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venerdì 7 novembre 2025

Il futuro del Parco della Valle del Lambro: la voce delle associazioni


Venerdì 21 novembre 2025, alle ore 20.45, la Biblioteca Civica di Verano Brianza (MB) ospiterà l’iniziativa “Il futuro del Parco della Valle del Lambro. Le opinioni dell’associazionismo”, un incontro pubblico dedicato alla riflessione sul futuro di uno dei territori verdi più importanti della Brianza.

L’appuntamento, promosso con spirito di collaborazione da Associazione Le Contrade di Inverigo, Associazione Il Circolo di Verano Brianza, Associazione Orrido di Inverigo e Commissione Cultura Alternativa di Carate Brianza, nasce con l’obiettivo di informare, raccogliere e confrontare idee, opinioni e contributi in occasione della Variante al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco.

L’incontro si propone come uno spazio di dialogo aperto, rivolto non solo ai cittadini, ma anche agli Enti Parco, alle Amministrazioni locali e alle realtà associative che operano sul territorio. In un momento cruciale per la pianificazione e la tutela dell’ambiente brianzolo, questa iniziativa vuole stimolare una partecipazione attiva e consapevole, favorendo il confronto tra diverse prospettive.

Gli organizzatori – Arturo Binda (Le Contrade), Massimiliano Chiolo (Il Circolo), Giulia Cuter (Orrido di Inverigo) ed Enrico Mason (Commissione Cultura Alternativa) – invitano tutti coloro che hanno a cuore il futuro del Parco della Valle del Lambro a partecipare numerosi, contribuendo con la propria presenza e le proprie idee.

martedì 14 ottobre 2025

Più verde o più cemento? L’intesa provinciale e il consumo di suolo tra propaganda e realtà

Inquadramento dell’AIP (Ambito di interesse provinciale)

Nelle scorse settimane la stampa locale ha riportato con toni entusiastici una notizia che, a un primo sguardo, sembrerebbe positiva: “Più verde a ovest della Statale 36. L’accordo con la Provincia e i comuni di Seregno, Verano e Giussano porta al 77% la superficie da mantenere a suolo libero”, titolava Il Giornale di Seregno il 7 ottobre.
Dietro l’apparenza, però, si cela una realtà più complessa - e, per molti versi, preoccupante.

Il Giornale di Seregno, 7 ottobre 2025

Come ha sottolineato Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente sulla pagina Facebook di Insieme in rete, l’area interessata è una delle ultime superfici libere tra Carate, Giussano e Seregno. Proprio qui, con l’intesa tra Provincia e Comuni, è stato autorizzato un nuovo consumo di suolo pari a 179.480 metri quadrati, pari al 23% della superficie totale. Si tratta di un’area strategica dal punto di vista paesaggistico, classificata come Ambito di Interesse Provinciale (AIP) dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e Brianza.

La narrazione ufficiale sottolinea il mantenimento del 77% di suolo libero, ma omette di evidenziare che quel 23% urbanizzabile corrisponde comunque a quasi 18 ettari di nuovo territorio consumato, destinato a funzioni produttive, commerciali e residenziali. In altre parole, si urbanizza una fetta consistente di un’area che il PTCP stesso riconosce come strategica per preservare la separazione tra i tessuti urbani e l’identità dei centri abitati.

Individuazione dell’AIP in intesa

L’articolo 34 del PTCP definisce gli Ambiti di Interesse Provinciale come aree a rilevanza paesaggistica sovralocale, la cui tutela dovrebbe essere prioritaria. Per prevedere nuove urbanizzazioni in queste aree, le norme impongono azioni di coordinamento tra Provincia e Comuni, formalizzate attraverso un protocollo d’intesa.

Proprio questo è avvenuto il 2 settembre 2025, quando la Provincia ha approvato con Decreto Presidenziale n.116 lo schema di intesa con i Comuni di Carate Brianza, Giussano, Seregno e Verano Brianza. Tale intesa permette di concentrare e ridurre le previsioni edificatorie originarie, ma non le elimina: semplicemente riconfigura la distribuzione del cemento in modo da renderla formalmente coerente con gli obiettivi del PTCP.

È un meccanismo perfettamente legale, previsto dall’art. 34, comma 3, del Piano. Ma la domanda politica e ambientale è: ha senso consumare altro suolo in aree riconosciute come strategiche dal punto di vista paesaggistico?

La comunicazione istituzionale si è concentrata sulla percentuale di suolo “libero” che resterà tale, il famoso 77%. Tuttavia, questa cifra è fuorviante se non accompagnata dal dato assoluto e dal contesto territoriale.
In un territorio già fortemente urbanizzato come la Brianza, ogni ettaro libero ha un valore ecologico, paesaggistico e ambientale altissimo. La perdita di 179.480 mq non può essere considerata marginale: significa meno suolo agricolo, meno capacità di assorbire acqua piovana, meno spazi verdi fruibili e maggiore frammentazione ecologica.

Superficie urbanizzata allo stato di fatto e superficie urbanizzabile

Dettaglio tabella delle superfici (stato di fatto e urbanizzabili)

L’operazione è emblematica di una tendenza più ampia: usare la retorica della “tutela prevalente” per legittimare nuovi interventi edilizi, che diventano così più accettabili agli occhi dell’opinione pubblica.

La Provincia ha un ruolo chiave come ente di area vasta. Dovrebbe coordinare e limitare gli eccessi della pianificazione comunale frammentata. Ma in questo caso, l’intesa sembra aver legittimato una nuova urbanizzazione, piuttosto che porre un freno strutturale.

Lo stesso schema di protocollo - frutto di un lungo iter iniziato nel 2017 - è stato redatto per “definire le previsioni urbanistiche” dell’AIP condiviso tra i quattro Comuni. Nel documento, si riconosce esplicitamente la coerenza con gli obiettivi del PTCP, ma non viene mai messo in discussione se sia opportuno urbanizzare quell’area, bensì come farlo nel modo “più ordinato”.

Il caso dimostra come la normativa provinciale, pur nata per ridurre e razionalizzare il consumo di suolo, possa di fatto trasformarsi in uno strumento per autorizzare nuova edificazione sotto il cappello della tutela prevalente.

Suolo libero. Elementi di progetto per il paesaggio

Gli AIP dovrebbero servire a salvaguardare spazi aperti strategici. Ma nella pratica, tramite le intese, si aprono varchi all’edificazione.
La Provincia parla di “coerenza con gli obiettivi del PTCP”, ma l’effetto concreto è la perdita irreversibile di suolo libero.

Il caso dell’intesa provinciale per l’area ovest della SS36 dimostra come la retorica della “percentuale di suolo libero” possa mascherare decisioni di grande impatto territoriale. In un contesto come quello brianzolo, non basta mantenere il 77% di suolo libero per parlare di tutela effettiva: ogni metro quadro non urbanizzato rappresenta una risorsa preziosa.

Serve un cambio di paradigma nella pianificazione territoriale: da una logica di compensazione e “bilanciamento” tra cemento e verde, a una logica di rigida tutela e rigenerazione. Solo così sarà possibile affrontare seriamente la crisi ecologica e contrastare il consumo di suolo, oggi spesso travestito da pianificazione “sostenibile”.

domenica 17 agosto 2025

Camminare, ascoltare, festeggiare: la magia di Lambrada a Verano Brianza


Lambrada 2025, il festival diffuso che fino a ottobre animerà cinque comuni brianzoli (Arosio, Briosco, Carate Brianza, Giussano e Verano Brianza) con tanti appuntamenti tra arte, musica, spettacolo e natura, domenica 24 agosto riparte da Verano Brianza.

La giornata offrirà un’esperienza che unisce la scoperta del territorio alla cultura.
Alle 15.00 il ritrovo è fissato presso la Chiesa Parrocchiale per la Passeggiata delle Due Chiese: un percorso che condurrà i partecipanti dalla Parrocchiale e dalla Geseta fino alla Valle dei Mulini, lungo il Percorso Ecologico de I Bocia, arricchito dai racconti dello storico e scrittore Marco Longoni.

Alle 17.00, il cortile del Mulino Bistorgio si trasformerà in uno spazio di festa con musiche e danze dall'Europa grazie al gruppo ReUm & Duo Fabriano-Rossi. Non mancheranno un aperitivo e sapori tipici, per un autentico momento di convivialità.

sabato 28 giugno 2025

Lambrada 2025: si parte da Verano con passeggiata e musica nella Valle del Lambro

Attenzione: evento rimandato al 24 agosto

Sarà Verano Brianza a dare ufficialmente il via, domenica 6 luglio 24 agosto, alla nuova edizione di Lambrada 2025, il festival diffuso che da giugno a ottobre animerà cinque comuni brianzoli (Arosio, Briosco, Carate Brianza, Giussano e Verano Brianza) con tantissimi appuntamenti tra arte, musica, spettacolo e natura.

La giornata inaugurale a Verano propone un’esperienza che unisce la scoperta del territorio alla cultura. Alle 15.00, il ritrovo è fissato presso la Chiesa Parrocchiale per la Passeggiata delle Due Chiese, un percorso che condurrà i partecipanti dalla Parrocchiale e dalla Geseta alla Valle dei Mulini, lungo il Percorso Ecologico de I Bocia, arricchito dai racconti dello storico e scrittore Marco Longoni.


Alle 17.00
, il cortile del Mulino Bistorgio si trasformerà in uno spazio di festa con il concerto “La Grecia al Mulino Bistorgio”: protagonisti il gruppo Afro’s con Vaggelis e le danze elleniche guidate dal Maestro Luciano Rovelli. Non mancheranno aperitivo e sapori tipici per un autentico momento di convivialità.

Un festival lungo cinque mesi


Quello di Verano Brianza è solo il primo di tanti appuntamenti previsti nel calendario essenziale di Lambrada 2025, un festival nato per valorizzare il territorio lungo il corso del fiume Lambro e unire comunità diverse attraverso arte e natura.

Ecco una panoramica delle principali tappe del festival:
  • Arosio Dal 13 al 21 settembre il Castello ospiterà la mostra “Architetture di carta” di Cristina Cassanmagnago. Il 14 settembre ci sarà una camminata alla scoperta delle antiche strade di Villa Romanò e, sempre lo stesso giorno, il monologo dell’attore e poeta Davide Ferrari dal titolo “Ona Tavolozza de color”.
  • Briosco – Diverse location accoglieranno eventi tra giugno e ottobre: il 15 giugno si è inaugurata la mostra “Emilio Fumagalli, un percorso d’artista”. Il 12-13-14 settembre, invece, spazio alla mostra “Suggestioni caprianesi”, mentre tra settembre e ottobre i Ronchi di Peregallo ospiteranno la mostra “Farfalle” con passeggiata e spettacolo per bambini.
  • Giussano – Il 28 agosto la Villa Sartirana ospiterà lo spettacolo musicale “Renzo e Lucia” di Francesco Magni. A settembre invece, a Villa Mazenta, la mostra dell’artista Elia Pirovano e lo spettacolo teatrale “PIPI’” con Marco Rubelli. Il 4 settembre, sempre a Villa Mazenta, ore 21 
    Spettacolo teatrale "Il paese delle facce gonfie"  di Paolo Bignami con Stefano Panzeri.
  • Carate Brianza – A settembre la Villa Cusani sarà teatro di un reading dedicato a Carlo Annoni con la partecipazione di Giovanni Santambrogio. Dal 20 al 28 settembre, sarà esposta la mostra di opere di Alberto Casiraghy, mentre il 20 settembre, alle 17.30, chiuderà la giornata un concerto del gruppo milanese TEKA-P, specializzato nella musica d’autore “alla Jannacci”.
Lambrada 2025 è realizzata in collaborazione con i comuni coinvolti, il Parco Regionale della Valle del Lambro, la Provincia di Monza e Brianza e diversi partner istituzionali e privati. Tutte le informazioni dettagliate, con eventuali aggiornamenti, sono disponibili sui canali social Lambrada e tramite QR code sui materiali promozionali.

Un invito, dunque, a camminare lungo il fiume Lambro per lasciarsi sorprendere da emozioni in corso!

lunedì 1 luglio 2024

Lambrada 2024: Festival delle arti, delle scienze e delle storie lungo le rive del Lambro

L'interno del Mulino Resica

Lambrada 2024 è una rassegna dedicata alla valorizzazione del territorio della Valle del Lambro, attraverso spettacoli, danze folk e passeggiate.

La Lambrada, patrocinata dal Parco Regionale della Valle del Lambro, si propone di promuovere i territori brianzoli seguendo il corso del fiume Lambro. Quest'anno, il progetto giunge alla sua terza edizione e si estende al Comune di Verano Brianza.

 


EVENTO ANNULLATO A CAUSA DEL MALTEMPO 

L'evento principale avrà luogo domenica 7 luglio 2024 alle ore 15.30 con il tour della Valle dei Mulini, guidato da studiosi e storici locali, che condurranno i partecipanti da Molino Filo di Verano Brianza ai Mulini Resica e Bistorgio, raccontando la storia della manifattura Bevilacqua. A seguire, nella corte del Mulino Bistorgio, si terranno musiche e danze folk con la partecipazione del gruppo musicale Macramè.

  • Il ritrovo è previsto al Molino Filo, via Molino Filo, Verano Brianza, alle ore 15.30. In caso di pioggia, l'evento sarà rinviato a una data da definirsi.
  • Evento aperto a tutti, partecipazione gratuita.
  • Info e prenotazione (consigliata): 3338024913 - gab.masciave@gmail.com

 

Paolo Pirola, presidente di Brianze, ci spiega: "Il termine Lambrada prende spunto dal titolo di una canzone di Francesco Magni, vincitore nel 1993 del festival della canzone ecologica 'Chico Mendes' a Torino. Lambrada perché il fiume Lambro, come il dialetto, ha attraversato per secoli la storia della nostra terra: la Brianza. Il fiume è cambiato, così come è cambiata la lingua che parliamo. Un tempo si scendeva al Lambro per lavorare: nei mulini prima, nelle filande poi. Era un lavoro duro, come era dura la vita di allora. Oggi scendiamo al fiume per passeggiare nella natura, per andare in mountain bike, persino per pescare. La Valle del Lambro è oggi per i briantei un parco longitudinale: un meridiano verde che attraversa il parallelo dell'operosa Brianza."

domenica 10 marzo 2019

Pietro Pacciarini: l'eroe dimenticato di Verano Brianza

Barricata lungo Porta Tosa, dipinto di C. Canella (1848)
“Pietro Pacciarini, un eroe dimenticato del ’48”, va sotto questo titolo il volume che verrà presentato venerdì 22 marzo alle 20.30 nella Biblioteca comunale di Verano Brianza. 
Saranno presenti l’autore Enrico Elli e l’attore Ettore Fiorina.

"Nel cimitero di Verano Brianza – scrive Elli – riposa Pietro Pacciarini, uno dei tanti giovani entusiasti che hanno contribuito a scrivere le pagine del nostro Risorgimento. Pietro "volontario del '48" come scritto sulla sua lapide, ha partecipato alle gloriose Cinque Giornate di Milano e successivamente alla Prima Guerra d'Indipendenza". 

"Ricostruire la sua storia è stata un'avventura affascinante che mi ha  permesso di ripercorrere le grandi aspettative che la vittoria dei milanesi contro gli austriaci aveva aperto nel cuore dei patrioti e la loro cocente delusione causata dalla sconfitta del re piemontese a Custoza, luglio 1848. Nell'arco di pochi mesi le fatiche e le gioiose speranze dei giovani volontari accorsi da ogni parte d'Italia furono bruciate a  causa dell'insipienza dei generali piemontesi e anche della loro diffidenza verso le truppe "irregolari". Come spesso capita agli umili la sorte e l'Italia sono state matrigne con il dimenticato eroe Pietro Pacciarini."

"Di lui non resta che la fotografia che lo ritrae con le due medaglie di guerra e la stella di volontario del '48, orgogliosamente appuntate sul petto. Scrisse T.S. Eliot "ricordate la fede che trasse gli uomini dai loro focolari". È con questo spirito che ho voluto ricordare Pietro Pacciarini, umile eroe del '48, nella speranza che la sua memoria non sia ancora una volta travolta dall'oblio." 

mercoledì 11 ottobre 2017

Verano si mette sulle tracce del lago scomparso

Martedì 17 Ottobre 2017
ore 21,00 
presso Biblioteca Civica “Mons. Enrico Galbiati”
Via Nazario Sauro
ang. Via San Carlo
Verano Brianza (MB)

si terrà la presentazione del libro del giornalista Fabio Conti
"Lago Gerundo tra storia e leggenda"

 
«Il lago Gerundo mi ha sempre affascinato per un motivo molto semplice, – scrive l’autore nella prefazione – non esiste. Nella realtà non c’è, se per lago intendiamo lo specchio d’acqua che vediamo a Sirmione, Bellagio, Lecco, Sarnico. E il “fascino del Gerundo” deriva proprio dal fatto che, per vederlo davvero, ci vuole una certa dose di fantasia…»

Nel cuore della Lombardia, a cavallo tra le attuali province di Milano, Bergamo, Cremona e Lodi, esisteva anticamente un lago chiamato Gerundo, la cui “presenza” si può scorgere ancora oggi nella conformazione di un territorio indissolubilmente legato all’acqua e costellato da fiumi, canali e fontanili.
Nel corso dei secoli quel grande specchio d’acqua, paludoso e inospitale, venne bonificato dall’uomo e andò incontro a un inevitabile prosciugamento. Oggi dell’antico lago restano le sponde, a tratti ancora evidenti, ma anche isole e promontori sui quali vennero fondate le città di Crema e Lodi, così come diverse piroghe monossili giunte fino a noi, oltre a decine di riferimenti nella toponomastica locale.

Questo libro ripercorre (con parole e immagini) la travagliata storia del lago che non c’è più e il cui territorio fu teatro di epici scontri (come non ricordare la battaglia di Agnadello del 1509). Ma quella del Gerundo è una storia che si mescola alla leggenda. Come il Loch Ness, anche il grande lago lombardo ospitava un mostro, Tarantasio, la sua uccisione è stata tramandata in molteplici tradizioni…

facebook.com/lagogerundo

sabato 12 novembre 2016

Salviamo il territorio e creiamo un grande polmone verde tra i comuni di Carate Brianza, Seregno, Giussano e Verano Brianza

di Galliani Marzio 
segretario Adiconsum Brianza Lecco

Adiconsum Brianza lancia il progetto salviamo il territorio e salvaguardiamo i presidi occupazionali, sempre più abbiamo bisogno che il territorio brianzolo venga preservato e non consumato, tutti lo dicono e nessuno lo fa, anzi.. Ed è proprio la politica che deve prendere una posizione precisa, netta, inconfutabile. Ed allora voi Sindaci di questi territori, lei Presidente della Provincia, lei Presidente della Regione, che più volte avete decantato il non consumo del suolo; non aspettiamo ancora, agiamo, è urgente. “Stoppiamo i pgt con edificazioni inutili e speculative solo per alcuni”, che ognuno torni a fare il suo mestiere con deontologia, impegno, sobrietà e che ci si rimetta al servizio del bene comune; non tentenniamo altrimenti ancora una volta dovremmo dire: “la dove c’ era l’ erba ora non c’è!”. Bisogna costruire subito il progetto che da tempo affermiamo.

Il POLMONE VERDE di oltre 1 milione di metri quadrati, un progetto a salvaguardia del territorio (lungo la statale 36, Valassina). Ogni giorno spuntano strade, centri commerciali, centri servizi; questa politica miope e tante volte collusa sta trasformando la fisionomia dell’ area brianzola deturpandola per sempre. Chi non capisce o non vuol capire queste cose non ha territorialità e non ha a cuore la Brianza. La Brianza non deve più essere aggredita e disponibile all’ aggressione. I nostri comuni diventano velocemente un unico agglomerato urbano con tutti i problemi delle grandi città, più altri del tutto nuovi, mentre intorno il degrado dell’ ambiente prosegue senza tregua. Si raddoppia il numero degli abitanti nei comuni con quello che ne comporta, soprattutto sulla vivibilità e nei servizi sociali. Bisogna quindi fermarsi, riflettere e domandarci come andare avanti o con chi possiamo condividere la necessaria speranza per continuare a reggere l’ ordinario lavoro del vivere.

Spetta tutti noi lasciare un posto migliore per vivere ai nostri figli come hanno tentato di farlo i nostri padri uscendo da una sanguinosa guerra. Aspettiamo di vedervi e soprattutto che agiate e risposte... immediate.

sabato 9 febbraio 2013

Censimento del cemento: in Brianza solo 7 comuni rispondono all'appello

Fonte immagine: earthobservatory.nasa.gov

Monza e Brianza: nonostante gli appelli, il territorio è ancora inascoltato

di Luca D’Achille, tratto da Salviamo il paesaggio del 4/2/2013 

La Provincia di Monza e Brianza, secondo il rapporto di Legambiente Lombardia presentato a dicembre, ha un territorio cementificato all’84%. Poche le risposte al Censimento del Cemento. Manca la volontà di arginare il problema nonostante la criticità della situazione. 

Dopo gli appelli, si contano presenti e assenti

Ad inizio 2013 questa è la situazione delle risposte al Censimento del Cemento proposto da Salviamo il Paesaggio per la Provincia di Monza e Brianza, la più urbanizzata d’Italia.

Su 55 comuni 7 questionari consegnati con 2 risposte giudicate positive e complete (Mezzago e Vimercate) e ben 5 valutate parziali (Agrate Brianza, Biassono, Camparada, Lentate sul Seveso e Seveso).

A distanza di 4 mesi dal precedente punto della situazione e dopo qualche sollecito inviato direttamente ai comuni da associazioni e singoli individui che hanno compreso l’importanza del tema, l’aumento di risposte è comunque limitato a solo 4 schede consegnate.

Tra le assenze spicca soprattutto il capoluogo, Monza. Qui dopo le elezioni dello scorso anno, che hanno portato un cambio alla guida della città, non sono mancate le polemiche su scelte fatte in termini di tutela del territorio.
Lo spostamento previsto di un centro commerciale che verrà chiuso e riaperto ancora più grande, con palazzi per uffici, su un’area agricola, a poca distanza da un altro centro commerciale esistente ha suscitato molta discussione.
Le associazioni, che più delle amministrazioni hanno compreso la gravità della situazione, speravano che le priorità e le scelte dell’amministrazione fossero altre.

Mancano all’appello tanti comuni del vimercatese, tra cui Bernareggio, da tempo protagonista in negativo. A dicembre è scoppiata la polemica a seguito dell’adozione di un PGT  (Piano di Governo del Territorio) che, nonostante il notevole sviluppo urbanistico degli anni passati, prevede ulteriore consumo di suolo. Rimangono inascoltati gli appelli per tutelare il territorio e per non essere più l’unico comune che non aderisce a nessun Parco locale.

Anche dalla fascia ovest della Provincia, fortemente cementificata, in cui il degrado ambientale, misurato attraverso il progetto ACI (Antropentropia Comuni Italiani), fa segnare i risultati più elevati e preoccupanti, sono arrivati pochi riscontri.
Vedano al Lambro (cementificata al 90% secondo il già citato rapporto di Legambiente), Lissone, Bovisio-Masciago, Muggiò, Verano Brianza e Villasanta fanno registrare valori molto alti di alterazione dell’ambiente a causa dell’edificazione.
Considerando che il valore massimo della misura dell’alterazione è 1, in tutti questi comuni siamo oltre lo 0,9.

Nonostante questo non si agisce e ancor peggio, non si vuole affrontare il tema neanche tramite la compilazione del censimento.
Chi ha risposto cosa dice

Apriamo i questionari e diamo una prima ed indicativa lettura dei dati che saranno ovviamente oggetto di analisi più dettagliate.

Cominciamo da Mezzago, comune che da subito si è dimostrato sensibile al problema con il tentativo di riunire più amministrazioni in una sorta di carta d’intenti per la tutela del paesaggio. A Mezzago questa è la situazione : su 1576 unità immobiliari di qualsivoglia destinazione risultano vuote o non utilizzate 121. Nello specifico per le unità abitative risultano non occupate 93 su 1482. Si apprende inoltre che sono 52 gli ettari di verde in previsione rispetto ai 45 già presenti.

Vimercate, uno dei comuni più grandi della provincia, comunica invece questa situazione: su 29701 unità immobiliari di diversa destinazione sono 677 quelle vuote. Per le unità abitative invece le non occupate sono più di 2000 sulle 13000 totali circa.

Restando nel vimercatese, questa è la situazione ad Agrate Brianza: non è disponibile il dato delle non occupate, ma si apprende che sono ancora da costruire 317063 mq di superficie lorda già prevista dal PGT (Piano di Governo del Territorio) di cui 33078 mq a destinazione abitativa. In aumento le aree a verde già previste: 52,42 ettari rispetto a 31,77 già disponibili. Si rileva anche che 1,58 ettari di superficie sono utilizzati per fotovoltaico “a terra”.
Dai Comuni alla Provincia: è fondamentale capire il territorio prima di decidere

Queste situazioni locali si incrociano con quanto sta succedendo ad un livello di pianificazione più alto, quello provinciale. Questo incrocio evidenzia ancor di più la notevole distanza tra associazioni e politica.

Nelle osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P) sono tante infatti le richieste di nuova edificazione presentate da privati e dalle stesse amministrazioni comunali, in direzione totalmente contraria a quelle presentate dalle associazioni che chiedono disperatamente di scegliere la tutela del territorio.

Per quest’ultime sembra veramente un’impresa disperata quella di far superare gli interessi e le diverse priorità che la politica, provinciale e non solo, continua ad avere e che continuano a prevalere.
Proprio i Comuni, l’ente che dovrebbe essere più vicino alle richieste della cittadinanza e attento nella gestione di un bene pubblico così prezioso, chiedono di edificare ancora nonostante la crisi del mercato immobiliare, la disponibilità di case sfitte e la possibilità di recuperare aree dismesse.

Le entrate provenienti dagli oneri di urbanizzazione ingolosiscono ancora troppo le casse delle amministrazioni locali che continuano così a scegliere il cemento peggiorando ulteriormente la situazione.

Manca ancora la consapevolezza, o peggio, la volontà di trovare quella convergenza di intenti tra la difesa dell’interesse pubblico e la corretta scelta politica che rappresenta l’unica possibilità di salvezza per il nostro territorio.

Leggi anche:
- Censimento sul cemento a Seregno: smentiamo l'assessore Mazza
- Perchè il comune di seregno non ha risposto al censimento sul cemento?

martedì 6 novembre 2012

La "Befana sul Lambro 2013" si presenta


Venerdì 30 novembre 2012 - ore 21.00

BIBLIOTECA CIVICA “Monsignor GALBIATI” Verano Brianza

Presentazione del libro
AVERTI A CUORE
Poesie di Felice Viganò
a dieci anni dalla sua scomparsa.

Presentazione della
BEFANA SUL LAMBRO 2013
BEFANA ESSENZIALE
IL GIOCO E LA POESIA: IRRINUNCIABILI


Inaugurazione della mostra di pittura
OMAGGIO AL POETA
FIGURE
E PER AMICO UN FIUME

di Enrico Mason


La mostra di pittura sarà aperta al pubblico dal 1° al 9 dicembre 2012

tutti i giorni: dalle 15.00 alle 18.00
il sabato anche dalle 10.00 alle 14.00

A cura di:
Comune di Verano Brianza   
BIBLIOTECA CIVICA “Monsignor GALBIATI” Verano Brianza   
Commissione Cultura Alternativa

martedì 7 agosto 2012

Verano Brianza: "Siamo interessati ad aderire al Parco Brianza Centrale"

La proposta di ampliamento del Parco Brianza Centrale trova l'adesione anche del Comune di Verano Brianza.

E' stata infatti approvata all'unanimità dal consiglio comunale veranese una mozione che impegna il Sindaco "ad avviare una comune iniziativa con i sindaci dei paesi vicini, Seregno in particolare, per aderire all'istituendo Parco di interesse sovraccomunale e valutare l'opportunità di inserirvi le aree verdi del teritorio comunale".

Ci auguriamo che dalle parole si passi ai fatti. Intanto rilanciamo la proposta portata avanti da Adiconsum di Carate Brianza di creare un parco al confine con i comuni di Giussano, Carate Brianza e Seregno, nella zona della cava Borgonovo.

venerdì 21 maggio 2010

Cava Borgonovo: Parco od area industriale?

Riceviamo da gandini1994@... la seguente segnalazione: Tra i Comuni di Giussano, Verano, Carate Brianza e Seregno esiste una cava in fase d’esaurimento e scadenza di concessione. E’ possibile riconvertire a Parco Intercomunale l’area in argomento, provvista di una zona con presenza d’acqua, sin dal termine della concessione in corso, impedendo utilizzi differenti. Tale area potrebbe essere inserita nel “Parco Brianza Centrale” e collegata per il tramite di percorsi ciclo-pedonali ad altre aree ad uso pubblico. Si rammenta che l’area in argomento é già costeggiata – sul lato Est - da pista ciclabile, mentre il lato sud/ovest può essere facilmente collegato – oltre che ad altre aree del Parco Brianza Centrale – anche alla nuova area attrezzata del Comune di Seregno, dotata di piste ciclabili e pista skateboard.  

Ns. risposta: Le aree citate da gandini1994@... rientrano tra le proposte di ampliamento del Parco Brianza Centrale di cui l'omonimo Comitato sta elaborando la mappa. L'idea di realizzare un parco sull'area occupata attualmente dalla cava Borgonovo non è nuova ed è portata avanti da almeno 3 anni da Adiconsum di Carate Brianza. Le aree citate sono state oggetto recentemente, da parte del Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, di osservazioni al PTCP della Provincia di Monza e Brianza. Precedentemente, le associazioni ora aderenti al Comitato avevano segnalato l'area come possibile ambito di espansione della Dorsale Verde Nord Milano. Purtroppo queste proposte si scontrano con quelle dei comuni interessati che hanno altre idee in proposito. Infatti il comune di Verano Brianza ha recentemente approvato il PII (Piano Intervento Integrato) Cava Borgonovo dove viene prevista l'edificazione di parte dell'area mentre il comune di Carate Brianza ha previsto nel suo PGT un insediamento produttivo.  

Nelle immagini: - in alto il rendering del PII Cava Borgonovo - sotto, a sx la pianta del PII Cava Borgonovo e a dx il PGT di Carate