Visualizzazione post con etichetta Usmate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Usmate. Mostra tutti i post

lunedì 14 aprile 2025

Due incontri pubblici per fare il punto sulla Pedemontana: a Meda e Usmate Velate il 16 aprile

Lavori per realizzare l'autostrada ad Arcore

Mercoledì 16 aprile si terranno due importanti iniziative promosse da associazioni e realtà civiche del territorio per informare i cittadini sullo stato dei lavori dell’autostrada Pedemontana e sui suoi impatti ambientali.

A Meda, focus sulla tratta B2 e il Bosco delle Querce


Il primo appuntamento è previsto a Meda, alle ore 21:00, presso la Sala Civica Radio in vicolo Comunale. L’incontro pubblico si concentrerà in particolare sulla tratta B2 della Pedemontana e affronterà temi cruciali come la bonifica da diossina, lo sbancamento di 2 ettari del Bosco delle Querce, e le compensazioni ambientali previste.

L’iniziativa è promossa da Sinistra e Ambiente - Impulsi Meda, Circolo Legambiente “Laura Conti” Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Lista civica “Altra Bovisio Masciago”, Comitato Ambiente Bovisio Masciago e Cittadini per Lentate. Nel pomeriggio dello stesso giorno, le associazioni partecipanti saranno coinvolte in un incontro con Pedemontana e gli enti competenti nell’ambito del Tavolo permanente sulla bonifica, motivo per cui si prevede che le informazioni condivise in serata saranno aggiornate e rilevanti.

A Usmate Velate, attenzione agli impatti della tratta C


Sempre mercoledì 16 aprile, ma alle 20:30, si terrà un secondo incontro a Usmate Velate, presso l’Oratorio Don Bosco, in via della Brina a Velate. L’iniziativa, organizzata dal Circolo Legambiente locale in collaborazione con il Comune di Usmate Velate, sarà un’assemblea pubblica focalizzata principalmente sulla tratta C dell’autostrada.

Durante la serata verrà illustrato l’impatto dell’opera sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente la cittadinanza e promuovere una maggiore consapevolezza sui temi ambientali legati alla realizzazione della Pedemontana.

sabato 15 febbraio 2025

Tratta C di Pedemontana: tra scelte discutibili e nuove proposte ambientali

Abbiamo ricevuto da Sinistra e Ambiente di Meda un comunicato sulle compensazioni ambientali di Pedemontana. Dopo aver illustrato la situazione della tratta B2, approfondiamo ora gli interventi previsti per i comuni interessati dalla tratta C.


Compensazioni ambientali sulla Tratta C: scelte e criticità

Il 3 febbraio 2025 diverse associazioni ambientaliste hanno incontrato i sindaci di Arcore, Camparada, Lesmo, Usmate Velate e Vimercate per discutere le compensazioni ambientali della tratta C di Pedemontana. A questo incontro ha partecipato anche un rappresentante di Sinistra e Ambiente di Meda. Dai confronti è emerso che gran parte del Masterplan del 2009 è stato modificato o abbandonato.

Arcore

Il comune di Arcore utilizzerà circa 1,1 milioni di euro per interventi di piantumazione a nord di Bernate, mentre 400.000 euro saranno destinati alla realizzazione di piste ciclabili tra Arcore, Usmate e Camparada. La priorità sarà data al tratto Usmate-Arcore per creare un collegamento lungo la principale arteria cittadina. Il PL 28, che prevedeva la tutela dell’area del Roccolo al confine con Velasca, è stato eliminato in quanto insisteva sul territorio vimercatese.

Lesmo

I progetti proposti da APL, in particolare il PL 26 tra Biassono e Lesmo, sono stati stralciati e sono in corso valutazioni per altre compensazioni alternative.

Usmate Velate e Camparada

Le compensazioni ambientali in questi comuni si concentreranno principalmente su piste ciclabili. Il collegamento con Camparada è già finanziato dalla Provincia e non rientra tra le compensazioni di Pedemontana. Il comune di Usmate Velate chiede che Pedemontana realizzi la pista ciclabile su viale Monza, mentre il Comune si occuperà del collegamento con Casatenovo. Se Pedemontana non dovesse farsi carico del collegamento per Arcore, sarà necessario rivedere l'allocazione delle risorse.

Vimercate

Vimercate ha stanziato 4 milioni di euro per un progetto di riqualificazione urbana con un'ottica green.

Gli ambientalisti hanno sottolineato alcune criticità, in particolare:

  • Le piste ciclabili, pur essendo opere utili e facilmente realizzabili, non possono costituire l'unica forma di compensazione ambientale, in quanto comportano anch'esse consumo di suolo.
  • Alcune amministrazioni hanno abbandonato i progetti locali originari di compensazione, riducendo l'efficacia degli interventi.
  • Per evitare ulteriore consumo di suolo, è fondamentale che le aree non ancora edificate vengano integrate nei parchi esistenti e tutelate da possibili future urbanizzazioni.

Le associazioni ambientaliste continueranno a monitorare la situazione per garantire che le compensazioni ambientali non vengano snaturate e che le risorse vengano utilizzate in maniera efficace per la tutela del territorio.

martedì 30 aprile 2024

Scandalo corruzione a Usmate Velate: i dubbi e le preoccupazioni del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Nove arresti sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza a Usmate Velate in seguito a un'indagine che ha rivelato un presunto sistema di corruzione urbana protrattosi nel tempo. Il procuratore capo di Monza, Claudio Gittardi, ha sottolineato la gravità delle accuse, mettendo in luce come un funzionario comunale abbia manipolato la variante del Piano di Governo del Territorio (Pgt) per favorire la trasformazione di aree agricole in zone edificabili a scopo produttivo, aumentandone così il valore economico.

Secondo le indagini preliminari, e a quanto riportato sulla stampa locale, questo sistema corruttivo sarebbe stato attivo per anni senza alcuna segnalazione di irregolarità da parte dell'amministrazione comunale. Questo solleva delle domande inquietanti sul coinvolgimento di altre figure nel presunto sistema di corruzione. Roberto Fumagalli del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha espresso preoccupazione riguardo alla mancanza di consapevolezza da parte del sindaco e dei consiglieri comunali riguardo alle modifiche urbanistiche, sottolineando il rischio che le varianti urbanistiche possano diventare un terreno fertile per tangenti.

L'amministrazione comunale, nel tentativo di dissociarsi dallo scandalo, ha rilasciato un comunicato ribadendo la propria fiducia nel lavoro della magistratura e dichiarando la totale estraneità dell'ente alle indagini in corso.

sabato 18 novembre 2023

Dissesto idrogeologico in Brianza, Como e Lecco: 17,4 milioni di Euro per 10 opere

Roggia Vecchia a Mariano. Immagine tratta dal web

Il piano triennale 2023-2025 per contrastare il dissesto idrogeologico in Lombardia ha ottenuto un finanziamento complessivo di circa 48 milioni di euro. Di questi, poco più di 17,4 milioni distribuiti in 10 interventi sono stati destinati alle province di Como, Lecco e Monza Brianza.

La provincia di Como è la principale beneficiaria, con 15,4 milioni di euro, seguita da Lecco con poco più di 1,1 milioni, e Monza Brianza con 830.000.

Ecco una sintesi degli interventi pianificati:

Como (5 interventi - Totale 15.469.267,71 euro):

  • Alzate Brianza, Cantù, Carugo, Mariano Comense: Riduzione del rischio idrologico nei torrenti Terrò e Certesa e Roggia Vecchia (11.529.216,71 euro).
  • Blevio: Messa in sicurezza del tratto nel torrente Girola e dei manufatti in località Monti di Sopravilla (700.000 euro).
  • Dongo e Stazzona: Messa in sicurezza Valle di Lesio a tutela dell’abitato di Dongo a seguito degli eventi calamitosi di luglio 2023. Realizzazione di vasche di espansione e opere idrauliche complementari (1.745.051 euro).
  • Erba: Sistemazione idrogeologica, stabilizzazione dei versanti, delle sponde e dell’alveo del tratto terminale del torrente Bova (380.000 euro).
  • Mariano Comense: Interventi nel sottobacino idrografico torrenti Terrò e Certesa e Roggia Vecchia (1.115.000 euro).

Lecco (3 interventi - Totale 1.120.000 euro):

  • Civate e Valmadrera: Intervento di regimazione tratto terminale torrente Toscio, lotto di valle confluenza Rio-Torto (490.000 euro).
  • Erve: Opere di difesa da caduta massi a protezione dell’abitato (480.000 euro).
  • Olginate, Airuno, Brivio, Calco, Imbersago, Robbiate, Paderno d’Adda, Cornate d’Adda, Trezzo sull’Adda: Messa in sicurezza, in particolare, dell’alzaia del fiume Adda nel tratto Olginate (Lecco)- Trezzo sull’Adda (Milano) (150.000 euro).

Monza e Brianza (2 interventi - Totale 830.000 euro):

  • Besana in Brianza: Area di esondazione controllata del rio Brovada, lotto 1 area di monte (580.000 euro).
  • Usmate Velate: Intervento di ripristino spondale del torrente Molgoretta alla confluenza del torrente Molgora (250.000 euro).

domenica 1 settembre 2019

Puliamo il mondo 2019 in Brianza, prima che sia troppo tardi



20-21-22 settembre 2019: ritorna "Puliamo il mondo"!

Di seguito riportiamo le adesioni riguardanti il nostro territorio (provincie di Monza e della Brianza, Como e Lecco).

L'elenco verrà costantemente aggiornato e dettagliato.

In provincia di Monza e della Brianza
  • Carate Brianza: Comune di Carate Brianza
  • Cavenago Brianza: Comune di Cavenago di Brianza
  • Desio: Circolo Legambiente Roberto Giussani Desio
  • Giussano: Comune di Giussano
  • Lissone: Comune di Lissone
  • Monza: Circolo Legambiente Alexander Langer Monza, Roche Spa (per dettagli cliccare qui)
  • Seregno: Circolo Legambiente Seregno Onlus, Comune di Seregno (per dettagli cliccare qui)
  • Usmate Velate: Circolo Legambiente Gaia Usmate Velate, Comune di Usmate Velate (per dettagli cliccare qui)

In provincia di provincia di Como
  • Canzo: Legambiente Cea Prim'alpe
  • Como: Comune di Como
  • Erba: Legambiente e Parco Valle del Lambro (per dettagli cliccare qui)
  • Lurate Caccivio: Comune di Lurate Caccivio
  • Proserpio: Comune di Proserpio
  • Senna Comasco: Comune di Senna Comasco
  • Vercana: Comune di Vercana

In provincia di provincia di Lecco
  • Barzago: Comune di Barzago
  • Bellano: Circolo Legambiente Lario Sponda Orientale Bellano, Unione di Bellano e Vendrogno
  • La Valletta Brianza: Unione dei Comuni Lombarda della Valletta
  • Lierna: Comune di Lierna
  • Lomagna: Comune di Lomagna
  • Malgrate: Comune di Malgrate

domenica 31 dicembre 2017

3 gennaio 2018: 73° anniversario dell'eccidio di Valaperta di Casatenovo (LC)


Valaperta è una piccola frazione di Casatenovo, sulle prime colline della Brianza Lecchese.

Tra la fine di ottobre del 1944 e la metà di gennaio del 1945, vi si svolge una delle vicende più efferate del fascismo morente, nota come “l’eccidio di Valaperta".

A seguito di uno scontro a fuoco con una pattuglia partigiana, resta ucciso un milite della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) di Casatenovo. Ciò provoca una immediata rappresaglia fascista nei confronti della popolazione, le stalle vengono date alle fiamme, le bestie muoiono, le case vengono saccheggiate e gli abitanti dispersi. Qualche mese dopo, il 3 gennaio 1945, quattro partigiani della zona, incolpati della morte del milite, vengono fucilati, senza processo, alle porte del paese: il plotone di esecuzione è agli ordini dell’Ing. Emilio Formigoni, comandate della Brigate Nere locali.


Altri due partigiani, della 55ª Brigata Rosselli, considerati coinvolti nei fatti, vengono catturati e fucilati ad Eupilio, il 13 gennaio 1945.

L’eccidio di Valaperta viene commemorato ogni anno, su iniziativa delle Amministrazioni Comunali di Arcore, Bellano, Biassono, Casatenovo, Lomagna, e Missaglia, con la partecipazione dell’Anpi.

sabato 1 febbraio 2014

Incontro di formazione: "Il valore della biodiversità"

Martedì 4 Febbraio 2014 - h. 20.30
USMATE VELATE - Villa Borgia (Piazza Pertini)

"ll valore della biodiversità"
primo incontro di formazione nell'ambito del progetto FILARE finanziato da Fondazione Cariplo.

La diversità biologica, meglio conosciuta come biodiversità, è sinonimo di ricchezza, di varietà, di bellezza.
La biodiversità è fondamentale non solo per noi, ma anche per i nostri discendenti e per tutti gli esseri viventi della Terra, è il pilastro della salute del nostro pianeta. Scopriamo cosa la minaccia e cosa possiamo fare per preservarla e migliorarla. Relatori: Davide Borin, Mariella Nicastro - Parco Valle del Lambro.

Per la partecipazione è necessario iscriversi entro Lunedì 3 Febbraio, la partecipazione è gratuita.
Dettagli sul progetto FILARE sul sito www.parcocollibriantei.it

domenica 5 gennaio 2014

PTCP: L'assalto continua


Intervento dell'Osservatorio PTCP di Monza e Brianza

Continuano a fioccare i ricorsi al TAR da parte delle amministrazioni comunali brianzole contro il PTCP della Provincia di MB.
Dopo  i ricorsi di  Concorezzo, Bernareggio, Cornate, Sulbiate, Triuggio e Usmate, si sono ora aggiunti Giussano e Vimercate.
Sono ricorsi "trasversali", nel senso che parliamo di amministrazioni sia di centrodestra sia di centrosinistra, purtroppo in questo caso accumunate da dichiarazioni difficilmente condivisibili (vedi articoli allegati).
Non è bello constatare l'uso disinvolto della rivendicazione della propria autonomia nell'avere il diritto di decidere "come e dove costruire nella provincia più cementificata d'Italia" (citazione tratta dal blog Brianza Centrale che condividiamo in pieno).

C'è un allergia viscerale a qualsivoglia tentativo di pianificazione che abbia una visione più amplia e globale, a partire dal livello provinciale.
Così si rivendica la "patria potestà localista", non considerando lo stato di "disastro urbanistico" in cui versa la Brianza monzese, ridotta (fatto salvo alcune residue zone) ad una piastra di cemento e asfalto, tant'è da risultare la più cementificata d'Italia.

L'abbiamo già detto, in questo PCTP ci sono luci ed ombre.
Come gruppi ed associazioni ambientaliste de l'OSSERVATORIO PTCP di Monza e Brianza avremmo voluto regole più stringenti, più aree tutelate in modo più deciso e con questi obbiettivi, nella nostra più completa autonomia operativa e di giudizio, abbiamo interloquito con un alcuni Consiglieri Provinciali del PD sensibili al tema.
Questo ha indubbiamente consentito il miglioramento, sotto molti aspetti, del PTCP.

Abbiamo scelto la strada di esserci e continueremo ad essere presenti, proseguendo nel nostro rapporto con quei consiglieri che si sono dimostrati attenti alle nostre istanze, cercando di evitare che il PTCP sia depotenziato da ricorsi al TAR o da future richieste di modifiche o varianti  "al ribasso" da parte sia dei privati sia delle amministrazioni comunali.
Per questo, sin d'ora, chiediamo all'Istituzione Provincia di resistere in tutti i gradi di giudizio ai ricorsi.

Faremo altresì la nostra parte, con la nostra rappresentanza in sede del previsto Osservatorio Provinciale, per promuovere la necessità dello STOP AL CONSUMO DI SUOLO, utilizzando tutte le attribuzioni di cui è stato investito l'Osservatorio Provinciale.

In una Provincia, in un ambito territoriale dove si è superato ampiamente la soglia di tollerabilità dell'edificato, è fuori luogo continuare a pensare e a puntare sull'edilizia quale motore di sviluppo, sopratutto quando una fetta consistente di quanto recentemente costruito risulta vuoto ed inutilizzato e quindi, rispondente a fattori speculativi e non a reali bisogni insediativi.

Gli articoli su Giussano e Vimercate:

Il Giornale di Seregno - 31/12/2013

Piano regolatore. Il Comune contro la Provincia. Ricorso al Tar
di Marco Dozio da il Giorno del 29/12/013

LA PROVINCIA di Monza trascinata in tribunale dal Comune di Vimercate. Che ha scelto di ricorrere al Tar per bloccare gli effetti del Ptcp, il Piano regolatore provinciale mal digerito da una nutrita schiera di municipi, gelosi delle proprie prerogative in ambito di pianificazione territoriale. Ogni campanile vuole salvaguardare l’autonomia di decidere dove e come costruire. Senza subire le imposizioni di Palazzo Grossi che in sostanza ha vincolato tutte le aree verdi brianzole, nella speranza di arginare la cementificazione galoppante. «Ma noi siamo una realtà virtuosa. Nel Pgt abbiamo ridotto le aree edificabili di oltre mezzo milione di metri quadri», spiega il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Corrado Boccoli, argomentando le ragioni di un ricorso che vede Vimercate capofila di un dissenso ampio e trasversale, che nella Brianza orientale coinvolge Giunte di centrodestra (Concorezzo, Cornate, Bernareggio) e di centrosinistra (Usmate).

Il punto è che il Ptcp rischia di mandare in fumo il nuovo quartiere ipotizzato nei campi tra la Bananina e l’ex Provinciale Sp2: un comparto di case e negozi che dovrebbe accogliere anche il trasloco e l’ampliamento dell’Esselunga.

«Si tratta dell’ultimo e definitivo ambito di espansione della città», assicura Boccoli, che nell’elenco dei progetti bloccati dalla Provincia inserisce le 4 palazzine del piano di lottizzazione di Cascina Castellazzo. «Interventi piccoli e grandi rischiano di non partire nonostante sia già stata approvata la convenzione con gli operatori: in linea di principio il Ptcp afferma istanze condivisibili, in particolare l’esigenza di preservare le aree verdi, ma occorre trovare un equilibrio tra necessità di sviluppo e tutela ambientale». Per Boccoli è in ballo anche una questione più generale che riguarda l’interazione tra i diversi enti locali. Ovvero chi deve fare cosa. La Provincia, in altre parole, non avrebbe rispettato l’autorità dei Comuni commettendo un’invasione di campo. «Il Ptcp nei fatti ha ridotto le competenze assegnate per legge ai Comuni in termini di pianificazione urbana e ambientale».

L’unica speranza per ricomporre il dissidio, prima della sfida in tribunale, è affidata alla convocazione di un tavolo di confronto. «La Provincia non ci ha concesso il tempo necessario per impostare una concertazione, quindi siamo stati costretti a presentare il ricorso. Ma da parte nostra abbiamo la volontà, se sarà possibile, di trovare una soluzione alternativa all’aula giudiziaria: per questo motivo abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di confronto».

Eppure a scorrere il documento provinciale qualche elemento di sintonia tra Palazzo Trotti e Palazzo Grossi spunta qua e là. «Condividiamo pienamente la norma sull’eliminazione dei cartelloni pubblicitari dalle strade provinciali: è un passo in avanti nella direzione della tutela paesaggistica».

venerdì 29 novembre 2013

Custodi della biodiversità in Brianza



In un territorio come la Brianza, con un consumo di suolo pari al 55%, i giardini privati rappresentano una risorsa fondamentale per conservare la natura e aumentare la biodiversità. Sono proprio questi terreni a rappresentare un’opportunità di connessione ecologica tra le aree naturali rappresentate dai parchi regionali e locali.

Il primo seminario, dal titolo "Agricoltura e biodiversità. La nuova Politica Agricola Comunitaria e i Distretti Rurali" si terrà a Usmate Velate (MB) martedì 3 dicembre 2013 (per scaricare il volantino cliccare qui).

Il percorso si svilupperà attraverso:
  • 3 incontri di formazione per scoprire come gestire al meglio il proprio giardino allo scopo di potenziare la biodiversità e la connessione ecologica;
  • laboratori pratici per offrire momenti di approfondimento e proposte di interventi da effettuare nei giardini privati dei partecipanti;
  • 1 visita a un vivaio per imparare insieme attraverso lezioni pratiche;
  • 3 seminari di approfondimento con la partecipazione di esperti in campo ambientale, agronomi e florovivaisti.
Tali attività verranno svolte in 3 Comuni (Usmate Velate, Arcore, Camparada) nel periodo febbraio 2014/ottobre 2014.

La partecipazione è gratuita e prevede la disponibilità da parte dei proprietari ad avviare azioni di cambiamento nella gestione del proprio giardino (piantumazione di specie autoctone, attenzione alla concimazione chimica, segnalazione parassiti, ecc.) e a individuare delle modalità di conduzione della proprietà più adeguate alla costituzione delle rete ecologica. Verrà anche lanciato un concorso che premierà il giardino più biodiverso!


Per scaricare il programma dell'iniziativa cliccare qui.

Per scaricare il "Manuale dei custodi del territorio" cliccare qui.

Entra anche te a far parte della rete di custodi della biodiversità!
Info e iscrizioni (entro il 15 Dicembre 2013):
02.87386480
legambiente@custodiadelterritorio.it

Immagini tratte dal volantino dell'iniziativa

sabato 25 maggio 2013

Il nuovo insediamento produttivo a Usmate Velate bocciato in modo inappellabile. La rete ecologica regionale è una vera e propria infrastruttura strategica e prioritaria


Comunicato stampa di Legambiente Lombardia

La Provincia di Monza e Brianza si è vista riconoscere il proprio buon diritto di tutelare il territorio da previsioni urbanistiche di quei comuni che consumano il poco suolo ancora libero da edifici e infrastrutture. E’ questo l’esito della sentenza pronunciata nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato, che stabilisce finalmente un principio che appare quasi rivoluzionario: in pratica il giudice amministrativo ha stabilito che la rete ecologica regionale è una vera e propria infrastruttura strategica e prioritaria, tanto quanto lo sono ferrovie e autostrade, e quindi a nessuno è concesso di interromperla con nuove urbanizzazioni. La rete ecologica è il sistema delle connessioni territoriali fatte di spazi aperti che, secondo il Pianto Territoriale Regionale, deve essere salvaguardato per impedire la frammentazione e l’isolamento dei residui ambienti naturali.

La Provincia brianzola si era opposta alla realizzazione di un vasto insediamento produttivo approvato attraverso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune di Usmate Velate, ma il tribunale amministrativo regionale, in prima battuta, aveva dato ragione al comune. Dopo la sentenza del TAR, nell’area posta a confine tra i comuni di Usmate e Vimercate, erano partiti i cantieri per la realizzazione del polo produttivo, oggi quasi completato e prossimo all’avvio delle attività.
Ma con la sentenza del Consiglio di Stato l’intera operazione entra in un limbo difficilmente districabile. Il giudice, di fatto, ha annullato tutti gli atti autorizzativi dell’intervento edilizio, che ora si configura come un gigantesco e inservibile abuso.

A essere a rischio sono pertanto anche i posti di lavoro che l’attività industriale avrebbe dovuto assicurare, dal momento che la soluzione della vicenda non si prospetta per nulla semplice né scontata.

“Condividiamo ogni virgola della sentenza, che chiarisce, una volta per tutte, che il territorio non può essere consumato per inseguire profitti e interessi di tipo speculativo – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia-. Bene ha fatto la provincia brianzola a far valere principi che troppo spesso vengono messi in discussione. Auspichiamo che si trovi una via di uscita positiva che salvaguardi ambiente e lavoro, ma deve essere chiaro che non potrà essere a costo zero: chiediamo che da parte di tutti si lavori con trasparenza a un accordo che garantisca una congrua compensazione paesaggistica e ambientale del consumo di suolo”.

Fonte: Salviamo il paesaggio

lunedì 5 novembre 2012

Arcore: le associazioni ambientaliste scendono in campo per difendere dalla cementificazione la Rete Ecologica Regionale


Lettera aperta al presidente della Provincia di Monza e Brianza Dario Allevi, all'assessore al Territorio e Parchi della Provincia di Monza Brianza Cristiano Crippa,  al Presidente del Parco della Valle del Lambro Eleonora Frigerio ed al sindaco di Arcore Rosalba Colombo

Salvaguardiamo la Rete Ecologica Regionale: Non vogliamo un altro caso “Usmate”


Presidente Allevi, Assessore Crippa, Presidente Frigerio, Sindaco  Colombo,
Vi scriviamo per chiedere la difesa dell'elemento primario della Rete Ecologica Regionale  posto a cavallo della SP/7 in frazione La Cà di Arcore .
Si tratta di un'area agricola e paesaggistica di pregio confinante con il Parco Valle Lambro e con l'area feste del comune.
Nell'area è presente una fascia boscata  posta a contorno di una stanza agricola di pregio e con una depressione indicante, probabilmente, la presenza di un antico paleoalveo.

Dalla lettura del documento di piano del Piano di Governo del Territorio  di Arcore reso pubblico di recente e dalle  recenti dichiarazioni a mezzo stampa rilasciate da esponenti  della locale  maggioranza in consiglio comunale, le intenzioni dell'amministrazione  sembrerebbero quelle di realizzare un centro sportivo comunale proprio su quelle aree (o su parte di esse).
Tra l'altro si vorrebbe abbattere il centro Tennis esistente, posto in centro paese e riscostruirlo all’interno di un nuovo centro sportivo sull'area verde in questione.
Al posto del tennis attuale, manco a dirlo, nuova edilizia residenziale.
Riteniamo si tratti di una scelta profondamente anacronistica, figlia di una politica che in questi anni ha esasperato la dispersione urbanistica ed i cui effetti ben conosciamo visto che parliamo di un territorio martoriato da decenni di scelte pianificatorie sbagliate. Non dimentichiamolo, Arcore è inserita nella Provincia più cementificata d'Italia e con la realizzazione della autostrada Pedemontana vedrà la  percentuale di suolo comunale urbanizzato schizzare a ben oltre il 50% del totale.

Il terreno  in questione non è un'area  verde qualsiasi è uno degli elementi di primo livello della Rete Ecologica Regionale (R.E.R.)  in ambito di pianura (si veda cartina sotto, dove l'elemento primario è contornato in rosso).


La normativa regionale prevede delle prescrizioni precise  a livello di pianificazione comunale (si vedano i dettami della legge regionale 12/2005).
In particolare ci permettiamo di far notare che la pianificazione comunale dovrebbe recepire quella regionale e nel caso di elementi primari della RER  (come in questo caso) evitare:
  • la riduzione dei varchi di rilevanza regionale;
  • l’eliminazione degli elementi presenti di naturalità;
Esattamente l'opposto di quel che risultano essere i piani della amministrazione arcorese.
Peraltro tali indicazioni erano state recepite correttamente  in fase di Valutazione Ambientale strategica (VAS) del PGT dal comune di Arcore stesso e  quindi l'ipotesi risulta ancor più incomprensibile.

Da semplici cittadini,  non vorremmo che l'amministrazione di Arcore si venga a trovare nella stessa situazione del limitrofo comune di Usmate Velate dove, a causa di una concessione edilizia relativa ad un comparto produttivo collocata su aree interessate dalla Rete Ecologica Regionale  si è  dato vita ad un lungo contenzioso giudiziario che ha visto contrapposti il comune e la provincia.
Una causa che ha visto alla fine la vittoria della Provincia di Monza Brianza al terzo livello di giudizio (Consiglio di Stato) con una sentenza che ha obbligato l'operatore privato  ad un risarcimento di oltre un milione e trecentomila Euro in compensazioni ambientali, una cifra rilevantissima come è evidente e che rischia di minare alla radice anche la sostenibiità finanziaria dell’operazione.
In questo senso crediamo che il presidente Allevi vorrà salvaguardare la credibilità dell'istituzione che Egli rappresenta e vorrà sostenere con altrettanta forza le stesse posizioni di principio anche in riferimento alla questione arcorese.
L'ultima cosa di cui hanno bisogno i cittadini brianzoli in questo momento di crisi è assistere a scontri istituzionali che, comunque vada poi a finire, implicano costi a carico della comunità, sprechi di tempo e tensioni politiche davvero non necessarie. Un ripensamento del comune rappresenterebbe un atto di grande  lungimiranza politica.


L'area in questione inoltre è stata individuata dal progetto Dorsale Verde Nord Milano (2008) come corridoio di collegamento  tra il sistema fluviale del Lambro e quello delle colline briantee.
Come noto il progetto della Dorsale Verde  è stato ripreso, opportunamente, anche dall’amministrazione provinciale  nell'ambito della stesura del PTCP Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che ha inteso identificare appunto  i 'varchi' strategici, come quello in questione. Si tratta di corridoi verdi  che permettono di collegare tra loro le aree naturali  superstiti situate a Nord della metropoli meneghina,  'varchi' che andrebbero ampliati e consolidati, non occlusi totalmente o parzialmente.
Infine l'area sarà interessata dal percorso ciclopedonale n°16 LE VIE DEL PARCO del Parco della Valle del Lambro - Dal Parco di Monza ai Colli Briantei, di prossima realizzazione.

L'area è posta infatti al confine con il Parco Valle Lambro e pertanto si richiede al Parco stesso, nella persona del presidente, se non ci siano tutti gli estremi per la realizzazione di una Valutazione d'incidenza per misurare  gli impatti dell'intervento ipotizzato sull'ambiente del parco.

Nessuno nega le esigenze della comunità arcorese in termini di strutture idonee alla pratica sportiva ma, come ben rappresentato dalle associazioni locali, soluzioni diverse sono percorribili recuperando l'esistente o terreni comunali interni al tessuto urbano della cittadina senza dover modificare l'uso di terreni situati in aree RER.
Ci auguriamo che l’indirizzo di pianificazione suggerito dalla provincia sia, ancora una volta , di questo segno.
Vi ringraziamo sin d'ora  per tutto quello che vorrete fare per il futuro di Arcore, delle aree naturali che costituiscono la cintura verde arcorese e soprattutto per le aree naturali poste intorno al Parco della Valle del Lambro e che consentono al Parco di comunicare con gli altri ambiti naturali circostanti.

Cordiali Saluti

Associazioni e gruppi riuniti nel   
Coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo sostenibile
Osservatorio PTCP Monza Brianza

Leggi anche: Arcore: No allo spostamento della piscina e del tennis a La Cà

Rete Ecologica Regionale e Prog Terr Enti Locali

venerdì 12 novembre 2010

Le feste dell'Albero in Brianza... con Legambiente

19 Novembre 2010 - Seveso
Il circolo "Laura Conti" aderisce alla Festa dell'Albero insieme alla scuola media "L. Da Vinci". Sarà effettuata la piantumazione in un'area verde lungo il torrente Certesa curato dagli studenti della scuola stessa, in collaborazione con l'Associazione Fiumevivo e il Comune di Seveso e ERSAF.
Per informazioni: legambienteseveso@gmail.com

20 Novembre 2010 - Seregno
Legambiente Seregno organizza la Festa dell'Albero presso il parco in Via Monte Rosa angolo Via San Vitale alla rotonda per andare a Paina dalle ore 9.30 alle 12.00 e dalle ore 13.30 alle 16.00. Sarà effettuata la piantumazione degli alberi con adulti e bambini, e una caccia al tesoro in tutta l'area: sarà offerta una buona merenda biologica per tutti i partecipanti. In collaborazione con Università Del Tempo Libero, WWF, Comune di Seregno.
Per informazioni: info@legambienteseregno.it

20 Novembre 2010 - Desio
Il circolo "R. Giussani" dà appuntamento in Piazza Conciliazione dalle ore 10 sino alle ore 18 circa per la Festa dell'Albero. Dalla mattina sarà presente banchetto con animazione bimbi, con possibilità di vedere l'albero che verrà piantato. Poi alle ore 15:30 concentramento e successiva marcia della pace per il dialogo cristiano-islamico con le comunità straniere e con alcune scuole della città. Tema della marcia di quest'anno è "Ama la terra e tutte le sue creature", e il momento clou sarà la piantumazione di un albero nel locale parco degli Alpini con la posa di una targa in ricordo di una grande quercia, piantata 25 anni fa dai ragazzi disabili del CSE di Desio e comprata con i proventi di una raccolta lattine da loro fatta. Merenda conviviale finale in piazza Conciliazione. La manifestazione avviene grazie al coordinamento di associazioni "Desio Città Aperta", Gruppo Alpini Desio, plessi scolastici di via Tolstoy e di via Dolomiti, Comunità pakistana di Desio.
Per informazioni: legambientedesio@libero.it

21 Novembre 2010 - Usmate Velate
Festa dell'Albero e dei nuovi nati a Usmate Velate! Il circolo Gaia Legambiente sarà presente presso l'area verde di Via per Vimercate dalle ore 9.00 alle 12.00 per la piantumazione di 110 alberi per 110 nati nel comune di Usmate Velate, in collaborazione con il comune stesso.