sabato 6 settembre 2025
Como, presidio contro il “DDL Caccia”: associazioni e movimenti uniti per difendere la fauna
Domenica 7 settembre, dalle 15 alle 18 in Piazzale Somaini a Como, si terrà il presidio “No DDL Caccia”, promosso dal MoVimento 5 Stelle di Como e Varese con l’adesione di associazioni ambientaliste e forze politiche come Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi & Sinistra, Lipu, WWF, Legambiente, Enpa, FIAB e Fridays for Future.
Il presidio nasce in opposizione al disegno di legge presentato dai senatori Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti, che modifica la legge 157/1992 sulla fauna. Il testo amplia poteri e privilegi dei cacciatori: più specie cacciabili e usabili come richiami vivi, caccia anche di notte o sulla neve, estensione degli appostamenti e trasferimento di competenze dalle autorità scientifiche alle Regioni.
Secondo gli organizzatori, il DDL apre la strada a un “turismo venatorio” e mette a rischio ambiente, sicurezza e biodiversità. “La fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, non una risorsa economica”, ha dichiarato Silvia Alberici (M5S Como). Critiche sono arrivate anche da AVS, Rifondazione Comunista e dalla XII Commissione Tutela e Diritti Animali, che lo ritengono in contrasto con la Costituzione e con le direttive europee.
domenica 25 febbraio 2024
Che fine hanno fatto le compensazioni ambientali di Pedemontana?
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| Masterplan e strategie ambientali connesse alla Autostrada Pedemontana Lombarda. Fonte immagine: ubi studio |
Le criticità legate all'autostrada Pedemontana Lombarda sono state sollevate in Consiglio Regionale attraverso un'interpellanza presentata dal gruppo di Alleanza Verdi-Sinistra Italiana (AVS). Questa iniziativa è stata preceduta da un costruttivo dialogo con gli ambientalisti attivi nei vari territori.
L'interrogazione prende spunto da una Mozione del 2015 approvata dal Consiglio Regionale, che prevedeva un monitoraggio trimestrale sullo stato di avanzamento delle Compensazioni Ambientali relative all'infrastruttura. Purtroppo, questa periodicità informativa non è stata rispettata né da Regione Lombardia né dalla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).
Grazie alla collaborazione tra gli ambientalisti locali e i gruppi politici consiliari M5S, PD e AVS, sono state sollevate diverse richieste di aggiornamenti, successivamente rese pubbliche. L'ultimo aggiornamento risale al 2017, seguito da una risposta a un'interrogazione nel 2018. Da queste informazioni emerge che alcune Compensazioni Ambientali sono state ridotte o modificate rispetto alle previsioni iniziali del MasterPlan.
L'interrogazione attuale presentata da AVS chiede la documentazione sullo stato di attuazione delle Compensazioni Ambientali sulle tratte A e B1 della Pedemontana, già operative, e un elenco dettagliato di quelle previste per le tratte B2 e C, facendo riferimento al MasterPlan originale. Le informazioni ottenute saranno fondamentali per vigilare su questa autostrada considerata inutile e impattante dagli ambientalisti, consentendo un monitoraggio accurato dell'effettiva realizzazione delle Compensazioni Ambientali.
Egr. Federico Romani
Oggetto: Compensazioni Ambientali delle tratte in esercizio e delle tratte B2 e C di
Pedemontana
Premesso che:
L'apertura al traffico della Tratta A di Pedemontana risale al 26 gennaio 2015 e al 5 novembre 2015 la Tratta B1. II primo tratto della Tangenziale di Varese è aperto dal 24 gennaio 2015 mentre il lotto della Tangenziale di Como dal 23 maggio 2015. Entro il 2026 è prevista la fine dei lavori per le tratte B2 e C.
A seguito del analisi degl impatti ed espletata l'individuazione di tutte le misure di mitigazione atte a minimizzare gi impatti negativi delle opere, è opportuno definire quali misure passano essere intraprese al fine di migliorare le condizioni dell'ambiente interessato, compensando gli impatti residui attribuibili al progetto.
A tal fine, al progetto è associata anche la realizzazione di opere di compensazione, cioè opere con valenza ambientale nan strettamente collegate can gli impatti indotti dal progetta stesso ma realizzate a parziale compensazione del danno prodotto, specie se non completamente mitigabile.
Dato atto che:
Con la D.c.r. 14 aprile 2015 - n. X/677 "Mozione concernente il monitoraggio delle compensanoni e protezione degli spazi aperti per la tangenziale di Varese. il primo lotto della tangenziale di Como e tratti A e B1 dall'autostrada Pedemontana" si impegnava la Giunta regionale ad "attivare un tavolo tecnico-politico tra Regione e società Autostrada Pedemontana Lombarda con la finalità di sollecitare e verificare periodicamente l'effettiva realizzazione di tutte le opere di mitigazione e compensazione ambientale previste per le tratte A e B1, la Tangenziale di Varese e il primo lotto della Tangenziale di Como" e "prevedere l'attivazione di un sistema di monitoraggio con le finalità di verificare con cadenza trimestrale lo stato di avanzamento" delle Compensazioni Ambientali nonché di promuovere l'elaborazione di una strumento di pianificazione strategica "che preveda la definizione di una ampia
fascia di inedificabilità sui due lati dell'infrastruttura"
Preso atto che:
Nella risposta all' Interrogazione n. 201 a del 2018 viene dato aggiornamento in merito allo stato delle compensazioni ambientali nelle tratte già in esercizio al 31 maggio 2018;
Nella suddetta si evidenzia anche che l'ultimo report di monitoraggio inviato ai consiglieri regionali del territorio risale al settembre 2017.
INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E L'ASSESSORE COMPETENTE PER RICHIEDERE:
- Un aggiornamento sullo stato delle compensazioni ambientali per le tratte in esercizio;
- L'elenco dettagliato delle compensazioni previste per tratte B2 e C.
Il Consigliere
Onorio Rosati
lunedì 13 dicembre 2021
No all’inceneritore per bruciare fanghi di depurazione a Como! (Quello che l'Assessore non sa)
Dopo quanto riferito in Consiglio Comunale il 6 dicembre 2021 relativamente alla mozione sulla III linea dell’inceneritore della Guzza, presentata dai consiglieri Aleotti, Rovi e Torresani, l'assessore Paolo Annoni pare essersi fatto ammaliare da ACSM AGAM. Praticamente si è bevuto il bicchiere di vino dopo avere chiesto all'oste se era buono. Vediamo di commentare cosa ha detto.
L’ASSESSORE FORSE NON SA COSA SIA l’ECONOMIA CIRCOLARE
La circolarità dell’economia NON è quella che gli hanno riferito! Qui, bruciando i fanghi, si recupera solo un’irrisoria quota di energia e forse in futuro minime percentuali di fosforo, producendo altri inquinanti, CO2 e tonnellate di ceneri che dovranno andare in discarica. I fanghi da depurazione riportati in agricoltura sono la vera prima scelta in tema di circolarità senza scarti, senza inquinare e senza produrre CO2, arricchendo e fertiIizzando i terreni col fosforo (che verrebbe estratto dalle ceneri esattamente con questo scopo), con azoto e con materia organica.
PER L’ASSESSORE UN ULTERIORE CAOS VIABILISTICO E L’INQUINAMENTO NON SONO UN PROBLEMA
I camion di Econord non circolano a Como da 3 anni e non lo faranno in futuro. Per quale ragione dovremmo essere contenti di indirizzare altre decine di autotreni al giorno, carichi di fanghi bagnati prodotti altrove, sulla nostra città? L'impianto ex Econord sorge su un’area il cui destino è tutto da decidere e necessita anzitutto di indagini ambientali e certamente di una bonifica cui si fa poco o nulla cenno nelle laccate presentazioni di ACSM. A proposito, chi la paga? I camion arriveranno tutti dall'autostrada e dalla tangenziale? Anche quelli da Lecco ? Anche quelli dei vari comuni delle provincie di Varese, Monza e Brianza e dell'alto lago? Annoni non conosce il sistema della mobilità comasca? Sarà poi ACSM AGAM ad obbligare i trasportatori a prendere l'autostrada e la bretella della tangenziale tra le più care d'Italia? L’area non è già criticamente sottoposta a inquinanti da combustione. i cui flussi (come da tabelle della stessa ACSM AGAM) si diffondono fino alla convalle e nei paesi limitrofi?
PER L’ASSESSORE CI SARÀ UN INCREMENTO OCCUPAZIONALE DEL 20% (8 assunzioni…)
Quante assunzioni potrebbero determinare il funzionamento di impianti di bonifica e disidratazione fanghi in serie agli impianti di depurazione o gli impianti di produzione di compost congiuntamente all'uso della frazione umida dei rifiuti o quelli di digestione anaerobica dei fanghi o quelli di produzione di biopolimeri o ancora quelli per la produzione di materiali per la bioedilizia, tutte alternative più circolari e sostenibili dei fanghi rispetto alla combustione? Senza contare che anche i sindacati hanno espresso preoccupazione per la salute dei lavoratori già con le linee esistenti
PER L’ASSESSORE I FANGHI ATTUALMENTE IN LOMBARDIA VENGONO PER LO PIÙ BRUCIATI MA SI SBAGLIA
La stessa ACSM AGAM ci ha detto che secondo gli ultimi dati ufficiali del 2018 la maggior parte è destinata all’agricoltura e al compostaggio! Questo impianto rappresenta una scorciatoia più comoda per i proponenti. Che taglia le gambe a scopi diversi dall’incenerimento, verso i quali le tecnologie più innovative si stanno invece orientando .. Ma i grandi gruppi come ACSM AGAM e A2A assieme ai gestori degli impianti di depurazione che vedono una massiccia se non preponderante partecipazione societaria da parte di enti pubblici, non possono scegliere scorciatoie per raggiungere unicamente un obiettivo di profitto aziendale.
Qui si deve ragionare in termini di rigenerazione, resilienza, di vera circolarità, di next generation e gli enti pubblici devono iniziare ad investire e fare scelte strategiche mirando a questi modelli produttivi, non solo rincorrere utili e dividendi di cui non beneficiano certo i cittadini
L’ASSESSORE IGNORA LE NUOVE TECNOLOGIE
L’assessore non sa che gli inquinanti possono essere rimossi dai fanghi prima di essere utilizzati in agricoltura? O per la produzione di biocombustibili?? C’è chi lo fa, ci sono già le tecnologie pronte e operanti e come ragion vuole in sede di depurazione stessa. Altro discorso riguarda la scelta di regione Lombardia, la regione più inquinata di Europa, che ha un eccesso spaventoso di inceneritori rispetto alle altre regioni e rispetto al reale fabbisogno e che, differentemente da altre regioni come l'Emilia Romagna, preferisce bruciarli.
Il ricorso ai forni per i fanghi non è il futuro, ma un ritorno al passato mascherato di finta circolarità, impattante in termini di l'inquinamento, produzioni di scorie da incenerimento e produzione di CO2!
Non svendiamo la salute, la qualità della vita e la vera sostenibilità ambientale con una ciclopedonale, con qualche impianto fotovoltaico o con il riscaldamento di un palazzetto del ghiaccio solo perchè le amministrazioni, che pur dovrebbero farlo, non sono in grado di provvedervi.
Circolo Legambiente “Angelo Vassallo” Como
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
Fridays for Future Como
WWF Insubria
ARCI Como
Comitato Assemblee Popolari
Movimento 5 Stelle – Como
Europa Verde Como
Civitas Como
Consigliera comunale di Como Pierangela Torresani
Sinistra Italiana – Como
sabato 30 novembre 2019
Quali garanzie hanno gli alimenti prodotti nelle aree agricole interessate dalla ricaduta della diossina di Meda e Seveso?
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| Immagine tratta da Sapere n. 848 del 1982 |
La Direzione Generale di ATS Brianza con i Dirigenti preposti alle Unità Igiene degli Alimenti e Epidemiologia, il Direttore del Dip. ARPA di Milano e Monza, la Direttore del Settore Attività Produttive e Controlli di ARPA Lombardia, hanno riscontrato le istanze presentate da WWF Lombardia, Legambiente e Mov. 5 Stelle che richiedevano l'applicazione del decreto del Ministero dell'Ambiente 46/19 per quanto attiene alla garanzia della qualità degli alimenti prodotti nelle aree agricole interessate dalla ricaduta di Diossina prodotta dall'accidente Icmesa di Meda-Seveso.
Siamo stati informati che non risultano attività agricole con prodotti destinati all'alimentazione. Tale situazione preoccupa perchè in tal modo non può essere garantito il controllo di qualità degli alimenti prodotti (con tutta evidenza) nei territori di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio.
ATS chiederà ai Comuni un mappatura di tali attività, valuterà l'attivazione di un orto sperimentale per studiare le interazioni tra prodotti e qualità dei terreni (come certificata da ARPA) mentre tutti gli Enti coinvolti predisporranno azioni informative relative alle buone pratiche da adottare per ridurre il rischio da esposizione, da ingestione e inalazione. (Si è parlato anche di orti sociali, ...zucchine e cucurbitacee tutte, e foraggi, distinguendo la filiera zootecnica).
Molto interessante l'analisi epidemiologica estesa all'intero territorio dell'ATS che è stata illustrata.
Possiamo dire che la disponibilità espressa e gli impegni presi soddisfano gli istanti che continueranno comunque a prestare la massima attenzione sulla effettiva applicazione degli impegni assunti.
giovedì 10 ottobre 2019
Legambiente e Sinistra e Ambiente rendono pubblica l'indagine sul rischio da esposizione a diossina residua dell'incidente Icmesa
Dopo aver sollecitato la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) a rendere noti i contenuti dell' "Indagine per la valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA" a lei affidata da Regione Lombardia, dopo aver suggerito una restituzione trasparente e partecipata, abbiamo infine potuto leggere i documenti e i dati della ricerca grazie all’interessamento del Consigliere regionale dell'M5S Marco Fumagalli che li ha ottenuti da FLA tramite accesso agli atti.
Un Consigliere regionale ha fatto dunque quello che avrebbe dovuto fare la Fondazione insieme a Regione Lombardia: mettere a disposizione gli esiti della ricerca finanziata con denaro pubblico. Perché non lo han fatto le Istituzioni e gli altri Enti , visto che il rapporto risale ormai a quasi un anno fa?
SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e il CIRCOLO "LAURA CONTI di LEGAMBIENTE SEVESO ne divulgano ora i contenuti, pubblicando integralmente il Rapporto finale, accompagnandolo con note di sintesi e con nostre considerazioni.
LE NOSTRE CONSIDERAZIONI
E' spiacevole dover evidenziare che, a cominciare Regione Lombardia che lo ha commissionato, gli enti, gli uffici e le istituzioni interessate non abbiano ancora dato alcuna evidenza pubblica approfondita di merito e di dettaglio di questa ricerca, esattamente come nel 2003 per la precedente indagine.
Giudicandone importante la diffusione, nello scrivere sull'indagine della FLA, espicitiamo la metodologia seguita, i risultati delle 30 analisi chimiche programmate sulla base di considerazioni operative ed economiche tra Regione Lombardia, Fondazione Lombardia per l’Ambiente e ARPA Lombardia ed eseguite in un periodo temporale prolungatosi per i dinieghi ricevuti dai proprietari privati dei terreni dove erano previsti i campionamenti.
Pur essendo limitate al solo Top Soil (per FLA i primi 30 cm) anche con le analisi chimiche commissionate da FLA, si continua a trovare diossina oltre i limiti di legge in 14 punti su 25 localizzati in zona B.
Si tratta di valori di supero in zone ad uso verde pubblico e residenziale, comprendenti anche zone agricole coltivate e parchi pubblici.
E' proprio la presenza di diossina in questi luoghi a preoccupare per i rischi di contaminazione delle essenze coltivate e della possibilità di entrare in contatto diretto con il tossico nelle zone a verde pubblico.
Sarebbe stato auspicabile avere un numero maggiore di analisi chimiche per una copertura più estesa sul territorio, non limitandosi oltretutto a campionamenti del solo Top Soil.
Un poco carenti ci paiono poi le conclusioni finali che non aggiungono approfondimenti significativi alla relazione del 2003.
APPUNTI PER COMPRENDERE LA RICERCA DELLA FLA
Per capire o contenuti del documento della FLA, serve ricordare che:
- L'indagine, pur catalogando tutti i dati di caratterizazione del suolo esistenti nell'arco temporale dal 1995 al 2016 per tutte le zone (A,B,R) considera poi solo quelli delle aree della zona B (la zona A e la zona R non sono prese in considerazione perchè già lo studio del 2003 le escludeva)
- Lo storico dei dati, identifica l'utilizzo del suolo in zona B e R (es. terreno agricolo, terreno incolto, giardino, giardino coltivato etc)
- Il territorio indagato della zona B è stato suddiviso in 170 celle da 150x150 mt
- Le nuove analisi chimiche effettuate sono limitate al Top Soil (TS) poichè, per FLA, "la valutazione del rischio, non può che riguardare l’inquinamento superficiale in quanto le caratteristiche chimico-fisiche della diossina (composto lipofilo, non volatile e non lisciviabile) non la rendono sostanzialmente disponibile alla migrazione verso possibili obiettivi sensibili se non attraverso il contatto dermico, la risospensione delle polveri o l’ingresso nella catena alimentare".
- Sono state acquisite cartografie e si sono inseriti i dati creando un "multilayer" utile oltre che ad individuare esattamente la posizione dei "dati storici" nel recente contesto urbano (mappe DUSAF sul Consumo di Suolo e sulle previsioni dei PGT) anche per valutare dove effettuare nuove analisi chimiche nel Top Soil.
I dati analitici disponibili sono così distribuiti:
· 224 (45,25%) in zona B, 168 (33,94%) in zona R, 96 (19,39%) in zona A e 7 (1,41%) in zona esterna alla R;
· 177 (35,76%) a Seveso, 154 (31,11%) a Cesano Maderno, 77 (15,56%) a Meda, 61 (12,32%) a Desio, 24 (4,85%) a Bovisio Masciago e 2 (0,40%) a Barlassina.
si sono rilevati superamenti della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) della tabella “A” (10 ng/kg per siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale ) in 241 campioni (48,69% dei campioni analizzati) con la seguente distribuzione:
· 175 (72,61%) in zona B, 49 (20,33%) in zona R, 16 (6,64%) in zona A e 1 (0,41%) in zona esterna alla R;
· 95 (39,42%) a Seveso, 87 (36,10%) a Cesano Maderno, 32 (13,28%) a Desio, 24 (9,96%) a Meda, 3 (1,24%) a Bovisio Masciago e 0 (0,00%) a Barlassina.
Per identificare quante e dove le analisi aggiuntive si rendevano necessarie nelle 170 celle, FLA ha prioritariamente deciso di localizzarle nell’ambito delle celle prive di analisi “storiche” e “recenti” che ricadono per il 100% della superficie in zona B (7 disponibili) e delle celle interessate solo da analisi “storiche” ma prive di analisi “recenti” (67 disponibili).
Ulteriori criteri di selezione che sono stati utilizzati per orientare la scelta, con riduzione dalle 74 celle preselezionate su base meramente statistica e degli 82 punti potenziali di campionamento ai 30 punti di campionamento finali sono i seguenti (in ordine di priorità):
· utilizzo di punti storici (per appurare, se possibile, il trend di contaminazione);
· presenza di aree a verde (a uso pubblico, privato o agricolo) di dimensione significativa;
· usi attuali pregiati del territorio (ad es. parchi pubblici, edilizia scolastica o sanitaria, ecc.) ovvero previsione di significative trasformazioni insediative.
LOCALIZZAZIONE DEFINITIVA DEI 31 PUNTI DI CAMPIONAMENTO
A seguito della localizzazione dei 30 nuovi punti di campionamento i Comuni hanno indicato quelli ricadenti in aree pubbliche dove è stato autorizzato l'accesso, attivando contatti con i proprietari delle aree private interessate dal piano di campionamento.
Proprio sulle aree private si sono registrate difficoltà e FLA non è riuscita ad eseguire l'intero piano di campionamento come previsto inizialmente a causa di mancate autorizzazioni all'accesso e ai campionamenti in 9 aree private.
FLA ha conseguentemente individuato nuovi punti di campionamento subito prossimi a quelli "non accessibili" e possibilmente in aree pubbliche, in modo da rendere più semplice l'ottenimento dell'autorizzazione all'accesso. Nell'ipotesi estrema in cui non erano identificabili aree pubbliche non coperte da punti "recenti" in zona B si sono individuate aree a verde pubblico in zona R.
La limitazione alle aree a verde pubblico si deve alla loro maggiore sensibilità in virtù della libera fruizione da parte della cittadinanza.
FLA ha quindi ritenuto giustificabile la "deroga" da zona B a zona R causata dall'impossibilità di individuare punti più "sensibili".
Sotto è allegata la localizzazione cartografica dei 31 punti di campionamento definitivi (25 in zona B e 6 in zona R).
In particolare, i 31 punti di campionamento, 25 in zona B e 6 in zona R, sono così suddivisi:
• 7 punti a Seveso (5 in zona B e 2 in zona R): dei 6 punti inizialmente previsti, 2 non sono stati autorizzati e sostituiti con 2 punti in zona R (32_2017 e 33_2017); a questi si è aggiunto un quinto punto in zona B (31_2017) su richiesta del Comune;
• 9 punti a Cesano Maderno (6 in zona B e 3 in zona R): dei 9 punti inizialmente previsti, 3 non
sono stati autorizzati e sostituiti con 3 punti in zona R (34_2017, 35_2017 e 36_2017);
• 15 punti a Desio (14 in zona B e 1 in zona R): dei 15 punti inizialmente previsti, 4 non sono stati
autorizzati e sostituiti con 3 punti in zona B (37_2017, 38_2017 e 39_2017) e 1 punto in zona R (40_2017).
I superamenti sono distribuiti nei comuni di Desio (10 punti su 14 in zona B, 71%), Seveso (3 punti su 5 in zona B, 60%) e Cesano Maderno (1 punto su 6 in zona B, 17%).
Ciò conferma una situazione di inquinamento diffuso sebbene a macchia di leopardo.
TIPOLOGIA DEI SUOLI DOVE SI SONO SUPERATI I VALORI DI SOGLIA
I 14 superamenti in zona B della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) per l'uso del suolo verde e residenziale fissata dalla norma in 10 ngI-TEQ/kgSS appartengono a suoli che sulla base dell'uso registrato all'atto del campionamento e della dettagliata analisi possono essere suddivisi come segue:
Il documento della FLA, del dicembre 2018, ancora non lo contempla ma ora per le aree agricole coltivate (cereali nell'area di interesse) si dovrà applicare quanto previsto dal nuovo decreto 47 del 1° marzo 2019 “Regolamento relativo agli interventi di bonifica, di ripristino ambientale e di messa in sicurezza, d’emergenza, operativa e permanente, delle aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento, ai sensi dell’articolo 241 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152".
Questo recente decreto, nel regolamento attuativo, introduce nuovi e più severi limiti - 6 ng/kg SS WHO-TEQ per la Sommatoria di PCDD, PCDF + PCB Dioxin-Like (PCB-DL - per le aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento.
Sui terreni agricoli e sui parchi pubblici dove è stata rilevata contaminazione (nel Top Soil) sono state evidenziate alcune preoccupazioni:
- nel caso delle produzioni di fieno per l'alimentazione animale i timori sono associati alle particelle di suolo che aderiscono all'erba anche dopo lo sfalcio piuttosto che alla materia vegetale in sè;
- nel caso dei giardini pubblici, preoccupa il contatto dei bambini con il suolo contaminato e l'ingestione involontaria di particelle di terreno.
LA CORRELAZIONE DEL NUOVO ELABORATO (2016-2018) SUL RISCHIO DI CONTAMINAZIONE RESIDUA DA DIOSSINA RISPETTO A QUELLO DEL 2003
Gli scenari da esposizione erano 3 (2 che consideravano soggetti residenti nella zona B e uno di riferimento):
• "Scenario centrale zona B": scenario con esposizione media della popolazione residente nella zona B e limitate attività a rischio (giardinaggio e coltivazione)
• "Scenario estremo zona B": scenario di esposizione riconducibile alla parte più a rischio della popolazione residente nella zona B con significative attività a rischio (coltivazione diretta di prodotti vegetali e allevamento di animali da cortile che entravano a far parte stabilmente della loro dieta);
• "Scenario centrale di riferimento": scenario con esposizione media della popolazione generale residente in aree comparabili con la zona B ma non coinvolte nella fuoriuscita del tossico.
Nell'analisi del rischio del 2003, le vie di esposizione considerate erano state molto più ampie di quelle oggi generalmente considerate nell'analisi di rischio sito-specifica di siti contaminati.
Allora le vie di esposizione esaminate erano:
• ingestione di particelle di suolo inquinato;
• contatto dermico con particelle di suolo inquinato;
• inalazione;
• ingestione d'acqua;
• ingestione di prodotti alimentari di provenienza esterna (carne, pesce, latte e prodotti derivati, uova, frutta e verdura, cereali e derivati;
• ingestione di prodotti alimentari provenienti direttamente dalla zona B vegetali, polli e uova, a seconda degli scenari).
• il primo di durata 30 anni, durante i quali si assumeva un'esposizione a livelli di diossine pari a quelli misurati nella zona B;
• il secondo di durata 40 anni, durante i quali si assumeva un'esposizione a livelli di diossine pari a quelli dello scenario centrale di riferimento (cioè a quelli che dovrebbero rappresentare i livelli di fondo).
I valori di esposizione risultati per i tre scenari erano stati i seguenti:
• "Scenario centrale zona B": 10 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana;
• "Scenario estremo zona B" : 16-29 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana;
• "Scenario centrale di riferimento": 9 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana.
Nel 2003, il valore relativo allo "Scenario estremo zona B" risultava dunque superiore alla dose tollerabile settimanale (Tolerable Weekly Intake, TWI) stabilita dallo Scientific Committee on Food (SCF) della Commissione Europea nel maggio 2001 pari a 14 pgWHO- TEQ/kg peso corporeo/settimana.
La ricerca de 2003 evidenziava che "l'esposizione alle diossine dovuta alla dieta era di cruciale importanza e aveva una rilevanza tutt'altro che trascurabile anche nella popolazione generale, cioè esterna alla zona B e all'area di Seveso."
Si suggeriva pertanto l'adozione di cautele al consumo di prodotti alimentari provenienti direttamente dalla zona B, con particolare riguardo ai prodotti animali in generale considerata la caratteristica di bioaccumulo della diossina nei grassi animali.
Cautela anche rispetto ai prodotti vegetali appartenenti alla famiglia delle cucurbitacee - come cocomero, cetriolo, melone, zucca, zucchina che hanno dimostrato significative capacità di bioaccumulare diossina.
Nel finale dell'indagine FLA del 2016-2018, gli estensori riesaminando i punti conclusivi dell'analisi di rischio del 2003 esplicitano che : "l'adozione di opportune cautele sull'utilizzo dei terreni a scopo di allevamento, orticolo e agricolo è da confermarsi, con la raccomandazione che le eventuali restrizioni siano documentabili o, in assenza di documentazione certa, possano giustificarsi secondo il principio di precauzione.
Alla luce di quanto discusso nel presente paragrafo si ritiene di confermare gli esiti dell'analisi di rischio pubblicata nell'aprile 2003."
La relazione della FLA
mercoledì 5 dicembre 2018
Pedemontana ed il piano quasi perfetto del M5S (che ci lascia perplessi)
Intervento del Coordinamento No Pedemontana
Eravamo presenti la sera del 23 novembre presso la Sala Consiliare di Cesano Maderno, dove gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno illustrato una possibile alternativa al completamento di Pedemontana. L'ipotesi prende le mosse dallo studio di fattibilità elaborato da Infrastrutture Lombarde e Regione Lombardia, relativo alla "riqualificazione" della Superstrada Milano Meda con l'ampliamento a 3 corsie tra Bovisio Masciago e Milano. (“Riqualificazione” lo diciamo per inciso, che sembra più finalizzata al confronto con il Governo; “Regione ha fatto la sua parte, ora la Pedemontana va completata e il governo tiri fuori i soldi”).
La proposta del Movimento 5 Stelle prevede che questo ampliamento a 3 corsie si faccia anche tra Bovisio e Lentate e, dunque su quella che sarebbe la tratta B2 della Pedemontana, di cui costituirebbe l'alternativa. Inoltre il Movimento 5 Stelle ipotizza che la 3° corsia in questione venga dedicata al transito di autobus secondo il modello Bus Rapid Transit, illustrato con animazioni e immagini del progetto realizzato a Chicago (USA).
L'ipotesi è suggestiva, ma ci lascia a dir poco perplessi.
Ampliamento a 3 corsie significa in realtà rifacimento dell'attuale Superstrada allargandola poi di diversi metri su entrambi i lati; si aggiunga che si dovrebbero realizzare le stazioni del Bus Rapid Transit e i relativi sottopassaggi. E' evidente che tutto questo comporta in ogni caso lo sbancamento e la movimentazione di grandi quantità di terre e la dispersione di polveri contaminate dalla diossina a seguito del disastro Icmesa del 1976, nella parte del tracciato tra Meda Seveso Cesano e Bovisio. Il più grave problema per l'ambiente e la salute legato alla realizzazione di Pedemontana si ripropone dunque tale e quale anche con la proposta avanzata dal Movimento 5 stelle.
Su questa problematica, i relatori si sono limitati a ribadire che la società Pedemontana è stata costretta a effettuare (nel 2016) la caratterizzazione dei suoli analizzando i campioni di terra prelevati lungo il tracciato nei Comuni coinvolti nell’inquinamento. Vero; però poi i risultati di queste analisi vanno letti. E sono risultati a dir poco preoccupanti. Su tutto il tracciato la diossina è presente in concentrazioni elevate, superiori (anche di molto) alle soglie di rischio previste dalla legge. Inoltre la contaminazione nella nostra zona ha (purtroppo) una peculiarità. La diossina è pervasiva, è ovunque, in concentrazioni molto elevate, lungo tutto il tracciato in oggetto, spesso a pochi metri da abitazioni; è nei giardini, nei campi, in un'area molto vasta e densamente abitata. In queste condizioni, per quanto ne sappiamo non esiste la possibilità di effettuare una bonifica in sicurezza per la popolazione (senza cioè comunque movimentare le terre contaminate). Non a caso in più occasioni si è parlato in passato di messa in sicurezza del territorio che significa non intervenire in modo impattante sulla zona inquinata, preservare le aree verdi (agricole e non) evitando di costruire, e si dovrebbero estendere le analisi del suolo su tutta l'area inquinata dal 1976.
Riguardo dunque al tema specifico, qualsiasi alternativa in direzione dell'auspicata (anche da noi) mobilità sostenibile, non può basarsi su interventi massicci sulla Milano Meda, nella tratta contaminata, e semmai si deve rafforzare il trasporto pubblico ad esempio sulle linee ferroviarie esistenti, verso Milano, e ampliando la S9 Seregno Saronno (per fare degli esempi).
Riteniamo che il problema diossina non debba essere considerato un problema secondario, per cui prima si inventa un bel progetto e poi si vedrà il da farsi: questa sarebbe la stessa logica di chi ha progettato Pedemontana. E riteniamo che non basti un autobus per fare la sostenibilità. E anche il più lungimirante, avveniristico, onesto, economicamente conveniente e "americano" dei progetti non può essere realizzato se vi è anche lontanamente un rischio per l'ambiente e soprattutto per la salute della popolazione.
Noi continueremo ad opporci a qualsiasi opera che devasti il territorio e minacci la nostra salute quale che sia il nome che gli si vuole dare; anche per questo oltre alle iniziative che continueremo a proporre, saremo anche noi a Torino l'8 dicembre insieme al Movimento No TAV e a tutti i movimenti che difendono i territori e i beni comuni.
sabato 28 luglio 2018
Tempi lunghissimi per la metrotramvia Milano-Seregno
| Il tratto seregnese della metrotramvia |
La risposta dell’assessore Terzi ha reso noto come, prima di proseguire i lavori sulla tranvia, in considerazione delle varianti tecnico-economiche introdotte, sarà necessario convocare una nuova Conferenza dei Servizi. Dopodiché sarà necessaria una nuova approvazione da parte del CIPE. La durata dei lavori è stimata in un tempo previsto di circa 28 mesi, dalla data di pubblicazione della nuova delibera del Cipe. Tempi lunghissimi per i cittadini che attendono da anni una risposta alle loro esigenze.
Derosa ha così espresso le sue perplessità sull'opera: "Ritardi, cattiva gestione e tempi che si allungano al punto da farci chiedere se sia o meno il caso di continuare a investire denaro pubblico, su di un’opera, come la riqualificazione della tranvia Milano-Seregno, nel tempo superata dal mutare delle esigenze."
mercoledì 13 dicembre 2017
Perchè l'Agenzia Tutela della Salute della Brianza dice di no allo studio epidemiologico?
"L'ATS (Agenzia Tutela della Salute) della Brianza nega al Comune di Desio e al suo consulente, Dottor Paolo Crosignani, l'accesso ai dati sanitari dei cittadini, impendo così la realizzazione dello studio epidemiologico sui danni alla salute dei cittadini di Desio, Bovisio Masciago, Varedo e Cesano Maderno eventualmente causati dalle emisioni dell'inceneritore. Sono andato di persona a parlare con il direttore generale e con il suo staff e quello che è emerso in maniera inequivocabile è che lo studio epidemiologico sull'inceneritore non vogliono proprio che venga fatto, né da loro direttamente né da parte del consulente del Comune. Propongono un altro genere di studio, più generico, che con l'inceneritore non ha nulla a che vedere", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia.
Per Corbetta, "l'ATS sostiene di non credere proprio all'idea stessa di uno studio epidemiologico. E' una posizione che ritengo totalmente insostenibile e inaccettabile, considerato che ovunque nel mondo si fanno studi epidemiologici scientificamente validi legati a specifiche fonti di inquinamento e non si capisce perché ATS Brianza debba porre un veto sullo studio che riguarda l’inceneritore di Desio.
E' davvero una posizione inspiegabile quella dell'ATS ma, d’altronde, se lo studio epidemiologico venisse realizzato e dovesse evidenziare danni alla salute causati dall’inceneritore, qualcuno legittimamente potrebbe chiedersi a cosa serva il servizio epidemiologico presente in ATS Brianza che sul tema non ha fatto nulla per anni".
"Per cercare di sbloccare la situazione ho scritto al sindaco Corti e all'assessore Guidotti esortandoli a incontrare l'assessore regionale Gallera e a chiedere il suo intervento affinché ATS Brianza consenta al Comune di accedere ai dati sanitari. Ho dato piena disponibilità a fare da tramite tra Comune e assessore regionale perché si possa organizzare l'incontro in tempi rapidissimi e risolvere finalmente questa assurda situazione. Dopo 7 anni di attesa non si può chiedere ai cittadini di aspettare ancora. Se Corti e Guidotti, come hanno dichiarato più volte, vogliono davvero realizzare lo studio epidemiologico, non si arrendano allo stop inaccettabile che ATS sta imponendo, ma al contrario proseguano con decisione sulla strada intrapresa. Io sono disponibile a collaborare ma per convincere l'assessore regionale è necessario l'intervento del Sindaco: attendo un suo riscontro", conclude il consigliere regionale.
giovedì 8 dicembre 2016
Seregno: una serata sulla Metrotramvia
Il Novimento 5 Stelle di Seregno organizza il 16/12/2016 alle ore 21 in Sala Monsignor Gandini in via XXIV Maggio una serata informativa sulla Metrotramvia."Lo scopo della serata - precisa il M5S - è quello di spiegare perché un'opera all'apparenza ambientalmente sostenibile e difendibile non ci convince in quanto presenta numerosi punti critici".
All'incontro saranno ospiti i Comitati di Seregno che hanno organizzato la petizione "No Metrotramvia".
lunedì 14 novembre 2016
Le questioni irrisolte della metrotramvia Milano Seregno
Interpellanza di Mario Nava, Consigliere comunale per il MoVimento 5 Stelle
Premesso che:
- Le precedenti amministrazioni che hanno guidato la città nell’ultimo decennio hanno approvato il progetto per la realizzazione della Metrotranvia il cui costo preventivato ammonta a circa 232 milioni di Euro.
- A distanza di oltre 6 anni dalla delibera di approvazione sarebbero state inserite e in fase di approvazione alcune varianti.
- Che il progetto esecutivo e’ in fase di valutazione per l’approvazione.
- Questa amministrazione è a conoscenza del fatto che alcune di queste richieste, presentate da altro comune, avranno fondamentali risvolti economici? Quali richieste sono state presentate al Comune di Seregno dai cittadini? Quali sono state presentate dal Comune di Seregno agli enti preposti? Quali quelle non presentate con quali motivazioni? Quali sono state accolte? Quali quelle, invece, respinte e con quali motivazioni?
- E’ stata fatta una proposta tecnico/economica dal Comune di Milano che prevede l’utilizzo di 8 tram bidirezionali (anzichè 18) e di ridotta capacità (26 m invece di 35 m) e che questo comporterebbe lo stravolgimento dei parametri trasportistici ed economici dell’opera che hanno contribuito al parere favorevole positivo ministeriale in sede di conferenza dei servizi. Che posizione intende assumere l’Amministrazione di Seregno su questo punto? Inoltre visto che il progetto definitivo è stato approvato, con varie e precise prescrizioni, che devono essere rispettate, a tal proposito chiediamo:
- La prescrizione n. 15 dell’allegato 1 alla delibera del CIPE del 2008 recita: “La rimozione/abbattimento di alberature lungo il percorso dovrà essere compensata con la piantumazione di un numero di essenze arboree autoctone almeno doppio di quelle estirpate, da porre a dimora anche nelle aree limitrofe al percorso tranviario.” Ha provveduto, questa Amministrazione, ad indicare, in seguito di specifica richiesta, i luoghi dove provvedere alla piantumazione e il numero, quali sono i luoghi e quante sono le essenze arboree?
- La prescrizione n. 26 dell’allegato 1 alla delibera del CIPE del 2008 recita: “Dovranno essere stabiliti, in apposite convenzioni, gli oneri di manutenzione degli impianti e della sede stradale e i soggetti a carico dei quali saranno posti tali oneri.” A quanto ammontano questi oneri e quali sono i soggetti?
- La prescrizione n. 57 dell’allegato 1 alla delibera del CIPE del 2008 recita: “In corrispondenza del terminale di Seregno FS, dovrà essere valutata la realizzazione di un sottopasso per la migliore connessione della metrotranvia con la stazione ferroviaria e con l'autostazione.” A quanto ammonta il costo di questa opera e chi se ne assumera’ l’onere?
- La prescrizione n. 60 dell’allegato 1 alla delibera del CIPE del 2008 recita: “Dovranno essere definite e adottate, in accordo con gli Enti locali interessati, adeguate opere di mitigazione e compensazione ambientale per l'area, in parte destinata a Parco locale di interesse sovraccomunale della Brianza Centrale, in cui è inserito il deposito per il ricovero e la manutenzione dei mezzi. Gli interventi sono da coo rdinarsi con quelli connessi alla realizzazione del sistema viabile pedemontano.” Quali sono gli interventi che verranno realizzati?
- L’appaltatore emetterà un’unica revisione del progetto esecutivo, risolutiva di tutte le non conformita’ e delle eventuali richieste del RUP, che sarà sottoposta alla approvazione dei Soggetti preposti per legge e al benestare / approvazione ad altri soggetti previsti. Quali sono questi soggetti? Il Comune di Seregno ne fa parte? Questa Amministrazione intende partecipare, a che titolo e con che poteri?
- Dal momento che l’aggiudicazione dell’appalto risale al 2013 e l’inizio dei lavori è previsto, se il progetto esecutivo sarà approvato, nel 2017, l’impresa potrà chiedere la revisione dei prezzi. In questo caso gli ulteriori costi verranno ripartiti tra i vari partecipanti, tra i quali appunto il Comune di Seregno. Tale quota, già da oggi, rappresenta un debito occulto fuori bilancio che sarebbe doveroso prevedere o quantomeno annotare come evenienza. Come intende operare questa Amministrazione?
Mario Nava, Consigliere comunale per il MoVimento 5 Stelle
mercoledì 30 luglio 2014
Due iniziative alla Camera per fermare Pedemontana
Comunicato stampa
E’ stata presentata dal Movimento 5 Stelle in data 9 luglio 2014, una mozione da discutere alla Camera dei Deputati, primo firmatario Davide Tripiedi, per lo stop immediato di Pedemontana e, in data 24 luglio 2014, la stessa è stata presentata come risoluzione in Commissione Ambiente sempre alla Camera, primo firmatario Mirko Busto.
Si è deciso di utilizzare entrambi gli atti da discutere nelle due diverse sedi della Camera per la gravità e l’urgenza che il fatto propone. Al centro della questione è stato posto soprattutto il problema ambientale in funzione della problematica irrisolta della diossina ancora esistente nella non ancora realizzata tratta B2 dell’autostrada, senza però dimenticare l’insostenibilità economica dell’opera.
L’impegno che si chiede al Governo è quello di fermare immediatamente l’opera infrastrutturale alla tratta A non proseguendo con i lavori già iniziati della tratta B1 e spostando i fondi impegnati nell’opera al trasporto collettivo su ferro solo ove effettivamente necessario.
Da sempre il Movimento 5 Stelle è contrario alle grandi opere, comprese quelle autostradali, devastanti per l’ambiente ed inutili fonti di spreco di danaro pubblico a cui ha sempre preferito una mobilità più sostenibile e meno impattante. La voce del gruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, in accordo sugli atti depositati, è rappresentata dal Senatore Bruno Marton di Desio, anche lui da sempre contrario alla realizzazione del progetto.
Deputato Davide Tripiedi, Movimento 5 Stelle
Senatore Bruno Marton, Movimento 5 Stelle
sabato 3 maggio 2014
Mille firme per fermare Pedemontana
I prossimi appuntamenti per firmare:
- 4 maggio a San Giorgio a Desio durante la Festa del Quartiere (mattina e pomeriggio)
- 4 maggio a Vimercate banchetto durante l'iniziativa della Lista Tsipras all'ARCI ACROPOLIS (dalle 15.30)
- 7 maggio all'iniziativa incontriamo il movimento NO TAV promossa dal Coordinamento (Desio, sala Pertini dalle ore 20.45 )
- 10 maggio a Sovico (Area Spettacoli) banchetto durante l'iniziativa del Movimento 5 Stelle
martedì 29 aprile 2014
Pedemontana:che effetto fa un'autostrada condannata a morte?
Maroni preoccupato di Pedemontana...
di Gianmarco Corbetta, consigliere regionale M5S
Oggi Maroni in Consiglio Regionale ha appena “espresso preoccupazione” per la realizzazione delle opere infrastrutturali legate ad Expo, in particolare Pedemontana, dato che il Cipe ha rinviato per l’ennesima volta la defiscalizzazione dell’opera.
Io “esprimo soddisfazione” per la preoccupazione di Maroni… e lo invito a passare allo step successivo: iniziare a pensare (meglio tardi che mai) a come uscire vivi e col minor danno possibile da un’autostrada che non verrà mai realizzata per intero, visto che il mercato e la crisi finanziaria l’hanno condannata a morte.
Approfitto dell’occasione per pubblicare qui alcune foto, che ho ricevuto in forma anonima, scattate all’interno del cantiere di Pedemontana a Lomazzo… immaginate un cantiere del genere a Seveso o a Desio… che effetto fa?
Nota: Pubblichiamo solo alcune foto pervenute al consigliere Corbetta, per vedere tutti gli scatti cliccare qui.
venerdì 4 aprile 2014
Pedemontana, uscita Lomazzo? Il consiglio comunale di Desio chiede di fermare i lavori alla tratta "A"
L'OdG è stato presentato e sostenuto da: Partito Democratico, Lista Civica Desio Viva, Lista Civica la Sinistra per Desio e Movimento 5 Stelle.
ORDINE DEL GIORNO
OGGETTO: Autostrada Pedemontana
VERIFICATO CHE
La Pedemontana Lombarda, detta anche Sistema Viabilistico Pedemontano, è un insieme di tratte autostradali che passa attraverso le province di Varese, Como, Monza-Brianza, Milano e Bergamo, un’infrastruttura autostradale di complessivi 86,7 km. I comuni di Seveso, Meda, Barlassina, Cesano Maderno (tratta B2) e Desio e Bovisio Masciago (tratta C) sono interessati dal progetto autostradale e dalle opere di viabilità complementare connesse;
L’opera viabilistica Pedemontana transita all’interno di aree classificate come contaminate a seguito dell’evento ICMESA, spingendosi all’interno dell’area del “Bosco delle Querce”, ambito di memoria che contiene le vasche di raccolta dei terreni altamente contaminati;
VALUTATO CHE
Sono in fase di ultimazione la tratta A e i primi lotti di tangenziali di Como e Varese del Sistema Viabilistico Pedemontano. Per il secondo lotto invece il concessionario pensa di procedere per singole tratte in relazione alle disponibilità economiche. Per la conclusione dell’intera opera è necessario poter disporre della liquidità da parte dei soci (vedasi, ad esempio, comunicazione dell’assessore Del Tenno alla Giunta regionale del 3/4/2013);
Con l’opportunità di defiscalizzare l’opera è stato impostato un piano economico finanziario che permette di ridurre la ricapitalizzazione da 1,2 miliardi a 850 milioni di euro (fonte: Lombardia Notizie 17/9/2013). La copertura finanziaria è garantita per le sole tratte A e B1, ad oggi nessuna certezza per le tratte B2, C e D (fonte: il Giornale di Seregno 24/9/2013 “Giordano: nessuna certezza sulla copertura finanziaria”);
CONSIDERATA
la fortissima preoccupazione dei sindaci dei Comuni sulla tratta B2 per l’insostenibile congestionamento della superstrada Milano-Meda nel caso si dovesse realizzare il collegamento da Lomazzo a Lentate sul Seveso (tratta B1) con conseguente riversamento sulla superstrada del traffico proveniente da Como e Varese (fonte: Il Cittadino di Monza e Brianza 21/09/2013 “La rabbia dei Sindaci: lasciati in un pantano”);
VALUTATO INOLTRE CHE
Secondo la comunicazione dell’assessore Del Tenno del 3 aprile 2013 “per pedemontana, sussistono sia problemi di carattere territoriali dovuti all’avanzamento dei cantieri (rumori, polveri, etc.) sia criticità attinenti la certezza della complessiva realizzazione dell’opera”;
PRESO INOLTRE ATTO CHE
L’Amministrazione Comunale di Desio unitamente a quella di Seveso e alle associazioni e gruppi aderenti a Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile hanno presentato una diffida nel portare a conclusione il progetto esecutivo della tratta B2 prima di avere effettuato la campagna di indagine e la caratterizzazione delle terre così come prescritto (prescrizione n. 3) dal CIPE in occasione della deliberazione di approvazione del progetto definitivo dell’opera.
I comitati di cittadini dei comuni di Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Seveso e Desio hanno rilevato diversi profili di illegittimità del progetto definitivo della tratta B2 e hanno inoltrato al TAR un proprio ricorso contro la delibera di approvazione del CIPE (delibera del 6.11.2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 18.2.2010) contestando:
- che il progetto definitivo è stato modificato in sede di approvazione per la tratta B2, prevedendo la realizzazione del tracciato stradale fuori terra, a differenza di quanto previsto dal progetto preliminare (marzo 2006) che prevedeva, invece, una soluzione in interrato, come altresì indicato da Regione Lombardia con DGR VII/17643. Queste modifiche non sono state assunte con il recepimento di prescrizioni o raccomandazioni impartite dal CIPE nel progetto preliminare, bensì derivano da scelte del Collegio di Vigilanza dell’Accordo di Programma, sottoscritto il 19 febbraio 2007;
- la violazione della normativa, nazionale e comunitaria in materia di tutela ambientale e, in particolare, in relazione alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) dei P/P e a quella di Valutazione d’impatto ambientale (VIA);
- l’approvazione della L.R. 15/2008 denominata “Infrastrutture di interesse concorrente statale e regionale”, che consente “in deroga” alla L.R. 60/1985 “Istituzione di vincoli e destinazioni d’uso nell’area bonificata sull’incidente Icmesa” alla Pedemontana l’attraversamento del Parco Naturale del Bosco delle Querce;
I lavori di Pedemontana sono partiti a 30 anni di distanza dal periodo di concepimento dell’opera. Nel frattempo il territorio interessato dal tracciato si è progressivamente deindustrializzato, l’inquinamento atmosferico è aumentato ed il suolo è stato rapidamente urbanizzato;
Gli scenari di mobilità che è oggi possibile prevedere non coincidono con i valori considerati per giustificare la realizzazione di quest’opera infrastrutturale, anche in ragione di un mutamento dei trasporti merci internazionali e interregionali;
Vi è un minore interesse da parte degli istituti di credito a finanziare l’opera, in virtù della difficoltà a rientrare dei capitali investiti entro tempi certi;
Il Consiglio comunale di Desio
RITIENE CHE
- l’ipotesi di defiscalizzazione dell’opera non sia accettabile in quanto determinerebbe un costo ulteriore e immediato a carico della collettività, ossia dei cittadini e delle imprese che già, nell’attuale grave crisi economica, sono sottoposti a una crescente pressione fiscale;
- la realizzazione parziale dell’opera fino all’innesto con la superstrada Milano Meda (tratta B1) porterebbe un insostenibile peggioramento dei livelli di congestionamento del traffico nella superstrada e nelle viabilità dei comuni limitrofi, il tutto amplificato dalla mancata realizzazione delle previste opere di compensazione ambientale e di adeguamento della viabilità normale;
- le gravi e reali criticità legate alla continuazione dell’opera superino ampiamente i previsti benefici in termini di miglioramento della viabilità est-ovest;
- ad oggi l’opera non è interamente finanziata ed anzi si registra la forte difficoltà di APL nel reperire le risorse necessarie per finanziare l'opera.
di intervenire presso gli enti competenti al fine di limitare la realizzazione dell'opera infrastrutturale “Collegamento autostradale tra Dalmine, Como, Varese, Valico del Gaggiolo ed opere connesse” - Pedemontana Lombarda - alla tratta A (tra lo svincolo di Cassano Magnago sulla A8 e lo svincolo di Lomazzo sulla A9) e le tangenziali di Varese e Como così come individuate nel contratto sottoscritto il 26 agosto 2008 tra società Autostrada Pedemontana Lombarda e la società di progetto denominata Pedelombarda Scpa.
martedì 18 marzo 2014
Visita ai cantieri di Pedemontana: "A Lomazzo abbiamo visto le prime tracce di un’autostrada che punterà dritto nel verde della Brianza, spianando tutto quello che troverà sul suo percorso."
Report sulla visita ai cantieri di Pedemontana!
di Gianmarco Corbetta, consigliere regionale M5S
Venerdì scorso io e Silvana Carcano, insieme a Marco Fraceti dell’Osservatorio Antimafia di Monza e Brianza, siamo andati in visita ai cantieri di Pedemontana, nonostante il diniego da parte loro in assenza di un “coordinamento” con l’assessore regionale alle infrastrutture Del Tenno (richiesta stravagante che rimandiamo al mittente!).
La prima tappa è stata a Lazzate, primo comune della provincia di Monza e Brianza toccato dai lavori preliminari del tratto B1, quello che dovrebbe collegare Lomazzo all’imbocco della Milano Meda a Lentate sul Seveso.
E già questa è una prima notizia! Pedemontana ha fatto ufficialmente il suo ingresso nella nostra provincia e la B1, seppur con delle opere ancora in fase embrionale, è in via di realizzazione! Qui le ruspe di Pedemontana, senza un cartello o una recinzione, stanno abbattendo una parte del Bosco del Battù di Lazzate, uno dei pochi angoli verdi che erano rimasti nella nostra provincia! Vedere a terra tutti quegli alberi centenari mi ha messo addosso una tristezza infinita… e questo sarebbe progresso??
Già a Lazzate siamo stati intercettati da alcuni uomini di Pedemontana, che ci hanno pedinato in auto in tutti i nostri spostamenti.
Di seguito ci siamo spostati al vero e proprio cantiere di Lomazzo, dove stanno realizzando l’innesto con l’A8. Hanno anche impostato i lavori per il proseguimento dell’autostrada verso Lentate. Abbiamo visto le prime tracce di un’autostrada che punterà dritto nel verde, spianando tutto quello che troverà sul suo percorso.
Qui abbiamo avuto il primo contatto con gli uomini di Strabag, a cui abbiamo chiesto di visitare il cantiere ottenendone un diniego assoluto.
Abbiamo costeggiato l’area delimitata dalle reti del cantiere, fino a quando abbiamo trovato un cancello completamente spalancato e abbiamo deciso di entrare. Ma dopo poche decine di metri abbiamo visto arrivare sgommando le jeep di Strabag che ci hanno fermato e accompagnato fuori. Ne è nato un diverbio, che comunque si è risolto in pochi minuti.
Di fatto qui i lavori non li abbiamo visti, perché il cantiere è molto esteso e in qualche modo “coperto” da alcune montagnette di terreno.
Ad ogni modo ci è parso molto grave che un cancello fosse completamente aperto e incustodito, con possibilità di accesso da parte di chiunque!
A questo punto torneremo alla carica nel prossimo futuro perché intendiamo vigilare sulla regolarità dei lavori, sia tramite visite dirette in loco che tramite interrogazione e richieste di accesso agli atti.
Non finisce qui.
Qui il report di Monza Brianza TV, che ci ha accompagnato nell’avventura:
(tratto dal blog di Gianmarco Corbetta)
martedì 4 marzo 2014
Da oggi i cittadini sanno chi vuole Pedemontana e chi no!
La strada per fermare Pedemontana
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| Lo scempio nel Bosco della Moronera |
Non ci facciamo particolari illusioni, il partito trasversale delle grandi opere è forte; però sarà costretto a venire allo scoperto, e chi vuole dare il colpo di grazia alla Brianza dal punto di vista del consumo di suolo, chi non si preoccupa di esporci al rischio diossina, se ne assumerà pubblicamente la responsabilità.
Probabilmente la discussione sarà tra fine mattinata o pomeriggio. Condivideremo ogni aggiornamento
Ricordiamo intanto che è in corso la raccolta firme contro pedemontana.
Per info: https://nopedemontana.wordpress.com/
mercoledì 29 gennaio 2014
Clamoroso: Seveso non mette in discussione il piano industriale di BEA
Lo scorso 18 gennaio su questo blog interveniva il consigliere regionale Gianmarco Corbetta e nel riportare il resoconto di una serata informativa sull'Inceneritore di Desio e la gestione sostenibile dei rifiuti scriveva "la vera notizia della serata è arrivata dai rappresentanti dei comuni di Seveso e Limbiate, che solo un paio di mesi fa avevano votato a favore del Piano Industriale di Bea, facendo così passare il Piano stesso in un’Assemblea dei Soci sostanzialmente divisa a metà (il Piano era passato con il solo 52% dei consensi). Ebbene sia De Luca che Rivolta hanno espresso forti perplessità sul Piano Industriale di Bea e, anche alla luce di quanto emerso durante la serata, si sono impegnati pubblicamente a rimettere in discussione il Piano nelle sedi opportune."
Segnaliamo ora la seguente presa di distanza di Fabio Rivolta, assessore all’Ambiente e di Paolo Butti, sindaco di Seveso.
L’amministrazione comunale di Seveso ha tra i suoi principali obiettivi la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile. In quest’ottica sono rivolte anche le politiche riferite a gestione e smaltimento dei rifiuti. Le politiche ambientali virtuose devono anche considerare aspetti di sostenibilità economica, infatti se tali aspetti economici non vengono correttamente soppesati possono portare problemi di carattere sociale per mancanza di risorse.
Il tema delle politiche di gestione dei rifiuti è oltremodo delicato se si considerano gli enormi interessi che potrebbero gravitare attorno a questo settore che hanno più volte portato a scandali e forti collegamenti alla criminalità organizzata.
Per i motivi sopra esposti è nostra ferma convinzione che la gestione di queste politiche debba rimanere in capo agli enti pubblici i quali garantiscono una maggiore possibilità di controllo e un’attenzione maggiore al bene pubblico.
Quindi:
– tutela dell’ambiente;
– sotenibilità economica;
– possibilità di controllo pubblico;
sono i presupposti su cui si basa la nostra azione politica e che riteniamo equilibratamente sostenuta all’interno del piano industriale di B.E.A. votato da questa amministrazione comunale.
Un piano diverso rispetto alla precedente versione principalmente sui seguenti punti:
1) i Comuni soci sono liberi dai vincoli che possano condizionare, limitandole, le politiche di incentivazione della raccolta differenziata;
2) riduce sia i tempi di ritorno dell’investimento (da 20 a 15) che i volumi di investimento (da 25 a 15 milioni) tutto ciò allo scopo di intercettare nel corso degli anni lo sviluppo di tecnologie ecologicamente virtuose alternative all’incenerimento;
3) apre ad altre tecnologie di recupero della frazione organica.
Oltre a tutto ciò, i soci hanno chiesto alla società che si impegni:
1) ad abbassare la tariffa per i Comuni soci (portata per il 2014 da 92 euro a 80 euro a tonnellata);
2) a realizzare studi sulle nuove tecnologie di smaltimento ecologicamente virtuose in un’ottica di ridimensionamento e/o riconversione futura dell’impianto da realizzare da qui a 15 anni (tempo di ritorno dell’investimento attuale).
Infine il piano industriale permette, attraverso l’efficientamento dell’impianto una maggior produzione di energia elettrica e termica (a parità di conferimento) e una forte diminuzione delle emissioni (già oggi di gran lunga sotto le soglie massime previste dalla normativa vigente).
La critica avanzata rispetto al fatto che si debba con questo impianto cercare altrove rifiuti è smentita dall’esistenza in Lombardia di discariche che accumulano rifiuti.
L’esistenza di una serie di rifiuti speciali che il termovalorizzatore potrebbe smaltire, e l’auspicio che abbiamo che si realizzi il ciclo integrato dei rifiuti nella nostra area, facendo convergere le attività di raccolta svolte da Gelsia Ambiente e di smaltimento svolte da B.E.A., entrambe aziende pubbliche, permetterebbe di mantenere in loco tutto il ciclo dei rifiuti, riducendo così sia l’impatto inquinante dovuto al trasporto dei rifiuti che quello economico.
A sostegno dell’attenzione che siamo mettendo alle politiche virtuose nel settore dei rifiufi e dell’economicità dei servizi, a breve partirà un nuovo progetto di raccolta: il cosiddetto “sacco blu” che permetterà di accrescere notevolmente la raccolta differenziata (di conseguenza verrà ridotto lo smaltimento in forno con importanti risparmi economici per i cittadini di Seveso).
Per meglio e definitivamente chiarire le posizioni della nostra amministrazione, strumentalizzate o perlomeno mal interpretate in questi ultimi giorni, chiariamo che l’azione del socio Comune di Seveso all’interno dell’assemblea di B.E.A. sarà puntuale ed attenta affinché queste linee di indirizzo politico e sostanziale espresse nel piano industriale votato lo scorso novembre si realizzino nei prossimi anni attraverso azioni puntuali, concrete ed efficaci. In questo senso va inteso il nostro impegno al migioramento del piano, nel senso cioè che tutte le parti sopra esposte che già e comunque rientrano tra gli obiettivi del piano si realizzino nel modo migliore possibile.
Fabio Rivolta
Paolo Butti

























