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lunedì 13 aprile 2026

Parco di Monza: dalla tutela negata al business della Formula 1

Il dibattito sul futuro del Parco di Monza torna al centro dell’attenzione pubblica dopo le recenti decisioni del Consiglio comunale. Il comunicato che pubblichiamo solleva questioni cruciali: tutela del patrimonio storico, impatto ambientale e uso delle risorse pubbliche. Al di là delle posizioni, il testo offre una ricostruzione dettagliata e critica che merita di essere conosciuta e discussa. Lo proponiamo ai lettori come contributo al confronto sul destino di uno dei parchi storici più importanti d’Europa.

Rendering di parte degli interventi in deroga illustrati nella seduta del Consiglio Comunale del 26 marzo 2026

IN UN PARCO NON SI COSTRUISCE ANCHE SE CI OBBLIGA LIBERTY MEDIA!

a cura del Comitato per il Parco “A. Cederna” e del Comitato “La Villa Reale è anche mia”

La sera di giovedì 9 aprile 2026 sono stati approvati dal Consiglio comunale di Monza i lavori per nuove edificazioni all’autodromo nell’ottocentesco Parco di Monza, con un solo voto contrario. Garantita la rovina, da precaria a stabile, per il futuro del nostro Parco.
Pare di essere tornati al 1908, quasi 120 anni fa, quando Marinetti, nel suo Manifesto del futurismo, scriveva, tra l’altro: "Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia."
Sappiamo che, dopo più di un secolo, le cose non sono andate proprio così: di auto e di congestioni da traffico non se ne può proprio più; di inquinamento dell’aria si muore prematuramente e consentire rumori assordanti in un Parco che dovrebbe essere, anche per legge, un’oasi di quiete, non è tollerabile. Ma per denaro, consenso e voti si può fare questo e altro.

Si può ignorare, per mancata conoscenza o per disattenzione intenzionale, cosa ha rappresentato e potrebbe continuare a rappresentare in futuro la presenza e il consolidamento dell’autodromo nel Parco storico.

Ci corre l’obbligo di ricordare, soprattutto ai giovani e a quelli che lo ignorano, che già nel 1922, quando il Senatore Silvio Crespi (liberale di destra) decise di far edificare l’autodromo nel Parco di Monza, ebbe le forti opposizioni del Ministero della pubblica istruzione, di esponenti del mondo della cultura e dell’arte che vedevano una profanazione dello storico Parco voluto da Napoleone nel 1805, con forti perplessità legate alla tutela del paesaggio e all'abbattimento massiccio di alberi nel Bosco Bello. Non mancavano i primi ambientalisti che cercavano di tutelare quel luogo. Anche molta parte della stampa locale si opponeva fortemente (ad esempio “Il Cittadino”).

Il Cittadino, 22 giugno 1922

Poi, con l’avvento del ventennio fascista, fu tutta un’altra storia, anche peggiore. Oltre all’autodromo (1922) venne realizzato nel 1924 un ippodromo collocato tra Villa Mirabello e Mirabellino (impianto chiuso nel 1976 e poi eliminato negli anni ‘90) e infine venne realizzato anche un Golf nel 1928. Il tutto perché l’Associazione combattenti e reduci, che aveva avuto in concessione il Parco dalla Casa reale, volle mettere a reddito quelle aree. Così ci ritroviamo ancora oggi con quelle deturpazioni e quelle logiche distruttive.

Il Corriere di Monza e della Brianza, 14 marzo 1922

Solo nei primi anni ’80, si cominciò anche in Comune a Monza a vedere in modo critico l’ingombrante presenza dell’autodromo per tentare di renderlo meno incompatibile. I tecnici che iniziarono a studiare a fondo lo scempio del Parco di Monza cercarono anch’essi di limitarne i danni che, soprattutto con il GP di Formula 1, venivano arrecati ogni anno al Parco da migliaia di tifosi e vandali.

Tra questi Studi e Piani, meritevoli di citazione sono: Il PRG del 1971 di Piccinato (vigente fino al 2007) che nella Norme tecniche di attuazione, all’art. 21, zona Verde pubblico, diceva tra l’altro: “per il Parco di Monza nessuna nuova costruzione”. Poi lo Studio realizzato dalla Prof. Annalisa Maniglio Calcagno della Facoltà di Architettura del Paesaggio dell’Università di Genova, passato in Consiglio comunale nel 1991, che proponeva tra l’altro “la demolizione della pista sopraelevata dell’anello di alta velocità dell’autodromo, circuito ormai in disuso da molti anni, che taglia in due un’ampia porzione del parco e buona parte del famosissimo bosco bello”.

Un vero Piano regolatore generale (PRG) venne presentato in Consiglio comunale nel ’95 e adottato nel 1997, redatto da Leonardo Benevolo (come noto, uno dei maggiori storici europei di architettura e urbanistica) comprensivo anche di quell’area, alla quale era dedicato uno specifico elaborato di dettaglio che indicava come obiettivo da perseguire nel tempo, il restauro filologico dell’antico disegno del Canonica del Parco stesso.

Il PRG di Benevolo diceva tra l’altro: “Oggi il restauro del parco richiede tre modifiche principali: la rimozione dei resti abbandonati dell’ippodromo, la rimozione della pista d’alta velocità dell’autodromo, anch’essa fuori uso e non recuperabile, e le modifiche del percorso attuale necessarie al ripristino della continuità fisica e paesaggistica del viale Mirabello”. E poi proseguiva: “Si deve anche intervenire sull’area del Golf, con un ampliamento della zona boschiva e una parziale apertura al pubblico, in particolare per la ricostruzione del cannocchiale visivo dell’ex viale delle noci” (n.d.r.- tra autodromo e golf)”.

Nel 1996, in occasione di quel PRG, la Soprintendente di Milano Lucia Gremmo, scriveva in modo molto chiaro: “Gli usi impropri che maggiormente incidono sull’area del complesso (del Parco, ndr) anche in relazione alla considerevole superficie occupata, e che, come tali, risultano altamente incompatibili con il carattere storico-artistico dello stesso sono: l’autodromo, con le relative attrezzature (campeggio, piscina, etc.) e gli abnormi afflussi di folla ed il golf, in quanto, come giustamente affermato dagli stessi progettisti, hanno rotto la sua (del Parco) unità spaziale e hanno condotto anche a un assetto frammentato delle masse arboree, in cui va perduta la grande dimensione che è il suo pregio principale. A ciò bisogna aggiungere, per quanto concerne il golf, la modifica morfologica del terreno”.
La Regione Lombardia, con la sua Legge 40 del ’95, aveva promosso e approvato nella seconda metà degli anni ’90 “il Piano 1997-98 per la rinascita del Parco di Monza” che prevedeva ben 35 progetti d’intervento e 20 miliardi di finanziamenti insieme ad altri Enti locali e organismi pubblici, finalizzati al “recupero ecologico - monumentale del Parco recintato più grande d’Europa” e per rimediare quindi a quella pesante situazione creatasi a causa degli impianti impropri.



Non va dimenticato, nei primi anni del 2000, il Piano di Settore per il Parco di Monza, redatto dal Centro Studi PIM su incarico del Parco regionale della Valle Lambro, dotato di Piano territoriale approvato dalla Regione nel 2000, che riaffermava tra l’altro, nel proprio elaborato progettuale: “conseguente demolizione dell’anello di alta velocità del circuito, almeno per la parte interferente con la prospettiva dal Mirabello (curva nord e curva sud)” e, per il Golf: “Ritocco del perimetro del golf nell’estremità settentrionale (spostamento di una buca), per favorire la continuità del percorso periferico nord-sud e nel confine meridionale per la ricostituzione di un ambiente di rispetto attorno alla testa del fontanile Pelucca”.

Poi quasi più nulla, se non esattamente il contrario di quello che emergeva da quegli studi di dettaglio. Solo nel maggio del 2023, dopo anni dall’incarico, è stato presentato e approvato un costoso Masterplan della Villa Reale e del Parco di Monza, strumento che, come noto, non ha alcuna valenza legale o urbanistica e non impegna gli amministratori né a seguirlo né a realizzarlo, non essendo vincolante.


Così ci troviamo oggi che il Consiglio comunale trionfante ha approvato praticamente all’unanimità (centro destra e centro sinistra uniti), salvo il voto contrario di una lista civica indipendente (Piffer), una serie di deturpanti e costosi lavori in Autodromo (circa 75 milioni di euro a carico del contribuente, che si sommano ai 27 milioni annui pretesi da Liberty Media, il nuovo padrone della F.1 per mantenere la titolarità del GP al circuito monzese); a questo proposito, non si comprende perché con tutte le centinaia di migliaia di biglietti venduti dall’Autodromo (più di 300.000), quei lavori debbano essere pagati dai contribuenti, anche di quelli che proprio non si interessano di Formula 1 se non anche contrari.

Come noto, si tratta della soprelevazione dei box (definito a suo tempo: “il Pirellone rovesciato” amovibile), di un edificio per la direzione di gara e di una nuova sala stampa, oltre che, con due delibere di Giunta, rendere definitive alcune tribune che, in precedenza venivano rimosse dopo il GP di F1. Decine di migliaia di nuovi metri cubi complessivi in un parco storico (circa 30 mila, dato peraltro non reso noto).


Tutto questo per poter avere la titolarità del GP, piegandosi vergognosamente all’imposizione ricattatoria di Liberty Media, incuranti del fatto che per Liberty Media l’unico interesse è fare soldi a palate, sfruttando il business miliardario della F1 anche ampliando a dismisura il numero dei GP: si parla addirittura di arrivare a 30 appuntamenti annui Il rischio per il circuito di Monza è quello di rimanere stritolato nell’inevitabile competitività del mercato globale della Formula 1. Cosa ci chiederà la prossima volta? Di incoronare il vincitore del GP con la Corona Ferrea come Napoleone?

I lavori imposti dalla società di mass media statunitense, diventata patron della F1 dal 2017, rispondono alla pretesa di fare dei 200 ettari in concessione ad ACI uno dei tanti circuiti “Luna Park” (vedi fan zone su Roccolo e Gerascia) da sfruttare al massimo, del tutto indifferenti al fatto che l’autodromo sia dentro un Parco che ha 220 anni di storia.

Che senso ha ancorare il presente e il futuro della città a un GP quasi fosse l’ultima spiaggia, l’unica risorsa?

Ripensare al Parco (al quale non arriva alcun finanziamento se non una tantum), alla storia, anche industriale, alla vocazione culturale, ai bisogni reali dei cittadini è la vera strada che amministratori di buon senso dovrebbero perseguire.

Il caso poi vuole che la concessione delle aree dell'Autodromo di Monza da parte del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza all'Automobile Club d'Italia (ACI) scadrà il 31 dicembre 2028. Nonostante la concessione delle aree scada prima, il contratto per l'organizzazione del Gran Premio di Formula 1 è stato rinnovato fino al 2031. Non solo: il Consorzio, ente concedente, scadrà nel 2029. Un vero pasticcio e un incastro che parrebbe più pensato che subìto. Il solito ricatto: “Forse non volete far correre il GP di F1 a Monza?”.

Bianca Montrasio, Giorgio Majoli, Roberto D’Achille

venerdì 31 maggio 2024

Difendiamo il Parco di Monza: analisi e soluzioni


Martedì 4 giugno 2024 alle ore 21 si terrà a Monza, nella Sala della Luna CCR – Via Ambrogiolo 6, l'incontro pubblico "La rovina di un Parco storico". L'evento vedrà la partecipazione di:

  • Giacomo Correale: "Il Parco e la Villa: questi sconosciuti"
  • Giorgio Majoli: "Lo scempio del Parco di Monza"
  • Bianca Montrasio: "Le conseguenze del Masterplan 2023"
  • Alberto Guzzi: "Aspetti forestali e botanici del Parco"

Questa iniziativa conclude la “Settimana del Paesaggio” organizzata dal Comune e promossa dal Coordinamento dei comitati e delle associazioni di Monza. La serie di eventi, intitolata "FUORILUOGO - AL CONFINE TRA MERCE E PAESAGGIO", ha l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sulle problematiche legate all'inquinamento, al consumo di suolo e alla cementificazione e di promuovere un cambiamento attivo e coerente nelle politiche ambientali locali.

 

Il comunicato stampa diffuso dalle associazioni (cliccare qui) denuncia la mancanza di coerenza tra le dichiarazioni elettorali e le azioni della Giunta comunale, sottolineando ritardi e decisioni che favoriscono la cementificazione. In particolare, si criticano le recenti approvazioni di Piani attuativi edificatori su aree libere e la mancata opportunità di rimboschimento nel Parco di Monza. L'iniziativa mira a contrapporre una visione autentica e sostenibile del paesaggio urbano alla "Settimana del Paesaggio" del Comune, considerata una mera operazione di "greenwashing".


sabato 18 novembre 2023

I Comitati di Monza: annullate il "Light Art Festival"! è incompatibile col parco!

Conferenza stampa dei Comitati. Immagine da Facebook

Una segnalazione urgente è stata inviata alle autorità di tutela dal "Comitato per il Parco Monza" e dal Comitato "La Villa Reale è anche mia" in relazione alla prossima manifestazione LIGHT ART FESTIVAL, annunciata all'ultimo momento, che si svolgerà nei Giardini della Villa Reale da oggi 18 novembre fino al prossimo 7 gennaio 2024.

La manifestazione prevede l'utilizzo di impianti luminosi ad alta intensità e sonori lungo i percorsi dei Giardini, insieme a stand di Street Food per i 40 giorni della sua durata. L'evento comporterà il fatto che la fruizione gratuita dei giardini sarà preclusa dopo le 16.30, inoltre la manifestazione si protrarrà per 5 ore serali per ben 40 serate, comportando un possibile grave disturbo al delicato equilibrio faunistico.

La sorpresa e la mancanza di consultazione con la cittadinanza e le forze di rappresentanza politiche e civili hanno sollevato preoccupazioni sull'iniziativa. Già durante la fase di allestimento sono stati segnalati episodi che indicano la sofferenza della fauna presente nei Giardini Reali, che sono vincolati paesaggisticamente e ambientalmente.

Il "Comitato per il Parco Monza" e il Comitato "La Villa Reale è anche mia" evidenziano che l'evento potrebbe violare la Legge Regionale 31/2015 sull'inquinamento luminoso, che impone restrizioni sull'illuminazione esterna per proteggere specie, habitat, flora e fauna selvatiche. I Giardini e il Parco di Monza sono considerati zone particolarmente protette da tale inquinamento secondo l'art. 9 della stessa Legge.
 

Immagine tratta dal sito che pubblicizza l'evento

I rappresentanti dei Comitati hanno dichiarato: "La manifestazione, così come presentata, sembra violare anche il Regolamento del Parco e dei Giardini, che vieta qualsiasi forma di disturbo e molestia agli animali presenti. Inoltre, solleva preoccupazioni sulla compatibilità dell'evento con il valore artistico e storico del complesso monumentale."

Per tutte queste ragioni, i comitati chiedono urgentemente l'annullamento della manifestazione, sottolineando la necessità di preservare l'ambiente, la fauna e la tranquillità del luogo rispetto a un evento che sembra mettere a rischio tali valori.

venerdì 6 marzo 2020

Perché Monza non entra nel Parco del Grugnotorto Villoresi e della Brianza Centrale?

Planimetria con indicate le aree di Monza da inserire nel PLIS GruBria
Lunedì 3 Febbraio 2020 il nuovo PLIS GruBria ha iniziato a muovere i nuovi primi passi. I comuni consociati e le associazioni presenti sul territorio si sono incontrate per valutare le possibili iniziative da porre in campo. L’obiettivo è quello di rendere partecipi i cittadini per la valorizzazione e la salvaguardia di questo Parco.

Nato nel Maggio del 2019, dall’unione del Parco del Grugnotorto-Villoresi con quello della Brianza Centrale, rappresenta un importante tassello per la salvaguardia dei territori liberi dalla cementificazione, per la realizzazione dei corridoi ecologici e di un sistema verde a nord di Milano. Dieci i Comuni consorziati (Bovisio Masciago, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Desio, Lissone, Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano, Seregno, Varedo) con 2.063 ettari di terreno vincolato (verde-agricolo) per oltre 350.000 abitanti, sono i numeri del nuovo Parco. A questi numeri mancano quelli di Monza, che non risulta tra i Comuni consorziati.

Dettaglio delle areee monzesi da inserire nel PLIS GruBria
Eppure il 24 ottobre 2016 il Consiglio Comunale di Monza con delibera n. 77 aveva approvato l’adesione al Parco del Grugnotorto-Villoresi con l’inserimento di 218 ettari di aree libere; decisione avallata, il 9 marzo 2017 dal Presidente della Provincia di Monza e Brianza. Ma questa disponibilità da parte del Comune di Monza non è stata resa effettiva nella stipula della convenzione con l’Ente parco.

Incomprensibilmente l’Amministrazione Comunale di Monza dal 2017 non ha mai, né versato al Plis Grugnotorto-Villoresi le quote previste con l'adesione, né condiviso il successivo processo che ha portato alla nascita del nuovo Plis Grubria che raccoglie l'importante eredità ecologica e di protezione delle poche aree libere del nord Milano e della Brianza Centrale.

La delibera di adesione non è però mai stata ritirata anche se, a Febbraio 2018, la Giunta Allevi aveva annunciato di voler uscire dal PLIS Grugnotorto-Villoresi, ente sovraccomunale che è peraltro in fase di liquidazione e non appena avrà terminato i lavori, verrà ufficialmente chiuso.

Sembra quasi che il Comune di Monza stia attendendo la chiusura ufficiale del PLIS Grugnotorto-Villoresi, in maniera tale che, questo passaggio formale, eviti alla Giunta in carica lo scomodo e impopolare gesto politico di negare quanto già approvato dal Consiglio comunale, riconsegnando le aree (verdi e agricole) coinvolte ad un futuro incerto. Non si può escludere che potrebbero verificarsi interventi di cementificazione (come il deposito della linea metropolitana M5 previsto nel relativo studio di fattibilità), all’interno della Provincia MB, che è bene ricordarlo, è capolista nella triste classifica delle province d’Italia con il più alto indice di consumo di suolo.

Per tutti i motivi sopra esposti, chiediamo all’Amministrazione comunale di Monza di procedere con tutti gli atti necessari per l’adesione al nuovo PLIS GruBria, con l’aggregazione del territorio libero in precedenza inserito nel Parco del Grugnotorto - Villoresi.

Verrebbero così ulteriormente protette le aree verdi e agricole della Boscherona, della parte ovest di San Fruttuoso (due fasce di spazi aperti), e quelle del Casignolo (a sud di viale Campania).

Il Coordinamento di Associazioni e Comitati di Monza
Legambiente Circolo di Monza, CCR Gruppo ambiente e territorio, Comitato Parco di Monza A. Cederna, Comitato Bastacemento, Comitato via Boito-Monteverdi, Comitato via della Blandoria, Comitato Triante, Comitato quartiere S. Albino, Comitato quartiere San Donato, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato Buon Pastore, Comitato Gallarana.

Il Coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB
Comitato ampliamento parco Brianza Centrale, Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Legambiente circolo di Monza, Legambiente circolo di Desio, Legambiente circolo di Seregno,
Legambiente circolo Laura Conti Seveso, Un Parco per Bernareggio, WWF Lombardia, WWF Insubria, Associazione Culturale Brianze, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà (gruppo promotore adesione di Meda al GruBria)

Rassegna stampa

Il Giorno, 7/03/2020

Il Giornale di Monza, 10/03/2020

Salviamo il Paesaggio, 10/03/2020
Il Cittadino, 13/03/2020
Il Giornale di Monza, 24/03/2020
Il Cittadino, 26/03/2020

martedì 3 dicembre 2019

Monza: cent'anni con Gianni Brera


Riceviamo e pubblichiamo

Per i più era “solo” un famoso giornalista. Per altri anche o soprattutto un prezioso autore prestato dalle circostanze alla cronaca sportiva. Chi ama le lande lombarde lo venerava come cantore dei nostri scenari e delle nostre genti. Ma Gianni Brera era anche grande cultore della tradizione culinaria lombarda.

Per noi brianzoli un motivo i n più per amare Gianni Brera che brianzolo è stato, seppur di adozione, avendo preso casa in quel di Pusiano. A 100 anni dalla sua nascita, tanti motivi per essere, per dirla con Gianni Mura, dei SenzaBrera. Racconti, musica e parole in libertà sul personaggio Brera e l’arte culinaria da lui venerata. Non a caso la serata si chiuderà in trattoria come Brera amava fare dopo una giornata di lavoro.

Mercoledì 4 dicembre 2019 - ore 20.45
serata pubblica al Binario 7
via Turati, 8 - Monza

Un convegno a ruota libera sul Brera giornalista, scrittore e amante della buona tavola.
  • Matteo Barattieri: ”Geografie Breriane, tra Lombardia e Lombardità"
  • Marco Pirola: "Questioni di stile: scrivere e raccontare alla Brera"
  • Carlo Gaeta: "Così per sport: Brera e il giornalismo sportivo attuale"
  • Eugenio Galbiati: Gianni Brera in cucina
  • Michele Fierro e Renato Ornaghi, letture e musica in libertà
Sempre mercoledì 4 dicembre a seguire, per chi volesse continuare l’esperienza dell’atmosfera breriana, una cena in trattoria con menù tipicamente lombardo. Dal risotto in cagnone al lesso passando per Il Barbacarlo ed affini (costo 25 euro).

Ad organizzare, il Comitato per il Parco di Monza. “Al nostro Parco, Brera ha dedicato qualche pensiero, certo.” – spiegano gli attivisti del Comitato – “Ma con questa iniziativa vorremmo ricordare un grande personaggio.” Se l’attività del gruppo è incentrata sul Parco e la Villa Reale – chiosano i referenti dell’associazione – non tralasciamo, da qualche tempo, di dedicare interesse anche a temi di più ampio respiro. L'iniziativa vuole viaggiare quanto più possibile ad ampio raggio, tra calcio e ciclismo, tra tradizioni e invenzioni linguistiche, tra ricette e gioielli letterari. “Il nostro obbiettivo è arricchire l'incontro con momenti di discussione. Ci piacerebbe che i partecipanti offrissero un loro contributo diretto con i loro interventi”

Per informazioni: matteo.barattieri1@libero.it
Per prenotazioni: 342 8057573

martedì 1 novembre 2016

Monza. Se son rose fioriranno: 200 anni di storia della rosa per Villa Mirabellino


Se son rose fioriranno
200 anni di storia della rosa per Villa Mirabellino

4-14 novembre 2016
Saletta Reale della Stazione di Monza
Inaugurazione 4 Novembre ore 18.00
orari mostra: 10.00 12.00 / 15.30/ 19.00

in collaborazione con Museo di Storia Naturale di Milano

La mostra si colloca nel contesto delle iniziative volte a destinare Villa Mirabellino a osservatorio agro-naturalistico del Parco, sede di conservazione e consultazione della documentazione relativa alle passate realtà produttive del Parco, centro studi della conservazione e manutenzione del verde storico, del verde urbano, delle alberature di pregio e degli alberi monumentali, sede di corsi, indagini, studi dedicati a questi settori.


Nel corso dell'iniziativa verrà attivata una raccolta fondi per l'acquisto di uno scanner planetario da donare al Museo di Storia Naturale di Milano per la gestione elettronica dei reperti conservati.

Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza
Associazione Mazziniana Italiana onlus sezione di Monza e Brianza
Centro documentazione Residenze Reali Lombarde
Comitato La Villa Reale è anche mia
Comitato per il Parco A. Cederna


Info:
Associazione Amici dei Musei Monza - info@amicimuseimonza.it   
Comitato per il Parco A. Cederna -  http://www.parcomonza.org/mostra-villa-mirabellino.htm

martedì 8 dicembre 2015

Centinaia di alberi abbattuti per far posto ad altro asfalto e cemento nel Parco di Monza?


a cura del Comitato per il Parco di Monza A. Cederna

Dalla stampa si apprende che sono in corso accordi commerciali e finanziari nonchè trattative su possibili modifiche che prevederebbero l'abbattimento di 1000 alberi per fare spazio ad altro cemento e asfalto per attuare degli adeguamenti alla pista dell'Autodromo. Questo per poter accogliere di nuovo la Superbike a Monza.

Noi siamo contrari a questo continuo scempio e ci stiamo informando, documentando e attivando su vari fronti, per bloccare questo ennesimo intervento devastatore che oltretutto richiederebbe anche notevole sperpero di denaro pubblico.

Documenti:
Testo della Conferenza stampa del 23 Novembre 2015.
Risultato dell'analisi fatta sull'incidenza economica delle Superbike sul bilancio SIAS.

 
Diffondi il volantino del Comitato per il Parco di Monza.

martedì 3 novembre 2015

Scopriamo l'autunno al Parco di Monza


Domenica 8 novembre 2015

Escursioni naturalistiche nel Parco

Tra tracce di animali e piccoli e grandi monumenti vegetali, accompagnati dagli esperti del Comitato Parco di Monza, la prima di una serie di escursioni nel più prezioso monumento del nostro territorio. Boschi e prati, sentieri e laghetti con lo sguardo del naturalista.

Appuntamento domenica 8 novembre 2015 – Porta di Monza del Parco (viale Brianza, Monza), Ore 9.30 .L'escursione durerà fino alle 12.30 circa. Si raccomanda di munirsi di abbigliamento adeguato. Potrà essere utile portare un binocolo. Non saranno ammessi cani e altri animali domestici. Partecipazione libera: sarà gradito un piccolo contributo che servirà per sostenere le attività del Comitato per il Parco.

Il Parco in quattro stagioni

Quando sciamano le formiche nel Parco? E' davvero la fioritura dell'aglio orsino a marcare l'arrivo della primavera nel Parco? Quando si riempie di gabbiani il Laghetto della Villa Reale?
E ancora. Dove si trova il quercione? Quali strade del Parco si riempiono di resti di cervi volanti durante l'estate? Quali percorsi segue la volpe attraverso il nostro Parco?

Ville, cascine e altri monumenti storici, certo. E attività all'aria aperta e momenti di riposo. Il Parco può anche essere altro: un insieme vario e composito di ambienti, che ospitano una fauna e una flora di sicuro interesse. Alcune hanno una rilevanza che supera la mura. L'interesse per questi momenti di natura è da sempre vivo: il nostro Parco può così trasformarsi in un autentico laboratorio scientifico all'aperto. Camminare per i suoi sentieri con lo sguardo del naturalista: questo l'invito del Comitato per il Parco.

“Il successo dei segnalibro che abbiamo ideato e distribuito lo scorso anno” – spiegano gli attivisti dell'associazione – “ci ha spinto ad offrire qualcosa in più a chi ci segue da tempo, e non solo”. Escursioni durante le varie stagioni. “Di per sè l'idea non sè certo originale”. – spiegano quelli del Comitato – “Vorremmo però che siano le tante ricchezze naturalistiche, spesso minute e nascoste agli occhi di chi non è esperto, ad avere meritato spazio e giusto tributo”. Basta anche una mezz'ora di camminata per compiere tante osservazioni degne di riempire un taccuino da campo e di fornire soggetti per le istantanee di una digitale.

Durante le passeggiate, dovrà essere il luogo a disvelarsi via via, attraverso dettagli inattesi. E agli aspetti legati a fauna e flora non potranno non aggiungersi anche annotazioni e curiosità su passato e presente del nostro monumento verde.

mercoledì 9 settembre 2015

Perchè non è un buon affare investire soldi pubblici nell'autodromo di Monza


Comunicato stampa del COMITATO PER IL PARCO A. CEDERNA

Sappiamo tutti che il Presidente Maroni ha confermato un investimento pubblico di 21 milioni di euro da parte della Regione – soldi nostri – per il cosiddetto salvataggio del GP di F1 a Monza, facendosi forte di 40.000 firme a sostegno. Al di là di ogni considerazione circa lo spazio di visibilità di cui ha potuto godere tale iniziativa con la presenza a EXPO e la sponsorizzazione di Regione Lombardia, una precisazione preliminare circa la modalità di raccolta è doverosa:è sufficiente recarsi allo spazio Regione – e invitiamo i giornalisti a farlo – per sincerarsi della poca informazione che l'accompagna: il volantino che pubblicizza la raccolta di firme non dice che si tratta di fondi pubblici versati per sostenere la Sias S.p.A., un'emanazione dell'ACI – tuttora compresa nell'elenco degli enti inutili che, secondo la spending review di Cottarelli, dovrebbero essere sciolti – che opera in un settore in grave crisi come quello delle competizioni automobilistiche, versa in cattive acque e non vede a tutt'oggi un piano strategico di sviluppo. Ulteriore nota a margine: le firme vengono raccolte separatamente in un libro, quando, invece, una raccolta di firme, per avere legittimità, esige che il testo della petizione sia riportato su ogni foglio che contiene le firme proprio per rendere trasparente la manifestazione della volontà di chi aderisce.
Sorvolando su questi aspetti secondari, preferiamo soffermarci sulle considerazioni sostanziali che ci inducono a ritenere che investire soldi pubblici nell'autodromo non sia un buon affare, stante l'assenza di  garanzie a fronte di un investimento pubblico di tale portata.

Ricapitolando, l’operazione prevede la cessione a titolo non oneroso di una quota di Parco da parte degli attuali proprietari, Monza e Milano. Si parla di circa un terzo, pari all’area occupata dalle strutture dell’autodromo, ovvero 140 ettari.

INVITIAMO, ESORTIAMO I SINDACI DI MONZA E MILANO A NON CEDERE ALCUNA QUOTA ALLA REGIONE.

Tenendo presente che la sola riqualificazione dell’autodromo, in base a progetti riportati dalla stampa, richiederebbe ben 70 milioni di euro, come si pensa di recuperare tutti i milioni mancanti?
Questi  fondi pubblici, nostri,  serviranno anche per le modifiche al circuito in modo da potere di nuovo ospitare le superbike. Il progetto del differente tracciato stradale, che prevede un cospicuo numero di alberi da abbattere, è già sul tavolo della Soprintendenza e del Parco della Valle del Lambro, che dovranno rilasciare la loro autorizzazione.

CHIEDIAMO ALLA SOPRINTENDENZA E AL PARCO VALLE LAMBRO DI NON CONCEDERE ALCUNA AUTORIZZAZIONE ALL’ABBATTIMENTO DI ALBERI. I DANNI AL PARCO SI SUSSEGUONO INCESSANTI DA DECENNI E NON RISOLVONO ALCUN PROBLEMA, MENTRE DEPAUPERANO SEMPRE PIÙ IL PATRIMONIO ARBOREO E STORICO CHE QUESTI ENTI SAREBBERO INVECE TENUTI A TUTELARE.

Inoltre, ci sembra doveroso esprimere forti perplessità su una operazione che sembrerebbe interamente a carico del pubblico, quando si chiedono in continuazione grandi sacrifici alla collettività. Citiamo, ad esempio, il recente aumento - in alcuni casi fino all’80% -  delle rette degli asili nido (anche a Monza) e i pesanti tagli alla sanità effettuati da Regione Lombardia.

COLUI CHE DECIDE LA FORMULA UNO, IL SIG. ECCLESTONE, HA PRESENTATO UN CONTO DI 25 MILIONI DI DOLLARI (22.6 MILIONI DI EURO) PER MANTENERE A MONZA IL GP.

Bisogna però considerare che negli ultimi anni i guadagni della formula uno si sono molto ridotti. Lo scorso anno, infatti, l’incasso complessivo della manifestazione è stato di 21,7 milioni di euro,  il 10% in meno rispetto al 2013 (23,6 milioni) ma pur sempre il 76% del fatturato complessivo della Sias: i costi diretti della manifestazione sono lievitati dai 16,7 milioni del 2013 a 17,3 con un risultato netto del Gran premio d’Italia (tenendo conto dei soli costi diretti di organizzazione dell’evento e senza considerare le spese generali) di 4,3 milioni di euro (rispetto ai 6,9 dell’anno precedente).

CI DICONO CHE IL GP PORTA 24.6 MILIONI DI EURO COME INDOTTO A MONZA,  peraltro in rilevante decrescita di oltre 2 milioni rispetto alla stima relativa all'anno precedente.
L’unico studio reperibile in proposito  è un’analisi che la Camera di Commercio di Monza fornisce ogni anno; si tratta di semplici valutazioni, in un’ottica previsionale, senza alcuna elaborazione dei dati a consuntivo: in pratica la Camera di Commercio prevede che i commercianti, i ristoratori, gli albergatori etc. di Monza e dintorni incasseranno diversi milioni, MA NON HANNO MAI FORNITO, A FINE MANIFESTAZIONE, I DATI REALI SU QUANTO HANNO EFFETTIVAMENTE INCASSATO. PERCHÉ NON VENGONO RESE PUBBLICHE CIFRE PRECISE, COME CHIEDIAMO DA ALMENO VENT'ANNI?

CI DICONO CHE IL GRAN PREMIO DI MONZA SIA UN VANTO PER LA CITTÀ, ma non possiamo dimenticare il danno d'immagine conseguente alle vicende giudiziarie della dirigenza della Sias, in carica fino allo scorso anno, che è sotto processo per reati come peculato, false fatturazioni, appropriazione indebita, corruzione, evasione fiscale, usura, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e taglio non autorizzato di alberi. La mala gestione di decenni dell’autodromo ha avuto una ricaduta negativa certa sulla fama della città a livello mondiale.

MA PARLIAMO DI SOLDI E ANALIZZIAMO SOMMARIAMENTE IN CHE TIPO DI IMPRESA LA REGIONE STA FACENDO CONFLUIRE I SOLDI DEI CITTADINI. (I dati sono stati riportati in un articolo di stampa su http://www.infonodo.org/node/41696)
Vediamo alcuni dettagli:

- durata dell’ipotetico contratto 4 anni (2017 al 2020) con un importo annuale di 25 milioni di $ (22.6 milioni di euro) + 8 milioni $ (per mancato incasso da parte Sias della compensazione pubblicità mancata), che sommano a più di 30 milioni di € l'anno; oltre a questo esborso e mancato ricavo:
-    Sias deve rifondere, ad oggi, i seguenti debiti con banche e fornitori: 2,27 milioni di € alle banche + 8,4 milioni verso fornitori;
-    poi c'è la spesa di 7 milioni di € per migliorie al circuito, ma non è ancora noto il progetto completo di varianti all'infrastruttura che con la precedente amministrazione Sias era stato valutato intorno a 70 milioni di €;
-    poi ci sarà il mancato introito dalla gestione del Paddock Club che ora passa ad Ecclestone: quindi altri 3 milioni di € in meno sugli incassi annuali;

Inoltre:
-    Sias deve alla Agenzia delle Entrate almeno 2,5 milioni di € per i biglietti falsi del triennio 2007-2009;
-    deve    al Comune di Monza circa 894 mila € per IMU/ICI mancati nel periodo 2009-2013;
-    deve al Comune di Monza 50 mila € per il ritardo nelle opere di restauro delle soprelevate.
Mediamente i ricavi annuali di Sias sono stati circa 32,5 milioni di € e costi di circa 31, 2 milioni di € (quindi con utili, quando va bene, intorno a 1,3 milioni di €).
Se il ricavo diminuisce di 8 milioni e i costi aumentano di 11,6 milioni il conto economico di Sias presenterebbe una perdita di 18,5 milioni (ricavi 24,5 meno costi 42,8) di €, senza tenere conto dei debiti verso Banche, Fisco, Fornitori, Comune di Monza, ecc.
La situazione di SIAS si fa economicamente e finanziariamente sempre più pesante. Chi paga?

CI CHIEDIAMO ANCORA UNA VOLTA SE SIA LECITO FAR RICADERE QUESTE PERDITE SULLA COLLETTIVITÀ. PERDITE CHE VEROSIMILMENTE PROSEGUIRANNO ANCHE IN FUTURO IN PRESENZA DI UN CONTESTO COMPETITIVO MOLTO DIFFICILE – NON SOLO A LIVELLO INTERNAZIONALE, MA ANCHE NAZIONALE, VISTO IL PROLIFERARE DI CIRCUITI CHE SI CANDIDANO AD AVERE LA FORMULA 1– E DI SPESE DI GESTIONE DEL CIRCUITO SEMPRE PIÙ INGENTI.

CHIEDIAMO ALLORA AI CITTADINI SE PENSANO CHE SIA UN BUON AFFARE INVESTIRE I LORO SOLDI IN QUESTA IMPRESA.
Se pensano  che la Regione stia sottraendo una cifra esorbitante dalle loro tasche per operazioni quanto meno azzardate anche sotto il profilo prettamente economico, e che avranno ripercussioni devastanti certe sul Parco, li invitiamo a unirsi all’appello che intendiamo inviare ai sindaci di Monza e Milano, al Consorzio, alla Regione, alla Soprintendenza e al Parco Valle Lambro.

CHIEDIAMO AL PUBBLICO di mandare all’ indirizzo parcomonzainfo@gmail.com
una semplice e-mail con questa frase, o simile, sempre educata:

"Non concordo sulla cessione di una quota del Parco di Monza alla Regione con conseguenti cospicui finanziamenti pubblici all’autodromo. Dopo i recenti ingenti tagli alla spesa pubblica effettuati dalla Regione, indignato/a, chiedo che si eviti ogni finanziamento pubblico, palese od occulto, finalizzato alla gestione, alla riqualificazione e/o al cosiddetto salvataggio dell’autodromo.
Chiedo inoltre alla Soprintendenza e al Presidente del Parco Valle Lambro di non concedere alcuna autorizzazione al taglio di alberi".

Nome, Cognome, città.

sabato 29 agosto 2015

Un autodromosauro si sta mangiando il Parco di Monza

a cura del  
COMITATO PER IL PARCO A. CEDERNA

Scoperto nel parco di Monza un dinosauro,ancora vivo.
Dall’asfalto dilagante dell’autodromo e’ nato un sauropode non ancora censito dai paleontologi. E’ stato chiamato Autodromosauro.
Sappiamo che si nutre di alberi per crescere ed espandersi e, ultimamente, anche delle risorse che gli umani dovrebbero destinare alle loro necessità primarie, come la sanità, i trasporti, la scuola.

Ecco quello che non ti dicono circa il cosiddetto salvataggio del gran premio di formula uno a Monza.

Il presidente della regione Lombardia ha confermato un investimento di 21 milioni di euro - denaro pubblico, quindi nostro – per salvare il gran premio di F1 a Monza.

E’ tuttavia opportuno esprimere alcune considerazioni, visto che in questo caso – strano caso di privatizzazione alla rovescia – sara’ il pubblico a investire. Quali sono dunque le garanzie?

L’OPERAZIONE PREVEDE LA CESSIONE A TITOLO NON ONEROSO DI UNA QUOTA DI PARCO DA PARTE DEGLI ATTUALI PROPRIETARI, MONZA E MILANO
Si suppone circa un terzo, pari all’area occupata dalle strutture dell’autodromo, ovvero 140 ettari.

COSI’ FACENDO LA REGIONE POTREBBE INVESTIRE NELL’AUTODROMO.
Tenendo presente che la sola riqualificazione dell’autodromo, in base a progetti riportati dalla stampa, richiederebbe ben 70 milioni di euro, come si pensa di recuperare tutti i milioni mancanti?

BISOGNA TENERE PRESENTE ANCHE CHE LA REGIONE HA RECENTEMENTE EFFETTUATO PESANTI TAGLI ALLA SANITA’.
Ci sembra doveroso esprimere forti perplessita’ su questa operazione che sembrerebbe interamente a carico del pubblico, quando si chiedono in continuazione grandi sacrifici alla collettivita’. Citiamo ad esempio anche il recente aumento - in alcuni casi fino all’80% - delle rette degli asili nido.

COLUI CHE DECIDE LA FORMULA UNO, IL SIG. ECCLESTONE, HA PRESENTATO UN CONTO DI 25 MILIONI DI DOLLARI (22.6 MILIONI DI EURO) PER MANTENERE A MONZA IL GP.
Bisogna pero’ considerare che negli ultimi anni i guadagni della formula uno si sono molto ridotti. Lo scorso anno, infatti, l’incasso complessivo della manifestazione è stato di 21,7 milioni di euro,  il 10% in meno rispetto al 2013 (23,6 milioni) ma pur sempre il 76% del fatturato complessivo della Sias: i costi diretti della manifestazione sono lievitati dai 16,7 milioni del 2013 a 17,3 con un risultato netto del Gran premio d’Italia (tenendo conto dei soli costi diretti di organizzazione dell’evento e senza considerare le spese generali) di 4,3 milioni di euro (rispetto ai 6,9 dell’anno precedente).

CI DICONO CHE IL GP PORTA 28.5 MILIONI DI EURO COME INDOTTO A MONZA
L’unico studio reperibile e’ un’analisi che la Camera di Commercio di Monza fornisce ogni anno: si tratta di semplici stime, in un’ottica previsionale, senza alcuna elaborazione dei dati a consuntivo. Se cosi’ fosse perché non vengono fornite cifre precise attraverso studi trasparenti e affidabili ?

CI DICONO CHE IL GRAN PREMIO DI MONZA SIA UN VANTO PER LA CITTA’.
Non dimentichiamoci che la dirigenza della Sias, in carica fino allo scorso anno, è sotto processo per reati come peculato, false fatturazioni, appropriazione indebita, corruzione, evasione fiscale, usura, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e taglio non autorizzato di alberi.
La mala gestione di decenni dell’autodromo non puo’ ora ricadere sulla collettivita’.

TI PIACE IL NOSTRO GRANDE PARCO? PENSI CHE L’AUTODROMO SIA COMPATIBILE CON IL SUO CONTESTO ?
Ebbene, gli interventi di riqualificazione dell’autodromo -  inclusi quelli relativi al progetto della Sias per potere nuovamente ospitare le gare di superbike – prevedono ancora nuovi sacrifici di verde, citando il progettista. Sei d’accordo ?

CARO CITTADINO, PENSI CHE SIA UN BUON AFFARE INVESTIRE I TUOI SOLDI IN QUESTO MODO?
Se pensi che la Regione stia sottraendo una cifra esorbitante dalle tue tasche per operazioni quanto meno azzardate, operazioni che avranno anche una ripercussione negativa sul Parco, ti invitiamo a unirti all’appello che, con il tuo aiuto, intendiamo inviare ai sindaci di Monza e Milano, al Consorzio, alla Regione, alla Soprintendenza e al Parco Valle Lambro.

Manda all’indirizzo parcomonzainfo@gmail.com una semplice e-mail con questa frase, o simile, sempre educata:

"Non concordo sulla cessione di una quota del Parco di Monza alla Regione con conseguenti ingenti finanziamenti pubblici all’autodromo. Dopo i recenti ingenti tagli alla spesa pubblica effettuati dalla Regione, indignato/a, chiedo che si eviti ogni finanziamento pubblico, palese od occulto, finalizzato alla gestione, alla riqualificazione e/o al cosiddetto salvataggio dell’autodromo. Nome, Cognome, citta’."

Info:
COMITATO PER IL PARCO A. CEDERNA - via Raiberti 5, 20052 Monza MI - tel 039 382147 www.parcomonza.org - email: parcomonzainfo@gmail.com

venerdì 2 gennaio 2015

Parco di Monza: tutela ambientale o nastro di asfalto?


Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta del COMITATO PER IL PARCO "A. CEDERNA"

Sindaco di Monza
Sindaco di Milano
Presidente della Regione Lombardia
Ministro delle Infrastrutture

Il Governo non ha accolto nel testo della finanziaria i sub emendamenti che avrebbero consentito a Regione Lombardia di entrare nella proprietà dell’autodromo, dunque del Parco di Monza - in virtù di uno stanziamento pubblico approvato nel dicembre 2013 e quantificato in 20 milioni di euro - in regime di esenzione fiscale, ossia risparmiando 10 milioni di euro.
La giustificazione per questa operazione, che avrebbe comportato un ingente esborso di denaro pubblico, è quella solita di dover accettare le onerose condizioni poste da Ecclestone per concedere il rinnovo del Gran Premio, in scadenza nel 2016. Tra l’altro, la cifra ipotizzata per l’investimento da parte degli Enti Pubblici (Regione e Stato) nell’autodromo pare grandemente sottostimata visto che, secondo notizie di stampa, la Sias alcuni mesi fa ha presentato in Regione un progetto di modifica delle strutture e del tracciato dell’autodromo – con l’ipotesi di pesanti interventi sugli alberi – con costi valutati in circa 70 milioni di euro.

Uno stanziamento pubblico di tale portata, ancorchè al momento in fase di stallo,  suscita non poche perplessità, in quanto non risulta giustificato nemmeno sotto il profilo del ritorno economico: da tempo chiediamo dati elaborati a consuntivo e non fantasiosamente stimati per documentare l’indotto reale e non presunto. Inoltre, è noto come l’interesse del circo della formula uno si stia sempre più spostando verso aree economicamente più vantaggiose e meno vincolate: l’ultimo esempio è quello del circuito di Baku in Azerbaijan, che debutterà proprio nel 2016.

L’eventuale ingresso della Regione nella proprietà del Parco appare a tutti gli effetti finalizzata alla tutela del circuito e non del Parco, al quale non si è dedicato che un accenno marginale in un ordine del giorno del Consiglio Regionale tutto sbilanciato a favore degli stanziamenti per l’autodromo, quando invece, secondo agronomi e amministratori, sono i boschi, le ville e le cascine del Parco quelle che avrebbero bisogno di finanziamenti.

Chiediamo quindi:
  • al Governo, di valutare non opportuni finanziamenti o agevolazioni onerosi per l’erario finalizzati al rilancio dell’autodromo di Monza, in un contesto economico e sociale che vede drastiche riduzioni di servizi per la collettività – cultura, scuola, sanità, trasporti – e importanti aumenti di imposte;
  • ai Sindaci di Monza e Milano, di non cedere alcuna quota del Parco alla Regione: la Regione è già presente nel Consorzio che statutariamente è l’ente unitario di salvaguardia e valorizzazione del complesso monumentale Villa Reale, Giardini e Parco;
  • alla Regione, di abbandonare i programmi di cui alla Delibera X/239 atto 3098 in approvazione dell’odg 204;
  • a tutti gli enti pubblici interessati, di considerare finalmente il complesso monumentale Villa Reale, Giardini e Parco come la vera ricchezza che qualifica le numerose attrattive di natura culturale, storica e ambientale che la città di Monza è in grado di offrire.
Distinti saluti

COMITATO PER IL PARCO A. CEDERNA
Il Presidente, Bianca Montrasio

martedì 28 ottobre 2014

Villa Reale di Monza: un restauro spinoso


Il restauro della Villa Reale di Monza: chi l’ha pagato e chi ci guadagna

Newsletter di ParcoMonza.org 

A lavori ultimati, facciamo il punto su quanto è costato a noi tutti - non solo in termini economici - il restauro della parte centrale della Villa Reale di Monza.
  • I costi effettivi del restauro non sono stati resi noti. Comunque, in base al bando, di cui il responsabile era Anton Giulio Rognoni - l’ex Amministratore Delegato di Infrastrutture Lombarde ora indagato nell’ambito degli appalti per Expo - Regione Lombardia ha erogato 21 milioni e Nuova Villa Reale Monza spa, vincitrice del bando, guidata dall’imprenditore Navarra di Italiana Costruzioni, in sede di aggiudicazione (vedi conferenza stampa dell’allora Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, del 15 aprile 2011) avrebbe dovuto versarne 8 ma, a quanto dicono le notizie di stampa e le affermazioni pubbliche degli stessi responsabili, ne avrebbe investiti solo 4. Peraltro rileviamo che il costo iniziale stimato per gli interventi al Belvedere, ha subito senz’altro un netto abbattimento poichè originariamente era ivi previsto il famoso ristorante di lusso che avrebbe comportato ingenti costi per impiantistiche particolari e per allestimenti dedicati. Il ristorante, di modesta rilevanza, è stato poi realizzato al piano terra mentre il Belvedere è stato oggetto di interventi limitati. In corso d’opera, tuttavia, vi è stato un aumento dei costi che, secondo fonti stampa diverse sarebbe stato di 2 o 3 milioni di euro per imprevisti durante i lavori e che sono stati ulteriormente finanziati dalla Regione: abbiamo chiesto al Consorzio documentazione dell’importo e della natura degli imprevisti, ma non ci è stata data alcuna risposta in merito.
L’ingresso del privato sarebbe stato forse giustificato se i 25 milioni fossero stati a carico del concessionario e 4 milioni alla Regione, ma evidentemente lo scopo dell’operazione non era quello di sollevare il pubblico dall’investimento più gravoso. Questo non può essere un esempio virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato, in quanto non vi sono contropartite effettive per la collettività.
  • Malgrado l’esiguità del suo contributo, il privato ha ottenuto 22 anni di concessione degli ambienti più rappresentativi della Villa, lasciando solo 36 giorni non consecutivi l’anno alla piena fruizione pubblica. Questo significa che per 22 anni Nuova Villa Reale Monza spa potrà guadagnare dalla messa in subconcessione dei quattro piani centrali della Villa Reale di Monza. E non si può dire che abbia perso tempo: ha già affittato il piano terra per 15 anni a un ristorante, “Le cucine di Villa Reale”, che userà gli spazi in modo esclusivo (http://www.fedegroup.it/ristorante/le-cucine-di-villa-reale) e non in funzione dell’attività museale come prevede il Testo Unico dei Beni culturali. Un esempio: il 31 ottobre è previsto l’Halloween Private Party, in occasione del quale la Villa farà da “suggestivo contenitore” al “Night Party con DJ set dalle 23.00”, un evento del tutto avulso dal delicato contesto in cui viene collocato e per il quale “l’organizzazione si riserva il diritto di selezione all’ingresso” (https://www.facebook.com/events/297160933812528/?fref=ts). Su tale utilizzo improprio e pregiudizievole della Villa – a oggi ci sono state già oltre 500 prenotazioni – il Consorzio si è limitato a rilevare, a posteriori e su nostra segnalazione, un "difetto" di comunicazione e non si è sentito in dovere di intervenire nel merito dell’uso oltraggioso della Villa. Le sale storiche del primo piano nobile sono state affittate alla Vision Plus per 9 anni (notizie stampa parlano di 300.000 € l’anno) che, a sua volta le potrà affittare a chiunque sia disposto a sganciare quattrini. Un solo esempio: il 4 ottobre, il salone delle feste è stato affittato (7–10mila €) per ospitare il primo ricevimento di nozze con gran finale di fuochi d’artificio (nei giardini che non sono in concessione ?!?!) e le altre sale sono state messe a disposizione del Salone del Wedding Reale, ovvero la fiera degli sposi.
Ma facciamo due semplici conti: è verosimile ritenere che se il primo piano nobile è stato affittato a 300.000 € l’anno, anche gli altri piani subiranno un destino analogo. Sicchè l’introito annuale per il gestore potrà aggirarsi attorno ai 1.200.000,00 € l’anno. Cioè circa 100.000,00 € al mese. Così, ammesso che il privato abbia effettivamente contribuito con 4 milioni di €, in 3 o 4 anni avrà ammortizzato l’investimento con le sole subconcessioni e gli altri 18 anni saranno solo “utili”. In compenso, il Consorzio riceverà circa 5.000,00 € al mese. Ricordiamo, infatti, che il canone di concessione è di 60.000,00 € l’anno, oltre allo 0,7% del fatturato [circa 700 € al mese (1.200.000, 00 x0,7%): 12]. Per mera annotazione rammentiamo che il Piano Economico Finanziario (PEF) prevedeva importi addirittura superiori per il gestore.

Il pubblico - noi cittadini - ha tutto da perdere dalla concessione anche per altri motivi oltre a quelli economici; infatti, malgrado abbia pagato il restauro:
  • potrà vedere solo le parti della Villa che concessionario e subconcessionario consentiranno di vedere e, quasi esclusivamente, pagando. Anche in questo caso non si è perso tempo: dopo una decina di giorni di visite gratuite “gentilmente concesse”, il biglietto costa 12 € che vanno al concessionario;
  • per vedere le altre parti dell’ala sud restaurate (l’appartamento di Umberto I°) si deve uscire dalla Villa, percorrere una parte della corte esterna e rientrare da un’altra parte, sperando che non piova, pagando un secondo biglietto;
  • gli sarà preclusa la possibilità di vedere riallestite con gli arredi le sale del primo e del secondo piano nobile perchè gli affittuari non hanno evidentemente nessun interesse a occupare le sale e gli spazi con i mobili originari, che sarebbero sì in stile con la Villa, ma non con l’ “evento” (il vero business). Non si può rischiare, inoltre, che qualche improvvido partecipante all’evento danneggi mobili, suppellettili, arazzi preziosi. Risultato: gli arredi originari recuperati e restaurati, non sono stati sistemati dove avrebbero dovuto, ma sfrattati e delocalizzati in un’altra parte della Villa. Per esempio, i mobili “alla chinese” e gli arazzi del Raineri, in perfetta sintonia con il soffitto dell’Albertolli, che arricchivano la “Sala degli Uccelli” del primo piano nobile, sono stati surclassati dai tavoli imbanditi di confetti e dai tulle della fiera degli sposi;
  • si deve accontentare di un restauro che sembra funzionale al solo sfruttamento commerciale. Ricordiamo, inoltre, che il primo piano nobile e il Belvedere erano già stati sottoposti a restauro a cura della Soprintendenza. Tra l’altro, che fine faranno i parquet del Maggiolini e le altre parti restaurate che dovranno sopportare l’urto dello sfruttamento commerciale degli spazi?
Ma soprattutto a perderci è la Villa stessa, spezzettata come fosse un condominio, ridotta a contenitore di usi oltraggiosi e indegni della sua storia, deprivata della possibilità di presentarsi in tutta la sua maestosità di dimora regale.

Gli Austriaci, i Francesi, i Savoia l’avevano lasciata a noi tutti perchè fosse un monumento di cultura, didattica, arte e alta rappresentanza: nell’Atto di cessione gratuita da Demanio dello Stato a Comune di Milano e Comune di Monza del complesso immobiliare denominato Villa Reale e Parco di Monza. Repubblica Italiana, Monza 4 aprile 1996, repertorio n. 8461” si dichiara (art.6) che “gli immobili... restano sottoposti al vincolo monumentale e paesistico”, e che (art.8) “i Comuni di Milano e di Monza si impegnano a curarne la conservazione permanente ed a destinarli ad attività museali, culturali, di rappresentanza e di fruizione e conservazione del verde".

I veri “fruitori”, cioè i gestori la stanno trasformando in una “location” commerciale che consentirà loro enormi guadagni senza alcun vantaggio per il “pubblico” che pure ha pagato il restauro e ciò senza che nessuno degli enti preposti (Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza, Consorzio) sembri esercitare il controllo dovuto sulle attività che si svolgeranno nella Villa Reale di Monza, come dimostrano gli esempi elencati.


Per contattare il Comitato per il Parco di Monza cliccare qui.
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lunedì 12 maggio 2014

Restituiamo a Monza 60 ettari di Parco


di Bianca Montrasio, Presidente del Comitato per il Parco "A. Cederna"

Il 6 maggio scorso il Consiglio Regionale ha approvato, con i voti della maggioranza, la mozione n. 120 che impegna la Regione ad attivarsi per realizzare il museo dell’automobile usando le curve sopraelevate della pista. Contro si sono espressi il Movimento 5 Stelle ed il Patto Civico – Con Ambrosoli Presidente. Il PD si è astenuto.

Noi riteniamo che sia pessima l'idea di allestire un museo dell’automobile presso le vecchie sopraelevate dell'autodromo.
Prima del dicembre 2007 l'orientamento sulle sorti del rudere del catino di alta velocità che ingombra 60 ettari del Parco di Monza, era ampiamente condiviso e coincideva con l’orientamento di uomini di cultura, urbanisti, pianificatori e amministratori: demolire l’impianto, inutile per l’Autodromo, conservandone un breve tratto per memoria.
Così prevedevano il Piano Intercomunale Milanese, il progetto di Piano Regolatore di Monza di Leonardo Benevolo, così prevede il tuttora vigente Piano della Valle del Lambro. E il progetto di Annalisa Maniglio Calcagno, massima esponente degli studiosi di architettura del paesaggio; e il pensiero di Lucia Gremmo, rimpianta Soprintendente ai Beni Culturali e Architettonici di Milano. E infine la precedente convenzione tra i Comuni di Monza e di Milano e la SIAS, gestore dell’Autodromo. Quest’ultima prevedeva la demolizione, a spese del concessionario (al quale era stato ridotto il canone proprio a questo scopo) delle malfatte, inutili e cadenti curve sopraelevate.

Le motivazioni sembravano ovvie: la storia del catino di alta velocità è una storia, oltre che di devastazione, di reiterati fallimenti (sia dopo la prima costruzione del 1922, sia dopo il rifacimento del 1955), che incisero molto negativamente sull’immagine dello stesso Autodromo di Monza. Basti dire che le curve sopraelevate, rifiutate dai piloti di F1, furono definite dalla stampa internazionale come “il muro della morte”.

Naturalmente, questo pressoché unanime orientamento non era e non è senza avversari, politicamente ed economicamente molto potenti: in particolare l’Automobile Club di Milano e la controllata SIAS che gestisce l’Autodromo.
I quali cavalcano una diffusa ignoranza e disinformazione sul reale oggetto del contendere: che consiste nella restituzione al Parco di vaste aree verdi, senza incidere in alcun modo sulle attività dell’Autodromo e in particolare sullo svolgimento del Gran premio di F1. Come esempio di questa disinformazione, basti dire che molti confondono i ruderi delle sopraelevate con la curva parabolica, che è invece parte integrante della pista storica su cui da sempre si corre il Gran Premio di F1, e che è fuori discussione. Confusione molto utile per chi vuole presentare i sostenitori della restituzione al Parco di preziose aree verdi come nemici dell’Autodromo.

Ma c’è un argomento in particolare su cui gli oppositori alla demolizione fanno leva: comunque sia, ormai il manufatto ha più di 50 anni, e quindi è entrato nella storia. Rispetto a questa storicità “oggettiva”, quella ben più rilevante del parco storico, capolavoro architettonico e naturalistico bicentenario, viene rimossa.
Così come si passa sotto silenzio il fatto positivo che, dopo un secolo di degrado, una provvidenziale legge regionale (LR 40/95), recante un Piano per la rinascita del Parco di Monza, ha bloccato e invertito il processo degenerativo, consentendo l’avvio del restauro del Parco (vedi ad esempio l’eliminazione dell’inutile e invasivo ippodromo dal Mirabello, con il recupero della grandiosa vista sulle Alpi lombarde).

Ma oltre che rimossa, la reale memoria storica viene di colpo cancellata: difatti tutto cambiò con la convenzione che consegnò nuovamente alla SIAS la gestione dell’Autodromo, deliberata dalla Giunta del Comune di Monza il 21 dicembre 2007. L'allora nuovo sindaco Mariani non perdette tempo per approvare una convenzione che obbligò, contro ogni orientamento precedente, la SIAS a restaurare entro cinque anni dalla sottoscrizione le curve sopraelevate, sotto pena di 1000 euro per ogni giorno di ritardo.

Ebbene i 5 anni scadono esattamente tra 2 mesi e la SIAS fino ad oggi non ha fatto nulla, se non la progettazione del restauro per un costo di 800 mila euro. Quindi la situazione oggi è la seguente: la disastrata Sias dovrebbe tirare fuori 800 mila euro per il restauro delle sopraelevate più 1000 euro al giorno, a partire dal 4 luglio prossimo, fino alla fine dei lavori, che non sono nemmeno cominciati.

Non vorremmo che l'obiettivo reale di questa mozione fosse quello di dare a SIAS il pretesto per non fare niente e non pagare dazio: non avrebbe senso infatti porre mano ad un manufatto se se ne intende variare la destinazione d'uso.
Oppure, in subordine, scaricare sul pubblico (la Regione) l'onere di un'attività che era per contratto in capo al privato (la SIAS). Perché non è affatto chiaro, nel testo della mozione, chi dovrebbe farsi carico dei costi di realizzazione di questo museo.

Ci sembra inoltre fumo negli occhi il riferimento a Expo: è assai difficile, per non dire impossibile, che i lavori di allestimento terminino in tempo utile: EXPO inizierà esattamente fra un anno e durerà sei mesi. Basta andare a vedere in che stato sono i manufatti in cemento armato: in molti punti i ferri sono a vista ed arrugginiti.

In sintesi:

Si cancelli di comune accordo fra SIAS e Comune di Monza l’art. 5 della convenzione, così da non creare pregiudizio per nessuno dei contraenti.

No, quindi, al recupero di quel fallimento tecnologico, di quell'errore di progettazione che furono le sopraelevate; ma se ne proceda all’abbattimento, per restituire al Parco un'importante superficie riqualificata di 60 ettari in coerenza con la reale memoria storica di quel capolavoro architettonico e naturalistico che è il Parco di Monza.

Fonte immagine: Wikipedia

venerdì 27 dicembre 2013

Sì alla riqualifica del Parco di Monza, no al rilancio dell'autodromo!


PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE ALLA PROPRIETA’ DELL’AREA IN CONCESSIONE ALL’AUTODROMO.

Comunicato stampa del Comitato per il Parco A. Cederna e di Legambiente sezione di Monza

Il Comitato per il Parco A. Cederna e Legambiente sezione di Monza precisano che si dissociano dalle affermazioni dei consiglieri regionali firmatari dell’odg 204 secondo i quali il predetto documento sia inteso a “soddisfare le richieste delle associazioni ambientaliste del territorio”.. (il Giorno 17.12.13). Il Comitato Parco e Legambiente non rientrano infatti nel novero dell’ipotetico gruppo di associazioni ambientaliste di cui all’articolo. Pur avendo chiesto ad alcuni consiglieri di valutare la possibilita’ di un rifinanziamento della L.R.40/95, il Comitato Parco e Legambiente non sono stati messi al corrente preventivamente del contenuto dell’odg 204, contenuto che non avrebbe potuto essere condiviso in quanto il possibile finanziamento della Legge e’ in realta’ una mera copertura per il rilancio delle attività dell’autodromo. Avendo completamente travisato la richiesta del Comitato Parco, che aveva chiesto la riqualifica del Parco e non gia’ il rilancio dell’autodromo, le predette associazioni approvano l’operato di quei consiglieri regionali che invece non hanno ritenuto opportuno votarlo. Si invitano quindi i consiglieri regionali a rivedere il documento sopra citato concordandolo anche con i quei consiglieri che ne sono stati tenuti all’oscuro.

Il Comitato Parco precisa che la L.R. 40/95 era e rimane una legge per risanare il Parco di Monza nelle sue valenze storiche, ambientali, architettoniche e paesaggistiche e quindi un ulteriore frazionamento del territorio è dannoso (abbiamo accettato il Consorzio proprio per evitare questo). Inoltre, legare i contributi, inutili, all'autodromo al cambio di proprietà è un ricatto bello e buono.

giovedì 28 novembre 2013

Una petizione per salvare Villa Mirabellino di Monza


Dopo l'iniquo bando per la Villa Reale, continuano gli attacchi all'integrità del Parco di Monza.

Il Governo Letta ha annunciato la vendita di molti immobili pubblici, inclusa la Villa Mirabellino nel Parco di Monza. Molte associazioni locali e nazionali stanno costituendo un fronte comune e trasversale per opporsi all'alienazione di questo bene pubblico.

Per sottoscrivere la petizione del Comitato per il Parco di Monza cliccare qui. Dalla pagina del sito cliccando sulla foto del Mirabellino, si verrà indirizzati direttamente alla petizione.

www.parcomonza.org

giovedì 12 settembre 2013

Il Comitato per il Parco rilancia: Parco di Monza, Parco d’Europa


Comunicato stampa del COMITATO PER IL PARCO A. CEDERNA

Dalle interviste rilasciate da vari personaggi nel pre e dopo g.p. emergono chiaramente i pericoli che incombono sul Parco a causa della presenza dell’autodromo e delle sue incessanti esigenze: si prospetta la possibilità di ulteriori modifiche al circuito come ricatto per mantenere il gp a Monza anche dopo il 2016.  Invitiamo a visionare questo filmato, che riporta tutte le modifiche al circuito e di conseguenza tutti i danni arrecati al Parco nel corso dei decenni. 

Vogliamo continuare cosi?  Siamo sicuri che la cittadinanza sia disponibile ad accettare una nuova erosione del Parco che, ricordiamo, è un monumento che ha più di duecento anni, non un qualsiasi prato di periferia?

sabato 3 agosto 2013

Villa Reale e Parco: appello al Sindaco di Monza per fermare lo scempio nei giardini


Pubblichiamo di seguito la lettera aperta che il comitato "La Villa Reale è anche mia" ha inviato al Sindaco e alla stampa.

Gentile Signor Sindaco,
in relazione a quanto apparso sui mezzi di comunicazione circa i lavori in corso sul fronte nord della Villa Reale per la realizzazione della centrale di termo-refrigerazione, che sta suscitando l’allarme dei cittadini e di quanti hanno a cuore il monumento, onde evitare che ulteriori lavori danneggino questa parte della Villa,  Le chiediamo di farsi espressione di questa preoccupazione sollecitando la sospensione dei lavori limitatamente a quest’area al fine di interrompere lo scempio e ripristinarla recuperando il progetto di costruzione di un labirinto per mascherare le griglie, come già suggerito peraltro da Soprintendenza, Corpo Forestale e Amministrazione Parco nel 2003.

La vicenda ripropone in modo allarmante la problematica relativa al controllo sui lavori in Villa. Nel caso è facile supporre che, attesi anche i tempi tecnici non brevi per la realizzazione della censurabile opera, o è stata oggetto di variante ovvero è stata eseguita senza i rituali passaggi autorizzativi. Nel primo caso apparirebbe grave l’eventuale assenso della Soprintendenza. Nel secondo caso è preoccupante che la Soprintendenza stessa non abbia esercitato i controlli che le competevano.

Pertanto, con più forza ancora riproponiamo alla Sua attenzione l’opportunità della costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico super partes che possa intervenire costantemente, non rimettendo così la tutela del monumento alla buona volontà del limitato controllo che i cittadini possono esercitare. A tale proposito desideriamo ribadire l’esigenza espressaLe e da Lei fatta propria  di trasparenza sugli atti e i lavori in corso.

COMITATO “LA VILLA REALE E’ ANCHE MIA”

sabato 27 luglio 2013

Brutture alla Villa Reale di Monza


Riceviamo e pubblichiamo un commento e alcune foto scattate nel cantiere dell'area a nord della Villa Reale. Segue un articolo ripreso da "Il Giorno".

"La concezione che vede quest'area come "il retro" della Villa, come se si trattasse di un qualsiasi condominio e non di un monumento immerso nel paesaggio da ogni parte, è confermata dai lavori in corso. Chi lamentava i lucernari del passato, e auspicava la realizzazione del sognato (e promesso, a voce) labirinto, può mettersi l'anima in pace: di fronte alla facciata nord le brutture saranno  di tutto e di più.
Che fare?"



Monza - Sorpresa e polemiche sulla facciata della Villa
di Monica Guzzi, tratto da il Giorno del 26/07/2013

Sorpresa e polemiche dal cantiere della Villa Reale. È bastato andare a sbirciare sul retro della reggia piermariniana in occasione dei lavori di preparazione dell’evento Expo con il Presidente Napolitano, per scoprire la presenza di due manufatti di cemento troppo ingombranti.
Le buche scavate a due passi dalla gradinata reale che si affaccia sul pratone del Parco servono a ospitare gli impianti di servizio della Villa Reale. Opere necessarie ma forse poco intonate alla facciata neoclassica della dimora estiva degli Asburgo e dei Savoia.


Il caso è rimbalzato sulle pagine di Facebook, dove si è subito accesa una rovente polemica. Tutto è partito dalle foto scattate dal comitato «La Villa Reale è anche mia» e pubblicate sul social network.
«Vogliamo capire se questo manufatto che a noi pare permanente e che ci viene giustificato da necessità tecniche dovrà rimanere - spiega Cristina Sello, del comitato La Villa Reale è anche mia -. Stiamo segnalando il caso alla Soprintendenza. Chiederemo spiegazioni al Comune e al Consorzio».


Il problema di come nascondere le buche era stato sollevato durante un incontro con il direttore del consorzio Parco-Villa Reale Lorenzo Lamperti e con il sindaco Roberto Scanagatti, che è anche presidente del consorzio.


«Avevamo chiesto, trovando disponibilità, il ripristino dell’antico labirinto di siepi, che avrebbe nascosto le buche, ma visto che sono state realizzate a ridosso della scalinata, ci sembra un’operazione impossibile - conclude Sello -. A questo problema si lega quello della trasparenza dello stato avanzamento lavori, che abbiamo chiesto che venga pubblicato sul sito, e del comitato tecnico scientifico che avrebbe dovuto seguire i restauri. Che fine ha fatto?».