mercoledì 24 febbraio 2021

Ecomafie e traffici illeciti di rifiuti: se ne parla il 25 febbraio 2021 nel secondo video-incontro della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta"


 

Dopo il primo evento tenutosi la scorsa settimana, alla Rassegna "4 colpi alla 'ndrangheta" si discuterà di ecomafie e di traffici illeciti di rifiuti.
Il secondo video-incontro si terrà  giovedì 25 febbraio alle ore 17,30, sulla piattaforma Zoom (cliccare qui), ed avrà per titolo "I traffici illeciti di rifiuti in Lombardia". Durante l’incontro si discuterà di ecomafie, ovvero di illegalità criminale nel traffico dei rifiuti, tra roghi e depositi abusivi, che hanno interessato la Lombardia e anche le province di Como e Lecco.
Interverranno all’evento pubblico due relatrici:

  • Silvia Bonardi, magistrata della DDA di Milano, che ha seguito le principali indagini relative ai roghi di rifiuti e ai traffici ambientali in Lombardia;
  • Monica Forte, presidente della Commissione regionale Antimafia.

L’incontro è moderato da Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”.


 

La Lombardia ha rischiato, in particolare nel periodo 2017-2018, di diventare la nuova “terra dei fuochi”. Questo in seguito ai numerosi roghi di rifiuti che hanno interessato molti territori, tra questi anche la provincia di Como. Da quanto emerso in un’inchiesta condotta dalla DDA di Milano, la stessa città di Como è diventata il crocevia di trasferimenti illeciti di rifiuti tra il Nord e il Sud Italia. A inizio mese lo stesso procedimento penale ha portato il Tribunale di Como a comminare condanne in primo grado, fino a 4 anni ai gestori – a loro volta legati ad esponenti locali della ‘ndrangheta – di due depositi in città; i responsabili risultano accusati «di aver smaltito illegalmente 14mila tonnellate di rifiuti in impianti di trattamento rifiuti di Como».  
Di recente anche il territorio delle provincia di Lecco è stato interessato da vicende legate ai traffici illeciti di rifiuti. Infatti è di pochi giorni fa l’operazione, guidata dalla DDA di Milano, che ha portato agli arresti di alcuni esponenti legati alla ‘ndrangheta, che – secondo le accuse – operavano affari illeciti con rifiuti radioattivi.

 



Si ricorda che la Rassegna "4 colpi alla 'ndrangheta" è organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" e dall’Arci Como, col patrocinio dei Comuni di Alzate Brianza, Cabiate, Carugo, Inverigo, Lurago d'Erba e Mariano Comense.  

L’incontro del 25 febbraio è inserito anche nell’ambito del progetto “Como futuribile”, di Arci Como, Auser Como, Legambiente Como e L’isola che c’è (con il contributo di cui agli artt. 72 e 73 del D.Lgs. 117/2017 finanziato con le risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e di Regione Lombardia), a cui hanno aderito altri sodalizi, tra cui il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”. Il progetto ha per tema la ‘sostenibilità’, che si articola anche attraverso giustizia e legalità.

L’incontro si terrà sulla piattaforma Zoom (cliccare qui), e sarà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook delle associazioni.
Il link di accesso è pubblicato anche sulle pagine web:
www.arcicomo.it
www.circoloambiente.org
www.ecoinformazioni.com


Barlassina: parte la riqualificazione dell'area dell'ex Fornace Pizzi

Rendering del progetto

 

Conservazione, recupero e valorizzazione: un'azione ecosostenibile per il recupero ambientale dell'area della ex “Fornace Pizzi” nel Parco delle Groane e della Brughiera a Barlassina. A breve gli interventi.
E' prevista la realizzazione di un'oasi naturalistica, un "bioimpianto" di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue, la trasformazione del forno Hoffmann in "Museo del laterizio", la realizzazione di una pista ciclopedonale in raccordo con la rete del Parco delle Groane e della Brughiera e il recupero dei volumi delle vecchie fornaci in residenze rispettose dell'ambiente.

Con la firma della convenzione, prevista il prossimo 2 marzo 2021 a Barlassina, il Parco delle Groane riceverà gratuitamente sia aree boschive per mq. 25.295 che una pista ciclopedonale che collegherà l’attuale pista ciclabile al centro del paese.
Il forno verrà restaurato e messo in sicurezza per adibirlo a museo didattico di archeologia industriale fruibile gratuitamente da parte della cittadinanza.

Il comune a fronte della realizzazione di parcheggi, verde attrezzato, viabilità interna, percorso vita e un’area umida naturalistica concederà la realizzazione di  residenze a impatto zero nel pieno rispetto del Piano settore Fornaci approvato dal Parco delle Groane.

martedì 23 febbraio 2021

Meda: una alternativa al sottopasso esiste, non ci sono rischi idraulici e costa meno!


Riportiamo di seguito la lettera che il Comitato Cittadino Superamento Ferrovia di Meda ha trasmesso agli Enti Regionali ed alle Società coinvolte con le motivazioni di opposizione al sottopasso e la richiesta di soluzione alternativa meno costosa, di più rapida esecuzione e, soprattutto, non in un'area a rischio idraulico molto elevato come quella di Via Seveso-Via Cadorna.


L'alternativa al sottopasso esiste!


di Arnaldo Borgonovo e Paolo Marelli, COMITATO CITTADINO SUPERAMENTO FERROVIA

Portiamo alla Vostra attenzione alcune informazioni e valutazioni in merito all’opera del sottopasso che si vorrebbe costruire a Meda, il cui accordo tra le parti coinvolte per la progettazione, esecuzione e manutenzione è stato approvato, a maggioranza, dal Consiglio Comunale di Meda del 17/12/2020, in particolare, con i seguenti atti:

  • ACCORDO per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di realizzazione del sottopasso ferroviario lungo le vie Seveso e Cadorna, in comune di Meda, per la chiusura del passaggio a livello lungo la linea ferroviaria FNM Milano-Asso, e del nuovo ponte lungo la via Cadorna sul torrente Certesa, tra Regione Lombardia, Ferrovienord S.p.A., Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A., Concessioni Autostradali Lombarde S.p.A., Comune di Meda;
  • CONVENZIONE tra FERROVIENORD S.p.A. e Comune di Meda per disciplinare la manutenzione dei manufatti, oggetto dell’Accordo: sottopasso veicolare collegante via Seveso e Cadorna e nuovo ponte sul tratto deviato del torrente Certesa. L’opera in oggetto prevede un nuovo sottopasso veicolare lungo le vie Cadorna e Seveso, in comune di Meda, al di sotto della linea ferroviaria Milano–Asso, in concessione a Ferrovienord, lo spostamento di un tratto del torrente Certesa, un nuovo ponte lungo via Cadorna sul torrente Certesa e altri interventi di sistemazione lungo le vie Cadorna e Seveso e presenta evidenti criticità e rischi. Riteniamo doveroso condividere le informazioni a nostra conoscenza e le nostre preoccupazioni con i Vostri Enti, coinvolti nell’approvazione, progettazione, realizzazione e manutenzione dell’opera.


CRITICITA’ AMBIENTALE E NORMATIVA. L’opera prevista è situata in area classificata ad alto rischio idraulico e alluvionale, secondo i criteri definiti dalle direttive
europee (2007/60/CE), dalle leggi nazionali (D.lgs. 49/2010), dal conseguente Piano di Gestione del Rischio Alluvioni PGRA regionale (DGR X/6738, 19/6/2017), recepiti nel piano provinciale PCTP e applicati nei piani comunali di governo del territorio (Variante PGT 2016) e del piano di emergenza comunale (2015).
In quest’area, classificata dal PGT come IIIG, con rischio idraulico R3, sono vietate “…nuove costruzioni, nuove parti interrate, incremento di superfici impermeabili…”. Il piano di emergenza comunale prescrive di “…evitare future impermeabilizzazioni del suolo e interventi che modifichino il naturale deflusso delle acque…” e quindi di evitare lo spostamento del torrente Tarò/Certesa, previsto dal sottopasso.
Il progetto di sottopasso, elaborato da GIRPA per conto di Concessioni Autostradali Lombarde e Autostrada Pedemontana Lombarda e approvato dal CIPE, con Delibera n. 97 del 6/11/2009, più volte citato come unico riferimento alla progettazione del sottopasso nel documento di deliberazione del consiglio comunale di Meda, in premessa all’accordo e alla convenzione in oggetto, fu elaborato prima dell’entrata in vigore delle norme sopra citate e attualmente applicabili per la prevenzione del rischio idraulico e alluvionale.
Maggiori dettagli sono riportati nella lettera che il Presidente Delegato WWF Italia per la Lombardia ha inviato ai Vostri Enti il 4 gennaio 2021 (pubblicata qui).

CRITICITA’ LEGALI. L’opera proposta, trovandosi in area ad alta densità abitativa, richiederebbe numerosi e costosi espropri e comporterebbe la chiusura di vie del centro cittadino (Via Verdi) oltre a ostacoli di accesso a molte abitazioni private e a importanti attività economiche, lungo le vie Cadorna, Francia, Seveso, Gioia e Busnelli. Riteniamo che le complesse procedure di esproprio, affidate ad Autostrada Pedemontana Lombarda e non ancora avviate, per quanto ci risulti, potrebbero generare molteplici ricorsi per danno economico e sociale, con la prevedibile conseguenza di aumento dei costi e di rallentamenti della programmazione ed esecuzione dell’opera.

CRITICITA’ ECONOMICHE. Nell’eventuale ipotesi in cui si volesse procedere, nonostante la non conformità alle normative applicabili in tema di rischio idrogeologico e la prevedibile probabilità di molteplici ricorsi per espropri, i costi stimati dell’opera sarebbero molto più alti rispetto a soluzioni alternative, come per esempio un possibile vicino sovrappasso, che colleghi Via Cadorna e l’uscita della SP 35 Milano-Meda con Via Milano, superando Via Busnelli e la linea Ferrovienord, dimostrato da studi di fattibilità e da computi metrici: 11 milioni contro 3 milioni stimati. Crediamo che sia responsabilità di tutti gli Enti coinvolti assicurare, presto e bene, la realizzazione di un’opera necessaria, che risolva l’annoso e non più rinviabile problema di superamento della linea di Ferrovienord nell’area in oggetto, con la soluzione tecnica che sia la più sostenibile dal punto di vista economico, oltre che urbanistico, viabilistico e ambientale.
In aggiunta alle tre criticità esposte, che coinvolgerebbero direttamente i Vostri Enti, quali responsabili, a diverso titolo, della progettazione e della realizzazione dell’opera, vogliamo informarvi su ALTRI RISCHI E CRITICITA’ d’impatto del previsto sottopasso sul territorio e sulla comunità locale, durante i lavori di cantiere:

  • il sottopasso richiederebbe, da cronoprogramma, il blocco della città per due anni, salvo imprevisti, mentre il possibile sovrappasso su Via Busnelli e sulla linea Ferrovienord non causerebbe gravi impedimenti alla normale viabilità e alle attività cittadine;
  • durante il cantiere del sottopasso e, a regime durante i futuri interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria, il traffico, anche pesante, dovrà essere dirottato verso il fragile centro cittadino storico, non essendoci altre soluzioni viabilistiche di collegamento della parte sud-ovest della città, compresa l’uscita della SP 35 Milano-Meda, con la parte nord e verso i Comuni limitrofi.


Bosco delle Querce. Seveso e Meda rinunciano al monitoraggio sulle due vasche della diossina


 

a cura di Sinistra e Ambiente, Meda e Legambiente Seveso Circolo Laura Conti.

 

E' stata ripresa dalla stampa locale la comunicazione di Sinistra e Ambiente di Meda sul mancato stanziamento da parte di Regione Lombardia nella DGR 4069 (e nell'allegato schema di convenzione) di risorse economiche assegnate al Comune di Seveso per il monitoraggio analitico e la manutenzione delle due vasche di Meda e Seveso, contenenti materiali contaminati dalla diossina TCDD e del deposito di Cesano Maderno - dove furono sepolte le carcasse degli animali abbattuti nel 1976.
Nello stesso articolo, Luca Allievi, sindaco di Seveso, ha rilasciato dichiarazioni dove dà evidenza che "l'attività di gestione tecnica e amministrativa delle vasche passerà a Regione Lombardia".
Informa anche circa l'esistenza di una lettera congiunta sua e del sindaco di Meda, Luca Santambrogio, alla Regione, dove però non è chiaro se questo passaggio di consegne sia stato da loro esplicitamente chiesto e se solo ratificato.


Allievi giudica questa decisione "una scelta oculata" anche se nella DGR 4069 non v'è traccia di definizioni di dettaglio ma si rimanda a generiche "successive determinazioni della competente Direzione Generale Ambiente e Clima" .

Qualche riflessione e valutazione è dunque d'obbligo perchè questa vicenda va inquadrata insieme ad altre infelici scelte amministrative che hanno ultimamente caratterizzato l'amministrazione sevesina rispetto all'operatività delle strutture del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda è divenuto di proprietà di Regione Lombardia dopo essere stato acquisito alla originaria proprietaria, la ditta Hoffman- La Roche, responsabile del disastro diossina ed è oggi "Parco Naturale Regionale". 


Nella città di Seveso, grazie a un lavoro intenso delle associazioni ambientaliste, tra cui in particolare il Circolo Legambiente Laura Conti e Legambiente Lombardia, si  è investito molto sulla cura del Parco e sulla sua restituzione alla città e ai cittadini tenendo viva la memoria di questo luogo.
Il Bosco delle Querce è stato teatro dell'unico progetto che la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) ha finanziato a un soggetto del territorio, il Ponte della Memoria, percorso di comunità con il quale sono stati scritti e poi allestiti i Pannelli della Memoria che permettono oggi al visitatore di conoscere la storia del Bosco. Rispondendo alle sollecitazioni di queste realtà del territorio, la passata  Amministrazione Galbiati investi sull'ufficio Ecologia e Ambiente, che fu reso anche responsabile della Direzione del Bosco delle Querce anche per nome e conto del Comune di Meda.
Lo chalet del parco, all'ingresso di via Ada Negri, divenne un centro visite dedicato alla conservazione della memoria del disastro Icmesa e alla storia della riparazione del danno.
Erano in capo all' ufficio Ecologia e alla Direzione del Bosco anche le attività di monitoraggio chimico/analitico e la manutenzione delle vasche nonchè il presidio dell'area nel suo complesso con un lavoro di cura durato più di 15 anni svolto con risultati egregi. 

 


Oggi, senza alcuna logica, l'amministrazione Allievi - in accordo con l'amministrazione Santambrogio di Meda - rinuncia al monitoraggio sulle due vasche di Seveso e Meda.
C'è un'azione di disinvestimento dal Bosco come luogo della comunità.
Infatti a Seveso non esiste più un ufficio Ecologia (praticamente dismesso dall'Amministrazione Allievi) e da più di un anno, nel silenzio della Amministrazione comunale di Meda non esiste nemmeno un incaricato per la direzione del Bosco delle Querce.
Anche il trasferimento degli uffici operativi della FLA da Seveso a Milano è stato accettato senza particolari obiezioni, lasciando all'amministrazione sevesina i soli costi elevati dell'edificio.
Questo disinvestimento sottende un disegno o è pura e semplice assenza di pensiero?
Certo è che tutto questo sembra intersecarsi con le azioni di Regione Lombardia, o quantomeno dell'attuale assessore regionale all'ambiente Raffaele Cattaneo che già 10 anni fa fu protagonista del primo attacco frontale al Bosco delle Querce: una deroga sul vincolo di inedificabilità della legge regionale di tutela del Bosco per far passare l'impattante e inutile autostrada Pedemontana all'interno dell'area verde protetta.
Successivamente, la modifica al progetto definitivo dell'autostrada Pedemontana ridusse (da 8 ha a 2 ha) ma non annullò completamente l'invasività e lo sbancamento sull'area.

Questo, comunque, grazie alla pressione costante di un movimento cittadino che nel 2011 vide più di mille donne e uomini riuniti nel Bosco delle Querce per abbracciarlo e proteggerlo da quei poteri pubblici che sarebbero i primi deputati a farlo ma che, talvolta, rispondono a interessi che ignorano il bene comune. 


Perchè oggi le amministrazioni locali abdicano dal loro compito di cura dellle vasche nel Bosco delle Querce senza la certezza di chi assumerà questo compito? 


Il Sindaco Allievi dice che il monitoraggio e la manutenzione delle vasche saranno fatte da Regione Lombardia, ma al momento non esiste un atto che certifichi questa presa in carico, anche perchè l'art 16 della LR 26/2003 sembra rimandare questa competenza alla Provincia. 


Una situazione dunque  incerta, tutt’altro che risolta.
 

Perchè allora questo disinvestimento o quanto meno questa leggerezza rispetto a un luogo della memoria e della cittadinanza?

28 febbraio 2021. Passeggiata sui set di Star Wars in Tremezzina

Immagine tratta dalla copertine del libro "I laghi delle stelle. Itinerari cineturistici d'acqua dolce in Lombardia"

Riceviamo e pubblichiamo.
di Pietro Berra, associazione Sentiero dei Sogni

Piano piano la nostra associazione Sentiero dei Sogni ha ricominciato a camminare tra natura e cultura, a tessere e ricostruire pezzetti di storie e memorie che legano la creatività umana al nostro splendido lago: domenica scorsa sulle orme di Stendhal a Griante, la prossima sui set di Star Wars in Tremezzina, accompagnati da una guida che ha seguito in prima persona le riprese di "Guerre Stellari - Episodio II", Gigliola Foglia. Per il momento non possono essere le Passeggiate creative con 100 e più persone del passato - non vediamo l'ora che tornino anche quelle -  ma percorsi guidati a pagamento per piccoli gruppi (massimo 20 iscritti, in questo caso). Previsto sconto per i soci di Sentiero dei Sogni e anche la possibilità di acquistare a prezzo notevolmente ridotto la la nostra guida "I laghi delle stelle. Itinerari cineturistici d'acqua dolce in Lombardia".
Chi fosse interessato all'evento, trova al link qui sotto le indicazioni per iscriversi e partecipare:

https://www.facebook.com/events/716189022392729

Per chi non usa Facebook, qui sotto il contenuto del link:

Visita guidata (a pagamento) sui luoghi meno noti delle riprese di Guerre Stellari Episodio II - L'Attacco dei Cloni promossa dall'associazione Sentiero dei Sogni e guidata dalla guida turistica abilitata Gigliola Foglia.
Necessari spostamenti in auto.
Max 20 persone
Prenotazione obbligatoria al cell. 320.3551711 (anche whatsapp).

Incontro alle h. 10 in località Lenno di Tremezzina, parcheggio vicino a Revicar via Statale Regina n. 20 (possibilità di sosta anche in via Lavedo, direzione Lido). Sede Lucasfilm anno 2000, Albergo Lavedo, Albergo Lenno (esterni). Trasferta a Tremezzo, parcheggio davanti chiesa parrocchiale, e visita al Parco Civico in via Statale n. 47. Sosta davanti al Grand Hotel Tremezzo, trasferta in auto a Rogaro di Tremezzo, parcheggio area picnic in via S. Martino. Dai luoghi delle scene romantiche del film passeggiata al borgo cinquecentesco di Rogaro con Santuario della Madonna Nera e altri ricordi cinematografici.

Durata: circa 2 ore e un quarto.

Necessarie scarpe comode, mascherina, firma di liberatoria con dichiarazione sanitaria.
Costo: euro 12, ridotto euro 9,50 per soci Sentiero dei Sogni e minori di 14 anni.

N.B. Per i partecipanti interessati ad approfondire gli itinerari cineturistici sul lago di Como, è possibile acquistare a prezzo scontato (10 euro per i non soci e 8 euro per i soci di Sentiero dei Sogni, anziché 12) la guida "I laghi delle stelle. Itinerari cineturistici d'acqua dolce in Lombardia", scritta da Pietro Berra e che propone 16 percorsi che spaziano attraverso una novantina di set di film, incluso Star Wars. Si prega di indicare al momento dell'iscrizione se si è interessati anche al libro.

sabato 20 febbraio 2021

Dentro il Parco 2021 - Escursioni guidate dalle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco Valle del Lambro

 

Le Guardie Ecologiche Volontarie presentano il programma 2021 di Dentro il Parco, con 22 appuntamenti da non perdere per scoprire le bellezze del Parco della Valle del Lambro.
Saranno ancora una volta le GEV a guidare bambini e adulti nel percorso di appuntamenti che vi accompagnerà da domenica 28 febbraio 2021 a domenica 26 settembre 2021 all’interno delle aree più belle del Parco.
 

COSTI: Tutte le escursioni sono gratuite. I posti sono limitati, è necessaria la prenotazione da parte di singoli nuclei familiari.
COME ADERIRE: Per il rispetto della normativa vigente in merito all'emergenza sanitaria e assicurare la conduzione delle uscite in tutta sicurezza (gruppi piccoli massimo di 20 persone), è richiesta l’ISCRIZIONE OBBLIGATORIA ONLINE.

Per iscriversi occorre compilare il modulo Google Form riportato nel sito del parco per ogni singola uscita. Ogni modulo di iscrizione sarà compilabile a partire dalla data di apertura iscrizioni, indicata per ciascuna uscita. Nel Form verrà richiesto di specificare cognome e nome dei partecipanti per ciascun nucleo familiare, il numero di persone (bambini/adulti), il Comune di provenienza, un recapito telefonico e un indirizzo e-mail a cui confermare l'avvenuta iscrizione e inviare tutti i dettagli organizzativi. Il venerdì precedente ciascuna uscita, agli iscritti verrà inviata una mail con conferma dell'uscita in base alle previsioni meteo, i dettagli logistici ed eventuali indicazioni organizzative. Le iniziative si svolgeranno in luoghi all’aperto e nei boschi. Consigliamo un abbigliamento idoneo.
Il Parco non si assume nessuna responsabilità per danni a persone o a cose. I bambini devono essere accompagnati.

LE INIZIATIVE SI SVOLGERANNO NEL RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI NAZIONALI E REGIONALI. E' INDISPENSABILE L'ISCRIZIONE DA ESEGUIRSI SUL SITO DEL PARCO (CLICCARE QUI). AGLI ISCRITTI VERRA' INVIATO IL PROTOCOLLO SICUREZZA.
 

CALENDARIO DELLE USCITE

Per alcune uscite, alle guardie ecologiche volontarie si affiancheranno esperti esterni.

In caso di maltempo le uscite saranno annullate.

[Per scaricare la locandina in formato pdf cliccare qui]


Domenica 28 febbraio, ore 9
Ville storiche, mulini e filande nel tratto triuggese del Lambro
Iscrizioni dalle ore 9 del 1 febbraio
Ritrovo: ore 9, Parcheggio presso il ristorante Fossati di Canonica Lambro, via Emanuele Filiberto, Triuggio (MB)
Durata: 3h 30’

Domenica 14 marzo, ore 9
Fiori di primavera nella valle del Rio Pegorino

Iscrizioni dalle ore 9 del 15 febbraio
Ritrovo: ore 9, Parcheggio presso il ristorante Fossati di Canonica Lambro, via Emanuele Filiberto, Triuggio (MB)
Durata: 3h 30’

Domenica 21 marzo, ore 9
Costa Masnaga: il torrente Bevera, il Parco di Brenno e la cava di Brenno

Iscrizioni dalle ore 9 del 22 febbraio
Ritrovo: ore 9, Parcheggio del cimitero di Costa Masnaga, via Parini
Durata: 3h 30’

Venerdì 9 aprile, ore 21 - Triuggio
Ascoltando i rapaci notturni
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 15 marzo
Ritrovo: Parcheggio del Bosco del Chignolo, via Diaz, Triuggio (MB)
Durata: 2h

Domenica 11 aprile, ore 9
Giro in bici nel Parco di Monza

Iscrizioni dalle ore 9 del 15 marzo
Ritrovo: ore 9, Porta di Monza, Monza (MB)
Durata: 3h 30’

Venerdì 16 aprile, ore 21 - Parco di Monza
Ascoltando i rapaci notturni
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 22 marzo
Ritrovo: Porta di Monza, Monza (MB)
Durata: 2h

Domenica 18 aprile, ore 9
Il lago di Alserio e il bosco della Buerga con picnic a Casin del Lago

Iscrizioni dalle ore 9 del 22 marzo
Ritrovo: ore 9, Parcheggio del cimitero di Alserio, via don Guanella, Alserio (CO)
Durata: 6h

Venerdì 23 aprile, ore 21 - Parco di Monza
Ascoltando i rapaci notturni
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 26 marzo
Ritrovo: Porta di Monza, Monza (MB)
Durata: 2h

Domenica 25 aprile, ore 9
Con l’associazione Amici della Valletta, visita a luoghi e monumenti del Parco Agricolo della Valletta

Iscrizioni dalle ore 9 del 29 marzo
Ritrovo: ore 9, Bulciaghetto, via Sant’ Agostino 45, Bulciago (CO)
Durata: 3h 30’

Venerdì 7 maggio, ore 21 - Triuggio
Ascoltando i rapaci notturni
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 12 aprile
Ritrovo: Parcheggio del Bosco del Chignolo, via Diaz, Triuggio (MB)
Durata: 2h

Domenica 9 maggio, ore 9,30
Da Triuggio alla stazione di Carate – Calò in treno e ritorno lungo la Valle del Lambro

Iscrizioni dalle ore 9 del 12 aprile
Ritrovo: ore 9,30, Parcheggio della stazione ferroviaria di Triuggio (MB) – Ponte Albiate, via Dante
Durata: 3h 30’

Venerdì 14 maggio, ore 21 - Parco di Monza
Serate con le lucciole
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 14 aprile
Ritrovo: Porta di Monza
Durata: 2h

Sabato 15 maggio, ore 21 - Parco di Monza
Serate con le lucciole
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 14 aprile
Ritrovo: Porta di Monza
Durata: 2h

Domenica 16 maggio, ore 9
Sul lago di Pusiano col battello, pranzo al sacco e visita naturalistica della collina di Eupilio

Iscrizioni dalle ore 9 del 19 aprile
Ritrovo: ore 9, Piazza Precampell di Bosisio Parini (LC)
Durata: 8h

Venerdì 21 maggio, ore 21 - Triuggio
Serate con le lucciole
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 26 aprile
Ritrovo: Parcheggio di via Vismara a Rancate di Triuggio
Durata: 2h

Sabato 22 maggio, ore 21 - Triuggio
Serate con le lucciole
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 26 aprile
Ritrovo: Parcheggio di via Vismara a Rancate di Triuggio
Durata: 2h

Domenica 23 maggio, ore 9
Dal seme alla foglia: gli alberi dei Giardini della Villa Reale
Iscrizioni dalle ore 9 del 26 aprile
Ritrovo: ore 9, Porta di Monza, Monza (MB)
Durata: 3h

Venerdì 28 maggio, ore 21 - Parco di Monza
Serate con le lucciole
– inserita nell’iniziativa Esploratori di Biodiversità BioBlitz 2021
Iscrizioni dalle ore 9 del 14 aprile
Ritrovo: Porta di Monza
Durata: 2h

Domenica 30 maggio, ore 9
Briosco: il bosco della Gagiada e il canyon della Molera

Iscrizioni dalle ore 9 del 3 maggio
Ritrovo: ore 9, Parcheggio del Centro Sportivo, via Rossini, Briosco (MB)
Durata: 3h 30’

Domenica 12 settembre, ore 9
Arte, storia e natura a Inverigo

Iscrizioni dalle ore 9 del 23 agosto
Ritrovo: ore 9, Parcheggio scuole medie, via Monte Barro 2, Inverigo (CO)
Durata: 3h 30’

Domenica 26 settembre, ore 9
Montorfano: un monte, un lago, un paese e un po’ di storia

Iscrizioni dalle ore 9 del 30 agosto
Ritrovo: ore 9, Parcheggio del cimitero, via Molino, Montorfano (CO)
Durata: 3h 30’

IL PARCO A CASA: IN CASO DI IMPOSSIBILITÀ AD EFFETTUARE LE VISITE GUIDATE, VERRANNO PROPOSTE ALCUNE ATTIVITÀ ALTERNATIVE PER ESPLORARE COMODAMENTE DA CASA IL NOSTRO TERRITORIO.

Il programma verrà tenuto in costante aggiornamento su questa pagina: https://www.parcovallelambro.it/dentro-il-parco
 
Per ulteriori informazioni:
Parco Regionale della Valle del Lambro
Triuggio – via Vittorio Veneto, 19
tel. 0362.970961.2
e-mail: eventi@parcovallelambro.it

giovedì 18 febbraio 2021

Videoincontro sulla presenza della ’ndrangheta in Calabria e in Lombardia


 

Il primo video-incontro della Rassegna sulle mafie "4 colpi alla 'ndrangheta"
Il 18 febbraio parte la Rassegna antimafia web
Giovedì 18 febbraio alle ore 21 online, con Gianni Barbacetto e Antonio Talia


Si terrà questa sera, giovedì 18 febbraio, alle ore 21, sulla piattaforma Zoom (cliccare qui), il primo video-incontro della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta". Quattro appuntamenti in cui si dibatterà su: “Come agiscono le mafie nei territori: ambiente, economia e società”.

 

Il primo appuntamento è appunto previsto per domani sera, 18 febbraio 2021, con il video-incontro dal titolo "La presenza della ’ndrangheta in Calabria e in Lombardia". Durante la serata si approfondiranno sia le dinamiche di penetrazione della ’ndrangheta nella terra di origine, la Calabria appunto, sia l’infiltrazione mafiosa nel sistema imprenditoriale e politico-istituzionale lombardo.

Interverranno all’incontro pubblico due relatori:

  • Gianni Barbacetto, scrittore e giornalista, scrive anche su “Il Fatto Quotidiano”, coautore del libro ‘Le mani sulla città. I boss della 'ndrangheta vivono tra noi e controllano Milano’;
  • Antonio Talia, giornalista e autore del libro ‘Statale 106 - Viaggio sulle strade segrete della ’ndrangheta’.

L’incontro sarà moderato da Antonella Crippa, giornalista de La Provincia di Lecco. 

 

Si ricorda che la Rassegna "4 colpi alla 'ndrangheta" è organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" e dall’Arci Como, col patrocinio dei Comuni di Alzate Brianza, Cabiate, Carugo, Inverigo, Lurago d'Erba e Mariano Comense.

L’infiltrazione mafiosa nell’economia locale è attestata dalle numerose inchieste condotte dalla Magistratura. In una delle relazioni della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) tra l’altro si afferma, in relazione alla Lombardia, che: «Oggi, la penetrazione del sistema imprenditoriale lombardo appare sempre più marcato da parte dei sodalizi calabresi… … Nel suo percorso evolutivo, la criminalità organizzata - capace non solo di integrarsi con l’economia legale ma anche di anticiparne le opportunità - ha perfettamente compreso quanto siano labili i confini tra attività illecite e lecite, inquinando il sistema economico attraverso metodiche corruttive finalizzate ad infiltrare la Pubblica amministrazione (e il relativo mondo dei pubblici appalti) anche grazie alla disponibilità di professionisti compiacenti».

L’incontro si terrà sulla piattaforma Zoom (cliccare qui) e sarà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook delle associazioni.
Il link di accesso è pubblicato anche sulle pagine web:
www.arcicomo.it
www.circoloambiente.org
www.ecoinformazioni.com

mercoledì 17 febbraio 2021

Raccolta Plastic Free all'Oasi Bassone di Albate Como


 

Domenica 21 febbraio 2021, ore 14
L’associazione Plastic Free organizza una raccolta rifiuti all’Oasi WWF del Bassone (CO).
Una buona occasione per visitare l'Oasi facendo qualcosa di utile per la natura.

L’iscrizione è obbligatoria sia perché attiva l’assicurazione per la giornata sia per il tracciamento COVID.

Per iscriversi cliccare qui.
https://www.plasticfreeonlus.it/eventi/21-feb-como/

martedì 16 febbraio 2021

Cristina Trivulzio di Belgiojoso, principessa rivoluzionaria


 

Nell'ambito delle iniziative per celebrare i 150 anni dalla morte di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, "principessa rivoluzionaria", segnaliamo l'incontro online gratuito organizzato dal Museo Martinitt e Stelline in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Milano, relatrice Maria Teresa Sillano, che si svolgerà venerdì 19 Febbraio 2021 alle ore 15,30.
 

Diretta sul canale YouTube del Museo Martinitt
cliccando qui

 
“La prima donna d’Italia”, come la definì Carlo Cattaneo, personalità poliedrica, Cristina Trivulzio (1808-1871) è una delle figure più suggestive dell’età risorgimentale. Famosissima in vita, ben al di là dei confini milanesi, fu poi vittima dell’oblio da lei tanto temuto.
Il suo coraggio, la sua determinazione e l’anticonformismo di cui diede prova sono senz’altro da riscoprire, anche attraverso La Principessa rivoluzionaria, documentatissima biografia scritta da Henry Remsen Whitehouse all'inizio del secolo scorso e tradotta per la prima volta in italiano da Ada Grossi (Meravigli Edizioni).

domenica 14 febbraio 2021

Chi controllerà le vasche della diossina del Bosco delle Querce?


A cura di Sinistra e Ambiente, Meda

La giunta regionale lombarda nella seduta del 21/12/2020, ha approvato, la delibera n 4069 comprendente lo schema di convenzione 2021-2022 per la gestione del Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

 

Un passaggio formale che ogni due anni assegna le risorse regionali per la gestione, il mantenimento e l'utilizzo di questa area naturale, ricostruita dall'intervento umano dopo il disastro dell'Icmesa di Meda.
Disastro che contaminò di diossina TCDD molte superfici di Meda, Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio.


Per il biennio 2021-2022 sono previsti 120.000 euro a favore del Comune di Seveso per la gestione e l'apertura del Parco Naturale del Bosco delle Querce e 160.000 euro all'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) per la gestione e manutenzione del verde.


Questa volta, rispetto agli anni passati, nel testo della convenzione, che dovrà successivamente passare per l'approvazione nei Consigli comunali di Meda e Seveso, manca però una parte.
E' quella relativa alle due vasche di Meda e di Seveso dove sono sepolti i materiali pesantemente  contaminati dalla diossina TCDD e dove in precedenza veniva affidato al Comune di Seveso, con uno stanziamento dedicato di 30.000 euro, il monitoraggio ambientale con analisi chimiche sul percolato e sulla falda e la manutenzione.


Nella DGR, nelle considerazioni, si rimanda la gestione delle due vasche e del deposito di Cesano Maderno a generiche "successive determinazioni della competente Direzione Generale Ambiente e Clima" .
 

Giusto porsi alcune domande:

  • Perchè questo finanziamento è stato eliminato dalla DGR e dalla Convenzione?
  • Perchè il Comune di Seveso non è più incaricato dell'attività di controllo sulle due vasche?
  • Chi eseguirà ora questa preziosa attività?
  • Se ne farà carico Regione Lombardia?
  • Con quale struttura, con quali fondi e con quale frequenza? 

Qui la Delibera di Giunta n° 4096

Sotto lo schema di convenzione che dovrà passare nei Consigli Comunali di Meda e di Seveso.


venerdì 12 febbraio 2021

La stazione dimenticata di Albate Trecallo


 

di Fridays For Future Como

 
La stazione di Albate-Trecallo è situata quasi al centro del quartiere di Albate. Quartiere che conta 7000 abitanti. La stazione non è indicata dai cartelli stradali della vicina via Canturina, come se le stazioni in questi tempi in cui molti parlano di mobilità sostenibile non fossero i luoghi nevralgici della pianificazione cittadina.


I servizi igienici sono chiusi. I tempi di attesa dei treni non sono indicati da nessun tabellone cosicché uno studente non può sapere di eventuali ritardi o cancellazioni. La sala d'attesa è chiusa per via dalle norme anti contagio, di conseguenza il pendolare medio è costretto a stare fuori all'aperto anche se piove o è freddo.

 



Inoltre l'attuale offerta del servizio ferroviario vede alcune fasce orarie scoperte soprattutto alla mattina. Come potrà mai aumentare l'utenza su questa linea se nessuna delle istituzioni pensa ad investirci?
E' un peccato che una stazione come questa sia dimenticata. Da qui, in treno, si può raggiungere la stazione di Como S. Giovanni in soli 12 minuti e Cantù in poco meno di 5.



 

Un'altra soluzione per migliorare la fruibilità della stazione potrebbe stare nell'incentivazione della mobilità integrata tra treni e bus. Tuttavia, l'area a sud di Albate compresa tra via Frisia e via Niguarda è esclusa da un servizio di trasporto pubblico locale. Perchè non pensare a introdurre delle corse dei bus tra quell'area e il centro di Albate? Quanti utenti potrebbero beneficiare anche della Como-Lecco ferroviaria? Utopia?


Se vivessimo in una città che davvero avesse a cuore la mobilità del futuro, forse la stazione di Albate-Trecallo verrebbe pure collegata con delle piste ciclabili al resto del quartiere.
Ma al momento non ci rimane che guardare le vecchie littorine inquinare la nostra aria, visto che regione Lombardia sembra aver dimenticato (per l'ennesima volta) l'elettrificazione della linea.

No alla Canturina bis e a nuove inutili strade. Sì al potenziamento del trasporto pubblico e della ferrovia!


 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Come gruppi ambientalisti della Brianza Comasca ribadiamo il nostro No alla Canturina bis e a nuove, inutili, strade. E lo diciamo a prescindere dalle ipotesi di tracciato messe sul tavolo dall’Amministrazione Provinciale di Como. 


In questo ultimo periodo la politica istituzionale si sta confrontando sulle varie alternative di tracciato stradale, quasi a significare che si sia già deciso che la Canturina bis si debba fare.  Noi, al contrario, ribadiamo che la nuova strada non solo non serva a ridurre il traffico ma, anzi, rischi di diventare un nuovo “polo” destinato ad attrarre nuovo traffico veicolare. Questo soprattutto se le scelte urbanistiche dei comuni continueranno ad indirizzarsi verso nuova edificazione, specie di nuove aree commerciali. Questo come avvenuto lungo la via Milano a Cantù, dove dovrebbe sorgere l’ennesimo supermercato!
Non vogliamo entrare nel dibattito sulle alternative di tracciato che, in ogni caso, riteniamo avranno un pesante impatto, in quanto andranno ad intercettare aree verdi o, nell’ipotesi di tracciato interrato, innescando problemi di ordine idrogeologico.

In definitiva noi chiediamo l’ipotesi zero, ovvero che non si faccia nessuna nuova strada ma si rifletta sulla vere alternative all’asfalto e  alla viabilità privata su gomma.
Regione, Provincia e Comuni, anziché perdere tempo e denaro nella progettazione di una strada che in ogni caso avrebbe un impatto ambientale pesantissimo, devono considerare anzitutto le alternative in termini di mobilità integrata sostenibile, ovvero di mobilità dolce e di trasporto pubblico, in preferenza su ferrovia.

In quest’ultimo periodo stiamo inoltre assistendo al triste scaricabarile sul finanziamento dell’elettrificazione della linea ferroviaria Como-Lecco. Noi riteniamo che il miglioramento e potenziamento del servizio ferroviario della Como-Lecco debba essere fatto da subito, senza necessariamente attendere i tempi dell’elettrificazione, attraverso un aumento delle corse e l'introduzione della Regio Express ovvero della nuova linea tra Como e Erba, che non avrebbe bisogno di nessun intervento infrastrutturale ma solo della volontà da parte di Regione Lombardia e di Trenord.

Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
Comitato Parco Regionale Groane - Brughiera
Comitato NO alla strada nel parco
Circolo Legambiente Cantù
Fridays For Future, Como
WWF Insubria

mercoledì 10 febbraio 2021

Erba: "Stop al consumo del suolo", una campagna social del Circolo Ambiente Ilaria Alpi

Bisogna azzerare le nuove edificazioni e facilitare la ristrutturazione delle aree dismesse.

 


"Stop al consumo del suolo" è il titolo della nuova campagna informativa, via social, del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”. Si tratta di una "sfida" al Comune virtuoso in urbanistica, ovvero sull’uso del suolo.
La campagna è stata ideata dal Circolo a colpi di post sui social, per rendere più esplicite le scelte dei comuni nell'uso del suolo, allo scopo di mettere in evidenza le forti contraddizioni in materia urbanistica, contestando la previsione di nuove edificazioni su aree verdi rispetto alla possibilità di ristrutturazione delle aree dismesse.
I messaggi sono pubblicati sulle pagine Instagram e Facebook del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”; i post grafici sono stati realizzati dalla volontaria Alessia Colombo.

E la "sfida" è già partita dal territorio comunale di Erba. Infatti i primi post pubblicati dal Circolo mettono in contrapposizione alcune aree edificabili - in base al Piano urbanistico (PGT) vigente - rispetto alla possibilità di ristrutturare alcuni edifici abbandonati.
Gli ambientalisti si chiedono (e implicitamente chiedono all'Amministrazione Comunale di Erba): "C'è davvero la necessità di nuove aree edificabili? Perché non si preferisce facilitare la ristrutturazione delle aree dismesse?"

E, per rendere più concreto il loro appello, lo fanno riportando nei post l’accostamento (a puro titolo dimostrativo) tra alcune aree, come ad esempio:
"Perché edificare in via Galilei, quando si può ristrutturare l'area dismessa dell'ex Molino Mottana?"

 


O, ancora, mettendo in contrapposizione l'area edificabile prevista in via Monti con l'edificio ex Enel di via Fiume. Oppure l'area edificabile di via San Maurizio con l'ex Gasfire, abbandonata da anni. Infine l'area edificabile di via Valassina messa in correlazione con l'ex Meroni di via Leopardi, in stato di forte degrado. 

 


Come detto, l'appello è ovviamente rivolto all'Amministrazione Comunale di Erba. Commenta a tal proposito Roberto Fumagalli, presidente del Circolo: “La nostra richiesta esplicita è quella di azzerare le previsioni di nuove edificazioni, come ad esempio quelle pianificate dal PGT per le aree di via Galilei, via San Maurizio, via Valassina, via Monti. Ma non si tratta di fermare l’edilizia, che potrebbe concentrarsi sulle ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche degli edifici esistenti. Per quanto riguarda le aree industriali dismesse, se la previsione è quella di convertirle in usi residenziali, non deve essere consentita alcuna speculazione urbanistica: per questo chiediamo che i futuri piani di recupero prevedano una forte riduzione dei volumi "recuperabili" rispetto all'esistente, oltre che prevedere la creazione di aree verdi all'interno dei vari comparti. La diminuzione dei volumi tiene in considerazione anche la sostanziale stabilità demografica di Erba e dei comuni vicini, che rende di fatto ingiustificata la creazione di altre volumetrie residenziali o commerciali”.  



Un ultimo invito gli ambientalisti lo rivolgono a tutti i cittadini, di Erba e dintorni: “Segnalateci via social o via email (info@circoloambiente.org) le aree dismesse, gli edifici abbandonati, che meriterebbero di essere recuperati. Il tutto per evitare nuovo consumo di suolo verde”. Tutto questo in una zona, quella della Brianza, che è tra le più cementificate d'Italia.
Come detto la campagna social del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” è iniziata da Erba, ma l'intento è di proseguire in altri comuni del territorio.


Quattro videoconferenze sul tema: "Come agiscono le mafie nei territori: ambiente, economia e società"


 

In tempi di pandemia, la tradizionale rassegna antimafia si sposta sul web. Si terrà online, tra febbraio e marzo, la Rassegna "4 colpi alla 'ndrangheta", organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" e dall’Arci Como, col patrocinio di 6 Comuni: Alzate Brianza, Cabiate, Carugo, Inverigo, Lurago d'Erba e Mariano Comense.
 

Le mafie si rafforzano anche in tempo di pandemia

Come ci ha ricordato la responsabile della DDA di Milano, dott.ssa Alessandra Dolci, nel corso del videoincontro tenutosi lo scorso 3 novembre, la presenza della criminalità organizzata si è rafforzata anche in questi momenti di pandemia e di conseguente crisi economica. A cominciare dai settori specifici come ad esempio nella fornitura di presidi sanitari (mascherine ed altri materiali ed attrezzature) o nei servizi di pompe funebri. La medesima “crescita mafiosa” è andata a colpire alcuni settori in forte difficoltà economica, come ad es. l’acquisizione di attività di ristorazione, i prestiti usurai, ecc..
In pratica si può dire che le mafie si sono ormai infiltrate in ogni settore dell'economia legale ed illegale, dai pubblici esercizi (bar, ristoranti, videolottery, ecc.) fino al settore degli appalti e subappalti pubblici, come ad esempio nelle forniture o nel movimento terra.

La presenza delle mafie - e in particolare della ‘ndrangheta - è molto diffusa in provincia di Como e nella Brianza comasca. Parlare di mafie e di ‘ndrangheta nel nostro territorio è, purtroppo, un dato di fatto.
Si ricorda che quella di Como è indicata come la seconda provincia nel Nord Italia (dopo quella di Torino) per densità mafiosa, in cui si contano addirittura 7 ‘locali’ della ‘ndrangheta “operative sul territorio”, ovvero quelle «di Erba, Canzo-Asso, Mariano Comense, Appiano Gentile, Fino Mornasco, Cermenate e Senna Comasco».
 
Di recente la cronaca giudiziaria ha portato alla luce diverse inchieste di mafia riguardanti il nostro territorio. Dopo le note vicende relative alla movida di Cantù (che hanno portato alla condanna in primo grado di alcuni esponenti della ‘ndrangheta locale), si annovera un’altra inchiesta sul controllo mafioso delle discoteche, che ha interessato ancora il territorio Canturino. Quindi l’indagine sui traffici illeciti di rifiuti a Como, che a inizio mese ha portato il Tribunale a comminare condanne, in primo grado, fino a 4 anni ai gestori degli impianti - legati a loro volta ad esponenti locali della ‘ndrangheta - «responsabili di aver smaltito illegalmente 14mila tonnellate di rifiuti in impianti di trattamento rifiuti di Como».
 

La Rassegna “4 colpi alla ‘ndrangheta” sul web tra febbraio e marzo 2021

La Rassegna "4 colpi alla 'ndrangheta" ha pertanto lo scopo di approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso - anche in questo periodo di pandemia -, partendo dal livello nazionale fino a concentrarsi sulla Lombardia e sul territorio della Brianza comasca. Nello specifico si terranno quattro videoconferenze, in cui il dibattito convergerà su: “Come agiscono le mafie nei territori: ambiente, economia e società”.  
 

Si parte giovedì 18 febbraio - alle ore 21 -, con l’incontro dal titolo "La presenza della ’ndrangheta in Calabria e in Lombardia", in cui si parlerà sia della ’ndrangheta nella terra di origine, la Calabria appunto, che della penetrazione mafiosa nel sistema imprenditoriale e politico lombardo.
 

Il secondo appuntamento è fissato per giovedì 25 febbraio - ore 17,30 -, e tratterà il tema delle ecomafie, ovvero “I traffici illeciti di rifiuti in Lombardia", in cui si discuterà di illegalità criminale nel traffico dei rifiuti, tra roghi e depositi abusivi, che hanno interessato la Lombardia e anche la provincia di Como.


La Rassegna proseguirà poi giovedì 4 marzo - ore 21 -, con l’incontro dal titolo "Le mafie nel piatto: agromafie, caporalato e cibo tossico", che proporrà il tema mafie-agricoltura-cibo, trattando la questione del caporalato e dell’illegalità mafiosa nella produzione alimentare.
 

Il quarto ed ultimo momento della Rassegna sarà giovedì 11 marzo - ore 17,30 -, sul tema "Le donne che fanno tremare la 'ndrangheta", in cui si discuterà del ruolo femminile nella mafia calabrese, tra testimoni di giustizia e omicidi efferati a carico delle donne di famiglie ‘ndranghetiste.

Alla Rassegna interverranno esperti, magistrati, scrittori e giornalisti, chiamati ad esporre le loro esperienze e conoscenze nella lotta alle mafie.

Gli incontri del 25 febbraio e del 4 marzo sono inseriti anche nell’ambito del progetto dal titolo “Como futuribile”, di Arci Como, Auser Como, Legambiente Como e L’isola che c’è (con il contributo di cui agli artt. 72 e 73 del D.Lgs. 117/2017 finanziato con le risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e di Regione Lombardia), a cui hanno aderito altri sodalizi, tra cui il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”. Il progetto ha per tema la ‘sostenibilità’, che si articola anche attraverso giustizia e legalità.

Tutti gli incontri si terranno sulla piattaforma di Arci Como e saranno trasmessi in diretta sulle pagine Facebook delle associazioni. I link di accesso saranno pubblicati sulle pagine web:
www.arcicomo.it
www.circoloambiente.org
www.ecoinformazioni.com 

 



Nel territorio di Monza e Brianza nasce il Coordinamento per il Diritto alla Salute


 

a cura del Coordinamento Diritto alla Salute Monza e Brianza

Aderiamo e condividiamo le iniziative del Coordinamento Lombardo: la richiesta di Commissariamento della Sanità lombarda, il rifiuto della Legge Maroni  [L.R. 23/2015] e della privatizzazione dell’assistenza ai malati cronici, oltre alle numerosissime iniziative di presidio programmate per il 20 febbraio ad un anno esatto del "paziente uno " di inizio della pandemia.
Rivendichiamo la tutela e la ricostruzione della Sanità pubblica, tanto più in una Regione – la Lombardia – nella quale l’impresa privata, fatta entrare con l’alibi dei miglioramenti indotti dalla concorrenza, ha introdotto il criterio del profitto e depauperato il sistema pubblico, mortificando le sue originarie funzioni principali – cioè la presenza del servizio sanitario nel territorio ed il primato della prevenzione.


Condividiamo le analisi e le proposte contenute nel manifesto di Medicina Democratica dell’aprile 2020, riteniamo insufficiente sia la semplice sostituzione dell'assessore Gallera con l’ex ministra Moratti, sia l'affidamento delle vaccinazioni lombarde a Bertolaso come super-commissario.
Queste sono solo modifiche di facciata che prefigurano ulteriori devastazioni.
A un anno dal “paziente uno”, il vero ammalato di neoliberismo oltre che di imprevidenza e incompetenza, è la sanità lombarda.


Prima le Giunte Formigoni, poi la riforma Maroni del 2015 e infine l’attuale Giunta Fontana.
Vogliamo l’abbandono del modello che ha portato alla distruzione della Sanità pubblica lombarda.
La Sanità è di fondamentale importanza per tutte le persone, senza differenze di reddito e di territorio, e perciò deve essere pubblica per poter essere offerta ad ognuno con pari attenzione, mentre la Regione Lombardia ha scelto invece di privilegiare i risultati economici e le concentrazioni.
Il Sistema Sanitario Regionale lombardo è diventato un “sistema ospedalocentrico”, in cui MEDICINA TERRITORIALE e PREVENZIONE sono state indebolite, quasi azzerate e con la creazione della ATS Brianza e la creazione futura della Fondazione ospedaliera San Gerardo si aggrava ulteriormente una realtà sanitaria già gravemente compromessa.


L'estesa pratica dell'accreditamento delle strutture private e il taglio dei finanziamenti a quelle pubbliche hanno causato l’esplosione delle liste d’attesa riducendo l’accesso per le cure delle cronicità.
Nell’attuale drammatica esperienza della pandemia la mancanza dei servizi sanitari territoriali e di base ha concorso a produrre la congestione degli ospedali, che non riescono ad assicurare gli interventi sanitari anche per le patologie più pericolose ed invalidanti.


Ci proponiamo di operare per riaffermare i principi costituzionali e di civiltà della Sanità Pubblica e Universale,  a partire dalla salvaguardia e ripristino dei presidi sanitari minacciati di smobilitazione e dalla difesa dei diritti dei ricoverati anche nelle RSA e nelle RSD fatta dai comitati di parenti – che rivendicano il controllo su tali strutture.


Solidarizziamo con le operatrici e gli operatori sanitari e le loro organizzazioni rappresentative per rivendicare un’occupazione adeguata, non precaria, ed orientata verso le originarie funzioni territoriali e preventive del sistema pubblico.


Monza e la Brianza non possono rimanere silenziose davanti alle sofferenze della Sanità pubblica, con le sue ingiustizie che in Lombardia ci stanno schiacciando: è nostro dovere intervenire per rimediare a questo scempio scandaloso.


LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SANITA’ NON E’ UN'AZIENDA.
 

Coordinamento Diritto alla Salute Monza e Brianza.
Per adesioni scrivere alla Pagina Facebook: Coordinamento per il Diritto alla Salute - MB


sabato 6 febbraio 2021

Montorfano: parte la campagna Salvataggio Anfibi 2021


Anche quest’anno, come ormai consuetudine, l’associazione “L’Ontano” di Montorfano si è attivata per la campagna di salvataggio anfibi in occasione della loro migrazione verso il lago.
Le operazioni si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-COVID.
 

Matteo Scarso, Presidente dell’associazione “L’Ontano” ha così illustrato le attività che da oggi, 6 febbraio, fino al 10 maggio verranno svolte: “Dapprima i nostri volontari posizioneranno delle barriere sulla banchina della strada in via Como S.P. n. 28 (zona Prato Fontana). Le barriere saranno di tipo rimovibile con rete antigrandine in plastica altezza max 40 cm con paletti in legno 4x4 cm alti 40 cm posizionati in modo da non invadere la corsia e senza ostacolare il passaggio di pedoni o ciclisti, poste all’interno della banchina a una distanza superiore ai 40 cm dalla linea bianca. Verranno anche installati dei cartelli stradali con la scritta: ROSPI IN MIGRAZIONE. RALLENTARE”.
 

“Stiamo inoltre organizzando i turni per essere presenti lungo Via Como, Via Crotto Urago e Via Mandelli dalle ore 18.00 alle ore 22.00. I volontari saranno muniti di pila e giubbetto catarifrangente a svolgere le operazioni di salvataggio anfibi. Naturalmente ogni persona che volesse aiutarci è la benvenuta. Per comunicare la propria adesione a tutte o ad alcune di queste attività, chiamate al mio numero di cell. 345 4427116 o scrivete al seguente indirizzo e-mail: associazione@gruppoontano.org “.


Montorfano: volontari in azione, anno 2018

Riportiamo stralcio del Report 2017 salvataggi degli anfibi in Lombardia a cura di Giovanni Giovine della Stazione Sperimentale Regionale per lo studio e la conservazione degli anfibi in Lombardia (Lago di Endine).


“Lago di Montorfano –  la migrazione del Lago di Montorfano, mostra alcune criticità che la collocano in posizione medio/alta nella tabella. Influiscono negativamente la mortalità leggermente superiore a quella regionale, un calo di circa del 14% degli esemplari migranti rispetto l’anno precedente e il numero totale migranti verso il sito riproduttivo sotto il migliaio di esemplari. La differenza N-Nesr è bassa e questo dato è piuttosto positivo indice di una popolazione non in particolare declino nonostante la differenza rispetto all’anno precedente. Dalla relazione inviata dall’Associazione l’Ontano permangono alcuni problemi legati alla costruzione di alcune infrastrutture lungo la rotta di migrazione e alla pericolosità della strada. È auspicabile una maggiore collaborazione con le autorità comunali ai sensi della L.R.  10/08. Si denota una mancanza di volontari che potrebbero rendere più efficace il salvataggio.”

venerdì 5 febbraio 2021

Como: i traffici illeciti di rifiuti e i legami con la 'ndrangheta



di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Le condanne in primo grado comminate ieri, 4/2/2021, dal Tribunale di Como (leggi qui), attestano che Como è stata, purtroppo, al centro dei traffici illeciti di rifiuti, in cui si evincono legami con la 'ndrangheta.
Il pronunciamento del Tribunale certifica che, a Como, gli impianti in località La Guzza e in via del Lavoro furono utilizzati come depositi abusivi di rifiuti, nell'ambito dei traffici tra il Sud e il Nord Italia!


Un fatto gravissimo, con pesanti rischi dal punto di vista ambientale, considerando anche che in Lombardia molti depositi di rifiuti (abusivi e non) sono spesso stati teatro di pericolosi incendi.
Sul deposito di La Guzza prima del sequestro, avvenuto nel 2018, erano state notate strane movimentazioni di camion e di depositi di rifiuti, oltre i limiti di capienza dell'impianto.
Ora il Tribunale ha comminato le prime condanne. Nel contempo abbiamo già registrato, con soddisfazione, la costituzione di parte civile da parte del Comune di Como.

Riteniamo che sul tema della gestione dei rifiuti serva la massima attenzione da parte delle Istituzioni, come ha ribadito la responsabile della DDA di Milano, dott.ssa Alessandra Dolci, nel corso della videoconferenza da noi organizzata lo scorso novembre. La PM Dolci ci ha ricordato che nel settore dei traffici illeciti di rifiuti le mafie realizzano elevati profitti, anche superiori rispetto al traffico di droga. Nel comparto dei rifiuti quello che necessita, secondo il magistrato, sono maggiori controlli, soprattutto sui capannoni dismessi che spesso vengono riempiti di rifiuti; oltre ad un inasprimento delle pene, oggi troppo blande, per i reati ambientali.

Da qui il nostro appello che, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", rivolgiamo alle Istituzioni e agli Enti di controllo: occorre attivare controlli preventivi sugli impianti e sui depositi di rifiuti, autorizzati e non, e sulle aree industriali abbandonate. Bisogna prevenire i pesanti rischi ambientali derivanti dalle attività della criminalità.

 

Il 18 febbraio 2021 videoconferenza 

sulle ecomafie in provincia di Como


Del tema delle ecomafie e dei traffici illeciti di rifiuti in Lombardia ne parleremo il prossimo 25 febbraio, nel corso di una videoconferenza con la presenza della PM Silvia Bonardi, della DDA di Milano, e di Monica Forte, presidente della Commissione regionale Antimafia. La videoconferenza è inserita nell'ambito della Rassegna antimafia "4 colpi alla 'ndrangheta" che partirà il prossimo 18 febbraio, quest'anno su piattaforma web.

giovedì 4 febbraio 2021

Il Sentiero Meda Montorfano sta assumendo sempre più un ruolo primario nel sistema dei percorsi turistici regionali

"La Provincia" di Como - 4 febbraio 2021

  

di Tiziano Grassi, presidente del Comitato Parco regionale Groane Brughiera


Il Sentiero Meda Montorfano sta assumendo sempre più un ruolo primario nel sistema dei percorsi turistici regionali. Dopo il servizio pubblicato sul numero di dicembre della rivista Orobie (leggi qui) se ne occupa, oggi 4/2/2021, "La Provincia" di Como.


Questo sentiero sta sempre più assumendo un ruolo primario nel sistema dei percorsi turistici regionale, e riteniamo fondamentale spingere gli enti preposti affinché venga valorizzato e reso fruibile in tutti i suoi passaggi critici che aspettano ancora di essere risolti.


Proseguiremo, pertanto, senza sosta nel tenere alta l'attenzione su questo importante sentiero regionale con tante sorprese per questo 2021 ..... sperando di uscire gradualmente dalla situazione sanitaria in cui ci troviamo.

mercoledì 3 febbraio 2021

Area ex Medaspan: respinte le osservazioni degli ambientalisti. L'amministrazione comunale evita il confronto sul nuovo centro commerciale


di Sinistra e Ambiente e Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà, Meda
 
Una buona Amministrazione Comunale, per garantire l'interesse collettivo, dovrebbe attivarsi affinchè siano noti e conosciuti gli impatti che una nuova e grossa struttura comporta per il territorio cittadino onde poterne poi valutarne la sua reale utilità.

L'amministrazione di Meda rinuncia e si sottrae invece alla necessità di chiedere una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) su di un Piano attuativo che vuole insediare un complesso commerciale in un comparto dalle elevate criticità. Per il Comune di Meda non serve alcun studio di valutazione preliminare che mostri gli effetti indotti da una simile struttura sui volumi di traffico (attuali e futuri) correlati con il superamento della linea ferroviaria FNM, la chiusura del passaggio a livello di via Seveso e con uno sguardo anche alle ricadute economiche sul tessuto dei negozi di prossimità. La considerazione per la vivibilità della nostra città e per le nostre esistenze quotidiane dovrebbe però essere motivo per farla ritenere indispensabile. 
 
Cosa succederà in quell'area quando, con capitale privato, si insedierà un polo commerciale, struttura che, come quelle simili, genera traffico veicolare con una forte incidenza sul territorio e sull'ambiente ?
 
Basteranno la nuova rotatoria posta a qualche decina di metri da un incrocio e successivo passaggio a livello delle FNM e una bretellina (vincolata alle autorizzazioni da parte di FS) verso via Busnelli per risolvere i problemi di traffico? Queste opere, seppure a carico della società MAK srl, prevedono espropri di terreni pubblici e privati, l’eliminazione di pezzi di giardini, la penalizzazioni degli accessi alle abitazioni e la loro effettiva efficacia, senza una Valutazione di Impatto Ambientale globale, non sarà soggetta a verifica. 

Al momento non c'è neppure la certezza  totale che con i capitali pubblici di Regione Lombardia venga attuato il superamento della linea ferroviaria FNM con un sottopasso in via Seveso/Cadorna così come prevede la soluzione (con molte criticità)  approvata dall'amministrazione di Santambrogio.
Sottopasso che, una volta insediato il polo commerciale e secondo le intenzioni delle amministrazioni succedutesi, apparirebbe ineluttabile e risolutore, con buona pace dei sostenitori del sovrappasso che evitano di esprimersi sulle decisioni prese in ambito AT1, aggrappati alla realizzazione della bretellina (parte della viabilità dell'AT1), quale strada utile all'ipotesi  sovrappasso da loro perorata..
 
Per il Comune di Meda, capire e vagliare prima è dunque inutile! 
 
Così , con la Delibera di Giunta n° 10 del 20-01-2021, l'amministrazione medese ha approvato il piano attuativo della MAK srl per un polo commerciale sull'area ex- Medaspan.
Nello stesso atto, la giunta ha avallato anche le controdeduzioni che respingono le osservazioni inoltrate insieme da Sinistra e Ambiente e da Impulsi-Sostenibilità e Solidarità (unici gruppi ad averlo fatto, oltre ai proprietari di un'area limitrofa).
 
L'esecutivo  di Santambrogio ha scelto dunque la strada di una accettazione superficiale,  privilegiando l'aspetto economico dell'operazione a discapito di un interesse pubblico che per logica necessitava e necessita di approfondimento preventivo su un intervento che condizionerà pesantemente il futuro dell'area e dell'economia cittadina.
 
E' stato sottostimato l'impatto che combina aspetti sociali, economici e ambientali, preferendo porre l'enfasi su come la trasformazione dell'area possa rappresentare il futuro biglietto da visita per Meda.
L'interesse e il benessere pubblico esigerebbero la capacità di affrontare problemi complessi con strumenti adeguati di analisi e partecipazione, giungendo a soluzioni coraggiose e virtuose a beneficio di tutta la comunità . La crisi finanziaria prima, quella climatica e pandemica oggi dovrebbero indurre maggiori attenzioni allo sviluppo sostenibile a partire dai luoghi che abitiamo e frequentiamo.
 
LE CONTRODEDUZIONI ALLE NOSTRE OSSERVAZIONI
 
La lettura delle controdeduzioni evidenzia come l'amministrazione medese agisca al fine di velocizzare e rendere semplice l'iter per edificare sull'area, non volendo prendere in considerazione ne le criticità del comparto ne quelle che genererà la realizzazione del polo commerciale. E' stata infatti respinta la nostra richiesta di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) adducendo la motivazione che una VIA, in quel caso di competenza regionale, per la struttura originariamente prevista nel Piano Attuativo della Pabel avente una superficie di vendita più grande dell'attuale (9990 mq), era stata precedentemente esclusa dagli uffici regionali.

Regione Lombardia aveva però definito la necessità di un Accordo di Programma con FS, FNM, società proponente, Comune di Meda e la stessa Regione, soggetti interessati o con servizi nel comparto. Il tavolo dell' Accordo di Programma non ha mai chiuso formalmente i lavori e così ora si ricorre a queste improprie motivazioni per non assoggettare a VIA il secondo piano attuativo, quello della MAK che "spalma" i 7500 mq di superficie di vendita. Una procedura di VIA, di scala gerarchica minore, che l'Amministrazione Comunale (e non Regione Lombardia) avrebbe comunque potuto avviare. Singolare poi che nella controdeduzione si giudichi la riduzione di 2500 mq di SV e la viabilità accessoria elementi sufficienti a garantire un minore impatto rispetto al precedente soluzione, accontentandosi di ciò e escludendo di conseguenza "sulla parola" la necessità di una VIA, senza avere l'ombra di uno studio sull'impatto viabilistico nel comparto.
 
Scoraggiante la controdeduzione sulla bretellina (rientrante appieno nella fascia di rispetto ferroviaria): "Non sono state rilevate osservazioni da parte di FS" durante la precedente fase di Valutazione Ambientale Strategica. Questo già lo sapevamo, ma quel che abbiamo osservato era la mancanza di un dato di certezza rispetto alle autorizzazioni e qui l'amministrazione rimanda a tempi futuri, "prima della realizzazione saranno acquisite ai sensi di legge tutte le autorizzazioni necessarie", dando per scontato che esse siano positive.

La nostra terza osservazione sulla necessità di approfondimenti chimico-analitici sul livello di  concentrazione di sostanze collegate alla storia produttiva e all'allocazione dell'area in zona classificata R dopo il disastro della vicina ICMESA (supportati anche da un parere ARPA in merito), è considerata "superflua" perchè comunque analisi preliminari (poche e non per tutti i composti chimici e nemmeno validate da ARPA) "furono eseguite su iniziativa della Pabel" e l'amministrazione ritiene "illegittimo" prescriverne ulteriori. Questo senza nemmeno prendere in considerazione l'espressione di ARPA del 2015, da noi allegata all'osservazione. 
 
ARPA che andrebbe perlomeno coinvolta per monitorare e certificare le analisi chimiche per il Piano Scavi, proprio così come esplicitato nelle sue comunicazioni.
 
Le prime 2 osservazioni di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà con relative controdeduzioni
 

La terza osservazione con controdeduzione.


Anche su: https://impulsi-sostenibilitasolidarieta.blogspot.com

martedì 2 febbraio 2021

Zoc del Peric: un sito internet per far conoscere l’area a Parco tra Lurago d'Erba e Alzate Brianza


 

Il 2 febbraio di ogni anno è la Giornata mondiale delle zone umide. Quest’anno, per celebrare la giornata, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ha voluto concentrarsi sulla valorizzazione dell'area umida dello “Zoc del Peric”, posta a confine tra Alzate Brianza e Lurago d’Erba. Si tratta di un importante stagno in cui sono presenti importanti specie di flora e di fauna: tra queste ultime la rarissima rana di Lataste e il tritone crestato, e più di 100 specie di uccelli.
 

Quest'anno, viste le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria - e quindi nell’impossibilità di organizzare eventi in loco -, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, ha creato un nuovo sito internet (il cui dominio è www.zocdelperic.it), per far conoscere le bellezze naturalistiche dell'intera area del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) Zoc del Peric, e in particolare della zona umida che dà il nome al parco stesso. Il sito web è stato creato in accordo con altre associazione (Le Contrade e Calnach, entrambe di Inverigo) e con le amministrazioni dei tre Comuni facenti parte del PLIS, ovvero Alzate, Lurago e Inverigo. Sul sito internet (ancora in fase di costruzione), che è stato sviluppato da Antonio Bertelè del Circolo Ambiente, già si possono visionare alcune informazioni di base sullo Zoc e alcune foto.

 


 

Negli ultimi anni l'area umida del Zoc del Peric è stata valorizzata anche grazie ai volontari del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, che vi hanno organizzato campi di volontariato internazionale, visite guidate di scolaresche, interventi di manutenzione dei sentieri, oltre all’installazione di alcune bacheche informative sulla flora e sulla fauna dei luoghi.

In definitiva il nuovo sito www.zocdelperic.it è un’ulteriore occasione per conoscere le bellezze naturalistiche del nostro territorio, anche in periodo di lockdown. Questo nell’attesa che si possano riprendere le visite guidate e gli interventi di valorizzazione dell’area umida.

Dal WWF Lecco al WWF Australia

Fare pace con la natura e costruire un futuro sostenibile unica garanzia per la nostra salute e il nostro benessere.

 

Il fronte di fuoco che avanza nella zona di Bowraville, New South Wales. Credit: Adam Dederer

Esiste un legame strettissimo tra le malattie che stanno terrorizzando il Pianeta e le dimensioni epocali della perdita di natura. Molte delle malattie emergenti come Ebola, AIDS, SARS, influenza aviara, influenza suina e il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 (COVID19) non sono catastrofi del tutto casuali, ma sono la conseguenza indiretta del nostro impatto sugli ecosistemi naturali.

La comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto come spillover. In ecologia ed epidemiologia lo spillover - che si potrebbe tradurre come “tracimazione” - indica il momento in cui un patogeno passa da una specie ospite a un’altra, e si pensa che questo passaggio possa essere alla base anche dell’origine del nuovo coronavirus.

(Per saperne di più sullo spillover può essere molto interessante rivedere l’intervista di Fabio Fazio a David Quammen, scrittore e divulgatore scientifico, che già otto anni fa aveva previsto con estrema precisione la diffusione dell’attuale pandemia: https://youtu.be/vEmml7f1R7k)

Globalmente gli scienziati sono consapevoli che tra le cause della diffusione di malattie infettive emergenti, vi siano fattori importanti come la perdita di habitat, la creazione di ambienti artificiali, la manipolazione e il commercio di animali selvatici e più in generale la distruzione della biodiversità.

Gli incendi in Australia

Tra i più disastrosi episodi di distruzione della biodiversità dell’anno appena trascorso, basta tornare a gennaio 2020, piena estate in Australia, con la disastrosa stagione degli incendi dell'estate australiana, ribattezzata "estate nera".

Nello stesso periodo si affacciavano anche le prime immagini della pandemia in Cina, con Wuhan e i suoi abitanti chiusi in casa. Scene inimmaginabili, che presto avremmo purtroppo vissuto anche in Italia.


Un koala aggrappato ad un albero bruciato nella zona devastata di Kangaroo Island , Australia meridionale. Credit: Julie Fletcher

E l’emergenza Coronavirus ha fatto passare in secondo piano l’emergenza Australia, dove sono andati in fumo più di 19 milioni di ettari di territorio.

Un report WWF pubblicato a luglio 2020 (Australia's 2019-2020 Bushfires: The Wildlife Toll), ed effettuato da cinque diverse istituzioni, ha stimato che ad aver sofferto le conseguenze degli incendi potrebbero essere stati quasi 3 miliardi di animali, in gran parte rettili e anfibi, ma anche 180 milioni di uccelli e 143 milioni di mammiferi.

Questi numeri comprendono sia gli animali morti direttamente negli incendi da cui non riuscivano a scappare, che quelli che si sono poi ritrovati a vivere in un habitat particolarmente ostile con pochissima acqua, pochissime prede e pochissimi luoghi in cui ripararsi da eventuali predatori.

Dermot O’Gorman, amministratore delegato di WWF Australia, ha detto: «È difficile pensare a un altro evento che negli ultimi decenni, ovunque nel mondo, abbia ucciso o avuto un impatto su così tanti animali. Per la biodiversità, è uno dei peggiori disastri della storia moderna».

Dal WWF Lecco al WWF Australia

Sulla base della consapevolezza delle conseguenze che la perdita di biodiversità determina in termini di diffusione di malattie infettive, l’impegno del WWF per la tutela ambientale non è quindi un lusso, ma un preciso impegno che va anche a tutelare la salute umana.

Per questo motivo WWF Lecco ha deciso di destinare una donazione di duemila euro al WWF Australia nell’ambito del “Bushfires Appeal”, una risposta all’emergenza incendi per salvare la fauna selvatica, ripristinare ciò che è andato perduto e proteggere la biodiversità del continente australiano.

 

Minty è l'opossum curato da Wildcare a Carwoola, New South Wales. Minty ha subito ustioni a tutte e quattro le zampe durante la crisi degli incendi boschivi. Credit Matthew Harri

«È stato un anno difficile anche per l’associazionismo» -dice Lello Bonelli, presidente WWF Lecco- «tra la burocrazia cui siamo stati costretti per gli adeguamenti normativi del Terzo Settore e il blocco di tutte le attività “in campo”: abbiamo dovuto rinunciare ai tradizionali corsi, serate, eventi… tutte occasioni che normalmente contribuiscono alla raccolta fondi per la nostra Associazione.»

«Abbiamo potuto assicurare un minimo di attività, soprattutto per i bambini, con il concorso di disegno online, le escursioni naturalistiche (ovviamente limitatissime nel numero di partecipanti), la pubblicazione di un libretto, scritto e illustrato da nostri attivisti, in collaborazione con il Parco Monte Barro.»

«Siamo riusciti ad assicurare la nostra attività di “vigilanza” sul territorio, con osservazioni ai PGT dei Comuni, segnalazioni, opposizioni e denunce su ogni tentativo di sfruttamento del patrimonio ambientale, non ultimo l’esposto alla Corte dei Conti lombarda per lo scellerato taglio dei pini di Malgrate. Siamo attenti alle problematiche derivanti dalle cave, dal progetto di teleriscaldamento alimentato a rifiuti, dalle scorribande di motocross sul Monte di Brianza. E appena portiamo a casa qualche vittoria, come nel caso del blocco della centralina idroelettrica sul torrente Fraina, subito bisogna ripartire per bloccare un altro tentativo di attacco ambientale sul Pioverna, o i progetti di inquinamento luminoso delle nostre montagne…»

 

Joey, un wallaby di palude rimasto orfano, è stato curato al Milton Village Vet a seguito della crisi degli incendi. credit: Leonie Sii.

«Le tematiche da gestire non ci mancano, ma per assicurare, oltre all’impegno locale, anche la vision internazionale della più grande associazione ambientalista a livello mondiale, ci è sembrato doveroso contribuire a un progetto come quello del WWF Australia, con uno sforzo economico per noi particolarmente impegnativo in quest’anno così difficile.».

Il grazie da Sydney a Lecco

«Dear WWF Lecco team» -comincia così la lettera di Dermot O’Gorman, CEO di WWF Australia – che ringrazia il panda lecchese per «la vostra generosissima donazione», che andrà a sostenere in particolare le attività finalizzate a «ripristinare le foreste e l'habitat della fauna selvatica, fermare la deforestazione, creare corridoi sicuri per la nostra fauna selvatica…».

«Sono davvero grato» -sottolinea O’Gorman- «per la vostra generosità e spero che vi sentiate tutti orgogliosi sapendo che state facendo la differenza per la fauna selvatica nativa dell'Australia.».

 

A questo piccolo koala femmina, Annie, sono state appena tolte le bende per poterle cambiare. È stata curata presso il centro di recupero di Mallacoota e successivamente trasferita allo Zoo di Melbourne per un periodo di riabilitazione. credit: Veronica Joseph.