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sabato 10 gennaio 2026

Seregno. Ceredo al centro dei cambiamenti: perché è importante partecipare all’assemblea di martedì 13 gennaio


Martedì 13 gennaio 2026, alle ore 21, presso il Centro Ambientale di via Alessandria a Seregno, si terrà l’assemblea pubblica del Comitato di quartiere Ceredo. Un appuntamento che assume una valenza particolare e strategica, perché arriva in una fase cruciale per il quartiere, destinato nei prossimi mesi – e anni – a essere profondamente interessato da importanti interventi sulla viabilità.

Non si tratta di singoli lavori isolati, ma di un insieme di opere che rischiano di modificare in modo strutturale i flussi di traffico, la qualità dello spazio urbano e la vivibilità del quartiere. Proprio per questo è fondamentale informarsi, capire e partecipare.

1. La rotatoria Wagner–Einaudi


È in fase di completamento la rotatoria all’incrocio tra via Wagner e via Einaudi. L’avvio dei lavori, a fine ottobre, ha generato comprensibili criticità per il traffico di attraversamento del quartiere, con disagi significativi per residenti e pendolari.

La situazione è però migliorata dopo la riapertura, prima di Natale, di via Wagner e via Einaudi, chiuse temporaneamente per consentire l’esecuzione delle opere. Oggi le maggiori difficoltà di traffico possono dirsi superate.

Resta tuttavia una scelta progettuale che solleva perplessità: il mantenimento del senso unico nel tratto di via Einaudi tra via Cadore e via Wagner.
Considerando che è già prevista la realizzazione di una nuova rotatoria su via Cadore, a servizio dell’accesso alla tangenziale verso Pedemontana, sarebbe stato più logico e prudente predisporre fin da subito via Einaudi a doppio senso di marcia.

In questo modo si sarebbe evitato – e si potrebbe ancora evitare – che il traffico diretto alla nuova infrastruttura sia costretto ad attraversare il quartiere, con ricadute negative su rumore, sicurezza e qualità dell’aria.

2. La nuova rotatoria su via Cadore


Il secondo grande tema riguarda la nuova rotatoria su via Cadore, che fungerà da terminale della tangenziale verso lo svincolo di Pedemontana.
Si tratta di un’opera potenzialmente molto impattante, perché destinata ad attrarre traffico non solo locale ma anche di attraversamento.

Per questo gli interventi previsti su via Cadore – inseriti anche all’ordine del giorno dell’assemblea – dovrebbero essere affrontati con grande attenzione. Dal nostro punto di vista, non basta parlare genericamente di “mitigazione del traffico”: servono scelte chiare di limitazione del traffico.

In particolare riteniamo necessario:

  • ridurre le dimensioni della rotatoria di progetto, per limitarne l’attrattività per il traffico di attraversamento;
  • ripristinare il doppio senso di circolazione in via Einaudi, per distribuire meglio i flussi;
  • accompagnare le opere con interventi che disincentivino il traffico parassita, tutelando il quartiere e i suoi abitanti.

3. Gli effetti sul confine con Meda

Le trasformazioni non riguardano solo Seregno. Il PGTU del Comune di Meda prevede che, una volta realizzate le due rotatorie, il traffico nel tratto terminale di via Indipendenza (proseguimento di via Cadore) diventi a senso unico in direzione Seregno.

Immagine tratta dal PGTU di Meda

È una scelta che avrà conseguenze rilevanti e che merita una valutazione attenta degli effetti sul quartiere del Ceredo e sulla viabilità complessiva dell’area.

Sempre Meda ha inoltre previsto la riqualificazione di via Indipendenza con una pista ciclabile, che dal confine con Seregno arriva fino quasi al centro cittadino. Un intervento positivo, ma che rischia di essere monco se la pista “finisce nel nulla” al confine comunale. Sarebbe auspicabile una piena interconnessione con la rete ciclabile di Seregno, per costruire una mobilità davvero sostenibile e continua, non spezzettata da confini amministrativi.

Un’assemblea da non perdere

Come si vede, i temi in discussione sono numerosi, complessi e decisivi per il futuro del quartiere Ceredo: traffico, sicurezza, qualità dello spazio pubblico, mobilità sostenibile, rapporti tra comuni confinanti.

Per questo l’assemblea di martedì non è un appuntamento come gli altri. Una partecipazione ampia e consapevole dei cittadini è fondamentale per portare osservazioni, proposte e richieste chiare alle istituzioni.

Il futuro del quartiere si decide anche così: informandosi, confrontandosi e partecipando.
Martedì 13 gennaio, ore 21: esserci conta.

lunedì 20 ottobre 2025

Viabilità in crisi nel quartiere Sant’Ambrogio di Seregno: “Siamo ostaggi dei passaggi a livello”

A sx: la coda lungo via Saronno. A dx: il passaggio a livello vie Saronno / Bottego / Sabatelli

Il Comitato di quartiere Sant’Ambrogio di Seregno torna a far sentire la propria voce con un duro post su Facebook che denuncia ancora una volta i problemi di viabilità che, da anni, affliggono la zona sud-ovest di Seregno. Una situazione ormai diventata ciclica e che sembra non trovare soluzione, segno – secondo il Comitato – di una scarsa capacità di intervento e di attenzione verso questa parte della città.

Uno dei nodi principali è quello della viabilità nord/sud ed est/ovest. Nelle ultime settimane, in particolare, la circolazione lungo via Saronno è stata fortemente compromessa a causa delle prolungate chiusure del passaggio a livello di via Bottego/Sabatelli, con conseguenti code chilometriche che si estendono fino all’imbocco con la Strada vicinale Merè Nord, nei pressi dell’area dove il Comune ha finalmente deciso – dopo dieci anni di trattative con RFI – di realizzare la rotonda di via Nazioni Unite. Tuttavia, al momento, mancano ancora informazioni certe sui tempi e sulle modalità di realizzazione, così come su altri interventi attesi nel quartiere: dalla ripavimentazione di Piazza Don Luigi Fari alla messa in sicurezza di Piazza Senses (il Chiostro), fino alla riqualificazione degli orti comunali di via Crocefisso.

Progetto della rotonda di via Nazioni Unite

Il Comitato ha inoltre monitorato i tempi effettivi di chiusura del passaggio a livello, evidenziando dati che parlano da soli:

  • Martedì 14 ottobre: addirittura un’ora e mezza, dalle 17:59 alle 19:31
  • Mercoledì 15: dalle 17:59 alle 18:25 (26 minuti)
  • Venerdì 17: oltre 50 minuti, dalle 18:00 alle 18:51

In diversi momenti, la barriera rimane abbassata per 7-8 minuti senza che transiti alcun treno. Una situazione che provoca non solo disagio, ma anche pericolo, considerando che la strada è molto stretta e non consente manovre alternative: chi vi si immette, spesso guidato dai navigatori, rimane letteralmente intrappolato.

Quartiere Sant'Ambrogio: l'area compresa nella forcella ferroviaria

Durante l’ultimo direttivo del Comitato di Quartiere, i residenti hanno espresso tutta la loro esasperazione, condivisa anche dagli automobilisti di passaggio. “Non si può continuare a rimanere sequestrati nelle proprie case o in coda per colpa di un sistema che non funziona”, denunciano dal Comitato. In attesa di una seria riflessione sull’intero nodo ferroviario a nord della stazione FS, la richiesta è chiara: ridurre le chiusure prolungate e garantire una mobilità sicura e continuativa per pedoni e automobilisti.

Questo blog segue da anni i problemi della viabilità del quartiere Sant’Ambrogio, proponendo anche soluzioni concrete per migliorare la situazione. Il grido d’allarme del Comitato mette in luce non solo i problemi di isolamento che caratterizzano questa zona incastonata nella “forcella ferroviaria” del Meredo, ma anche un deficit di attenzione nei confronti dei suoi abitanti.

Immagine tratta dal post: Trasformare un problema in opportunità: il Parco del Meredo come fulcro della mobilità di Seregno

Non tutta la responsabilità ricade sul Comune: molti disagi derivano dall’aumento della frequenza dei treni, un fatto positivo in sé ma che avrebbe dovuto essere accompagnato da interventi locali adeguati per mitigare gli effetti sul traffico. Tuttavia, anche il Comune non è esente da colpe: di fronte a una situazione così evidente e denunciata da anni, alcune soluzioni sulla viabilità andavano attuate con maggiore decisione e tempestività.

La sensazione, tra i residenti, è che si continui a navigare a vista, mentre il quartiere resta imbottigliato in un sistema viabilistico fragile e ormai al limite.

martedì 11 marzo 2025

Una App contro la sosta selvaggia: potrebbe funzionare in Brianza?


Un nostro lettore ci ha segnalato un'iniziativa che sta facendo discutere in Svezia e che potrebbe rappresentare uno spunto di riflessione anche per la nostra realtà locale. Si tratta di una nuova applicazione sviluppata dalla startup Scout Park, attualmente attiva nella città di Uppsala, che consente ai cittadini di segnalare le auto parcheggiate in modo irregolare e di ottenere una ricompensa economica per ogni segnalazione andata a buon fine.

Il sistema prevede che gli utenti, con un semplice scatto fotografico e un caricamento sull'app, possano segnalare le infrazioni al codice della strada, come il parcheggio in aree vietate o il mancato rispetto del disco orario. Se la segnalazione viene confermata dalle autorità competenti, il cittadino che ha inviato la foto riceve un compenso di 100 corone svedesi, pari a circa 9 euro.

L’idea si presenta come un esempio di partecipazione attiva dei cittadini alla gestione della viabilità urbana, fornendo un supporto aggiuntivo alle forze dell’ordine e contribuendo nel contempo ad aumentare gli introiti delle casse comunali. In Svezia, questa iniziativa ha già suscitato un notevole interesse sia da parte delle autorità locali che dei cittadini, con un numero crescente di utenti che utilizzano l’app per segnalare i parcheggi irregolari.

Ma un modello del genere potrebbe funzionare in Italia e, nello specifico, in Brianza?

L’idea, seppur provocatoria, solleva interrogativi interessanti. Da un lato, le amministrazioni locali potrebbero vedere un’opportunità per migliorare la gestione della viabilità urbana e contrastare il fenomeno della sosta selvaggia, problema particolarmente sentito nelle città e nei paesi brianzoli. Dall’altro, il rischio di una percezione negativa da parte dei cittadini è concreto: l’app potrebbe essere vista come uno strumento di delazione che incentiva il controllo reciproco tra le persone, anziché come un supporto per il miglioramento del decoro urbano.

Inoltre, esistono questioni legali da affrontare, come la protezione dei dati personali e il rispetto della privacy. In Italia, norme stringenti regolano la raccolta e l’utilizzo di immagini e informazioni personali, rendendo necessaria una valutazione attenta prima di ipotizzare l’adozione di un simile sistema.

Infine, un altro aspetto interessante è quello economico: la possibilità di guadagnare segnalando le infrazioni potrebbe diventare una forma di reddito integrativo per alcuni cittadini, un elemento che potrebbe innescare dinamiche sociali non facilmente prevedibili.

Provocazione o possibile soluzione? L’iniziativa svedese, pur con i suoi aspetti controversi, apre un dibattito che potrebbe essere utile anche per la Brianza: è possibile migliorare la gestione dei parcheggi e della viabilità urbana attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini? O rischiamo di trasformare le nostre città in una sorta di "grande fratello" della sosta? La discussione è aperta.

sabato 6 luglio 2024

Circolo Ambiente. "Proposte per una nuova Erba: zero consumo di suolo e riqualificazione delle aree dismesse"


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


La riqualificazione delle aree dismesse nel centro di Erba è un'occasione più unica che rara per ridisegnare la città. Ma il recupero di questi comparti deve essere unito allo stop definitivo al consumo di nuovo suolo.

E' questo, in estrema sintesi, il senso delle proposte che come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" abbiamo presentato al Comune di Erba in vista della variante al Piano di Governo del Territorio (PGT). Come associazione abbiamo sottolineato che la riqualificazione delle aree industriali dismesse del centro (ex Gasfire, Molino Mottana, Enel, Meroni) possa davvero rappresentare l'occasione per ridisegnare la città. Ma il recupero dovrebbe avvenire anzitutto pensando a nuovi spazi urbani, quali parchi verdi e alberati, piazze e vie pedonali, percorsi riservati alle biciclette.

In ogni caso, il recupero e la riqualificazione delle aree dismesse devono essere governati dal Comune, che deve dare indicazioni precise sulle destinazioni d'uso, sul riutilizzo degli spazi e dei volumi, e non il contrario ovvero che i proprietari privati sviluppino il recupero secondo i propri specifici interessi immobiliari.

Nel contempo occorre anche un ripensamento viabilistico, con divieto di ingresso alle auto nel centro città (es. ZTL) e con ‘Zone 30’ (limitazione della velocità a 30 km/h), definendo appunto nuove aree pedonali e piste ciclabili che ad oggi, di fatto, non esistono a Erba.

Tutti questi temi urbanistici e viabilistici devono però essere associati al contemporaneo 'stop al consumo di suolo'. Nello specifico, il Comune non solo deve non pianificare nuove aree di edificazione, ma deve cancellare da subito tutte le previsioni urbanistiche non ancora attuate: facciamo l'esempio dell'area di San Maurizio e della zona di via Como.

Se si perde questa doppia occasione 'storica' - ovvero lo stop al consumo di suolo e la riqualificazione ‘governata’ delle aree dismesse - , Erba continuerà ad essere una cittadina caotica e mal gestita a livello urbanistico e viabilistico. Un retaggio dei decenni passati, dagli anni '60 del secolo scorso, ulteriormente peggiorata anche nell'ultimo periodo. Una città senza un cuore sociale e culturale, invasa dalle auto in centro e dalla cementificazione delle ultime aree verdi nell’area urbana, cosa quest'ultima, continuata negli ultimi anni con, ad esempio, l’edificazione nell'area di via Galilei e di quella ancor più vasta di via Monti.

In definitiva la variante generale al PGT deve diventare l'occasione per ridisegnare una città a misura di uomo e di ambiente. Ma per far questo servono Amministratori pubblici lungimiranti, che sappiano pianificare sulla base dell’interesse comune e del futuro della città, non in base alla logica dei valori immobiliari degli spazi urbani. Per fare questo serve una visione diversa da chi pensa che, per risolvere i problemi della città, si debbano progettare nuovi parcheggi in centro!

Si ricorda che Erba è uno dei comuni della provincia di Como con il più elevato consumo di suolo, con una percentuale di ‘cementificazione’ pari al 27% del territorio comunale, dato ancor più marcato se dal calcolo dovessimo sottrarre il territorio non ‘urbano’, ovvero la parte montuosa e lacuale, quest’ultima inserita in parte nel Parco Valle Lambro. Addirittura nel periodo 2006-2022 a Erba sono spariti, ovvero cementificati, più di 16 ettari di suolo, pari a  24 campi di calcio di Serie A. Su quest’ultimo dato abbiamo calcolato il costo derivante dal consumo di suolo (secondo i parametri proposti dal Forum Salviamo il Paesaggio https://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2024/02/al-via-la-campagna-tutti-i-costi-del-suolo-perduto/ ), che arriva a superare i 23 milioni di euro, costo che il Comune di Erba dovrebbe inserire nel proprio bilancio ambientale e sociale.


SCHEDA
Variante Generale al Piano di Governo del Territorio del Comune di Erba e Procedura VAS.


Proposte per la redazione della variante generale al vigente Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Erba, congiuntamente alla procedura di valutazione ambientale strategica (VAS).

CONSIDERATO che, in merito al territorio comunale di Erba:
  • Vi sono numerose aree dismesse, principalmente fabbricati industriali in disuso, che potrebbero essere riqualificate per usi residenziali, commerciali e per la creazione di aree verdi pubbliche, migliorando la vivibilità del centro urbano.
  • Il vigente PGT prevede tuttora, per alcune aree verdi e/o agricole, la destinazione urbanistica come aree edificabili, prevalentemente per uso residenziale.
  • I rapporti annuali SNPA/ISPRA indicano che tra il 2006 e il 2022 a Erba si è avuto un consumo di suolo pari a 16,73 ettari, portando la percentuale di suolo consumato al 27,07%. Escludendo le aree montane e lacuali, ciò significa che gran parte del tessuto urbano comunale è coperto da cemento e asfalto.
  • Il Rapporto ISPRA del 2020 evidenzia che Erba ha registrato il più elevato consumo di suolo tra i comuni della provincia di Como, con un valore di 6,68 ettari, pari a 3,5 volte il valore del secondo comune elencato nel rapporto.
CONSIDERATO che, come indicato nelle premesse del procedimento per la redazione della variante generale al vigente PGT del Comune di Erba:
  • “La variante generale avrà i seguenti obiettivi: Promuovere interventi di rigenerazione delle aree dismesse per un bilancio negativo del consumo di suolo, tutelando il suolo libero e valorizzando le componenti ambientali e paesaggistiche erbese.”
CONSIDERATO che nel Documento Unico di Programmazione (DUP) del Comune di Erba, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 87 del 18.12.2023, si indica come obiettivo esecutivo la “revisione del Piano di Governo del Territorio in un’ottica di riduzione del consumo del suolo e l’approvazione del nuovo strumento urbanistico”;

TUTTO CIÒ PREMESSO, SI PROPONE:


Divieto di Consumo di Suolo

  • Applicare il divieto di consumo di suolo su tutto il territorio comunale di Erba, eliminando le nuove edificazioni previste dal vigente PGT e non ancora realizzate.
  • Consentire edificazioni solo su suolo già edificato, dismesso e da riqualificare, senza aumentare la volumetria esistente, e senza consumare nuovo suolo.
  • Sospendere l’efficacia degli strumenti di pianificazione urbanistica (Piani attuativi, progetti di nuove opere pubbliche o private, ecc.) che prevedano interventi edificatori o di impermeabilizzazione su terreni agricoli, rurali, fertili, boschivi, verdi o liberi, indipendentemente dalla destinazione urbanistica assegnata dal vigente PGT.
  • Precedere la redazione della variante generale al PGT con un censimento del patrimonio edilizio esistente per certificare l’inutilizzato, il sottoutilizzato e/o il recuperabile.
  • Introdurre il principio del “consumo di suolo zero”, garantendo che nessuna nuova area edificabile venga prevista. La priorità è conservare il suolo verde, ovvero le aree non interessate da precedenti interventi di edificazione o impermeabilizzazione.
  • Nei decenni passati, a Erba si è edificato troppo e male, creando disordine urbanistico e sovrapposizione di aree a diversa destinazione (residenziale, produttiva, commerciale). I precedenti PRG e PGT hanno spesso aggiunto nuove aree edificabili, peggiorando la situazione urbanistica, soprattutto nella zona sud della città, già sovraccarica di edifici industriali e commerciali. Ora il territorio ha bisogno di “respirare”. È necessario mantenere le poche aree verdi rimaste e depavimentare le aree urbanizzate non più utilizzate (aree dismesse). In collaborazione con l’associazione ‘Testa di rapa’, il nostro circolo ha raccolto centinaia di firme di cittadini che chiedono lo ‘stop al consumo di suolo’.

Recupero delle Aree Dismesse

  • A Erba esistono numerose aree dismesse, principalmente fabbricati industriali in disuso da anni. Il recupero e la rigenerazione di questi spazi rappresentano un’opportunità unica per ridisegnare l’assetto urbanistico della città, migliorando la vivibilità.
  • Creare spazi pubblici verdi e alberati, piazze, aree e percorsi riservati a pedoni e biciclette, nuovi marciapiedi e piste ciclopedonali.
  • Ridurre il volume edificato e prevedere, all’interno di ogni comparto, ampi spazi pubblici verdi e alberati.
  • Un disegno organico di riqualificazione deve essere previsto nella variante al PGT, con indicazioni precise sulle destinazioni d'uso e sul riutilizzo degli spazi e dei volumi.La riqualificazione delle aree dismesse deve creare nuovi spazi urbani come parchi verdi e alberati, piazze, vie pedonali e percorsi ciclabili. Questo, unito a un ripensamento viabilistico con l’introduzione di ZTL, definisce nuove aree pedonali e piste ciclabili che attualmente non esistono a Erba.

Mobilità e Viabilità

  • La mobilità a Erba è prevalentemente basata sull’auto privata. Si propongono interventi urbanistici che limitino l’uso delle auto nel centro, favorendo pedoni e biciclette.
  • Creare nuovi spazi urbani come parchi verdi, piazze e percorsi ciclabili.
  • Riorganizzare la viabilità esistente, rendendola più sicura per pedoni e ciclisti, con la riqualificazione delle strade centrali e l’introduzione di ZTL e zone 30 km/h.
  • Per il centro sportivo del Lambrone, prevedere percorsi ciclopedonali lungo gli argini del fiume per valorizzarne la presenza e facilitare l’accesso sia dal centro città che dalla stazione FNM.
  • Per il costruendo cavalcavia stradale tra via Trieste e via Milano, occorre trovare una soluzione a quella che oggi è una ferita inflitta al territorio. Il cavalcavia rappresenta uno scempio ambientale e paesaggistico, peggiorando il disordine urbanistico della città. La nostra associazione ribadisce la contrarietà a qualsiasi intervento viabilistico che preveda nuove strade o tangenziali.
  • Infine, occorre potenziare il trasporto pubblico, anche se non è di diretta competenza del Comune.


giovedì 17 dicembre 2020

Meda. Attenzione! Quel sottopasso rischia di essere un buco nell'acqua


 

Pubblichiamo di seguito il comunicato del Comitato Cittadini Superamento Ferrovia tra le vie Seveso e Cadorna di Meda. Sulla questione avevamo già pubblicato questo post. Molto chiara anche la presa di posizione di Gianni Del Pero, presidente del WWF Lombardia, che ci ha dichiarato: "La nostra associazione condivide le preoccupazioni espresse dal Comitato dei cittadini medesi; abbiamo pertanto invitato i consiglieri comunali, prima di prendere decisioni, ad esaminare in maniera approfondita le eventuali problematiche derivanti dalla realizzazione del sottopasso. L'area si trova, infatti,  in un'area riconosciuta dalla Regione Lombardia come a rischio alluvionale molto elevato. I consiglieri devovo esaminare la questione con attenzione ed essere consci delle proprie responsabilità."

Testo del comunicato

Per tutti i frontisti del sottopasso e per gli abitanti di Meda che verrebbero interessati, direttamente o indirettamente, dall’opera e dalla chiusura delle strade limitrofe

IL REGALO DI NATALE DEL SINDACO: UN SOTTOPASSO CHE FA ACQUA

L’Amministrazione Comunale di Meda vuole realizzare in zona ad alto rischio alluvionale, tra le vie Seveso e Cadorna, un sottopasso, senza avere adeguatamente esaminato e illustrato tutte le problematiche sottese e le possibili alternative:

  • non ha un progetto esecutivo dell’opera e lo affida a Ferrovie Nord;
  • non ha condiviso le criticità e le problematiche connesse alla realizzazione;
  • minimizza il rischio di allagamenti del sottopasso;
  • non conosce i costi dettagliati dell’opera principale e delle attività accessorie: lo spostamento del Tarò, il rifacimento del collettore della fognatura, la nuova viabilità per assicurare gli accessi alle proprietà (le vie che si affacciano su via Seveso saranno chiuse o penalizzate);
  • sottovaluta l’entità dei risarcimenti da pagare per la diminuzione di valore di tutte le proprietà private interessate, residenziali, commerciali e produttive;
  • concentra il traffico veicolare su via Seveso, invece di fluidificarlo su più vie ed elimina il passaggio ciclopedonale per la chiusura del passaggio a livello, compromettendo la riqualificazione del centro cittadino;
  • la viabilità urbana sarà stravolta per anni, sia durante i tempi di realizzazione dell’opera sia a regime, e diverse aree private verranno espropriate.

Nonostante tutte queste ragioni, l’Amministrazione comunale vuole approvare una convenzione con Ferrovie Nord, senza la necessaria consultazione pubblica, che consentirebbe di conoscere il gradimento dei cittadini sulle possibili opzioni di superamento della ferrovia.

A tutto ciò l’alternativa c’è: un cavalcavia su via Busnelli nella zona del campo sportivo è di più rapida realizzazione, non comporta interruzione della viabilità ordinaria e costa molto meno, 3 milioni invece di 11.

COMITATO CITTADINI SUPERAMENTO FERROVIA

 

Leggi anche: Meda tra sottopasso, sovrappasso e... centro commerciale