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sabato 29 agosto 2026

A Saronno il «Sudario per Gaza»: un grande telo per non dimenticare i bambini uccisi


Venerdì 4 settembre 2026 il «Sudario per Gaza» attraverserà le strade di Saronno, in un'iniziativa promossa dalla rete 4 Passi di Pace, con il patrocinio del Comune di Saronno.

Il Sudario è un grande telo bianco sul quale sono riportati i nomi di 18.457 bambini e bambine palestinesi che, secondo quanto indicato dagli organizzatori, risultavano uccisi nella Striscia di Gaza fino al luglio 2025. Realizzato dal collettivo Carnia per la Pace, il telo viene presentato come un'opera laica e itinerante, nata per conservare la memoria delle vittime più giovani della guerra e per richiamare l'attenzione sul valore di ogni singola vita.

«Non dimenticare un solo nome» è il messaggio che accompagna il Sudario: un invito a non lasciare che i numeri delle vittime cancellino le persone e le loro identità.

L'appuntamento è per venerdì 4 settembre dalle ore 18, con partenza da piazza Libertà. Prima dell'avvio del percorso è previsto un momento di riflessione con il gruppo Donne in Cerchio per la Pace, che proporrà anche una danza a tema.

Il Sudario sarà quindi portato a braccia lungo le strade della città. Il percorso partirà da piazza Libertà e proseguirà per corso Italia, con una prima sosta in piazza Volontari del Sangue e una seconda in piazza San Francesco. Il corteo continuerà poi lungo via San Giuseppe, via Verdi e via San Cristoforo, fino alla sosta in piazza Schuster. Da qui passerà per via Portici, per fare ritorno in piazza Libertà.

Nelle soste previste lungo il percorso, Claudio Mella e Angelo Miglio accompagneranno l'iniziativa con brani eseguiti con cornamusa e chitarra, alternando così momenti di raccoglimento e silenzio a momenti affidati alla musica.

Per sorreggere il grande telo saranno necessarie almeno 70 persone. Gli organizzatori invitano quindi chiunque condivida il significato dell'iniziativa a partecipare anche concretamente al suo svolgimento, contribuendo a portare il Sudario lungo le strade di Saronno.

«Sarà un gesto condiviso, simbolo di cura e memoria collettiva e più saremo a sorreggerlo, più grande sarà il suo significato», spiegano i promotori.

L'iniziativa vuole essere soprattutto un gesto di memoria, di vicinanza alle vittime e di rifiuto della guerra e dell'indifferenza. Il grande telo, con migliaia di nomi, rende visibile ciò che spesso i numeri non riescono a raccontare: dietro ogni nome c'è una bambina o un bambino, una vita spezzata e una storia che non dovrebbe essere dimenticata.

Per partecipare e offrire la propria disponibilità a sorreggere il Sudario è possibile contattare gli organizzatori dell'iniziativa.

venerdì 28 agosto 2026

Un'ora in silenzio per Gaza: i prossimi presidi tra Desio e Seregno

L'iniziativa dei presidi silenziosi per la pace e per richiamare l'attenzione su quanto sta avvenendo a Gaza continua.


Dopo l'appuntamento di ieri sera in piazza Concordia a Seregno sono già fissati i prossimi appuntamenti.

SABATO 29 AGOSTO – DESIO
Dalle 20 alle 21
Davanti al Parco di Villa Tittoni, via Lampugnani
Si tratta di un appuntamento speciale, che si svolgerà a margine del concerto di Cisco dei Modena City Ramblers.

DOMENICA 30 AGOSTO – DESIO
Dalle 20 alle 21
Davanti al Parco di Villa Tittoni, via Lampugnani
Anche questo sarà un appuntamento speciale, organizzato in occasione del concerto dei 99 Posse.

L'iniziativa proseguirà poi secondo il calendario abituale, alternando Seregno e Desio:

GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE – DESIO
Dalle 18 alle 19
Piazza Conciliazione

GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE – SEREGNO
Dalle 18 alle 19
Piazza Concordia

E così, nelle settimane successive, continuerà l'alternanza tra le due città. L'invito è rivolto a tutti i cittadini, alle associazioni e a chiunque senta il bisogno di manifestare pacificamente la propria preoccupazione per quanto sta accadendo. Basta anche un'ora. Un'ora di presenza, di silenzio, di testimonianza.

Alcune parole dopo il presidio di Seregno

Nel precedente post abbiamo raccontato il presidio di giovedì 27 agosto e la partecipazione di tante persone che, per un'ora, hanno scelto di stare in piazza in silenzio, con cartelli e bandiere, per richiamare l'attenzione sulla situazione di Gaza.

Dopo la pubblicazione, abbiamo ricevuto un contributo da parte di alcune persone che hanno partecipato all'iniziativa. Sono parole che aiutano a comprendere meglio perché questi presidi continuino e quale significato abbiano per chi vi prende parte.



PER NON ESSERE INDIFFERENTI


Ieri sera, giovedì 27 agosto, Piazza Concordia a Seregno ha raccolto una quarantina di partecipanti in silenzio, allineati e distanti, ciascuno con un cartello di sensibilizzazione per un'ora di testimonianza civile. L'appuntamento segue lo schema previsto, alternando i presidi del giovedì, tra Seregno e Desio.

Le motivazioni di fondo purtroppo non cambiano e l’obiettivo resta sempre lo stesso: continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla crudeltà delle aggressioni in corso da parte di Israele contro Gaza, il Libano, la Cisgiordania e gli altri territori coinvolti.

Negli ultimi giorni piuttosto le condizioni si sono aggravate, i continui attacchi dei coloni israeliani nei confronti di villaggi o singole abitazioni in Cisgiordania, sono intollerabili. Accerchiare le case, privarle di corrente, acqua e servizi, in sostanza affamare delle persone è un atto di terrorismo. Tutto ciò succede nel più assoluto silenzio della comunità occidentale. Come è possibile rimanere indifferenti?

In piazza ieri sera alcuni cartelli riportavano il pensiero del cardinale presidente della CEI italiana Matteo Zuppi:

"SE GAZA MUORE, MUORE LA DEMOCRAZIA OCCIDENTALE"
 
una riflessione terribilmente vera. Come riusciamo a parlare di diritti, democrazia, giustizia per noi stessi e allo stesso tempo giustificare il fatto che questi principi vengono calpestati ogni giorno in Cisgiordania?

Con l’aggravante che tutto ciò avviene sempre con la complicità dell’IDF (l’esercito israeliano) che, invece di intervenire a difesa dei civili, solidarizza con i provocatori.

Un altro messaggio forte presente in piazza è stato quello del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme:

"DIGNITÀ PER I CIVILI BASTA DISASTRO UMANO"

Un appello che punta al cuore dello stesso dramma.

Siamo consapevoli che questo possa sembrare un impegno velleitario o privo di risultati immediati. Tuttavia, il silenzio e l’indifferenza ricalcano pagine di storia che abbiamo già vissuto e che non vogliamo in alcun modo ripetere.

Continueremo a mantenere alta l'attenzione e a esprimere solidarietà a una popolazione stremata, ricordando che la pace non è un'astrazione, ma il frutto di una pressione costante sulle istituzioni e sui rappresentanti politici. È con questo spirito e con questa motivazione che andiamo avanti.

Seregno, in piazza per Gaza: quando il silenzio chiede attenzione


Ieri sera, giovedì 25 agosto, piazza Concordia a Seregno si è riempita di persone. Non erano moltissime, ma erano più di quanto gli stessi organizzatori si aspettassero: circa quaranta, con momenti in cui si sono raggiunte le cinquanta presenze. Non c'erano comizi, né band musicali, né slogan scanditi al megafono. C'era il silenzio. E c'erano i cartelli. Frasi, citazioni, parole. Messaggi semplici, affidati alla lettura di chi passava, per richiamare l'attenzione su ciò che sta accadendo a Gaza e sulla sofferenza della popolazione civile. Alcuni partecipanti tenevano in mano le bandiere della Palestina, come richiamo al diritto all'esistenza, alla libertà e alla pace di un popolo.


Un'ora apparentemente semplice, quasi minimale, e proprio per questo capace di lasciare spazio a chiunque passasse di lì. E ieri sera qualcosa si è mosso anche intorno al presidio. Le persone che attraversavano la piazza osservavano con curiosità. Qualcuno si è fermato a leggere i cartelli, qualcuno ha chiesto informazioni, qualcuno si è unito per qualche minuto. Non tutti avevano necessariamente la stessa idea, ma il presidio ha attirato l'attenzione. È un particolare che merita di essere sottolineato.


Nelle settimane precedenti non erano mancati momenti di dissenso e reazioni differenti. Ieri sera, invece, oltre a una partecipazione più numerosa, si è percepita anche una maggiore attenzione da parte della città. Forse è proprio questo uno degli obiettivi più importanti di un'iniziativa come questa: non pretendere di convincere tutti, ma impedire che una tragedia venga semplicemente rimossa dal nostro sguardo.

C'è poi una caratteristica di questi presidi che li rende particolari. Non ci sono, alle loro spalle, partiti o associazioni. Non c'è una struttura organizzativa che imponga una linea. Sono cittadini che decidono spontaneamente di ritrovarsi, a settimane alterne a Seregno e a Desio, per esprimere il proprio disagio e la propria contrarietà di fronte a ciò che sta accadendo. Una scelta che può essere condivisa o non condivisa, naturalmente. Ma che merita almeno di essere ascoltata. 


Perché il tema che viene portato in piazza è, prima ancora di ogni appartenenza politica, quello di alcuni diritti fondamentali.

  • Il diritto alla pace.
  • Il diritto alla vita.
  • Il diritto dei bambini a crescere senza la paura delle bombe.
  • Il diritto dei bambini a giocare, andare a scuola, avere una casa, immaginare il proprio futuro.
  • Il diritto di ogni popolo a vivere senza essere sottoposto alla guerra e alla distruzione.

Sono diritti che dovrebbero appartenere a tutti, senza distinzione di nazionalità, religione o appartenenza. E proprio per questo il presidio non ha bisogno di molto altro. Non ha bisogno di rumore. Ha bisogno di presenza.


In un tempo nel quale le immagini delle guerre scorrono continuamente sugli schermi e rischiano di trasformarsi rapidamente in qualcosa di lontano, ripetitivo, quasi normale, scegliere di fermarsi un'ora in una piazza significa sottrarsi, almeno per un momento, all'indifferenza. Significa dire: questa cosa ci riguarda. Non perché si possa avere la presunzione di risolvere da Seregno o Desio un conflitto che dura da anni, ma perché esiste una responsabilità più semplice e più immediata: quella di non smettere di guardare. Di non considerare normale ciò che normale non è. Di non abituarsi alla morte dei bambini. Di non accettare che la sofferenza degli altri diventi soltanto una notizia fra tante. Ed è forse questo il senso più profondo di un presidio silenzioso.

Il silenzio non è assenza. Il silenzio può essere una forma di protesta. Può essere una scelta. Può essere un modo per dire che non si vuole aggiungere altro rumore, ma nemmeno voltarsi dall'altra parte.


Come blog, Brianza Centrale continuerà a dare spazio a queste iniziative. Non perché ogni lettore debba necessariamente condividere le posizioni di chi vi partecipa. E nemmeno perché un blog debba trasformarsi in un luogo di propaganda. Ma perché riteniamo che raccontare ciò che accade nella nostra comunità significhi anche dare voce a chi sceglie di manifestare pacificamente il proprio dissenso e la propria preoccupazione. E perché c'è una parola che, più di altre, dovrebbe preoccuparci: indifferenza.

L'indifferenza è il peggior nemico della ragione.

Perché quando si smette di guardare, di interrogarsi, di chiedere, di discutere, anche ciò che dovrebbe scandalizzarci può finire per apparire normale.

Ieri sera, a Seregno, quaranta, forse cinquanta persone hanno scelto semplicemente di esserci. In silenzio. Con un cartello in mano. Con una bandiera. Con una parola. E con la convinzione che, di fronte alla sofferenza degli altri, anche non voltarsi dall'altra parte sia già una forma di responsabilità.

giovedì 27 agosto 2026

Quando anche un aquilone diventa divisivo


Una piccola premessa. Ieri, dopo la pubblicazione del nostro post che informava del presidio silenzioso per la Palestina in programma questa sera, giovedì 27 agosto, dalle 18 alle 19, in piazza Conciliazione a Seregno, qualcuno, su una chat, ci ha fatto notare che l'iniziativa non era pertinente con le tematiche legate all'ambiente e ha definito l'argomento «potenzialmente divisivo» in quanto persone che possono condividere le lotte per la difesa del territorio magari sulla questione palestinese hanno idee diverse. Se la prima parte dell'osservazione può essere certamente comprensibile, quella parola - «divisivo» - merita una riflessione.

A prima vista, il presidio per la Palestina può sembrare una questione lontana dalla vita quotidiana di una comunità come quella della Brianza. Eppure, che cosa significa davvero considerare divisiva una manifestazione silenziosa per la pace, per i diritti umani e contro la sofferenza della popolazione civile?

È inevitabile che una presa di posizione possa dividere. Ma questo non significa necessariamente che sia sbagliata. Ci sono momenti nei quali il dissenso non è un problema da evitare, ma un diritto da esercitare. Il diritto di non adeguarsi all'andazzo comune. Il diritto di dire che qualcosa non va. Il diritto di non voltarsi dall'altra parte. È lo stesso principio che porta tante persone a mobilitarsi per difendere un territorio, un ambiente, un paesaggio, uno spazio pubblico. Non perché ogni battaglia sia uguale alle altre, ma perché alla base può esserci la stessa idea: che esistano valori che meritano di essere difesi anche quando farlo significa assumere una posizione scomoda.

Il bene comune non si ferma ai confini della propria strada, del proprio quartiere o della propria città.

Avere a cuore l'ambiente nel quale si vive significa riconoscere che ciò che ci circonda non appartiene soltanto a noi, ma anche a chi verrà dopo di noi. Avere a cuore la vita e i diritti degli altri significa riconoscere che anche una persona che vive lontano, e che non conosceremo mai, non perde per questo la propria dignità e il proprio diritto alla vita.

Sono davvero così distanti queste due sensibilità? Naturalmente non si tratta di mettere sullo stesso piano la difesa di un territorio e una guerra. Sarebbe assurdo farlo. Si tratta piuttosto di riconoscere che dietro entrambe può esserci una stessa domanda: quanto siamo disposti a preoccuparci di ciò che non riguarda direttamente noi? E quanto siamo disposti a dissentire quando riteniamo che un limite sia stato oltrepassato? Di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza, e in particolare alla sofferenza dei bambini e della popolazione civile, è difficile pensare che l'unica risposta possibile debba essere il silenzio dettato dalla paura di dividere.

Si può discutere sulle responsabilità, sulle cause, sulle soluzioni politiche. Si possono avere opinioni diverse. Ma esprimere solidarietà alle vittime e chiedere la fine della violenza non dovrebbe richiedere il permesso di nessuno.

  • Essere per la pace è una scelta.
  • Essere dalla parte dei diritti umani è una scelta.
  • Avere a cuore la vita dei civili è una scelta.
  • Rifiutare l'indifferenza davanti alla sofferenza di un popolo è una scelta.

E sì, può essere una scelta divisiva. Ma se «divisivo» significa non accettare che di fronte alla morte di bambini si debba restare neutrali per non disturbare, allora forse è una divisione che vale la pena assumersi. Non tutto ciò che divide è necessariamente negativo. A volte il dissenso serve proprio a ricordare che non tutto ciò che viene considerato normale deve essere accettato come inevitabile.


E questa sera a Seregno, in piazza Conciliazione, ci sarà un presidio silenzioso.
Sarà un gesto semplice: un'ora in piazza per dire no alla guerra, alla violenza e all'indifferenza. Chi vorrà partecipare potrà portare con sé un aquilone, possibilmente con i colori della Palestina. Un oggetto fragile, leggero, fatto per volare. E forse proprio per questo un simbolo potente. Perché in questi giorni, a Gaza, persino un aquilone può essere guardato come una minaccia.

Ma per un bambino un aquilone è soltanto un gioco.

  • È fantasia.
  • È libertà.
  • È la possibilità di guardare il cielo senza avere paura.

E forse non c'è modo migliore per dire da che parte si vuole stare.

 

mercoledì 26 agosto 2026

Un aquilone in piazza Conciliazione: Seregno per la Palestina


Giovedì 27 agosto, dalle 18 alle 19, in piazza Conciliazione a Seregno, si terrà un presidio silenzioso a sostegno della popolazione palestinese. Un’ora di presenza, in silenzio, per richiamare l’attenzione sulla tragedia che continua a colpire la popolazione civile di Gaza e, in particolare, i bambini.

Il simbolo scelto per il presidio è un aquilone con i colori della Palestina. Una scelta che assume un significato particolare alla luce di quanto raccontato oggi da il manifesto: a Gaza, dove i giocattoli sono diventati difficili da trovare e persino materiali semplici devono essere recuperati per inventare qualcosa con cui giocare, gli aquiloni sono tornati a volare nelle mani dei bambini.

Carta, stoffa, qualche bastoncino e un filo possono bastare per costruire un giocattolo e conquistare, almeno per qualche momento, uno spazio di libertà. Eppure anche gli aquiloni sono oggi entrati nella logica della guerra. Il ritrovamento di quattro aquiloni nei pressi delle comunità israeliane al confine con Gaza ha provocato nuove misure di sicurezza e dichiarazioni che li hanno assimilati a una possibile minaccia militare.

Un aquilone, per un bambino, è gioco. È fantasia. È libertà.

È questo il contrasto che il presidio di domani vuole mettere davanti agli occhi di tutti. E non è casuale nemmeno il luogo scelto: piazza Conciliazione. Un nome che richiama una parola oggi più che mai necessaria: la ricerca della pace attraverso il riconoscimento dell'altro e il rifiuto della logica della guerra come unica risposta.

Chi parteciperà al presidio è invitato, se possibile, a portare con sé un aquilone, possibilmente con i colori della Palestina. Sarà un gesto semplice e simbolico: portare in piazza ciò che appartiene al mondo dell’infanzia e del gioco, contrapponendolo alla violenza e alla distruzione della guerra.

📍 Piazza Conciliazione, Seregno
📅 Giovedì 27 agosto
🕕 Dalle 18 alle 19

Un aquilone non è un’arma. Un bambino non è un bersaglio.

 

giovedì 9 luglio 2026

La migliore risposta alle provocazioni? Continuare a riempire le piazze per la pace


Nei giorni scorsi un episodio avvenuto durante il presidio per la Palestina di giovedì a Seregno ha suscitato sconcerto. Mentre i manifestanti erano riuniti in piazza Concordia per ricordare i mille giorni di guerra e di distruzione a Gaza, un uomo, passando in bicicletta con la propria famiglia, ha invitato il figlio a fare il saluto romano e a gridare "Viva il Duce". Una delle partecipanti ha scelto di denunciare l'accaduto ai carabinieri, ritenendo che un gesto di questo tipo non potesse essere considerato una semplice bravata o una provocazione da ignorare.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle persone che hanno assistito a quella scena e, in particolare, a Simona, che ha scelto di non voltarsi dall'altra parte e di denunciare quanto accaduto. Denunciare non significa alimentare polemiche, ma affermare un principio fondamentale: la nostra democrazia si fonda sul rifiuto del fascismo e sull'antifascismo, valori sanciti dalla Costituzione.


Sappiamo che, dopo la pubblicazione della notizia, sui social sono comparsi numerosi insulti e provocazioni rivolti ai manifestanti. È comprensibile che tra chi organizza e partecipa ai presìdi si sia aperta una riflessione: rispondere o ignorare? Replicare o non cadere nella trappola di chi cerca soltanto visibilità e scontro?

La risposta più efficace, probabilmente, non si trova nei commenti di Facebook. Si trova nelle piazze.

Chi provoca punta a spostare l'attenzione. Vorrebbe trasformare una mobilitazione nata per chiedere pace, giustizia e diritti per il popolo palestinese in una sterile disputa fatta di insulti e provocazioni. Sarebbe un errore concedergli questo risultato.


La risposta migliore è continuare a esserci. Con la stessa dignità, lo stesso silenzio quando serve, la stessa determinazione che caratterizza questi presìdi settimanali. Ogni persona in più presente in piazza è una risposta concreta all'odio, all'indifferenza e ai tentativi di intimidazione.

Per questo rilanciamo l'appuntamento di questa sera, giovedì 9 luglio, dalle 18 alle 19 in piazza Conciliazione a Desio.


Partecipare significa affermare che lo spazio pubblico appartiene a chi esercita i propri diritti in modo pacifico, non a chi cerca di intimidire o provocare. Significa dimostrare che la solidarietà è più forte dell'odio e che la memoria democratica non è un esercizio retorico, ma un impegno quotidiano.

La risposta alle provocazioni non è il silenzio, ma una piazza ancora più partecipata.

venerdì 3 luglio 2026

Seregno, un'ora di silenzio per dire "Fermatevi": il presidio per Gaza rilancia l'appello alla partecipazione


Una quarantina di persone si sono ritrovate nella serata di giovedì 2 luglio in piazza Concordia, a Seregno, per il consueto presidio silenzioso organizzato dal coordinamento che, da mesi, alterna gli appuntamenti del giovedì tra Seregno e Desio. Un'ora di presenza civile per richiamare l'attenzione sul conflitto in Medio Oriente e sulle conseguenze che, secondo i partecipanti, continuano a colpire soprattutto la popolazione civile.

L'iniziativa di questa settimana ha assunto un significato particolare. Gli organizzatori hanno voluto dedicarla al simbolico traguardo dei "1000 giorni", scegliendo come parola d'ordine "1000 giorni di genocidio – Fermatevi". Accanto al tradizionale silenzio, sono comparsi striscioni e cartelli per rendere ancora più visibile il messaggio rivolto ai cittadini.


Per i partecipanti, quei mille giorni rappresentano "mille giorni di vittime civili, di bombardamenti, di bambini uccisi o mutilati, di operatori sanitari, giornalisti e soccorritori che hanno perso la vita, di case distrutte e di popolazioni costrette a fuggire". Un elenco che, spiegano, vuole mantenere alta l'attenzione su una crisi che rischia di essere percepita come una drammatica normalità.

"Il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: sensibilizzare la cittadinanza sulla tragedia che si sta consumando e chiedere un impegno concreto della comunità internazionale", ha raccontato uno dei presenti. "Anche il nostro silenzio vuole essere un dialogo con chi passa in piazza."


Secondo gli organizzatori, nonostante il continuo susseguirsi di annunci su possibili accordi di pace, il numero delle vittime continua ad aumentare. Per questo ritengono importante continuare a presidiare le piazze della Brianza con iniziative semplici ma costanti.

Durante il presidio è stato ricordato anche il recente intervento del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che dopo la visita a Gaza del 22 e 23 giugno ha descritto le drammatiche condizioni di vita della popolazione. Tra le testimonianze citate dai partecipanti ha colpito in particolare una frase: "Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori. E una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Soprattutto i bambini."


Gli organizzatori si sono detti soddisfatti della partecipazione registrata a Seregno, ma ritengono che sia necessario coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini. "Un'ora del proprio tempo può sembrare poco, ma è un segnale importante", ha spiegato una partecipante. "Vogliamo dimostrare che Seregno, Desio e tutta la Brianza non sono indifferenti davanti alla sofferenza delle popolazioni civili."


Il calendario delle iniziative proseguirà anche nelle prossime settimane con il tradizionale appuntamento del giovedì, dalle 18 alle 19: 

  • Giovedì 9 luglio – Piazza Conciliazione, Desio.
  • Giovedì 16 luglio – Piazza Concordia, Seregno.

L'invito è aperto a tutti: cittadini, associazioni e realtà del territorio che desiderino testimoniare, anche solo per un'ora, la propria vicinanza alle vittime del conflitto e sostenere una richiesta di pace. In un momento in cui il rischio dell'assuefazione alle immagini di guerra è sempre più forte, iniziative come queste rappresentano un'occasione per mantenere vivo il dibattito pubblico e ricordare che l'indifferenza non può essere l'ultima parola.

lunedì 29 giugno 2026

A Seregno un presidio speciale per i 1000 giorni di genocidio a Gaza: appuntamento il 2 luglio in Piazza Concordia


In occasione dei mille giorni dall'inizio della guerra a Gaza e in Palestina, giovedì 2 luglio Seregno ospiterà un presidio speciale in Piazza Concordia, dalle 18 alle 19. L'iniziativa si inserisce nel calendario delle mobilitazioni promosse in tutta Italia in vista del 3 luglio, giornata simbolica che segna il millesimo giorno del conflitto e che vedrà svolgersi manifestazioni e digiuni con lo slogan "Fermatevi!".


Anche a livello locale, comitati, associazioni e movimenti aderenti alle reti di solidarietà con il popolo palestinese hanno scelto di dare vita a un momento di sensibilizzazione aperto alla cittadinanza. Il tradizionale presidio del giovedì assumerà, per questa occasione, una forma particolare, ispirandosi alla manifestazione nazionale in programma in Piazza Duomo a Milano e alle iniziative organizzate in oltre 150 piazze italiane.


Durante il presidio saranno esposti striscioni e messaggi per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla situazione a Gaza e in Palestina, in un'iniziativa che si svolgerà in forma rigorosamente pacifica e silenziosa.

Gli organizzatori sottolineano che il presidio sarà caratterizzato dal rispetto del silenzio e della non violenza. Chiunque desideri partecipare potrà farlo a titolo personale, condividendo lo stesso spirito dell'iniziativa.


L'appuntamento è quindi per giovedì 2 luglio, dalle ore 18 alle 19, in Piazza Concordia a Seregno, per un momento di riflessione e testimonianza collettiva rivolto a tutti coloro che desiderano esprimere la propria vicinanza alle vittime del conflitto e ribadire la richiesta di un immediato cessate il fuoco.

venerdì 22 maggio 2026

Seregno e Desio, sempre più cittadini ai presidi contro l’indifferenza


Continua a crescere in Brianza la partecipazione ai presidi silenziosi promossi per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione in Medio Oriente. Dopo il buon riscontro registrato la scorsa settimana a Desio, anche Seregno ha visto una significativa adesione: nella serata di giovedì 21 maggio, quasi quaranta persone si sono ritrovate in Piazza Concordia per un’ora di testimonianza civile, confermando una sensibilità diffusa sul territorio.


L’iniziativa, nata spontaneamente da un gruppo di cittadini tra Seregno e Desio, si propone di contrastare l’assuefazione e l’indifferenza verso il conflitto, mantenendo alta l’attenzione sulle sofferenze delle popolazioni civili di Gaza e del Libano. Un impegno che si traduce in una presenza discreta ma determinata: un presidio in piedi, in silenzio, con cartelli che chiedono il rispetto dei diritti umani e la cessazione delle ostilità.


Al centro della mobilitazione vi è la volontà di ricordare la realtà quotidiana di quei territori: i bombardamenti continui, la distruzione di abitazioni, scuole e ospedali, lo sfollamento forzato di intere famiglie private dei servizi essenziali, fino alla perdita di vite umane tra medici e soccorritori. Una situazione che, per molti partecipanti, non può essere ignorata né considerata distante.


L’esperienza si ispira al presidio quotidiano di Milano, in Piazza Duomo, e sta progressivamente radicandosi anche in Brianza. “La risposta registrata a Seregno e, prima ancora, a Desio dimostra che esiste una forte sensibilità sul territorio”, sottolineano i promotori. “Restare in piazza, in silenzio, è il nostro modo per dialogare con le città e ricordare che non possiamo restare spettatori passivi di questa tragedia”.


La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti aperti alla cittadinanza: giovedì 28 maggio a Desio, in Piazza Conciliazione; giovedì 4 giugno a Seregno, in Piazza Concordia; e giovedì 11 giugno ancora a Desio. L’invito è rivolto a tutti: singoli cittadini, associazioni e chiunque avverta il bisogno di reagire all’indifferenza.


Partecipare, spiegano gli organizzatori, è semplice: basta un cartello, la propria presenza o anche solo un’ora del proprio tempo. Un gesto essenziale ma significativo, per ribadire che Seregno, Desio e l’intera Brianza non intendono voltarsi dall’altra parte.

domenica 19 ottobre 2025

Seregno, l’ANPI ricorda le vittime di Gaza: letti i nomi dei bambini vittime del conflitto


Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18, di domenica 19 ottobre 2025 si è svolta in Piazza della Concordia una toccante manifestazione organizzata dall’ANPI di Seregno, con l’intento di mantenere viva l’attenzione sulla situazione in Palestina e in Israele, ricordando in particolare le vittime più fragili: i bambini.


La presidente dell’ANPI seregnese, Maria Adele Frigerio, ha aperto l’iniziativa spiegandone il significato profondo: “Ci troviamo qui per continuare a porre uno sguardo e l'attenzione su Gaza e la sua popolazione. Siamo tutti sollevati del fatto che sul popolo palestinese sia cessata la pioggia di bombe che innumerevoli vittime ha prodotto. Altrettanto siamo felici che ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi siano potuti ritornare alle loro case e alle loro famiglie. Non possiamo però non evidenziare che il cosiddetto piano di pace presenti molte carenze e lacune, che non coinvolgono e anzi escludono la formazione dello stato palestinese”.


Frigerio ha poi espresso la speranza che “con il tempo e con forza d’animo si possa arrivare al tanto agognato ‘due popoli per due stati’, che vivono e agiscono in pace l’uno con l’altro”.

L’iniziativa ha assunto un tono solenne e commovente nel momento in cui, per quasi quattro ore, volontari, soci dell’associazione, cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali - tra cui il Sindaco Alberto Rossi e gli assessori Giuseppe Borgonovo, Federica Perelli, Laura Capelli e Bruno Sforna - si sono alternati nella lettura dei nomi dei bambini israeliani e palestinesi vittime del conflitto.


Nel suo intervento, Frigerio ha ricordato con forza alcuni dati drammatici:

  • 186.000 morti diretti o indiretti stimati, compresi gli ostaggi;
  • 67.000 morti confermati;
  • 790 attacchi a personale medico e volontari;
  • 270 giornalisti uccisi;
  • 1,9 milioni di palestinesi sfollati;
  • 92% delle abitazioni di Gaza distrutte.

“Leggo ora alcuni numeri, che però non sono solo numeri: dietro ognuno di essi c'è una persona, un essere umano come noi”, ha detto Frigerio, invitando tutti a immedesimarsi nel dolore delle famiglie colpite.

Ha poi fatto sua una citazione di Moni Ovadia, pronunciata il 13 luglio 2025: “State attenti al momento in cui finiranno le uccisioni, perché è lì che si prepara il progetto di smembrare e disarticolare il popolo palestinese. Quando termineranno gli orrori quello è il momento più pericoloso. È allora che bisogna dire e gridare una cosa sempre: decide per sé il popolo palestinese”.

L’evento ha rappresentato un gesto forte di memoria e solidarietà, sottolineando il ruolo attivo che la società civile può avere nel mantenere alta l’attenzione su questioni umanitarie spesso dimenticate dopo i riflettori mediatici.


Tuttavia, non è mancata una nota amara: molti cittadini di passaggio hanno mostrato indifferenza, proseguendo la propria passeggiata senza fermarsi, quasi estranei al momento di raccoglimento che stava avvenendo a pochi metri da loro. Un atteggiamento che lascia spazio alla riflessione, soprattutto davanti a un’iniziativa che voleva ricordare migliaia di vite spezzate nell’infanzia.

Nonostante ciò, la manifestazione dell’ANPI ha dato una testimonianza importante: quella di una comunità che, almeno in parte, sceglie di non voltarsi dall’altra parte, ma di farsi carico della memoria e della responsabilità collettiva. Un segno concreto di umanità e impegno civile, che merita di essere valorizzato.

سيريـنيو: ذكرى ضحايا غزة — ANPI

سيريـنيو: جمعية ANPI تُحيي ذكرى ضحايا غزة… قراءة أسماء الأطفال ضحايا الحرب

نص مترجم إلى العربية (بلهجة فلسطينية فصيحة) للاستخدام أسفل النص الإيطالي في المدونة

في مساء يوم الأحد 19 تشرين الأول/أكتوبر 2025، من الساعة الثانية والنصف حتى السادسة، أُقيمت في ساحة بياتسا ديلا كونكورديا في مدينة سيرينيو فعالية مؤثرة نظّمتها جمعية ANPI المحلية، بهدف إبقاء الاهتمام حيًّا تجاه ما يحدث في فلسطين وإسرائيل، مع التركيز بشكل خاص على الضحايا الأكثر ضعفًا: الأطفال.

افتتحت رئيسة فرع ANPI في سيرينيو، ماريا أديل فريجيرو، الفعالية بكلمة شرحت فيها المعنى العميق للمبادرة، قائلة:

"تواجدنا هنا اليوم علشان نواصل تسليط الضوء والاهتمام على غزة وأهلها. الكل مرتاح إنو القصف توقّف أخيرًا، بعد ما راح عدد لا يُحصى من الضحايا. وإحنا كمان فرحانين إن الأسرى الفلسطينيين والرهائن الإسرائيليين رجعوا لبيوتهم وعائلاتهم. لكن بنفس الوقت، لازم ننوّه إن خطة السلام المزعومة فيها كتير ثغرات ونواقص، وبتستثني بشكل واضح قيام دولة فلسطينية حقيقية".

وأضافت فريجيرو إنها بتأمل إنه:

"بمرور الوقت وبالقوة الداخلية، نوصل للحل اللي الكل بينتظره: شعبين لدولتين، عايشين مع بعض بسلام وتعاون".

وخلال الفعالية، صار الجو مهيب ومؤثر جدًا، لما المتطوعين وأعضاء الجمعية وعدد من الأهالي وممثلي المؤسسات المحلية – من بينهم رئيس البلدية ألبرتو روسي وعدد من أعضاء المجلس البلدي – تعاقبوا على مدار حوالي أربع ساعات على قراءة أسماء الأطفال الفلسطينيين والإسرائيليين اللي فقدوا حياتهم في الصراع.

وفي كلمتها، استعرضت فريجيرو بعض الأرقام الصادمة:

  • 186,000 وفاة مباشرة أو غير مباشرة (منهم رهائن)،
  • 67,000 وفاة مؤكدة،
  • 790 هجومًا استهدف طواقم طبية ومتطوعين،
  • 270 صحفيًا قُتلوا،
  • 1.9 مليون فلسطيني نازح،
  • 92% من بيوت غزة مدمّرة.

وقالت: "هالأرقام مش مجرد أعداد… ورا كل رقم في إنسان، في قصة، في حياة تشبه حياتنا"، ودعت الحضور يتخيّلوا الألم اللي بتمر فيه العائلات المتضررة.

واقتبست فريجيرو من موني أوفاديا، بتاريخ 13 تموز/يوليو 2025:

"انتبهوا للوقت اللي بتوقف فيه عمليات القتل، لأنه هناك بيتحضّر مشروع تفكيك الشعب الفلسطيني. لما تخلص الفظائع، هذا هو أخطر وقت. بهديك اللحظة لازم نرفع صوتنا ونقول دايمًا: الشعب الفلسطيني هو اللي بيقرر مصيره بنفسه".

الفعالية كانت رسالة قوية للتذكير والتضامن، وأبرزت الدور اللي ممكن يقوم فيه المجتمع المدني في إبقاء القضايا الإنسانية حيّة حتى بعد ما تخفت الأضواء الإعلامية.

لكن كان في ملاحظة مُحزِنة: عدد من الناس المارّين بالمكان مرّوا من غير ما يوقفوا أو يهتموا، وكأنهم مش شايفين اللحظة المؤثرة اللي صايرة قدامهم. تصرف بيستحق التأمل، خصوصًا قدّام فعالية هدفها تذكير العالم بآلاف الأطفال اللي راحت حياتهم.

مع ذلك، أظهرت فعالية ANPI إن في مجتمع ما زال بيختار إنه ما يشيح وجهه، بل يتحمّل مسؤولية التذكّر والموقف الإنساني. علامة واضحة على الإنسانية والالتزام المدني، تستحق التقدير.

lunedì 13 ottobre 2025

Seregno, una maratona di lettura per ricordare le vittime infantili in Israele e a Gaza


Domenica 19 ottobre in piazza Concordia, dalle 14.30 alle 18.00


«Per non dimenticare». Con queste parole l’ANPI di Seregno invita la cittadinanza a partecipare a un momento di memoria e solidarietà dedicato ai bambini e alle bambine uccisi nei tragici eventi che, dal 7 ottobre 2023, hanno sconvolto Israele e la Striscia di Gaza.

Domenica 19 ottobre, dalle 14.30 alle 18.00, in piazza Concordia, si terrà una maratona di lettura dei nomi delle vittime infantili, israeliane e palestinesi. Saranno letti ventimila nomi, senza distinzioni, in un gesto pubblico di commemorazione e pace.

«In questi mesi abbiamo promosso iniziative di diverso tipo, tutte volte a sostenere una cultura di pace e a ribadire la nostra ferma richiesta di fermare la guerra», afferma Maria Adele Frigerio, presidente dell’ANPI Seregno.


L’iniziativa arriva nei giorni in cui è entrata in vigore una tregua, offrendo un momento di pausa dopo mesi di violenze che hanno colpito in modo drammatico la popolazione civile, in particolare i più piccoli.

La lettura collettiva dei nomi vuole ricordare che dietro ogni numero c’è una vita spezzata, al di là delle appartenenze e delle divisioni. È un gesto di umanità e di memoria, per tenere viva l’attenzione sulla sofferenza dei civili e riaffermare la richiesta di pace.

L’ANPI rivolge un invito aperto a tutte e tutti a partecipare, per rendere possibile la lettura integrale dei nomi e dare forza a questo momento condiviso.

Chi desidera aderire e prendere parte alla lettura può contattare l’associazione scrivendo a: anpi.seregno@gmail.com

sabato 14 giugno 2025

Fiaccolata per Gaza: da Desio a Seregno, una marcia silenziosa per la pace


Una sera d’estate illuminata da cento e cento fiaccole. Una camminata lenta, silenziosa, determinata. Una preghiera collettiva che attraversa l’asfalto della Brianza, che unisce due città – Desio e Seregno – e ne fa una sola, stretta da un dolore che è universale: quello del popolo palestinese, sotto le bombe, sotto l’assedio, sotto il fuoco.


Hanno cominciato in settanta, forse ottanta, in Piazza Conciliazione a Desio. Poi altri si sono uniti lungo il percorso, a piccoli gruppi, fino a diventare trecento, forse quattrocento. Una marcia silenziosa ma visibile, scortata con compostezza dalla Polizia Locale, che ha accompagnato i manifestanti fino a Piazza Concordia, cuore simbolico di Seregno.


Non è solo un tragitto urbano, ma un simbolo: conciliazione e concordia sono due parole che, insieme, tracciano una strada. Una direzione ideale e necessaria in un tempo in cui la guerra sembra avere l’ultima parola. Partire dalla conciliazione e arrivare alla concordia: è questo il cammino che la fiaccolata ha voluto evocare, rendendo i nomi delle piazze un messaggio, una speranza, un auspicio per l’intera umanità.


Nessun urlo, nessuno slogan gridato: solo fiaccole, bandiere della Pace e della Palestina, striscioni che urlavano silenziosamente “STOP GENOCIDIO”, “STOP BOMBING”. Un’iniziativa nata per chiedere l’immediato cessate il fuoco a Gaza, ma che si è caricata di significati ancora più forti dopo l’apertura del nuovo, pericolosissimo fronte tra Israele e Iran.


Un’escalation che – come ha ammonito l’ANPI nazionale – rischia di trasformarsi in un effetto domino incontrollabile. “Serve un appello alla moderazione – ha dichiarato Gianfranco Pagliarulo, presidente ANPI – Israele deve cessare immediatamente l’attacco all’Iran”. Parole gravi, accorate, che trovano eco nelle motivazioni profonde della fiaccolata: il desiderio concreto di fermare una guerra che sta già facendo strage di civili, e che potrebbe travolgere l’intero Medio Oriente e oltre.


Le luci della fiaccolata – come scrive Desio Città Aperta – hanno voluto “illuminare la notte dell’umanità”. Un’immagine potente che ha preso forma concreta in Piazza Concordia, dove, all’arrivo a Seregno, i manifestanti hanno deposto a terra una grande bandiera della Palestina, accompagnata da poesie lette ad alta voce. Erano testi scelti con cura: le parole di Ni’ Hassan, di Heba Abu Nada (poetessa uccisa nell’ottobre 2023 a Khan Yunis), di Refaat Alarer, anch’egli assassinato dai raid israeliani. Versi diventati grido e resistenza, testimonianza e ferita. Il titolo della serata era chiaro: “Il loro grido è la mia voce”.


Tanti dei presenti erano volontari del sociale, persone abituate a stare al fianco degli ultimi. Cittadini che si sono mobilitati perché sentono che la pace non può essere delegata ai vertici delle diplomazie, ma costruita ogni giorno, con gesti, parole, presenze. Lo hanno fatto ieri sera, con le fiaccole in mano. Lo faranno di nuovo domani, 15 giugno, quando diversi di loro raggiungeranno Marzabotto per partecipare alla grande marcia nazionale ANPI “Save Gaza”, da Marzabotto a Monte Sole. Un luogo che, come ha ricordato Pagliarulo, evoca l’orrore del massacro del 1944: “Una comunità del dolore, come sta avvenendo a Gaza, tanti anni dopo”.


Non è una fiaccolata come le altre, quella di ieri. È stata una veglia laica e collettiva, una dichiarazione d’esistenza, una supplica: “FREE PALESTINE”, hanno gridato alla fine, con voce rotta. Con dignità, con speranza. Con l’ostinazione di chi crede ancora che la pace sia possibile. E necessaria. Con un sogno nel cuore: che la strada dalla conciliazione alla concordia non resti solo simbolica, ma diventi realtà.

 


Foto tratte dalla chat dell'ANPI Seregno, che ringraziamo.

venerdì 6 giugno 2025

Una fiaccolata silenziosa per Gaza: da Desio a Seregno per accendere la coscienza


Venerdì 13 giugno 2025, i cittadini della Brianza sono invitati a partecipare a una camminata notturna da Desio a Seregno per testimoniare la propria vicinanza al popolo palestinese e denunciare il genocidio in corso a Gaza.

L’iniziativa, dal forte valore simbolico, prenderà il via alle ore 21.00 da Piazza Giovanni Paolo II a Desio, con arrivo previsto alle 22.45 circa in Piazza Concordia a Seregno. Un percorso che attraverserà il buio della notte, rischiarato da torce, pile, fiaccole e lumi portati dai partecipanti: segni di luce contro il buio della democrazia e dell’indifferenza.


Per agevolare la partecipazione, sono previste diverse modalità di ritrovo. Chi desidera ottimizzare il trasporto può incontrarsi già alle 20.30 al parcheggio di Largo Alpini/Via Stefano da Seregno. È prevista anche una partenza intermedia alle ore 22.00 dal parcheggio dei supermercati Aldi e MD in Via Milano. In alternativa, ci si può ritrovare direttamente all’arrivo, in Piazza Concordia a Seregno, a partire dalle 22.30.

La camminata è aperta a tutti coloro che vogliono esprimere solidarietà, impegno civile e il bisogno urgente di pace e giustizia.