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sabato 4 luglio 2026
PTCP della Provincia di Varese: WWF Insubria chiede più tutela per suolo, corridoi ecologici e rigenerazione urbana
Il WWF Insubria interviene nel dibattito sulla pianificazione territoriale della Provincia di Varese, inviando in questi giorni una serie di osservazioni sul Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), attualmente in fase di revisione.
Un documento articolato, composto da sette punti principali, che punta a rafforzare la tutela del paesaggio, della biodiversità e della salute pubblica. Al centro, una richiesta netta: ridurre drasticamente il consumo di suolo e invertire la rotta rispetto alla frammentazione del territorio.
Le osservazioni dell’associazione si concentrano in particolare sugli ambiti di Malpensa, del Sempione e del Saronnese, dove il piano provinciale segnala ormai una “residua presenza di aree libere”. Per il WWF Insubria non è più sufficiente contenere l’espansione urbanistica: serve un cambio di paradigma. Come sottolinea il vicepresidente dell’associazione, Matteo Colaone, “in queste aree non si tratta più di contenere il consumo di suolo, ma di arrivare progressivamente ad azzerarlo”. L’indicazione è chiara: evitare nuove edificazioni su aree vergini e puntare invece sul recupero del patrimonio edilizio esistente. “Ogni nuova trasformazione irreversibile del suolo rappresenta una perdita che il territorio non può più permettersi”, aggiunge Colaone.
Tra le richieste rivolte alla Provincia c’è anche quella di costruire un quadro conoscitivo aggiornato, Comune per Comune, su case sfitte, aree dismesse e potenzialità di rigenerazione. L’obiettivo è orientare le politiche urbanistiche verso il riuso dell’esistente e ridurre la pressione sul territorio. In questo senso, il WWF Insubria sollecita anche interventi di depavimentazione e strategie contro le isole di calore urbane, in linea con i modelli più avanzati di “città spugna”. “Rigenerare significa anche restituire spazio alla natura dentro i contesti urbani”, osserva ancora Colaone, “non solo costruire in modo diverso, ma anche disfare ciò che non è più necessario”.
Uno dei punti più delicati riguarda la tutela dei corridoi ecologici, già individuati e confermati dal PTCP. Secondo il WWF Insubria, queste aree non devono essere compromesse da nuove urbanizzazioni, soprattutto in un territorio già fortemente frammentato. Il tema si intreccia con una vicenda concreta: la localizzazione del nuovo canile di Varese in località “i Duni”, ricadente in un corridoio ecologico che collega due PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale). Il WWF Insubria, insieme ad altri soggetti, ha presentato ricorso contro il progetto. “Comprendiamo la necessità di risolvere le criticità del canile attuale”, afferma Colaone, “ma non possiamo accettare soluzioni che interrompano un corridoio ecologico strategico per la fauna e per la connessione tra aree protette”. L’associazione ribadisce inoltre una proposta alternativa: individuare aree dismesse o già urbanizzate, servite da infrastrutture, in grado di ospitare la struttura senza impatti su habitat di pregio.
Tra gli elementi accolti positivamente c’è la ricostituzione della Commissione Provinciale per l’Ambiente Naturale, tornata operativa dopo diversi anni di inattività. L’organismo riunisce dieci esperti e ha tra i propri compiti quello di esprimere pareri su riserve naturali, studi paesaggistici e possibili nuove aree protette. Tra i nominati figura proprio Matteo Colaone, designato dalle associazioni ambientaliste. “È uno spazio importante di confronto tecnico e scientifico che può incidere concretamente sulle scelte territoriali”, commenta Colaone, “a patto che venga messo realmente in condizione di lavorare sulle priorità ambientali del territorio”.
Nel complesso, WWF Insubria chiede un salto di qualità nella pianificazione provinciale: più coordinamento tra livelli istituzionali, meno consumo di suolo, maggiore attenzione alle connessioni ecologiche e una visione integrata del territorio. “Il PTCP è uno strumento decisivo”, conclude Colaone, “e deve essere all’altezza delle sfide ambientali che non sono più rimandabili”.
lunedì 8 novembre 2021
WWF Insubria: una passeggiata guidata alla scoperta dei "sentieri recuperati"
Domenica 7 novembre 2021 si è svolta, a cura del WWF Insubria, una bella passeggiata sui sentieri che l'associazione ambientalista sta recuperando tra Appiano Gentile (CO) e Tradate (VA), in località Fogoreggio, con il contributo di SAATI (ne abbiamo parlato qui).
I partecipanti si sono complimentati con Matteo Colaone, referente WWF per la zona di Varese, sia per l'iniziativa di recupero dei sentieri sia per essere stata una "super guida".
Di seguito alcune foto della giornata.
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lunedì 7 settembre 2020
Fridays For Future di Como contesta i ritardi amministrativi dell'agenzia TPL Como - Lecco - Varese
di Fridays For Future, Como
A parole, le agenzie TPL (Trasporto Pubblico Locale) sono state istituite per migliorare il governo complessivo del trasporto pubblico (tra cui la promozione dell'integrazione tra i servizi di trasporto). Ma nei fatti è cosí?
Non tutti sanno che... una tra le principali funzioni che deve svolgere l'agenzia del trasporto pubblico locale è quella di avviare (e concludere) il procedimento di gara per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico dei lotti del Bacino di Como, Lecco e Varese. Ma...
Una serie di date, qui sotto, dimostrano i ritardi amministrativi dell'agenzia TPL Como - Lecco - Varese.
- 2012: Regione Lombardia istituisce le agenzie TPL;
- 2016: Dopo 4 anni dall'istituzione delle agenzie, avviene la prima assemblea tra gli Enti proprietari (dell'agenzia TPL Como Lecco Varese);
- 2017: l'agenzia comincia il suo primo anno completo di lavoro;
- Luglio 2019: viene approvato dall'agenzia TPL, il Documento Unico di Programmazione (DUP), il cui programma di massima delle attività prevede il lancio delle procedure di gara (manifestazione di interesse) entro il settembre dello stesso anno;
- Settembre 2019: la procedura di gara non viene lanciata;
- Agosto 2020: l'agenzia TPL non ha ancora lanciato la messa a gara del servizio di trasporto pubblico.
L'agenzia TPL riceve circa 60 milioni di euro da regione Lombardia all'anno, perché in quattro anni (e piú), la stessa non é riuscita a mettere a gara il servizio TPL per i bacini di Como, Lecco e Varese?
Ora, non meravigliamoci se l'agenzia TPL non riesce a gestire questa situazione "emergenziale", perché come potete ben capire in quattro anni non è riuscita a gestire nemmeno l'ordinario.
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venerdì 26 maggio 2017
Bicipace colora le provincie di Milano e Varese
di Silvia Valenti, Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Domenica 28 maggio 2017 torna Bicipace, giunta quest’anno alla 35esima edizione. La carovana in bicicletta, che nella passata edizione ha visto la partecipazione di 2mila ciclisti, attraversa i territori del varesotto e dell’alto milanese, portando i colori dell’arcobaleno in ben 42 comuni: da Abbiategrasso a Gallarate, passando da Somma Lombardo, Olgiate, Legnano e ancora Busto Arsizio, Saronno, Castellanza, Lainate, Rho e tanti altri. L’arrivo per tutti è previsto alla splendida Colonia Fluviale di Turbigo per un pranzo conviviale. E poi ancora musica dal vivo, animazione e giochi per adulti e piccini, Truccabimbi, Ludobus, “Conoscere gli alberi”, massaggi shiatsu e la visita guidata al Mulino del Pericolo.
«Siamo orgogliosi che quest’anno Bicipace si faccia promotrice della campagna #salvailsuolo, che propone l’iniziativa dei Cittadini Europei People4Soil, sostenuta da 500 organizzazioni appartenenti a gran parte dei Paesi dell’Unione Europea. Durante l’evento sarà possibile firmare la petizione che chiede un quadro legislativo a tutela del suolo da speculazioni edilizie, dalla contaminazione e dall’erosione – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – La bellezza dei paesaggi che ci circondano è un patrimonio importante che va difeso dalle minacce del cemento e scoperto anche con giornate come questa».
Non solo il piacere di condividere una giornata di attività all’aria aperta, immersi negli splendidi panorami della campagna lombarda, ma anche la solidarietà è un elemento che caratterizza questo evento. Bicipace sostiene due progetti: il primo promosso da Les Mamans d’Afrique Onlus con la Scuola di Babele che prevede la creazione di un laboratorio di sartoria associato a un corso di alfabetizzazione rivolto a 20 donne e ragazze del villaggio di Agbanou, in una delle zone più povere del Togo; il secondo sarà invece realizzato in Congo dall’Associazione Amici Sostenitori dei Bambini di Don Crispino Onlus che, oltre a promuovere la scolarizzazione dei bambini, aiuta famiglie e piccole comunità a soddisfare i bisogni primari.
«Legambiente si fa promotrice di un’iniziativa che unisce aggregazione, solidarietà e cooperazione, alla riscoperta di una mobilità sostenibile – dichiara Flavio Castiglioni, Coordinatore di BiciPace – Questo evento, però, si fa anche testimonianza di come l’utilizzo della bicicletta sia sempre più diffuso e pertanto vada sostenuto e incentivato da parte della amministrazioni comunali. Chiediamo un’attenzione maggiore alla sicurezza dei ciclisti e una valorizzazione attraverso sistemi di piste ciclabili della valle dell’Olona e del parco del Ticino».
Il programma prevede anche momenti di musica e intrattenimento con i Ciapa No e i Rock Around The Pop, lo spettacolo del gruppo teatrale I Sbandattori, il Truccabimbi, il Ludobus a cura di Dire, Fare e Giocare, la visita guidata al Mulino del Pericolo, e poi laboratori, animazione ed una lettura animata a cura dell’Associazione Teatro Dietro Le Quinte. Per informazioni sui tutti i percorsi, gli orari delle partenze nei diversi comuni e prenotazioni: www.bicipace.org
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sabato 22 ottobre 2016
Pedemontana è insostenibile. Di Pietro ne prenda atto e restituisca la concessione!
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| In nero le tratte di Pedemontana realizzate ad oggi (in alto le tangenziali di Varese e Como, sotto la tratta da Busto Arsizio a Lentate sul Seveso) |
Giovedì scorso Antonio Di Pietro, presidente di Pedemontana, nel corso di un
incontro con i sindaci del varesotto ha avanzato la proposta di
nazionalizzare o regionalizzare le tangenziali di Como e Varese. [Per approfondire leggi qui e qui]
Pubblichiamo di seguito il commento che ci ha inviato Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia.
Pubblichiamo di seguito il commento che ci ha inviato Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia.
Secondo il pef (piano economico finanziario) del 2009 le tangenziali avrebbero dovuto costare 420 mln di opere e 130 di somme a disposizione per un totale di 550 mln su 4,7 mld complessivi, quindi circa il 12% dell'investimento. Nel pef 2013 il conto finale è aggiornato a 600 mln.
Per l'80% le tangenziali di Como e Varese sono state pagate con il contributo pubblico, quindi se si statalizzano come chiede Di Pietro lo Stato o la Regione ci devono mettere tra i 100 e i 150 mln.
Questa soluzione, proposta dal presidente di Pedemontana Antonio Di Pietro, richiede la revisione radicale del PEF ed un nuovo passaggio al CIPE, che per poter approvare la revisione del PEF deve avere sul tavolo un altro PEF, credibile, per il completamento dell'opera, che è cosa impossibile.
Proporre la nazionalizzazione delle tangenziali senza un piano per il resto dell'opera serve solo a non affrontare il problema centrale della insostenibilità dell'intero progetto e del rischio di fallimento. Rischio traffico, rischio ambiente (carotaggi Seveso) e mercato finanziario che ha voltato le spalle al progetto dovrebbero spingere ad un ripensamento e ridimensionamento dell'opera.
Quindi per salvare gli interessi dei due capoluoghi si sacrificano quelli di tutto il resto del territorio.
Ma se Di Pietro vuole salvare l'opera e fare l'interesse pubblico una soluzione ce l'ha, ed è quella che lui stesso ha firmato nella convenzione 2007: è la restituzione della concessione per impossibilità di rispettarla, che oggi può essere concertata senza particolari problemi mentre se si aspetta ancora ci sono almeno due gravi rischi:
- che Pedemontana fallisca e la concessione intera torni a CAL(Concessioni Autostrade lombarde di Regione e Anas), ma dopo una procedura che potrebbe durare anni a danno del territorio
- che sia CAL a svegliarsi, finalmente - o il ministero dei Trasporti ad intervenire - per denunciare il mancato rispetto della convenzione e revocare la concessione, con una procedura che può chiedere i danni a Pedemontana e ai sui soci (quindi a Serravalle che detiene l'80% delle azioni di Pedemontana).
Dario Balotta, responsabile trasporti Legambiente Lombardia
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mercoledì 30 maggio 2012
Il Lambro "di terra e di cielo"
Nell'ambito della manifestazione "Di terra e di cielo", in corso di svolgimento a Varese, fino al 5 giugno - un'iniziativa curata da Legambiente, Lipu e Filmstudio 90 - martedi` 5 giugno un appuntamento dedicato ai corsi fluviali e anche al fiume Lambro.
Alle ore 21, presso la Sala Montanari a Varese, è in programma la proiezione del film "Amare le acque e chiamarle per nome" di Marco Tessaro, Italia 2011, 30’. Il documentario affronta il tema della rivoluzione industriale, quale elemento che modifica il rapporto tra l'uomo e l'acqua, intesa come risorsa ambientale fatta di laghi, fiumi e corsi d'acqua minori: come ricucire la frattura tra uomo e acqua?
A seguire verrà proposto il documentario "Ciar cumè l'acqua del Lamber" (Chiaro come l'acqua del Lambro) realizzato da Elena Maggioni, Hulda Federica Orrù e Carlotta Marrucci.
Un viaggio di 130 km per raccontare la vita che scorre lungo il Lambro e scoprire dove e quando l'equilibrio fra l’uomo e questo fiume si è spezzato. Un viaggio attraverso i ricordi di chi vive lungo le sponde del fiume, nei quali è possibile trovare anche una speranza per il futuro.
Fonte: news letter Contratti di Fiume
martedì 5 luglio 2011
Una autostrada inutile e dannosa: la Varese - Como - Lecco
di Tiziano Grassi, Presidente del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera.
LA NOTIZIA
Nella seduta della Giunta di Regione Lombardia del 08/06/2011 sotto il titolo “Adempimenti ai sensi dell’art.10 bis della L.R. 9/2001” (titolo decisamente criptico, forse per non far trapelare troppo la notizia...), l’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo ha proposto e ottenuto l’approvazione dei suoi colleghi di maggioranza ad impegnare €. 400.000,00 di denaro pubblico dei cittadini lombardi per verificare la fattibilità del progetto autostradale Varese-Como-Lecco (VA-CO-LC).
Già da tempo girava un progetto riguardo questa inutile opera che le Camere di Commercio e le Associazioni Imprenditoriali si erano inventate spacciandola per l’unica soluzione possibile a tutti i “nostri” problemi di spostamento da Varese a Lecco (?!?!). Fino ad oggi, tuttavia, si trattava solo di una proposta fuori da qualsiasi interesse pubblico di Regione Lombardia, tranne l’attenzione dell’Assessore Cattaneo. Con questo atto, invece, è stato dichiarato che la VA-CO-LC vede il coinvolgimento attivo di Regione Lombardia!
Si sprecano con noncuranza (oltretutto in un periodo di recessione come questo) ben €. 400.000,00 tolti dalle casse pubbliche per valutare un progetto non richiesto dal territorio e dalle sue comunità, ma solo dalle Associazioni imprenditoriali, dalla Camera di Commercio e dalla Compagnia delle Opere.
FERMAMENTE CONTRARI AL PROGETTO
Fin dalla nascita questa “proposta” è stata fortemente contrastata dalle realtà locali: Amministrazioni comunali, associazioni di cittadini e associazioni ambientaliste; la stessa provincia di Como, nonostante sia governata da una compagine politica come quella in Regione Lombardia, ha votato in Consiglio contro tale proposta e per di più non l’ha inserita nel proprio Piano di Governo Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).
I motivi principali di questa posizione contraria stanno soprattutto nel fatto che per la parte comasca si prevede di far passare in superficie il tracciato autostradale a 4 corsie, investendo centri abitati e splendide zone di alto valore ambientale, le ultime sopravvissute, quale la brughiera tra Senna Comasco, Capiago/Intimiano, Orsenigo e Albese con Cassano, per poi investire anche il Parco della valle del Lambro.
Una delle principali motivazioni addotte dai proponenti della VA-CO-LC risiede in una precedente scelta, sempre calata dall’alto e non condivisa con il territorio, prevista da Autostrada Pedemontana Lombarda: la tangenziale di Como, 1° e 2° lotto e quella di Varese 1° e 2°lotto.
Già pensare a tracciati stradali divisi in due metà, dove l’una non ha senso senza l’altra, sembra stato fatto apposta. Infatti per entrambi i progetti il 1° lotto è stato finanziato con il via libera del CIPE, mentre il 2° lotto (per Como previsto in galleria, a nord del Monte Orfano) guarda caso è risultato troppo costoso e non realizzabile, anche se per il momento resta inserito nel progetto definitivo di Pedemontana come opera connessa.
Partendo da questo stralcio, le Associazioni Imprenditoriali decidono quindi di proporre una nuova autostrada che ovviamente per “pagarsi” dovrà essere a pedaggio (e i cittadini si troverebbero a pagare anche questa opera). Il ragionamento è semplice: visto che il 1°lotto di Como e Varese vengono realizzati entrambi, perché non unire e far passare altrove i tracciati e prolungare tutto fino a Lecco??
Da un errore di Pedemontana, quindi, per aver pensato e progettato due tangenziali importantissime ma irrealizzabili, ora la proposta scellerata di Regione Lombardia è quella di sostenere un passaggio in superficie di una autostrada a sud del comune di Montorfano, che distruggerebbe parti importanti di territorio rimasto a verde di cui da decenni si chiede l’inserimento in un unico Parco Regionale della Brughiera; senza dimenticare che Comuni come Capiago/Intimiano, Orsenigo e altri hanno difeso per anni questo territorio verde, non sfruttando queste aree per l’espansione dei propri centri abitati. Oltre al danno...la beffa: si preserva il territorio per il suo alto valore ambientale per le future generazioni per poi essere costretti a cederlo per la costruzione di una autostrada, peraltro definita inutile da più parti.
Stessa sorte toccherebbe ad altri Comuni attraversati dal tracciato assurdo della VA-CO-LC nella zona di Beregazzo con Figliaro e Binago che taglierebbe in due la parte nord del Parco Pineta, diventato da poco Parco naturale!! Poi passerà in aderenza all’Oasi naturale del Bassone di Como: un’area umida importantissima per la fauna del nostro territorio!
Insomma... nessun riguardo nei confronti degli ultimi spazi rimasti intatti della Brianza!!!
Come Comitato per il Parco Regionale della Brughiera siamo stati - e a maggior ragione lo siamo tuttora - contrari a progetti come la VA-CO-LC calati dall’alto sulle realtà locali e che considerano le nostre bellissime zone a verde della brughiera come territori da devastare per costruire autostrade, rotatorie, capannoni, ecc.
COSA SI DEVE FARE
Riteniamo che per risolvere i veri problemi viabilistici dei nostri Comuni non servano interventi colossali e nuove strade che avrebbero come effetto un ULTERIORE aumento del numero delle auto in circolazione. A questo proposito è importante ricordare che a circa 15 km a sud della VA-CO-LC passerà l’autostrada Pedemontana, mentre a meno di 10 km a nord c'è un collegamento Grandate -Varese attraverso la Svizzera di lunghezza 32 km contro i 28 km di quella ora proposta.
E’ invece indispensabile concentrare risorse, competenze e conoscenze di ogni Ente comunale, provinciale e regionale per studiare un potenziamento dei tracciati esistenti, con eventuali modifiche o deviazioni, ma sempre nel rispetto delle comunità locali nonché degli ultimi territori di alto valore ambientale. La soluzione alla congestione del traffico non deve e non può stare solo nel concentrare sforzi, idee e risorse nel trasporto privato e su gomma. E’ fondamentale rivolgere lo sguardo e gli investimenti finanziari anche nel trasporto pubblico, che nei nostri territori segna il passo ed è in forte e costante affanno per mancanza di finanziamenti e volontà di espansione da parte di quegli Enti che a tal scopo dovrebbero impegnarsi. Non solo: ci sono linee ferroviarie quasi abbandonate come la Como-Lecco che, se potenziate e/o raddoppiate, di certo aiuterebbero la decongestione del traffico lungo questa direttrice.
La tanto sbandierata “mobilità sostenibile”, ormai sulla bocca di tutti, deve passare da questo genere di interventi, se davvero vogliamo risolvere qualcosa.
COME RISOLVERE I DANNI PROVOCATI AL TERRITORIO DALLA NEGLIGENZA DI ALTRI
Fatte queste precisazioni, per noi fondamentali, ci rendiamo conto come Comitato che il problema della tangenziale di Como (realizzabile per metà già nei prossimi anni) causerebbe un gravissimo disagio in zona svincolo di Acquanegra e nel comune di Senna Comasco e dintorni, sulla cui rete viaria locale si riverserebbe il traffico da e per l’autostrada A9 Milano-Como-Chiasso.
Come già detto, scelte scellerate e calate dall’alto; ma anche decisioni mai assunte in decenni, da parte di Como, che sarebbero servite a moderare sia le espansioni edificatorie sia ad individuare passaggi più agevoli per assi viari nuovi o potenziati meglio adatti a deviare il traffico di transito fuori città. Così ora ci si trova a dover dare una risposta “tecnica” al problema degli abitanti che vivono nella zona investita dall’arrivo della tangenziale.
Sicuramente, a nostro parere, la soluzione a tale problema non è un’autostrada a pagamento, a 4 corsie, come la VA-CO-LC , ma nemmeno soluzioni emergenziali che vanno “in deroga” al buon senso urbanistico e ambientale. A nostro avviso solo i Comuni, con l’aiuto della Provincia di Como, possono trovare la chiave per risolvere questa gravissima situazione. Certo è però che i finanziamenti per qualsiasi proposta non possono che arrivare dalla Provincia, dalla Regione o dal Ministero dei trasporti: il peso economico di questo problema non può essere solo locale, ma le scelte per la sua soluzione è fondamentale che lo siano.
Per questo motivo i Comuni che si batteranno contro proposte devastanti per il territorio troveranno il nostro Comitato al loro fianco e, per quanto possibile, cercheremo anche di sottoporre qualche nostra proposta per la soluzione del problema. Dobbiamo dire basta a progetti viabilistici come la CO-VA-LC che hanno solo lo scopo di consumare gli ultimi ambiti a verde e favorire ulteriori speculazioni edificatorie lungo il tracciato (nuove zone residenziali, centri commerciali, aree di servizio, capannoni industriali, ecc.) come già siamo abituati a vedere lungo strade come questa.
Anche i cittadini, le comunità locali, le associazioni, i Comuni hanno il diritto di proporre e decidere su opere così impattanti, proposte dai soliti grandi gruppi economico-finanziari.
ISTITUIRE SUBITO IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA:
IL TEMPO DEI RIPENSAMENTI E' FINITO!
E’ inaccettabile che in Brianza, già così congestionata da un’espansione edificatoria fine a se stessa (residenze e capannoni vuoti, invenduti) ogniqualvolta si parli di risolvere i problemi del traffico, generati dal continuo costruire, la sola risposta calata puntualmente dall’alto sia: “costruiamo nuove autostrade a 4 corsie!!”
Non importa se queste passano nei centri abitati.
Non importa se distruggono parchi o corridoi ecologici fondamentali per la sopravvivenza di un ambiente salubre. Non importa se i nuovi tracciati vengono studiati come se la Brianza fosse un deserto disponibile per ogni occasione.
Una cosa è certa: se quelle che ci prospettano di continuo sono e saranno le uniche proposte che verranno realizzate senza alcuna reazione da parte nostra, tra non molto ci troveremo, sì, in un deserto, ma di cemento e asfalto.
E’ per questo motivo che il nostro Comitato, con il sostegno di Associazioni, di cittadini, ma anche di Amministrazioni pubbliche, chiediamo da molti anni, a gran voce e a tutti i livelli istituzionali, l’istituzione del Parco regionale della Brughiera, da troppo tempo fermo in Regione Lombardia. Questo è l’unico strumento legislativo attualmente a disposizione dei Comuni, che ha la possibilità di fare scudo contro proposte scellerate come la VA-CO-LC; ma serve soprattutto il consenso dei Comuni e la “costruzione collettiva” di un sentimento di appartenenza alle ultime zone a verde rimaste nel territorio in cui oggi viviamo noi e in cui domani hanno il diritto di vivere altri.Info: www.comitatoparcobrughiera.it
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