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martedì 25 marzo 2014

Petizione per chiedere la moratoria sulle grandi opere Lombarde


I gruppi, i movimenti e le associazioni lanciano una petizione sulle grandi opere per chiedere una moratoria e fare chiarezza prima del semestre europeo affidato all'Italia.

Il recente arresto di Antonio Rognoni, Direttore generale di Infrastrutture Lombarde, ripropone il problema della fondatezza programmatica e della giustificazione socioeconomica delle grandi opere e delle iniziative come EXPO2015.

I gruppi politici, i comitati, i movimenti e le associazioni firmatari di questo comunicato – che hanno anche lanciato una petizione in tal senso (vedi http://chn.ge/1mwtBhm ) - sostengono e ringraziano la Magistratura e gli enti che hanno fatto emergere queste malversazioni e chiedono al Governo una moratoria sul comparto delle grandi opere perchè ritengono che non si possa rilanciare l'economia italiana con opere nate vecchie come Pedemontana, con sprechi ingenti di soldi pubblici, con la devastazione del paesaggio che é una delle principali risorse nazionali.
In particolare chiedono al Governo e agli organismi competenti (nuovo CIPE) di non concedere a Pedemontana alcuna agevolazione pubblica o aiuto fiscale (si parla di 480 milioni di euro).

I cittadini, che stanno sopportando gli effetti della crisi e delle conseguenti manovre economiche, hanno bisogno di avere la certezza che si sta facendo ogni sforzo per una corretta gestione della cosa pubblica.
I firmatari chiedono quindi di conoscere i bilanci delle grandi opere e di avere un quadro preciso sul concorso economico dello Stato per queste iniziative che vengono presentate come “a carico dei privati”, chiedono che si faccia uno studio di tutti i debiti nascosti nei bilanci delle società miste pubblico-private che saranno la causa di un nuovo e ancor più esplosivo debito pubblico, chiedono infine una analisi indipendente dei costi-benefici di queste opere.

L'Unione Europea é orientata alla sostenibilità e quindi ai trasporti su ferro e non su gomma: perseverare nel 2014 con iniziative che generano effetto serra e cambiamento climatico é antieconomico e insensato sia da un punto di vista ambientale che umano. Anche le banche cominciano a rendersi conto della non profittabilità di questi investimenti che talvolta hanno tempi di rientro dell'ordine dei 50 anni!
Si può firmare l' appello sul sito http://chn.ge/1mwtBhm

L'appello è indirizzato al Presidente della Repubblica Italiana, al Presdente del Consiglio, al Presidente della Commissione Europea, al Presidente della Regione Lombardia, ai Capigruppo dei partiti presenti in regione, ai Sindaci delle città di Milano, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Monza, Pavia, Sondrio,Varese e ai presidenti delle omonime province,al Procuratore della Repubblica di Milano.

Per contatti: info@listacivicaitaliana.org , corradi.circolo@tin.it , cesare.vacchelli@teletu.it

Ecco un sommario elenco delle cifre e delle relative grandi opere lombarde coinvolte nelle inchieste della Magistratua
  • 1.200.000 euro per Expo 2015 ( per attività di supporto e consulenza, 25 appalti "turbati");
  • 525.000 euro per consulenze per opere stradali come Pedemontana, Tangenziale Est Esterna di Milano e il collegamento Brescia-Milano noto come Bre-Be-Mi, autostrada CR-MN (240.000 euro per consulenze);
  • 2.400.000 euro per consulenze per l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano (Bre-Be-Mi);
  • autostrada Broni-Mortara-Stroppiana;
  • 400.000 euro per appalti in vari ospedali;
  • circa 1.800.000 euro per le bonifiche da amianto di un'area a Pieve Emanuele.
I firmatari del presente comunicato in ordine di adesione:
  • Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia
  • Coordinamento Nord Sud del Mondo
  • Forum nazionale Salviamo il paesaggio
  • Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio
  • Campagna “Ferma la Banca”
  • Rete civica italiana
  • Coordinamento comitati contro le autostrade CR-MN e TI.BRE (Tirreno-Brennero)
  • Legambiente Lombardia
  • Comitato Parco A. Cederna e il Comitato “La Villa Reale e’ anche mia”
  • Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile
  • WWF Lombardia
  • Lista civica “Un’altra provincia” – Milano
  • Movimento 5 Stelle Regione Lombardia
  • Movimento 5 Stelle Vimercate
  • Associazione Dimensioni Diverse – Onlus
  • Rete Ambientalista Pavese
  • Coordinamento Comitati ed Associazioni contro l’autostrada Broni-Mortara-Stroppiana
  • Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza
  • Rete Associazioni e Comitati per Salute, Ambiente e Sviluppo sostenibile della provincia di Pavia
  • Associazione ApertaMenteLab – Soncino
  • Amici di Emmaus – Piadena
  • Comitato No Gasaran – Sergnano
  • Segreteria Regionale PRC
  • Forum Civico Metropolitano – Milano
  • Comitati Cives Seveso, Cives Bovisio Masciago, Cives San Giorgio Desio
  • Associazione Noi per Cesano


Post aggiornato il 29 marzo 2014

sabato 22 marzo 2014

Il codice etico di "Infrastrutture Lombarde"

I dirigenti della Società devono rappresentare modelli di riferimento di condotta morale e devono incoraggiare la discussione sulle implicazioni di natura etica e legale delle decisioni aziendali.
Essi si impegnano a creare e mantenere un ambiente di lavoro in cui sia chiaro e inconfutabile che a tutti è richiesto un comportamento conforme alle norme etiche e legali.
 

(dal "Codice Etico" di Infrastrutture Lombarde)

Infrastrutture Lombarde: un verminaio clientelare?
"La magistratura accerti le responsabilità soggettive ma i fatti sono di una gravità sconcertante e gettano un'ombra terribile sui grandi investimenti infrastrutturali della Lombardia"

Comunicato stampa di Legambiente Lombardia

Gli arresti eccellenti in casa di Infrastrutture Lombarde e di CAL-Concessioni Autostradali Lombarde gettano un'ombra inquietante sulla enorme partita di investimenti a cui gli amministratori della Regione Lombardia lavorano con continuità e devozione da un quindicennio. In quest'area grigia rischiano di entrare le più mastodontiche previsioni infrastrutturali: le autostrade TEM, BreBeMi e Pedemontana, che da sole formano un volume di investimenti pari a quasi 10 miliardi di euro, e le altre strampalate opere in previsione, dalla Cremona-Mantova alla Broni - Mortara.

“Da sempre denunciamo che le maggiori tra le grandi infrastrutture lombarde rappresentano non solo delle pesantissime aggressioni al territorio, ma anche delle opere sulla cui effettiva utilità e sul ritorno economico c’è stata molta propaganda, restano molti dubbi e non vediamo nessuna certezza, tanto che gli investitori privati si sono sempre ben guardati da esporre risorse proprie. Da contribuenti, prima che da ambientalisti, ci seccherebbe scoprire che in realtà il faraonico progetto autostradale lombardo si riveli una gigantesca macchina taroccata per rosicchiare denari pubblici e coltivare clientele politiche. A Maroni, che augura agli inquisiti di dimostrare la loro personale estraneità ai fatti, rispondiamo che, a prescindere dalla sanzione delle responsabilità soggettive, noi avremmo preferito che quei fatti non si fossero mai verificati”, ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia.