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giovedì 14 novembre 2024

Le bonifiche nelle ex Zone contaminate da diossina non si fermano alla Pedemontana


In seguito ai commenti ricevuti al post "Pedemontana, bonifiche e tutela ambientale", Gianni Del Pero ci ha nuovamente scritto per chiarire le procedure di gestione ambientale nelle zone ex-contaminate, come la Zona B di Seveso, in seguito al disastro ICMESA del 1976.

Del Pero evidenzia come, grazie a "Insieme in Rete" - una rete di associazioni ambientaliste che ha contribuito ad attivare misure preventive e protocolli di bonifica - nel 2012 l'ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) abbia richiamato l'attenzione sui rischi legati alla diossina, raccomandando controlli obbligatori sugli scavi in aree ex-contaminate e introducendo normative specifiche nei piani regolatori comunali di Desio, Seveso e Cesano Maderno. Queste misure, pensate per minimizzare il rischio di esposizione ai contaminanti residui, assicurano che tutte le operazioni di scavo o edilizia rispettino standard di sicurezza ambientale.

In risposta ad alcune affermazioni ricevute, Del Pero precisa: “Bisognerebbe conoscere l'argomento di cui si vuole parlare, ma questo l’ho già detto, sebbene sembri essere stato ignorato. Ho risposto a un commento cercando di spiegare che, grazie a Insieme in Rete (nonostante alcuni ne rifiutino la storia), nel 2012 ARPA ha ripreso in esame il problema della diossina, ricordando ai Comuni l'importanza di prestare attenzione ai rischi legati agli scavi nelle aree contaminate. Di conseguenza, sono state adottate norme tecniche nei piani regolatori di Desio e successivamente di Seveso e Cesano, che richiedono tuttora l'analisi della diossina per tutti gli scavi nell'ex Zona B.”

Del Pero ribadisce inoltre che, contrariamente a quanto affermato da alcuni, “le bonifiche non sono legate solo al progetto autostradale della Pedemontana.” Invita inoltre le persone che hanno inviato i commenti a prendere coscienza dell'importanza di queste norme e del contesto storico che ne ha richiesto l'applicazione, sottolineando come chi nega l'efficacia o la necessità di tali interventi spesso non abbia una conoscenza approfondita della questione: “In un’altra risposta, ho già ricordato che questa procedura è in vigore dal 2013 (grazie al nostro impegno: io, te e gli amici di Insieme in Rete) e prosegue, nonostante alcuni, senza essersi realmente informati, continuino a negarne l'evidenza.”

Immagine tratta da Sapere n. 848 del 1982

A integrare le indicazioni fornite da Del Pero, aggiungiamo alcuni dettagli sulle procedure per gli interventi edilizi nella Zona B, riportate nella VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del Comune di Seveso.

Dalla VAS emerge una regolamentazione rigorosa per tutti gli interventi edilizi nelle zone colpite dalla contaminazione di diossina TCDD. Le principali fasi previste per chi desidera costruire o modificare edifici in Zona B sono le seguenti:

  • Analisi ambientale preventiva: Prima di qualsiasi intervento edilizio, è obbligatorio svolgere un'analisi approfondita del suolo e del sottosuolo per verificare la presenza di contaminanti. Questa analisi serve a determinare se le concentrazioni di diossina o altri inquinanti sono al di sotto della soglia di sicurezza, nota come Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC), per l'uso previsto dell'area.
  • Presentazione del progetto alle autorità: Il progetto deve essere sottoposto al Comune e all'ARPA per l'approvazione. Gli enti preposti valutano il piano di indagine e garantiscono che le operazioni si svolgano in conformità con le normative ambientali.
  • Verifica e certificazione finale: A lavori conclusi, il direttore dei lavori deve redigere una relazione finale, da approvare da parte del Comune e dell'ARPA, che certifichi la compatibilità dell'area con l'uso previsto. Se le concentrazioni di contaminanti risultano superiori alla CSC, è necessario avviare un processo di bonifica specifico secondo la normativa regionale e nazionale.
  • Gestione terre e rocce da scavo: Ogni intervento in Zona B che prevede movimentazione di terre deve includere un piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo, soggetto a valutazione e approvazione da parte dell'ARPA. Questo passaggio è essenziale per evitare una nuova diffusione di contaminanti.
  • Norme estese per le ex Zone A e B: Le normative specifiche per diossine e furani (secondo il DM 27/10/2010) si applicano a tutte le aree ricadenti nelle ex Zone A e B, rendendo obbligatorio il rispetto delle soglie di contaminazione per questi composti e, ove necessario, l'attivazione delle procedure di bonifica.

Queste procedure sono essenziali non solo per proteggere la salute pubblica, ma anche per salvaguardare l'ambiente. L'intervento tempestivo e la collaborazione tra associazioni di Insieme in Rete, le autorità locali e ARPA hanno permesso di stabilire regolamentazioni che fungono da barriera contro ulteriori rischi, garantendo un monitoraggio continuo e prevenendo la dispersione di contaminanti.

sabato 2 novembre 2024

Un dialogo sulla bonifica di Pedemontana. Il silenzio della conoscenza si dissipa?

 

Riportiamo di seguito uno scambio di battute - apparse sulla pagina Facebook di Insieme in Rete - tra Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, e un cittadino interessato, in quanto riteniamo possano essere utili ai lettori di questo blog per chiarire alcuni aspetti relativi alla bonifica dei terreni contaminati dall’incidente Icmesa di Seveso.

Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia e referente per il monitoraggio delle bonifiche del progetto Pedemontana, ha recentemente condiviso un articolo riguardante la bonifica dei terreni contaminati dall'incidente Icmesa di Seveso, accompagnandolo con il commento: “Tutti hanno il diritto di dire la propria sulla #Diossina detta di Seveso ma non tutti sanno bene cosa dire…”.

Un lettore ha commentato chiedendo maggiore chiarezza sulla posizione di Del Pero in merito alla bonifica, scrivendo: “Lei è più titolato. Ci dica cosa ne pensa della bonifica. Grazie.”.

Del Pero ha risposto ricordando l’impegno del WWF negli anni: “Oltre 30 anni fa abbiamo iniziato a fare analisi sui terreni interessati dall'accidente dell'Icmesa, e da 15 anni chiediamo che, se si doveva fare un'autostrada in queste aree, si procedesse prima con la bonifica. Dal 2015 al 2019, abbiamo partecipato alle conferenze dei servizi per valutare il piano operativo di bonifica e abbiamo chiesto e ottenuto modifiche e integrazioni. E controlleremo che le operazioni siano condotte con il massimo rigore per ridurre al minimo il rischio di aerodispersione della diossina residua.”

Sempre lo stesso lettore ha poi espresso dubbi sulla trasparenza dei controlli, chiedendo: “Relativamente alle bonifiche, cosa ne pensa del fatto che i controlli delle diossine nel terreno non siano fatti da un ente terzo (ARPA) ma da realtà scelte da APL (Autostrada Pedemontana Lombarda)? Non insinua che non verranno fatte a dovere, ma per trasparenza sarebbe stato meglio un ente terzo e indipendente.”

Del Pero ha precisato che “le analisi per certificare l’esito della bonifica saranno effettuate, secondo quanto stabilito nella conferenza dei servizi del 2018, ‘in contraddittorio’ con ARPA. Anche la metodica di campionamento sarà quella definita da ARPA, in accordo con il supporto tecnico dei Comuni. Verranno prelevati campioni in tre aliquote del fondo scavo e delle pareti, e tutti saranno analizzati da un laboratorio privato incaricato da Pedemontana, con validazione di ARPA.”

giovedì 25 luglio 2024

Bonifiche belliche e bandiere scolorite: la saga delle trivelle di Pedemontana

Immagine tratta da Facebook

di Domenico Corrusco


Nella tranquilla Brianza, dove la giornata più emozionante è spesso una gara di raccolta differenziata, qualcosa di ben più clamoroso ha scosso la comunità online. Tutto ha avuto inizio il 22 luglio 2024, quando Gianni Del Pero, geologo di professione e presidente delegato del WWF Lombardia, ha pubblicato una foto di una trivella sulla pagina Facebook di "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile". Con tono solenne ha dichiarato: “Preliminari della #Bonifica #Pedemontana... la Bonifica ‘Bellica’. ‘Noi’ ci siamo...”.


Il messaggio sembrava chiaro: qualcosa di importante stava per accadere sotto il suolo brianteo. Ma come in ogni buona storia che si rispetti, l’apparente tranquillità era solo l’inizio.

Due giorni dopo, Gianni ritorna sull'argomento con un nuovo post: “Le Associazioni Ambientaliste Insieme in Rete sono in campo per supervisionare i lavori di bonifica preliminari a Pedemontana mentre c'è chi ancora sventola bandiere scolorite esposte ai venti dominanti...”. Il sottotesto era un invito a chiunque osasse avere dubbi a farsi da parte.


Ma ecco il colpo di scena: Pino Timpani, amministratore della pagina e, come tutti i buoni amministratori, pronto a tenere a bada gli eccessi, interviene. Con una calma degna di un maestro zen, Pino risponde: “Dovresti darti una calmata, evitando di infangare gli altri. Le associazioni insieme in rete, non solo non esistono e nulla hanno a che fare con i lavori di bonifica preliminari, questi semmai sono affidati ad aziende private, [...].”

Questa dichiarazione ha scosso il tranquillo mondo delle bonifiche. Cosa? “Le associazioni insieme in rete non esistono”? Ma allora chi erano quei misteriosi supervisori? Forse un gruppo di ecologisti che agisce nell'ombra?

Il mistero si infittisce se si pensa che Gianni ha ulteriormente confermato l'esistenza delle associazioni Insieme in Rete in un articolo pubblicato oggi (25 luglio 2024) sulle pagine briantee de "Il Giorno". Ma allora, perché attaccare altre associazioni ambientaliste invece che concentrarsi sulla Pedemontana?

 

da "Il Giorno", 25 luglio 2024

 

Le ipotesi si sprecano. Forse Gianni ha semplicemente confuso il WWF con una delle tante “associazioni insieme in rete” che popolano la sua immaginazione. E noi, spettatori di questo dramma, non possiamo che restare incollati ai nostri monitor, pronti a vedere cosa succederà quando le “bandiere scolorite” affronteranno la prossima ondata di hashtag.

 

Nostro commento
 
Ringraziamo Domenico Corrusco per il suo intervento, insieme sarcastico e rispettoso. Purtroppo, la polemica sull'uso del nome di Insieme in Rete prosegue da tempo e, per chi non ha partecipato a quell'esperienza, risulta di difficile comprensione. Continuare a usare questo nome e rivendicarne strumentalmente la continuità rappresenta, a nostro avviso, una debolezza delle proprie posizioni. Davvero il WWF Lombardia ha questa necessità?


 

martedì 2 gennaio 2024

Pedemontana "divide et impera": cinque domande al WWF

Immagine tratta dal web

Lo scorso mese, abbiamo sollevato alcune critiche riguardo alle dichiarazioni di Gianni Del Pero, presidente delegato del WWF Lombardia, rilasciate durante un evento organizzato da Pedemontana Lombarda. Le nostre osservazioni hanno generato diverse reazioni, culminate in un comunicato da parte di alcune associazioni ambientaliste e liste civiche. In risposta, Gianni Del Pero richiama un commento del 2017 (che potete leggere cliccando qui), in cui sottolinea il percorso attivo e costruttivo intrapreso dal Cordinamento ambientalista "Insieme in Rete" nella lotta contro l'autostrada.

 

Del Pero respinge l'etichetta di essere "inutilmente antagonisti" e ribadisce la volontà di lavorare per ottenere risultati concreti. La nota riconosce che ci sono ancora sfide da affrontare, ma enfatizza l'importanza di sfruttare le opportunità disponibili per contrastare l'espansione dell'autostrada.

 

Rispondiamo a Del Pero, dicendo che le nostre perplessità non riguardano la posizione espressa sette anni fa dal Coordinamento "Insieme in Rete", ma il fatto che il WWF Lombardia sia stata l'unica associazione ambientalista ad essere stata invitata all'evento di Pedemontana Lombarda e abbia offerto una collaborazione in controtendenza con le altre associazioni: "Ci siamo proposti per un controllo, un presidio territoriale che consenta di realizzare l'opera con il miglior impatto possibile sul consumo di suolo e rischi sanitari legati alla diossina."

 

Luciano P., in un commento, ha centrato bene la questione: "Mi sono sempre chiesto come mai il WWF, che si propone come un'importante Associazione ambientalista dedita alla conservazione della natura, non avesse mai preso una ferma posizione contraria all'opera. Ne sarebbe scaturita un'opposizione 'globale' sul nostro territorio che avrebbe avuto un peso decisamente più rilevante e che, magari, sarebbe riuscita a convincere la Regione a desistere dall'occupare pesantemente territori 'verdi' con questa striscia d'asfalto e opere connesse, ed evitare in un futuro prossimo la costruzione di altre fabbriche, altre case, attratti dalla presenza di un'arteria veloce."

 

Tommaso, in un altro commento, ha chiesto al WWF l'esatto significato della proposta avanzata a Pedemontana.

 

Alle osservazioni e alle domande presentate, Gianni Del Pero ha, per ora, risposto proponendo il copia e incolla di vecchi documenti di "Insieme in Rete". Sono documenti che conosciamo bene, in quanto a suo tempo avevamo collaborato alla loro redazione, ma che oggi andrebbero contestualizzati e non rispondono ai dubbi da noi sollevati. Forse è meglio ricapitolare le domande:

  1. Quali sono i motivi per cui il WWF ha preferito offrire la propria collaborazione a Pedemontana piuttosto che ricercare l'unità d'azione con le altre associazioni?
  2. Non pensa così di aiutare l'operazione di greenwashing che sta attuando Pedemontana?

Riguardo al comitato di controllo sui lavori di cui si è proposto di far parte:

  1. I possibili impatti verranno davvero ridotti?
  2. Le raccomandazioni fornite saranno sufficienti?
  3. Chi lo verificherà? In altre parole, chi validerà il successo o il disastro socio-ambientale del controllo dei lavori di Pedemontana?

Riteniamo importante che Gianni Del Pero risponda a queste domande, in quanto le eventuali risposte potrebbero chiarire aspetti controversi e riaprire un confronto interrotto. Ribadiamo il nostro impegno per l'unità e lo scambio di esperienze, auspicando una collaborazione costruttiva delle associazioni "in rete" anziché perseverare con le attuali divisioni.

 

Riceviamo e pubblichiamo
Pedemontana: le risposte del WWF 
1) Quali sono i motivi per cui il WWF ha preferito offrire la propria collaborazione a Pedemontana piuttosto che ricercare l'unità d'azione con le altre associazioni? 
La domanda presenta una subordinata impropria: il WWF non ha offerto la propria collaborazione ma è stato invitato da Pedemontana a portare il punto di vista ambientalista, fortemente critico da sempre, con la competenza tecnica che in questi 15 anni ci è stata riconosciuta per gli aspetti giuridico-amministrativi e per quelli naturalistico-ambientali con il Comitato Scientifico WWF e nell'Osservatorio Regionale, ma anche sino al 2018 con le osservazioni critiche, le proposte alternative e le richieste di modifiche e stralci fatte a Regione, Pedemontana e CAL come Insieme in Rete (che per noi WWF non ha mai smesso di lavorare nelle azioni di contrasto all'inutile ma impattante autostrada, ancora oggi nella pagina Facebook e nel GoogleGroup tuttora attivi, nonostante alcuni gruppi e associazioni abbiano deciso di uscirne) e dal 2016 al servizio dei Comuni della tratta B2-C per i quali abbiamo chiesto e ottenuto la Caratterizzazione (che i NOPed avrebbero voluto boicottare e "sabotare") e la Bonifica dell'area di progetto con l'analisi di rischio di esposizione alla Diossina Residua con FLA e il coinvolgimento di ARPA nel controllo degli scavi, della bonifica e dell'opera nel suo complesso che Regione (Cattaneo) avrebbe voluto evitare. In Insieme in Rete e in seguito abbiamo sempre cercato l'unità d'azione con tutti gli Ambientalisti e anche con le amministrazioni comunali e provinciali. Ma altri hanno ritenuto di privilegiare lo scontro invece del confronto e siamo arrivati al 2023 quando Pedemontana ha ribadito al WWF l'invito a confrontarsi. 
2) Non pensa così di aiutare l'operazione di greenwashing che sta attuando Pedemontana? 
A noi interessa poco che Pedemontana si voglia dare un'immagine migliore di quella che ha costruito negli anni. Molto più importante che Pedemontana (e Regione) prendano atto dell'enorme impatto ambientale prodotto dall'inutile autostrada e quindi cercheremo di evidenziare le maggiori criticità del progetto ancora in fase di redazione e, al contrario le aree meritevoli di tutela integrale e le modifiche progettuali necessarie per ridurre al massimo il consumo di suolo ed il rischio legato alla presenza della Diossina. E visto che ci è stata data la possibilità di "dire la nostra" ne abbiamo approfittato e ne approfitteremo per "(riba)dire la nostra" 
3) I possibili impatti verranno davvero ridotti? 
Questo non possiamo garantirlo ma certamente avremo la possibilità di chiederlo direttamente a Pedemontana, proponendo alternative e motivando tecnicamente le richieste come abbiamo fatto dal 2013 al 2019... 
4) Le raccomandazioni fornite saranno sufficienti? 
Il WWF ha avuto l'onore e l'onere di elaborare il parere dei Comuni della tratta B2 e C nella conferenza dei servizi del 17 settembre 2019 che approvava con prescrizioni il «progetto operativo di bonifica delle aree influenzate dall’incidente ICMESA» con le seguenti conclusioni "Ritenuto che tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto: «Tratta B2- C: Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) delle Aree influenzate dall’incidente ICMESA» che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate, circa la congruità delle prescrizioni impartite (riproporremo anche le osservazioni non accolte relative alla riduzione del consumo di suolo e all'aumento dello spessore degli scavi di "bonifica") 
5) Chi lo verificherà? In altre parole, chi validerà il successo o il disastro socio-ambientale del controllo dei lavori di Pedemontana? 
Anche in questo caso nel parere redatto per i Comuni era contenuta la richiesta che il controllo dei lavori (in particolare quelli relativa alla "Bonifica") fosse assegnato ad ARPA con un conseguente aumento dei costi di circa 400.000 euro, appunto per tali operazioni. Al WWF è stata offerta l'attività di Supervisione ai lavori di Bonifica dei terreni contaminati da Diossina TCDD, Collaudo e Certificazione che sarà prestata gratuitamente. 
WWF LOMBARDIA


Riceviamo e pubblichiamo
La replica di Sinistra e Ambiente, Meda

C'è una grossa confusione e una serie di affermazioni non corrispondenti alla realtà in ciò che il delegato del WWF Lombardia scrive. La più macroscopica è che sulla caratterizzazione del 2016 e sull'elaborazione del POB, l'incarico non venne affidato "al WWF" bensì al geologo Del Pero in quanto libero professionista. Fu proprio questa confusione di ruoli che determinò la chiusura dell'esperienza del coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile che, differentemente da ciò che afferma il delegato WWF non è più attivo da fine 2017 e che da tale data non fa più iniziative o elaborazione di documenti, mentre lo fanno con cognizione di causa, i gruppi locali anche insieme a quelli delle tratte C e D. 
All'oggi, difficile che la soc. APL abbia "offerto l'attività di Supervisione ai lavori di Bonifica dei terreni contaminati da Diossina TCDD, Collaudo e Certificazione" al WWF. Più probabile che in quanto geologo professionista, il delegato WWF regionale si sia proposto per l'attività sulla bonifica, senza nemmeno porsi il problema della confusione di ruoli e del fatto che la soc APL userà questa vicenda a sua convenienza, grazie alla frammistura dei ruoli. 
Per fortuna, i gruppi ambientalisti e le liste civiche della tratta B2, queste si in coordinamento da tempo e in possesso e a conoscenza dell'ultima versione del Piano Operativo di Bonifica, si stanno già rapportando con i sindaci e con ARPA con un approcio ben differente da quello spregiudicato e in totale isolamento del delegato WWF Lombardia.


Le nostre considerazioni 
 

Ringraziamo il WWF Lombardia per aver risposto prontamente alle nostre domande e Sinistra e Ambiente per le puntuali precisazioni. Nella replica, il Delegato WWF per la Lombardia afferma di "non aver offerto la propria collaborazione a Pedemontana, ma è stato invitato da Pedemontana a portare il punto di vista ambientalista"; tale affermazione sembra contraddire l'intervista che lo stesso Delegato ha rilasciato al TGR il 15 dicembre scorso: "Ci siamo proposti per un controllo, un presidio territoriale che consenta di realizzare l'opera con il miglior impatto possibile sul consumo di suolo e rischi sanitari legati alla diossina."

Concordiamo anche con Sinistra e Ambiente quando precisa che l'incarico "sulla caratterizzazione del 2016 e sull'elaborazione del POB" è stato affidato a Gianni Del Pero in qualità di libero professionista. In quegli anni, le varie associazioni si erano riunite "In Rete" per contrastare il progetto di Pedemontana, e Gianni Del Pero rappresentava il WWF Groane nel Coordinamento. Questo duplice ruolo causò tensioni, portando alla sospensione delle attività di "Insieme in Rete" e, di fatto, al suo scioglimento.

Le risposte del WWF confermano le nostre valutazioni. Il WWF afferma: "A noi interessa poco che Pedemontana si voglia dare un'immagine migliore di quella che ha costruito negli anni" e "visto che ci è stata data la possibilità di 'dire la nostra', ne abbiamo approfittato e ne approfitteremo per '(riba)dire la nostra'." Ci dispiace che il WWF, di fronte alla devastazione causata da Pedemontana, si accontenti di 'dire la sua' alla società autostradale e non si unisca alle lotte delle altre associazioni per contrastarne la realizzazione. Noi continueremo a esprimere le nostre opinioni in maniera indipendente senza aspettare che 'questa possibilità' ci venga concessa da altri.


domenica 17 dicembre 2023

Pedemontana e WWF Lombardia: coerenza o mancanza di visione?


Il post dedicato al Convegno di Pedemontana tenutosi a Meda venerdì 15 dicembre 2023 (leggi qui) è stato ripreso da altri siti ed è stato oggetto di numerosi commenti. In particolare, la posizione espressa da Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, in un'intervista al TGR Lombardia ha suscitato discussione. Al fine di evitare fraintendimenti, riportiamo la trascrizione esatta di quanto detto:

Giornalista: "Tra le associazioni ambientaliste, il WWF chiede maggiore coinvolgimento."
Gianni Del Pero: "Ci siamo proposti come associazioni ambientaliste per un controllo, un presidio territoriale che consenta di realizzare l'opera con il miglior impatto possibile sul consumo di suolo e i rischi sanitari legati alla diossina."



La dichiarazione di Gianni Del Pero è stata letta, da noi e da molti altri, come un cambio di posizione del WWF rispetto a Pedemontana: un atteggiamento di collaborazione anziché di opposizione. Del Pero ha ironicamente ribattuto riprendendo il titolo del nostro post, "che sorprendentemente il WWF non aveva cambiato posizione", citando un documento del 2009 di "Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile":

"CONTENIMENTO IMPATTO AMBIENTALE. Sia operato ogni sforzo in fase di progettazione esecutiva per ridurre l’impatto ambientale dell’opera, mitigandone l’impatto e la percezione, riducendo i carichi di traffico forzato indotti dalle opere accessorie all’interno dei comuni attraversati, evitando lo sviluppo edilizio intensivo attorno alla nuova viabilità in quanto fattore non più sostenibile di sfruttamento del territorio. Diventando inoltre fonte di coordinamento con quei Comuni che hanno espresso criticità rispetto agli elaborati progettuali per le pesanti ricadute causate, tenendo in considerazione tali richieste per una riformulazione progettuale - (si chiede lo stralcio dal progetto dell'attraversamento delle zone A e B della diossina..."


Riguardo all'affermazione di Del Pero sul "sorprendente" mantenimento della posizione del WWF rispetto al comunicato stampa del 2009 di Insieme in Rete, abbiamo esaminato attentamente le dichiarazioni fatte al TGR e il comunicato stampa, e non sembrano esprimere le stesse opinioni.
Inoltre, sono passati 14 anni e le condizioni sono cambiate. Ora si parla di REALIZZARE e non di PROGETTARE. In questi 14 anni, Pedemontana ha dimostrato più di una volta di non considerare le istanze delle comunità locali e il rispetto dell'ambiente. Non a caso, nel nostro precedente post, avevamo citato la devastazione del Bosco della Moronera e la mancata realizzazione delle compensazioni ambientali. Quindi, di fronte a 14 anni di cambiamenti, mantenere la stessa posizione non è dimostrazione di coerenza ma di mancanza di visione. Tuttavia, desideriamo sottolineare che la posizione del WWF potrebbe essere stata malinterpretata, e se così fosse, il Presidente del WWF Lombardia è incoraggiato a fornire chiarimenti.

domenica 11 ottobre 2020

Il prezioso lavoro del coordinamento ambientalista "Insieme in Rete" per contrastare l'autostrada Pedemontana


 

di Gianni Del Pero, Presidente WWF Lombardia

Il lavoro del coordinamento ambientalista Insieme in Rete ha costretto Pedemontana ha modificare il progetto definitivo della fantasmagorica autostrada e ad effettuare la caratterizzazione della diossina presente sul sedime di progetto. Abbiamo insistito ed ottenuto che Pedemontana presentasse un piano di bonifica, approvato con prescrizioni con Decreto n. 14639 della Regione Lombardia dell'11/10/2019: esattamente un anno fa. 

 



Il costo della bonifica è stato stimato oltre 12 milioni di euro, che allo stato attuale non ci sono. E Pedemontana non potrà andare avanti se non risolve il problema diossina. Il lavoro di Insieme in Rete si è rivelato prezioso per contrastare Pedemontana.


domenica 6 gennaio 2019

2009-2019: un nuovo parco per la Brianza Centrale

Somo passati quasi 10 anni da quando abbiamo promosso - in qualità di aderenti ad "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile" -  il convegno "Un nuovo parco per la Brianza Centrale. Polmone verde per la nuova provincia di Monza e Brianza".


Questo blog ha sempre sostenuto ogni iniziativa che andasse in questa direzione e si è sempre battuto per la difesa del territorio. Innumerevoli sono state le osservazioni ai vari PGT dei comuni della zona e l'organizzazione di passeggiate per far conoscere le zone verdi della Brianza.

Nel 2012 i comuni di Seregno, Desio ed il Parco del Grugnotorto-Villoresi firmavano un protocollo d'intesa per dare il via ad un nuovo grande parco (leggi qui). Successivamente Desio aderiva al Parco del Grugnotorto portando in dote la cintura verde del proprio comune. Lo scorso anno il Comune di Seregno dava il via alle procedure per l'unione dei due PLIS confinanti.

Ci auguriamo che il 2019 possa essere finalmente l'anno in cui prenda corpo il "Parco del Grugnotorto-Villoresi e della Brianza Centrale". 
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mercoledì 13 settembre 2017

Seveso Spoon River: sotto le querce per non dimenticare


Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE promuove e organizza il recital "TUTTI DORMONO SULLA COLLINA" del gruppo #abbracciebaci, tratto dall'antologia di Spoon River di Edgar Lee Master.

L'evento, ad ingresso gratuito, si terrà venerdì 22 settembre 2017 a partire dalle ore 21.00 presso il Bosco delle Querce in via Ada Negri 1 a Seveso.

Fa parte dell’iniziativa Archiviare Pedemontana e ampliare il Bosco delle Querce avviata in occasione del quarantunesimo anniversario del disastro ICMESA.

Grazie alla disponibilità e alla recitazione di un gruppo di uomini e donne, in questa serata, rivivrà il paese immaginifico di Spoon River con i racconti dei dolori, degli amori, delle lotte, delle conquiste dei suoi abitanti.

Uno spunto per rammentare come la Memoria è cosa importante, sopratutto in un territorio che ha vissuto il dramma della contaminazione della Diossina TCDD dell'ICMESA e che ancora oggi corre il rischio che un'inutile e impattante autostrada, riporti in superficie il potente veleno.

lunedì 10 luglio 2017

Archiviare Pedemontana, ampliare il Bosco delle Querce: "Insieme in rete" ricorda così il 10 luglio, anniversario del disastro diossina


Il 10 luglio di ogni anno si ricorda il disastro del 1976 con la fuoriuscita di Diossina TCDD dall'ICMESA di Meda (gruppo Givaudan-La Roche) che contaminò vaste aree causando sofferenze e rischi per la salute della popolazione.


Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, in concomitanza di questa scadenza, nell'incontro/conferenza stampa dell'8 luglio 2017 presso "La Petitosa" di Seveso ha rilanciato portando la Memoria nel presente e chiedendo di  "Archiviare Pedemontana, ampliare il bosco delle Querce".

Nell'incontro, oltre ad illustrare il lavoro decennale di INSIEME IN RETE nel contrastare l'autostrada Pedemontana, s'è donata una corposa documentazione fatta da comunicati, foto, relazioni tecniche ecc. all'Archivio della Memoria gestito dal circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.


Sul tempo  presente, s'è fatto il punto e s'è parlato di due nuove azioni del coordinamento entrambe esplicitate nella lettera protocollata all'attenzione del Sindaco di Seveso Paolo Butti.

INSIEME IN RETE chiede al Sindaco, in quanto autorità sanitaria locale, di attuare azioni per tutelare la cittadinanza e prevenire il rischio d'esposizione alla diossina TCDD laddove questa è stata rilevata con la Caratterizzazione di APL, rinnovando anche la richiesta affinchè l'amministrazione sevesina produca quegli atti formali utili all'avvio dell'iter per l'ampliamento del Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce sulle aree di via della Roggia.

Servizio apparso su "Il Giorno" del 9/7/2017 (per ingrandire l'immagine cliccare qui)

venerdì 30 giugno 2017

Archiviare Pedemontana. Ampliare il Bosco delle Querce


Sabato 8 luglio 2017 dalle ore 11
presso Circolo Ricreativo La Petitosa, via dei Castagni 1, Seveso


Il coordinamento ambientalista Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile propone un incontro che è al contempo un modo per ricordare il disastro ICMESA nel 1976 e per ricordare insieme a molti altri gruppi e associazioni che sul territorio comunque incombe il pericolo Pedemontana per il momento frenato anche dall’azione condivisa dalle realtà ambientaliste, con il supporto della società civile e delle istituzioni locali.
Tra il 2007 e il 2017 questa azione condivisa ha permesso di
  • evitare lo sbancamento del Bosco delle Querce
  • obbligare la società Pedemontana a sviluppare un piano di caratterizzazione per rilevare i livelli di contaminazione da diossina TCDD nelle aree dell’ipotetico tracciato autostradale impedendo che si procedesse, come si sarebbe voluto, senza tenere in nessun conto le enormi problematiche legate alla sua confermata presenza.

Il coordinamento farà dono all’Archivio della Memoria, custodito dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, di tutto il materiale cartaceo e informatico prodotto e raccolto in questi 10 anni di attento lavoro sul territorio.
Un gesto concreto e simbolico per invitare le Istituzioni e gli enti preposti a “mettere in archivio” l’autostrada Pedemontana con la rinuncia al suo completamento, il suo stralcio dalle opere strategiche previste nella Legge Obiettivo e accompagnato dalla richiesta di avvio del procedimento per l’ampliamento del Bosco delle Querce di Seveso e Meda. 

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Proprio in questi giorni la Procura della Repubblica ha chiesto al Tribunale di Milano (confronto previsto dal 24 luglio 2017) di verificare se la società Autostrada Pedemontana Lombarda (Apl) si trovi “nelle condizioni per dichiararne il fallimento”.
Da tempo il coordinamento ambientalista Insieme in Rete denuncia l’inutilità di questa infrastruttura e le ricadute devastanti per ambiente e territorio conseguenti alla sua realizzazione.
Gli artifizi finanziari quali la defiscalizzazione concessa dal Governo (350 milioni di euro) e il fondo di garanzia istituito da Regione Lombardia (altri 450 milioni di euro) hanno certificato il fallimento del Project Financing oltreché uno sfacciato e indebito intervento e supporto pubblico per cercare di attirare capitali privati che comunque non sono arrivati.
Non si vadano quindi a cercare soluzioni che implichino ancora costi a carico della collettività per tentare di salvare qualcosa che è frutto di scelte errate su cui si persevera con incredibile ostinazione.
L’idea anacronistica di mobilità basata sulla realizzazione di grandi infrastrutture autostradali ha generato una situazione disastrosa di cui le Istituzioni, Regione Lombardia in testa, avrebbero dovuto, da tempo, prendere atto invece di ripetere come un disco rotto il mantra fanfarone e surreale favorevole al completamento dell’autostrada.
Il piano economico finanziario insostenibile, le errate e sovrastimate previsioni di traffico, il danno ambientale in essere e la mancata realizzazione delle compensazioni ambientali per le tratte già realizzate, lo spreco di denaro pubblico, il rischio diossina TCDD sulla tratta B2, sono tutti elementi per cui il coordinamento Insieme in Rete continua a sostenere che il progetto autostradale va archiviato definitivamente rinunciando al completamento dell’infrastruttura e stralciandola dalle opere strategiche della Legge Obiettivo.

Coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

domenica 9 aprile 2017

Pedemontana sguazza nell'incertezza


PEDEMONTANA CON DI PIETRO IN PROVINCIA DI MB: CONFERMA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

a cura del Coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE

Il 7 aprile 2017 s'è tenuta l'assemblea dei sindaci della provincia di MB con l'audizione di Di Pietro,  presidente uscente della società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).
Ad assistere all'assise era presente anche una delegazione di INSIEME IN RETE formata dalla Portavoce Gemma Beretta, da Alberto Colombo e da Sergio Arienti.
Di Pietro ha illustrato il quadro della situazione per quanto concerne la situazione economica e l'iter realizzativo dell'infrastruttura autostradale.
Partiamo da una sua dichiarazione: "i lavori e l'apertura dei cantieri (per il completamento ndr) potrebbero essere domani o tra dieci anni."
Dietro questa frase c'è la continua incertezza anzi, la certezza, che ancora i fondi non ci sono.
Ancora nessuno, nonostante più bandi di gara, s'è fatto avanti per l'acquisto delle azioni di APL messe sul mercato per l'aumento del capitale.
Solo BAU Holding, società in cui è presente anche Strabag, s'è dichiarata interessata ad investire ma a condizione che si concretizzi il finanziamento delle banche.
Le banche, parte "teorica" del project financing stanno a guardare e attendono un preventivo intervento del sistema bancario PUBBLICO (si avete letto bene) per decidere se e come riattivare un loro interesse.
Sistema bancario pubblico cioè Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Cassa Depositi e Prestiti.

Per la BEI, dopo la bocciatura della richiesta di prestito precedente, APL ha attivato una nuova pratica e sta lavorando per inoltrare la "Valutazione Economica - Sociale".
Tramontata invece l'ipotesi di accedere in sede di Comunità Europea ai fondi del "piano Juncker" poichè lo stesso esclude finanziamenti ad infrastrutture autostradali.
Altro capitolo riguarda il "fondo di garanzia" di 450 milioni di euro concesso da Regione Lombardia per coprire gli ammanchi dei mancati pedaggi. Le banche private hanno chiesto esplicitamente di innalzarlo a 1,2 mld.

Altra novità l'ipotesi di lavoro che le tangenziali di Como e Varese rientrino nel piano di cessione della proprietà ad ANAS (in pratica una "nazionalizzazione").
Anche in questo caso ANAS dovrebbe però pagare ad APL una quota determinata dai pedaggi delle tangenziali che sono attualmente quantificati come entrate nel Piano Economico Finanziario (PEF), con cui si doveva pagare il completamento dell'autostrada.
Insomma, l'ossatura degli interventi economici su cui APL sta lavorando per cercare nuove entrate è tutta PUBBLICA poichè nessun privato vuol correre rischi. Con buona pace del Project Financing.
Per Di Pietro, i volumi di traffico sulle tratte realizzate "sono in aumento". Però non si esplicitano numeri, anzi, salta fuori che è stato elaborato dallo studio Righetti l'ennesima analisi sul traffico in funzione delle tariffe applicate per cercare un equilibrio tra entrate e incentivazione all'uso dell'autostrada. Segno che le percorrenze continuano ad essere basse.
Nota di colore: dopo aver cercato di stralciare la tratta D dal progetto e dal PEF, APL ha dovuto reinserirla perchè il CIPE ha bocciato lo stralcio.


Veniamo ora agli aspetti progettuali. Di Pietro ed APL hanno glissato sull'ipotesi delle "pedemontagne", rimandando il tutto ad incontri tecnici di dettaglio con le amministrazioni (un po' come nel 2010) e definendo che pedemontagne e ora anche riempimento delle cave è "sono solo un'idea per utilizzare al meglio la terra degli scavi riducendo gli oneri".
Totale approssimazione sulla questione DIOSSINA TCDD presente sulle aree della tratta B2.
Si sorvola sui costi di un intervento di bonifica dicendo che "potrebbero essere qualcosa di più di quanto inizialmente previsto cioè 4 milioni" ma si sottolinea che una bonifica, se la realizza APL, ad APL qualcuno dovrà pagarla.
Surreale la situazione degli espropri che sono bloccati per mancanza fondi così come sono ancora in attesa di saldo gli espropriati sulle tratte in esercizio.
I progetti esecutivi sono fermi e non sono ne validati ne approvati perchè alcuni di essi non corrispondono ai definitivi e hanno extracosti  (+ 300 milioni).
Da alcune sottolineature e domande dei sindaci tornano sotto i riflettori criticità, già evidenziati nel passato ma rimaste irrisolte.
A Lentate Sul Seveso, (fine tratta B1) lo svincolo verso la Novedratese continua e continuerà a restare solo sulla carta poichè la sua realizzazione non ha copertura economica  e trasla tra le opere da fare "quando e se ci saranno risorse" di fatto accorpato alla B2.
Ecco confermarsi le nefaste previsioni e preoccupazioni che già avevamo espresso ai tempi della "favola B1 quale variante EXPO" SENZA però viabilità complementare e di raccordo.

Pesante anche la condizione di Triuggio, pur non interessata al passaggio di alcuna tratta dell'autostrada e dove però esiste ancora l'ipotesi d'interruzione della ferrovia Monza-Molteno-Lecco per il rialzo di 5 mt del piano del ferro utile per il transito dell'autostrada che interferirà con la ferrovia. Un'interruzione che dovrebbe essere coperta da servizio bus ma su di una linea che ora, rispetto al passato (si parla di 10 anni quasi dal tempo della approvazione del progetto definitivo), ha incrementato notevolmente il numero dei viaggiatori. Una interruzione che creerebbe disagi pesanti e problemi di viabilità per Triuggio, ha detto il Sindaco della cittadina briantea chiedendo una risposta tempestiva in merito.

Anche per Lissone (tratta C) risulterebbe inaccettabile la chiusura dell'attuale svincolo di S. Margherita della SS36 ma anche qui APL altro non sa fare che proporre "incontri tecnici" personalizzati.

Alla richiesta poi di realizzare comunque e prima la viabilità complementare ed accessoria per sgravare la situazione della superstrada SS35 Milano-Lentate S/S, APL chiede addirittura alle amministrazioni di pianificare e pagare loro gli interventi anticipando fondi che ....... non ci sono.
La Sindaca di Lentate si è arrabbiata, la Sindaca di Lissone ha espresso rammarico e preoccupazione come hanno mostrato diffidenza i Sindaci di Seveso, Triuggio, Desio.

Solo il Sindaco di Mezzago Giorgio Monti (tratta D) ha ricordato che nella precedente audizione di Delrio era stata prospettata una possibile soluzione politica di uscita dall'attuale empasse.

Ecco, in questa disastrosa situazione, fatta di attendismo, proposte di incontri con le amministrazioni per tranquillizzare, servirebbe finalmente una DECISIONE POLITICA che prenda atto delle coperture economiche inesistenti, del fallimento del Project Financing, delle criticità ambientali, dei problemi aggiuntivi generati, dei volumi di traffico inesistenti, degli impatti negativi sulla viabilità, del rapporto costi/benerfici negativo, del bisogno di controvertire l'aumento del traffico automobilistico a favore della mobilità sostenibile.

Serve che tutti i Sindaci riprendano in mano il coraggio, che sembra mancare, di stare insieme e coordinarsi per richiamare, non APL ma direttamente Regione, Governo e Ministro Delrio, per l'avvio di un tavolo istituzionale vero che si faccia carico di una progettazione puntuale e concreta per risolvere i danni causati dalla monca autostrada e i problemi del territorio, rinunciando al completamento di quest'inutile infrastruttura attraverso il suo stralcio dalla legge Obiettivo.

giovedì 16 marzo 2017

Pedemontatana e rischio diossina: la posizione di "Insieme in rete" sulla conferenza di servizio del 28 febbraio 2017


di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

La Conferenza dei Servizi del 28 febbraio 2017 ha valutato i documenti presentati dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, come nel suo stile, ha voluto meglio comprendere le decisioni lì prese sull'annosa criticità della presenza di Diossina TCDD lungo il progettato percorso dell'autostrada nella tratta B2 e inizio C.
Abbiamo pertanto letto con attenzione il verbale dell'incontro del 28 febbraio.
Alla Conferenza dei Servizi erano presenti fisicamente o hanno detto la loro per mezzo di relazioni protocollate, la Soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), Regione Lombardia, la Provincia di MB, ARPA, l'ATS Brianza (ex ASL), il Parco Reg del Bosco delle Querce, i Comuni di Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Desio (che si muovono in coordinamento), il Comune di Meda (che invece continua a muoversi autonomamente, separato dagli altri).
Dettagliati gli scritti depositati e discussi nella riunione e cioè il parere tecnico della Provincia di MB, le prescrizioni di ARPA e dell'ATS e le note inoltrate dai 5 Comuni (Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio).

Ancora una volta Meda ha invece scelto di formulare una generica dichiarazione in cui esprime "parere favorevole all'approvazione del progetto presentato".
Poco chiaro a quale "progetto" si riferisca visto e giacché ancora nessun "progetto" è sul tavolo ma si tratta di documenti conseguenti alla Caratterizzazione.
Meda ha ancora una volta deciso di non entrare nel merito dell’argomento in valutazione esplicitando solo una accettazione passiva di qualsivoglia atto (vedi ultima pagina del verbale).
Lo sappiamo da tempo: Caimi è ormai l'unico sindaco a non avere dubbi sulla necessità di quest'inutile autostrada.

La Prov di MB ha chiesto all'ente procedente la conferma della perimetrazione dei siti contaminati, la specifica destinazione d'uso delle aree coinvolte nel procedimento di bonifica, una cartografia di dettaglio, le quote esatte di scavo con i corrispondenti obiettivi di bonifica.
Ha specificato che nei poligoni interessati alle attività di scavo qualsiasi intervento dovrà essere subordinato alla conclusione positiva della bonifica.
ARPA ha evidenziato che l'estensione dei poligoni contaminati sarebbe da individuare non solo per i confini geografici dell'area di proprietà o d’intervento per realizzare l'autostrada.
Sempre ARPA ha rimarcato che la perimetrazione che individua le superfici con presenza di sorgente di contaminazione, dovrà tener conto anche delle superfici necessarie per realizzare la bonifica quali aree di stoccaggio, piste di transito, aree tecniche.

Ogni areale sarà considerato sito a se stante e ogni operazione di movimentazione dei materiali derivanti dalle operazioni di bonifica verso l'esterno di codesti areali dovrà essere assoggettata alle norme vigenti.
Per le aree dove è stata esclusa la condizione di esposizione diretta al tossico, questa condizione è essenziale e pertanto quest’aspetto sarà verificato nelle fasi procedimentali successiva su cui ARPA si riserva di proporre eventuali correttivi.
Per i 7 areali sottoposti ad analisi del rischio eventuali variazioni significative rispetto ai presupposti iniziali, comporteranno nuova elaborazione dell'Analisi del Rischio (AdR).
Anche l'Agenzia Tutela della Salute (ATS) ha formulato osservazioni per gli aspetti sanitari chiedendo l'estensione dell'Analisi del Rischio anche per le aree dove è previsto lo scotico di 20 cm o in alternativa l'incremento del materiale di copertura per evitare il contatto diretto con il contaminante.

L'ATS ha chiesto inoltre l'applicazione di parametri più reali per il rischio d'inalazione ed evidenziato che per la "fossa di stoccaggio animali abbattuti" posta sotto il tracciato autostradale, non risultano prodotte attività d'indagine specifica.
Anche i Comuni di Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio hanno prodotto un parere che chiede quanto prima di avere documentazione relativa al Progetto Esecutivo per poter giudicare la congruenza del Modello Concettuale di Sito e dell'Analisi del Rischio elaborati da APL.
I 5 Comuni sottolineano poi che prima d'attivare qualsivoglia cantiere, la procedura di bonifica per la rimozione dei terreni contaminati e la certificazione del raggiungimento degli obiettivi dovrà precedere i lavori e non essere contestuale agli stessi.

La Conferenza dei Servizi ha espresso un giudizio favorevole circa la metodologia e l'approccio degli elaborati presentati da APL facendo altresì propri tutti i pareri e le valutazioni espresse dagli Enti presenti.

Richiesta quindi di cartografia di dettaglio delle aree o comparti risultati potenzialmente contaminati e della disponibilità del progetto esecutivo per desumere la bontà e la correttezza della documentazione prodotta da APL.
L'identificazione esatta delle zone oggetto d’intervento di bonifica dovrà essere definita tenendo presente il progetto esecutivo comprensivo delle aree tecniche.
La Conferenza dei Servizi ha ribadito che prima di iniziare i lavori dell'autostrada sarà necessario attuare la bonifica e disporre della certificazione ufficiale di avvenuta bonifica.
Chiesta anche una valutazione e documentazione di dettaglio per dare rispondenza alle osservazioni dell'ATS e della Provincia di MB.
La perimetrazione delle aree contaminate dovrà essere formalizzata a mezzo provvedimento della Giunta Regionale.

Insomma, l'iter sta proseguendo, e come coordinamento ambientalista, continueremo a monitorarlo con attenzione. INSIEME IN RETE continua a ritenere questa fase molto delicata.
L'esecuzione d'una bonifica complicata che comporta rischi non trascurabili legati alla movimentazione del terreno contaminato con alti costi, rischi ambientali e sanitari eccessivi, è ulteriore motivo per indurre alla rinuncia del completamento di quest'inutile autostrada.
Lasciare "riposare" la TCDD sotto il terreno, preservandoci dall'esposizione, è l'unica vera e risolutiva soluzione.

domenica 5 marzo 2017

La sconfortante Pedemontana


Le compensazioni ambientali sono parte del progetto dell’Autostrada Pedemontana Lombarda e nella prescrizione n°9 del CIPE è scritto pure che “si dovrà anticipare per quanto possibile la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto al completamento dell’infrastruttura”.
Si tratta d’interventi per 100 milioni di euro totali per opere di compensazione ambientale utili ad attenuare l’impatto sul territorio causato dall’infrastruttura e tentare una parziale ricucitura o ricostruzione di ambiti verdi con anche percorsi di mobilità ciclopedonale.
I 100 milioni di euro sono così suddivisi:
35 milioni di euro destinati alla Greenway (percorso ciclabile di 90 km lunghezza)
65 milioni di euro per le opere a verde suddivise tra Progetti Locali (PL) e Misure Compensative (MC).

Le tratte A, B1 e le tangenziali di Como e Varese sono ormai da tempo in esercizio, seppure con volumi di traffico molto bassi rispetto alle previsioni (circa 20.00 veicoli giornalieri rispetto ai 60.000 previsti originariamente) ma le Compensazioni Ambientali ancora ………… non si vedono.
La Greenway è sempre più una chimera visto e considerato che per la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) potrà essere realizzata solo al termine di tutte le tratte dell’infrastruttura e non è ancora stato individuato il “soggetto” istituzionale di livello sovraccomunale a cui affidarne la proprietà ed il compito di provvedere alla sua gestione e manutenzione e per le Compensazioni Ambientali non è chiaro quanti siano i fondi effettivamente disponibili.
Insieme in Rete ha cercato quindi di verificare, sulla base di articoli della stampa, delibere dei Comuni, documenti e report di APL, quale sia l’effettivo stato realizzativo delle Compensazioni Ambientali e se la progettazione e configurazione delle stesse abbia o meno subito variazioni e modifiche.
Ne esce un quadro sconfortante.

Poche Compensazioni Ambientali sono arrivate alla stesura d’un progetto esecutivo e alla sua validazione.
Lo si evince anche dall’ultimo aggiornamento (31 gennaio 017) fatto dalla Giunta Regionale al Consiglio (in ottemperanza di una Mozione approvata, divenuta deliberazione X/677 del 14-4-2015) di cui alleghiamo la tabella riassuntiva.
Dove esistono convenzioni siglate dalla Soc. Autostrada Pemontana Lombarda (APL) con i Comuni, quasi sempre ancora non c’è un progetto esecutivo terminato ed è uno solo il bando per l’assegnazione dei lavori (Solbiate Olona).
Molti dei progetti originali (PL), elaborati da APL in collaborazione con il Politecnico e con un Masterplan consolidato e approvato dal CIPE, sono stati trasformati in Misure Compensative (MC) progettate e realizzate dal Comune in tutte le sue fasi.
Molti degli elaborati originali hanno subito pesanti modifiche su richiesta delle amministrazioni comunali.
Modifiche che, spesso, hanno snaturato l’obiettivo per cui le Compensazioni Ambientali erano preposte e cioè la ricucitura ambientale e la ricostruzione di ambiti boschivi.
Altri interventi sono stati fortemente ridotti a causa dell’insufficiente copertura economica per acquisire aree verdi e/o boscate da riqualificare.

Ecco una breve ricognizione e una sommaria analisi sulla situazione delle Compensazioni Ambientali sulle tratte A, B1 e le tangenziali di Como e Varese in esercizio:

PL 1 Cassano Magnago
Nella progettazione esecutiva s’è rinunciato all’acquisizione di due zone boschive.
Si rammenta che su questo comune transitano ben due autostrade.
E’ stata approvata la Convenzione tra il Comune e APL.

PL 2 Solbiate Olona
Il progetto esecutivo, secondo APL è ultimato e approvato ed è in fase di gara.
In origine era prevista la riqualificazione di boschi esistenti e l’impianto di nuove, seppur limitate aree boscate e un parco urbano, filtro tra l’edificato residenziale e le aree industriali.
La connessione ciclabile appare prioritaria rispetto al resto.

MC 3 Fagnano Olona
Al di la del nome nulla si compensa,se non una sistemazione di un'area adiacente al cimitero.

MC 4 Gorla Maggiore
Si hanno scarse notizie.
Sembra che faranno un parchetto attorno a “Nonna quercia” e piste ciclabili. (fonte APL)

MC 5 Gorla Minore
Anche qui la misura si è trasformata in compensazione comunale con la sistemazione di piazze e piste ciclabili anziché la salvaguardia di boschi e aree agricole. Approvata la Convenzione tra Comune e APL.

PL 6 Comuni interessati Mozzate (CO) Carbonate (CO) Gorla Maggiore (CO)
Mozzate: il comune vuole fare una Greenbelt a ridosso di una lottizzazione (fonte APL)

PL 7 Comuni interessati: Mozzate (CO), Cislago (VA), Limido Comasco (CO)
Cislago : Progetto esecutivo in via di revisione con il comune (fonte APL).

PL 8 Progetto importante, comprendente aree dei comuni di Fenegrò, Limido Comasco, Turate e Cirimido dove si prevedeva attraverso interventi forestali la creazione del corridoio boscato della Roggia Mascazza connettendo le aree boscate fra Turate, Limido Comasco, Fenegrò e Lurago Marinone.
Dai documenti in nostro possesso, sicuramente Cirimido si è fatta la propria “compensazione comunale” che prevede:
a) L'alberatura di un viale (Viale delle Rimembranze) che porta al cimitero
b) Sistemazione di strade, incroci.
c) Sistemazione di un piccolo boschetto e un filare.

Mentre Limido Comasco dice nel 2012.....
il progetto locale n° 8 prevede:
1) il rimboschimento in un'area posta a est dell'abitato della frazione Cascina Restelli, in zona distante rispetto all’abitato e non usufruibile in quanto prossimo ad un'azienda agricola di allevamento di suini con presenza di odori fastidiosi e insetti molesti nei periodi estivi, nonché caratterizzato dalla presenza di una conformazione del territorio tale da essere sempre allagata dalla Roggia Mascazza nei periodi di acquazzoni abbondanti.
Si ritiene che tale progetto non debba essere realizzato.
(Delibera Giunta n 17 del 09/2/2012)

Fenegrò: il Comune chiede un progetto di maggiore fruibilità per i residenti, di limitare l'esproprio di aree agricole e propone di intervenire su aree messe a disposizione dal Comune per creare un parco urbano in prossimità del centro sportivo.
I Comuni del PL 8 hanno presentato un protocollo d'intesa nel quale garantiscono il coordinamento progettuale nei confronti di APL per la realizzazione degli interventi (APL 2015).
Progettazione esecutiva in corso (APL 2015)
Turate:
Il Comune fa presente che l'intervento a bosco previsto nel PE ricade in prossimità di un’azienda agricola oggi adibita a porcilaia ed oggetto di molteplici petizioni da parte dei cittadini.
L'Amministrazione Comunale chiede di non realizzare gli interventi a bosco previsti in prossimità di tale azienda agricola, in quanto tali ambiti non saranno mai oggetto di fruizione da parte della cittadinanza. Chiede invece di utilizzare le risorse del PL8 per realizzare un parco locale da adibire ad area per eventi socio – aggregativi e didattici. Il progetto prevede la realizzazione di un parco didattico, di diretta fruizione delle scuole elementari e medie localizzate nei pressi dell’area individuata. I Comuni del PL 8 hanno presentato un protocollo d'intesa nel quale garantiscono il coordinamento progettuale nei confronti di APL per la realizzazione degli interventi (APL 2015).
Progettazione esecutiva in corso (APL 2015)

PL 9 Comuni interessati: Lomazzo, Rovellasca (CO) Rovello Porro e Turate
Rovellasca: il comune ha proposto di impiegare il budget previsto per un parco attorno ad una sua scuola. (fonte APL)

PL 10 CORRIDOIO MORONERA LURA BATTU’ comprendente i comuni di Lomazzo, Lazzate, Rovellasca e Bregnano.
E' stato affidato il rifacimento di un Masterplan che sostituisse il PL 10 (non abbiamo avuto la visione di questo documento) trasformandolo in Misura Compensativa.
Con Delibera di Giunta Comunale N° 108 del 17-10-016 questo Masterplan è stato approvato chiedendo al Parco del Lura di occuparsi dell’attuazione della nuova progettazione.
Si spera e si auspica che questo progetto non contempli solo mere Compensazioni Comunali.

Lomazzo: il Comune ha chiesto di modificare la parte del PL9 e del PL10 unitamente a Bregnano e Rovellasca eliminando porzioni di aree a riforestazione e trasformando i Progetti Locali 9 e 10 in Misura Compensativa da attuarsi a mezzo convenzione con APL. (Delibera di Giunta 173 del 20-10-2016).

MC 11
Questa misura compensativa interessa i Comuni di Lentate sul Seveso e Cermenate ed è stata elaborata dal Parco Lura e co-finanziata anche dalla Fondazione Cariplo.
Esiste il progetto definitivo che prevede un corridoio di salvaguardia ecologica tra il Parco del Lura e il Parco della Brughiera Briantea. Allo stato attuale è un buon progetto di recupero ambientale.

PL 12
Il comune di Cermenate chiede di spostare la somma per questo progetto sulla Misura Compensativa 11, non tenendo conto della sovraccomunalità del progetto che include anche Lentate sul Seveso, Lazzate e Bregnano.

PL 40 Gazzada e Morazzonne
E’ stata richiesta la modifica dell’originale Progetto Locale puntando tutto sulla realizzazione di piste ciclabili, peraltro d’asfalto e con aree a parcheggio.
Risulta decisamente mutata la parte della realizzazione del sistema di verde di frangia, ridottasi solo ad alcuni filari invece del progettato e più robusto rimboschimento. Non è nota la posizione di Morazzone.

PL 43 Il progetto definitivo prevedeva solo piste ciclabili nessun problema a trasformarlo in esecutivo.

PL 44 Comuni interessati : Grandate (CO) Luisago (CO) Casnate con Bernate (CO)
Luisago attuerà il PL 44 come da progetto definitivo (fonte APL).
Grandate in fase di Progetto Esecutivo (fonte APL). Da notizie, Grandate attuerà il Progetto senza variazioni.

Sotto la tabella d’aggiornamento elaborata da Regione Lombardia

martedì 28 febbraio 2017

Pedemontana: che fine hanno fatto le compensazioni ambientali?


di Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile

Le COMPENSAZIONI AMBIENTALI sono parte del progetto dell’Autostrada Pedemontana Lombarda e nella prescrizione n°9 del CIPE è scritto “si dovrà anticipare per quanto possibile la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto al completamento dell’infrastruttura”.
Si tratta di interventi per 100 milioni di euro totali per le opere di compensazione ambientale di cui:

35 milioni di euro destinati alla Greenway (percorso ciclabile di 90 km lunghezza)

65 milioni di euro per le opere a verde suddivise tra Misure Compensative (MC) e Progetti Locali (PL).

Le tratte A, B1 e le tangenziali di Como e Varese sono ormai in esercizio, seppure con volumi di traffico molto bassi rispetto alle previsioni (circa 20.00 veicoli giornalieri rispetto ai 60.000 previsti originariamente).
Per questo siamo andati a verificare, sulla base di articoli della stampa, delibere dei Comuni e documenti di APL quale sia lo stato realizzativo delle Compensazioni Ambientali e se la progettazione delle stesse abbia o meno subito variazioni e modifiche.
Ne esce un quadro un poco sconfortante.
Poche Compensazioni Ambientali sono arrivate alla fase di stesura d’un progetto esecutivo ma soprattutto, molti dei progetti originali hanno subito pesanti modifiche su richiesta delle amministrazioni comunali, snaturandone la loro vocazione d’intervento di ricucitura ambientale.
Altri interventi sono stati ridimensionati riducendoli a causa della insufficiente copertura economica per acquisire aree boscate.

Ecco un breve escursus sulla situazione delle Compensazioni Ambientali sulle tratte A, B1 e le tangenziali di Como e Varese in esercizio:

PL 01  Cassano Magnago
Nella progettazione esecutiva s’è rinunciato all’acquisizione di  due zone boschive.
Rammentiamo che su questo comune transitano ben due autostrade.
E’ stata approvata la Convenzione tra il Comune e APL.

PL 02 Solbiate Olona
Il progetto esecutivo, secondo APL risulta ultimato ed approvato.
In origine era  prevista la salvaguardia di un prato e un boschetto.
S’è preferito realizzare piste ciclabili.

MC 03  Fagnano Olona
Al di la del nome nulla si compensa ,se non una sistemazione di un'area adiacente al loro cimitero.

MC 04 Gorla Maggiore
Scarse notizie
Sembra che faranno un parchetto attorno a “Nonna quercia”  e piste ciclabili
(fonte APL)

MC 05 Gorla Minore
anche qui la misura si è trasformata in compensazione comunale con la sistemazione di Piazze e piste ciclabili anziché  la salvaguardia di boschi e aree agricole.
Approvata la Convenzione tra Comune e APL.

PL 06 Comuni interessati Mozzate (CO) Carbonate (CO) Gorla Maggiore (CO)

Comune di Mozzate
Il comune vuole fare una Greenbelt a ridosso di una lottizzazione (cosi gli appartamenti sono più belli) (fonte Apl)
(delibera CC 27 del 27 ott 2011)
(mozione Bettoni respinta n.33 del 29/10/2013)

PL 07  Comuni interessati:  Mozzate (CO), Cislago (VA), Limido Comasco (CO)
Cislago:
Progetto esecutivo in via di revisione con il comune (fonte APL)

Comune di Limido Comasco:
debba essere ampliato ricomprendendo l'area, già di proprietà comunale, posta in Via Bottinelli e prevista nei progetti approvati come sopra coerenziati.
L’area è prevista nel PGT quale area di riqualificazione ambientale e come tale risulta anche nelle previsioni del PTCP provinciale quale step end stones, posta a ridosso della ciclabile prevista nel progetto locale 7. In aderenza alla stessa area vi è la previsione del Piano Urbanistico - tavola
delle viabilità debole (ciclabile /pedonale) - che collega con un unico percorso il progetto locale 7, la Green Way, i due centri abitati, il Parco Pineta ed i siti pubblici comunali

(Delibera Giunta n 17 del 09/2/2012)

PL 08 Progetto importante , comprendente aree dei comuni di Limido Comasco, Turate e Cirimido.

Dai documenti in Ns possesso, sicuramente Cirimido si è fatta la propria compensazione comunale che prevede:

a) L'alberatura di un viale (Viale delle Rimembranze) che porta al cimitero
b) Sistemazione di strade , incroci.
c) Sistemazione di un piccolo boschetto e un filare.

Mentre Limido Comasco dice nel 2012.....

il progetto locale nr. 8 prevede:
1) il rimboschimento in un'area posta a est dell'abitato della frazione
Cascina Restelli, in zona distante rispetto all’abitato e non usufruibile in
quanto prossimo ad un'azienda agricola di allevamento di suini con
presenza di odori fastidiosi e insetti molesti nei periodi estivi, nonché
caratterizzato dalla presenza di una conformazione del territorio tale da
essere sempre allagata dalla Roggia Mascazza nei periodi di
acquazzoni abbondanti.
Si ritiene che tale progetto non debba essere realizzato

(Delibera Giunta n 17 del 09/2/2012)

PL8 Fenegrò 

Il Comune chiede un progetto di maggiore fruibilità per i residenti, di limitare l'esproprio di aree agricole e propone di intervenire su aree messe a disposizione dal Comune per creare un parco urbano in prossimità del centro sportivo. I Comuni del PL 8 hanno presentato un protocollo d'intesa nel quale garantiscono il coordinamento progettuale nei confronti di APL per la realizzazione
degli interventi (apl 2015)

Progettazione esecutiva in corso (APL 2015)

Turate:

Il Comune fa presente che l'intervento a bosco previsto nel PE ricade in prossimità di un’azienda agricola oggi adibita a porcilaia ed oggetto di molteplici petizioni da parte dei cittadini. L'Amministrazione Comunale chiede di non realizzare gli interventi a bosco previsti in prossimità di tale azienda agricola, in quanto tali ambiti non saranno mai oggetto di fruizione da parte della cittadinanza. Chiede invece di utilizzare le risorse del PL8 per la realizzazione di un parco locale da adibire ad area per eventi socio ‐ aggregativi e didattici. Il progetto prevede la realizzazione di un parco didattico, di diretta fruizione delle scuole elementari e medie localizzate nei
pressi dell’area individuata. I Comuni del PL 8 hanno presentato un protocollo d'intesa nel quale garantiscono il coordinamento progettuale nei confronti di APL per la realizzazione degli interventi   (apl 2015)

(progettazione esecutiva in corso (apl 2015)

PL 09  Comuni interessati: Lomazzo, Rovellasca (CO) Rovello Porro e Turate
Rovellasca:

il comune propone di impiegare la somma in un parchetto attorno ad una sua scuola.  (fonte APL)


PL 10 CORRIDOIO MORONERA LURA BATTU’  comprendente i comuni di Lomazzo, Lazzate, Rovellasca e Bregnano.

E' stato affidato all’urbanista Cristian Novak il rifacimento di un Masterplan che sostituisse il PL 10  (non abbiamo avuto la visione di questo documento) trasformandolo in Misura Compensativa.
Con Delibera di Giunta Comunale N° 108 del 17-10-016 questo Masterplan è stato approvato chiedendo al Parco del Lura di occuparsi dell’attuazione della nuova progettazione.

Si spera e si auspica che questo progetto non contempli mere Compensazioni Comunali.

Lomazzo:
Il Comune propone di trasformare il PL 09 in un parco pubblico (apl)

MC 11 Questa misura compensativa è stata elaborata  dal Parco Lura
Esiste il progetto definitivo che prevede un corridoio di salvaguardia ecologica tra il parco del Lura e il Parco della Brughiera Briantea.
Allo stato attuale e' un buon progetto di recupero ambientale.

PL 12
Il comune di Cermenate chiede di spostare la somma per questo progetto sulla Misura Compensativa 11, non tenendo conto degli altri comuni del
progetto -Lentate sul Seveso , Lazzate e Bregnano

PL 40  Comune di Gazzada e Morazzonne
Il Progetto Locale ha puntato tutto sulla realizzazione di piste ciclabili, peraltro d’asfalto e con aree a parcheggio. Risulta decisamente mutato il progetto per la realizzazione del sistema verde di frangia, ridottosi solo ad alcuni filari invece d’un più robusto rimboschimento.
Si allega il quadro economico. Non è nota la posizione di Morazzone.

 
PL 43 Il progetto definitivo prevedeva solo piste ciclabili nessun problema a trasformarlo in esecutivo.

PL 44  Comuni interessati :  Grandate (CO) Luisago (CO) Casnate con Bernate (CO)
Luisago attuerà il PL 44 come da progetto definitivo (fonte apl)
Grandate Progetto Esecutivo  (apl)
Dalle notizie che abbiamo Grandate attuerà il Progetto  senza variazioni.

venerdì 21 ottobre 2016

Pedemontana e diossina: i dati e le conseguenze della "caratterizzazione"


a cura del Coordinamento ambientalista 
INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
 
E' ormai agli atti dei Comuni interessati la documentazione della Caratterizzazione dei suoli delle zone A, B, R del disastro ICMESA che sono interessate dal progetto della Pedemontana.
Una corposa documentazione il cui fulcro centrale è la relazione tecnica descrittiva elaborata da "Nuova Briantea" cioè dal Raggruppamento Temporaneo d'Imprese (RTI) con capogruppo Strabag, su mandato di Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e Concessioni Autostradali Lombarde (CAL).

"Insieme in rete" ne è entrata in possesso a mezzo di accesso agli atti fatto da una sua componente presente in un Consiglio Comunale.


Nella relazione, per la prima volta, appare in un elaborato ufficiale, oltre alle due note vasche/discariche di Meda e Seveso presenti nel Bosco delle Querce, quelle che vengono definite come la terza vasca di Cesano Maderno e una fossa approssimativamente ubicata al confine tra Bovisio e Desio.

Della vasca di Cesano Maderno e della fossa tra Bovisio e Desio le capacità volumetrica non sono note, "non si hanno informazioni certe" e lì  vennero presumibilmente sepolti gli animali contaminati da diossina TCDD e abbattuti nel 1976.

Con il piano di caratterizzazione sono stati indagati 214 punti così suddivisi:
  • 22 punti in zona A con 66 campioni
  • 45 punti in zona B con 135 campioni
  • 137 punti in zona R con 411 campioni
  • 10 punti esterni anche alla zona con 30 campioni.
Il prelievo dei campioni ha subito modifiche sul campo rispetto al Piano, in particolare per i sondaggi nel livello superficiale dei terreni, il “Top Soil” per la presenza di terreni di riporto e di superfici coperte da pavimentazione posteriori al 1976. In questo caso sono stati prelevati campioni a profondità maggiori.
Ogni campione è stato gestito con un'aliquota analizzata dal laboratorio di fiducia di Nuova Briantea, una consegnata ad ARPA per le analisi di contradditorio e una terza aliquota sigillata e conservata dall'appaltatore per eventuale e successivo controllo.
Le analisi chimiche, espresse come sommatoria delle componenti PCDD (tutte le policloro-dibenzo-p-diossine) + PCDF (furani) e condotte secondo un ben definito protocollo nel Top Soil (primi 20 cm), nel livello intermedio (da 20 cm a 1 metro) e nel livello profondo (da 1 metro a 2 metri) hanno ricercato la presenza di diossine e in particolare della “nostra diossina”, la TCDD, la più tossica e pericolosa.

Sono 387 dati analitici suddivisi per zone (ogni dato è un valore) che hanno portato ai seguenti risultati:

nel livello superficiale, TOP SOIL,
37 superamenti del limite per siti a verde pubblico e privato oltre quindi il limite di 10 ngE kg-1 SS (nano grammi equivalenti, unità di misura che unisce il peso del contaminante alla sua pericolosità)
4 superamenti del limite per siti ad uso commerciale industriale (100ngE kg-1 SS)

nel livello intermedio
22 superamenti del limite per siti a verde pubblico e privato (10 ngE kg-1 SS)

nel livello profondo
4 superamenti del limite per siti a verde pubblico e privato (10 ngE kg-1 SS)

Quindi dalle analisi APL abbiamo 63 superamenti del limite a verde e 4 superamenti del limite industriale.

ARPA ha per parte sua analizzato 46 campioni relativi a 46 differenti sondaggi.
Il contradditorio ha portato ad attribuire a ciascun campione specifico la maggiore tra le concentrazioni ottenute nel confronto del dato di ARPA con quello del laboratorio di Nuova Briantea.
Il contradditorio porta all'aumento del numero dei superamenti dei livelli di CSC:
  • 68 superamenti del limite verde (di cui 16 in aree definite da APL “con destinazione d’uso verde” ed altri 17 “in aree in corrispondenza delle quali si prevede la realizzazione di interventi di mitigazione ambientale e le aree tecniche/di cantiere, avranno una destinazione d’uso di tipo verde”.  Quindi ulteriori 33 ambiti che dovrebbero essere sottoposti a bonifica o ad altra azione conseguente alla individuazione del superamento del limite di legge)
  • 5 superamenti del limite industriale
In percentuale, si riscontra un superamento dei valori di soglia del 13,8% in zona A, del 37,9 % in zona B (valore che sale alla percentuale del 56% prendendo in considerazione solo i campioni superficiali, quelli che effettivamente sono stati “più esposti” alla ricaduta della Diossina TCDD)  e del 9,1% in zona R.

Ai risultati di questa fase di caratterizzazione vanno aggiunti  i risultati delle precedenti indagini APL del 2008 (vedi mappa qui) che tra indagine preliminare e indagine integrativa rilevò:
  • 55 superamenti del limite verde
  • 15 superamenti del limite industriale.
La relazione poi considera anche agli effetti conoscitivi l’indagine senza contradditorio e senza validazione di ARPA condotta nel 2012 da Nuova Briantea che comunque registrò 6 superamenti del limite verde e 1 superamento del limite industriale

Arriviamo dunque a 61 superamenti del limite verde e a 16 superamenti del limite industriale nelle analisi precedenti il 2016.

Prendendo quindi in esame, come è corretto fare, tutte le analisi sinora fatte, su tutta la tratta B2 e inizio C troviamo complessivamente 129 superamenti del limite verde, di cui almeno 43 ambiti che dovrebbero essere sottoposti a bonifica o ad altra azione conseguente alla individuazione del superamento del limite di legge e 21 superamenti del limite industriale anch’essi da assoggettare a bonifica.

Le azioni da intraprendere in relazione al progetto dell'autostrada, alla bonifica dei terreni interessati o ad altre differenti soluzioni sarà conseguente alle valutazioni che si daranno rispetto ai risultati di questa caratterizzazione.

Regione Lombardia nel tavolo tecnico del 19 ottobre 2016 ha evidenziato alla soc. Pedemontana che i termini per la presentazione di Analisi di Rischio e Piano di Bonifica sarebbero scaduti (entro sei mesi dall’ Approvazione del Piano di Caratterizzazione, sia che si conteggi dalla Conferenza dei Servizi del 29 luglio 2015 o dal Decreto Regionale di Approvazione dell’ottobre 2015) ed ha concesso 30 giorni di tempo per presentare un pre-piano che delimiti gli ambiti contaminati sui quali poi dovrà sviluppare Analisi di Rischio e Progetto di Bonifica.
Nel caso  APL non confermasse il suo interesse nella realizzazione dell’opera dando seguito alle obbligazioni conseguenti con esproprio delle aree e attuazione della bonifica, il procedimento risulterebbe concluso.

Alla luce dei dati disponibili viene dunque confermato il rischio legato all'escavazione e alla movimentazione del terreno, mostrando una contaminazione diffusa lungo le aree intersecate dal tracciato autostradale con un rischio sanitario connesso anche laddove il valore assoluto delle diossine non supera i limiti stabiliti dalla normativa ambientale per l’attivazione di operazioni di bonifica.

L’aerodispersione della diossina  con gli scavi, potrebbe  costituire un pericolo per l’esposizione di cittadini ed operatori in tali aree.

Vorremmo rimarcare che il coordinamento ambientalista "Insieme in rete", sin da subito si è speso con intense interlocuzioni a tutti i livelli affinché venisse recepita la necessità e l’obbligatorietà di una caratterizzazione dei suoli per definire il livello di contaminazione da Diossina TCDD.
E’ quindi anche grazie all’insistenza e al nostro assiduo operare che la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e, per la parte che gli compete, Regione Lombardia si trovano ora a dover trovare soluzione a una criticità complicata ma reale che non può più essere sminuita.

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Rassegna stampa

Il Giorno - 22/10/2016
Il Cittadino - 22/10/2016