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giovedì 21 novembre 2013

PTCP Monza e Brianza: accolte le proposte di tutela del Paleoalveo e dell'area agricola a est di Bernareggio


Intervento delle associazioni "Un Parco per Bernareggio" e "La Parola al Cittadino"
 

E’ diventato operativo dopo la pubblicazione sul BURL dello scorso 23 ottobre 2013, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Monza e Brianza. Le due osservazioni presentate per chiedere che il Paleoalveo di Bernareggio e la zona limitrofa alla nuova tangenzialina siano considerate Aree Agricole strategiche SONO STATE IN BUONA PARTE ACCOLTE. Grazie a questa iniziativa, gran parte di queste aree sarà più tutelata.

Era il 19 marzo 2013 la scadenza per presentare le osservazioni al piano adottato nel mese di dicembre del 2012. Molti soggetti hanno presentato i loro documenti, chi per chiedere la tutela del territorio, soprattutto associazioni e comitati, chi, in direzione opposta, per chiedere di svincolare aree da destinare all’urbanizzazione. Le richieste che avrebbero portato nuovo cemento sono purtroppo arrivate da molte amministrazioni comunali tra cui anche quella di Bernareggio.

Vediamo nel dettaglio come si è espressa la Provincia sulle osservazioni riguardanti il territorio di Bernareggio.

L’osservazione n. 69 proponeva l’inserimento nelle Aree Agricole strategiche della parte sud del Paleoalveo di Bernareggio. Proposta accolta quasi tutta tranne un’area interclusa, quella della vasca volano, e quella del giardino della Villa De Azzi-Lanfranconi di Villanova.
L’obiettivo è comunque raggiunto: aree agricole già inserite a est e a ovest del tracciato del Paleoalveo non saranno più separate ma in continuità, come si può vedere nell’immagine sotto riportata.

Anche l’osservazione n. 70, che aveva come obiettivo quello di tutelare la fascia interna dell’area agricola ad est del centro abitato, è stata in  buona parte accolta. L’area in questione sarà irrimediabilmente tagliata in due dalla nuova tangenzialina connessa alla Pedemontana, se questa verrà realizzata. Con la nuova strada e nessuna tutela la parte verso il centro abitato sarebbe stata fortemente a rischio espansione di completamento. A parte un insediamento commerciale a nord, già previsto nel precedente PRG di Bernareggio e un’area “di espansione subordinata a Piano Attuativo”, il resto è stato inserito nelle Aree Agricole strategiche. Il “cuscino verde” di protezione dalla nuova tangenzialina sarà così più esteso, anche verso ovest.

In verde le aree inserite tra quelle Agricole Strategiche grazie alle osservazioni n. 69 e n. 70
Non sono state accolte, ed è anche questo un segnale positivo, tutte le richieste di stralcio dalle Aree Agricole Strategiche avanzate dal Comune di Bernareggio che contrastavano con gli ambiti di trasformazione previsti nel PGT. Anche le richieste di stralcio dalle Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica non sono state accolte.

C’è anche un’altra buona notizia: respinto lo stralcio dell’area al confine con il Parco del Molgora oggetto della richiesta del privato che intendeva collocare in quell’area un impianto industriale.

Accolta invece la richiesta di inserire nella Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica il corridoio ecologico tra Villanova e Bernareggio, proseguimento del Paleoalveo e già individuato dal PTCP della Provincia di Milano, anch’esso a rischio estinzione per l’espansione di un’area produttiva.

sabato 16 novembre 2013

PGT Seregno: le modifiche "costruttive" che piacciono all'assessore Mazza

Seregno, via delle Valli - In rosso l'area di proprietà comunale
Sono passati ormai 7 anni da quando l'attuale maggioranza ha dato l'incarico per l'estensione del PGT. Ora è stato presentato in Consiglio Comunale e in dicembre se ne prevede la discussione e l'adozione.

L'assessore Mazza ogni volta che può, come un mantra, ripete che il nuovo PGT "intende preservare il suolo non costruito, il mantenimento e l'ampliamento del Parco Brianza Centrale"(1).

Su questo punto in particolare le associazioni ambientaliste locali (Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Legambiente, Osservatorio PTCP e WWF) hanno presentato in Comune diverse proposte (leggi qui) che andavano in tale direzione.

Tra le altre veniva chiesta la cancellazione della previsione edificatoria del terreno, di proprietà comunale, di via delle Valli in quanto facente parte di un più vasto complesso di aree libere, tuttora agricole, di notevole rilevanza ecologica.

Il terreno di via delle Valli infatti dal PTCP di MB risulta inserito negli ambiti d’interesse provinciale comunque da preservare (art. 48 delle NTA). Inoltre è all'interno di un corridoio primario, della Rete Ecologica Regionale, di connessione con il Parco Regionale della Valle del Lambro.

Elementi di caratterizzazione ecologica del territorio - Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 2
Siccome tra il dire ed il fare c'è di mezzo il cemento l'amministrazione comunale ha respinto tale richiesta (2).

L'assessore Mazza, tradendo le reali intenzioni dell'Amministrazione Comunale, ha poi dichiarato: "Siamo comunque aperti a modifiche che siano migliorative e costruttive"(1).

Non abbiamo dubbi che le modifiche "costruttive" incontreranno la sua approvazione!

(1): Dichiarazione rilasciata a "Il Cittadino" del 9/11/2013
(2): No al verde di via Valli nel parco. "Il Cittadino" del 26/10/2013


domenica 12 maggio 2013

Il PTCP di Monza e Brianza è allergico agli ambientalisti

La seduta di Consiglio Provinciale sul PTCP

Intevento dell'Osservatorio PTCP di Monza e Brianza

In Provincia di MB prosegue l'iter per l'approvazione del PTCP che continuiamo a seguire con attenzione e con la nostra costante presenza durante i Consigli Provinciali.
Ancora una volta, la maggioranza PdL + Lega Nord in Provincia ha deciso che questo PTCP non va migliorato, ma che è più utile annacquarlo concedendo scappatoie che possono risultare utili ai cementificatori nostrani.

Così, anche nella nuova seduta di Consiglio Provinciale, alcuni dei nostri emendamenti migliorativi in tema di tutela, presentati dai Consiglieri del Pd, sono stati respinti.
Questo PTCP si sta sempre più caratterizzando per le sue debolezze, in aperta contraddizione con le "dichiarazioni d'immagine" fatte da Allevi.
C'è un'ipocrisia di fondo: le dichiarazioni non sono confermate da quanto la maggioranza PdL + Lega sta facendo.

Rimane infatti nel PTCP la facoltà di "monetizzare" negli ambiti fuori tutela, le aree inferiori a 1000mq CONSUMATE, dato che l'emendamento che ne chiedeva la cancellazione è stato respinto.
Respinto anche l'emendamento che chiedeva le Compensazioni Ambientali nel territorio comunale. Le stesse, rimangono diluite sull'intero territorio provinciale.
Ci è oscuro chi si occupera di evidenziare le zone dove queste saranno possibili.
Respinta la richiesta di inserire tra i componenti del costituendo Osservatorio Provinciale i rappresentanti delle Associazioni ambientaliste, ma accolto l'emendamento PdL per l'allargamento della composizione dell'osservatorio al delegato dell'Assemblea dei Sindaci e al Presidente della Commissione Territorio e Parchi.
Tutto quindi fuorchè avere gli AMBIENTALISTI in un'assise seppur consultiva. Evidentemente POSSONO DISTURBARE.
C'è un' "allergia" palese nei confronti di chi, da anni, si batte per la tutela ambientale.
Per Lega e PdL, meglio tenerci fuori, altrochè "PTCP rivoluzionario e ambientalista" (Allevi).
Al capitolo "Modalità di Governo del Consumo di Suolo", nelle aree prive di tutela (ora al 3,6% del territorio provinciale), bocciate le nostre richieste di incrementare le quote di superfici da cedere gratuitamente al Comune in qualità di "Compensazioni Territoriale" qualora si edifichi in zone non urbanizzate.
Chiedevamo il raddoppio della quota. Da 0,25 mq/mq a 0,5 mq/mq per le aree di completamento e da 0,5 mq/mq a 1 mq/mq per le aree di espansione.

Singolare il parere dell'Assessore Cristiano Crippa che non vuole equiparare le compensazioni sugli ATR (Ambiti di Trasformazione) a quelle per gli ambiti tutelati.
Concedono solo un "rialzo" a 0,6 mq/mq (invece di 0,5 mq/mq) per le aree di complemento.
Rispetto alla normativa sulle AREE DISMESSE, l'articolato ha un ambiguità di fondo notevole.
C'è un ampia discrezionalità lasciata alle scelte dei comuni sulla conferma o meno della destinazione ad uso produttivo e  si assegna pure un "premio volumetrico" per residenziale e commerciale riversato su altre superfici qualora la proprietà recuperi l'area ad uso produttivo. Non proprio quindi una filosofia atta ad una riqualificazione anche ambientale a verde pubblico ne tantomeno una restrizione atta a fermare il consumo di suolo.

Ora la fase di discussione e approvazione si sposta sulle osservazioni e relative controdeduzioni.

mercoledì 26 dicembre 2012

Seregno: il PGT non ferma il consumo di suolo


In un recente video diffuso da Seregno TV l'assessore Mazza fa il punto sul nuovo PGT  di Seregno e, come al solito, ci lascia allibiti;  lo sbandiera come un PGT a consumo di suolo "sostanzialmente" pari a zero e per avvalorare questa affermazione sostiene che "l'unica trasformazione da verde ad edificabile riguarda una zona agricola" di proprietà del comune che diventerà produttiva. 

Seregno, via delle Valli - In rosso l'area di proprietà comunale
Quanto a questa zona agricola, la nuova destinazione urbanistica è decisamanete da contrastare, poiché l'area risulta di grande rilevanza paesistica in quanto assicura una continuità agli spazi aperti residui all'interno della conurbazione della Brianza Centrale.

Notevole anche la rilevanza ecologica perché l'area fa parte del corridoio primario - della Rete Ecologica Regionale - di connessione con il Parco Regionale della Valle del Lambro e della Rete Verde di ricomposizione paesaggistica.

Elementi di caratterizzazione ecologica del territorio - Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 2
Ma purtroppo questa non è neanche l'unica trasformazione da verde ad edificabile che il nuovo PGT prevede o riconferma dal PRG vigente.

Infatti dalla "tabella di contabilizzazione del consumo di suolo previsto" scopriamo che:
  • 13.525 mq di aree agricole verranno destinati a "grandi opere"
  • 21.523 mq di aree agricole (corrispondenti al terreno di cui sopra) verranno destinati a nuovi cantieri
  • 81.014 mq di aree verdi incolte verranno urbanizzati
  • 249.913 mq di aree verdi incolte rimangono destinati a nuovi cantieri (residuo del PRG vigente)
Dunque quel "sostanzialmente" viene usato da Mazza per mascherare un aumento del consumo di suolo.

Per approfondire:
- La Mazzata di Seregno sul Parco Brianza Centrale
- Una proposta sensata e la difesa del cemento
- Seregno - Osservazioni al PTCP: la salvaguardia degli Ambiti Agricoli Strategici
- La provincia di Monza e Brianza è la più cementificata d'Italia
- Rete verde di ricomposizione paesaggistica (tavola 6a)

martedì 29 maggio 2012

Il bluff del PTCP di Monza e Brianza

 
Riportiamo di seguito alcune valutazioni contenute nel documento regionale di verifica del PTCP della Provincia di Monza e Brianza. 

Il quadro è veramente sconsolante; nel PTCP sono riportate tante dichiarazioni di principio e pochi fatti!

Segue il comunicato stampa delle associazioni e dei gruppi ambientalisti riuniti sotto la sigla dell'Osservatorio PTCP. 


DAL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DELLA REGIONE


Gli ambiti di interesse provinciale sono stati introdotti dal PTCP al fine di garantire il mantenimento di spazi inedificati fra tessuti urbani limitrofi e per conservare l'identità propria di ogni ambito urbano.

A tale obiettivo dichiarato non risulta però essere associata sufficiente concretezza a livello di misure attuative, poiché le norme inserite prevedono di fatto l'edificazione, condizionata solo ad alcune marginali norme di mitigazione e compensazione.
(...)

In questa ottica, rilevando positivamente lo sforzo prodotto per assicurare il consumo di suolo, si chiede di declinare le azioni in capo alla Provincia per il raggiungimento di tale obiettivo.
(...)

Al riguardo, pur apprezzando il proposito, le indicazioni non prevedono obblighi e quindi il conseguimento dell'obiettivo non è assicurato.
(...)

A tal fine è auspicabile l'indicazione delle azioni, in capo alla Provincia, per il raggiungimento dell'obiettivo del consumo di suolo.
(...)

Il Piano, al di à di obiettivi e generiche affermazioni, non sembra dimostrare particolare attenzione alla definizione di azioni  per la realizzazione di sistemi verdi di qualità attraverso la costituzione di un tessuto connettivo (sistema verde) tra i frammenti di verde pubblico e privato, esistenti ed in programma, e le aree aperte agricole produttive ed incolte, etc.
(...)

LA REGIONE CI DA’ RAGIONE:
CAMBIAMO QUESTO PTCP DI MONZA BRIANZA!

Comunicato stampa dell'Osservatorio PTCP di Monza e Brianza

Dopo aver ascoltato discorsi politici e proclami sulla tutela del suolo, dopo aver assistito al proliferare di convegni indetti dalla stessa amministrazione provinciale sul tema del consumo di suolo, dopo aver evidenziato in maniera chiara e netta – grazie alla nostra costante presenza durante tutte le fasi che hanno portato alla costruzione di questo adottato PTCP di Monza e della Brianza – che questo stesso Piano non rispondeva a nessuno di questi proclami, ora anche Regione Lombardia finalmente conferma quello che le associazioni e i gruppi ambientalisti della Brianza avevano già correttamente segnalato anche all’interno della Valutazione Ambientale Strategica del Piano.

Ovvero che questo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale avrebbe potuto essere un’occasione per mettere l’ambiente al centro delle scelte urbanistiche in Brianza, ma che ciò non è stato. In questo PTCP infatti (sono parole estratte dal parere di regione Lombardia) “non si rilevano né criteri, né specifiche misure finalizzate alla reale modifica del trend del consumo di suolo”, in una provincia che – sulla base del RAPPORTO ISTAT commentato sui quotidiani nazionali dei giorni scorsi – è in assoluto la PRIMA (e non più la seconda dopo Napoli) provincia più cementificata d’Italia.

Un PTCP che pensato diversamente avrebbe permesso alla Provincia di esprimere un’ipotesi di tutela del territorio, anche al di sopra degli interessi particolari dei singoli Comuni che – salvo la bella eccezione dell’attuale Comune di Desio – non si sono distinti fino a questo momento per l’attenzione alle problematiche ambientali e che, anzi hanno depositato moltissime osservazioni per richiedere stralci (sui quali avevamo chiesto pubblicamente al Presidente Allevi – che detiene, da quando Antonino Brambilla si è dimesso per le note vicende giudiziarie in cui è indagato, la delega alle politiche territoriali – di “stralciare questi stralci”), per poter costruire ancora e ancora e ancora, fuori da qualsiasi reale necessità.

Non può e non deve dunque finire così.

Il PTCP non è stato ancora approvato, il nostro coordinamento ha presentato decine e decine di osservazioni che prospettano la possibilità di un reale cambio di passo nella politica territoriale provinciale e di ogni singolo comune, dove davvero il suolo venga realmente tutelato per la salute di noi tutti: sono osservazioni concrete e immediatamente applicabili. Chiediamo che gli ambiti agricoli che sono strategici per il nostro futuro non solo vengano concretamente tutelati ma ampliati perché si può e si deve. Chiediamo che siano attivate politiche territoriali che smettano di svendere ed invece rendano reali (e non colorandoli di verde solo su carta) gli ormai improcrastinabili corridoi ecologici (una figura simbolica di per sé già scandalosamente insufficiente e che dà la reale “tara” dell’ambiente nel quale viviamo, se si pensa che i “corridoi” sono ambienti per lo più lunghi e stretti) utili per la sopravvivenza di tutte le specie viventi. Non ultimo l’essere umano che deve poter beneficiare e vivere appieno in un ambiente salubre e in un paesaggio gradevole, che non deve essere consumato solamente stando in macchina, ma goduto in bicicletta ed a piedi senza pericoli.

Noi non dimentichiamo che questo PTCP potrebbe invece essere figlio di zone d’ombra, di aderenze sospette e di tessuti (troppo) morbidi alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Noi non dimentichiamo che alcune figure politiche ed alcuni amministratori posizionati sino a ieri in posti chiave per il governo (che parola nobile potrebbe essere questa, se fosse coniugata con lealtà e spirito di servizio volto al bene reale dell’intera comunità) del territorio e che erano una “squadra” potente anche in Provincia di Monza e della Brianza, ora sono in carcere o agli arresti domiciliari perché indagati per corruzione proprio su intrecci che interessano le “politiche” territoriali.

Come associazioni e gruppi ambientalisti avevamo scelto di essere soggetto PROPOSITIVO in un rapporto di confronto con la Provincia, disposti a entrare in tensione con quelle amministrazioni del territorio più ostili a comprendere la difficoltà del tempo presente.

Siamo consapevoli che è più che mai importante per noi tutti intervenire per una responsabile gestione della cosa pubblica e dell’ambiente.

Fedeli a questo atteggiamento, siamo quindi a chiedere che questo PTCP venga corretto accettando totalmente le nostre osservazioni. Contestualmente, come principio di precauzione, nell’attesa che questo il PTCP venga profondamente rivisto, chiediamo anche l’applicazione di una moratoria che blocchi tutte le trasformazioni urbanistiche attualmente previste all’interno dei piani urbanistici locali su suoli inedificati. Sull’ambiente della Brianza la partita è troppo importante. La Provincia deve ora cambiare passo ed assumersi le proprie responsabilità.

Non accetteremo che, per non scontentare nessuno, tutte le osservazioni presentate vengano rigettate, perché non tutto e tutti si possono mettere sullo stesso piano. Perché questo piano così com’è non si può accettare – anche la regione in questo ci dà ragione e lo chiede alla Provincia – perché la Politica (con la maiuscola) non può accontentare tutti – scontentando tutti – ma deve prendere una posizione chiara e per noi questa posizione non può che essere nettamente a difesa dell’uomo, del suo ambiente, della sua terra e del suo suolo.

Perché se ciò avverrà sarà l’ennesima (e probabilmente definitiva) occasione mancata che diverrà per noi la prova del fallimento dell’amministrazione provinciale in materia di governo del territorio.

E questo la Brianza non lo merita e non se lo può più permettere.

Leggi anche la pagina dedicata alle osservazioni al PTCP di Monza e Brianza

venerdì 13 aprile 2012

Cari politici provinciali, salvate le aree verdi del PTCP di Monza e Brianza: Stralciate le richieste di stralcio!


Lettera aperta dell'Osservatorio PTCP ai rappresentanti istituzionali della Provincia di Monza e Brianza

L'esame, seppure parziale, delle numerose osservazioni avanzate al Piano Territoriale Di Coordinamento Provinciale adottato dal Consiglio provinciale il 22 Dicembre scorso, delinea purtroppo un quadro desolante.

Una porzione largamente maggioritaria di queste osservazioni non va, come sarebbe auspicabile, nella direzione di porre finalmente un freno alla cementificazione della Brianza ma bensì contiene la richiesta di stralcio dal piano di vaste porzioni delle Aree Agricole Strategiche così come individuate dal documento adottato. Fa riflettere che molte di queste osservazioni provengano dalle singole amministrazioni comunali.

A Tutti Voi chiediamo di esaminare attentamente queste osservazioni e a meno che non si tratti di richieste limitate e realmente non altrimenti esaudibili di rispedirle cortesemente al mittente: “stralciare gli stralci” in altre parole e conservare, ampliandole se possibile, le Aree Agricole Strategiche proposte, apponendo finalmente dei vincoli ambientali di carattere sovracomunale a difesa del poco suolo non urbanizzato ancora presente.

Crediamo che si debba ripartire da una considerazione tanto banale quanto drammatica: viviamo nella provincia più cementificata d’ Italia dopo quella di Napoli, la situazione non è più sostenibile pertanto va dato seguito alle dichiarazioni d'intenti e vanno finalmente attuate politiche serie di tutela ambientale del poco verde rimasto in provincia di Monza Brianza.

Pensando alla Brianza di domani le domande che dovremmo porci sin da subito sono precise: Con le decine di migliaia di case sfitte, capannoni invenduti, aree dismesse da bonificare e recuperare c'è veramente bisogno di consumare altro suolo libero per realizzare i servizi al cittadino? Con il mercato immobiliare asfittico di questi anni esiste veramente una pressante domanda di nuovi insediamenti abitativi?

Noi crediamo di no.

La risposta ai problemi di cassa delle amministrazioni locali (problemi inconfutabili beninteso) può essere ancora una volta quella di consumare suolo per ottenere in cambio oneri di urbanizzazione ?

Noi crediamo di no e per almeno due buoni motivi, il primo è che se è vero che gli oneri di urbanizzazione, che non dimentichiamolo, sono una tantum, possono dare fiato temporaneamente alla tesorerie dei comuni, è altrettanto vero che i nuovi insediamenti portano nuovi abitanti e conseguente nuova richiesta di servizi (strade, fognature, scuole, servizi comunali, ecc.), una richiesta che rimarrà a carico del comune per sempre. Questa crescita esponenziale dei costi di gestione è alla base del dissesto finanziario di molti comuni, basta dare uno sguardo ai bilanci pubblici, ed è per questo che bisogna porre fine a questo circolo vizioso.

Il secondo motivo è che se proprio si ritiene di dover costruire ancora lo si faccia attraverso il recupero dell’esistente, puntando per esempio alla bonifica delle aree ex-industriali: Anche in questo caso si incassano gli oneri. In tutta onestà non ci sembra che in Brianza manchino gli ecomostri da abbattere o le aree dismesse, tutt'altro.

Segnaliamo in merito le recenti posizioni della confederazione dei costruttori di confindustria che sposa in pieno la tesi del recupero edilizio prima dell’occupazione di suolo libero.

Quello che oggi vi chiediamo è proprio questo, pensare che la terra su cui posiamo i piedi non l’abbiamo ricevuta in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli.

Vi chiediamo di pensare che la terra di Brianza è un bene comune da preservare nei suoi aspetti ambientali e naturalistici e per farlo occorre agire ora perchè domani, forse, sarà già troppo tardi.

Sicuri di un Vostro interessamento ed impegno concreto nel merito porgiamo Cordiali Saluti

Le Associazioni riunite nell' OSSERVATORIO PTCP DI MONZA E BRIANZA

sabato 7 aprile 2012

Camparada - Osservazioni PTCP: La salvaguardia degli Ambiti Agricoli Strategici

Osservazione n. 21 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza Centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante il Comune di Camparada zona  località Cabella

Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 6d - Ambiti di interesse provinciale
 
Immagini Comune di Camparada - Piano di Governo del Territorio 
Se l'ambito di trasformazione Cr1 previsto dal PGT del Comune di Camparada verrà attuato, ben presto anche la ridente località di Cabella, sopravvissuta finora al rischio di una totale cementificazione e, in parte, ancora, circondata da ampie zone di verde agricolo tuttora coltivate e da rigogliose macchie di bosco di querco-carpineto misto a cenosi tipiche della brughiera (rara presenza del pino silvestre), sarà irrimediabilmente snaturata per fare posto all'ennesimo anonimo insediamento residenziale di purissimo stampo speculativo. Ci pare infatti insensata quanto ingiustificata questa ulteriore colata di cemento che nulla a che a vedere con le reali esigenze di un territorio che negli ultimi decenni ha subito pesantemente l'impatto di una espansione edilizia quasi incontrollata. Tanto è vero che le conurbazioni di Lesmo, Camparada e Arcore rischiano, nonostante la, in ogni caso, positiva presenza del Plis dei Colli Briantei, di fondersi definitivamente.Nello specifico, l'operazione edilizia oggetto della nostra osservazione non è per nulla finalizzata a soddisfare reali esigenze degli attuali abitanti della frazione, bensì quelle molto meno nobili delle immobiliari e, seppur di dimensioni abbastanza contenute (10.560 mq), si rivela, a nostro avviso, di impatto devastante non solo per gli equilibri dell'attuale tessuto urbano di Cabella ma, anche, sarebbe meglio dire, soprattutto, per quelli paesistici, ecologici, geologici ed idrici dell'intera zona.Paesaggio. Con l'attuazione dell'intervento di trasformazione, in particolare il settore orientale quello di continuità con gli spazi aperti dell'ampia e movimentata stanza agricola del Plis dei Colli Briantei, che si distende parallela all'asta del Rio Molgora, verrebbe irrimediabilmente distrutto uno degli angoli più significativi, non solo di Camparada, ma di tutto il sistema del parco sovracomunale. E' inconfutabile, infatti, che l'edificazione a est di via Spluga comporterebbe un livello di invasività tale da compromettere anche il paesaggio dei contigui spazi aperti delle aree tutelate dal Plis dei Colli Briantei.Nondimeno, ad ovest, sarebbero sacrificate parte delle affascinanti ondulazioni (parziale riempimento?)  generanti un'ombrosa vallecola, che incide il pianalto collinare a sud di Camparada. Una depressione anch'essa destinata ad essere, in parte, occultata (spianata), per far posto alle nuove costruzioni e alla nuova direttrice viaria (ponte?) che, se attuata, comporterebbe un ulteriore incremento di negatività su tutto il contesto paesistico, veramente significativo.Morfologia. Come già evidenziato con l'attuazione dell'ambito di trasformazione Cr1, la naturale morfologia del territorio agricolo a ovest di Cabella potrebbe subire una consistente e definitiva alterazione con possibili gravi ripercussioni anche sugli aspetti idrogeologici del contesto, soprattutto laddove la nuova strada supera perpendicolarmente la depressione della vallecola (parziale tombinatura?).Ecologia e Plis. Senza dimenticare che pochissime centinaia di metri più a valle il territorio del Plis dei Colli Briantei, in uno dei suoi settori più pregiati, sarà presto letteralmente sconvolto e ferito, in modo irreparabile e non compensabile, dall'impatto a livello ecologico, geomorfologico ed ambientale causato dalla prossima realizzazione dell'autostrada Pedemontana, è doveroso, a nostro avviso, sottolineare che anche la realizzazione della nuova piccola circonvallazione, a sud di Cabella, comporterà una sottrazione di suolo agricolo e naturale alle aree tutelate dal Parco dei Colli Briantei. Non meno grave, come si evince anche dall'ortofoto allegata, è il, facilmente prevedibile, abbattimento di alcuni magnifici esemplari di piante autoctone di alto fusto, sia in corrispondenza della citata vallecola sia, soprattutto, sul margine orientale dell'ambito di trasformazione, quello più prossimo alla Valle del Rio Molgora (altrimenti conosciuto come Vallone di Camparada).Ancor più grave ci pare, infine, l'impatto negativo che l'intervento comporterà complessivamente sulla biodiversità e sull'equilibrio ecologico dell'intero contesto agricolo e naturale nel settore sud di Camparada e, più in generale sulle aree del Parco dei Colli Briantei laddove, come ad esempio nel settore orientale dell'intervento di trasformazione, le nuove costruzioni saranno a stretto contatto con il delicato sistema naturale della Valle del Rio Molgora.Infine, ma come si può restare indifferenti difronte al sacrificio di quel bellissimo prato polifita permanente che, apre l'orizzonte a chi, attraversato quel che rimane dell'antico nucleo di Cabella,  è diretto verso i maestosi boschi di Bernate? Cos'altro perderanno le future generazioni per un anacronistico sviluppo senza fine?Tutto ciò premesso, e rilevato che:- le aree agricole e boschive interessate dall'ambito di trasformazione Cr1 previsto dal PGT del Comune di  Camparada non sono in alcun modo salvaguardate da strumenti di tutela individuati dal Piano Territoriale di  Coordinamento Provinciale della Provincia di Monza e Brianza;- come si evince dallo stralcio allegato della Tavola 6d (Ambiti di interesse provinciale del PTCP) esiste  continuità ecologica e di spazi aperti tra le aree agricole e boschive interessate dall'ambito di trasformazione  Cr1 e le aree tutelate dal Plis dei Colli Briantei e, conseguentemente, con la Rete Verde di Ricomposizione  Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale  art. 31) ;- che le aree del Plis dei Colli Briantei, a causa della realizzazione della nuova circonvallazione a sud della  località Cabella, subiranno una, seppur ridotta, riduzione di superficie;- esiste una uniformità morfologica e agronomica tra le aree agricole e forestali interessate dall'ambito di  trasformazione Cr1 previsto dal PGT di Camparada e quelle incluse tra gli Ambiti destinati all'attività agricola  di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 6);- che gli stessi Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico, a seguito della realizzazione della  nuova circonvallazione a sud della località Cabella, subiranno una, seppur minima, riduzione di superficie;si richiede:- che le aree agricole e boschive interessate dall'ambito di trasformazione Cr1 previsto dal PGT di Camparada  siano interamente incluse negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del  Piano  Territoriale di Coordinamento Provinciale - art. 6 ) e, al contempo, nella Rete Verde di Ricomposizione    Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - art. 31) ;- la via Spluga (Comune di Camparada) sia considerata come parte della Viabilità di interesse paesaggistico  (Tavola 6b del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale  - art. 28  tratti panoramici lungo la viabilità   esistente);in subordine si richiede:- che le aree agricole e boschive, ad est di via Spluga, interessate dall'ambito di trasformazione Cr1 previsto dal  PGT di Camparada siano interamente incluse negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico  (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - art. 6 ) e, al contempo, nella Rete Verde di  Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - art. 31);- la via Spluga (Comune di Camparada) sia considerata come parte della Viabilità di interesse paesaggistico  (Tavola 6b del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale  - art. 28  tratti panoramici lungo la viabilità  esistente).

Macherio - Osservazioni PTCP: La salvaguardia degli Ambiti Agricoli Strategici

Osservazione n. 15 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza Centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante il Comune di Macherio località: Torrette - Santa Margherita – Bosco del Ratto Bareggia  - Pedresse

Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 7 - Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico
Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 2 - Elementi di caratterizzazione ecologica del territorio
All'interno degli spazi aperti a sud della linea ferroviaria Seregno-Carnate, nel punto dove si incontrano i confini dei Comuni di Lissone, Macherio e Sovico e più precisamente nelle aree delimitate dalle località Cascina Bini, Santa Margherita, Bareggia, Torrette, Pedresse, Cascina Greppi e Bosco del Ratto (altrimenti denominato il Boscone) sono stati individuati Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico ( Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 6 ) dai quali, a nostro avviso, sono state escluse in modo del tutto incomprensibile:a) tutte le aree interessate dalle opere compensazione ambientale (Progetto Locale n°24) previste dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana;b) le aree interessate dalle opere di mitigazione ambientale previste dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana, a ovest di via Edison (Bareggia di Macherio);c) due porzioni di aree agricole, poste a nord e a sud del nuovo insediamento residenziale di via Bosco del Ratto(Macherio) che, da ogni punto di vista, risultano del tutto indistinguibili dalle contigue aree incluse negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico;d) le aree agricole costituenti la zona di rispetto attorno al nuovo ipotizzato cimitero di Lissone.Rilevato che:l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, risulta interamente incluso nella Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 31);l'intera contesto territoriale, in precedenza descritto, risulta interamente incluso negli Ambiti di riqualificazione (Tavola 6c Ambiti di Azione Paesaggistica del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 33);l'estrema porzione settentrionale delle aree, forestali ed agricole, oggetto della presente osservazione (contornate ed evidenziate in rosso nelle immagini allegate), è parte integrante del corridoio primario della RER - Rete Ecologica Regionale, di connessione tra le aree del Parco Regionale della Valle del Lambro e quelle degli spazi aperti, agricoli e naturali, sul confine tra i Comuni di Albiate, Carate Brianza, Seregno, Lissone, Macherio e Sovico (Tavola 2 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Elementi di caratterizzazione ecologica del territorio);l'assieme delle rimanenti aree, forestali ed agricole, oggetto della presente osservazione (contornate ed evidenziate in rosso nelle immagini allegate) per via della loro diretta contiguità con il corridoio ecologico primario della RER -  Rete Ecologica Regionale (di connessione tra le aree del Parco Regionale della Valle del Lambro e quelle, agricole e naturali, sopravvissute sul confine tra i Comuni di Albiate, Carate Brianza, Seregno, Lissone, Macherio e Sovico) costituiscono, di fatto, un importante ed, ampiamente, riconosciuto ganglio secondario della stessa rete ecologica**, ovvero un ambito di rafforzamento delle presenze naturali sul territorio nonché un fondamentale punto intermedio di appoggio, considerata la lunghezza e la frammentarietà del citato corridoio ecologico primario.
** a complemento dei gangli primari sono individuabili altri ambiti - i gangli secondari - ai quali sono attribuibili funzioni differenti: rafforzamento delle presenze naturali sul territorio (anche al di fuori della rete principale costituita dai gangli e dai corridoi primari), e costituzione di un punto intermedio di appoggio, là dove i corridoi primari risultino troppo lunghi. fonte: http://www.apat.gov.it/media/RetiEcologiche/cap2.htm 

Sottolineato che:l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, costituisce un importante elemento di discontinuità nel paesaggio urbano, ancora in grado di garantire un minimo di continuità degli spazi aperti all'interno della convulsa conurbazione della Brianza Centrale e, per questa semplice ragione, dovrebbe essere interamente tutelato, anche a prescindere da altre sue peculiarità;l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, ha una forte valenza ecologica a prescindere dalla sua completa inclusione nella Rete Ecologica Regionale ed, in subordine, dalla sua inclusione nella “Rete Verde”;  in esso, infatti - nonostante la forte pressione antropica, su di esso, esercitata, negli ultimi decenni - trovano, ancora, rifugio numerose specie di mammiferi, di uccelli, di anfibi, di rettili e di invertebrati nonché, seppur rare, sono sopravvissute alcune specie arboree, arbustive e di sottobosco tipiche dei boschi di querco-carpineto;gli ambiti di territorio, di cui al punto a), interessati dalle opere di compensazione ambientale (Progetto Locale n°24), approvate in via definitiva dal CIPE - Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, per la loro filosofia progettuale, pensata in origine dal gruppo di lavoro DiAP Politecnico di Milano, coordinato dal Professor Arch. Arturo Lanzani, che li voleva fruibili ma, al contempo, conservativi ed implementativi delle caratteristiche agricole e forestali dei territori ricompresi, proprio per la loro effettiva e, da tutti, riconosciuta continuità con gli spazi aperti esistenti e con il tessuto agricolo circostante, essendo, inoltre, le stesse, attualmente coltivate uniformemente con le parti rimanenti dei fondi, di cui sono parte, hanno tutti i requisiti per essere inseriti tra gli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola n°7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 6 ); parimenti, a nostro avviso, risulta davvero difficile comprendere quale differenza corra tra gli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (“Ambiti Agricoli Strategici”), fruibili attraverso le strade consortili e vicinali e le aree agricole dei progetti locali di Pedemontana, fruibili sempre grazie alla identica trama di viabilità rurale, in taluni casi recuperata e, semmai, implementata da qualche nuovo percorso ciclopedonale;è nostro compito, inoltre, evidenziare che se il Progetto Locale n°24 delle opere di compensazione ambientale dell'Autostrada Pedemontana, per varie ragioni, anche parzialmente, non venisse realizzato, lascerebbe, di fatto, le aree ad esso destinate, previste nel progetto approvato in via definitiva dal CIPE, totalmente prive di reali strumenti di tutela e, conseguentemente, soggette a possibili, nonché facilmente prevedibili, future espansioni urbanistiche, con relativo consumo di suolo e di aree agricole, che, relativamente al caso in oggetto, sono, senza ombra di dubbio, tra le più prossime all'autostrada Pedemontana.Fatto, infine, riferimento anche a quanto, non casualmente, è suggerito nel Rapporto finale DiAP sul documento di inquadramento del Piano d’Area Pedemontana “....Una parte significativa dell’area è inserita tra le Aree agricole strategiche. Si suggerisce tuttavia una loro estensione comprendendo tutte le aree di compensazione ambientale di Macherio e di Lissone, la zona di rispetto attorno al nuovo ipotizzato cimitero, le aree a sud del Dosso tra i comuni di Seregno e Albiate...”.con l'obiettivo di contribuire:al massimo contenimento del consumo di suolo agricolo e naturale all'interno della conurbazione della Brianza Centrale; all'estensione della norma di massima tutela del PTCP all'intero contesto degli spazi aperti residuali   sul confine dei Comuni di Lissone, Macherio e Sovico; alla salvaguardia di uno dei più significativi ed integri brani di paesaggio rurale di tutto il settore centrale del territorio della Provincia di Monza e Brianza; al rafforzamento di uno dei più delicati e frammentati corridoi primari della Rete Ecologica Regionale.Si richiede, a garanzia della loro massima tutela, la completa inclusione negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - art. 6) delle aree, contornate ed evidenziate in rosso nelle immagini allegate alla presente osservazione, corrispondenti a:A) tutte le aree interessate dalle opere compensazione ambientale dell'Autostrada Pedemontana (Progetto Locale n°24 approvato in via definitiva dal CIPE - Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica),  ricadenti sul territorio del Comune di Macherio;B) le aree interessate dalle opere di mitigazione ambientale dell'Autostrada Pedemontana, a ovest di via Edison, nel territorio del Comune di Macherio (frazione di Bareggia).


Osservazione n. 16 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza Centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante il Comune di Macherio zona  Pedresse – via Bosco del Ratto
Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 7 - Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico
Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 2 - Elementi di caratterizzazione ecologica del territorio
All'interno degli spazi aperti a sud della linea ferroviaria Seregno-Carnate, nel punto dove si incontrano i confini dei Comuni di Lissone, Macherio e Sovico e più precisamente nelle aree delimitate dalle località Cascina Bini, Santa Margherita, Bareggia, Torrette, Pedresse, Cascina Greppi e Bosco del Ratto (altrimenti denominato il Boscone) sono stati individuati Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 6 ) dai quali, a nostro avviso, sono state escluse in modo del tutto incomprensibile:a) tutte le aree interessate dalle opere compensazione ambientale (Progetto Locale n°24) previste dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana;b) le aree interessate dalle opere di mitigazione ambientale previste dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana, a ovest di via Edison (Bareggia di Macherio);c) due porzioni di aree agricole, poste a nord e a sud del nuovo insediamento residenziale di via Bosco del Ratto(Macherio) che, da ogni punto di vista, risultano del tutto indistinguibili dalle contigue aree incluse negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico;d) le aree agricole costituenti la zona di rispetto attorno al nuovo ipotizzato cimitero di Lissone.Rilevato che:l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, risulta interamente incluso nella Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 31);l'intera contesto territoriale, in precedenza descritto, risulta interamente incluso negli Ambiti di riqualificazione (Tavola 6c Ambiti di Azione Paesaggistica del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 33);essendo le aree, oggetto della presente osservazione (contornate ed evidenziate in rosso nelle immagini allegate), parte integrante di un più vasto ambito agricolo, a sua volta, parzialmente, incluso nel corridoio ecologico primario della RER -  Rete Ecologica Regionale (di connessione tra le aree del Parco Regionale della Valle del Lambro e quelle degli spazi aperti, agricoli e naturali, sul confine tra i Comuni di Albiate, Carate Brianza, Seregno, Lissone, Macherio e Sovico) sono, di fatto, conseguenzialmente, parte anche dell'importante ed, ampiamente, riconosciuto ganglio secondario della stessa rete ecologica**, ovvero un ambito di rafforzamento delle presenze naturali sul territorio nonché un fondamentale punto intermedio di appoggio, considerata la lunghezza e la frammentarietà del citato corridoio ecologico primario.
** a complemento dei gangli primari sono individuabili altri ambiti - i gangli secondari - ai quali sono attribuibili funzioni differenti: rafforzamento delle presenze naturali sul territorio (anche al di fuori della rete principale costituita dai gangli e dai corridoi primari), e costituzione di un punto intermedio di appoggio, là dove i corridoi primari risultino troppo lunghi. fonte: http://www.apat.gov.it/media/RetiEcologiche/cap2.htm 

Sottolineato che:l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, costituisce un importante elemento di discontinuità nel paesaggio urbano, ancora in grado di garantire un minimo di continuità degli spazi aperti all'interno della convulsa conurbazione della Brianza Centrale e, per questa semplice ragione, dovrebbe essere interamente tutelato, anche a prescindere da altre sue peculiarità;l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, ha una forte valenza ecologica a prescindere dalla sua completa inclusione nella Rete Ecologica Regionale ed, in subordine, dalla sua inclusione nella “Rete Verde”;  in esso, infatti - nonostante la forte pressione antropica, su di esso, esercitata, negli ultimi decenni - trovano, ancora, rifugio numerose specie di mammiferi, di uccelli, di anfibi, di rettili e di invertebrati nonché, seppur rare, sono sopravvissute alcune specie arboree, arbustive e di sottobosco tipiche dei boschi di querco-carpineto;per le aree (di cui al punto c) oggetto della presente osservazione, a nostro avviso, pare davvero ingiustificata, sorprendente ed incomprensibile la singolare perimetrazione, che ne termina la non inclusione negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - art. 6), perimetrazione che non trova alcun riscontro sia cartografico che fisico/morfologico, con la situazione reale, direttamente riscontrabile sul campo, che rivela un fondo, fino a prova contraria, coltivato uniformemente;men che meno, la stessa perimetrazione, sembra, obiettivamente, riconducibile dall'adottato stralcio, dalle “Aree Agricole Strategiche”, degli Ambiti interessati dalle compensazioni ambientali dell'Autostrada Pedemontana,  (oggetto delle osservazioni n°14 e n°15 del Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale);Fatto, infine, riferimento anche a quanto, non casualmente, è suggerito nel Rapporto finale DiAP sul documento di inquadramento del Piano d’Area Pedemontana “....Una parte significativa dell’area è inserita tra le Aree agricole strategiche. Si suggerisce tuttavia una loro estensione comprendendo tutte le aree di compensazione ambientale di Macherio e di Lissone, la zona di rispetto attorno al nuovo ipotizzato cimitero, le aree a sud del Dosso tra i comuni di Seregno e Albiate...”.con l'obiettivo di contribuire:al massimo contenimento del consumo di suolo agricolo all'interno della conurbazione della Brianza Centrale; all'estensione della norma di massima tutela del PTCP all'intero contesto degli spazi aperti residuali   sul confine dei Comuni di Lissone, Macherio e Sovico; alla salvaguardia di uno dei più significativi ed integri brani di paesaggio rurale di tutto il settore centrale del territorio della Provincia di Monza e Brianza; al rafforzamento di uno dei più delicati e frammentati corridoi primari della Rete Ecologica Regionale.Si richiede, a garanzia della loro massima tutela, la completa inclusione negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - art. 6) delle aree, contornate ed evidenziate in rosso nelle immagini allegate alla presente osservazione, corrispondenti alle due porzioni di aree agricole, poste a nord e a sud del nuovo insediamento residenziale di via Bosco del Ratto, nel territorio comunale di Macherio.

venerdì 30 marzo 2012

Giussano - Osservazioni al PTCP: La salvaguardia degli Ambiti Agricoli Strategici

Osservazione n. 25 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante il Comune di Giussano

Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 6d - Ambiti di interesse provinciale
Immagine  Comune di Giussano - Piano di Governo del Territorio - Le aree verdi e gli ambiti di frangia urbana
A settentrione del suo territorio, sui lati della vecchia “Valassina” ed al confine con Arosio e con la Provincia di Como, in parte aderenti al territorio del Parco della Valle del Lambro, sopravvivono le ultime aree verdi di frangia del Comune di Giussano.Di esse, nonostante le chiare indicazione del Piano delle Regole del vigente Piano di Governo del Territorio (pag.46), come si evince nella dettagliata immagine della Tavola 6d del PTCP, sono ricomprese negli ambiti di tutela previsti dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale solo le aree del settore occidentale (n°1) della grande ed ondulata stanza agricola ad ovest di via Viganò (vecchia Valassina) che continua verso nord, sul territorio del Comune di Arosio, per collegarsi ecologicamente, nonostante la presenza di importanti ed invasive infrastrutture stradali come, ad esempio, la SP32 “Novedratese”, ai territori protetti del Parco Regionale della Valle Lambro.

Il rimanente settore orientale (n°3) nonché altri due lembi minori di territorio (n°2 e n°5), anch'essi in continuità con gli spazi aperti della grande area agricola, sono completamente esclusi da ogni ambito di tutela del PTCP di Monza e Brianza. Stesso dicasi per altre quattro aree verdi di frangia ad est della vecchia Valassina. Un paio (n°4 e n°6) risultano, in qualche modo, direttamente e indirettamente, anch'esse connesse agli spazi aperti sul settore opposto della strada provinciale. Le ultime due, quelle più prossime a Villa Longoni (n°7 e n°8) sono, invece, a tutti gli effetti, in continuità con le aree agricole del parco regionale.

Tutto ciò premesso, con l'obiettivo di favorire una completa salvaguardia delle ultime aree agricole e naturali di frangia del territorio del Comune di Giussano, già urbanizzato per circa il 72% (vedi dati 2008 – studio sull'usodel suolo condotto dal Politecnico di Milano per conto della Fondazione Cariplo), in piena sintonia con quando indicato dal vigente Piano di Governo del Territorio del Comune di Giussano, riconsiderata la loro, indiscutibile, continuità con i sistemi agricoli e naturali del Parco Regionale della Valle del Lambro

si richiede: l'inclusione delle aree contrassegnate dai numeri 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, contornate in rosso  nell'immagine allegata del PTCP, negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale  –  art. 6) e l'inclusione delle stesse aree nonché di quella contrassegnata con il numero 1, contornata in giallo nell'immagine allegata del PTCP, nella Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 31);

in subordine si richiede: l'inclusione delle aree contrassegnate dai numeri 2, 3, e 4, contornate in rosso  nell'immagine allegata del PTCP, negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale  –  art. 6) e l'inclusione delle aree contrassegnate dai numeri 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, contornate in rosso  nell'immagine allegata del PTCP, nonché di quella contrassegnata con il numero 1, contornata in giallo nell'immagine allegata del PTCP, nella Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 31).

Lissone - Osservazioni al PTCP: La salvaguardia degli Ambiti Agricoli Strategici

Osservazione n. 11 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante il Comune di Lissone - zona   Bosco Urbano
Ortofoto estratta dal Rapporto finale DiAP Politecnico di Milano per il documento di inquadramento del Piano d’Area Pedemontana “Dopo la crescita La riforma degli spazi aperti e delle aree produttive della provincia di Monza e Brianza”
La tutela che il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, adottato dalla Provincia di Monza e Brianza, riserva alle aree agricole e forestali del Bosco Urbano di Lissone e alle limitrofe aree agricole nel territorio comunale di Biassono pare, a nostro avviso, del tutto insufficiente per preservare, nel prossimo futuro, il potenziale agricolo e naturalistico degli ultimi brani (brandelli) di paesaggio rurale sopravvissuti nella conurbazione di Lissone, Biassono e Vedano al Lambro. Non basta, infatti, a parer nostro, l'inserimento dell'intero articolato e, spesso, frammentato sistema verde negli Ambiti di riqualificazione (Tavola 6c Ambiti di Azione Paesaggistica del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 33) per garantire, prendendo come esempio il caso del Comune di Biassono, la sopravvivenza delle ultime aree agricole (se si escludono quelle all'interno del Parco Regionale della Valle del Lambro) dalla programmata ennesima espansione del polo industriale intercomunale, che garantirebbe si una ricaduta compensativa sulla vicina area del laghetto ma, al contempo, sancirebbe anche il definitivo sacrificio dell'ultimo suolo libero, ad ovest del capoluogo, del resto, già sotto scacco dalla nuova strada provinciale, opera connessa all'autostrada Pedemontana. Un probabile preludio di scenari ancor peggiori.

Alla luce di quanto descritto, si ritiene inaccettabile un ulteriore consumo di suolo nei territori di comuni come Lissone, che vanta un indice, non certo invidiabile, del 85,38 % (secondo i dati DUSAF del 2009), e Biassono, che con il 69,06% (sempre in base ai dati DUSAF 2009) non sfigura di certo per negatività, soprattutto, se, come nel caso particolare del secondo, la nuova espansione urbana è segnatamente di puro fine speculativo, che poco ha da spartire con gli illustrati obiettivi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

In ultima analisi, trattandosi  allo stato di attuale di:
aree agricole, a tutti gli effetti, attualmente coltivate e presidiate da agricoltori ed aziende locali;aree di grande rilevanza paesistica, perchè assicurano la continuità degli spazi aperti all'interno della conurbazione della Brianza Centrale. Facendo, inoltre, riferimento a quanto, in parte, suggerito nel Rapporto finale DiAP Politecnico di Milano sul documento di inquadramento del Piano d’Area di Pedemontana, con l'obiettivo primario di contribuire al massimo contenimento del consumo di suolo agricolo e naturale, si richiede il completo inserimento negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 6) delle aree agricole e forestali del Comune di Lissone, contornate in rosso nell'immagine allegata.

Osservazione n. 14 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante il Comune di Lissone zona   Santa Margherita – Cascina Bini

Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 7 - Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico
Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 2 - Elementi di caratterizzazione ecologica del territorio
All'interno degli spazi aperti a sud della linea ferroviaria Seregno-Carnate, nel punto dove si incontrano i confini dei Comuni di Lissone, Macherio e Sovico e più precisamente nelle aree delimitate dalle località Cascina Bini, Santa Margherita, Bareggia, Torrette, Pedresse, Cascina Greppi e Bosco del Ratto (altrimenti denominato il Boscone) sono stati individuati Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico ( Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 6 ) dai quali, a nostro avviso, sono state escluse in modo del tutto incomprensibile:a) tutte le aree interessate dalle opere compensazione ambientale (Progetto Locale n°24) previste dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana;b) le aree interessate dalle opere di mitigazione ambientale previste dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana, a ovest di via Edison (Bareggia di Macherio);c) due porzioni di aree agricole, poste a nord e a sud del nuovo insediamento residenziale di via Bosco del Ratto(Macherio) che, da ogni punto di vista, risultano del tutto indistinguibili dalle contigue aree incluse negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico;d) le aree agricole costituenti la zona di rispetto attorno al nuovo ipotizzato cimitero di Lissone.

Rilevato che:
l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, risulta interamente incluso nella Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 31);l'intera contesto territoriale, in precedenza descritto, risulta interamente incluso negli Ambiti di riqualificazione (Tavola 6c Ambiti di Azione Paesaggistica del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 33);
gran parte delle aree agricole, oggetto della presente osservazione (contornate ed evidenziate in rosso nelle immagini allegate), fanno parte del corridoio primario della RER - Rete Ecologica Regionale, di connessione tra le aree del Parco Regionale della Valle del Lambro e quelle degli spazi aperti, agricoli e naturali, sul confine tra i Comuni di Albiate, Carate Brianza, Seregno, Lissone, Macherio e Sovico (Tavola 2 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Elementi di caratterizzazione ecologica del territorio).

Sottolineato che:
l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, costituisce un importante elemento di discontinuità nel paesaggio urbano, ancora in grado di garantire un minimo di continuità degli spazi aperti all'interno della convulsa conurbazione della Brianza Centrale e, per questa semplice ragione, dovrebbe essere interamente tutelato, anche a prescindere da altre sue peculiarità;l'intero contesto territoriale, in precedenza descritto, ha una forte valenza ecologica a prescindere dalla sua completa inclusione nella Rete Ecologica Regionale ed, in subordine, dalla sua inclusione nella “Rete Verde”;  in esso, infatti - nonostante la forte pressione antropica, su di esso, esercitata, negli ultimi decenni - trovano, ancora, rifugio numerose specie di mammiferi, di uccelli, di anfibi, di rettili e di invertebrati nonché, seppur rare, sono sopravvissute alcune specie arboree, arbustive e di sottobosco tipiche dei boschi di querco-carpineto;le aree di cui al punto d, oggetto della presente osservazione, fatto salvo due attività del tutto incompatibili col tessuto rurale, risultano tuttora interamente coltivate; gli ambiti di territorio, di cui al punto a), interessati dalle opere di compensazione ambientale (Progetto Locale n°24), approvate in via definitiva dal CIPE - Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, per la loro filosofia progettuale, pensata in origine dal gruppo di lavoro DiAP Politecnico di Milano, coordinato dal Professor Arch. Arturo Lanzani, che li voleva fruibili ma, al contempo, conservativi ed implementativi delle caratteristiche agricole e forestali dei territori ricompresi, proprio per la loro effettiva e, da tutti, riconosciuta continuità con gli spazi aperti esistenti e con il tessuto agricolo circostante, essendo, inoltre, le stesse, attualmente coltivate uniformemente con le parti rimanenti dei fondi, di cui sono parte, hanno tutti i requisiti per essere inseriti tra gli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola n°7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 6 );
parimenti, a nostro avviso, risulta davvero difficile comprendere quale differenza corra tra gli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (“Ambiti Agricoli Strategici”), fruibili attraverso le strade consortili e vicinali e le aree agricole dei progetti locali di Pedemontana, fruibili sempre grazie alla identica trama di viabilità rurale, in taluni casi recuperata e, semmai, implementata da qualche nuovo percorso ciclopedonaleè nostro compito, inoltre, evidenziare che se il Progetto Locale n°24 delle opere di compensazione ambientale dell'Autostrada Pedemontana, per varie ragioni, anche parzialmente, non venisse realizzato, lascerebbe, di fatto, le aree ad esso destinate, previste nel progetto approvato in via definitiva dal CIPE, totalmente prive di reali strumenti di tutela e, conseguentemente, soggette a possibili, nonché facilmente prevedibili, future espansioni urbanistiche, con relativo consumo di suolo e di aree agricole, che, relativamente al caso in oggetto, sono, senza ombra di dubbio, tra le più prossime all'autostrada Pedemontana.Fatto, infine, riferimento anche a quanto, non casualmente, è suggerito nel Rapporto finale DiAP sul documento di inquadramento del Piano d’Area Pedemontana “....Una parte significativa dell’area è inserita tra le Aree agricole strategiche. Si suggerisce tuttavia una loro estensione comprendendo tutte le aree di compensazione ambientale di Macherio e di Lissone, la zona di rispetto attorno al nuovo ipotizzato cimitero, le aree a sud del Dosso tra i comuni di Seregno e Albiate...”.con l'obiettivo di contribuire:al massimo contenimento del consumo di suolo agricolo e naturale all'interno della conurbazione della Brianza Centrale; all'estensione della norma di massima tutela del PTCP all'intero contesto degli spazi aperti residuali   sul confine dei Comuni di Lissone, Macherio e Sovico; alla salvaguardia di uno dei più significativi ed integri brani di paesaggio rurale di tutto il settore centrale del territorio della Provincia di Monza e Brianza; al rafforzamento di uno dei più delicati e frammentati corridoi primari della Rete Ecologica Regionale.

Si richiede, a garanzia della loro massima tutela, la completa inclusione negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - art. 6) delle aree, contornate ed evidenziate in rosso nelle immagini allegate alla presente osservazione, corrispondenti a:A) tutte le aree interessate dalle opere compensazione ambientale dell'Autostrada Pedemontana (Progetto Locale n°24 approvato in via definitiva dal CIPE - Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica),  ricadenti sul territorio del Comune di Lissone;B) le aree agricole costituenti la zona di rispetto attorno al nuovo ipotizzato cimitero di Lissone.

Macherio, Sovico e Biassono - Osservazioni al PTCP: L'ampliamento della Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica

Osservazione n. 10 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante i Comuni di Macherio, Sovico e Biassono zona   SP 6 Monza – Carate Brianza

PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 6d - Ambiti di interesse provinciale
Ortofoto estratta da Google Maps. Comune di Macherio (area a parco pubblico circoscritta dalle via Donizetti, Mascagni e Milano Comune di Biassono) area privata sul lato est di via Libertà
Rilevato che anche l'adottato corridoio di connessione ecologica della Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale  - art. 31) tra Macherio e Biassono, che corre lungo l'asse dell'autostrada Pedemontana, presenta diversi punti dove la continuità ecologica è a forte rischio (uno fra tutti: lo svincolo autostradale fra i due citati comuni).

Ancora peggiore, a nostro modesto avviso, è l'altra ipotesi di corridoio ecologico, sempre previsto nella “Rete Verde”, che, solo in linea teorica, garantisce una comunicazione (quasi) diretta tra le aree sovicesi dell'istituendo Plis “Alma Solis” (proposta di ampliamento del Parco Brianza Centrale) con quelle del Parco Regionale della Valle del Lambro. Ma se, per certi versi, non possiamo non apprezzare la condivisibile ricucitura del corridoio locale che, seppur con difficoltà, collega le aree del futuro parco sovracomunale con i frammenti di inedificato appena ad ovest dell'attuale provinciale SP6 Monza-Carate Brianza, è indubbio, viceversa, che si fatica a comprendere come può dirsi tale la continuità ecologica pensata lungo l'asse della stessa SP6 (vedi zona A cerchiata in rosso sull'immagine estratta dalla Tavola 6d del PTCP di MB), così come quella in attraversamento del centro urbano di Macherio (vedi zona B cerchiata in rosso sull'immagine estratta dalla Tavola 6d del PTCP di MB), comprendente, come si potrebbe constatare, con un appropriato quanto indispensabile sopralluogo diretto, un forzato percorso lungo un ampio parcheggio, la conseguente percorrenza di via Milano (considerato che l'area del parco storico annesso a Villa Rivolta e chiusa sui lati sud e, soprattutto, est da un'alta recinzione in muratura e, di conseguenza, risulta impermeabile per la fauna terrestre), il passaggio sul sagrato delle chiesa parrocchiale ed, infine, il successivo attraversamento dell'oratorio maschile e del confinante centro sportivo di Macherio, anch'esso delimitato ad ovest da un'impenetrabile recinzione in cemento.

Per tutte queste ragioni, pur condividendo lo sforzo di individuazione di possibili corridoi ecologici est-ovest all'interno dell'intricata ed iper cementificata conurbazione della Brianza Centralesi richiede di rivedere l'opportunità mantenere all'interno della Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale  - art. 31) l'adottato corridoio ecologico tra Sovico e Macherio in subordine, nell'atto di favorire una reale, seppur frammentaria e delicata, connessione ecologica tra le aree sovicesi dell'istituendo Plis “Alma Solis” (proposta di ampliamento del Parco Brianza Centrale) con quelle del Parco Regionale della Valle del Lambrosi richiede l'inclusione nella Rete Verde di Ricomposizione Paesaggistica (Tavola 6a del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale  - art. 31) :

a) delle aree a parco pubblico, situate nel territorio comunale di Macherio, circoscritte dalle vie Donizetti,    Mascagni e Milano;

b) della porzione triangolare di area privata, nel territorio del  Comune di Biassono, ad est di via Libertà;come indicato, con perimetrazione color rosso, nell'immagine di ortofoto, allegata alla presente richiesta.

Biassono - Osservazioni al PTCP: La salvaguardia degli Ambiti Agricoli Strategici

Osservazione n. 12 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante il Comune di Biassono zona Bosco Urbano - Misericordia
Immagine: ortofoto estratta dal Rapporto finale DiAP Politecnico di Milano per il documento di inquadramento del Piano d’Area Pedemontana “Dopo la crescita La riforma degli spazi aperti e delle aree produttive della provincia di Monza e Brianza”
La tutela che il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, adottato dalla Provincia di Monza e Brianza, riserva alle aree agricole e forestali del Bosco Urbano di Lissone e alle limitrofe aree agricole nel territorio comunale di Biassono pare, a nostro avviso, del tutto insufficiente per preservare, nel prossimo futuro, il potenziale agricolo e naturalistico degli ultimi brani (brandelli) di paesaggio rurale sopravvissuti nella conurbazione di Lissone, Biassono e Vedano al Lambro.Non basta, infatti, a parer nostro, l'inserimento dell'intero articolato e, spesso, frammentato sistema verde negli Ambiti di riqualificazione (Tavola 6c Ambiti di Azione Paesaggistica del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 33) per garantire, prendendo come esempio il caso del Comune di Biassono, la sopravvivenza delle ultime aree agricole (se si escludono quelle all'interno del Parco Regionale della Valle del Lambro) dalla programmata ennesima espansione del polo industriale intercomunale, che garantirebbe si una ricaduta compensativa sulla vicina area del laghetto ma, al contempo, sancirebbe anche il definitivo sacrificio dell'ultimo suolo libero, ad ovest del capoluogo, del resto, già sotto scacco dalla nuova strada provinciale, opera connessa all'autostrada Pedemontana.

Un probabile preludio di scenari ancor peggiori.Alla luce di quanto descritto, si ritiene inaccettabile un ulteriore consumo di suolo nei territori di comuni come Lissone, che vanta un indice, non certo invidiabile, del 85,38 % (secondo i dati DUSAF del 2009), e Biassono, che con il 69,06% (sempre in base ai dati DUSAF 2009) non sfigura di certo per negatività, soprattutto, se, come nel caso particolare del secondo, la nuova espansione urbana è segnatamente di puro fine speculativo, che poco ha da spartire con gli illustrati obiettivi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.In ultima analisi, trattandosi  allo stato di attuale di:aree agricole, a tutti gli effetti, attualmente coltivate e presidiate da agricoltori ed aziende locali;aree di grande rilevanza paesistica, perchè assicurano la continuità degli spazi aperti all'interno della conurbazione della Brianza Centrale. Facendo, inoltre, riferimento a quanto, in parte, suggerito nel Rapporto finale DiAP Politecnico di Milano sul documento di inquadramento del Piano d’Area di Pedemontana, con l'obiettivo primario di contribuire al massimo contenimento del consumo di suolo agricolo e naturale,

si richiede il completo inserimento negli Ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico (Tavola 7 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – art. 6) delle aree agricole e forestali del Comune di Biassono, contornate in rosso nell'immagine allegata.

Brianza Centrale - Osservazioni al PTCP: Rete della mobilità dolce

Osservazione n. 9 presentata dal Comitato per l'Ampliamento del Parco Brianza centrale al PTCP della Provincia di MB e riguardante i Comuni di Albiate, Biassono, Carate Brianza, Lissone, Macherio, Seregno e Sovico

Immagine  su base  CTR -  Carta Tecnica Regionale  della Regione Lombardia
Immagine  su base  CTR -  Carta Tecnica Regionale  della Regione Lombardia
Immagine  su base  CTR -  Carta Tecnica Regionale  della Regione Lombardia

Con l'obiettivo di integrare la Rete provinciale della mobilità dolce (Tavola 3b – art. 35 del PTCP) relativamente alle aree agricole e forestali dell'arco geografico, parte della conurbazione della Brianza Centrale, compreso tra la superstrada SS36 Milano-Lecco, ad ovest, l'asta naturale del Parco Regionale della Valle del Lambro, ad est, il territorio di Carate Brianza a nord ed, infine, i Comuni di Biassono e Lissone, a sud, attraverso le immagini elaborate su base CTR - Carta Tecnica Regionale della Regionale Lombardia nelle quali sono state evidenziate le trame dei principali percorsi rurali e forestali (color viola) i  più significativi percorsi ciclopedonali extraurbani esistenti (color rosso) ed i percorsi di prossima realizzazione (color blu) derivanti dalle opere di Compensazione Ambientale dell'Autostrada Pedemontana Lombarda.si richiede il completo inserimento dei percorsi indicati, nelle immagini allegate, nella Rete della mobilità dolce (Tavola 3b – art. 35 del PTCP – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Monza e Brianza).