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martedì 23 settembre 2025

Como e Brianza, acqua e cemento travolgono i territori

Frana a Blevio

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Il maltempo ha colpito duro tra la notte e il mattino di ieri, lunedì 22 settembre, soprattutto nelle province di Como e di Monza-Brianza, come previsto dalle allerte meteo. Un disastro che ha messo in ginocchio molti territori e molte famiglie, uno scenario che - purtroppo - si ripete sempre più spesso, complice anche la crisi climatica che ci presenta il conto, aumentando la frequenza e l'intensità di questi fenomeni meteo acuti con intensi acquazzoni e conseguenti frane e allagamenti nei territori idrogeologicamente più a rischio.
 
Non a caso tra le aree più colpite abbiamo il Comasco, a cominciare dalla città capoluogo dove le paratie (ci diranno per l'ennesima volta che non sono ancora completate!) si sono dimostrate inefficaci a fermare le acque, stavolta provenienti non dal lago bensì direttamente dalle piogge e dalle tubature. E poi i territori più prospicienti il lago, in particolare il versante orientale del ramo comasco del Lario, tra Como, Blevio e Torno, comune quest'ultimo dove contraddittoriamente il sindaco invoca ora lo stato di calamità naturale, ma contemporaneamente insiste per autorizzare un nuovo resort turistico sugli stessi pendii a rischio idrogeologico!
 
Sempre ieri abbiamo assistito agli allagamenti nella Bassa Comasca: Cabiate, Mariano Comense, Cantù, non a caso i territori più cementificati della provincia di Como, in cui i terreni impermeabilizzati arrivano a superare il 50% della superficie totale!
 
E poi ancora una volta la provincia di Monza-Brianza che - ricordiamo - è in assoluto la più cementificata a livello nazionale!
    
In definitiva gli eventi meteo estremi (che, come detto, dovremo purtroppo aspettarci con sempre maggior frequenza e intensità) non fanno altro che mettere in evidenza una pericolosa correlazione già conosciuta: fenomeni atmosferici acuti e consumo di suolo rappresentano un mix rovinoso, per l'equilibrio ambientale e per la sicurezza di chi in quei territori vi abita. 
  
L'unico modo per invertire il trend è cancellare ogni previsione di nuovo consumo di suolo: basta con nuovi capannoni, centri commerciali, case, strade. In tal senso pensiamo al pesantissimo impatto che avranno nuove infrastrutture stradali come la Pedemontana o la Canturina bis su territori già ora a rischio, come si è messo in evidenza in questi giorni. Gli Amministratori che governano le Istituzioni - dai Comuni, alle Province, alla Regione, tutti competenti in materia di gestione del territorio - non possono continuare a far finta di nulla, continuando a promuovere nuova cementificazione nei loro PGT o nuovi progetti stradali fuori da ogni logica.
Per questo dobbiamo pretendere con forza lo stop al consumo di suolo!

mercoledì 29 marzo 2023

Aprile: le passeggiate creative dell'associazione "Sentiero dei sogni"


Sabato 1° aprile – Saronno Parco del Lura, "Si levò la primavera al cielo – viaggio nella vita e nella poesia di Pablo Neruda”, info e iscrizioni: https://nerudasaronno.eventbrite.it


16 aprile - Como, Il museo e altri primati. Sulle orme di Paolo Giovio. Un percorso con visite guidate alla scoperta del creatore del primo museo e del mito di "Como patria dei due Plinii", iscrizioni: https://gioviomuseo.eventbrite.it


22 aprile - Blevio, Arte e profumi sulle orme di Plinio
Una passeggiata dedicata all'arte e ai profumi, che collega Plinio con i talenti di creativi internazionali che vivono e operano a Blevio, iscrizioni: https://blevioplinio.eventbrite.it

lunedì 30 gennaio 2023

Aspettando il miracolo. Un documentario racconta i rischi ambientali del territorio della provincia di Como

 

Un documentario racconta in 4 storie il territorio della provincia di Como, dal punto di vista dei rischi ambientali. 

Il filmato, dal titolo 'Aspettando il miracolo', è stato curato dal giovane regista Gabriele Gandini e prodotto dalla Fisac CGIL e dalla CGIL di Como, in collaborazione con il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi". 

 


Come detto, il documentario racconta quattro storie. La prima riguarda il post alluvione del luglio 2021 che interessato il territorio più prossimo alle sponde del lago di Como, approfondendo quanto successo a Blevio, attraverso la toccante intervista a Enza Luzzani, residente in paese. 

 


La signora Luzzani e sua figlia hanno rischiato di morire, poiché la loro abitazione è stata travolta dalla frana di acqua e fango. 

Il documentario prosegue quindi con 3 racconti curati da gli attivisti del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi". 

 


Dapprima Antonio Bertelè racconta il territorio del parco dello 'Zoc del Peric', compreso tra i comuni di Alzate Brianza, Lurago d'Erba e Inverigo. Nell'intervista si ricorda l'importanza della tutela della zona umida che dà il nome al parco, minacciata però dall' espansione dell'edificazione di nuovi capannoni industriali. 

 


Roberto Fumagalli racconta l'inchiesta giudiziaria connessa all'interramento dei rifiuti tossici sotto le fondazioni del nuovo ospedale Sant'Anna di Como e San Fermo della Battaglia. L'interramento abusivo fu realizzato, intorno ai primi anni del 2000, dalla Perego Strade, impresa infiltrata dalla 'ndrangheta. La vicenda rappresenta una degli esempi più eclatanti di come agiscono le ecomafie, distruggendo il territorio e mettendo a rischio la salute dei cittadini.

 


Infine Raffaella Rusconi, sempre del Circolo "Ilaria Alpi", racconta poi la vicenda dell'area verde e agricola di Scarenna, a seguito della frana, verificatasi nel 2010, che ha interrotto la vecchia strada che collegava la frazione di Asso con Caslino d'Erba. Sull'area di Scarenna incombe però ora la minaccia di una nuova strada che dovrebbe costeggiare il corso del fiume Lambro, minacciando l'equilibrio ambientale della bellissima zona verde e agricola.  

Il documentario è visibile su YouTube da alcuni giorni al link https://youtu.be/UJcsoh3xkTo