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martedì 10 febbraio 2026

Più cemento, meno città: le criticità ambientali della Variante al PGT di Meda


A cura di Sinistra e Ambiente – Meda

Durante il Consiglio comunale del 5 febbraio 2026 è stata approvata, con nove voti favorevoli e tre contrari, la Variante al PGT di Meda.

Un passaggio importante che, purtroppo, non ha avuto l’attenzione che meritava da parte dei cittadini medesi: l’assise si è svolta infatti pressoché priva di pubblico e con i consiglieri di maggioranza, alcuni dei quali assenti, certamente allineati con l’esecutivo, che hanno rinunciato a qualsivoglia contributo, rimanendo totalmente silenti e senza alcuna volontà di dibattere nel merito delle scelte attuate nella Variante.

Un Consiglio comunale caratterizzato da pochi interventi: il capogruppo e consigliere d’opposizione Marcello Proserpio ha argomentato il contenuto delle osservazioni presentate congiuntamente dai gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta, motivando inoltre il parere sulle osservazioni della maggioranza e dei privati.

L’estensore della Variante, arch. Marco Engel, ha risposto alle delucidazioni richieste, sempre da Proserpio, mentre il sindaco Luca Santambrogio, con delega alla Pianificazione del Territorio, ha perorato la bontà della Variante, facendosi carico della lettura delle controdeduzioni alle osservazioni presentate.

Il comunicato dei gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta 
 
UNA VARIANTE AL PGT CON ECCESSIVE PREMIALITÀ CHE RISCHIA DI SNATURARE IL TESSUTO URBANO CITTADINO
 
Durante il Consiglio Comunale del 05/02/2026 è stata approvata la Variante al PGT di Meda. 
Una Variante che ci lascia perplessi e insoddisfatti per i suoi contenuti e per cui Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta avevano presentato corpose e dettagliate osservazioni con cui s'è cercato di mutare i punti più indigesti di una pianificazione che rischia di andare a modificare pesantemente l'assetto urbano della città senza gover-nare le trasformazioni che sono già in corso, lasciando che siano il mercato e i singoli ad imporre le loro scelte a scapito del benessere comunitario.
 
Con le controdeduzioni alle osservazioni, la maggioranza di Santambrogio ha confermato che punta fortemente sull'uso dello strumento della "Rigenerazione Urbana" con l'applicazione delle massime premialità consentite, nel tentativo di avviare interventi edilizi su comparti ed aree dismesse. 
Le massime premialità non danno però garanzia di un corretto ed equilibrato utilizzo di questo strumento per evitarne un uso distorto con interventi impattanti.
 
La rigenerazione scelta non include gli aspetti sociali, culturali e la necessità di accompagnarla con cessioni per robuste porzioni di verde urbano. 
Il semplice e solo recupero di edifici non sarebbe certo diverso dalla ben conosciuta riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare, con la differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovi sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come "rigenerazione" e non come ristrutturazioni edilizie, contemplando aumenti volumetrici, consentendo la riduzione dei "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero invece stati richiesti integralmente. 
Pertanto andrebbero limitate e corrisposte alla sola ristrutturazione che, laddove possibile, diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia CO2, energia e rifiuti preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità.
 
Nel centro storico è stata confermata la possibilità, ad esclusione di un numero estremamente ridotto di edifici ritenuti di valenza storica, culturale e artistica, della demolizione con ricostruzione fuori sagoma e sedime. 
Perché incoraggiare, soprattutto nel nucleo storico, il disegno di una città stravolta, completamente diversa da quella che si è formata e che i medesi conoscono? 
Certo, una cospicua parte del nucleo centrale e storico medese ha edifici abbandonati da anni che necessitano interventi e riqualificazioni. 
Riteniamo però che sarebbe preferibile dare nuovo valore e nuova vita a ciò che già esiste. Diversamente si rischia di modificare pesantemente l’esistente e il tessuto sociale perché interventi urbanisticamente ed architettonicamente difformi dall'attuale consolidato altereranno la cortina storica e saranno probabilmente più costosi perché nuovi e moderni, e pertanto accessibili alla sola fascia demografica più benestante.
 
Nella Variante al PGT non è stata minimamente considerata l'abbondanza di edifici non occupati che a Meda sono superiori alla media provinciale e che avrebbero dovuto essere richiamati nella Relazione del Documento di Piano e valutati per quantificare la stima dell'effettivo fabbisogno di nuovo residenziale. 
Nonostante si affermi che la curva demografica sia sostanzialmente stabile si prevede comunque, con la completa attuazione del Piano, un incremento della popolazione pari a circa 630 abitanti (2,5% in più rispetto al 2024) pari a circa 270 nuovi alloggi (2,33 è la media componenti famiglia – stima ISTAT 2011-18) senza tenere conto che esistono 2.069 abitazioni non occupate (Censimento Istat al 31/12/2021) su 11.994 complessive (una percentuale pari al 17%) e che dunque il saldo del fabbisogno è con questi numeri negativo. 
Addirittura il dato del “vuoto” aumenterebbe se si adottasse il metodo usato nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che stima anche le offerte abitative delle previsioni dei PGT precedenti non attuate. 
Le nostre proposte cautelative per dimezzare le volumetrie a residenziale, previste negli ambiti e comparti di rigenerazione e da noi ritenute,coerentemente con la completezza dei dati disponibili, sovrastimate, sono state bocciate. 
Accoglierle e applicarle avrebbe costituito un significativo segnale di inversione di tendenza per la salvaguardia del nostro territorio.
 
Questa Variante al PGT omette politiche adeguate alle necessità abitative dei residenti con redditi medio-bassi. il così detto fabbisogno reale. 
Nella Relazione del Documento di Piano non c’è alcun cenno di politiche per l’edilizia residenziale pubblica e sociale come pure per l’accoglienza transitoria e l’housing sociale. 
Non risponde alla richiesta di sistemazione degli alloggi di edilizia pubblica non disponibili per incuria e degrado né ne prevede l’acquisizione di nuovi, anche attraverso lo strumento di “alloggi in stato di fatto” in cui i nuclei familiari assegnatari si impegnano a fare interventi di manutenzione. 
Non prendendo in considerazione come valore d’inclusione sociale negli ambiti di rigenerazione urbana l’accessibilità economica mediante quote di alloggi con prezzi di vendita e canoni di locazione concordati e/o calmierati, non viene incontro alle esigenze di quelle famiglie che non possono accedere al libero mercato ma non rientrano nei requisiti per accedere alle case dell’edilizia residenziale pubblica. 
L'amministrazione Santambrogio ha respinto la nostra richiesta di contemplare nella Relazione e nella Normativa l'Edilizia Residenziale Sociale prevedendone una quota negli interventi significativi laddove il residenziale supera il 25% della rigenerazione.
 
Anche le osservazioni tese a limitare variazioni in altezza e la possibilità di abbattere edifici e ricostruirli fuori sagoma e sedime non sono state accolte così come la richiesta di una valutazione attenta dell'incidenza degli sconti concessi sui contributi di edificazione. 
Sconti che possono creare un ammanco difficilmente ripianabili.
 
Bocciata pure la richiesta di escludere aumenti di volumetria con l’aggiunta di nuovi piani fuori terra se non per la realizzazione di servizi convenzionati ed esercizi di vicinato, consentiti con mantenimento di tale destinazione e divieto di trasformazione in uso residenziale. 
C’è dunque la rinuncia ad intervenire con indicazioni più stringenti sulla conversione del patrimonio sottoutilizzato e sulla trasformazione, in particolare dalle destinazioni produttivo/servizi alla destinazione residenziale, governando il superamento delle aree miste (zona San Giorgio) creando servizi e accorpando funzioni in modo da dare coerenza negli interventi in una visione complessiva.
 
Incondivisibile la dichiarazione d'impotenza della giunta e dell'ufficio tecnico sulla villa Besana su cui rinunciano alla conservazione dell'edificato esistente non essendo in grado di garantire un intervento pubblico.
 
Affrettata la volontà, espressa con una osservazione della maggioranza e pertanto accolta, di stimolare gli abbattimenti di edifici nell'area di rischio esondazione R4 con trasferimento di volumetrie altrove. Questa scelta ci pare priva di adeguati approfondimenti sia sul destino da dare alle superfici dove verrebbero consentiti gli abbattimenti (acquisizione pubblica? altro?) sia sull'allocazione delle volumetrie, considerando la saturazione urbanistica in cui versa Meda.
 
L'accorpamento delle aree ex Fornaci Ceppi e dell'attuale Campo Sportivo Busnelli nel cosiddetto Ambito di Rigenerazione ART1 con lo scopo probabile di uno scambio con cessione dell'area comunale del vecchio stadio di via Busnelli per un ampliamento industriale e corrispondente realizzazione di un nuovo impianto sportivo sull'ambito Fornaci, priverebbe quest'area di una superficie considerevole che verrebbe occupata dai servizi che un’infrastruttura del genere richiederebbe, snaturandone la vocazione e deprimendo una possibile e necessaria riqualificazione che tenga conto dell'archeologia industriale e della sua appartenenza al Parco Regionale Groane-Brughiera.
 
I progetti, seppur da noi condivisi, espressi nel Masterplan strategico paesaggistico-ambientale e le linee guida per il sistema del verde della città per ora rimangono al livello enunciativo, con la necessità della ricerca delle coperture economiche e senza una priorità definita, mentre le nostre richieste di indicare nei documenti della Variante le aree da accorpare al Parco Regionale Groane-Brughiera e al GruBria ha avuto solo una risposta di generica volontà attuativa, rimandata a futuri atti dedicati.
 
Questa Variante al PGT non rinuncia quindi a dare spazio ad una edificazione che, seppur formalmente, non consuma il residuo suolo libero, ma rischia di essere accessibile solo ai ceti abbienti e di modificare la configurazione dell'attuale tessuto urbano, senza apportare migliorie funzionali o di pregio architettonico.
 
Per queste ragioni e per conto di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta, è stato espresso un voto contrario all'approvazione della Variante al PGT.
 
Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta 


Le osservazioni di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta alla Variante al PGT con le controdeduzioni. 

 

mercoledì 24 dicembre 2025

Pedemontana, a Meda i fondi saranno usati anche per compensazioni ambientali

Fonte immagine: blog Sinistra e Ambiente, Meda

Il Consiglio comunale di Meda ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo che disciplina l’utilizzo dei fondi previsti dalla Prescrizione 51 del CIPESS, risorse destinate ai Comuni interessati dalla tratta B2 dell’autostrada Pedemontana. Al Comune di Meda spettano complessivamente 11,3 milioni di euro.

La questione era già stata affrontata nel corso del 2024, in particolare durante le sedute congiunte delle Commissioni consiliari Territorio e Ambiente e Bilancio del 10 ottobre e del 5 novembre. In quell’occasione l’amministrazione comunale aveva individuato una prima serie di interventi, tra cui la deimpermeabilizzazione di aree di parcheggio, la riqualificazione di via Indipendenza con l’inserimento di alberature e la realizzazione di una nuova viabilità in prossimità del cimitero, per un costo stimato superiore ai 6 milioni di euro.

Sulla quota residua delle risorse, pari a circa 5 milioni di euro, i gruppi Sinistra e Ambiente–Impulsi, Partito Democratico e Lista civica Medaperta avevano avanzato la richiesta di destinare i fondi anche a “opere e interventi per la qualità ambientale”, così come esplicitamente previsto dalla Prescrizione 51. Una possibilità confermata anche da Autostrada Pedemontana Lombarda, soggetto incaricato di mettere a disposizione le risorse economiche.

«Abbiamo sempre sostenuto che i fondi della Prescrizione 51 non dovessero essere limitati alle sole opere viabilistiche – sottolinea Sinistra e Ambiente–Impulsi – ma potessero e dovessero essere utilizzati anche per interventi ambientali capaci di migliorare concretamente la qualità della città».

Nel documento presentato dai gruppi di opposizione veniva proposta una serie di interventi, tra cui l’acquisizione delle aree verdi di via Indipendenza e via Trieste per la realizzazione del “Bosco in città”, la progettazione di itinerari ciclabili urbani (Green Lane), il finanziamento integrale della Misura Compensativa 15 relativa alla Valle dei Mulini e la realizzazione di un percorso ciclopedonale lungo l’asta del Tarò/Certesa.

Il 19 novembre 2025 la Commissione Territorio e Ambiente ha fatto proprio un testo che impegna formalmente Sindaco e Giunta a utilizzare le risorse della Prescrizione 51 sia per le compensazioni viabilistiche sia per gli interventi di qualità ambientale, recependo le proposte avanzate da Sinistra e Ambiente–Impulsi, PD e Medaperta. Il documento è quindi diventato un atto di indirizzo del Consiglio comunale, intitolato “Intesa tra le forze politiche del Consiglio comunale di Meda per l’utilizzo dei fondi della Prescrizione 51 di Pedemontana per lo sviluppo sostenibile della città”.

L’atto è stato discusso e approvato all’unanimità nella seduta consiliare del 18 dicembre 2025. Ora l’amministrazione comunale trasmetterà il documento ad Autostrada Pedemontana Lombarda per definire la formalizzazione e l’iter degli interventi.

«Questo voto unanime dimostra che è possibile trovare una convergenza politica quando l’obiettivo è la tutela del territorio e la qualità ambientale», evidenzia Sinistra e Ambiente–Impulsi, ribadendo però una posizione critica sull’opera infrastrutturale: «Il nostro impegno continuerà affinché un’autostrada che riteniamo inutile e fortemente impattante non produca anche compensazioni lontane dalle reali esigenze di ricucitura ambientale. Al danno dell’infrastruttura non può e non deve sommarsi il danno di interventi sbagliati».

giovedì 20 novembre 2025

Meda e la “Valle dei Mulini”: le opposizioni chiedono chiarezza sulla compensazione ambientale di Pedemontana


Il 7 novembre 2025 i gruppi consiliari medesi di Sinistra e Ambiente–Impulsi, Partito Democratico e Medaperta hanno depositato in Comune un’interrogazione per ottenere informazioni aggiornate sulla Misura Compensativa MC 15 “Valle dei Mulini”, prevista nel Masterplan delle compensazioni ambientali di Pedemontana sin dal 2009. L’atto è stato presentato dal consigliere comunale Marcello Proserpio.

La misura compensativa, confermata anche dall’attuale amministrazione guidata dal sindaco Luca Santambrogio, riguarda un’area collocata tra via Angeli Custodi, via delle Cave, via Canturina e via XXIV Maggio. Negli ultimi anni i gruppi proponenti hanno seguito da vicino l’evoluzione delle compensazioni ambientali previste sulle tratte B2 e C di Pedemontana, rilevando però un progressivo rallentamento nel flusso delle informazioni fornite dal Comune dopo la notizia della firma del protocollo d’intesa con Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).

Alcuni aggiornamenti erano giunti nel 2023, in seguito a incontri con il sindaco e a una precedente interrogazione, chiarendo tra l’altro che gli interventi finanziati dal Bilancio Partecipato e assegnati al WWF Insubria riguardano zone limitrofe, come gli spazi presso la scuola A. Diaz, il Vecchio Mulino e altre aree del territorio.

Considerato il tempo trascorso, i gruppi di opposizione ritengono ora necessario un quadro ufficiale e aggiornato sullo stato dell’iter, anche alla luce della copertura economica già disponibile. La recente deliberazione di Giunta n. 72 del 25 marzo 2024 ha infatti approvato il protocollo d’intesa con APL, che prevede un anticipo di 215.500 euro per la progettazione della misura. Successivamente, con la delibera del Consiglio comunale n. 23 dell’11 luglio 2024, il progetto è stato inserito nel programma triennale delle opere pubbliche per un importo complessivo di oltre 2,3 milioni di euro.

Nell’interrogazione, i gruppi chiedono all’amministrazione:

  • se e quando il protocollo d’intesa con APL sia stato firmato;
  • la data dell’avvenuta erogazione dell’anticipo per la progettazione;
  • a chi sia stato affidato l’incarico progettuale e a che punto sia lo sviluppo del progetto;
  • se esista già una documentazione preliminare condivisibile in Commissione o in Consiglio;
  • quali siano i successivi passaggi procedurali e la loro calendarizzazione;
  • se si intenda destinare una quota delle risorse derivanti dalla Prescrizione 51 del CIPESS per integrare la progettazione e intervenire anche sulle aree delle cave, come discusso nelle commissioni del 10 ottobre e 5 novembre 2024.

I gruppi firmatari sottolineano l’importanza di procedere quanto prima alla realizzazione della MC15, considerata un’opera ambientale strategica per la città e dotata dei finanziamenti necessari. Ora attendono una risposta formale da parte dell’amministrazione comunale.

sabato 6 settembre 2025

Mariano Comense, ottant’anni dopo: Bersani inaugura la Festa dell’Unità con il suo nuovo libro

Fonte immagine: Facebook

Ieri sera a Mariano Comense ha preso ufficialmente il via la Festa dell’Unità organizzata dal Partito Democratico della provincia di Como, in un’edizione dal forte valore simbolico: ricorre infatti l’80° anniversario della prima festa nazionale dell’Unità, celebrata proprio qui, nel 1945, nel bosco noto come “Casin Bel”, al confine con Lentate sul Seveso.

Fonte immagine: Facebook

Il parco dei Vivai ha accolto un pubblico numeroso e caloroso: 260 persone sedute e almeno altrettante in piedi hanno atteso l’arrivo di Pier Luigi Bersani, giunto con un quarto d’ora di anticipo rispetto all’orario previsto. L’ex segretario del Pd ha dialogato con il giornalista di Rai Radio2 Massimo Cirri e con Sofia Castoldi, giovane consigliera comunale dem di Mariano Comense, in un incontro che ha unito memoria, politica e riflessione sul futuro.


«Ottant’anni fa qui cominciava una straordinaria avventura
– ha ricordato Bersani, citando anche sul suo profilo Facebook il senso profondo delle Feste dell’Unità – un format incredibile, fatto di volontariato, convivialità, divertimento e pensiero politico. Non è qualcosa che può finire. La rete crea comunicazione ma anche solitudine: il bisogno di stare insieme crescerà ancora. Il vero problema non sarà mai trovare la gente, ma riuscire a riprodurre la generosità dei volontari. Perché senza volontari non c’è festa. Ma per avere volontari serve un’idea, un valore che si veda, che non resti solo nelle parole».

Il pubblico ha seguito con attenzione anche la presentazione del suo ultimo libro, Chiedimi chi erano i Beatles (Rizzoli), un’opera che unisce racconto personale e riflessione politica. Bersani invita a non restare passivi di fronte alle ingiustizie: «Se c’è qualcosa che vi urta nel profondo, non state lì a pettinare le bambole. Impegnatevi, che siate in tanti o in pochi». Un invito nato dai suoi incontri con giovani militanti e studenti lungo tutta Italia, e che si lega a una visione della politica come servizio, memoria e responsabilità.

Il volume intreccia storia italiana ed europea, dal lavoro come soggetto centrale delle democrazie alle sfide del nuovo tecno-capitalismo, fino al ruolo della sinistra e alle prospettive del Partito democratico. Con uno stile diretto, ricco di aneddoti, Bersani ribadisce che «la generosità è la materia prima della politica» e che, contro le nuove destre, non servono parole astratte ma un linguaggio semplice, capace di parlare ai luoghi e alla vita comune delle persone.

Tra applausi e sorrisi, la serata ha dato il via a un’edizione speciale della Festa dell’Unità: non solo un ritorno alle radici, ma anche uno sguardo verso il futuro di una comunità politica che, come ha ricordato Bersani, continua ad avere bisogno di volti, idee e valori concreti.

lunedì 25 agosto 2025

Mariano Comense, dalla brughiera al futuro: ottant’anni fa la “grande Scampagnata de l’Unità”

Mariano Comense - Festival dell'Unità 1945 - Francesco Scotti (primo a destra) sul palco guarda la folla - Ruggero Grieco al microfono, circondato da numerosi
compagni.

Un palco improvvisato nella brughiera, una folla attenta e curiosa, il sole di fine estate che filtra tra gli alberi. La fotografia scattata il 2 settembre 1945 a Mariano Comense racconta un momento unico: Ruggero Grieco, dirigente comunista e antifascista, parla al microfono con accanto i compagni; a destra, sorridente e fiero, Francesco Scotti guarda la gente radunata. Sul retro della foto, poche parole a matita fissano per sempre l’istante: “Festa dell’Unità // Mariano Comense // 2 Sett. 1945 // Parla Grieco”.

Quel giorno sarebbe rimasto nella memoria come la prima Festa de l’Unità d’Italia, la “Grande scampagnata de l’Unità”: un raduno popolare che unì lavoratori, famiglie, giovani e partigiani. Milano era semidistrutta dai bombardamenti e la scelta cadde su Mariano Comense, dove le fabbriche sfollate, come la Breda, avevano portato con sé una forte comunità operaia.


Il paese si trasformò in un villaggio improvvisato. Casette di legno e corridoi furono ribattezzati via Gramsci, via Lenin e piazza Garibaldi. I muri erano tappezzati di manifesti, e la gente arrivava in bicicletta, in camion, sui treni delle Ferrovie Nord. C’erano giochi popolari, musica, spettacoli per bambini e persino incontri di pugilato. Non era possibile vendere cibo sul luogo della festa, a causa delle rigide disposizioni annonarie, e per questo i partecipanti erano invitati a portare con sé la colazione al sacco. Ciononostante, il vino e le bevande distribuite tra gli stand rendevano l’atmosfera festosa. A chiudere la giornata, i discorsi di grandi figure come Giancarlo Pajetta e Luigi Longo e il saluto di un cappellano partigiano ai Volontari della Libertà.


La prima manifestazione di massa a sostegno del giornale l’Unità fu organizzata grazie all’impegno di Stefano “Willy” Schiapparelli, allora responsabile della diffusione del quotidiano. Fu lui, come ricordava Amerigo Terenzi in un’intervista del 1954, a “improvvisare” la festa di Mariano Comense del 2 settembre 1945, superando anche qualche dubbio iniziale di Luigi Longo.

Il risultato fu straordinario: oltre 200.000 persone raggiunsero Mariano in un’Italia appena uscita dalla guerra, dando vita a una mobilitazione di popolo senza precedenti. “Una cosa mai vista – scrisse Terenzi – nessuno avrebbe mai creduto possibile in quell’epoca con gli scarsi mezzi e le scarse esperienze che avevamo”. Lo stesso Palmiro Togliatti si interessò personalmente a quell’iniziativa, intuendone la portata politica e sociale.

Ne l’Unità dell’epoca il programma venne annunciato con toni trionfalistici: “musiche, cori, danze, alberi della cuccagna, corse nei sacchi e una ricchissima tombola all’americana”. Nessuno spiegò cosa avesse di particolare questa tombola per meritarsi l’aggettivo “americano”; certo è che i premi furono modesti, in un Paese segnato dalla miseria e dalla guerra finita da appena quattro mesi.

Un altro avviso, ancora più eloquente, ricordava ai partecipanti che – per rispettare le rigide disposizioni annonarie – non sarebbe stato possibile vendere cibo sul luogo della festa. Per questo si invitavano i presenti a portare con sé la colazione al sacco: un segno dei tempi difficili, ma anche della forza di una comunità che voleva ritrovarsi.

La brughiera si trasformò in un “villaggio boschereccio”, come lo descrisse con passione Elio Vittorini – allora caporedattore dell’edizione milanese de l’Unità – dove si ballava, si giocava, si provava a dimenticare vent’anni di dittatura e guerra, e si immaginava la nuova Italia che stava nascendo.

Nell’edizione del 6 settembre lo stesso giornale annunciò con orgoglio che la sottoscrizione a sostegno de l’Unità aveva superato gli undici milioni di lire. Un risultato enorme, se si pensa che allora il quotidiano costava appena tre lire.


L’80° anniversario: la Festa che unisce


📅 5-6-7 settembre 2025
📍 Mariano Comense – Parco dei Vivai – via dei Vivai, 8

Ottant’anni dopo, la storia torna protagonista. Il Partito Democratico comense invita tutta la cittadinanza a celebrare l’anniversario della prima Festa de l’Unità con una tre giorni di iniziative:
  • dibattiti e incontri politici con ospiti nazionali,
  • concerti e spettacoli,
  • stand gastronomici e cucina popolare,
  • attività per famiglie e bambini,
  • momenti di memoria e comunità.

La Festa che unisce non è solo un ricordo, ma un appuntamento che guarda al futuro, rinnovando lo spirito di partecipazione e di speranza che già nel 1945 riempì la brughiera di Mariano Comense.

 

Il programma della festa

 

 

Rassegna stampa

Il Giorno, 1 settembre 2025
Giornale di Seregno, 2 settembre 2025
Corriere della Sera, 2 settembre 2025 (link)

venerdì 27 giugno 2025

Pedemontana, polveri e scavi: a Lissone la qualità dell’aria è fuori dal Comune


Si è acceso il dibattito ieri sera in Consiglio comunale a Lissone sulla mozione presentata dal Comitato Difesa Territorio, sostenuta da Vivi Lissone, Listone e Partito Democratico, per chiedere l’installazione di una centralina per il rilevamento della qualità dell’aria in zona Santa Margherita, tra scuole, asilo e oratorio.

La richiesta nasce dalla preoccupazione legata al futuro trasporto, movimentazione e stoccaggio di terre provenienti dagli scavi della Pedemontana, destinati a occupare aree sempre più estese lungo via Edison, ben oltre quelle già esistenti vicino alla scuola Rodari.


La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: cosa respireremo quando questi lavori prenderanno il via, giorno e notte?

La maggioranza che guida il Comune ha però risposto che non servono nuove centraline, perché “gli strumenti di monitoraggio esistono già” e i dati possono essere scaricati dal sito di Pedemontana.

Peccato, osservano i proponenti, che le centraline esistenti si trovino a Monza, Vimercate, Lesmo e Cesano, dunque non forniscono dati specifici sul territorio lissonese, quello che sarà direttamente interessato dalle attività legate agli scavi.

In più, chi consulta il sito https://www.sit.pedemontana.com/ non trova dati relativi alle polveri sottili (PM10), ma soltanto informazioni su rumore e vibrazioni.


La mozione, dunque, è stata respinta, lasciando il timore che Lissone dovrà fare affidamento su rilevazioni non locali per capire la qualità dell’aria nei prossimi mesi e anni.

Per ora, chi vuole sapere se l’aria a Lissone è pulita, dovrà guardare i dati… degli altri Comuni.

 

Aggiornamento / Riceviamo e pubblichiamo

a cura di Giacomo Mosca
 
Un consiglio comunale importante quello di ieri a Lissone. Cosa è emerso? 

🔴 La qualità dell'aria a #santamargherita e a #bareggia è a rischio per le attività dei cantieri di pedemontana 

🔵 Ad oggi non esiste un monitoraggio della qualità dell'aria nelle zone di cantiere 

🟢 Nonostante ciò l' Amministrazione comunale ha rifiutato la nostra proposta di richiedere un'immediata installazione di centraline per il controllo della qualità dell'aria nelle vie circostanti il cantiere 

Perché si rifiutano di fare un qualcosa che sarebbe di semplice buon senso❓

Per disinteresse? Per incapacità? Perché la proposta è arrivata dal nostro Comitato che da sempre è in prima linea per il no a pedemontana ? 

Ognuno dia la sua risposta. Nel frattempo nessuno conosce se l'aria che respiriamo è nei limiti di legge.

Qui il video del consigliere comunale Luca De Vincentis che racconta il consiglio comunale di ieri.
 

martedì 10 giugno 2025

Meda discute la nuova Variante al PGT. Le proposte di Sinistra e Ambiente, PD e Medaperta: “Più attenzione al verde, no a volumetrie eccessive”

Variante PGT Meda. Tavola degli Ambiti di Rigenerazione

A Meda, l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Santambrogio ha avviato il percorso di revisione del Piano di Governo del Territorio (PGT) attraverso una Variante che incide su elementi centrali della pianificazione urbanistica. A seguito della Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), tenutasi lo scorso 26 maggio, è stato aperto il periodo per la presentazione di suggerimenti e proposte da parte di cittadini, associazioni e gruppi politici.

Tra i soggetti intervenuti, anche le liste Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta, che il 3 giugno hanno protocollato le loro osservazioni. Le proposte, al momento di carattere generale, riguardano alcuni nodi critici emersi già durante la fase di confronto pubblico e mirano a orientare in modo più sostenibile e coerente lo sviluppo della città.

La Variante al PGT punta in particolare sulla Rigenerazione Urbana, articolandosi su quattro livelli di intervento:

  • Livello 1, riferito agli ambiti nel nucleo di antica formazione, per i quali la disciplina attuativa è affidata al Piano delle Regole.
  • Livello 2, che comprende gli Ambiti di Rigenerazione Territoriale e Urbana (ART e ARU), con disposizioni dettagliate contenute nelle relative schede tecniche. Tra questi spiccano l’ART1, che unisce le ex fornaci di via Santa Maria con lo stadio comunale di via Busnelli, e l’ART2 in via Conciliazione, area limitrofa agli Orti Condivisi.
  • Livello 3, dedicato ai Comparti di Rigenerazione Urbana (CRU), da individuare nel Piano delle Regole, e in parte coincidenti con gli ambiti di trasformazione del precedente PGT non ancora attuati.
  • Livello 4, che permette la rigenerazione di aree e immobili anche non precedentemente individuati, su iniziativa dei proprietari privati e nel rispetto delle normative del Piano delle Regole.

Le forze di opposizione pongono l’attenzione sull’importanza di definire in modo chiaro e restrittivo le Norme Tecniche di Attuazione, al fine di evitare trasformazioni eccessive del tessuto urbano, soprattutto in aree delicate come il centro storico. Il timore è che, sotto la spinta della rigenerazione, si arrivi ad autorizzare abbattimenti impropri e aumenti volumetrici sproporzionati.


Un altro tema rilevante è il Masterplan strategico paesaggistico-ambientale, incluso nella documentazione VAS, che individua un sistema di interventi basati su “4 fiumi verdi e una soglia blu”: quattro assi di rinverdimento e riqualificazione urbana che confluiscono nel torrente Tarò/Certesa. Questo schema progettuale è pensato per orientare la pianificazione e candidarsi a finanziamenti pubblici.

Su questi progetti, Sinistra e Ambiente-Impulsi, PD e Medaperta propongono l’impiego di parte dei fondi derivanti dalla Prescrizione 51 del CIPESS di Pedemontana per interventi ambientali strategici, incluso l’acquisto di aree da destinare al patrimonio pubblico. Si attende ancora una risposta ufficiale dell’amministrazione sul recepimento di tali proposte.

I gruppi firmatari hanno annunciato che nella fase di adozione della Variante presenteranno osservazioni più specifiche, entrando nel merito tecnico dei singoli ambiti e criteri di attuazione.

Il documento presentato:
 
Meda, 3 giugno 2025
Suggerimenti e proposte a seguito conferenza di VAS per Variante al PGT 2025


Rigenerazione urbana

Lo scopo principale della rigenerazione urbana, in particolare all'interno di un PGT (Piano di Governo del Territorio), è quello di migliorare la qualità della vita nelle aree urbane, attraverso il recupero di spazi dismessi o sottoutilizzati e la riqualificazione degli edifici con azioni mirate alla sostenibilità ambientale e sociale. Questa variante al PGT dimentica però completamente quella parte del patrimonio residenziale pubblico degradato, su cui da troppo tempo attendiamo che si intervenga. L’Amministrazione attuale è a conoscenza delle pessime e non più accettabili condizioni in cui si trovano questi immobili. Chiediamo che si individuino specifici Ambiti di Rigenerazione Urbana volti non solo a facilitare gli indispensabili interventi di manutenzione straordinaria ma pure a rendere quegli spazi vivibili e socialmente attraenti e aggregativi. Suggeriamo infine di includere ulteriori ambiti rigenerativi in cui gli aspetti culturali e sociali siano determinanti per favorire il coinvolgimento della comunità e per promuovere la partecipazione attiva, mediante patti di collaborazione con la Pubblica Amministrazione, per la gestione di beni di utilità collettiva. Ci riferiamo per esempio ad aree verdi abbandonate che potranno essere riqualificate per creare, gestire e curare giardini, orti urbani e al museo diffuso del mobile. Solo in questo modo si potrà recepire per intero il principio di sussidiarietà, anche la parte cosiddetta “orizzontale”, introdotto nel 2001 nella nostra Costituzione. Tale principio è disciplinato dall’art.118, ultimo comma che dispone che: “Stato, Regioni, Città Metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”

Edilizia residenziale pubblica e sociale. Verifica degli effettivi bisogni abitativi dei residenti
Nel Documento di Piano non c’è alcun cenno di politiche per l’edilizia residenziale pubblica e sociale come pure per l’accoglienza transitoria, l’housing sociale a fronte di un palese disagio se non di reale emergenza abitativa. Chiediamo che si colmi questa significativa e colpevole assenza. A Meda non mancano certamente famiglie che si trovano in difficoltà a sostenere costi per loro proibitivi per l’acquisto o l’affitto della casa. Il loro numero, se non già a conoscenza dell’Amministrazione, si può facilmente dedurre dall’analisi degli ISEE ordinari presentati, che costituiscono il principale strumento di accesso a determinati bonus o prestazioni sociali agevolate, e dalle richieste di aiuto pervenute ai Servizi Sociali o ai centri di assistenza dei Patronati. E’ urgente una volta stimato il fabbisogno di alloggi a costi contenuti sia in locazione che in vendita, procedere con soluzioni che potranno essere realizzate grazie ad una serie di agevolazioni di natura pubblica (sgravi fiscali, contributi, agevolazioni urbanistiche) dirette o indirette. La sostenibilità economica di questi interventi è perseguita anche grazie alla particolarità dell’offerta che si rivolge a destinatari con diverse possibilità di spesa. All’interno del medesimo progetto, infatti, può essere presente una quota ERS in locazione a termine, una quota in affitto a riscatto o patto di futura vendita, una quota in vendita convenzionata e anche una quota destinata a bisogni speciali, come anziani o studenti. Chiediamo anche di dare attuazione in via prioritaria al progetto di riqualificazione dell’edificio ex CFP destinato a questi scopi.

Indifferenza funzionale e zone miste
Chiediamo che l’obiettivo della rigenerazione urbana e della conversione del patrimonio sottoutilizzato avvenga comunque dando indicazioni più stringenti per la trasformazione, in particolare dalle destinazioni produttivo / servizi alla destinazione residenziale, governando il superamento delle aree miste (zona San Giorgio) creando servizi e accorpando funzioni in modo da dare coerenza negli interventi in una visione complessiva. Queste indicazioni dovranno essere prescritte dalla Variante al PGT in modo da divenire criterio di orientamento per operatori e uffici.

Ambito di rigenerazione territoriale ART2 di via Conciliazione
Questo nuovo ambito consiste in una residua area adibita ad attività estrattiva prima e successivamente di stoccaggio e lavorazioni di inerti, e in una più consistente, dopo decenni di abbandono, boschiva. Chiediamo che nell’operazione di modifica delle funzioni originarie si tenga conto dell’avvenuta trasformazione tuttora in corso ponendo particolare attenzione, nel progetto che andrà a definirsi, alla presenza dell’adiacente area di proprietà comunale in parte boschiva e in parte destinata a partire dal 2015 al progetto di iniziativa popolare degli Orti Condivisi che dell’intero lotto si è fatto promotore e garante nella realizzazione, gestione e cura.
Chiediamo che si tenga in considerazione anche la sopracitata naturalizzazione avvenuta con la crescita arborea su una superficie che si può a pieno titolo considerare a Bosco, rientrante nei parametri di ampiezza di 2000 mq e larghezza di 25 mt così come definito all’art. 42 della L.R 31/2008 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale).
Auspichiamo pertanto che l’eventuale costruito si ponga ai margini delo spazio, verso la via Conciliazione.

Ambito di rigenerazione territoriale ART1 di via Santa Maria + via Busnelli
Considerando la non contiguità delle due aree ora accorpate e considerando che gli interventi rigenerativi sugli stessi devono tenere in considerazione la loro storia, localizzazione e utilizzo, per l’area in via Santa Maria (ex Fornaci) all’interno del Parco Regionale Groane-Brughiera con edifici di archelogia industriale e di storia dell’attività produttiva mentre per l’area di via Busnelli di proprietà comunale con un uso quale campo da calcio (vecchio stadio comunale), si suggerisce di tenere separati gli ambiti affinchè siano per esse definite adeguate e compatibili possibilità di intervento.

Piano delle Regole
Riteniamo che le ampie possibilità di demolire e ricostruire ovunque gli edifici modificandone sagome e sedime presentate nella variante al Piano delle Regole vadano regolamentate e circoscritte. Chiediamo che si debba ricorrere a questa soluzione solo quando non sono praticabili alternative che garantiscano l’effettivo miglioramento delle prestazioni ambientali, ecologiche, energetiche e funzionali specialmente nei casi di patrimonio edilizio dismesso e ammalorato.

Mobilità Sostenibile
Pur non essendo direttamente materia del PGT, si chiede di evidenziare in apposito capitolo la programmazione, progettazione e realizzazione di una rete ciclabile urbana che colleghi tra loro i Punti di Interesse (PDI) della vita quotidiana quali scuole, uffici comunali, luoghi culturali e storici, luoghi di socialità, riprendendo e considerando anche quanto definito nel progetto GREEN LANE.
Il fine è quello di incentivare ed innescare l’uso della bicicletta per gli spostamenti brevi (4-5 km) desaturando una viabilità caotica per la prevalenza dell’auto. In aggiunta ai punti di interesse della Green Lane già identificati per Meda riguardanti l’interscambio trasportistico e il patrimonio storico/culturale e ambientale corrispondenti alla Stazione ferroviaria FNM, alla Villa Antona Traversi + Chiesa di San Vittore, ai Boschi della Brughiera con la Zoca dei Pirutit e alla Ciclovia Meda-Milano, anche le scuole secondarie superiori quali il liceo M. Curie, l’istituto commerciale Milani, il Centro di Formazione Professionale Terragni, costituiscono poli scolastici da rendere accessibili alla mobilità lenta. Altri luoghi collegabili sono gli istituti delle scuole primarie e secondarie dell’obbligo (Anna Frank, Diaz, Traversi, S. Giuseppe, S.Giorgio, Tre Venezie) così come gli oratori, il centro spor-tivo, le chiese, il centro anziani, i parchi e le aree verdi etc.

Priorità degli Interventi Ambientali dei “Fiumi Verdi e della Soglia Blu”
Preso atto degli obiettivi del miglioramento ambientale e naturalistico espresso nel PGT con il
"Masterplan" proponente un “Manifesto per la Meda del futuro” dove sono identificati 4 “fiumi verdi” e una “soglia blu”, si suggerisce e si chiede di definirne un impegno di priorità per la loro concretizzazione affinché gli stessi non restino pure enunciazioni.

Tutela ambientale e naturalista e idrogeologica delle aree verdi nelle fasce collinari e pedecollinari

Si rende necessario prevedere una maggiore tutela delle aree verdi, sia comprese nel Parco regionale delle Groane sia esterne, in relazione alle fasce collinari e pedecollinari, rendendole aree di pregio naturalistico e di rigenerazione ambientale, arborea e faunistica, di ossigenazione contro l’inquinamento atmosferico e termica contro il surriscaldamento, assicurando un alta salvaguardia per fini idrogeologici contro il dissesto in ipotesi di eventi estremi sempre più frequenti. Per tali fini, la variante al PGT deve limitare / eliminare lo sfruttamento di queste aree di pregio per attività di servizi, fini agricoli e allevamento, fini ludici e commerciali o altro, che ne alterano il carattere di tutela ambientale. Tali aree devono essere oggetto di progetti di manutenzione della vegetazione arborea e del sottobosco e dei sentieri da riaprire e monitorare, investendo e pretendendo dagli enti competenti investimenti per la riqualificazione ambientale.

I gruppi del Partito Democratico, Sinistra e Ambiente - Impulsi, Lista civica MedaAperta

mercoledì 7 maggio 2025

A Monza lo spettacolo "FANGO - Storia di un’alluvione" con Marco Cortesi e Mara Moschini


Giovedì 15 maggio alle ore 21:00, presso la Sala Maddalena di Monza (via Santa Maddalena 7), andrà in scena FANGO - Storia di un’alluvione, uno spettacolo teatrale scritto e interpretato da Marco Cortesi e Mara Moschini. L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria tramite il form online (link prenotazione). È gradita una donazione volontaria.

L’evento è inserito nel ciclo di appuntamenti Monza SOStenibile, promosso dal Partito Democratico di Monza, e rappresenta un’occasione per riflettere sul significato di solidarietà e resilienza di fronte a eventi drammatici.

Lo spettacolo prende spunto dall’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna il 16 maggio 2023, quando oltre 20 fiumi esondarono causando una delle più gravi catastrofi ambientali della storia recente italiana. Diciassette persone persero la vita, 36.000 cittadini furono costretti ad abbandonare le proprie case, 260.000 animali morirono, 105 città vennero coinvolte e altrettante scuole devastate. In totale, si contarono 2300 frane.

Attraverso una narrazione intensa e coinvolgente, frutto di un’inchiesta che ha raccolto le testimonianze dirette di soccorritori e superstiti, FANGO racconta una notte che ha segnato per sempre la vita di migliaia di persone. Ma non si limita a ricostruire i fatti: il disastro naturale diventa il punto di partenza per un’esplorazione più profonda del coraggio, dell’altruismo e della capacità umana di resistere e reagire.

giovedì 6 febbraio 2025

Incontro pubblico su Trenord: mobilità sostenibile e prospettive future


Le associazioni Legambiente Cantù, Fridays For Future Cantù e Strade e Pensieri per Domani organizzano un incontro pubblico dal titolo "Trenord: tra stato di fatto e prospettive future", riprogrammato per giovedì 20 febbraio 2025, alle ore 20.30, presso la Stazione Ferroviaria di Brenna-Alzate (via Stazione 1, Brenna).

Durante l'evento si terrà un dibattito sulla mobilità sostenibile nel territorio, con la partecipazione di esponenti del mondo politico. In particolare, sarà approfondito il tema del rilancio della linea ferroviaria Como – Lecco, con un focus sul progetto di elettrificazione della tratta, la cui realizzazione è imminente.

Si discuterà inoltre delle possibili nuove connessioni ferroviarie, con particolare attenzione ai collegamenti verso la Svizzera, Varese (via Arcisate) e Bergamo.

L’iniziativa mira a sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sul futuro del trasporto ferroviario locale, evidenziando le opportunità offerte da un sistema di mobilità più sostenibile ed efficiente.

lunedì 9 dicembre 2024

Meda spinge, Seregno tace: la tangenziale di Pedemontana divide il territorio

L'area del Parco che verrà occupata dalla tangenziale di Pedemontana

È ormai certo: la tangenziale Meda-Seregno, inserita nel progetto più ampio di Pedemontana, verrà realizzata. Nonostante le perplessità e le opposizioni sollevate dalle associazioni ambientaliste e comitati di cittadini, il Comune di Meda sembra determinato a spingere affinché l’opera venga considerata prioritaria. A confermare questa linea sono le ultime notizie trapelate, che delineano un quadro in cui l’infrastruttura si avvia a diventare una realtà concreta.

Rispetto al tracciato originario, saranno apportate alcune modifiche, anche se di portata limitata. In particolare:

  • Sarà eliminata la rotonda prevista al confine tra Meda e Seregno.
  • Il tracciato verrà spostato più vicino all’area artigianale di Meda.
  • Verrà realizzato un sottopasso pedonale per dare la possibilità agli abitanti del quartiere Polo di Meda di frequentare il Parco del Meredo.


Questi interventi, però, non sembrano sufficienti a mitigare il forte impatto ambientale e sociale. La tangenziale andrà infatti a sottrarre una parte significativa del parco, una risorsa fondamentale per i quartieri di Sant’Ambrogio e Ceredo, senza che al momento siano state rese note alla cittadinanza quali opere compensative verranno eseguite.

Questo blog e i Comitati di Quartiere, insieme a molti cittadini, hanno cercato di sensibilizzare le amministrazioni comunali di Meda e Seregno, proponendo soluzioni alternative o una revisione più radicale del progetto. Tuttavia, tali richieste non hanno avuto l’effetto sperato. L’opera, nella sua sostanza, rimane pressoché invariata, nonostante le preoccupazioni per l’impatto ambientale e la qualità della vita dei residenti.

Un aspetto che sta generando ulteriori perplessità è il silenzio dell’amministrazione comunale di Seregno nei confronti della cittadinanza. Ad oggi, gli abitanti dei quartieri interessati non sono stati adeguatamente informati sulle eventuali misure di mitigazione previste per compensare le perdite ambientali e paesaggistiche. Inoltre, trattandosi di un intervento che va ad intaccare un'area boschiva, dovrebbe prevedere interventi di compensazione forestale.

La tangenziale di Pedemontana. In rosso il tratto nel Parco del Meredo

In questo contesto, il ruolo dell'amministrazione seregnese è particolarmente discussa. Non è sfuggito a molti cittadini che il primo cittadino ha trovato il tempo di partecipare a assemblee organizzate da diversi circoli del PD (cliccare qui e qui), per informare i residenti di altri comuni riguardo a Pedemontana, ma non ha ancora organizzato incontri con la propria comunità. Questa mancanza di dialogo rischia di alimentare ulteriore sfiducia tra i cittadini e le istituzioni.

Mentre l’amministrazione di Meda sembra procedere con determinazione, i residenti di Seregno restano in attesa di risposte. La sottrazione di una parte del parco e le trasformazioni che la tangenziale comporterà sollevano interrogativi importanti: quali saranno le vere conseguenze per il territorio? E quali benefici, se ve ne saranno, giustificheranno i sacrifici richiesti alla comunità?

In assenza di una comunicazione chiara e di un dialogo trasparente, il futuro di questa infrastruttura sembra destinato a rimanere un tema divisivo, con il rischio di lasciare una profonda cicatrice sul tessuto ambientale e sociale del territorio.


Abbiamo ricevuto un contributo da parte di un lettore che approfondisce ulteriormente alcune questioni legate alla tangenziale Meda-Seregno, in particolare i rischi per la viabilità e l’impatto sulla qualità della vita nei quartieri limitrofi.

Vi invitiamo a leggerlo per approfondire i punti critici sollevati e continuare la riflessione su questo importante tema (cliccare qui).


 Per leggere gli altri post dedicati alla tangenziale Meda-Seregno cliccare qui

Cantieri di Pedemontana a Lissone: Santa Margherita nel mirino. Quali conseguenze per il quartiere?


A Lissone, l’opposizione al progetto dell’Autostrada Pedemontana Lombarda si fa sempre più viva, con iniziative che coinvolgono sia la politica sia la cittadinanza. Questa sera, lunedì 9 dicembre 2024, alle ore 20, la lista civica "Il Listone" invita i cittadini a partecipare alla Commissione Territorio, che si terrà nella Sala del Consiglio Comunale di Lissone. L’ordine del giorno prevede un’informativa sugli aggiornamenti relativi alla riunione del 27 novembre in Regione Lombardia, durante la quale sono stati discussi i dettagli della cantierizzazione e dell’impatto dell’opera.


Alla Commissione, aperta al pubblico, saranno presenti i vertici di Pedemontana per rispondere alle domande dei commissari e, si spera, fornire informazioni chiare su temi fondamentali come tempistiche, modalità di esecuzione e impatti viabilistici. La riunione sarà trasmessa anche in streaming (cliccare qui), garantendo un’ampia partecipazione. La Commissione è stata fortemente voluta dai commissari del "Listone" Nava, De Vincentis e Foligno per mettere in evidenza i pesanti effetti che Pedemontana avrà sulla città e per sottolineare il diritto dei cittadini di essere informati e ascoltati.

Tra i temi che saranno probabilmente al centro del dibattito figura la questione delle opere di compensazione previste per Lissone. Nonostante l’impatto maggiore sia atteso nel quartiere Santa Margherita, una parte di queste opere interesserà invece il parco pubblico Carlo Maria Martini, nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco. Il progetto riguarda lavori di riqualificazione legati all’evento climatico del luglio 2023, ma il collegamento con Pedemontana appare poco chiaro. La scelta, voluta dalla sindaca Borella, ha già sollevato critiche e richieste di spiegazioni.


Per continuare a informare la cittadinanza e consolidare l’opposizione al progetto, domani, martedì 10 dicembre 2024, il Circolo PD Renzo Perego organizza una serata pubblica alle ore 21 presso il Centro Civico di Bareggia, in Piazza S. Antonio M. Zaccaria 6. L’incontro sarà dedicato all’analisi dei rischi e delle criticità di Pedemontana, con un particolare focus sull’impatto ambientale e sulla qualità della vita dei residenti. Il PD, che ha già sollecitato interventi a livello europeo attraverso l’europarlamentare Brando Benifei, conferma la sua ferma opposizione all’opera, definita "inutile e dannosa".

venerdì 29 novembre 2024

Pedemontana: il futuro della mobilità è qui... ed è tutto a pagamento!

Immagine tratta dal web

di Domenico Corrusco


Benvenuti nel paradiso della mobilità lombarda: dove paghi per guidare, ma i mezzi pubblici sono roba da film di fantascienza

Signore e signori, aprite bene gli occhi e preparate i portafogli: la Lombardia sta per regalarvi il futuro della mobilità! O meglio, vi fa pagare anche il presente. La tratta B2 della Milano-Meda? A tariffa. Il trasporto pubblico? Beh, avete presente i draghi? Ecco, stessa cosa: si dice che esistano, ma non li ha mai visti nessuno.

Avete sempre sognato di sborsare denaro per percorrere una superstrada che prima era gratuita? Tranquilli, il vostro desiderio si avvererà! La Milano-Meda, arteria fondamentale che collega Milano alla Brianza, verrà messa a pedaggio. Una scelta pensata per "ottimizzare la mobilità", che tradotto significa: "spremiamo i pendolari come limoni".

Il pedaggio, ovviamente, è una forma di incentivo. Ma incentivo a cosa? A usare i mezzi pubblici, dicono. Ah, che risate!

I trasporti pubblici in questa regione sono un mito degno di un documentario su Discovery Channel. Gli autobus sono così puntuali che li vedi solo a Natale, come le lucine. I treni? Diciamo che preferiresti camminare: lenti e talmente sovraffollati che devi chiedere il permesso anche per respirare.

E quando finalmente trovi una stazione? Ecco l’ostacolo finale: i parcheggi. Molti comuni, con una mossa da veri strateghi, hanno deciso di vietare la sosta o di imporre tariffe da gioielleria proprio accanto alle stazioni. Vuoi lasciare l’auto per prendere il treno? Ottima idea! Ma prima ipoteca casa tua per pagare il parcheggio.

Con la Milano-Meda a pagamento, tutto il traffico verrà deviato sulle strade locali. Immaginate file interminabili sulla Comasina e sulla Valassina. Sarà come una festa… ma senza musica, senza divertimento e con molto clacson.

Il bello? La Regione e Pedemontana sostengono che tutto questo è "per il bene della mobilità". Certo, come dire che mettere un ostacolo in mezzo alla pista migliora la corsa: geniale!

Per firmare la petizione contro il pedaggio cliccare qui

Non tutto è perduto, però. I Circoli del PD della Valle del Seveso hanno deciso di farsi sentire, raccogliendo, ad oggi, quasi 2600 firme per chiedere che il pedaggio venga eliminato dalla Milano-Meda. Le motivazioni? Semplici: vogliamo respirare, muoverci, e non vogliamo essere dissanguati ogni volta che dobbiamo andare a lavorare. Se vuoi firmare la petizione clicca qui.

Cari brianzoli, non lamentatevi troppo: state vivendo un esperimento sociale unico. Stanno cercando di capire quanto si può peggiorare la vita quotidiana di un pendolare prima che scappi urlando verso un eremo.

Nel frattempo, mettetevi comodi (non in macchina, però, che costa troppo) e preparatevi a ridere per non piangere. Il futuro della mobilità è qui... ed è tutto a pagamento!

mercoledì 13 novembre 2024

Sinistra e Ambiente-Impulsi: proposte e priorità per i fondi compensativi della Pedemontana a Meda


a cura di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Meda

A seguito dell'incontro congiunto del 10 ottobre 2024 delle Commissioni Territorio e Ambiente e Bilancio e Società Partecipate, avente come tema lo stanziamento destinato al Comune di Meda (11,3 milioni di euro) per opere compensative in linea con la prescrizione 51 della delibera 97/2009 del CIPESS e relative all’esecuzione dell’Autostrada Pedemontana Lombarda e al Protocollo d’Intesa, il 5 novembre 2024 si è tenuto un ulteriore incontro di approfondimento per esaminare la legittimità degli interventi che possono essere coperti con i fondi destinati a Meda. Sinistra e Ambiente-Impulsi era presente a entrambi gli incontri.

La prescrizione 51 del CIPESS specifica che tali fondi possono essere utilizzati per “opere e interventi per la qualità ambientale, politiche di governo del traffico e interventi per la mobilità, tra cui l’abbassamento del piano del ferro delle linee FNM Milano-Asso e Seveso-Camnago (al fine di migliorare la permeabilità viaria e l'accessibilità al sistema autostradale) e opere/centri di interscambio per la mobilità sostenibile e ciclopedonale."

L’ing. Andrea Monguzzi di Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), interpellato durante la riunione, ha chiarito che, oltre agli interventi sulla viabilità, lo stanziamento può coprire anche l’acquisizione di aree da tutelare e riqualificare dal punto di vista ambientale, nonché la realizzazione di piste ciclabili di connessione urbana.

L’amministrazione comunale di Meda ha individuato alcune progettualità che intende sviluppare, come la deimpermeabilizzazione di aree di parcheggio, la riqualificazione di via Indipendenza con l’inserimento di alberature e una nuova viabilità nei pressi del cimitero, per un costo stimato di 5 milioni di euro. Per i restanti 6 milioni, l’amministrazione si è dichiarata aperta a suggerimenti e contributi da parte di altri soggetti.

A tal proposito, con la disponibilità e il supporto del Consigliere Comunale Marcello Proserpio, rappresentante della coalizione, i gruppi di Sinistra e Ambiente-Impulsi, del Partito Democratico e della Lista Medaperta hanno presentato un documento preliminare con alcune proposte, chiedendo esplicitamente che gli interventi ambientali, in particolare l’acquisizione di aree libere e gli interventi per la mobilità ciclabile, siano considerati prioritari nell’utilizzo dei fondi rimanenti.

Si sottolinea ancora una volta che il territorio brianzolo, già compromesso da asfalto e cemento, è ora soggetto a un’infrastruttura autostradale che avrà un impatto pesante sulla viabilità e sulle poche aree libere rimaste nella zona sud del Comune, a partire da quelle che saranno sacrificate per la realizzazione della tangenziale Meda-Seregno-Seveso, opera complementare alla Pedemontana che consumerà ulteriore suolo libero. Sinistra e Ambiente - Impulsi, consapevole delle criticità che questa autostrada genererà e ancora contraria al completamento della Pedemontana, si impegnerà per un utilizzo ponderato dei fondi compensativi della prescrizione 51. Inoltre, continuerà a occuparsi della bonifica dalla diossina e delle compensazioni ambientali, anche alla luce della recente firma del Protocollo d'Intesa per la progettazione della “Valle dei Mulini,” finanziata da APL e ora coperta dal Comune di Meda.


venerdì 8 novembre 2024

Cosa c’è da sapere su Pedemontana: incontro pubblico a Villasanta


Il Partito Democratico di Villasanta organizza un’assemblea pubblica per discutere del progetto autostradale Pedemontana, un tema che continua a generare preoccupazioni e dibattiti tra cittadini e amministrazioni locali. L’incontro, intitolato “Quello che bisogna sapere su Pedemontana”, si terrà giovedì 14 novembre alle ore 20:45 presso Villa Camperio, in via Confalonieri 55, a Villasanta.

L’assemblea ha l’obiettivo di informare i cittadini sugli sviluppi del progetto e sulle sue ricadute attuali e future, tanto sui territori direttamente interessati, quanto su quelli limitrofi. In particolare, verranno affrontate le questioni relative all’impatto sul traffico e sul trasporto, problematiche che rischiano di peggiorare sensibilmente con il progredire dei lavori di Pedemontana.
Programma dell’evento

A introdurre la serata sarà Patrizia Bestetti, segretaria del circolo PD di Villasanta, mentre il ruolo di moderatore verrà affidato al vice sindaco di Villasanta, Carlo Sormani. La presenza di esperti e rappresentanti istituzionali permetterà di analizzare il tema da prospettive diverse, per offrire ai cittadini un quadro chiaro e dettagliato.

Tra gli ospiti figurano:

  • Gigi Ponti, consigliere regionale, che esporrà la posizione del Consiglio e i principali sviluppi istituzionali sul progetto Pedemontana;
  • Umberto Regalia, esperto in infrastrutture e viabilità, che fornirà una visione tecnica sugli effetti previsti in termini di traffico e viabilità;
  • Massimo Stucchi, membro del Comitato No Pedemontana di Lesmo, Camparada e Arcore, che rappresenterà la voce dei cittadini e dei comitati locali contrari al progetto, illustrando le motivazioni e le iniziative di chi si oppone alla costruzione dell’autostrada.

L’incontro è aperto a tutti i cittadini, con l’invito a partecipare numerosi per informarsi su una questione che potrebbe avere un impatto duraturo su Villasanta e sulle aree limitrofe.

mercoledì 31 luglio 2024

Il futuro del Bosco delle Querce guarda verso l'ampliamento


Lo scorso 29 luglio 2024, il Consiglio Comunale di Seveso ha votato all'unanimità una mozione che prevede l'ampliamento del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda. Questo segna un importante riconoscimento del valore ambientale e simbolico del Bosco delle Querce, che è ormai un patrimonio ideale condiviso da tutti. Tuttavia, un emendamento presentato da Seveso Futura, che mirava a definire in modo più preciso le aree dell'ampliamento e a rafforzare l'impegno del Comune nei confronti di Regione Lombardia, è stato respinto.

Da parte nostra, esprimiamo soddisfazione per il fatto che l'ampliamento del Bosco delle Querce sia diventato un obiettivo comune, ma allo stesso tempo manifestiamo rammarico per la mancata approvazione dell'emendamento di Seveso Futura. Questo emendamento rappresentava una visione più ambiziosa e lungimirante per il futuro del parco, proponendo di estendere l'ampliamento oltre i confini attuali e, aggiungiamo noi, poteva costituire la premessa per creare un corridoio ecologico che lo colleghi al Parco GruBrìa (ex Brianza Centrale e Grugnotorto Villoresi), con l'obiettivo di una possibile fusione tra i due parchi. In un'epoca in cui non ci si può più permettere di pensare solo al proprio "orticello", è necessario guardare oltre e unire le aree verdi contigue per creare un sistema ecologico più vasto e interconnesso.

Sul tema è intervenuto anche il gruppo civico ecologista Sinistra e Ambiente, con un comunicato che sottolinea come l'ampliamento del Bosco delle Querce sia stato a lungo al centro delle loro iniziative, in collaborazione con gruppi come, Legambiente di Seveso, Seveso Futura e altre realtà, culminate in una raccolta firme e in un'iniziativa autonoma del PD di Seveso.

L'intervento di Sinistra Ambiente - Impulsi, Meda
 
Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente in una iniziativa di "Insieme in rete"

"Siamo certamente soddisfatti che il tema dell'ampliamento del Bosco delle Querce sia diventato un patrimonio ideale comune, condiviso anche dalla maggioranza. Questo rappresenta un passo avanti significativo per il futuro del nostro territorio. Tuttavia, non possiamo nascondere il nostro rammarico per il modo in cui questa opportunità è stata trattata. La mozione presentata dalla maggioranza, nonostante le buone intenzioni, ci è apparsa sommaria, incompleta e debole nella parte dispositiva.

Per questo motivo, come gruppi che hanno lavorato intensamente su questo tema, abbiamo deciso, tramite il Consigliere Comunale di Seveso Futura, Giorgio Garofalo, di presentare una serie di emendamenti alla mozione. Questi emendamenti miravano a chiarire meglio le aree coinvolte nell'ampliamento e a rafforzare l'impegno del Comune nei confronti di Regione Lombardia, che insieme all'amministrazione di Meda gestisce il Bosco.

In particolare, gli emendamenti sottolineavano l'importanza di estendere l'ampliamento sia a est, nelle aree prossime a via della Roggia, sia a ovest, in via Eritrea. Inoltre, specificavano che i fondi destinati alle compensazioni forestali dovessero essere utilizzati esclusivamente per il rimboschimento e proponevano la creazione di un ponte verde che fungesse da corridoio ecologico tra il Bosco delle Querce e l'area di via della Roggia. Questi erano emendamenti sensati e costruttivi, che avrebbero dato maggior forza e chiarezza all'iniziativa.

Purtroppo, la maggioranza della sindaca Borroni ha respinto questi emendamenti, giudicandoli come 'argomenti aggiuntivi' estranei alle volontà dei proponenti la mozione. È stato escluso, ad esempio, l'ampliamento del Bosco sulle residue superfici a ovest, in via Eritrea, area dove il Masterplan prevede una compensazione ambientale (Progetto Locale 18). Inoltre, rispetto alla proposta del ponte verde, la sindaca ha mostrato poca volontà di insistere con la società Autostrada Pedemontana Lombarda per la sua realizzazione, preoccupata dai costi che avrebbero gravato sull'amministrazione sevesina.

Questa posizione ci sembra indicativa di una maggioranza timorosa, forse infastidita da emendamenti che avrebbero richiesto un maggiore e più consapevole impegno per ottenere l'ampliamento del parco. Alla fine, la mozione è passata nella sua versione 'soft', con il voto responsabile delle minoranze (PD, Lista Butti e Seveso Futura), pur critiche sul testo.

Non possiamo fare a meno di ricordare che l'estensione del Bosco delle Querce era già stata considerata nello studio del 1993 curato dal dott. Mario Di Fidio, promosso da Regione Lombardia, dove si prevedeva anche una rinaturalizzazione dei luoghi prossimi. Ora, con l'imminente realizzazione della tratta B2 dell'Autostrada Pedemontana Lombarda, che sottrarrà territorio al Bosco delle Querce, un ampliamento del parco è più che mai necessario, anche come parziale compensazione del danno ecologico che ne deriverà."


MOZIONE DELLA MAGGIORANZA (Lega Nord, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Viviamo Seveso)

Foto aerea del Bosco delle Querce

Mozione avente ad oggetto l'ampliamento del Bosco delle Querce

PREMESSO CHE:

  • Gli alberi sono uno strumento efficace ed economico per garantire la salute dell'ambiente urbano, contro gli effetti del mutamento climatico e dell'inquinamento dell'aria;
  • Sulla città di Seveso, si contano tre macro parchi oltre a giardini pubblici cittadini:
  1. PARCO DELLE GROANE per un'estensione totale di 3.400 ettari;
  2. Il corridoio del BOSCO DEL BIULÉ per un'estensione totale di 2 ettari;
  3. BOSCO DELLE QUERCE per un'estensione totale di 43 ettari;
  • Il Bosco delle Querce ha un valore altamente simbolico per la città di Seveso, quale area protetta, nata sulle macerie del disastro del 10 luglio 1976, a seguito di un ingente progetto di riforestazione, che rappresenta tutt'oggi un esempio di resilienza e riscatto ambientale, oltre che sociale per il vissuto dei cittadini di Seveso in quegli anni di ansie, incertezze e fragilità;
  • Il Bosco delle Querce, che ha come ente gestore e forestale il Comune di Seveso, rappresenta un'importante area verde e garantisce un ambiente naturale dal valore unico per Seveso e per i suoi cittadini, senza distinzione di età, che lo frequentano con presenza assidua ogni giorno, godendone le bellezze di ogni stagione attraverso attività ludiche, sportive, gruppi di cammino e individuali;
  • A seguito dell'imminente realizzazione della nuova tratta B2 di Autostrada Pedemontana, il Bosco delle Querce sarà interessato da un'importante occupazione di parte della sua estensione e, a compensazione della trasformazione del Bosco, sarà corrisposta una somma a destinazione vincolata di oltre € 900.000 per progetti di riforestazione;
  • L'imminente revisione del PGT del comune di Seveso rappresenta l'opportunità ideale per poter attuare una previsione urbanistica finalizzata all'allargamento del perimetro del Bosco delle Querce, includendo nuove aree al di fuori degli attuali confini, con particolare riferimento a quelle prospicienti alla frazione di Baruccana;
  • Con la messa in esecuzione del progetto definito della tratta B2, non è prevista la realizzazione di un collegamento che attraversi la nuova infrastruttura, tra il Bosco delle Querce e la frazione di Baruccana/Meredo, dividendo di fatto la frazione dal resto del territorio;


RILEVATO CHE:

  • Con l'attuazione del progetto della tratta B2, senza la previsione di alcun collegamento tra le aree della frazione di Baruccana/Meredo e il Bosco delle Querce, si inibisce la mobilità pedonale;
  • Nel progetto esecutivo della tratta B2 della nuova Autostrada Pedemontana è prevista la realizzazione di una vasca di laminazione ecologica circondata da alberi e piantumazioni, che interesserà le aree della frazione di Baruccana; le aree in questione vennero già inserite nel 2009 come opera di compensazione ambientale;
  • Gli interventi programmatici di rinaturalizzazione e di recupero si sono realizzati grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia e all'impegno di ERSAF in qualità di gestore della manutenzione e riqualificazione arborea;
  • A seguito della realizzazione della tratta B2, che sottrarrà territorio al Bosco delle Querce e prevederà l'abbattimento di una considerevole quantità di alberi, si dovrà prevedere un progetto di ripristino della quantità di alberi abbattuti e la realizzazione di nuovi impianti arborei atti a migliorare e fronteggiare il nuovo stato dei luoghi che si paleserà al termine della realizzazione del progetto della Nuova Autostrada Pedemontana.

CONSIDERATO CHE:

  • L'ampliamento delle aree verdi urbane è fondamentale per migliorare la qualità della vita dei cittadini, offrendo spazi per attività ricreative, nonché contribuendo alla riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico, con particolare attenzione alle aree situate in prossimità delle case e della nuova Autostrada Pedemontana;
  • In prossimità del Bosco delle Querce, verso la frazione di Baruccana, si rileva l'esistenza di spazi verdi incolti, che potrebbero essere fruiti come verde pubblico, aumentando così la superficie disponibile per la cittadinanza;
  • L'incremento delle aree verdi urbane contribuisce in modo significativo al benessere dei cittadini, alla salvaguardia dell'ambiente e alla promozione di uno sviluppo sostenibile.

Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:

  • Valutare con Regione Lombardia la possibilità di ampliare l'estensione del Bosco delle Querce, utilizzando le aree adiacenti allo stesso, con particolare riferimento a quelle incolte e limitrofe alla Nuova Superstrada Pedemontana, prospicienti la frazione di Baruccana;
  • Destinare parte delle compensazioni della deforestazione per rimboscare le aree che saranno oggetto dell'ampliamento;
  • Sensibilizzare Regione Lombardia e/o Autostrada Pedemontana alla realizzazione, a loro cura e spesa, di un ponte pedonale che possa permettere l'attraversamento in sicurezza dell'infrastruttura, creando un collegamento tra il Bosco delle Querce e la frazione di Baruccana, permettendo una facile fruizione del parco anche da parte degli abitanti della frazione.


EMENDAMENTI SEVESO FUTURA
Emendamenti alla mozione prot. 0023493 del 22.07.2024 sull'ampliamento del Bosco delle Querce

Uno degli ingressi del Bosco delle Querce

EMENDAMENTO NUMERO 1

A pag. 2, dopo il seguente paragrafo: "L'imminente revisione del PGT del comune di Seveso rappresenta l'opportunità ideale per poter attuare una previsione urbanistica finalizzata all'allargamento del perimetro del Bosco delle Querce, includendo nuove aree al di fuori degli attuali confini, con particolare riferimento a quelle prospicienti la frazione di Baruccana";
aggiungere la frase: "che si estende, a est del Bosco delle Querce, tra le vie della Roggia, via Vignazzola, via dei Vignee e via del Tramonto."

EMENDAMENTO NUMERO 2

A pag. 2, dopo il paragrafo appena suesposto, aggiungere il seguente testo: "Confermare l'ampliamento anche alle porzioni di verde residue rimaste sul lato ovest, tra via Eritrea e via Padre Masciadri."

EMENDAMENTO NUMERO 3
Al punto 1 delle determinazioni finali, dopo il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a sostituire il paragrafo con la seguente frase: "Sottoporre a Regione Lombardia con un atto formale, unitamente all'amministrazione medese, l'ampliamento del Bosco delle Querce includendone le aree a est, comprese tra le vie della Roggia, via Vignazzola, via dei Vignee e via del Tramonto, e a ovest nell'area compresa tra via Eritrea e via Padre Masciadri."

EMENDAMENTO NUMERO 4
Aggiungere al punto 2 del deliberato, dopo la parola "...ampliamento" la frase seguente: "considerato comunque che l'intera cifra verrà utilizzata per rimboschimenti e nuove piantumazioni."

EMENDAMENTO NUMERO 5
Modificare al punto 3 del deliberato "...ponte pedonale..." con la seguente frase: "un grande ponte ciclopedonale verde, ampio collegamento, rivestito di terra e vegetazione, che unirà il Bosco delle Querce con l'area di estensione verso il lato est (Baruccana)."