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mercoledì 6 agosto 2025

Dalla terra di Seveso alle terre del Seveso

Area umida al Fosso del Ronchetto, Seveso

di Damiano Di Simine, Coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia


Quella del Fosso del Ronchetto di Seveso è una piccola storia che merita di essere raccontata, quella con cui, 35 anni fa, un angolo dimenticato e mortificato del territorio di Seveso divenne l’inizio di un percorso di ritorno alla terra per un gruppo di (allora) giovani ambientalisti. Una storia che inizia con una richiesta di creazione di un’area naturalistica all’amministrazione sevesina, la quale aprì alla collaborazione con le associazioni ambientaliste per avviare, dal basso e con il supporto del volontariato, il riscatto di un’area boschiva minacciata dall’avanzare di strade ed edifici. 

Molte oasi naturali nascevano in varie parti d’Italia in quel periodo, ma il Fosso del Ronchetto custodiva un valore simbolico superiore al suo significato naturalistico, per quanto rilevante. Su quei pendii invasi dai rovi si stava ritrovando un contatto con la terra che a Seveso era stato negato dalla ricaduta della diossina contenuta nella nube tossica: si trattava di un evento ancora ben presente nei ricordi di chi scavava per mettere a dimora i nuovi alberelli o rimodellare il fondo degli stagni. Il significato di quei gesti non poteva non trasformarsi in esperienza condivisa, un dibattito, uno scambio che investiva l’intero rapporto di Seveso con la sua terra, inquinata e cementificata oltre ogni misura. Non poteva arrestarsi lì. Occorreva varcare un altro limite, quello del ricordo della recinzione gialla che, anni prima, aveva interdetto l’ingresso all’area più inquinata. Poco distante un altro bosco stava nascendo, sulle discariche e sui terreni scorticati per essere ripuliti dal veleno che li aveva impregnati. Quell’area, asetticamente ribattezzata ‘Bosco delle Querce’, restava uno spazio che molti e molte avrebbero voluto continuare a non vedere, era ancora la ‘zona A’ della violenza chimica che vi si era abbattuta un decennio prima. Non era semplice riappropriarsi di quella terra senza profanarla. Ripristinare il legame di quel luogo con la comunità a cui era appartenuto richiedeva la tessitura di una nuova narrazione, una trama consapevole e memore. Così dalle stesse donne e uomini che si erano occupati del recupero del Fosso del Ronchetto nasceva il progetto del ‘Ponte della Memoria’, un'immersione in profondità nella cronaca degli anni trascorsi, per strapparla al vuoto dell’oblio e riannodarla al ‘prima’ e al ‘dopo’, nella storia della comunità di Seveso. Un viaggio a ritroso, faticoso e doloroso, ma una premessa necessaria affinché il Bosco delle Querce potesse colmare il vuoto in cui era sorto, per essere vissuto e animato dalla comunità che fino a quel momento se ne era tenuta ben lontano.

Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda

Fosso del Ronchetto e Bosco delle Querce sono due luoghi distinti ma uniti dal filo di una narrazione
, incarnatasi nell’esperienza delle persone che l’hanno animata, i volontari e le volontarie del circolo Legambiente naturalmente dedicato a Laura Conti, la più genuina narratrice del danno consumatosi a Seveso. La pratica di conservazione di una natura diventata residuale si è prestata a provocare domande sul rapporto tra una comunità e un territorio ferito, e a socializzarne le risposte: la cura del luogo è divenuta cura delle persone. Non è stato un caso se dagli attori di questa piccola storia siano scaturite altre iniziative di cura delle persone, come quella di Natur&-Onlus, che ha riscattato dalla decadenza dapprima il Portico Rustico di Villa Dho – per anni amato e conosciuto come Centro Ricreativo la Petitosa (1995-2020) e poi la Villa stessa (dal 2000 a oggi) per renderla spazio vitale di presa in carico del disagio giovanile.

Villa Dho, Altopiano di Seveso

Decenni dopo: il Fosso del Ronchetto, il Bosco delle Querce, e anche il Parco che circonda Villa Dho e che fu acquisito dal Comune di Seveso con una parte del risarcimento del danno ambientale, sono aree poste sotto la tutela di parchi regionali. Missione compiuta? In parte: ci sono nuove sfide che nel frattempo sono diventate mature. 
Il territorio continua a chiedere cura, perché la natura non si conserva se non ritrova le necessarie connessioni geografiche: la biodiversità reclama spazi entro cui esprimersi, e ancora una volta la parola Seveso ci viene in soccorso per una nuova narrazione. Non più il paese ma il torrente, anzi vogliamo chiamarlo fiume perché il Seveso è una impronta profonda e stabile nella geografia storica, visto che sulle sue sponde duemila anni fa i celti prima e i romani poi si insediarono per fondare Milano. 
Quella del Parco del Seveso è una grande sfida contemporanea. Nella storia recente, inquinato e fetido, il Seveso è stato nascosto agli sguardi e sigillato tra sponde sempre più anguste, o addirittura sepolto nel sottosuolo cittadino. Occorre reclamare il territorio del Seveso, la sua valle, per ripristinarvi la natura affinché diventi tessuto connettivo tra le oasi, i boschi, i parchi, le città. È urgente cominciare, anche se dopo oltre un secolo di oblio, i risultati richiederanno ben più di una generazione per poter essere apprezzati.

venerdì 18 luglio 2025

Fosso del Ronchetto: la frattura di un’eredità condivisa


FOSSO DEL RONCHETTO, TRA PASSATO E FUTURO
a cura del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso

In questi giorni il Comune di Seveso ha affidato la gestione dell’Oasi del Fosso del Ronchetto (una piccola area verde parte del Parco delle Groane che collega Seveso-Altopiano a Seveso Centro), al WWF Insubria che, soggetto unico, ha risposto a una manifestazione di interesse indetta dall’Amministrazione. L’operazione di affidamento interrompe la continuità gestionale dell’area che ha avuto inizio nel 1994 ed è continuata per più di 30 anni con contratti di gestione ripetuti e rinnovati tra il Comune e il connubio, inedito in Italia, tra Legambiente e WWF. Che cosa cambia oggi e cosa ne pensiamo? Per capirlo partiamo dalla storia.

Negli anni Novanta il Fosso del Ronchetto era una zona in stato di abbandono, salva tuttavia dal danno diossina. Un terreno impervio che aveva allontanato gli appetiti edificatori e rimosso dalla topografia urbana. Una discarica a cielo aperto, dove venivano sversate macerie e rifiuti. Nel 1992, un giovane residente della zona – Damiano Di Simine, oggi più famoso per il suo ruolo in Legambiente Lombardia – interpellò il sindaco con una proposta di recupero e cura di quel bosco. Questa proposta raccolse il favore dell’Amministrazione che chiamò proprio quei giovani che si stavano costituendo in associazione ambientalista e vennero coinvolti anche il WWF e il gruppo degli Alpini. Fu un progetto di recupero “dal basso” con l’avallo istituzionale. “Non era scontato che l’amministrazione comunale di Seveso di allora aderisse al progetto – racconta Maurizio Zilio attuale presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso -. Ricordo che in quell’epoca ero consigliere comunale a Barlassina e che il sindaco in carica in sedute del consiglio, per giustificare l’urbanizzazione di aree naturali adiacenti al parco delle Groane ebbe a dire ‘molta parte del territorio di Barlassina è sacrificato al Parco delle Groane’. L’ambiente naturale per il sindaco di Barlassina era più un problema che una risorsa, un intralcio allo sviluppo”.
L’Amministrazione di Seveso di allora, quindi, si distinse per la sua capacità di sguardo sul futuro, compiendo un'operazione squisitamente sussidiaria.
 

Piantumazione al Fosso del Rochetto. A destra: Maurizio Zilio

L’Oasi Naturalistica del Fosso del Ronchetto affonda le sue radici nella capacità di risposta della comunità sevesina al danno ambientale del 1976. Il Circolo Laura Conti di Seveso ha raccontato questa storia sulla rivista Una Città n. 50/1996 e più recentemente la sociologa Emanuela Macelloni ha dato nuova luce a questa narrazione spiegando che la trasformazione di quell’area da discarica a cielo aperto a Oasi Naturalistica da parte di un gruppo di cittadini e cittadine fu “un modo di assumersi una responsabilità diretta attraverso la pratica collettiva di cura di un bene comune, che non fu solo materiale ma soprattutto pratica relazionale. Il portato simbolico fu quello di mostrare come a Seveso era ancora possibile toccare quella terra di cui tutti avevano paura: una terra che da contaminata diventava agente contaminante di impegno, relazioni, responsabilità e restanza”.

Per leggere l'articolo di Emanuela Macelloni cliccare qui


Il Fosso del Ronchetto è ora a gestione del solo WWF, a seguito di un affidamento che segue a una manifestazione di interesse indetta dal Comune di Seveso, cui questa associazione ha risposto in modo del tutto subordinato, una operazione esattamente contraria a quella che fu fatta nel 1994: e c’è anche chi tra i responsabili del WWF se ne rallegra e forse corona un percorso che da tempo privilegia il rapporto con l’istituzione comunale piuttosto che la collaborazione orizzontale con le altre associazioni a partire dal partner storico Legambiente.

C’è un danno relazionale su cui riflettere, la gestione dell’area infatti perde la sua prima radice sevesina costituita dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.
Il Circolo Laura Conti però non smette di amare e di prendersi cura di quest’area e, infatti, pensa a proporre al Comune e al territorio una esperienza simile a quelle di successo che animano dal punto di vista ambientale e culturale le altre due aree verdi di pregio della città di Seveso: il Bosco delle Querce, con l’attività di Fare di Meda nel progetto Insieme per il Bosco (che vede coinvolte moltissime realtà di Seveso e Meda) e il Parco Dho con l’attività di NATUR&-Musicamorfosi con le associazioni di Villa Dho Casa Aperta e più recentemente con la collaborazione della Commissione Servizi Sociali di Seveso e le associazioni che ne costituiscono la rete di solidarietà.

Il futuro è aperto, il Circolo Legambiente Laura Conti - nel dissentire da una operazione che, rispondendo a rigide modalità burocratiche, affida oggi ex novo l’Oasi al WWF cancellando un pezzo di storia -, rilancia altre pratiche già in corso proprio con l’istituzione locale e chiama a raccolta le realtà amiche dichiarando che questa sarà la sua scommessa per il rilancio socio-culturale dell’amato Fosso del Ronchetto.

 

Rassegna stampa

Il Cittadino, 19/07/2025
 
Il Giornale di Seregno, 29/07/2025

martedì 27 maggio 2025

Il Comitato Parco della Brughiera presente alla Festa della rete associazioni a Villa Dho di Seveso


Domenica 1° giugno 2025, il Comitato Parco della Brughiera sarà nuovamente presente, come da tradizione, alla classica Festa della rete associazioni che collaborano con Villa Dho - Casa Aperta. Anche per questa edizione, il Comitato parteciperà con il proprio gazebo informativo, diventato ormai un punto di riferimento per amici, curiosi e sostenitori dell’associazione.

A partire dalle ore 14:00, il presidente del Comitato, Tiziano Grassi, sarà presente al gazebo per accogliere i visitatori, incontrare i simpatizzanti e raccontare le attività in corso per la tutela e la valorizzazione della Brughiera. L’iniziativa rappresenta una preziosa occasione di visibilità e di incontro con il territorio, in un contesto che ogni anno richiama numerosi cittadini e volontari. Chiunque desideri partecipare attivamente e offrire il proprio supporto sarà il benvenuto.

martedì 9 maggio 2023

Farfalle meravigliose al Museo Civico di Lentate sul Seveso


Il 'meraviglioso mondo delle farfalle' al Museo Civico di Lentate sul Seveso

Venerdì 12 maggio 2023 - ore 21.00
presso il Museo Civico di Lentate sul Seveso via Aureggi n° 25
Serata didattica sul riconoscimento delle farfalle
a cura di Gianfranco Colombo
    
Da domenica 14 al 28 maggio 2023
Esposizione Mostra "FARFALLE DA TUTTO IL MONDO"
presso la sede del Museo - Via Aureggi 25 - Lentate sul Seveso
(orari visita: giorni feriali ore15-18; giorni festivi ore 9-12 e 15-18)
Inaugurazione Mostra domenica 14 maggio ore 11.00
    
Venerdì 19 maggio 2023 - con ritrovo alle ore 21.30
Passeggiata con osservazione delle farfalle notturne presso il parco di Villa Dho a Seveso in via Cacciatori delle Alpi, 3 in collaborazione con NATUR& onlus e il patrocinio del Comune di Seveso

giovedì 27 ottobre 2022

Festa d'Autunno a Villa Dho di Seveso


Domenica 30 ottobre 2022 pomeriggio il Comitato Parco Groane Brughiera sarà presente alla Festa d'Autunno che si terrà presso il Parco di Villa Dho a Seveso Altopiano.
Oltre alle attività di promozione del Parco verrà organizzato - dalle 14:30 alle 16:00 - un laboratorio di piccoli paracaduti per bimbe/i.
All'iniziativa parteciperà anche il Gruppo Bresadola di Barlassina con una fantastica mostra di funghi, la maggior parte raccolti la mattina stessa nelle Groane e nella Brughiera.

venerdì 17 giugno 2022

Seveso. Festa d'estate a Villa Dho


a cura del COMITATO PARCO REGIONALE GROANE - BRUGHIERA


Domenica 19 giugno 2022 dalle ore 14:00 alle ore 18:00 saremo con nostro banchetto a Seveso altopiano per la "Festa d'estate a Villa Dho casa aperta". Avremo tanti materiali promozionali sui parchi e sui nostri sentieri delle Groane e della Brughiera e sarà possibile fare la tessera 2022 al nostro Comitato.
Siamo tra le associazioni che partecipano al progetto "Villa Dho Casa Aperta" e domenica organizziamo un laboratorio per bimbi per la costruzione di piccoli paracaduti.
Veniteci a trovare, sarà un pomeriggio con tante iniziative organizzate dalle varie associazioni per grandi e piccini per vivere il Parco e Villa Dho.

venerdì 28 maggio 2021

Seveso: viviAMO il Parco di Villa Dho


 

Domenica 30 maggio 2021 nel pomeriggio si terrà una bella iniziativa a Seveso Altopiano (MB) in via Cacciatori delle Alpi, 3 nell'ambito del progetto "Villa Dho casa aperta". Finalmente ci potremo re-incontrare in un bel parco sempre però mantenendo le precauzioni e i dispositivi anti Covid.

 



Il pomeriggio sarà diviso in tre parti in cui, quella centrale delle ore 15.30, ci sarà il laboratorio per bimbi dedicato alla costruzione dei "famosi" aquiloni del Comitato Parco Brughiera.... ma non solo!


mercoledì 25 settembre 2013

Da Barlassina a Cesano Maderno: passeggiata alla scoperta delle Oasi, lungo il corridoio del Biulè


Domenica 22 settembre 2013 ha avuto luogo, organizzata dal Comitato per il parco regionale della Brughiera, una passeggiata lungo i sentieri delle Oasi e i boschi di Barlassina, Seveso e Cesano Maderno.


Di seguito troverete il resoconto fotografico dell'escursione. 
La cartina ed i testi sono stati tratti dalla Mappa dei sentieri "Corridoio del Biulè" realizata da Legambiente, Lipu e Parco Groane.


La partenza dal Parco ex-tiro a segno di Barlassina

Attraverso il parco ex-tiro a segno

IL FOSSO DEL RONCHETTO


Nonostante le dimensioni ridotte, solo 8 ettari, il Fosso del Ronchetto ospita ambienti molto diversificati. Il bosco e dominato dalla robinia, specie introdotta in Europa nel XVII secolo e piantata ovunque, ma si riconoscono pregevoli esemplari di specie arboree autoctone come castagni, querce, ciliegi, olmi e carpini. L'ombroso e umido sottobosco ospita mughetti, anemoni e rari narcisi selvatici. Mentre noccioli, cornioli, biancospini, rose canine e prugnoli creano un corredo arbustivo ricco e colorato in tutte le stagioni. La fauna e abbondante: oltre ai comunissimi merli, fringuelli e passeri, e accertata la presenza di specie interessanti come il picchio rosso, il picchio verde, l’allocco e il rampichino.


Nel canalone, una valletta a Y che da il nome al Fosso del Ronchetto, si rifugiano due specie di rane rosse, la rana di Lataste (Rana latastei) e la rana agile (Rana dalmatina), e la raganella (Hyla arborea), anfibio di un intenso colore verde che ama vivere su alberi e arbusti. Tutte queste specie si riproducono in uno stagnetto vicino al bosco, in un prato naturale. Seppur dl dimensioni ridotte, il piccolo specchio d’acqua offre uno spazio tranquillo e isolato, ideale anche per il tritone punteggiato (Triturus vulgaris) e per il più raro tritone crestato (Triturus cristatus).



Da ricordare la presenza di predatori: la biscia d’acqua (Natrix natrix) e il biacco (Col uber viridiflavus), entrambi innocui per l’uomo, sebbene il biacco, più irascibile della biscia d’acqua, se disturbato morde. Da non dimenticare tra i mammiferi, lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), tipico abitante dei nostri boschi, il riccio (Erinaceus europaeus), piccolo animaletto insettivoro, il ghiro (Glis glis), grazioso roditore grigio che vive sugli alberi e il moscardino (Muscardinus avellanarium), che sembra un piccolo ghiro arancione, e forma nidi a palla tra i bassi cespugli, dove si ciba dei frutti del bosco.


LA VILLA PETITOSA E IL PARCO DHO


Realizzata nel primi anni del 1800, la Petitosa o Maiocca, può essere considerata la prima vera e propria Villa di Seveso. La villa, sviluppata su due piani, ricorda un fortilizio, con merli di tipo ghibellino a coda di rondine, che richiamano il gusto neogotico tipico del primo ‘800.


La facciata principale della Petitosa, sulla quale si aprono tre finestre rivolte verso il parco, è invece chiaramente neoclassica: il colore dominante è il tipico “giallo lombardo”. Le prime notizie certe sulla Villa risalgono al 1870, anno in cui venne acquistata dal generale Luca Dho (1812-1876), valoroso combattente durante le Guerre di Indipendenza. In seguito, si congedò e acquistò la Petitosa. La scelta di Seveso fu casuale: durante la sua carriera Dho aveva avuto modo di stringere amicizia con numerosi patrioti lombardi, in particolare i Raimondi, che lo invitavano spesso nella villa di Birago, presso Camnago (frazione di Lentate sul Seveso), per escursioni di caccia Altopiano di Seveso. La proprietà venne ereditata dal figlio Gian Battista (che ricoprì la carica di consigliere municipale a Seveso negli anni intorno al 1910 e poco prima della morte negli anni ’30) che comprò dai Borromeo altro terreno, piantò un frutteto e ampiò la Villa sistemando i rustici sul fianco ovest. Attualmente Villa Dho é proprietà del comune di Seveso, donazione del Conte Gianluca Dho, figlio di Gian Battista, sindaco di Seveso per un quindicennio dopo la Liberazione.


L’amministrazione ha dato in comodato il complesso abitativo all'associazione Natur& Onlus, che realizza progetti di accoglienza, educazione e cura di giovani e di anziani. Volontari di Legambiente e degli Alpini si occupano della manutenzione del Parco, che contiene diverse specie arboree di pregio: grandi esemplari di querce, faggi e tassi. Un laghetto artificiale accoglie germani reali, oche, tartarughe palustri e a volte aironi cenerini di passaggio.


IL CORRIDOIO DEL BOSCO DEL BIULE’


Il corridoio del Bosco del Biulé rappresenta una via di comunicazione naturale che permette alla vita di spostarsi e di stare in relazione e dove la comunità umana può "vivere" la natura vicino a casa propria. L’area, di 19 ettari distribuiti su 2000 metri di lunghezza e una larghezza oscillante dai 10 ai 300 metri, può considerarsi un vero e proprio “corridoio” che mette in comunicazione le impartanti aree verdi di Cesano Maderno e Seveso all’interno dei limiti urbani dell’Altopiano delle Groane.

I margini del Parco delle Groane diventano quindi delle porte di accesso alla godibilità pubblica della natura e del territorio. Per questo il Bosco del Biulé e un’opportunità sociale per la comunità e una necessità ambientale per la vita naturale. Il cuore del corridoio ambientale del Bosco del Biulè ha inizio lungo la via Cacciatori delle Alpi a Seveso, nell’ex campo di tiro a segno di via San Marco.


L’area, proprietà comunale di circa 20.000 mq con rinnovazione di robinia, pioppo tremulo e salice, è stata completamente riqualificata dopo anni di abbandono e degrado. Grazie all’attività del Comitato del Bosco del Biulè-Seveso, un gruppo di residenti si occupa della cura e della piccola manutenzione. Da qui trova origine un luogo di aggregazione e partecipazione sociale.


Seguendo il torrente Comasinelle, che scorre fra le case in direzione di Cesano Maderno, si raggiunge il piccolo Bosco del Biulè, proprietà privata confinante con l’ex tiro a segno. Pregevole per la presenza di vecchie farnie e pini silvestri e molte specie autoctone, e uno scampolo di bosco incredibilmente sopravvissuto all’urbanizzazione. Si apre poi un’ampia piana a seminativo, regimata con una vasca volano per le acque di piena del torrente Comasinella, oggi rinaturalizzato per un buon tratto.

Il corridoio del Bosco del Biulè arriva quindi all’Oasi LIPU attraversando lo storico quartiere Biulè.


L'OASI LIPU


L'Oasi LIPU di Cesano Maderno, nata nel 1997 in collaborazione con il Comune ed il Parco delle Groane, si estende su una superficie di circa 100 ettari di boschi, brughiere e zone umide. Perla sua particolare localizzazione in un'area molto industrializzata ed urbanizzata, l'Oasi e stata oggetto dl numerosi interventi di miglioramento e riqualificazione ambientale.


Il più importante tra questi progetti é sicuramente quello che ha portato alla costruzione di un'area umida totalmente ricreata di ben 12 ha: si tratta di una zona lacustre ricca di piante acquatiche, libellule, anfibi quali il Tritone crestato e il Tritone punteggiato, e soprattutto numerosi uccelli. Infatti, delle ben 148 specie di uccelli censite nell'Oasi, la maggior parte la si può osservare in quest'area: anatre e folaghe che qui trascorrono l'inverno, gli ormai rari Tarabuso e Airone rosso, passeriformi quali il Migliarino di palude che vive tra il canneto, oltre a rapaci (come il Falco pescatore e il Lodolaio) e a tantissimi altri. Altri ambienti degni di nota all'interno dell'Oasi sono i boschi di Farnia, Ciliegio, Betulla, Carpino bianco, con sottobosco di Rovo, Sanguinella, Frangola e Biancospino: qui nidificano lo Sparviere, il Falco Pecchiaiolo, il Picchio rosso maggiore e il Picchio verde, che costituisce il simbolo dell'Oasi.


Spostandosi nelle zone più aperte é possibile osservare l'Averla piccola, il Pigliamosche, il Gheppio e la Poiana a caccia di roditori sui prati, e rapaci notturni quali la Civetta e il Barbagianni. Proprio per il recupero e lo svezzamento dei rapaci notturni é in funzione presso l'Oasi una Stazione di Ambientamento, nella quale i giovani animali si abituano all'ambiente circostante nel quale verranno rilasciati.


La Stazione di Ambientamento, come l'area umida, é visitabile accompagnati da una guida Lipu; il resto dell'Oasi, attrezzata con oltre 4 km di sentieri, bacheche illustrative, punti di osservazione fissi, e il nuovissimo centro di Educazione e Formazione Ambientale, è sempre aperta al pubblico per la libera fruizione.

Il bosco degli gnomi
Nido artificiale di allocco
Pozza temporanea
Ciliegio americano (Prunus serotina), specie invasiva dell'Oasi. Foglie, rami e corteccia contengono acido cianidrico, che viene rilasciato durante il processo di appassimento del fogliame impoverendo così ampi tratti di bosco.
Barriere di contenimento del Gambero rosso della Lousiana. E' attualmente considerato tra le 100 specie aliene invasive in Europa e la Regione Lombardia l'ha  inserita nella lista nera delle specie alloctone animali oggetto di monitoraggio. La sua presenza in Oasi è circoscritta all'area umida principale e agli stagni all'interno delle aree boscate limitrofe.
L'area umida princiapale
L'osservatorio
Meraviglioso esemplare di carpino
Per visualizzare il programma cliccare qui.

lunedì 16 settembre 2013

Tour Oasi delle Groane

Domenica 22 settembre 2013
Ritrovo ore 8.15 al parcheggio del Parco ex Tiro a segno di Barlassina (MB) in via Longoni

LE OASI NATURALI DELL’ALTOPIANO NEL PARCO REGIONALE DELLE GROANE
Percorso su sentieri segnalati e strade per circa 8 km (durata 4 ore).

a cura di:
LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI
CIRCOLO LEGAMBIENTE "LAURA CONTI" - SEVESO
COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA


Si parte dal Parco ex tiro a segno di Barlassina per scendere verso il Fosso del Ronchetto a Seveso, visita alla villa Dho e al parco e poi, attraverso il Corridoio del Biulè si prosegue per raggiungere l’Oasi LIPU "Alex Langer" di Cesano Maderno dove saremo accolti dai volontari che ci condurranno alla visita del sito naturalistico. Per la visita è previsto un piccolo contributo di circa €. 3,00 per persona, come offerta all'Oasi.
Pranzo al sacco presso gli spazi aperti del centro LIPU - Alex Langer. Rientro a Barlassina per le ore 15,00 con vari viaggi in auto messe a disposizione degli organizzatori.

Scarpe idonee per escursionismo.