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venerdì 27 novembre 2020

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interroga Silea sul progetto che riguarda il forno di Valmadrera: No al teleriscaldamento e chiudiamo l’inceneritore di Valmadrera!


 

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interroga Silea per sapere quali sono le fonti energetiche rinnovabili, non fossili, che sarebbero state individuate dalla società che ha presentato l’unico progetto per il teleriscaldamento, che riguarderebbe i comuni di Valmadrera, Lecco e Malgrate.
 

Gli ambientalisti lo chiedono in una lettera inviata nei giorni scorsi a Silea (mandata p.c. alla Regione Lombardia, alla Provincia di Lecco e ai Sindaci di Valmadrera, Lecco, Malgrate – questi 3 interessati dal progetto TLR – oltre che a Civate e Suello); nella missiva il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede, a proposito del progetto da 80 milioni di euro (!) per il TLR:

  • quali “sistemi alternativi di alimentazione della rete”, ovvero quali fonti energetiche rinnovabili, non fossili, sono state individuate dalla società nel progetto presentato per il teleriscaldamento, e quali tempistiche ha previsto per l'abbandono definitivo dell'uso di energia termica proveniente dal forno inceneritore di Valmadrera.


La lettera, a firma di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, contiene anche le seguenti affermazioni. 


“La nostra associazione reitera la propria richiesta affinché venga abbandonato l’assurdo progetto di TLR, che avrebbe come unico scopo quello di procrastinare la vita residua del forno inceneritore di Valmadrera. Forno che invece dovrebbe essere chiuso definitivamente già nel 2024, se nel frattempo venissero programmate e attuate politiche di riduzione alla fonte dei rifiuti, ovvero interventi diretti a contenere la produzione di rifiuti indifferenziati in provincia di Lecco. Infatti mettendo in campo precise strategie di riduzione – previste oltretutto dalle direttive comunitarie e dalle leggi nazionali come prioritarie nella gerarchia di gestione dei rifiuti – si potrebbero contenere in maniera consistente i quantitativi di rifiuti non riciclabili e/o non recuperabili prodotti nel territorio provinciale. Il tutto unito ad interventi tesi ad aumentare e rendere più efficaci le raccolte differenziate monomateriali (abbandonando quindi la raccolta multimateriale, sistema dispersivo, che oltretutto genera una maggiore frazione di scarto), finalizzate al recupero di materia e non al recupero energetico.   …
Riteniamo che il compito principale di Silea, società totalmente pubblica e di diretta emanazione dei comuni, dovrebbe proprio indirizzarsi all’attuazione delle sopracitate politiche e strategie di riduzione alla fonte dei rifiuti e non già a mettere in campo un dispendioso progetto di TLR. …”.


Si ricorda che il bando indica per il progetto del TLR un valore economico di 80 milioni di euro (!).

sabato 20 gennaio 2018

A Milano la prima stazione di teleriscaldamento a impatto zero in Italia

Da qui alle prossime elezioni regionali del 4 marzo, sentirete e leggerete di tutto; promesse, slogan, impegni e progetti per ridurre il consumo di suolo, migliorare la qualità dell’aria, tutelare la salute dei cittadini. Succede così, quando ci sono le elezioni. Poi, più nulla. Tutti sensibili all’ambiente al momento del voto; tutti smemorati nei cinque anni che seguono, fino alle elezioni successive. E intanto la Lombardia rimane la Regione più inquinata d’Europa, come ben sanno i nostri polmoni.

Cambiare le cose è possibile? Pensiamo di sì e vi segnaliamo uno straordinario risultato del Municipio 8 del Comune di Milano che ci allinea alle più avanzate esperienze del nord Europa: il caso della prima stazione di teleriscaldamento a impatto zero in Italia.


di Enrico Fedrighini 
portavoce Comitato Promotore Referendum MilanoSiMuove 
candidato al Consiglio Regionale della Lombardia - lista INSIEME

Nel Municipio 8 del Comune di Milano, dove sono Assessore all’Ambiente e Mobilità, esiste una estesa rete sotterranea di teleriscaldamento collegata al termovalorizzatore Silla 2. Le emissioni dell’impianto Silla 2 sono sotto costante controllo: all’uscita del camino, un rilevatore cattura le emissioni 7 giorni su 7, 24 ore su 24 e ogni cittadino può verificare in qualunque momento le emissioni in atmosfera, collegandosi direttamente al sito web del Municipio 8. Un modo per garantire trasparenza e “controllo sociale”.

Abbiamo avviato un potenziamento della raccolta differenziata – con una crescente riduzione della quantità di rifiuti destinati a incenerimento – mentre l’energia prodotta dall’incenerimento della frazione residua dei rifiuti non riciclabili, viene recuperata per fornire alle utenze domestiche energia elettrica (147.000 famiglie) e calore (35.000 famiglie), in sostituzione dei combustibili fossili inquinanti.

Una simile rete di “calore pulito” ha bisogno di una serie di impianti di supporto per distribuire l’energia prodotta in aree sempre più estese.

Per questo, un giorno di tre anni fa si presentano in Municipio ingegneri e tecnici di A2A con il progetto di una “stazione di pompaggio” da realizzare in un’area verde comunale: un blocco di cemento armato, alto 10 mt e lungo 20, con forte impatto ambientale, paesaggistico ed acustico. Così si è sempre fatto, a Milano a Brescia e in Italia; così si continua a fare…

E invece qualcosa cambia. E per sempre

Iniziamo a ragionare, insieme ai bravi ingegneri di A2A, su possibili alternative progettuali partendo da un elemento di fondo: risolvere un problema può essere l'occasione per cambiare e innovare radicalmente la risposta, creando un nuovo progetto più conveniente per tutti, impiegando meglio le risorse, economiche oltre che ambientali. Ad esempio: i costi previsti per insonorizzare l'impianto, mettendo a norma i decibel, sono rilevanti; perché allora – ci domandiamo - non impiegare queste risorse per cambiare radicalmente il progetto, azzerando l’impatto ambientale anzichè accontentarsi di mitigarne gli effetti?

La Danimarca è la patria europea del teleriscaldamento. I progettisti A2A volano a Copenhagen dove incontrano i tecnici della capitale danese: verificano le tipologie di impianti sotterranei che da tempo vengono realizzati in quella città, anche in zone centrali densamente abitate, sotto le piazze e le strade: soluzioni tecniche adottabili, sistemi di progettazione collaudati, verifiche su materiali, dimensioni e manutenzione.

Tornati in Municipio 8, i tecnici presentano un progetto completamente nuovo, mai visto prima, il primo del genere ad essere pensato e realizzato in Italia: una centrale completamente interrata, insonorizzata, senza alcun tipo di impatto. I costi per le operazioni di scavo – superiori rispetto a una centrale “tradizionale” - sono compensati dall’abbattimento dei costi per l’insonorizzazione dell’impianto.

Gli abitanti del Municipio 8 accolgo così, nel loro territorio, un prototipo di tecnologia avanzata che migliora l’ambiente in cui viviamo: l’impianto, in fase di realizzazione, viene visitato da tecnici e amministratori di altri comuni, diventando un nuovo modello da seguire per il futuro in Lombardia e altrove.

Progettazione finale area a verde
via Cilea Milano - A2A Calore e Servizi
Studio Brusa Pasquè e Sara Pivetta_PRR Architetti

E la superficie del terreno dove si sta realizzando la centrale sotterranea, che fine farà? Verrà sistemata a verde, piantumata e attrezzata con panchine, percorsi e giochi, secondo un progetto che verrà elaborato da cittadini residenti, Municipio 8 e A2A.

Tutto questo non accade in Svezia o Danimarca. Sta succedendo qui, a Milano. E domani potrebbe succedere ovunque, in Lombardia.

Chi fosse interessato a visitare il cantiere e il progetto, può contattarmi senza problemi: info@enricofedrighini.it

lunedì 19 novembre 2012

Quando espandere il teleriscaldamento diventa follia


Riflessioni sul teleriscaldamento

di Paolo Di Carlo, M5S Desio

Il recupero di energia da incenerimento di rifiuti (produzione di energia elettrica prima e teleriscaldamento poi) è di fatto una pezza introdotta grazie ad incentivi statali: "dato che dobbiamo bruciare i rifiuti, almeno recuperiamo una parte dell'energia". Ora sappiamo che non c'è alcuna necessità di bruciare: esistono le alternative per recuperare e trattare meglio i materiali post consumo.

"Ma noi dobbiamo garantire il funzionamento del teleriscaldamento!"

Eh, no! Troppo facile! Incenerire è un errore. Teleriscaldare (da incenerimento) è una pezza che copre l'errore senza correggerlo. E' assurdo pensare di dover perseverare nell'errore per garantire il funzionamento della pezza, nonché la sua continua espansione!!!
Oltretutto il teleriscaldamento mette una pessima pezza anche sul versante edilizio: anziché ridurre i consumi energetici degli edifici, si è preferito collegarli al tubo dell'acqua calda: così le grasse bollette del gas sono diventate grasse bollette del teleriscaldamento.

Invece di legare a doppio filo i due problemi (rifiuti ed energia) lucrandovi e ingessandoli, occorre separarli e risolverli singolarmente con le migliori pratiche e tecnologie disponibili.
Sul fronte rifiuti: strategia rifiuti zero, riduzione, riuso, riciclo, trattamento a freddo del residuo, e via discorrendo.
Sul fronte riscaldamento edifici: riqualificazione energetica degli edifici e adozione diffusa di energia rinnovabile.

In teoria, se spengo l'inceneritore e rendo quasi autosufficienti gli edifici dal punto di vista energetico, il teleriscaldamento non mi serve più, né a monte e né a valle.

Certo, avendo una rete esistente si può valutare l'utilità di una eventuale sostituzione della fonte di energia. Il metano rischia di essere troppo costoso, anche perché la rete ha una lunghezza notevole (30km) e quindi dispersioni di calore non trascurabili: dispersioni che oggi sembrano non interessare, dato che il calore è gratis e il suo utilizzo è incentivato. Usando il metano forse potrebbe avere senso spezzare la rete in più parti, realizzando impianti di cogenerazione più piccoli, a misura di quartiere. Da capire se ne vale la pena.

Di una cosa sono certo: finché non si trova un modo alternativo e sensato di utilizzare la rete di teleriscaldamento, è follia continuare ad espanderla... cosa che purtroppo sta avvenendo.

Foto tratta dal web