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venerdì 12 giugno 2026

Alla Fontana del Guercio interventi contro il Poligono del Giappone: un passo importante per la biodiversità

Immagini tratte dal sito web del Parco (cliccare qui)

Il nostro blog è stato il primo a segnalare la presenza del Poligono del Giappone all’interno della riserva naturale Fontana del Guercio. Una segnalazione che oggi possiamo dire abbia innescato un percorso virtuoso: prima l’attenzione delle associazioni ambientaliste locali, poi l’intervento dell’amministrazione comunale e infine l’azione concreta dei tecnici del Parco.

Un risultato importante, che dimostra quanto la collaborazione tra cittadini, realtà ambientaliste e istituzioni possa fare la differenza nella tutela del territorio.


Proprio in questi giorni, infatti, il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea ha comunicato il proseguimento degli interventi di contenimento ed eradicazione della Reynoutria japonica, meglio conosciuta come Poligono del Giappone, una delle specie vegetali invasive più problematiche in Europa.

Le operazioni, coordinate dall’Area Tecnica del Parco sotto la direzione dell’architetto Mauro Botta, rappresentano un’azione concreta a difesa di uno degli ambienti naturali più preziosi della Brianza.

Originaria dell’Asia orientale, la Reynoutria japonica si è diffusa rapidamente anche in Italia, colonizzando corsi d’acqua, aree naturali e terreni disturbati. Dal luglio 2025, le specie del genere Reynoutria sono state ufficialmente inserite tra quelle esotiche invasive di rilevanza unionale, a conferma della loro pericolosità per gli ecosistemi europei.

Si tratta di una pianta estremamente aggressiva: può raggiungere i quattro metri di altezza e formare popolamenti fittissimi che soffocano la vegetazione autoctona. La sua capacità di diffusione è resa ancora più insidiosa dalla propagazione tramite rizomi sotterranei, che possono estendersi fino a 15-20 metri e rigenerarsi anche a partire da piccoli frammenti.

Per contrastare una specie così resistente, il Parco sta sperimentando diverse tecniche. Nei mesi scorsi si è intervenuti con un miniescavatore per rimuovere parte delle piante e del terreno contaminato dai rizomi. In altre zone si è optato per il semplice taglio, favorendo la ricrescita primaverile dei germogli più giovani.


Proprio su questi ricacci si concentra la nuova fase degli interventi, attualmente in corso: una tecnica innovativa di diserbo elettrico, che agisce attraverso l’elettrocuzione delle piante. L’obiettivo è indebolire progressivamente l’apparato radicale, limitando la capacità della specie di rigenerarsi e diffondersi.

L’intervento assume un significato ancora più rilevante perché interessa la Riserva naturale Fontana del Guercio, istituita nel 1986 e inserita nella Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione.

Questo ambiente rappresenta uno degli ecosistemi più importanti della Brianza: sorgenti, fontanili e aree umide alimentate dalla falda superficiale creano condizioni ideali per numerose specie animali e vegetali di pregio. Qui sopravvivono anche alcuni degli ultimi esempi di querceto di pianura lombardo, un habitat oggi sempre più raro.

La diffusione del Poligono del Giappone costituisce una minaccia concreta per questi equilibri delicati, riducendo la biodiversità e alterando profondamente gli habitat naturali.

Questa vicenda dimostra come l’attenzione e la partecipazione attiva dei cittadini possano contribuire in modo determinante alla tutela dell’ambiente. Dalla segnalazione iniziale agli interventi sul campo, si è sviluppato un processo virtuoso che oggi sta dando risultati concreti.

Continueremo a seguire da vicino l’evoluzione degli interventi, con l’auspicio che possano rappresentare un modello replicabile anche in altre aree del territorio, sempre più minacciate dalla diffusione di specie invasive.

sabato 21 giugno 2025

Fontana del Guercio: interventi in corso contro il Poligono del Giappone (Reynoutria japonica)


Chi in questi giorni si trova a percorrere i sentieri della Riserva naturale, poco più a nord del fontanile della Fontana del Guercio che dà il nome all’area, noterà una recinzione provvisoria in rete metallica e un avviso cartaceo affisso dal Parco delle Groane. Il messaggio invita i visitatori a non oltrepassare la barriera, segnalando che nell’area retrostante sono in corso operazioni di miglioramento botanico. La perimetrazione, si legge, sarà rimossa al termine degli interventi.


La misura rientra in un’azione più ampia di monitoraggio avviata dal Parco delle Groane sulla flora del sito, in particolare nell’ambito dell’aggiornamento del Piano della Riserva. L’attività, confermata da fonti istituzionali, si inserisce in un lavoro continuativo di analisi e tutela ambientale.


Tra le criticità riscontrate spicca la presenza di Reynoutria japonica (Poligono del Giappone), specie vegetale invasiva, la cui espansione è stata da noi recentemente segnalata (leggi qui e qui).


Sempre secondo fonti affidabili, sarebbe stata presentata una proposta tecnica per contrastare la diffusione della specie, attualmente in fase di valutazione da parte degli enti competenti. Non si esclude che nei prossimi giorni vengano adottate ulteriori misure operative, le cui modalità saranno rese note una volta definite.


Accogliamo con favore l’attenzione riservata dal Parco a questa problematica: siamo tra i primi ad aver evidenziato la presenza del Poligono del Giappone nell’area, e riteniamo fondamentale che ora si intervenga per contenerne la diffusione e salvaguardare l’equilibrio ecologico della Riserva.

venerdì 9 maggio 2025

Il Poligono del Giappone avanza nella Riserva Naturale del Guercio: mentre la biodiversità muore, il Parco organizza il BioBlitz

Il "Poligono del Giappone" alla Fontana del Guercio. Foto 6 maggio 2025
Il "Poligono del Giappone" nella stessa zona all'inizio dello scorso mese di aprile

Sta succedendo in silenzio, ma sotto gli occhi di tutti: una pianta invasiva, il Poligono del Giappone (Reynoutria japonica), sta rapidamente conquistando nuovi spazi all’interno della Riserva Naturale della Fontana del Guercio. Originaria dell’Asia orientale, è stata introdotta in Europa a scopo ornamentale ma oggi è considerata tra le specie esotiche invasive più aggressive. Cresce a ritmi vertiginosi, soffoca la vegetazione locale, altera l’equilibrio degli ecosistemi e danneggia anche muretti storici e sponde di corsi d’acqua. Dove si insedia, crea un ambiente povero, uniforme, dove flora e fauna autoctone faticano a sopravvivere.

Un mese fa abbiamo denunciato la sua presenza. Abbiamo ricevuto segnalazioni da cittadini attenti. Ma da parte del Parco ancora nessuna azione concreta. Nessuna traccia di operazioni di contenimento. Nessun cartello informativo. Solo silenzio. Intanto, la pianta avanza, indisturbata.

L'invasione del "Poligono del Giappone" alla Fontana del Guercio

E ora la situazione è diventata critica. Solo poche settimane fa l’infestazione era ancora limitata. Oggi, come mostrano le immagini raccolte sul campo, l’area colonizzata si è estesa in modo significativo, e ogni giorno che passa rende l’intervento più difficile e meno efficace. È un’urgenza reale: continuare a rimandare significa condannare un intero ecosistema a un degrado irreversibile.


Le caratteristiche della pianta non lasciano spazio a dubbi: radici che si estendono fino a 7 metri in orizzontale e 3 in profondità, propagazione anche da frammenti minimi, crescita fino a 30 cm a settimana. È una minaccia concreta e documentata.

Per visualizzare l'iniziativa sulla pagina del Parco cliccare qui

E mentre tutto questo accade, il Parco cosa fa? Organizza il BioBlitz, un evento pubblico all’interno della Riserva per far scoprire ai cittadini la biodiversità del territorio. Un’iniziativa valida nelle intenzioni, ma che oggi suona come una contraddizione dolorosa. Come si può promuovere la conoscenza della biodiversità senza proteggerla davvero? Quale senso ha invitare la cittadinanza ad ammirare un patrimonio che si lascia marcire sotto l’invasione di una pianta infestante?

Le foglie del "Pologono del Giappone"

Se il Parco non è in grado di affrontare da solo questa emergenza, può e deve chiedere aiuto ai cittadini, a quella stessa comunità che mezzo secolo fa si è messa in gioco per restituire dignità a questo luogo. Ci sono energie, competenze, volontà. Serve solo la volontà politica di attivarle, con le dovute autorizzazioni e un piano chiaro.

Perché l’ambiente non si protegge con eventi simbolici, ma con interventi concreti. E ogni giorno perso rende più difficile salvare ciò che resta.

lunedì 7 aprile 2025

Una minaccia verde nella Riserva Naturale della Fontana del Guercio: scoperta la presenza del Poligono del Giappone


Durante una tranquilla escursione domenicale nella Riserva Naturale della Fontana del Guercio, ci siamo imbattuti in una scoperta allarmante. Lungo il sentiero che si dirama da quello principale e conduce al fontanile del Capun, abbiamo notato la presenza di una pianta tanto elegante quanto pericolosa: il Poligono del Giappone (Reynoutria japonica Houtt.).

Questa specie, originaria dell’Asia Orientale e appartenente alla famiglia delle Poligonacee, è tristemente famosa per essere una delle cento specie invasive più dannose al mondo. Introdotta in Europa a scopo ornamentale nella seconda metà dell’Ottocento, si è rapidamente diffusa, colonizzando ampie aree del Nord Italia.

La sua crescita aggressiva comporta gravi conseguenze ambientali: può accelerare l’erosione del suolo, minacciare la stabilità degli argini fluviali e, in contesti urbani, danneggiare strutture come muri e pavimentazioni a causa dei suoi rizomi fortemente invasivi. Una volta insediata, è estremamente difficile da eradicare, e le strategie per contrastarla variano a seconda che si voglia contenerla o eliminarla del tutto.


In Europa, fortunatamente, la pianta è presente solo nella sua forma femminile, il che impedisce la riproduzione tramite seme. Tuttavia, la sua capacità di propagarsi per via vegetativa - anche a partire da frammenti di rizoma lunghi appena un centimetro e pesanti meno di un grammo - la rende ugualmente pericolosa. I movimenti di terra ne favoriscono la diffusione: basta che del terreno contaminato venga spostato per dare inizio a una nuova colonizzazione. Nei corsi d’acqua, invece, è la corrente a trasportarne i frammenti per chilometri.

Un’altra insidia sta nel taglio: se effettuato senza conoscenza, può inavvertitamente favorirne la diffusione anziché limitarla.

Il Poligono del Giappone predilige le aree umide, in particolare le sponde dei corsi d’acqua, dove si diffonde velocemente, soffocando la vegetazione autoctona. Questo comporta una pericolosa semplificazione dell’ecosistema, con la conseguente riduzione della biodiversità locale.

La scoperta della sua presenza nella riserva è un campanello d’allarme: sarà fondamentale monitorare l’area e intervenire tempestivamente per evitare che questa specie aliena comprometta l’equilibrio naturale di uno dei polmoni verdi del nostro territorio.

 

Rassegna stampa 

La Provincia di Como, 14 aprile 2025