martedì 3 febbraio 2026
Approdo per noi naufraghi: Elena Basile a Seregno per costruire la pace
Un approdo esiste, anche nel tempo della tempesta. È da questa convinzione che prende le mosse l’incontro dedicato alla presentazione del libro “Approdo per noi naufraghi”. Come costruire la pace di Elena Basile, in programma sabato 14 febbraio 2026 alle ore 17, presso la Sala Mons. Gandini di Seregno (via XXIV Maggio). L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, si inserisce nel percorso culturale e civile del Sabato Antifascista, promosso dal Comitato Unitario Antifascista “Pierino Romanò”, con il patrocinio della Città di Seregno e in collaborazione con Ubik Seregno.
Diplomatica di carriera dal 1985, con incarichi in Europa, a Stoccolma e Bruxelles, Elena Basile è oggi editorialista de Il Fatto Quotidiano e scrittrice. È una delle voci più critiche della politica estera della NATO e si è distinta per aver denunciato senza ambiguità i crimini di Gaza. Nel suo saggio più recente affronta con lucidità e rigore la crisi del liberalismo democratico e del multilateralismo, interrogando le ragioni di un’Europa che ha smarrito i propri princìpi fondativi.
Approdo per noi naufraghi è un libro che analizza la trasformazione del capitalismo contemporaneo, il trionfo della finanza e la nascita di una società dell’1%, mentre il dialogo tra capitale e lavoro, centrale negli anni Settanta, è stato progressivamente cancellato. L’autrice esamina i meccanismi dell’Unione europea, denunciandone il deficit di legittimità democratica, l’assenza di una reale divisione dei poteri e l’impianto neoliberista sancito dai Trattati di Maastricht, che ha messo ai margini le riforme sociali.
Eppure, nonostante l’orizzonte “tragicamente europeo”, il libro non cede al pessimismo. Al contrario, indica una direzione di marcia possibile: un cambio di paradigma fondato su cooperazione, solidarietà e pace in un mondo multipolare, nel quale l’Europa possa ritrovare il proprio ruolo. Multilateralismo senza doppi standard, dialogo interculturale e interreligioso, diritto contro la forza, giustizia sociale e mediazione diplomatica sono obiettivi ancora vivi e necessari.
L’incontro di Seregno sarà dunque non solo la presentazione di un libro, ma un’occasione di confronto pubblico su come contrastare la barbarie che avanza e su come ripartire dai valori umanistici e dai princìpi delle costituzioni democratiche europee. Perché, come ricorda Basile, i naufraghi possono ancora salvarsi: riconoscere la tempesta è il primo passo per cercare insieme un approdo.
mercoledì 26 novembre 2025
I martiri di Basovizza chiedono giustizia nella toponomastica di Seregno
Il post che abbiamo pubblicato ieri, 25 novembre 2025, ci ha spinto a tornare su una delle pagine più oscure della nostra storia: le fucilazioni di Trieste del settembre 1930, quattro condanne capitali decise dal Tribunale Speciale di cui Ivo Oliveti faceva parte. Approfondire quei fatti significa capire meglio perché quel nome, ancora oggi sulle targhe di Seregno, non può essere considerato neutrale.
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| I quattro partigiani fucilati a Basovizza il 6 dicembre 1930. Fonte: Patria indipendente, 19 dicembre 2010. |
A volte la memoria si illumina da sola: basta accostare due immagini, due gesti, due momenti di storia che sembrano lontani e invece parlano la stessa lingua.
Da una parte, le pagine nere del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato, dove tra il 1928 e il 1935 sedeva anche Ivo Oliveti, non magistrato ma uomo di fede fascista scelto proprio per questo. Le carte, studiate da storici, parlano chiaro: in quegli anni Oliveti partecipò a numerose sentenze di condanna contro dissidenti antifascisti, comprese condanne a morte.
Tra queste, le più note sono quelle del settembre 1930, quando vennero fucilati quattro giovani antifascisti sloveni e croati:
- Ferdo Bidovec
- Alojzij Valenčič
- Fran Marušič
- Zvonimir Miloš
Erano gli anni bui della repressione al confine orientale: italianizzazione forzata, persecuzioni delle minoranze, violenza di Stato. I quattro – poi ricordati come i Bazoviški junaki, gli Eroi di Bazovica – avevano partecipato a un attentato al giornale fascista “Il Popolo di Trieste”, un gesto estremo nato dentro un contesto di oppressione sistematica. Furono processati dal Tribunale Speciale e giustiziati all’alba al poligono di tiro di Basovizza.
In Slovenia e in tutta l’area del confine, il loro ricordo è diventato da allora simbolo di resistenza antifascista. Un monumento, eretto dalle associazioni locali, ne custodisce la memoria. Ogni anno si celebra una cerimonia: perché quelle morti non furono un incidente della storia, ma un monito.
| Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor. Fonte: Presidenza della Repubblica |
E quel monumento, nel 2020, ha ospitato una delle immagini più belle della storia repubblicana recente:
Trieste, 13 luglio 2020. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente della Slovenia Borut Pahor si tengono per mano davanti al monumento ai caduti sloveni di Basovizza.
Un gesto semplice, un gesto enorme.
Un gesto che dice: riconosciamo il dolore, condanniamo il fascismo, onoriamo chi ha combattuto per la libertà.
E non è stato un episodio isolato. Già nel 1997, il Presidente Oscar Luigi Scalfaro, primo capo di Stato italiano in visita ufficiale in Etiopia, aveva chiesto scusa – a nome di tutta la Repubblica – per la guerra coloniale fascista, per i bombardamenti con iprite, per le atrocità commesse.
La storia è questa:
- Scalfaro chiede scusa per l’aggressione coloniale;
- Napolitano rende omaggio in Africa alle vittime dell’espansione fascista;
- Mattarella si reca a Basovizza e onora gli antifascisti giustiziati dal Tribunale Speciale a cui partecipò Oliveti.
E allora la domanda è inevitabile:
se tre Presidenti della Repubblica hanno saputo prendere posizione con questa chiarezza, perché non dovrebbe farlo il Comune di Seregno?
Perché mai dovremmo continuare a tenere nelle nostre strade il nome di un uomo che fu protagonista di quella repressione?
Perché mai dovremmo perpetuare un’intitolazione nata negli anni Trenta, nel pieno della propaganda fascista, per esaltare un regime che i nostri Presidenti hanno condannato senza esitazioni?
Non è questione di giudicare persone lontane nel tempo: è questione di scegliere cosa vogliamo ricordare oggi.
È questione di coerenza con i valori costituzionali.
È questione di rispetto verso chi ha subito violenza, coloniale e politica.
È questione di civiltà.
Se i Presidenti della Repubblica, massima espressione dell’unità nazionale, hanno saputo chinare il capo davanti ai caduti di Basovizza e davanti alle vittime dell’Etiopia, Seregno può – anzi deve – fare la sua parte.
Cambiare il nome di quella via non riscriverà la storia, ma dirà una cosa semplice e fondamentale:
noi scegliamo di stare dalla parte delle vittime, non dei persecutori.
Ed è ora che questa scelta venga finalmente compiuta.
sabato 2 novembre 2024
Scarabocchi di storia: la nuova trincea dei piccoli eroi fascisti a sei zampe
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| Illustrazione e descrizione tratte da "Atti della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale in Milano", v.66, fasc.3-4, (1927), pp. 322-323 |
di Lissander Ligiu
Per puro caso, vagabondando tra le pieghe recondite della rete, mi sono imbattuto in un vetusto articolo di Giovanni Sallusti su Libero, risalente ormai a più di un anno or sono, un articolo che, con enfasi accigliata e fervore da cronista d’altri tempi, elevava un grido d’allarme contro le derive della cosiddetta cancel culture, rei quei custodi del sapere naturalistico di voler “sacrificare” l’onore zoologico di alcuni insetti battezzati con appellativi che richiamano celebri gerarchi del passato. Di fronte a tale sferzante afflato, nonostante il tempo trascorso, mi pare doveroso schiudere una riflessione – o, se vogliamo, una risposta, resa senza indugio e con quel piglio parimenti gravido di ironia e solennità che l’argomento reclama.
Ci si strappa le vesti, dunque, per la sorte del povero Anophthalmus hitleri, scarabeo delle caverne dedito al suo oscuro dimorare, e della farfalla Hypopta mussolinii, libica per sorte e fascista per nome, come se codesti invertebrati rappresentassero, nei loro esili corpi d’insetti, qualche eterna vestigia ideologica da difendere. Ma è forse necessario ricordare, con benevola condiscendenza, che i miasmi della storia raramente trovano miglior simbolo che in simili creature, piccole, sfuggenti e senza orizzonte? Proprio quegli insettini dall’esistenza priva di gloria alcuna, rintanati negli anfratti dimenticati, sembrano quasi offrire un ritratto allegorico di ideologie che, con tanto trasporto, Sallusti parrebbe voler preservare almeno nei loro appellativi.
È proprio qui, dunque, che si accende il paradosso della sua crociata! Lungi dal voler cancellare la storia, il gesto di certi tassonomi (bollati come “scienziati woke” dall’autore) è mosso dalla volontà di epurare, di purificare persino, il catalogo naturale da nomi che, lungi dall’essere simboli di tradizione, non sono altro che pietre d’inciampo, omaggi sciocchi e ormai anacronistici. Anzi, mi si perdoni il pensiero: che l’anonima vita di uno scarabeo nascosto nelle caverne slovene, o l’impercettibile fluttuare di una falena libica nel buio delle notti desertiche, siano in realtà l’unico, vero tributo adatto a personaggi tanto legati alle ombre quanto ai capricci della loro epoca.
Riteniamoci dunque compiaciuti di questo decorso: nel mondo naturale, nomi come Hitleri e Mussolinii continueranno a spargersi nella polvere come gli insetti che li portano, onorando in modo piuttosto appropriato quella memoria "minima" che forse è il miglior retaggio cui possano aspirare.
domenica 15 settembre 2024
Berizzi non è solo: Seregno isola Forza Nuova e difende i valori antifascisti
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| Il numeroso pubblico alla presentazione del libro di Paolo Berizzi |
Durante la presentazione del libro di Paolo Berizzi "Il ritorno della bestia", tenutasi ieri presso la Sala Gandini di Seregno con la partecipazione di circa 120-130 persone, si è inevitabilmente parlato della concomitanza con il banchetto informativo di Forza Nuova, autorizzato nella vicina Piazza Italia. Se da un lato le autorità hanno cercato di difendere la propria posizione, dall’altro, la cittadinanza ha dato una risposta chiara, isolando completamente i 3 o 4 militanti neofascisti presenti e portando il proprio sostegno a Berizzi.
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| Da sinistra a destra: Paolo Berizzi, Roberto Galliani (presidente del Comitato Antifascista) e Alberto Rossi (Sindaco di Seregno) |
Il Sindaco di Seregno, Alberto Rossi, ha chiarito la posizione del Comune, dichiarando che l’autorizzazione al banchetto di Forza Nuova era stata concessa in precedenza rispetto all'organizzazione dell'evento con Berizzi. In base alle norme vigenti, il Comune ha inoltrato la richiesta alla Questura, responsabile dell'ordine pubblico, che non ha sollevato obiezioni sulla coesistenza dei due eventi, disponendo i relativi servizi di vigilanza.
Rossi ha sottolineato inoltre che la dichiarazione necessaria per ottenere il permesso di occupazione del suolo pubblico – inclusiva del ripudio del fascismo e del nazismo – è stata firmata dai richiedenti. Un paradosso che evidenzia, ancora una volta, come le norme e la burocrazia possano essere aggirate persino da movimenti neofascisti come Forza Nuova.
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| Paolo Berizzi e Roberto Galliani |
Lo stesso Berizzi, durante la presentazione, ha espresso il proprio disappunto per la concomitanza degli eventi, lamentando l'assenza di sensibilità da parte delle istituzioni. "Un segno di riguardo lo avrei gradito", ha dichiarato. Ma la sua vera preoccupazione è stata un'altra: il significato simbolico dell'autorizzare Forza Nuova a manifestare proprio in concomitanza con un incontro in cui si discute del ritorno della destra neofascista. Per Berizzi, questo episodio passa un messaggio inquietante: che Forza Nuova possa "fare i fascisti in democrazia", perpetuando quel progetto di sovversione che storicamente cerca di sfruttare le libertà democratiche come "cavallo di Troia" per far rivivere ideologie che la storia ha già condannato.
Berizzi ha evidenziato come concedere l’autorizzazione a una formazione neofascista, proprio durante un evento in cui si discute di come queste forze stiano riemergendo, rappresenti un grave errore. "La Bestia", come la definisce nel suo libro, è proprio il simbolo di quel rigurgito fascista che movimenti come Forza Nuova cercano di legittimare.
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| Firmacopie al termine della presentazione |
Mentre le autorità si sono limitate a giustificare la propria posizione con motivazioni di carattere burocratico, la cittadinanza ha dimostrato di avere le idee chiare. I pochi militanti di Forza Nuova presenti in piazza Italia sono stati completamente isolati, ignorati dai cittadini e confinati in una sorta di bolla d’invisibilità. Al contrario, l’evento con Berizzi ha riempito la Sala Gandini, dimostrando un forte senso di solidarietà nei confronti del giornalista, l’unico in Europa a vivere sotto scorta per le minacce ricevute dai gruppi neofascisti.
È evidente che la comunità ha compreso l'importanza del messaggio di Berizzi, portando avanti quei valori antifascisti che costituiscono il fondamento della nostra democrazia. La scelta di dare spazio a chi, pur di ottenere un permesso, ha persino firmato un assurdo impegno a dichiararsi antifascista e antinazista, dimostra quanto il cinismo e la burocrazia possano essere manipolati per fini propagandistici.
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| I ringraziamenti di Paolo Berizzi |
Resta il fatto che, grazie alla compatta reazione della cittadinanza, l’iniziativa di Forza Nuova si è risolta in un clamoroso fallimento. Ancora una volta, è stato dimostrato che la vera forza risiede nella partecipazione attiva della comunità, che ha saputo isolare i neofascisti e proteggere chi, come Paolo Berizzi, continua a denunciare con coraggio le pericolose derive di una galassia politica che non ha mai smesso di minacciare la nostra democrazia.
Il blog Brianza Centrale esprime la sua piena solidarietà a Paolo Berizzi, riconoscendo il suo fondamentale ruolo di sentinella contro il pericolo neofascista. Continuare a raccontare con tenacia ciò che molti vorrebbero nascondere è un servizio prezioso non solo per la libertà di stampa, ma per la salute democratica del nostro Paese.
DELIBERA
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di prescrivere che in tutte le richieste di autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico sussista l'obbligo di allegare alla domanda di concessione - oltre ai dati e alle informazioni già richiesti - una dichiarazione esplicita che contenga i seguenti impegni del beneficiario:
a) di riconoscersi nei principi e nelle norme della Costituzione italiana e di ripudiare il fascismo e il nazismo;
b) di non professare e non fare propaganda di ideologie neofasciste e neonaziste, in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa;
c) di non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, propagandando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la Costituzione e i suoi valori democratici fondanti;
d) di non adottare comportamenti o manifestazioni esteriori inneggianti o univocamente riconducibili alle ideologie fasciste e/o naziste.
Immagini tratte dal web
sabato 14 settembre 2024
Seregno: allarme per la concomitanza tra evento antifascista e banchetto neofascista autorizzato dal Comune
Oggi pomeriggio, alle ore 17, presso la Sala Gandini di Seregno, si terrà la presentazione del libro "Il ritorno della bestia" di Paolo Berizzi, un giornalista noto per le sue inchieste sul neofascismo e costretto a vivere sotto scorta dal 2019 a causa di minacce ricevute proprio per il suo lavoro di denuncia. L’evento, organizzato dal Comitato Unitario Antifascista nell’ambito della rassegna "Il Sabato antifascista", è patrocinato dal Comune di Seregno e rappresenta un importante momento di riflessione sulla preoccupante recrudescenza delle ideologie neofasciste in Italia.
Tuttavia, ciò che desta stupore e preoccupazione è la concomitante autorizzazione, nello stesso giorno e a pochi passi dalla Sala Gandini, di un banchetto informativo di Forza Nuova, movimento di estrema destra neofascista. Questo "banchetto", che si terrà dalle 14.30 alle 18 in piazza Italia, promuove parole d'ordine allarmanti come "Stop al degrado. Prima gli italiani, no al gender e sì alla famiglia naturale", in aperto contrasto con il Brianza Pride, evento che si terrà a Seregno sabato 21 settembre.
La presenza di Forza Nuova a così breve distanza dalla presentazione del libro di Berizzi non è solo una grave provocazione, ma solleva interrogativi inquietanti sull’autorizzazione concessa dal Comune di Seregno. Come può essere giustificato il permesso di occupazione del suolo pubblico a un gruppo che, per la sua stessa natura e storia, non si riconosce nei principi costituzionali su cui si fonda la nostra Repubblica? Ricordiamo che, nel 2017, alcuni militanti di Forza Nuova si resero protagonisti di un blitz intimidatorio con fumogeni sotto diverse sedi del quotidiano La Repubblica, in aperto contrasto con le inchieste sul neofascismo condotte da Berizzi e altri giornalisti.
L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) di Seregno, appresa la notizia dell’iniziativa di Forza Nuova, ha subito avvertito il Sindaco dei rischi potenziali per l'ordine pubblico e, soprattutto, per la sicurezza di Berizzi, già nel mirino di minacce neofasciste. La scelta del Comune di autorizzare una tale iniziativa sembra, a dir poco, incomprensibile. Il regolamento comunale impone che chi richiede il permesso di occupazione del suolo pubblico dichiari di riconoscersi nei principi della Costituzione italiana, la stessa che ripudia il fascismo e il nazismo. Com'è possibile che Forza Nuova, che esplicitamente si richiama a valori neofascisti, abbia ottenuto questa autorizzazione?
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| La dichiarazione da firmare per chiedere il permesso di occupazione suolo |
Questo episodio solleva seri interrogativi sulla gestione dello spazio pubblico e sulla tutela dei valori democratici in una città che dovrebbe porsi come baluardo contro qualsiasi rigurgito neofascista. Concedere spazio a formazioni dichiaratamente estremiste, che minacciano i diritti fondamentali e la sicurezza di persone come Paolo Berizzi, rappresenta un atto gravissimo, che rischia di legittimare una visione distorta e pericolosa della nostra storia e del nostro presente.
Seregno oggi si trova di fronte a un bivio: da un lato, l’impegno civile e antifascista, incarnato da figure come Berizzi e dalle associazioni come il Comitato Antifascista e l’ANPI, che lottano per la memoria e la difesa dei valori democratici. Dall'altro, il tentativo di normalizzare forze oscure che si richiamano a un passato di odio e intolleranza. La comunità democratica deve interrogarsi e reagire con fermezza per impedire che il fascismo, anche sotto le sue nuove forme, possa ancora trovare spazio e legittimità nel nostro Paese.
mercoledì 19 luglio 2023
A ottant'anni da quel 25 luglio...
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| Disegno di Gabriele Galantara, Basta al fascismo!, 1924 |
Come ricordare una data che sembrò segnare la fine di una tragica dittatura e indurre la speranza della fine di una guerra disastrosa, mentre non fu che l'inizio di una tragedia ancora più grande? La notizia della caduta del fascismo con le dimissioni di Mussolini, quel 25 luglio del'43, comunque fossero andate le cose nella seduta del Gran Consiglio e nell'incontro col Re cui era seguito l'arresto del Duce, fu accolta come l'annuncio di una liberazione da tutti coloro che avevano sofferto le conseguenze della dittatura, delle leggi razziali, della guerra di aggressione ostinatamente voluta da Mussolini e rivelatasi ormai insostenibile dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia. Nelle vie e nelle piazze, nelle campagne, si fece festa. Ma il peggio, l'occupazione della penisola da parte degli ex alleati tedeschi, l'instaurazione nel Nord Italia della Repubblica nazifascista di Salò, le rappresaglie e le stragi di civili, l'internamento dei militari che si rifiutavano di aderirvi, la guerra sul suolo italiano, che fu guerra di liberazione, ma anche, inevitabilmente, guerra civile, il peggio, dicevamo, doveva ancora venire. Perché non ci si libera senza inenarrabili sofferenze da una dittatura che vive sull'esaltazione nazionalistica, sulla creazione del nemico, sull'ingiustizia e sulla violenza interna ed esterna. E questo oggi il Comitato Unitario Antifascista “25 Aprile” intitolato a Pierino Romanò e la sezione ANPI Livio Colzani di Seregno vogliono ricordare insieme, rinnovando l'impegno e l'appello per la difesa della Costituzione, per la sua piena attuazione e per l'opposizione ad ogni guerra.
Martedì 25 luglio 2023, a Cesano Maderno, in piazza Esedra, dalle ore 19,00 ANPI invita alla festa per ricordare quella giornata di ottant'anni fa (per info cliccare qui), mentre a partire da settembre diverse manifestazioni congiunte ricorderanno i tragici eventi che ad essa seguirono fino al 25 Aprile del 1945, giorno della Liberazione.
- ANPI, Sezione Livio Colzani, Seregno
- Comitato Unitario Antifascista "Pierino Romanò", Seregno
sabato 18 marzo 2023
Nascita di una dittatura. Monza e la Brianza in opposizione all'ascesa del fascismo
3 conferenze e 1 lettura scenica
dal 18 marzo al 15 aprile 2023
Sala Maddalena, via S. Maddalena 7, Monza
Ingresso libero.
Organizzazione: Associazione Culturale Mnemosyne in collaborazione con il Comune di
Monza ed Energie Nuove - Circolo Culturale per una Rivoluzione Liberale,
con il patrocinio oneroso della Fondazione della Comunità di Monza e
Brianza Onlus e con il patrocinio della Provincia MB.
Nascita di una dittatura
Monza e la Brianza in opposizione all'ascesa del fascismo
Il 1923 fu un anno cruciale per la presa del fascismo in Italia. Con la marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922, l'Italia si avviava a precipitare nel ventennio più tragico della sua Storia. Le elezioni amministrative del 21 gennaio 1923 furono le ultime votazioni locali prima della dittatura. Moltissimi cittadini e organizzazioni sociali del territorio di Monza e della Brianza si resero pienamente conto dell'incombente pericolo che lo Stato e le sue istituzioni stavano correndo.
LE CONFERENZE
Divise in due momenti: il primo con proiezione di filmati dell'istituto Luce, su testi di Renzo De Felice e Pietro Scoppola on la regia dl Folco Quilici.
La seconda parte affidata all'introduzione di Ettore Radice e all'intervento di un docente universitario e di giovani storici che approfondiranno anche i fatti accaduti a Monza e in Brianza.
Sabato 18 marzo ore 17
La rivoluzione Impossibile (Il biennio rosso) e l'opposizione cattolica al fascismo
interviene Edoardo Bressan, docente di Storia Contemporanea Università di Macerata
Sabato 25 marzo ore 17
Reazione fascista e crisi dello Stato liberale
interviene Federico Taddei, dottore in Scienze Politiche
Sabato 1 aprile ore 17
Il fascismo al potere
interviene Adalberto Spadari, dottore in Storia
lettura di documenti storici con Paola Perfetti
LETTURA SCENICA
incentrata sul carteggio tra Piero Gobetti e Ada Prospero
Sabato 15 aprile ore 21
Nella tua breve vita... Piero Gobetti e Ada Prospero
Piero e Ada, marito e moglie, di cultura liberale, avversarono apertamente il regime fascista che si stava affermando, pagandone conseguenze altissime.
Voci recitanti: Alessandro Baito, Paola Perfetti
Violoncello: M° Claudia Notarstefano
Testo a cura di Ettore Radice
Il Comune di Monza passò cosi ai popolari, dopo un lungo periodo a guida socialista, con le giunte capeggiate dai sindaci Ezio Riboldi ed Enrico Farè.
Venne eletto Sindaco dal nuovo Consiglio Comunale, tra cui sedeva anche don Luigi Talamonl, (futuro beato) il popolare Antonio Mascheroni. I popolari diventarono il principale obbiettivo delle provocazioni e aggressioni fasciste, mentre a una a una cadevano in Brianza le amministrazioni di sinistra e gran parte dei dirigenti sindacali e politici socialisti comunisti venivano arrestati o costretti all'esilio.
Ritenendo i cattolici più malleabili dei "sovversivi" socialisti, i
fascisti passarono a metodi politici più sottili, ma non meno
pericolosi, proponendo a molte giunte popolari alleanza e cogestioni.
Inviti
che furono rifiutati, provocando l'ira dei fascisti che tomarono alla
prassi dell'assalto ai municipi, esplicito o mascherato da inesistenti
motivi di ordine pubblico.
Cosi come era già accaduto a Desio. nel
luglio del '22, quando squadracce di Camice nere, calate da Milano, per
punire la Giunta Comunale che aveva condannato il pestaggio degli operai
socialisti e cattolici in sciopero, avevano assalito il Municipio, ma
erano stati respinti da tutti gli abitanti e cacciati fuori dalla
cittadina.
Anche a Monza avevano dato l'assalto al Palazzo
Comunale, l'occupazione però era durata soltanto due giorni, poiché la
reazione dei monzesi fu dura ed esplicita.
I fascisti se ne erano andati in sordina.
Per loro Monza, come scriveva Carlo Maria Maggi, il loro capo, "restava una città inespugnata".
A
Cesano Mademo, il 17 gennaio 1923, nella notte, un gruppo di squadristi
fece irruzione nelle case dei consiglieri comunali e del Sindaco Enrico
Donghi, picchiandoli brutalmente e costringendoli a firmare le
dimissioni.
Qualche mese dopo, sempre a Cesano Maderno, il
20 maggio, durante una processione, nacque un acceso alterco tra i
giovani dell'Azione Cattolica e le Camicie nere che, provocatoriamente,
disturbavano il corteo.
I tumulti proseguirono tutto il
giorno e degenerarono quando i fascisti spararono sulla folla uccidendo
il ventiquattranne Narciso Mangani e ferendo gravemente altri quattro
giovani.
Nella notte tra il 12 e il 13 luglio, a Monza, venne
distrutta dai fascisti la Tipografia Sociale e scoppiarono disordini in
Consiglio Comunale.
All'uscita dal Comune vennero aggrediti dai fascisti sindaco e assessori.
Ad agosto la Giunta Mascheroni fu costretta a dimettersi.
Caddero
cosi le giunte anche a Seregno, Albiate, Carate Brianza e Vimercate in
una escalation di violenza che giunse al culmine nella campagna
elettorale del 1924.
In queste, che furono le ultime
elezioni politiche libere prima della dittatura, sul piano nazionale la
lista con il fascio littorio conquistò il 60% dei voti (ma alle urne
andò soltanto il 63% degli italiani uomini), mentre in Brianza ebbe un
misero 18%, terza dopo Partito Popolare e Partito Socialista Unitario.
A Monza la lista fascista si ferrnò al 16% dei voti.
Il
deludente risultato brianzolo suonò per Benito Mussolini come una
bruciante sconfitta, poiché portava alla luce un antifascismo di massa.
E la reazione non si fece attendere...
giovedì 3 febbraio 2022
Seregno ripudia il fascismo. Revocata la cittadinanza onoraria a Mussolini. La soddisfazione dell'ANPI e della Rete delle Associazioni Legalità e Giustizia sociale
Comunicato dell'ANPI sezione “Livio Colzani” Seregno
La sezione ANPI di Seregno, con i suoi tesserati, esprime grande soddisfazione per la decisione, presa a maggioranza dal Consiglio Comunale di Seregno il 1° Febbraio, di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
Un ringraziamento particolare va ai consiglieri Davide Ripamonti, Renato Minotti e Luca Lissoni per il puntuale e prezioso lavoro svolto nella preparazione e presentazione della mozione discussa e votata. Questa decisione, insieme ad altre prese dalla Amministrazione Comunale, connota sempre di più la nostra Seregno come città antifascista e democratica, perché questo è il significato profondo della revoca della cittadinanza onoraria al dittatore Benito Mussolini.
Non si tratta di cancellazione o revisione della Storia bensì ribadisce e ricorda, attraverso la Memoria collettiva, un periodo buio e oscuro della storia Italiana. Ridà giustizia alle vittime, a chi ha subito le persecuzioni, la sopraffazione e la violenza del regime fascista e onora la lotta partigiana e del popolo Italiano che lo ha combattuto e vinto, consegnandoci così libertà, democrazia e la nostra Costituzione Repubblicana.
Questa decisione è inoltre una chiara e netta dichiarazione che nella nostra città oggi non c’è posto né spazio per nostalgie e nostalgici di un regime barbaro che portò l’Italia alla rovina.
Comunicato Rete Associazioni Legalità e Giustizia sociale - Seregno
La "Rete Associazioni Legalità e Giustizia sociale - Seregno ", composta dalle seguenti Associazioni (che aderiscono all'iniziativa):
● Anpi Seregno
● Collettivo AG!TAmente
● Comitato Unitario Antifascista
● Acli Seregno Aps
● Gruppo Scout Agesci Seregno1
● Dare un'anima alla Città
● Amici Cinema Roma
● Casa della sinistra
● Cgil Monza Brianza
● Cisl Monza Brianza
● Legambiente Seregno
● Libera Monza Brianza
esprime grande soddisfazione per la revoca, decisa dalla maggioranza del Consiglio Comunale di Seregno, della Cittadinanza Onoraria conferita dal nostro Comune in data 12 maggio 1924 a Benito Mussolini.
I nostri ringraziamenti all’iniziativa dei consiglieri D. Ripamonti, L. Lissoni e R. Minotti.
Vogliamo
ribadire la soddisfazione che proviamo per rispetto di tutti i
seregnesi che contribuirono, anche a costo della propria vita, alla
liberazione dalla dittatura fino a consegnarci la Democrazia come
descritta dalla Costituzione della Repubblica Italiana.
Ricordiamo a
tutti che qualcuno, pochi anni fa, ha deposto una lapide al Cimitero di
Seregno in onore dei militanti della Repubblica Sociale di Salò che combatterono
con la finalità di perpetuare violenza e sopraffazione.
La Politica non è tutta uguale. Ieri, come oggi, è intollerabile che vi siano consiglieri comunali che, dietro a balbettanti “se e ma”, nascondono il disprezzo per la propria storia ed il non riconoscimento, a partire dal ripudio del fascismo, dei valori democratici fondanti la nostra Costituzione.
Conoscenza e memoria siano ingredienti per i patrioti del presente e del futuro.
Si
è recentemente celebrato il Giorno della Memoria per rafforzare il
ricordo di coloro che contribuirono, anche a costo della loro stessa
vita, a liberare il nostro Paese dalla schiavitù del nazifascismo. Ogni
giorno vogliamo testimoniare, insieme all’ANPI che è custode della
pratica antifascista, l’impegno per la Legalità e la Giustizia Sociale.
Nessuno
spazio nella nostra città, nessuna autorizzazione di raduni o
manifestazioni, patrocini o contributi di qualsiasi genere ad
organizzvazioni che siano in contrasto con i valori fondanti della
nostra Costituzione Italiana. Essere democratici significa
inevitabilmente essere antifascisti, lo dobbiamo per rispetto dei nostri
patrioti che ci consegnarono la libertà.
PREMESSO
che,
quanto previsto dall’articolo 3 “Finalità” comma 1 lettera b dello
Statuto del Comune di Seregno recita “favorire una cultura di pace, di
accoglienza di tolleranza di solidarietà riconoscendo i diritti
inviolabili della persona umana e le prerogative di una società
multiculturale capace di garantire eguali diritti e doveri senza operare
discriminazioni;
che, quanto previsto dall’articolo 8 “Il titolo di
Città e le onorificenze” dello statuto del Comune di Seregno che recita
“..le civiche benemerenze e onorificenze, simbolo della Città di
Seregno, a persone, associazioni o enti che si siano distinti nella loro
attività in campo nazionale o internazionale per particolari azioni
meritorie e per il perseguimento dei principi e delle finalità
ispiratori del presente Statuto”
che dalla caduta del regime fascista
e dalla lotta di Liberazione nacque la Costituzione della Repubblica
Italiana, fondata su valori di uguaglianza, solidarietà e libertà
nell’esercizio di diritti civili, sociali, politici, economici; che
sancisce la dignità sociale di tutti i cittadini, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali come espresso dall’ articolo 3 della
Costituzione;
che il regime fascista, la sua ideologia e i suoi alti
esponenti incarnarono quanto di più opposto e contraddittorio rispetto a
tali principi costituzionali, sopprimendo la libertà di espressione e
manifestazione del pensiero ed emanando il 17 novembre 1938 il Regio
Decreto Legge n. 1728 recante “Provvedimenti urgenti per la difesa della
razza italiana”;
CONSIDERATA
La volontà di promuovere i valori fondanti e la storia della Repubblica Italiana presso le nuove generazioni
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
- A coinvolgere sempre più le scuole della Città ed i giovani seregnesi con iniziative volte alla testimonianza e alla trasmissione dei valori repubblicani contenuti ed espressi nella Costituzione, anche alla luce dello Statuto Comunale della Città, nelle forme e nelle modalità più opportune, con particolare riguardo alle giornate e alle celebrazioni delle Feste Nazionali;
- A non concedere edifici comunali, autorizzare raduni o manifestazioni, patrocini o contributi di qualsiasi genere ad organizzazioni che siano in contrasto con i valori fondanti della nostra Costituzione Italiana;
- A revocare la Cittadinanza Onoraria
conferita da questo Comune in data 12 maggio 1924 a Benito Mussolini
nella Casa Comunale di Seregno dal Grande Ufficiale Dott. Federico
Spariani regio Commissario per la straordinaria amministrazione del
Comune, assistito dal segretario Cav. Defabritiis Nicola, “
interpretando i sentimenti della popolazione di Seregno a manifestare in
suo nome un sentito omaggio al capo del governo pura espressione della
generosa stirpe italiana che guida mirabilmente la nazione nella via
maestra del suo grande avvenire…..” ; non con l’intento di censurare o
cancellare un ventennio di storia italiana, ma una presa d'atto nei
confronti di quanto ha significato la dittatura fascista per le libertà
personali, politiche e collettive della nostra Nazione, con lo scopo di
pretendere il massimo rispetto e dignità all’onorificenza della
Cittadinanza Onoraria del nostro Comune, risultando questa onorificenza
totalmente opposta e incompatibile con la figura di Benito Mussolini;
- A dare opportuno riconoscimento a questo atto di revoca, riportandolo in allegato alla documentazione relativa agli insigniti della Cittadinanza Onoraria e delle pubbliche benemerenze.
martedì 14 dicembre 2021
Monza. Paolo Berizzi presenta "È gradita la camicia nera"
Lunedì 20 dicembre 2021, alle ore 20.45
CGIL Monza e Brianza, Sala Bruno Trentin
via Premuda 17, Monza
presentazione del libro:
È gradita la camicia nera
Verona, la città laboratorio dell'estrema destra tra l'Italia e l'Europa
incontro con l'autore Paolo Berizzi
e Raffaele Mantegazza, docente Università Milano Bicocca di Milano
A cura di: ANPI, Brianza Accogliente e Solidale, ANED Monza, CGIL Monza e Brianza
Nel
cuore del ricco Nordest, Verona è il laboratorio italiano dell’estrema
destra di potere. Qui ex skinhead e animatori di festival nazirock, capi
ultrà che allo stadio inneggiano a Hitler ed esaltano “una squadra a
forma di svastica”, tradizionalisti cattolici nemici giurati
dell’illuminismo, dello Stato unitario e del “dilagante progressismo
ecclesiale”, avvocati dal saluto romano fin troppo facile, promotori di
cene e gite in cui “è gradita la camicia nera” entrano in consiglio
comunale nella lista del sindaco, organizzano manifestazioni finanziate
dal Comune, diventano presidenti di società partecipate o della
commissione sicurezza, finiscono a capo dell’Istituto per la storia
della Resistenza... In questo libro, Paolo Berizzi racconta le vicende e
le contraddizioni di una città unica. Riavvolge il filo che risale non
solo ai tempi della repubblica di Salò, di cui Verona fu una delle
capitali, ma addirittura agli albori del movimento fascista, visto che
quello di Verona fu, nel 1919, il “fascio terzogenito”, nato appena due
giorni dopo la fondazione dei Fasci di combattimento in piazza San
Sepolcro a Milano. Mostra il fertile terreno di coltura che ha
alimentato l’eversione nera, da Ordine Nuovo alla Rosa dei venti al
Fronte Nazionale di Franco Freda, o i deliri dei due serial killer che,
firmandosi Ludwig, intendevano ripulire il mondo dalla “feccia morale e
sociale”, sterminando prostitute, omosessuali, senzatetto,
tossicodipendenti, presunti viziosi, preti scomodi. Fotografa un
presente in cui la destra radicale monopolizza il tifo calcistico, le
proteste ai tempi della pandemia, eventi come il Congresso mondiale
delle famiglie. Verona è oggi l’immagine di un possibile futuro per
l’Italia e per l’Europa, e questo libro è un invito a non distogliere lo
sguardo.
Scarica qui l'estratto di lettura
Paolo Berizzi è inviato di “Repubblica”, dove lavora dal 2000 e firma la rubrica quotidiana Pietre. Ha subito atti intimidatori a causa della sua attività giornalistica sull’estrema destra italiana. Da febbraio 2019 vive sotto scorta, unico cronista europeo sottoposto a protezione per minacce neofasciste e neonaziste. Tra i suoi ultimi libri: NazItalia. Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista (Baldini+Castoldi 2018) e L’educazione di un fascista (Feltrinelli 2020).
lunedì 13 dicembre 2021
Vedano al Lambro: presentazione del libro "Lettera a un neonazista".
Un incontro per discutere di come si possano combattere le suggestioni che alimentano il ritorno di idee neonaziste, specialmente tra i giovani. Una serata per raccontare il valore della democrazia e la sfida educativa di trasmetterlo ai ragazzi.
Martedì 14/12/2021 alle 21 a Vedano al Lambro, nella Sala della Cultura di via Italia, presentazione del libro "Lettera a un neonazista": a parlarne sarà l’autore, Raffaele Mantegazza, docente di scienze pedagogiche all’università di Milano Bicocca.
lunedì 29 novembre 2021
Seregno: Paolo Berizzi presenta il suo ultimo libro "È gradita la camicia nera"
Sabato 11 dicembre 2021, alle ore 17.30
Sala Gandini, via 24 Maggio, Seregno
incontro con Paolo Berizzi
autore del libro:
È gradita la camicia nera
Verona, la città laboratorio dell'estrema destra tra l'Italia e l'Europa
A cura del Comitato Unitario Antifascista per la difesa delle Istituzioni Repubblicane "Pierino Romanò".
E' consigliata la prenotazione scrivendo a eventi@seregno.info
o telefonando al n. 0362263251
Nel cuore del ricco Nordest, Verona è il laboratorio italiano dell’estrema destra di potere. Qui ex skinhead e animatori di festival nazirock, capi ultrà che allo stadio inneggiano a Hitler ed esaltano “una squadra a forma di svastica”, tradizionalisti cattolici nemici giurati dell’illuminismo, dello Stato unitario e del “dilagante progressismo ecclesiale”, avvocati dal saluto romano fin troppo facile, promotori di cene e gite in cui “è gradita la camicia nera” entrano in consiglio comunale nella lista del sindaco, organizzano manifestazioni finanziate dal Comune, diventano presidenti di società partecipate o della commissione sicurezza, finiscono a capo dell’Istituto per la storia della Resistenza... In questo libro, Paolo Berizzi racconta le vicende e le contraddizioni di una città unica. Riavvolge il filo che risale non solo ai tempi della repubblica di Salò, di cui Verona fu una delle capitali, ma addirittura agli albori del movimento fascista, visto che quello di Verona fu, nel 1919, il “fascio terzogenito”, nato appena due giorni dopo la fondazione dei Fasci di combattimento in piazza San Sepolcro a Milano. Mostra il fertile terreno di coltura che ha alimentato l’eversione nera, da Ordine Nuovo alla Rosa dei venti al Fronte Nazionale di Franco Freda, o i deliri dei due serial killer che, firmandosi Ludwig, intendevano ripulire il mondo dalla “feccia morale e sociale”, sterminando prostitute, omosessuali, senzatetto, tossicodipendenti, presunti viziosi, preti scomodi. Fotografa un presente in cui la destra radicale monopolizza il tifo calcistico, le proteste ai tempi della pandemia, eventi come il Congresso mondiale delle famiglie. Verona è oggi l’immagine di un possibile futuro per l’Italia e per l’Europa, e questo libro è un invito a non distogliere lo sguardo.
Scarica qui l'estratto di lettura
Paolo Berizzi (Premio 25 Aprile 2019) è inviato di “Repubblica”, dove lavora dal 2000 e firma la rubrica quotidiana Pietre. Ha subito atti intimidatori a causa della sua attività giornalistica sull’estrema destra italiana. Da febbraio 2019 vive sotto scorta, unico cronista europeo sottoposto a protezione per minacce neofasciste e neonaziste. Tra i suoi ultimi libri: NazItalia. Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista (Baldini+Castoldi 2018) e L’educazione di un fascista (Feltrinelli 2020).
domenica 14 novembre 2021
Seregno. Incontro con Gabriella Nobile autrice del libro "Coprimi le spalle, quando lo scontro diventa incontro"
Sabato 20 novembre 2021, alle ore 18.30
Sala Gandini, via 24 Maggio, Seregno
incontro con Gabriella Nobile (Associazione Mamme per la Pelle)
autrice del libro:
Coprimi le spalle
Quando lo scontro diventa incontro
Basta violenze e discriminazioni.
La testimonianza di una madre bianca con figli neri
A cura del Comitato Unitario Antifascista per la difesa delle Istituzioni Repubblicane "Pierino Romanò".
E' consigliata la prenotazione scrivendo a eventi@seregno.info
o telefonando al n. 0362263251
“Il lavoro che possono svolgere le polizie per realizzare l’inclusività, pilastro della nostra Costituzione, è essenziale. Perché possano farlo c’è bisogno che anche noi abbiamo voglia di includere.”
“Gabriella Nobile in queste pagine aiuta ciascuno di noi a non dimenticarsi mai della dignità, dei diritti, dell’accoglienza.”
Gherardo Colombo
“Sei nera, si vede che non sei italiana.” Da quando il colore della pelle stabilisce la nazionalità di una persona? “Avete i documenti? Seguiteci in caserma.” Per quanto tempo ancora dei comuni cittadini appariranno sospetti perché di diversa etnia? In Italia il razzismo è bandito dalla Costituzione, eppure dilaga negli strali dei politici di destra, ogni tanto nell’agire delle forze dell’ordine e, in modo più grave, perché spesso inconsapevole, nella mentalità di tutti noi, quotidianamente bombardati da immagini e notizie che mettono in guardia dai migranti che ci invadono per delinquere e vivere sulle nostre spalle. L’odio nasce dal pregiudizio e dalla mancanza di ascolto. È al riparo dai condizionamenti che cresce l’empatia. Per questo solo le nuove generazioni potranno innescare un cambiamento.
Gabriella Nobile ci accompagna nelle vite dei ragazzi di origini diverse che vivono in Italia e in quelle dei loro coetanei bianchi che indossano la divisa. Storia dopo storia, attraverso le loro voci, ci addentriamo in vissuti avventurosi, talvolta tragici. In percorsi di scelta tortuosi o fortuiti. In trame di sofferto riscatto ma anche di scanzonata adolescenza. Due entità che di solito non si rispettano e si temono finalmente si fermano ad ascoltarsi. Fuori dagli schemi, gli uni e gli altri scopriranno di parlare la stessa lingua, ma soprattutto di essere alla ricerca della stessa cosa: appartenere a una società più giusta.
[Per leggere l'anteprima del libro cliccare qui]
mercoledì 3 novembre 2021
Seregno: Nel cantiere della memoria. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe
Sabato 13 novembre 2021 - ore 16,30
Sala Mons. Gandini, via 24 Maggio, Seregno
Nel cantiere della memoria. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe
Incontro con l'autore: Filippo Focardi
A cura del Comitato Unitario Antifascista per la difesa delle Istituzioni Repubblicane "Pierino Romanò".
E' consigliata la prenotazione scrivendo a eventi@seregno.info o telefonando al n. 0362263251
"Da decenni ormai, con la fine della guerra fredda e i mutamenti dello scenario internazionale - ci spiega Focardi -, i processi di ridefinizione delle memorie pubbliche nazionali hanno innescato in tutta Europa delle vere e proprie “guerre di memoria”. In Italia, in particolare, i conflitti tra memorie contrapposte si affiancano a reiterati tentativi di ridefinizione dell’identità nazionale all’insegna della costruzione di presunte memorie condivise, alimentati da un intenso uso politico del passato. Si assiste così all’istituzione di nuove date del calendario civile, come la Giornata della Memoria per le vittime della Shoah e il Giorno del Ricordo per quelle delle foibe; al confronto fra revisionismo e anti-revisionismo su fascismo e Resistenza; a un dibattito sui crimini di guerra italiani nelle colonie e nei territori occupati durante il secondo conflitto mondiale; e all’impegno in prima persona dei presidenti della Repubblica (Ciampi, Napolitano, Mattarella) nel costruire una memoria pubblica nazionale lungo l’asse Risorgimento, Grande guerra, Resistenza, Unione Europea."
Ma, come mostra questo volume, dietro gli attuali processi di rielaborazione del passato vi è - come sempre - una più ampia posta in palio, che tocca le prospettive future della democrazia in Italia e in Europa.
Filippo Focardi insegna Storia contemporanea presso l’Università di Padova. Tra i suoi libri ricordiamo La guerra della memoria (Laterza, 2005); Criminali di guerra in libertà (Carocci, 2008); Il cattivo tedesco e il bravo italiano (Laterza, 2013); Nel cantiere della memoria. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe (Viella, 2020).
Leggi anche: Simonetta Fiori - La storia riscritta in silenzio, la Repubblica, 6 luglio 2021 (PDF)
Altri eventi in programma:
- Sabato 20 novembre 2021, alle ore 18.30, Gabriella Nobile (Associazione Mamme per la Pelle) Coprimi le spalle.
- Sabato 11 dicembre 2021, alle ore 17.30, Paolo Berizzi (Premio 25 Aprile 2019) E’ gradita la camicia nera.
Sempre sabato 11 dicembre 2021, verrà presentato il libro La celebrazione del 25 Aprile a Seregno, parte prima: 1946-1971 per ricordare il 50° anniversario della fondazione del “Comitato Unitario Antifascista per la difesa delle Istituzioni Repubblicane” in seguito intitolato a Pierino Romanò.
venerdì 28 maggio 2021
Seregno. Paolo Berizzi presenta "L'educazione di un fascista"
Paolo Berizzi
presenterà il suo ultimo libro
“L’educazione di un fascista”
Seguirà dibattito.
a cura del
Comitato Unitario Antifascista per la difesa delle Istituzioni Repubblicane “Pierino Romanò”, Seregno
giovedì 14 gennaio 2021
Firma anche tu! Mai più fascismo e nazismo
Da anni assistiamo impassibili al proliferare dell’esposizione ovunque, di simboli che richiamano a fascismo e nazismo, frutto di anni di sottovalutazione del fenomeno del ritorno di queste ideologie che mai come oggi sono pericolose. Il 'Rapporto Italia 2020' dell’Eurispes ci dice che dal 2004 ad oggi è aumentato il numero di chi pensa che la Shoah non sia mai avvenuta: erano solo il 2,7% oggi sono il 15,6%, mentre sono in aumento, sebbene in misura meno eclatante, anche coloro che ridimensionano la portata della Shoah dall'11,1% al 16,1%. Inoltre, secondo l'indagine, riscuote nel campione un "discreto consenso" l'affermazione secondo cui "Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio" (19,8%). Con percentuali di accordo vicine tra loro seguono "gli italiani non sono fascisti ma amano le personalità forti" (14,3%), "siamo un popolo prevalentemente di destra" (14,1%), "molti italiani sono fascisti" (12,8%) e, infine, "ordine e disciplina sono valori molto amati dagli italiani" (12,7%). In compenso secondo la maggioranza degli italiani, recenti episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese (61,7%).
Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo.
Nella scorsa legislatura solo un ramo del Parlamento aveva approvato una proposta di legge che sanzionava coloro che propagandavano le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco.
Questa proposta di legge riprende quelle finalità e aggiunge alcune ulteriori aggravanti per l’esposizione di simboli fascisti e nazisti nel corso di eventi pubblici.
Qualcosa sta accadendo: i media trasudano da anni di notizie che era giusto considerare allarmanti, vi era e persiste una crescente diffusione di razzismi e di appelli a trovare soluzioni autoritarie. Oggi riteniamo fondamentale che dal basso si riparta per riparlare dei valori della nostra Costituzione e attualizzarli: la Costituzione con la sua XII disposizione transitoria vieta la ricostituzione sotto ogni forma del disciolto partito fascista. E’ necessario, di fronte all’esposizione, la vendita di oggetti di simboli che si richiamano a quella ideologia che la normativa non lasci spazi di tolleranza verso chi si cela dietro le libertà democratiche per diffondere attraverso la propaganda, l’esposizione, la vendita di oggetti di nuovo i simboli di quel passato tragico.
Ripartiamo da una iniziativa popolare dal basso per difendere la nostra Costituzione e i suoi valori.
Legge di iniziativa popolare proposta da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema. Per firmare bisogna prendere appuntamento telefonando presso il proprio Comune.
Art. 1.
1. Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:
«Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi eversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici.
La pena di cui al primo comma è altresì aumentata di un terzo se il fatto è commesso con modalità ed atti espressivi dell’odio etnico o razziale.
All’articolo 5, primo comma, della legge 20 giugno 1952, n. 645, le parole: «sino a» sono sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a».
Art. 2
1. Al Decreto Legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito in Legge 25 giugno 1993, n. 205, recante “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” all'art. 2 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
"1-bis. Qualora in pubbliche riunioni di cui al comma 1, l’esposizione riguardi emblemi o simboli riconducibili al partito fascista o al partito nazionalsocialista tedesco, la pena di cui all’art. 2 comma 1, è aumentata del doppio.
Maggiori informazioni sul sito: anagrafeantifascista.it
- telefonare al numero 0362 263333;
- fissare appuntamento;
- recarsi presso l'ufficio della Segreteria Generale che si trova nella stradina a fianco al Palazzo Municipale di piazza Martiri della Libertà.
giovedì 11 gennaio 2018
Costituzione e antifascismo: "Me ne curo!"
Me ne frego, dicevano i fascisti. Me ne curo! diciamo noi.
Ci curiamo della libertà, della giustizia e della democrazia. Ci curiamo della Costituzione che disegna una società libera, giusta e democratica. Ci curiamo dell'antifascismo, che non va di moda ma è un lumicino alla base della Costituzione e delle nostre vite.
Più questo lumicino si assottiglia, più quelli tornano. E stanno tornando. Da anni Seregno - corresponsabile chi ha amministrato - è per i fascisti un laboratorio. Facciate e facce esteriormente accettabili, iniziative e attività apparentemente benintenzionate: il tutto strumentale alla raccolta di potere, il tutto alternato a momenti in cui invece cade la maschera ed emerge la loro visione di odio, oppressione, violenza e autoritarismo. Con l'aggravante di relazioni sempre più salde con la criminalità organizzata di stampo mafioso.
Di tutto questo, dei modi attraverso cui possiamo contrastare questo ritorno, delle politiche da attuare per rispondere ai bisogni che rendono i cittadini vulnerabili a certi messaggi strumentali, parleremo lunedì 15 gennaio, alle ore 20.30, presso la Sala civica "Monsignor Gandini" di via XXIV maggio in Seregno.
Ne parleremo con una platea inedita ed alta, competente ed eterogenea, moderata da Giorgio Garofalo:
- Emanuele Fiano, Deputato;
- Lucrezia Ricchiuti, Senatrice;
- Pierfrancesco Majorino, Assessore di Milano;
- Paolo Berizzi, giornalista de la Repubblica;
- Michele Costa, giornalista de InfoNodo;
- Luca Paladini, portavoce de I sentinelli di Milano;
- Fabrizio Baggi, del Comitato Lombardo Antifascista;
- Saverio Ferrari, Osservatorio Democratico Sulle Nuove Destre;
- Simone Pulici, Segretario della CGIL Monza e Brianza.
Comitato Unitario Antifascista per la Difesa delle Istituzioni Repubblicane, CGIL Monza e Brianza, Libera Monza e Brianza, I sentinelli Milano, ARCI TAMBOURINE, Partito Democratico - Seregno, Giovani Democratici - Seregno, Liberi e Uguali - Monza e Brianza, Casa della Sinistra - Seregno, Rifondazione Comunista - Federazione di Monza e Brianza, Noi x Seregno.
giovedì 4 gennaio 2018
Seregno: serata pubblica sull'antifascismo
Via XXIV Maggio, Seregno
Relatori:
- Saverio Ferrari (Osservatorio nuove destre)
- Emanuele Fiano (Deputato Partito Democratico)
- Pierfrancesco Majorino (Assessore alle politiche sociali del Comune di Milano)
- Michele Costa (redattore di Infonodo)
- Paolo Berizzi (giornalista di Repubblica)
- Lucrezia Ricchiuti (Senatrice "Liberi e Uguali")
- Luca Paladini (Sentinelli di Milano)






















