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martedì 14 ottobre 2025

Più verde o più cemento? L’intesa provinciale e il consumo di suolo tra propaganda e realtà

Inquadramento dell’AIP (Ambito di interesse provinciale)

Nelle scorse settimane la stampa locale ha riportato con toni entusiastici una notizia che, a un primo sguardo, sembrerebbe positiva: “Più verde a ovest della Statale 36. L’accordo con la Provincia e i comuni di Seregno, Verano e Giussano porta al 77% la superficie da mantenere a suolo libero”, titolava Il Giornale di Seregno il 7 ottobre.
Dietro l’apparenza, però, si cela una realtà più complessa - e, per molti versi, preoccupante.

Il Giornale di Seregno, 7 ottobre 2025

Come ha sottolineato Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente sulla pagina Facebook di Insieme in rete, l’area interessata è una delle ultime superfici libere tra Carate, Giussano e Seregno. Proprio qui, con l’intesa tra Provincia e Comuni, è stato autorizzato un nuovo consumo di suolo pari a 179.480 metri quadrati, pari al 23% della superficie totale. Si tratta di un’area strategica dal punto di vista paesaggistico, classificata come Ambito di Interesse Provinciale (AIP) dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e Brianza.

La narrazione ufficiale sottolinea il mantenimento del 77% di suolo libero, ma omette di evidenziare che quel 23% urbanizzabile corrisponde comunque a quasi 18 ettari di nuovo territorio consumato, destinato a funzioni produttive, commerciali e residenziali. In altre parole, si urbanizza una fetta consistente di un’area che il PTCP stesso riconosce come strategica per preservare la separazione tra i tessuti urbani e l’identità dei centri abitati.

Individuazione dell’AIP in intesa

L’articolo 34 del PTCP definisce gli Ambiti di Interesse Provinciale come aree a rilevanza paesaggistica sovralocale, la cui tutela dovrebbe essere prioritaria. Per prevedere nuove urbanizzazioni in queste aree, le norme impongono azioni di coordinamento tra Provincia e Comuni, formalizzate attraverso un protocollo d’intesa.

Proprio questo è avvenuto il 2 settembre 2025, quando la Provincia ha approvato con Decreto Presidenziale n.116 lo schema di intesa con i Comuni di Carate Brianza, Giussano, Seregno e Verano Brianza. Tale intesa permette di concentrare e ridurre le previsioni edificatorie originarie, ma non le elimina: semplicemente riconfigura la distribuzione del cemento in modo da renderla formalmente coerente con gli obiettivi del PTCP.

È un meccanismo perfettamente legale, previsto dall’art. 34, comma 3, del Piano. Ma la domanda politica e ambientale è: ha senso consumare altro suolo in aree riconosciute come strategiche dal punto di vista paesaggistico?

La comunicazione istituzionale si è concentrata sulla percentuale di suolo “libero” che resterà tale, il famoso 77%. Tuttavia, questa cifra è fuorviante se non accompagnata dal dato assoluto e dal contesto territoriale.
In un territorio già fortemente urbanizzato come la Brianza, ogni ettaro libero ha un valore ecologico, paesaggistico e ambientale altissimo. La perdita di 179.480 mq non può essere considerata marginale: significa meno suolo agricolo, meno capacità di assorbire acqua piovana, meno spazi verdi fruibili e maggiore frammentazione ecologica.

Superficie urbanizzata allo stato di fatto e superficie urbanizzabile

Dettaglio tabella delle superfici (stato di fatto e urbanizzabili)

L’operazione è emblematica di una tendenza più ampia: usare la retorica della “tutela prevalente” per legittimare nuovi interventi edilizi, che diventano così più accettabili agli occhi dell’opinione pubblica.

La Provincia ha un ruolo chiave come ente di area vasta. Dovrebbe coordinare e limitare gli eccessi della pianificazione comunale frammentata. Ma in questo caso, l’intesa sembra aver legittimato una nuova urbanizzazione, piuttosto che porre un freno strutturale.

Lo stesso schema di protocollo - frutto di un lungo iter iniziato nel 2017 - è stato redatto per “definire le previsioni urbanistiche” dell’AIP condiviso tra i quattro Comuni. Nel documento, si riconosce esplicitamente la coerenza con gli obiettivi del PTCP, ma non viene mai messo in discussione se sia opportuno urbanizzare quell’area, bensì come farlo nel modo “più ordinato”.

Il caso dimostra come la normativa provinciale, pur nata per ridurre e razionalizzare il consumo di suolo, possa di fatto trasformarsi in uno strumento per autorizzare nuova edificazione sotto il cappello della tutela prevalente.

Suolo libero. Elementi di progetto per il paesaggio

Gli AIP dovrebbero servire a salvaguardare spazi aperti strategici. Ma nella pratica, tramite le intese, si aprono varchi all’edificazione.
La Provincia parla di “coerenza con gli obiettivi del PTCP”, ma l’effetto concreto è la perdita irreversibile di suolo libero.

Il caso dell’intesa provinciale per l’area ovest della SS36 dimostra come la retorica della “percentuale di suolo libero” possa mascherare decisioni di grande impatto territoriale. In un contesto come quello brianzolo, non basta mantenere il 77% di suolo libero per parlare di tutela effettiva: ogni metro quadro non urbanizzato rappresenta una risorsa preziosa.

Serve un cambio di paradigma nella pianificazione territoriale: da una logica di compensazione e “bilanciamento” tra cemento e verde, a una logica di rigida tutela e rigenerazione. Solo così sarà possibile affrontare seriamente la crisi ecologica e contrastare il consumo di suolo, oggi spesso travestito da pianificazione “sostenibile”.

giovedì 18 settembre 2025

A Carate Brianza due eventi da non perdere per il festival Lambrada 2025

Il ricco calendario di Lambrada 2025, il festival diffuso che coinvolge cinque comuni della Brianza (Arosio, Briosco, Carate Brianza, Giussano e Verano Brianza), propone a Carate due appuntamenti di grande interesse culturale e artistico.


20 settembre 2025 – Musica d’autore con i Teka P


Sabato 20 settembre, alle ore 21, il Parco di Villa Cusani sarà animato dallo spettacolo musicale del gruppo Teka P, una formazione nota per reinterpretare la tradizione della musica milanese con ironia e intensità, richiamandosi al repertorio e allo stile di grandi autori come Enzo Jannacci.
Un concerto che unisce sonorità popolari, teatro e canzone d’autore, creando un dialogo diretto con il pubblico. L’ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata.


21 settembre 2025 – Lambro, opera d’arte


Il giorno successivo, domenica 21 settembre alle ore 17, la suggestiva Conca di Agliate ospiterà l’incontro Lambro, opera d’arte – Dalla cattedra alla canna da pesca.
Un reading curato da Marco Rubelli su Carlo Annoni, studioso di letteratura e pescatore caratese, con la partecipazione del giornalista e scrittore Giovanni Santambrogio e l’accompagnamento musicale della violoncellista Silvia Cosmo.
Un’occasione per riscoprire il fiume Lambro come fonte di ispirazione artistica e letteraria, luogo di identità e memoria per la comunità. Ingresso libero. In caso di maltempo, l’evento si terrà presso l’Oratorio di S. Maria Maddalena in Villa Cusani.

mercoledì 17 settembre 2025

Bagliore verde: la Brianza immaginata da Alberto Casiraghy

Un invito a perdersi nei bagliori di una Brianza trasformata dall’arte, in un festival che mette in rete comunità, luoghi e immaginazione.

 

Non importa dove!
Non importa dove!
Purché sia fuori da questo mondo!
— Baudelaire


Dal 20 settembre al 28 settembre 2025, presso Villa Cusani a Carate Brianza, l’oratorio di Santa Maria Maddalena si trasformerà in un luogo nuovo e sorprendente: ospiterà la mostra “Bagliore verde”, dedicata alle opere di Alberto Casiraghy, artista, tipografo, editore, illustratore e aforista brianzolo. La mostra, curata da Anna Villa, rientra nel programma diffuso del festival Lambrada, che da giugno a ottobre anima cinque comuni della Brianza: Arosio, Briosco, Carate Brianza, Giussano e Verano Brianza.

“La strada che percorri in macchina ha perso tutti i suoi confini, un piccolo fiume marrone è esondato nei campi verdi della Brianza. Ed ecco il racconto di un cuoco giapponese, venuto in Italia, che quando ha visto la Brianza ha deciso di scriverla in ideogrammi: Bagliore Verde.”

È da qui che prende vita l’immaginario della mostra: un territorio che diventa segno, arcobaleno, ideogramma brianzolo.

“Dico casa perché ha un tetto… ma per il resto è un gran REBELÒT.” Così si presenta la dimora di Casiraghy. Un luogo che sembra raccontare che forse non serve davvero un tetto per avere una casa, come nel ricordo di quell’uomo che per quarant’anni visse senza, trovando però il tempo di coltivare la terra: verde, rigogliosa, più importante delle mura stesse.

Per questa mostra, una chiesa sconsacrata viene “abitata diversamente”. Tra i disegni e le installazioni fanno capolino animali reali e immaginari: un agnello che si ripresenta in un tratto, pesci rossi celebri, bestie appena nate, rinoceronti, maiali, gatti e topi. “E chi più ne ha più ne metta.”

Un piccolo mondo parallelo che invita a lasciarsi trasportare dal racconto, dal gesto dell’immaginare insieme.

“Come una balla di fieno può sfuggire (solo per il tempo della mostra) al ciclo dell’allevamento e diventare altro.” Così gli oggetti, gli animali e le storie incontrano nuove possibilità. È in questa tensione tra realtà e immaginazione che prende forma Bagliore verde.

La mostra porta anche la firma curatoriale di Anna Villa, 25enne di Brera, già coordinatrice di Paltacrea a Fornaci, che ha scelto di dare voce all’universo di Casiraghy con uno sguardo fresco e in dialogo con le nuove generazioni.

Informazioni

  • Inaugurazione: sabato 20 settembre 2025, ore 16
  • Date e orari: 21, 27 e 28 settembre 2025 – dalle 9:30 alle 12 e dalle 15 alle 18
  • Luogo: Carate Brianza, Villa Cusani – Oratorio di S. Maria Maddalena
  • Ingresso libero

sabato 28 giugno 2025

Lambrada 2025: si parte da Verano con passeggiata e musica nella Valle del Lambro

Attenzione: evento rimandato al 24 agosto

Sarà Verano Brianza a dare ufficialmente il via, domenica 6 luglio 24 agosto, alla nuova edizione di Lambrada 2025, il festival diffuso che da giugno a ottobre animerà cinque comuni brianzoli (Arosio, Briosco, Carate Brianza, Giussano e Verano Brianza) con tantissimi appuntamenti tra arte, musica, spettacolo e natura.

La giornata inaugurale a Verano propone un’esperienza che unisce la scoperta del territorio alla cultura. Alle 15.00, il ritrovo è fissato presso la Chiesa Parrocchiale per la Passeggiata delle Due Chiese, un percorso che condurrà i partecipanti dalla Parrocchiale e dalla Geseta alla Valle dei Mulini, lungo il Percorso Ecologico de I Bocia, arricchito dai racconti dello storico e scrittore Marco Longoni.


Alle 17.00
, il cortile del Mulino Bistorgio si trasformerà in uno spazio di festa con il concerto “La Grecia al Mulino Bistorgio”: protagonisti il gruppo Afro’s con Vaggelis e le danze elleniche guidate dal Maestro Luciano Rovelli. Non mancheranno aperitivo e sapori tipici per un autentico momento di convivialità.

Un festival lungo cinque mesi


Quello di Verano Brianza è solo il primo di tanti appuntamenti previsti nel calendario essenziale di Lambrada 2025, un festival nato per valorizzare il territorio lungo il corso del fiume Lambro e unire comunità diverse attraverso arte e natura.

Ecco una panoramica delle principali tappe del festival:
  • Arosio Dal 13 al 21 settembre il Castello ospiterà la mostra “Architetture di carta” di Cristina Cassanmagnago. Il 14 settembre ci sarà una camminata alla scoperta delle antiche strade di Villa Romanò e, sempre lo stesso giorno, il monologo dell’attore e poeta Davide Ferrari dal titolo “Ona Tavolozza de color”.
  • Briosco – Diverse location accoglieranno eventi tra giugno e ottobre: il 15 giugno si è inaugurata la mostra “Emilio Fumagalli, un percorso d’artista”. Il 12-13-14 settembre, invece, spazio alla mostra “Suggestioni caprianesi”, mentre tra settembre e ottobre i Ronchi di Peregallo ospiteranno la mostra “Farfalle” con passeggiata e spettacolo per bambini.
  • Giussano – Il 28 agosto la Villa Sartirana ospiterà lo spettacolo musicale “Renzo e Lucia” di Francesco Magni. A settembre invece, a Villa Mazenta, la mostra dell’artista Elia Pirovano e lo spettacolo teatrale “PIPI’” con Marco Rubelli. Il 4 settembre, sempre a Villa Mazenta, ore 21 
    Spettacolo teatrale "Il paese delle facce gonfie"  di Paolo Bignami con Stefano Panzeri.
  • Carate Brianza – A settembre la Villa Cusani sarà teatro di un reading dedicato a Carlo Annoni con la partecipazione di Giovanni Santambrogio. Dal 20 al 28 settembre, sarà esposta la mostra di opere di Alberto Casiraghy, mentre il 20 settembre, alle 17.30, chiuderà la giornata un concerto del gruppo milanese TEKA-P, specializzato nella musica d’autore “alla Jannacci”.
Lambrada 2025 è realizzata in collaborazione con i comuni coinvolti, il Parco Regionale della Valle del Lambro, la Provincia di Monza e Brianza e diversi partner istituzionali e privati. Tutte le informazioni dettagliate, con eventuali aggiornamenti, sono disponibili sui canali social Lambrada e tramite QR code sui materiali promozionali.

Un invito, dunque, a camminare lungo il fiume Lambro per lasciarsi sorprendere da emozioni in corso!

martedì 3 dicembre 2024

Giussano è il comune che ha cementificato di più in provincia di Monza Brianza!

Nel 2023 in città cementificata una superficie pari a 7 campi di calcio; al secondo posto Carate Brianza.


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Giussano è il comune che ha cementificato più di tutti in provincia di Monza Brianza nel 2023!  
Il dato allarmante emerge dalla lettura del Rapporto nazionale sul consumo di suolo in Italia, presentato oggi a Roma dal 'Sistema Nazionale Protezione Ambiente' (Ispra), alla vigilia in Giornata mondiale del suolo, che cade il 5 dicembre.
Dai dati relativi alla provincia di Monza Brianza, emerge in maniera inequivocabile che a Giussano nel 2023 sono stati cementificati quasi 5 ettari (4,92 per la precisione), che è come dire che è sparita una superficie di terreno naturale pari a ben 7 campi di calcio di serie A. Siamo in presenza di una pesante cementificazione operata sul territorio comunale. 

 


Non sappiamo se il dato tenga conto della costruzione del nuovo centro di cottura a confine con Arosio, che il nostro Circolo ha più volte contestato. Quello che rileviamo è, in ogni caso, che l'attuale e le passate Amministrazioni Comunali succedutesi a Giussano negli scorsi decenni, hanno fatto pessime scelte urbanistiche di nuova cementificazione di suolo verde!

Nella classifica provinciale, dopo Giussano, segue Carate Brianza, che ha cementificato una superficie di 4,34 ettari nel solo 2023.

Nella classifica 'generale' dei comuni in assoluto più cementificati, resta il dato del Comune di Lissone, che si conferma il comune più urbanizzato non solo della provincia di MB, ma di tutta la Lombardia, con ben oltre i due terzi (71,43%) del proprio territorio coperto da cemento e asfalto!

E, come noto, quella di Monza Brianza si conferma essere la provincia più cementificata in Italia, con una percentuale pari al 40,78% di suolo consumato!


In definitiva i dati che emergono dal Rapporto Ispra danno ancora una volta la Brianza monzese come uno dei territori dove si è sversato più cemento, consumando suolo verde, una risorsa non rinnovabile e fondamentale per l'ambiente, la natura, l'agricoltura, la salubrità dell'aria. Eppure i comuni non vogliono invertire il trend, andando ogni anno ad aggiungere cemento a cemento!
Occorre oltretutto considerare che sul territorio provinciale incombe il pessimo progetto - osteggiato dalle associazioni ambientaliste - della Pedemontana, una nuova arteria stradale che determinerà un ulteriore e pesantissimo consumo di suolo, interessando alcune delle ultime aree verdi rimaste nel territorio!

Il nostro appello è ancora una volta quello di fermare tutti i piani urbanistici e viabilistici, passando a PGT a consumo di suolo Zero!

lunedì 16 ottobre 2023

Le Brianze raccontate e camminate. Da Albiate ad Agliate, tra sacre acque, rocce, sorgenti e millenari santuari

Percorsi di natura, storia e cultura del territorio 

ideati da Gianni Casiraghi per Arci Macherio

 


 Domenica 29 ottobre 2023

Escursione nel Parco Regionale della Valle del Lambro

 

da ALBIATE ad AGLIATE

SACRE ACQUE • ROCCE • SORGENTI
MILLENARI SANTUARI


Nel cuore della Brianza assediata dal cemento, il Lambro si fa strada tra straordinarie reliquie di paesaggi agresti, contornato da boschi ed imponenti falesie che sulla riva sinistra generano grotte ed innumerevoli sorgenti, che favorirono fin della preistoria la presenza umana. Poi arrivarono i romani, i longobardi ed ancora....
La camminata terminerà con la visita guidata al complesso monumentale della Basilica dei SS Pietro e Paolo di Agliate.

Agevole escursione storico-naturalistica lungo il tracciato della ciclabile Monza-Erba divagando per facili sentieri, antichi percorsi campestri e tranquille strade urbane.
Con ristoro di metà mattina a Realdino. Lunghezza complessiva km 7,8 circa. Si consiglia l'utilizzo di calzature e di indumenti adatti all'escursionismo autunnale.

Itinerario in sintesi:

  • ALBIATE / Parcheggio Parco Regionale Valle del Lambro - piana agricola - antico percorso Monza•Carate - ciclovia Monza•Erba.
  • CARATE BRIANZA / Via Tagliamento - ciclovia - Via Fiume - località "Sette Gocce" - Via Isonzo - Realdino (spuntino di metà mattina) - ciclovia Monza•Erba: località peschiera - sorgenti di Realdino.
  • AGLIATE / sorgenti del Rovella (presepe Vivente) - Battistero di San Giovanni Battista e Basilica dei Santi Pietro e Paolo.
  • Ritrovo a Macherio ore 8:10 c/o Arci Macherio - Via Vittorio Veneto 46
  • Ritrovo ad Albiate ore 8:20 c/o parcheggio Via Resegone Via Malpensata
  • Termine escursione ore 12:45 circa (Carate Brianza — Via Giovanni Pascoli)
  • I trasferimenti si effettueranno con auto private
  • L'escursione è riservata ai soli tesserati ARCI (ci si può tesserare anche prima della partenza)
  • E' prevista sottoscrizione di 4 euro comprensiva di spuntino "a kilometro zero" presso Panificio Fratelli Longoni di Realdino
  • Iscrizione obbligatoria (numero massimo di 30 partecipanti)
  • Gli organizzatori non si assumono responsabilità per eventuali incidenti e danni alle persone e/o alle cose.
  • Per iscrizioni: cultura@arcimacherio.it - 335 632 8590 (Augusta)
  • Informazioni: 339 844 6553 (Gianni)
  • Organizzazione ARCI MACHERIO

domenica 2 gennaio 2022

Befana sul Lambro 2022: non lasciatevi influenzare

 

Anche quest’anno il rituale passaggio della Befana lungo il Fiume Lambro dovrà fare a meno dei canti, dei fuochi e dei richiami del pubblico che tradizionalmente animano la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
Si trasforma però in un'iniziativa artistica e culturale diffusa: dal 2 al 6 gennaio 2022 verrà allestita lungo le sponde del Ponte di Agliate un'installazione semipermanente con le strutture costruite in questi mesi dal laboratorio bambini e dagli adulti partecipanti.

 



Sul canale Facebook @BefanaSulLambro e sul sito www.befanalambro.net verranno predisposti tutorial, video e narrazioni per invitare tutte le persone a partecipare alla grande attesa, costruendo punti luce e chiamando la Befana al sicuro dalle proprie case.

Nella rinnovata consapevolezza che la ritualità collettiva potrà di nuovo accadere, con nuove forme sentite e significanti vi invitiamo a partecipare a seguire gli aggiornamenti (cliccare qui). 

 

Immagini tratte dal sito web www.befanalambro.net


venerdì 24 dicembre 2021

Befana sul Lambro 2022. Da 35 anni, un percorso di animazione territoriale, arte, e cultura ambientale


Aggiornamento 2/1/2022: anche quest'anno la Befana, per non influenzarvi, non si farà vedere! Lascerà però sul fiume Lambro le sue tracce. Maggiori informazioni cliccando qui.

 

La Befana Sul Lambro è un’iniziativa socio culturale e artistica organizzata dalla Commissione Cultura Alternativa (CCA) e dal Comitato per il diritto al mito-festa dell’infanzia, che da 35 anni ogni 5 gennaio alle 18.00, vigilia dell’arrivo della Befana, anima le sponde del fiume Lambro di Agliate. Il letto del fiume accoglie una teatralizzazione di luci e strutture artistiche davanti a migliaia di spettatori, che dalle sponde chiamano a gran voce l’arrivo della Befana tra canti, musica e danze.

Il Fiume Lambro con la sua storia di abbandono e inquinamento, rivive e diviene scenografia naturale illuminato solo dalle pire di fuochi e dalle luci di piccole lanterne colorate, in un’azione di ripoeticizzazione del fiume e del territorio che accoglie il compiersi del rito.

Le grandi scenografie e strutture teatrali sono ideate e preparate nel corso dei mesi precedenti dalle genti della Valle del Lambro, riunite nel Laboratorio Befana sul Lambro coordinato dalla CCA insieme a tante realtà del territorio. Un lab aperto, partecipato e inclusivo che valorizza le competenze specifiche dei partecipanti, attingendo dal folclore popolare, dalle fiabe e dall’immaginario di popoli vicini e culture lontane.

I bambini e le bambine hanno un ruolo centrale: intorno a loro si costruisce l’attesa della Befana sul Lambro rispondendo ad un bisogno esistenziale dell’infanzia: il bisogno del mito, del magico, dell’ignoto, incarnato dagli spiriti come la Befana, figura ancestrale della tradizione popolare legata al mondo dell’aldilà e al solstizio di inverno. Bambini e bambine insieme ai genitori aiutano concretamente alla costruzione di decori, durante laboratori creativi e pedagogici dedicati tenuti da esperti educatori e formatrici.

Il gioco di luci e di ombre che anima l’intera coreografia richiama proprio la duplice natura di questi spiriti che portano i doni da mondi misteriosi e notturni, aiutando l’infanzia al passaggio all’età adulta e all’elaborazione delle luci e delle ombre dell’esistenza: attraverso di essi si impara il bene e male, la caduta e rinascita.

Ogni anno il gruppo di lavoro sceglie una tematica, strettamente legata alla contemporaneità che sarà il filo conduttore di tutto il percorso. Quest’anno il titolo è:

Befana sul Lambro 2022
Descialbare
Il restauro del non-manifesto

 


Descialbare è la tecnica del restauro che toglie delicatamente gli strati accumulati per lasciare riemergere l’originale che diventi punto di partenza per nuove ricerche e nuove azioni. Questo è ciò che si vuole fare con questa Befana: riprendere in mano i significati, quelli nascosti, quelli lasciati indietro o frantumati per ricostruirne di nuovi e tracciare nuove piste di senso.

La Befana 2022 è una Befana di transizione, impegnata a comunicare il grande lavoro svolto in questi 35 anni con l’intenzione di lasciare un lascito al territorio: un patrimonio culturale immateriale e al contempo concreto: tecniche artistiche e metodologie socio-pedagogiche, ricerche storico-antropologiche strumenti partecipativi che hanno permesso il radicamento di una ritualità collettiva che coinvolge un’intero territorio.

Con questo spirito di continuità e rinnovamento, la Befana sul Lambro 2022 vuole essere un’operazione corale coinvolgendo una rete territoriale nata dalla partecipazione attiva di singoli e di gruppi nel corso degli anni, con la speranza che il territorio accolga il lascito e ne diventi portavoce e realizzatore, raccogliendone i significati e ricercandone di nuovi.

 



Grazie alla duratura collaborazione con il Consorzio Comunità Brianza sono già attive le sinergie con: - Agliate Community, un progetto sociale e un luogo dedicato alla comunità, partecipa alla realizzazione della Befana sul Lambro 2022, accogliendo nei suoi spazi nel centro del paese i laboratori dedicati all’infanzia e alle famiglie, In sinergia con le educatrici e gli animatori del Laboratorio mantiene viva e radica l’esperienza di laboratorio attivo e diffuso, creativo e espressivo in un’ottica di continuità e diffusione del percorso. -Il progetto europeo ERASMUS+ “Lessons From the Less Heard” si pone in continuità con la tradizione del laboratorio di accoglienza e inclusione delle fragilità, di contrasto alla solitudine e all’isolamento sociale. In particolare il progetto intende supportare l’inclusione dei migranti nella ideazione e realizzazione della Befana Sul Lambro 2022, affinché si sentano parte della comunità e partecipanti attivi nella costruzione di un prodotto culturale, perché la cultura sia mezzo di integrazione sociale e perché la stessa integrazione sociale possa creare cultura, in uno scambio proficuo a doppio senso.

 



ATTENZIONE: La Befana sul Lambro 2022 e i laboratori sono realizzati nel rispetto delle normative Anti Covid. Possono subire modifiche in corso d’opera tempestivamente comunicate sui canali di comunicazione: @BefanaSulLambro @agliatecommunity

INFO: Laboratorio adulti costruzione grandi strutture: sabato e domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Via dell’Isola, Agliate, Carate Brianza MB
Laboratorio per l’infanzia: sabato e domenica. Orario 15-18. Via Cavour, 43. Posti limitati. Necessaria prenotazione agliatecommunity@comunitabrianza.it

CONTATTI: http://www.befanalambro.net/
@BefanaSulLambro @agliatecommunity

 



venerdì 3 dicembre 2021

Conosciamo la Befana del fiume Lambro. I bambini sono invitati a partecipare!!!

  

Il 4 dicembre 2021

dalle ore 10.00

Incontro con i bambini a Carate Brianza
dapprima presso la libreria "Lo scialle della Luna"
(via Dante Cesana 8)
con lettere in tema Befana
poi laboratorio con la carta presso "Paperworks"
(via Dante Cesana 13)

Per partecipare è necessario prenotarsi via e -mail:

libreria@scialledellaluna.it
paperworksnotonlypaper@gmail.com


I laboratori sono gratuiti.
Vi aspettiamo nel rispetto delle normative anti-Covid.

Informazioni ed aggiornamenti su  

http://www.befanalambro.net/

lunedì 25 novembre 2019

Dalla Brianza all'Africa: la vita avventurosa di Giuseppe Cuzzi raccontata da Domenico Flavio Ronzoni


Domenico Flavio Ronzoni è nato e vive a Briosco, nel cuore della Brianza. Laureato in Lettere Moderne, da molti anni si è segnalato come ricercatore appassionato ai vari aspetti della sua terra, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Da alcuni anni coltiva anche la passione per la narrativa, in particolare per il racconto, che gli ha meritato vari riconoscimenti in concorsi letterari a livello nazionale.

Tra i suoi titoli più recenti ricordiamo Achille Ratti. Il prete alpinista che diventò Papa (2009), Conti e racconti tra il Lambro e il Gran Zebrù (2012), Il curioso della Brianza. Saggi, articoli, spigolature tra le pieghe della storia (2016), Tre racconti, tre montagne (2018), tutti pubblicati da Bellavite Editore.

Nell’ottobre 2019 la Provincia di Monza e Brianza gli ha attribuito il Premio “Beato Talamoni” per la sua trentennale attività nel campo della ricerca storica e della produzione saggistica, sviluppata con una attenzione particolare alla Brianza.

Il saggio storico di Domenico Flavio Ronzoni ricostruisce la vita, quasi del tutto sconosciuta ai più, di Giuseppe Cuzzi, un brianzolo nato a Nava (Colle Brianza, LC) che, dopo aver combattuto in Italia con Garibaldi e successivamente in Francia e in Montenegro, si diede ai commerci in Africa. Giunto nel Sudan, dove era da poco scoppiata la rivolta islamica del Mahdi, conobbe il generale inglese Charles G. Gordon, inviato dal governo britannico per organizzare l’evacuazione di Khartoum, e accettò di diventare suo collaboratore. Cuzzi per più di due mesi, grazie al telegrafo, rappresentò l’unico collegamento tra Gordon, assediato in Khartoum, e i governanti inglesi al Cairo e a Londra.

Caduta la città, Cuzzi fu catturato dai ribelli e dovette trascorrere in prigionia ben quindici anni, durante i quali fu costretto a convertirsi all’Islam e vide morire la moglie e una figlia. Liberato dopo grandi sofferenze nel 1898, tornava in Italia l’anno dopo con una bimba di cinque anni, sistemandosi a Milano, facendo per breve tempo parlare di sé, ma morendo povero e dimenticato nel 1923.

Le città di Milano e Como gli hanno dedicato una via, così come ha fatto, in Brianza, il Comune di Missaglia, ma questo di Ronzoni è il primo libro che ne ricostruisce la sua così particolare vicenda biografica.

(Fonte: collegioballerini.it
)

Domenico Flavio Ronzoni presenterà il suo nuovo libro a:
  • Seregno - giovedì 28/11/2019 ore 21 Aula Magna del Collegio Ballerini
  • Briosco - giovedì 5/12/2019 ore 21 Salone polifunzionale dell’Oratorio
  • Carate Brianza - mercoledì 11/12/2019 ore 17 UniTre Nuovo palazzo comunale
  • Barzanò - giovedì 19/12/2019 ore 16 Open University - Liceo Parini
Leggi anche: Cuzzi, il Lawrence d’Arabia brianzolo prigioniero della prima jihad
.

mercoledì 11 settembre 2019

Il Lambro è energia

Briosco (MB), Torre Meyer per la trasmissione teledinamica dell’energia

Il Museo Civico “Carlo Verri” e il GRAL presentano gli esempi di archeologia industriale sopravvissuti sulle rive del Lambro.

Tra questi le residue costruzioni del setificio Meyer di Briosco e il suo sistema di trasmissione teledinamico dell’energia che portava il moto derivato dal Lambro alla fabbrica.
Abbiamo rilevato la presenza di un sistema ingegnoso, che ha permesso all’industria di allontanarsi progressivamente dal fiume: una turbina idromeccanica azionava una puleggia che, mediante una fune metallica muoveva il complesso sistema delle trasmissioni nella fabbrica, lontana alcune centinaia di metri.

Sono altresì documentate tracce esistenti di turbine idromeccaniche a Carate Brianza, in ciò che resta della Filanda della Porenzella.

Altre zone ex-industriali, come quella di Realdino, hanno fornito ulteriori documentazioni.

Inaugurazione sabato 21 settembre 2019 alle ore 17,15.
La mostra rimarrà aperta sino al 31 gennaio 2020
Aperture straordinarie domenica 22 settembre e domenica 11 novembre (san Martino)

Per informazioni 334-3422482 - www.museobiassono.it
Orari:
venerdì ore 9,30-12,30 15,00-18,30;
sabato ore 15,00-19,00
o su prenotazione.


Scarica qui il volantino

domenica 1 settembre 2019

Puliamo il mondo 2019 in Brianza, prima che sia troppo tardi



20-21-22 settembre 2019: ritorna "Puliamo il mondo"!

Di seguito riportiamo le adesioni riguardanti il nostro territorio (provincie di Monza e della Brianza, Como e Lecco).

L'elenco verrà costantemente aggiornato e dettagliato.

In provincia di Monza e della Brianza
  • Carate Brianza: Comune di Carate Brianza
  • Cavenago Brianza: Comune di Cavenago di Brianza
  • Desio: Circolo Legambiente Roberto Giussani Desio
  • Giussano: Comune di Giussano
  • Lissone: Comune di Lissone
  • Monza: Circolo Legambiente Alexander Langer Monza, Roche Spa (per dettagli cliccare qui)
  • Seregno: Circolo Legambiente Seregno Onlus, Comune di Seregno (per dettagli cliccare qui)
  • Usmate Velate: Circolo Legambiente Gaia Usmate Velate, Comune di Usmate Velate (per dettagli cliccare qui)

In provincia di provincia di Como
  • Canzo: Legambiente Cea Prim'alpe
  • Como: Comune di Como
  • Erba: Legambiente e Parco Valle del Lambro (per dettagli cliccare qui)
  • Lurate Caccivio: Comune di Lurate Caccivio
  • Proserpio: Comune di Proserpio
  • Senna Comasco: Comune di Senna Comasco
  • Vercana: Comune di Vercana

In provincia di provincia di Lecco
  • Barzago: Comune di Barzago
  • Bellano: Circolo Legambiente Lario Sponda Orientale Bellano, Unione di Bellano e Vendrogno
  • La Valletta Brianza: Unione dei Comuni Lombarda della Valletta
  • Lierna: Comune di Lierna
  • Lomagna: Comune di Lomagna
  • Malgrate: Comune di Malgrate

martedì 9 luglio 2019

Legambiente: "Condanniamo l'abbattimento degli alberi di Costa Lambro"


a cura di Legambiente Seregno

Con rammarico informiamo dell'inizio delle operazioni che porteranno nel comune di Carate (frazione di Costa Lambro) all'abbattimento di decine di pini adulti. Nonostante la campagna di sensibilizzazione che i cittadini e Legambiente hanno portato avanti nei mesi scorsi nei confronti del Sindaco di Carate Brianza (che ha ordinato l'abbattimento), la scellerata scelta non è retrocessa.


Condanniamo senza indugio la scelta di abbattere piante adulte che davano al quartiere ombra e refrigerio ed a noi tutti ossigeno. Risponderemo con la richiesta all'Amministrazione di Carate Brianza di DICHIARAZIONE DI EMERGENZA CLIMATICA.




Oggi degli alberi inermi e senza nessuna colpa muoiono uccisi dalle mani dell'uomo! Alberi che avevano l'unica colpa di essere grandi e forti per offrirci ossigeno e refrigerio dall'ormai insostenibile e persistente calura! Giudichino i cittadini l'operato dei loro Amministratori in questa vita, Madre Natura darà a loro la sentenza definitiva!

martedì 2 luglio 2019

Macherio: le aree verdi delle Torrette / Boscone sono state inserite nel Parco Valle del Lambro

Macherio: la zona delle Torrette / Boscone
Venerdì 28 giugno 2019 il Consiglio Comunale di Macherio ha approvato l'ampliamento del Parco Regionale della Valle del Lambro (PVL) alle aree indicate come PLIS nel PGT vigente, ovvero quelle della zona delle Torrette/Boscone già in precedenza da noi proposte come ampliamento del PLIS della Brianza Centrale e, successivamente, destinate dal Comune di Macherio a parte del mai costituito PLIS Alma Solis (dal latino: Sole Nascente, ma anche acronimo di Albiate, Macherio, Sovico e Lissone).

Il comune di Macherio, la zona ora annessa al PVL ed il PLIS Brianza Centrale
Ricordiamo che è grazie alle nostre puntuali e ripetute osservazioni al PTCP (cliccare qui) che le aree oggi incluse del parco regionale godevano già della massima protezione possibile a livello di pianificazione provinciale, in quanto classificate come Aree Agricole di Interesse Strategico.

Macherio: in verde le aree inserite nel Parco Valle del Lambro
Che fine ha fatto l'Alma Solis?

Per riassumere in breve la situazione delle aree  una volta destinate al mai costituito parco dell'Alma Solis, informiamo che (con vasti stralci) le aree albiatesi sono già da tempo confluite nel PVL, quelle lissonesi, invece, fanno ormai quasi tutte parte del PLIS Grugnotorto-Villoresi (ora PLIS Gru-Bria), mentre quelle macheriesi e sovicesi (se la nuova giunta lo confermerà) costituiranno, appunto, un nuovo ampliamento (speriamo non l'unico) del Parco Regionale della Valle del Lambro.

Sappiamo, inoltre, che purtroppo le aree verdi caratesi contigue al PLIS Brianza Centrale - nonostante il nostro intervento in loro difesa - hanno subito ingenti riduzioni attraverso l'estensione di zone industriali dell'ultima variante del PGT.

domenica 23 dicembre 2018

Befana 2019 sul fiume Lambro


Agliate 5 gennaio 2019, ore 18:30

...IL GIOCO SI RIPETE ANCORA
E A NOI TOCCA RIPRENDERE LA PAROLA...

a cura della C.C.A. 
e del Comitato per il diritto al Mito/Festa del Bambino


In collaborazione con la gente della Valle del Lambro, Casa di Emma, Coop. Demetra, Croce Bianca Brianza, Protezione Civile Carate/Verano, i giovani richiedenti asilo ospiti a Carate, Legambiente Seregno, Fondo solidarietà Hope - Rete Bonvena, Casa amici di Betania, Comune di Verano Brianza, Comune di Carate Brianza.

Con il patrocinio e il contributo dei Comuni di Besana in Brianza e di Sovico.

Con il patrocinio dei Comuni di Veduggio con Colzano, Albiate, Briosco, Giussano, Macherio, Triuggio e Vedano al Lambro.

Con il patrocinio e l'adesione di Regione Lombardia, Provincia di Monza e della Brianza, Legambiente, Consorzio Comunità di Brianza, Parco Regionale Valle del Lambro, Emergency Gruppo Monza Brianza

domenica 9 dicembre 2018

La Befana sul fiume Lambro (2019) si presenta


Contributo culturale di Mario Vergani, C.C.A. Laboratorio Befana 2019

BEFANA 2019
… il gioco si ripete ancora e a noi tocca riprendere la parola…

La parola, al singolare e non le parole al plurale. La singolarità di questa nostra parola plurale – la parola della Befana – si è espressa negli anni:
  • in discorsi e discussioni, pubblici e politici;
  • in ricerche e sperimentazioni di linguaggi: espressivi, figurativi, teatrali, concettuali, musicali…
  • in una riflessione continuativa sul linguaggio e la parola dell’infanzia.
Parola plurale, non è un coro; è di tanti, ma fuori dal coro!
È contro le parole impersonali ed anonime: contro l’usura delle parola, la ripetizione formale e vuota del “si dice”; contro la parola che è specchio e riflesso del già dato e dunque contro la parola della violenza e del dominio.
È insofferente rispetto alle parole dominanti. Alle parole rapide e senza riflessione, parole d’odio: offese e insulti razzisti, a sfondo sessuale, ingiurie contro le minoranze, pregiudizi rivolti ai più deboli. Sono parole che si vogliono sovrane e perciò paranoiche, atti incendiari che disumanizzano l’altro e legittimano la violenza. Buone solo per comandare e obbedire: sono parole nere!
Diciamo che non sono rispettose. Né rispettano l’altro, né rispettano la realtà o, se vogliamo spendere un termine più alto, la verità. Sono così parole avvelenate: non accettano la legge del tempo che ogni riflessione richiede, non hanno la pazienza necessaria all’argomento complesso, né la prudenza nella scelta, né la parsimonia nell’uso. Me ne frego, tiro dritto! E così le parole vengono sprecate… le parole della pubblicità, della propaganda e dello slogan.

La parola della Befana non dice il già detto, è una parola che fa, che dicendo fa.
Fa perché è una parola poetica.

Vorrebbe mettersi all’altezza – ma non ci arriverà mai – della parola dissidente dell’infanzia. Quest’ultima vede e porta il nuovo nel mondo, anticipa e attende il futuro, senza chiedere nulla… ha infatti tutto il futuro ancora aperto avanti a sé. La fantasia e l’immaginazione – la facoltà più segreta nascosta nel più intimo dell’animo umano – esplora, congiunge e disgiunge, inventa e crea dal nulla… apre mondi nuovi, vede l’invisibile e dice l’inaudito. Giocando svela l’inganno di un mondo fatto di utensili, ruoli e funzioni, per dire che ogni cosa è molto di più, che il senso di ogni cosa sono mille altri sensi… che una sedia non è solo per sedere... Il mondo è più largo. Ora questa parola dell’infanzia è espropriata o meglio esiliata. L’infanzia è massimamente sacrificata, anche se, in apparenza, la nostra è l’epoca del bambino. Tutelato nei diritti contenuti nelle convenzioni e nelle dichiarazioni, eppure ancora privato delle cure, costretto al lavoro, affamato e ucciso. Ricostruita a partire da quanto ne pensa l’uomo adulto, di fatto la condizione del bambino è negata. In questo caso, la violenza nei confronti del suo modo d’essere è simbolica: il bambino viene disciplinato e reso prevedibile. Ordine, ubbidienza e diligenza, ecco il bravo scolaro! Prodotto di un modello educativo basato sull’isolamento, la competizione e il rendimento, sull’eccellenza.

Socialmente, il suo immaginario – quanto dovrebbe infinitamente generare e rigenerare – gli viene sottratto. Viene standardizzato. La fantasia è così al servizio del consumo, come uno spazio di felicità surrogatoria o come fabbrica dei desideri, fine a se stessa. Ma perché?
Sterilizzata l’immaginazione, il veicolo della speranza e dell’utopia che sempre ha aperto al cambiamento, l’addomesticazione è compiuta, siamo all’accettazione passiva del presente.
Questa congiura contro l’infanzia allora è dovuta al fatto che il bambino è un dis-sidente: significa che è qui eppure, al tempo stesso, anche altrove; sappiamo bene che questo è il regno dell’infanzia, a noi inaccessibile, eppure qui tra noi!

Il bambino pertanto, dissidente, è sempre un ribelle, punta i piedi e non vuole venire dove lo vuoi trascinare! La parola dell’infanzia è esiliata perché ribelle, perché fa paura!

Fa perché raggiunge l’altro.

Qui le parole sono altre e alate e così sono parole che raggiungono l’altro: “nei giorni di siccità la parola è d’acqua e il volto di un amico la nube attesa”! Sono lettere dal paradiso, non
sono parole di sfida, ma parole di fiducia. Così si rivolge la parola del bambino, affidandosi…
E la parola di fiducia è una parola di liberazione… Questa parola è sociale. Lo è per due ragioni: perché libera chi è solo e, muto, non sa più parlare; e perché è collettiva, dà coraggio.
Certo, sappiamo che, raggiungendo e toccando, può essere anche violenta: ingannando e seducendo, persuadendo e manipolando, confondendo il vero e il falso, può soffocare le risposte in gola ai deboli. Questa nostra parola singolare e plurale – la parola della Befana – è efficace, ma cerca di non essere violenta, innanzitutto di fronte ai bambini. È la ricerca di una parola giusta, nell’espressione che è insieme stile espressivo – soluzione artistica – ed intenzione e volontà. È appunto una costante ricerca (non si impone rapida e sicura, piuttosto esita; quelli del neonato sono tentativi: ba-ba-ba…, la-la-la…), perché la misura del giusto e dell’ingiusto non ci appartiene, non la decidiamo noi, ma ce la dà sempre l’altro: ce la indicano la sua delicatezza, la sua tenerezza e fragilità, oppure le fatiche e sventure di queste povere anime in pena.

Parola e voce. Questa parola della Befana, singolare e plurale, è unica. Unica, in quanto è una parola che fa, è pertanto concreta; è una parola incorporata. La parola della Befana si esprime con la sua voce, ha un tono unico e un timbro, una grana inconfondibile, legata alla vibrazione di un corpo, al luogo, alle persone fisiche, ai loro gesti… Vibrano e risuonano, e quando la mente ed il corpo si danno un cenno d’intesa, la parola diviene emozione e azione: è il  momento della festa!

domenica 4 novembre 2018

Befana sul Lambro 2019. Anche quest'anno si aprono i laboratori!

Foto tratta da: befanalambro.net
Anche quest'anno si aprono i laboratori! Per preparare l'evento/festa e chiamare la Befana sul nostro Fiume Lambro:
  • laboratorio ideazione e segreteria (già attivo)
  • laboratori diurni e logistica (già attivi)
  • laboratori piccole strutture (già attivi in casa privata)
Domenica 4 novembre 2018 sono partiti, ad Agliate, i laboratori aperti al territorio:
  • laboratori per piccole e macro strutture,  per bambini, genitori e volontari
  • tutti i sabati pomeriggio e tutti  i giorni festivi dalle 15 alle 18,30
Per informazioni: Enrico 339 5984689

venerdì 27 aprile 2018

Carate Brianza: respinte le osservazioni degli ambientalisti "in quanto in contrasto con le finalità generali della Variante al PGT"

Alcuni degli ambiti di cui le associazioni ambientaliste hanno chiesto la tutela (respinta dal Comune di Carate Brianza)
Gli ambientalisti chiedono la tutela del verde, l'ampliamento del parco della Valle del  Lambro, delle aree agricole comprese nel PGT e di quelle poste a ovest della SP6, la realizzazione di piste ciclabili ed il Comune di Carate Brianza risponde che le "richieste non sono accolte in quanto in contrasto con le finalità generali della Variante al PGT".

La variante approvata, con l'assenso della provincia di Monza e Brianza, sacrifica alla cementificazione ingenti superfici di suolo agricolo o inedificato, altresì, compromettendo seriamente uno dei varchi ecologici che garantiscono la continuità del corridoio primario della  RER - Rete Ecologica Regionale ossia degli spazi aperti inedificati tra il Parco locale di interesse sovracomunale PLIS della Brianza Centrale ed il Parco Regionale della Valle del Lambro...

Da parte nostra nel registrare il mancato inserimento delle aree agricole nel parco regionale rimarchiamo che la risposta data dall'amministrazione comunale sia carente sotto ogni profilo e propedeutica a future sottrazioni (per usare un termine elegante...) delle residuali aree non edificate.

Insomma: mani libere per nuovi consumi di suolo.


Documento

OGGETTO DELL’OSSERVAZIONE
Richiede  che  il  Comune  faccia  un’indagine  sugli  immobili  sfitti  o  sottoutilizzati  e  che  si  recepiscano,  ampliandole,  le tutele previste dal PTCP. Quindi per diverse motivazioni di continuità delle reti verdi e della rete  ecologica provinciale richiede:
1 - la abolizione dell’AT1;
2 - la abolizione degli ambiti AT2, 3, 4 ;
3 - la abolizione dell’ AT5 e la demolizione senza compensazione degli ambiti produttivi incompatibiliin valle Lambro;
4 - la cancellazione della edificabilità dell’AT6;
5 - eliminare l’edificabilità delle aree comprese nel PAC6;
6 - propone l’ampiamento del parco della Valle del  Lambro, delle aree agricole comprese nel PGT e di quelle poste aovest della SP6;
7 - viabilità ciclopedonale (villa Beldosso).

CONTRODEDUZIONI
L’indagine  richiesta  non  è  prevista  nei  compiti  del comune  per  la  redazione  del  PGT,  e  si  appoggia  sui dati  Istat  che hanno cadenza decennale (ultimi al 2011).
Le altre richieste non sono accolte in quanto in contrasto con le finalità generali della Variante al PGT: peraltro la Provincia ha già espresso in merito il suo parere favorevole di compatibilità.

mercoledì 3 gennaio 2018

Leggende antiche rivivono sul fiume: arriva la Befana sul Lambro

 
Befana 2018: Snaturature sul fiume 
5 gennaio 2018, ore 18,30 ad Agliate
 
Siamo alle strette finali! Il Laboratorio si sta acquietando dalle dispute su simboli e lavori scenografici.
 
Nell'attesa che la Befana arrivi vi invitiamo a leggere il bel servizio sul mensile Orobie appena uscito.  
 
Leggende antiche rivivono attorno al fiume: sulle sponde, in un ambiente dove prima c’era l’inquinamento, oggi la gente viene ad ascoltare vecchie storie e a sognare. Una festa che non richiama soltanto i bambini.