentro l'edificio dello Chalet del Bosco delle Querce, con decine di cittadini esclusi. Se c'è una cosa che non deve accadere 48 anni dopo il disastro ICMESA è che tutto si faccia a porte chiuse, tra 'addetti ai lavori', escludendo la popolazione. La popolazione va coinvolta direttamente e va garantito il diritto di parola. È importante che tutti i comuni interessati chiedano incontri pubblici che Pedemontana deve organizzare con pieno diritto di parola per i cittadini.”

Di seguito riportiamo il testo della lettera inviata dai consiglieri comunali.
 


Alla c.a.
Alessia Borroni, Sindaca della Città di Seveso
Roberto Donghi, Presidente del Consiglio comunale

Oggetto: Richiesta di convocazione urgente di Consiglio comunale aperto sui lavori di bonifica della diossina sulla tratta B2 di Pedemontana

Gentile Sindaca della Città di Seveso, egregio Presidente del Consiglio comunale,

Con la presente vi chiediamo di convocare urgentemente una seduta aperta di Consiglio comunale alla quale invitare con diritto di parola i tecnici che ci accompagnano in Commissione Territorio per discutere del Piano esecutivo di Bonifica da Diossina nelle aree comunali interessate dall'intervento con l'obiettivo di trasferire e rendere intellegibili tutti i dati e le considerazioni esposte lo scorso 9 luglio in sede di Tavolo permanente sui lavori della bonifica.

Riteniamo importante il carattere "aperto" della seduta per lasciare la possibilità a cittadini e rappresentanti di associazioni di porre domande sulla tematica oggetto di discussione.

Sicuri di un celere riscontro, salutiamo cordialmente,

I Consiglieri comunali:
  • Giorgio Garofalo, Seveso Futura
  • Gianluigi Malerba, Pd Seveso
  • Anita Argiuolo, Pd Seveso
  • Pietro Aceti, Lista civica Butti

Abbandonare è un po' tradire: Monza e Cinisello lasciano il Parco GruBrìa


Dopo la pubblicazione da parte di alcuni organi di stampa della notizia che il Comune di Monza farà confluire nel Parco Regionale della Valle del Lambro ulteriori aree già prevalentemente individuate quali Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) Media Valle del Lambro e GruBrìa, abbiamo ricevuto da un lettore una lettera che esprime alcune perplessità riguardanti l'indebolimento dei due PLIS. Perché abbandonarli al posto di rafforzarli? L'uscita di Monza ne creerà l'indebolimento. Che fine faranno? Ricordiamo che sul GruBrìa già il Comune di Cinisello Balsamo ha deliberato di far confluire le proprie aree nel Parco Nord Milano (leggi qui).

Dopo aver sostenuto per anni l'ampliamento del Parco Brianza Centrale e la sua unione con il Parco del Grugnotorto Villoresi, diventati poi Parco GruBrìa, assistiamo ora a queste uscite che non fanno altro che ridurre la potenzialità di tutela di queste aree. Visto con l'ottica del proprio orticello, quanto deliberato da Cinisello Balsamo e Monza è senz'altro una notizia positiva, ma vista con un'ottica più ampia siamo sicuri che indebolire i PLIS sia una strategia giusta per tutelare la fascia di territorio (già troppo urbanizzata) che da Milano arriva a Seregno?

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del Comune di Monza e la lettera del nostro lettore.

Il comunicato stampa del Comune di Monza

Il Parco di Monza

È arrivata in Consiglio Comunale la proposta di far confluire nel Parco Regionale della Valle del Lambro ulteriori aree già prevalentemente individuate quali Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) Media Valle del Lambro ed ex Grugnotorto Villoresi (ora Parco GruBrìa).
Il documento è stato approvato dalla Giunta e illustrato lunedì 15 luglio in Consiglio dall’Assessore all’Ambiente Giada Turato e dall’Assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti.

Sui 3.303 ettari complessivi del territorio del Comune di Monza, circa 738,8 già ricadono all’interno del perimetro del Parco Regionale della Valle del Lambro, in gran parte rappresentati dal Parco di Monza.
La superficie delle nuove aree di cui si propone l’inserimento è di circa 580 ettari, che - se incluse - porterebbero quindi a un aumento dell’80% delle aree totali comprese nel vincolo regionale.

La delibera in merito all’aggregazione e ampliamento del Parco Regionale, a cui seguirà la decisione del Consiglio comunale, riguarda compendi di aree libere o prevalentemente libere soprattutto poste a corona dell’abitato monzese, che costituiscono un sistema di aree da tutelare, in rete ed in continuità con aree simili situate nei territori di alcuni comuni contermini.

La normativa regionale prevede la possibilità di affidare la gestione dei PLIS agli enti gestori dei parchi regionali oppure procedere all’aggregazione agli stessi attraverso delibera di consiglio comunale, a cui fa seguito un’istruttoria regionale e, in ultimo, l’emanazione di una legge regionale di approvazione dell’ampliamento.

Le aree coinvolte
Il Parco Regionale della Valle del Lambro, a Monza, già include il Parco Reale, i Boschetti ed un’altra porzione storica di territorio in prossimità di via Lecco.

Le aree comprese nella proposta di aggregazione e ampliamento del Parco Regionale, invece, svolgono un ruolo di fondamentale cerniera di un sistema verde su scala metropolitana, al di là dei limiti amministrativi comunali e provinciali: lungo la direttrice Nord-Sud, collegando il Parco Regionale della Valle del Lambro con il PLIS della Media Valle del Lambro che si estende sino a Milano.

Sono invece escluse dall’inserimento nel Parco Regionale le aree coinvolte nel progetto di prolungamento della linea di metropolitana M5 e del relativo deposito, per garantirne l’attuazione nei termini stabiliti dal Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), il cui procedimento è attualmente in fase conclusiva.

Lo scopo dell’ampliamento

L’inserimento di ulteriori parti di territorio nel Parco Regionale della Valle del Lambro ha lo scopo di rafforzare i vincoli che tutelano al momento i terreni liberi o prevalentemente liberi, agricoli e a verde, delle aree interessate, dato che – a fronte di fenomeni di crescente urbanizzazione e dell’arrivo di infrastrutture chiave come la metropolitana M5 - i parchi regionali prevedono una tutela paesaggistica e ambientale maggiormente efficace rispetto a quella garantita dalla semplice inclusione in un Parco Locale d’Interesse Sovracomunale.

La proposta di estensione del Parco della Valle del Lambro, inoltre, è frutto di un confronto con i sindaci dei Comuni che fanno parte del PLIS Media Valle del Lambro, nell’ottica di affidare le aree ad un ente di ordine superiore – in questo caso regionale – con maggiore disponibilità in termini di risorse e di personale.

Il Parco della Valle del Lambro 

Istituito nel 1983, il Parco copre oggi una superficie di 8.107 ettari - di cui 4.080 di parco naturale - in 36 diversi Comuni delle province di Como, Monza e Brianza e Lecco. Il suo territorio si estende lungo un tratto di 25 km del fiume Lambro compreso tra i laghi di Pusiano e di Alserio a nord e il Parco della Villa Reale di Monza a sud. Per la grande diversità delle aree che coinvolge, il Parco spicca per la varietà delle vedute panoramiche che offre e per un'orografia caratterizzata da altopiani, piccole valli scavate dai fiumi, rogge e torrenti e da grandi estensioni di prati alternate da più modeste zone boschive. Un aspetto di particolare interesse è dato dalla presenza di numerose ville patrizie, con i relativi giardini storici: un valore del tutto eccezionale, in proposito, riveste proprio il complesso del Parco di Monza e dei giardini della Villa Reale.

“L’inclusione di ulteriori aree nell’ampio parco della Valle del Lambro – osserva l’Assessore all’Ambiente Giada Turato – permetterà una più forte tutela del patrimonio verde di Monza. Con questo passaggio storico Monza intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Strategia dell’UE sulla Biodiversità per il 2030 che prevede la creazione di una rete di zone protette comprendenti almeno il 30% della superficie, di cui almeno un terzo sottoposte a tutela rigorosa”.

“L’atto formale dell’ampliamento del Parco Regionale Valle Lambro nel territorio di Monza – dichiara l’Assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti – costituisce anche uno degli atti di indirizzo per la politica urbanistica che questa Amministrazione intende attuare nella Variante di PGT in fase di redazione: consumo di suolo a saldo negativo, più qualità negli interventi di rigenerazione e costruzione di quel parco di cintura urbana di cui si parla ormai da trent’anni”.

 


La lettera 

Il Parco del Meredo (PLIS GruBrìa) a Seregno

Cara Brianza Centrale,

con grande interesse e qualche perplessità ho seguito la proposta del Comune di Monza di ampliare il Parco Regionale della Valle del Lambro, includendo ulteriori 580 ettari provenienti dai PLIS della Media Valle del Lambro e GruBrìa. Senza dubbio, questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela del nostro prezioso territorio verde, incrementando dell'80% la superficie del parco regionale e rafforzando i vincoli di protezione ambientale. Tuttavia, non posso fare a meno di sollevare alcune riflessioni critiche su questa proposta.

In primo luogo, l'abbandono dei PLIS a favore dell'inclusione nel Parco Regionale potrebbe indebolire la gestione locale di queste aree. I PLIS, sebbene con meno risorse rispetto ai parchi regionali, hanno finora garantito una protezione adeguata e una gestione più vicina alle esigenze delle nostre comunità. La normativa regionale prevede la possibilità di affidare la gestione dei PLIS agli enti dei parchi regionali, ma questo trasferimento di competenze potrebbe portare a una minore attenzione alle peculiarità specifiche di queste aree.

La tutela del verde pubblico dovrebbe essere considerata in una prospettiva complessiva e non limitata a singole porzioni di territorio. Abbandonare i PLIS potrebbe rappresentare una perdita in termini di coinvolgimento e responsabilizzazione delle amministrazioni comunali e dei cittadini, che finora hanno giocato un ruolo cruciale nella protezione di queste aree.

Inoltre, sono rimasto perplesso dalla dichiarazione dell'Assessore al Governo del Territorio, Marco Lamperti, riportata dal sito "Il Cittadino MB". Lamperti ha affermato: "Non significa che sui terreni che saranno vincolati non si costruirà più...". Questa precisazione, sebbene possa sembrare superflua, è significativa. Essa suggerisce che, nonostante i vincoli regionali, potrebbero essere previste deroghe o progetti di costruzione in aree protette, sollevando dubbi sulla reale efficacia della tutela ambientale.

In conclusione, la proposta di ampliamento del Parco della Valle del Lambro è certamente un'opportunità per Monza e per la protezione del suo patrimonio verde. Tuttavia, è essenziale considerare attentamente le implicazioni di questa scelta, garantendo che la tutela del territorio sia realmente efficace e che non vengano compromesse le specificità e le esigenze delle aree attualmente gestite come PLIS. Una gestione integrata e partecipata del verde pubblico, che coinvolga tutte le parti interessate, potrebbe rappresentare la soluzione migliore per conciliare la necessità di protezione ambientale con le esigenze di sviluppo urbano.

 

Domenico Corrusco

mercoledì 17 luglio 2024

Salvaguardare il torrente Gandaloglio: la diffida del Circolo 'Ilaria Alpi'

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” invita la Comunità Montana Lario Orientale - Valle San Martino a non realizzare le opere di ‘difesa spondale’ sul torrente Gandaloglio: una diffida contro i lavori di sistemazione delle sponde!


Una diffida contro i lavori di ‘sistemazione spondale’ sul torrente Gandaloglio. Ad inviarla nei giorni scorsi alla Comunità Montana Lario Orientale - Valle San Martino è stato il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, che periodicamente monitora lo stato ecologico del torrente Gandaloglio, rilevandone in particolare i rischi connessi alla perdita di naturalità, conseguenti a interventi di artificializzazione. Già lo scorso aprile, insieme ad altre associazioni ambientaliste, era stato denunciato il pesante taglio di alberi lungo il percorso del torrente nei territori di Dolzago, Ello e Colle Brianza.

Stavolta il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” si è attivato dopo aver letto la delibera della Giunta Esecutiva della Comunità Montana, approvata lo scorso aprile, avente per oggetto “Interventi urgenti e prioritari per la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi idrogeologici del territorio lombardo - Rimodellazione versante e posizionamento di sistema di drenaggio acque, consolidamento e realizzazione nuove difese spondali al piede sul torrente Gandaloglio - Lotto 1”, lavori per i quali sono stati stanziati 800.000 euro.

La preoccupazione del Circolo ambientalista è che il letto e le sponde del torrente vengano deturpati dal punto di vista naturalistico, molto più e in maniera più profonda di quanto causato dal taglio della vegetazione della scorsa primavera. Per questo è partita una diffida nei confronti della Comunità Montana, in cui il Circolo chiede appunto di evitare ogni intervento che possa interessare l’alveo e le sponde del torrente, visto che la delibera prevede la “realizzazione nuove difese spondali al piede sul torrente Gandaloglio”.

In particolare, il Circolo scrive che “devono essere evitati tutti i lavori che prevedano:

  • la presenza – già dalla fase di cantiere – di mezzi meccanici (escavatori, camion, ecc.) nell’alveo del torrente;
  • la modifica dell’alveo e delle sponde, per lo più naturali, del torrente Gandaloglio, con qualsiasi intervento di rettifica, escavazione del letto e/o delle sponde.

I rischi, ben evidenti, sono infatti quelli di perdere la naturalità dell’ecosistema del torrente. Gli interventi di sistemazione idraulica tengono infatti conto solo dell'aspetto idraulico e non considerano gli aspetti ecologici quali la naturalità delle acque, la flora, la fauna e la microfauna, ovvero il cosiddetto ‘ecosistema fluviale’.


È ampiamente dimostrato che gli scavi in alveo determinano notevoli problematiche ambientali e idrogeologiche. I fenomeni di erosione che questi scavi provocano, si propagano sia a monte che a valle per diversi chilometri. Sono difatti accertate in letteratura le seguenti problematiche:
aumento della vulnerabilità delle opere fondate in alveo (ad esempio i ponti);

  • modifica delle pendenze naturali dei corsi d’acqua;
  • degrado dell’ecosistema fluviale, perdita di zone umide o a falda subaffiorante, modifica degli ambienti golenali, riduzione delle biomasse dei pesci e della densità degli invertebrati.

Nel caso in cui non venisse dato seguito alla diffida e pertanto venissero intrapresi nuovi provvedimenti ed azioni per l’esecuzione dei lavori sul torrente, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” verificherà se rivolgersi ad autorità superiori per evidenziare i possibili rischi segnalati. Infatti, la diffida è emessa, anche a futura memoria, in relazione ai possibili rischi, anche futuri, connessi alle specifiche caratteristiche del territorio afferente il torrente Gandaloglio, dal punto di vista sia delle possibili ricadute ambientali sia del possibile danno a persone o cose.

La diffida è stata inviata per conoscenza anche alla Regione Lombardia (che ha finanziato i lavori) e ai sindaci dei Comuni di Dolzago, Ello e Colle Brianza.

lunedì 15 luglio 2024

Pedemontana e la bonifica da diossina lungo la Tratta B2 di Pedemontana

Relazione e considerazioni delle associazioni e gruppi ambientalisti sul "Tavolo Permanente per la Bonifica da Diossina" del 9 Luglio 2024

 

Immagine tratta da Sapere n. 848 del 1982

Il secondo incontro del "Tavolo Permanente sui Lavori di Bonifica da Diossina" lungo la tratta B2 di Pedemontana si è tenuto il 9 luglio 2024 a Seveso. Presentiamo qui una sintesi del report e le considerazioni dei gruppi ambientalisti e delle liste civiche presenti, tra cui Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, e Cittadini per Lentate.

Partecipanti

Oltre ai delegati delle associazioni ambientaliste, erano presenti:

  • I soggetti incaricati della bonifica: CAL, APL, Pedelombarda Nuova.
  • Gli organismi di controllo: ARPA e ATS.
  • I rappresentanti istituzionali: Provincia di MB, Direzione Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia, coordinatore dei Sindaci della B2 e alcuni sindaci della B2.


Lotti da Bonificare

Il General Contractor Pedelombarda Nuova ha affidato la bonifica a ditte specializzate della categoria 9 dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali: Dimensione Ambiente e Nico srl per i lotti 1, 3, 4, 5, 6 e Elios srl per i lotti 2, 2A e 3A.

Fonte immagini: blog Sinistra e Ambiente

La bonifica interesserà un totale di 44.386 m³ (pari a 79.895 ton) di terreno contaminato su una superficie di 120.474 m². Saranno smaltiti anche gli apparati radicali delle piante abbattute e le acque di lavaggio dei mezzi.


APL ha annunciato che le attività inizieranno a luglio con il monitoraggio "ante operam" nelle aree degli 8 lotti, utilizzando strumenti di campionamento del particolato atmosferico PM10 e PM2.5 e del parametro diossine. Questa fase durerà circa 10 giorni. Le fasi successive includeranno:
  • Accantieramento degli 8 lotti (previsto per agosto).
  • Caratterizzazione "in banco" delle aree da bonificare (circa 2 mesi).
  • Rimozione e trasporto della terra contaminata (circa 37 giorni).


Analisi dei campioni per la certificazione di avvenuta bonifica.

Le attività inizieranno probabilmente a settembre sui lotti 3A e 6 a Cesano Maderno, con possibilità di lavorazioni sovrapposte tra i lotti.


Modalità di intervento

Le operazioni di scavo saranno coperte con teli in LDPE per evitare la dispersione della terra contaminata. Saranno utilizzati dispositivi di abbattimento delle polveri e gli autocarri saranno dotati di teloni a copertura automatica. I mezzi verranno lavati prima di immettersi nella viabilità pubblica e l'acqua di risulta sarà trattata come rifiuto. 

 


Saranno utilizzate recinzioni antivento e i lavoratori saranno dotati di DPI. I parametri meteorologici saranno monitorati per determinare eventuali sospensioni delle attività in giornate ventose.
 


Validazione delle analisi e monitoraggio


Le analisi chimiche caratterizzeranno il terreno da bonificare e, a fine scavo, certificheranno l'avvenuta bonifica con 908 campionamenti. ARPA sarà l'ente validatore delle analisi, mentre la Provincia di MB certificherà l'avvenuta bonifica.


Il monitoraggio delle polveri sospese e della diossina sarà effettuato con 9 campionatori volumetrici a prelievo continuo, analizzati giornalmente in laboratorio. Le misure istantanee saranno fornite dal contatore particellare delle stazioni di cantiere.


Viabilità e durata dell'intervento


Sono state definite le strade urbane per il trasporto del materiale contaminato verso le discariche autorizzate. La durata stimata della bonifica per i vari lotti varia da 107 a 181 giorni.


Considerazioni delle Associazioni Ambientaliste


Le associazioni hanno riscontrato alcune lacune informative e perplessità:

  • Mancanza di una sequenza precisa dei lotti successivi alla bonifica.
  • Monitoraggio non in tempo reale per le 9 stazioni dei ricettori.
  • Mancanza di dati sui numeri di alberi abbattuti e consulenze naturalistiche.
  • Necessità di un maggiore coinvolgimento della cittadinanza.



APL si è dichiarata disponibile a partecipare a incontri informativi con la cittadinanza, escludendo "provocazioni e goliardie". È essenziale trovare un metodo per una diffusione capillare delle informazioni sulla bonifica, come previsto nel Progetto Operativo di Bonifica.

Prossime convocazioni

Il Tavolo Permanente sarà convocato nuovamente al raggiungimento di nuovi traguardi intermedi. Le richieste di convocazione dei gruppi ambientalisti saranno prese in considerazione.
Le associazioni e i gruppi ambientalisti auspicano un continuo monitoraggio e trasparenza nelle comunicazioni riguardanti la bonifica da diossina, per garantire la sicurezza e la salute della cittadinanza e dell'ambiente.

 

Per leggere il comunicato integrale delle associazioni e dei gruppi ambientalisti cliccare qui.

sabato 13 luglio 2024

Escursione storico-naturalistica. Alla scoperta della Riserva Naturale della Fontana del Guercio e della Testa del Nan


DOMENICA 21 LUGLIO 2024
Escursione storico naturalistica nel cuore della 

Riserva Naturale della Fontana del Guercio 

e alla Testa del Nan di Carugo


Pochi luoghi in Lombardia possono competere per l'ambiente idilliaco con la Risenva naturale della Fontana del Guercio. L'acqua sgorga da diversi fontanifi, scorre dolcemenfe in ruscelli che si intrecciano, convergono o si dividono all'interno di un bosco e di una valletta appena incisa fra i primi rilievi collinari della Brianza comasca, dando così via alla Roggia Borromeo. Con richiami alla storia e alla geologia, tra miti e leggende, seguendo la roggia, il facile sentiero risalirà l'area protetta fino al grande fontanile cinquecentesco della Testa del Nan. Sulla via del ritorno, da Pozzolo inferiore (Brenna), per percorsi forestali, nel silenzio dei boschi della brughiera, si toccherà infine Cascina Sant'Ambrogio dove è prevista una meritata sosta ristoratrice. Percorso facile di circe 5,3 km, adatto anche ai bambini.

Consigliati: borraccia con acqua, l'utifizzo di indumenti comodi e di calzature da escursionismo.

 


Programma:

  • Ritrovo a Seregno ore 8:30 presso il parcheggio di Via Piave a Santa Valeria
  • Ritrovo a Carugo (CO) ore 8:45 presso il parcheggio delle scuole di via XXV Aprile
  • Partenza ore 9:00
  • Termine escursione ore 13:00 circa
  • I trasferimenti si effettueranno con auto private.
  • L'escursione è gratuita con iscrizione obbligatoria (numero massimo di 40 partecipanti).
  • Nella Riserva Naturale Fontana del Guercio non sono ammessi gli amici a 4 zampe.
  • Gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti e danni alle persone e/o alle cose.
  • Per iscrizioni: cliccare qui.
  • Informazioni: info@seregndelamemoria.it - informazioni@comitatoparcobrughiera.it
  • In caso di maltempo, la mattina di domenica contattare il numero 331 2271052 (Tiziano) per verificare se l'uscita è annullata.
  • Organizzazione: Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Circolo culturale Seregn de la memoria, Associazione Museo "Nel Novecento".
  • Patrocinio: Comune di Carugo, Parco Regionale Groane-Brughiera

Passi di Memoria: il ricordo del disastro Icmesa e l’impegno per il futuro


L'iniziativa "Passi di Memoria", nata dalla collaborazione tra il Circolo "Laura Conti" di Legambiente Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, per ricordare il disastro diossina dell'ICMESA del 1976, ha suscitato interesse e una buona partecipazione da parte dei cittadini.

Oltre a illustrare i contenuti dei pannelli al muro dell'ICMESA a Meda e quelli del Ponte della Memoria nel Bosco delle Querce, il momento di parola ha arricchito l'iniziativa con uno sguardo sulla storia di quello che nel recente passato fu il pesante fardello di danno alla salute e all’ambiente generato dal comparto della chimica in questa parte di Brianza, con un'informazione e un confronto sulle buone pratiche partecipative sia per fare memoria sia per attivare azioni che guardano alla conservazione ambientale e al futuro.

Lo raccontano i promotori dell'iniziativa con una comunicazione sulla serata.

Seveso-Meda 10 luglio 2024: Passi di Memoria

Il 10 luglio 2024 ha segnato i 48 anni trascorsi dal grave disastro ambientale provocato nel 1976 con la fuoriuscita di diossina dall’ICMESA di Meda. Una data che è stata ricordata con l’iniziativa pubblica “Passi di Memoria” nata dalla collaborazione tra il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e i gruppi di Seveso Futura, Sinistra e Ambiente e Impulsi di Meda. Soggetti che da anni lavorano insieme per dare continuità e futuro al percorso della memoria avviato dal Circolo “Laura Conti” al principio di questo nuovo millennio.


Associazioni e gruppi si sono ritrovati con i cittadini la sera del 10 luglio per il primo “passo di Memoria” illustrativo, davanti al pannello che l’Amministrazione Comunale di Meda – facendo propria e rilanciando la proposta dell’allora consigliere comunale Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente – ha apposto sul muro dell’ICMESA di Meda, reperto di archeologia industriale, unico manufatto rimasto dell’unità produttiva chimica allora allocata in questa porzione di territorio al confine con Seveso.

Maurizio Zilio, Presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, ha ricordato che è stata una strategia delle industrie inquinanti quella di collocarsi sui confini tra comuni diversi, così da ostacolare il collegamento tra infrazione e sanzione. Nel distretto della chimica che si costituì negli anni Cinquanta sul territorio brianteo, Seveso divenne una vera e propria “area di sacrificio” che si assunse di conseguenza anche tutto lo stigma tanto pesante che ancora oggi abbina il disastro ambientale al nome di Seveso invece di associarlo, più correttamente – come ha sottolineato la sociologa Emanuela Macelloni – all’industria Icmesa del gruppo Givaudan-La Roche che ne fu responsabile.


Dal pannello del muro dell’Icmesa, il gruppo di cittadini presenti all’iniziativa ha camminato fino al Bosco delle Querce per la seconda tappa dell’itinerario: il primo dei pannelli del Ponte della Memoria apposti da Legambiente, Innova 21, Comune di Seveso dopo una lunga rielaborazione della memoria e della narrazione degli eventi, facilitata da un gruppo di psicologi di comunità. Grazie a questo percorso oggi chi entra al Bosco delle Querce per fruire del prezioso verde che ci ristora nelle giornate più calde può apprendere la storia del luogo e continuare a ringraziare la cittadinanza che con determinazione indirizzò le scelte politiche delle istituzioni impedendo la realizzazione in questa area di un forno inceneritore, aprendo la strada a quella che poi è stata una importante e riuscita opera di bonifica rigenerativa e fondativa di questo polmone verde.


Nell’assemblea che si è poi svolta presso il Centro Visite del Bosco delle Querce, la pratica di memoria e di contro-narrazioni è stata proposta come un modello di lavoro che si può adottare per scoperchiare il sommerso della memoria del danno ambientale e della resilienza di una comunità che non abbandona il territorio martoriato dall’impresa votata al profitto e irrispettosa della salute dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente. Gemma Beretta del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso ha invitato la comunità cesanese a prendersi cura, per esempio, del deposito dove si trovano gran parte delle 80.000 carcasse di animali domestici, da cortile e da allevamento soppressi nel 1976, che oggi è diventata un’area rinaturalizzata dove però non v’è traccia dell’origine e del contenuto di quanto custodito sotto terra.

Seveso ha avuto la sventura di un gravissimo danno, ma non meno danneggiate furono le altre cittadine vicine che hanno ospitato i siti della chimica, tra i più estesi e impattanti quelli dell’ACNA e della SNIA. Industrie che hanno portato lavoro ma anche avvelenato in modo diffuso, invisibile e continuo. Ne ha parlato Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda e l’intervento ha avuto eco in storie narrate da alcuni cittadini presenti all’incontro, memoria di famiglie operaie segnate dal lavoro e dalla mancanza di consapevolezza di quello che attraverso il lavoro progressivamente si stava perdendo nei termini di qualità di vita e di ambiente.


Giada Nardozza ha raccontato del valore della memoria a partire dalla sua esperienza personale di trentenne che è venuta in contatto con la storia del territorio solo alla fine della scuola superiore mentre ha verificato la potenza dello stigma legato al nome Seveso tuttora vigente. Pier Guagnetti di Altra Bovisio ha ricordato che la contaminazione del nostro territorio è una responsabilità collettiva da assumersi come impegno quotidiano. Andrea Pusineri e Giorgio Garofalo hanno portato l’esperienza di Seveso Futura che fin dall’origine ha trovato alimento dal raccordo con le associazioni ambientaliste del territorio, guadagnando una consapevolezza che oggi intende rilanciare per la generazione che si affaccia al futuro.


“Passi di Memoria” è stato il giusto titolo di questa iniziativa nel corso della quale è stato possibile rivedere scene del film “Seveso una storia da raccontare” di Fabio Tosetto, con immagini e parole toccanti della comunità sevesina prima del disastro ICMESA e immediatamente dopo. Sollecitati dall’emozione e dalla pratica di narrazione in cui si sono cimentati le relatrici e i relatori – non esperti accademici ma donne e uomini che cercano di tenere insieme la parola e l’azione – molti dei presenti hanno cominciato a condividere storie importanti da rilanciare e approfondire e che indicano la strada per una ricerca e per l’agire futuro nel contesto brianzolo, proprio a partire dalla pratica di resistenza adottata in questi anni da una parte della cittadinanza in risposta al grave disastro ambientale della Diossina.

“Passi di Memoria” con Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda.


venerdì 12 luglio 2024

Seregno in fiore (o quasi): un'avventura tra tagliaerba e biodiversità

Esempio taglio a sfalcio ridotto. Fonte immagini: Comune di Milano

Negli ultimi anni, la pratica dello sfalcio ridotto dell'erba ha guadagnato sempre più attenzione nelle città italiane, tra cui Milano, grazie ai numerosi benefici ambientali ed ecologici che comporta. Questa tecnica, già diffusa in molti Paesi europei, consiste nella riduzione della frequenza di taglio dell'erba, permettendo alle piante di completare il loro ciclo vegetativo fino alla fioritura e alla produzione di seme. Questo approccio non solo favorisce la biodiversità, ma apporta anche notevoli vantaggi alla qualità del suolo, all'aria e al risparmio di risorse.

I benefici dello sfalcio ridotto


Salvaguardia della biodiversità:

  • La crescita naturale dell'erba crea un habitat ideale per api, insetti impollinatori, uccelli e piccoli mammiferi. Questi organismi svolgono un ruolo cruciale nell'ecosistema urbano, contribuendo alla diversità biologica e alla salute generale dell'ambiente.

Risparmio di risorse e riduzione dell’impronta ecologica:

  • Ridurre la frequenza degli sfalci significa anche diminuire l'uso di carburante per le macchine da taglio, l'acqua per l'irrigazione e i fertilizzanti. Questo porta a una gestione più sostenibile delle risorse, riducendo l'impatto ecologico complessivo della città.

Miglioramento della qualità del suolo:

  • L'erba alta protegge il terreno dall'erosione e dagli effetti delle alte temperature, conservando al contempo più materiale organico. Questo migliora la struttura e la fertilità del suolo, rendendolo più resistente e produttivo nel tempo.

Miglioramento della qualità dell’aria:

  • Le aree con erba più alta aiutano a ridurre gli inquinanti atmosferici, contribuendo a una migliore qualità dell'aria nelle aree urbane.

Mitigazione dei cambiamenti climatici:

  • Le superfici erbose non tagliate frequentemente aiutano a mitigare gli effetti delle ondate di calore estivo, fornendo un ambiente più fresco e confortevole.

Il caso di Milano


Il Comune di Milano ha adottato con successo la pratica dello sfalcio ridotto in 54 aree verdi, coprendo una superficie di 1,3 milioni di metri quadri. Questa iniziativa ha portato alla crescita spontanea di specie autoctone, arricchendo i prati di biodiversità e garantendo una maggiore fornitura di servizi ecosistemici. La scelta agronomica di effettuare sfalci selettivi ha favorito la conservazione delle specie locali e la protezione del suolo.

Un’opportunità per Seregno

Nonostante i benefici evidenti, la pratica dello sfalcio ridotto non è ancora diffusa ovunque. Nella chat di Legambiente Seregno, alcuni cittadini hanno lamentato la ripresa dei tagliaerba nonostante le belle fioriture e la presenza di rifiuti sminuzzati dall’erba alta. Questi commenti evidenziano la necessità di un cambio di approccio anche a Seregno.

Adottare lo sfalcio ridotto a Seregno potrebbe apportare gli stessi vantaggi osservati a Milano. Ridurre la frequenza degli sfalci non solo favorirebbe la biodiversità locale, ma migliorerebbe anche la qualità del suolo e dell'aria, contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse. Inoltre, sensibilizzare i cittadini sui benefici di questa pratica potrebbe ridurre le lamentele e aumentare la consapevolezza ambientale.

Un'opportunità per sostenere Legambiente Seregno e la Scuola Waldorf Naturalis di Desio

Una delle attività organizzate dal circolo di Legambiente Seregno

Legambiente Seregno e la Scuola Waldorf Naturalis di Desio invitano i propri soci e sostenitori a contribuire alle loro attività attraverso un semplice gesto quotidiano: fare la spesa al supermercato MD.

 
Attività didattica alla Scuola Waldorf di Desio

Cari soci Legambiente e genitori della Scuola Waldorf di Desio,
 
Vi scriviamo per presentarvi una fantastica opportunità per sostenere Legambiente Seregno e la Scuola Waldorf Naturalis di Desio con un semplice gesto: fare la spesa al supermercato MD.

Come sapete, Legambiente Seregno è impegnata nella tutela dell'ambiente e nella promozione di uno stile di vita sostenibile, mentre la Scuola Waldorf Naturalis di Desio offre un'istruzione basata sui principi della pedagogia Waldorf, che pone al centro il bambino e il suo sviluppo armonioso.

MD, catena di supermercati diffusa in tutta Italia, ha aderito alla piattaforma Goodify, che permette ai clienti di donare a favore di organizzazioni non profit con un semplice gesto.

Come funziona?
  • Scaricate l'app gratuita MD sul vostro smartphone.
  • Effettuate la spesa presso un punto vendita MD di almeno 30€.
  • Scansionate il QR Code presente sullo scontrino con l'app MD.
  • Selezionate Legambiente Seregno come beneficiario della donazione.
MD donerà 1€ a Legambiente Seregno per ogni scontrino scansionato, contribuendo così a sostenere le nostre attività e i progetti a favore dell'ambiente.

In più, per ogni scontrino scansionato potrete anche scegliere di destinare un ulteriore 1€ alla Scuola Waldorf Naturalis di Desio.

Con un piccolo gesto quotidiano, come fare la spesa, potete fare la differenza e sostenere due importanti realtà del nostro territorio.

Vi invitiamo a scaricare subito l'app MD e a iniziare a fare la spesa per una buona causa!

Per maggiori informazioni:
  1. Sito web Legambiente Seregno
  2. Sito web Scuola Waldorf Naturalis di Desio
  3. Sito web MD
  4. Post facebook di Goodify
  5. Spot video su pagina facebook di Goodify

Insieme possiamo fare la differenza!

Cordiali saluti,

Il direttivo di Legambiente Seregno
La direzione della Scuola Waldorf Naturalis di Desio

Fonte immagini: siti web Legambiente Seregno e Scuola Waldorf Naturalis di Desio

.

giovedì 11 luglio 2024

Eventi estivi di Fridays For Future Cantù alla Green Station di Brenna Alzate


Fridays For Future di Cantù invita ai prossimi due eventi organizzati alla Green Station di Brenna-Alzate:

Giovedì 11 luglio 2024 alle ore 21:00, si terrà la proiezione del film "La vita è un raccolto". Diretto dalla regista Agnès Varda, il film esplora i diversi aspetti della spigolatura e le ragioni che portano le persone a vivere in questo modo.


Giovedì 18 luglio alle ore 20.30 si terrà un confronto di idee sulla questione energetica e le soluzioni per combattere il cambiamento climatico. Interverranno Marco Battaglia, attivista per il clima e membro di Nucleare e Ragione, e rappresentanti della Legambiente Cantù. Verrà fatto il punto della situazione sul sistema di produzione di energia elettrica, affrontando temi come la decarbonizzazione, il nucleare e le energie rinnovabili.

mercoledì 10 luglio 2024

Il Bosco delle Querce: memoria e monito del disastro di Seveso


Riceviamo e pubblichiamo


Ricordando il 10 luglio 1976...
“Il disastro di Seveso 48 anni fa, la diossina e la lezione per il presente: ridurre un rischio che esiste”. La “fabbrica dei profumi“ e le pecore uccise dalle acque del Tarò. Decenni di difficile convivenza con l’impianto chimico di Meda. Poi l’incidente, le battaglie, la paura e la lenta, complicata rinascita.


di Gianni Del Pero, geologo e presidente  WWF Lombardia
    
Gli adolescenti degli anni Settanta si ricordano bene la Fabbrica dei profumi e le avventurose arrampicate sul rilevato di quella che diventerà la Milano-Meda per osservare le greggi di pecore in transumanza che si abbeveravano nei laghetti alle spalle dell’Icmesa a due passi dal coloratissimo Tarò. E lo sconforto quando qualche pecora barcollava e poi non si rialzava più dopo aver bevuto le acque “nere“ degli stagni. All’Icmesa, acronimo di Industrie Chimiche Meda società azionaria, il 10 luglio 1976 si è verificato il più grave incidente industriale della storia. Dopo 48 anni il ricordo è indelebile. Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda ne è diventato luogo della Memoria, al suo interno due vasche, 200mila metri cubi a Seveso e altri 80mila a Meda, che conservano le macerie delle case, del loro contenuto di allora e le macerie della stessa Icmesa con i resti del reattore esploso, tutti oggetti contaminati che furono seppelliti nelle due enormi discariche assieme al terreno contaminato della zona A, quella con il livello più elevato di inquinamento da Diossina.

Nascono le due colline ben visibili che sono simbolo di quanto accaduto e monito perché non si ripeta in futuro, attorno alle quali è sorto il Parco, Museo all’aperto della Storia della Diossina. Solo per alcuni anni si continuò a prestare la massima attenzione a quanto era accaduto con ordinanze che vietavano la coltivazione e il consumo di alimenti prodotti nelle aree contaminate esterne a quelle oggetto di bonifica che fu limitata alla ex zona A, quella che corrisponde all’attuale Bosco delle Querce.

A seguito del completamento di quella bonifica nel 1987 si ritenne possibile abrogare le ordinanze facendo quindi intendere che il pericolo era cessato. Nel 1996 il Bosco delle Querce fu aperto al pubblico e tutto intorno ripresero attività e soprattutto interventi edilizi che ignoravano che le aree di Meda, Seveso, Cesano, Bovisio e Desio erano ancora interessate da contaminazioni che avrebbero dovuto richiedere particolari precauzioni. Abbiamo dovuto attendere il 2012 quando, quasi casualmente e per altre finalità, il Comune di Desio mi affidò l’incarico per effettuate ulteriori analisi nelle aree interessate dalla ricaduta della Diossina e il risultato fu sorprendente e anche un po’ preoccupante. La diossina era presente nei terreni con le stesse concentrazioni rilevate nel 1976, si era solo un po’ “approfondita“.

Era opportuno evitare di scavare e movimentare terreni ricchi di diossina per evitare il rischio di disperdere ancora in atmosfera la sostanza tossica. Negli stessi anni fu riproposta la realizzazione dell’autostrada Pedemontana il cui tracciato avrebbe dovuto attraversare proprio le aree ancora contaminate da Diossina. Le associazioni ambientaliste e alcuni sindaci hanno preteso e ottenuto ulteriori indagini che confermarono la necessità di una ulteriore bonifica, che inizierà nei prossimi mesi. Mentre la fondazione Lombardia per l’Ambiente su incarico di Regione Lombardia tra i 2016 e il 2018, con il supporto del Comitato Scientifico di progetto di cui faceva parte anche il già primario dell’Ospedale di Desio a cui venne l’intuizione di sottoporre a prelievi di sangue i cittadini residenti esposti alla diossina nel 1976, sviluppò un’indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell’incidente Icmesa per la popolazione dei comuni di Seveso, Meda, Cesano, Desio, Bovisio, Seregno e Barlassina, per conseguire necessari approfondimenti conoscitivi. L’indagine ha evidenziato un rischio da esposizione alla diossina contenuto che può essere ulteriormente ridotto mediante prevenzione e misure in materia pianificazione territoriale e consumo di suolo. Evitare di scavare, movimentare terre ed entrare in contatto con terreni con presenza di Tcdd.

martedì 9 luglio 2024

I vandali non riposano mai: abbandonato un divano nella Riserva della Fontana del Guercio di Carugo


Nei giorni scorsi, durante le consuete attività di monitoraggio all'interno della Riserva Naturale, la Protezione Civile di Carugo ha fatto una scoperta sconcertante: un divano abbandonato lungo il corso della Roggia Borromeo, precisamente nel lavatoio di Cascina Guardia.

Questo atto di inciviltà giunge in un momento particolarmente significativo per la comunità di Carugo, proprio nei giorni in cui si celebra il cinquantesimo anniversario del recupero della Fontana del Guercio. La pubblicazione del libro commemorativo "La Fontana del Guercio: a cinquant'anni dal recupero" ha segnato una tappa importante, ricordando la trasformazione di una discarica desolata in una rigogliosa riserva naturale (leggi qui). La scoperta del divano abbandonato rappresenta un duro colpo per chi ha lavorato instancabilmente per la tutela e la valorizzazione di quest'area.

La copertina del libro sui cinquant'anni del recupero della Fontana del Guercio

È ancora più sconcertante considerare che i vandali che hanno abbandonato il divano l'hanno fatto in una zona non facilmente raggiungibile e dove è possibile arrivare solo a piedi. Ci si chiede quindi perché fare questa fatica e non portarlo alla piattaforma ecologica del Comune. Inoltre, ricordiamo che nella zona del lavatoio qualche mese fa una frana ha fatto crollare il muro di contenimento della roggia (leggi qui) e fino ad oggi non si hanno notizie sul suo ripristino.

I responsabili del gruppo della Protezione Civile hanno espresso la loro amarezza in una dichiarazione: "È molto triste vedere che, proprio nei giorni in cui celebriamo la pulizia della riserva con la pubblicazione del libro 'La Fontana del Guercio: a cinquant'anni dal recupero', qualcuno consideri ancora questo luogo, che un tempo era una discarica, come se fosse ancora tale."

L'atto vandalico mette in luce l'importanza di una vigilanza continua e di una sensibilizzazione costante della cittadinanza riguardo alla salvaguardia dell'ambiente. Nonostante gli sforzi e i progressi compiuti, episodi come questo ricordano che la lotta contro l'abbandono dei rifiuti è ancora lontana dall'essere vinta.

Pedemontana e trasparenza: la popolazione chiede di essere ascoltata

Fonte immagini: pagina Facebook del Comitato

Oggi, 9 luglio 2024, alle ore 17:30 presso lo spazio pubblico all’interno del Bosco delle Querce di Seveso, si terrà un importante incontro del Tavolo Permanente sui lavori di bonifica, convocato da Pedemontana. L'incontro promette di essere un punto di svolta per la comunicazione tra la popolazione e la società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), ma ci sono preoccupazioni significative sulla reale efficacia di questo dialogo.

 

La Posizione del Coordinamento No Pedemontana

 



Il Coordinamento No Pedemontana, un gruppo di cittadini attivamente coinvolti nella questione, ha scelto di non partecipare a questo Tavolo. Ritengono che esso sia un organismo poco utile dal punto di vista pratico e, nonostante le buone intenzioni di chi vi partecipa, rischia di essere una semplice operazione di “citizenwashing”. Secondo il Coordinamento, APL ha sempre dimostrato un atteggiamento indifferente e arrogante nei confronti del territorio, caratterizzandosi come un “muro di gomma” che respinge le istanze della popolazione.

 

Comunicazione e trasparenza: i nodi irresolti


Nel Piano della Comunicazione, parte integrante del Piano Operativo di Bonifica, sono previsti diversi strumenti e momenti di informazione per la cittadinanza, tra cui incontri pubblici con i tecnici. Tuttavia, il Coordinamento No Pedemontana sottolinea come le loro richieste di maggiore trasparenza siano rimaste senza risposta. Nel mese di aprile, tramite il loro legale, hanno inviato una comunicazione ad APL, ma non hanno ricevuto alcun riscontro. Inoltre, anche una richiesta di trasparenza inviata il 13 giugno alle amministrazioni locali è rimasta inevasa.

 

Un appello per la trasparenza

 


Nonostante non intendano contestare il Tavolo Permanente, il Coordinamento No Pedemontana insiste sulla necessità di una trasparenza più ampia riguardo ai lavori di bonifica. La popolazione ha il diritto di essere informata sui rischi connessi a questi lavori, specialmente in una zona come Seveso, che porta ancora il ricordo delle tragiche conseguenze di un disastro ambientale avvenuto 48 anni fa.

 

Un incontro per la popolazione


 

Il Coordinamento No Pedemontana invita tutti i cittadini a partecipare oggi, 9 luglio, alle ore 17:00 al Bosco delle Querce, ingresso di via Ada Negri. In questa occasione verranno consegnate oltre 350 firme di cittadini che hanno sottoscritto una petizione per richiedere un incontro pubblico sulla bonifica. L'auspicio è che questa richiesta venga sostenuta anche dalle associazioni, liste, comitati e dagli amministratori locali presenti al tavolo.

La popolazione chiede di essere ascoltata, e la trasparenza non può esaurirsi con un singolo incontro. È necessario un dialogo continuo e aperto per garantire la sicurezza e il benessere di tutti i cittadini coinvolti.

 

Aggiornamenti dal web.

Comitato No Pedemontana:
"Tavolo sulla bonifica: niente pubblico, niente stampa. VERGOGNA! ECCO COS'È LA TRASPARENZA PER PEDEMONTANA. Apprendiamo dagli organi di informazione che l'incontro del tavolo sui lavori di bonifica di martedì 9 luglio si svolgerà a porte chiuse non solo senza pubblico ma anche senza stampa. È la richiesta esplicita di Pedemontana che chiarisce così che cosa intende per trasparenza. La società ha anche precisato che si tratta di incontri in cui Pedemontana informerà l'osservatorio delle procedure previste confermando la funzione meramente formale e sostanzialmente inutile di questi incontri a cui non abbiamo partecipato e non parteciperemo. Questo atteggiamento di Pedemontana è inaccettabile. Come ha sempre fatto, Pedemontana manda un messaggio molto chiaro 'noi facciamo quello che vogliamo' punto. Ma questo è il nostro territorio e in gioco c'è la nostra salute, di tutti e di tutte noi. Riconfermiamo l'appuntamento alle 17:00 di martedì 9 luglio all'ingresso del Bosco delle Querce di via Ada Negri dove formeremo la delegazione che consegnerà le firme sulla richiesta di incontro pubblico, e ci auguriamo sarà una delegazione numerosa. Invitiamo tutti a partecipare."

WWF Lombardia:
"Con riferimento alla 'Bonifica' di #Pedemontana, qualche estratto dal Decreto di Regione Lombardia del 20 giugno 2024 che approva il Progetto Esecutivo di Bonifica presentato da Pedelombarda con il recepimento delle indicazioni, osservazioni, e prescrizioni presentate in Conferenza dei Servizi da WWF Lombardia e Provincia di Monza e la valutazione tecnica di ARPA. 

Incomprensibili le lamentele di vari soggetti di non essere stati informati dopo che hanno rifiutato il confronto nelle sedi preposte e in particolare hanno rifiutato di sedersi ai tavoli istituzionali decisori, come invece ha fatto Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile dal 2009 fino al 2016, ed hanno continuato a farlo alcune Associazioni Ambientaliste Insieme in Rete che ne facevano parte."  

 

Leggi anche: Seveso 1976-2024: le iniziative del Comitato "NO Pedemontana"

domenica 7 luglio 2024

Seveso, 10 luglio: "Passi di memoria" per ricordare il passato e proteggere il futuro

 

a cura del circolo Legambiente di Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente di Meda

 

Ed è di nuovo un altro 10 luglio. Sono trascorsi 48 anni dalla fuoriuscita della diossina dalla fabbrica chimica ICMESA, allora situata nel comune di Meda.

Ancora una volta, come negli anni passati, i gruppi ambientalisti di Meda e Seveso - Sinistra e Ambiente, Impulsi, il Circolo "Laura Conti" di Legambiente e Seveso Futura, che lavorano collegialmente sulle criticità ambientali del territorio, hanno deciso di organizzare un'iniziativa che sia memoria ma anche occasione di informazione e confronto sul presente.

Un presente difficile, dove la Provincia di Monza e Brianza, la più cementificata d'Italia con il 41% di suolo consumato, si ritroverà attraversata dal completamento dell'autostrada Pedemontana Lombarda, che divorerà altre aree verdi e boscate nelle tratte B2 e C. I comuni di Seveso, Meda e Cesano Maderno saranno conseguentemente interessati dalla bonifica della diossina nelle superfici ancora contaminate, situate lungo il tracciato dell'autostrada.

Dunque, un presente in cui non si può e non si deve dimenticare il passato, e non ci si deve limitare a momenti celebrativi o autocelebrativi facili, semplici e sterili, ma in cui si deve agire per rinnovare la memoria e proporre azioni virtuose per tutelare un territorio che è stato preda di un'industrializzazione pesante, irrispettosa della salute dei lavoratori e dell'ambiente, e di un'urbanizzazione incontrollata.

Per questo è necessario conservare le poche oasi di verde e di naturalità rimaste.

Per questo, anche questo 10 luglio ci saremo, con i nostri contenuti.

 

Il Comunicato degli organizzatori di "Passi di Memoria"

 

 
10 LUGLIO 2024
INIZIATIVA “PASSI DI MEMORIA”
con le associazioni e i gruppi ambientalisti 
di Seveso e Meda 
per la  Memoria,
per il futuro e la tutela del  territorio.
 
Il 10 luglio arriva, inesorabile come tutti gli anni, data di lutto e di ricordo.
In questi 48 anni dal disastro ambientale della fuoriuscita di Diossina dall’Icmesa nel 1976 molte cose sono successe a Seveso e Meda a partire dal basso, ossia dalla cittadinanza attiva, dai gruppi ambientalisti anche in raccordo con le istituzioni locali e regionali.
É un agire che può dare speranza e guarda a un futuro sostenibile anche se, purtroppo, altri accadimenti calati dall’alto preoccupano i gruppi e le associazioni ambientaliste. Un presente contraddittorio quindi di cui, noi che abbiamo a cuore il territorio intendiamo parlare in un confronto aperto e veritiero proprio la sera del 10 luglio.


“Passi
di Memoria” è una iniziativa, organizzata e promossa dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, Sinistra e Ambiente - Impulsi di Meda e Seveso Futura, che prevede un primo appuntamento alle ore 20.15 del 10 luglio al Muro dell’Icmesa per una visita guidata ai luoghi della Memoria, a partire da ciò che resta della azienda che causò il gravissimo danno ambientale del 1976, fino al Bosco delle Querce di Seveso e Meda, luogo restituito alla vivibilità, polmone verde e spazio per animali ed umani, grazie a un impegnativo lavoro di bonifica e di ricostruzione naturalistica, oggi minacciato nuovamente e sacrificato per due ettari al passaggio della autostrada Pedemontana.
Dopo i passi nella memoria – dal Muro dell’Icmesa al Bosco delle Querce dell’ingresso di via Adua - l’evento del 10 luglio prosegue nel Centro Visite con la visione del film di Fabio Tosetto “Memorie dal Sotto il Bosco” e una tavola rotonda su quello che può essere definito “il distretto della chimica” per la presenza importante nel passato di industrie chimiche della portata della SNIA, ACNA, LA ROCHE, degli impatti ambientali che ne sono conseguiti e ne conseguono e sulle buone pratiche delle comunità per continuare a vivere e a rendere vivibile il territorio.
L’arrivo dell’autostrada Pedemontana, a partire dai lavori di bonifica che ne saranno la premessa per realizzare la Tratta B2, sembra ormai prossimo.
La bonifica da diossina nelle aree dove dovrà passare l’autostrada, non sarà come negli anni ottanta il preludio di una riqualificazione ambientale ma sarà il passaggio dovuto per adempiere alle normative.
La bonifica non sarà a rischio zero nemmeno con tutte le cautele previste nel Piano Operativo e sarà il preludio di una nuova cementificazione con nuovi chilometri di asfalto. Moltissimi alberi verranno sacrificati per questo, compromessi gli ecosistemi e le aree libere, ridotto lo spazio verde del Bosco delle Querce e la superficie di sua potenziale espansione in via della Roggia.
 

I gruppi e le associazioni che promuovono questo evento parleranno di questo, aggiornando la cittadinanza rispetto alle ultime notizie che riguardano l’autostrada ma non parleranno solo di questo.
A tema anche le buone pratiche di comunità cui sono – o sono stati – co-promotori e cui partecipano: il Ponte della Memoria che al principio del nuovo millennio permise la creazione dell’Archivio della Memoria conservato dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso;
Insieme per il Bosco che oggi anima e si prende cura del senso da dare agli eventi che si svolgono nel Parco Naturale del Bosco delle Querce, e per stare nella attualità il Patto Educativo di Comunità che verrà sottoscritto questo stesso dieci luglio nell’ambito del progetto Seveso4Future ideato e condotto da Legambiente Lombardia, ai cui incontri e momenti di lavoro collegiale, abbiamo partecipato attivamente e con continuità.

Legambiente Circolo Laura Conti Seveso, Seveso Futura, 
Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda