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sabato 4 gennaio 2025

Natale e Capodanno sotto l’albero... degli espropri di Pedemontana!


Ah, il magico periodo natalizio! L’albero illuminato, il profumo di pandoro e panettone, e… il dolce suono del postino che recapita notifiche di esproprio. Perché, si sa, a Pedemontana piace fare le cose in grande, e cosa c’è di più grande di un bel regalo di Natale sotto forma di atti legali?

Non è la prima volta che Pedemontana decide di rovinare le feste. Già nel lontano 2010 ci eravamo ritrovati a commentare un “regalo” simile. E quest’anno non si sono smentiti, confermando la tradizione: festività uguale blitz burocratico. Niente auguri di Buon Natale o Felice Anno Nuovo, ma un bel pacco di documenti che nemmeno il Grinch avrebbe osato consegnare.

Lorenzo, nella chat del Comitato in difesa del territorio di Lissone, racconta il suo risveglio d’oro: “Buongiorno a tutti, primo regalo dell’anno da parte di Pedemontana: questa mattina mi è stato notificato un atto che temo sia l’esproprio definitivo. Ho già contattato l’avvocato per scaldare i muscoli per la battaglia.”

Che tempismo, vero? Notifica il 3 gennaio, quando il paese è ancora in letargo e le risposte legali sono ferme almeno fino al 7. Insomma, con quattro giorni dei 30 già volatilizzati come la neve al sole, Pedemontana dimostra un’accuratezza strategica che farebbe impallidire persino uno scacchista professionista.

Non sono mancati i messaggi di supporto nel gruppo del Comitato. Luigi ha subito espresso vicinanza con un sentito: “Siamo con te.”

E se a Lorenzo il regalo è arrivato con l’anno nuovo, Antonella e Daniele hanno ricevuto un “pacchetto natalizio” il 2 dicembre: “Il nostro è esproprio definitivo con conteggio rimborso in base alle osservazioni presentate a ottobre 2023.”

C’è da chiedersi quale mente brillante abbia deciso che il periodo natalizio sia il momento ideale per inviare notifiche così delicate. Forse pensano che con un po’ di luci natalizie e qualche canzone di Bing Crosby in sottofondo il tutto risulti più digeribile?

Invece di panettoni, queste famiglie si ritrovano a “gustare” scadenze e burocrazia, con l’ansia di dover rispondere in fretta e furia a comunicazioni che sembrano fatte apposta per coglierle alla sprovvista.

Cara Pedemontana, sappiamo che siete impegnati a costruire autostrade, ma magari un corso base di buon senso e rispetto non guasterebbe. Perché, mentre voi siete intenti a “progettare il futuro”, c’è chi lotta per non perdere tutto quello che ha costruito con fatica.

E no, non basta aggiungere un fiocco rosso al pacco per trasformare l’esproprio in un regalo di Natale. Anche il Grinch, alla fine, aveva capito che il Natale non si ruba. Magari potete imparare anche voi.

domenica 1 dicembre 2024

Pedemontana: nuova proroga della pubblica utilità, i Comitati organizzano la resistenza al fianco degli espropriati


Pedemontana ha avviato le procedure per ottenere la quinta proroga della dichiarazione di pubblica utilità, uno strumento essenziale per portare avanti gli espropri necessari alla realizzazione dell’autostrada. Questo ulteriore rinvio è sintomatico delle difficoltà e dei ritardi che il progetto continua a incontrare.

I Comitati No Pedemontana, attivi in tutta la Brianza, non intendono rimanere a guardare. Per contrastare l'avanzamento del progetto, stanno organizzando un supporto legale rivolto agli espropriati, con l'obiettivo di impugnare la proroga e difendere i diritti dei cittadini coinvolti.

Come primo passo, il 5 dicembre alle ore 21 è stata convocata una riunione rivolta agli espropriati di Lissone e Macherio. Durante l’incontro, saranno presentate le strategie per opporsi alla proroga e delineati i prossimi passi nella mobilitazione.

I cittadini interessati a partecipare possono contattare i referenti Gigi de Vincentis (391-1339143) o Giacomo Mosca (339-6443782) per maggiori dettagli e per confermare la propria presenza.

 


 

venerdì 17 novembre 2023

Pedemontana: il caso del Comune che fa pagare l'IMU sui terreni che verranno espropriati

La lettera pubblicata su "Il Corriere della sera" del 12/11/2023

La storia di Tiziana Tarantola, pubblicata recentemente sul Corriere della sera, getta luce sulla controversa gestione delle aree destinate al progetto dell'autostrada Pedemontana. Mentre leggiamo delle disavventure di chi vede i propri terreni espropriati per la causa pubblica, ci imbattiamo in una vicenda che svela un'ingiustizia ulteriore.

Nel 1956, il padre di Tiziana Tarantola investì i propri risparmi in un terreno ad Arcore. Col passare degli anni, l'area, ereditata da Tiziana e sua sorella, divenne oggetto del progetto Pedemontana, con il conseguente blocco del terreno. Fin qui nulla di nuovo, molti proprietari stanno affrontando situazioni simili.

La vera sorpresa arriva quando, nonostante il blocco per procedere all'esproprio, il Comune di Arcore invia una raccomandata che intimerebbe il pagamento dell'IMU dal 2018, con una sanzione per ritardo. Ciò che desta sconcerto è che il Comune ha deciso di applicare questa tassa anche sui terreni agricoli che verranno espropriati per far passare la nuova autostrada.

L'ingiustizia emerge chiara: proprietari costretti a rinunciare ai propri terreni in nome di un presunto progresso, solo per trovarsi poi vessati da una tassazione che sembra non tenere conto della loro situazione. Terreni destinati ad una infrastruttura di uso pubblico, che non possono essere venduti né regalati, ma sui quali il Comune decide di far pesare l'onere dell'IMU.

Ciò che doveva essere un contributo alla collettività si trasforma così in una beffa per chi, in buona fede, ha accettato le condizioni imposte dal progetto Pedemontana. La storia di Tiziana Tarantola diventa il simbolo di una gestione discutibile e priva di sensibilità nei confronti dei cittadini.

giovedì 26 ottobre 2023

Desio. Dopo 14 anni arrivano gli espropri di Pedemontana


Questa mattina a casa del Sig. Felice Mariani imprenditore di una piccola azienda Florivivaistica di Desio ad aspettare il fattorino di Pedemontana con l'atto “d'immissione in possesso” in pratica la formalizzazione dell’esproprio campeggiava davanti alla sua azienda un grande striscione con scritto “Pedemontana ti aspettiamo da 14 anni”. Con lui c’era Dario Balotta presidente dell’Osservatorio Trasporti (Onlit) storico ambientalista. Quello di Desio è uno dei 21 mila espropriandi che è sotto scacco di Pedemontana dal 2009 Da quando il Cipe approvò il progetto definitivo dell'autostrada Pedemontana Lombarda e 21 mila cittadini proprietari di terreni, case e fabbriche sono stati avvisati che le loro proprietà sarebbero state espropriate per lasciare spazio alla costruzione dell'autostrada che avrebbe collegato il varesotto con la bergamasca per 67 chilometri. 

 

Da allora solo il 30 per cento della strada è stato realizzato, il restante 70 per cento rischia di non vedere mai la luce, ma gli espropri sono rimasti. Un esercito di veri e propri prigionieri in casa loro, senza poterla né vendere né ristrutturare. Secondo le norme si potrebbe tenere sotto le “forche caudine” di un'esproprio una proprietà per massimo sette anni. Due anni fa sono stati prorogati per l’ennesima volta i tempi fino allo scorso gennaio. E ora, con un blitz illegittimo favorito da una azione piratesca del ministero dei Trasporti e dal Cal (Concessioni autostradali lombarde), ha di nuovo prorogato l’esproprio per tutto il 2023. Una violazione delle prerogative del diritto privato che non ha precedenti in Italia. Il Florovivaista di Desio nonostante  i tempi biblici della dell'autostrada ha valorizzato il suo terreno di 7 mila mq con una attività Florovivaistica che ora Pedemontana gli vorrebbe togliere l’attività con un indennizzo ridicolo. Dopo aver aspettato 14 anni ora bisogna sloggiare perchè Pedemontana ha fretta. Fretta di cosa che il progetto è di 50 anni fa? Ed i 30 km di autostrada esistenti sono costati 60 milioni di euro al KM. Ora faremo pronunciare la magistratura civile per giudicare il rinnovo illegittimo degli espropri, che da 14 anni penalizzano ingiustamente migliaia di lombardi privati della disponibilità reale di case e terreni.

domenica 16 maggio 2021

I 25 mila ostaggi di Pedemontana

 

Dario Balotta, presidente Osservatorio Nazionale Infrastrutture e Trasporti

Dal 2009 quando il Cipe approvò il progetto definitivo dell’autostrada Pedemontana Lombarda 35 mila lombardi proprietari di terreni, case e fabbriche vennero avvisati che le loro proprietà sarebbero state espropriate per lasciare spazio alla costruzione dell’autostrada che dovrebbe tagliare in due la Brianza per 67 km. Da allora solo il 30% della strada  è stato realizzato e  25 mila proprietari da oltre 12 anni sono ostaggi di Pedemontana, prigionieri in casa loro senza poterla vendere o ristrutturare senza avere disponibili le loro proprietà. Secondo le norme si potrebbe tenere sotto esproprio una proprietà per massimo sette anni. Due anni fa sono stati allungati i tempi fino allo scorso gennaio. Con un blitz illegittimo favorito da una azione pilatesca del MIT, il Cal (Concessioni autostradali Lombarde), parente stretto di Aria spa, ha di nuovo prorogato l’esproprio fino al 2023. Una vera e propria violazione delle prerogative dei cittadini che non ha precedenti nella storia del diritto in Italia. Una situazione insopportabile che può sfociare in ricorsi amministrativi per riaffermare il diritto e la proprietà privata

Certo la storia di Pedemontana non si può definire una di finanza di progetto, seppure sia cominciata con queste intenzioni e regole. Regole che parlavano chiaro: 4 miliardi di costi: il 33% (1,2 miliardi) a carico dello  lo Stato ma il resto doveva essere finanziato in parte dal concessionario (allora 500 mln) e il resto dal mercato. I lavori sono partiti con i soldi pubblici, saliti dal 33% all’80% ma senza quelli privati, se si esclude un prestito “ponte” da 200 milioni concesso dalle banche socie a tassi esorbitanti (oltre il 7%) che saranno pagati da pantalone.

domenica 4 novembre 2012

800.188.606: il numero verde che tutela gli espropriati di Pedemontana e Teem


Espropriati dalla Pedemontana: ora c'è il numero verde

articolo tratto da Il Giorno - ed. Como

L’Associazione Tutela Espropri comunica l’apertura di un numero verde, l’800.188.606 specificamente dedicato a tutti i proprietari oggetto di espropri per la realizzazione delle nuove autostrade denominate Tangenziale Esterna est di Milano – Pedemontana Lombarda.

Gli espropri, nel totale dei due interventi, riguardano circa 10mila proprietari, la maggior parte dei quali, quasi ottomila, relativamente alla Pedemontana Lombarda, e i restanti relativamente a Tem, ed interessano le province di Milano, Lodi, Como, Monza e Varese. Le procedure espropriative sono in questi giorni in una fase molto calda specialmente per Teem, in cui gli adetti della società “Consorzio Costruttori Teem”, costituito da Impregilo, Impresa Pizzarotti, Coopsette, C.M.B., Unieco, C.m.C., Itinera e Pavimental, sono stati incaricati dalla Società Tangenziale Esterna spa di procedere alle Immissioni in possesso. Per quanto riguarda Pedemontana, invece, le operazioni di immissione in possesso sono iniziate già da un anno e continuano progressivamente sull’intero tratto.

Le due società, infatti, utilizzando una norma speciale di legge, stanno procedendo a prendere il possesso dei beni necessari alla costruzione dell’opera e alle aree di cantiere, pur non essendo divenuta proprietaria dei beni e pur non avendo, quindi, neppure iniziato a pagare gli stessi.

“La fase dell’immissione in possesso è una fase molto delicata, in quanto i proprietari per la prima volta hanno una percezione concreta di come l’esproprio coinvolgerà la loro proprietà” dichiara Corrado Brancati responsabile del servizio 800.188.606 aperto da Tutelaespropri. "E’ proprio in questa fase che i proprietari hanno necessità di informazioni precise e puntuali sia in relazione a quali siano i loro diritti economici, sia per comprendere il loro rapporto con i beni occupati dall’ente autostradale ma ancora in loro proprietà: chi pagherà le tasse d’ora in poi, quando e come potranno essere incassate le indennità di esproprio proposte, se sia obbligatorio accettare le indennità proposte o se si possa chiederne la rivalutazione, quali siano i diritti economici che la legge riconosce ai proprietari. Sono solo alcune delle domande che ci sentiamo rivolgere più spesso".

"E’ per questo motivo - prosegue Brancati - che la nostra associazione, associazione senza scopo di lucro per la diffusione della conoscenza dei diritti dei proprietari espropriati, ha deciso di aprire un numero verde, per garantire a tutti uno strumento facile e gratuito di informazione. Addetti qualificati risponderanno negli orari di ufficio. Speriamo così di fornire un servizio utile in una materia in cui le informazioni, anche fornite dagli ente esproprianti, sono in genere poche, confuse ed espresse in termini non facilmente comprensibili per chi già non si intenda della materia”.