sabato 6 agosto 2022

Valsassina: lanciata una petizione per fermare le olimpiadi del cemento

I fondi per le olimpiadi non possono giustificare inutili stragi ambientali.


Con il marchio delle olimpiadi Milano-Cortina 2026 vengono finanziate per milioni di euro infrastrutture in luoghi non coinvolti nemmeno marginalmente dai giochi invernali.

Nel caso specifico, a Barzio e Moggio, in Valsassina, provincia di Lecco, sono in divenire nuove strade e ulteriori parcheggi, decisioni calate dall'alto e mai condivise con la Comunità, rivelate nell'estate 2021 dalla stampa e rese ufficiali - in data 2 agosto 2022 - dall'annuncio dello stanziamento dei fondi.

Considerato che:

  • Sul tema, i lettori di un giornale locale avevano risposto a un sondaggio schierandosi a maggioranza contro la nuova strada per al funivia di Barzio.
  • Sono seguiti dibattiti pubblici sia sulla carta stampata sia con incontri promossi da associazioni ambientaliste.
  • La nuova strada di collegamento per la funivia dei Piani di Bobbio escluderà il paese, rendendo periferiche le attività commerciali di prossimità, già duramente colpite dalle contingenze dell'ultimo biennio.
  • Una nuova strada - come spesso è successo - potrebbe aprire a nuova edificazione che andrà ad aggiungersi alla già sovrabbondante presenza di immobili in parte vuoti o sfitti che avrebbero invece necessità di tornare appetibili dal mercato immobiliare.
  • In merito ai nuovi parcheggi, la sola Barzio conta più stalli auto di quelli presenti in tutto il resto del territorio valsassinese.
  • Nuova strada e nuovi parcheggi porteranno alla distruzione degli ultimi prati posti a corona dell'abitato di Barzio, la cosiddetta cintura verde, dal dopoguerra ad oggi sempre rispettata da tutte le amministrazioni comunali.
  • La stessa Regione Lombardia che finanzia le opere, con Legge Regionale n°31 del 28 novembre 2014 introduceva "nel governo del territorio nuove disposizioni mirate a limitare il consumo di suolo e a favorire la rigenerazione delle aree già urbanizzate".
  • Gli evidenti cambiamenti climatici e l'anomalo stato di siccità che stiamo vivendo non possono più essere trascurati nella pianificazione di strategie future.

Stanti tali considerazioni:

  • Invitiamo a una riflessione e a un ripensamento: dal punto di vista economico, Barzio e Moggio hanno realmente bisogno di opere di questo tenore per il loro sviluppo?
  • Chiediamo di fermare inutili stragi ambientali e, al contrario, di tutelare e valorizzare l'esistente.
  • Auspichiamo il rispetto della Legge Regionale n°31 del 28 novembre 2014 che recita in premessa:
  • "Sul presupposto che il suolo è risorsa non rinnovabile, l’obiettivo prioritario di riduzione del consumo di suolo si concretizza nell'orientare le attività di trasformazioni urbanistico-edilizie non più verso le aree libere ma operando sulle aree già urbanizzate, degradate o dismesse, da riqualificare o rigenerare".


https://www.change.org/p/stop-alle-olimpiadi-del-cemento-in-valsassina?redirect=false



Il 6 agosto 2022, anniversario di Hiroshima, pianta un seme di Pace...


Riceviamo e pubblichiamo.

a cura di Roberto Brambilla, Lista Civica Italiana 

 

Il 6 agosto 1945 venne sganciata le bomba nucleare che distrusse la città giapponese di Hiroshima, il 9 agosto la sciagura si ripeté su Nagasaki. Queste date resteranno per sempre nella storia umana come giorni bui, assolutamente nefasti e che mai vorremmo ripetere nel futuro.

Tuttavia, la follia della guerra, in particolare il conflitto in Ucraina, ha fatto impennare il rischio della minaccia nucleare. Dall’inizio del conflitto i portavoce di entrambe le fazioni affermano pubblicamente che l’utilizzo delle più moderne e sofisticate armi nucleari non può essere escluso. Tutto ciò comporterebbe impatti ingovernabili, una catastrofe!

La rete Convergenza ti invita in questo giorno di commemorazione a dare un segnale, a fare un gesto che manifesti il tuo sostegno al Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari -TPAN (TPNW è l’acronimo inglese) affinché le armi nucleari siano bandite dal nostro futuro.

Crediamo fortemente che ognuno di noi sia portatore di un seme di quella Pace a cui tutti aspiriamo e che sia nelle nostre mani l’unica possibilità di costruirla, insieme.

Il 6 agosto, pianta un seme, o accendi una candela, o scrivi un messaggio per un futuro libero da armi nucleari e che ti ricordi ogni giorno di aver cura di far crescere la Pace in te e fuori di te. Quindi, fai una foto e condividila sui social con l’hashtag #TPNWandSowPeace o invia la foto a redazioneitalia@pressenza.com

La tecnologia nucleare odierna permette di effettuare attacchi sia su larga scala che mirati, con una gittata maggiore e una forza distruttiva fino a 30 volte superiore di quelle di Hiroshima e Nagasaki, con conseguenze devastanti - immediate e a lungo termine - per l’umanità e per l’ambiente.

Oggi sono 9 gli Stati con armi nucleari (Russia, USA, Francia, Regno Unito, Cina, Israele, Pakistan, India, Corea del Nord) e 5 gli Stati della NATO aderenti alla condivisione nucleare (Nuclear sharing, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia) che, detenendo e rinnovando gli arsenali sul loro territorio, violano il Diritto Internazionale.

In totale, ci sono circa 14.000 testate atomiche, di queste circa 4000 sono schierate e circa 2000 pronte per essere lanciate.

Finché i Governi non si decideranno a smantellare gli arsenali nucleari,
l’umanità, la nostra sopravvivenza, sarà minacciata.

L’unica soluzione coerente è dare priorità al disarmo nucleare.

Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW) in vigore dal 22 gennaio 2021 è stato ratificato finora da 66 Stati e firmato da ulteriori 23, su 208 Stati nel mondo. Il Trattato proibisce alle nazioni di sviluppare, testare, produrre, fabbricare, trasferire, detenere, immagazzinare, utilizzare o minacciare l’uso di armi nucleari, o permettere che armi nucleari siano posizionate sul proprio territorio. Inoltre vieta di assistere, incoraggiare o indurre chiunque a partecipare a una qualsiasi di queste attività. Negli Stati che hanno firmato il TPNW, le banche, le aziende, le università e i privati non potranno contribuire allo sviluppo di armi nucleari, nemmeno nei Paesi che non aderiscono al trattato. Il TPNW è permanente e legalmente vincolante per le nazioni che vi aderiscono. Inoltre, il trattato prevede anche la possibilità di essere adottato a livello locale (Comuni e/o Regioni) generando una pressione che potrebbe raggiungere la ratifica del trattato a livello nazionale.

Il TPNW è una pietra miliare del diritto internazionale, un’iniziativa della società civile a cui è stato attribuito il premio Nobel per la pace nel 2017, sostenuto dalla stragrande maggioranza delle nazioni, ad eccezione di quelle che possiedono armi nucleari e dei loro alleati. Questi ultimi continuano ad ignorare il TPNW e l’Italia, che ci farebbe piacere vedere tra i firmatari, purtroppo non ha partecipato, neanche come osservatore, alla conferenza internazionale di Vienna tenutasi in giugno 2022 sul TPNW.

Il 6 agosto, pianta un seme di Pace…

#TPNWandSowPeace o invia la foto a redazioneitalia@pressenza.com.

Convergenza: La Comunità per lo sviluppo Umano, Mondo senza guerre e senza violenza, Campagna Umanista Europe for Peace, Rete Ecosocialista, WILPF ITALIA, Disarmisti Esigenti, OGZERO, Atlante Guerre, Zeitgeistitalia, Planet 2084, Società della Cura, Rete per la politicità sociale, Manifesta, Rifondazione Comunista, Partito Umanista Roma, Lista Civica Italiana, Pressenza International Press Agency.

Riportiamo di seguito  alcuni link a schede di approfondimento e in particolare:
1) Una scheda sul lavoro dell’ICAN per arrivare alla definizione del trattato internazionale con incluso l’elenco delle nazioni che hanno firmato e ratificato il trattato e l’elenco dei comuni italiani che hanno aderito allo stesso. 20220621 TPAN _21-23 Giugno 2022_ICAN definitivo
2) Una scheda sui contenuti del TNP (Trattato di non proliferazione) e le sue differenze con il TPAN 20220621 TPAN e TNP - Differenze sostanziali definitivo
3) Per tutti coloro che desiderano approfondire il tema, aggiungiamo alcuni link interessanti ad un video che mostra come si è giunti a dar vita al trattato e evidenziano gli impatti umanitari delle esplosioni nucleari con il conseguente “inverno nucleare” (si tratta dello stesso contenuto esposto sempre più sinteticamente, avvisiamo che il video lungo contiene scene "forti"). Il video per il valore delle commoventi testimonianze contenute dovrebbe essere fatto circolare a tutti i livelli, dalla scuola alle associazioni ecc.

4) Cliccando qui la recensione dell'interessante libro "Parere giuridico sulla presenza di armi nucleari in Italia, Multimedia Edizioni, 2022"

mercoledì 3 agosto 2022

La montagna non è un parco giochi!


Montagna: scrigno di biodiversità o parco disneyano?

a cura del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Non ci sono solo le Olimpiadi invernali a ‘minacciare’ la montagna. Sempre più spesso assistiamo allo ‘sfruttamento’ della montagna, anche da parte di chi vi abita.


Facciamo degli esempi. Il turismo mordi e fuggi con cui la montagna viene utilizzata come 'parco giochi': panchine giganti, ponti tibetani nelle valli, piattaforme artificiali di osservazione, piste da sci a quote basse e pertanto innevate artificialmente. Queste strutture richiamano flussi di visitatori che, muovendosi in giornata con le loro auto, vedono la montagna come un centro commerciale, utilizzando solo queste strutture fittizie piuttosto che godere della naturalità della montagna stessa.
Dicevamo che anche chi ci vive tende, in alcuni casi, a trarre dalla montagna solo una fonte di reddito personale o per propri scopi, come, ad esempio, la realizzazione di nuove strade agrosilvopastorali, a volte addirittura asfaltate e aperte anche alle auto private, per l'accesso a strutture di agriturismo, rifugi e baite, se non seconde case. L'accesso a questi edifici, fino a ieri raggiungibili solo a piedi, diventa il pretesto per aggredire ulteriormente la montagna e renderla appetibile a nuove orde di visitatori della domenica.


Altro esempio le moto da trial, i quod o, in inverno, le motoslitte, mezzi che vengono utilizzati con l'unico scopo del 'passatempo'. Insomma la montagna sta sempre più diventando un ‘divertimentificio’, piuttosto che essere preservata e tutelata per le sue valenze naturali e ambientali.
Pensiamo al tema del riscaldamento globale, laddove le montagne e i boschi possono rappresentare una delle soluzioni al problema, in quanto in grado di assorbire quote di CO2 e produrre ossigeno, condizioni fondamentali per la vita, che la città non può garantire.
In definitiva serve cambiare il modo di pensare e vedere la montagna, che deve invece continuare a rappresentare uno degli ambiti di conservazione della biodiversità e di garanzia per la vita sul Pianeta. Occorre pensare ad un turismo ecosostenibile che possa valorizzare le tradizioni locali senza snaturarle e senza la necessità di creare infrastrutture inutili, ma recuperando e ristrutturando quello che già esiste sul territorio.


Un appello quindi alle Istituzioni (ministeri, regione, parchi, comunità montane, comuni) che, anziché limitarsi a celebrare la giornata della montagna o, peggio, a finanziare altre devastanti opere (è di questi giorni l'apertura di un nuovo bando di Regione Lombardia a sostegno delle piste da sci innevate artificialmente!), devono investire sulla tutela e manutenzione delle montagne stesse.