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venerdì 17 aprile 2026

Pedemontana, caos senza preavviso: le prescrizioni CIPE non sono un optional


Negli ultimi giorni, a Lissone, si è materializzato quello che molti cittadini temevano da tempo: un primo assaggio concreto dei disagi legati ai lavori della Pedemontana. Code interminabili, viabilità paralizzata e una sensazione diffusa di disorganizzazione e mancanza di rispetto verso chi vive quotidianamente il territorio.

Le segnalazioni arrivate dai residenti parlano chiaro. Via Santa Margherita completamente bloccata, senso unico alternato attivato senza preavviso, impossibilità per molti di uscire di casa negli orari di punta. “Stamattina non si esce da Santa Margherita”, scrive qualcuno. E ancora: “Anche da Bareggia stessa coda ferma”. Parole che restituiscono un disagio reale, concreto, che incide sulla vita quotidiana delle persone.


Ciò che più colpisce, tuttavia, non è solo il disagio in sé - inevitabile quando si affrontano opere di questa portata - ma il modo in cui questo disagio viene gestito, o meglio, non gestito. Durante una recente commissione urbanistica, alla presenza del sindaco, degli assessori competenti e dei dirigenti, non è stata fatta alcuna comunicazione preventiva rispetto ai lavori che avrebbero impattato pesantemente sulla viabilità il giorno successivo. Eppure, come emerge da documenti ufficiali pubblicati sull’albo pretorio, l’occupazione del suolo pubblico era già stata autorizzata.

È difficile credere che nessuno fosse a conoscenza di quanto sarebbe accaduto. Ed è ancora più difficile accettare che nessuno abbia ritenuto necessario informare tempestivamente i cittadini.


La risposta fornita dal Comune tramite l’app Municipium, che parla di “modifiche temporanee alla circolazione” e di “inevitabile disagio”, appare insufficiente e, per certi versi, distante dalla realtà vissuta. Perché qui non si tratta semplicemente di un disagio inevitabile, ma di un disagio aggravato dalla mancanza di comunicazione e pianificazione condivisa.

È importante chiarire un punto fondamentale: le prescrizioni del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) riguardano direttamente i lavori della Pedemontana. Non sono indicazioni astratte, ma condizioni vincolanti poste proprio per la realizzazione di questa infrastruttura.

Nel Supplemento ordinario n. 34 alla Gazzetta Ufficiale del 18 febbraio 2010, sono stabiliti obblighi precisi che devono essere rispettati durante la cantierizzazione della Pedemontana. Tra questi:

  • Prescrizione n. 135: deve essere garantita un’adeguata informazione alla popolazione interessata riguardo allo svolgimento, alla tempistica e alla durata delle attività di cantiere.
  • Raccomandazione n. 17: devono essere predisposti piani dettagliati di circolazione dei mezzi d’opera, con indicazione di percorsi, orari, volumi di traffico e misure di mitigazione.
  • Prescrizione n. 159: devono essere adottate misure per il contenimento dell’inquinamento atmosferico durante i lavori.
  • Prescrizione n. 162: devono essere previsti piani di emergenza chiari e comunicati, soprattutto in contesti urbani sensibili.

Non si tratta quindi di buone pratiche facoltative, ma di obblighi specifici legati a quest’opera.


Vogliamo essere chiari: siamo contrari alla realizzazione della Pedemontana, per le sue ricadute ambientali, territoriali e sociali. Tuttavia, quanto sta accadendo in questi giorni pone un tema che va oltre questa posizione. Qui non si tratta, in questo caso, di essere “contro” o “a favore” dell’opera. Si tratta di pretendere il rispetto delle regole, delle prescrizioni e dei diritti dei cittadini. Anche chi sostiene l’infrastruttura dovrebbe chiedere che venga realizzata nel rispetto delle norme e con la massima trasparenza. Perché il diritto all’informazione, alla sicurezza e alla vivibilità del proprio territorio non può essere sacrificato o gestito con superficialità.

Quello che si è visto in questi giorni a Lissone e Bareggia rischia di essere solo un piccolo anticipo di ciò che accadrà nei prossimi mesi e anni. E proprio per questo è fondamentale intervenire subito, correggere il metodo e ristabilire un rapporto di fiducia con la cittadinanza.

Informare non è un favore. È un obbligo preciso. E ignorarlo significa alimentare non solo il disagio, ma anche la rabbia e la sfiducia di un’intera comunità.

martedì 18 novembre 2025

Lenzuoli contro l’autostrada. Territorio ostaggio dei cantieri: il 29 novembre la risposta dei No Pedemontana


Dopo la pubblicazione del nostro precedente articolo dedicato alla “Lenzuolata No Pedemontana”, arriva ora un nuovo tassello che chiarisce meglio spirito, obiettivi e contesto dell’iniziativa. Il volantino diffuso dai comitati mostra infatti in modo netto la linea della mobilitazione: denunciare l’ennesimo anno trascorso senza reali avanzamenti del cantiere e, soprattutto, senza un progetto che convinca i territori interessati.

Il materiale diffuso ricorda che i cantieri della Pedemontana hanno aperto a dicembre 2024, ma già oggi – novembre 2025 – accumulano 500 giorni di ritardo sulla tabella di marcia. La conclusione dei lavori, prevista inizialmente per settembre 2027, è stata posticipata al novembre 2028: un incremento del 50% sui tempi previsti, quando ancora non si è entrati nella fase più complessa dell’opera.


Una situazione giudicata dai promotori non solo preoccupante, ma addirittura indicativa di un cantiere che procede “in tragico ritardo, con mille difficoltà, che sta solo distruggendo il nostro territorio”, come si legge nella parte testuale del volantino.

Le contestazioni non si limitano ai ritardi. I gruppi No Pedemontana denunciano:

  • promesse disattese sull’utilità dell’autostrada;
  • un impatto crescente sul territorio, ritenuto sproporzionato rispetto ai presunti benefici;
  • dubbi sulle risorse effettivamente disponibili per completare l’opera;
  • il rischio concreto di un cantiere “più che decennale”, che lascerebbe comunità e paesi ostaggio dei lavori.

Il tono è netto: “Ora l’unica opzione possibile è fermare Pedemontana. Costerebbe meno fermarla adesso che portare a termine l’opera”.

Il volantino ufficializza anche modalità e appuntamento della protesta. Sabato 29 novembre, alle ore 14, i cittadini sono invitati a raggiungere il cantiere più vicino e appendere un lenzuolo di dissenso alle recinzioni o anche dalle finestre delle proprie abitazioni.

L’obiettivo è trasformare il territorio in un mosaico visibile e capillare di protesta: “Copriamo di dissenso tutte le recinzioni. Scegli il cantiere vicino a te e appendi uno striscione”. Nel volantino compaiono anche esempi di messaggi già esposti, che evidenziano un tema centrale: la percezione che il progetto non risponda ai bisogni reali dei pendolari e delle comunità locali.

La Lenzuolata si inserisce in una mobilitazione che, come ricordato dagli organizzatori, prosegue dalla manifestazione del 4 ottobre a Monza e promette di intensificarsi nei prossimi mesi. La scelta di una protesta decentralizzata, visibile e facilmente replicabile vuole raggiungere proprio coloro che vivono quotidianamente l’impatto del cantiere.

Comunque la si pensi sull’autostrada, è chiaro che la partita politica e territoriale attorno alla Pedemontana resta tutt’altro che chiusa. La diffusione di questo nuovo volantino – diretto, confrontativo e ricco di dati – indica che il fronte del dissenso è in crescita.

domenica 16 novembre 2025

Lissone “Comune a zero suolo”


Zero consumo di suolo? No grazie.
A Lissone, comune già primatista provinciale con oltre il 71% di suolo consumato, l’amministrazione ha deciso che fermarsi sarebbe… troppo. E infatti la petizione promossa dal Comitato per la difesa del territorio di Lissone - sostenuta da 1331 cittadini - venerdì scorso è stata respinta in Consiglio comunale.

Luigi De Vincentis, del Comitato, lo racconta così: «Venerdì in consiglio comunale a Lissone si è discussa e votata la petizione promossa dal Comitato e sottoscritta da 1331 cittadini/e. Manco a dirlo! La petizione è stata respinta…»

Insomma, zero consumo di suolo? Giammai. Come spiega De Vincentis: «La motivazione principale della maggioranza, utilizzata per respingere la petizione, è stata che lo zero consumo di suolo impedirebbe la costruzione persino di una rotonda viabilistica e di altri servizi necessari alla comunità.»

In effetti nel comune più cementificato della Brianza, fermarsi forse risulterebbe innaturale come proporre una dieta detox durante il cenone di Natale.
Per fortuna il Comitato prova a ricordare un concetto semplice semplice: «Per il Comitato invece lo zero consumo di suolo non impedisce la costruzione di servizi, purché a un utilizzo di suolo necessario corrisponda altrettanto suolo da depavimentare…»

Un’idea modernissima: consumi un metro, ne liberi uno.
Pare però che per la maggioranza l’unico “saldo zero” auspicabile sia quello della partecipazione dei cittadini.

E l’assessore? De Vincentis riferisce: «L’assessore Rossati dice che apprezza il “senso” della petizione, “grazie”, ma respingendola si tiene le mani libere… E con ciò non si può escludere che in quel poco spazio libero rimasto possa crescere altro cemento.»

In fondo, si sa: se c’è una cosa che a Lissone non dev’essere limitata, è la creatività edilizia.
Il problema, semmai, è lo spazio rimasto.

Intanto il Comitato rilancia: depavimentare, ripensare il territorio, restituire spazi verdi.
Un’idea rivoluzionaria, quasi sovversiva: far crescere il verde invece dei parcheggi.

Chissà, magari un giorno a Lissone capiremo che fermare il consumo di suolo non significa impedire lo sviluppo, ma evitare di trasformarlo nell’ennesimo “Comune a zero suolo” - obiettivo che, a quanto pare, qualcuno sembra desiderare più dello “zero consumo di suolo”.

martedì 11 novembre 2025

Lenzuolata NO Pedemontana: un nuovo appuntamento di partecipazione civica


Dopo la manifestazione del 4 ottobre, che ha visto 130 realtà tra associazioni, comitati, liste civiche e gruppi politici mobilitarsi contro l’autostrada Pedemontana, il percorso di opposizione continua con una nuova iniziativa collettiva: la “lenzuolata” NO Pedemontana del 29 novembre.

Per preparare insieme questo evento diffuso, il Comitato per la Difesa del Territorio NO Autostrada Pedemontana e Suolo Libero invitano cittadine e cittadini a una riunione pubblica martedì 18 novembre alle ore 21 presso Arci Scuotivento (Via Rosmini 75, Monza).

Cos’è la lenzuolata
Si tratta di un’azione collettiva e creativa, fatta di striscioni, lenzuola e messaggi che coloreranno balconi, piazze e strade, trasformandoli in un grande mosaico visivo contro la Pedemontana e in difesa del territorio.

Un impegno condiviso
Il 4 ottobre ha segnato un momento importante per la rete ambientalista lombarda. Sullo striscione di apertura della manifestazione campeggiava la frase: “Fermare Pedemontana è un dovere civico”.
Oggi quell’impegno continua: l’obiettivo è non disperdere l’energia e la partecipazione nate dalla mobilitazione, ma trasformarle in un nuovo gesto di comunità e consapevolezza ecologica.



 

domenica 5 ottobre 2025

Monza, in duemila per dire NO a Pedemontana: “Un vento nuovo soffia sulla nostra lotta”


Una piazza gremita, voci unite, striscioni colorati e tanta determinazione: ieri pomeriggio circa duemila persone hanno partecipato alla grande manifestazione a Monza per fermare la Pedemontana. L’iniziativa, organizzata dai Comitati NO Pedemontana, ha visto la presenza di tutte le anime ambientaliste che da anni si battono contro quella che definiscono “un’opera inutile e devastante”.


Oltre 150 associazioni, gruppi civici e forze politiche hanno aderito all’appello, insieme a 17 Comuni che hanno patrocinato ufficialmente la manifestazione, mentre altri hanno scelto di partecipare con rappresentanze istituzionali.


Luigi De Vincentis, uno dei portavoce dei comitati, a fine corteo ha espresso la propria soddisfazione per il successo dell’iniziativa: “È stata una bella, bella, bella manifestazione. Grazie a tutti, e che nessuno si senta escluso da questo ringraziamento. Adesso però comincia il dopo-manifestazione, che è il momento più difficile… dove non si deve disperdere tutto il patrimonio di partecipazione e passione che si sono espressi ieri”.


De Vincentis ha sottolineato anche il cambiamento che si respira nel territorio: “Ho l’impressione che stia tirando un’aria più favorevole tra la gente… la voglia di partecipazione, il desiderio di umanità espresso in questi giorni ha contagiato la lotta a difesa del territorio, del suolo, contro i mostri come Pedemontana, e non solo, producendo una discesa in piazza a Monza che è andata oltre le aspettative. Oggi ci sentiamo più forti nelle nostre convinzioni, ma ancora tanto abbiamo da fare e da pensare”.



La giornata ha rappresentato un punto di svolta per il movimento ambientalista lombardo, capace di mettere insieme esperienze, competenze e comunità diverse. Tra le realtà presenti c’era anche Sinistra e Ambiente Meda, come ha ricordato Alberto Colombo: “C’eravamo anche noi a Monza il 4 ottobre 2025 per dire che Pedemontana fa male. Eravamo presenti fisicamente e non virtualmente quali gruppi ambientalisti e liste civiche della tratta B2 e C che da due decenni si oppongono alla realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda e che continuano tuttora a farlo, occupandosi anche delle delicate e difficili partite della bonifica da diossina, delle compensazioni ambientali, delle proposte di Barriera Verde e di Dorsale Verde dei Parchi”.



Anche il Gruppo La Rondine di Concorezzo ha raccontato l’atmosfera della giornata con parole cariche di emozione: “Un pomeriggio meraviglioso per la nostra terra. Un fiume di persone per dire no a Pedemontana. Un’alternativa c’è. Questo è il messaggio delle 2000 persone che si sono ritrovate a Monza in un corteo pacifico e determinato. Mentre i promotori di Pedemontana provano a dividere il nostro territorio, ieri si è levata forte l’unità di intenti. Un abbraccio ai comitati promotori, protagonisti di un lavoro davvero eccezionale. Quattro realtà che abbiamo conosciuto e con cui è un piacere lavorare: Ferma Ecomostro D Breve, Comitato per la Difesa del Territorio, Suolo Libero e No Pedemontana. Un grazie a chi ha voluto manifestare al fianco di tante istituzioni del territorio, di tante associazioni di cittadini e tanti gruppi politici. Bisogna continuare ad insistere, uniti: siamo fiduciosi che le nostre buone ragioni potranno infine prevalere sulla prepotenza di chi confonde il dovere di governare con l’arroganza del potere”.


👉 Il manifesto ufficiale, con le adesioni e i patrocini istituzionali, è disponibile cliccando qui.

sabato 4 ottobre 2025

Monza 4 ottobre 2025: FERMARE Pedemontana per RIPROGETTARE insieme una nuova Brianza

 


Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e sostenere la mobilitazione. Maggiori informazioni e il manifesto ufficiale sono disponibili sul sito dedicato: Fermare Pedemontana

 

giovedì 2 ottobre 2025

Brianza unita contro Pedemontana: grande mobilitazione il 4 ottobre a Monza


Sale l’attesa per la manifestazione “Fermare Pedemontana”, in programma sabato 4 ottobre alle ore 15 nei Giardini della Stazione di Monza, in via Arosio. L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di oltre 150 realtà tra associazioni, comitati cittadini e gruppi politici, insieme a 17 amministrazioni comunali della Brianza, e il numero dei sostenitori continua a crescere.

I comitati promotori – Comitato NO Pedemontana, Comitato per la difesa del territorio NO Autostrada Pedemontana, Comitato Ferma Ecomostro tratta D Breve e Comitato Suolo Libero – sottolineano che la costruzione dell’autostrada rappresenterebbe un danno ambientale ed economico per l’intero territorio. “Pedemontana ferisce e frammenta la Brianza”, affermano, “non c’è compensazione ambientale, marciapiede o pista ciclabile che possa sanare una ferita così grande”.

Secondo i promotori della mobilitazione, il progetto attuale, suddiviso in tratte B2, C e D, ha lo scopo di dividere le comunità locali e rendere difficile una risposta unitaria dei cittadini. Per questo motivo i comitati chiedono di fermare l’iter di approvazione della tratta D e di bloccare i cantieri sulle tratte B2 e C, sostenendo che correggere gli errori compiuti finora costerebbe meno che completare l’infrastruttura.

La manifestazione di sabato vuole essere un momento di unità e proposta di alternative concrete: “Non ci interessano rivendicazioni personali o protagonismi, ma costruire insieme una visione alternativa che metta al centro l’interesse della comunità”, spiegano i comitati.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e sostenere la mobilitazione. Maggiori informazioni e il manifesto ufficiale sono disponibili sul sito dedicato: Fermare Pedemontana

 


 

domenica 28 settembre 2025

Quindici Comuni patrocinano la manifestazione “Fermare Pedemontana per riprogettare insieme una nuova Brianza”


Una presa di posizione netta, condivisa e tutt’altro che scontata. Sono ben quindici le amministrazioni comunali della Brianza che hanno scelto di sostenere ufficialmente la manifestazione pubblica “Fermare Pedemontana per riprogettare insieme una nuova Brianza”, in programma sabato 4 ottobre alle ore 15 presso i Giardini della Stazione di Monza.

Gli stemmi dei 15 comuni che hanno patrocinato la manifestazione

Agrate Brianza, Bellusco, Bernareggio, Burago di Molgora, Busnago, Cambiago, Carnate, Cavenago Brianza, Cornate d’Adda, Lesmo, Ornago, Ronco Briantino, Sulbiate, Usmate Velate e Vimercate: quindici sindaci hanno firmato un patrocinio che rappresenta una scelta politica e amministrativa di grande rilievo, schierandosi al fianco dei comitati promotori.

“Queste adesioni non sono né dovute né scontate – ha sottolineato Manuela Meloni, portavoce dei comitati –. Hanno una notevole importanza perché esprimono la volontà concreta delle istituzioni locali di difendere il territorio insieme ai cittadini”.

Le amministrazioni, nel loro comunicato congiunto, hanno spiegato che Pedemontana non risponde ai reali bisogni di mobilità della Brianza, comportando invece danni ambientali e territoriali ingenti. A fronte di oltre 5 miliardi di euro di spesa pubblica, i benefici sarebbero marginali, mentre il pedaggio previsto renderebbe l’infrastruttura scarsamente accessibile.

Il patrocinio non si limita quindi alla contrarietà, ma abbraccia anche la proposta costruttiva avanzata dai comitati: investire le risorse in progetti di trasporto sostenibile, dal prolungamento delle metropolitane M2 e M5 al potenziamento delle linee ferroviarie Carnate-Seregno e Milano-Meda, fino alla messa in sicurezza della rete stradale esistente.

La giornata del 4 ottobre sarà un momento di incontro e mobilitazione collettiva. Ai comitati organizzatori – No Pedemontana, Comitato per la difesa del territorio No Autostrada Pedemontana, Comitato Ferma Ecomostro tratta D Breve, Comitato Suolo Libero – si sono già affiancate più di cento tra associazioni, gruppi civici, partiti politici e sigle ambientaliste, insieme a realtà nazionali come Greenpeace, LAV ed ENPA.

Il messaggio comune è chiaro: la Brianza merita un futuro diverso, fondato su scelte lungimiranti, attente all’ambiente e ai bisogni delle comunità.

“Pedemontana è l’espressione di un modello superato – affermano gli organizzatori –. È necessario immaginare un nuovo progetto di mobilità che tuteli i parchi, riduca il consumo di suolo e migliori davvero la qualità della vita”.

Con il patrocinio dei Comuni, la manifestazione del 4 ottobre assume un valore ancora più forte: non solo la protesta dei cittadini, ma una mobilitazione condivisa da amministrazioni, associazioni e movimenti che chiedono a Regione Lombardia di fermarsi, ascoltare e riprogettare insieme.

Il 4 ottobre, Monza sarà il cuore di una Brianza che sceglie di difendere il proprio territorio.

 

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venerdì 19 settembre 2025

Verso il 4 ottobre: assemblea pubblica e oltre 100 adesioni alla manifestazione NO Pedemontana di Monza


Si avvicina il 4 ottobre e cresce l’attesa per la grande manifestazione di Monza. In preparazione a questa giornata, è in programma un momento fondamentale di confronto: l’assemblea pubblica del 26 settembre a Lissone.
Un’occasione per incontrare i Comitati promotori, ascoltare le voci di chi ha già scelto di sostenere l’iniziativa e discutere insieme le prospettive che ci porteranno a manifestare in modo consapevole e informato.

Oltre 100 adesioni: una rete che cresce

Intanto, la rete di realtà che sostengono la mobilitazione continua ad allargarsi. Sono infatti oltre 100 le associazioni, i gruppi civici e politici che hanno deciso di aderire, unendo energie e sensibilità diverse in nome di un obiettivo comune.

Tra le ultime adesioni troviamo:

  • Mothers Rebellion
  • Legambiente Meratese aps
  • Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
  • ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali
  • Alberi Monumentali Brianza
  • Collettivo Brianza Resistente
  • Fridays For Future - Monza
  • ONDA - Organismo Nazionale Difesa Alberi
  • LAC Nazionale - Lega per l'Abolizione della Caccia
  • Rete Ambiente Lombardia
  • Legambiente Terre di Parchi – Circolo Territorio di Abbiategrasso
  • Comitato per la Difesa delle Bevere e del fiume Lambro
  • CSA Lambretta
  • Mutuo Soccorso Milano Aps
  • Greenpeace – sezione locale di Milano
  • WWF Lombardia
  • WWF Insubria
  • Circolo Gaia Legambiente – Usmate Velate
  • Comitato No Pedemontana Lesmo, Camparada, Usmate Velate, Arcore
  • Partito Democratico – Arcore
  • Carnate Unita
  • Agrate Futura
  • Partito Democratico di Camparada, Correzzana, Lesmo

(l’elenco completo è disponibile a questo link 👉 https://sites.google.com/view/fermare-pedemontana/home)

giovedì 28 agosto 2025

Uniti per fermare la Pedemontana: sempre più voci insieme per salvare il verde della Brianza


La mobilitazione contro la Pedemontana cresce ogni giorno. Dopo l’appello lanciato a luglio da Comitato NO Pedemontana, Comitato per la difesa del territorio, Comitato Ferma Ecomostro, Comitato Suolo Libero, sono già decine le realtà che hanno scelto di aderire alla manifestazione del 4 ottobre alle ore 15:00 in Piazza Roma a Monza.

👉 Ad oggi, 28 agosto 2025, si contano:

  • 55 tra associazioni, comitati, gruppi civici e culturali
  • 25 liste civiche, partiti e gruppi politici

➡️ Già 80 adesioni complessive, e la lista è in continuo aggiornamento!

Un fronte ampio e variegato che unisce:

  • Comitati locali e cittadini, da Sant’Albino a S. Fruttuoso, da Agrate a Monza, impegnati nella difesa dei quartieri e dei beni comuni.
  • Associazioni ambientaliste come Legambiente, Fiab, GUFI, LAV, Apincittà, che ricordano quanto il progetto minacci parchi, boschi e corridoi verdi fondamentali per la Brianza.
  • Movimenti giovanili e climatici, da Fridays for Future a Parents for Future, insieme agli studenti di Monza, Brianza e Lombardia.
  • Associazioni sociali e culturali, come Arci Scuotivento, Casa delle Donne Desio, Campsirago Residenza, Bloom Mezzago, a dimostrazione che la difesa del territorio è anche difesa della vita culturale e comunitaria.
  • ANPI e realtà della memoria storica, che ricordano come la tutela del territorio sia un valore democratico e di civiltà.
  • Liste civiche e forze politiche, dal livello locale a quello regionale, unite per chiedere uno stop al progetto e un futuro diverso per la mobilità lombarda.

📣 La manifestazione del 4 ottobre sarà una grande occasione per mostrare questa unità: cittadini, associazioni, comitati e amministratori insieme per dire NO a un’opera inutile, dannosa e costosissima, e per proporre alternative concrete e sostenibili: più trasporto pubblico, più ferrovia, più mobilità intelligente.

✋ Fermare la Pedemontana significa difendere il verde che ci resta e costruire un futuro migliore per la Brianza. Il 4 ottobre facciamo sentire la nostra voce. Tutti insieme.

Gruppi promotori:

  1. Comitato NO Pedemontana
  2. Comitato per la difesa del territorio NO Autostrada Pedemontana
  3. Comitato Ferma Ecomostro tratta D Breve
  4. Comitato Suolo Libero

Associazioni e gruppi aderenti (lista in aggiornamento):

  1. Comitato quartiere Sant’Albino 
  2. Comitato via Blandoria 
  3. Comitato Aria Pulita Monza 
  4. Comitato per il Parco A. Cederna 
  5. Comitato La Villa reale è anche mia 
  6. Comitato pro Buon Pastore 
  7. Comitato a salvaguardia del Buon Pastore 
  8. Comitato Ospedale Umberto I 
  9. Presidio ex Macello 
  10. Comitato Sai cosa vorremmo in Comune 
  11. Comitato S. Fruttuoso Bene Comune 
  12. Osservatorio antimafie MB Peppino Impastato 
  13. Fiab - Monza in bici  
  14. NaturalMente a.p.s. Bergamo
  15. Comitato Homate - Agrate Brianza 
  16. BOA Brianza Oltre l'Arcobaleno aps 
  17. GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane 
  18. Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Sud Milano 
  19. Associazione Un palcoscenico per i ragazzi 
  20. Associazione Minerva
  21. Arci Scuotivento - Monza
  22. DESBRI - Distretto di Economia Solidale della Brianza 
  23. Casa delle Donne Desio 
  24. Desio Città Aperta
  25. ANPI sez. Le donne della resistenza di Bellusco, Burago, Mezzago e Ornago
  26. Fridays for future Vimercate
  27. Tenda della Pace Bellusco
  28. Proloco Bellusco
  29. Blog Brianza Centrale 
  30. ANPI sez. "Livio Colzani" di Seregno 
  31. Legambiente Seregno
  32. Unione degli studenti - Monza e Brianza
  33. Unione degli studenti - Lombardia
  34. Seveso Memoria di parte
  35. La Chiave di Sol - Ornago 
  36. LAV - Nazionale 
  37. AbcDesio
  38. Comitato Civico Ambiente
  39. Comitato Attuare la Costituzione 
  40. Arci la Lo.Co. - Osnago
  41. Libera Monza e Brianza
  42. Campsirago Residenza
  43. Parents for Future - Milano 
  44. Donne in campo - Lombardia
  45. Associazione Schierarsi - Monza e Brianza 
  46. Associazione Sulé Onlus - Agrate Brianza
  47. Apincittà Monza
  48. Usciamone Vivi
  49. COOP Bloom Mezzago
  50. Gaspaccio APS
  51. Laicitalia APS

Liste civiche, i partiti e i gruppi politici (lista in aggiornamento):

  1. Brianza Rete Comune
  2. La Rondine
  3. Vivi Lissone
  4. Vimercate Futura
  5. Federazione Provinciale del Partito Democratico - Monza e Brianza
  6. Movimento 5 Stelle - Monza e Brianza
  7. Movimento Patto Civico Lombardia 
  8. LabMonza 
  9. MonzAttiva 
  10. Il Listone - Lissone
  11. Mezzago Democratica
  12. AVS Alleanza Verdi e Sinistra - Monza e Brianza 
  13. Lista Civica Rinnovamento - Caponago 
  14. Sinistra Italiana - Monza e Brianza
  15. Partito Democratico - Vimercate
  16. Cittadini in Movimento - Vimercate
  17. Indipendenti a Sinistra - AVS Vimercate
  18. Partito Democratico - Ornago 
  19. Partito Democratico - Agrate Brianza
  20. Lista Civica Desio Bene Comune 
  21. Rifondazione Comunista - Regione Lombardia 
  22. Partito Comunista Italiano - Monza e Brianza
  23. Lista Civica Italiana 
  24. Io scelgo Villasanta 
  25. Partito Democratico - Carnate

 

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mercoledì 30 luglio 2025

Esposto al Sindaco di Lissone: Cittadini in prima linea contro l’inquinamento ambientale legato ai cantieri Pedemontana


Nove cittadini lissonesi hanno firmato e protocollato un esposto indirizzato alla Sindaca Laura Borella per segnalare il rischio di inquinamento ambientale nella zona di Bareggia e Santa Margherita, dove sono in corso i lavori per la realizzazione dell’autostrada Pedemontana.

A farsi portavoce dell'iniziativa è Luigi De Vincentis, attivista del Comitato per la Difesa del Territorio - No Pedemontana di Lissone, che insieme ad altri otto firmatari chiede all’amministrazione comunale un intervento urgente a tutela della salute pubblica.

Nel documento si sollecita il Sindaco, in quanto autorità sanitaria locale e figura responsabile della sicurezza pubblica, a verificare lo stato dell’aria e dell’ambiente nelle aree interessate dai cantieri, e, se necessario, a installare centraline ARPA per il rilevamento dei livelli di inquinamento atmosferico.

    “Chiediamo che il Sindaco si accerti che l’aria sia respirabile, non contaminata e non pericolosa. Ha 30 giorni di tempo per intervenire. Staremo a vedere. Non si molla nulla!”, dichiara De Vincentis.

L’esposto elenca in dettaglio i disagi e i potenziali pericoli legati ai lavori:

  • Movimentazione intensa di terra;
  • Aumento esponenziale del traffico pesante (camion);
  • Inquinamento dell’aria e acustico;
  • Rischi per la sicurezza stradale, soprattutto per ciclisti e pedoni;
  • Presenza di scuole, abitazioni e luoghi sensibili in prossimità dei cantieri.

I firmatari richiamano anche i principi costituzionali e le responsabilità previste dalla legge (art. 32 della Costituzione, L. 267/2000 - TUEL), sottolineando che la salute è un diritto fondamentale che il Comune ha il dovere di tutelare.

L’esposto non si limita a denunciare la situazione, ma chiede interventi puntuali:

  • Accertamenti ufficiali sullo stato ambientale delle zone interessate;
  • Adozione di provvedimenti anche urgenti e contingibili;
  • Collaborazione tra il Comune di Lissone e quello di Macherio.

Questa iniziativa si inserisce nel più ampio movimento di cittadinanza attiva contro il progetto Pedemontana, già oggetto di critiche da parte di comitati, associazioni e residenti preoccupati per le conseguenze ambientali e sociali dell'opera.

Il messaggio è chiaro: i cittadini vogliono essere ascoltati, informati e tutelati. E sono pronti a vigilare sull’operato delle istituzioni affinché non si trascuri la qualità dell’aria, della vita e del territorio.

giovedì 10 luglio 2025

Uniamo la Brianza (e non solo) per dire NO a Pedemontana!


L’appello dei comitati NO Pedemontana, Difesa del Territorio, Ferma Ecomostro e Suolo Libero ha già raccolto l’adesione di oltre trenta associazioni, comitati e gruppi. E gli organizzatori sono convinti che questo numero crescerà ancora, perché fermare Pedemontana è ormai una battaglia che coinvolge tutta la Brianza e non solo.

La manifestazione è fissata per sabato 4 ottobre 2025, alle ore 15:00 in Piazza Roma a Monza.

La Pedemontana significherebbe:

  • uno sperpero immenso di risorse pubbliche (oltre 5 miliardi di euro, in gran parte a carico del debito pubblico lombardo),
  • pedaggi proibitivi (fino a 20 euro al giorno per il tratto Lentate–Agrate),
  • distruzione di preziosi corridoi verdi e parchi naturali come il Parco GruBria, il Parco dei Colli Briantei, il Parco Agricolo del Nord Est,
  • un modello di sviluppo vecchio, basato sul consumo di suolo, il cemento e l’illusione che nuove autostrade risolvano i problemi di traffico.

Ma un’alternativa è possibile. Con le stesse risorse si potrebbero:

  • prolungare la metropolitana M5 fino a Monza,
  • prolungare la M2 fino a Vimercate,
  • potenziare la linea ferroviaria Carnate-Seregno,
  • migliorare la Milano-Meda e la Tangenziale Est,
  • mettere in sicurezza la rete stradale esistente.

Scelte sostenibili, concrete e utili davvero alle persone.

Oggi più che mai serve unità.

Per questo, il blog Brianza Centrale invita tutte le associazioni, i comitati, i gruppi civici e politici ad aderire alla manifestazione del 4 ottobre.

Ecco chi ha già detto NO a Pedemontana e ha deciso di promuovere la manifestazione:

  • Comitano NO Pedemontana
  • Comitato per la difesa del territorio
  • Comitato Ferma Ecomostro
  • Comitato Suolo Libero 
  • Comitato quartiere Sant’Albino
  • Comitato via Blandoria
  • Comitato Aria Pulita Monza
  • Comitato per il Parco A. Cederna
  • Comitato La Villa reale è anche mia
  • Comitato pro Buon Pastore
  • Comitato a salvaguardia del Buon Pastore
  • Comitato Ospedale Umberto I
  • Presidio ex Macello
  • Comitato Sai cosa vorremmo in Comune
  • Comitato S. Fruttuoso Bene Comune
  • Osservatorio antimafie MB Peppino Impastato
  • Fiab Monza in bici
  • NaturalMente a.p.s. Bergamo
  • Comitato Homate
  • BOA Brianza Oltre l'Arcobaleno aps
  • GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
  • Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Sud Milano
  • Associazione Un palcoscenico per i ragazzi
  • Associazione Minerva
  • Arci Scuotivento Monza
  • DESBRI - Distretto di Economia Solidale della Brianza
  • Casa delle Donne Desio
  • Desio Città Aperta
  • ANPI sez. Le donne della resistenza di Bellusco, Burago, Mezzago e Ornago
  • Fridays for future Vimercate
  • Tenda della Pace Bellusco

(Lista in continuo aggiornamento)

👉 Per aderire in qualità di associazione, comitato o gruppo politico basta scrivere a: fermarepedemontana@gmail.com

 

 

Per scaricare il volantino della manifestazione cliccare qui

venerdì 4 luglio 2025

Comitati e associazioni uniti contro la Pedemontana: “È il momento di un salto di qualità nella mobilitazione”


I comitati contrari alla realizzazione della Pedemontana alzano il livello della loro mobilitazione e lanciano un appello alle associazioni e ai comitati cittadini affinché si uniscano alla manifestazione che si terrà il prossimo 4 ottobre a Monza.

A dare voce all’iniziativa è Manuela Meloni, a nome dei comitati promotori - Ferma Ecomostro Tratta D-Breve, Comitato per la Difesa del Territorio, Comitato Suolo Libero e Comitato No Pedemontana - che hanno elaborato un manifesto frutto di anni di impegno civile e battaglie ambientali.

“Crediamo sia giunto il momento di un salto di qualità nella mobilitazione in contrasto a quest’opera assurda e avvertiamo forte il dovere di coinvolgere i cittadini, informarli sulle gravi e profonde contraddizioni che la Pedemontana porta con sé, affinché si possa pensare a un modello diverso per il nostro territorio,” si legge nell’invito inviato ai referenti delle associazioni e dei comitati cittadini.

I promotori sottolineano la necessità di una rete ampia e coesa per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati al progetto infrastrutturale, ritenuto dannoso sotto il profilo ambientale, paesaggistico ed economico. Nel messaggio rivolto alle realtà associative, i comitati esprimono la volontà di raccogliere nuove adesioni, invitando tutti a firmare il manifesto disponibile sul sito ufficiale della manifestazione: https://sites.google.com/view/fermare-pedemontana/home.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un fronte comune capace di opporsi in modo sempre più efficace alla realizzazione dell’opera e di proporre soluzioni alternative, basate su una gestione più sostenibile del territorio.

I promotori restano in attesa delle risposte delle associazioni e dei comitati invitati, nella speranza di ampliare il fronte di chi chiede di fermare la Pedemontana.

 

Per scaricare il volantino della manifestazione cliccare qui

martedì 1 luglio 2025

Uniti per fermare la Pedemontana: una grande mobilitazione per salvare il verde della Brianza


Il 4 ottobre alle ore 15:00 in Piazza Roma, a Monza, cittadini, associazioni, comitati e amministratori si riuniranno in una manifestazione pubblica per dire NO alla Pedemontana e chiedere con forza un ripensamento radicale del progetto. L’iniziativa, promossa da una rete di realtà locali impegnate nella tutela del territorio, si pone come un momento fondamentale di mobilitazione collettiva per fermare un’infrastruttura definita inutile, dannosa e costosissima.

Secondo i promotori della protesta, la nuova autostrada Pedemontana - che comporta una spesa pubblica superiore ai 5 miliardi di euro - non offre risposte concrete ai problemi di mobilità della Lombardia. Con un pedaggio che può superare i 20 euro al giorno tra Lentate e Agrate, il progetto finirebbe per servire solo pochi utenti, mentre scaricherebbe sull’ambiente e sulla collettività costi insostenibili.

Ma è soprattutto il prezzo ambientale a destare la maggiore preoccupazione: la Pedemontana andrebbe a distruggere l’ultimo grande corridoio verde della Brianza. Verrebbero compromessi il Parco GruBrìa (che perderebbe oltre un milione di metri quadrati), vaste aree naturali tra Lesmo, Arcore, Usmate, Camparda, i boschi del Parco dei Colli Briantei e il prezioso Parco Agricolo Nord Est, un baluardo per l’equilibrio ambientale del Vimercatese.

L’obiettivo immediato dell’iniziativa è bloccare l’avanzamento della tratta D-Breve e sospendere i cantieri delle tratte B2 e C, che da Lentate a Vimercate stanno già causando danni ambientali profondi e spesso irreversibili. La manifestazione vuole lanciare un messaggio forte: non è troppo tardi per fermarsi e scegliere un’altra strada.


La manifestazione del 4 ottobre rappresenta molto più di una semplice protesta: è un appello alla politica regionale affinché ascolti le esigenze reali dei territori e dei cittadini. È un’occasione per dimostrare che esiste un ampio fronte sociale che chiede una visione diversa, più intelligente, più equa e sostenibile dello sviluppo.

Gli organizzatori propongono investimenti mirati e lungimiranti nel trasporto pubblico: prolungare la metropolitana M5 fino a Monza, estendere la linea M2 fino a Vimercate, rafforzare la linea ferroviaria Carnate-Seregno e potenziare le tangenziali esistenti. Si tratta di soluzioni concrete che migliorerebbero realmente la mobilità e la qualità della vita senza distruggere il territorio.
Partecipare è fondamentale

Una grande partecipazione alla manifestazione del 4 ottobre sarà un segnale decisivo. Dimostrare che i cittadini non sono disposti a tollerare ulteriori ferite al proprio territorio è essenziale per spingere le istituzioni a cambiare rotta. Solo con un coinvolgimento attivo e visibile si può ribaltare una decisione calata dall’alto, figlia di un modello vecchio e insostenibile.

La manifestazione sarà il momento per unire voci diverse in un’unica richiesta: ripensare il futuro della Brianza partendo dalla tutela del verde, dalla partecipazione e dal buon senso. Fermare Pedemontana oggi significa costruire insieme un’alternativa migliore, davvero utile per tutti.

Ripensiamo il futuro della Brianza. Fermiamo Pedemontana.

 


 

venerdì 27 giugno 2025

Pedemontana, polveri e scavi: a Lissone la qualità dell’aria è fuori dal Comune


Si è acceso il dibattito ieri sera in Consiglio comunale a Lissone sulla mozione presentata dal Comitato Difesa Territorio, sostenuta da Vivi Lissone, Listone e Partito Democratico, per chiedere l’installazione di una centralina per il rilevamento della qualità dell’aria in zona Santa Margherita, tra scuole, asilo e oratorio.

La richiesta nasce dalla preoccupazione legata al futuro trasporto, movimentazione e stoccaggio di terre provenienti dagli scavi della Pedemontana, destinati a occupare aree sempre più estese lungo via Edison, ben oltre quelle già esistenti vicino alla scuola Rodari.


La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: cosa respireremo quando questi lavori prenderanno il via, giorno e notte?

La maggioranza che guida il Comune ha però risposto che non servono nuove centraline, perché “gli strumenti di monitoraggio esistono già” e i dati possono essere scaricati dal sito di Pedemontana.

Peccato, osservano i proponenti, che le centraline esistenti si trovino a Monza, Vimercate, Lesmo e Cesano, dunque non forniscono dati specifici sul territorio lissonese, quello che sarà direttamente interessato dalle attività legate agli scavi.

In più, chi consulta il sito https://www.sit.pedemontana.com/ non trova dati relativi alle polveri sottili (PM10), ma soltanto informazioni su rumore e vibrazioni.


La mozione, dunque, è stata respinta, lasciando il timore che Lissone dovrà fare affidamento su rilevazioni non locali per capire la qualità dell’aria nei prossimi mesi e anni.

Per ora, chi vuole sapere se l’aria a Lissone è pulita, dovrà guardare i dati… degli altri Comuni.

 

Aggiornamento / Riceviamo e pubblichiamo

a cura di Giacomo Mosca
 
Un consiglio comunale importante quello di ieri a Lissone. Cosa è emerso? 

🔴 La qualità dell'aria a #santamargherita e a #bareggia è a rischio per le attività dei cantieri di pedemontana 

🔵 Ad oggi non esiste un monitoraggio della qualità dell'aria nelle zone di cantiere 

🟢 Nonostante ciò l' Amministrazione comunale ha rifiutato la nostra proposta di richiedere un'immediata installazione di centraline per il controllo della qualità dell'aria nelle vie circostanti il cantiere 

Perché si rifiutano di fare un qualcosa che sarebbe di semplice buon senso❓

Per disinteresse? Per incapacità? Perché la proposta è arrivata dal nostro Comitato che da sempre è in prima linea per il no a pedemontana ? 

Ognuno dia la sua risposta. Nel frattempo nessuno conosce se l'aria che respiriamo è nei limiti di legge.

Qui il video del consigliere comunale Luca De Vincentis che racconta il consiglio comunale di ieri.
 

sabato 14 giugno 2025

Lissone e Macherio, Pedemontana sfiora scuole e case: chiesto il monitoraggio dell’aria


Il Comitato per la Difesa del Territorio di Lissone ha lanciato un forte appello alle amministrazioni locali di Lissone e Macherio per garantire un costante monitoraggio della qualità dell’aria nelle aree adiacenti ai cantieri della Pedemontana. L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per i rischi ambientali e sanitari connessi all’impatto dei lavori infrastrutturali in corso, che interessano zone densamente abitate e frequentate da minori e cittadini fragili.

Secondo quanto denunciato nel comunicato diffuso dal Comitato, la situazione tra Lissone e Macherio appare particolarmente allarmante: i cantieri si trovano a ridosso della scuola primaria “Rodari”, del cimitero di Bareggia, dell’oratorio di Santa Margherita e di quello di Bareggia. A queste criticità si aggiunge l’imminente incremento del traffico pesante e il massiccio movimento terra previsto per i prossimi mesi, con una durata stimata ufficialmente in 1.000 giorni ma che potrebbe protrarsi ben oltre.

Il Comitato si è rivolto formalmente ai sindaci Laura Borella (Lissone) e Franco Redaelli (Macherio), chiedendo loro di attivarsi come autorità responsabili della salute pubblica e della tutela ambientale. In particolare, le richieste avanzate sono chiare e concrete:

  • Verifica della presenza di centraline ARPA per il monitoraggio della qualità dell’aria nelle aree interessate dai cantieri;
  • Diffusione mensile dei dati rilevati, in un’ottica di trasparenza e accessibilità per tutta la cittadinanza;
  • Installazione urgente di nuove centraline presso la scuola Rodari (Macherio) e in via Santa Margherita (Lissone), qualora non siano presenti monitoraggi attivi;
  • Chiarezza sulle eventuali prescrizioni ambientali già a carico di Pedemontana e obbligo di rendere pubblici i relativi dati.

L’azione civica è sostenuta da realtà del territorio come Vivi Lissone, Il Listone e Partito Democratico Lissone, oltre che da singoli attivisti come Luca De Vincentis. L’iniziativa è già stata formalizzata al Comune di Lissone e si estenderà nei prossimi giorni anche a Macherio.

Il messaggio del Comitato è netto: “La qualità dell’aria che respiriamo è parte imprescindibile del nostro benessere”. In un contesto urbano già stressato da traffico, inquinamento e cementificazione, la mancata vigilanza sulla salute pubblica sarebbe, secondo i promotori dell’iniziativa, non solo grave ma eticamente inaccettabile. Un silenzio istituzionale su questi temi equivarrebbe a una complicità nei confronti di un danno ambientale che può segnare a lungo la qualità della vita delle comunità locali.

venerdì 13 giugno 2025

Mobilitazione al Parco dei Pompieri di Lissone: "Basta Pedemontana, basta cemento"


Prosegue la mobilitazione civica a Lissone per fermare il consumo di suolo e contrastare la realizzazione della Pedemontana Lombarda. Ieri, giovedì 9 giugno, dalle 17:30 alle 19:30, il Parco dei Pompieri ha ospitato un appuntamento promosso dal Comitato locale impegnato nella tutela del territorio.

Al centro dell’incontro, la petizione “Basta Cemento a Lissone”, che chiede l’introduzione della clausola “zero consumo di suolo” nel prossimo PGT (Piano di Governo del Territorio) comunale. Un gesto concreto per preservare il verde urbano e fermare nuove colate di cemento che rischiano di cancellare le ultime aree libere della città.


Durante l’evento è stato anche possibile tesserarsi al Comitato e ritirare la maglietta #nopedemontana, simbolo della campagna contro l’autostrada Pedemontana, ritenuta incompatibile con uno sviluppo sostenibile della Brianza.

Non è mancato un momento di cura concreta del territorio: i presenti hanno raccolto i piccoli rifiuti presenti lungo la recinzione del parco, in un’attività di pulizia simbolica ma significativa. “Non è una grande operazione – hanno spiegato gli organizzatori – ma serve a ribadire che ci prendiamo cura della nostra città, anche nei gesti più semplici. Se non fosse ancora chiaro, a noi Lissone sta a cuore”.

L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione per informare i cittadini sulle prossime azioni in programma contro il consumo di suolo e contro la Pedemontana, e ha ribadito la volontà di costruire un’alternativa dal basso, fondata sulla partecipazione e sull’amore per il territorio.

Una Lissone più verde e più giusta passa anche da qui: dalla voce dei suoi cittadini.

lunedì 9 giugno 2025

Presidio al Parco dei Pompieri di Lissone: il Comitato per la Difesa del Territorio denuncia il greenwashing di Pedemontana


A quasi due anni dal violento nubifragio che nel luglio 2023 devastò il Parco dei Pompieri (Lissone), causando la morte di una cittadina e la distruzione di numerosi alberi, i cittadini tornano a mobilitarsi. Il "Comitato per la Difesa del Territorio" ha indetto un presidio per giovedì 12 giugno 2025 alle ore 17.30 proprio presso il Parco dei Pompieri, in via San Francesco 127, per denunciare quella che definiscono una grave contraddizione ambientale.

Secondo il Comitato, i fondi destinati alla ricostruzione del parco provengono dalle compensazioni ambientali di Pedemontana, un'opera infrastrutturale che, paradossalmente, è responsabile della distruzione di decine di migliaia di alberi in tutta la Brianza. «Con una mano distruggono, con l’altra fingono di rimediare. Qualcosa non torna», affermano i promotori dell'iniziativa.

L'accusa è chiara: si tratta di una strategia di greenwashing, che tenta di mascherare con piccoli interventi di recupero il pesante impatto ambientale di un’autostrada che, con oltre 30 milioni di metri quadrati di cemento, contribuisce attivamente al cambiamento climatico. Un cambiamento che, come dimostrato dai fenomeni estremi degli ultimi anni, tra cui il nubifragio che colpì Lissone nel 2023, ha già conseguenze tragiche e concrete per il territorio e i suoi abitanti.

Durante il presidio sarà possibile firmare la petizione "BASTA CEMENTO A LISSONE", con l’obiettivo di inserire nel prossimo Piano di Governo del Territorio (PGT) la clausola del "zero consumo di suolo". Per il Comitato, infatti, la vera soluzione per contrastare la crisi climatica passa da una politica urbanistica responsabile e dalla tutela del verde pubblico esistente.

venerdì 6 giugno 2025

Il Comitato difesa del territorio di Lissone si mobilita contro Pedemontana: “Con la salute non si scherza”

Assemblea partecipata a Santa Margherita: al centro la salute, la viabilità e la mobilitazione contro Pedemontana


Si è tenuta ieri sera, giovedì 5 giugno, presso il Centro Civico di via Savio 33 a Santa Margherita di Lissone, un’assemblea pubblica promossa dal Comitato per la difesa del territorio - NO Pedemontana. Numerosi i partecipanti, a testimonianza della crescente preoccupazione per gli impatti ambientali e sociali legati ai cantieri dell’autostrada.

Durante l’incontro, molto sentito e partecipato, si è discusso di temi cruciali per la comunità locale: dalla viabilità alle opere di compensazione ambientale (tra cui il "naufragato" progetto del Parco tra Macherio e Lissone), passando per il nodo fondamentale della qualità dell’aria.

I cantieri della Pedemontana, come ricordato dal Comitato, si trovano a pochi metri da luoghi sensibili come la scuola Rodari, il cimitero di Bareggia e gli oratori di Santa Margherita e Bareggia. Una situazione che solleva forti interrogativi sulla tutela della salute pubblica.

Per questo motivo è stata lanciata una richiesta chiara ai Sindaci di Lissone e Macherio: sollecitare ARPA Lombardia all’installazione immediata di una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria nei pressi dei cantieri. "La qualità dell’aria è un diritto – è stato ribadito – e con la salute non si scherza."


L’assemblea è stata anche l’occasione per rilanciare le prossime iniziative del Comitato: un nuovo incontro il 12 giugno al Parco dei Pompieri di Lissone e una grande manifestazione provinciale prevista per il 4 ottobre, che vedrà la partecipazione di tutti i comitati contro la Pedemontana.

Non sono mancati anche momenti più leggeri, con l'annuncio della partecipazione del comitato ai tornei dell’oratorio di Santa Margherita, al via martedì sera. Inoltre, è stato rilanciato il tesseramento per il 2025 e la possibilità di acquistare le magliette del comitato: “Tesserarsi significa credere nelle idee e nelle battaglie del comitato, contribuendo a sostenerne le attività.”

A conclusione della serata, il Comitato ha rivolto un appello a tutta la cittadinanza: andare a votare domenica 8 e lunedì 9 giugno ai referendum. “La lotta contro Pedemontana – hanno ricordato – si fa anche difendendo i valori della partecipazione democratica e l’estensione dei diritti dei lavoratori.”

 


 

domenica 1 giugno 2025

Due appuntamenti per dire NO a Pedemontana: mobilitazioni ad Agrate e Lissone

Il mese di giugno si apre con due importanti iniziative promosse dai comitati locali impegnati nella difesa del territorio contro la costruzione della Pedemontana, un progetto autostradale fortemente contestato per il suo impatto ambientale e sociale.


Domenica 1 giugno, dalle 9:30 alle 16:30
, il Comitato Ferma Ecomostro invita la cittadinanza a recarsi presso l’Oasi naturalistica Vasca Volano, in via delle Industrie 73 ad Agrate Brianza, per partecipare a una raccolta firme contro la realizzazione del tratto autostradale. L’evento si svolge nell’ambito della Fest’Oasi 2025, un’occasione per scoprire un’area verde preziosa e riflettere sull'importanza di tutelarla da interventi invasivi. Lo slogan dell’iniziativa è chiaro: “Vieni a firmare. No alla tratta D breve di Pedemontana”.


A seguire, mercoledì 5 giugno, sarà la frazione di Santa Margherita di Lissone a ospitare un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato per la Difesa del Territorio No Pedemontana. L'incontro si propone di informare i residenti e stimolare il dibattito su diversi aspetti critici legati al progetto:
🔵 come cambierà la viabilità locale?
🔴 i cantieri peggioreranno la qualità dell’aria?
🟢 cosa si nasconde dietro le cosiddette compensazioni ambientali?
🔵 quali saranno le prossime mobilitazioni?


Con il messaggio forte e chiaro “Quando si costruisce un’autostrada a 8 corsie tra le case, il silenzio non è un’opzione”, il comitato invita tutta la popolazione a partecipare attivamente e a non restare indifferente davanti a un’opera considerata distruttiva per il territorio e la qualità della vita dei cittadini.