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venerdì 7 agosto 2026

Pedemontana a Macherio, dopo il deposito terre la vera sfida sarà restituire il suolo. Chi controllerà?

Sullo sfondo la chiesetta di Santa Margherita. Foto G.C.

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 5 agosto 2026, abbiamo percorso le strade che costeggiano la chiesetta di Santa Margherita alle Torrette di Macherio e il grande deposito di terre di scavo e inerti realizzato per il cantiere della Pedemontana.

Lo scenario che ci siamo trovati davanti è difficile da descrivere. 


Dove fino a poco tempo fa si estendevano campi agricoli  fertilissimi delimitati da maestosi filari e da fasce boscate, oggi si osservano enormi cumuli di terre, materiali di scavo e macerie, piste di cantiere, mezzi in movimento, recinzioni e perfino un'ampia area asfaltata destinata ai controlli dei camion. 
Un paesaggio quasi lunare, che rappresenta una trasformazione radicale di uno dei suoli agricoli di pregio della Brianza.


Fino all'ultimo abbiamo cercato di evitare che questo patrimonio andasse perduto, proponendo che venisse mantenuta la Compensazione Ambientale denominata Progetto Locale 24 (PL24) che prevedeva la realizzazione di un grande parco sovracomunale capace di collegare aree verdi oggi frammentate e di restituire alla fruizione dei cittadini un importante polmone ecologico.
Le scelte compiute dalle amministrazioni comunali sono state però diverse e poco lungimiranti. Lissone ha scelto di sfilarsi, ripiegando su interventi frazionati e dispersivi di dubbia utilità. Macherio, e in particolare la sua attuale amministrazione, non ha invece voluto confermare la parte più significativa delle Compensazioni Ambientali che la riguardava, optando per cinque interventi frammentati, complessivamente ben lontani dall'obiettivo di costruire una nuova naturalità di sistema.
 

Oggi una parte consistente di quest'area che era parte del PL24  è occupata dal deposito delle terre di scavo e degli inerti provenienti dai cantieri della nuova autostrada. 
Inoltre, con l'avanzare dei lavori, il deposito è destinato ad ampliarsi interessando anche la ben più vasta area agricola a nord dell’oratorio medievale di Santa Margherita alle Torrette.
Oggi, tuttavia, vogliamo guardare soprattutto al futuro.


I depositi terre sono teoricamente temporanei e funzionali agli interventi per costruire l’Autostrada Pedemontana Lombarda e al termine del loro uso, le aree dovranno essere ripristinate nella loro condizione precedente.
Ma questi terreni torneranno davvero come erano prima?
Non sarà sufficiente rimuovere i cumuli di terra e di inerti.
Occorrerà eliminare tutte le superfici impermeabilizzate realizzate per il cantiere, rimuovere i riporti di materiale utilizzati per costruire le piste di servizio, decompattare e arieggiare i terreni schiacciati dal continuo passaggio dei mezzi pesanti e ricostruire un suolo agricolo con caratteristiche analoghe a quelle originarie.


Il suolo non è un semplice supporto sul quale si deposita della terra. 
È un ecosistema complesso, formatosi nel corso di  migliaia di anni, ricco di sostanza organica, microrganismi e biodiversità, capace di trattenere l'acqua, immagazzinare CO2 (anidride carbonica) e sostenere la produzione agricola. 
Una volta compromesso, non può essere ricreato semplicemente stendendo uno strato di terreno vegetale.


Per questo riteniamo indispensabile che vengano rese pubbliche alcune informazioni fondamentali.

  • Quali interventi di ripristino sono previsti al termine dei lavori?
  • Con quali modalità verrà verificata la qualità agronomica dei terreni restituiti?
  • Chi controllerà che vengano eliminate tutte le opere provvisorie del cantiere?
  • Sono previste verifiche indipendenti sulla permeabilità del suolo, sul grado di compattazione e sulla fertilità dei terreni?
  • Quali garanzie economiche sono state richieste a Pedemontana affinché il ripristino venga realmente eseguito anche qualora emergessero criticità?

Sono domande tutt'altro che secondarie. Riguardano il futuro di un patrimonio comune e la credibilità degli interventi di ripristino ambientale.
 


I cantieri sono, per definizione, temporanei. Gli effetti e i danni per il territorio rischiano invece di essere permanenti se non vengono programmati controlli rigorosi e interventi eseguiti secondo criteri scientifici e verificabili.
Per questo chiediamo fin d'ora che il ripristino finale non venga considerato un semplice adempimento amministrativo, ma un processo trasparente e condiviso, sottoposto a controlli pubblici, trasparenti e documentabili.
Il suolo è una risorsa non rinnovabile. 
Proteggerlo significa tutelare il territorio che lasceremo alle future generazioni.

Macherio, 7 agosto 2026

  • Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Macherio e Seregno 
  • Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso
  • Sinistra e Ambiente - Impulsi Meda 
  • Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP Monza e Brianza 

Rassegna stampa

lunedì 4 maggio 2026

Macherio, Pedemontana e il PL24: serve un cambio di rotta, rilanciamo il dibattito

Dopo i nostri interventi sul Progetto Locale 24 (PL24), riteniamo utile riprendere e rilanciare il comunicato di Sinistra e Ambiente–Impulsi, che contribuisce in modo puntuale e documentato al dibattito in corso. Lo facciamo perché abbiamo a cuore il nostro territorio e crediamo che un’informazione chiara, diffusa e partecipata, insieme a una costante pressione mediatica, possa aiutare a invertire la rotta e a promuovere una maggiore sensibilità dell’opinione pubblica su scelte che incidono profondamente sull’ambiente e sulla qualità della vita.


PEDEMONTANA: A MACHERIO L’AMMINISTRAZIONE AFFOSSA LA COMPENSAZIONE AMBIENTALE PL24 E DECIDE DI FRAMMENTARE GLI INTERVENTI

di Sinistra e Ambiente, Meda


A Macherio, durante il Consiglio Comunale del 23/04/2026, l'amministrazione di Franco Redaelli ha comunicato e deciso di non dare seguito al Progetto Locale 24 di Compensazione Ambientale sull’area di Bareggia – via Edison, nella configurazione proposta nel Masterplan 2009, apprestandosi a siglare con la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) un Protocollo d'Intesa su una differente proposta progettuale.

A questa decisione si è opposta la Lista Progetto Macherio.

Con alcune giustificazioni, molte delle quali confutabili, l'amministrazione ha scelto di affossare il progetto costituito da un unico intervento, da cui purtroppo – e colpevolmente, per non averne compreso la portata unitaria – si era già sfilato il Comune di Lissone.

Sinistra e Ambiente–Impulsi, insieme con Legambiente Seveso, il Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale e il Coordinamento Osservatorio PTCP di MB, avevano cercato di interloquire con il sindaco Redaelli, consigliandogli di valutare l'importanza e l'efficacia dell'impianto originario del PL24 per la sua unicità quale compensazione di sistema su un’area importante, chiedendogli altresì di non prendere decisioni affrettate e avventate in direzione differente, scegliendo comunque di utilizzare i fondi disponibili per l’acquisizione delle aree utili a concretizzare il PL24 e di avviare successive ricerche di ulteriori fondi per le azioni di ingegneria ambientale necessarie.

Purtroppo, quanto temevamo si è avverato e Macherio ha scelto di trasferire la cifra accordata per la Compensazione Ambientale PL24, pari a 1,762 milioni di euro, spalmandola su ben 5 interventi frazionati, non contigui, sparsi sul territorio e con caratteristiche più da miglioria urbana che da creazione di spazi verdi ecosistemici.

Nella relazione tecnica presentata dal Comune sono state identificate le 5 aree con le caratteristiche di massima degli interventi:

  1. Belvedere – Parco regionale della Valle del Lambro, con riforestazione, orienteering e interventi per la sicurezza stradale di ciclisti e pedoni
  2. Area del cimitero, con rifacimento dei percorsi nelle zone soggette ad allagamento e manutenzione straordinaria del bosco
  3. Parco di via Donizzetti, con installazione, nell’area sud, di attrezzature per gli adolescenti
  4. Area della Chiesetta delle Torrette – fraz. Bareggia, con realizzazione di una piazza e di un’area verde in corrispondenza della chiesetta
  5. Via Milano, con istituzione di un senso unico e trasformazione della strada in area a priorità pedonale, demolendo i marciapiedi esistenti e ricostruendoli in calcestre


Interventi lontani dall'obiettivo di costruire nuova naturalità di sistema.

Macherio, dopo iniziali incertezze, ha scelto la strada peggiore, cioè quella di frammentare gli interventi sul proprio territorio comunale in superfici scollegate.

Questa scelta inficia lo scopo e l’obiettivo originari delle Compensazioni Ambientali, ovvero ricucire almeno parzialmente un territorio devastato dall’autostrada Pedemontana Lombarda.

Anche dinanzi al disastro conseguente alla realizzazione dell’infrastruttura, l’amministrazione ha scelto una logica d’intervento minimale che non consentirà di realizzare una progettazione ambientale compatta e significativa.

Tristezza infinita nel constatare che alcune amministrazioni sono ben lontane dallo spendersi efficacemente per preservare il proprio territorio.

Al disastro causato dalla costruzione dell’infrastruttura rischia ora di sommarsi quello di interventi snaturati rispetto agli obiettivi ambientali originari del condivisibile Masterplan del 2009, che proponeva un tentativo di ricucitura del territorio attraverso interventi significativi e di qualità.

Sotto, la relazione con la localizzazione delle 5 compensazioni frammentate e distribuite sul territorio del Comune di Macherio.

 

martedì 21 aprile 2026

Macherio, Pedemontana e PL24: quando le compensazioni si dissolvono

Il defunto Progetto Locale 24 di Pedemontana

C’erano tutti i segnali. C’erano le preoccupazioni espresse chiaramente, nero su bianco, un anno fa (leggi qui). Eppure oggi ci troviamo esattamente nel punto che avevamo cercato di evitare: lo smantellamento del Progetto Locale 24 (PL24) attraverso quella che viene definita, con un termine fin troppo edulcorato, una “polverizzazione” degli interventi.

Il comunicato diffuso da Progetto Macherio – e che trovate al termine di questo post –  parla chiaro: l’amministrazione comunale si appresta a presentare un protocollo d’intesa con Pedemontana che stravolge completamente il progetto di compensazione ambientale sull’area di Bareggia – via Edison, frammentandolo in cinque interventi “altrove”. Una scelta che non solo cambia direzione, ma rinnega apertamente l’impianto originario del Masterplan del 2009.

Non conosciamo, al momento, la proposta alternativa avanzata da Progetto Macherio e su questo non esprimiamo alcun giudizio. Ma su ciò che invece è ormai evidente – la disgregazione del PL24 – non si può tacere.

Già nel marzo 2025, diverse associazioni ambientaliste della Brianza – Osservatorio PTCP Monza e Brianza, Legambiente Circolo Laura Conti Seveso, Sinistra e Ambiente Meda, Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centraleavevano espresso forti timori rispetto a questa deriva. Durante l’incontro con l’amministrazione comunale, era emersa chiaramente la possibilità che le risorse destinate alla compensazione ambientale venissero disperse in una serie di piccoli interventi scollegati tra loro, con il rischio concreto di snaturare il progetto originario.

Quel progetto non era un’idea astratta: rappresentava una visione organica di rigenerazione ecologica, capace di restituire continuità ambientale a un territorio già pesantemente compromesso. L’acquisizione pubblica delle aree, la riforestazione, la creazione di corridoi ecologici e percorsi ciclopedonali: tutto concorreva a costruire un sistema, non una somma di interventi isolati.

Le associazioni lo avevano detto chiaramente: frammentare il PL24 avrebbe significato ridurne drasticamente l’efficacia, aumentare i costi di gestione e perdere un’occasione unica per il territorio.

Oggi, quella previsione si sta concretizzando. La “polverizzazione” del PL24 non è solo una scelta discutibile: è una scelta che svuota il concetto stesso di compensazione ambientale.

Le compensazioni, per loro natura, dovrebbero riequilibrare – almeno in parte – l’impatto di un’infrastruttura pesante come Pedemontana. Ma perché ciò avvenga, serve una visione unitaria, una massa critica di intervento, una progettualità coerente.

Spezzettare tutto in cinque interventi “altrove” significa invece ridurre l’impatto a livello simbolico più che reale. Significa trasformare una strategia ambientale in una serie di operazioni scollegate, incapaci di incidere davvero sul territorio.

E qui si apre una questione ancora più profonda, che va oltre le scelte degli ultimi mesi. Quando il progetto di Pedemontana è stato presentato, uno degli elementi chiave utilizzati per renderlo accettabile era proprio il sistema delle compensazioni ambientali. Ai territori è stato detto: l’impatto sarà mitigato, ci saranno interventi di riequilibrio, nasceranno nuove aree verdi, verrà restituito valore ambientale. Oggi scopriamo che quei progetti vengono disattesi, ridimensionati, frammentati.

La domanda, allora, non riguarda solo l’attuale amministrazione. Riguarda l’intera filiera decisionale che, negli anni, ha sostenuto e promosso l’opera facendo leva anche su quelle promesse. Che valore avevano, allora, quelle compensazioni? Erano parte integrante di una visione o semplicemente uno strumento per rendere più digeribile un’infrastruttura altamente impattante? Perché se oggi possono essere smontate e “polverizzate” con relativa facilità, il dubbio è legittimo.

Disperdere le risorse in interventi sparsi significa, nei fatti, rinunciare a un vero progetto di compensazione ambientale.

Significa rinunciare alla possibilità di creare un’area verde continua e fruibile, capace di collegarsi alle residue zone naturali della Brianza.
Significa compromettere la valorizzazione di un contesto storico e paesaggistico unico, che comprende anche l’Oratorio di Santa Margherita alle Torrette.
Significa, soprattutto, non contrastare in modo adeguato l’impatto devastante di Pedemontana, che già sta dividendo il territorio comunale e compromettendo la qualità della vita dei cittadini.

In altre parole: si perde una visione, si perde un’occasione, si perde futuro.

Un appello alla partecipazione

Il consiglio comunale del 23 aprile non è un passaggio qualunque. È un momento decisivo.

Per questo è fondamentale che la cittadinanza partecipi. Non per assistere passivamente, ma per testimoniare con una presenza civile e nel pieno rispetto delle regole l’importanza di una scelta che riguarda il futuro del territorio. Perché quello che sta accadendo oggi non è una sorpresa. È l’esito di un percorso che era stato previsto, denunciato e – purtroppo – non evitato. E proprio per questo non può passare sotto silenzio.

Documento / Il comunicato di Progetto Macherio

Giovedì 23 aprile alle ore 21,00 ci sarà il consiglio comunale. Oltre alla presentazione del bilancio consuntivo del 2025, l'amministrazione in carica presenterà un protocollo d'intesa con Pedemontana nel quale verrà stravolto il progetto di compensazione ambientale sull'area attualmente utilizzata come deposito terra (Bareggia-via Edison) presentato sin dal 2009 polverizzandolo in 5 interventi "altrove"..... Progetto Macherio Bareggia ha presentato una proposta alternativa che verrà anch'essa discussa in Consiglio Comunale. Mai come ora è necessario che la cittadinanza sia presente al Consiglio Comunale, in presenza o in diretta streaming, visto che in gioco c'è il futuro del territorio in cui viviamo. Vi invitiamo pertanto a partecipare e a diffondere ai vostri contatti questo appello.

lunedì 9 marzo 2026

Macherio. Un gioiello medievale in mezzo ai cantieri: la storia dell’oratorio delle Torrette

Una iniziativa in difesa dell'antico Oratorio, 2012

Nei giorni scorsi la comparsa di transenne di cantiere davanti all’oratorio di Santa Margherita alle Torrette, a Bareggia di Macherio, ha suscitato preoccupazione tra molti abitanti della zona.

Il timore era comprensibile. L’area si trova infatti a poca distanza dal cantiere di Pedemontana e dalle zone interessate dai movimenti di terra, e la presenza di un nuovo spazio delimitato proprio di fronte alla chiesetta aveva fatto pensare ad un possibile deposito di terre di scavo.

Foto Andre, 2026

Alcune fotografie diffuse tra i residenti mostravano il retro della chiesa e le transenne nel terreno davanti all’ingresso, accompagnate da commenti preoccupati: “Bareggia davanti alla chiesa delle Torrette. Speravo che quell’area potesse scamparla.”

Le immagini hanno riportato l’attenzione anche sullo stato di conservazione dell’edificio, in particolare su una crepa ben visibile sulla facciata.

Un altro residente ha scritto: “A seguito dell'apertura del nuovo cantiere davanti alla chiesetta alle Torrette di Bareggia, ho fatto qualche foto dello stato in cui è. Temo che con le vibrazioni e le sollecitazioni dei mezzi la situazione possa solo peggiorare.”

Una foto scattata nel 2022 mostra che la crepa era già presente alcuni anni fa. Proprio per questo motivo la prospettiva di nuovi lavori e del passaggio di mezzi pesanti aveva aumentato l’apprensione.

La crepa nella facciata, in questi giorni a sx, e nel 2022 a dx.

Nella giornata di oggi è arrivato però un primo chiarimento: l’area delimitata davanti all’oratorio non sarebbe destinata a deposito di terre, ma diventerebbe un parcheggio a servizio dei residenti di via XXV Aprile. Sempre secondo quanto riferito, sarebbe stata stanziata una cifra significativa per mettere in sicurezza l’oratorio. Una notizia accolta con sollievo anche se resta un tema aperto: la mancanza di informazioni tempestive ai cittadini.

Foto Andre, 2026

Resta tuttavia una riflessione da fare. Se è positivo sapere che l’area non diventerà un deposito di terre di scavo, la realizzazione di un nuovo parcheggio comporta comunque ulteriore consumo di suolo, in un territorio come la Brianza dove gli spazi liberi sono ormai sempre più rari. L’area delle Torrette si trova in un contesto storico di valore, già fortemente segnato dai cantieri della Pedemontana. Per questo motivo sarebbe importante valutare con attenzione soluzioni che limitino l’impermeabilizzazione del suolo, salvaguardando il più possibile il contesto attorno all’antico oratorio e mantenendo viva l’attenzione su un patrimonio storico e ambientale fragile.

Una iniziativa a favore dell'Oratorio delle Torrette, 2012

La preoccupazione per la chiesetta non nasce oggi. Negli anni scorsi l'Associazione Torrette Bini Dosso Boscone di Macherio e il Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale hanno promosso diverse iniziative per difendere e valorizzare questo piccolo ma prezioso edificio storico. Tra le attività organizzate ricordiamo le visite guidate all’oratorio, quando le condizioni di sicurezza lo permettevano, e la partecipazione alla campagna “Luoghi del Cuore” del FAI.

Oggi resta fondamentale monitorare con attenzione l’impatto dei lavori e dei cantieri vicini, affinché questo piccolo gioiello storico non subisca ulteriori danni.

Scheda di approfondimento
L’oratorio di Santa Margherita alle Torrette: un gioiello medievale della Brianza

L'interno dell'antico Oratorio come apppariva nel 2009. Foto Gianni Casiraghi

L’oratorio di Santa Margherita alle Torrette, a Bareggia di Macherio, è considerato l’edificio religioso più antico del territorio. Secondo le ricostruzioni storiche, la sua origine risalirebbe alla metà del XIV secolo.

Per secoli la chiesetta è rimasta legata alla cascina delle Torrette, nata come luogo di culto per gli abitanti della cascina e delle campagne circostanti.

Secondo quanto riportato da monsignor Ennio Bernasconi nel volume Lissonum – Notizie di Lissone del 1926, l’oratorio era stato costruito: “per commodo degli abitanti di quella cascina e vicine”. In origine vi si celebrava la festa patronale e occasionalmente alcune messe nei giorni feriali. Un documento del 1602 ricorda che Giovanni Maria Ortensio di Monza, proprietario della cascina, lasciò un lascito di 100 lire imperiali in perpetuo per la celebrazione della messa nel giorno di Santa Margherita.

Nel 1565 anche Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano e grande riformatore della diocesi, si occupò dell’oratorio.

Durante la visita pastorale ordinò diversi interventi:
  • la chiusura di una porta laterale che collegava la chiesa alla cascina
  • la chiusura di un passaggio verso una cantina sotto l’altare, per evitare usi privati
  • lo spostamento della campana dalle case alla chiesa
Secondo le cronache dell’epoca, però, queste disposizioni non vennero mai completamente attuate.

Nel XVIII secolo l’oratorio conservava numerose immagini sacre. Nel 1754 si ricordavano: una Madonna col Bambino, Santa Margherita, un Crocifisso con la Vergine e San Giovanni, altre figure di santi. Molte di queste opere scomparvero probabilmente durante il restauro del 1770, data che ancora oggi compare sopra il portale.

Foto Gianni Casiraghi, 2009

Secondo Bernasconi, nella chiesa erano comunque presenti affreschi della seconda metà del Settecento raffiguranti: Santa Monica e San Rocco, Santa Lucia e San Sebastiano, Cristo morto tra due sante sull’altare.

Nel 1988 il giornale locale Il Paese riuscì a visitare l’oratorio insieme allo storico dell’arte Ermanno Arslan, allora direttore delle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano. L’esperto rimase colpito dalla qualità dell’edificio e individuò tracce di decorazioni molto più antiche sotto l’intonaco. Secondo la sua ipotesi: sotto l’imbiancatura potrebbero esserci pitture del Quattrocento e alcune figure vicino all’altare sarebbero attribuibili a una scuola influenzata da Bernardino Luini, pittore lombardo dei primi anni del Cinquecento.

All’interno della chiesa furono trovate anche scritture lasciate dagli artigiani durante i lavori del 1905, con nomi e firme: Alessandro Casiraghi, capomastro, Carlo Cassanmagnago, falegname, i fratelli Recalcati, imbianchini, Ambrogio Rivolta, tornitore. Accanto a queste firme compariva anche una nota ironica lasciata da un sacrestano: “Meregalli sacrista senza salari, ma con rimproveri sì”.

La cascina vicina all’oratorio ha cambiato nome più volte nei secoli. Tra le denominazioni storiche ricordate nei documenti: Cascina dei Pellizzoni (XVI secolo), Cascina degli Ortensi (XVII secolo), Cascina dei Marcellini, Cascina dei Lazzari (XVIII secolo).

Il nome “Torrette” è invece molto antico e deriva probabilmente da strutture difensive o torri presenti nell’area in epoca medievale.

 
La "Chiesetta del Cuore", 2012

Nonostante le sue dimensioni modeste, l’oratorio di Santa Margherita alle Torrette rappresenta un tassello prezioso della storia della Brianza. Proprio per questo negli anni cittadini, associazioni e comitati si sono mobilitati per far conoscere e salvaguardare questo luogo, organizzando visite, iniziative culturali e campagne di sensibilizzazione. Oggi la speranza è che la proprietà pubblica e gli annunciati interventi di messa in sicurezza possano finalmente avviare un vero percorso di tutela e recupero, restituendo alla comunità uno dei suoi monumenti più antichi.

lunedì 3 novembre 2025

Brianza Centrale: 16 anni di resistenza verde contro la cementificazione

L'immagine di copertina del nostro blog. Foto G. Casiraghi

Tra pochi giorni festeggeremo sedici anni dalla nascita del Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale.
Era il 9 novembre 2009 quando tutto è cominciato: un gruppo di cittadini, tanta passione e un’idea semplice ma potentissima, quella di difendere e far crescere le aree verdi della Brianza.

Una delle prime riunioni del Comitato. Anno 2009

Da allora, questo blog è stato – e continua a essere – la voce del Comitato, il luogo dove raccontiamo le nostre battaglie, le nostre proposte e le nostre speranze per un territorio più equilibrato, più verde e più vivibile.
In questi sedici anni ci siamo battuti con determinazione non solo per l’ampliamento del Parco, ma anche per proteggere le aree che già ne fanno parte, difendendole dai continui tentativi di erosione e consumo di suolo.

Convegno del marzo 2009 promosso da "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile", gruppo da cui siamo nati

Troppo spesso, ancora oggi, il verde viene visto come uno “spazio vuoto”, un luogo in attesa di essere riempito. È un errore culturale profondo.
La natura non è un vuoto: è una presenza viva e indispensabile.
I terreni agricoli, le aree permeabili, i boschi, i prati e la biodiversità che li abita sono elementi fondamentali dell’equilibrio ecologico e della qualità della vita. Sono difese naturali contro le alluvioni, filtri per l’aria, rifugi per la fauna, spazi di benessere e di bellezza per tutti.

Riunione per illustrare il nuovo parco GruBrìa, anno 2019

Nel corso di questi anni, abbiamo dato vita a campagne informative, passeggiate per far conoscere il territorio, e presentato innumerevoli osservazioni ai Comuni facenti parte del Parco e anche a quelli confinanti, per proporre ampliamenti e soluzioni di tutela.
Col tempo, l’idea – di cui non rivendichiamo la primogenitura, ma rivendichiamo con orgoglio la difesa e la diffusione – di un grande Parco verde della Brianza Centrale è diventata un patrimonio condiviso e riconosciuto da molti.

Una delle iniziative contro la cementificazione delle aree verdi

Eppure, non possiamo dare nulla per scontato.
Gli attacchi alla cementificazione sono sempre in agguato, a volte anche da chi non ci si aspetterebbe.
È il caso del Comune di Seregno, che nel 2024 ha presentato con orgoglio il proprio Piano Clima, nel quale tra le azioni prioritarie figurano la difesa del suolo e persino la decementificazione. Eppure, proprio da lì oggi arriva una proposta che va nella direzione opposta: realizzare un nuovo ospedale su un’area agricola del Parco, nel quartiere San Salvatore di Seregno, al confine con Albiate, in zona Dosso.

Un articolo del Giornale di Seregno, anno 2014. Un titolo ancora attuale

Non vogliamo negare la possibile necessità di un nuovo ospedale – un tema complesso e importante – ma riteniamo inaccettabile che si scelga di costruirlo sacrificando un’area agricola del Parco. Esistono alternative: aree già urbanizzate, dismesse o da riqualificare, che meriterebbero di essere valutate prima di consumare nuovo suolo.

L'area agricola del parco dove è stata proposta la localizzazione del nuovo ospedale

Quella zona ci sta particolarmente a cuore: nel 2012, grazie ad alcune osservazioni al PTCP della Provincia di Monza e Brianza, riuscimmo a ottenerne la tutela.
Oggi vederla minacciata ci ricorda che la difesa del territorio è un impegno continuo, che non conosce pause né traguardi definitivi.

Ottobre 2025. Riunione degli Amici del Parco GruBrìa

In questo contesto, una buona notizia: in queste settimane, un gruppo di cittadini si sta riunendo per costituire una nuova associazione dedicata alla difesa e alla valorizzazione del Parco GruBrìa, di cui il Parco Brianza Centrale oggi fa parte.
L’obiettivo è quello di far conoscere meglio il Parco, proporne l’ampliamento, sostenere la sua trasformazione in Parco Regionale e, naturalmente, difenderlo da chi lo vorrebbe sacrificare ad altri interessi.

Noi, nel nostro piccolo, sosteniamo convintamente questa nuova associazione e invitiamo i lettori del blog ad aderire.
Nei prossimi giorni pubblicheremo tutte le informazioni per chi vorrà partecipare e contribuire attivamente.

Perché il verde non è uno spazio vuoto.
È un bene comune, una ricchezza viva, un’eredità da custodire e tramandare.
E perché, anche dopo sedici anni, il nostro impegno continua — con la stessa convinzione e la stessa speranza di quel 9 novembre 2009.

mercoledì 2 aprile 2025

Ambientalisti in pressing sul Sindaco di Macherio per il futuro del PL 24

L'Oratorio di Santa Margherita alle Torrette (XIV sec.) situato nei pressi del PL 24

Giovedì 27 marzo 2025, i rappresentanti di diverse associazioni e gruppi ambientalisti della Brianza hanno incontrato l'amministrazione comunale di Macherio, rappresentata dal sindaco Franco Redaelli, per discutere l'impatto dell'autostrada Pedemontana sul territorio, con particolare attenzione alla Compensazione Ambientale del Progetto Locale 24 (PL 24).

Durante l’incontro, il sindaco Redaelli ha illustrato le difficoltà nella realizzazione del PL 24, causate dall’uscita dal progetto del Comune di Lissone e dall’esclusione di Sovico, coinvolto solo dalla tangenzialina TRM10 e quindi senza più accesso ai fondi compensativi. Redaelli ha inoltre confermato, in linea con quanto emerso dall’interpellanza della minoranza di Progetto Macherio durante il consiglio comunale del 12 marzo 2025, che i costi degli espropri, secondo le stime della società Autostrada Pedemontana Lombarda, ammonterebbero a 2,5 milioni di euro, superando i 1,762 milioni di euro stanziati per Macherio.


Gli ambientalisti hanno ribadito l’importanza del PL 24 e chiesto che il progetto venga confermato, utilizzando i fondi disponibili per acquisire al patrimonio pubblico quante più aree possibile all'interno del perimetro della Compensazione Ambientale. L’area interessata, attualmente di proprietà privata, prima dell’esproprio temporaneo di una porzione del terreno per il deposito delle terre derivanti dagli scavi di Pedemontana, veniva utilizzata a fini agricoli nel rispetto del prezioso Oratorio di Santa Margherita alle Torrette, un edificio storico del Trecento, che è anche il simbolo di tutto il contesto storico paesaggistico circostante.

L’area è tutelata dal Piano Provinciale come Ambito Agricolo di Interesse Strategico ed è inserita nel Parco Regionale della Valle del Lambro, con destinazione agricola e forestale anche in caso di permanenza della proprietà privata. Tuttavia, la mancata acquisizione pubblica limiterebbe la possibilità di attrarre finanziamenti necessari per la riqualificazione e la riforestazione della zona, oltre che per interventi di ingegneria ambientale e fruizione pubblica. L’acquisizione comunale dell’area garantirebbe ai cittadini uno spazio verde collegato ecologicamente alle residue aree verdi di questa porzione di Brianza, costituendo un primo passo per il completamento del PL 24 che si attuerebbe mediante la partecipazione a futuri bandi al fine di ottenere ulteriori finanziamenti necessari per interventi di riforestazione (formazione di nuovi boschi, di filari, di alberature e di siepi naturali) e la realizzazione di percorsi ciclopedonali.


La necessità di un recupero ambientale è resa ancor più urgente da due fattori. Da un lato, l’area è attualmente destinata a ospitare il deposito temporaneo delle terre degli scavi di Pedemontana, con il rischio di un danno ambientale irreversibile. Dall'altro, l’area del PL 24 si trova in prossimità dell’antico Oratorio di Santa Margherita, un edificio storico risalente al XIV secolo che diverrà presto di proprietà comunale grazie a una donazione della stessa proprietà dei terreni. Il Comune ha già previsto, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Belle Arti, interventi di messa in sicurezza e di consolidamento della chiesetta che, assieme alle aree circostanti, dovrebbe, a nostro avviso, essere integrata sia nel Progetto Locale 24 che nel Parco Regionale della Valle del Lambro.

Il sindaco Redaelli ha dichiarato che non sono ancora state prese decisioni definitive sulle eventuali compensazioni ambientali alternative, precisando che il tempo a disposizione dei comuni è di cinque anni dalla conclusione dei lavori per la realizzazione dell’autostrada. Il primo cittadino macheriese ha comunque ammesso l'esistenza di proposte per l’utilizzo dei fondi che, a detta delle associazioni ambientaliste, se attuate rischierebbero di suddividere in tante piccole parti gli interventi compensazione ambientale e, conseguentemente, di snaturare il progetto iniziale elaborato dal Politecnico di Milano (Masterplan del 2009), non senza un cospicuo aumento dei costi di manutenzione delle opere.


Gli ambientalisti hanno condiviso l’atteggiamento prudente del sindaco e chiedono di evitare decisioni affrettate. Temono che le risorse destinate al PL 24 vengano disperse in piccoli progetti senza impatto reale, compromettendo il piano di rigenerazione ecologica della provincia di Monza e Brianza, in cui Macherio gioca un ruolo fondamentale.

La delegazione ambientalista ha inoltre espresso preoccupazione per lo scempio del territorio comunale causato da Pedemontana, che l’attraverserà, da est a ovest, e, congiuntamente alla nuova provinciale TRM10 e allo svincolo autostradale, lo dividerà in quattro parti, lambendo entrambi i cimiteri comunali, numerosissime abitazioni e, non ultima, la scuola primaria “Gianni Rodari” di Bareggia, passando a soli otto metri di distanza da essa.

Il sindaco Redaelli si è impegnato a valutare attentamente i suggerimenti delle associazioni e dei gruppi ambientalisti e si è dichiarato disponibile per futuri momenti di confronto e aggiornamento.

Osservatorio PTCP Monza e Brianza
Legambiente Circolo Laura Conti, Seveso
Sinistra e Ambiente, Meda
Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale

 

Rassegna stampa

Su PrimaMonza:
https://primamonza.it/attualita/compensazioni-ambientali-necessario-il-progetto-locale-24/
 

mercoledì 1 gennaio 2025

Buon Anno 2025 dalla Brianza Centrale


Con l'arrivo del nuovo anno, vogliamo inviare un caloroso augurio a tutti voi che ci seguite, supportate e condividete il nostro impegno per la Brianza. Quest'anno più che mai, questi auguri non sono solo formali: ne abbiamo davvero bisogno.

Il 2025 si apre con la prospettiva dell'avvio dei lavori per un'opera che consideriamo devastante per il nostro territorio: l'autostrada Pedemontana. Questo progetto, tanto discusso quanto contestato, minaccia di segnare profondamente il paesaggio della nostra amata Brianza, compromettendo aree verdi preziose e aggravando un modello di sviluppo che fatichiamo a riconoscere come sostenibile.

Non è solo Pedemontana a preoccupare. Come documentiamo quasi quotidianamente su questo blog, la difesa delle aree verdi è una sfida che diventa sempre più difficile. Il "partito del cemento" – come lo definiamo con amarezza – sembra avere sempre il vento in poppa, favorito da interessi economici e da un approccio miope al territorio.

Eppure, nonostante tutto, il nostro impegno non si ferma. Continueremo a dare voce a chi si batte per difendere il nostro ambiente e a sostenere chi lavora per preservare le bellezze naturali e culturali della Brianza. Crediamo che una Brianza migliore sia possibile e che, con un impegno collettivo e una maggiore consapevolezza, possiamo invertire questa rotta.

Il nostro augurio per il 2025 è quindi un augurio di speranza, ma anche di determinazione: speranza che la sensibilità ambientale cresca sempre di più e determinazione nel continuare a lottare per proteggere la nostra terra. La Brianza merita di essere amata e rispettata.

A tutti voi, grazie per essere con noi in questa battaglia. Buon anno nuovo, che sia un 2025 di cambiamenti positivi e di conquiste per il nostro territorio.

martedì 24 dicembre 2024

Auguri dalla Brianza Centrale!

 


Cari lettori,

in questo periodo speciale, vogliamo cogliere l'occasione per porgere a tutti voi i nostri più sentiti auguri di un Buon Natale e di un nuovo anno ricco di serenità, gioia e speranza.

Il nostro pensiero va alla Brianza, un territorio straordinario che merita di essere custodito e valorizzato. Viviamo in una delle aree più urbanizzate d’Italia, ma crediamo fermamente che il futuro possa essere diverso, migliore, più sostenibile. La nostra speranza per il 2025 è che finalmente ci si unisca per dire basta alla cementificazione indiscriminata, per fermare la costruzione di nuove strade e per invertire la rotta verso la tutela del verde.

Immaginiamo una Brianza che protegge i suoi preziosi spazi naturali, che amplia le aree verdi a beneficio di tutti e che vede finalmente nascere un grande "Parco Regionale della Brianza Centrale" per difendere la nostra identità territoriale e ambientale. Un parco che non sia solo un confine tracciato su una mappa, ma un simbolo di rispetto per la natura e per il nostro futuro.

Facciamo appello a tutte le associazioni ambientaliste: uniamo le forze, troviamo una visione comune. Solo insieme possiamo costruire una Brianza solidale e unita, che sappia dire di no al consumo di suolo e di sì alla bellezza, alla biodiversità e alla qualità della vita.

È con questo spirito che auguriamo a ciascuno di voi un Natale autentico e un 2025 pieno di progetti condivisi e conquiste per il nostro territorio. La Brianza centrale ha bisogno di tutti noi, del nostro amore e del nostro impegno. Continuiamo a credere che insieme possiamo fare la differenza.

Auguri dalla Brianza Centrale!

 

martedì 30 marzo 2021

WWF e Comitato Brianza Centrale: " A Macherio è necessario preservare e piantare nuovi alberi negli spazi stradali"

In merito alla proposta della Sindaca di Macherio di eseguire un taglio radicale degli alberi di alcuni viali cittadini ne avevamo già parlato qui. Della questione si è interessato anche il WWF Lombardia che, insieme al Comitato Brianza Centrale, ha inviato, lo scorso 15 marzo 2021, all'amministrazione comunale una lettera. Non avendo ricevuto fino ad ora una risposta la pubblichiamo in forma aperta.

 

Gentile Sindaca del Comune di Macherio,      

Abbiamo letto il suo articolo su "Il Paese di Macherio" e siamo rimasti particolarmente colpiti dalla sua proposta di voler eseguire un taglio radicale dei viali alberati della sua città anche se compensato dalla possibile sostituzione con altre essenze.
A sostegno vengono portati i seguenti argomenti:
  1. la chioma degli alberi oscura il paesaggio e le abitazioni prospicienti;
  2. numerose lamentele dei residenti per il disagio arrecato alle recinzioni e ai giardini;
  3. elevati costi di manutenzione.
Noi, invece, riteniamo fondamentale che tali alberature vengano preservate poichè contribuiscono a combattere in maniera fondamentale il surriscaldamento delle superfici stradali e pedonali.
Numerosi studi, tra i quali uno studio eseguito a Monaco di Baviera di cui alleghiamo alcuni dati e immagini, hanno calcolato che la presenza di alberi d'alto fusto possono generare una riduzione della temperatura ambiente sino a 7°C.

Efficacia degli alberi della città, simulazione con ASMUS: pomeriggio a Monaco di Baviera

 

Riportiamo di seguito un brano di tale studio: "L’effetto di raffreddamento è da ricondurre essenzialmente all’ombra, e viene intensificato dalla traspirazione giornaliera di centinaia di litri d’acqua da parte di ogni pianta. L’emissione notturna di calore dello spazio stradale viene anch’essa ridotta se, durante il giorno, queste aree non si surriscaldano grazie agli alberi. Un altro vantaggio risiede nella capacità degli alberi di filtrare gli inquinanti dall’aria. Tale effetto andrebbe sfruttato soprattutto nelle strade particolarmente trafficate. Solo i vecchi e grandi alberi con un elevato volume di chioma sono pienamente efficaci."
 
Per quanto sopra e per l'importanza che attribuiamo ad ogni singolo Albero, Le chiediamo pertanto di riconsiderare tale decisione.
 
Cordiali saluti.

Gianni  Del Pero, WWF Lombardia
Zeno Celotto, Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale
 
Milano – Seregno 15 Marzo 2021

domenica 7 marzo 2021

Appello degli ambientalisti della Brianza: "Le mancate nomine del Parco Regionale mettono a rischio il futuro della Valle del Lambro"


 

Da più di otto mesi il Parco Regionale della Valle del Lambro è commissariato. Le forze politiche non sono ancora riuscite, dopo l’uscita di scena di Eleonora Frigerio, a nominare il nuovo presidente e i 4 componenti del Consiglio di gestione, che amministra gli 8.200 ettari di aree verdi tra le province di Monza, Lecco e Como.

L’impasse sulla scelta dei nuovi rappresentanti dei 35 Comuni è la dimostrazione del disinteresse dei partiti (in modo particolare quelli della provincia di Monza, cui spetta di indicare il presidente) nei confronti del proprio territorio. In una fase storica, in cui si riafferma non solo a livello locale ma addirittura nazionale e internazionale la centralità delle politiche ambientali, il vuoto istituzionale che riguarda la gestione del Parco regionale della Valle del Lambro non può che creare perplessità e preoccupazione. Infatti il Parco Valle Lambro è, per sua natura, l’unico soggetto che può fare da volano e da coordinatore degli interventi sovraccomunali che riguardano la tutela e la valorizzazione dello straordinario, quanto maltrattato, patrimonio ambientale tra la valle del fiume Lambro e i laghi briantei. La mancanza di una guida rischia, oltretutto, di estromettere il nostro Parco dai possibili finanziamenti previsti dal Recovery plan. Un’opportunità che la Brianza che ha a cuore il verde non può assolutamente perdere.

Per questo chiediamo alle forze politiche di non perdere altro tempo, di mettere da parte divisioni e logiche di basso profilo politico, peraltro incomprensibili alla stragrande maggioranza dei brianzoli, e di nominare al più presto i componenti del nuovo Consiglio di gestione.

Aspettare  ulteriormente vorrebbe dire compromettere il già precario equilibrio ambientale del nostro territorio.

Legambiente Lombardia, Lipu Lombardia, Pro Natura Lombardia, WWF Lombardia


AdN - Amici della Natura di Triuggio, Associazione Orrido Inverigo, Circolo Legambiente "Roberto Giussani" di Desio, Circolo Legambiente Alexander Langer-Monza, Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale, Comitato per la difesa delle Bevere, Comitato per il Parco di Monza "Antonio Cederna", Fridays For Future Como, Fridays For Future Desio, Gruppo Naturalistico della Brianza, La Nostra Tera Briosco, Le Contrade Inverigo, Legambiente Seregno APS, L
ipu Monza e Brianza,  WWF Insubria


martedì 31 marzo 2020

Mariano Comense. Associazioni e cittadini dicono "NO ALLA STRADA NEL PARCO"

Cascina Belvedere nei cui pressi è prevista la costruzione della tangenzialina (Foto tratta da "La Provincia", 23/03/2020)

Pubblichiamo il Comunicato Stampa sottoscritto da un lungo cartello di Associazioni Ambientaliste del Territorio relativo alla opposizione alla realizzazione di un'altra inutile ma dannosa strada a Mariano Comense. Questa proposta miope porterebbe addirittura a tagliare in due il Parco Regionale delle Groane e della Brughiera, un Ambiente che abbiamo faticosamente tutelato per decenni e che solo  recentemente, dopo un lavoro durato oltre 30 anni, siamo riusciti a far diventare Parco Regionale. Non permetteremo questa ulteriore devastazione. NO alla tangenziale di Mariano nel Parco Regionale delle Groane e della Brughiera.
 
“Non resteremo a guardare la distruzione di un pezzo del Parco per costruire una strada inutile!” 

Come gruppi e associazioni vogliamo ribadire la nostra contrarietà a questo progetto per le tante motivazioni già più volte espresse.

Il tracciato della tangenzialina all'interno del parco
in rosso il confine del parco
in blu ==> la nuova strada
L’amministrazione di Mariano Comense insiste con una costante campagna mediatica per promuovere e far passare la bontà di questo progetto, considerandolo indispensabile per togliere traffico veicolare di passaggio dal centro cittadinoriducendo l’inquinamento dell’aria.

Se non fosse tragica la situazione che Mariano si presta ad affrontare, sarebbe ridicolo anche solo pensare che costruire nuove strade diminuisca l’utilizzo e il passaggio delle auto e soprattutto che passando con una tangenziale in un Parco Regionale, si vuole tutelare l’ambiente!  Ma c’è veramente qualcuno che ci crede?

E’ risaputo, anche negli ambiti accademici che studiano i fenomeni di urbanizzazione, che costruire nuove strade innesca anche un processo di incentivazione al traffico privato veicolare. Soprattutto in territori congestionati e altamente urbanizzati come i nostri, interventi come questo non portano automaticamente quel beneficio di “respiro” per la città  che viene tanto sbandierato dai politici che amministrano il Comune di mariano.  Certo, un bel “respiro”... però carico di polveri sottili PM 10!

Via per Cabiate (Foto tratta da "La Provincia", 23/03/2020)
Costruire nuove strade, senza intervenire sulla rete viaria esistente con interventi di manutenzione o con progetti per rendere i percorsi più fluidi e senza una concreta politica di investimento sul trasporto pubblico, è un vero e proprio sperpero di risorse pubbliche che invece DEVONO essere dirottate su altri capitoli di spesa delle Amministrazioni Comunali!
  • Perché non si vuole affrontare in modo strutturale il trasporto pubblico nei nostri comuni?
  • Come mai sul territorio di Mariano Comense passano diverse linee di bus della ASF Autolinee (C80, C81, C82 ...) utilizzate quasi esclusivamente dagli studenti mentre i cittadini non sono coinvolti in una campagna di promozione per utilizzare questi mezzi durante la settimana compreso la domenica per spostarsi anche verso gli altri comuni?
  • Come mai non si attiva un serio progetto per incentivare l’utilizzo di altre forme di trasporto eco-sostenibile per esempio partendo dalla messa in sicurezza delle vie cittadine per promuovere l’utilizzo della bicicletta con spazi di parcheggio protetti ecc..?
  • Come mai il progetto per mettere in sicurezza il collegamento tra la stazione ferroviaria di Mariano Comense e il plesso scolastico dell’Istituto Jean Monnet, è ancora solo lettera morta in uno sperduto documento del PGT di Mariano? Perché, invece di “sperperare” milioni di euro in una tangenziale inutile, non viene attivato nessun finanziamento per opere come questa che veramente potrebbero risolvere i problemi di congestionamento da traffico nella città, incentivando anche l’utilizzo dei mezzi pubblici o una mobilità dolce?
  • Come mai gli Amministratori non si attivano con le Ferrovie Nord Milano per ridurre i tempi di chiusura dei passaggi a livello cittadini che generano grossi disagi e inquinamento dell’aria?
  • Come mai si sceglie di mantenere il passaggio del traffico in paese costruendo una nuova strada e non si studia invece a livello intercomunale una soluzione per adeguare e sfruttare meglio le potenzialità trasportistiche della Novedratese con interventi migliorativi sul tracciato che si trova poco più a nord?
Sono queste le domande a cui la scelta di costruire una tangenziale in un Parco Regionale non da’ alcuna risposta!

Chiediamo inoltre all’ente Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea una urgente, esplicita e pubblica presa di posizione su questo progetto insensato che investe una porzione del Parco Regionale di grande valore ambientale e a ridosso del nucleo rurale della Cascina Belvedere. Un progetto che prevede un nuovo ponte sulla Roggia Vecchia e uno sul torrente Terrò quando invece i corsi d’acqua dovrebbero essere lasciati liberi da costruzioni che possono modificarne le condizioni di scorrimento durante i fenomeni temporaleschi e alluvionali a cui negli ultimi anni siamo soggetti.

Zona retro cimitero, dove il progetto prevede un ponte (Foto tratta da "La Provincia", 23/03/2020)
Sempre al Parco (ma anche agli amministratori di Mariano Comense) facciamo presente che il progetto di tangenziale impatta in modo devastante anche con il sentiero storico della Meda - Montorfano; lungo tale sentiero recentemente è stata completata dal Parco la nuova cartellonistica che individua a Mariano un nuovo percorso dello stesso (dopo il tratto che passa davanti alla Cascina Belvedere) proprio per evitare di attraversare la Novedratese al ponte del Lottolo, punto molto pericoloso. Trovato un sistema per permettere ai cittadini di godersi in sicurezza i nostri magnifici luoghi della Brughiera, ci ritroviamo subito dopo a dover contrastare un nuovo e devastante progetto stradale nel Parco.... sembra che al peggio non ci sia mai fine!

Una decisione amministrativa come questa dimostra grande disprezzo per gli ultimi ambiti a verde rimasti e di recente inserimento in un Parco Regionale il quale deve essere difeso e tutelato nella sua unicità territoriale e non compromesso da inutili interventi che consumano ancora suolo.

Parlano tutti di voler “rivalutare la cultura locale della Brianza storica”, ma nel concreto si lasciano crollare le bellissime cascine come la Belvedere e in più ci si passa davanti con una tangenziale di ipotizzata grande percorrenza senza il minimo rimorso.

E’ questa la “promozione dei luoghi naturali e della cultura locale della Brianza”?

NOI NON SIAMO D’ACCORDO! Pensiamo che siano altri i problemi seri da risolvere per la mobilità a Mariano Comense.

Le associazioni:
  • Amici della Brughiera - Mariano 
  • Associazione Marianoduepuntozero 
  • Arci Noerus APS - Como
  • Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” - Alzate Brianza 
  • Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera
  • Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale
  • Comitato Stop al consumo di Territorio - Mariano
  • Circolo Legambiente di Cantù - Green Station
  • Circolo Legambiente Laura Conti - Seveso
  • Fridays for Future - Como
  • Fridays for Future - Desio
  • Gruppo naturalistico della Brianza - Canzo
  • Il Gambero - Capiago Intimiano
  • Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà - Meda
  • L’Ontano - Montorfano
  • Legambiente Seregno APS
  • Sinistra e Ambiente - Meda
  • WWF Lombardia
  • WWF Insubria
Leggi anche:

Aggiornamenti 1/4/2020:
  • Adesione Arci Noerus APS - Como
  • sostituita cartina con il tracciato della nuova tangenziale (elaborazione Comitato Parco Regionale Groane Brughiera)

martedì 10 marzo 2020

Due nuovi boschi per Seregno

L'area verde di via delle Valli a Seregno
Da Seregno arrivano buone notizie per il nuovo Parco GruBria; la Giunta Comunale ha infatti deliberato di aderire al bando regionale “Creazione di nuovi boschi, miglioramento dei boschi esistenti e Sistemazione Idraulico Forestali” dando mandato agli uffici del Consorzio PLIS GruBria di presentare la richiesta e la documentazione prevista.

Sono state individuate due aree di proprietà comunale: una in zona Dosso (via delle Valli) di circa 19.900 mq, l'altra in zona San Giuseppe – Lazzaretto di circa 10.000 mq.

Area zona Dosso
Foglio 35 mappale 38-41-42 parte
Superficie circa 18.900 + 1000 mq = 19.900 mq
Previsioni PGT: Documento di Piano decaduto in data 28.01.2020. Zona Bianca

Area zona San Giuseppe – Lazzaretto
Foglio 47 mappale 398 parte
Superficie circa 10.000 mq
Previsioni PGT: Piano dei Servizi. Zona Av - Aree Verdi

Claudio Vergani ci ha dichiarato: "La partecipazione al bando punta a promuovere il mantenimento e il rafforzamento delle aree libere residuali naturali e seminaturali per contrastare le pressioni antropiche ed incentivare la connessione dei sistemi verdi, il contenimento del consumo di suolo, la valorizzazione delle aree naturali in relazione alla fruibilità e alla qualità del paesaggio".

Da parte nostra esprimiamo l'apprezzamento e la soddisfazione per aver contribuito, con le nostre osservazioni, a salvaguardare l'area di via delle Valli (leggi qui).

Riceviamo dal Comitato "Ambiente e Salute di San Giuseppe" la seguente proposta che volentieri pubblichiamo.


Per l'area prevista a bosco di S.Giuseppe sarebbe opportuno valutare anche una riqualificazione della Vicinale Bonsaglio per creare un percorso ciclopedonale nel verde che dal lazzaretto arrivi al "nuovo" bosco.

Rassegna stampa
Il Giornale di Seregno, 24 marzo 2020