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martedì 28 aprile 2026

Parco GruBrìa: Cesano Maderno dice sì al Parco Regionale

In verde scuro le aree di Cesano che entreranno a far parte del nuovo Parco Regionale

Anche Cesano Maderno ha formalmente avviato il percorso verso l’istituzione del futuro Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale. Il Consiglio comunale del 17 aprile 2026 ha infatti approvato all’unanimità la richiesta di istituzione del Parco Regionale ai sensi della legge regionale 86/83, risultando uno dei tre Comuni esterni all’attuale perimetrazione del PLIS GruBrìa ad aver aderito al progetto, insieme – nei giorni successivi – a Meda e Giussano.

La deliberazione è stata approvata con 24 voti favorevoli su 24 presenti, a conferma di una convergenza ampia su un tema strategico per il futuro del territorio.

Nel dispositivo, il Comune definisce con chiarezza i contenuti e gli obiettivi della propria scelta: “DI RICHIEDERE l’istituzione del Parco Regionale [...] che comprenda il territorio del PLIS GruBrìa [...] oltre ad ogni area posta lungo il Seveso e/o a tale scopo individuata dalle Amministrazioni interessate ed in particolare dal Comune di Cesano Maderno.”

Contestualmente, vengono approvati il documento preliminare e la planimetria che individuano le aree comunali da includere nel futuro Parco, elementi fondamentali per la definizione del perimetro complessivo.

Un passaggio significativo riguarda anche la prospettiva istituzionale: “DI ESPRIMERE contestualmente la volontà di recesso dal PLIS GruBrìa, una volta conclusa la procedura di istituzione del Parco regionale.” Una scelta che chiarisce la direzione intrapresa: il passaggio da un parco locale (PLIS) a un livello di tutela più forte e strutturato, quale quello regionale.

La relazione accompagnatoria alla delibera offre un’analisi approfondita del territorio e delle dinamiche che lo hanno trasformato nel tempo.

La parte nord del nuovo parco con evidenziate in verde scuro le nuove aree inserite

L’obiettivo principale è chiaramente indicato: “La conservazione del sistema articolato di spazi liberi ancora presenti lungo l’asta del torrente Seveso [...] in un territorio [...] sottoposto a forti pressioni antropiche.” Un territorio che ha conosciuto uno sviluppo rapido e spesso poco governato: “Questo territorio ha conosciuto, soprattutto tra gli anni Cinquanta e Ottanta, una rapida urbanizzazione che ha spesso preceduto la capacità di pianificazione.” Da qui emerge un elemento chiave: “Le politiche di salvaguardia si sono spesso mosse a posteriori, per contenere e ricucire ciò che era già stato profondamente modificato.” Nonostante questo, negli anni si sono sviluppati interventi di rigenerazione ambientale: rimboschimenti, creazione di aree umide, riqualificazioni fluviali e sviluppo di reti per la mobilità lenta.

I dati riportati nella relazione restituiscono un quadro molto chiaro. Nell’area interessata dalla proposta, il suolo urbanizzato raggiunge circa il 66%, lasciando agli spazi aperti solo il 34% del territorio. Di questi, la maggior parte è costituita da aree agricole, mentre i boschi rappresentano una quota limitata e frammentata. Un contesto che rende evidente l’urgenza di rafforzare gli strumenti di tutela e pianificazione.


La relazione individua con precisione anche le principali minacce future.
Tra queste:

  • la realizzazione delle tratte B2 e C della Autostrada Pedemontana Lombarda;
  • il raddoppio ferroviario della tratta Orio al Serio–Malpensa a Seregno;
  • il deposito della metrotranvia Milano Parco Nord–Seregno;
  • ulteriori interventi infrastrutturali previsti o in fase di studio.

Interventi che rischiano di compromettere definitivamente la continuità ecologica: “Impatto molto forte [...] ostacolando il corridoio ecologico [...] provocando la perdita degli ultimi ampi spazi aperti fra l’edificato.”

È in questo scenario che si inserisce la proposta del nuovo Parco. Non solo uno strumento di tutela, ma un cambio di scala nella gestione del territorio: “Il Parco porterebbe con sé la possibilità di una gestione integrata, coordinata e sovracomunale di aree che, singolarmente, hanno effetti limitati, ma che complessivamente possono rappresentare un sistema.”

L’obiettivo è quello di costruire un sistema capace di:

  • rafforzare la rete ecologica;
  • migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici;
  • contenere il degrado ambientale;
  • aumentare la qualità della vita.

Particolarmente centrale è il tema della resilienza: “Aumentare la capacità del territorio di mitigare, adattarsi e rispondere agli impatti dei cambiamenti climatici [...] diventa tanto più importante quanto più un territorio è soggetto a pressioni insediative.”

L’istituzione del Parco Regionale richiederà un iter articolato: dopo le delibere comunali, sarà il Consorzio del Parco GruBrìa a formalizzare la richiesta, che passerà poi alla Regione Lombardia per l’avvio della conferenza programmatica e del successivo iter legislativo. Solo al termine di questo processo il Parco potrà essere istituito formalmente.

Con la delibera di Cesano Maderno – che precede di alcuni giorni le adesioni di Meda e Giussano – prende forma concreta anche l’allargamento del progetto verso Comuni finora esterni al PLIS. Un elemento fondamentale per costruire un sistema di tutela più ampio e coerente, capace di superare i confini amministrativi e rispondere in modo più efficace alle criticità ambientali della Brianza. Come già emerso nei precedenti post, il quadro resta segnato da una forte contraddizione: da un lato nuove infrastrutture e consumo di suolo, dall’altro tentativi di rafforzare la tutela e ricostruire una rete ecologica. La sfida sarà trasformare questo percorso in uno strumento concreto ed efficace, capace non solo di proteggere ciò che resta, ma di ricostruire – nel tempo – un equilibrio ambientale oggi profondamente compromesso.

Parco GruBrìa: anche Giussano entra nel percorso verso il Parco Regionale del Seveso

In alto, in verde scuro, le aree giussanesi che entreranno nel nuovo Parco

Dopo aver raccontato dell’adesione del Comune di Meda al futuro Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale, un nuovo tassello si aggiunge a questo percorso: anche Giussano ha formalmente deciso di entrare in questa progettualità.

La scelta è arrivata in una data simbolica, quella del 22 aprile, Giornata della Terra, quando il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la richiesta di istituzione e adesione al nuovo Parco Regionale.

Un passaggio che il Comune definisce chiaramente come strategico: “Si tratta di un passaggio strategico nell’ottica della pianificazione territoriale che inserisce anche Giussano all’interno di una progettualità finalizzata a rafforzare la tutela del verde, salvaguardare le aree ancora libere e costruire una rete ecologica sovracomunale.” Un elemento importante, soprattutto se letto alla luce del contesto brianzolo, dove la pressione urbanistica e infrastrutturale continua a ridurre e frammentare gli spazi aperti. Il progetto del nuovo Parco Regionale nasce infatti dall’evoluzione del PLIS GruBrìa, un sistema che già oggi supera i 2.000 ettari e che interessa numerosi comuni tra la provincia di Monza e Brianza e la Città Metropolitana di Milano. “Proprio per rispondere a queste criticità, i Comuni già aderenti hanno promosso la trasformazione in parco regionale, con l’obiettivo di incrementare il livello di tutela ambientale e accedere a maggiori risorse per interventi di riqualificazione e sviluppo sostenibile.” È in questo quadro che si inserisce la decisione di Giussano, che pur non facendo parte finora del PLIS GruBrìa ha scelto di aderire, riconoscendo il valore più ampio dell’iniziativa.

Dettaglio delle nuove aree di Giussano che entreranno nel nuovo parco

Le parole del sindaco Marco Citterio chiariscono bene il senso politico e amministrativo della scelta: “Con questa scelta Giussano compie un passo importante nella direzione della tutela del proprio territorio e della qualità della vita dei cittadini. In un contesto come il nostro fortemente urbanizzato, rafforzare la presenza di verde e mettere in sicurezza le aree ancora libere significa investire concretamente sul futuro della nostra comunità e delle nuove generazioni.”

Non solo tutela, ma anche opportunità: “Questa decisione rappresenta anche un’opportunità strategica per sviluppare una progettualità di medio e lungo periodo, permettendo al Comune di partecipare a bandi pubblici e accedere a risorse dedicate alla riqualificazione ambientale, alla mobilità sostenibile e alla valorizzazione del territorio.” Un passaggio particolarmente rilevante riguarda il tema – sempre più attuale – della gestione del suolo e dei rischi ambientali: “Preservare terreni permeabili e non edificati significa garantire la presenza di suoli in grado di assorbire l’acqua, contribuendo a ridurre il rischio idrogeologico e a mitigare gli effetti degli eventi meteorologici sempre più intensi.”

Accanto alle valutazioni positive, non sono mancate anche letture critiche. Sui social è intervenuto Gianni Del Pero, già presidente di WWF Lombardia e attuale vicepresidente di WWF Insubria, che ha evidenziato le contraddizioni del Comune di Giussano, ricordando come in passato siano state assunte scelte urbanistiche fortemente impattanti, tra cui la realizzazione del centro commerciale Iperal. Una critica che, sul piano sostanziale, richiama un tema reale: la difficoltà di conciliare nuove politiche di tutela con un passato segnato da significativo consumo di suolo. Meno convincente appare invece il tono ironico utilizzato nel definire il progetto del Parco del Seveso, che rischia di spostare il confronto dal merito delle scelte a una contrapposizione poco utile. Resta infatti un dato: l’adesione al futuro Parco Regionale rappresenta comunque un passo nella direzione della tutela delle aree verdi residue. Un passo che non cancella le scelte del passato, ma che può contribuire – se accompagnato da coerenza nelle decisioni future – a costruire una visione diversa per il territorio.

Il percorso, naturalmente, è ancora lungo: “Nei prossimi mesi Regione Lombardia procederà con la convocazione della conferenza programmatica che definirà il perimetro definitivo del Parco e ne avvierà formalmente l’istituzione.” Nel frattempo, il quadro che emerge è sempre più chiaro: accanto a scelte che continuano a consumare e frammentare il territorio, si stanno muovendo anche processi che puntano – almeno nelle intenzioni – a ricostruire una rete ecologica e a rafforzare gli strumenti di tutela. Una contraddizione che attraversa tutta la Brianza e che rende ancora più decisivo ciò che accadrà nei prossimi mesi.

domenica 26 aprile 2026

Parco GruBrìa: tra nuove minacce e segnali positivi


Negli ultimi mesi il nostro blog ha dedicato diversi approfondimenti alla situazione del Parco GruBrìa, mettendo in evidenza le criticità e i rischi crescenti che insistono su uno dei pochi sistemi verdi rimasti in un territorio fortemente urbanizzato come quello della Brianza.

I segnali di pressione sul Parco sono molteplici e, in alcuni casi, già concretamente visibili.

Abbiamo raccontato degli impianti fotovoltaici previsti nei territori di Bovisio e Desio, interventi che sollevano interrogativi importanti sul consumo di suolo e sulla coerenza con la funzione stessa di un’area protetta. Abbiamo poi segnalato la pesante trasformazione in atto tra Desio e Seregno, dove una porzione significativa del Parco è stata compromessa per la realizzazione del grande deposito della metrotranvia.

Un’infrastruttura che, paradossalmente, rischia di nascere già monca: restano infatti forti dubbi sulla reale possibilità di completare l’intero tracciato, vista la mancanza di risorse economiche. Si fa sempre più concreta l’ipotesi che la linea possa fermarsi a Nova Milanese, rendendo ancora più evidente la sproporzione tra l’impatto ambientale già prodotto e l’utilità effettiva dell’opera.

A questi elementi si aggiungono altri progetti critici: la tangenziale Meda–Seregno che interessa il Parco del Meredo e la proposta – a dir poco discutibile – di realizzare un nuovo ospedale all’interno del Parco, in zona Dosso a Seregno. Un’ipotesi che, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore consumo di suolo in un contesto che dovrebbe invece essere preservato e valorizzato.

Di fronte a questo quadro, non mancano però segnali che vanno nella direzione opposta e che meritano di essere evidenziati.

È di questi giorni la notizia che i consigli comunali di Giussano, Meda e Cesano Maderno hanno deliberato l’adesione al futuro Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale, evoluzione dell’attuale Parco GruBrìa. Un passaggio importante nel percorso di regionalizzazione del Parco, che prosegue quindi con l’ingresso di nuovi comuni.

Si tratta, è bene dirlo, di aree non particolarmente estese. Tuttavia il loro valore non va misurato solo in termini di superficie: queste adesioni contribuiscono a rafforzare quella rete di connessioni ecologiche e corridoi verdi che rappresentano un elemento fondamentale in un territorio caratterizzato da un’altissima densità abitativa e infrastrutturale.

In contesti come quello brianzolo, infatti, la continuità ecologica è spesso più importante dell’estensione stessa delle singole aree: piccoli tasselli possono fare la differenza nel mantenere un minimo di equilibrio ambientale.

Il quadro che emerge è quindi, ancora una volta, contraddittorio: da un lato pressioni sempre più forti e interventi che rischiano di compromettere definitivamente porzioni di territorio; dall’altro, tentativi – ancora parziali ma significativi – di rafforzare gli strumenti di tutela e pianificazione.

Torneremo nei prossimi giorni ad approfondire nel dettaglio i singoli interventi e le evoluzioni in corso, perché ciò che accade oggi nel Parco GruBrìa non riguarda solo alcune aree verdi, ma il futuro ambientale complessivo del nostro territorio.

martedì 14 ottobre 2025

Più verde o più cemento? L’intesa provinciale e il consumo di suolo tra propaganda e realtà

Inquadramento dell’AIP (Ambito di interesse provinciale)

Nelle scorse settimane la stampa locale ha riportato con toni entusiastici una notizia che, a un primo sguardo, sembrerebbe positiva: “Più verde a ovest della Statale 36. L’accordo con la Provincia e i comuni di Seregno, Verano e Giussano porta al 77% la superficie da mantenere a suolo libero”, titolava Il Giornale di Seregno il 7 ottobre.
Dietro l’apparenza, però, si cela una realtà più complessa - e, per molti versi, preoccupante.

Il Giornale di Seregno, 7 ottobre 2025

Come ha sottolineato Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente sulla pagina Facebook di Insieme in rete, l’area interessata è una delle ultime superfici libere tra Carate, Giussano e Seregno. Proprio qui, con l’intesa tra Provincia e Comuni, è stato autorizzato un nuovo consumo di suolo pari a 179.480 metri quadrati, pari al 23% della superficie totale. Si tratta di un’area strategica dal punto di vista paesaggistico, classificata come Ambito di Interesse Provinciale (AIP) dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e Brianza.

La narrazione ufficiale sottolinea il mantenimento del 77% di suolo libero, ma omette di evidenziare che quel 23% urbanizzabile corrisponde comunque a quasi 18 ettari di nuovo territorio consumato, destinato a funzioni produttive, commerciali e residenziali. In altre parole, si urbanizza una fetta consistente di un’area che il PTCP stesso riconosce come strategica per preservare la separazione tra i tessuti urbani e l’identità dei centri abitati.

Individuazione dell’AIP in intesa

L’articolo 34 del PTCP definisce gli Ambiti di Interesse Provinciale come aree a rilevanza paesaggistica sovralocale, la cui tutela dovrebbe essere prioritaria. Per prevedere nuove urbanizzazioni in queste aree, le norme impongono azioni di coordinamento tra Provincia e Comuni, formalizzate attraverso un protocollo d’intesa.

Proprio questo è avvenuto il 2 settembre 2025, quando la Provincia ha approvato con Decreto Presidenziale n.116 lo schema di intesa con i Comuni di Carate Brianza, Giussano, Seregno e Verano Brianza. Tale intesa permette di concentrare e ridurre le previsioni edificatorie originarie, ma non le elimina: semplicemente riconfigura la distribuzione del cemento in modo da renderla formalmente coerente con gli obiettivi del PTCP.

È un meccanismo perfettamente legale, previsto dall’art. 34, comma 3, del Piano. Ma la domanda politica e ambientale è: ha senso consumare altro suolo in aree riconosciute come strategiche dal punto di vista paesaggistico?

La comunicazione istituzionale si è concentrata sulla percentuale di suolo “libero” che resterà tale, il famoso 77%. Tuttavia, questa cifra è fuorviante se non accompagnata dal dato assoluto e dal contesto territoriale.
In un territorio già fortemente urbanizzato come la Brianza, ogni ettaro libero ha un valore ecologico, paesaggistico e ambientale altissimo. La perdita di 179.480 mq non può essere considerata marginale: significa meno suolo agricolo, meno capacità di assorbire acqua piovana, meno spazi verdi fruibili e maggiore frammentazione ecologica.

Superficie urbanizzata allo stato di fatto e superficie urbanizzabile

Dettaglio tabella delle superfici (stato di fatto e urbanizzabili)

L’operazione è emblematica di una tendenza più ampia: usare la retorica della “tutela prevalente” per legittimare nuovi interventi edilizi, che diventano così più accettabili agli occhi dell’opinione pubblica.

La Provincia ha un ruolo chiave come ente di area vasta. Dovrebbe coordinare e limitare gli eccessi della pianificazione comunale frammentata. Ma in questo caso, l’intesa sembra aver legittimato una nuova urbanizzazione, piuttosto che porre un freno strutturale.

Lo stesso schema di protocollo - frutto di un lungo iter iniziato nel 2017 - è stato redatto per “definire le previsioni urbanistiche” dell’AIP condiviso tra i quattro Comuni. Nel documento, si riconosce esplicitamente la coerenza con gli obiettivi del PTCP, ma non viene mai messo in discussione se sia opportuno urbanizzare quell’area, bensì come farlo nel modo “più ordinato”.

Il caso dimostra come la normativa provinciale, pur nata per ridurre e razionalizzare il consumo di suolo, possa di fatto trasformarsi in uno strumento per autorizzare nuova edificazione sotto il cappello della tutela prevalente.

Suolo libero. Elementi di progetto per il paesaggio

Gli AIP dovrebbero servire a salvaguardare spazi aperti strategici. Ma nella pratica, tramite le intese, si aprono varchi all’edificazione.
La Provincia parla di “coerenza con gli obiettivi del PTCP”, ma l’effetto concreto è la perdita irreversibile di suolo libero.

Il caso dell’intesa provinciale per l’area ovest della SS36 dimostra come la retorica della “percentuale di suolo libero” possa mascherare decisioni di grande impatto territoriale. In un contesto come quello brianzolo, non basta mantenere il 77% di suolo libero per parlare di tutela effettiva: ogni metro quadro non urbanizzato rappresenta una risorsa preziosa.

Serve un cambio di paradigma nella pianificazione territoriale: da una logica di compensazione e “bilanciamento” tra cemento e verde, a una logica di rigida tutela e rigenerazione. Solo così sarà possibile affrontare seriamente la crisi ecologica e contrastare il consumo di suolo, oggi spesso travestito da pianificazione “sostenibile”.

lunedì 8 settembre 2025

Giussano: “Lambrada” 2025 chiude con il teatro di Marco Rubelli


Giovedì 11 settembre, alle ore 21, nella suggestiva cornice di Villa Mazenta a Giussano, si chiude il ciclo degli appuntamenti giussanesi dell’edizione 2025 della “Lambrada”, il festival diffuso di arti, scienze e storie lungo le rive del Lambro promosso dall’associazione culturale Brianze.

A calare il sipario sarà lo spettacolo teatrale “PIPì”, di e con Marco Rubelli: una riflessione poetica e ironica sul tema dell’acqua, dei fiumi, della memoria collettiva e delle tradizioni che da secoli accompagnano la vita intorno al Fiume Lambro.


Il festival, che ha animato il territorio con incontri, performance e installazioni, non termina però del tutto: fino a domenica 14 settembre sarà infatti possibile visitare la mostra di Elia Pirovano, che arricchisce con uno sguardo artistico contemporaneo il dialogo tra natura e cultura proposto dalla rassegna.


📌 Ingresso libero, ma con prenotazione obbligatoria.
Per riservare il proprio posto è possibile inquadrare il QR Code dedicato oppure contattare il numero 333 8024913.

domenica 17 agosto 2025

Giussano protagonista della Lambrada: eventi gratuiti dal 28 agosto all’11 settembre


Dal 28 agosto al 14 settembre, Giussano si trasforma in una delle tappe imperdibili della quarta edizione della “Lambrada”, il festival che intreccia arti, scienze e storie lungo il fiume Lambro. Un progetto firmato dall’associazione Brianze, realizzato con i Comuni di Arosio, Briosco, Carate Brianza, Verano Brianza e sostenuto dal Consorzio Parco Valle del Lambro e dalla Provincia di Monza e Brianza.

A Giussano, in arrivo cinque eventi gratuiti, ciascuna con una voce e un’anima proprie:


Giovedì 28 agosto – Villa Sartirana, ore 21
Renzo & Luzia – I promessi sposi sciacquati in Lambro
Le canzoni di Francesco Magni si intrecciano a letture teatrali dal capolavoro di Manzoni, rivisitato in lombardo dal poeta Piero Collina.


Giovedì 4 settembre – Villa Mazenta, ore 21
Il paese delle facce gonfie di Paolo Bignami, con Stefano Panzeri, regia di Marco Di Stefano. Un testo pluripremiato e capace di lasciare il segno.


Sabato 6 settembre – Villa Mazenta, ore 15
Un doppio appuntamento tra arte e letteratura:

  • Inaugurazione della mostra di Elia Pirovano (visitabile fino a domenica 14 settembre).
  • Presentazione del volume “Le Brianze di Stendhal”, a cura di Sara Pozzi e Giovanni Santambrogio..


Giovedì 11 settembre – Villa Mazenta, ore 21
PIPì di e con Marco Rubelli: uno spettacolo ironico e poetico, che racconta acqua, fiumi e tradizioni legate al Lambro.


📌 Ingresso libero, prenotazione obbligatoria: inquadra il QR Code o chiama il 333 8024913.

sabato 28 giugno 2025

Lambrada 2025: si parte da Verano con passeggiata e musica nella Valle del Lambro

Attenzione: evento rimandato al 24 agosto

Sarà Verano Brianza a dare ufficialmente il via, domenica 6 luglio 24 agosto, alla nuova edizione di Lambrada 2025, il festival diffuso che da giugno a ottobre animerà cinque comuni brianzoli (Arosio, Briosco, Carate Brianza, Giussano e Verano Brianza) con tantissimi appuntamenti tra arte, musica, spettacolo e natura.

La giornata inaugurale a Verano propone un’esperienza che unisce la scoperta del territorio alla cultura. Alle 15.00, il ritrovo è fissato presso la Chiesa Parrocchiale per la Passeggiata delle Due Chiese, un percorso che condurrà i partecipanti dalla Parrocchiale e dalla Geseta alla Valle dei Mulini, lungo il Percorso Ecologico de I Bocia, arricchito dai racconti dello storico e scrittore Marco Longoni.


Alle 17.00
, il cortile del Mulino Bistorgio si trasformerà in uno spazio di festa con il concerto “La Grecia al Mulino Bistorgio”: protagonisti il gruppo Afro’s con Vaggelis e le danze elleniche guidate dal Maestro Luciano Rovelli. Non mancheranno aperitivo e sapori tipici per un autentico momento di convivialità.

Un festival lungo cinque mesi


Quello di Verano Brianza è solo il primo di tanti appuntamenti previsti nel calendario essenziale di Lambrada 2025, un festival nato per valorizzare il territorio lungo il corso del fiume Lambro e unire comunità diverse attraverso arte e natura.

Ecco una panoramica delle principali tappe del festival:
  • Arosio Dal 13 al 21 settembre il Castello ospiterà la mostra “Architetture di carta” di Cristina Cassanmagnago. Il 14 settembre ci sarà una camminata alla scoperta delle antiche strade di Villa Romanò e, sempre lo stesso giorno, il monologo dell’attore e poeta Davide Ferrari dal titolo “Ona Tavolozza de color”.
  • Briosco – Diverse location accoglieranno eventi tra giugno e ottobre: il 15 giugno si è inaugurata la mostra “Emilio Fumagalli, un percorso d’artista”. Il 12-13-14 settembre, invece, spazio alla mostra “Suggestioni caprianesi”, mentre tra settembre e ottobre i Ronchi di Peregallo ospiteranno la mostra “Farfalle” con passeggiata e spettacolo per bambini.
  • Giussano – Il 28 agosto la Villa Sartirana ospiterà lo spettacolo musicale “Renzo e Lucia” di Francesco Magni. A settembre invece, a Villa Mazenta, la mostra dell’artista Elia Pirovano e lo spettacolo teatrale “PIPI’” con Marco Rubelli. Il 4 settembre, sempre a Villa Mazenta, ore 21 
    Spettacolo teatrale "Il paese delle facce gonfie"  di Paolo Bignami con Stefano Panzeri.
  • Carate Brianza – A settembre la Villa Cusani sarà teatro di un reading dedicato a Carlo Annoni con la partecipazione di Giovanni Santambrogio. Dal 20 al 28 settembre, sarà esposta la mostra di opere di Alberto Casiraghy, mentre il 20 settembre, alle 17.30, chiuderà la giornata un concerto del gruppo milanese TEKA-P, specializzato nella musica d’autore “alla Jannacci”.
Lambrada 2025 è realizzata in collaborazione con i comuni coinvolti, il Parco Regionale della Valle del Lambro, la Provincia di Monza e Brianza e diversi partner istituzionali e privati. Tutte le informazioni dettagliate, con eventuali aggiornamenti, sono disponibili sui canali social Lambrada e tramite QR code sui materiali promozionali.

Un invito, dunque, a camminare lungo il fiume Lambro per lasciarsi sorprendere da emozioni in corso!

martedì 3 dicembre 2024

Giussano è il comune che ha cementificato di più in provincia di Monza Brianza!

Nel 2023 in città cementificata una superficie pari a 7 campi di calcio; al secondo posto Carate Brianza.


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Giussano è il comune che ha cementificato più di tutti in provincia di Monza Brianza nel 2023!  
Il dato allarmante emerge dalla lettura del Rapporto nazionale sul consumo di suolo in Italia, presentato oggi a Roma dal 'Sistema Nazionale Protezione Ambiente' (Ispra), alla vigilia in Giornata mondiale del suolo, che cade il 5 dicembre.
Dai dati relativi alla provincia di Monza Brianza, emerge in maniera inequivocabile che a Giussano nel 2023 sono stati cementificati quasi 5 ettari (4,92 per la precisione), che è come dire che è sparita una superficie di terreno naturale pari a ben 7 campi di calcio di serie A. Siamo in presenza di una pesante cementificazione operata sul territorio comunale. 

 


Non sappiamo se il dato tenga conto della costruzione del nuovo centro di cottura a confine con Arosio, che il nostro Circolo ha più volte contestato. Quello che rileviamo è, in ogni caso, che l'attuale e le passate Amministrazioni Comunali succedutesi a Giussano negli scorsi decenni, hanno fatto pessime scelte urbanistiche di nuova cementificazione di suolo verde!

Nella classifica provinciale, dopo Giussano, segue Carate Brianza, che ha cementificato una superficie di 4,34 ettari nel solo 2023.

Nella classifica 'generale' dei comuni in assoluto più cementificati, resta il dato del Comune di Lissone, che si conferma il comune più urbanizzato non solo della provincia di MB, ma di tutta la Lombardia, con ben oltre i due terzi (71,43%) del proprio territorio coperto da cemento e asfalto!

E, come noto, quella di Monza Brianza si conferma essere la provincia più cementificata in Italia, con una percentuale pari al 40,78% di suolo consumato!


In definitiva i dati che emergono dal Rapporto Ispra danno ancora una volta la Brianza monzese come uno dei territori dove si è sversato più cemento, consumando suolo verde, una risorsa non rinnovabile e fondamentale per l'ambiente, la natura, l'agricoltura, la salubrità dell'aria. Eppure i comuni non vogliono invertire il trend, andando ogni anno ad aggiungere cemento a cemento!
Occorre oltretutto considerare che sul territorio provinciale incombe il pessimo progetto - osteggiato dalle associazioni ambientaliste - della Pedemontana, una nuova arteria stradale che determinerà un ulteriore e pesantissimo consumo di suolo, interessando alcune delle ultime aree verdi rimaste nel territorio!

Il nostro appello è ancora una volta quello di fermare tutti i piani urbanistici e viabilistici, passando a PGT a consumo di suolo Zero!

mercoledì 18 settembre 2024

Il nuovo "ecomostro" tra Arosio e Giussano fa aumentare il consumo di suolo e il traffico!


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

In coincidenza con l'apertura del nuovo 'centro di cottura' nella zona a confine tra Arosio e Giussano (apertura presentata in pompa magna dal gruppo che controlla la catena di supermercati, che ha puntato la 'narrazione' sulla sostenibilità ambientale dell'intervento edilizio!), come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo le nostre perplessità e le nostre denunce relative all'impatto ambientale della nuova costruzione. Del resto la pesante cementificazione realizzata sull'ex area verde è sotto gli occhi di tutti coloro che passano in zona! Si sarebbe potuto puntare sulla riqualificazione di una delle tante aree dismesse ubicate nel territorio della Brianza Comasca e Monzese, evitando così nuovo consumo di suolo, in uno dei territori più cementificati d'Italia. Ricordiamo che già ora i Comuni di Arosio e Giussano risultano coperti da cemento e asfalto per circa la metà del loro territorio!

Il consumo di suolo costituisce di per sé uno degli impatti più pesanti sull'ambiente, pertanto definire 'green' la nuova costruzione è sicuramente un ossimoro! Il consumo di suolo determina perdita di biodiversità, incide sul riscaldamento delle aree (isole di calore), fa perdere drenaggio al terreno e, nel caso specifico, ha addirittura determinato lo spostamento di una piccola roggia, oltre che il taglio di molti alberi ubicati proprio a confine col territorio ricompreso nel Parco della Valle del Lambro!

Oltre a queste problematiche di carattere ambientale, resta il tema dell'altrettanto pesante impatto sulla viabilità: già oggi la Novedratese e la vecchia Vallassina da Giussano a Erba - che si intersecano proprio nella zona del nuovo centro di cottura - hanno volumi di traffico importanti. La nuova struttura non farà altro che aumentare il via-vai di altri TIR nella zona che, come detto, è già congestionata, con continue code di auto e camion, e conseguente inquinamento dell'aria.

Fin dall'avvio della procedura amministrativa dei Comuni di Arosio e Giussano, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" abbiamo espresso la nostra netta contrarietà ai nuovi capannoni. Però le nostre osservazioni sull'impatto ambientale e viabilistico sono state respinte dai due Comuni, che pertanto hanno autorizzato la costruzione del 'centro di cottura'.

Lo ribadiamo per l'ennesima volta: occorre che venga introdotto uno stop definitivo al consumo di suolo da parte di tutti i comuni del territorio! Altrimenti le dinamiche innescate dalla cementificazione continueranno: perdita di suolo naturale e di biodiversità, inquinamento, isole di calore, incremento del dissesto idrogeologico, aumento del traffico.

giovedì 18 gennaio 2024

Arosio-Giussano: la nascita di un ecomostro


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla trasformazione di un'area verde al confine tra Giussano e Arosio, denunciando la costruzione di ciò che definisce un "ecomostro" in cemento. Attraverso la propria pagina Facebook, il Circolo ha lanciato un grido di dolore, mettendo in luce quanto sta accadendo in quest'area precedentemente caratterizzata dalla presenza di verde.


Nel messaggio, il Circolo Ambiente sottolinea che al confine tra Arosio e Giussano sta sorgendo un centro di cottura di una catena di supermercati, considerato dall'associazione un ulteriore scempio del territorio e un consumo di suolo in una delle zone più urbanizzate d'Italia, la Brianza. I dati forniti indicano che Arosio e Giussano attualmente hanno circa la metà del loro territorio comunale coperto da cemento e asfalto.


L'appello del Circolo Ambiente è chiaro: "Stop al consumo di suolo!" L'associazione sostiene di aver precedentemente segnalato l'importanza di preservare il territorio, ma lamenta che i Comuni di Arosio e Giussano non abbiano ascoltato le loro preoccupazioni.

Per maggiori dettagli e approfondimenti cliccare qui.

sabato 26 agosto 2023

Circolo Ambiente: " Ecco i problemi che ci regalerà il nuovo insediamento commerciale tra Arosio e Giussano"

Come si presentava l'area prima dell'inizio dei lavori 
La cantierizzazione 
Situazione attuale del cantiere


L'ampia area verde che si estendeva tra Arosio e Giussano, è ora oggetto di cantierizzazione, segnando l'inizio dei lavori per la costruzione dei nuovi capannoni e un centro di cottura. Questa nuova iniziativa è strettamente legata alla proliferazione dei supermercati nella Brianza comasca e monzese.

Il progetto ha suscitato dibattiti accesi, e il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha espresso chiaramente la sua netta opposizione attraverso la propria pagina Facebook. L'area destinata alla costruzione dei nuovi edifici era precedentemente uno spazio verde, e questa trasformazione è stata oggetto di critica da parte dell'associazione. La costruzione dei nuovi capannoni comporterà la cementificazione di una zona che confina con il Parco Valle Lambro, sollevando preoccupazioni riguardo all'impatto ambientale.


La scelta di realizzare questa nuova struttura in due comuni che già hanno una considerevole parte del territorio urbanizzato solleva dubbi sulla sostenibilità dell'opera. Arosio e Giussano si collocano tra i comuni con maggior cementificazione in Italia, e la perdita di un'area verde diventa ancor più rilevante in questo contesto.

Una delle principali obiezioni riguarda la possibilità di individuare aree dismesse o capannoni abbandonati nei dintorni, che avrebbero potuto essere riconvertiti per l'uso previsto. Questo avrebbe evitato un ulteriore consumo di suolo, preservando risorse naturali importanti.

Un altro aspetto dibattuto è l'effetto che questa nuova struttura avrà sul traffico. L'aumento previsto di camion e veicoli destinati al centro di cottura rischia di peggiorare l'attuale congestione della Novedratese, strada già spesso intasata.


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha evidenziato una serie di problematiche connesse all'insediamento di questi nuovi capannoni:

  • Aumento della temperatura: La cementificazione della zona contribuirà all'aumento delle temperature, con possibili impatti sull'ambiente circostante.
  • Aumento del rumore: La costruzione dei nuovi edifici e le attività in essi svolte potrebbero comportare un aumento dei livelli di rumore.
  • Aumento del traffico: L'arrivo di camion e veicoli destinati al centro di cottura aumenterà il traffico, aggravando le problematiche di congestione stradale.
  • Aumento delle emissioni di CO2: L'incremento delle attività e dei trasporti correlati al nuovo centro di cottura potrebbe portare ad un aumento delle emissioni di anidride carbonica.

Queste preoccupazioni non sono rimaste isolate. Nel dibattito online, alcuni hanno sollevato il caso della vicina Lissone, dove è prevista la costruzione di un nuovo supermercato. Altri hanno espresso la loro frustrazione sottolineando l'abbondanza di centri commerciali e si sono chiesti quale sia il reale bisogno di ulteriori strutture di questo genere.

 

 

In un momento in cui la sostenibilità ambientale è sempre più al centro delle discussioni, l'insediamento di nuove strutture commerciali deve essere attentamente valutato per minimizzare l'impatto negativo sull'ambiente e sulla qualità di vita delle comunità locali.

sabato 3 giugno 2023

Lambrada 2023: alla ricerca del "sass borlant"

Disegno di Elia Pirovano

Domenica 4 giugno 2023, ore 15 "Comè un sass borlant" al Sassòn, lungo la ciclopedonale del Lambro tra Verano e Giussano. Qui il geologo Andrea Nobile svelerà storia e misteri del trovante.
 

Disegno di Alessandro Greppi (metà Ottocento)

Per chi parte da Briosco appuntamento ore 14.30, in via Medici, nel parcheggio di fronte alla Chiesina di Santa Elisabetta, o Chiesa della Visitazione (tra il civico 29 e il civico 31).

Per chi parte da Giussano, ore 14.30 al parcheggio di Cascina Rebecca, dove inizia il sentiero che scende al fiume Lambro.


Leggi qui il programma completo dell'iniziativa Lambrada 2023

Per info 3476109278

giovedì 25 maggio 2023

Musica, teatro, mostre e camminate: Giussano e Briosco ospitano la Lambrada 2023

I due Comuni uniti nell’organizzazione di 5 eventi per valorizzare la Valle del Lambro.

 

Una rassegna per valorizzare il territorio della Valle del Lambro attraverso spettacoli, mostre e passeggiate.
I Comuni di Giussano e di Briosco collaborano nell’organizzazione dell’edizione 2023 della Lambrada, un format di proposte a cura di Brianze, l’associazione culturale con sede a Briosco che da anni è impegnata nella promozione di cultura e territorio.
La Lambrada, che ha il patrocinio del Parco regionale della Valle del Lambro, ha l’ambizione di promuovere i territori brianzoli, seguendo lo scorrere del Lambro. Il progetto che ha preso forma lo scorso anno con una serie di iniziative esclusivamente brioschesi, si è esteso quest’anno con il coinvolgimento del Comune di Giussano.

 


Giussano e Briosco saranno così interessate da iniziative trasversali che avranno come comun denominatore la Valle del Lambro: la rassegna prenderà il via mercoledì 31 maggio (ore 21.30) con “Dylan Lombard - Comè un sass borlant (Like a rolling stone)”, un concerto in lingua lombarda con Renato Ornaghi che verrà ospitato nella Sala consiliare “Aligi Sassu” di Giussano e sarà promosso in occasione dei 60 anni del primo storico LP di Bob Dylan, come tributo al premio Nobel.
 


Domenica 4 giugno (ore 14.30) sarà la “Passeggiata alla scoperta del Sasson” ad unire i due comuni: con partenza dal Laghetto di Giussano e in concomitanza dal rione Pescatore di Briosco, lungo la ciclopedonale del Parco Valle Lambro in una sorta di stretta di mano simbolica tra i due Comuni. I partecipanti potranno scoprire le curiosità del masso erratico posizionato lungo il Lambro, un monumento naturale da rivalutare grazie alle spiegazioni del professor Andrea Nobile.
 


Martedì 20 giugno (ore 20.45), in occasione del 150° anniversario dalla morte di Alessandro Manzoni, la Chiesina dei Morti di Capriano ospiterà “Renzo e LuZia”, uno spettacolo in versione dialettale, con musiche e testi di Francesco Magni, ispirate ai versi di Piero Collina.  Voce recitante sarà Marco Rubelli, con l’accompagnamento musicale di un ensemble di musicisti.
 


A seguire, domenica 25 giugno (ore 17) sarà la volta di “La Grecia al mulino”, uno spettacolo alla scoperta della musica tradizionale greca e delle affinità tra tutte le musiche popolari con Afro’s Duo che verrà ospitato al Mulino Peregallo di Briosco e sarà caratterizzato anche dalla possibilità di scoprire piatti tipici della gastronomia ellenica.
 

Il sasson in un disegno di Elia Pirovano

Nei fine settimana della Lambrada, l’artista giussanese Elia Pirovano esporrà presso il Mulino Ronchi di Briosco una mostra di suoi disegni, che ha dedicato alla Valle del Lambro dai primi anni Ottanta ai giorni attuali.
 

“Le iniziative proposte nella Lambrada sono un’occasione per conoscere qualche curiosità in più del territorio naturalistico che unisce Giussano e Briosco – afferma Sara Citterio, assessore alla Cultura del Comune di Giussano – Il Lambro e la sua Valle sono uno straordinario contesto naturalistico intriso di storia, di ricordi, di aneddoti da trasmettere ai più giovani. Ma sono anche un’occasione per scoprirsi uniti agli altri Comuni, legati da una storia che supera il tempo”.
 

“Le rive del Lambro, i mulini, le chiesine di campagna diventano teatro e palcoscenico per spettacoli e letture poetiche – aggiunge Antonella Casati, assessore alla Cultura del Comune di Briosco – Tra le diverse proposte inserite quest’anno guardo con particolare affetto alla trasposizione in dialetto brianzolo de “I promessi sposi”, una versione impregnata di spirito brianzolo di quella storia sempre attuale, capace di far riflettere il lettore su concetti fondamentali per la vita sociale quali la giustizia e il perdono”.
 

“Il termine Lambrada riprende il titolo di una canzone di Francesco Magni, che nel 1993 vinse a Torino il festival della canzone ecologica “Chico Mendes” – commenta Paolo Pirola, presidente di Brianze - Lambrada perché il fiume Lambro, come il dialetto, attraversa da secoli la storia della nostra terra: la Brianza. Il fiume è cambiato, come è cambiata la lingua che parliamo. Ieri si scendeva al Lambro per lavorare: nei mulini prima, nelle filande poi. Un lavoro duro come dura era la vita di un tempo. Oggi scendiamo al fiume per passeggiare nella natura, per andare in mountain bike, financo per pescare. La valle del Lambro è oggi per i briantei un parco longitudinale: un meridiano verde che taglia Il parallelo dell’operosa Brianza ”.

sabato 15 aprile 2023

Giussano: i quarant'anni della "Marcia dei sindaci" contro i sequestri di persona e i boss mafiosi


Giussano ricorda il 40° anniversario della “Marcia dei sindaci”: la clamorosa iniziativa che Erminio Barzaghi, allora primo cittadino giussanese, promosse il 1° ottobre 1983 per protestare contro i sequestri di persona che impaurivano la Brianza e il soggiorno obbligato dei boss al Nord. Da ricordare la sua frase, purtroppo profetica : «In Brianza il pericolo serio è che il peggio del Sud si sposi con il peggio del Nord».

Il centro diurno “Casa nostra” (che ha sede in un immobile confiscato alle mafie e ora intitolato proprio a Barzaghi) e la cooperativa sociale Il Mosaico”, insieme a Brianza SiCura e con il patrocinio del Comune, promuovono giovedì 20 aprile ore 21 nella sala Don Caccia dell’oratorio  (via M. D'Azeglio 32, Giussano) la proiezione del docufilm “Nel nome del padre”, realizzato dalla tv della Svizzera Italiana e dedicato alla stagione dei rapimenti. Saranno presenti il regista Marco Tagliabue, una figlia di Barzaghi, l’ex sindaco Giulio Cassina e Luigi Folcio, amico e sostenitore di molte iniziative solidali di Ermino Barzaghi.

 

(Fonte:  Brianza SiCura)

giovedì 16 febbraio 2023

No ai nuovi capannoni tra Arosio e Giussano!


di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”


Nei giorni scorsi il Consiglio Comunale di Arosio, dopo quello di Giussano, ha approvato definitivamente il progetto per nuovi capannoni su un’ampia area verde, per realizzare un centro di cottura, respingendo le osservazioni presentate dalla nostra associazione.

Noi come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo la nostra netta contrarietà ai nuovi capannoni che verranno costruiti su un'area attualmente a prato, tra Arosio e Giussano. Si tratta di una nuova cementificazione in due comuni che hanno già circa la metà del proprio territorio urbanizzato, ovvero sono tra i comuni più cementificati in Italia. Si perde così una importante area verde a confine con il Parco Valle Lambro.

Piuttosto si poteva trovare un'area dismessa, ovvero capannoni abbandonati tra Arosio e Giussano o altri comuni vicini, evitando quindi nuovo consumo di suolo.

Questo senza parlare dell’aumento del traffico di camion e camioncini da e per il nuovo centro di cottura, che non faranno altro che aumentare la congestione da traffico soprattutto sulla Novedratese, già oggi intasata.

Per contatti: info@circoloambiente.org

mercoledì 16 novembre 2022

Giussano. Là dove c'era l'erba ci sarà l'ennesimo centro commerciale. Il WWF dice NO alla devastazione dell'ambiente naturale.

L’area dove è prevista la costruzione del centro commerciale

di Andrea Nobile (WWF Insubria) e Gianni Del Pero (WWF Lombardia)

Giussano e l’intera Brianza monzese hanno il più alto livello di consumo di suolo di Italia e quella di MB è la provincia con la percentuale di suolo consumato più alta, circa il 41% e un con un ulteriore incremento di 27 ettari nel solo 2021. Nonostante la spaventosa siccità di quest’anno e le temperature torride che ci hanno accompagnato per mesi continuiamo, invece, ad adottare decisioni scellerate devastando l’unica nostra reale ricchezza, l’Ambiente Naturale, consumando ancora suolo, eliminando le ultime aree verdi a favore di asfalto e cemento.


A Giussano il Consiglio Comunale il 9 novembre ha deciso di abdicare al proprio ruolo di difensore del territorio e del patrimonio collettivo costituito dalle ultime aree verdi approvando la realizzazione di un altro enorme capannone da adibire all’ennesimo centro commerciale, in questo caso “Centro di produzione del fresco” (!) di Iperal Supermercati. Ovviamente tutto nel rispetto del “contesto ambientale” (che verrà devastato e stravolto) per generare ricadute (di traffico e inquinamento) per la città che perderebbe per sempre le aree verdi di Via Viganò e Via Lambro.


Ma noi diciamo NO a questa decisione autolesionistica, NO all’ennesimo devastante centro commerciale, che si appropria del Patrimonio Ambientale, che è la vera ricchezza di tutti per consentire l’interesse di pochi, distrugge il Territorio e il Paesaggio, devasta l’Ambiente e incrementa le cause dei cambiamenti climatici sottraendo aree verdi e consumando suolo.