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venerdì 24 novembre 2023

Molteno: un nuovo supermercato nel Comune più cementificato della provincia di Lecco!


di Roberto Fumagalli,  presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Nuova cementificazione di un'area verde tra Molteno e Rogeno, dove sorgerà un nuovo supermercato, oltretutto a pochi metri dal corso del torrente Bevera.  
E' quanto vogliamo denunciare pubblicamente come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi": è partito nei giorni scorsi il cantiere per costruire un nuovo, ennesimo, supermercato, che comporta nuovo consumo di suolo!

 

In rosso area indicativa nuovo cantiere, in blu area torrente Bevera

Questo su di un'area verde tra Molteno (che, ricordiamo, è già il comune più cementificato della provincia di Lecco!) e Rogeno. Si tratta di un'area che oltretutto si trova a ridosso del corso del torrente Bevera, corso d'acqua già bistrattato da opere di regimazione e cementificazione, sia nel tratto che attraversa il centro di Molteno, sia in corrispondenza dell'area industriale - sempre di Molteno - ubicata a ovest rispetto alla superstrada 36.  In pratica già oggi il corso moltenese del Bevera è accerchiato da cemento: quello degli argini artificiali e quello dei capannoni realizzati a pochi metri dalle sue sponde. Lo stesso rischia di succedere col nuovo supermercato in costruzione e i relativi parcheggi.
Abbiamo chiesto ai 2 comuni interessati dal cantiere (Molteno e Rogeno) di sapere a che distanza dal Bevera verrà realizzato il nuovo intervento edilizio, parcheggi inclusi.
Il pericolo è che, in caso di piena, il Bevera si trovi ancora più costretto nel suo corso, trovando quindi sfogo su altre aree, rischiando magari di mettere a repentaglio le abitazioni vicine.
Come Circolo riteniamo che questa ennesima edificazione rappresenti un grave danno ambientale, per il suolo e per il Bevera.


Lo ripetiamo: quello che serve è una totale inversione di tendenza: rivedere i piani urbanistici (PGT) portandoli a consumo di suolo a zero, stop a nuove costruzioni e basta nuove strade, a Molteno, Rogeno e in tutti i comuni del territorio.

Ricordiamo che Molteno si è confermato ancora una volta il comune più cementificato nella nostra provincia: oltre il 46% del territorio comunale risulta coperto da cemento e asfalto.
Paradossale che nello stesso comune di Molteno sia stata progettata la tangenzialina di Raviola che comporterà la cementificazione di una delle poche aree agricole rimaste, anche in questo caso a ridosso del torrente Bevera.

lunedì 9 ottobre 2023

Il miracolo linguistico di Lazzate: costruire un supermercato facendo finta di non consumare suolo

L'area, al confine con Misinto, dove verrà realizzato il nuovo supermercato. Immagine tratta da Google maps.

di Roberto Fumagalli,  presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Altro, inutile, consumo di suolo per fare spazio ad un nuovo, inutile, supermercato in Brianza! È quanto succede nuovamente in provincia di Monza Brianza al confine con la provincia di Como. Dopo i nuovi capannoni, già in costruzione tra Giussano e Arosio, che ospiteranno il nuovo centro di cottura di una catena di supermercati, ecco che a Lazzate compare dal cilindro del Comune l'ipotesi di un nuovo supermercato in un'area verde in via Monte Bianco. Si tratta di nuovo consumo di suolo, ovvero della cementificazione di un prato verde, in provincia di Monza Brianza che già oggi è la provincia più cementificata d'Italia! Questo per fare spazio all'ennesimo supermercato! È paradossale che il sindaco di Lazzate scriva nel proprio comunicato stampa che "non si tratta di nuovo consumo di suolo" poiché l'area risultava già pianificata come commerciale. La logica vuole invece che "consumo di suolo" sia qualsiasi opera che comporti la distruzione di aree verdi per far spazio a cemento e asfalto. Distruggendo oltretutto un'area verde potenzialmente agricola. Ricordiamo che il suolo è  una risorsa non rinnovabile che garantisce la vita, trattiene la CO2, mitiga il calore, mentre con questo progetto - se malauguratamente  verrà attuato - il suolo naturale sarà  perso per sempre.
Tutto questo senza citare i problemi di viabilità che verranno aumentati in vista del traffico determinato dal nuovo supermercato: via vai di auto dei clienti e di camion per le merci!

 

Quì sotto il comunicato stampa del Comune seguito da un nostro commento. 

 

Comunicato stampa del Comune di Lazzate

Pianta dell'area occupata dal supermercato e dai parcheggi

La Giunta comunale ha avviato l’iter di modifica dello strumento urbanistico vigente e l’attuazione della verifica di assoggettabilità a Vas (Valutazione ambientale strategica), a seguito di presentazione di istanza di una società interessata a realizzare una media superficie di vendita, fino a 1500 metri quadri, del settore alimentare.
L’area individuata dalla società One Italy Srl si trova in via Monte Bianco ed è una superficie che rientra in un piano attuativo a destinazione commerciale risalente a oltre 15 anni fa e mai decollato fino ad oggi.
L’Amministrazione comunale ha deciso di accogliere l’istanza presentata dalla società in questione, considerando che “pur in presenza di realtà commerciali di vicinato che offrono un servizio puntuale e di qualità, l’incremento del numero degli abitanti verificatosi sin dagli anni 2000 non è stato accompagnato da adeguato incremento delle realtà commerciali, causa questo della ricerca del soddisfacimento dei bisogni alimentari e non al di fuori del territorio comunale” - come si legge testualmente nella delibera.
“Ad oggi, purtroppo, a Lazzate resta attivo un solo negozio di vicinato per gli alimentari e l’esigenza di avere un supermercato è stata tra quelle più indicate dai cittadini durante la campagna elettorale” - spiega il sindaco Andrea Monti.
“Per questo motivo, abbiamo colto favorevolmente l’opportunità che ci viene presentata dalla società proponente, che va ad insistere su un’area già da tempo individuata come espansione commerciale e produttiva, pur con un piano rimasto inattuato per oltre 15 anni. Significa che non ci sarà ulteriore nuovo consumo di suolo, andremo ad occupare aree già impegnate dalla pianificazione urbanistica. L’intervento che verrà realizzato dalla società One Italy srl, prevede la costruzione di un supermercato della catena Tigros; tengo a precisare che non sarà presente nessuna galleria commerciale interna, per non creare danno al nostro tessuto commerciale esistente. Siamo solo nella prima fase, in cui abbiamo ricevuto una richiesta, che dovrà ancora essere valutata ed eventualmente approvata nei vari passaggi richiesti dall’iter. Nel caso fosse conclusa positivamente, questa operazione garantirà naturalmente una ricaduta positiva in termini di servizi ai cittadini e diverse decine di occupati sul territorio. Soprattutto porterà un consistente introito per il Comune in termini di oneri di urbanizzazione, che intendiamo destinare totalmente alla realizzazione della parte pubblica del Progetto Lazzate 2030, con un ulteriore innalzamento del livello di qualità dei servizi e degli spazi pubblici del centro, anche per sostenere le opportunità di crescita e di appeal del nostro commercio di vicinato, attraverso un ulteriore miglioramento del nostro Borgo”.


Nostro commento


Il comunicato del Comune di Lazzate riguardo alla modifica dello strumento urbanistico e alla possibile costruzione di un supermercato presenta alcune criticità evidenti.

Innanzitutto, il comunicato sembra sottolineare l'importanza di aggiungere un altro supermercato nonostante ci siano già negozi di vicinato che offrono un servizio di qualità. Questa affermazione sembra contraddittoria, considerando che la presenza di supermercati può spesso mettere a rischio la sopravvivenza dei piccoli negozi locali. Invece di sostenere i negozi di vicinato esistenti, sembra che il Comune stia aprendo la porta a una grande catena.

Inoltre, il comunicato cerca di giustificare la decisione sostenendo che non ci sarà un ulteriore consumo di suolo poiché l'area è già stata pianificata per scopi commerciali. Tuttavia, questo non significa che non ci sarà un impatto ambientale. L'urbanizzazione di un'area, anche se era stata pianificata in precedenza, comporta comunque la perdita di terreno naturale e l'alterazione dell'ecosistema circostante. Chiamare questo processo "non consumo di suolo" sembra essere un tentativo di manipolare il linguaggio per evitare una discussione più onesta sull'impatto ambientale dell'edificazione.

Il comunicato menziona anche che gli oneri di urbanizzazione saranno utilizzati per finanziare progetti pubblici, il che potrebbe anche essere positivo. Tuttavia, questo solleva la questione di cosa verrà sacrificato in cambio. L'edificazione in un'area che potrebbe contribuire alla ricarica della falda acquifera, alla mitigazione del calore estivo e alla promozione della biodiversità potrebbe comportare la perdita di questi importanti benefici per l'ambiente e la comunità. Questi aspetti sembrano essere ignorati nella dichiarazione.

Infine, il comunicato sembra trascurare il fatto che la costruzione di un grande supermercato potrebbe avere un impatto sulla dinamica del commercio locale, portando potenzialmente a una maggiore concorrenza per i negozi di vicinato già esistenti.

In sintesi, il comunicato sembra concentrarsi troppo sull'idea di aggiungere un supermercato senza considerare pienamente gli impatti ambientali, economici e sociali potenziali di questa decisione.

sabato 26 agosto 2023

Circolo Ambiente: " Ecco i problemi che ci regalerà il nuovo insediamento commerciale tra Arosio e Giussano"

Come si presentava l'area prima dell'inizio dei lavori 
La cantierizzazione 
Situazione attuale del cantiere


L'ampia area verde che si estendeva tra Arosio e Giussano, è ora oggetto di cantierizzazione, segnando l'inizio dei lavori per la costruzione dei nuovi capannoni e un centro di cottura. Questa nuova iniziativa è strettamente legata alla proliferazione dei supermercati nella Brianza comasca e monzese.

Il progetto ha suscitato dibattiti accesi, e il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha espresso chiaramente la sua netta opposizione attraverso la propria pagina Facebook. L'area destinata alla costruzione dei nuovi edifici era precedentemente uno spazio verde, e questa trasformazione è stata oggetto di critica da parte dell'associazione. La costruzione dei nuovi capannoni comporterà la cementificazione di una zona che confina con il Parco Valle Lambro, sollevando preoccupazioni riguardo all'impatto ambientale.


La scelta di realizzare questa nuova struttura in due comuni che già hanno una considerevole parte del territorio urbanizzato solleva dubbi sulla sostenibilità dell'opera. Arosio e Giussano si collocano tra i comuni con maggior cementificazione in Italia, e la perdita di un'area verde diventa ancor più rilevante in questo contesto.

Una delle principali obiezioni riguarda la possibilità di individuare aree dismesse o capannoni abbandonati nei dintorni, che avrebbero potuto essere riconvertiti per l'uso previsto. Questo avrebbe evitato un ulteriore consumo di suolo, preservando risorse naturali importanti.

Un altro aspetto dibattuto è l'effetto che questa nuova struttura avrà sul traffico. L'aumento previsto di camion e veicoli destinati al centro di cottura rischia di peggiorare l'attuale congestione della Novedratese, strada già spesso intasata.


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha evidenziato una serie di problematiche connesse all'insediamento di questi nuovi capannoni:

  • Aumento della temperatura: La cementificazione della zona contribuirà all'aumento delle temperature, con possibili impatti sull'ambiente circostante.
  • Aumento del rumore: La costruzione dei nuovi edifici e le attività in essi svolte potrebbero comportare un aumento dei livelli di rumore.
  • Aumento del traffico: L'arrivo di camion e veicoli destinati al centro di cottura aumenterà il traffico, aggravando le problematiche di congestione stradale.
  • Aumento delle emissioni di CO2: L'incremento delle attività e dei trasporti correlati al nuovo centro di cottura potrebbe portare ad un aumento delle emissioni di anidride carbonica.

Queste preoccupazioni non sono rimaste isolate. Nel dibattito online, alcuni hanno sollevato il caso della vicina Lissone, dove è prevista la costruzione di un nuovo supermercato. Altri hanno espresso la loro frustrazione sottolineando l'abbondanza di centri commerciali e si sono chiesti quale sia il reale bisogno di ulteriori strutture di questo genere.

 

 

In un momento in cui la sostenibilità ambientale è sempre più al centro delle discussioni, l'insediamento di nuove strutture commerciali deve essere attentamente valutato per minimizzare l'impatto negativo sull'ambiente e sulla qualità di vita delle comunità locali.

venerdì 18 agosto 2023

Seregno, quartiere Sant'Ambrogio: riflessioni sull'eccesso di Centri Commerciali

Seregno, via Milano. Il cantiere ove sorgerà il nuovo supermercato


In un contesto urbano sempre più pervaso dalla proliferazione dei centri commerciali, la segnalazione di un attento lettore ha portato alla luce un progetto imminente: la costruzione di un nuovo supermercato nel quartiere Sant'Ambrogio, a breve distanza da altri due grandi esercizi commerciali. Questo aggiunta al panorama urbano suscita riflessioni profonde riguardo alla coerenza di questa crescita commerciale e all'impatto che essa potrebbe avere sulla vita quotidiana del quartiere. Tuttavia, queste considerazioni spalancano anche le porte a un discorso più ampio sulla pianificazione urbana, focalizzandosi sulla rilevanza del Piano di Governo del Territorio (PGT) e delle scelte adottate dall'amministrazione comunale di Seregno.

In primo piano l'ingresso al parcheggio del supermercato MD. Sullo sfondo il cantiere del nuovo supermercato

Il dilemma tra eccesso di servizi e logica pianificatoria

L'insorgere di molteplici centri commerciali in una stessa area solleva interrogativi sulle strategie sottese a questa tendenza: si tratta di un piano ponderato o di un accumulo caotico e privo di una pianificazione oculata? L'affollamento di tre strutture commerciali - incluso il nuovo supermercato - sottolinea l'urgenza di valutare attentamente la vera domanda e i vantaggi che tali imprese possono offrire alle comunità locali.

Il ruolo chiave dei Comitati di Quartiere

Un elemento fondamentale in questo contesto è il coinvolgimento dei Comitati di Quartiere, i quali giocano un ruolo cruciale nella valutazione delle scelte viabilistiche previste per queste nuove realtà. Questo passo è di importanza vitale per comprendere come il Piano di Governo del Territorio viene concretamente messo in atto e quali siano le prospettive di integrazione di queste nuove strutture nell'ambiente urbano esistente.

I supermercati presenti nel quartiere Sant'Ambrogio. A questi vanno aggiunte le strutture commerciali di media dimensione che si trovano nelle vicinanze: Acqua & Sapone, Natura Sì, ecc.

L'impatto negativo dei Centri Commerciali

Non vanno sottovalutate le preoccupazioni legate all'eccessiva costruzione di centri commerciali, in quanto esse portano con sé risvolti importanti. Questi includono la frammentazione delle comunità locali, una maggiore dipendenza dall'uso dei veicoli privati, la potenziale diminuzione della sicurezza urbana e l'onere economico che grava sulle collettività per le infrastrutture necessarie.

Un appello alla riflessione e alla partecipazione
La segnalazione del lettore stimola un dialogo più ampio sulla pianificazione urbana e sull'adozione di politiche di sviluppo da parte delle amministrazioni comunali. La tendenza a promuovere e realizzare centri commerciali richiede una riflessione ponderata alla luce delle implicazioni a lungo termine. L'invito alle associazioni sindacali degli artigiani e dei commercianti a partecipare a questo dibattito rappresenta un appello a considerare con attenzione i diversi aspetti sociali, economici e ambientali di tali iniziative.


 
Un approccio oculato alla Pianificazione Urbana
Le riflessioni sopra esposte ci ricordano l'importanza di affrontare l'urbanizzazione in modo equilibrato e ponderato. L'eccessiva proliferazione di centri commerciali nel tessuto urbano richiede una visione lungimirante, considerando attentamente gli impatti su comunità, ambiente e sostenibilità. L'iniziativa recentemente intrapresa dall'amministrazione comunale di revisionare il PGT offre una speranza per un coinvolgimento più significativo e un processo di partecipazione che vada oltre la forma. Attraverso un dialogo costruttivo e un'analisi approfondita, si potranno prendere decisioni in grado di favorire un sviluppo armonioso delle città.
 
Rassegna stampa
 
Il Cittadino, 2 settembre 2023

 


mercoledì 16 novembre 2022

Giussano. Là dove c'era l'erba ci sarà l'ennesimo centro commerciale. Il WWF dice NO alla devastazione dell'ambiente naturale.

L’area dove è prevista la costruzione del centro commerciale

di Andrea Nobile (WWF Insubria) e Gianni Del Pero (WWF Lombardia)

Giussano e l’intera Brianza monzese hanno il più alto livello di consumo di suolo di Italia e quella di MB è la provincia con la percentuale di suolo consumato più alta, circa il 41% e un con un ulteriore incremento di 27 ettari nel solo 2021. Nonostante la spaventosa siccità di quest’anno e le temperature torride che ci hanno accompagnato per mesi continuiamo, invece, ad adottare decisioni scellerate devastando l’unica nostra reale ricchezza, l’Ambiente Naturale, consumando ancora suolo, eliminando le ultime aree verdi a favore di asfalto e cemento.


A Giussano il Consiglio Comunale il 9 novembre ha deciso di abdicare al proprio ruolo di difensore del territorio e del patrimonio collettivo costituito dalle ultime aree verdi approvando la realizzazione di un altro enorme capannone da adibire all’ennesimo centro commerciale, in questo caso “Centro di produzione del fresco” (!) di Iperal Supermercati. Ovviamente tutto nel rispetto del “contesto ambientale” (che verrà devastato e stravolto) per generare ricadute (di traffico e inquinamento) per la città che perderebbe per sempre le aree verdi di Via Viganò e Via Lambro.


Ma noi diciamo NO a questa decisione autolesionistica, NO all’ennesimo devastante centro commerciale, che si appropria del Patrimonio Ambientale, che è la vera ricchezza di tutti per consentire l’interesse di pochi, distrugge il Territorio e il Paesaggio, devasta l’Ambiente e incrementa le cause dei cambiamenti climatici sottraendo aree verdi e consumando suolo.

domenica 10 gennaio 2021

Como sud: il regno dei supermercati


 

a cura di Fridays For Future Como e Ricominciamo da Como

Nonostante l’emergenza in cui ci troviamo sia causata dal modello di sviluppo attuale, sembra che nessuna politica sia capace di adeguarsi alla necessità di cambiamento, quella nazionale tanto quella locale.

Nell'ultimo periodo abbiamo assistito alla riqualificazione della zona di Como Sud (Camerlata, Breccia, Rebbio e Prestino) con il continuo proliferare di strutture di proprietà della Grande Distribuzione Organizzata (non supportate da adeguati studi sulle ricadute urbanistiche). Oltre a Esselunga (Camerlata), Gran Mercato (Prestino), MD Market (Rebbio), alla Coop, da molti anni presente nel quartiere, che alla fine dell’anno scorso è stata fortemente trasformata e ampliata, lo scorso ottobre a Rebbio (in via Cecilio) è stato inaugurato un nuovo supermercato targato “Lidl”, a breve aprirà un nuovo supermercato della catena tedesca “Aldi” in via Paoli e infine, sempre nella stessa area verrà inaugurato anche un nuovo “Eurospin” con tanto di nuova strada di collegamento tra via Paoli e via Scalabrini.

 



Ora, su quell'area della città, insisteranno un grosso numero di punti vendita della grande distribuzione organizzata, certamente sovradimensionato rispetto alle reali necessità. Ciò, oltre a creare ulteriori problemi di traffico e a rubare spazio e risorse a progetti che potrebbero migliorare la qualità della vita in città (aree verdi, aree dedicate allo sport, spazi finalizzati ad attività di aggregazione tra le persone, centri di servizi alla cittadinanza), si tradurrà in un’allocazione estremamente inefficiente delle risorse alimentari gestite da quei punti vendita, poiché a fronte di una domanda pressoché fissa, aumenterà di molto l'offerta (stesso numero di clienti, maggior numero di punti commerciali): in parole povere, aumenteranno gli sprechi di cibo, rappresentati da tutto l'invenduto dei vari esercizi. Una dinamica del tutto antitetica, tra l'altro, al progetto di orti sociali nato pochi anni fa nel quartiere di Rebbio, pensati per favorire la produzione locale e sostenibile di cibo. La forte concentrazione di nuovi punti vendita della GDO, inoltre, crea una concorrenza difficilmente sopportabile da quei negozi di vicinato che rappresentano luoghi di vita e di socialità dei nostri quartieri e che progressivamente sono costretti a chiudere proprio a causa della competizione non sostenibile con supermercati e ipermercati.

Ad un occhio inesperto potrebbe sembrare che oltre alla realizzazione di capannoni per nuovi supermercati, alberghi e posti auto, la giunta Landriscina, con l’assessore Marco Butti, non abbia mostrato il minimo interesse verso approcci urbanistici più a misura di persona per Camerlata, Rebbio e Como in generale, incentivando, anzi, una pianificazione urbanistica aggressiva. Ci stiamo pertanto chiedendo in che tipo di progettualità si inserisce una così intensa realizzazione di supermercati in quella zona della città e a quali esigenze si vuole rispondere portando avanti un modello urbanistico di questo tipo.

 



Approfittiamo per invitare l’Assessore alla riqualificazione urbana, pianificazione urbanistica, attività produttive Butti Marco al dibattito che si terrà lunedì 11 gennaio alle ore 21.00.

Link all'evento:
https://fb.me/e/24GBhyBJj

Link della mappa della G.D.O. in provincia di Como: (cliccare qui)