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domenica 9 febbraio 2025

Proposte per la gestione del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone: l’appello di nove associazioni


Nove associazioni ambientaliste hanno inviato una lettera ai Sindaci della Comunità del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone per esprimere preoccupazione riguardo alla possibile riduzione degli elementi di tutela del territorio e degli ecosistemi. Il documento, accompagnato dalla petizione popolare "Parco e nomine: dalla parte dell'Ambiente", propone una serie di misure per garantire la conservazione del Parco nel periodo 2024-2029.

Le associazioni firmatarie sottolineano la necessità di rafforzare la tutela del territorio protetto e propongono una serie di azioni concrete:

Territorio protetto

  • Evitare qualsiasi riduzione del perimetro del Parco e incrementare i livelli di tutela, contrastando il consumo di suolo e la perdita di aree verdi, specialmente nei territori di recente inserimento.
  • Impedire nuove edificazioni stabili legate alle attività agricole e ricettive che comportino occupazione di suolo verde.
  • Ridefinire le regole per l’installazione di impianti per energie rinnovabili sui tetti degli edifici, limitando i vincoli solo agli edifici di valore storico o monumentale.
  • Opporsi alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra e agri-voltaici all’interno delle aree protette.
  • Proteggere le aree boscate, consentendo interventi solo per miglioramento qualitativo, prevenzione incendi e contrasto alle specie invasive.
  • Limitare il traffico autoveicolare nella Valle del Curone, favorendo l’uso dei parcheggi ferroviari e definendo chiaramente le aree di sosta.
  • Regolamentare, e in alcuni casi vietare, il transito di biciclette ed e-bike sui sentieri di maggiore valore naturalistico, intensificando i controlli.
  • Collaborare con enti pubblici e privati per il recupero di aree dismesse nel Parco, come i siti RDB (Lomagna), Fornace (La Valletta Brianza) e Bomar (Olgiate Molgora).

Agricoltura

  • Sostenere lo sviluppo agricolo solo se basato su pratiche sostenibili.
  • Contrastare l’abuso delle serre per motivi ambientali, paesaggistici e idraulici.

Turismo

  • Favorire una distribuzione più equa dei visitatori per evitare sovraffollamento, promuovendo itinerari sostenibili accessibili senza mezzi motorizzati.
  • Limitare le grandi manifestazioni sportive e amatoriali, selezionando solo quelle compatibili con la tutela del Parco.

Educazione ambientale

  • Proseguire le attività educative per le scuole, incentivando progetti nel comune di appartenenza per rafforzare il legame con il territorio.
  • Potenziare i programmi di educazione ambientale per i cittadini.
  • Promuovere la fruizione inclusiva con iniziative a sostegno delle persone con disabilità.

Le associazioni chiedono che queste proposte vengano discusse e approvate dalla Comunità del Parco per assicurare la continuità nella protezione e nella gestione dell’area. L’iniziativa è sostenuta da numerosi cittadini che hanno già firmato la petizione online.

L’appello è stato sottoscritto da:
Associazione Monte di Brianza, CROS Varenna, AVAIB, Legambiente Lecco, CAI di Calco, Legambiente Meratese, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", WWF Lecco, LIPU Lecco

venerdì 12 aprile 2024

Torrente Gandaloglio: un taglio degli alberi devastante, tutela del territorio a rischio!

Fotografie di Roberto Fumagalli

In merito ai lavori in corso lungo il torrente Gandaloglio, nell'area che comprende i Comuni di Dolzago, Ello e Colle Brianza, e in attesa che la Comunità Montana Lario Orientale valle San Martino fornisca la documentazione richiesta tramite un accesso agli atti che abbiamo già inoltrato, vogliamo avanzare alcune considerazioni. Chi conosce quei luoghi sa che, da decenni, il versante sotto la cascina Panizzera è interessato da una grave minaccia di dissesto idrogeologico, con un movimento franoso che ciclicamente mette in allarme soprattutto gli abitanti di Dolzago che vivono proprio sotto. Pertanto, intervenire per garantire la sicurezza è stato e rimane un dovere.

Ciò che risulta difficile da comprendere e giustificare sono tutti quegli interventi di supporto - avviati nelle settimane passate - a partire dal taglio boschivo attualmente in corso a monte del ponte della Bosina, e in corrispondenza del Ponte dell'Oglio fino a Dolzago.


Inoltre, l'autorizzazione reca espressamente "taglio di manutenzione in prossimità di strade, canali e ferrovie". Da qui nasce la prima osservazione: se ci trovassimo in presenza di una delle tre circostanze appena menzionate, non avremmo nulla da obiettare, poiché si tratterebbe di situazioni artificiali dove un taglio anche pesante degli alberi potrebbe favorire la sicurezza del transito veicolare o ferroviario. Tuttavia, nel nostro caso, ci troviamo di fronte a un torrente che scorre liberamente lungo un profondo vallone, generando un ecosistema di grande pregio naturalistico e paesaggistico. Pertanto, ci troviamo in un ambiente naturale dove sarebbe stato necessario adottare un approccio radicalmente diverso, rispetto, appunto, a strade, ferrovie o canali artificiali. Invece, stiamo assistendo a un taglio indiscriminato degli alberi lungo tutto il corso del torrente, dalle sponde all'alveo fino ai versanti. 

 


Un'ispezione della zona avrebbe chiaramente mostrato che, considerata la qualità forestale già compromessa da tagli passati, sarebbe stato necessario un intervento più prudente per preservare la porzione forestale ancora di buona qualità lungo il torrente. La perdita della copertura forestale del torrente avrà un impatto negativo sull'ecosistema, esponendolo maggiormente ai raggi solari in stagioni sempre più siccitose, con scarse precipitazioni e alte temperature. La pioggia di questo periodo non deve ingannare.


Se il problema è il dissesto idrogeologico, un taglio indiscriminato degli alberi nel tratto dal Ponte dell'Oglio fino alla filanda della Bosina e in altri tratti risulta non solo inutile ma addirittura dannoso, controproducente e in contrasto con i principi di prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico. In effetti, sarebbe stato più efficace e importante preservare alcune piante lungo i versanti proprio per la loro capacità di trattenere i pendii.

Desideriamo ora sapere se questi lavori di abbattimento degli alberi siano preliminari alla realizzazione di eventuali interventi di sistemazione delle sponde del torrente Gandaloglio. Esprimiamo fin d'ora le nostre perplessità su tali lavori, poiché riteniamo che le sponde dei torrenti debbano essere mantenute il più possibile naturali, senza interventi di artificializzazione, inclusi quelli realizzati con tecniche di ingegneria naturalistica. Questo al fine di preservare la naturalità delle rive del torrente e evitare la velocizzazione delle acque a valle in caso di piena, il che potrebbe comportare rischi maggiori per gli abitanti delle zone circostanti.


Chiediamo pertanto agli Enti coinvolti (Comunità Montana, Regione e Comuni) di rendere pubblica fin da subito la natura del progetto complessivo, cioè il tipo di interventi che si prevede di attuare. Monitoreremo l'andamento di tali lavori come associazioni, al fine di evitare ulteriori danni ambientali oltre a quelli già causati dal taglio degli alberi.

Per quale motivo è stato autorizzato un taglio così indiscriminato e su così vasta scala?


Il cartello in loco mostra l'autorizzazione generica della Comunità Montana Lario Orientale - valle San Martino. Ci chiediamo quindi quale ufficio specifico abbia rilasciato tale autorizzazione.

Gli interventi di disboscamento eseguiti rispettano le autorizzazioni rilasciate? Se sì, dobbiamo allora guardare con sospetto un Ente che, nel proprio Statuto, promuove principi come "tutela del paesaggio... salvaguardando gli equilibri naturali e della biodiversità; tutela del patrimonio naturalistico; promozione della formazione della coscienza ambientale come condizione indispensabile per l'armoniosa convivenza tra Uomo e Natura".

Restiamo in attesa di risposte tempestive da parte degli Enti competenti.


Associazione Monte di Brianza
CAI CALCO
Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
CROS Varenna
Legambiente Lecco
WWF Lecco
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sabato 23 gennaio 2021

Facciamo luce sulle montagne lecchesi. Inquinamento luminoso e spettacolarizzazione del paesaggio

Foto: WWF Lecco
 

Comunicato stampa a cura di:

  • Lello Bonelli, Presidente WWF Lecco
  • Laura Todde, Presidente Circolo Legambiente Lecco
  • Gabriella Suzanne Vanzan, Responsabile Mountain Wilderness Lombardia
  • Lello Bazzi, Coordinatore CROS Varenna

È di pochi giorni fa la notizia che l’azienda Spacecannon, con sede in Costa Masnaga, avrebbe individuato nelle montagne lecchesi un possibile progetto.

Prima di tutto, i protagonisti della vicenda. Spacecannon è un’azienda nata nella Provincia di Lecco, che si occupa di illuminazione architettonica: usa la luce come strumento per valorizzare edifici e costruzioni, proiettando colori e forme sugli stessi. A quanto pare, tuttavia, il nuovo progetto potrebbe riguardare non soltanto strutture di interesse architettonico, ma anche elementi naturali del lecchese.

Spacecannon, infatti, nei giorni scorsi ha condotto alcune prove di illuminazione della Grignetta, del Santuario di Santa Maria di Mandello e del Sasso Cavallo. In sostanza, l’azienda di Costa Masnaga ha proiettato potenti fasci di luce sulle montagne per illuminarle e renderle visibili anche da lontano.

Se l’intento può anche essere quello di valorizzare il patrimonio naturale della Provincia di Lecco, la modalità di realizzazione e il progetto in sé lasciano quantomeno perplessi, anche alla luce (è proprio il caso di dirlo) della normativa regionale in materia, recentemente riformata con la L.R. n. 31/2015.

La citata Legge Regionale, infatti, rubricata «Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell’inquinamento luminoso», ha come espressa finalità «la salvaguardia delle condizioni naturali nelle zone di particolare tutela dall’inquinamento luminoso e la riduzione dell’inquinamento luminoso sul territorio regionale, nell’interesse della tutela della salute umana dei cittadini, della biodiversità e degli equilibri ecologici».

Ai sensi della medesima Legge Regionale, «i parchi nazionali, i siti di Rete Natura 2000 e le aree a parco naturale inserite nelle aree regionali protette di cui all'articolo 1 della legge regionale 30 novembre 1983, n. 86 (Piano regionale delle aree regionali protette. Norme per l'istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale), costituiscono zone di particolare tutela dall’inquinamento luminoso».

La “spettacolarizzazione” dei nostri meravigliosi paesaggi sta nella loro “naturalità” ed è quindi il caso di effettuare una riflessione maggiore e più approfondita per quanto riguarda l’aspetto ambientale. I potenti fasci di luce proiettati da Spacecannon nell’ambito di iniziative analoghe a quella qui considerata, infatti, costituiscono pur sempre un improvviso e invasivo mutamento dello status quo naturale delle montagne, della fauna ivi presente. Rispetto alle precedenti iniziative di Spacecannon, infatti, la proiezione sulle montagne lecchesi andrebbe ad interessare un ambiente naturale per così dire “densamente popolato”, in cui gli animali sarebbero “aggrediti” dai potenti strumenti di illuminazione dell’azienda.

Un recente lavoro pubblicato nel 2020 da Owens e colleghi sulla nota rivista scientifica internazionale Biological Conservation, evidenzia ad esempio come l’inquinamento luminoso notturno sia uno dei fattori chiave coinvolti nel declino degli insetti, classe a cui appartiene la stragrande maggioranza degli impollinatori, che hanno un ruolo chiave negli ecosistemi montani. Uno studio condotto sulla cinciallegra da Raap e colleghi (2015) e pubblicato su Scientific Reports, prova invece come l’inquinamento luminoso possa avere un impatto significativo sul sonno degli animali selvatici, ed un articolo recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Ecology & Evolution da Sanders e colleghi (2021) analizza quale sia l’impatto biologico dell’illuminazione notturna, evidenziando ad esempio un particolare effetto sul termine e sull’inizio dell’attività della fauna.

Se effettivamente l’intento dell’azienda di Costa Masnaga è, come recentemente dichiarato, «creare un connubio tra aspetto estetico, tecnologico e ambientale» (così dichiarava su una testata locale l’Ingegner Gianmario Invernizzi di Spacecannon), l’aspetto ambientale non può e non deve rimanere confinato nel mero risparmio energetico, ma deve considerare l’impatto più ampio creato sull’ambiente.

WWF Lecco, nel corso degli ultimi anni, è già intervenuta più volte con documentate segnalazioni di inquinamento luminoso ad alcune Amministrazioni comunali della provincia, risolte poi con esito positivo a vantaggio della protezione del patrimonio ambientale da questo tipo di ingerenza artificiale.

Anche oggi, pertanto, l’Associazione conferma la propria attenzione sul tema, certa che ogni ulteriore passo a riguardo sarà frutto di un’attenta valutazione dell’impatto ambientale e dell’assoluto rispetto della normativa in materia.

lunedì 17 febbraio 2020

Birdwatching con il WWF Lecco sul lago di Olginate


Un lunedì mattina di lezione “diversa” per una settantina di ragazzi della prima media dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco, che hanno vissuto un’esperienza all’aria aperta lungo le sponde del lago di Olginate, all’interno del programma delle tre “giornate di eccellenza” che la scuola realizza ogni anno.

Sotto la guida dei loro insegnanti e di alcuni esperti del WWF Lecco e del CROS Varenna, i ragazzi sono stati accompagnati lungo il percorso ad anello che costeggia il lago di Olginate, per una mattinata di “birdwatching”, alla scoperta dell’abbondante avifauna che in questo scorcio di inverno popola gli specchi d’acqua del territorio lecchese.


Numerose le presenze di uccelli sulla superficie del lago e sulle rive. Grazie alle guide che accompagnavano i ragazzi, gli stessi hanno avuto modo di riconoscere le diverse specie, partendo da quelle più comuni, come cigni e gabbiani, per poi andare a distinguere folaghe e gallinelle d’acqua, germani reali e tuffetti, svassi e cormorani, morette e moriglioni… e poi anche qualche presenza un po’ più difficile da individuare, senza le preziose indicazioni di qualche osservatore più esperto: una splendida coppia di smerghi, uno spioncello e il volo delle rondini montane. Una lezione ad apprendimento “diretto”, con interessanti indicazioni sulle caratteristiche delle diverse specie, le loro abitudini alimentari, le differenze tra i piumaggi invernali e quelli estivi, il racconto delle loro migrazioni. Tanti argomenti che hanno suscitato curiosità e domande, alla scoperta di nuovi amici con le ali.


C’è stato il tempo anche per una veloce merenda e per realizzare bellissimi disegni con le forme e i colori degli uccelli, con qualche comprensibile difficoltà ad associare i numerosi nomi nuovi appena imparati. Alla fine comunque una giornata di scuola sicuramente coinvolgente e interessante.


“È sempre un piacere” -ha dichiarato Lello Bonelli, Presidente WWF Lecco- “cogliere l’attenzione e l’interesse per le numerose specie animali che popolano i nostri territori, che vivono vicinissimo a noi e che spesso non conosciamo. Nei volti dei ragazzi e nelle loro domande ritroviamo ogni volta un entusiasmo e un interesse per la natura davvero contagiosi. Una bella giornata e una bellissima esperienza per tutti.“.


mercoledì 27 febbraio 2019

Ali intorno a noi, con il WWF Lecco

Al via un nuovo corso di birdwatching, promosso da WWF Lecco in collaborazione con il Parco Reginale Monte Barro e il CROS Varenna

Pettirosso - Foto di Roberto Brembilla
Un corso alla scoperta del birdwatching, per imparare a conoscere e riconoscere le specie di uccelli che ogni giorno incrociano i nostri sguardi, in città e in campagna, tra gli alberi e sui corsi d’acqua. E' una proposta WWF Lecco, in collaborazione con il Parco Regionale Monte Barro, il CROS (Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta) di Varenna, la ReteGasAcliLecco e con il contributo de Il campo dei fiori di Galbiate.

WWF Lecco negli scorsi anni ha proposto in più occasioni corsi di birdwatching, per avvicinare le persone a un hobby particolarmente diffuso nei paesi nordici, che consiste appunto nel riconoscimento degli uccelli in natura.

Oltre un centinaio di persone ha avuto in questo modo l'opportunità di avvicinarsi ad un’attività a contatto con la natura, che può essere svolta in ogni periodo dell’anno e che necessita soltanto di un binocolo e di una buona guida di riconoscimento.

Per il 2019 la proposta è quella di un corso di introduzione al riconoscimento degli uccelli che frequentano i nostri dintorni: città, campagna, boschi e specchi d’acqua.

Grazie a foto e disegni che illustrano le principali caratteristiche di ciascuna specie, impareremo a distinguere gli uccelli che vivono vicino a noi, alcuni confidenti, altri più schivi e forse meno conosciuti. Oltre a introdurre le nozioni di base di riconoscimento, parleremo di ecologia e conservazione e delle azioni pratiche che tutti noi possiamo mettere in atto per favorire la sopravvivenza di queste specie.

Il corso è di livello base, destinato prevalentemente a neo appassionati del birdwatching, non o poco esperti.

Sono previste quattro lezioni teoriche della durata di circa un'ora e mezza / due ore ciascuna, in cui saranno proiettate foto commentate e disegni utili a distinguere le diverse specie e un'escursione guidata, accompagnata da esperti WWF e CROS.

Il corso di terrà presso la Sala Conferenze ACLI di Lecco in via Balicco 113, comodamente raggiungibile anche con i mezzi pubblici

Programma completo, relatori, orari e modalità di iscrizione sul sito ufficiale WWF Lecco: wwf.lecco.it/birdwatching-2019. Le iscrizioni  sono già aperte.

mercoledì 18 gennaio 2017

Ali sulle acque, con WWF Lecco


Prende il via martedì 7 febbraio il nuovo corso di birdwatching proposto da WWF Lecco in collaborazione con il Parco Regionale Monte Barro e il CROS (Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta) di Varenna.

La proposta è quella di un corso di introduzione al riconoscimento degli uccelli che frequentano i nostri specchi d'acqua: laghi e fiumi, stagni e paludi. Impareremo a distinguere le anatre di superficie da quelle tuffatrici, a conoscere aironi e garzette, gabbiani e sterne, limicoli e rallidi... sono centinaia di specie diverse, presenti sul nostro territorio.

Nella splendida cornice di Villa Bertarelli, a Galbiate, sono previste tre serate con lezioni teoriche della durata di circa un'ora e mezza - due ore ciascuna, in cui saranno proiettate foto commentate e disegni utili a distinguere le diverse specie.

Per sabato 25 febbraio è inoltre prevista un'escursione guidata nella Riserva Naturale del Pian di Spagna o sul Lago di Olginate nel Parco Adda Nord. L'escursione sarà pianificata in base alle condizioni meteo-climatiche in modo da privilegiare la meta che nella data programmata possa offrire la maggiore consistenza e visibilità di avifauna.

Programma completo, relatori, orari e modalità di iscrizione sul sito ufficiale WWF Lecco: wwf.lecco.it/acquatici-2017.
Le iscrizioni  sono già aperte.

martedì 21 aprile 2015

La bellezza dell'Orrido di Inverigo


Domenica 19 aprile 2015 sono stati aperti i cancelli dell'area naturale dell'Orrido di Inverigo per consentire le visite guidate organizzate dal WWF Lecco in collaborazione con l'Associazione Le Contrade.


La visita ha preso il via dalla Cascina Tuera per raggiungere, dopo un breve tragitto, la zona dell'Orrido dove il geologo Mino D'Alessio e i naturalisti Arturo Binda e Raul Manenti hanno illustrato le pecularietà dell'area naturale.

 
 
 

I visitatori hanno poi raggiunto Cascina Molinello nei cui pressi si possono ammirare le incredibili formazioni calcaree in travertino che inglobando fogliame e ramaglie hanno creato un paesaggio da favola.

 
 
 
 

I volontari del C.R.O.S. di Varenna hanno poi, con i loro cannocchiali, consentito ai visitatori di ammirare il "dormitorio dei cormorani" e la "garzaia" frequentata dagli aironi cenerini.

 
 

La passeggiata ha avuto il suo epilogo lungo il bellissimo viale dei cipressi che lo scorso autunno ha festeggiato i 350 anni.

 

Comunicato stampa del WWF Lecco

Tutto esaurito all’Orrido di Inverigo 
Oltre cento partecipanti all’escursione guidata proposta dal WWF Lecco

In occasione della Giornata della Terra, che si celebra in tutto il mondo il 22 aprile, e nell’ambito della Campagna Foreste del WWF Italia, l’Associazione WWF Lecco ha organizzato per domenica 19 aprile una visita guidata alla scoperta degli ambienti di una delle aree naturali più interessanti e minacciate della Brianza: l’Orrido di Inverigo, un’area privata, completamente recintata, accessibile per l’occasione. L’iniziativa è stata proposta in collaborazione con l'Associazione "Le Contrade" di Inverigo e il CROS Varenna.

Nel corso delle due sessioni, che hanno visto complessivamente oltre cento partecipanti, i presenti hanno potuto ammirare questa splendida area naturale, guidati da un team di esperti: il geologo Domenico D’Alessio, gli attivisti del WWF Lecco, presenti con una botanica, un entomologo e un erpetologo, gli ornitologi del CROS Varenna... il tutto coordinato da Arturo Binda, socio WWF Lecco ed Educatore Ambientale del Parco Regionale Valle del Lambro.

Piatti forti della giornata l’Orrido di Inverigo, con le sorgenti pietrificanti e le formazioni di travertino, l’area di nidificazione degli aironi, il viale dei Cipressi progettato nel diciassettesimo secolo. Nel pomeriggio presenti numerosi bambini affascinati dagli incontri ravvicinati con il gambero di fiume, la salamandra pezzata, la rana di Lataste, con gli insetti, le felci e gli splendidi scorci naturali dell’area.

Per motivi logistici è stato necessario imporre un numero limitato di partecipanti, ma decine e decine sono state le richieste giunte al WWF Lecco per chiedere di riorganizzare a breve questa proposta che ha incontrato un successo imprevisto e inaspettato anche dagli stessi organizzatori.

Sul sito del WWF Lecco wwf.lecco.it/gallerie-fotografiche è stata pubblicata una galleria fotografica della giornata.

domenica 15 settembre 2013

In Provincia di Lecco i cacciatori dettano le regole! Chi tutela i cittadini e l’ambiente?


15 settembre 2013: apertura della caccia. Una ricorrenza importante per alcuni e il ritorno di un’attività insostenibile per molti altri.
Siamo in troppi e in poco spazio, la cementificazione del territorio ha raggiunto livelli inimmaginabili e la fauna selvatica è già alquanto stressata o compromessa.
Ma non basta.

Attualmente in Provincia di Lecco è in corso la stesura del nuovo Piano Faunistico Venatorio Provinciale (PFVP). Un procedimento amministrativo iniziato nel 2007 e mai giunto a termine per lentezza burocratica e divergenze d’opinione, ed ora che le province sono sul punto di essere sciolte o commissariate, ecco la corsa a deliberare.

Niente da dire se non fosse che l’orientamento politico attuale sembra essere più attento a soddisfare gli interessi dei cacciatori, che quello della salvaguardia ambientale, nonostante l’opinione pubblica sempre più contraria alla pratica venatoria. Ricordiamo che un recente sondaggio condotto da IPSOS per conto del Ministero del Turismo (quindi indipendente!), dimostra come la stragrande maggioranza degli italiani (80%) ritenga che la caccia andrebbe vietata o maggiormente regolamentata.
La bozza di Piano provinciale propone invece una pesante riduzione del territorio in cui vigono gli istituti di tutela (oasi di protezione, zona a maggior tutela, ecc.) nelle seguenti proporzioni:


Concretamente ci giochiamo un quarto delle aree provinciali protette per mettere a disposizione di ogni singolo cacciatore 37 ettari di territorio per cacciare!
Passeggiando lungo la riva dell’Adda, potrà capitarci di sentir cadere a pochi metri dai nostri passi, i pallini di uno sparo: i campi attualmente adibiti all’addestramento dei cani saranno infatti aperti alla caccia, sebbene ci si trovi all’interno di un parco regionale e soprattutto al confine con la riserva naturale della Palude di Brivio!
E ancora, un valico montano tra il Monte Legnone e il Legnoncino (Roccoli Lorla), importante per il transito degli uccelli migratori, sarà aperto alla caccia sulla base di uno studio tecnico commissionato e pagato dal mondo venatorio. Il documento nega infatti il passo migratorio giustificandosi con una supposta scarsa resa dei roccoli di caccia presenti sul finire del diciannovesimo secolo!

È questa l’obiettività e la serietà che dovrebbe guidare la gestione del territorio?
Altro aspetto... L’Assessore alla Caccia, Dott. Signorelli, ha designato un proprio “uomo di fiducia” per essere informato sugli sviluppi del nuovo Piano. Peccato sia un cacciatore! L’assessore non avrebbe dovuto rivolgersi direttamente agli Uffici Tecnici della Provincia e fidarsi della loro competenza?
Nel frattempo, per una scelta di gestione interna, i censimenti della fauna tipica alpina sono svolti dai soli cacciatori, non più affiancati dalle guardie venatorie provinciali. I dati raccolti serviranno a stabilire il limite di abbattimento delle diverse specie per la prossima stagione venatoria. Quale garanzia sulla correttezza di quei dati?

Questi alcuni degli aspetti che più ci inquietano, sui quali avremo modo di interloquire con la Provincia nei modi e tempi previsti dalle legge. Ora, in occasione dell’apertura della caccia, ci è sembrato doveroso informare l’opinione pubblica sugli orientamenti e i possibili sviluppi.

Contatti:
Legambiente Lecco lecco@legambiente.org ,via Bovara 1/F 23868 Valmadrera (LC)
CROS - Varenna cros.varenna@libero.it , via Venini, 17 23829 Varenna (LC)
WWF Lecco sezione@wwf.lecco.it , Località Camporeso 23851 Galbiate (LC)

lunedì 9 luglio 2012

Un presidio "colorato" dice NO alla cementificazione del Pian di Spagna


“No al cemento nel Pian di Spagna!” 
Bilancio del presidio ecologico a Gera Lario (Co) 

Gera Lario, sabato 7 luglio 2012.
Dalle 9:15 lo spazio antistante il municipio di Gera ha cominciato ad animarsi di strane creature volanti, sostenute da leggere pertiche manovrate da alcuni volontari. I pesci/richiamo, frutto del “creativo” Enrico Mason, hanno accolto i cittadini che alla spicciolata, hanno raggiunto la zona del presidio. Bandiere e striscioni sono stati utilizzati per arredare lo spazio, mentre fino alle 10:15 sono risuonati gli slogan contro la cementificazione del Pian di Spagna ed è stato distribuito ai passanti materiale informativo. In tutto questo, un gruppo di cittadini intervenuti ha colorato sull'asfalto un sole beneaugurante, con la scritta “NO AL CEMENTO NEL PIAN DI SPAGNA”.

Seguendo lo schema concordato dagli organizzatori, alle 10:20, Costanza Panella, rappresentante delle Associazioni Ambientaliste nella Comunità del Parco, ha svolto un breve intervento a cui sono seguiti quelli di Giuliana Pironi del CROS Varenna e di William Vaninetti del WWF Valtellina Valchiavenna.

Da tutti è giunto ai presenti l'invito a proseguire nell'impegno e nella mobilitazione per ri-salvare il Pian di Spagna che dalla sua istituzione nel 1983, ma anche prima che l'area fosse protetta ufficialmente, è stato il frutto proibito del desiderio di affaristi e speculatori di ogni genere. Se è importante mantenere l' attenzione e continuare la pressione sugli enti locali (Comune di Gera e Regione), lo è altrettanto perseguire tutte le vie legali praticabili, come stanno facendo le Associazioni al livello regionale.

Di seguito il presidio si è sciolto ed i presenti si sono recati alla sede della Riserva per la presentazione dei risultati della Goletta dei Laghi di Legambiente. Nel corso della manifestazione, Marco Doria, presidente dell'ARCI Sondrio ha dato l'adesione della propria Associazione al gruppo di lavoro composto, fino ad ora da CROS Varenna, Legambiente e WWF. Una buona notizia, nella speranza che altri gruppi si aggiungano per dare una mano in difesa del Pian di Spagna.

Fonte articolo: WWF Valtellina Valchiavenna
Fonte immagini: Cros Varenna

martedì 3 luglio 2012

Gera Lario: presidio per difendere il Pian di Spagna


A cura di Elisa Denti - tratto da www.vaol.it

Non si arrendono le associazioni ambientaliste: ora chiamano a raccolta tutti i birdwatchers, gli amanti della natura e semplici cittadini per protestare contro le nuove costruzioni concesse dal Comune di Gera Lario all’interno dell’area protetta del Pian di Spagna, e invitano a partecipare ad un presidio davanti al Municipio.

Una nuova costruzione nella Riserva
Legambiente, Cros Varenna e Wwf denunciano: “A soli 150 metri dalla riva del Lago di Como, sui campi di foraggio fra l’Adda e il canale Borgofrancone, il comune di Gera Lario ha concesso il permesso di costruire una casa colonica con annesse serre per la coltivazione di piccoli frutti e uno spaccio dei prodotti aziendali, in una delle aree umide più importanti d’Italia, tutelata dalla Convenzione Ramsar, in una Zona di Protezione Speciale, in un Sito di Importanza Comunitaria e per finire in un’area definita a rischio di esondazione dal Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lombardia! Burocrazie farraginose e inadempienze delle amministrazioni pubbliche – proseguono le associazioni ambientaliste -, hanno rallentato o impedito la variante del piano di gestione della riserva che già dal 2005 avrebbe reso l’area inedificabile”.


Rendere l'area inedificabile
Le associazioni ambientaliste intendono quindi ricorrere contro il provvedimento e chiedono la sospensione dell’intervento per una valutazione complessiva dell’incidenza sull’intera area. In tal senso hanno sollecitato il presidente della Riserva e la Regione richiamando l’attenzione di quest’ultima sull’opportunità di una sospensiva in attesa dell’approvazione del nuovo Piano di gestione della Riserva che dovrà ribadire l’inedificabilità dell’area.


L'appello a partecipare
È l’adesione dei cittadini all’iniziativa che potrà fare la differenza”, affermano le Associazioni. La manifestazione, che avverrà nell’ambito di “Goletta dei laghi 2012” promossa da Legambiente, si terrà sabato 7 luglio alle ore 10 davanti al Municipio di Gera Lario.

Fonte: Legambiente, Cros Varenna, Wwf

sabato 30 giugno 2012

Salviamo la Riserva Naturale di Pian di Spagna



Caro birdwatcher, amante della natura, cittadino italiano ed europeo,
un grave pericolo incombe sulla riserva del Pian di Spagna!
Una delle aree umide più importanti d'Italia, una delle poche rive del  Lago di Como ancora libere da urbanizzazioni, potrebbe subire un danno  irreparabile!

A soli 150 metri dalla riva del lago di Como, sui campi di foraggio  fra l'Adda e il canale Borgofrancone, il comune di Gera Lario ha  concesso il permesso di costruire una casa colonica di 600 mq  con  annesse serre e uno spaccio aziendale.

Tutto ciò accade in una Riserva Regionale, in un'area umida  tutelata dalla Convenzione Ramsar, in una Z.P.S. - Zona di Protezione Speciale  secondo la direttiva europea "Uccelli", in un S.I.C. - Sito di  Importanza Comunitaria secondo la direttiva "Habitat" e per finire in  un'area definita a rischio di esondazione dal PAI - Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lombardia!

Burocrazie farraginose hanno rallentato o impedito la variante del  piano di gestione della riserva che già dal 2005 avrebbe reso l'area  inedificabile!

Le associazioni ambientaliste Legambiente, WWF e  C.R.O.S.stanno sollecitando ad intervenire tutti  gli organi amministrativi, oltre ad aver avviato la procedura di  RICORSO AL TAR.

Cosa puoi fare tu? manda una mail con la cartolina in allegato (salvare l'immagine cliccando con il tasto destro) al  comune di Gera Lario e alla riserva Pian di Spagna con oggetto NO AL  CEMENTO AL PIAN DI SPAGNA.

Ecco gli indirizzi e-mail:

COMUNE DI GERA LARIO
tributi@comune.geralario.co.it
segretario@comune.geralario.co.it

RISERVA PIAN DI SPAGNA
info@piandispagna.it