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giovedì 4 gennaio 2024

La Befana, il giocoliere e tante caramelle per dire NO alla Pedemontana

 

La Befana, il giocoliere e tante caramelle

Sabato 6 gennaio 2024 - ore 15

Largo Alpini, Desio

 

Viene viene la Befana 

da una terra assai lontana.

a cavallo di una scopa 

senza usar Pedemontana.

Porta dolci ai piccolini

trasportati nei calzini

e ha un sacco nero nero 

per portare alla Regione

tanti pezzi di carbone.

 

domenica 2 gennaio 2022

Befana sul Lambro 2022: non lasciatevi influenzare

 

Anche quest’anno il rituale passaggio della Befana lungo il Fiume Lambro dovrà fare a meno dei canti, dei fuochi e dei richiami del pubblico che tradizionalmente animano la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
Si trasforma però in un'iniziativa artistica e culturale diffusa: dal 2 al 6 gennaio 2022 verrà allestita lungo le sponde del Ponte di Agliate un'installazione semipermanente con le strutture costruite in questi mesi dal laboratorio bambini e dagli adulti partecipanti.

 



Sul canale Facebook @BefanaSulLambro e sul sito www.befanalambro.net verranno predisposti tutorial, video e narrazioni per invitare tutte le persone a partecipare alla grande attesa, costruendo punti luce e chiamando la Befana al sicuro dalle proprie case.

Nella rinnovata consapevolezza che la ritualità collettiva potrà di nuovo accadere, con nuove forme sentite e significanti vi invitiamo a partecipare a seguire gli aggiornamenti (cliccare qui). 

 

Immagini tratte dal sito web www.befanalambro.net


venerdì 24 dicembre 2021

Befana sul Lambro 2022. Da 35 anni, un percorso di animazione territoriale, arte, e cultura ambientale


Aggiornamento 2/1/2022: anche quest'anno la Befana, per non influenzarvi, non si farà vedere! Lascerà però sul fiume Lambro le sue tracce. Maggiori informazioni cliccando qui.

 

La Befana Sul Lambro è un’iniziativa socio culturale e artistica organizzata dalla Commissione Cultura Alternativa (CCA) e dal Comitato per il diritto al mito-festa dell’infanzia, che da 35 anni ogni 5 gennaio alle 18.00, vigilia dell’arrivo della Befana, anima le sponde del fiume Lambro di Agliate. Il letto del fiume accoglie una teatralizzazione di luci e strutture artistiche davanti a migliaia di spettatori, che dalle sponde chiamano a gran voce l’arrivo della Befana tra canti, musica e danze.

Il Fiume Lambro con la sua storia di abbandono e inquinamento, rivive e diviene scenografia naturale illuminato solo dalle pire di fuochi e dalle luci di piccole lanterne colorate, in un’azione di ripoeticizzazione del fiume e del territorio che accoglie il compiersi del rito.

Le grandi scenografie e strutture teatrali sono ideate e preparate nel corso dei mesi precedenti dalle genti della Valle del Lambro, riunite nel Laboratorio Befana sul Lambro coordinato dalla CCA insieme a tante realtà del territorio. Un lab aperto, partecipato e inclusivo che valorizza le competenze specifiche dei partecipanti, attingendo dal folclore popolare, dalle fiabe e dall’immaginario di popoli vicini e culture lontane.

I bambini e le bambine hanno un ruolo centrale: intorno a loro si costruisce l’attesa della Befana sul Lambro rispondendo ad un bisogno esistenziale dell’infanzia: il bisogno del mito, del magico, dell’ignoto, incarnato dagli spiriti come la Befana, figura ancestrale della tradizione popolare legata al mondo dell’aldilà e al solstizio di inverno. Bambini e bambine insieme ai genitori aiutano concretamente alla costruzione di decori, durante laboratori creativi e pedagogici dedicati tenuti da esperti educatori e formatrici.

Il gioco di luci e di ombre che anima l’intera coreografia richiama proprio la duplice natura di questi spiriti che portano i doni da mondi misteriosi e notturni, aiutando l’infanzia al passaggio all’età adulta e all’elaborazione delle luci e delle ombre dell’esistenza: attraverso di essi si impara il bene e male, la caduta e rinascita.

Ogni anno il gruppo di lavoro sceglie una tematica, strettamente legata alla contemporaneità che sarà il filo conduttore di tutto il percorso. Quest’anno il titolo è:

Befana sul Lambro 2022
Descialbare
Il restauro del non-manifesto

 


Descialbare è la tecnica del restauro che toglie delicatamente gli strati accumulati per lasciare riemergere l’originale che diventi punto di partenza per nuove ricerche e nuove azioni. Questo è ciò che si vuole fare con questa Befana: riprendere in mano i significati, quelli nascosti, quelli lasciati indietro o frantumati per ricostruirne di nuovi e tracciare nuove piste di senso.

La Befana 2022 è una Befana di transizione, impegnata a comunicare il grande lavoro svolto in questi 35 anni con l’intenzione di lasciare un lascito al territorio: un patrimonio culturale immateriale e al contempo concreto: tecniche artistiche e metodologie socio-pedagogiche, ricerche storico-antropologiche strumenti partecipativi che hanno permesso il radicamento di una ritualità collettiva che coinvolge un’intero territorio.

Con questo spirito di continuità e rinnovamento, la Befana sul Lambro 2022 vuole essere un’operazione corale coinvolgendo una rete territoriale nata dalla partecipazione attiva di singoli e di gruppi nel corso degli anni, con la speranza che il territorio accolga il lascito e ne diventi portavoce e realizzatore, raccogliendone i significati e ricercandone di nuovi.

 



Grazie alla duratura collaborazione con il Consorzio Comunità Brianza sono già attive le sinergie con: - Agliate Community, un progetto sociale e un luogo dedicato alla comunità, partecipa alla realizzazione della Befana sul Lambro 2022, accogliendo nei suoi spazi nel centro del paese i laboratori dedicati all’infanzia e alle famiglie, In sinergia con le educatrici e gli animatori del Laboratorio mantiene viva e radica l’esperienza di laboratorio attivo e diffuso, creativo e espressivo in un’ottica di continuità e diffusione del percorso. -Il progetto europeo ERASMUS+ “Lessons From the Less Heard” si pone in continuità con la tradizione del laboratorio di accoglienza e inclusione delle fragilità, di contrasto alla solitudine e all’isolamento sociale. In particolare il progetto intende supportare l’inclusione dei migranti nella ideazione e realizzazione della Befana Sul Lambro 2022, affinché si sentano parte della comunità e partecipanti attivi nella costruzione di un prodotto culturale, perché la cultura sia mezzo di integrazione sociale e perché la stessa integrazione sociale possa creare cultura, in uno scambio proficuo a doppio senso.

 



ATTENZIONE: La Befana sul Lambro 2022 e i laboratori sono realizzati nel rispetto delle normative Anti Covid. Possono subire modifiche in corso d’opera tempestivamente comunicate sui canali di comunicazione: @BefanaSulLambro @agliatecommunity

INFO: Laboratorio adulti costruzione grandi strutture: sabato e domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Via dell’Isola, Agliate, Carate Brianza MB
Laboratorio per l’infanzia: sabato e domenica. Orario 15-18. Via Cavour, 43. Posti limitati. Necessaria prenotazione agliatecommunity@comunitabrianza.it

CONTATTI: http://www.befanalambro.net/
@BefanaSulLambro @agliatecommunity

 



domenica 22 dicembre 2019

Befana sul Lambro 2020: DISORDINATAMONDO


BEFANA SUL LAMBRO 2020
5 gennaio 2020 ore 18.30 - Agliate (MB)

Cosa porta nel sacco la Befana?
a cura di C.C.A. Laboratorio Befana 2020

La mondializzazione è il farsi mondo di una parte. Quando si dimentica di essere tale, volendo essere tutto, riduce ad uno. È estensione di un modello esemplare, di uno stile di vita, di un modo di pensare i rapporti umani e di pianificare e regolare l’organizzazione economica, sociale e politica.

“Mondo” significa “pulito”. Facendosi mondo, questo movimento espansivo intende mondare e fare pulizia. Vediamo bene che il nuovo ordine mondiale è mosso da un’ossessione paranoica di immunità e sicurezza, di purezza. Mondanizza così antiche promesse di salvezza. Che, anziché venire dall’altro, si dà da sé! E allora, si salvi chi può! Solo se rimarrete immuni, vi conserverete sani e salvi!

Eppure c’è qualcosa che non quadra: tutto ciò che non si conforma a questo ordine è a priori immondo e da mondare; ma oltre a questo, ecco la contro-finalità di un va e vieni di ramazza che vorrebbe spazzare e ripulire, l’effetto è tutt’altro: un’enorme produzione di scorie, vite di scarto o immonde, meno che vite, vite da buttare.

Allora viene il dubbio: ma il mondo è uno? E cosa sarebbe un farsi mondo del mondo che rinunciasse al delirio di essere uno e che piuttosto si producesse tenendo insieme i tanti mondi? Forse la parola mondialità si avvicina all’idea: la mondialità che non livella le differenze, ma le lascia proliferare e se ne lascia contaminare. Che non è un processo, ma una condizione, la nostra condizione plurale, di essere mondi diversi, tanti mondi quanti gli esseri umani sono.

Come si sa la Befana è vecchia e sporca. I suoi amici, ugualmente, sono selvatici e, come si può constatare, piuttosto disordinati. Ciononostante, in modo precario il laboratorio della Befana si tiene insieme, senza mai tuttavia ridursi a uno, ma sempre pluralmente. Si badi bene: non perché non sia in grado di darsi forma o di dare forma, ma perché rifiuta ‒ sia da un punto di vista teorico che pratico ‒ che le forme, le idee e i movimenti le siano imposti. Non vuole che questi siano pregiudicati o standardizzati. Lavora perché la creatività dei bambini che le danno una mano o che la osservano arrivare sul fiume non sia livellata e ripulita. Non accetta che l’infanzia venga derubata del proprio immaginario, della capacità della fantasia di creare il nuovo, l’inedito, l’impossibile... altri mondi…

La sera della Befana sul Lambro è un disordine mondiale!

È il momento della festa, gioiosa ma carica di pensiero: dove andranno a finire tutte queste vite a perdere, questi scarti di vita? La Befana se le carica sulle spalle, se ne riempie il sacco, un sacco di vite immonde. Le custodisce e le protegge, poi le riversa.
E quando il sacco si apre, per miracolo ne escono i tesori più preziosi!

Dal 1987 l'arrivo della Befana sulle acque del fiume Lambro la vigilia dell'Epifania è diventata una teatralizzazione che si svolge nei pressi del ponte di Agliate (MB) 

Promosso da: Associazione Commissione Cultura Alternativa (CCA) di Carate Brianza, dal Comitato per il diritto al Mito-Festa dei bambini e dalla gente della valle del Lambro. 

In collaborazione con: Comune di Carate Brianza, Comune di Verano Brianza 

Con il patrocinio e il contributo dei comuni: Città di Besana in Brianza, Comune di Albiate, Briosco, Macherio, Sovico, Triuggio, Veduggio con Colzano 
Con il patrocinio di: Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Commissione Europea, Parco Valle del Lambro, Legambiente 

Con il patrocinio e il sostegno di: Consorzio Comunità Brianza 

Con l'adesione di: Emergency Gruppo Monza e Brianza 

Per informazioni: Tel. 0362-906294 Cell. 3395984689 e-mail: rosesco@tin.it

domenica 9 dicembre 2018

La Befana sul fiume Lambro (2019) si presenta


Contributo culturale di Mario Vergani, C.C.A. Laboratorio Befana 2019

BEFANA 2019
… il gioco si ripete ancora e a noi tocca riprendere la parola…

La parola, al singolare e non le parole al plurale. La singolarità di questa nostra parola plurale – la parola della Befana – si è espressa negli anni:
  • in discorsi e discussioni, pubblici e politici;
  • in ricerche e sperimentazioni di linguaggi: espressivi, figurativi, teatrali, concettuali, musicali…
  • in una riflessione continuativa sul linguaggio e la parola dell’infanzia.
Parola plurale, non è un coro; è di tanti, ma fuori dal coro!
È contro le parole impersonali ed anonime: contro l’usura delle parola, la ripetizione formale e vuota del “si dice”; contro la parola che è specchio e riflesso del già dato e dunque contro la parola della violenza e del dominio.
È insofferente rispetto alle parole dominanti. Alle parole rapide e senza riflessione, parole d’odio: offese e insulti razzisti, a sfondo sessuale, ingiurie contro le minoranze, pregiudizi rivolti ai più deboli. Sono parole che si vogliono sovrane e perciò paranoiche, atti incendiari che disumanizzano l’altro e legittimano la violenza. Buone solo per comandare e obbedire: sono parole nere!
Diciamo che non sono rispettose. Né rispettano l’altro, né rispettano la realtà o, se vogliamo spendere un termine più alto, la verità. Sono così parole avvelenate: non accettano la legge del tempo che ogni riflessione richiede, non hanno la pazienza necessaria all’argomento complesso, né la prudenza nella scelta, né la parsimonia nell’uso. Me ne frego, tiro dritto! E così le parole vengono sprecate… le parole della pubblicità, della propaganda e dello slogan.

La parola della Befana non dice il già detto, è una parola che fa, che dicendo fa.
Fa perché è una parola poetica.

Vorrebbe mettersi all’altezza – ma non ci arriverà mai – della parola dissidente dell’infanzia. Quest’ultima vede e porta il nuovo nel mondo, anticipa e attende il futuro, senza chiedere nulla… ha infatti tutto il futuro ancora aperto avanti a sé. La fantasia e l’immaginazione – la facoltà più segreta nascosta nel più intimo dell’animo umano – esplora, congiunge e disgiunge, inventa e crea dal nulla… apre mondi nuovi, vede l’invisibile e dice l’inaudito. Giocando svela l’inganno di un mondo fatto di utensili, ruoli e funzioni, per dire che ogni cosa è molto di più, che il senso di ogni cosa sono mille altri sensi… che una sedia non è solo per sedere... Il mondo è più largo. Ora questa parola dell’infanzia è espropriata o meglio esiliata. L’infanzia è massimamente sacrificata, anche se, in apparenza, la nostra è l’epoca del bambino. Tutelato nei diritti contenuti nelle convenzioni e nelle dichiarazioni, eppure ancora privato delle cure, costretto al lavoro, affamato e ucciso. Ricostruita a partire da quanto ne pensa l’uomo adulto, di fatto la condizione del bambino è negata. In questo caso, la violenza nei confronti del suo modo d’essere è simbolica: il bambino viene disciplinato e reso prevedibile. Ordine, ubbidienza e diligenza, ecco il bravo scolaro! Prodotto di un modello educativo basato sull’isolamento, la competizione e il rendimento, sull’eccellenza.

Socialmente, il suo immaginario – quanto dovrebbe infinitamente generare e rigenerare – gli viene sottratto. Viene standardizzato. La fantasia è così al servizio del consumo, come uno spazio di felicità surrogatoria o come fabbrica dei desideri, fine a se stessa. Ma perché?
Sterilizzata l’immaginazione, il veicolo della speranza e dell’utopia che sempre ha aperto al cambiamento, l’addomesticazione è compiuta, siamo all’accettazione passiva del presente.
Questa congiura contro l’infanzia allora è dovuta al fatto che il bambino è un dis-sidente: significa che è qui eppure, al tempo stesso, anche altrove; sappiamo bene che questo è il regno dell’infanzia, a noi inaccessibile, eppure qui tra noi!

Il bambino pertanto, dissidente, è sempre un ribelle, punta i piedi e non vuole venire dove lo vuoi trascinare! La parola dell’infanzia è esiliata perché ribelle, perché fa paura!

Fa perché raggiunge l’altro.

Qui le parole sono altre e alate e così sono parole che raggiungono l’altro: “nei giorni di siccità la parola è d’acqua e il volto di un amico la nube attesa”! Sono lettere dal paradiso, non
sono parole di sfida, ma parole di fiducia. Così si rivolge la parola del bambino, affidandosi…
E la parola di fiducia è una parola di liberazione… Questa parola è sociale. Lo è per due ragioni: perché libera chi è solo e, muto, non sa più parlare; e perché è collettiva, dà coraggio.
Certo, sappiamo che, raggiungendo e toccando, può essere anche violenta: ingannando e seducendo, persuadendo e manipolando, confondendo il vero e il falso, può soffocare le risposte in gola ai deboli. Questa nostra parola singolare e plurale – la parola della Befana – è efficace, ma cerca di non essere violenta, innanzitutto di fronte ai bambini. È la ricerca di una parola giusta, nell’espressione che è insieme stile espressivo – soluzione artistica – ed intenzione e volontà. È appunto una costante ricerca (non si impone rapida e sicura, piuttosto esita; quelli del neonato sono tentativi: ba-ba-ba…, la-la-la…), perché la misura del giusto e dell’ingiusto non ci appartiene, non la decidiamo noi, ma ce la dà sempre l’altro: ce la indicano la sua delicatezza, la sua tenerezza e fragilità, oppure le fatiche e sventure di queste povere anime in pena.

Parola e voce. Questa parola della Befana, singolare e plurale, è unica. Unica, in quanto è una parola che fa, è pertanto concreta; è una parola incorporata. La parola della Befana si esprime con la sua voce, ha un tono unico e un timbro, una grana inconfondibile, legata alla vibrazione di un corpo, al luogo, alle persone fisiche, ai loro gesti… Vibrano e risuonano, e quando la mente ed il corpo si danno un cenno d’intesa, la parola diviene emozione e azione: è il  momento della festa!

domenica 4 novembre 2018

Befana sul Lambro 2019. Anche quest'anno si aprono i laboratori!

Foto tratta da: befanalambro.net
Anche quest'anno si aprono i laboratori! Per preparare l'evento/festa e chiamare la Befana sul nostro Fiume Lambro:
  • laboratorio ideazione e segreteria (già attivo)
  • laboratori diurni e logistica (già attivi)
  • laboratori piccole strutture (già attivi in casa privata)
Domenica 4 novembre 2018 sono partiti, ad Agliate, i laboratori aperti al territorio:
  • laboratori per piccole e macro strutture,  per bambini, genitori e volontari
  • tutti i sabati pomeriggio e tutti  i giorni festivi dalle 15 alle 18,30
Per informazioni: Enrico 339 5984689

sabato 31 dicembre 2016

Befana 2017 sul fiume Lambro

Agliate 5 gennaio, ore 18,30
.....lambralalanguabangla.....
trent'anni di befana, un fiume di lingue diverse

di M. Vergani

La Befana sul Lambro è arrivata alla sua trentesima edizione e nel tempo ha inventato una forma di lavoro collettivo e un linguaggio poetico inediti che attingono alla cultura popolare delle genti del fiume. Un linguaggio artistico corale, composto di tante parole, grida, risate, borbottii, toni, note, idiomi diversi che sono via via sorti dalle acque del fiume che in esse si sono perduti e sono riemersi, fatto di voci inimitabili e insostituibili di tanti uomini differenti per provenienza, cultura, desideri e destini.

Il tema di quest'anno pertanto non può che essere quello dell'incontro tra le lingue e del loro intrecciarsi e darsi respiro e vita a vicenda, nonostante e grazie alle loro irriducibili differenze. Al di là della pacifica idea della lingua madre o delle pura lingua paradisiaca - false garanzie dell'intesa perfetta - c'è un punto nascosto in ogni uomo e in ogni cultura, un tesoro che è quanto ha di più prezioso, incomunicabile e sorgente di ogni desiderio di avvicinarsi, di comprendersi, di diventare amici. Solo grazie a questa resistenza e solo al prezzo di un lavoro duro, al prezzo della fatica e della sopportazione del fraintendimento, forse impareremo a parlare una lingua di accoglienza.


L'arte e la poesia della Befana sul Lambro sono l'esito di un impegno tenace di tendere l'orecchio per mettersi all'ascolto di una voce muta che ha dato il colore all'avventura: la lingua delle sponde, del cielo sopra i riflessi dell'acqua, la lingua della memoria silenziosa di questa terra. Una voce alla quale corrispondere inventando un linguaggio nuovo che nessuno conosceva prima, che nessuno sapeva di poter parlare.

Ma non è questo il linguaggio della cultura popolare, una voce corale, di tutti e nessuno, di ognuno? Ora naturalmente viene da chiedersi che lingua parla la Befana. In effetti si può dire che nessuno l'ha mai sentita parlare. La Befana parlamuta (non correggete!) la stessa lingua delle oche, dei pesci, delle rane, delle sponde, canne, sassi, fiume.

A cura della Commissione Cultura Alternativa e del Comitato per il diritto al Mito/Festa del Bambino.
In collaborazione con: la gente della Valle del Lambro, Casa di Emma, Coop Demetra, Croce Bianca Brianza, Protezione civile Carate/Verano, Besana Secutores Drum&Bugle Corps, i giovani del Bangladesh ospiti a Carate, Legambiente Seregno, Cooperativa Solaris, Fondo solidarietà Hope - Rete Bonvena.

Testo e immagini tratti dal volantino di presentazione dell'evento.

lunedì 5 dicembre 2016

La "Befana sul Lambro" compie 30 anni: incontri, dibattiti ed una mostra per celebrarla


a cura della C.C.A e del Comitato per il diritto al Mito/Festa del bambino

Torna anche quest'anno "La befana sul Lambro" arrivata alla sua trentesima edizione. L'iniziativa, che nel tempo ha inventato una forma di lavoro collettivo e un linguaggio poetico inediti che attingono alla cultura popolare delle genti del fiume Lambro, si presenta con una mostra aperta al pubblico dal 7 di dicembre. Sabato 10 dicembre giornata di presentazione della Befana 2017.

Il tema di quest'anno sarà quello dell'incontro tra le lingue e del loro intrecciarsi e darsi respiro e vita a vicenda, nonostante e grazie alle loro irriducibili differenze. Al di là della pacifica idea della lingua madre o delle pura lingua paradisiaca - false garanzie dell'intesa perfetta - c'è un punto nascosto in ogni uomo e in ogni cultura, un tesoro che è quanto ha di più prezioso, incomunicabile e sorgente di ogni desiderio di avvicinarsi, di comprendersi, di diventare amici. Solo grazie a questa resistenza e solo al prezzo di un lavoro duro, al prezzo della fatica e della sopportazione del fraintendimento, forse impareremo a parlare una lingua di accoglienza.

L'arte e la poesia della Befana sul Lambro sono l'esito di un impegno tenace di tendere l'orecchio per mettersi all'ascolto di una voce muta che ha dato il colore all'avventura: la lingua delle sponde, del cielo sopra i riflessi dell'acqua, la lingua della memoria silenziosa di questa terra. Una voce alla quale corrispondere inventando un linguaggio nuovo che nessuno conosceva prima, che nessuno sapeva di poter parlare.

Ma non è questo il linguaggio della cultura popolare, una voce corale, di tutti e nessuno, di ogni uno?

e allora via ad inventare anche quest'anno nuove parole, a parlare sempre in altre parole ...

... lambralalanguabangla ...

Programma:

Mostra sui trent'anni della Befana sul Lambro

Mercoledì 7 dicembre INAUGURAZIONE MOSTRA
  • ore 11.00: Presentazione mostra. Apertura dalle 15.00 alle 18.00
Sabato 10 dicembre LA POETICITA' DELL'INFANZIA
  • ore 15.30: dibattito "L’immaginario, i bambini e il fiume" relatrice Dott.ssa Francesca Antonacci, pedagogista e ricercatrice presso l'Universitá degli studi Milano Bicocca
  • ore 15.30: (piano terra) laboratorio creativo per bambini e bambine, condotto da Narima Mason e gli operatori della CCA
  • ore 16.30: convivialità, presentazione e animazione del tema della Befana 2017: LAMBRALALANGUABANGLA, trent'anni di Befana, un fiume di lingue diverse.

martedì 29 dicembre 2015

Befana 2016 sul fiume Lambro

Agliate 5 gennaio 2016 - ore 18.30
PANTHALASSA
siamo mare
[...] prima deve essere trascorso un lungo periodo, durante il quale la materia vivente ha lentamente acquistato il tipo di organizzazione che noi conosciamo. Sul come ciò possa essere avvenuto possiamo soltanto fare supposizioni. Comunque, in ogni organismo rimangono tracce del mare, per così dire. Le proporzioni dei Sali nel protoplasma sono per esempio notevolmente simili a quelle dell'acqua di mare; e la più semplice spiegazione di ciò è che ogni vivente porta ancora il segno del mare in cui si è originato.
Martson Bates - La storia naturale 

Attorno alla barca della Befana nuotano meduse, danzano gli anemoni di mare, saltano i delfini, schioccano le cozze; giocano dimentichi di quello che accade in superficie. Un'immersione nell'innocenza e nella gioia dell'infanzia che vede ogni cosa con occhi diversi.
Oltre la sofferenza, oltre la violenza che gli uomini s'infliggono tra una riva e l'altra, la memoria di una comune provenienza. E' la memoria di qualcosa che non sappiamo bene, qualcosa di tanto prezioso da averlo nascosto nel luogo più segreto e ora introvabile: la dolcezza dove ognuno ha abitato e che ci fa tutti uguali.
Il Laboratorio della Befana è un'onda che prende origine dal fiume e raggiunge il mare, il mare di oggi, della speranza e del rifiuto. E dice: “la Befana arriva per tutti!”
Mario Vergani

A cura della C.C.A. e del Comitato per il diritto al Mito / Festa del bambino

In collaborazione con la gente della Valle del Lambro, Casa di Emma, Coop. Demetra, Croce Bianca Brianza, Protezione civile Carate/Verano, Secutores Drum&Bugle Corps - Besana, i giovani del Bangladesh richiedenti protezione internazionale ospiti casa cantoniera Carate, Legambiente Seregno

venerdì 2 gennaio 2015

Befana 2015 sul fiume Lambro: cosa ne pensano i gamberi?

Disegno di Enrico Mason
BEFANA SUL LAMBRO   2015
5 gennaio 2015 - ore 18,30

Il prossimo 5 gennaio 2015 ritorna la Befana sul Lambro! A dargli il benvenuto ci sarà anche il "grande gambero". Ad intervistarlo ci ha pensato Aldo Sangalli che ci ha inviato il seguente contributo culturale.

GAMBERO
di Aldo Sangalli


Ecco, ci mancava anche la neve! Bastano quattro fiocchi e tutti giù con le frasi sdolcinate.
“Ma guarda che magia!”
“ Le sponde del fiume imbiancate!”
“ Tutto sembra si fermi e le cose diventano più belle”
“ Tutto attende di essere pulito dalla neve”
“ Questa sera la luna è più chiara con la neve!”
Romantico. Così si dice, vero?
Siamo tutti un po' più buoni, ci si abbraccia mentre si guarda.
Io no.
Tutto il fiume si illuminerà di fuochi e lanterne, i bambini grideranno, le facce rosse avranno occhi stupiti.  Che bella serata!
Bella serata un tubo.
Dove saranno, dove sarete tutti il giorno dopo?  Il fiume sarà lo stesso, le sponde e gli animali anche, e voi? Finita la fuga romantica? Di nuovo davanti alle televisioni.
E la luna sarà là, testimone.
Sono arrabbiato, con tutti, con il fiume, con la luna, con i sospiri di meraviglia...con tutti!
Se potessi, cara luna, ti prenderei con le mie chele e ti farei a pezzi, perché anche tu sei facile. Si, facile romanticheria da quattro soldi e allora la colpa è anche tua. Smetti di brillare, dammi retta, entra nel buio e abbandonali. Solo così si accorgeranno che non basta, che non basti. Certo, di bello io ho poco, ma ho un cervello e tra tutti sono quello che non può avere nemmeno l'idea dello slancio, dell'assalto a un cielo. Io il cielo non ce l'ho e forse è anche meglio. Se potessi saltare....
Il mio fiume, la mia valle, ma la natura tutta, vogliono fatica, vogliono la fatica della normalità, non hanno bisogno dell'isteria di un momento, di una passeggiata domenicale. La continuità, quello serve. Il non mollare, l'essere sempre attenti, sul pezzo. Solo così possiamo fare entrare la natura in noi.
Allora anch'io potrò servire da trampolino per saltare in un cielo, la mia corazza servirà per farvi salire  e trovare delle porte non viste, ma ancora aperte.

martedì 30 dicembre 2014

Ritorna la Befana sul Lambro 2015

Disegno di Enrico Mason
BEFANA SUL LAMBRO   2015
5 gennaio 2015 - ore 18,30
Agliate (Carate Brianza)

Il prossimo 5 gennaio 2015 ritorna la Befana sul Lambro! A dargli il benvenuto ci saranno le animazioni curate dai numerosi volontari guidati da Enrico Mason e dal CCA di Carate Brianza. Previsto anche l'accompagnamento musicale della ”Rusty Random Band.”

La teatralizzazione prevede le seguenti azioni:

BUIO
  • I passaggi luminosi: fiori e lanterne sull’acqua
  • Pinguini dei ghiacci del nord
  • L’arrivo delle meduse dei mari del sud
  • L’accensione dei disegni di fuoco”salto della grande rana e della salamandra”
LUCE
  • I canti e i richiami, gli inviti alla Befana
  • L’apparizione del grande gambero
  • Appare la farfalla bianca
  • La discesa della barca della Befana
  • Il cibo per la Befana: i doni del pane e dell’acqua
  • La Befana e il rito pensieri-bambini
  • La festa sull’acqua(incontro tra il gambero e la befana)
  • Il saluto della Befana e il ritorno nel regno dei sogni
Contatti:

Befana sul Lambro
Sito web: www.befanalambro.net
e-mail: befana.lambro@libero.it

C.C.A.
Indirizzo: Piazza IV novembre 19, 20841 – Carate Brianza (MB)
Telefono: 0362.90.62.94 - Fax 0362.90.62.94
Sito web: www.ccalambro.it

sabato 20 dicembre 2014

Due iniziative per sostenere la Befana sul Lambro 2015

NUOVO CENTRO, C.C.A., EN&RI, MENARESTA BIRRIFICIO, NEW JAZZ CLUB

vi aspettano
Sabato 20 Dicembre 2014 dalle ore 18.00
presso la sede dell'associazione culturale Nuovo Centro
Carate Brianza - Via Solferino, 29 a

Programma:

Ore 19,00 Concerto Acustic-Jazz
Ore 20,30 Degustazione Birre Artigianali con buffet a tema.
A seguire i racconti della Befana con la partecipazione della C.C.A. (E. Mason).
Mostra di alcune opere originali e in anteprima “Befana 2015" Asta Benefica.

Purtroppo il Lambro irrequieto ha invaso i “Laboratori della Befana “

Noi vorremmo che questo magico evento "Befana sul Lambro 2015” possa compiersi grazie al sostegno di tutti. I fondi raccolti vanno a sostegno dei “Laboratori della Befana”. Quota di partecipazione a partire € 20

Info e prenotazioni: tel. 393 9187507 - nuovocentro29@gmail.com - www.nuovocentro.net


Il progetto “CINQUEARCHI”: UNA BEFANA D.O.C

Anche questo anno abbiamo scelto di chiedervi di sostenere la Befana sul Lambro con la vendita del vino che conoscete. Sostenere la Befana, quindi sostenerci. Sì, perché di sostentamento si tratta. Le risorse sono già al minimo vitale come e peggio degli anni passati ed hanno raggiunto un'esiguità che davvero difficilmente permette la sopravvivenza di un'esperienza così grande e importante.
Le visite del Lambro con i suoi 90 cm d’acqua non ci ha demoralizzato negli intenti ma prosciugato risorse per i materiali rovinati e persi. Da qui l'idea del vino, che evoca immediatamente la convivialità, la conoscenza reciproca, la condivisione . Sentimenti questi che sono l’annima del Laboratorio della Befana. Abbiamo individuato attraverso la conoscenza personale il produttore che ci garantisce la fornitura di un vino di ottima qualità ad un prezzo che permette l'autofinanziamento e creato una etichetta particolare con un disegno di Enrico Mason che raffigura il Ponte di Agliate,e un nome “CINQUEARCHI”.

Si è individuato il contributo per una bottiglia in 5 euro. La confezione contiene sei bottiglie.
Il vino sarà disponibile approssimativamente dal 20 dicembre e si potrà ritirare al Laboratorio o con altre modalità da concordare.

PRENOTATEVI

C.C.A. Commissione di Cultura Alternativa
Laboratorio della Befana sul Lambro

Info: sangaldo@tiscali.it - rosesco@tin.it

giovedì 4 dicembre 2014

Befana sul Lambro 2015: assalto al cielo, il fiume alza la testa

Nel corso degli anni abbiamo potuto constatare come l’evento “Befana sul Lambro” sia diventato una importante risorsa culturale per il territorio, che attraverso una originale animazione-festa socio-ambientale costruita con l’aiuto dei volontari, delle associazioni, delle istituzioni, ha avuto la forza sufficiente per diventare un appuntamento sociale e un evento culturale capace di incidere nell’immaginario collettivo.

La manifestazione “Befana sul Lambro” ha superato il considerevole traguardo di venticinque anni di vita, arrivando alla sua ventottesima edizione: un percorso ricco di esperienze, saperi, conoscenze e partecipazione, un patrimonio culturale, progettuale, creativo e di ricerca che non vorremmo venisse disperso, ma che, anzi, vorremmo veder crescere.

I Comuni del territorio, la Provincia di Milano, la Provincia di Monza e della Brianza e la Regione Lombardia hanno mostrato negli anni un’attenzione per la prosecuzione dell’esperienza del Laboratorio e della teatralizzazione sul fiume, ed hanno affiancato enti, associazioni e privati cittadini nel sostegno economico ed organizzativo alla Befana sul fiume Lambro.

Anche molte associazioni, come ricordato, negli anni si sono aggiunte al composito fronte che propone un modo diverso di fare animazione socio-ambientale. Tra le tante ricordiamo il patrocinio di Emergency, della Fondazione ABIO per il bambino in ospedale e dell’UNICEF.

Inoltre ci hanno dato e ci danno un’importante sostegno la Protezione Civile dei comuni di Carate Brianza e Verano Brianza, la Croce Bianca Brianza, la marching-band di Besana Brianza, il gruppo folk Muntanerada, l’associazione “La casa di Emma”, l’associazione dei genitori dell’istituto comprensivo “G. Romagnosi” di Carate Brianza, i Gruppi di acquisto solidale (G.A.S.) di zona e molti altri enti e associazioni.

In aiuto al Laboratorio si è anche radicata una solida tradizione di volontariato, che ha portato alla Befana sul Lambro centinaia di persone diverse, anche provenienti da altre nazioni.
Ai volontari del territorio si sono aggiunti, anno dopo anno, numerosi artisti e performer che hanno contribuito con le loro arti, la loro creatività e il loro specifico linguaggio a diffondere il messaggio della Befana sul fiume Lambro.

Nel corso di tutti questi anni gli operatori della C.C.A., nello spirito del Laboratorio, sono intervenuti con presentazioni creative nelle scuole elementari, nei centri di aggregazione giovanile e nei centri socio educativi. Qui abbiamo realizzato laboratori specifici per la realizzazione e la decorazione di piccole strutture e oggetti scenici per la festa finale.

Alcuni ospiti delle comunità terapeutiche del territorio, lavorando ai laboratori, hanno potuto integrare il loro percorso con una esperienza di volontariato, che è stata anche occasione di formazione e di reinserimento sociale.

venerdì 10 ottobre 2014

La Befana sul Lambro 2015 è in procinto di salpare... per nuove avventure


Befana sul Lambro 2015 ... il vecchio barcone della Befana è in procinto di salpare per la ventottesima avventura.

Pronti tutti a tirare su le vele, le nostre vele a forma di cuore.
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venerdì 10 gennaio 2014

Preziosi scatti della Befana sul Lambro 2014

(Foto di Paola Pozzoli)
Pubblichiamo alcune immagini della Befana sul Lambro 2014 per documentare uno spettacolo affascinate, arcaico e magico.

Un grazie alla Commissione di Cultura Alternativa, ad Enrico Mason e a tutti i volontari che da 27 anni ci regalano una Befana veramente speciale.




venerdì 27 dicembre 2013

Befana sul Lambro 2014: appuntamento il 5 di gennaio ad Agliate

La Befana sul Lambro mantiene una sua identità inalterata nel tempo, perchè si presenta come una riccorrenza in cui il gioco e la poesia sono tratti essenziali e irrinunciabili. Dal 1987 l'arrivo della Befana sulle acque del fiume Lambro viene celebrato la vigilia dell'Epifania, con una affascinante teatralizzazione che si svolge nei pressi del ponte di Agliate (MB). Tra luci, giochi, poesia e colori.

Anche nel 2014, il 5 gennaio, l'appuntamento coinvolgerà le comunità di Agliate, Carate, Albiate, Briosco, Giussano, Macherio, Sovico, Verano. La manifestazione è curata dalla C.C.A. e del Comitato per il diritto al Mito/Festa del Bambino, in collaborazione con: la gente della Valle del Lambro, GAS - Gruppi di acquisto solidale Valle del Lambro, Associazione genitori I.C. Romagnosi di Carate, Comunita e Atelier Solaris e Casa di Emma.

domenica 1 dicembre 2013

Befana sul fiume Lambro 2014 / Sogno Bisogno


Commissione Cultura Alternativa
Comitato per il diritto al mito/festa del bambino

Befana sul fiume Lambro 2014

BEFANA ONIRONAUTA
Sogno Bisogno


Presentazione               

Venerdì 6 dicembre ore 21.00
Auditorium biblioteca civica “Monsignor Galbiati”
Verano Brianza

Durante la serata verranno presentati il tema di quest'anno, i laboratori e le nostre speranze per il futuro della Befana sul Lambro.

Come sempre ci accompagneranno letture e azioni teatrali e concluderemo la serata con un momento conviviale.

CONTRIBUTO CULTURALE / 1

I SOGNI SONO SEGNI DI UN ALTRO MONDO
di Alberto Bordogna

“I sogni son desideri di felicità” cantava la Cenerentola di Walt Disney, svelando anche ai più piccoli il legame scoperto da Freud tra sogno, desiderio e felicità.
Il resto l’ha fatto la pubblicità, facendo sì che il semplice desiderio diventasse un impellente bisogno.

Ma nel pensiero mitico, come nel mondo contadino o nella fantasia dei bambini, i sogni sono rivelazioni, premonizioni, anticipazioni, messaggi e segni – spesso oscuri e misteriosi – provenienti dal cielo, dagli dei o comunque da un altro mondo, esistente al di fuori della nostra mente.
Anzi questi segni sono tanto più potenti e significativi, quanto più sembrano indecifrabili, incomprensibili, lontani dall’esperienza quotidiana.

Il sogno è allora segno che occorre interpretare, dal momento che anticipa il futuro e reca in sé tutti i caratteri essenziali di questo: la novità, la possibilità e l’eccezionalità.

I sogni di Cenerentola sono chiari, comprensibili, concreti e vicini alla sua esperienza quotidiana, così come lo sono i suoi desideri: cambiare i vecchi e logori vestiti con abiti nuovi e sfavillanti, abbandonare una vita di stenti e sacrifici per cominciarne una nuova lussuosa.
Invece i sogni della Befana, provenendo da un mondo contadino, mitico ed infantile, sono segni intangibili, oscuri, tutti da interpretare, messaggi inviati dal cielo agli uomini: manifestazioni ed epifanie del nostro profondo bisogno di un altro mondo.


CONTRIBUTO CULTURALE /2

SOGNO A DISTANZA
di Jacopo Ferrari

Il sogno è un epifenomeno umano a metà tra reale e immaginario, una rappresentazione in tutta la sua pienezza: chi sogna può avere l’impressione di essere spettatore e attore della scena, rispecchiandosi in un mondo che gli appartiene mentre gli annuncia la sua solitudine. Chi passeggia nell’onirico attraversa i territori della coscienza vigile e del noto, sprofondando nei meandri dell’immaginazione e dell’ignoto, terra di mezzo tra l’effettivo e il possibile, ipotetica linea di ricongiungimento tra la vita e la morte. Il sogno somiglia più a una relazione che a una cosa, più a un avvenimento che a un soggetto: potremmo definirlo un non luogo che accade nei movimenti del togliere-mettendo o del mostrare-celando, in apparenza simile alla fantasia, nell’intimo principio della percezione. Nel sogno si dissolve la contraddizione tra mondo e libertà, ambiente e corpo arrivano a coincidere, visione e motilità si equivocano. Nella regressione che per Freud è il sogno, la facoltà immaginativa dell’individuo passa per l’appunto da una coscienza dei processi mentali interni a una coscienza percettiva del mondo esterno, generando stati di allucinazione durante il sonno che definiamo sogno e che in quel momento viviamo come realtà. Se nel sonno la coscienza si assopisce nel sogno l’esperienza si risveglia, sinestesia che molto può mostrare in un attimo e nulla può nascondere per una vita. Oniro è “tò òn eìros”, dal greco “ciò che dice ciò che si è” o “ciò che dice il vero”, che se ne consideri il senso provvidenziale, premonitorio o psicanalitico. L’assurdità del sogno non è sintomo di casualità: essa indica la presenza nei pensieri onirici di contraddizione, scherno e derisione, segni evidenti di un’attività critica che interagisce col sogno e col sistema psichico stesso. L’estremizzazione, l’iperbole, caratterizzano la messa in scena del sogno in un buffo esaltato a livello del grottesco, un pauroso colorato di orrido, uno spiritoso esagerato così da finire nel burlesco, un bizzarro che si getta nel fantastico e mistico. Il sogno si colloca a metà tra una tela surrealista e un disegno patafisico, un proliferare di sensi simbolici in dinamiche contro gravitazionali, in cui l’impossibile si fa possibilità come nella veglia degli schizofrenici, nei giochi dei bambini e nell’atto creativo degli artisti. E come Isadora Duncan non avrebbe avuto bisogno di danzare se avesse potuto dire che cosa significasse la danza, così l’essere umano non avrebbe bisogno di sognare se sapesse afferrare il senso del sogno, dell’esperienza in sé e della vita. Attenzione a chi ha smesso di sognare, banale dirlo, come ripetere che il sogno nasce da una necessità involontaria, cresce appeso a un desiderio vegliardo e matura nel bisogno esistenziale di speranza. O forse banale è dirlo mentre è il lavoro di una vita immaginarlo, vederlo e replicarlo, in natura e cultura, religione e arte, processo mentale e mondo. I Riti, i giochi e le feste sono i sedimenti di tale lavorio umano condensato in strutture (gestualità, costumi, regole) contenenti i residui di un processo cui rimandano (la funzione in sé): qualcosa sta per qualcos’altro ma è anche quella cosa che sta avvenendo. E come le ritualità così anche il sogno rivela un legame umano con qualcosa di grandioso; un’attitudine generativa di ragione e di senso dove spesso significato e significante coincidono o si equivocano, dando vita a un mondo che è la vita stessa nel mondo, come contrasti e contrari che si dissolvono, come il sogno stesso in cui la mappa è il territorio ed è reale solo ciò che è mentale. Chi sogna crea la storia e rinuncia alla noia, saggia la possibilità dell’impossibile come vegliare sul sogno una volta svegli, come attendere i doni della befana che nessuno ha mai visto dal vivo. E da qui il titolo “Befana Onironauta: sogni bisogni”. Un gioco di parole che sta per un sogno all’ennesima potenza. Un sogno epifanico in cui la befana s’immerge con mani vuote e da cui riemerge con dolci sogni zuccherini e incubi inzuppati al carbone. La befana rassicura e provoca con amore, il suo sogno per l’umanità è più che un umano bisogno, è un sogno alla seconda, un bi-sogno di lucidità e curiosità sempre straordinarie (un sogno nel sogno), di devozione e umiltà verso gli antichi maestri (un sogno sul sogno). E mentre la befana galoppa nel gelo e buio dell’inverno tra storie rimosse e dimenticate dall’uomo, il fiume ci osserva e culla con i nostri sogni inespressi: che Oniro sia un’entità da indagare o un’esperienza già in atto, una rivelazione o un’evocazione, egoismo puro o drammaturgia, l’uomo fin dall’antichità vi ha scoperto quel nodo che lega la propria libertà alla necessità del mondo. Non disimpariamo a sognare.

Da Roma,
Vostro Jacopo

mercoledì 30 ottobre 2013

La Befana sul Lambro verso la XXVII edizione


Nel corso degli anni abbiamo potuto constatare come l’evento “Befana sul Lambro” sia diventato una importante risorsa culturale per il territorio, che attraverso una originale animazione-festa socio-ambientale costruita con l’aiuto dei volontari, delle associazioni, delle istituzioni, ha avuto la forza sufficiente per diventare un appuntamento sociale e un evento culturale capace di incidere nell’immaginario collettivo.

La manifestazione “Befana sul Lambro” ha superato il considerevole traguardo di venticinque anni di vita, arrivando alla sua ventisettesima edizione: un percorso ricco di esperienze, saperi, conoscenze e partecipazione, un patrimonio culturale, progettuale, creativo e di ricerca che non vorremmo venisse disperso, ma che, anzi, vorremmo veder crescere.


I Comuni del territorio, la Provincia di Milano, la Provincia di Monza e della Brianza e la Regione Lombardia hanno mostrato negli anni un’attenzione per la prosecuzione dell’esperienza del Laboratorio e della teatralizzazione sul fiume, ed hanno affiancato enti, associazioni e privati cittadini nel sostegno economico ed organizzativo alla Befana sul fiume Lambro. Anche molte associazioni, come ricordato, negli anni si sono aggiunte al composito fronte che propone un modo diverso di fare animazione socio-ambientale. Tra le tante ricordiamo il patrocinio di Emergency, della Fondazione ABIO per il bambino in ospedale e dell’UNICEF. Inoltre ci hanno dato e ci danno un’importante sostegno la Protezione Civile dei comuni di Carate Brianza e Verano Brianza, la Croce Bianca Brianza la marching-band di Besana Brianza, il gruppo folk Muntanerada, l’associazione “La casa di Emma”, l’associazione dei genitori dell’istituto comprensivo “G. Romagnosi” di Carate Brianza, i Gruppi di acquisto solidale (G.A.S.) di zona e molti altri enti e associazioni.


In aiuto al Laboratorio si è anche radicata una solida tradizione di volontariato, che ha portato alla Befana sul Lambro centinaia di persone diverse, anche provenienti da altre nazioni.

Ai volontari del territorio si sono aggiunti, anno dopo anno, numerosi artisti e performer che hanno contribuito con le loro arti, la loro creatività e il loro specifico linguaggio a diffondere il messaggio della Befana sul fiume Lambro.
Nel corso di tutti questi anni gli operatori della C.C.A., nello spirito del Laboratorio, sono intervenuti con presentazioni creative nelle scuole elementari, nei centri di aggregazione giovanile e nei centri socio educativi. Qui abbiamo realizzato laboratori specifici per la realizzazione e la decorazione di piccole strutture e oggetti scenici per la festa finale.
Alcuni ospiti delle comunità terapeutiche del territorio, lavorando ai laboratori, hanno potuto integrare il loro percorso con una esperienza di volontariato, che è stata anche occasione di formazione e di reinserimento sociale.


I laboratori sono attivi:

- tutti i mercoledì e i giovedì a partire dal 29 ottobre, per l'intera giornata;
- tutti i sabati e festivi a partire dal 2 novembre, con inizio alle ore 14:30.


 Fonte: Contratti di Fiume

lunedì 14 gennaio 2013

Befana sul Lambro 2013: le immagini di uno spettacolo affascinante


Pubblichiamo alcune immagini della Befana sul Lambro 2013 per documentare uno spettacolo affascinate, arcaico e magico.

Un grazie alla Commissione di Cultura Alternativa, ad Enrico Mason e a tutti i volontari che da 26 anni ci regalano una Befana veramente speciale.

 
 
 
 
 
 

venerdì 4 gennaio 2013